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C'era una volta un paese delle dolci meraviglie, in cui ogni desiderio di
zucchero diventava possibile.
Il regno era abitato da quattro valorosi maestri del gusto che con creatività
sapevano realizzare grandi progetti facendo attenzione anche ai più piccoli
dettagli.
E in questo luogo incantato tra ricette ancestrali e tecniche sapienti era
venuto il tempo di accogliere al loro cospetto una giovane apprendista con un
grande sogno.
Giudici, ho preparato delle cosine buone per voi.
Lo sentite il profumo di cardamonio e limoncedro?
Ditemi se vi piacciono.
Mi hai fatto tornare bambino.
Dolci da sogno.
Mi hai preso il cuore.
Wunderbar!
Burro carificato!
Prenda, dai, vieni!
Non devi sognarlo. Bake Off Italia, il paese delle dolci meraviglie, è proprio
qui.
Sai, Tommaso, sai qual è la cosa bella di Bake Off?
Quale? È che mi consente di parlare di leggerezza di fianco a un gigante della
pasticceria come te. Cioè, è proprio bello.
Benedì, questa non so come interpretarla. Sei come un'offesa, una
luce, no? Ma no, Tommaso, prendila con leggerezza, dai.
Non è un caso che proprio nel tuo cognome tu porti il simbolo della
leggerezza, con la foglia.
Oglia. Vero, vero. Caspio non ci aveva mai pensato. Vedi? Bravo, bravo.
Senti, Brandy, a proposito di leggerezza, per lanciare questa puntata,
sai cosa ho portato? Eh?
Un bel aquilone. Lo vogliamo far volare sul tendone?
È veramente un'ottima idea.
Davvero. Andiamo?
Comincia a andare tu che poi io ti raggiungo. Sì, vieni però. Sì, vai, vai
però. Io inizio perché è difficile.
Corri, corri, corri Tommaso.
Vi chiedo di inquadrarlo da lontano perché sono immagini un po' troppo forti
per me.
Per me è un po' il...
Tra
poco, a Bake Off Italia.
Vista!
Questa volta sarà la prova giusta.
Di positivo non c'è proprio nulla.
Lasciala giù, lasciala giù.
Fresci, fresci. Chi è che l'ha girata?
Questo colore così.
Ma è più in vita mia.
Non l'ha mai fatta la meringa?
Se viene male questa viene male tutta la torta. Ma come ti viene in mente?
Quella di oggi sarà una puntata dedicata alla leggerezza, che è un po' il
superpotere della pastecceria, no? Quello di rendere unico e speciale ogni
momento. E io vi avviso che in questa puntata le vostre torte spiccheranno
letteralmente il volo. Lei ha detto letteralmente, quindi non so cosa
aspettarmi. Spero non sia una torta in faccia. E vedrete che ci inviteranno
alla leggerezza anche i nostri mastodontici.
granitici, imponenti giudici di Bake Off!
Damiano Carrara, Tommaso Poller, Scrum!
Sono felice, Tommaso, di rivederti perché prima stavi quasi per spiccare il
volo con l'aquilone.
Mi piacerebbe tantissimo rubare l'aquilon a Tommaso e farmi un giro, una
bella corsetta nel prato per stemperare l'ansia.
Ernst, cosa dovranno fare i nostri pasticceri in questa prova creativa?
È la famosa chiffon cake.
È una torta americana, leggera, alta, spugnosa.
La mia chiffon cake è una classica ricetta, decorato, animalier con
leopardo. Sapete perché si chiama chiffon? Perché è leggera e morbida come
il tessuto, lo chiffon. No, vabbè, adoro.
Vogliamo una torta leggerissima, deve essere proprio una nuvola, come è la
caratteristica principale della chiffon cake. Si deve sciogliere in bocca.
È un dolce molto difficile, soprattutto sulla parte degli albumi che vanno
montati correttamente, altrimenti il dolce ti si afflosce e non lo recuperi
più. Ma anche i pasticceri dovranno fare un disegno? Certo. E deve essere preciso
e riconoscibile anche dopo il taglio. Chi non l'ha mai fatto?
Auguri.
Daniele, non mi sono dimenticata di te. Per il tuo vantaggio dovrai aspettare
ancora un pochino. Va bene.
Ritengo che questa sia una prova abbastanza accessibile, magari con la
prova tecnica o con la prova sorpresa avrò più bisogno di un vantaggio, quindi
sono contenta. Per questa prova creativa avete a disposizione 120 minuti.
3, 2, 1, chiffon cake in forno, in bocca al lupo ragazzi!
Pasticceri, prendete gli ingredienti e stimolate la creatività.
Bisogna progettare 15 leggerissime chiffon cake.
Allora, limoni.
L'ho messo. Io mi te l'ho messo.
Mi sono scritto tutto, fleggo tutto, cerchiamo di non fare stupidate. La
ricetta di Omar prevede una crema pasticcera al cedro e una chiffon cake
al limone di colore giallo e blu, come la sua squadra di pallavolo. La mia
squadra è la squadra del buco e quindi la dedico a loro.
Allora, sto disegnando un giardino.
di fragole perché sarà la decorazione della mia chiffon.
Che sarà aromatizzata all'arancia e in accompagnamento avrà una macedonia di
fragole con chantilly al mascarpone.
Danila!
Buongiorno! Vedo delle fragole, come le fai? Così al naturale?
No, le fragole adesso faccio una macedonia con zucchero, limone e poi
faccio una chantilly al mascarpone e panna. Ma lo lecchi questo liquido che
viene fuori o lo lasci che scivoli via?
E che facciamo, lo leghiamo? Eh, lo leghiamo. Io lo legherei.
Semplicissimo, potresti fare del gel alla fragola. Quindi è un tripudio di
fragola. Va bene, ci provo. Voglio che questa prova vada bene, questa chiffon
cake, anche se è semplice, però voglio che sia perfetta.
Posso dirti una cosa, Ers? La torta è bellissima.
È che sembra tanto difficile da realizzare. È una torta molto tecnica.
E se non molto tecnica, devo fare attenzione quando fanno l'impasto.
Infatti se nell'impasto gli albumi incorporati non saranno montati a neve
morbida, difficilmente in cottura prenderà il volo. La chiffon cake l'ho
fatta anche a casa e mi è venuta una nuvola.
La ricetta della chiffon di grazia è classica ma la torta sarà gialla, avrà
una decorazione floreale e sarà servita con crema diplomatica. Inizio questa
settimana con la carica e con la leggerezza come spero di fare questa mia
chiffon cake.
Per questa prova bisogna proprio puntare in alto, come la chiffon.
Un dolce altissimo nato negli Stati Uniti nel 1927 grazie all'assicuratore
Harry Baker.
Appassionato di torte, sostituì il burro con l'olio vegetale e ottenne un cake
arioso senza precedenti. Oggi, grazie agli albumi montati a neve e alla
cottura nell'apposito stampo, è una delle torte americane più amate ed è il
simbolo della leggerezza nel mondo della pasticceria.
Ma tu non fai nulla per interpretare il tema della leggerezza. Io oggi mi
muoverò tra i banchi dei pasticceri come una libellula. Cioè voli?
Andiamo. Dove andate? Pista!
Viva la leggerezza!
Che ne pensi? Mi sono preoccupato.
Molto preoccupato.
No!
Oggi tutti sotto il tendone devono essere leggeri. Non sono tanto leggera,
me rido tanto.
Però penso eh, sono più per mentale.
Cosa faccio? E' così.
Dopo tanti pensieri Carmen ha scelto come gusto per la sua chiffon l'arancia
e come decoro dei palloncini rossi.
Vittoria! Ciao, buongiorno!
Piacce il tema di questa puntata?
L'hai già fatto? No, non l'ho mai fatta la chiffon. Che gusto hai fatto?
Basilico e scorza di limone.
La chiffon di Vittoria avrà anche una ganache montata al limone e una salsa
limone e basilico. Il tutto con un pattern a zampette dedicati alla sua
cagnolina Mary.
E le foglie di basilico come le inserisci?
Accetto suggerimenti.
Potresti fare un clorofillo.
Colli tutto, poi passi e hai la salsa verde.
Perché il problema è che il basilico in foglia e in cottura diventa nero. Ah, lo
so. Invece così no. Mi ha dato questo consiglio che sicuramente seguirò.
Colorante no.
Puoi fare quello che tu tieni che sia meglio.
Perfetto. Oddio, che paura.
I dubbi sono tanti perché le chiffon devono essere non solo alte, ma anche
colorate con cura. Cos'è sto verdino?
Non lo so, messo nero e... E nero no.
Vitto, col fucsia sta meglio il giallo o l'arancione?
Arancione. Per qualcuno però il problema non è scegliere i colori. E il motivo
che farai invece?
Sono dei vasetti di miele. Questo è un vasetto di miele? Eh, non sono
bravissima a disegnare, però questo... Poi magari dietro puoi disegnarci, non
so, una collina, poi il bosco e poi l'abruzzo.
È un'idea, poi vedi tu.
Sì, ok.
Dai, in bocca al lupo Clarissa. Grazie.
E bisogna mettersi all'opera perché il pattern colorato va disegnato
direttamente sullo stampo e passato in forno e solo in un secondo momento
ricoperto con il resto dell'impasto.
Sto lavorando alla decorazione con coralli che ricordano un po' il mare,
perché questa chiffon la vorrei dedicare alla mia nipotina Eva, che ama tanto il
mare e quando viene da me a Reggio Calabria diventa un pesciolino.
La chiffon cake dal decoro marino sarà alla vaniglia e cannella e avrà una
crema pasticcera con gli stessi gusti. Alice, l'hai imburrato?
Sì, ho messo un po' di staccante.
Per il pattern.
Sì, ma le ciliegie sono rosse e poi metti questi due impasti.
Perché sono una persona colorata.
Però il viola e il rosso insieme... Cozzano.
Ma non hai un colore neutro, quindi bianco, cioè l'impasto nudo e crudo che
ti fa risaltare le ciliegie? No. L'effetto che voglio che venga rosa e
lilla, che sono i miei due colori preferiti con il mio frutto preferito,
mi rappresenta pieno.
