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Grazie.
Ho portato quelli di fuori. Certo, l'ho già letto.
Scusa, faccio sempre tardi.
Due minuti ho finito qui, eh.
Si guasta sempre.
Ci danno dentro certi colpi.
Io per me, guarda, non me la prendo mica, sai.
Vengo qui solo per trovare te.
Ma va là.
Intanto è una settimana che non ti vedo.
È il lavoro, no. C'ho un sacco di lavoro.
Non te la prendere, su.
Eh, omaggio della ditta.
La ditta?
Questa è una ditta in casa integrazione.
Se lo dici te, ti saluto, eh.
Ciao, bellezza.
Dice dai rimani, trovo una scusa di chiederti fuori, che ti frega.
Potevi dire che eri da me, no? Ma no, è che domenica devo andare a vedere quel
parpone di papappi.
C'è un controllo dalla stradale.
Stai calmo, ci penso io.
Prego, libretto di circolazione.
Il furgone non è suo.
No, è della ditta, mica sono i padroni.
Lei ha superato i limiti di velocità sul porto. Ma era un trattore quasi ferro.
L'ho dovuto superare. È così che succedono gli incidenti. Senta, capo, se
faccio tardi va a finire che la multa mi ha fatto in serio il principale. Io devo
fare una multa per violazione dei limiti di velocità.
Quanto è? 5.000 lire.
Ecco a lei.
Posso andare adesso? Si accomodi pure, prego.
Buongiorno. Buongiorno.
Ma che è, Fim? Chiudi dietro!
Sai come ti trattano le sue ore all'ospedale?
La vecchia, la caposala.
Quella te la raccomando.
È brutta fare quando finisci nelle mani dei dottori.
Vai a prendere la roba nel furgone.
Sì, un po', quella lì.
È un bravo ragazzo.
Sai, il professore dice che la bambina c'ha il pus nell'orecchio, che può
diventare sorda.
È una cosa lunga, sai, ci vogliono un sacco di soldi.
Proprio adesso non mi ci voleva.
Va bene, vedo di parlare io con uno lì alla citazione che conosco. Beh, sai,
non è tanto per me, soprattutto per mia moglie.
Valla a spiegare che adesso non posso passare da casa.
Stai tranquillo, che tra otto giorni dormi nel tuo letto.
Ma che cazzo fai?
Vuoi scassarmi tutto?
E'
tutta roba delicata.
Porca vacca, volete farvi sentire?
Non facciamo gli struzzi.
Ci vuol poco a mandare tutto a puttano.
E' questa roba qui?
Mettila sotto la bandiera.
Se vuoi, Paolo, passo io da tua moglie per metterla tranquilla.
Sto al borgo, via Milazzo 25.
Ci vediamo, eh?
Ho fatto lo consegno.
Tutto a posto?
Tutto a posto.
Problemi? Nessuno.
Sei ancora qui?
Sì, ci sarebbe la faccenda dei custodi.
Gli ho promesso un anticipo.
Sono 500.000.
E che stiano attenti.
Poi danno certo.
Che fa quella là?
Ha mangiato.
E un poco schifato.
Vai a dare un'occhiata.
Adesso vado.
Sei tu che devi starci dietro, non posso mica pensare a tutto io.
Ma dove vuoi che vada?
E' come un pesce nella rete.
Che fa il pesce nella rete?
Fa un po' tu.
Come faccio?
Qualcosa che non va?
No, perché?
Perché di voi due rispondo io, e non voglio grani, nemmeno l'ombra, capito?
Chiudi la porta tu.
Fatemi bene a sentire tutti e due.
L'ora in avanti c'è solo da aspettare.
Aspettare e basta.
Rischi non ne correte, se non andate a cacciarvi nei guai da soli.
Queste sono le pillole.
Te ne dai due, tre volte al giorno.
Due, mi raccomando.
Non dagliane di più, sennò si rincoglionisce troppo.
E se si agita? E se si agita, la fai calmare.
