All language subtitles for Film Vacanze D amore (1955)

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Original subtitles

Per quanto decantata sia la metropoli, la vita quotidiana di chi ci abita è

piuttosto grigia.

L'immensa macchina divora le energie di milioni di uomini e sommerge nel

frastuono del traffico tutto quanto c'è di individuale in ciascuno di essi, come

per dimostrare loro continuamente che essi le sono necessari ma non

indispensabili.

Ma ecco che con la primavera il primo raggio di sole catturato dallo

specchietto di un ragazzo rivela colori che il cittadino aveva quasi

dimenticato. Essi trionfano con l'estate nei giardini della città e risvegliano

nei suoi abitanti gli istinti della vita all'aperto che la civiltà moderna ha con

estrema saggezza concentrato nelle cosiddette ferie. E qui sorge il

problema. Campagna o montagna?

Atlantico o Mediterraneo?

La discussione si rinnova ogni anno. Ogni anno è fonte di malumori, di batti

vecchi, di divergenze fra i giovani e

anche fra i meno giovani.

Ciao papà.

Ciao mamma. Ciao caro.

Buongiorno signorina. Ciao Maria Luisa.

Ma cosa c'è?

La solita storia della villeggiatura. Sei tu che fai sempre delle difficoltà.

Perché tu sei il solito egoista. È colpa della tua indecisione, se da 30 anni

restiamo in città. Pardon, nel 14 l'avevo trovato un bel posto io.

Già, ma è scoppiata la guerra.

E qui? È completo.

Troppo caro.

Non possiamo portare tua nonna, non ci vogliono né cani né vecchi.

La nonna l'abbiamo tirata su fino a 80 anni per tenerla con noi. E la tua

fidanzata ha qualche idea? Eh, altro che, vuole che vada al mare con lei. E

ci vai?

Sì, però in montagna. Con lei?

Ma non sta bene!

Non stava bene ai tuoi tempi, forse. Se avessimo fatto così ai tempi nostri, tu

avresti dieci anni di più. Ma non avevate deciso di venire con noi? Eh

già, ma dove?

Lei comincia le ferie sabato.

E tu? Anch'io.

Robert!

L'avevi chiamato?

Sì. Tu dovevi partire sabato. Sì. Beh, invece parti giovedì. Ah, benissimo.

Già. Parti giovedì, ma non per le ferie. Devi andare per una settimana in un

cantiere in provincia. Ma di, stai scherzando? Non è possibile, c'è Lucien.

E chi è Lucien? La mia fidanzata.

E beh, Lucien farà come le altre, aspetterà. Eh già, aspetterà. Perché tu

non la conosci.

Insomma, è più di mezz'ora che ti aspetto. Oh, beh, per mezz'ora. Ma lo

sai bene che devo far presto, perché il negozio riapre. Vieni.

Ecco, prenda pure.

Mi ami?

Sei nero? No, ma ti avverto che vado in ferie dieci giorni dopo.

Oh, bene!

Come bene? Allora ci vado. Dove vai?

In Sicilia.

Cosa è questa Sicilia? L'isola in cui c'è il villaggio magico. Magico?

E' una tendopoli in riva al mare. E poi pensa al viaggio, i templi, Roma, vedi

Napoli e poi muori. Sicuro, il caldo, le zanzare e magari i banditi.

Non ho gioielli.

Prenderanno quello che hai.

Me l'hai preso tu. Non prende niente, signore.

No, ho già preso.

Figurati, dormire sotto una tenda, mangiare roba in scatola, le zanzare, è

peggio della guerra. Oh, andiamo. Tu hai sempre vissuto nella bambagia, con papà

e mamma, ma io sono una donna moderna. E invece io no. Non insistere perché non

ci vengono. Non ci mancherebbe altro.

Che?

Tu non potresti per la data, caro. Ma non penserei che io ti lasci andare

laggiù sola?

Oh, certo no. Vado con Colette.

Vai con Colette. È Colette che ha combinato tutto allora. Cosa ha fatto

Colette? Sei tu che le hai montato la testa con la Sicilia. Oh, quante storie.

Mio marito sta qui, ma mi ci manda. Già, ma lui non entrerebbe nella tenda.

Perché? Per le corna che ha in testa.

Spiritoso. Andiamo.

Non ci vai, hai capito? Invece ci vado. Te lo proibisco.

Non t'ho ancora sposato e comunque ci andrei lo stesso.

E ci andrò. Un corno.

Villaggio magico qui?

Se si vuole iscrivere in tempo. No, grazie. La signorina Lysanne Dumas è

partita sabato con una delle vostre comitive dirette in Sicilia, vero? Non

possiamo dare informazioni. No?

Ah, voi spedite una ragazza all'estero senza autorizzazione e buonanotte, è mia

sorella. È certo che è partita. Me l'ha scritto lei, che partiva con una certa

signora Mercier. Colette Mercier? Sì, sì.

Eccola qui.

E c'è anche il nome di sua sorella. A quest'ora saranno certamente già al sole

ad abbronzarsi.

Magnifico. Se vuole raggiungerle c'è un'altra partenza sabato prossimo. C'è

ancora a posto, sa? Ma questo è troppo. Ecco lei il programma. No, grazie, non

mi serve.

Vuole vedere la tenda?

Io costruisco in cemento. Ma guardi com'è carina.

Tenetevela.

Questo treno sembra una lobacca.

Facciamo 90 km all'ora esatti, 1 km in 45 secondi. Sono 1300 km, a

questa velocità dovremmo metterci 15 ore più o meno. E' meraviglioso! E' l'era

della velocità! Ma a voi sembra poco?

Ma considerando 15 fermate di 10 minuti ciascuna, bisogna aggiungere altre 2 ore

e mezza.

Più un'ora per la docana e 5 ore per tener conto delle salite, in 24 ore ci

siamo.

Buongiorno. Buongiorno.

Mi chiamo Denise e sono la vostra assistente turistica.

Se qualche cosa non va, ditelo a me.

Va tutto bene.

Anche per lei?

Quando si arriva?

Dopodomani alle due.

Altro che 24 ore, sono due giorni e due notti queste.

Assicuro? Una in treno ed una in mare. Io sul piroscafo morirò dalla paura. No,

moriremo prima. Oh, andiamo. Sulla svetta di brontolare sempre.

Che pazzia questo viaggio. E chi lo obbliga a venire in Sicilia?

Ho un conto in sospeso io in Sicilia.

La prima cosa in un viaggio è il confort.

Ci vuole tutto per rendere la vita piacevole. Per la giacca, ad esempio, la

stampella. Per leggere, ecco qua, il leggero.

Avete fame? La prescatola è universale e a portata di mano, naturalmente.

Cosa c'è, Dio mio? Ecco, lo sapevo, l'assassino e il guardiano del cimitero.

oh, ma lascia parlare il signore Gaston contigo, la prego sono i miei schiavetti

meccanici guardi, cuscino da viaggio uno a sete, niente paura

bicchiere eccolo, borraccia a termos

imprevisti coraggio

diglielo tu io no, tu io mi vergogno se ti vuoi gli sposi? oh no, no Non

arrostire, cara.

Ci sono anche due sposi. Sì, si sono sposati aperiti in municipio. E in

Sicilia sposeranno in chiesa. Perché là si sono conosciuti l'altro anno. Saranno

qui accanto. Andiamo a vederli.

Permesso?

Stentatici quei due.

Fratello e sorella. Ma no, Gaston.

Non vedi come si guardano? Saranno fidanzati.

Di quelli che stanno insieme, però. Perché dice questo?