E quindi con fermezza Alice continua con il suo progetto colorato. Chiffon cake
al limone e vaniglia composta di ciliegie e crema chantilly. Cari
pasticceri, sono passati 60 minuti. Vi resta ancora un'ora a
disposizione. Capisco che stando così sotto pressione non riusciate ad essere
leggeri. Ci vorrebbe un po' di musica. Sì, sì, sì. Regia, puoi mettere un po'
di musica leggera?
Metti un po' di musica leggera perché ho voglia di niente.
Anzi, leggerissima.
Parole senza mistero.
A negre ma non troppo.
Non c'è tempo da perdere.
Prima del passaggio in abbattitore, la chiffon dovrà cuocere e crescere a
dovere. e nel frattempo si può pensare alle creme di accompagnamento e agli
altri elementi decorativi.
Manu, come va?
Per ora bene.
Sto facendo sopra come decorazioni sempre con un impasto chiffon cake,
delle porcelline per dedicarla a noi e alla meravigliosa famiglia che stiamo
costruendo. Anche se la fiaba originale ne ha tre, io ne ho aggiunto uno perché
nella mia vita ne sta arrivando un'altra.
Per festeggiare la bimba in arrivo, Manuel prepara una chiffon cake da fiaba
aromatizzata all'arancia con crema pasticcera al caffè.
Che torta facciamo? Allora, io farò una chiffon da decorazione con le note
musicali. Siccome la musica unisce molto me e mia moglie, volevo fare con questi
due colori che sono il verde e il blu, con caffè e una crema a mascarpone base
patabomba. Sai già qual è il problemino che ti vuol dare il caffè? No. Il caffè
è come il cioccolato, è una fibra.
Ok, e succhio, ok.
La chiffon al caffè è dedicata alla moglie di Stefano in forno e anche la
crema è già pronta.
Quindi è tutto sotto controllo e ci si può concedere un momento di leggerezza.
Ti faccio un bel quiz.
Allora, indovina il pesantone. Il pesantone? No, aspetta, prima devo fare
la sigla.
Indovina il pesantone.
Allora, devi focalizzare una persona sotto il tendone che ti sembra un po'
pesante. Un po' pesante.
Ok. Uomo o donna? Donna.
Quanti anni ha indicativamente?
Sopra i 40.
Qual è l'argomento che bisogna evitare con lei?
L'astrologia.
L'astrologia?
Però rimane fra noi, vero?
Ragazzi, chi di voi si intende di astrologia? No, ti prego, ti prego. Io.
Isabella. Certo.
Ciao. C'è Stefano che vorrebbe il suo quadro astrale.
Se mi dà data di nascita, orario e luogo glielo faccio. Dopo te lo dico. È l
'orario. O comunque almeno non abbiamo detto il nome. In casa saranno lì a
pensare chi sarà e tu non sei in difficoltà, Stefano. Ok, va bene.
Ricordiamo dello scorpione che è il mio sogno zodiacale. Ma c'è un buon quadro
astrale.
Siamo io, Marco, Grazia e Donato.
Donato, come andiamo?
Abbastanza bene, sono concentrato. Per caso vuoi alleggerire la situa?
Come la alleggeriamo la situa? Con il quesattone!
Allora ti chiedo di pensare a un concorrente che ti sembra
particolarmente pesante. Adesso io faccio un giro, ok?
E quando vedi che mi sono avvicinata inizi a saltare, ok?
Ok. Ok. Vai.
Aspetta.
Mi stanno facendo fare, povero Donato. Lo so, era un ragazzo serio una volta.
Ti ricordo serio, un serio ingegnere.
Tra un salto e l'altro, Donato sta realizzando una chiffon rossa come il
suo gatto autunno, poi una composta lime e zenzero e una chantilly cardamomo e
lime. Isabella, ciao.
Sto facendo un sondaggio su chi è il pesantone del tennone.
Io potrei essere una di quelle, magari. Magari sono gli altri che vedono me
così. Può essere.
Col pesante si va in profondità, con la leggerezza si sta più in superficie.
L'importante è che non sia pesante la chiffon. Quella di Isabella sarà lampone
e ricorderà col pattern un abito poix della sua mamma.
Ti sta crescendo Clarissa?
Non lo so.
Riconosco che l'impasto non è come lo volevo e questo mi sta un po'
destabilizzando.
Posso un abbraccio, grazie?
Com'è? Ti sta crescendo la tua?
Ma io con la mia vita ti voglio bene tanto.
Non ti preoccupare.
Speriamo che la leggerezza perduta di Clarissa sia tutta nella sua torta.
Schiffon al miele e camomilla con crema inglese al limone e zenzero. Ora deve
solo crescere in forno.
Marco, hai sussurrato il schiffon. Era proprio questo il momento.
Cioè, tu come funziona?
Guarda, ti faccio vedere. Fammi vedere questa pratica com'è.
Ma chi gli dice? Gli dico Cressi.
Cressi. Cressi.
Nel forno di Marco c'è una sifona al caramello mou, arancia e cannella,
maculata come una giraffa.
Pasticceri e pasticcere, manca solo mezz'ora.
E quindi le torte vanno sfornate, girate su se stesse e fatte riposare in
abbattitore con lo stampo capovolto. Mi apri l'abbattitore?
Senza questo passaggio la chiffon potrebbe afflosciarsi su se stessa. E
con gli abbattitori e i pasticceri in attesa non resta che giocare. Allora
Danila...
Ho già le idee chiare. Uomo o donna? Uomo.
Fascia d'età?
40.
Indossa gli occhiali?
Sì. Qual è l'argomento che non si può trattare con lui altrimenti diventa
pesante?
La pasticceria. La pasticceria.
Chi è che l'ha girata?
Io no. L'ho aperto il figo e l'ho trovata girata.
In quattro siamo. Io l'ho messo al contrario.
Io all'interno della battitore l'ho messa così.
A raffreddare col perno centrale. Adesso ho aperto l'abbattitore e me la sono
trovata così.
L'hanno spostata.
Gli incriminati possono essere o Alice.
Era già girata, non ho idea.
O Vittoria.
Io assolutamente non sono perché io tocco solo le mie cose.
O Donato.
Io sono andato in abbattitore e non l'avevo vista come l'avevo lasciata.
Niente, oggi non posso fare la sanzione a nessuno perché io non ho accertato che
sia stato.
In assenza di prove Luca deve solo sperare nella buona riuscita della
chiffon al limone con crema chantilly.
Se sarà ugualmente leggera lo sapremo presto perché le chiffon vanno spornate.
Nella difficoltà ho visto.
Chi? Onofrio.
No.
Perché? Perché si è scesa la torta.
La chiffon arancia e vaniglia con crema inglese all'arancia di Onofrio ha
infatti qualche problemino.
Che sta facendo?
Sta ritirando un pochino. Non so perché.
Per me manca un po' di cottura. Per me è un problema di impasto.
Mi viene il dubbio. Al 90% non ho messo lo zucchero. Ma Onofrio è in buona
compagnia.
Vabbè, vabbè, ci sta tranquillo.
E dopo una chiffon afflosciata, ce n'è una che invece rischia di non finire
nemmeno sull'alzatina.
Male, ho cagolato male i tempi, sono arrivato lungo, è in forno, ma è cruda.
Clari, tutto bene?
Che succede?
I disegni sopra non si vedono.
È tutto un disastro.
Allora, metti una frusta, monti questo con un cucchiaino di zucchero e ci fai
tutto il decorio intorno con la sac à poche.
Pasticceri e pasticcere!
Manca un minuto.
Lasciala giù, lasciala giù. No, no, no.
No.
Clarissa, Clarissa, manca pochissimo. Vai, Clarissa, va bene così, va bene
così, non ne mette più.
Dieci, nove, otto, sette, sei.
Vai, Clarissa.
Cinque, quattro, tre, due, uno.
un passo indietro bravi ragazzi ci vediamo fra poco
agli assaggi sono andata in panico dall'inizio non mi sono
ripresa nella prova della leggerezza il clima si è incredibilmente appesantito
vogliamo partire con la tua chiffon cake carmen ora aspetta al gusto delle
chiffon cake risollevare lo spirito dei pasticceri
Avete chiesto che sia una cosa soffice.
Io ho pensato al palloncino che portano i bambini.
Ah, sono palloncini rossi. Dentro c'è del colore, sì. Il filo del palloncino è
quello giallo? È quello giallo.
Com'hai aromatizzato l'impasto?
Con l'arancia.
Manca un po' di aroma. Io avrei aggiunto un po' di aroma un pochino differente.
Magari una salsa d'accompagnamento ti avrebbe aiutata.
Ok. Per me non è una chiffon cake.
Ritorna, è molto gommoso e compatto.
Grazie, Carmen. Grazie.
Continuiamo con Stefano.
Ce la racconti? Ho fatto una chiffon cake al caffè, una mousse al mascarpone
base patabomb. Volevo ricordare il gusto del tiramisù.
La crema del tiramisù più che di una patabomb sembra più una crema al
mascarpone. Tanto, tanto pesante.
Tu sai che sono figlio di Fiorai.
Io da piccolo aiutavo papà a fare le decorazioni.
Avevamo la schiuma verde che si metteva nell'acqua e si inficcavano dentro i
fiori così rimangono più a fresco. Questa ha la stessa consistenza di
questa schiuma. Questo colore così, ma è più in vita mia.
Per me non era così orribile perché ero legato a un ricordo, però prendo questa
critica e da adesso in poi basta verde.
Per sua fortuna Alice non ha utilizzato il colorante verde nella sua chiffon
cake al limone e vaniglia con composta di ciliegie e crema chantilly.
Alla fine almeno il colorante rosso è diventato rosa, dato che non piaceva l
'associazione rosso e viola però... Perché volevi farlo diventare rosa?
Volevo farlo diventare rosa perché il rosa e il viola sono i miei due colori
preferiti.
E che sapevo che non piaceva a CNAM questa associazione di colori.
Me l'ha detto lui.
Allora, tu sei molto brava ed hai del potenziale, ma oggi in questa prova ti
sei perso un bicchiere di colori.
