All language subtitles for Ilcacciatore5-6

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Original subtitles

Bel colpo. Peccato che hai superato la linea di parecchio.

Sì, come no. Io non credo proprio.

L'hanno visto tutti. Ha superato la linea?

Filippo, che dici?

- Dico che sono due punti per Angela. - Sì. Ma vogliamo scherzare?

Vogliamo dimenticarci anni di record?

- Sì, vabbè. - Scusa.

Secondo me noi dovremmo fare coppia.

Prima contesti, poi mi fai il filo?

Comunque, io sono sposata.

Sarai sposata, ma hai un bel sinistro. Noi saremmo una bella coppia.

Scusami. Devo andare.

Angela, almeno promettimi che ci pensi.

- Vai. - Ora andiamo a casa

e ti faccio un bel biberon. Avanti.

Sì e mettiamo anche il limoncello alla mia principessina.

- Che scemo. - Alla piccola piace il limoncello.

Ma smettila.

Bella di papà.

Dai, andiamo.

Corri!

Vaffanculo.

Via!

Hanno fatto sparire l'altra macchina?

Cazzo!

- Che c'è? - II Tedesco.

Ci siamo dimenticati il Tedesco.

Devono andarlo a prendere, altrimenti resta lì fino a domattina.

Lui è preciso poi.

Non ci divertivamo così da un po'.

Sono contento che ti sei divertito.

Perché questo è solo l'inizio.

Ci sei andata anche stasera?

Sì.

Dovrei sapere qualcos'altro?

Ho un bel sinistro.

...il pubblico ministero che stanno...

Che dici? Questa?

Papà?

...e la sorpresa della ritrattazione di ieri...

Meglio l'altra, no?

Ma Carlotta ha gli occhi chiusi nell'altra.

Amore, scegliamo noi che papà non capisce niente.

Carlo?

Sì. Va bene, cinque minuti.

Arrivo.

Devo andare.

Ti amo, sai?

Ciao.

Noi che facciamo adesso?

Guardiamo queste foto nuove. Vediamo.

Vediamo cosa c'è qua.

Guarda che bella Carlottina.

Che bello papino qua.

Piovevano morti.

Giorni di sangue e puzza di cadavere che i giornali ribattezzarono:

"Idi di marzo".

A Corleone non sparavano da 15 anni,

segno che stava accadendo qualcosa di importante.

E per noi, di totalmente oscuro.

La bambina è viva. Con tutti i colpi che hanno sparato,

è praticamente un miracolo.

Maresciallo!

Saverio.

II cognome della donna.

Giammona.

Giovanna Giammona.

Un mese prima era toccato al fratello Giuseppe.

Entrambi incensurati, fratello e sorella.

Gente che, per quanto ne sapevamo, con la mafia aveva poco da spartire.

Almeno ai nostri occhi.

Come i marocchini ritrovati a Brancaccio.

In quel caso, le modalità dell'omicidio sembravano escludere il movente mafioso.

Ma i bossoli ci riportavano alle stesse pistole

che avevano sparato a Corleone.

Pochi giorni dopo, è il turno di Antonino Giuseppe Vallecchia.

Nome d'arte, Gianni Giannuzzo.

In ambiente malavitoso conosciuto come 'U Cantanti.

Un neomelodico con l'abitudine di esibirsi a feste di paese e matrimoni.

Soprattutto se di mafiosi.

Lupara bianca.

Un demone senza volto seminava morte indisturbato.

Io ero lì ad aspettare, a sperare che colpisse ancora.

Solo per dargli un nome.

"Chi è costui che senza morte va per Io regno della morta gente?"

"Della morta gente."

Che stai dicendo?

No, niente. La Divina Commedia.

Come può esserci utile?

I libri sono sempre utili.

Ok. Allora ricominciamo dal primo capitolo. Giusto?

- Francesco Montalto. - Sì.

Reggente del mandamento di Villabate.

Figlio del boss Salvatore Montalto, detto Totò Cane Fedele

e alleato storico dei corleonesi.

Quindi, qualcuno Io uccide e Bagarella si vendica. Più semplice e lineare.

Sì, Io so.

Ma allora perché tutti questi innocenti?

Perché?

Forse sono cambiate le alleanze.

Nomi e gente nuova.

O magari, semplicemente Bagarella e i suoi sono impazziti.

Perché proprio adesso?

Problemi di territorio? Mancanza di rispetto?

Forse troppo sangue che annebbia il cervello.

Ok. Vado via.

- Come? Vai via? - Sono le otto. Sono rimasto anche troppo.

La sera torno a casa e cerco di non portarmi dietro questi morti.

La mattina evito di portarmi qui i problemi che ho a casa.

Comparti stagni, dovresti provare.

- Non hai una bella cera. - No?

No.

Come hai detto?

Troppo sangue annebbia il cervello?

Vale anche per noi.

Vai a casa.

Piano.

Sei qui da quattro ore.

La pazienza fa il cacciatore.

La pazienza.

Sì, la pazienza.

Ripeti le sue frasi?

Ma quali frasi.

Non capisci? Ti prende in giro.

Le impronte portano lì dentro.

Lo vedrai.

Vabbè.

Giada, ma dove vai?

Dai, forza.

Forza, andiamo a conoscere questo cinghiale.

Ma che fai?

Giada, no.

- Dai. Vieni o resti lì? - Piano.

Dai. Andiamo.

Dottore.

Dottore.

Andiamo, dai. La riporto a casa.

L'ultimo.

Dai, l'ultimo e andiamo.

Me ne fai un altro?

Grazie.

Alla salute.

Buongiorno, ragazzi.

Andiamo a casa. Ha chiamato Giada.

No, procura.

Colazione?

Questo non sa niente.

Aveva ragione Nino. Abbiamo sbagliato persona.

A questo infame piaceva ballare?

Almeno così va a ballare.

Devi stare fermo!

Fermo!

Ora a chi tocca?

Al suo compare, Marcello Grado. II figlio di Tonino occhi celesti.

Senti, inserisci anche Carmine in questa lista.

Quello che ha la merceria sotto casa mia. Ogni giorno, esco di casa e mi guarda.

Ma che cazzo guarda?

Non credo che c'entri molto con questa storia.

Voglio dire, ho capito che è un vecchietto.

- Quindi? - Ci penso io.

Da domani le porterà rispetto, giuro.

Tony, cerca di levarmelo dalle palle, perché altrimenti gli strappo gli occhi.

Glielo assicuro.

Poi chi c'è?