Signori, scusino, l'ho già chiesto a tutti. Non hanno visto per caso due

ragazze insieme? Di 14 anni?

Con i calzoni corti? C'è lui.

No, no, no.

Sono la nonna.

Dovevo trovarli alla stazione per accompagnarli in questo viaggio. Ero in

ritardo. Mi hanno fatto salire, ma adesso vedo che non ci sono. La

raggiungeranno in Sicilia, signora.

Eh, già, ma un viaggio simile alla mia età, da sola.

Ma lei non è sola, signora, siamo i duecento.

Grazie.

Povera donna, le avranno fatto uno scherzo, certo.

Insomma, che cosa siamo, delle bestiarate noi?

Due sposi interessano sempre le ragazze. E anche chi non lo è più. Lei parli per

sé. Via, via, andate.

Ah, vedo che lei fa dei conti. La posso aiutare?

Grazie. E la lista dei passeggeri?

120 donne e 80 uomini. Ah, allora c'è esattamente una donna e mezzo per uomo.

Poveri uomini. Povera donna.

È una buona mandata questa, sei professori. Grazie. Ah sì?

Lei è un professore? Sì, professore di storia. Anch'io sono professore di

matematica e fisica. È libero, prendo la mia roba e vengo subito. Beh, se le fa

piacere. Potevi fare anche a meno di dirlo.

Noi tre istitutori e istitutrici. Stranieri ce ne sono? No, siamo tutti

francesi. Tre ingegneri, quattro dottori e un esimio artista. E io? Tu sei la

Pantera. La Pantera è il nome, ma di professione sono musa. Che cosa?

Ispiratrice. Mestiere faticosissimo.

Guarda.

Scusi. Se il suo posto di là è ancora libero, può cederlo a me? Ma certo, l

'accompagno. Mi aiuta? Sì.

Dov'è? Ehi, qui accanto.

Tanti saluti a casa.

Che posatrice.

E quello? Grazie.

No, no, no, questo è mio.

Questi due sono occupati? Sì. Le dispiace cambiare con me?

Per me è la stessa cosa, purché si arrivi... Non sono abituata, io viaggio

sempre in auto.

Ah sì? Come con l'autostop?

Le dispiace darmi il mio

sacco?

Oh, pardon, le ho fatto male? No, niente.

Sono mortificato.

Prima serie, vagon nel ristorante.

Prima serie, vagon nel ristorante. Andiamo, Gaston, è ora di andare a

mangiare.

Oh, che carino questo bracciale. Mi dici dove l'ha preso?

È un regalo, ma mi è costato molto caro. Hai sentito? Un regalo che costa caro e

divertente. Su, andiamo.

Che gente senza discrezione, eh?

Finalmente un po' di calma. Già.

Come sono rumorosi, vero? E chiacchieroni, è così bello in silenzio.

Ma l'ha detto per me? No.

È studentessa? La vita è una scuola.

Come?

Io costruisco case.

Ah, io curo la gente.

Dottoressa?

Infermiera.

Mi fa venire la voglia di ammalarmi.

Io curo solitazzi. Però c'è la speranza che lo diventi per il caldo.

Prima serie, vagone, ristorante. Ma lei non ha fame? Sì. Allora andiamo, no? Sì.

Prego, si accoppi.

Lino. Sì.

Sono insieme?

Sì.

È da questa parte il paesaggio più interessante.

Ah, davvero? Pensi che le montagne sono alte più di 3.000 metri.

Potrebbe abbassare la tendina?

Eh?

Aperitivo, signore? Ah, certo. Anche la signora? Sì, sì, sì, sui due.

A me un uovo alla coque e un succo d'arancio. Sì, signore. Ci è voluta la

signorina perché mi accorgessi di lei. Io l'avevo già vista. Ah, sì? E sentito

soprattutto. Perché? Ho parlato molto? Ho parlato, lei ha soltanto brontolato.

Beh, non esageri adesso.

Lei desidera fare il giro turistico di Roma? Ah, no, no, le visite in gruppo,

per carità, no, no, no, no.

Perché stai dentro? Sto ridendo perché... Oh, sono mortificato.

Adesso siamo pari... Dell'acqua calda! Ah, niente paura, ho uno smacchiatore

miracoloso. Fortunatamente lo porto sempre con me. Ce lo mette sopra a

strofini e vedrà che tutto sparirà. Ah, che cattivo odore.

Ah, ecco il Duomo di Chassefort, 3125 metri. La montagna.

Le piace la montagna?

Anche a me.

Io ho dei ricordi magnifici della montagna.

Ma cosa?

Sta piangendo? No, forse c'è un po' troppa luce.

Ah, grazie. Signor Brontolone, guardi che c'è un suo collega nell'ultima

carrozza, un architetto. Se vuole cambia il posto. Grazie, sto benissimo.

Qualche altro reclamo? No, no, tutto bene. C'è la Gora adesso.

Mi faccia vedere un po'? Benissimo.

Mi danno i loro biglietti per il giro turistico di Roma, per favore?

Grazie.

Allora lei ci va? Sono in nota sin da Parigi. Ma cos'è questo giro turistico?

Ma se gliel'ho detto a colazione.

Scusi, sa, non avevo mica capito. Oramai è completo. Completo? Lo vedremo domani.

Io non ho affatto sonno stasera.

Io sì.

Buonanotte. Buon riposo.

gelate signore, lo vuole? il capostazione con il berretto da

colonnello, buongiorno colonnello, guardate, guardate gli sposi, viva gli

sposi, evviva gli sposi, viva, come

sono carini, siamo anche noi così, è commossa?

si, mi commuovono sempre gli sposi e questi più degli altri, perché sono

italiani come me, lei è italiana, d'origine,

I miei genitori erano siciliani.

Poi, in seguito a disastri finanziari, sono stati obbligati ad emigrare in

Francia. Però lei è nata in Italia. No, no. Quando sono nata i miei erano già a

Parigi. Io non c'ero mai stata in Italia.

Che peccato che non sia io italiano.

Perché? Avrei fatto gli onori di casa.

Mi chiamo Robert.

Io Teresa.

Teresa Miceli.

Ah, si parte.

Presto! Buttategli la roba che non ha niente!

Ma chi?

Ma Gaston! Ehi!

Sì. Bravo.

Per il suo.

Dove andiamo adesso?

Pantera, prendimi il posto vicino a te. Sì, va bene. Io sono nell'altro pullman.

Oh, i preti a colori.

E'

completo. Guarda un po' la storia.

Prension, please.

Ma che lingua parla? Inglese, signore. E perché? Perché questi sono inglesi.

Sì, è vero. E cosa devo fare? Devo scendere? No, parlo un italiano che

capiscono tutti.

E quella che vedete, signori, è Villa Medici.

Ah, bello.

la gradinata della Trinità dei Monti e Piazza di Spagna. Che cosa cerchi? L

'altro pulma.

Ah, se i signori vogliono scendere avranno la possibilità di ammirare il

Mosè di Michelangelo.

Ecco qui il Mosè di Michelangelo.

Questa è la fontana di Trevi, modesto ma riuscito tentativo del Pisco per tassare

i turisti stranieri. Coraggio, se vuole tornare a Roma deve buttarci una moneta.

Sciocchezze. Ma porta fortuna.

Ma io non sono superstizioso. Allora, prego signori.

A ogni modo è sempre meglio.

Questo è San Pietro, la basilica eterna.

Ammirino la grandiosità delle statue.

La penna che impugna San Marco è alta due metri.

Nella palla che sovrasta la cupola possono entrare... Ma che cosa fa?

