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< Non capisco perché mia zia non mi abbia mai raccontato la verità.

< Fu ricoverata, è viva.

- Tu che fai qui ? Non sei a scuola ?- Assemblea.

Assemblea ! Vanessa, non mi piace per niente come ti stai comportando.

Non costringermi a parlare con i tuoi genitori.

- Tanto lascio la squadra ! - Perché ?

Mangi poco, dormi poco. Ora non vai più nemmeno a scuola.

Secondo me ha ragione il pelato, così non va tanto bene.

Come deve andare quando vedi un morto

e tua madre che credevi morta invece è viva ?

C'è un manuale per situazioni così ?

Va bene. Almeno hai parlato con tua zia ?

Se scopro che lo sapeva e non mi ha detto niente, cosa faccio ?

Un po' ti capisco.

Anch'io ho paura di scoprire come sono andate veramente le cose.

- Tu hai paura ?

- Sì, ce l'ho anche io.

- Pensi che Stella ti stia fregando ?- Ho il dubbio.

E' meglio che me lo tolga prima che sia tardi.

Posso fidarmi a lasciarti da sola ?

Il vostro amico Cagliostro ne aveva di roba nascosta.

Avete qualcosa di nuovo che può portare al traffico di Red Ghost ?

- No. - A quanto pare no.

Ne abbiamo trovato un altro.

- Red ? - Aspettiamo l'esame tossicologico.

- Intanto guarda. - Fammi capire una cosa.

- Negli ultimi sei mesi siamo arrivati... - Fai il conto.

Quattordici.

Vediamo di non arrivare a 15.

Fame ?

E' mezzogiorno.

Mi cedi mezzo panino o puoi recuperare la buca che mi hai dato

e invitarmi a pranzo.

Adesso.

- Non ti va ? - No, mi va.

Una perquisizione a casa di Cagliostro ?

Con tutti i dossier che abbiamo trovato è inevitabile.

E' un atto dovuto. Non l'ho mai vista firmare

così volentieri un mandato.- Non dica stronzate, dispiace anche a me.

-La dottoressa Mayer non la prenderà bene. L'avvisa lei ?-Sì, grazie.

Squilli di cellulare

- Salve. - Buongiorno, deve entrare ?

No, cercavo l'interno uno. Sa qual è ?

Sì, quella finestra al primo piano. Però non c'è più nessuno da molto.

- Grazie. - Buona giornata.

< Come avrai notato non ci sono messaggi, solo una chiamata.< HC.

Ti raccontavo questa cosa della cassetta degli attrezzi.

Gli chiedo: "Cos'hai lì dentro ? Dimmi la verità."

- Alla fine apre e cosa aveva ? - Niente ? - No, le bustine.

Erano sotto. Stella ride

- L'ho raccontata male, scusa. - Ce ne porta un altro ? - Sì.

Grazie.

- Sei sicura di tutto questo vino ? - Ecco a voi. - Grazie. - Sicura.

Va bene.

Senti, volevo ringraziarti per quello che hai fatto per me.

- Insomma, cancellare i messaggi di Cagliostro. - Ah.

- Figurati. - No, davvero. Avrei fatto una brutta figura.

Invece così... Ecco, è stato un gesto...

- E' stato un gesto nobile.

- Grazie.

Meriteresti una ricompensa.

Prego.

Questo è il mio castello.

Carino.

Vuoi darmi il cappotto ?

Ecco.

Hai ancora la foto della tua ex ?

Dallo stereo musica romantica

Come facevi a sapere che ero qui ?

Ti ho visto arrivare a scuola, ma dentro non c'eri.

- Avevo notato la borsa del nuoto... - Quindi ?

- Quindi...- Sei veramente inquietante.- Sì, me lo dicono.

- Perché non vieni a scuola ?

- Voglio stare per i fatti miei.

- Hai due caschi ? - Perché ?

Lo scooter è qui.

Per arrivare al rifugio puoi anche passare di là.

Vieni ?

Allora ?

Ti piace ?

Wow !

Che te ne fai di tutte queste cose ?

Con le cose che ho qui posso sopravvivere almeno due mesi.