A Villabate ci mancano gli uomini dei Di Peri.

- Ci sarebbe questo Uccio. - Chi?

Salvatore Barbagallo e quei quattro cretini del Franky Bar.

Bella.

- Queste mani non ti fanno paura? - Sì.

- Sì. - Sai quante persone hanno ucciso?

No, dimmelo ancora.

- Sai quante persone hanno ucciso? - Dimmelo ancora.

- Dimmelo ancora. - Sai quante persone hanno ucciso?

Sì, dimmelo ancora.

Uccio che succede?

Dimmi la verità.

Mi devo preoccupare?

Certo, ti devi preoccupare.

Ti piace stare col bandito?

Stavo scherzando, gioia.

Con me puoi stare tranquilla.

Fidati, ok?

Però, facciamo così. Oggi prendo la tua macchina.

- Cosa? - Almeno sto tranquillo anche io.

Tieni, fatti chiamare un taxi.

Bellissima, ti diamo noi un passaggio!

Andiamo, dietro c'è tanto spazio!

- Dai, ci divertiamo! - Andate a fanculo!

Con me puoi stare tranquilla.

Fidati, ok?

Sta sempre al Franky Bar a Villabate con amici.

È un punto di ritrovo.

Che fa con loro?

Vanno in giro armati, sparano. Non so per conto di chi.

Come si chiama?

- Uccio. - Uccio?

Salvatore.

Salvatore.

Salvatore e poi?

Va bene. Che altro fa Uccio?

Mi racconta delle armi che usa,

di persone uccise, dei cadaveri sciolti nell'acido.

Cose del genere.

Perché ti racconta queste storie?

Credo che farlo Io ecciti.

Va bene.

Adesso si guarda sempre le spalle,

vuole che ci vediamo in posti diversi.

Ha paura di qualcosa.

E tu hai paura?

Hai fatto bene a venire, perché posso proteggerti.

Però ho bisogno di qualcosa di concreto, capisci?

Un nome, una data, un luogo. Qualcosa che si possa verificare.

Avanti.

Scusate. Ho pensato che un caffè...

- Grazie. - Sono già zuccherati.

- C'è il latte? - No.

Però, ci metto un attimo ad arrivare al bar...

- No. Non fa niente. - La prossima volta me Io ricorderò.

Bene, io vado.

Mi dispiace, non fa nomi.

Però, ieri m'ha parlato di un tizio. Un certo 'U Cantanti.

- Le può servire? - Vai avanti.

Dice che l'hanno preso durante un matrimonio

e l'hanno portato in un capannone a Villabate.

Lo hanno torturato per fargli confessare non so cosa.

- Chi? Uccio? - No, credo persone che conosce.

Va bene, facciamo così. Posso farti avere una nuova identità,

una casa, un lavoro. Però, fa' qualcosa per me: tiragli fuori un nome.

Un luogo, una data. Qualcosa che dimostri che Uccio c'entra con questo.

Registriamo tutto, Io arrestiamo e non Io vedrai mai più.

- Non voglio più vederlo da subito! - Ti proteggiamo noi.

Tranquilla.

Possiamo intervenire in ogni momento. Saresti più al sicuro di adesso.

Fidati di me.

Anche lui l'ha chiesto.

Scusi, ora devo andare.

Promettimi che ci penserai.

"Ogni ficateddu di musca è sustanza", si dice in Sicilia.

In tempi di fame, anche un fegato di mosca può costituire nutrimento.

- Zaza. - Dottore.

- Torni un secondo, per favore? - Arrivo.

Ecco le chiavi per provare a capirci qualcosa in questa guerra insensata.

Un neomelodico scomparso nel nulla e una ragazzina che ha voglia di cambiare,

ma troppa paura per farlo sul serio.

Tutti crediamo di voler cambiare vita.

Ma la verità è che senza le nostre insicurezze, miserie, paure,

ci sentiamo perduti.

Minuscole barche alla deriva nell'oceano.

Tutti vogliamo cambiare vita, ma chi è disposto a farlo per davvero?

- Ciao, gioia. - Ciao.

Hai fatto la trippa?

Sì. Ti ho fatto una sorpresa.

Tu invece cosa devi darmi?

È l'ultimo.

Che significa?

Lo sai.

No, invece non Io so.

Non disegna più.

Scusa, io non gli avevo mandato le riviste?

Gli ho mandato gli album da disegno, i colori, i pennarelli.

- Pensavo che... - Vincenzina.

Vincenzina, guardami.

Vincenzina. Guardami.

Come pensi che finirà questa storia?

Non c'entra niente con noi.

Te l'ho detto.

Invece c'entra.

Sì, c'entra.

C'entra, perché hai tolto tu il bambino a Santino.

La Madonna non ci fa la grazia perché tu gli preso il bambino!

Carmine.

Hai un minuto?

Ci conosciamo?

Sai che ore sono? Le 8:30.

- Da oggi aprirai questo negozio alle 9. - Perché?

Ti dico io perché, ascoltami.

Ma che cazzo vuoi? Sei venuto per mettermi paura?

Sono qui come amico. Non io sono quello che devi temere.

È una minaccia? Io chiamo la polizia.

Se chiami la polizia, loro ti aiuteranno?

Ora hai capito.

- Alle 9? - Esatto.

Bravo, Carmine. Vai.

Alle 9.

Buongiorno, Don Luchino.

Bravo Gesù, mi ha fatto la grazia.

Ti cerca qualcuno.

C'è il latte.

Che fai stasera?

Prego.

Da questa parte.

Serena, che piacere.

Vieni.

Prego.

Vino?

Ti piace, eh?

Ristoranti.

- Bei vestiti. - A chi non piace?

Pensa che ci sono posti dove per vivere così

non servono pistole.

Posti dove una bellissima ragazza come te troverebbe un uomo onesto,

che possa garantirle tutto questo per il resto della vita.

Sì?

- Non a Villabate, però. - No.

Ci stiamo lavorando.

Dimmi il nome di una città.

Milano.

Milano. Non male. Ci ho vissuto.

- II clima fa schifo. - Ma ci sono tantissimi negozi.

Luci, metro. Strade piene di persone che non sanno niente di te,

che non sanno da dove vieni e neanche gli interessa.

Milano, va bene.

Rispondi.

È lui.

- Pronto? - Gioia, ti stavo pensando.

Anch'io ti pensavo.

Ti ho cercata prima. Perché non rispondi?

- Scusa, amore, ho avuto da fare. - Ci vediamo stasera?

Stasera no, sono ancora al negozio.

