All language subtitles for Un Altro Ferragosto (2024) iTA.Bluray.1080p

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Original subtitles

SANDRO: "Alla cortese attenzione della Presidente della Commissione Europea

Ursula von der Leyen.

Lei signora conoscerà la storia dell'Isola di Ventotene,

dove dal 1932 fino all'estate del 1943

più di mille oppositori del regime fascista furono costretti al confino..."

No aspetta, ricominciamo.

(MUSICA ELETTRONICA IN SOTTOFONDO)

VOCE MASCHILE 1: Comunisti, fascisti, ancora!

Noi prima di tutto siamo concittadini italiani.

PIERO NATOLI: Come si vede da voi Italia Uno?

ELSA MORANTE: Ma noi non ce l'abbiamo mica la televisione.

PIERO NATOLI: Mi spiace.

(MUSICA ELETTRONICA CONTINUA)

VOCE UOMO: Ma come, lei va dai carabinieri, fa le denunce...

SANDRO: Per forza! Voi andate in giro con la pistola a fare il tiro a segno!

C'è stato anche un ferito. Lo sa o no?

ENNIO FANTASCHINI: Noi prima di tutto siamo concittadini italiani.

SANDRO: Che cosa state facendo quelli come voi a questo paese?

Quelli che buttano l'immondizia in mare. Quelli che vanno in giro armati.

Che se ne fregano delle regole.

Quelli che guardano solo la televisione, che hanno disprezzo per la cultura.

(MUSICA ELETTRONICA CONTINUA)

PIERO NATOLI (in dialetto romano): Sono alternativi, poverina!

ENNIO FANTASCHINI: Noi siamo venuti qui carinamente e simpaticamente

per parlare, in amicizia.

SANDRO: Ma io non voglio avere niente a che fare con lei!

ENNIO FANTASCHINI: No, mi consenta un attimino,

perché voi intellettuali vi atteggiate tanto,

parlate così sofistici, state sempre ad analizzare, a criticare.

La verità è che non ci state capendo più un cazzo! Ma da mo'!

("ITALODISCO" DI THE KOLORS IN SOTTOFONDO)

MARIA ROSA: Buon soggiorno, allora, questa è la chiave e i bagagli ve li porta Kalim.

Poi per qualsiasi cosa qui c'è tutto.

Casetta gialla c'è da fare il check out.

Per favore ci sono anche i bagagli da ritirare a Casetta Malva.

Ué ragazzi! E forza, aiutate pure voi.

- Chiedi a papà. - Eh, chiedi a papà...

Quindi via libera al remix delle tonalità pastello coi top cromati preferiti.

Guarda che robetta?

Però quest'anno mi dovete chiudere al traffico la piazza.

Capirai, per due apetti, Mauro?

Qua ci stanno i turisti da luglio a settembre e tu li vuoi cacciare?

Eh, due apetti disturbano il sonoro della proiezione.

Oh, io ho fatto tutto, eh! Permessi, suolo pubblico, licenze!

- Ho tutto, eh! MARIA ROSA: Maura ma mannaggia a te!

Un attimo amore! Un attimo!

Che ospiti ci sarebbero?

Apriamo con la retrospettiva del Maestro Bologna.

Qualcuno di famoso no, eh?

- Papà due euro per le figurine! - Pure a me!

Andate da mamma, forza!

Candida? Attenta a questi due!

Perché non fate una cosa? Fate venire la Bellucci.

È fascinosa, di spessore.

La politica del festival mio è: niente star, niente red carpet,

proiezioni in pellicola e dialogo del pubblico con gli autori.

- E poi... - È sbarcato Altiero Molino,

il figlio dell'amico tuo Sandro.

Scusate tanto, eh?

- Vai! Vai! - Mi raccomando, la piazza. Mi raccomando.

Sandro Molino. Te lo ricordi?

Quel giornalista che fece questioni con i Mazzalupi.

Botte, denunce... un casino.

Per l'ambulante africano?

Che era, agosto?

Ma tipo un secolo fa!

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

MAURO: Allora? Che dici? Ti piace?

L'atmosfera mi sembra più o meno la stessa, no?

Però siamo sicuri di portarlo qua?

Ci sta solo la guardia medica,

per portarlo al pronto soccorso ci vuole l'elicottero.

Scusa? Si può rimediare un tavolone e una copertura da mettere lì?

- Tipo così. - Un tavolone te lo rimedio.

MAURO: Guarda Martina mia com'era piccoletta!

Mamma mia, che bellina...

Mamma e papà stavano sopra, al primo piano.

Dove sei stato concepito te, mi sa.

Se non facevo lo scemo con mamma, potevo essere io il papà tuo.

- Certo. - Ammazza che soddisfazione per me.

Hai fatto bene a partire,

che qui in Italia... poi con questi dei moma, mamma mia!

Papà deve stare sotto, eh? Che con le scale non ce la fa.

- Mi fai vedere quella cosa? - Di qua, sì, vieni.

NOAH ({in inglese) ALTIERO {(in inglese)

MAURO: Che dici?

Eh! Che dico Mauro? Credevo meglio.

Vabbeè, voglio di, non è che uno si aspetta de ritrovare tutto uguale!

Pure noi siamo cambiati da quando si veniva qua in vacanza, no?

ALTIERO: Tu ci sei pure rimasto. (MAURO RIDE)

MAURO: Mi sono trovato bene.

MARIAROSA: I signori Mazzalupi, giustamente,

necessitano del wi-fi super veloce.

Eh, ma quelli ci lavorano, hai capito?

Buongiorno, vi siete sistemati? Tutto a posto?

Bon-gioni. l'm sorry, io non parlo in italiano

(IN INGLESE)

- Maria Rosa, Altiero. - Piacere...

- Piacere. - E lui è Noah, il marito.

Ah... Onoratissima, Vitiello!

E vostro padre come sta? Vi ho tenuto sei stanze, avete visto?

ALTIERO: Chi sono?

MARIAROSA: Gli ospiti delle stanze dietro.

Cioè, ci sono altre persone con noi?

Avevamo già delle prenotazioni, non li possiamo cacciare.

Altiero mio. Prima mi dici ottobre, poi venite a Ferragosto.

Papà non ci arriva a ottobre.

Che cosa tremenda. Eh, ti ho trovato questa, che magari...

Scusa, ma sistemiamoli in queste due case bianche?

- Villetta Bianca? - Eh.

Se...

Ci sta Sabbry Mazzalupi, con gli ospiti... (CELLULARE SQUILLA)

Scusate tanto... Davide? La bombola del gas...

Scusa, ci sono le suite del resort, c'è pure la Spa, vi metto là!

- No, metti loro là. - Ma come...

Quelle costano, quella è gente normale, mica come te.

- Offro io, fagli la proposta. - Ah... vabbè.

- Se serve aggiungi un bonus. - Un bonus? E di quanto?

Mauro, dai...

(BANDA SUONA)

DONNA: Pazzesca!

Fate fina di suonare, poi la mettiamo dopo in post.

INVIATA TV: Eccoci a Ventotene! Nella tua comfort zone...

Infatti l'hai scelta come location per il tuo magio moment!

- Infatti, brava! - Il matrimonio con Cesare a ferragosto.

- Quanti ospiti sono attesi? - Oddio, allora...

Non vogliamo esagerare, sono solo il cerchio magico,

diciamo un buffet di finger food, una cosa semplice, alla mano, ecco.

Sei un personaggio rassicurante, amato...

- Vabbè... - ...trasversalmente.

Ti dico la verità, non ti conoscevo ma mia nipote ti adora!

Qual è il segreto del tuo successo?

No, ma che segreti! Come mi vedi sono.

Hai raccontato anche episodi di sofferenza adolescenziale per il bodyshaming.

Ci ho dovuto lavorare un po', sì!

E pensare che tutto è nato da un tutorial per lisciare i capelli.

Vabbè! L'avevo fatto per scherzo, per le amiche mie, ma ha fatto il botto!

SABRINA: Da morì!

- Ci pensi tu alla spesa per tutti. - Ok, capo.

Digli che Sabbry gli mette il tag, e fatti dare tutto gratis.

Ma mamma dove sta? Ma che è rimasta là? Mamma?

Ah ma'?

Mi ero dimenticata papà!

Dai, che ci portano a casa.

Ma come? Non ci andiamo con la barca?

Ruggero mio l'affittava sempre, quanto ti piaceva, il vento nei capelli!

- Signora Luciana, come sta? - Bene!

Si ricorda? La casa è dopo il paese.

Sì, come no! La villetta bianca di Vitiello.

- Brava. - Sì, ma stai attenta cara, non ti fidare,

che quello è un paraculo. A noi ci rubava la caparra.

Papà mio? Ma poverino, è venuto a mancare.

Pure lui?

Muoiono tutti!

- Vieni a cena da noi quando ti pare! - Sì.

Vieni amò, che c'è il Vip Service. Ora potete suonare!

CESARE: Questi sono scemi!

(BANDA RIPRENDE A SUONARE)

CESARE: Vai, vai, vai!

(IN INGLESE)

Fratellino...

Che bello vederti.

Sobrio il motoscafo.

- Stava più comodo così. - Certo.

Mi piace troppo sputtanare i tuoi soldi.

Immagino i commenti del Premier.

No, invece il premier era contento. Anche mamma! Tutta entusiasta.

Hi!

CECILIA: Altiero? - Ciao mamma!

Attenzione che io non so nuotare.

Ho paura. Amore!

Però come sei secco, ma non mangi?

- Mangio. - Sicuro?

Uh! C'è Noah!

Noah.

- Hai visto quanto è bello Noah? TITO: Attenzione.

Tanto non mi ascolta mai!

Papà.

- Ciao Zio Altiero. - Ciao...

Che facciamo, ci abbracciamo?

Ti sei già comprato tutta l'isola?

- Poi mi dici quanto ti dobbiamo, eh? - Ma di che?

Non glielo presenti?

Sì. Papà, Noah...

(IN INGLESE)

Molto piacere, Altiero parlato tante cose di voi.

Piacere...

- Genero, "nuoro"... Come devo? - Non ne ho idea.

Comunque casa è un po' cambiata, eh! Ti avverto.

Stavo parlando con Tito, gli stavo raccontando una cosa. Dov'è?

- Sono qui, Sandro. - Ah, Tito...

- I confinati venivano fatti sbarcare qui. MAURO: Amore!

MARTINA: Ehi, ciao Mauro! SANDRO: Questo è il porto antico...

MARTINA: Ciao... - Amico mio!

Amico mio... (sorride)

MAURO: Tu non sai quanto ti ho pensato!

- Come stai? - Ma tu Sandro, porca miseria,

quanto sei stato importante per me!

Tito! Ma come sei cresciuto!

- Ciao nonno Mauro. - Ehi!

Scusa, ma Sandro mi sta spiegando una cosa.

Sì, sì. Scusa tu, scusa...

- Ti devi immaginare la scena... MAURO: Cecilia?

- ...tutti gli intellettuali in manette... - Mauro,

- come stai? MAURO: Ma sei bellissima

SANDRO: ...come diceva Pertini non dovevano mai perdere la loro dignità...

(VOCIARE INDISTINTO)

SANDRO: dovevano sbarcare tutti questi nuovi arrivati, molti dei quali

erano stato interrogati duramente dalla milizia fascista

SANDRO: ...ed erano stati anche loro torturati...

Non sembra, ma è contento di vederti.

ALTIERO: Eh!

MAURO: lo vi ho prenotato i biglietti, per l'apertura del festival mio, eh!

Mi raccomando, venite tutti. Eh!

MAURO: Il Festival mio! Ventotene film Festival!

(NEONATO PIANGE)

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

CESARE: Se volete salutare Sabbry, domani in piazza.

Attenzione qui è proprietà privata. Grazie mille. Chiudi bello.

Daje, chiudi che ci dobbiamo riposare.

Tanti auguri. La grande Sabbry!

CESARE: Ammazza, che si è portata questa, oh?

Allora, tu e Noemi vi mettete laggiù con Ruggero junior,

accanto a quella piccoletta che mi ci metto io.

MASSIMO: Ok. - Ma che io sto in camera da sola?

Non sai che ti perdi, eh?

Amò, lo sai che faccio tardi a lavorare col computer, poi fumo, ti stranisci...

Qua poi ci si mettono Daniela con Giorgetto mio, quando arrivano.

Ma deve proprio venire questa? Cioè, boh... mi odia.

Non è vero, ha il carattere suo.

E poi Giorgio non si deve sentire escluso, capito, l'ha detto la psicologa.

- Che ha detto la psicologa? - Oh!

Il padre si sposa con un'altra e lui si deve sentire parte della famiglia

va bene?

Cortesemente, potete evitare di passare che stiamo parlando? Per favore, grazie.

SABRINA: Vabbè. - Sora Luciana, tutto a posto?

- Era la camera vostra? - Sì, ci stiamo tanto bene io e lui.

Vero Ruggero? Ti metto qua.

Ti piace?

Ma Marisa? Ci siamo persi Marisa!

lo lo sapevo, dovevamo stare attenti!

SABRINA: Mh, tutto a posto, ma'.

lo ho una responsabilità!

Sono la sorella maggiore, papà me lo ha fatto giurare in punto di morte.

"Stategli dietro a tua sorella! Che quella non ci sta con la testa!"

Mamma, zia Marisa arriva col traghetto.

Ah, che bello.

Non vedo l'ora di abbracciare Marcello, che pure lui per me è come un fratello.

Erano tanto legati con Ruggero mio.

Ma', Zio Marcello è morto.

Pure lui! È una strage.

Zia viene con l'Ingegnere!

LUCIANA: Ah, l'ingegnere, finalmente!

Ma chi è quest'Ingegnere?

È il fidanzato nuovo di zia. Un pezzo grosso!