Allora Alice, la consistenza della chiffon è abbastanza buona, vedi, è
cotonosa. Però sopra non mi fa impazzire. Vedo delle ciliegie fuori,
quindi vedo verde e rosso esterno e poi mi trovo rosa e viola all'interno.
Mi sembra un po' di vivere un viaggio psichedelico. Eh, vabbè, ogni tanto fare
un viaggio psichedelico e uscire un po' dall'ordinario può anche far bene.
Doveva essere la celebrazione della mia squadra di pallavolo.
Come si chiama la tua squadra di pallavolo? La squadra del buco.
Ho paura a chiederti come mai si chiama così.
Quando facciamo Ace, ci raggruppiamo tutti in cerchio e gridiamo buco!
Chiffon cake al limone e una crema pasticcera al cedro.
Quando ha questo effetto così cotone, vuol dire che la chiffon è riuscita
bene. Hai solo un po' esagerato. Eh, perché avevo paura che fosse cruda, ho
dato su a 190 un attimo gli ultimi 10 minuti. La crema è una bomba.
Buona. Bravissimo.
Grazie mille. Per convinto fosse cruda. Volevo celebrare la mia squadra e ce l
'ho fatta.
Adesso tocca a Luca portare in scena il suo mondo con un omaggio al carnevale.
È una chiffon cake con il limone. La chiffon cake sa di limone. La chantilly
è fatta bene. È un po' asciuttino per colpa del colorante. Quando ne metti
così tanto tende sempre un pochino ad asciugare.
Però se mi fai una torta a tema carnevale io voglio trovarci i colori
all'interno. Quindi bravo.
Tra colori accesi, decorazioni elaborate e idee ambiziose, non tutti i pasticceri
sembrano riuscire a raccontare con chiarezza quello che avevano in mente.
Allora, io vedo un'ape. È il miele, infatti.
Però le api sono state rubate da delle navicelle spaziali, perché sono
navicelle spaziali quelle.
Racconta. Chiffon cake al miele e camomilla e crema inglese con del limone
e dello zenzero. La vuoi assaggiare?
Te la conosci com'è la chiffon cake, no? Sì, sì. Me lo dici te com'è?
È asciuttissimo.
Grazie. Mi dispiace.
È gomoso, elastico. E poi ha un gusto veramente strano.
Indefinibile. E soprattutto, secondo me, la crema inglese è un po' stracciata in
bocca. Per me, se non mettevi lo zenzero, forse era molto meglio.
Grazie. Hanno completamente ragione. Devo chiedere solo scusa, mi dispiace e
andrà meglio.
Tocca a Grazia e alla sua chiffon cake classica con crema diplomatica.
Che è che hai fatto?
Delle lucertole?
No, sono fiori. Ah, ora che me l'hai detto l'ho capito.
Vediamo il taglio.
Questa chiffon un po' bassina di sicuro non mi fa impazzire. Lo so, lo so. Nel
complesso non è venuta male, è venuta un po' biscottata sulla parte esterna.
Peccato, perché il gusto c'è, però questi difettucci l'hanno un po' fatto
cadere. Com'è fatta la diplomatica? Cosa hai messo dentro? Limone. È lucida, non
è dolce, è perfetta come deve essere fatta. Grazie. Brava, grazie.
Bravissima.
Non mi sembra vero, però è andata bene. Si va dritti avanti per la prossima
prova.
Continuiamo gli assaggi con la tua chiffon cake donato.
Spiegaci il dolce.
Ho voluto fare una chiffon cake dedicata al mio gatto autunno, un gatto rosso.
Poi ho fatto una composta di mango, lime e zenzero, una chantilly, cardamomo e
lime. Purtroppo ho avuto problemi quando ho sformato il dolce perché non so se mi
si vede.
Quando scende così vuol dire che è rimasta un po' indietro di cottura. L'ho
fatta cuocere per 50 minuti, forse devo dargli un pochino di più.
Sicuramente come gusti ci siamo.
La prova era la chiffon e la chiffon purtroppo è andata giù. Mi dispiace
molto perché davvero mi manca sempre quel passo finale per portare un dolce
davvero come vorrei.
È il tuo momento Marco.
Chiffon cake che ricorda il pattern della giraffa.
C'è una mù al caramello, è speziata l'arancia e la cannella. Come mai
proprio la giraffa? La giraffa mi ricorda un po' la mia ragazza perché lei
è molto alta e quindi ho creato un collegamento.
Dimitri, scusami, per baciarla prendi la scala. È una giraffa? No, è 1,80.
Guarda, lo vedi com'è la torta?
Com'è?
Perfetta, guarda, si rompe benissimo.
Sa di caramello, è buona, arriva al retro il gusto di cannella. Non si può
fare meglio. Bravo.
Hai fatto un bel lavoro, proprio un lavoro da innamorato. Questa è proprio
la torta da portare alla fidanzata così per fargliela trovare a casa. Bravo.
Sono contento di essere riuscito a mettere tutto l'amore che ho per la mia
ragazza nel dolce.
In questa prova leggerezza e affetti stanno viaggiando spesso nella stessa
direzione. Anche Alessia racconta una persona speciale attraverso il suo
dolce. L'ho chiamata Eva perché è dedicata alla mia nipotina. Lei vive a
Barcellona e viene da me, ecco, e passiamo le nostre giornate a mare.
L'interno vorrebbe richiamare un po' la sua essenza, la vaniglia, la sua
dolcezza e la cannella, il suo essere un po' vispa.
Quanto le vuoi bene, Eva?
Tantissimo, inestimabile, veramente.
Pensare a lei mi fa tanto emozionare e non si può esprimere a parole questo
legame che ci lega, appunto.
Alessia, la chiffon mi piace?
Quella che poco mi piace è la crema, è dolce, dolce, dolce. Se la mangi da
solo, sì, è dolce, ha ragione Tommaso, ma come io la mangio insieme con la
chiffon cake, per cui è perfetta.
Grazie mille Alessia.
Vieni Manuel, è il tuo momento.
Manuel, per sentirsi leggero, pensa alle favole.
Ma ne erano tre i porcellini?
Ho voluto rappresentare la mia famiglia, io la mia compagna, la mia bambina e l
'altra che ne arrivo.
Raccontaci.
Allora, uno chiffon cake all'arancia e crema pasticcera al caffè. Ho ripreso la
favola dei tre porcellini e ce l'ho aggiunta una perché è in arrivo.
Mi piace molto la storia.
La crema al caffè è una bomba.
La chiffon aveva forse qualche piccolo problema di cottura.
Ma dentro è leggera. Non è bellissima, ti sei un po' implosa nel centro, però
ci hai raccontato una storia con questa torta, quindi non hai fatto una semplice
chiffon cake, ci hai raccontato qualcosa.
Bravo Manuel.
Anche per Isabella gli affetti diventano una fonte di ispirazione.
Ricordo un vestito che aveva mia mamma negli anni 60, era una sarta provetta,
quindi l'ho dedicata a lei, ho usato lamponi liofilizzati ridotti in polvere,
crema pasticcera con lamponi.
Isabella, il gusto della tua chiffon cake mi piace tanto, però la crema
doveva cuocere un po' di più.
Ti sei anche un pochino seduta se guardi, lo vedi che anche l'impasto
mancava forse qualche minutino in più.
Grazie.
Danila, il tuo momento.
Ce la racconti? Questa è una chiffon cake all'arancia, coppette di fragole
con una chantilly al mascarpone, panna e un gel di fragole. Per me la tua chiffon
cake ha preso un po' troppo colore.
Deve rimanere un po' più chiaro sopra, così la decorazione viene fuori molto
molto bene.
È un po' collassata al centro e si è compattata, ecco qui, nella parte verde,
vedi che è più bassa.
Ma ti posso dire, mi hai fatto ridere un altro ricordo, mannaggia te.
La domenica a casa, il periodo delle fragole, mia madre fa sempre questa
coppa di fragoli uguale, uguale, uguale a questa.
Brava. Però per me l'abbinamento non funziona.
C'è chi ha problemi con gli abbinamenti. Oh no, Frio, tocca a te.
E chi con la memoria.
Ho dimenticato un ingrediente, lo zucchero.
Non hai messo lo zucchero nella torta? Convinto di averlo messo, ma... Chiffon
cake, arancia e vaniglia con una crema inglese al liquore all'arancia e
decorata con il tema del tramonto.
Ernst.
Allora, dimenticare lo zucchero, non il chiffon.
E come andare a 200 km all'ora senza freni?
Ti fai male.
Lo so.
Non è buono.
Eh sì, sono d'accordo con Ernst. Purtroppo ti è venuta una frittatina più
che una chiffon cake.
Non sono questi i dolci che io faccio.
Può succedere un offio. Può succedere, dai. Spero che nella tecnica riuscirò a
dare il meglio di me.
Vittoria!
Sai quel che hai fatto? Hai disegnato e poi sei andata sopra con l'impasto,
quindi ti ha fatto da transferello e rovina un pochino il tutto.
Chiffon al basilico, alla quale poi ho aggiunto un goccio di verde per esaltare
il colore. Che cos'è questa? Una crema al mascarpone?
Allora, quella no, è una ganache montata al limone e poi ho fatto una salsa al
limone basilico.
Non mi dispiace.
Si vede che hai fatto una clorofilla.
La chiffon, sì, non è ariosa come doveva essere, ma non è una delle peggiori.
Per me hai fatto un bel lavoro.
Grazie.
Pasticceri e pasticcere, per qualcuno questa prova non è stata leggerissima.
E infatti per rialzarsi, Clarissa, Stefano, Donato e Onofrio dovranno
puntare sulla prova tecnica.
Pasticceri e pasticcere, avete capito vero chi sta per entrare? Sì. Una
persona che tutti gli altri non lo guardano come lo guardo io.
C'ho un sentimento che mi fa dormire male cinque ore.
Entra il genio, è sempre una grande emozione.
Sempre viene un colpo al cuore, batte, batte, batte fortissimo.
Mamma mia, che ricetta darà.
Speriamo che oggi il maestro sia più clemente.