E questo è il Colosseo. Migliaia e migliaia di persone potevano prendervi

posto. hai visto Fabiola? dove?

si ma si chiama Teresa non Fabiola scusi tanto

andiamo

per e fu così che il nostro eroe per correre dietro a una donna finì col

correre dietro a un pullman

Buongiorno. Buongiorno.

Dunque, andiamo alla stazione.

Ma guardi che ho molta fretta.

Se ha molta fretta, non poteva capitare meglio.

Ma che fa?

Mi parte il treno. Un momento, adesso.

Corre almeno il cavallo? Eh, pensi che ha vinto il Gran Premio a San Siro?

Sì, in che anno?

Nel 30, è montato da me.

Eh, fra tre ore ci siamo, eh?

Oh, per vedere il Vesuvio dovrete guardare a sinistra, eh?

Eh, vedi Napoli e poi muori. Sì, ma di caldo.

Che cosa ne ha fatto del suo cavaliere? Ma non è il mio cavaliere.

Se non arriva in tempo, questo è il secondo che ci perdiamo. Non che sia

molto grave la perdita, ma... Eccolo!

Sì, ma sì, ho capito.

Presto, presto! Il treno sta per partire.

È arrivato.

Ha ritrovato il suo Fleur?

Non è il mio flirt, se le piace glielo cedo subito. Oh, va bene, va bene. C'è

un posto libero? Sì, sì.

Avanti, bambini.

Eccoci.

Qui, mamma? Sì, fica qui.

Ma non mi ha tenuto il posto? No. Fatti un po' di posto. E non poteva tenermelo.

Credevo che rimanesse a Roma. A momenti ci rimanevo per correre dietro. Io non

gliel'avevo chiesto. Io chiudo la porta, c'è troppa corrente.

Questo viaggio è una cosa spaventosa.

E' una specie di... Beh, comunque, si parte.

Ehi, e il mio sacco, eh?

Rigamese!

Così poco.

Eh, ma il treno l'abbiamo perso. Già, ma l'abbiamo perso.

Come si chiama? Che cosa?

Ah, Maranzano.

Melanzana? Sì, melanzana.

Bella.

La sana melanzana suona la chitarra, va. Sì, sì, ecco sì, una canzone.

Io?

Camminami.

È permesso?

Sì.

È bello, eh? Sì.

Vedi Napoli e poi mori. Io stavo morendo prima.

Sul serio?

Sul serio.

Signorina, io non vorrei essere indiscreto, ma in lei c'è qualcosa di

strano. In me?

E che cosa?

Tutto. Per esempio quel bracciale che ha al polso come gli acrobati.

Per fortuna io non sono curioso, sennò chissà quanto mi farebbe soffrire.

Io ero in collera, sa? Ma anch'io.

Con me? Perché? Perché lei non fa che seguirmi.

No, stia.

Mi vuoi bene?

Che cosa credi tu?

Io credo di sì.

Vorrei che non si arrivasse mai. Perché?

Si sta così bene lontano dal mondo.

Pensi, naufragare su un'isola deserta. No, domani saremo in Sicilia. I miei

erano di là.

Ora sono sola.

Le ho persi. Ma in Sicilia ho dei parenti. È per ricercarli che adesso

faccio questo viaggio.

E lei?

Beh, ecco, io... Ascolti, questa me la cantava la mamma quando ero piccina.

Mi fa vedere una sua fotografia?

La bambina?

Non è più fotografia.

Le ha perdute tutte?

In montagna?

Lei è infelice? No, ma sono come in attesa, non so di che cosa.

Ehi, piccioncini, voi non ci potete stare lassù, quella è la classe di

lusso.

Ma non aveva perso il treno lei?

Oh, ma no, è gasto.

Ah, senta, le ho tenuto due posti vicino a me, a tavola.

Oh, come rogliamo.

dio mio come si muove sia gentile pensi lei alla signora provvedo io a tutto

uscite da giulia madame serena capitale 500

chilometri a sud di roma sulla rotta dell'africa una città fenicia araba

francese e spagnola tutto lo sa che è molto colto è

bella

palermo signori grazie

Immagino lei su un carretto così.

È bello!

Beva! Grazie, grazie.

Ancora, ancora. No, no, basta, se no io divento ubriaco.

Grazie, arrivederci.

Signorina, ce l'ha posta in macchina al villaggio magico? No, grazie, vado in

treno. Ci vogliono due ore, è una faticata.

Lei è molto gentile.

Ma c'è anche la nonna.

Molto lieta, giovanotto.

Andiamo? Che cos'è?

Lei è felice come se ogni passo l'allontanasse di più da un passato

doloroso. È vero, ma per lei non è così.

Sembra che non desideri arrivare al villaggio. Non molto.

Vorrei dirle una cosa Io non le ho chiesto niente Ma che state facendo voi

due? Volete perdere il treno? Sì

In vostro onore. Ma chi dice che ogni volta che passerà di qui sonnerà il

fischio in suo onore?

La mia è quella.

Prego.

Ecco, si accomodi qui. O ci servono gli anche alla tavola.

Roberto,

non si mette a sedere? No, non ho fame, grazie.

Un momento.

Infilati il vestito.

Lei è la signora Lombard?

Sì. C'è un telegramma per lei. Dei miei nipotini tesori. Sì, ebbene signora,

quei tesori... Sono scappati di casa, forse in cerca di avventure.

Ma per fortuna li hanno ritrovati.

Ah, meno male, grazie tante.

E lei? Scusi, dov'è alloggiata mademoiselle Lucienne Dumas?

Mademoiselle Dumas? Aspetti. Deve essere con la signora Mercier.

Sono partite stamane. Ah, ma stanno via molto? No, fanno il giro della Sicilia.

Ma quando ritornano, domani? Già, è grande sarà Sicilia, staranno via tre o

quattro giorni. Perché?

Qualcosa che non va? No.

tante grazie ciao Roberto salute presto che è tardi stiamo correndo bella

giornata buongiorno si accomodi grazie forza

lascia le mani lascia le mani che ha detto?

e io? non mangio? ha detto che non aveva fame? ho una fame dal lupo io si mangia?

pensate un po' dopo un viaggio simile

E vino, eh, come se piovesse. Buon appetito.

Grazie, ma ne ho già abbastanza.

Cos'è questo grande tenda? Il nome della tenda.

Sarete due in ogni tenda.

Lei è con Nicole, la biondina che era nel suo scompartimento.

Ah, bene, così si staccheranno quei due.

Sono tanto carini. Eh, sì. E io?

Lei è nella tenda Barba Blu. Ah, insieme a chi? A Jean-Jacques.

Chi è questo Jean-Jacques? Jean-Jacques è un anziano che balla come un dio,

nuota come un pesce, è molto simpatico e tutti l'adorano.

specie le donne salve salute ci vediamo al mare lo spero mica

male cosa le piace quello

Mescolo l'olio per la pelle con liquido contro le zanzare. Che genio!

Guardi che il sole di qui non è quello della costa azzurra. Ha visto il

capello? Guardi un po'. Lo sai che sei simpatico? Come ti chiami?

Non hai un nome tu?

È un canarandaggio. A ogni arrivo si affeziona qualcuno. Ma quello poi parte

e così lui è sempre infelice.

Ti piacerebbe stare con me?

Non c'è Jean-Jacques? No, pare di no. Se lo vede gli dica che Françoise è scesa

al mare. Sì.

Ehi, guarda che Françoise... Sì, sì, ho sentito.

Così che tu sei qui, eh?

Sì, chi c'era prima?

Nessuno, ero riuscito a rimanere solo in questa tenda.

