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Original subtitles

Otto mesi.

Otto mesi di niente.

Otto mesi sono un'eternità.

Possono cambiarti la vita.

Ma possono anche distruggertela.

Otto mesi interrato nelle catacombe del Palazzo di Giustizia

e negli uffici della squadra mobile. Ottocento ore di intercettazioni.

Quattro chilometri di nastri, 1.700 voci ascoltate.

Più di 50 interrogatori e quattro soffiate...

completamente inutili.

Mico Farinella, il Sultano delle Madonie, era ancora là fuori da qualche parte.

Libero.

Sentivo su di me gli sguardi dei colleghi e facevo i conti coi dubbi.

Se non fossi quello giusto?

Se fossi un bluff?

Avevo bisogno di una pista, di un miracolo, di qualunque cosa.

Perché Mico in otto mesi non aveva sbagliato neppure una mossa.

Insomma, avevo bisogno di una botta di culo.

Ciao, Mico.

Visto che bel regalo le ha fatto la Mobile?

Lo conservi, perché una testimone di omicidio a Palermo è un caso raro.

Se quella fa l'identikit di un fantasma, ci avviciniamo al miracolo.

Abbiamo un cadavere ancora caldo,

di uno che forse faceva affari con Farinella

e nel tempo libero ci andava a spasso. Sa cosa significa?

Significa che Io prendiamo il fantasma, Barone.

Lo prendiamo.

Cin.

Cin.

- Alla salute! - Salute!

Farinella era in un regolamento di conti.

La vittima era un suo amico, Capomaccio Massimo.

Imprenditore edile, incensurato.

Aveva in mano l'appalto della Palermo-Sciacca.

Un costruttore in compagnia di un mafioso. Ma non mi dire.

- Che culo, Barone. - Fammi vedere.

E non avevi neanche una pista, incredibile.

- Succede a chi lavora. - Abbiamo qualcosa?

Sì, un fratello. Nonché socio in affari.

Si è sentito male in obitorio. Appena si riprende, Io metto sotto.

Sicuro valga la pena di fare questo casino?

Farinella è un pesce piccolo. Se invece ci liberiamo...

Prenderò il mio pesce piccolo. Fidati.

Preoccupati dei tuoi super latitanti, visto che non hai combinato un granché.

- Non è una gara a chi arriva prima. - Provaci, così trovi il bambino vivo.

Beh, buon lavoro.

Saverio.

Vedi di portare rispetto.

- Lo rispetto, è lui che è stronzo. - Ritieniti fortunato.

Quelli con cui andava d'accordo sono saltati in aria.

Falcone, Borsellino.

Questo lavoro comporta sempre rinunce e sacrifici, per molti anche sofferenza.

Ognuno reagisce a modo suo. La mancanza di rispetto

non è fra quelli contemplati, ok?

Va bene.

Bene.

Portami Farinella.

Signorsì.

Questa macchina è bella.

Se devi mostrare il potere, allora non ce l'hai veramente.

Mi sembra che Farinella questo l'abbia capito.

Sì, lui l'ha capito.

È il suo amico, quel Capomaccio, che si crede importante.

Pensava di fregare Brusca.

S'è fatto ammazzare davanti al Sultano, rischiando di metterci nei guai.

Ma è stato Brusca a sparargli?

- Hai scritto? - Questa penna non funziona.

Dai, dammela.

Brusca dice di aver preso uno troppo giovane per fare questo lavoro.

Uno che non conosceva la faccia di Mico. Praticamente uno sbaglio.

Tu ci credi?

Prova se funziona.

Ora è perfetta.

Ma fammi capire, Giovanni. Quand'è che l'hai deciso?

Non dovevo decidere niente, bisognava soltanto farlo.

Certo, come no. A casaccio, mentre stava con Mico?

Finché lascerai fare questi ragazzi, avremo casini.

Non conosce neanche il Sultano.

- Ma che cazzo ridi? - Guarda la strada, Enzo!

Ma vaffanculo.

- Enzo. - Forza!

Enzo.

La devi smettere, capito?

Lui deve smetterla. Se ride ancora, gli sparo.

Non diventare ridicolo, così nessuno ti prende in giro.

Credi sia un errore quello di Mico? Michele ha sparato quando doveva.

Così, Mico capirà che non può dire di no.