Sono affari tuoi, sei pagato anche per questo, no?
Tieni.
E' quello che devi far scrivere alla ragazza.
Ti ho portato il tuo barbero.
Adesso ti scrivi una lettera, eh?
A casa tua.
Brava.
Scrivi... Caro papà.
Su, scrivi.
Caro papà, io sto bene.
Spero di rivedervi presto.
Scrivi!
Spero di rivedervi presto.
Ma la mia vita dipende da voi.
E dai!
Ma la mia vita dipende da voi.
Con te, ma... Dipende da voi.
Fate presto.
Dai, scrivi fate presto!
Sei passato da casa mia?
Certo, mi hanno detto che la bambina sta meglio.
Esce a giorni dall'ospedale.
Forse mia moglie avrà bisogno di soldi.
Adesso? Sì.
Guarda, vedo se riesco a strappare un anticipo al carletto.
Così glieli porto io a tua moglie, magari domani.
La sera non posso, devo sbrigare la faccenda della lettera.
Che vuoi?
Le palle, fanno male.
Ho del piro.
Legata così non ce la faccio più.
Voltate.
Metti la testa giù.
Con tre cuscini.
Non ti muovere.
Che voleva quella là?
Niente.
Gli faceva male la schiena e allora gli ho legato le mani davanti.
Non la possiamo mica scassare tutta quanta.
Fate i tuoi.
E ora dove vai?
Insomma, io qua sono sempre solo.
Io vado a trovare la bambina.
Quando torni?
Sto pomeriggio, o domani, che ti frega. Niente.
Chiudi, no?
La bambina?
È stata dimessa, è andata a casa.
Buonasera.
E la signora Teresa?
E Paolo, e la bambina come sta? E meglio, è tornata a casa.
Potevi tornare un po' prima.
Il dottore ha detto una supposta prima dei pasti e adesso ho già mangiato.
Beh, aspetteremo mezzanotte, tanto.
Aspetteremo mezzanotte?
Ci sarei andata anch'io in farmacia, ma non mi va di lasciarla lì da sola.
Si è addormentata appena adesso.
C'è qualcosa a darmi da mangiare che non ho cenato?
Sì, c'ho lì il minestrone.
Ti va freddo o gli do una scaldata? No, dammelo freddo.
No, pensavo che... Pensavi cosa?
Siccome sei andato al Boscone per i flipper, pensavo che... E invece non ci
sono stato al Boscone. E com'è che non ci sei stato, che ci vai tutti i lunedì?
E si vede che non c'erano bisogno della revisione. Ma figurati te, dico, ci sono
lì sei bigliardini e tutta quella gente non hanno più bisogno della revisione
adesso. E che ne so io, avranno chiamato un altro.
Oppure non gli si guasteranno più i bigliardini.
Sì. E poi a te che cosa te ne frega? No, io dico per te, perché così perdi i
clienti. Va, va, va.
Sta su, dai.
Non fare così, dai.
Vedrai che la bambina guarisce bene.
Ma no, non è solo la bambina. E allora cos'è?
E' questa vita così che... Poi tu sei sempre fuori.
Se sto fuori è per lavoro, no?
Non c'è qualcos'altro da mangiare?
Sì, c'ho le due scatolette.
Ho ancora scatolette. Ma come ancora scatolette? Ma se non te le faccio mai,
dico, giusto oggi perché il macellaio è chiuso, no? Beh, guarda, non ho fame.
Ma su, dai, non fare così.
Stai tranquilla, eh?
C'ho per le mani un lavoretto che se va bene... Che tipo di lavoretto?
Sempre il solito, no? Cosa vai a pensare?
Le sigarette? Sì, le sigarette.
Le sigarette, il contrabbando. Eh? Lo fanno anche i signori, allora?
Però questo lo volete tranquillo.
È un favore che faccio a un amico.
È come una mediazione.
E appena in caso vi porto tutti e due alla igueglia.
Io,
te e la bambina alla igueglia. Tutte le sere in pizzeria.