Maestro, qual è la prima cosa che le viene in mente quando pensa alla
leggerezza? Senz'altro una ballerina che non ha solo la leggerezza ma anche l
'eleganza. Non mi dica che per la prova tecnica di oggi sia ispirata ad una
ballerina, se no parto con una scenata di gelosia.
Certo, è una delle più grandi ballerine classiche dai primi del Novecento, la
Pallova.
Questa torta è fatta con della meringa bianchissima che richiama la leggerezza
del tutù e ha una struttura delicata come i movimenti della danza.
È proprio un dolce da prova tecnica. Sarà dura.
Maestro, ce la descrive? Intendo la torta e non la sua amica Paolona.
Torta Pavlova. La Paolona, la Pavlova. Pavlova. Eh, sì.
Prego, maestro.
Dovete preparare una meringa decorata a petali e arricchita di crema al
mascarpone e vaniglia.
E all'interno c'è lampone, pesche speziate a cardamomo e
anice stellato. Il tutto decorato con fette di pesca,
lamponi freschi, piccoli cilindri di meringa e foglia d'oro.
Dura oggi.
Giudici, leggeri come piume, potete volteggiare fuori dal tendone. Buon
lavoro. Con leggerezza, eh?
Con leggerezza.
Passicceri, per questa prova avete a disposizione 140 minuti. Giusto per
mettere un po' d'ansia. 3, 2, 1.
Pavlova in forno! Vi raccomando, voglio vedervi danzare oggi, eh!
E gira tutto intorno la stanza, mentre si danza, danza.
Danza classica, io sono l'opposto, esatto
opposto.
Però è affascinante.
Il look di oggi più che da danza classica è da tarantella.
Per un breve periodo della mia vita ho anche ballato, con pochissimo successo.
Un plie, così.
Ma io ho lavorato 15 anni al Teatro Reggio di Torino, quindi i ballerini e
la danza classica l'amo particolarmente.
Beh, il genio d'altronde è un po' il Roberto Bolle della pasticceria, quindi
cosa potevamo aspettarci se non questo?
Ti voglio dire che fare i dolci è una danza molto elegante perché non puoi
sbagliare nei tempi, nei movimenti, come fanno le ballerine che hanno successo.
La Paolona, Pamela Prati.
Tu, tu che sei una ballerina.
E per eseguire una perfetta Pavlova, gli aspiranti pasticceri dovranno
volteggiare tra i banconi con leggiadria e concentrazione.
Non devo perdere il mio focus.
Mi sono messa in testa che devo divertirmi senza ansia, senza stress.
Quindi io sto cambiando mood e buono.
Restare leggeri e positivi con la pavlova sarà difficile, ma vediamo di
fare un buon lavoro.
Leggera solo all'apparenza, la pavlova è un dolce che non lascia margini d
'errore.
Qui ragazzi alla base di tutto c'è la meringa che deve essere super croccante.
Devono fare attenzione al tuorlo perché se va dall'interno dell'album ovviamente
poi non monta. E poi soprattutto lo zucchero va aggiunto man mano in modo da
permettere lo sviluppo completo.
Poi devono fare attenzione alle temperature della cottura della meringa.
Non deve superare i 100 gradi.
Perché altrimenti rischiano che non rimane bianco come un tutum, ma diventa
giallino e soprattutto si potrebbe increppare. Esatto, però devo dire il
tocco finale delle pesche sciroppate con le spezie gli dà quel tocco di
complessità aromatica al bacio.
Per non parlare dell'acidità del culic che va a contrastare la dolcezza della
meringa, no?
Insomma, molte preparazioni e altrettanti rischi.
La meringa è la base della ricetta, se viene male questa viene male tutta la
torta.
Grazie. Buongiorno maestro. Ho tolto già l'albume con lo zucchero. Spero che l
'albume l'hai scaldata a 50 gradi. Credo di sì. Cosa vuol dire credo? C'è lì il
termometro, allora mescola intanto che si scalda.
Maestro, il tema della puntata è comunque la leggerezza, quindi... Cos'è?
Non l'ha mai fatta la meringa?
Io l'ho fatta la meringa, però faccio dolci casalinghi, quindi tante tecniche
non le so.
Ma lei lo sa che Grazia è una nobile siciliana? Non lo sapevo. Dell
'aristocrazia? Diciamo che la classe te l'ha, sei molto elegante.
Grazie, quindi spero che la mia eleganza si ripercuota su questo dolce.
Arrivederci, Contessa, grazie.
Grazie a voi.
La meringa si fa spesso...
nel mio paese è molto apprezzata, quindi questa volta sarà la prova giusta.
Questa è la prima parte di meringa, adesso dovrò aggiungere la restante
parte di zucchero, il famoso zucchero che mi ha fatto sbagliare nella prova
precedente. Spero di non essere a rischio perché per la dimenticanza ho
sprecato proprio una prova importante.
Ciao Omar.
Omar, hai una camicia da vacanziero.
Come sta andando?
Sto cercando di muovere via tutta l'ansia. Sto leggendo bene.
Non ho mai fatto in vita mia una meringa. Ah. Mai. Però sta montando
regolare.
Bravo Omar, ti lasciamo lavorare. Grazie mille. Ci vediamo dopo.
Grazie, grazie. Ciao. Il problema è sempre solito. Io e la mia ansia. Non mi
abbandona mai.
È uguale il tuo, no? Sì.
Mi sembra bianca e densa allo stesso modo.
E allora si passa dalla ciotola alla sac à poche. La meringa va stesa sulla carta
forno tracciando un cerchio perfetto.
Ok, ce l'ho.
E poi dressando una corona di petali.
Alti 1,5, larghi 2,5, lunghi 3.
Vediamo un po' se riesco a fare questi petali.
Vabbè, come vengono vengono.
È difficile, è davvero difficile.
Completati anche i bastoncini decorativi, i pasticceri devono
infornare alla svelta, perché la meringa richiede una cottura molto lenta.
Aspettare, aspettare, aspettare.
Ho infornato le meringhe e adesso mi dedico alla frutta pochette, che c'è un
bel po' di roba da sistemare. Che profumo che fa questo sciroppo!
In effetti le pesche vanno cotte in uno sciroppo a base di acqua, zucchero,
succo di lime, scorza di limone... I limoni! Signora!
Signore, limoni! Limoni, signora!
Spezie. Questo è l'anice stellato.
Cardamomo, tre grammi.
Spero che le mie pesche assorbano tutto questo buon odore.
Ci siete?
Sì! È passata un'ora.
Manca quindi un'ora e venti.
Ci siamo, dai!
In questo momento l'unico dubbio che ho è la cottura della neringa. Sono un po'
preoccupato per questa prova tecnica. Vediamo come va.
Ciao Alessia.
Buongiorno, buongiorno. Cosa devi fare ancora?
Allora adesso devo fare la salsa al lampone e la crema al mascarpone.
La danza classica della Pavlova ti ispira Alessia? Sì, però a me piace
ballare la techno.
No, veramente?
Sì.
Io non ho mai ballato.
Guardi, faccia come me.
Così, cioè come spingere l'aria. Allora, facevo così quando ero all'asilo. Per
chiedere alla maestra di andare in mano.
Gliene insegno io un po' di musica.
Maestro, lei non lo sa, ma Alessia sta per confidarci. Qual è, secondo lei,
il pesantone sotto il tendone? Oddio! Chiedo alla regia di mandare la sigla.
Il pesantone.
Uomo o donna?
Donna. Quanti anni ha?
Trenta. Qual è l'argomento che non puoi nominare perché sennò ti attacca la
pezza? L'ansia.
Senti, porta gli occhiali?
Sì.
Secondo me è in prima fila.
Maestro!
Maestro! Ma non faccia la spia!
Clarissa!
Non hai ansia, vero? Adesso sto meglio. La Paolona procede. Bene, solo quello.
Ok.
Però diciamo che entrambe condividiamo questa pesantezza per l'ansia.
Clarissa, uomo o donna? Uomo.
Età? 40.
Porta delle camicie orrende? No.
Bene, beh, io ho capito.
Sì, eh?
È il poliziotto.
E io non parlo, non dico niente.
Luca è un po' il pesantone del gruppo nel senso buono, però è molto simile a
me. Ciao Luca.
Ciao Brenda.
È un uomo o una donna? È un uomo. Età?
35-45.
Qual è l'argomento che non puoi nominare se no ti attacca il pippone?
La pasticceria. Qui però è difficile.
Usa delle spillette.
Brenda,
presente, sono io il pesantone sotto il tendone.
E questi?
Questi si stanno raffreddando e dopo le taglio a cubetti. Stanno andando bene,
Luca.
Grazie. Ciao, Luca.
Sono le prese con il taglio a cubetti delle pesche. Sono un pochino più
rilassata rispetto alla scorsa settimana.
Mi sento più contenta del mio lavoro anche se è assolutamente da
perfezionare, da migliorare. La prova tecnica me la voglio godere un po' più
con leggerezza.
Io mi sento messa bene, mi piace come sto lavorando, sto lavorando bene,
vediamo. Faccio la crema al mascarpone e le preparazioni sono finite.
Devo ritagliarmi del tempo per la finitura e voglio farla bella questa
volta. Di sicuro leggerò, rileggerò la parte finale dell'estetica.
Pasticceri, mancano 40 minuti. Ci siete?
Sì, sono 40 minuti, raga.
A questo punto della prova le meringhe dovrebbero essere cotte e il maestro
Massari è pronto a scoprirlo.
Carmen!
Torno un po' per vederlo così, il maestro. Quei occhi blu, blu.
Carmen, mi fai vedere?
La meringa.
Tira fuori.
No, è tanto bella, però... No.
Diciamo che la meringa c'è, ma l'eleganza non c'è.
Ok. Cos'è, aperitivo?
Cosa state facendo? Ci diamo i consigli di vedere se è cotto.
Fatelo assaggiare al maestro.
Andiamo a prendere un pezzettino.
Di chi è? Mio. È gommosa.
Vi pareva che non era crudo?
E questa com'è?
È a velocità adesso.
Questa qua è proprio cruda.