Domani, quando stacco?

Ok, vediamoci al motel.

- Vediamoci da me. - Da te?

Perché da te?

Non Io so...

La prima volta è stata da me. Mi è venuta nostalgia.

Non vedo l'ora.

- Anch'io non vedo l'ora. - A domani.

A domani, amore.

A Milano.

Perché sei sveglia?

Niente. Pensavo d'andare a letto fingendo di dormire,

invece preferisco mandarti a fare in culo.

Dove sei finito?

Due giorni senza avere tue notizie.

Due cazzo di giorni.

Sto lavorando tanto.

Non lavori di notte. Stai fuori casa.

Preferisci chiuderti in un bar a ubriacarti,

piuttosto che tornare qua. Bravo.

- Te l'ha detto Zaza? - No, si sente dall'odore.

- Vuoi crocifiggermi? - No, Saverio.

Voglio che mi parli,

che mi dici tutto quello che pensi.

Perché non parliamo più?

Perché non facciamo l'amore?

Perché la nostra vita è cambiata.

II mio lavoro è cambiato. Abbiamo una figlia.

- Questo Io so già. - Cosa vuoi che ti dica?

Cosa?

Che ho trovato un cadavere con le palle infilate in bocca?

C'è una guerra a Palermo e per capirci qualcosa

devo far scopare una ragazza con un mafioso. Vuoi sapere questo?

Ho rinunciato a tutto per stare con te.

Non tagliarmi fuori.

Se per tornare a casa di notte devi dirmi queste cose, allora parlamene.

Non devo parlare di questo.

Parlare di questo non mi serve a un cazzo. Io devo restare concentrato.

Se per farlo devo stare fuori da qui, io Io faccio. È chiaro?

C'è qualcosa in frigo, se hai fame.

Amore, vieni dalla mamma.

Basta!

Dormi, basta. Dai.

Carlotta, basta, dai.

'U Cantanti. A noi interessa lui.

Se Uccio divaga, devi riportare il discorso su quello.

Devi essere brava.

Ricordati che ci servono notizie precise, verificabili.

Un nome, un cognome, un indirizzo.

A quel punto entriamo e finisce tutto.

Va bene?

Mi sembra d'essere in Nikita.

Avete presente il film?

No.

È una mezza sbandata che i servizi segreti trasformano in spia.

- Come finisce? - Lei lascia il suo uomo e sparisce.

Direi che abbiamo il nome dell'operazione.

Operazione Nikita.

Ho portato i vestiti che indosserò. Volete vederli?

- Non c'è bisogno, mi fido. - Io vorrei vederli.

Stavo pensando a una guêpière, ma quei soldi non bastavano.

- Ma non è importante. - Prendila.

Compra quello che ti serve. Tieni.

Devi dare il meglio di te. Devi eccitarlo.

Devi farlo impazzire, Serena.

Perché l'uomo eccitato è debole,

non ha difese.

Più si eccita, più parla.

Più si eccita, meno pensa che vuoi fregarlo.

Brava. Vai.

Sei un maniaco.

Scrupolo professionale.

Rischiamo la pelle di una ragazza di vent'anni.

Non Io dimentichiamo.

Lo so.

Questo posto mi fa proprio schifo.

Ha parlato il lord inglese.

A me fa schifo il profumo che metti.

È fatto con gli ormoni, costa un sacco di soldi. Le donne diventano pazze.

Sai che tirano fuori questi ormoni direttamente dai cavalli?

Una bella iniezione nelle palle e il profumo è pronto.

Vaffanculo.

Uccio, non facciamo incazzare mio padre. Ti ricordi cosa devi prendere?

- Sì, mi ricordo. - Su, vai.

- Pronto. - Dimmi che stai cercando.

- Dove sei? - Sono affari miei.

Non puoi farti vedere e basta?

Dimmi cosa cerchi.

Sai cosa cerco. Ti hanno avvertito, no?

Senti, prendi quello che devi e nient'altro.

Ti tengo d'occhio.

Questo è uno squilibrato.

Non dico di vestirti bene, ma neanche di presentarti così.

Presentarmi come?

Quella camicia. Con tutto quell'oro sembri una santa.

Come devo vestirmi? Come te?

Nino, stiamo andando a uccidere un pezzo di merda,

- mica andiamo a rimorchiare a Mondello. - Ma serve sempre stile,

decoro, anche se devi uccidere qualcuno.

Non gli do tempo di vedere come sono vestito.

Pinuccio, sei proprio un villano.

Nino, fatti una risata.

Uccio.

Cazzo! Vieni qui!

Perché tutto questo splendore?

Uccio, ho paura.

Penso che ogni volta potrebbe essere l'ultima.

Questo mi piace.

Tutto quello che mi racconti,

il sangue,

gli omicidi.

Più ci penso, più voglio scopare.

Raccontami di quell'uomo,

- il cantante napoletano. - Che c'entra 'U Cantanti?

Pensavo a quel matrimonio.

Gli anelli,

l'abito bianco.

Gli sposini che si giurano amore eterno, mentre nell'altra stanza uccidono un uomo.

Te l'ho detto, non l'hanno ucciso lì. L'hanno portato via.

Dove l'hanno portato?

Perché tutte queste domande?

Hai la malattia degli sbirri?

Voglio vedere le cose che mi racconti, come se fossi lì.

II ristorante vista mare.

Gli invitati.

II tramonto rosso.

Non c'è il mare a Roccamena.

Ci sono solo montagne.

Però c'era una piscina con le statue antiche.

L'hanno portato via nel mezzo del matrimonio.

Lo hanno messo nel portabagagli

e l'hanno portato dove ammazzano i maiali.

Aspettiamo.

L'hanno strangolato con una corda fina

e poi l'hanno squartato, pezzo per pezzo.

Così, si sarebbe sciolto meglio nell'acido.

Chi è stato, amore?

Dimmi che non è come penso.

Cazzo.

Stai zitta.

- Aspetta. - Che cazzo aspetti? Via!

Via!

Chi cazzo è?

Ti ammazzo!

Spiona di merda!

- Barbagallo, fermo! - Cazzo!

- Metti giù la pistola! - Ma che cazzo...

- Fermo! - Fate piano!

Piano, mi fai male!

Mi fai male!

Testa di cazzo!

Questo stronzo non è venuto.

Oggi non aveva voglia?

Gli avranno detto che c'era un villano ad aspettarlo.

Sì.

Non voglio sprecare la giornata.

Volevi andare a Mondello?