Ma che pizzeria, guarda, al ristorante vi porto.
Andiamo di là?
No.
Dai, svegliamo la bambina.
Facciamo rumore. Andiamo di là.
Facciamo rumore. Torna la bambina. La bambina torna. Vai, su, la svegliamo.
Andiamo lì sopra, va.
Fammi andare di là, sennò sporco tutto.
Ma no, dai, stai ancora un po'.
E
adesso cosa c'è?
Cosa c'è, cosa c'è?
È che fai presto tu.
Ma io non posso fare a meno di pensare.
Abbiamo tutto il tempo, dai.
Te l'ha scritto Luciano, che lì alla diga c'hanno ancora un anno di lavoro.
E poi il Brasile è lontano.
Ma lui è mio marito.
Che cosa facciamo quando torna indietro? Che cosa gli dico io?
Cosa gli dico, cosa gli dico?
Gli diciamo che è successo.
Che quando uno ha una moglie come te, e anche una bambina...
Il lavoro è meglio che se lo trova vicino casa.
Grazie
Grazie
Sì.
Venti lì.
Battita.
200.000? 200.000.
Ne vuoi fare un'altra? Sì.
Facciamo di 300?
Va bene.
Porta a zero.
Ho finito.
Grazie
Eppino. Ancora?
No.
Edda. Mi fanno male. Ho la nausea.
Dai.
Mi brucia tutto, tutta la faccia.
Non le posso più così.
Voi mi avvelenate.
Ma io te le devo dare.
Buttale via, Nole.
Stai attento a non fare il fesso con quella lì, eh.
Che qui c'è poco da scherzare.
Tu ti fai la bella vita.
Te ne stai tutto il giorno con le chiappe nel burro.
Rischi mica ne corri.
Questo non è un mestiere per uno che ha famiglia.
Perché tu ti fai comandare da tua moglie?
E vacci piano col peperoncino.
Senti, si può sapere che cazzo succede? A me qua nessuno mi dice niente.
Che ci vuole più tempo.
Ma i soldi li facciamo sputare, eh?
Dovessimo tagliarla a pezzettini, quella là.
Avanzini, Gino.
Salve. Il commissario vorrebbe dirti due parole.
Proprio adesso.
Perché? Cosa pretendi, un appuntamento?
No, ma... Questo è un
campione, è un campione vero, non capita mica tutti i giorni di incontrare un
campione così.
E allora?
E allora, siamo a metà partita, ci lasci arrivare fino a 90. Dai, dai, dai Gino,
andiamo su, dai.
Uè, mi dispiace.
Tanto me la sbrigo subito.
Agni.
fare la furba con me, eh?
Stronza!
Che glielo vai a dire tu a quelli là che hai visto la faccia mia, eh?
Tanti chi ci rimette sei tu, noi i soldi li incassiamo lo stesso, puttana!
Tu sei una puttana, la dai a tutti, eh?
Bella roba che ci sta scritta qua.
Ed è il mio ragazzo che c'è di male.
E quanti ce n'hai di ragazzi, eh? Uno, due, tre, quanti ce n'hai?
Ti è piaciuto l'altra sera?
Non dormire?
Eri te.
E chi credevi che fosse?
Avevo paura che fosse uno di quegli altri.
Tu ti chiami Alice, come il pesce.
Sì, come le alici, come le sardo, come pesce.
E questo che è?
Orcino Sorca.
Che?
Mi piace mettermi le camicie da uomo.
E' di un mio amico spagnolo che si chiama Umberto.
Uno di questi è della lettera.
Manzini e Gino.
Questa volta ti sei messo nei guai.
Commissario, è una passione.
L'ho già detto anche al brigadiere.
Se fosse per me giocherei anche gratis, ma c'è gente che non prende in mano la
stecca se non vedi fogli da 10.000 sul tavolo. Lascia perdere il biliardo,
siediti.
Mi ci sciacco le palle io col tuo biliardo.
Dov'eri martedì 6?
Due settimane fa.