Ma se non la sia?
La rimetta.
Mi ha fregato la meringa.
E intanto Iginio continua il suo waltzer delle meringhe.
Mi sembra croccante, no?
Attacca i denti.
Sono preoccupato perché è la seconda prova, io voglio fare bene e poi rimane
solo la terza, insomma.
È brutta, brutta. È cruda ancora.
È cruda e poi al contrario.
Sì, sì.
E questa qua è cruda.
Tutte le certezze crollano.
Dentro, dai. È quasi cotta.
Già la prima prova non è andata benissimo, quindi devo essere sul pezzo.
Questa è discreta, ma è cruda.
Grazie. Hai ricevuto la grazia o no? Ma che roba hai fatto lì?
Disastro. Cosa?
Forma cotta.
Giusto?
Sotto i tenduni l'atmosfera è tutt'altro che leggera. Ma ormai non si può
tergiversare. È il momento di assemblare la pavlova.
Adesso c'è un'operazione di quelle epiche perché dobbiamo staccare la
meringa da questi bellissimi fogli.
Non se ne viene neanche da qua.
Manuel, come l'hai staccata tu?
C'è una porra fottuta di... Eh, così l'ho staccata.
Niente, mi si è rotto tutto qua.
Non è cotta.
No, no, no, non ti rompi.
La mia meringa lo sapevo che aveva qualcosa che non andava e...
Cos'è staccato?
Come immaginavo.
Nello staccare si sono rotti dei petali. Non so che pesci prendere.
È cruda.
Cruda ma devo montarla.
Quindi, senza entrare nel panico, prendo un'altra teglia, la giro completamente.
Vorrei urlare.
Sto zitta, sto zitta.
No, cazzo no!
Eh, Pavlova, impegnativo.
E il bello deve ancora venire.
Adesso bisogna farcire il centro della torta con la crema al mascarpone.
Poi sovrapporre uno strato uniforme di salsa di lampone.
Aggiungere i cubetti di pesca sciroppata.
È giusto?
E infine decorare con la frutta fresca, i bastoncini di meringa.
Quanti bastoncini sopra?
Quattro, dice.
E la foglia d'oro.
Come si mette la foglia d'oro?
Ma che ne so io.
Pasticceri e pasticcere, mantenete la calma.
Manca un minuto. Non è
bello lavorare con la musica? Sì, bellissimo.
Don't worry, don't worry, be happy.
Don't worry, be happy. Mancano 30 secondi. 30 secondi ragazzi! Ma dov'è la
foglia d'oro?
Dov'è la foglia d'oro?
Tieni, prendi, prendi la tutta. Io non ce l'avevo.
Che cosa? La carta d'oro la tiene qua?
10, 9, 8.
Sette, sei,
cinque, quattro, tre, due, uno,
stop. Un passo indietro.
Bravissimi, ce l'avete fatta.
È una pavlova degna di
una ballerina alle prime armi, cioè io.
Dopo una prova piuttosto pesante, i pasticceri devono ritrovare la
leggerezza necessaria ad affrontare gli assaggi al buio. Prima chiedo al maestro
Eugenio di sollevare la cloche, così finalmente possiamo vedere la sua
Paolona.
Wow!
La mia Pavlova è un po' più brutta perché ho messo dei bastoncini di
meringhe proprio come tipo i fuochi d'artificio così.
Primo colpo d'occhio?
Allora...
Sono tutte discrete a vederle.
Perciò, dal momento che vi siete migliorati, vorrei dire che la prossima
volta sarà molto più impegnativa.
Zan, zan.
Dai, allora iniziamo.
Siamo alla prima.
Gli elementi ci sono tutti.
Ma non ha quella sinuosità dell'originale.
La meringa è cruda.
E le pesche non sono aromatizzate come è stato chiesto. Un bagno di sangue. Sono
d'accordo con i cini, purtroppo la meringa è pappetta.
La salsa di lamponi non mi piace, è molto concentrata, è quasi opaco, non
lucido. I bastoncini sono stati fatti abbastanza bene, un po' grossolani.
Tutto sommato non è così male come lavoro.
Non so cosa poteva andare peggio di così però, onestamente.
Andiamo avanti con la seconda pavlova.
Almeno esteticamente questa è una delle più belle. Questa qua è la meringa.
Cruza.
Appiccica i denti.
La parte migliore è il centro, dove ci sono le pesche con il coulis, c'è la
giusta acidità e le spezie si sentono il giusto.
La crema al mascarpone è molto molto buona, bilanciata perfettamente. A me
piace questa torta.
Terza pavlova.
Eh, abbiamo un problema.
Eccessivamente bassa.
E io sotto non trovo la meringa, però.
Era così sottile che poi la crema di mascarpone l'ha mangiato. A me il sushi
di meringa non piace.
Peccato, perché la parte della frutta non è male, ma la crema è un pochino
strecciata. E allora procediamo con la quarta pavlova.
A me sembra di più una frittata che una torta.
Mi dispiace per chi l'ha fatta, però qua di positivo non c'è proprio nulla.
Sembra di mangiare un chewing gum di albume.
Questi sono stati veramente una serie di errori importanti. L'errore più grande
per me qui è la salsa di lamponi. È di un acido che addirittura la meringue,
che è dolce, è diventata acida.
Questa per me è NCS, non ci siamo proprio.
Sono molto deluso da me stesso.
Non so che altro dire.
Andiamo alla prossima.
Ti abbiamo messo la candelina? La crema con mascarpone è
accettabile, la meringa sotto è totalmente cruda.
Peccato perché la culè è fatta bene, la pesca è a modo, però è da migliorare. È
ormai chiaro che la Pavlova nasconda più di un'insidia.
Clarissa deve sperare di aver trovato il giusto equilibrio. La crema sembra
troppo montata.
Però finalmente la meringa sotto è quasi cotta regolare.
Bravo a chi l'ha fatto. Bravo, bravo. È la prima meringa che è croccantina, ma
perché? Perché è stata fatta una spunzonata più piccola, quindi ha cotto
prima, no? Cioè è un po' diversa da quello che doveva essere l'originale,
però dai, ce la prendiamo come buona.
Però le pesche sciroppate dovranno essere dentro e non si devono vedere. E
questo così non mi piace. Va bene, non importa.
Settima pavlova.
Versione small.
Diciamo che ne manca metà di dolce.
Questo non è un batoncino di meringa, è un savoiardo.
Però vedo che comunque un po' di meringa, non al centro, ma nella parte
laterale sì.
Non è male.
Sono d'accordo in parte con Iginio. Per me la crema qui è strappata al 100%. In
più.
Non è stato capovolto il foglio, di conseguenza si è trasferita la matita
sulla meringa. Questo è un difetto abbastanza evidente. A ogni assaggio
sembrano emergere nuove criticità.
Un po' stortina, eh? Abbiamo questo ispirato a Pisa.
Eh sì.
Ma alcuni errori continuano a ripresentarsi.
La meringa è gommosa all'inverosimile.
La frutta c'è, il culiccio è un po' acidulo, sì.
La crema è al limite.
Questo era un dolce che si basava sulla leggerezza, però c'è sempre questo
problema della meringa che disturba il palato, quindi perde tutta quella
poesia, quella fantasia della Pavlova.
Andiamo avanti.
Nonna Pavlova.
È cruda pure la mia.
Questa è cotta.
È anche croccante.
Tecnicamente avete il mio applauso.
Dai che stanno arrivando le belle notizie.
No. La crema è proprio al limite e non mi piace la pesca tagliata in pezzettini
e messa su così.
Salvo le sigarette di meringa perché sono croccanti.
Diecima.
Esteticamente è bella, anche se è rotta.
Comunque la meringa c'è dappertutto, si beve.
La crema non è perfetta ma quasi corretta.
Meringa ottima, la migliore fino a questo punto, peccato per la crema
invece strappata.
La frutta c'è, è stata lavorata un po' diversa a livello di dressaggio con la
sacca, però non mi dispiace. Bene.
Ci meritiamo uno sprizzo stasera? Stasera ne bevo 18 di sprizzo.
Chissà se si unirà il brindisi anche Vittoria.
Non sento l'armonia del gusto.
C'è la meringa, ma mal bilanciata la crema. Poca crema. Ma è piacevole da
mangiare, però purtroppo sembra lo stesso difetto. Questa benedettissima
meringa che rimane gommosa.
Sono d'accordo con Tommaso e io non ho sentito né cardamomo né anice stellato,
che sono due spezie molto forti, ma io non li sento.
La prossima, dai.
Dodicesima pavlova.
Sembra un falò, vedi, con tutti i tronchi.
La pesca non ha la parte aromatica, ma l'errore più grosso è la cottura dell
'ameringa. Cruda dappertutto proprio.
Sono d'accordo con Iginio. Una rovina, via praticamente.
Questo è un no-go.
O guardo, rubo con gli occhi dagli altri colleghi, o leggo bene la ricetta. Qui
non ci siamo.
Allora passiamo direttamente alla prossima torta.
E mi sembra la più bella. Vero? Eh sì.
Sì, soprattutto sono state fatte molto bene le spunzionate.
Complimenti. Dà ragione. La meringa è la migliore fino adesso che ho trovato.
Sicuramente è una delle più belle, ma io non sono sicuro se è veramente la più
buona. Perché la meringa in mezzo, io non l'ho sentita, è proprio svanita.
In più, la crema è proprio al limite, limite, limite, limite.
Però una bella torta, piacevole ed ha il giusto equilibrio. Ottimo lavoro.
Sono veramente contento di come ho fatto il dolce, quindi mi faccio un applauso
da solo.
Penultima torta.
Dai, anche questa è bellina. Peccato per la spunzonata sotto, che è un po'
piccola. La meringa è croccante, ma al centro non c'è la sparita.
È stata fatta tipo un rattoppo di pezzi, molto, molto sottili, e si sono...
Ammollati subito. Peccato.
Nell'insieme non mi dispiace. È buona, è una buona torta. Simile all'originale,
ma non perfetta.
Ultima pavlova.
Qualche problemino qui, eh?