Oh, comunque questa casa troppo un flash!

- Ora te lo posso dare un bacetto? - Dopo, dopo, dopo.

Almeno mi aiuti ad aprire i bagagli? Che sennò mi impiccio.

(BANDA SUONA)

Uftf.

Qui ci dovrebbe essere qualcuno che che ci viene prende col trabiccolo.

Eccolo qua! "Mazzalupi".

Fabio! Aiuta l'Ingegnere col trolley.

Perché, non ha le mani?

(SBUFFA)

Oddio Pierluigi, guarda...

È un'isoletta deliziosa,

denominata dai Greci Pandoteira e successivamente dai Romani Pandataria.

- No, quello. - Che?

- Ah. - Povera figlia.

Meno male che ci sei tu, che mi darai una mano, vero?

Certo.

Intanto godiamoci questa nostra vacanzuccia.

Questa non è una vacanza, è una missione. Lo sai?

Stai tranquilla tesoro, ci sono io con te,

poi avremo tante di quelle occasioni in futuro.

No, no, cerchiamo di risolverla subito che io non ci dormo la notte. Dai!

Questo è il nostro shuttle?

Fabio caro, cortesemente "les bagages de maman".

Il bagaglio di mamma!

- Se lo prende da sola. PIERLUIGI: Ecco.

(MUSICA BANDISTICA CONTINUA IN SOTTOFONDO)

MARISA: Non è tanto che si approfitta,

è che per me neanche glie vuole bene a Sabrina!

Anche perché, detto tra noi,

quella ragazzina ha avuto sempre un sacco di problemi,

MARISA: a scuola non sapeva leggere, non sapeva scrivere.

È stata sempre una ragazzina svagata, aveva quei deficit "conoscitivi".

"Cognitivi"! Beh, posso immaginare!

- Hai detto che una volta ha tentato... - Oh!

Si è presa tutte le pasticche di Luciana, le hanno dovuto fare la lavanda.

Che stai guardando?

No, se per caso c'era una gioielleria, un fioraio...

Per fare che?

Un pensierino, un cadeau, per non presentarsi a mani vuote.

(ridendo) Sei proprio un signore te, eh?

Non ci posso credere che tra poco ti presento tutta la famiglia mia!

- Un po' mi vergogno. - Ma va, va!

Giù per Via Olivi c'erano le sette mense dei comunisti,

Terracini, Secchia, Scoccimarro, Longo, Ravera...

È tutto cambiato qui. Me lo ricordavo più bellino.

A te Sandro non ti sembra diverso?

CECILIA: Sembrava così romantico...

NOAH: Altiero? CECILIA: Senta, scusi?

Ma avete intonacato o cambiato il colore qua?

CECILAI: Ma ci avete messo dell'elettricità! Peccato...

(IN INGLESE)

SANDRO: E infine c'era la mensa dei federalisti europei,

con Altiero Spinelli...

Oh, non lo molla mai, eh?

Come faceva con te. Uguale.

Se...

A sei anni.

(RIDE)

Basta con questa lagna, fatti avanti, su, su, su!

SANDRO: Eccoci!

No! Il pollaio! È questo!

SANDRO: Quello che rimane.

Me lo ricordavo diverso, ma ormai la mia memoria...

Sai, Spinelli lo aveva costruito con l'aiuto di Pertini,

che era stato calciatore a Nizza.

Muratore.

- Muratore, e io che ho detto? - Niente.

Ed è qui che lui, Colorni e la sua bellissima moglie Ursula

si nascondono per annotare con dei mozziconi di lapis

sulle cartine delle sigarette i primi spunti di quel documento visionario.

Il Manifesto di Ventotene,

l'Europa Libera e Unita!

Ed è proprio qui che secondo me è scoccato l'amore tra Spinelli e Ursula.

Secondo me...

Colorni se n'era anche accorto.

- Ed era geloso? - Sì, ma era un razionale, un kantiano.

Se ne vergognava.

- Ma non è potente questa storia? - Infatti è bellissima.

E non la conosce quasi nessuno.

Com'è Papà? Ti piace ancora qui?

Come va in America? Si sparano ancora tra di loro?

Sempre.

Insomma questo luogo è un simbolo,

che verrà preservato grazie alla nostra lettera!

CESARE: Dimmi te, oh.

Eccolo!

Cortesemente che siete voi “"parata grande guest"?

No, siccome da noi devono attivare il servizio ancora,

io ho i giga illimitati, ma non mi si attacca il roaming.

CESARE: Vedo che voi avete un botto di tacche,

se carinamente mi potete dare la password...

giusto il tempo di fare una diretta streaming.

Che ha detto?

Vuole scroccare la password di "parata grande guest".

- Ma non siamo noi. - Che?

Ammazza, simpatici, oh!

Non la possiamo fare dopo questa diretta, quando attivano il router?

Ti ho detto che risolvo, risolvo, no!

Papà andava là a fare le chiamate coi clienti, vieni.

No, non piglia più.

Ma zero proprio.

Ma dimmi te se nel 2023... ao!

Me sa che è da queste parti la location della festa, eh!

Il progetto della wedding-planner è da paura.

Certo toccherà spianare tutto, guarda la zozzeria...

Ci basteranno due giorni?

MASSIMO: Metteteli due ripetitori!

(VERSO DI SOLLIEVO)

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

Graziosissimo qui, eh!

La chiamano la villetta bianca.

Una bomboniera. Beh, semplicità è eleganza.

A me fa venire una tristezza, non puoi capire.

PIERLUIGI: Buongiorno!

Shh! Sabbry sta facendo la diretta.

- Massimo mio nipote, l'Ingegnere... - Nardi Masciulli.

Molto lieto, mi zia ci ha parlato un botto di lei...

Ma che stai a dì?

LUCIANA: È arrivata Marisa!

Vieni, è mia sorella, non ti spaventare.

- Ingegnere, tanto lieta. - Nardi Masciulli.

- Te però mi fai sempre preoccupare. - No...

- Gradisce un aperitino? - Ma con piacere, magari bollicine.

Facciamo un bel brindisi!

Una gazzosina per l'ingegnere la abbiamo?

Shhh! Ma che è questa caciara, oh? Mi state entrando nell'audio.

È colpa mia, chiedo venia.

- L'Ingegnere? - Nardi Masciulli.

No, ma che c'entra lei! Anzi piacere.

(sottovoce) Anzi venga, le facciamo vedere stiamo facendo una diretta.

SABRINA: Cuoricino però, vista la gente di Pomezia, che saluto,

chiocciola Marianounderscore 98, oppure smile per outfit B,

brand più classico che m'hanno mandato carinamente

da chiocciola- sorelle Cruciani, grazie grazie...

Ma lei è dei nostri, ingegnere? Ammazza gagliarda, posso?

Un ricordo del maggiore Masciulli, anche lui venuto a mancare.

Masciulli... lui?

Eh... Grande figura, mi propose di entrare nel ramo ingegneria bellica in Venezuela.

Er MAS oh! Motoscafo Armato Silurante, Memento Audere Semper! Guarda qua?

Poi con Eleonora decidemmo di rimanere a Roma

e investire più prosaicamente nell'edilizia.

Ma io so tutto del grande Masciulli. Modestamente, due anni nei parà.

Eh... a chi lo dice. Come Folgore dal cielo...

...come Nembo di tempesta!

Ma anche lei nella gloriosa Brigata?

Anvedi l'ingegnere! Ma le posso dare del tu?

- Sento che c'è feeling. - E reciproco.

Ho una call col mio sponsor di Milano...

Prego, prego prego...

CESARE: Ehilà, panetùn!

Allora?

È un giovanotto molto alla mano...

Oh, invece chi è il promesso sposo della nipote?

Ma è lui!

Ah... embè è ambiguo.

Lo terremo d'occhio.

(MUSICA BANDISTICA IN SOTTOFONDO)

MARTINA: Betta?

lo salgo a piedi perché devo respirare. Sandro è arrivato, no?

Sì...

GRAZIELLA: Betta!

(piangendo) Non ce la faccio più.

Si sono lasciate in taxi. Si sono rimesse insieme in treno.

Poi a Formia una nuova drammatica separazione.

Però Nonna Betta ha ragione. Cioè, Nonna Graziella è troppo pallosa...

Oplà il mio amore!

Che topolina che sei!

Mi ha bloccato su WhatsApp. Come una stalker!

Ma", è tutto il giorno!

Oh, complimenti, eh!

Ho visto che su Forbes sei nella top ten degli under 30.

Ma Roberto?

Ma, l'ho visto all'imbarco, poi boh.

ROBERTO: Purtroppo quest'isoletta è diventata infrequentabile.

Una volta venivano qua solo un gruppetto di aficionados...

tutta selvaggia...

Ma se vi serve una guida, a Punta dell'Arco c'è una caletta

dove si può anche star nudi, per dire, se uno sente la natura, perché sennò...

Chi era quello?

Boh, un vecchio bavoso.

Grazie che sei venuto.

Altiero, io son venuto per te, lo sai il bene che ti voglio.

E poi non mi dovevi chiedere quella cosa di cui non mi potevi parlare al telefono?

Però non credo che tuo padre abbia voglia di vedermi.

No, non è vero. Non è vero.

Di che cosa dovevi parlarmi?

Ti devo chiedere un altro grande favore.

Tutto quello che vuoi, guarda.

lo devo alleggerire il mio portafoglio titoli in Italia.

Però non posso regalarli a mamma e papà, sennò gli si sballa l'aliquota fiscale.

Spiccioli, eh? Se li vendi puoi fare una cento!

- Cento mila? - Sì.

Me lo fai questo favore?

Ti chiedo solo mi devi firmare due fogli. Guarda, mi risolvi un problemone.

Poi sono tuoi, eh!

- Ma figurati! Per te questo e altro! - Grazie.

Ma papà, come sta?

Eh! Non gli dite "stai benissimo" perché si stranisce.

BETTA: Sandro, ma come ti sei ridotto cavolo, ma guardalo...

- Ingrassato! No dimagrito... - Anche più basso di statura, mi pare.

Ma imbruttito tanto!

Non è vero, è bellino invece, guarda...

- Oh... - Sandro?

Chi siete?

GRAZIELLA: Sandro?

Chi sono?

Dai smettila!

Ma vabbè, vaffanculo!

(RIDONO)

- Mi hai perdonato, vero? - Non lo so.

Vabbè! È già un passo avanti. Posso abbracciarti?

GRAZIELLA: Bischeri! Stare a litigare sui so ci al all'età vostra.

Lo hai massacrato pubblicamente. E lui è venuto qui a Canossa...

- A Canossa... - ...è davvero un amico.

Betta ti legge tutti i giorni, eh. Anche perché non ha altro da fare.

Adoro i tuoi post quotidiani contro quelli che stanno tutto il giorno a postare.

A-do-ro!

Propongo saltuarie riflessioni, non siete obbligati a leggerle.

Scusate, stiamo lavorando. Tito dove eravamo rimasti?

- Per carità! - Ciao Sandro.

Allora, andiamo avanti...

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

Presidente Von der Leyen...

Scusa, la gamba è peggiorata, vallo a spiegare a Betta.

Mi tratta come una pezza da piedi, io parlo, nemmeno mi sente...

Di qua, eh.

Ma dimmi di Sandro.

È sempre uguale. Tale e quale.

Non mi vede, non mi sente. Ma non da ora, è da sempre.

Martina ci ha fatto paura al telefono, eh!

Quella stanza? Ma davvero?

Sì! lo invece lo vedo bellino. E lì che scrive, con Tito.

Infatti, sta molto meglio. Ma tanto, eh!

La falsa invalida si è messa comoda. Per attirare l'attenzione, capito?

Vedi? Ecco!

(SBUFFA)

Ma cos'è che scrive Sandro con Tito?

La lettera al parlamento europeo.

Cioè, che lettera?

Ma non lo avete letto l'ultimo articolo di Sandro sull'Unità?

"Custodire la memoria di Ventotene".

Lo prendevamo in giro, ma il pezzo era bellissimo.

Ah, sì! La piccionaia di Spinelli?

- Il pollaio, cretina! - Spinelli, di Hirschmann, di Rossi,

di Colorni.

Perché l'idea di Sandro sarebbe quella di farci mettere una Targa,

farlo restaurare...

- Eh... - ...e poi far venire le scolaresche.

- Ah, bello. - Capito?

Però non se lo cagano proprio di striscio. Poi con al governo questi qua, figurati...

- Ora scrivono alla Von Der Leyen! BETTA: Vedrai...

Eh! Vedrai, sì.

- Scema, mi dai un bacino? - Non ci penso nemmeno.

BETTA: Allora vaffanculo!

(LITIGIO INDISTINTO)

Questa cosa delle firme è due palle! Scusami.

No, ma figurati. Non ho capito bene, cioè, sono miei in che senso?

No, nel senso che, se un domani ce li hai me le ridai, sennò non fa niente.

E vabbè... e quelli?

- No, è il disturbo quelli. - Ma...

Sì...

Roberto, mamma e papà...

No... e certo. Ci mancherebbe.

E, siglo? Ogni pagina, giusto?

Grazie.

(sbuffando) Aria...

(BUSSANO ALLA PORTA) CECILIA: Permesso?

Ti ho portato gli asciugamani. Uh!

- Te li lascio qui. - Grazie, grazie...

CECILIA: Ah, Robertino...

sei stato tanto generoso a venire.

Ah, sì...

No, davvero, non deve essere stato facile, perché insomma...

e poi i so ci al sono una platea, no?

Secondo me uno a un amico le cose non gliele dice così pubblicamente,

- gliele dice in privato, no? - Certo.

Glie l'ho detto a Sandro, però eh...

Non è che lui a me mi ascolta tanto, eh.

Non mi ascolta per niente. Non si scuserà mai.

E allora mi scuso io e ti ringrazio anche.