Ma... Se non te lo ricordi te lo dico io.
Ti hanno visto in via Gerbido.
Ma è assurdo.
Saranno due mesi che io non passo in via Gerbido.
E poi io lavoro.
Nica vado in giro a prendere aria.
Però la conoscevi la Maltese.
La conoscevi o no?
Beh, sì.
Ma come non li leggi i giornali tu?
Sono due settimane che ne parlano.
L'hanno trovata accoltellata nel suo appartamento in via Gerbido.
Martedì 6, appunto.
E alle 9 e mezzo tu eri là.
Martedì 6?
Sì.
Alle 9 e mezzo di mattina?
Sì.
Impossibile, lavoravo.
Io tacco a lavorare alle 8.
Martedì 6.
Ma sì, stavo sul ponte della Becca.
Ma ha fermato la stradale. Stava andando con un furgoncino a far revisionare un
motorino elettrico a Voghera.
Ma hanno fatto pure la multa.
Ecco qua.
Guardi, commissario.
Posso fumare?
No.
Te ne puoi andare.
Compagno il signore.
Comunque tu resti in città, chiaro?
Sì, fa bene.
Buongiorno.
E da quando si è messo a lavorare quello là?
Davvero c'entra con la maltese?
Sveglia, mezza barba, sveglia!
Però... So che a Bigliardo ha perso 400.000 lire.
Sul ponte della Becca.
Ponte della Becca.
Senti, ci facciamo un giro da quelle parti? Avvisiamo il custode.
No, no, no, non avvisiamo nessuno.
Questa volta vado un poco avanti da solo.
Me la dai una sigaretta?
Fumi pure, eh?
Io ho sempre fumato.
Mi avevate fatto passare la voglia con tutte le vostre pillole.
Anzi, un'altra, eh?
Ah, non ne ho altra.
E beh, allora non mi fai accendere?
E così mi hai fregato anche il mio accendino, eh?
Sì, perché?
Non che mi importa molto, ma nella mia borsetta c'era anche un pacchetto di
malboro.
Avrei fumato certo più volentieri di queste tue schifezze.
Le ho fumate io.
L'accendino te lo puoi anche tenere, te lo regalo, come ricordo.
Ciao, Vittorio.
È tutto qui?
Ce l'ho detto mille volte che questo mestiere non rende, cambio zona.
Vabbè, ma io ho la mia clientela.
Cosa gli dico?
Voi non crederete mica che ci guadagnassi un granché con questo
lavoro.
Per fortuna ho altre proposte, lo sai.
Guarda che Gino ha dovuto cambiare aria. Il Carletto ha detto di non farti vedere
tanto vicino a casa. Quello lì pensa solo al biliardo. Io non sono mica
stupido come Gino, io ho famiglia.
Puzzo, puzzo, puzzo.
Se non mi lavo posso anche morire.
La doccia è rotta, c'è poca acqua. Beh, sempre meglio di niente.
Sono troppo sporca, fammi andare in bagno.
Portami di là.
Niente scherzi, eh? Ma quali scherzi?
Tanto te non mi molli neanche di un passo.
E poi puoi stare lì a guardarmi.
O ti secca.
Dai, dai, cammina.
Non fai mai bagno te?
Dai, passa il mio sapone.
Che prendi il sole nuda?
Certo, in barca sempre.
Certe volte anche da noi.
Però sono le ragazze, le femmine no.
Sei calabrese te.
Quando è che sei arrivato qui al nord?
Da poco.
E com'è che ti sei messo a fare il balordo?
Ma che balordo?
Qui al nord i soldi non bastano mai.
Hai capito?
E così è per questo che ti sei messo con quelli lì, eh?
Ma a te che te ne frega?
Niente.
Proprio niente.
Però... Però che cosa?
Volevo dire che te forse sei un tipo diverso da quell'altro.
Quello là che l'altro giorno mi ha fatto scrivere la lettera a mio padre.
E adesso perché gli dovrei somigliare? Che siamo fratelli?