Ne ha molti di problemi. Ha fatto tantissima acqua. Vuol dire che la
meringa si è sciolta. Eh sì.
Non è la peggiore che ho assaggiato, ma manca la base principale, la meringa.
Però assaggia le pesche.
Sono tanto speziate rispetto alle altre, è l'unica che ho sentito che è veramente
speziata. Sono un po' deluso, perché la minga sono due ingredienti, il bume e il
zucchero. Dovete saperlo fare.
Insomma, rimango un po' male, però voglio prenderla con leggerezza.
Maestro, io sono davvero felice di aver fatto questa prova tecnica con lei.
Ah sì?
Lei che mi fa sentire col cuore, a testa in giù.
Ciao Brenda.
Ciao maestro.
Ciao a tutti.
Grazie maestro.
A dopo.
Tra poco più di un pasticcere potrebbe versare qualche lacrima.
Nel frattempo trovare un accordo sulla temutissima classifica è un compito che
di certo i giudici non prendono alla leggera.
Quindicesimo e ultimo posto. Chi ha fatto questa pavlova?
Grazie. Siccome io a casa la faccio in questa maniera un po' alta, un po'
così... Grazie. Cosa tu fai a casa tua non ci interessa. Non è qui, lo so. Devi
seguire bene la ricetta e la tecnica. Certo. Veramente.
Certo. Mi impegnerò, sì. Sarò molto più attenta a quello che c'è scritto.
Quattordicesimo posto.
Chi ha fatto questa pavlova?
Stefano, sei scivolato sulla meringa.
Tredicesimo posto.
Io. Isabella.
Dodicesimo posto.
Vittoria.
Delusissima.
Undicesimo posto.
Alessia. Qua ti hanno salvato un po' le pesche speziate, il resto non è andato
benissimo.
Decimo posto.
In più le blu.
Ci aspettiamo di più, eh?
Sono dispiaciuta perché, visto il mio gremblo e blu, ci tenevo a far bene
questa prova tecnica.
Nono posto. Chi ha fatto questa pavlova?
Donato. Ottavo posto.
Mario. Dal primo posto della tecnica precedente adesso sei sceso a metà
classifica. Montagna Russa.
Settimo posto. Io.
Manuel. Sesto posto.
Oh no, Frio.
Quinto posto.
Carmen. Bravo, sei risalito.
Quarto posto. Chi ha fatto questa pavlova? Io.
Clarissa. Sono felice. Mi sono ripresa dall'ultima prova che ho fatto.
Ti aspettavi di arrivare ai primi quattro, Clarissa?
No, non me l'aspettavo, ma ci voleva.
Se lavoro con calma, so fare le cose.
Terzo posto. Mediale di bronzo. Chi ha fatto questa pavlova?
Marco.
Marco, stai crescendo.
Continua così.
Grazie. Marco, di la verità, hai sussurrato anche alle mie ringhe.
Questo è il primo passo per dimostrare che Marco non è solo un modello, ma
Marco sa fare i dolci, Marco può fare il pasticcere.
Andiamo adesso a quelle che si giocano il primo posto.
Quindi, la tua Alice e la tua Luca.
Prego, giudici.
Primo posto, quindi la migliore pavlova su questo tavolo.
È questa.
Alice!
Brava, Alice.
Primo posto. Non l'avrei mai detto, sono molto contenta.
La tua meringa scricchiolava in bocca e quindi era quello che cercavamo. Brava.
Piccina.
Ma amore, ma dai!
Ma brava!
Ho proprio il desiderio di guardare su e dire grazie alla nonna che probabilmente
ha un piccolo contributo in questa vittoria. A me piace pensare questo.
Controprova. Luca, bravissimo.
Se non stracciavi la crema faceva la differenza.
Un altro secondo posto e va bene così.
Pasticceri, soprattutto a chi è arrivato in fondo alla classifica, cercate di
ritrovare la leggerezza, perché vi aspetta ancora un'ultima prova, la prova
sorpresa, per volare alla prossima puntata.
Pasticcere e pasticceri, allora a inizio puntata vi avevo promesso che oggi ci
sarebbe stata talmente tanta leggerezza che i vostri dolci li avremmo fatti
letteralmente volare. E adesso capirete il perché.
Giudici, in che cosa consiste la prova sorpresa?
Quello che dovete preparare oggi è una torre di ben 50 donuts.
Come 50?
Cioè avrò sbagliato, voleva dire 15, 20, no?
Le classiche ciambelle americane fritte dovranno avere tre glassature diverse.
Al cioccolato, al caramello, base al zucchero.
Divertetevi. Tre glass, 50 donuts, un connubio che sicuramente non sposerei
mai. Ovviamente non abbiamo rubato i palloncini ai bambini nel parco, eh.
Ma servono per fare un test.
I donuts dovranno pesare non oltre i 75 grammi l'uno.
Se riuscirete a essere nel limite dei 75 grammi, i vostri donuts voleranno
esattamente così.
Donuts. Siete pronti? Sì!
3, 2, 1.
Bellissima questa cosa!
Sono entusiasta! Bella, eh? Sì!
Poi siete fuori.
Vi do un suggerimento, da crudi dovranno pesare 50 grammi, non di più,
perché poi durante la frittura possono assorbire l'olio. Poi avete la classa,
avete la decorazione.
Leggere e volare. Se sono più di 75 grammi non voleranno mai.
Danila, finalmente puoi aprire la busta e leggere il tuo vantaggio.
Hai a disposizione un palloncino in più per far volare il tuo donuts.
Mi sembra un vantaggio da poco.
Il mio donuts.
Potrei farlo anche un po' più pesante. Tutto sommato volerà comunque.
Per questa prova avrete a disposizione 150 minuti. 3, 2,
1, donuts in forno!
E poi in forno, ma immagino in frittura? Prima in forno a levitare e poi in
friccitrice. Con i donuts, la prova sorpresa porta gli aspiranti pasticceri
dentro uno dei territori più imprevedibili della pasticceria, quello
della frittura. In Puglia si strafrigge, direi, quindi la frittura non mi
spaventa. Io sono Campano, mia madre frigge, ma ogni cosa che frigge è
leggera. Io ho capito che nel sud sono bravissimo fricchiere.
Onofrio, vengo accanto a te.
Fammi vedere come fai tu. Olio bollente a 170.
Eh.
Domanda proprio mia personale.
Ma l'olio va cambiato?
Ti spiego. Tu un momento qua.
Regia, mettetemi per favore su una canzone adeguata.
Grazie. Bella. Vai.
Termine frittura vuol dire cottura in abbondante olio caldo. Il tanto olio
serve per due motivi, sia per quando lo vanno a immergere così non tocca il
fondo e sia per mantenere la temperatura giusta. E ne riesce a fare molti di più
senza che l'olio si rovini, capito?
Ma per ora l'olio bollente può attendere. Prima ci sono impasti da
domare e donuts tutti da costruire.
Perché mi sta venendo un impasto?
Mi chiedo io, vado per aprire il frigo e vedo un bel pacco di uova chiuso.
E dico, dove andavano le uova? Nell'impasto.
Le uova?
Qua. Prendi le due e sbatti. No, no, no, le sbatto. Le sbatto? Batti, ma senza
latte e lievito non puoi fare niente. Eh, lo so. Quindi ricomincio a fare un
nuovo impasto.
C'è chi deve ancora recuperare terreno, come Alice, e chi invece continua a
lavorare sotto gli occhi attenti dei giudici.
Ciao Luca! Ciao Luca!
Buongiorno! Senti, prova del palloncino, sarai ovviamente a tuo agio, no?
Ebbene sì.
Ma l'impasto dove l'hai messo? Sta già lievitando. Ma ci hai messo l'acqua con
un po' di bollore così almeno ti fa la umidità? No, quello no. L'errore numero
uno che fate tutti quanti a casa. Per lievitare un impasto ha bisogno di
temperatura e umidità. Quindi?
Un goccino d'acqua, metti dentro sul fondo. Ma poca, eh?
Capito?
Che? Che hai detto? No, dicevo comunque ragazzi, che prova faticosa.
Alice, hai già messo la roba a lievitare in forno?
No, l'ho dovuta stare facendo perché mi sono dimenticata le uova. Ok, mettici
per favore un goccino d'acqua, ok?
Manuel, cosa fai? È l'aiuto che ha dimenticato le uova, ho dovuto rifargli
l'impasto.
Grazie Manu, meno male che c'è lui che mi ha anche aiutato a riassistarmi a
livello mentale e rimanere concentrata.
Alice deve rifare l'impasto, pare si sia dimenticata le uova.
Mentre Alice prova a rimettersi in pari, c'è chi può iniziare a pensare anche a
glasse e farciture.
Le glasse mi sono ispirata ai miei familiari, quindi il dannas al
cioccolato fondente penso a mio marito.
Cioccolato bianco, mandorle a mio figlio che è un po' croccante, un po' estroso e
poi lime e menta a mia figlia che è la più giovane, più fresca, la più leggera.
I donuts le faccio per le bimbe, vorrei fare le due glasse dei loro colori
preferiti, quindi azzurro e rosa e poi creare con i donuts una farfalla.
con metà impasto rosso, metà impasto azzurro, perché loro sono molto diversi,
ma dalla diversità si può creare qualcosa di bello e anche di leggero,
come le farfalle. Che classe fai?
Glassa al cioccolato bianco, con le scorzette di lime in cima. Sì. Poi una
glassa al cioccolato bianco e caffè, con sopra gli arachidi salati. E poi una
glassa al cioccolato fondente con i lamponi. I lime, quando fai la buccia,
metti dentro un cucchiaino di zucchero semolato.
La mischi e poi la metti sopra. Perché se metti solo il lime diventa marrone
dopo un po'. Ok, va bene, grazie. Hai mai visto una vaniglia così? No.
Te la regalo. Cosa ci devo fare, Ernst? Guarda che bello. Te la porti a casa, l
'appendi. Profumatore naturale.
Va bene.
Però magari serve. No.
Va bene, allora me la porterò a casa.
In bocca al lupo, Clarissa, ci vediamo dopo.
In bocca al donut.
Grazie. Prego.