Adesso ci andiamo

Se vuoi prendere le tue cose, questo è il momento.

Non voglio niente.

A Milano fa freddo.

Allora mi comprerò i vestiti lì.

Zaza, andiamo.

Grazie.

Può togliergli le manette.

Salvatore Giuseppe Barbagallo.

Detto Uccio, giusto?

È interessante, veramente,

la sua descrizione di quel matrimonio a Villa Polito, a Roccamena.

Quella è esattamente la circostanza in cui è stato visto per l'ultima volta

Antonino Vallecchia, detto 'U Cantanti.

- Quindi? - No, dico...

È curioso che lei sappia tutte queste storie.

La sua scomparsa non è stata denunciata

né dalla moglie né dalla figlia.

L'avrò sentito da qualche parte.

Forse me Io sono inventato.

Abbiamo preso il genio della lampada che inventa cose che si avverano.

Scusate, qual è l'accusa precisamente?

- Perché avrei da fare stasera. - No.

Lei non si muove.

Matricola abrasa.

Abbiamo abbastanza per mandarla in tribunale.

Mandatemici.

Magari l'analisi balistica ci racconterà qualcosa di interessante.

Abbiamo ancora tanti omicidi in cerca di padre, Io sa?

Non devo raccontare niente.

Dico cazzate e lei ci sta.

- Mi sembra che funziona. - Accidenti se funziona.

Funziona così bene che è ammanettato alla scrivania di una caserma.

Dottore.

- Posso avere una sigaretta? - È l'ultima.

Che succede?

Un'altra sparatoria. Stavolta a Mondello.

Due ventenni incensurati.

Uno è vivo, Io stanno portando a Villa Sofia.

Io vado.

- Vengo anch'io. - Va bene. Andiamo.

E Barbagallo?

Fagli fare una doccia. Vedi tu. Magari gli passano i bollenti spiriti.

Bagnarsi i piedi mentre bevi caffè.

- Mi piace. - Troppo bello.

Un mare che qui non esiste.

Rispondi, per favore?

- Se volete, qui c'è Io zucchero. - Grazie.

Grazie.

- Pronto? - Perché non rispondi al cellulare?

- Mi scusi, non so dove l'ho messo. - Ascoltami bene.

Stavolta non è un gioco, non c'è nessuna scommessa.

Stavolta fa' esattamente quello che ti dico...

- Sì. - ...non prendere nessuna iniziativa.

Hanno sparato a un ragazzo a Mondello.

L'hanno portato a Villa Sofia.

Fagli visita da parte mia e allevia le sue sofferenze.

Sì. Ci penso io.

- Papà, vieni a giocare? - Che fai qui? Esci!

Vai di là.

Tony, che sta succedendo?

Andiamo.

Capisci che significa morire a vent'anni? Un altro che non c'entra niente.

Pare fosse già messo malissimo quando è arrivato.

Mi scusi.

Speriamo d'essere fortunati con gli altri testimoni.

La vedo dura.

Quindi? Come funziona per questo torneo?

Semplicissimo: scegliamo il nome per la squadra e ci iscriviamo.

L'iscrizione è 5.000 lire.

Possiamo farla anche subito.

Va bene. Andiamo.

Serve un documento.

I documenti...

ce li ho a casa. Perché? È un problema?

No, nessun problema.

Ci possiamo iscrivere domani, ok?

Sì.

Cosa sono?

Le trascrizioni delle sue confessioni a Serena.

Quelle registrate e che ci ha raccontato lei.

Allora?

Allora niente.

Carta straccia.

Niente nomi né riscontri oggettivi.

Che vuol dire?

Questa roba non vale niente in tribunale. Lei se la caverà con...

tre, quattro anni per la matricola abrasa sulla pistola.

Poteva andare peggio.

Però,

io domani

depositerò questi atti in tribunale.

Sa cosa succederà?

Che tutta Cosa Nostra saprà che lei, senza che ci fosse alcun motivo,

ha raccontato i segreti dell'organizzazione a una donna,

che non è neanche sua moglie,

ma è una ragazzina. Fossi in lei, non avrei fretta di uscire dal carcere.

Buona fortuna, Uccio.

Come funziona?

Adesso mettiamo a verbale che vuoi collaborare con la giustizia.

Poi, andiamo a Trapani. Lontano da Palermo e dai suoi morti.

Un magistrato. E che sarà mai?

Io Io vedo sempre.

Mi arrestò lui quattro anni fa.

Lui ha preso Mico.

- Si chiama Barone, giusto? - Sì.

Com'è questo Barone?

Scusatemi.

- Vuoi un caffè? - No.

La ringrazio.

Tony,

tienimi d'occhio Vincenzina.

Segreteria della famiglia Barone. Non siamo in casa.

Lasciate un messaggio e vi richiameremo. Se non ci sentite, insistete.

Giada, rispondi. Andiamo, so che sei a casa.

Devo andare a Trapani per lavoro, un paio di giorni. Non riesco a passare.

Ti chiamo quando arrivo.

Dai, andiamo.

E questa?

Allora? Ti piace?

Sì.

Ninna nanna ninna oh

Ninna nanna

Questa bimba a chi la do

Se la do all'uomo nero

Se la tiene un anno intero

Ninna nanna ninna oh

Se la do alla befana

se la tiene una settimana

Ninna nanna ninna oh

Si addormentò

Si addormentò

Giuseppe e Salvatore Di Peri. È successo poche ore fa.

Tu avresti potuto e dovuto evitarlo. Invece ci parli di furti d'auto e rapine.

Barbagallo.

Loro hanno ucciso Montalto? Avete fatto incazzare Bagarella?

Capisci che vi scanneranno come cani, sì?

- Barbagallo, ci dica quello che sa. - So solo che mi scoppia la testa.

Ti scoppia la testa?

Gli scoppia la testa.

Non hai capito. Non ti muoverai da qui finché non dirai che succede a Villabate.

Non Io so. Mi chiamano ogni tanto per qualche lavoretto, rubo un'auto...

- Chi? II nome. - 'U Panaru, non so il nome.

Dove Io trovo 'U Panaru?

- Dove Io trovo? - Non so, non ricordo.

Non Io sa, non ricorda.

Strano, Carlo. Tutti i dettagli che davi a Nikita?

Chi cazzo è Nikita?

Nikita è Serena.

Pensavi di fregarla, ma lei ha fregato te.

Siamo fortunati.

Non ricorda i nomi degli amici e ha mal di testa,

- perché tu hai solo mal di testa, giusto? - Va bene.

Ora basta.