Tutti questi soldi cosa sono?

Hai firmato un contrattino di lavoro?

- Fammi vedere. - No, no, no...

- Oh questa... - Scusa.

Scusa, scusa, non dovevo. Lo so, ma è...

- non ho resistito. Sei talmente bella... - Ma sarai mica matto te!

Ho sbagliato, lo so.

A me mi sa di sì.

(PORTA SBATTE)

Glioblastoma.

- È inoperabile ormai. - Oddio, povero tesoro.

Ma nessun antidolorifico?

- No, dolori no, danni neurologici. - Eh.

- Non so, inciampa, non ricorda le parole. - Sì, sì.

Prima non sapeva dire mare, faceva: "Il 'coso' lì".

- Non ci crede, guarda. CECILIA: Oddio, oddio...

- Cecilia ? - i, 0o1i, oi.

CECILIA: Ma come si fa? - Scusa cocca, ma... eh.

Tutto ok, non è successo niente.

Scusate, scusate.

Ma è un maniaco.

Pensavo che sopra i 20 anni non le guardasse nemmeno.

Cosa c'entra Betta, non si parla mica di sesso, no...

No, a me quello che mi fa specie è che io in tanti anni...

non me ne ero mai accorta, mai.

lo ci parlerei. Secondo me ci si deve parlare.

A me... lo però, non lo so...

Non ho il coraggio perché...

Poverino mi fa pena, no? Così...

- Fa pena... (RIDE) - Mh.

Se ci parlaste voi, eh?

Eh!

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

Daje socio, ultimo sforzo. Poi defaticamento e stretching.

CESARE: Dai, dai.

(RESPIRO AFFANNOSO)

Guarda là, Pierluigi.

PIERLUIGI: Si vede Ponza. CESARE: Le fregne.

PIERLUIGI: Le fregne? Ah, le fregne.

CESARE: Come le vedi? PIERLUIGI: (VERSO)

Mentalità aperta, forse scandinave.

- Sono lesbiche di Terracina. - Ah, vedi?

lo però una botta gliela darei, tu no? Hai visto mai ci ripensano.

- Lo so che a Marisa sto sul cazzo. - Ma no...

Invece con te sento che c'è il feeling.

È reciproco.

Perché non ti sei andato a fare una corsetta pure tu con Pierluigi?

- Ti farebbe bene. - Non mi rompere il cazzo!

Eh, guardi sempre queste cazzate.

Ti sei pure finito la vaschetta di gelato che avevamo comprato...

- Dai, che tra poco si cena. - No, non vengo.

Almeno a fare presenza.

Ma ci dormi con quello?

- Sì. - Mi fa schifo questa cosa, eh.

Tuo padre è morto, mamma è viva.

Era meglio se morivi tu.

- Che ha? - Niente voleva vedere il quiz di Bonolis.

Dai ma', non fare così.

Non sono padrona di vedere quello che mi pare, decidete tutto voi.

CESARE: L'ho fatta diventare partner di un paio di startup,

le faccio incamerare le rèvenius su una fiduciaria in Lussemburgo,

che poi la versano su un conto intestato a due vecchi.

Bravo, ben congeniato.

Mi giri le salsicce, '"s'il te plais"?

Beh, 10 anni in amministrazione in una palestra per vip a Casalpalocco...

Le faccio evitare il furto delle tasse a Sabbry.

Non roviniamo l'atmosfera.

Povera Italia e poveri noi imprenditori.

(VERSO)

Passami il salmoriglio, va.

Gagliardo l'Ingegnere, sento di potermi fidare come di un fratello.

Uno come te, con la tua esperienza,

in questo momento magico per Sabbry è Dio che ce lo manda dal cielo.

Tieni, porta a tavola, va.

Ha fatto tutto l'Ingegnere, eh.

Che ti ha detto?

Lo sto conquistando.

Grazie. (VERSO)

Scusa eh, ho un'arsura.

(IN INGLESE)

SANDRO: ...simbolo dello straordinario percorso

che ha portato

ad immaginare...

ROBERTO: Abbonda, eh. SANDRO: ...il superamento

dell'idea di nazione...

e... la nascita

di una nuova identità per i popoli d'Europa.

Comunque ha ripreso a scrivere, meglio, no?

IVAN: Perché aveva smesso?

Dopo la prima chiusura dell'Unità era andato in depressione.

Ma che depressione, era incazzato e aveva anche ragione, vero mamma?

CECILIA: Ah, ah.

MARTINA: Gli aveva promesso una rubrica il segretario, eh.

Sì, e secondo voi il mentitore seriale lobbista saudita lo ha chiamato?

Ha rottamato anche lui, poverino.

Comunque il suo governo è stato il migliore del dopoguerra

dopo quello di De Gasperi.

- Cosa dici? MAURO: Roberto fammi capire, eri grillino?

- Perché non si può? - Ciccino, chi ha portato la Ellie?

BETTA: Lui! Sandro?

Ti piace la nostra segretaria?

La Ellie, è figa, eh?

Eh, Sandro?

Molto bello, a quest'ora...

il silenzio improvviso delle cicale.

E il sorgere del frinire dei grilli.

Dai, Robertino.

Guadagnati la vacanza, andiamo a prendere un po' di bottiglie.

La sorpresa che ho portato io. Avete poco da ridere.

GRAZIELLA: Andiamo a vedere, andiamo a vedere.

(IN INGLESE)

MARIAROSA: Il polpo?

È stato pescato stamattina, è fresco, parla ancora.

Infatti è buonissimo.

(IN INGLESE)

Ma te lo giuro, l'ho salutata come sempre, con affetto.

Ma stiamo scherzando? E la donna del mio migliore amico.

È una sorella per me, poi in questo momento, con Sandro... Dai.

In effetti, mi sembrava troppo anche per te.

Eh, è che godo di cattiva fama io... invece champagne.

Lascia perdere le aziende bio, si beve francese.

- Non ti dico quanto l'ho pagato. - Ma con che soldi?

- Offro tutto io. - Ma ha rubato?

Ma vedi com'è la Ceci?

Figliolo, Altiero.

- La signora... - Mariarosa.

Mariarosa qui, vuole sapere che lavoro fai.

SANDRO: Visto che non ci ho mai capito niente, per favore spiegaglielo tu.

Ma non è un problema, eh. Era così, giusto per chiedere.

Si vergogna.

Ha creato un app di messaggi, lo sai benissimo, dai Sandro!

Una cosa mondiale, però indipendente, eh.

SANDRO: lo qua già mi sono perso.

Senza tracciamento dei dati sensibili.

Infatti è molto apprezzata dai narcotrafficanti.

Eh? Altiero?

Non lo so, l'ho venduta.

Per una cifra che non riesco nemmeno a decifrare.

IVAN: Una roba tipo... mega miliardi.

- Dai, dai. - Morirò e andrò all'inferno.

Con un figlio "billionaire".

L'uno per cento padrone del pianeta.

Ha detto che ti vuole bene come una sorella.

GRAZIELLA: Tranquilla.

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONO)

Occupato.

PIERLUIGI: Sono il lupo cattivo.

Non mi costringere a buttare giù questa porta.

Aspettami in camera, arrivo subito.

(VERSO DEL LUPO)

(sottovoce) Dolce notte.

Questa manda a fuoco tutto.

MARISA: Luciana... Luciana!

Ti sei addormentata sulla poltrona, mettiti al letto.

Mo, mo... Mo.

(SBUFFA)

SABRINA (sottovoce): Zia.

Ao.

(sottovoce) Che dici, mi sta male?

Me l'ha mandato un brand di Pescara.

Gli piacerà a Cesare?

Ma sì, sei tanto carina.

Tu invece super figa, ammazza zia, beato l'Ingegnere.

Eh...

Comunque ti posso dire che mi fa un sacco piacere che si sei anche tu

in questo momento importante.

Senti...

io ti voglio tanto bene, eh Sabbry?

- Ti posso parlare come una madre? - Dimmi, zia.

Sei sicura di questo passo?

Lo so che non ti piace.

Ma che c'entra? Non è per questo, voglio dire...

È innamorato questo? Non lo so. Ti vuole bene?

Ti sembra impossibile che qualcuno mi ama.

Invece sì, io non sono come te o come mamma, io ho un uomo che mi ama.

- Va bene? - Sì, ma non è per questo. Sabrina?

Cesare, dormiamo insieme? Dai, non russo, mi sono registrata.

Ammazza, sei caruccia amore, è che ho un sacco di mail a cui rispondere.

Guarda che figata.

La wedding-planner ci ha mandato il rendering dell'allestimento.

- Cesare, ma tu mi vuoi bene? - Un attimo, amore.

Tenso struttura, serve la z?

A volte sembra che non te ne frega niente di me.

Che dici ciccia? Sei l'amore mio.

(TIRA SU COL NASO) Mi fai incazzare quando fai la negativa.

Quando non riconosci tutto il culo che mi faccio per te.

- Scusa. - Vabbè, ti scuso. Però che cazzo!

Porcodue, oh. Ma che hai?

Boh, forse è che qui mi viene in mente papà.

Era così infelice, porello.

SABRINA: Anche mamma, ma che saremo anche noi così?

Oh! La tua diretta di oggi ha superato il milione de visualizzazioni.

È arrivato l'allert del bonifico! Mamma!

Ma sei una grande amò.

Vabbè, ti aspetto di là.

Vai, vai che dopo ti vengo a dare un bacetto.

SABRINA: Ciao, amo. CESARE: Ciao.

Ti aspetto, eh.

Non so che pensare, povera ragazza.

Eh, Pierluigi?

- Pierluigi? - (blatera)

"Il lupo cattivo"”...

Ah, ah.

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

Che poi tuo figlio con il computer è un fuoriclasse.

Mette le foto nel testo,

poi crea un documento che puoi proprio girare le pagine.

- Un PowerPoint? - Lo sapevi già?

Tieni, Sandrino.

Buonanotte, Sandro.

- Buonanotte, mamma. - Buonanotte, tesoro.

Sandro, ti devo dire una cosa.

- Posso? - Sì.

E poi è gentile dentro...

con quel suo modo di guardare, di ascoltare.

È successa una cosa con Roberto...

(SOSPIRA)

- Mi senti? SANDRO: Sì.

Ah...

Praticamente lui mi ha baciata e io non volevo, eh. Però...

ci siamo baciati, emh...

Domani...

Domani?

Cioè, vuoi che se ne parli domani?

Guardiamo il mare, domani.

Il mare?

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

(SUSSULTA)

Daniela vero? Ben arrivata, lo vado subito a chiamare...

(urlando) Cesare!

Ho detto a quelle di fare almeno un po' di caffè, lo sanno fare?

Certo, prego.

- Ecco. - Daniela, carissima.

Oh, e sempre in mezzo state?

Giorgio bello di papà.

- Daniela, ti trovo benissimo, vero? - Ah...

Ammazza che mondezza.

Eh, infatti possono anche imparare a farlo il caffè, queste impedite.

- Infatti, scusa. - Hai salutato Giorgio?

Gli hai dato un bacetto?

Eh, dai, dai.

Ciao...

Venite, la Zia Marisa, l'Ingegner Masciulli

Daniela, la madre di mio figlio Giorgio.

- Buongiorno. - Molto lieto.

E la signora Luciana, la mamma di Sabbry.

Lei magari è pratica, sa mica a che ora fanno yoga qui al faro?

Se vabbè, prima volta che vengo qua, pure ultima mi sa.

Ma che dici non è meglio se mi faccio fare una tisana depurativa

che il caffè mi fa venire le palpitazioni.

SABRINA: Mh.

- Bene, no? - Eh.

Giorgio che fai? Giochi con le carte?

Ha vomitato sul traghetto, due volte.

Ma che ce l'ha con me questa signora?

Questa ce l'ha con tutti, non la vedi?

Ma no dai, vieni. C'è un sacco di posto qua.

Gaia te lo giuro, guarda che non è una roba triste.

Sta parlando con la Gaia stronza.

L'avevo intuito.

Shut up.

- Tutto bene, fratello? - Due coglioni...

"Tra quegli 800 esiliati c'era di tutto,

comunisti, socialisti, anarchici, puttane, omosessuali, pazzi."

Cambia puttane con prostitute.

Ok. "E con loro Spinelli, Colorni e Ursula, Hirschmann..."

Caffè per tutti!

- Oh, bravo. - Per te, il tuo orzo.

Roberto, sono confusa. Non so più bene cosa voglio.

C'è anche del gin-seng,

e anche delle fantastiche sfogliatelle che ha portato Mariarosa.

"E immaginarono la fine dei nazionalismi, l'Europa finalmente unita..."

Hirschmann con due , € poi la virgola.

Mamma, c'è la Gaia a Ponza da sua sorella, farà un salto per dare un bacio a Sveva.

Poverina, non la vede mai...

Certo, perché poi lei ha questo incontenibile, istinto materno.

- Non fate che vi rimettete insieme, eh. - No dai, che iene però!

Papà è troppo succube di mamma, vero nonna?

No, è uno scherzo della nonna.

"Per finire al confino bastava veramente poco,

come si evince dalle oltre dodicimila ordinanze

emesse dalle commissioni provinciali.

Partecipare al funerale di un amico comunista..."

SABRINA: Ragazzi, comunque un mare stupendo.

Chiaramente io e Ventotene abbiamo in comune, lo stile mediterraneo

e di non essere mai scontate.

Ciao! Baci, baci!

Attenta che è scosceso, signora.

Siamo carichi, amici! Abbiamo fatto il panico a Ventotene!

Non è che in questo posto ci stanno gli scogli, che li odio?

- Ho preso il motoscafo, tranquilla. - Meglio mi sento.

Mi fa schifo il mare, lo sai pure.

Tanto io neanche mi spoglio, lo faccio per lui che se no si rompe il cazzo.