Tu sei fuori. I libri ? Che c'entrano con la sopravvivenza ?

Stai scherzando ? Il Che... Che Guevara.

Quando andava in guerriglia portava con sé armi, libri e la scacchiera.

Certo e magari un biliardino che metteva in tasca.

Come fai a giocarci da solo ?

Chi ha detto che devo giocarci da solo ?

- Okay. Non si frulla. - Ovvio.

Senti, mi spieghi di cosa hai paura ?

Non ho paura, mi piace l'idea di essere preparato in ogni evenienza.

Catastrofi, guerre, sbarchi di alieni

attacchi di morti viventi.

Gol !

- Morti viventi ? - Sì, ma...

E' così per dire, non ci credo veramente. Non sono così matto.

Ti ho mostrato il mio rifugio.

Tu mi dici perché non vieni più a scuola ?

L'ultima volta che mi sono confidata con qualcuno

me la sono presa in quel posto.

Io non sono qualcuno.

Ho sempre creduto che mia madre fosse morta.

Invece ho scoperto che è viva.

Per tutto questo tempo e senza di me.

Sta in una clinica appena fuori Trieste.

Sei andata a trovarla ?

- Scusa, devi andarci subito.- Se è matta e ha ammazzato qualcuno ?

- Andiamo e vediamo. - Tu sei fuori.

Dicono che degli scorpioni non ci si può fidare. Prima o poi pungono.

E' nella loro natura.

E' solo il segno che leggi sull'oroscopo.

E' tardi.

Stavo scherzando.

Va bene.

- Vado a fare la doccia. - Bravo.

< Vieni a farti la doccia ? - No, la faccio dopo.

- Paoletto, dove eravate finiti ? - Siamo andati a pranzo fuori.

- Vorrei un caffè. - Offro io.

Sei l'unico che a quest'ora profuma ancora di bagnoschiuma.

Montares 8668.

Sei brava.

Ci sono cascato come un coglione pure io.

- Caffè ? - Grazie.

Che stronza !

Ecco, siamo arrivati. A lei.

Squilli di cellulare

- Che cazzo fai qui ? Il locale è chiuso.- Salve.

- Sei della SIAE ? Della polizia ? - No, non sono una poliziotta.

- Allora chi sei ? - Sono una moglie.

Una moglie ? Magari una moglie tradita o che ha paura di esserlo.

Se tu fossi mia moglie, col cazzo che ti tradirei.

- Cosa vuoi da me ? - Ho bisogno del suo aiuto.

Allora giochiamo. Ogni informazione che do, ti faccio bere.

Va bene, ci sto.

Questo serve solo a scaldarti.

Dai, bevi.

- Ragazze. - Che c'è ? - Le prove sono finite, ci vediamo tra due ore.

- Grazie. - Sì.

Ciao. Buona fortuna, bella.

Bene.

- Bello. Adesso ?- Come ? Ora entri e dici che vuoi vedere tua madre.

Lei è una paziente, tu un familiare. Che problema c'è ?

Certo, a quest'ora. Così chiamano mia zia

e le dicono che due minorenni erano in un ospedale psichiatrico.

Vieni con me.

Scavalchiamo.

Vai. Appoggiati qui e con l'altra mano...

Attenta.

- Ce la fai ? - Io ?

- Dove vai ?- Perché ?- Ci saranno telecamere di sorveglianza.

- Dobbiamo passare larghi e provare a entrare dal retro.- Okay.

Andiamo.

E' chiuso, cazzo !

Se non ha le mandate, dovrebbe bastare questa.

Non ce l'ha.

- Vuoi la dura verità o una pietosa bugia ?- La verità.

Allora bevi, dai. Lo conosco, veniva spesso qui.

Dai, su.

Ho bisogno di un'altra informazione.

- Mi tradiva ?- Se ti do questa informazione, che mi dai in cambio ?

Squilli di cellulare

Tu comincia a pensarci, dopo vediamo. Va bene ?

- Pronto ?- Finalmente rispondi. Dove sei ?- Al Pappagallo Blu.

- Il Pappagallo Blu ? Cos'è ? - Un locale di lap dance.