Non sono scemo. Non mi dici niente e pretendi che sappia tutto.

Anch'io ho delle idee. Penso a tante cose

che potrebbero esserti utili. Ma non parli mai con me.

Guarda!

Siamo messi così. Vaghiamo da un posto all'altro,

da una campagna all'altra. Come possiamo vivere senza essere uniti?

Ma come non siamo uniti?

Ti ho promesso che avrei pensato a te.

Io penso a te, Enzo. Sempre.

Papà.

Enzo, entra dentro!

Va' a casa, Enzo!

Muoviti! Va' a casa adesso!

Resta dentro casa!

Sicuro che non ti hanno seguito?

- Da parte di Don Luchino. - Puoi andare.

Capomaccio, guarda bene tuo fratello.

Capisci che sei il prossimo?

Glielo chiedo ancora, ok?

Qual era la natura dei rapporti fra suo fratello e Mico Farinella?

Non Io so.

Non Io so.

Non Io sa.

C'era al matrimonio di suo fratello?

- Ci sei stato o no? - Sì.

E ricorda chi era il testimone?

Sì.

Dica il nome.

II nome.

II nome.

Mico.

Mico Farinella.

Allora Io vede? C'era un rapporto.

- Cosa erano? Amici? - Sì.

Amici. Bene.

E magari, qualche volta...

facevate qualche affare insieme.

Così, tra amici.

Non Io so.

Non Io so.

Non Io sa.

Lo sapeva. Conosceva Mico.

Conosceva le sue abitudini, ma aveva paura.

Non si fidava.

E io, invece? Di chi mi potevo fidare?

Per cortesia, mi passi il capitano Bonanno.

Fai un bel respiro. Vuoi qualcosa da bere?

No, grazie. Sto bene.

È come se stessimo al bar, è una chiacchierata tra amici.

L'unica cosa importante è che ripeti al dottore ciò che hai detto a me fuori.

- Ne vuoi? - No.

Tranquillo, Michele. Cominciamo dalla discarica di Pollina, forza.

- Io non c'entro con quella storia. - Non dire cazzate.

Io e te siamo cresciuti insieme, Io capisco quando dici bugie.

E io che cosa ci guadagno?

La vita.

Per esempio.

Fuma.

Gira il sigaro. Tranquillo, Michele. Sei tra amici.

Stai tranquillo.

Cominciamo.

- Come hai potuto scaricare la polizia? - Le buone maniere non sono il mio forte.

Le buone maniere? II ministero mi sta addosso. Cosa gli dico?

Scusate, il dottor Barone ha problemi con le buone maniere?

Digli la verità, Andrea.

La polizia non dava risultati, ho passato tutto ai carabinieri. Semplice.

Semplice un cazzo! Hai mancato di rispetto al capo della Mobile!

Ha trent'anni di carriera alle spalle. L'hai escluso dall'indagine

senza nemmeno consultarmi. Grazie.

Dammi qualcosa che non sembri un capriccio.

II capitano Bonanno conosce le Madonie come le sua tasche. D'accordo?

- Certo. - Si fidano.

Dovevi vederlo a casa mia con Capomaccio.

A casa tua? Non voglio sentire altro.

Lo sai quanto è fondamentale conoscere il territorio.

- Conta anche il rispetto delle regole. - Infatti non ne ho infranta nessuna.

Saverio, ci sono regole scritte e altre non scritte.

Le seconde, per quanto possa non piacere, non sono meno importanti.

Andrea.

Io prenderò Mico Farinella, stanne certo. Però, ho bisogno di farlo a modo mio.

Ok.

Va bene. Ci penso io con Salvemini, il ministero, gli altri.

Tu spremi Capomaccio e tiragli fuori qualche nome utile, ok?

- Signorsì. - Al prossimo,

- ti rimando a calci a Termini Imerese. - Va bene.

- Vai. - Grazie.

Guarda chi ho portato?

Nunzio!

Bella mia. Fatti dare i regali.

Quanto sei bella.

- Quanto ti fermi? - Poco.

Non ti voglio disturbare, regina.

Sì, regina.

Regina del castello vuoto. Qui non viene mai nessuno.

Dai, rimani per un po'.

- Me Io prometti? - Vediamo.

Prima ci parlo.

Va' a parlarci. Io vi preparo un caffè.

Volante 14 a centrale.

Avanti, volante 14.