Andiamo Giorgio, che con questo bordello sbrocco.

Signora Luciana, dove va?

LUCIANA: Vedo se trovo qualche capetto tipico.

lo praticamente non mi sono portata niente, lo sai Marisa.

MARISA: Luciana! - Le state appresso voi, cortesemente?

- Se fa shopping, anticipa te che poi... - Volentieri, caro,

ma mi trovo momentaneamente sprovvisto di contante,

ma c'è un bancomat qua?

- Quanto ti serve? - Non c'è problema.

lo e te siamo soci, no?

Eh, no! Scusa, eh!

Se ci offri la cena ti mettiamo il tag, ma così no. Un po' di civiltà.

MARISA: Ma è il suo?

PIERLUIGI: Signora?

PIERLUIGI: Signora, venga con noi.

C'è un negozietto di artigianato locale interessante.

Se vuoi sapere i segreti di un uomo...

- Il codice serve. - Quattro cifre: 1-9-0-0.

- Cos'è? - La fondazione della Lazio.

- Ma no, è della Roma. - Allora: 1-9-2-7.

1-9-2-7... Eh, no. Ultimo tentativo, vedi?

Potrebbe essere il tipo da: 1-2-3-4.

Proviamo.

- Eccalà. - C'è una chat, "hot love".

PIERLUIGI: "Hot love". MARISA: Vediamo i messaggini.

Vedi, tette, culi... eh.

Eccalà.

- Questa è la mignotta. - Ricordiamoci questo numero,

3-3-5-2-4-3-5-6.

MARISA: Cesare 2, guarda!

- Che facciamo? - Ci geolocalizza.

- E allora, che facciamo? - Eh, che facciamo?

Signora, venga di qua, c'è roba più stilosa.

- Mi piace il cappelletto. - Il cappelletto non si porta più,

solo falda larga, come Lady Gaga, venga.

LUCIANA: Ciao ragazzi, grazie.

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

Elsa, guarda nonno!

Nonno fa un tuffo per te, Elsa!

MAURO: Ho fatto un tuffo bellissimo. Adesso ne rifaccio un altro.

Guarda Noah com'è carino con le bimbe.

MARTINA: Perché lo bullizzi? ALTIERO: Una madre nata.

Frocio e maschilista. Interessante!

Non lo sopporti già più.

Ma no, non è vero, guarda? E bellissimo.

Ah, quindi lo tieni?

Perché si intona cromaticamente con la palette...

Scusa, tu quanti ne hai mandati in analisi prima di schiavizzare l'astrofisico?

(IN SPAGNOLO)

Certo Javier è fantastico.

Se sapevo che i maschi si evolvevano, mi sentivo fluida.

- Ma guarda, pensati libera, cara. CECILIA: Ciao.

BETTA: Ehi, finalmente. GRAZIELLA: Eccoli.

BETTA: Sandro, vuoi dell'acqua? CECILIA: No, io no.

SANDRO: No, grazie. BETTA: Abbiamo anche della frutta.

GRAZIELLA: Ma a lui non gli farà male stare al sole?

BETTA: Non lo so. MAURO: Guardami!

Vabbè, c'è nonno Mauro che fa i tuffi. Vai.

Vai tesoro, vai.

Senti, Sandro...

a proposito di quello che ti ho detto ieri sera...

Che mi hai detto ieri sera? Per favore, questo coso, per cortesia.

Perché te lo levi?

Sono già abbastanza patetico.

GRAZIELLA: Vuoi fare il bagno?

Ah non lo so, chiedetelo a lui, tanto io gli do sui nervi.

RAGAZZA: Beh? Tutto bene? RAGAZZA 2: Cazzo guardi?

Oh, Robertino. Robertino?

Senti, io c'ho pensato.

Pensato a cosa?

Eh, non ti posso dire che la cosa mi lascia indifferente,

perché non sarei sincera, però...

Ho l'impressione, lo vedo stranito...

Penso che abbia subodorato qualcosa.

Quindi, è meglio se ci fermiamo, capito?

Eh... non me ne vuoi, vero?

- Eh? - Ma no, ma figurati.

Anzi...

ci sta guardando...

Vado da lui.

GRAZIELLA: Oh Robertino, toglimi una curiosità.

Cos'è esattamente che ha fatto incazzare Sandro?

- Perché devi mettere il dito nella piaga? - Il lessico.

Il lessico?

Eh sì, ha ragione.

Voi del mainstream, "Opinionisti con l'elmetto”,

servo del partito unico "bellicista della Nato"”...

ma soprattutto Roberto, radical chic a Sandro,

ma che cazzo, lo sai che da di matto, no?

L'igiene delle parole, quante volte ne abbiamo parlato?

Ricevuto, capo.

- Quando andiamo via? - Eh, ora.

Mariarosa ti ha portato il gelato.

- Mangialo. - Al limone, come piaceva tanto a Ruggero.

- Sì! - Lui era intollerante al latte,

quindi le creme non le poteva mangiare, perché quelle hanno il latte, no?

Dai che ha attaccato bottone. Vediamo chi è questa trucida!

Che scrivo?

Scrivi: "Amò, sono Cesare tuo da un altro numero."

MASI: "Da un altro numero..."

Non vedo l'ora di vedere il musetto tuo d'orato.

Ti dispiacerebbe mandarmi un vi dei no tuo di saluti su questo numero?

Videino di saluti... in attesa di un gentile riscontro...

Ma dai! Ma che! Metti un cuore e invia, su.

Meglio, eh. Fatto.

Siamo forti io e te. Brindisi? Bollicine?

Speriamo che ci risponde così facciamo vedere tutto a Sabbry.

("ITALODISCO" DI THE KOLORS DAL GOMMONE)

Saranno sti magrebini, sti africani. Dico, ma ti prendi il telefonino mio

e poi lo lasci così in giro?

DANIELA: Ma vatti a fare il bagno, no?

Hai rotto tanto per venire al mare.

Daje Giorge'.

Fatti un bel tuffo, vai.

RAGAZZE: Sabrina? Sabrina di qua!

RAGAZZE: Sabrina, ciao!

("ITALODISCO" DI THE KOLORS CONTINUA)

Guarda quelli, ti prego. Lo schifo, proprio.

- Papà. MAURO: Ue.

Vedi che ha detto mamma che devi andare a prendere quel regista del festival tuo.

- Muoviti, papà. - Ah, è già arrivato?

Voi state un po' con la sorellona.

lo vado e torno.

Posso venire a vivere con voi?

Mi piace tanto qui.

- A voi non piace vivere qui? - Beh...

io vorrei vivere a Parigi.

MARTINA (ridendo): A Parigi?

E mo hai rotto il cazzo.

Non ti azzardare a mettergli le mani addosso, hai capito?

(IN INGLESE)

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

CORCHIANI: Capito il tipo di storytelling?

In italiano: "narrazione”.

La SVG ci da una forchetta tra il 40 e il 50, numeri importanti.

Porteresti al voto un sacco di giovani che non hanno mai votato.

Poi dal lato finanziatori, la campagna elettorale sarebbe in discesa

e come diceva Cesare, anche voi avete i contatti vostri, no?

Avoglia, ma tu ci pensi amore? Deputata in Parlamento, oh.

- Ah... - Ci stanno anche un po' di input

per i meme dei so ci al.

SBRINA: Amore... CESARE: Eh?

Siamo proprio sicuri di questa cosa?

CESARE: Amore ma non è soltanto lo stipendio, il vitalizio,

è il prestigio, hai capito?

Boh, che ne so? Ma poi, io sono capace?

Ma infatti dove vai? Ti stanno mettendo in mezzo, non lo vedi?

(ridendo) Ma perché? No, Daniela.

Oh, peggio di quelli che ci stavano prima non può essere, no?

SENATRICE: Ma non è solo super popolare, Sabbry è una figura pulita,

è radicata ai valori tradizionali, ma moderna.

Nell'ottica di ricostruire... (IN CORO) un nuovo immaginario italiano.

Infatti pensavamo di partire proprio dall'evento vostro.

Bello.

Le suppletive alla Camera sono a novembre.

Però gli intellettualoni snob

dei giornaloni hanno già principiato a criticare.

- Noi cavalchiamo il "fièim"”. - La fiamma.

Sabbry, ovviamente mettiamo le foto quelle belle, approvate da voi.

Ah Giorgetto, guarda quanto è bello papà, eh?

Mi sono comprata un vestitino che è un amore!

All'inizio ero indecisa se rosa oppure malva con i carciofetti,

- Invece... - Vi presento la mamma di Sabbry,

mia suocera Luciana e l'onorevole Corchiani, la senatrice Ascione e...

- Buongiorno. - Marione.

Alla fine l'Ingegnere mi ha convinta a prenderlo nero

con gli sbrilluccichini perché dice che è...

- Da cocktail. - Eh.

Allora adesso me lo provo e mi dite come mi sta.

DANIELA: Sì. CESARE: Scusate,

- la zia Marisa, poi e... - Buongiorno.

...e soprattutto l'Ingegnere Pierluigi Masciulli.

Piacere, piacere.

- Piacere. - Masciulli... il maggiore?

PIERLUIGI: In realtà, Nardi Masciulli.

Che Masciulli sarebbe Eleonora, buonanima, la mia consorte che, ahimè...

- Ci piacciono quelli come te. - Grazie.

Matti e gaiardi, vecchia guardia.

MARIONE: Occhio però che siamo nel mirino dei mass media fighetti.

Ti credo, stanno rosicando, è finita la pacchia.

lo sono apolitico e apartitico, ma dico una cosa sola,

gli italiani hanno votato? E il popolo ha sempre ragione.

Bravo! È già iscritto alla nostra newsletter?

- Mi manca... - Se cortesemente ci lasci la mail...

Ma che sta facendo Marione? Vallo a fermare.

PIERLUIGI: Pigi chiocciola...

nardimasciulli, tutto piccolo attaccato...

Sta impicciato di brutto questo, eh?

CORCHIANI: Il crollo delle palazzine a Malafede.

SENATRICE: Daniela, ma papà come sta?

Così.

Un grande. Grandissimo.

Che c'è Sandro?

No perché, Ursula...

aveva avuto il permesso di abitare proprio lì,

con Colorni e le loro bambine.

Tutti gli altri nella città confinaria?

Che poi il mascellone Pasta e Fagioli,

come lo chiamavano loro,

radunando qui tutti i suoi oppositori, fece un grave errore.

Di fatto creò un'Accademia dell'antifascismo.

Infatti poi organizzarono i gruppi partigiani.

Qui si formò la classe dirigente della Nuova Italia.

Questo ragazzo è un genio!

Capito tanto quel anzi.

Ma scusa Ceci, tu gli hai detto

"Non me ne vuoi?" E lui ti ha risposto "Anzi"

e quindi non te ne vuole, eh.

- Ah. - Esatto.

Sì però, uno può anche fraintendere, no?

- Fraintendere cosa? - Cioè, nel senso, se...

Se tu dici "Anzi",

per assurdo, quell'altro può pensare che non te ne importa niente, o no?

BETTA: Per assurdo, ma molto per assurdo! CECILIA: Ma certo.

GRAZIELLA: Cecilia, ma stai bene!

INVIATA TV {microfono): Sabbry allora, nella storia di stamattina hai rivelato

il menu della cena nunziale. I tuoi fan hanno reagito con entusiasmo.

Un milione di visualizzazioni!

SABRINA {microfono): Mi viene da ridere che a leggere i menu sono negata,

al ristorante me li legge Cesare.

INVIATA TV {microfono): Il bello tuo Sabbry, è questa schiettezza

con un tocco di leggerezza. (SBUFFA)

La leggerezza è proprio la cifra mia, cioè il beauty, ma anche il divertimento,

smalti, extension, ma con ironia.

Il tuo personaggio funziona proprio per questo.

Boh, secondo me nessuno si sente inferiore, quello sicuro.

Ti credo, non sai fare un cazzo.

Vale la pena di utilizzare l'aggettivo "inclusivo".

Sei un personaggio inclusivo.

Mi ci ritrovo abbastanza in questa parola, grazie.

Sono "all-inclusive"”, tipo villaggio vacanze.

(APPLAUSI) BETTA: Cos'è?

Un dibattito per il festival di Mauro?

Con tutta questa gente, non credo proprio.

Perché proprio oggi è trapelata una notizia,

ci puoi confermare?

- Oddio, di che? - Embè,

che correrai per le suppletive di novembre alla Camera.

lo? Ma che sei matta? Neanche per camera mia corro,

mi viene subito il fiatone, no. (RISATE)

INVIATA TV (microfono): Che ridere.

Sabbry scherza ma i leader della maggioranza hanno fatto intendere

che c'è entusiasmo sulla tua possibile candidatura.

Insomma, Sabbry, scendi in campo?

Vabbè, mi viene da ridere davvero,

che non ci avrei mai pensato, ma proprio mai!

(APPLAUSI)

MARISA: Ha ragione.

Comunque sono una persona super semplice, ma mi piace condividere certi pensieri,

se uno può dare una mano, ovviamente gli italiani prima di tutto,

io qua sto.

(APPLAUSI)

A me comunque questi non mi piacciono, eh.

Ma perché? Sono gentili.

Certe conoscenze al governo possono essere utili.

SINDACO ({microfono): Sì, assolutamente.

Perché pima di Sabrina era ricordata soltanto per cose tristi del passato.

Quindi, grazie Sabrina.

Infatti Ventotene è stata anche un'isola di confino.

Vuoi dirci il tuo pensiero in proposito?

A proposito di che?

A proposito del confino a Ventotene.

Onestamente questa cosa del confine a Ventotene non l'avevo mai sentita.

Fatemi capire, ci stava la dogana, tipo quando vai all'estero?