- Che fai lì ? Stai bene ? - Sono stanca, mi gira la testa.

- Puoi venire a prendermi, per favore ?- Va bene, arrivo.

- Tutto a posto ? - Sì.

Questa si scopava tuo marito. Niente male, no ?

Da un pezzo non si fa più vedere. Si chiama Helena.

- Helena. Con l'H ? - Sì, perché ?

HC.

Questa è lei.

Ha il tuo stesso tatuaggio.

Hai bisogno di sostenerti, tesoro.

< Come piace a te.

- Oh ! - Che c'è ?- Di qua.

Che c'è ?

Vanessa, cosa hai visto ? Aspetta, chiudo la porta.

- Sapevo che eri qui. - Come facevi a saperlo ?

- Certo, sei un fantasma. - No, sono uno sbirro.

-Questo chi è ?-Così non la troveremo mai.-Non sono fatti tuoi.

- Niente. - Hai fatto bene a portarlo.

Quando ti scopriranno, avrai compagnia. Qual è l'idea del genio ?

- Cercare in ogni stanza finché non vi scoprono ?-Ne hai una migliore ?

- Di cosa ?- In fondo al corridoio c'è un archivio.- Vanessa.

- Migliore di cosa ? - Di idea.

- Magari c'è un archivio e forse è in fondo al corridoio.- Giusto !

- Andiamo. - Giusto !- Vai, genio.

- Si vedevano spesso ? - Cosa intendi per "spesso" ?

Che cosa facevano ?

Ora ti faccio vedere io cosa facevano !

- Forse è meglio che ora vada a casa.- No.

-Tu non vai da nessuna parte. -Lasciami, toglimi le mani di dosso.

Non toccarmi, stai lontano da me.

- Però potresti darmi un bacio, no ? - Per favore, lasciami andare.

- Oh, che cazzo fai ? - Chi cazzo sei tu ?

- Antonio !- Ti ammazzo, stronzo ! - No !- Dove vuoi andare ?

- Non vado da nessuna parte, te lo giuro.- Non vai da nessuna parte.

Andiamo.

Dovrebbe esserci un elenco.

Ecco.

- Aspetta. Eleonora Pavesi. - E' lei ? - Sì.

Dimessa tre anni fa ? Dov'è ?

Voci in lontananza

Nascondetevi subito !

- Che c'è ? - Muoviti !- Sbrigati.

Lo zaino.

Via libera.

Come facevi a sapere che sarebbe arrivata ?

- Sesto senso. - Mi chiami così con gli amici ?

Andiamo.

Scatto della serratura

Scusa, devo andare un attimo in bagno.

Rumore di vetri infranti Anna.

Anna, tutto bene ? Anna !

- Ho sentito un rumore, come stai ? < No, sto bene.

- Faccio chiamare un medico ? < No, arrivo subito.

- Tutto a posto ? - Sì, sto bene.

Fammi vedere.

Vieni, mettiamo un po' di ghiaccio.

Tu non mi avresti mai fatto così male.

Siedi.

Anna, devo dirti una cosa.

Domani Rambelli e i suoi verranno qui.

Devono perquisire l'appartamento.

Con tutto quello che sta venendo fuori su tuo marito...

E' una procedura dovuta, lo sai meglio di me.

Mi dispiace.

Ora scusami, devo riposare.

E' fuori da tre anni e non si è mai fatta viva ?

Non so cosa dire. Prova a parlarne con tua zia.

No, voglio prima pensarci.

Però io e te siamo stati bravi insieme.

Grazie del passaggio !

Oh ! Non hai niente di meglio da fare che stare dietro a me ?

Almeno grazie. Mi sembrava di essere stato utile.

< Ehi ! Dove sei ? - Sono in camera.

Certo, potrebbe sentirmi.

- Ciao. - Ciao.

- Tutto bene ?- Sì. - Come è andata a scuola ?- Bene.

Oggi abbiamo parlato di manie di persecuzioni, allucinazioni.

Tutte quelle cose per cui le persone vengono considerate pazze.

Questo sarebbe il programma di terza ? In quinta che farete ?

- Hai mangiato ?- No.- Preparo qualcosa così mangiamo insieme.