Grazie. Prego. Ciao.
Ciao.
Cosa? Dove l'hai messo la vaniglia? Dove l'ho messa? No, me ne sono dimenticata,
porca miseria.
Divastro. Mia mamma me lo dice sempre, combino solo guai.
Sono una frin fran fran.
Ovvero quella che fa tutto di corsa così veloce. E male.
Devo fare le cose con calma.
Ma andare troppo piano in una prova come questa potrebbe essere rischioso quasi
quanto correre troppo.
Gli impasti vanno stesi e il cronometro di certo non ha intenzione di aspettare
nessuno. Pasticceri e pasticcere è già passata un'ora.
Quindi manca ancora un'ora e mezza.
È stata una brava bimba.
Guarda, ha fatto un tè.
Non lo diciamo che cosa fa.
Fa tante bollicine, diciamo così.
Ho fatto l'impasto in planetaria. Per fare leggerissimo ho utilizzato una
tecnica giapponese che si chiama tangzong. È una tecnica che prevede di
cuocere una parte di farina con cinque parti in peso di latte fino ad avere una
besciamella e poi unirla all'impasto. Questo dovrebbe darti un impasto un po'
più soffice che è quello che dovrebbe essere lo scopo della prova. Quindi
vediamo se effettivamente sarà così.
Secondo me questo pesa 38 grammi, 35.
Quanto pesa uno?
Questo 43, invece quei primi che ho fatto sulla prima lievitazione sono 33
-34.
Sono in un momento di fame, tutto mi fa paura. Uno meno, vabbè se erano 50 sono
49.
Nel tendone il ritmo continua ad accelerare, ma non per tutti.
Crescete, crescete.
E mentre Marco attende che i suoi lievitati metabolizzino bene le parole
appena sussurrate, il tempo dell'attesa non viene sprecato.
Ciao Marco.
Ciao. Secondo te, adesso io e Damiano ci metteremo qua a fare questa cosa che
respiriamo l'elio e parliamo con la vocina? Secondo me no.
Ma no, infatti.
Friggi bene e fai una perfezione di glassa.
Bellissima deve essere.
Ok, Damiano, non ti preoccupare.
Friggerò benissimo.
A me invece, vi devo dire la verità, mi fa l'effetto opposto.
Vai. Ti toccherò, ma ti viene.
Perché di me mi fa questo effetto un po' demoniaco. Se lui vuole... Un po' mi
passa, capito?
È incredibile.
Ma probabilmente non esiste voce migliore per annunciare uno dei momenti
più temuti di tutta la prova.
La frittura. La frittura è partita e io sono in panico. Non so da che parte
girarmi. Qui bolle tutto.
Ah,
Danila. Danila. In fase di cottura.
Non male, sono belli levitati, sono lisci. Guarda come si stanno gonfiando
bene. Quanti ne hai fatti in tutto?
54 più una stella. Perché la stella? Perché la stella andrà sopra. La stella
sai che serve?
Per un altro grembiule blu. Eh, magari.
Però ci tengo a fare una buona frittura. Devo mantenere alti i colori della
Puglia. Viva la Puglia.
Viva la Puglia sempre.
Andiamo a venersi, vieni con me, usciamo, sai come? Vieni a ballare in
Puglia, Puglia, Puglia.
Sono bellissimi perché sono dorati al punto giusto.
Pasticceri e pasticcere, ecco vi faccio vedere quello che dovrà accadere fra
mezz'ora ai vostri donuts.
Dovranno letteralmente volare.
Guardate bene!
Mezz'ora, eh!
Manca solo mezz'ora!
Adesso sì che bisogna volare davvero, perché tra glasse, decorazioni e torri
di donuts da assemblare, la prova sta entrando nella sua parte più frenetica.
Ho appena cominciato a friggere, forse sono leggermente in ritardo, ma io
recupero all'ultimo, faccio sempre così, sono abituato.
Sono ancora caldi. Porca vacca.
Che schifo.
Così ci impiego sette anni.
La glassa è un po' liquida, però non ho tempo per rifare. Due, quattro, sei,
otto, dieci.
Sedici.
Come farli per non farli cadere? Metteli tra... Ok. Mi sono disposto da sé.
Forse è il caso di tirar fuori un po' le mie conoscenze di colonne greche, perché
qua sta crollando un po' tutto, però cercherò di avere una base un po' più
solida.
Forse avrei dovuto fare una base un po' più larga.
No!
Però adesso è troppo tardi, non posso disfarla.
Pasticceri e pasticcere, ci siamo!
Mancano solo 5 minuti!
Alessia, una colonna d'orica, una colonna ionica... E la colonna di
Alessia?
Marco, mancano 5 minuti, eh? Eh, lo so, lo so.
Sono arrivato in ritardo con l'olio, con la farina, con l'impasto... Luca, tu hai
finito? Sì. Stai aiutando, quindi?
Niente impilare.
Per fortuna c'è il mio fratellone Luca che è arrivato nel momento del bisogno e
mi ha dato una grande mano.
Inizia a metterli dentro che te li classiamo noi.
Mettili sul piatto.
Dai, dai Marco, dai, dai, dai, dai, dai!
Dieci, nove, otto, sette, sei,
cinque, quattro...
Bravissimi!
Potrebbe crollare la torre. Speriamo che tutto vada a buon fine.
Terminata la prova, è tempo di scoprire chi ha centrato l'obiettivo. Vogliamo
iniziare con la tua, Omar.
E adesso, oltre a convincere i giudici con gusto e tecnica, questi donuts
dovranno anche dimostrare di avere la leggerezza giusta per riuscire davvero a
spiccare il volo.
Voleranno? Speriamo.
Speriamo veramente, speriamo.
Vai.
Bravissimo. Quante ne hai fatte?
Dovrebbero essere 50.
Le glace sono tutte e tre a base di cioccolato bianco.
Quella viola è mirtillo essiccato e cocco rapé. Quella bianca dovrebbe
essere cioccolato bianco e limone. E l'ultima pistacchio.
La classe mirtilli mi piace perché ha una bella acidità che veramente combacia
la grassezza dell'impasto. L'impasto ti è cresciuto anche bene, però qui l'ha
proprio assorbito tutto l'olio. Una bella cucchiaiata di olio, eh?
Anche Carmen riesce a prendere quota con i suoi donuts al caffè, cocco e cacao.
Ma resta da vedere se anche al gusto manterranno la stessa leggerezza.
Sembrano levitato bene, ma sono pieno di olio. La glassa è bella amarognola,
quindi contrasta la dolcezza dell'impasto, però c'è l'olio che prende
il sopravvento.
Adesso tocca a Stefano con i suoi donuts con cioccolato fondente e cioccolato
bianco al lampone e mirtillo.
Il volo c'è.
Ma la leggerezza in frittura resta sempre una sfida da tenere sotto
controllo. Questa non è una glassa, è letteralmente una salsa, guarda qui.
Ci sembra di mangiare un donuts inzuppato e ahimè è inzuppato anche
di... Olio. Olio.
Ho voluto portare qualcosa di buono, ecco, sono molto dispiaciuto.
Mi spiace Stefano.
Grazie, speriamo che qualcuno faccia peggio di me a questo punto.
Ma c'è chi abbonda con l'olio e chi con le glasse.
Per i suoi donuts, infatti, Onofrio ne propone addirittura 5.
Al pistacchio e al cioccolato rosa, fondente, latte e bianco.
Siete pronti?
Speriamo che siano anche buoni.
La glassa mi piace tanto.
L'impasto è buono, si sente l'olio, ma non troppo. Il mio è un pochino più unto
del suo, ma devo dire che comunque è molto bello, mi piace quello che hai
fatto. Bravo.
Grazie. Bravo Onofrio!
Il vento sotto il tendone sembra abbastanza favorevole e per far volare
le loro ciambelle possono approfittarne Isabella, Manuel,
Donato e Luca.
Di solito sono io che faccio il test del palloncino, questa volta è l'opposto.
I donuts si alzano senza difficoltà. Una magia!
Ma resta da capire se anche i giudizi dei giudici voleranno abbastanza alti.
Ho fatto una glassa con cioccolato e nocciola, una a zucchero a velo e
amarena, una a zucchero a velo, cannella e limone e una con cioccolato bianco e
cocco. Sembra che tu hai fatto due impasti diversi.
Quello chiaro è unto, unto, unto.
Invece quello al cioccolato, sempre fatto al forno, buonissimo.
Io quello che ho mangiato era buono, a me è convinto.
Grazie.
Isabella. Che gusto hai fatto delle glasse? Allora, una glassa al cioccolato
fondente con del peperoncino, una glassa al cioccolato bianco ganache con dello
zafferano e delle mandorle sabbiate e poi una marmellata di lime con delle
foglie di menta piperita.
Il mojito praticamente.
Eh. L'impasto è fritto bene, non ti è venuta benissima questa marmellata di
lime, però brava. Quando si mette su una frutta secca sabbiata... Sì.
devi saper fare la sabbiatura e non è buona. Mi spiace.
Manuel, tocca a te.
Ho fatto tre glace, quella bianca è al cocco, quella rosa è al lampone e pepe
rosa e quella gialla è al mango, un pizzico di curcuma e lime.
Le glace sono belle lucide, ma l'impasto è una spugna piena d'olio.
Il peccato perché la glassa al mango che ho assaggiato è interessante, è bella,
fresca, però purtroppo è veramente pieno pieno d'olio.
Secondo me non li ho asciugati bene dopo perché li ho assaggiati e a dire la
verità non mi sembravano male.
Donato il tuo momento.
Siccome volevo omaggiare la città che mi ha ospitato per l'università ho fatto la
torre di Pisa.
Sono stato un po' paraculo, sì.
Per renderli soffici ho utilizzato la tecnica del tangzhong. Le glasse sono
quella rosa, sempre base, cioccolato bianco, pepe rosa e lamponi liofilizzati
sopra. Quella gialla con frutto della passione e coriandolo.
E quella marrone, cioccolato fondente con fava tonka. Donato, ti sei andato a
complicare con una tecnica di impasto molto particolare, quindi pregelificare
la farina con il latte e tutto quanto.