Guardami, cinque minuti e ricominciamo.

No.

Non ricominciamo.

Che ci faccio con te?

Saverio.

- Saverio. - Come vuoi tu, Carlo.

Ricominciamo domani.

Avanti.

Che cos'è?

II cambio per domani. Non si era portato niente.

La prossima volta azzurra. Bianca...

La cravatta riprenditela perché...

- Quanto ti devo? - Niente, è un regalo.

Grazie.

Ha mangiato?

Non Io so.

Che vuol dire?

Non mi ricordo.

- Non ho fame. - Ho capito.

Spaghetti o insalata?

Fai tu.

Come i bambini.

- Pronto? - Ehi.

Come stai?

- Bene. Tu? - Insomma...

Non va come dovrebbe.

Vedrai che ce la fai.

Dovevo restare a Palermo con te.

La polpettina?

Mangia, ride. Sta benissimo.

Ti amo.

Allora riposati.

Mi dai il fucile? Se mio padre non Io trova mi ammazza.

- È qui. Vieni a prenderlo. - Non ho capito, mi prendi in giro?

- Andiamo, sali. - Lucio, dammi quel cazzo di fucile.

Non hai le palle. Credevi d'essere diventato uomo perché te la sei scopata?

Lei è disperata. Sua madre sta morendo. Si farebbe tutti, chiunque.

Che pezzo di merda. Dammi quel fucile!

Lucio! Dammi quel cazzo di fucile!

Non riuscivo a dormire. Tu?

Io invece dormivo benissimo.

Ci credo. La recita è faticosa, eh?

Sono stanco, non ce la faccio più.

Mi fa male la testa.

Vuoi fumare?

Non ti credo.

Non credo minimamente

che non ricordi i nomi di quelli con cui sei stato tutti questi anni.

Uniti dall'odio per Bagarella.

Su.

Vi scanna come polli da mesi. A te, ai tuoi amici.

Allora, io mi domando:

se tu potessi chiamarli, qui, adesso,

che gli diresti?

Cose che sanno benissimo.

Che devono morire, giusto?

Se ti dicessi che posso prenderli

e metterli dove Bagarella non può trovarli?

Tu sei così sicuro che non preferirebbero restare vivi?

Uccio.

Pensaci.

Pensaci.

Perché è una grande responsabilità ed è la mia ultima offerta.

Tu hai paura. Certo che ce l'hai.

È Bagarella.

Ma ti propongo un accordo.

Diciamo che ti ricordi meglio delle rapine e dei furti d'auto.

Lascia stare Cosa Nostra, non ci interessa.

Prometto che li arresterò anche per un divieto di sosta.

Trasferito durante la notte,

trattenuto nella caserma dei carabinieri contro la sua volontà.

Avvocato, smettila. Credi di parlare con Pinochet?

- Vediamo. - Sì, vediamo.

Cercavo proprio lei.

Si faccia ripetere tutto davanti all'avvocato. Mi mandi il verbale firmato.

Prego.

Che hai detto?

- Perché non mi hai chiamato? - Hai fatto tu l'orario.

Dalle 8 alle 20, non oltre.

- Dovevo aggiornare la tabella? - Che cosa hai?

Quindici uomini d'onore dei Di Peri e un arsenale d'armi.

Se cominciamo subito con gli arresti, salveremo qualche vita.

- Ma soprattutto... - Togliamo il bersaglio a Bagarella.

Sì. Iniziamo la partita.

Che cazzo ridi?

Secondo me, comincio a piacerti.

- Ma smettila. - Già.

Un venerdì nero.

Una pioggia di arresti tra Palermo e Villabate. Un intero clan spaccato.

Il nostro modo d'infilarci in una guerra che non comprendevamo.

Alcuni erano contenti di vederci.

Fermati!

Altri decisamente meno.

Qualcuno invece non avrebbe mai saputo quanto doveva essere contento di vederci.

Fermati!

Braccati, presi e interrogati seduta stante, uno dopo l'altro.

Nella speranza che un'informazione, un dettaglio, una botta di culo,

ci conducesse dritti a Bagarella.

- Abbiamo i fratelli Messicati Vitale. - Dove sono?

A Bologna. Stavano scappando, si sono consegnati spontaneamente.

"Meglio sentire il rumore delle catene che il suono delle campane."

- Vai. - Stavolta l'obiettivo era fare rumore.

- Quanti ne mancano? - Pochissimi, Carlo.

- Pochissimi. - E a quanto pare ci eravamo riusciti.

Tutti giovanissimi.

Molti rampolli delle famiglie dei cosiddetti perdenti.

Il blitz denominato Venerdì Nero,

scatta quasi in tempo reale con le dichiarazioni del nuovo pentito,

Salvatore Barbagallo.

Tuttavia, qualche dubbio che all'interno...

- Luca. - ...del monolite corleonese

- si fossero create crepe... - Scusami...

...venne avanzato dagli investigatori dei carabinieri...

Morgan Cinque a centrale. Abbiamo Nicola Mandalà.

- Ripeto, Io abbiamo preso. - Ricevuto, Morgan Cinque.

Esiste una spaccatura fra quest'ultimo,

reggente della famiglia palermitana di Santa Maria...

Fiat Croma di colore grigio targata...

Vai a trovare Brusca?

Sei preoccupato, vero?

Dobbiamo fare qualcosa.

Se smetti di sorridere, fai male.

- Hai dei begli occhi. - Begli occhi? Io?

Li hai sempre avuti tu.

Tieni. Chiedigli di farmi i documenti nuovi.

Ma qui sei troppo giovane.

- È pericoloso. Se ti fermano che dici? - Perché sono vecchia?

- Ma quando mai? - Mi sembrava.

- Dobbiamo fare questo? - Sì.

Lo faremo.

È che... mi piace pensare che non sono cambiata.

Tu sei bellissima.

Questo non si potrà cambiare.

Mai.

Ti lascio Tony per andare al circolo?

Così vede se ci sono mosconi che ti girano intorno?

Ciao, Luca.

- Torno presto. - Sì, Io so.

Mio padre diceva che quando gli sbirri si muovono troppo,

noi dobbiamo stare fermi.

Tuo padre è in galera.

Le cose sono cambiate. Le vecchie regole non valgono più.

- Dobbiamo farne di nuove? - Tu leggi i giornali?

Tutti questi arresti in un'unica zona.

Questo Barbagallo che parla, fa nomi.

Vorrei capire cosa cazzo offrono a questi pentiti.

Gli offrono il paradiso?