Mi ha fregato Denise.

Ah, grazie tanto. No, via non t'offendere.

Questo pettine deve essere un ricordo di quando eri solo.

Tu devi essere un Don Giovanni. La donna è il premio di ogni guerriero.

Sei militare? No, vendo biancheria per signore. Per signora? E tu che mestiere

fai invece?

L'architetto. Io avrei bisogno di una garzogna.

Jean-Jacques!

Ci riusciamo.

Sei pronto?

Le donne sono un disastro. Non è possibile né frequentarle né ignorarle.

Su, cammina.

Io ho deciso di rimanere e mi divertirò molto anche, gliel'assicuro.

Però il mare è una gran cosa.

Dove si può trovare tanta abbondanza di bellezze naturali?

Tanta vitalità, tanta vivacità, per non parlare dell'armonia dei colori e dell

'opulenza delle insenature.

Attenti al fanatismo sportivo, però.

Malattia tremenda che in molti casi segue i colpi di sole.

Benvenuti, visi pallidi. Sembra un pollo lesso questo. Sì, attento ai colpi di

sole. Ma io mi sono attrezzato, caro mio.

Accidenti, quante mosche ci sono qui.

Buongiorno, professore. Se lo vedessero gli alunni così. L'uomo discende dalla

scimmia. Non c'è il minimo dubbio. Uh, guarda questa.

Altezza. Che portamento regale. Deve essere una diva.

Ce l'ha il telefono nella tenda? Ma questa è buona.

Adesso sì che ci siamo.

Ah, ecco il mio simpatico compagno di tenda. Tutto bene a casa? C'è una fila

di donne che aspetta. Ma non rispettano gli anziani. Lester, ecco te.

Amica, hai visto Teresa?

È venuta giù da parecchio.

Facciamo il bagno.

Beh, non si saluta più adesso?

Non l'avevo riconosciuta.

È il suo?

Mi segue dappertutto.

Come si chiama?

Non ha nome.

Beh, allora chiamiamolo Tambur. Perché Tambur?

Perché fa rima con Anu.

Oh, ma è pieno di mosche qui. Vieni, andiamo!

Vieni! È calda.

Esattamente 24 gradi. Guarda. Non ti tuffi?

Oh, no.

È fredda.

Vuoi che ti aiuti? Vieni, vieni. Non voglio.

Mettimi giù. Mettimi giù.

E cominciano i flirt.

Che ridicoli sono gli uomini quando si sentono in dovere di dire tante

sciocchezze alle donne.

Lei non ha ancora fatto mai? Dal che ci sta.

La donna è il premio del guerriero. Ma quale onore per le donne.

Il guaio delle donne è che non è possibile né frequentarle né ignorarle.

E dove l'ha letto?

Che vuol dire?

Voglio dire che questa frase non è proprio da lei, a meno che io non abbia

sbagliato a giudicarla.

Avanti, che cosa state aspettando? Venite a fare il bagno.

Permette un momento?

Scusi, facciamo a chi arriva prima a quello scoglio laggiù.

Qual è il premio? Oh no, senza premio.

Pronti?

Uno, due e tre.

Poverina, è tanto noiosa. Andiamo? Io devo confessarle che nuoto male. Io sto

appena appena a galla.

È molto brutto?

Ma che?

Si era tagliata le vini.

Allora è proprio vero che stava per morire senza vedere Napoli.

Andiamo?

si va? andiamo

Don

Vincenzo,

vi vogliono subito un municipio Scusate, devo andare per un momento Ma chi me l

'ha richiesta? Io ho da fare

Corri, corri Michele, lo municipio e il villaggio vogliono levare. Mi scusa, sì.

Ecco, corre, corre, corre, va a difendere. Te pare, tutte le svergognate

che girano note.

Signor sindaco, una petizione.

40 onorati cittadini reclamano l'abolizione del villaggio magico.

E perché?

A causa di quei costumi da bagno.

Ah, un momento, questo villaggio è un luogo centrato.

Che è, una proprietà privata? Sì, signore.

Vogliamo? Mi pare che sono liberi di vestire come vogliono. Sì, signore, però

sono visibili.

Visibili? E da dove?

Dalla mia casa, per esempio.

La casa sua?

E come, come?

Con il benocolo per banco.

E lei cosa ne pensa, Don Ferdinando?

Un uomo deve avere un tetto sopra la sua testa. Un uomo che vive sotto una tenda

è un primitivo.

Ergo...

pericoloso giustissimo fomentano nei giovani delle idee pericolosissime che

ne sapete di picciotto qua?

silenzio che ne pensate voi o signori dell'opposizione?

per me se pono vestere come vogliono ho fatto sapere chi è che se lavano tre

volte al giorno ma che state contanno?

si se lavano con l'acqua che serve per bevere i ramoni

ma l'acqua passerebbe per tutti se don ferdinando puglisi consentisse la

raffinazione dell'acqua d'otto che attraversa tutta la sua proprietà

scommetto che adesso gli viene il segnozzo questo succede sempre così e

già io dovrei dare l'acqua a quelli che si vogliono pigliare la

mia terra quella terra non è vostra l'avete lasciata in colpa e la lei ce l

'ha assegnata il prefetto ha concesso il nullostre può essere ma io posso ci

faccio torniamo all'argomento ecco il corpo del reato

beh effettivamente con questa roba c'è poco da coprire con questo villaggio è

ora di fare punto e basta sto villaggio dove non lavora tanta gente eh si tanti

figli

Il signor sindaco vi deve fare qualche raccomandazione.

Voi vi trovate ora a contatto con un popolo di antichissima civiltà, ma di

tradizioni e abitudini molto diverse da quelle del vostro popolo. Qui, al

villaggio, voi vi potrete vestire nella foggia che più preferite. Il villaggio è

casa vostra, ma dentro il paese, sia la sera che il giorno, io debbo pregarvi...

È obbligatoria.

La gonna per le donne e i calzoni per gli uomini. E io che ne faccio dei miei

short? Io la preferisco con vestito. E con questo io non ho altre parole da

aggiungere se non per manifestarvi la nostra gioia di avervi qui e per

dirvi benvenuti nella nostra terra.

E adesso alle danze.

Musica, ragazzi, e non vi fate pregare, mi raccomando.

Permetti? Grazie.

Adesso è arrivato il momento di confessarle che io ballo molto male. Mi

leva un peso dal cuore, anch'io ballo male.

Ma non ne hai portato uno in macchina da Palermo?

Aspetta, ci vuole diplomazia. Beh, io scommetto 5.000 lire che non ho il

coraggio di andarla a invitare.

Ora vedrai.

Vuole parlare, signorina?

No, grazie.

Boli lei, signora, al mio posto.

Grazie.

Io direi di farci coraggio e buttarsi. Sì. Andiamo.

Cosa c'è? Sono scottato, guardi.

Poverino, è rosso come una ragosta. Ma questo non è tutto.

Vede? Sono coperto di bolle. È pieno di zanzare qui. Ma è certo che non si è il

liquido per ammazzarle che le attira. No.

certe razze ne sono chiottissime. Davvero?

Lo sanno tutti.

Balla bene. Con lei è facile.

La polca?

Io conosco Parigi, sa?

Sono stato in quasi tutti gli alberchi. Ma cosa fa il cameriere?

Stavolta non si scappa, eh?

A quanto pare no.

Sansevota, messie.

Oh, mi hanno lasciata sola.

E tu non balli? No, il mio pittore è sparito.

grazie a tutti

questa mattina.

Io mi chiamo Piero.

E tu?

Io? Agatina. Ah, Agatina.