- Okay. - Sicura che vada tutto bene ?- Sì.

Beh ? Ormai avevi fatto "il grosso".

Perché non le hai parlato ?

Tutti mi dicono di andare in fondo, ma io ho paura di sapere perché

mia madre è viva da qualche parte e non mi vuole.

Tu sei un poliziotto, forse non hai mai avuto paura

o non ti ricordi cos'è. - Non so cos'è ? Te l'ho già detto.

Io ho paura, tanta ! Ho paura che qualcuno faccia del male ad Anna.

Al nostro bambino.

Cazzo, è quasi Natale e non ho combinato niente !

Sei stato tu ad uccidere Leonardo ?

Ho paura del fatto che possa pensare per sempre che ero solo uno stronzo.

Adesso ho paura pure per te.

- Tu che facevi quando avevi paura ? - Mentivo.

Ma è il modo migliore per perdere tutto.

Domani mattina devi aiutarmi con Paoletto.

Finalmente ti fai vedere !

Potevi almeno avvertire.

Oddio, che ti è successo ?

Giorni complicati.

Ehi !

Una serata normale.

Una delle nostre. Tu hai fatto tardi...

Come al solito sei crollata sul divano.

Io arrivo e tu già dormi.

Scusa. Scusa se ti ho lasciata sola.

Ma non c'era un modo più semplice per arrivare a Stella ?

E' facile. Paoletto ha un rituale preciso al mattino.

Prima beve il caffè e poi va in bagno.

Poi spremuta e cornetto. E' come un orologio. Tra un po' si alza.

Dicevi che era sfigato. Per me non è male. La tua collega non ha fatto

un grande sacrificio. - Ma fammi il piacere, dai !

- Sei geloso ? - Io ? Sta' a guardare !

Come ? No ! Fammi... Fammi parlare.

Fammi parlare ! Aspetta un attimo.

- Che è un frullato ? - Sì. - Fammene uno.

Anche gli orologi migliori a volte si inceppano ! Piano B.

- Se Paoletto non va al gabinetto... > Non so come sia successo !

- Tieni. - Non parlavo con te. Dai, a dopo !

Quando vuoi.

Scusa.

Funziona.

- Chiara ! - Sì. - Hai visto chi ha messo questo biglietto

sotto il cornetto ? - No. Scusa, non lo so. - Marco ! - Sì.

Hai visto chi l'ha messo ?

- Grazie !- Prego. Posso andare adesso ?- Certo.

- Magari però vai a scuola !- Dove dovrei andare altrimenti ? Ciao !

Bella sorpresa, eh ?

< Laura, grazie per...

Mariani ! Vieni, vieni.

Tu ci sei per la perquisizione da Cagliostro ?

Veramente... Preferirei di no. Anzi, ho chiesto un'ora di permesso.

- Devo fare una cosa. - Avevamo detto niente permessi

ma non c'è problema. Paoletto ? - Io devo verificare una soffiata.

- Magari è un buco nell'acqua però...- Meglio verificare.

Credo che sia inutile chiedere agli altri. Avranno da fare anche loro !

- Ciao. - Dove sei stata ?

- A scuola. Dove vuoi che sia stata ?- Non sei stata a scuola.

Io ci sono stata !

Oggi non sono andata perché non mi sentivo bene.

Vanessa, non è oggi ! Mi hanno detto che sono giorni che non vai.

- Avevo bisogno di stare un po' da sola. Posso ?- No, non puoi !

Sapessi quanto vorrei stare io un po' da sola !

Invece vado a lavorare tutti i giorni e faccio gli straordinari !

E lo sai perché ? Guardami ! Per fare la spesa.

Per comprare il tuo cazzo di motorino !

Tu devi andare a scuola perché è un tuo dovere.

- Io mi fidavo di te. - Anch'io mi fidavo di te.

- Perché non mi hai mai detto che mia madre è viva ?- Che dici ?

- Non è vero. - Non prendermi per il culo !

Sono andata nella clinica e mia madre era registrata lì.

Per tutti questi anni ho creduto che fosse morta invece è viva !

-C'è una spiegazione.-Quale ? -L'ho fatto per te. Per proteggerti.