Questi magistrati mi stanno rompendo le palle.

Dobbiamo fargli saltare la testa.

Non voglio un'altra Capaci.

Sai cosa ci ho guadagnato?

Niente. Solo un bambino del cazzo che non so più dove mettere.

Giovanni.

Non ti sto chiedendo il permesso.

Ti sto mettendo al corrente.

No, me Io chiedi.

Perché tra tutti, l'unico che ti ha sempre seguito sono io.

Allora, facciamo un ragionamento insieme.

Sai perché Palermo è piena di sbirri e magistrati?

Abbiamo ucciso tante persone e la maggioranza di queste

non sapeva perché.

- Lo sapevano. - Non è vero.

- Vabbè. - Noi due Io sappiamo.

Perché ti ho sempre seguito, dall'inizio.

Però, ora ti devo fermare.

C'è un complotto contro i corleonesi?

Allora provalo. A me e a tutti gli altri.

Vedi, Giovanni, tu hai un bel cervello.

Ma sei ancora troppo giovane.

II tuo tempo deve arrivare.

Guarda.

Lei è giovane come te, però pensa di essere vecchia.

Vuole dei documenti in cui sembra più giovane. Possiamo farglieli?

Certo. Glieli faccio io, non c'è problema.

Per Vincenzina questo e altro.

Giovanni, è questa la risposta giusta.

Questo e altro.

Per te questo e altro.

Va bene.

Quanto mi brucia.

Ne manca uno.

Uno solo, capito?

II custode dell'arsenale.

Possibile che nessuno l'abbia mai visto?

D'altronde, è l'unico senza nome,

senza connotati.

Gestisce un arsenale e nessuno l'ha mai visto?

Carlo.

Mi ascolti?

Ti sto annoiando?

Non t'importa una mazza?

Andiamo, ridi, su.

Sei stanco, eh?

La stanchezza è uno stato sottovalutato.

Sembra che non riesci a pensare a niente e poi... intuizione.

- Quale sarebbe? - Dimmelo tu.

Tu sei stanco.

Ti faccio faticare, eh?

Da quanto non lavoravi così?

Dall'ottobre del 1987.

Tu dove eri? Al liceo?

Io al maxi processo.

Sette mesi di requisitorie e arringhe difensive.

Trecento imputati.

Duecento avvocati.

C'era anche Bagarella in gabbia, vicino a Montalto.

Con Falcone siamo rimasti chiusi quattro giorni senza dormire.

Quattro.

- E? - Cosa?

So che tu sei eccitato per la retata,

che respiri la tua adrenalina, che puoi non mangiare

quando godi nel sentire che l'abbiamo preso alla radio,

ai telegiornali.

Ma oggi che abbiamo fatto?

Stai scherzando?

Abbiamo salvato vite, recuperato materiale su cui lavorare per mesi.

Che cosa hai su Bagarella?

Un cazzo di niente, Saverio. Ecco cosa.

Oggi. Magari domani...

Magari. Domani vai a cercare da solo il tuo custode. Ce la fai?

- Certo. Perché? Che devi fare? - Oggi ho ricevuto una bella telefonata.

Forse raccoglierò dei frutti.

Se sono maturi, ti avviso.

Come vuoi.

Ora va' a casa. Sei via da quando siamo partiti per Trapani.

Torna dalla tua famiglia e non pensare a niente.

Giada.

Giada.

Giada!

Signorina, tra cinque minuti chiudo.

- Dorme. - Non so come ci riesci.

Vado a prenderla.

Però se posso darti un consiglio, non dovresti starle lontana così tanto.

Lo so. Grazie.

Ciao, amore mio.

Non sono mie.

- No? - No, sono di una mia amica.

Certo e gliele tieni tu.

Per quale motivo?

Sua madre gliele ha già trovate e ha paura a tenerle.

Le ho fatto un favore, non so che ci fuma lì.

Non potete credermi e basta stavolta?

Dimmi come si chiama la tua amica. Sua madre dovrà sapere

- cosa combina la figlia. - Non faccio la spia.

Calma.

Come vuoi. Non ti fidi di me? Non mi fido di te.

Se non vuoi dirmi come si chiama, scordati di uscire per stasera.

- Anzi, per un bel po'. - È ingiusto!

Fare la spia è brutto.

Non è brutto?

Aurora, vai in camera tua. Io e tua mamma dobbiamo parlare.

Neanch'io avrei fatto la spia.

Da che parte stai?

Dalla parte della verità. Sempre.

L'ho trovato. L'ho letto mentre ero a Trapani.

L'hai rubato.

Sì, l'ho rubato.

Tre marzo.

- Leggi. - Non voglio.

- Lascia stare. Mi secca. - Giada. Per cortesia.

"Divano, coperte.

TV accesa. È seduto accanto a me, ma è come non ci fosse.

Legge un libro sui bambini, penso sia per Carlotta.

Invece è sulla malnutrizione infantile.

II lavoro.

Che scema, mi ero illusa che pensasse a lei.

Carlotta inizia a piangere."

Tre marzo. Divano, coperte.

Provo a leggere, ma non riesco. È colpa tua.

Hai messo Io smalto blu e penso che hai dei piedi bellissimi.

Solo adesso Carlotta piange.

Sette marzo.

- Basta, veramente. Non mi va. - Leggilo, ti prego. Per favore. Dai.

"La blindata.

Puzza di fumo.

Un conato di vomito ogni sobbalzo.

II rumore della sirena è peggio del pianto di un neonato."

Sette marzo. Blindata.

Qualche ora dopo. II PM ha addosso il tuo odore.

Lo sente sul sedile, ci si strofina, Zaza pensa sia un feticista.

- Quattordici marzo. - Basta.

Devi continuare per tutte le date?

Sì. Voglio cambiare i tuoi ricordi.

È arrivato il mago. Non puoi, mi dispiace.

Ok, forse no.

Voglio che tu conosca i miei, perché c'ero.

Non mi piace quello che siamo diventati.

Tu hai bisogno di stare lontano da noi,

io non sono neanche capace...

- di far addormentare nostra figlia. - Siamo diventati una famiglia.

Errori, incomprensioni.

Io divento ingestibile nei momenti difficili. Lo so.

Ma se stiamo insieme, non dobbiamo avere paura di niente.

Però devi fidarti di me.

Devi fidarti di noi.

Fallo tu.

Lo facciamo insieme.

Quindi avete chiuso a due settimane?

Una in più. Mamma dice che ho risposto male.

La mamma è testarda.