Piero. Senti,

tu abiti qui? No, sto sulla montagna.

Mia sorella.

Ah, piacere.

Venite al villaggio.

No, no, lascia stare. Ma sì, ma sì, perché?

Ci sono molti siciliani lì. Ma quelli non sono siciliani come noi.

Al villaggio magico sono...

Quasi tutti francesi. E della brava gente in vacanza.

Le vacanze per noi sai quando sono? Quando siamo disoccupati, senza lavoro,

senza travaglio, va.

Senza lavoro?

Allora per voi le vacanze sono umane.

Dove andate voi? Non si può entrare. Perché?

è proibito si è proibito io comincio ad averne abbastanza ma qui non si può io

devo entrare per vedere se c'è mia moglie mi lascia andare guarda un po'

quante storie siamo a 199 ora noi nuovi arrivati non eravamo 200 ma abbiamo

perso suo marito è vero non ricordavo questo particolare te ne sei accorta che

c'è Walter Chiari Walter Chiari c'è Walter Chiari è vero eccolo lì buonasera

Walter come sta?

Non sei male, grazie. Ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono. Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono.

Sì, ti vengo al microfono.

Dei miei zii che sono a Udine.

A Udine?

Ma Udine si trova dall'altra parte dell'Italia. È per quello che sono qua,

mi sono antipatici.

No, pensare tranquillo.

Ha capito qual è la sua figlia. Si sono abituati. Allora, grazie.

E allora,

eccoci qua.

Prima ballavate voi, adesso sono in ballo io.

Avrete visto tutti dei film di sommergibili americani.

Ne hanno prodotti a centinaia.

Però attenti, prendeteli a piccole dosi.

Potrebbero farvi male alla testa e al pancino. Ma per fortuna ci sono qua io,

a dimostrarvi che cosa potrebbe capitarvi a vedere di questi film. Noi

rientriamo a casa.

Non ci ricordiamo più niente.

Dobbiamo fare un bagno. Entriamo nel bar.

Apriamo il rubinetto dell'acqua calda.

L'acqua scende, il vapore si leva, imperla di goccioline le piastrelle

lucide del bagno.

E sembrano queste le piastrelle metalliche dell'interno del

sommergibile, ma non ce ne rendiamo ancora conto.

Questo rumore dell'acqua.

E ci troviamo davanti allo specchio.

Lì incomincia la lenta metamorfosi che ci porta al cretinismo.

John Smith, marinaio del sommergibile US-35.

Bene, bene comandante, bene John Smith, bene comandante, bene, bene.

Immersione 35, gradi, latitudine 85, 7, profondità 2, lega, fondo 2, 2, 2, 2

nodi, 2 nodi, scioglierli.

Comandante, un incrociatore nemico a 3 miglia.

Siete sicuro Gallagher?

Gallagher, siete sicuro Gallagher?

Noi, Gallagher.

Perché chiamarci Rossi, Chiario, De Sedro.

Gallagher.

Siete sicuro, Gallagher?

Sicurissimo, comandante.

Gallagher.

Quante volte vi ho detto che un comandante in seconda non può essere

sicuro di niente. Se il comandante in prima non è visto per lui.

Avete ragione, comandante. Bene, Gallagher.

Guardo io.

Così, perché il comandante in prima può guardare appoggiando le ascelle, gli

altri no, così, lui così.

Non si vede niente, accostare un miglio. Accostare un miglio, accostare un

miglio, accostare un miglio, accostare un miglio, accostare un miglio.

Questo è un soldato scemo. Non si

vede ancora niente, accostare...

Accostare ancora due miglia. Accostare ancora due miglia.

Accostare ancora due miglia.

Accostare ancora... Comandante, un momento. Se accostiamo ancora un metro,

tocchiamo la nave.

Gallagher, avete una buona vista. È un incrociatore nemico.

Gallagher, non vi dispiace comandare l'azione?

Bene, comandante, grazie.

Erano anni che aspettavo questo momento.

Primo silurro nel tubo di Lazio! Primo silurro nel tubo di Lazio! Primo silurro

nel tubo di Lazio!

Primo silurro dentro... Primo silurro...

Fuori il mio silurro! Fuori il mio silurro! Fuori il mio silurro!

Comandante, ce l'abbiamo fatta!

Bene ragazzi, siete stati proprio bravi! D'infezione, avanti a sputare i

comportamenti stagni, andiamo su, facciamo una bella...

Siamo morti!

Ce l'abbiamo fatta! Si ricorderanno di noi!

che studiamo e andiamo a scuola.

Abbiamo un papà e una mamma che soffrono e lavorano per farci venire, siamo

chiusi nel bagno di casa nostra e facciamo... Comandante, stanno

gettando bombe di profondità! Non importa, calma ragazzi!

Comandante, ci hanno colpiti! Calma ragazzi! Sta allagandosi tutta quanta la

stiva! Mano alle pompe, le pompe sono guaste!

Segnalare posizione!

Il radiotelegrafo è guasto, comandante!

C'è una falla che non si può turare e un radio telegrafo guasto.

Siamo nelle mani di Dio.

Calma, ragazzi.

Ottanta, novanta, cento, centodieci.

Abbiamo toccato terra, comandante.

Bene, sbanchiamola. No, comandante, abbiamo toccato il fondo.

Ah, bene.

E allora calma.

Comandante, l'acqua è la cintola.

Non importa, ragazzi.

Comandante, l'acqua è arrivata al petto.

Non importa.

Non importa niente, io son piccolo, a me mi arriva la bocca. Alcatelo.

Comandante, l'acqua è alle labbra.

Bevete piano, ragazzi.

Può farvi male.

Allora qui giochiamo il tutto per tutto della drammaticità.

No.

madre, sente, entra. Cosa c'è?

Mamma!

Ma qua non si trova mai il sapone, porca miseria!

E' qui che mi hai baciato la prima volta, vero? Sì.

No, no, ti prego, lasciami stare, lasciami, lasciami.

Va bene, lo sai perché fai così.

Non voglio, non voglio. Ecco, l'avevo capito, tu non mi vuoi bene, Nicole, tu

non mi ami. Ma sì che ti amo, sì che...

Buonasera.

Buonasera.

Grande hotel, lei è arrivata.

Non ha mica perduto la chiave, no?

No, l'ho lasciata al biro.

Ma è frequentato bene l'albergo, sì? Non posso lamentarmi.

Bene. Ma ha una bella vista? Vedo l'hotel Barba Blu.

Ottimamente. E il portiere ha il sonno leggero?

Pensi, non dorme mai.

È un albergo molto serio, sa.

Senza documenti non si entra.

Almeno ha il telefono in camera.

Che peccato.

Volevo telefonarle per darle la buonanotte. Buonanotte.

Buonanotte, Teresa. Buonanotte, Rubea.

Oh, scusa, ti ho svegliata io.

Ma cos'hai, cara?

Posso fare qualcosa per te? No, no, no!

Come sono cattivi gli uomini!

Sì? Parla barba blu, come va lì? Sto dormendo. Di già? Sì.

Volevo dirle che sono contento d'averla conosciuta. Parli piano, che non sono

sola. Ho detto che sono contento d'averla conosciuta. Più forte, che non

sento. Ma ha detto lei di parlare piano.

Dicevo che sono tanto...

Il tempo passa velocemente.

Beh, quelle che non passano sono le scottature, invece.

Non ho potuto fare nemmeno un bagno per ore.

Ti accludo alcune foto, ma senza i colori. Non puoi farti un'idea del

paesaggio e della bella gente che c'è laggiù.