E tu ha?
Eh sì.
Me la metto allora.
Dormivi? No.
Ecco qua, spaghetti, riso e carne in scatola. Ce n'hai per un mese.
Come per un mese? Ma che cazzo... Dai, non te la prendere, solo si fa per dire.
Si fa per dire, si fa per dire, è facile per uno come te, che va, viene e fa
quello che gli pare.
Ma io qua mi rompo le palle, sì, mi rompo le palle, hai capito?
Stai zitto, che quella può sentire.
E anche se sente.
Come sarebbe a dire?
Che qui ci fottono.
Pagano oggi, pagano domani.
Ma questi soldi ce l'hanno, sì o no?
Ma certo che ce li hanno, e come, e tanti.
È questione di giorni, ti dico.
Domani vado in città. Tu non ti muovi di qui.
E perché?
Comanda Gino.
Gino non si può muovere.
I contatti adesso li tengo io.
Come non si può muovere? Che gli è successo, qualche cosa?
L'hanno beccato?
Hai ragione, dai, se l'avessero beccato non saremmo qui a parlarne, no?
Gino ha commesso una fesseria.
E allora?
L'hanno spedito.
Era meglio che cambiasse aria.
E noi?
Per noi non cambia nulla.
Gino, l'hanno sottitito con Vittorio.
È questione di giorni, ti dico.
Pagheranno.
Pagheranno, vedrai.
Chi è?
Sono Paolo Torinesi.
Perché sei venuto qui?
L'ho deciso io, di testa mia, perché gli ordini non mi dà più nessuno.
Gli ordini a te li hanno dati, e il tuo posto è là, e ci torni subito. Sì, ma io
l'ho spiegato sin dall'inizio che ho famiglia.
Era nei patti, un lavoro svelto, due o tre giorni al massimo, poi te ne torni a
casa.
E adesso cosa gli racconto a mia moglie?
Che direi che ti fai i fatti tuoi, che basta.
Sì, ma quando sto fuori tutte le notti, quella è capace di venirmi dietro.
Lei sa come sono le donne.
E tu lascia stare le mogli degli altri.
E se vuoi scaricarci, fa pure. Ma io non voglio scaricare nessuno.
Però lei capisce, lì a Casale siamo rimasti in due, io e il ragazzo. Dopo la
scomparsa di Gino, anche il ragazzo comincia a fare storie.
Ehi, Carletto, ti muovi di lì, anduma.
Lo so, lo so.
Lo so, lo so. Su, su, dobbiamo finire le pulizie.
Gino è stato sostituito da Vittorio.
per la prima volta.
E domani mattina lo rivedrai.
Mi sento la partita.
Ah, tieni.
Che vuol dire orcino, orca?
Orcinus. E' come Moby Dick, un cetaceo.
Una balena enorme, feroce, ferocissima.
E' tanto interessante questa partita.
Orca.
Sono dieci anni che sono tifoso della Juventus.
È uno squadrono.
Ma che hai?
Se posso sapere che hai?
Me lo chiedi? Mi sembra di essere diventata come una bestia qua dentro.
Io ti ho trattato sempre bene.
Non è colpa mia se adesso qui... Vuoi dire forse che è colpa mia? No, però...
Però?
È che tuo padre non paga.
Ecco.
Ma ce l'hai i soldi, sì o no?
Non lo so, mica sono la sua banca io.
Mio padre è... Tuo padre?
Ma tu vuole bene?
Ma certo che mi vuole bene.
Giochiamo sempre a tennis insieme, mi porta con lui in barca.
E allora?
Che non è mio padre, punto e basta.
Io sono figlia di un altro, di uno scrittore, anche famoso.
Me l'ha detto la mamma.
Magari mio padre non lo sa neanche.
Voi mi ammazzerete se non pagano.
Ma che dici?
E te, saresti capace di ammazzarmi? Io?
Di me ti puoi fidare.
Siamo amici, no?
Ma non contar male, dai.
È la verità.