Va bene, Aurora, puoi dirmelo adesso.

Di chi sono queste cartine?

Mie.

Sai che l'avevo intuito?

Dottore, dovremmo andare.

È una questione di quantità.

- Quante te ne fai al giorno? - Sei pazzo? Era la prima volta.

Ti è piaciuto?

Un po' sì.

Perfetto.

Le due settimane diventano un mese.

Se sento solo l'odore o trovo una cartina per casa, punizione a vita.

- Ma papà! - Ciao, tesoro.

Possiamo andare.

Domani Io tolgo dall'isolamento.

Anche solo per una settimana, non Io reggerebbe.

Forse era quello che voleva.

Ha tentato di suicidarsi. Non posso tenerlo ancora lì dentro.

Allora, scusi un attimo. Ragioniamo.

Dottore, rifiuta il cibo.

Rifiuta di passeggiare. Si sta lasciando andare.

Se io e il comandante per la prima volta siamo d'accordo, è un'ulteriore conferma.

Emanuele è ancora sotto choc.

Può accompagnarmi alla sua cella? Devo controllare una cosa.

Sto tornando.

Emanuele. Adesso I cani sciolti di Riina li chiamiamo per nome.

È il suo psicologo. Come deve chiamarlo? Col numero di matricola?

Non me ne frega niente.

So solo che se parla, là ci finiscono gli assassini di Falcone.

Fallo controllare 24 ore su 24. Fai come ti pare.

Ma appena il dottore va via,

rispediscilo al buio e fai sbattere le sbarre.

Va bene, se vuoi spingere, spingeremo.

Spero solo che tu sia pronto.

Sì.

Sono pronto, Ilaria.

Mi ha chiamato?

Sì.

Oggi c'è il sopralluogo all'arsenale dei Di Peri. Andiamo.

No. Oggi c'è la bonifica dell'arsenale dei Di Peri.

Va l'artificiere, il magistrato niente buchi nel sedere.

- Stai scherzando? - No.

Siamo d'accordo così coi carabinieri. Andremo domani quando sarà più tranquillo.

No.

Col cazzo che non vado.

Manca il custode, non perderò un giorno.

Capisce che è pericoloso?

Ok, ho capito.

Ho capito.

Ti piaceva il servizio in caserma. Vuoi tornarci?

Ci metto un attimo. 112.

Squilla.

Va bene, andiamo.

Vedi? Come i bambini. Bravo.

- Che stronzo. - Ti sento.

Mi fa schifo, giuro. Questa moda di fare gli sbirri non mi piace proprio.

- Ma cosa fai? - Che dici?

- Andiamo. Pasquale, sbrigati. - Non ti agitare.

Ogni volta che ti vedo sei sempre più duro.

A forza di stare con Don Luchino stai diventando esperto.

Tu hai capito che fortuna hai?

Capisci che un domani, al tavolo della Commissione,

potremo guardarci da una parte all'altra?

Andiamo. Ho il naso gonfio?

Lo tenevamo in tre. Stava per rompermi il naso.

Brusca è arrivato?

- Quando sono andato via non c'era. - Altro problema.

Don Luchino s'impegna per farci stare tranquilli.

Quelli gli fanno la guerra. Lui che fa? Ha i dubbi, chiede prove.

Le prove? Cos'è, uno sbirro?

O sbaglio? Don Luchino che dice?

Non so niente di queste cose. Andiamo.

Bravo, Tony. Così mi piaci. Sei uno tosto, te l'ho detto.

Aspetta.

Devi stare fermo.

Lasciami!

- Gli ho strappato tutti i capelli. - Sali, svelto.

- Guarda. - Chiudi quella porta.

Tanuzzo, sai perché sei qui, vero?

Devi solo dirci chi ha ucciso Montalto

e chi complotta contro i corleonesi.

Prima parli, prima finiamo.

Io non so niente.

Niente. Devo inventarmelo?

Ditemi cosa volete sapere.

Andiamo, Gaetano.

Parla.

Apri la bocca.

Ma che cazzo fai?

Vattene via.

Da questa parte.

II capitano Barresi la aspetta. È venuto per lei.

Che fatica con lei.

- Una fatica inutile. - Perché?

È tutto come descritto da Barbagallo. Lo hanno già ripulito.

- Ci sono tracce del custode? - Solo un coltello.

- Di qua? - Sì.

- Da quanto se n'è andato? - Chissà.

Se è furbo, all'inizio degli omicidi di Bagarella.

Se non è coglione, appena iniziati gli arresti.

Ma, più probabilmente, avrà un buco in fronte.

Dov'è il coltello?

È lì.

Dottore, che c'è?

Sei stato tu?

Ti piacerebbe. Così avresti campo libero con lei.

Rispondi, Lucio. L'hai ucciso tu?

Non devo dirti un cazzo.

Permesso, scusate.

Lucio.

- Che c'è? - Lucio!

- Uccido anche te. - Lucio.

Ti devo uccidere?

Dottore.

Sto bene. Ho bisogno di aria.

Antonio.

Sbrigati, vieni qui.

Sai dove abita Brusca? Ci hai accompagnato il capo...

- Sì. - ...ieri mattina.

Vai, digli che Buscemi ha confessato e che deve venire per sentirlo di persona.

- Hai il numero di Giovanni? - No.

- Neanche quello di Enzo? - No.

- Allora segnateli... - Che state facendo?

No.

Tony non può andare, mi serve. Mandaci Ghiaccio.

L'ho mandato a prendere l'acido.

Andiamo.

L'hai giurato sulla Madonna!

Fai trovare il corpo a mia moglie.

Lasciami il corpo, Don Luchino!

Me l'hai promesso!

Vai da Vincenzina.

Non mi risponde al telefono.

Dille che faccio tardi, è una questione importante.

- Va bene? - Certo.

Vai.

Fossi stato io,

dopo tanto tempo avrei raccontato tutta la favola di Cenerentola.

Vero?

Amore mio, prendi una borsa e mettici dei vestiti miei, tuoi e di Bruno.

Sì. Tra mezz'ora fatti trovare a casa, arrivo. No, fai come ho detto.

- Dov'è il bambino? - Da mia madre.

- Dai, entra. Sbrigati. - Che hai?

- Sbrigati. - Che succede?

Sbrigati, non abbiamo tempo.

- Lo hanno preso? - No.

Tony, che c'è?

- Vogliono ucciderci? Che succede? - No.

- Mi dici che succede? - Non ce la faccio più!

Non ce la faccio più a vederlo uccidere e torturare persone.