Ci vorrebbe il pennello di Leonardo da Vinci.

per riprodurre le infinite tonalità d'azzurro. Non so perché, ma mi chiamano

l'uomo cifra.

Il tempio risale al 26 prima di Cristo.

Vi mando tre cartoline della Sicilia chiamata un tempo Trinacri a causa dei

suoi promontori Pachino, Peloro e Lilibeo. Con l'aiuto di varie ragazze

che lavorano in una grande sartoria di Parigi abbiamo fatto un meraviglioso

abito per la sposina venuta da Parigi a celebrare qui il matrimonio religioso.

L'abbiamo fatto di nascosto perché volevamo che fosse una sorpresa.

La cerimonia in chiesa è stata veramente magnifica e tutta la popolazione del

paese è venuta a festeggiare gli sposi.

E alla

sera, in onore degli sposi, Walter Chiari e il nostro Robert improvvisarono

un numero quanto mai divertente.

Fredda!

Tanta grazia di Dio, la commissione sarebbe stata davvero imbarazzata nella

scelta. E allora abbiamo eletto una miss sintetica, che aveva le mie gambe,

il sorriso di Nicole, i capelli di Cézanne,

il seno di Madeleine e la grazia di Therese.

Ma per evitare gelosie, sono stata eletta io, miss villaggio magico.

Vi sto scrivendo dal bar.

Ma rassicuratevi.

Non sto bevendo. Non sto bevendo.

Perché non ho più denaro.

Ecco la posta.

Era ora.

Ecco. Grazie.

Terasmicelli, non è qui. Ah, la dia pure a me. Ecco. E per me? Niente.

Una calligrafia da uomo. Devi ancora imparare a vivere, caro mio.

Perché? Sei troppo sentimentale.

Ma cosa intendi dire? Che sei troppo delicato con quella Teresa.

E se io la massi? Oh, ma allora stai combinato proprio male.

Davvero? Quella donna è un mistero. Oh, adesso anche il mistero. Non indagare se

non scopri che ha un marito e quattro figli. E poi tu sei troppo debole, ti

fai prendere la mano. Scommetto che non sai nemmeno dov'è adesso.

Sarà a cercare la famiglia, per questo è venuta qui.

Eccola là.

Ora vi faccio vedere. Attento, è che oggi è scirocco.

Tambur?

Buongiorno. Buongiorno. Si può sapere dove ti hai rinascosta? Ah, questa è per

te. Ah, grazie.

Anche questo tono? Mi fa piacere che tu abbia ricevuto posta. Sei gentile. Sei

contenta, insomma, vero?

Contentissime, e tu? Sto esultando, non vedi? E credi che sentirà la tua

mancanza. E tu sentirai la sua.

Ah, adesso mi stai seccando. Io, e come? Con tutte queste tue insinuazioni, io

non ti ho domandato niente, quindi lasciami in santa pace.

Ma, ma, cosa le prendo? Il vento di Scirocco oggi.

E l'avevo detto.

Ne ho abbastanza di queste tue gite sui monti. Io ci vado perché faccio il

ritratto a una ragazza. Te ne sei innamorato, eh?

Sei monotono. Dillo, su. Ti ho già detto mille volte di no. Non ti credo. Ma va

pure, va.

Fa come vuoi. Hai torto. E lasciami stare. Scirocco.

Ma insomma, che hai oggi?

Ma cosa ti ho fatto?

Vento di scirocco.

Vento caldo.

Allora. Viene nessuno con me a Campo Felice? Sì, ci vengo io. Ah, vieni tu?

Sì, io. Come si chiama?

Campo Felice. Campo Felice, deve essere un bel posto, Campo Felice. E poi si

vede qui vicino. Già, bisogna andarci, bisogna andarci.

Tu ci vieni, tamburino bello, ci vieni? Davvero, perché non vai con lui,

tamburo? Oggi tanto con me non puoi venire, sai?

Ma dove andrà?

Che bella, eh?

Ah sì, eh?

Dopo io, pitturare lei.

Oh, io sono vecchio ormai. Ah no, questo non è vero.

Ecco, troppo gentile.

Bravo.

No,

no, no, così, così.

Ecco.

Ancora.

Ancora.

Bravo, grazie.

Allora, Piero, come va?

Che ne dici?

Così. Insomma, non ti piace?

Però se fosse quello di Teresa... No, lasciami un po' stare.

Che non le piace?

Lui è triste, la sua donna è laggiù.

Poverino, pensa a sua moglie.

Eh, l'amore, l'amore.

Ehi,

buongiorno.

Buongiorno. Ti sei decisa a raggiungermi finalmente.

Mi dispiace disilluderti, ma sono le ricerche dei miei parenti che mi hanno

portato qui.

Ah, beh, scusa allora. Non voglio certo interferire con i tuoi affetti. E poi ho

trovato amici qui.

Quelli per caso?

Andiamo.

Ma è morto qualcuno qua?

Avesse l'anno che ci sono quelle strisce.

Ma chi è?

Buongiorno.

Buongiorno. Sono Teresa Miceli, una cugina.

Miceli?

Prego.

Ma che vuoi?

Rosalia!

Rosalia!

Ti ricordi quando avevamo cercato un nomu da mogliere del nostro cugino

Miceli? Anna si chiamava! E è morta!

Ho conosciuto tuo padre, ma non ero d'accordo con le sue idee.

Non ho mai approvato la sua emigrazione.

Non è sempre facile la vita per chi non possiede nulla. E io che posseggo? Ma

chiamo Gesù Cristo al testimone.

Non sono venuta a chiedere denaro. Ho un buon mestiere io, sono infermiera.

Qui da noi ci sono le monache.

Tua cugina, mia sorella.

Buongiorno. Che piacere.

Abbracciami. Da dove vieni? Da Parigi.

Abbe da laggiù, al villaggio Maggio. Maria Santissima. Ma allora voi siete

mal informati su questo villaggio.

Siedi.

Sei sposata, eh?

No. E vuoi rimanere in Sicilia?

Non so, però mi ha molto commossa tornare nel paese dei miei. Eh, e

infermiera? Ah, troveresti facilmente lavoro qui.

Ma sarebbe una vita molto diversa da quella a cui sei abituata. Qui in

Sicilia viviamo all'antica e ne siamo fieri. Ma esiste anche una Sicilia

moderna che è fiera di esserlo. Moderna?

Moderno. è una parola che non ci piace lascia la bocca amara

don ferdinando stasera i contadini occuperanno lo feudo

di campo felice me l'aspettavo maledetti maledetti non ti

pigliare collera hanno la legge dalla loro manco se scendi su pace eterno ce

la dasse con te no, di cose non la dire ferdinando disgraziati si si

Aspettatelo questo comunismo e poi vedete come vi faranno lavorare. E poi

la finirete di rubare come fate adesso.

Io tanto per sapere non ho rubato mai a nessuno, ma ora la coscienza mi fa

pentire per davvero, sai?

Ah, tu darsi sarrazza, sì?

Vattene! Fuori!

Che importa?

Un colpo di sangue qui davvero ti piglia. A notte ti sento buttare,

buttare il tuo letto.

Lasciami in pace, vattene pure tu.

Tornerai, non è vero?

Abbator orbis impavidum feriunt ruinas.

Oh, ero preoccupato.

Per me?

No, no, per me. Il palazzo è così bello che temevo che ci rimanessi per sempre.

E invece?

E la famiglia? Ah, ci sono dei morti che sono vivi e dei vivi che sono morti.

Mi dicevi che non sapevo ancora parlare.

Oh, l'avevo visto, com'era sconsolato poco fa.

Perché non c'era ancora vostia.