- Ah ! Per proteggermi mi hai preso per il culo ?- No.

- Io ti ho educata, ti ho cresciuta, ti ho mantenuta.- Prendi !

- I tuoi cazzo di soldi !- Sai bene che non parliamo di questo.

- Di cosa ?- Io ti ho sempre amato come una figlia.

- Io ti amo come una figlia. - Peccato ! Tu non sei mia madre.

E non lo sei mai stata !

Esci. Esci !

(piangendo) Esci !

- Ciao, Anna. - Ciao. Entrate.

Faremo in fretta.

- Scusa. - Conosco la prassi.

Ciao.

Ragazzi, possiamo cominciare. Andateci piano.

E fai il giro, no ?

- Scusa, ho bisogno di fumare. Vado in cucina ?- Sì, vai dove ti pare.

Scusami, sono un po' frastornata.

- Dottor Piras. - Sì.

- Rimettiamole a posto e liberiamo la stanza. - Va bene.

- Come si chiama quel tizio che mi dicevi ? - Vassili.

- Vassili Evtushenko. - Vassili Evtushenko.

Ho fatto dei controlli sul conto di Paoletto.

Ci sono diversi prelievi di cifre importanti

con le quali credo che lo stia pagando.

Cazzo, c'è qualcuno !

- No ! - Cazzone !

> Sirena

- Ehi ! Metti a terra la pistola. - Non fare cazzate, Paoletto.

- No, tu non fare cazzate. - Vai.

Dagli un calcio.

- Brava ! In ginocchio, stronzo. - Sì, sì. Va bene. Lo faccio

ma stia calmo. - Mani sulla testa. Mani sul vagone.

E allarga un po'.

- Mi ascolti. - No, ascoltami tu ! Appena ti muovi ti sparo. Eh ?

E adesso passiamo alle presentazioni.

"Vicequestore Ragusa."

Dottor Piras, stiamo perdendo tempo. Qui non c'è niente.

Va bene, andiamo via !

- Anna, noi togliamo il disturbo. - Perfetto !

- Lorenzi. - Basta così, ragazzi. Andiamo.

Può bastare così, signori. Andiamo.

- Dottor Piras. - Sì.

Zagaria. Albertini.

Il quadro al centro, quello storto. Controllate.

Dottore.

Ne sai qualcosa ?

Che cosa state facendo ? Che cazzo volete da me ?

Chi ti ha detto di girarti ?

Conduco un'inchiesta interna sulla talpa della Mobile.

- Ho infiltrato l'ispettore Mariani per scoprirlo. - Io che c'entro ?

Non penserete che la talpa della Mobile sia io ?

Vassili è un pregiudicato. Ti sei incontrato con lui più volte

e c'è stato un movimento di denaro che abbiamo rendicontato.

- Avete preso una cantonata ! Che coglioni ! - Allora spiega.

Perché Vassili ? Perché i soldi ?

Questi sono fatti miei, non devo rendere conto a nessuno. Tieni.

E grazie per le attenzioni.

- Vicequestore ! - Aspetta.

Ma vaffanculo !

Squilli di cellulare Sì ?

- Non può andarsene così ! - Mi mandi un avviso di garanzia.

Subito. Ora può andarsene !

Era la Centrale. Non è lei la talpa.

Ma dai !

- E chi cazzo è la talpa ? - Cagliostro.

Hanno appena trovato un grosso quantitativo di denaro a casa sua.

Ovviamente bisogna fare gli accertamenti

ma sembra che sia stato lui a organizzare tutto.

< Tutte le indagini vanno come speravi.

< I metodi che hai sempre seguito non funzionano più.

< O vengono a galla verità che avresti preferito ignorare.

< A quel punto vorresti cancellare tutto

ma ti accorgi che ormai è tardi per tornare indietro.

< Per quanto ti sforzi i tuoi dubbi non ti lasciano scampo.

< Così ti ritrovi confuso a chiederti chi sei veramente.

< Ma per quanto scruti

intorno a te non vedi che un grande e impenetrabile buio.

Urla

Scatto della serratura

A cura del Servizio Sottotitoli RAI

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