Non ce la faccio più. Basta.

È diventato pazzo.

Noi ce ne andiamo. Scappiamo da questo animale.

Lui sa che partiamo?

- Lo sa o no? - No!

Allora fermati.

- Tony, fermati. - Stai ferma.

- Ferma la macchina. - Che fai?

- Dove vuoi andare? - Ferma!

Fermati!

- Tu sei scemo! - Monica.

- Sei scemo! - No, non ti preoccupare.

- Non ci troverà. - Dove cazzo dobbiamo andare?

- Non ci troverà! - Lo farà, Tony!

Devi solo stare zitto.

Sai come finirà questa storia, vero?

Sai come finirà, no?

Si prenderà il nostro bambino,

- Io incatenerà. Sì. - No.

- Gli metterà le catene come all'altro. - No, devi ascoltarmi.

Andremo dove non potrà trovarci.

Sai che non è vero.

Non è vero, ci troverà.

Dimmi che cosa devo fare.

Lo sai tu.

Lo sai tu.

Andiamo, vieni qui.

Hai pianto?

No.

- Non dirmi bugie. - No, veramente, non ho pianto.

Oggi farà tardi, ma domani verrà a vederti al circolo.

Sì.

Sì, ci tiene.

Tu ci tieni?

Certo che ci tengo.

Mi fai una promessa?

Non piangere più.

Le lacrime...

ti rovinano gli occhi.

Che palle.

Amore, ora papà ti saluta.

Scusa. Ciao, amore.

Che succede?

Che succede?

È tornato, Giada.

Chi?

Lucio.

Potrebbe essere coinvolto nella mia indagine.

Ne sei sicuro?

Stavo cercando un uomo

e in un magazzino ho trovato una scatola di sigari piantata con un coltello.

Lucio Raja,

un mafioso.

Dopo cos'ha fatto non mi stupirebbe.

Però una scatola di sigari mi sembra un po' poco.

Non fasciarti la testa.

Cazzo.

Vuoi che sia lui.

Guardami negli occhi.

Vuoi che sia lui?

- Se Io trovo, dirà dov'è il bambino. - Non credo.

So come sei quando c'è lui.

Sì? Eppure tu avevi perso la testa per lui.

Che cazzo dici? Io ero innamorata di te.

Tu gli andavi dietro

perché lui era ribelle, tu no. Perché sapeva sparare.

Facevi qualsiasi cosa dicesse.

Mi ricordo benissimo anche quando se n'è andato.

Come un pazzo, imbrattato di sangue, a caccia per i boschi,

- mentre mezzo paese ti cercava. - Avevo 16 anni.

Ho fatto una cazzata. Perché hai tirato fuori questa cosa?

Perché sono preoccupata.

Saverio.

Hai detto che qualunque cosa succeda, dobbiamo restare uniti.

Così potremo tenere tutto sotto controllo.

È ancora così, vero?

Dimmelo.

Promettimelo.

Che sia lui oppure no.

Te Io prometto.

Ecco.

- Eccoci. - Dottore.

Noi abbiamo finito. Mi dispiace per il mobile in camera,

ma il cane ha sentito le munizioni... La prossima volta ci avvisi.

Ci vediamo settimana prossima.

Alla prossima.

Cazzo, non ci posso credere. È rimasto tutto come prima.

Giovanni, ma il trattore che fine ha fatto?

- II trattore? - Ti ricordi?

Non mi ci facevi salire. Pensavi fosse solo tuo.

Infatti era mio.

- Siete già qui? - Gli altri dove sono?

Li sto facendo riposare, hanno lavorato tutta la notte.

Tu non dormi mai?

Volevi fosse finito il prima possibile.

Sto dormendo qua.

Enzo, entra.

- Qui c'era la cucina, ricordi? - Attento!

Guarda che ha fatto.

Hai chiesto un capolavoro.

Bravo.

È ancora lui?

Sì, chiama da stanotte. Dice che Buscemi ha confessato il complotto.

Dallo a me.

Dammelo.

Che pezzo di merda.

Luchino, facciamo quello che dobbiamo fare.

Petruni!

Andiamo, svegliati.

Don Luchino, abbiamo un accordo. Mia moglie deve potermi piangere.

Riposa in pace, Gaetano.

Nella prossima vita scegli meglio gli amici.

- Chiama Tony, vado via. - Va bene.

- Ci pensi tu? - Lo consideri fatto.

Se me Io permette, dovrei allontanarmi per un po',

perché ultimamente mi sono mosso parecchio.

Va bene.

Serve il mio amico? Altrimenti, mi aiuterà a trovare un posto.

No, Io puoi riprendere. L'arsenale dei Di Peri è bruciato ormai.

S'è comportato bene?

Come hai trovato uno così?

Come ho fatto? Come voi avete trovato me.

Sei bravo, Pasquale.

Andiamo, spostiamolo!

Sono contento che ci abbia ripensato.

Ha già parlato con la direttrice.

Sa che se mi dà quello che voglio, sarà fuori tra meno di 24 ore,

affidato al programma di protezione.

Che cosa vuole?

La via più veloce per prendere Bagarella.

Allora, lei vuole Pasquale.

Vuole mio fratello.

Coraggio, Emanuele.

Ti ascolto.

Ma che dici?

Bravo!

Dove cazzo è?

Saverio.

- Hai trovato il tuo custode? - No.

Ancora no.

Mi è andata meglio.

Vieni qua, guarda.

Entra.

Chiudi la porta.

Siediti.

Emanuele Di Filippo ha cantato.

- Mi ha venduto suo fratello Pasquale. - Cazzo. Me Io dici così?

Di Filippo, Mangano, Bagarella. Siamo vicinissimi.

Non proprio.

Non ha idea di dove sia Pasquale.

Però, mi ha dato due nomi, suoi uomini di fiducia.

Uno è Domenico Spallone.

Trafficante, Io cerchiamo da due anni senza risultati.

Quindi, non particolarmente importante.

L'altro, invece...

Emanuele pensa che Bagarella possa averlo infiltrato tra i Di Peri.

Su di lui abbiamo solo un vecchio rapporto di una mancata cattura per omicidio.

È delle tue parti.

Anzi, è di Bivona.

Si chiama Lucio Raja. Sul quel rapporto c'è anche il tuo nome.

Saverio, se c'è qualcosa che devo sapere, dimmela subito.

Non sono un cinghiale, coglione. Devi guardare in alto.

Addio, Saverio.

Prega di non rivedermi più.

Vincenzina!

Vincenzina!

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