Io non riesco a capirla. Ma cosa dice? Dice che eri triste senza di me.

Le femmine, le femmine. E poi l'uomo ne dice che non servono.

Ma pigliola a te tu.

Spicciati. Sì, ma sono tanto forti gli uomini, diventano come picciriggi quando

non hanno una femmina vicino.

A buonanime di mio marito così era. E tu sei come lui, perduto, infelice, senza

tua mogliere.

Ma cosa dice?

Di che parla? Te lo devo dire?

Sì. Crede che io sia tua moglie?

Eh, l'amore, l'amore, questo è il paese dell'amore, campo felice.

Il latte.

Sentito? Ormai non possiamo più disilludere.

Ti piace?

Sì.

Lasciala stare, signora Camina, ma non la vuoi proprio capire.

Ho ripensato al nostro pisticcio, la colpa era mia. No, era mia.

Beh, sarà stata dello scirocco. E la lettera era di uno uscito dalla clinica.

Faccila vivere, faccila vivere, la camera della francesca. Buona è la

pensata.

Sapi, abbiamo avuto una francesca.

Una francese è già stata qui.

Molto tempo fa.

Molto tempo fa. Eh, sì. Sì, sì, ha abitato qua.

La vogliono vedere la camera da francese?

Vogliamo andare a vedere questa stanza? Andiamo, andiamo. Di questo lato.

Di qua, di qua.

Venite, venite.

La chiamiamo la camera da francese.

Ma non ci stava sola.

Hai sentito? A Campo Felice non si sta mai sola.

Stava con l'italiano del contenente.

Non vedevano altre persone e si volevano bene.

Ora ho 80 anni che moro e mi sono messa vicino al campo santo.

Dice che non vedevano nessuno e che si amavano molto.

E adesso che sono morti da tanto tempo, sono sepolti vicino al cimitero. Come si

chiamava lei?

Come si chiamava Ida?

Non lo so, io ero una piccolina da così.

Mamma! Vengo, ci permette?

Lui era italiano e lei una francese. Tu sei italiana?

Chissà se qualcuno ci ricorderà fra vent'anni.

Dice che vanno a sposare la terra.

Quanta poesia in queste espressioni.

Quando la ritroverai, questa pedra, sull'allura la nostra amicizia sarà

finita.

Se io troverò questa pietra, la nostra amicizia finirà?

Sì, finirà.

Ti ricordi la prima volta che ci siamo visti?

Sì, così come ricorderò sempre questo luogo.

Perché? Perché il suo nome è Campo Felice e se lo merita.

Perché qui mi sento felice, lontano dal mondo, da tutto, solo con te.

Buonasera.

E

così

siamo arrivati al grand hotel. Col suo portiere che non chiude occhio, la

chiave depositata al biuro e la vista dell'hotel Barbablo.

Teresa. Dimmi.

Non so cos'è, ma non ho più voglia di scherzare. Nemmeno io, Robert.

Mi sento quasi felice.

Oh, pardon.

Buonasera. Buonasera.

Oh, che ho smemorato, ho dimenticato il termos. Oh, peccato. Metta giù quella

luce. Mi scusi, Luciano.

Cos'hai?

Spero che non mi vorrai lasciare così presto, Robert.

Possiamo andare sulla terrazza o in riva al mare.

No, sei stanco, è meglio che tu vada a riposare.

Hai ragione.

Però ci siamo divertiti, eh? Salve, Lucien. Tu qui?

Ma che bell'idea! Quando sei arrivato? Sono vari i giorni. E io che gli ho

mandato mucchi di cartoline a Parigi. Credevo che fossi curioso. E lo ero. E

perciò sei venuto? Sì. Ah, questo venusinga.

Siediti.

Come sei nero, sei imbellito. Mi fa piacere vederti. Sì. Vedi, le

separazioni giovani. Ma sarà... Ah, Robert!

E... Cosa fai qui?

Aspetto l'autobus. Adesso ti presento, eh? Ma no, che se ne infischiano tutti.

Ma cosa dici?

Il mio fidanzato?

Piacere, piacere, piacere. Balliamo?

Oh, tu balli ora? Sì.

È un bravo ragazzo, ma un vero tiranno.

Tu adesso la lasci in pace, eh?

Nel ballo però non hai fatto molti progressi. Una cosa gentile fa sempre

piacere. Lucien, sei ritornata? A quanto pare. Vuoi bere un whisky con noi? Due.

Va lì con questo individuo? Sì, perché lo conoscete?

Sì, e tu?

Eh, lo credo. È venuto qui per me. È il mio fidanzato. Ah, che bello. Senti, non

mi presentare come tuo fidanzato mi sembra una cosa ridica. Perché? Ti

vergogni? Quanto ci hai fatto ridere? È spiritoso. Sei spiritoso? Sì, quando sei

vestito da bottiglia. Ti sei anche vestito da bottiglia? Sì, ma era una

bottiglia di champagne.

Ah, eccolo! Ma dove è andato a finire? E dove l'ha messa la sua inseparabile

Teresa? Vieni, vieni.

Ma chi sarebbe questa Teresa?

Vedi, c'è una mia amica che ha conosciuto un ragazzo così onesto,

generoso e gentile. E dillo che sei tu, tanto lo so.

Eppure se sapessi che dolore avevo avuto, enorme delusione.

C'era un uomo che avevo conosciuto in montagna, per il quale avrei fatto

qualsiasi sacrificio.

E poi ho saputo delle cose che non voglio neanche raccontarti.

È per lui che io volevo morire.

Che stupida sono stata, eh? La vita è bella.

Ti trovo peggiorato. Tutti dicono che sei divertente, ma stasera sei stato un

cataplasma. Beh, andiamo a dormire. E chi è questa inseparabile Teresa?

Ma cosa vai cercando? Io non cerco niente, ho trovato. Mi hanno già

informata in tre, per amicizia, naturalmente.

Te ne sei innamorato?

Innamorato? Così, mi piace.

E' tanto carina?

Mi rassomiglia? No, affatto.

Ecco le due orfanelle. Io abito qui. E tu?

Io sto dall'altra parte.

Salute, ragazzi.

Guarda che io dormo da Denise stanotte.

Buonasera, Robert.

Voglimi bene.

Ciao, orfanella.

E che fa per vivere?

Chi? Coletta? Non fare la scena. La tua inseparabile Teresa.

L'infermiera.

Oh, bene.

Come a bene? Ho detto a bene. Non posso più dire a... sembra che tu la disprezzi

gli uomini non si possono lasciare solo ci dovevi pensare prima

Robert, perché mi hai fatto questo? E tu non hai avuto corteggiatori qui?

Sicuro che ne ho avuti, perché non sono brutta. Ma brava, Jean-Jacques.

Sì, anche Jean-Jacques.

Bella roba, se sentissi Jean-Jacques parlare delle donne. E se tu sentissi le

donne parlare di lui, sapessi quante balle raccontano gli uomini. Fanno bene

i siciliani che le donne le tengono sotto chiave. Per andare con le altre,

ma per gli uomini è diverso, vero?

Naturalmente che è diverso.

Robert, sii ragionevole.

Ti è sempre piaciuto constatare che gli uomini mi notavano. Ti inorgogliva

perché sapevi che solo tu contavi per me. Si dice.

Su, non devi fare altro che stringermi fra le braccia. Io sono tua, lo sai.

Fatti abbracciare da Jean-Jacques.

Quanto ti odio.

Fa caldo stamattina, eh?

Forse si rimette a scirocco.

È suo questo pettine? Sì, mi può prestare il sapore.