(RISATE)

INVIATA TV (microfono): Avrai di certo capito che intendevamo

- il confino... SABRINA: Oddio, scusate.

No, è che ho l'ipoacusia diagnosticata, scusate.

- Dice che non ci sente. - Eh?

Niente, Luciana.

(ridendo) Non ci sento.

(RISATE E APPLAUSI)

Succede, succede.

Ma che è? Ma che stanno dicendo? Ma che stanno facendo?

Scusate se posso eh,

ma a Sabrina le vogliamo tutti bene, è una ragazza straordinaria...

Pierluigi fatti gli affari tuoi, mettiti seduto, dai.

- Finisco subito, tesoro. - Con tutti i cazzi che abbiamo.

PIERLUIGI: Non mi sembra il caso di costringerla a parlare di cose che...

dubito possano interessare alla gente.

Dico bene o sbaglio?

Non mi toccare, che vuoi?

- Un gesto affettuoso. - Ho capito, ma siediti, no?

- Che cazzo! - Paterno...

Scusate, ma che per caso è quella cosa del fascismo?

Cioè, ma era tipo un sacco di tempo fa.

Magari possiamo tornare a parlare della lista degli invitati.

- Che abbiamo visto... - Eh, meglio va.

SABRINA: Provo a dire una cosa.

Cioè, ora, tutte queste persone che venivano portate qua,

poverini, mi dispiace un sacco per loro, ma magari qualcosa avevano fatto, no?

Oddio, non lo so di preciso se era giusto o sbagliato,

non ero neanche nata, neanche mio padre, per dire.

Stiamo parlando proprio della preistoria.

Infatti brava! Brava!

SABRINA: No, no, buoni.

Intanto se ti portano in posto con le spiaggette e pure gratis

non ti ha detto proprio male, male, no?

SABRINA: Ti puoi fare una passeggiata per ruderi degli antichi romani,

girare al faro, aperitivo con il mare davanti, che è una favola, voglio dire,

sarai pure confinato, ma ti ha detto bene, no?

CESARE: E daje su, eh.

Ma che state dicendo!

Cosa state dicendo? Quali passeggiate?

Quali aperitivi?

SANDRO: Ma scherziamo?

SANDRO: I confinati erano guardati a vista.

Terracini, Ravera fecero centinaia di domande

per visitare Villa Giulia, non gli fu mai concesso!

Ma scherziamo? Dai...

Ma il signore vuole dire qualcosa?

Perché purtroppo non riusciamo a sentirla, se viene qua...

- Hai capito chi è quello? - Non importa.

Guarda come si è ridotto.

SABRINA: Non ho sentito, che ha detto? INVIATA TV: Eh, neanche io.

INVIATA TV: Comunque chiudiamo con una nota briosa.

So che avete scelto lo stesso wedding-service

con architetto per eventi dei Ferragnez...

INVIATA TV: L'abbiamo scoperto!

SABRINA: Oddio non lo so se lo posso dire.

Scusate un minuto.

LUCIANA: Il faro, ecco che mi stavo dimenticando.

Ma che ore saranno.

Ti sei invecchiato, ma non fai schifo.

Poi il telefono alla fine non te l'ho dato.

Né in fronte, né il numero.

Hai il telefono? Non ho capito, mi scusi.

Davvero non ti ricordi di me?

Se vuole favorire... Lascio là, eh?

Ma chi ti si incula.

(CELLULARE SQUILLA)

Mamma dove sta?

MARISA: Che ne so, stava qua. Mi sono alzata un attivo, ve la siete persa?

Questi si sono persi pure la vecchia, hai capito quale? Quella rincoglionita.

C'è una video chiamata da quel numero, che si fa?

Veramente? Allora copri la telecamera. Fai la voce sua, vedi un po'.

- (imita Cesare) Amo'? VOCE MASCHILE (telefono): Stai a gioca?

- Eh... - Ora ti mando le zinne

di un'amica mia di Ostia.

- Mi fa piacere. VOCE MASCHILE: Questo numero o l'altro?

Lascia stare, non lo vedi che è un uomo?

- Dove vai? - Luciana?

MASSIMO: Mamma? PIERLUIGI: Che è successo?

MARISA: Luciana?

MAESTRA DI YOGA: Ora prendiamo la caviglia del piede sinistro

e la portiamo sotto l'incavo del piede destro,

inspiro, portiamo l'energia alle spalle...

espirando ci allunghiamo, prendiamo janu (INDISTINTO).

MAESTRA DI YOGA: Ora inspiro, riporto l'energia alle spalle,

espirando la restituisco all'universo. Prendo le braccia...

prendiamo la posizione del loto...

e ora...

ascoltiamo il respiro.

Mi piace questa cosa di ascoltare il respiro.

Shh!

Scusate, non volevo disturbare.

Giustamente adesso c'è la fase del concentramento...

SIGNORA: Shh.

Sì, mi sono sbagliata, no!

È la concentrazione.

Il concentramento è quello degli ebrei.

Signora, per favore, avremmo bisogno di silenzio.

LUCIANA: Sto zitta.

Zitta.

Poi anche questa cosa degli ebrei, dice su internet che...

sembra che non è vera, sembra che se a sono inventata.

Signora, silenzio.

E che ho detto? Scusate.

MASSIMO: Ah, ma'!

Stai qua!

- Eh. MASSIMO: Qua stai?

- Ci hai fatto preoccupare. - Sto facendo il loto.

Zia dai, su, che è.

Dai che Noemi fa uno sformato e zia Marisa il che e se cake.

LUCIANA: Ma stavo tanto bene qui con queste signore...

- Scusate, eh. - Tanto fini, tanto gentili...

Arrivederci.

FABIO: Arrivederci.

LUCIANA: Guarda, ci sta pure un indianino. È tanto caruccio, porello.

CECILIA: lo vado al letto, eh.

- (in inglese) Vado al letto. - (in inglese) Sogni d'oro.

(IN INGLESE)

(IN CORO) Grazie, grazie.

Mettilo tu a letto il premier, così gli dai il bacino della buonanotte.

Amore?

Andiamo a dormire, dai.

(CANTANO IN SOTTOFONDO)

Un gradino...

- Perché mi tieni? - Ti accompagno a letto.

Ce la faccio da solo, grazie.

Vuoi fare un giro in barca domani?

Ti porta Javier.

Dobbiamo lavorare con Sandro, abbiamo quasi finito.

Non ti vuoi anche un po' divertire in questi giorni?

Mi diverto con Sandro.

Ma lo hai capito vero, che...

Lo so.

Tutti i suoi appunti vanno trascritti, ordinati e numerati.

E dobbiamo fare presto.

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

MARTINA ({sottovoce): Sandro?

Che è successo, pensavi di esser al bagno?

Non è grave, adesso puliamo, vieni.

- Non lo dire a Tito, per favore. - No.

- E nemmeno a lei. - Va bene.

E nemmeno a lui.

Lui chi? Altiero?

Ero così deluso, quando ha mollato l'università.

E poi hai visto, invece?

È stato un grande, no?

È incredibile quello che ha fatto.

Forse non sono riuscito a capirlo,

ma certo se l'è cavata da solo.

Anche molto bene, mi pare.

Allora potresti dirgli almeno questo.

Che pensi che se la sia cavata molto bene.

Ha sempre quell'inquietudine...

(RESPIRO AFFANNOSO)

Ma perché, non gliel'ho mai detto?

CECILIA: No che non glie lo hai detto,

ma te sei così. Anche a me...

non mi hai mica mai apprezzato.

- Che ha detto? - Niente.

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

A che punto siete con la lettera?

TITO: Finiamo di rileggere e poi inviamo.

(RUMORE INDISTINTO)

Ma cos'è sto casino?

- Che fanno? GRAZIELLA: E fanno i lavori.

(RUMORE INDISTINTO)

ROBERTO: Ristrutturano.

GRAZIELLA: Mi pare strano, eh.

- Che succede? - Non lo so, non si capisce.

Che c'è? Che succede?

(RESPIRO AFFANNOSO) Lo hanno buttato giù.

- Cosa? - Non so cosa stanno facendo,

ma non c'è più.

(urlando) Sandro, aspetta.

MARTINA: Sandro? BETTA: Sandro.

MARTINA: Aspetta, facciamo colazione, ci andiamo dopo insieme.

- Non lo mandiamo da solo. CECILIA: Sandro?

SANDRO: Ma che state facendo?

Ce l'avete l'autorizzazione per questo scempio?

Sandro, non ti arrabbiare.

Qualcuno vada subito in...

CECILIA: Sandrino, non ti agitare. SANDRO: Andate dai Carabinieri

e fate un esposto! Dite che faccio un casino

che ci sentono fino a Bruxelles!

ROBERTO: Voi sapete il bene che gli voglio a Sandro,

ma chi volete che ci dia retta su questa cosa?

Invece è importante.

ROBERTO: Ma erano due mattoni marciti.

È che non hai la sensibilità per capire.

Perché non lo portiamo in ogni caso alla guardia medica?

Adesso vediamo.

Ti ho portato la limonata Sandrino, la prendi?

Perché?

Un po' di zucchero...

L'ho fatto fare io.

Cosa? Il pollaio?

Quel muretto.

Un po' di anni fa lo avevano buttato giù

perché ci volevano fare il belvedere di un resort,

poi non hanno finito i lavori.

Martina, smettila.

Che ti do un calcio.

Scusa.

- Glielo dobbiamo dire o no? - No.

- No, no, va bene così. - Ok.

Ci ha voluto credere, va bene così.

È brutto che lo prendete in giro.

Amore, non lo prendiamo in giro, gli vogliamo un sacco di bene.

Va meglio?

Quando fate l'esposto?

- Ora... - Adesso, sì.

Ci stiamo organizzando.

Sì, sì, sì.

Ci pensi te?

Vincenzo.

Te lo chiudo il traffico, tranquillo Mauro.

Però tu fai venire la Bellucci, come ti ha chiesto il maresciallo.

Mi devi fare un favore.

Un altro?

Pampiglione anche te.

MAURO: Ma non per me, per il mio caro amico Sandro,

che...

Che?

Sta per morire.

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

Mi raccomando, eh.

- Buongiorno. - Buongiorno.

BRIGADIERE: Permesso?

Permesso? Buongiorno.

CECILIA: Buongiorno.

Innanzitutto è un piacere rivederla, dottor Molino, dopo tanti anni.

- Si accomodi. - Grazie.

Grazie.

Allora, Mauro ci ha spiegato di questa cosa grave.

- Gravissima. - Infatti, lei ha fatto benissimo

a sollecitare un esposto. Il brigadiere già ha mandato un fax al Viminate.

- Una mail certificata, una PEC. - Una bella PEC.

Vi rendete conto di quello che hanno fatto?

Per che cosa? Un banchetto nuziale osceno!

Lei ha perfettamente ragione, dottor Molino, ma chiariremo tutto.

PAMPIGLIONE: Avviseremo la procura

e saranno presi certamente dei provvedimenti.

- È vero o no? - Certo!

Avete visto?

Dovete allegare anche le radiografie. Tito...

- No, le radiografie... - Le radiografie?

- Le foto. - Fai vedere le...

Com'era prima dello scempio.

PAMPIGLIONE: Eh, in effetti è un pregevole manufatto.

E guarda qua che meraviglia...

Madonna! Questa è una memoria per le future generazioni.

Non si può rinunciare a questa memoria.

Formidabile... formidabile...

Come sarebbe, Giovanni, sei l'avvocato mio, non mi puoi mollare pure te.

Lo so che è ferragosto, mi dispiace,

ma bisogna impugnare questa perizia di merda,

questi mi vogliono buttare in mezzo alla strada.

Chiediamo una controperizia, e che cazzo!

Per dimostrare che semmai sono loro quelli "afflitti da problematiche psichiatriche".

Ma come si permettono? Ma non si tratta così un padre.

Non si tratta così una persona!

Fammi sapere, non mi mollare.

Non sono stato io lo sai, del crollo delle palazzine di Malafede,

non sono io il responsabile.

- È lei il responsabile? - No!

Eh? Scusi, chi cercate?

Pare che hanno buttato giù, boh!

Un muretto, io comunque l'ho già fatto presente qua alla signora.

- Buongiorno, piacere. - Salve.

Buongiorno, ci hanno segnalato che qua c'era un rudere che è stato abbattuto.

La dottoressa qua non è stato in grado di fornirci l'adeguata autorizzazione.

Per l'occupazione del suolo è tutto a posto, abbiamo i permessi.

Eh, ma non per la demolizione, abbiate pazienza,

manca il documento specifico del Comune.

Mi scusi eh, ma sulle mappe demaniali non c'è proprio niente!

Sì, sì, però non ci scaldiamo, Comandante, è tutto alla luce del sole,

il Sindaco con la sua signora saranno tra i nostri ospiti.

Anzi mi farebbe piacere anche invitare lei, il Brigadiere,

ovviamente con le vostre rispettive signore.

Che era questo rudere, antico romano? Che avete combinato?

Non me mettete in difficoltà coi Carabinieri che per me, sono sacri!

PAMPIGLIONE: Sacri? BRIGADIERE: No, che antico romano.

WEDDING PLANNER: Si figuri. - Sabrina.

Vieni amore mio. Vieni che ti presento il comandante...

Ma io li conosco. Buongiorno! Brigadiere, Maresciallo, come va?

- Sabbry Mazzalupi! Congratulazioni. - Grazie mille.

Posso? Per mia nipote, è una sua follower.

Quello che ha fatto la segnalazione è un giornalista.

Era, mo sta un po'...

A questo punto cerchiamo di evitare un'inutile polverone.

Eh, ma lo conosciamo bene.

È uno bello scassacazzi, quello. Hai capito chi, Sabrina?

- No. - Come no.

Quelli intellettuali alternativi, sempre nudi, con gli spinelli.