Che va benissimo se vuoi fare una cosa come il burger bun. Qui guarda, la
struttura è andata tipo nel lato. Vedi che non sono sviluppati in alto gli
albeoli, ma si sono sviluppati lateralmente.
E poi la classe umido e metti in su la frutta disidratata diventa chewing gum.
Ok.
Non sono molto convinto.
Ok. Grazie.
Adesso tocca a Clarissa scoprire se certe osservazioni riguardano anche le
sue ciambelle ricoperte di ganascia al cioccolato bianco, caffè e cioccolato
fondente con lamponi. I lamponi li ho filizzati che vabbè adesso ho imparato
che non si devono mettere.
Voleranno? Eh spero.
Va!
Peccato però che la glassa è scivolata via. Dovevi fare una glassa più densa.
Però, Clarissa, il reale problema è l'impasto.
Sembra crudo. Cioè, no, non sembra. È crudo.
Io spero di non andare a casa perché già ho fatto la prima prova non bene.
Questo è stato sni.
Speriamo che mi facciano andare avanti.
Incrociamo le dita.
Cara Clarissa, per te oggi c'è una sorpresa?
No, no, no.
Vogliamo fare tutti un esperimento scientifico. Aspiri un po' di elio e poi
mi racconti come ti senti rispetto a questa prova, ok?
Che scemi che siete!
Mi dispiace, pensavo venissero fuori maglio.
Io ci penso tutto il mio impegno e sono straimbarazzata, però va bene.
Ma basta, posso andare!
Dopotutto una giornata dedicata alla leggerezza va affrontata anche con lo
spirito giusto.
Lo sa anche Marco che si presenta ai giudici con tranquillità e a carte
scoperte.
Sono meno di 50, lo ammetto. Ho fatto tre glasse, una ai lamponi, una con un
liquore tipico di Benevento e un altro al caramello e fiocchi di sale.
Hai sussurrato?
Ho sussurrato ma non troppo perché crescevano bene.
Si va, Damiano?
Vai! Via!
Eh, vola, vola, vola, vola, vola.
Marco, ma come ti viene in mente di fare una cosa
golosa come il donuts col caramello salato, so che io vado di marcia, è
buonissimo. Buono, buono, buono.
Pam, pam, pam, pam.
E il primo che ha usato la frutta?
Ricoperto di burro di cacao, rimane croccante, lampone, esplode.
Buonissimo. Bravo Marco, continua a sussurrare come solo tu sai fare.
Io nel frattempo continuo a sussurrare ai miei lievitati nel forno e speriamo
che funzioni anche per le prossime puntate.
Vittoria. Per quanto riguarda le glasse, sono i tre cioccolati.
Bianco e zafferano, fondente e nocciola e cioccolato rosa e lampone
liofilizzato.
E anche il donut di Vittoria supera il test leggerezza.
Vittoria, sono perfetti. Buonissimo.
Allora Vittoria, io ho assaggiato quello con la glassa al cioccolato fondente e
la nocciola ed è super piacione, come deve essere un donut.
Brava. Grazie. Non li fini, eh?
Grazie Vittoria.
Grazie.
Fare il primfronfron, mamma, è servito, quindi si fiera di me.
È il turno di Alice che dopo qualche inciampo con l'impasto sta per scoprire
se è riuscita davvero a rimettersi in carreggiata. Allora ho fatto una glassa
al pistacchio, una al cioccolato al latte e nocciola e una agli artigli.
Olè!
Allora, sei venuto un impasto un po' sciangomoceno, eh?
Non ha quella leggerezza tipica del donut, ti disturba.
Va bene.
Mi dispiace, sicuramente il dover rifare l'impasto mi ha causato un po' di
problemi sui tempi di lievitazione.
Però davvero ti voglio fare i complimenti perché non ti sei persa d
'animo. Se ci abbattiamo non si va più avanti, invece dai, si può recuperare.
Grazie a tutti.
Ho fatto una ganache al cioccolato fondente, una ganache al cioccolato
bianco, colorata, sia rosa che questo verdino. E poi qualcuno l'ho fatto anche
solo con lo zucchero semolato.
3, 2, 1.
Hai fatto un impasto che ti è venuto abbastanza bene.
La glassa è buona e mi piace anche il colore che hai scelto.
Il donuts che ho assaggiato io, si è lievitato giusto e come gusto sale e
zucchero mi piace.
È il tuo momento Alessia!
50 mini donuts.
Dai sono piccini, secondo me voleranno.
Eeeh, va che roba!
Ho fatto una base di ganache al cioccolato bianco, glassa al limone, una
composta di frutti di bosco e poi un'altra al cioccolato con del crumble
sopra. Non mi piace assolutamente come hai presentato l'attore. È bruttissimo.
È vero. Però li hai fatti piccoli, sono levitati alla perfezione, sono
eccezionali. Grazie.
Potevi lavorare sulla glassa? Sì. Sono tutte un pochino troppo liquide.
Bene, ci lavorerò. Brava Alessia. Grazie.
Adesso tocca a Danila. È il momento di capire se i suoi donuts con cioccolato
fondente e lampone A latte con nocciole e bianco con mandorle spiccheranno il
volo con o senza il vantaggio ricevuto. Il tuo vantaggio era avere un palloncino
in più del test del palloncino. Intanto vediamo se il tuo donut vola così.
Stravola. Tieni Dani.
Grazie. Danila, penso che qui il problema più grosso sia l'impasto. È
molto molto fitto.
È buonissima la grassa alla nocciola, ma questo non è il tuo miglior lavoro qua
sotto. E lo sai.
Sì. Granville Blu, mi aspetto un altro lavoro.
Danila. Mi dispiace.
Questo Granville Blu se dovesse andare via lo lascerò andare, però prima o poi
lo riprenderò e me lo otterrò di nuovo.
Cari giudici, è arrivato il tempo di prendere delle decisioni. Una di queste
sicuramente non leggera. Vi accompagno.
Gli assaggi si concludono tra qualche atterraggio complicato e adesso per i
giudici è il momento di capire chi è davvero riuscito ad affrontare la
giornata con leggerezze. Queste prove non erano tanto semplici, siamo stati un
po' cattivi, però un paio di pasticceri sono stati veramente costanti. Possiamo
dire che non avete dubbi sul grembiule blu?
Te la dirò, è abbastanza chiaro. Anche sull'ultimo.
Allora andiamo? Andiamo. Ma prima che l'atmosfera si appesantisca davvero, si
parte sempre dalle buone notizie. Scopriamo chi si aggiudica il grembiule
blu. Damiano. Il grembiule blu oggi se lo aggiudica...
Marco!
Complimenti! Sì!
Non me l'aspettavo e sono contento perché effettivamente ho fatto tre
prove. Belle. Oggi hai proprio sussurrato a tutti gli impasti. Durante
tutta la prova la leggerezza ti ha portato fortuna. Grazie mille, davvero.
Bravo. Sto lavorando soto e i giudici l'hanno capito ed è per questo che mi
hanno premiato.
Puoi tornare al tuo banco, portati il tuo vantaggio, la busta blu, ma mettila
nel cassetto.
Grazie mille.
Ora farò i nomi di tutti i pasticceri salvi.
Gli ultimi tre saranno a rischio eliminazione.
Ci vediamo alla prossima puntata.
Luca!
Bravo! Vittoria.
Danila.
Complimenti. Onofrio.
Nuove sfide ti attendono.
Omar.
Grazie. Vola la puntata 4 anche.
Alessia. Brava.
Manuel. Bravo.
Isabella.
Alice.
complimenti carmen puoi tornare al tuo
bancone grazia
stefano
donato e clarissa purtroppo siete stati giudicati i peggiori di questa puntata
uno di voi dovrà abbandonare il tendone fra poco sono visto ad esempio
una
Grazie che è arrivata ultima facendo una roba che non c'entrava nulla con la
tecnica. Quindi sì, arrivare tra i tre peggiori mi fa male parecchio.
Ersk, dobbiamo fare il nome dell'eliminato.
Qui a Bake Off basta una giornata storta per cambiare tutto.
E quindi l'eliminato sei tu.
Solo chi resterà in gara avrà l'opportunità di ambire al titolo di
miglior pasticcere amatoriale d'Italia?
e vincere così una fornitura per un anno di prodotti nuovi, il grande cioccolato
italiano, una selezione di attrezzatura professionale per le sue ricette offerta
dall'e-commerce chefline.it e un corso di pasticceria presso Incibum, scuola di
alta formazione gastronomica.
Ers, dobbiamo fare il nome dell'eliminato.
L'eliminato sei tu.
Stefano, mi dispiace.
E va bene così, oggi non poteva che andare in questo modo, alla luce di
tutto.
Boccalupo, vai avanti così, provo di migliorare.
Certo, grazie mille.
Mi porto a casa da una maggior consapevolezza del fatto che la
pasticceria unisce i cuori perché cucinare insieme ai miei amici
concorrenti è stato bellissimo e vado a casa pieno, ricco e torno alla mia vita
bella che mi aspetta.
Donato tutto ok?
Stavo metabolizzando.
Metabolizzi la notizia di essere arrivato tra i peggiori o la notizia di
essere salvo? Di essere arrivato tra i peggiori. Ok.
Perché non è dove voglio arrivare io.
Clarissa.
Posso abbracciarti? Vuoi?
Io penso che serva comunque, non dico toccare il fondo, ma essere tra gli
ultimi, perché vi dà poi una spinta motivazionale, vi fa riflettere su
quello che sono stati gli errori e su cosa migliorare.
Metabolizza, poi però si ricomincia, ok?
Ci vediamo alla prossima puntata. Buon riposo, pasticceri. Grazie.
Nella prossima puntata di Bake Off Italia.
Fabrizio le fate meglio, eh!
Vogliato, devo rifare tutto l'imposto. Io questa torta la chiamerei caos.
Alice, passa il treno e tu non lo prendi. E io non lo prendo, benissimo.
Ma no, no, no, la sto accusando direttissima per me.
Raiuto, non ti piace la pizza con l'ananas?
Can't find what you're looking for?
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