Ti giuro che è la verità.
Io...
Sono sicuro che a te non ti succederà mai niente.
Io ho lavato la biancheria.
Sempre carne in scatola.
C'è da vomitare.
Dai, mangia.
Siete mica tanto organizzati, eh? Come sarebbe a dire?
Sarebbe a dire che qua dentro non funziona più niente.
E mi sa che a te ti hanno mollato.
E che stanno in città.
Stanno per concludere.
Ma va.
Sicuro? Ti hanno mollato e tu lo sai.
Prima sparisce uno, poi l'altro.
I vecchi ci fregano sempre.
Fregranno anche te, vedrai.
Quant'è che ti hanno promesso, eh?
Dillo. Sì, dimmelo.
La mia parte.
E tu ci credi?
Se quelli ti fanno quasi morire di fame adesso, figurati poi.
Senti, ma tu insomma da che parte stai? Dalla tua.
Dovresti già averlo capito da un pezzo.
Senti, ce la battiamo insieme.
Ma che dici?
Scusa, e chi ce lo impedisce? Qui non c'è più nessuno.
E su di me puoi contare.
Diremmo che... che ti ricattavano.
E che eri un prigioniero anche te, come me. E che l'idea di liberarmi ti è
venuta subito. E che aspettavi solo il momento giusto.
Diventi qualcuno e i miei ti coprono di soldi. E quelli mi ammazzano. Come ti
ammazzano? Se li beccano.
Ma a chi beccano?
Beccano a noi, che siamo picciotti.
Ma gli altri, quelli che stanno su, che io non so nemmeno che faccia hanno,
quelli non li beccano.
E poi è gente che mi ha fatto del bene.
Lo sai che vita aspettare che da un momento all'altro qualcuno ti faccia
fuori?
Allora, lasciamo perdere.
Chiuso.
Se mi dai un bicchiere di vino, forse mi riesci anche di mandare giù sta
robaccia.
Tu non bevi?
Bene anche te.
Vai via!
E' finito pure il caffè.
Se entro due giorni, non si fanno vivi.
Ti porto via con me.
Scappiamo insieme.
Ancora due giorni.
Domani.
Se mi trovo in armata mi sparano subito.
Ma che hai?
Non devi stare preoccupato. Non ti succederà niente.
Arrenditi!
Senti, tu devi dire soltanto la verità.
Che io ti ho sempre aiutato.
Che noi ci vogliamo bene.
Vedi Alice, veramente, io nemmeno sapevo che si trattava di un rapimento. Sono
incensurato. Non mi daranno neanche due anni.
E poi... Vieni fuori!
Poi ci ritroveremo.
Non ho mai vieto, né conosciuto, non so neanche chi sei. Ma che stai dicendo?
Hai capito? Amore... E toglimi questa catena dai piedi! Fazzita, vedi...
Bigliacco, bigliacco, stronzo, idiota, bastardo! E toglimi questa catena, ti ho
detto! Ma che dici, Alice?
E poi dici?
Avanti, morto di fame!
Che le tuorrisi! Vieni fuori con le mani in alto!
Ma Alice, vedi, io ti voglio bene...
Stia tranquilla, si calmi.
Adesso è finito tutto, la portiamo a casa.
Eh? Dov'è la chiave?
La chiave delle manette.
L'aveva lui.
Nella tasca.
Lui.
Dopo chiamate l'ambulanza.
Voleva uccidermi.
Lui mi è venuto addosso con la pistola.
Io mi sono difesa.
È partito un colpo. Ma lei non ha ucciso nessuno, signorina Valerio.
Non ha ucciso nessuno, glielo assicuro io.
Abbiamo sparato noi dal corridoio.
Lei non se ne accorta, ma quando l'è saltato addosso era già sotto il nostro
tiro.
Gli ho sparato io.
Capisce?
Gli ho sparato io.
Ora andiamo a casa, contenta?
Ecco, brava così.
Se la senti di camminare?
Can't find what you're looking for?
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