Grazie.

Ma questo significa esagerare.

Sono esattamente 18 minuti che aspetto.

Buongiorno, cara.

Allora, com'è andata con Roberto?

Malissimo. Abbiamo litigato a morte.

Per quella Teresa.

Si tratterà delle solite chiacchiere. Ma se me l'ha confermato lui.

Ma chi è questa ragazza? Ma che ne so, un'infermiera, sembra proprio che abbia

perso la testa. Ma tu sei la sua fidanzata, questo è un insignificante

flirt barneare, a Parigi sarà come prima, non se la dimenticherà.

Ma c'era lei là dentro?

Teresa non sarà così, te lo giuro. E lei Teresa, e le ho prestato anche il

sapone.

Teresa,

Teresa.

Io me l'immaginavo che c'era un'altra donna nella tua vita, ma non pensavo mai

che si trovasse qui.

È la tua fidanzata, vero? Mi congratulo! È con lei che avresti dovuto andare a

Campo Felice. Teresa!

Robert!

Ascoltami, ti prego, Lucien non vuol parlarti, ma tu riconosci almeno di aver

commesso una grossa sciocchezza? Senti, risparmiami le tue prediche.

Questa Teresa è la tua amica? No.

Non sai che fare, vero? Ma no!

Se almeno venisse un terremoto... Oh, sta a sentire. Tu vuoi bene a Lucien. È

una ragazza in gamba e non potresti mai fare a meno di lei.

Una passioncella estiva non può distruggere un amore come il vostro.

Voi vi appartenete. Vi appartenete per sempre.

E hai dei doveri verso di lei.

Io non sono il tipo da farmi sposare per dovere, capito? E non mi toccare!

La colpa è tutta tua, sei tu che hai portato qui Lucien. Questo sarebbe

potuto succedere dovunque. In ogni modo non resterò più un istante qui dove

tutti ridono di me e non ti voglio più vedere perché ti odio.

Senti Lucien, oggi andiamo a fare l'escursione alle isole Eoli e c'è

ancora posto, si torna domani.

Così ti calmerai. Il nostro periodo qui finisce dopo domani e tu ripartirai con

la tua fidanzata. A Parigi sarà diverso.

Su, andiamo.

di trattenermi, sai?

E' proprio un guaio. Le donne non si possono né ignorare né frequentare.

Non si può stare con questo vento sulla spiaggia. C'è pericolo da negare.

Veramente pericolo.

Teresa!

Teresa!

Pronto?

grandotel non ho mica visto la pista professore si

stia proprio sulla testa ma di che parla? di quell'aquila che volava verso

il monte ma che alza campo felice

Lasciami. Ma io ti devo spiegare. Che cosa c'hai da spiegare? Avevo tanta

paura. Paura? Di che? Che mi uccidessi? Non temere, ormai la vita mi ha dato una

lezione che ricorderò.

Ma non mi ami?

Che c'entra l'amore? È stato un flirt balneare.

Io ti amo dal primo giorno, sul treno, quando ti sono caduta addosso.

E io da quando ti ho fatto questa macchia sulla giacca.

E poi lo smacchiatore.

E il piroscafo. E dopo a Roma che non mai tenuto il posto. Beh, cercavo di

difendermi. Perché tu mi perseguitavi. E ti correvo dietro. E io t'aspettavo.

Ehi, venite!

Roberto. Dimmi. Io vorrei rivedere la camera della francese.

Andiamo.

Dove hai preso quelle scarpe?

Queste? Sono da signora, erano in tuo terrazzo. Betti, eh?

Santa Agata Benedetta, pure i scarpe rubano le figlie. Vai a portarci da

mangiare, che è tardi. Non hanno mangiato niente da ieri sera.

Benedetti.

Però non hanno chiesto ai mariti e ai moglieri di due, se vogliono troppo

bene.

No, non è possibile.

Mi hai promesso adesso che non ne avremo più parlato.

Non sciuppiamo queste poche ore.

Non può essere che io non senta più la tua voce, che non stringa più questa

mano.

Senti il tuo cuore che batte.

Un battito per te e un altro per me.

Come sono stata felice nelle tue braccia.

Teres, ti supplico, sii ragionevole, parti con me. No, io resto qui. Allora

resto anch'io. No, tu devi partire. Le nostre vie sono diverse.

Tu sei francese, io italiano.

E che significa questo?

In Francia tu hai la tua famiglia, la tua vita, il tuo lavoro.

Io ormai mi sento di qui.

È solo un'idea.

No, i miei genitori hanno lasciato il paese e io ho pagato per loro.

In Francia, tu lo sai, non ho avuto che dolori.

Forse ci sarei anche tornata ora, ma insieme a te.

Da sola non posso.

Queste sono debolezze.

Una donna sola al mondo è debole.

Sì.

Vicino a te ci sono io.

Già, ma non sei libero, hai delle responsabilità. E qui questo conta.

Ah, e credi che in Francia non conti?

Sono stati felici loro.

Anche noi.

Per un po'. Cerca di non svegliarmi quando uscirai.

Nessuno mai ci ricorderà.

Oh sì, noi stessi ricorderemo il nostro amore come qualche cosa di

incorruttibile.

Quando sentirò passare il treno domani mattina, ti immaginerò con tutti gli

altri. L'uomo cifra, la posatrice, la pantera.

Gli sposi novelli. Baciami.

E le ferie sono finite, eh? Sì, ma io ho preso sole per un anno. Ho fatto il

conto di quello che avremmo speso in Francia in un albergo. Mi seguo un

momento che è interessante.

Buonasera. Teresmi c'è lì, non c'è? No, credo che abbia deciso di rimanere qui.

Bene, allora una di meno.

I bagagli devono trovarsi domattina alle otto al ristorante.

Che cosa fai?

Scrivo il nome su questa pianta. Ma scrivilo su quelle colonne che c'è tanto

spazio. Uffa. Ci rivedremo a Parigi? Sì, ma non sarà la stessa cosa. Tu non mi

riconoscerai. Non dire sciocchezze.

La partenza prossima rende tutti tristi. Anche lei?

Un po'. Ma rivedrà i suoi nipotini. Sì.

Ma ritornerò una vecchia signora.

E lei?

Lui ha fatto due bei quadri.

Non mi piace.

Beviamone un altro. Non ho più un soldo. All'anno prossimo.

Di un po', che succede in paese? C'è la festa per le assegnazioni della terra.

Ah, è vero.

No bagnare sta cicoria, inna o,

inna o,

o inna o.

Tutti quanti, io, ne madre, io, ne padre, io, ne mangio, io, ne madre, io,

ne padre, io, ne mangio, io, ne madre, io, ne padre, io, ne mangio, io, ne

madre, io, ne padre, io, ne mangio la cicoria.

Gattina, tu forse non capirai tutto quello che ti sto per dire, ma

in fondo è meglio così.

Ascolta, tu sei bella e giovane, ma non credere che sia questa la sola ragione

per cui io mi sono sentito attratto verso di te. Andiamo, Gattina?

No, grazie, no. Ma sì, vada, vai, vai pure, vada.

tre minuti e mezzo di ritardo.

Eccolo! Il nostro vagone è in testa, andiamo più avanti. Non restare a berra,

eh? Su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su, su,

su, su, su, su, su, su, su,

vuole un passaggio? Su, venga con noi, venga, venga. Ma lasciatemi in pace.

Grazie, grazie.

Per favore, mi prendi una bottiglia d'acqua minerale? Ci siete tutti?

Acqua minerale? Sì, signore.

Tambur?

Tambur, bello. Che fai? Ecco, signore.

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