Sabbry ma tu hai valutato l'ipotesi magari di...

spostarla questa cerimonia?

Zia ma come si fa? E arrivato mezzo mondo, cioè...

- Vabbè, ma quello è... - Per l'amor di Dio, oh.

In effetti era sufficiente un chiarimento, un "gentleman agreement".

CESARE: Bravo, Ingegnere. Se ci vai te che parli bene è perfetto,

questi qua sono intellettuali, dice il comandante.

Anzi, se ci fosse bisogno di un qui pro quo, dico, per il disturbo,

così brevi mano, cash... andrà bene mille e cinque?

Penso proprio di sì.

A meno che questi non vogliono il Pos.

Obbedisco!

Inviti pure loro, e gli porti la bomboniera.

PIERLUIGI: Ah, l'agguato bon bon! Ottima idea.

- Andiamo. - Dove andiamo, Pierluigi?

Glie dici pure che glielo facciamo più fico, questo muretto!

Wow.

IVAN: Adesso vado a prenderla io.

Grazie.

Non ci posso credere!

Nemmeno io.

- Sabrina, ma come stai? - Eh, te?

IVAN: Ma tu pensa, lo sai che una volta ho provato a scriverti in DM?

Avrai il tuo Social Media Manager, no?

SABRINA: Hai visto? Sono diventata Vip.

Ma pensa un po'...

SABRINA: Davvero mi hai scritto?

Sì, così, stavo scrivendo una robetta per un blog,

e ho pensato di farti qualche domanda.

Eh, però ti è andata bene, dai, non ti ho disturbata.

Non sai quanto ti ho pensato. Mi dicevo chissà che fa, che è diventato?

Vabbè, qualcuno di importante, tipo all'estero!

Ma chi, io?

Non sono diventato niente. Però ho lei.

Amore, Sabrina è una carissima amica di papà,

sai, ci siamo conosciuti quando eravamo ragazzini.

Ciao.

SVEVA: Ok papone, ma giochiamo? IVAN: Certo.

Tesoro, dove sono queste benedette bomboniere...

Shh! Parla piano, vieni qua.

SABRINA: Ero una povera scema, ti ricordi? Non è che sono così migliorata.

Hai sentito?

Lei ama lui, mica lo stronzo.

- Ma chi? - Sabbry!

- Ma da quando? - Da mo...

(sottovoce) Stai zitto, fammi sentire.

SABRINA: Ammazza quanto gli somigli a papà tuo,

una barbie principessa.

(SOSPIRA)

No è che... tu sei stato...

No vabbè.

Cioè, ti ho pensato.

Anch'io ti ho pensato.

Eh, ma io tipo sempre. Cioè, super sempre.

SABRINA: Oddio, si può dire?

Boh, questa cosa di rivederti...

Proprio oggi!

Daje, Sabbry daje! Fatti coraggio!

- Cioè... GAIA: Ivan?

Mi hanno messo in camera con Sveva, ma non ho capito dove dormi tu alla fine.

Sì, ma non ti preoccupare, vieni ti presento Sabrina.

IVAN: Gaia...

Ma Sabbry, un mito! Cavolo!

Ti devo fare un sacco di complimenti,

perché il tuo successo è un segnale importantissimo!

- Cioè body positive al massimo. - Eh.

Ma chi è questa fanatica?

La fidanzata, mi sa.

È pure una fica.

lo vado a vedere di risolvere questa cosa, eh.

Tutte queste influencer strafighe,

superfluent in inglese sono una narrativa tossica, ma tu sei l'antidoto.

Ma come cazzo parla questa?

Infatti, le bruttarelle tipo me non si sentono inferiori, quello sicuro.

Ma no! Ma che brutta, ma sei bravissima!

Anzi, tu hai avuto coraggio e dai coraggio a tante poverine.

Non è vero, tesoro?

Sarebbe pazzesco averti nel mio programma in radio, una cosina carina, all'alba...

Col cazzo.

Se vuoi facciamo una telefonica, che dici, è possibile?

Una call, come vuoi tu.

- Magari, un giorno. - Sabbry, ma sei qua!

WEDDING PLANNER: Guarda che ti stanno aspettando per il make-up!

Dai gioia forza, è tardissimo.

Grazie un sacco. Mi ha fatto piacere. Scusate.

Vieni.

GAIA: lo non ho fatto neanche la doccia perché ho pensato: tuffo subito, che dite?

Diciassette, diciotto, diciannove e venti!

Tieni.

- Ehilà. - Sta arrivando qualcuno.

PIERLUIGI: Scusate il disturbo,

vengo come pacifico ambasciatore per esprimervi il dispiacere

del signor Cesare e della signorina Sabrina,

i promessi sposi che adorerebbero avervi ospiti per la cerimonia di stasera,

con gradevole rinfresco.

La bomboniera gioiello di Pazzaglia,

che io trovo, deliziosa!

Per questa cosa del muretto ci rincresce tanto,

ma gli operai non erano al corrente

che si trattava di un tenero ricordo personale

così importante per lei e per tutti voi.

Ma che tenero ricordo personale?

Il "muretto degli spinelli”.

Non mi dovete spiegare niente, capisco perfettamente!

All'epoca mia, con gli amichetti,

avevamo il posticino nostro al laghetto dell'Eur,

una capannuccia tra le fresche frasche.

Ci andavano a suonare la chitarra, i primi bacetti... (ride)

Girava anche qualche spinellino.

Se posso approfittare...

Ah, prego.

GAIA: È terribile! Mega cringe.

- Giamaica? - No.

- Nero marocchino? - Trinciato Cinfuegos Blu.

Ah, non lo conosco.

Ma che vi mangiate? Che vi iniettate? Eh?

Scusi, ma lei chi è?

SINDACO: Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà,

all'assistenza morale e materiale.

Alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione.

Entrambi i coniugi sono tenuti ciascuno in relazione alle proprie sostanze,

e alla propria capacità di lavoro professionale...

Mi sono perso un gemello, cortesemente hai una spilletta?

- No, embè? - Che?

No dico, ci hai parlato con quelli?

I vicini? Sì, li ho invitati,

ma non mi sembravano molto propensi, se la tirano.

- Ma gli hai dato i soldi? - Eh, no...

Certo, come no.

Che vergogna!

Un signore come te che si è dovuto abbassare a fare una cosa del genere...

Dichiara il signor Canucchia Cesare...

"Conocchia"! Ma che dice questo!

(RISATE)

Di voler prendere in moglie la signora, Mazzalupi Sabrina, qui presente?

INVIATA TV: Eccoci qui, in esclusiva,

un pomeriggio con me, un momento imperdibile.

Sì.

Ed è sì, ed è sì.

SINDACO: E dichiara la signora Mazzalupi Sabrina

di voler prendere in marito il signor Conucchia Cesare qui presente?

(RESPIRO AFFANNOSO)

Sì.

Ed è sì, sono sposi, sono sposi!

I testimoni hanno sentito?

Da paura!

Sì.

- Sì. - Sì.

SINDACO: Dichiaro che il signor Colucchia Cesare e la signora Mazzalupi Sabrina,

che sono uniti in matrimonio. Potete scambiarvi le fedi.

L'emozione è palpabile...

SINDACO: Adesso che siete marito e moglie potete darvi un bacio.

Viva gli sposi!

Sono sempre momenti magici, no?

INVIATA TV: Ecco il taglio della torta!

INVIATA TV: E a stupirci ecco il volo della mongolfiera.

Che è simbolo dell'isola di Ventotene.

Portatrice di buoni auspici e desideri. Ma quanto li amiamo questi sposi?

IVAN: Cioè, no, ma sta roba l'hai vista?

GAIA: Fai vedere? IVAN: No, ma guarda.

- Ma è successo ieri? - Eh.

- Mentre eravate al mare? - Eh.

Ma è lui...

- Povero... - Ma guarda i commenti anche.

Ma che tamarrone.

BETTA: Cos'è? Fai vedere. - Lo devi bannare, eh.

- Lo segnalo. Eh guarda. EMMA: Fai vedere.

- No... - Ma sì, è Noah!

- Quell'altro chi è? - Una bestia.

TITO: Ehi, Sandro sta andando!

- Venite! CECILIA: Dove vai?

Sandro, dove vai?

Ci hanno invitato, no? Allora andiamo!

CECILIA: Vuole litigare un'altra volta!

ROBERTO: Ma dove state andando? Ma ci andiamo dopo...

io ho fatto portare le linguine all'astice, il dentice al sale...

Ho pagato tutto io! Una volta che offro io!

"Ti prometto che ci addormenteremo abbracciati

perché sei l'unica donna che c'è,

grazie di esistere, numero uno!"

Oh, scusate, mi sono emozionato, quella spigliata è lei.

Tieni, amore.

- Vai Sabbry! - Brava Sabbry!

"Ti prometto di amarti in maniera pura e fiera

e di essere per sempre la tua ragazza,

(piangendo) perché mi hai insegnato

a credere nell'impossibile

e non ho bisogno che il mondo mi ami,

ho bisogno solo che mi ami tu!"

SABRINA {microfono): Lo sapevo, ora mi viene da piangere.

Brava!

lo auguro a tutti di avere una sorella come Sabbry

e un cognato come il grande Cesare!

OSPITE: E daje!

lo, io mi ricordo la prima notte del matrimonio nostro,

a Ruggero porello si è inteso poco bene

perché aveva mangiato qualcosa che gli aveva messo l'aria negli intestini.

Mettiti seduta ora.

No, no, io non parlo, grazie.

- Tanta serenità e salute. - Grazie.

(APPLAUSI)

Non vorrei turbare la letizia di questo momento,

però quel rudere che avete abbattuto era importantissimo

per la memoria di questo paese.

No per favore dottore, però no.

SANDRO: Non credo che ci sia bisogno di ricordarvi quello che succedeva

su quest'isola.

Le menti migliori di quella generazione furono deportate qui, in manette,

solo per le loro opinioni.

SANDRO: E nonostante la fame, le botte,

l'isolamento, riuscirono a concepire quell'idea di libertà.

Solidale!

Per favore, sto parlando però, eh.

CESARE: Ma che vuole questo signore, non ho capito.

Ma glieli hai dati i mille e cinque?

(RISATE)

Scusi? No, se si riferisce a quella grezza mia sul confino, mi spiace tanto.

Per favore, accomodatevi con noi, no?

Vi bevete una cosa, vi mangiate una fetta di torta,

poi magari certe cose ce le spiega con calma,

che io personalmente ho un sacco da imparare.

(IN CORO) Brava! - Che facce toste.

Ma non si vergognano?

Eh, sì signore dica, dica pure,

però nel microfono perché se no non si sente, no?

(RISATE)

Perché il nostro Sandro sarà anche un feticista della memoria,

un rompicoglioni ossessivo,

ma non è che in questo paese deve sempre finire tutto a tarallucci e vino!

"Magnateve 'na cosa, bevetene n'altra!" Cos'è questa roba, ma stiamo scherzando?

Betta, amore calmati.

Non mi rompere il cazzo anche te.

(IN CORO) Oh...

E allora, abbiate il coraggio di dirlo,

che per voi l'antifascismo non è un valore,

non lo è mai stato, non ha rilevanza!

Abbia pazienza, signora.

lo non l'ho interrotta a lei!

Ma lei se ne esce con queste cose di politica, il fascismo, l'antifascismo,

al giorno d'oggi, al matrimonio nostro, ma per favore!

E che cos'è il fascismo al giorno d'oggi?

SANDRO: Il nazismo in Germania è un'onta per tutti,

mentre oggi in Italia la parola "pasta e fagioli"

non è più una parola brutta.

Pasta e fagioli? Ma che sta dicendo, io mi sono perso, non so voi!

- La parola fascismo. - Ecco.

La parola fascismo!

Chi oggi la invoca, non va in galera, no.

Fa carriera!

E se la parola fascismo sta bene, la parola democrazia sta malissimo!

INVITATO: Levategli il vino!

CESARE: Ancora, oh basta.

Ingegnere vuoi dire una parola tu, per favore?

Che se parlo io se no qua...

Non mi sembra il caso di dividerci in questo giorno di letizia.

Siamo tutti concittadini italiani,

quindi invito tutti i presenti a fare un bel brindisi al nostro tricolore,

Viva l'Italia!

Grande Paese, siamo un esempio per tutto il globo terracqueo

sopportando il lockdown senza un lamento, ma cantando dai balconi!

PIERLUIGI: Abbiamo accettato tutto

con disciplina e senso del dovere:

mascherine, i green pass, quattro dosi di vaccini! Vero tesoro?

Che vuoi da me, mica me li sono fatti fare.

- Ah, tu no? - No, che vuoi?

PIERLUIGI: Concluda, concluda.

Cosa c'entra questo? Cosa c'entra?

Stiamo festeggiando le nostre nozze, un po' di rispetto, oh!

(IN CORO) Dai, basta!

Quel signore lì che parla di rispetto, è quello che ha dato uno spintone a Noah.

- Ma chi, io”? - Sì, giù al mare.

Ci sta il video, sicché...

Ma io gli ho solo detto cortesemente di lasciare in pace il ragazzino!

CESARE: Già si stavano a smucinà davanti a tutti, e vabbè...

Poi si è messo a molestare mio figlio,

quel ragazzo, quella ragazza, insomma non so come chiamarla.

Allora, Noah! Noah è il marito di mio figlio.

E io escludo, nella maniera più assoluta, che possa aver molestato chi che sia!

Si vergogni di questi suoi ragionamenti da troglodita. Omofobo!

(IN CORO) E basta!

Omo che? Ma io non ho niente contro l'omosex,

io ho un sacco di amici omosex, noi siamo gente aperta!

A casa vostra fate quello che vi pare, io neanche voglio sapere quello che fate!

E dove le mettete, se ti vuoi sposare un uomo,

- con una capra, con un cane... - Bravo, bravo!

Ma cosa dice? Ma che schifo!

Però se metti le mani addosso a mio figlio

mentre stiamo al mare, con la famiglia riunita...

Eh no, non mi sta bene, io te la stacco la capoccia.

Giusto!

Scusi, quali mani addosso?

CESARE: Siamo stati anche signori, capito?

Perché invece che chiamare le guardie e fare la denuncia come fa lui,

che lo sanno tutti che sta in fissa con le denunce,

gli abbiamo solo detto: aria, sciò, ma carinamente, con educazione.

No dico, ho fatto male, eh?

Oppure certe cose in Italia ormai non si possono proprio più dire?

Stia tranquillo, oramai in Italia si può dire qualunque bestialità.

Dai papà, non ha proprio alcun senso parlare con questi.

SABRINA: Che hanno "questi", eh?

Che siamo inferiori, cafoni, peracottari?

Voi siete di serie A, noi siamo i poracci di serie B?

Troppo fico, un safari nel Paese Reale.

Eh no, mi sono sentita giudicata tutta la vita, ora basta, va bene?

Brava, brava!

CESARE: Diglielo a questi!

CESARE: Vi presentate in ciabatte al matrimonio nostro

e ci venite a fare la lezione su quello che si può fare, che si può dire.

Ci siamo rotti di questa dittatura del politicamente corretto,

di voi professoroni radical chic.

- Ha detto radical chic? - No, no, no...

- Ha detto radical chic... - L'ha detto, l'ha detto.

Se permettete, noi siamo qui riuniti per fare una bella festa,

per fare stare bene tutta questa bella gente che è venuta qui per noi.

Daje Manolo, facci cantare!

(ACCLAMANO E APPLAUSI)

(IN CORO) # Dammi il tuo amore non chiedermi niente #

# Dimmi che hai bisogno di me #

# Tu sei sempre mia... #

ROBERTO: Andate, vi raggiungo.

(IN CORO) # Tu sei l'unica donna per me #

Tesoro, ma non canti anche tu?

No, me ne vado che questa musica mi rintrona.

Ma non avevo uno scialle io prima?

Che l'ho lasciato di là ?

- Scusate, eh. - Che si è persa?

BETTA: Niente, poi ti dico.

- Champagne? - Eccotelo, tiè.

Sei arrabbiata?

Sandro vi stava rovinando la festa, eh.

Magari la rovinava questa buffonata.

Allora brindiamo.

A cosa?

AI nostro incontro...

Alla speranza di rivederci di nuovo.

- (ridendo)}) Sì, all'ospizio. - All'ospizio.

Lo sai che ti ho pensato?

Mi chiedevo, chissà che sta facendo quel paraculo.

Anche io ti ho pensato.

Non ho visto tuo marito, quello simpatico, che cantava.

(MUSICA ELETTRONICA IN SOTTOFONDO)

(RISATE)

"Anzi".

A te non importa niente, per forza.

(SUSSULTA)

Buonasera, quel signore è suo marito?

Eh? Ah, no, no!

- La signora è sua moglie? - No, no, no.

Ah.

Ho bisogno di bere.

MARISA: Ti dico la verità, io Marcello non lo reggevo proprio più.

Era troppo ragazzino, non sai quanto mi metteva in imbarazzo.

Poi però dopo che è morto ho scoperto che mi mancava.

Sono rimasta da sola, col carattere mio di merda.

Perché diciamolo, io ho un carattere di merda.

E ho visto che hai un nuovo cavaliere.

Senza cavallo.

Pierluigi... è un ingegnere, eh.

Eh!

Se sei già impegnata con un ingegnere io proprio non ho possibilità.

Ancora ci provi? "Tacci tua, neanche mi avevi riconosciuto.

E ti vuole bene?

È un bravo ragazzo.

Però, lo pensavo diverso, che ne so, più sveglio.

È vedovo pure lui.

Ora gli arriva in eredità un patrimonio veramente importante.

Mi ha promesso che mi porta a fare la vita da signori a Dubai.

- A Dubai? - A Dubai!

Cioè vuoi andare... ti piace Dubai?

Ao, mica è questa cazzo di Ventotene,

Lì ci stanno palme, grattacieli, boutique da paura!

Ti ci porto io.

Non ci credi, vero?

Ce li ho io i soldi! Sono venuto qui proprio per chiudere questo affare.

Cioè, sono venuto anche perché Sandro sta morendo.

Però...

Cazzo! (PIANGE)

Ma stai piangendo davvero?

(PIANGE)

Non posso buttare così la mia vita. E come se fossi già morto.

Vabbè, ma non te mette a piangere!

Ma che discorsi stai facendo?

lo non li reggo, poi stasera!

Avrei dovuto scappare con te quell'estate là...

Capirai, ma dove andavamo noi due?

È andata a cercare Roberto.

Avete capito? Una sciocchezza.

Adesso vado a far pace con la cretina, perché quella è capace che mi si ammazza.

Ha un problema mamma eh?

Uno?

Ha questo complesso di inferiorità verso Sandro che la tiene sempre in ansia.

Una volta mi ha raccontato che era in birreria,

stava al bancone...

(IN INGLESE)

Thank you.

MARTINA {in inglese): Grazie, Noah.

Mi raccomando, qualsiasi cosa ho un caro amico neurochirurgo.

Bravissimo. Potrei contattarlo.

MARTINA: Grazie.

Insomma era in birreria al bancone,

si è ubriacata e si è avvicinato un tizio che le ha fatto un complimento

e lei ci si è chiusa in bagno.

Una birreria?

Madonna mamma...

- Ma lui queste cose le sa? - Non lo so,

lei potrebbe avergli raccontato qualsiasi cosa per avere la sua attenzione.

Lo sai com'è mamma, no?

A quest'ora vodka, solo vodka!

Niente bruciori di stomaco e mal di testa.

Però poi basta, sono ubriaca!

Pensi che sono nonna, io!

- Ah. - Due volte.

Ma si può vivere così?

Ho voglia di ballare.

Lei è una persona molto profonda.

Macché profonda!

- Sono disperata. - Disperata lei?

Ma non sa qual è la disperazione vera!

Quando non conti un cazzo per nessuno, che pure i figli ti disprezzano!

Eh! Neanche Martina e Altiero...

abbiano questo gran concetto della loro mamma, eh.

Con tutti i sacrifici che ho fatto!

Pensi che i miei due grandi mi vogliono far interdire,

un'azione legale, hanno chiesto una perizia psichiatrica.

- No... - (VERSO)

- Ma è terribile. - Eh.

Vogliono mettere le mani sul patrimonio della povera Eleonora,

che adesso è bloccato per certe storie!

Per fortuna che c'è Marisa e tutta la sua famiglia che mi sostiene

in questo momento difficile della mia vita.

Non se la prenda ingegnere.

Il fallimento è uno stato di grazia, non ci si ha più niente da perdere.

CECILIA: Oddio...

- Oddio mi gira tutto! - A chi lo dice.

Sosteniamoci.

Abbracciamoci ingegnere.

Che se no casco...

Oddio...

Perché mi baciano tutti?

Mi scusi, non so che mi è successo.

Mi scusi, eh.

Mi fai proprio schifo, glielo dico a mamma ora.

Aspetta, coso... come ti chiami, Fabio!

Ma vattene affanculo! Sto ciccione di merda!

Dille pure questo a mamma. Che sei un ciccione di merda! E ti puzza il culo!

SANDRO (biascicato): Di rimprovero?

Cosa papà?

Perché questi sguardi di rimprovero?

Eh?

Che sguardi di rimprovero, Sandro?

SANDRO: Spinelli! Colorni! Hirschmann...

Che emozione, che piacere avervi qui!

Ravera! C'è anche lei...

però, per cortesia non mi guardate così, eh?

Così come, Molino?

SANDRO: lo lo so cosa state pensando,

che abbiamo sbagliato tutto,

che non dovevamo permettere di lasciar succedere quello che è successo.

Siamo stati deboli, divisi...

abbiamo commesso degli errori imperdonabili,

abbiamo dimenticato il vostro grande insegnamento...

SECCHIA: Cosa stai dicendo Molino?

Noi non abbiamo insegnato proprio niente.

Tu piuttosto, perché non le dai ascolto?

- A chi? - A Cecilia,

è confusa, povera,

perché ti vuole molto bene, ha bisogno di te.

Cosa c'entra Cecilia?

Non ti sei accorto che sta cercando di dirti una cosa?

Cosa c'entrano queste sciocchezze? Con quello che sta succedendo nel mondo

le democrazie sono in crisi, rinascono i nazionalismi.

E noi?

Noi siamo diventati ZTL.

ZTL?

Che formazione è? Che partito?

SANDRO: Sapete come dicono oggi?

Radical chic!

Non sto a spiegarvi, non potete aver letto Tom Wolfe,

non sapete delle Black Panthers...

Perché spostiamo sempre il discorso, Molino?

Non sono sciocchezze.

Pensa ad Altiero, tuo figlio, non vedi quanto ci tiene a te?

L'ho chiamato come te, hai visto?

Non lo vedi che brama la tua approvazione?

Compagno Molino,

se non hai cura dei tuoi affetti come puoi occuparti dei problemi del mondo?

Presidente Pertini, che onore, anche lei qui!

(ridendo) Presidente?

Il vecchio Compagno, qui, si diverte a prendermi per i fondelli.

SANDRO: Lei ancora non lo sa!

Ma vedrà che meraviglia.

Quella notte di luglio al Santiago Bernabeu!

"Non ci prendono più! Non ci prendono più!”

Siamo tutti qui a sostenere il tuo ultimo sforzo, Molino!

Però datti da fare, ti è rimasto poco tempo.

lo non capisco però...

Parlate di cose trascurabili.

Ma, non siete preoccupati?

I ceti subalterni votano contro i loro interessi.

Ma queste sono fumisterie ideologiche. Dietro alle quali ti nascondi.

Non è vero? Molino, il tuo problema è un altro.

E quale? Che sono stato un purista? Un elitario?

- Che non sai vivere. SANDRO: Non so vivere?

In effetti sto per morire.

Che non sai divertirti, non sai ascoltare.

E non sai voler bene.

Se uno non sa voler bene non sa vivere.

Ma non è vero! lo voglio tantissimo bene a tutti...

(FISCHIO)

- Via, via. - Svelti, svelti.

Vai, vai, su!

SANDRO: Ma dove andate? - Veloci!

SANDRO: Dove andate?

Ascoltate?

Ho tante di quelle domande da farvi!

Stavi sognando.

Con chi parlavi?

CECILIA: Come sta?

Come stai Sandrino?

MARTINA: Sta meglio, vero? Ha fatto un pisolino.

Mi vuoi ancora un po' di bene?

Tantissimo. Te lo volevo proprio dire.

Sei tanto...

Sei tanto paziente con me.

Amore mio...

"Amore mio"... (RIDE)

Era tantissimo tempo che non me lo dicevi, tantissimo...

Sai,

quelli come me non hanno vinto mai,

averti vicino è stato il mio unico trionfo.

Allora mi perdoni?

- Ma di che? - Di tutto, mi hai sempre perdonata.

SANDRO: Visto che ti voglio bene e che ci tengo tantissimo a te

non è meglio se io ti dico:

vai, vai pure.

lo non voglio andare da nessuna parte senza te.

lo ho bisogno di te.

Vieni... vieni amico mio. Hai sentito?

Ti sta lasciando.

Sì, ma infatti io, non...

Ma che c'entra Roberto?

Eh... mi dispiace. Ma dove sono tutti?

Dov'è Altiero?

Dove sono? Venite.

- Sandro, volevo spiegarti che non... - Non devi spiegare niente.

Come ti senti?

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

È stato bello vivere.

Avervi come amici, come amori,

come figli.

È stato stupendo.

Tutti questi anni sono volati.

CECILIA: Perché dici "è stato"?

È bello, e sarà bello...

BETTA: Sarà bello, sì.

GRAZIELLA: No, noi rimarremo sempre tutti insieme.

- Sempre... - Sempre.

CECILIA: Sempre.

Oh via! Non mi piace questi discorsi. Sono troppo...

ehm... si può fare un po' di musica?

(IN CORO) # La nostra patria è il mondo intero #

# La nostra legge è la libertà #

# E un pensiero #

# E un pensiero #

("JUNGLE BOY"” DI DJ FLYTCH)

Sabbry, ma avete già in programma di allargare la famiglia?

Perché mi sembra di scorgere un pancino sospetto...

Oddio, cioè, per me sarebbe un sogno, però boh... non lo so.

Speriamo!

Eh, Cesare?

Sì, sì, sì, tu fai le stories mentre balli e taggami sempre, eh?

Ovvio.

- Vieni zia, balliamo insieme. - No, non mi va di ballare.

Guarda là.

Non lo vedi che quella ancora lo tiene al guinzaglio?

Cioè?

Per favore aspetta!

Calmati Daniela, dai.

Spogliati e mettiti al letto che adesso arrivo.

Hai rotto il cazzo.

Ti ho detto di sì, abbiamo fatto la comunione dei beni, no?

- Sì? - Sì.

Se è vero, vai da un cazzo di notaio e intesti tutto a Giorgio.

Certo, eravamo rimasti così, Tranquilla, no?

- Sì, ma subito. - Sì.

Domani! Ci sarà un notaio su quest'isoletta di merda, no?

Se no io ti rovino Cesare, ricordatelo.

Ho il referto del Pronto Soccorso, ho le lastre.

Le mando all'avvocato mio, ci metto un attimo a romperti il culo.

Ancora? E ritorna alla festa, ci stavamo divertendo.

Mh? lo mi sarei fatta esplodere là in mezzo.

- Oh? Aspetta, stiamo tutti... - Oh!

Stiamo tutti insieme, lo dico anche per il pupo, dai.

Non è che mi stai facendo lo scherzetto, vero?

Ma che scherzetto, Daniela?

Che ha detto quella del pancino?

L'hai messa in cinta questa poraccia?

- (ridendo) Ma che stai dicendo? - Che ti ridi? Ridi pure?

Ma neanche dormiamo insieme, oh.

Che non lo vedi che sono una famiglia di tarati questi?

Che Sabbry è una ritardata? Secondo te mi ci metto a fare un figlio?

Vieni qua.

Oh!

Mannaggia...

Amore?

Ma che hai fatto, oh?

Vieni qua, stringi un attimo questa cosa.

Lo vuoi capire che la devo tenere buona.

(sottovoce) Pensi che sia facile per me?

Ho avuto una vita prima di incontrarti, un figlio, ma io amo solo te.

Non dare retta a quello che hai sentito.

Guarda che a me non mi ha mai voluto bene.

E neanche io a lui mi sa.

DANIELA: Giorgio, per favore, buonanotte.

Buonanotte, mamma.

Buonanotte papà.

Buonanotte...

(RESPIRO AFFANNOSO)

MASSIMO: Oh, state qua.

La wedding-planner ci vuole tutti seduti, dobbiamo fare il giro delle bomboniere.

- Sì, sì. - Le buttiamo nella discarica.

MASSIMO: Che è successo? CESARE: Niente, niente,

è inciampata, è un graffio. Niente, niente.

Voglio morire, mi butto in mare.

- Sabbry, fermati, stai buona. - Lasciami stare.

È il momento delle bomboniere.

- Oh. - Che succede?

Lasciala, levale le mani da dosso.

SABRINA: Dico a tutti, eh, mica solo a lui.

Anche a te zia, che hai sempre pensato che sono scema.

Sei tanto furba tu con quel coglione che ti sei portata dietro.

MASSIMO: Dai, Sabbry. - Tu Massimo lasciamo perdere,

che sei un fancazzista e hai fatto pure fallire il negozio di papà.

A me mai una parola gentile, oh, un grazie.

È colpa mia se si comprano tutto online, sorella?

- Dai, Sabbry calmati. - Tu non ti mettere in mezzo

che sei il peggio di tutti.

Per me può andare a fanculo tutto,

questa buffonata di matrimonio, questi cazzo di so ci al.

La candidatura al Parlamento!

Mi viene da ridere!

Tiè!

Vattelo a vendere online.

Anello nuziale di Sabbry, come nuovo.

Quest'approfittatore.

CESARE: Ah, è così eh?

Guarda che ti ho inventato io, oh!

Che ti stavi facendo i selfie scemi con le amichette tue.

Novantasette follower avevi.

E ora mangiate tutti grazie a me, banda di parassiti.

Ma che vuoi? A me il reddito di cittadinanza non me l'hanno levato.

Sono categoria protetta.

Te lo mangi tutto di schifezze, guarda come stai.

E io che vi campo tutti, andicappati.

Carogna...

Che ti sei fatta alla mano, eh?

- Che vergogna. - Che ti sei fatta alla mano?

Tesoro di mamma...

- Rilassati. - Lasciami stare.

Aspetta, lasciamola sfogare.

(PORTA SBATTE)

Hai visto?

Dopo la morte di Marcello tuo, io ho trovato un biglietto

che Ruggero aveva buttato nella mondezza.

Era una lettera per me.

Mi chiedeva il permesso di stare con te, che eri rimasta sola.

Non ha mai avuto il coraggio di dirmelo.

Pure Marcello tuo, che ti credi?

Quello rideva, scherzava, cantava...

Non sai quante volte l'ho visto piangere.

Si vede che il karma nostro era di essere così,

una famiglia di infelici.

Vuoi venire con me, Marisa?

Portiamo Ruggero al mare.

Stai ferma qua Luciana,

vado a vedere come sta Sabrina.

Sabbry!

Sabbry.

Quanto mi dispiace.

Qui ci mettiamo un po' di acqua ossigenata, fammi vedere.

Anche se servono due punti di sutura, immagino che ci sarà un ambulatorio.

Ma dove sta Pierluigi?

Quando lo cerco non ci sta mai.

(DAL VIDEO) E chi l'ha detto che è morto?

Il corpo non l'hanno ancora ritrovato.

MAURO: Scusate! Scusate! Ferma.

Scusate, tanto era finito.

Ringraziamo con un bel applauso il nostro ospite,

il nostro Maestro, il Maestro Bologna!

Adesso a questo puto, sarebbe previsto un dibattito con il pubblico.

Se c'è qualcuno vuole fare una domanda al Maestro...

Ah, qui c'è una domanda.

Prego.

Niente, volevo dì al regi... mi devo alzare?

Buonasera.

Volevo dire al regista, che questo film mi è piaciuto tanto.

Cioè me sono persa l'inizio però da quando ho visto io... ammazza!

Mi ero pure seduta qua per sbaglio perché non mi andava più de camminare,

mi ero stufata.

Invece... bello.

Bello, bello. Complimenti.

No, un attimo.

Questo film è bello.

Perché ci dice una cosa fondamentale,

che la vita è una merda.

Infatti al protagonista, coso, quello che fai tu, no?

Poraccio, gli succede di tutto, cazzo.

E lui sta là che insiste, ci prova, si impegna.

Niente, non serve a niente. Tutto inutile.

Sono d'accordo.

È tutto inutile.

Comunque fu definito da Aprà un film sulla speranza.

Pensi che la giuria di Pesaro...

Sti cazzi della giuria di Pesaro, sto facendo un altro discorso.

Sto dicendo che questo film è bello perché dice la verità, finalmente.

La gente fa schifo.

Apposta ci arriva addosso solo la merda.

Pure il virus, la guerra, la crisi del caldo.

Questi cazzo di 2000 gradi che fanno, che tra un po' andiamo a fuoco,

ce li ha mandati nostro Signore Gesù Cristo per sterminarci tutti.

Perché ci odia.

Gli stiamo sul cazzo, e neanche poco, e ha ragione!

Stiamo morendo, oh.

Stiamo morendo e andiamo in giro a salvare le balene.

Ma chi se le incula le balene.

È finita!

Abbiamo rovinato tutto perché facciamo cagare.

Nessuno vuole bene a nessuno, a ognuno frega solo delle cazzatine sue,

dobbiamo morire tutti, ce lo meritiamo!

Dobbiamo morire tutti e anche male.

Poi oh, questo è quello che penso io eh.

Voi fate un po' come vi pare, sai che mi frega a me.

lo me ne vado a dormire, buonanotte a tutti.

(sorridendo) Se non ci sono altre domande...

Ehi, allora?

- Vi è piaciuto il film? - Beh, papà...

- Eh? - Non è venuta neanche Martina.

Neanche gli amici tuoi.

E allora?

Chi se ne frega, peggio per loro no?

Papà ha fatto una cosa bellissima.

E voi dovete essere fiere di vostro padre.

Perché ha un animo puro, gentile,

è una persona buona.

Buona.

E io sono tanto orgogliosa di te.

(RIDE)

- Ti amo tanto, Mariarosa. - Anche io, tanto.

Stavi bene con i capelli nel film.

MAESTRO BOLOGNA: Scusate...

Questo ristorantino qui, dov'è che...

- Sì, venga con noi Maestro. - Sì.

Ci sarà sicuramente il passaparola.

Se facciamo un po' di locandine, vedrai che per le prossime proiezioni...

riempiamo...

(IN INGLESE)

ALTIERO: Tutto, ok?

Scusate eh, vi stavo guardando ma non per farmi gli affari vostri.

È che vi invidio.

Ma veramente voi siete...

...mariti? Cioè proprio con l'anello dico?

ALTIERO: Si.

Mia moglie mi ha tirato il suo in faccia.

- Teneteli voi che almeno vi volete bene. - No, grazie...

No, grazie.

(IN INGLESE)

Sei stanco?

L'hai capito subito, ammazza!

(piangendo) Ti posso abbracciare?

(PIANGE)

- Scusa, eh. - Sì.

Papà?

Dove vai?

Il coso...

Cosa?

Non c'è più niente lì.

Vorrei vedere il coso.

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

ALTIERO: Freddo?

ALTIERO: C'è Martina che insiste sempre su una cosa.

È convinta che noi due possiamo arrivare a capirci.

Secondo me siamo sempre stati troppo a disagio per riuscire a parlare.

Per lo meno dal giorno in cui me ne sono andato.

E me ne sono andato male.

E ti ho fatto male.

Ci siamo fatti male.

A me dispiace...

che tra noi non ha funzionato.

O almeno se ha funzionato, ha funzionato in questo modo.

Così... o no papà?

Papà?

Papà?

- Eccomi. - Prego.

Ah Pierluigi, ti ho cercato dappertutto.

Non è niente.

È un'aritmia, una fibrillazione, è vero dottore?

Sto già alla grande.

Vabbè, ma come è successo?

Risolvo tutto.

Vieni qua, dammi un bacetto.

Quando andiamo a Dubai ti faccio viaggiare in business class.

- Marì? - Eh?

Menomale che ci sei tu.

Fammi la cortesia,

apri la finestra che qua si schiatta, non si respira.

Sì, va bene.

PIERLUIGI: Marisa? MARISA: Eh?

PIERLUIGI: Menomale che ci sei tu.

Eh, menomale che ci sono io.

Luciana?

(urlando) Luciana!

Luciana!

Ma che si fai facendo qua? Luciana, dove stai andando?

Scusami.

Dove vai? Che ti frega?

Ho capito che è un'emergenza, però qua non c'è un elicottero.

A me serve almeno un motoscafo e un'ambulanza a Formia.

- Sì, ma ora. - E in coma, vero?

IVAN: Me la date una mano?

Dai, al tre. Uno, due, tre.

Prima i piedi, piano...

Piano, piano, piano.

IVAN: Chiudiamo qua.

CECILIA: Che succede?

Sandro? Sandro?

- Perché non mi rispondi? - Ceci, sta dormendo.

Lo stanno portando in ospedale.

- Bisogna svegliarlo, ora. - Ceci...

Sandro, non ti azzardare a morire.

Sandro, non te lo perdono.

(piangendo) Non ti azzardare a morire.

Cecilia, no, no!

- Sandro! - No, no!

(URLA E PIANGE)

Oddio, Luciana.

(LUCIANA RIDE)

Luciana!

Luciana!

Oddio!

Aiuto!

(RESPIRO AFFANNOSO)

Non sta soffrendo, amore. Sta facendo un sogno bellissimo.

lo lo so cosa sta sognando.

VOCE ALLA RADIO: Il governo italiano,

riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta

contro la soverchiante potenza a Varsavia,

nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione...

SPINELLI: Tieni Colorni.

COLORNI: Grazie.

Che fai Molino, resti qui?

Mi stanno portando a Formia.

AI Pronto Soccorso, bonh...

SPINELLI: Vieni con noi, no?

Le camicie nere sono scappate e ci hanno lasciato questi!

Lo sai usare? È facile.

No, è che... un momento, aspettate,

c'è il dibattito tra di noi sull'uso delle armi,

sono un po' confuso su questo tema...

- Molino. - ...Ci ho anche litigato con Roberto...

Che fai lì seduto? Dai, che c'è da organizzare la Resistenza,

dobbiamo liberare un Paese allo stremo!

- Non è vero? - Sì...

- Roberto dice che bisognerebbe... - Molino vieni!

- ..lasciare spazio al dialogo... - Coraggio!

Fare lavorare la diplomazia e devo ammettere che un po' anche io...

(RIDONO)

Sei un buontempone.

Questo in effetti faceva molto ridere.

- Molto spassosa. - Che spiritoso.

Ma sì.

- Vengo anche io. - Bravo compagno.

D'accordo.

C'è da costruire un popolo nuovo, no?

- Di donne e uomini liberi. - Certo.

- Giusto, no? - Giusto.

PERTINI: Alessandro.

Ehm, Molino Alessandro.

Detto Sandro.

PERTINI: Il compagno è con noi.

- Sì. PERTINI (ridendo): Vieni, Molino.

SANDRO: Ma sta succedendo veramente?

Non ci posso credere! Mi scoppia il cuore!

Grazie Sandro.

Eugenio... Gualtiero...

Finalmente liberi.

Liberi dalla dittatura, ma anche dall'ignoranza, dalla stupidità.

Dal cazzeggio cinico, dalla vanità!

Presidente,

non ci prendono più.

Non ci prendono più.

SANDRO (urlando): Non ci prendono più!

SABRINA: ...per un effetto mega mega super naturale.

Che tipo, quando si esagera con l'alcol, la mattina dopo,

il colorito perde di radiosità e il contorno occhi si segna.

In questi casi, amiche, vi consiglio anche questo gel della SkinCare molto valido,

a base di vitamina E, con proprietà antiossidanti.

Però questa vitamina E si trova pure nell'olio di girasole,

che al discount lo trovate tipo a un euro.

Va bene? Baci baci da Sabbry!

Che fai?

Che faccio, "il buongiornissimo".

MASSIMO: Buongiorno. - Buongiorno.

Ho scaldato un po' di latte con i cereali, se vuoi è rimasto un po' di caffè.

Non ci tanno le signore?

Le hai mandate via te.

Mi sa che ti devo dire un sacco di cose.

Con calma, quando torniamo a Roma.

A Giorgio gli ho promesso che lo porti all'Idropark di Malagrotta, vero?

Dice che non ce l'hai mai portato.

Grazie.

Dai, che c'è da scegliere la foto da postare.

Senti se Daniela vuole un po' di caffè, va.

Sì, certo...

MASSIMO: Ma mamma dove sta?

Zia Marisa? L'ingegnere? Dove stanno tutti?

(MUSICA RITMATA IN SOTTOFONDO)

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