Abbiamo un 10-24 in via Paternò.

Sai chi abita lì? Un magistrato.

- Lui mi cerca e io Io guardo. - Bene, volante 14.

Io sono vecchio.

Le emozioni forti non mi piacciono più.

È il posto più sicuro al mondo.

Vagando come fai tu, si perdono gli anni. Guarda: senza capelli, tutto tatuato.

- Ti piace? - Bello.

Ma stai facendo il santone?

Do qualche consiglio in giro. Mi piace, sai?

Forse è sempre stato il mio mestiere.

Ho sempre ascoltato i tuoi consigli.

No, non abbiamo bisogno di niente.

Ma chi, Antonia?

Tienila tu, non riesci a vivere senza di lei.

Va bene. Ok. Ciao. Ti voglio bene.

Ciao.

Ma almeno potevamo farci dare la domestica, no?

Zitto. Dai, andiamo a dormire.

Domani devi raddrizzarla tutta.

Allora, se l'avessi voluta dritta, avremmo potuto comprarla.

- Come fanno tutti. - Sì.

- Ecco. - Sono tradizioni. Basta, te l'ho detto.

Tradizioni. Ma non dirmi che tuo padre si mette a fabbricare una culla.

Vuole spedirci la domestica, figurati se si mette a martellare.

Anche lui ha accettato le tradizioni di famiglia.

- Io non le sopporto queste tradizioni. - Allora sei nato nel posto giusto.

Su questo hai ragione. Allora, ti prendo.

Ti prendo.

- Sono stanco, è pericolosissimo. - Attento alla porta. Sbatto.

Tu non pesi mai.

Buongiorno. Perdonate l'attesa.

Vada, faccio io.

- Mi scusi? - Stilo io il verbale, personalmente.

- Ma non sono sicura di poter... - Dottoressa.

Lei è una cancelliera, io un procuratore. Non serve che le spieghi chi decide, no?

Grazie.

Arrivederci.

Meglio, no? Solo noi e lei.

Michele, sei pronto?

Dai, vai.

Un vaso di Pandora.

In otto ore di interrogatorio, Capomaccio dissotterrò un tesoro fatto di politici,

imprenditori e conti bancari.

Adesso si trattava di essere prudenti.

La mafia ha occhi e orecchie ovunque,

anche all'interno del Palazzo di Giustizia.

I difensori dei mafiosi scrutano ogni nostra mossa.

Una riunione straordinaria nella stanza di un magistrato

potrebbe significare una perquisizione.

Un carrello carico di fotocopie, dei mandati di cattura in arrivo.

E in un attimo, la soffiata diventa vecchia,

i covi si svuotano e il latitante prende il largo.

L'impresa dei fratelli Capomaccio era un'enorme rete di corruzione.

Gare pilotate, intimidazioni, mazzette a politici e a funzionari.

Il tutto finalizzato all'ottenimento di appalti.

E per ogni lavoro, Farinella si prendeva una tangente del tre percento.

Ce n'era per un anno intero di lavoro. Ma adesso, avevamo un'altra priorità.

Catturare Mico.

E per quello, bastava un nome.

Ecco, li porto a questa bella signora.

Tommaso Armilleri, detto la Trottola.

Originario di San Mauro Castelverde, roccaforte storica dei Farinella.

Venditore ambulante di biancheria,

nonché uomo di fiducia di Mico a Palermo.

Sono belli.

Tratti salienti: bollo non pagato dal 1981 e una strana venerazione per le guide TV.

Dovevamo seguire la Trottola e aspettare che si fermasse nel posto giusto.

Mico!

Mico!

Mico!

Vieni qua.

Che c'è?

Perché non possiamo andare a Palermo?

Ho detto di no. Non si può.

Torremora presenta la collezione. Chi è l'unica che non va?

Tieni.

Vai da Torremora a Palermo, dove ti pare. Fatti accompagnare da Peppino.

Mi hai preso per una puttana?

Sto parlando con te!

- Sto parlando con te! - Vai!

Bravo!

Salta da qui se hai le palle!

Salta da qua!

Da qua, se hai le palle!

Tu chi sei?

Io?

Io sono il re!

Guardate!

È tutto mio.

È tutto mio.

Sì.

Che dici?

Paura, eh?

Paura?

Io?

Ulrike!

Ma va!

Andiamo.

Non dici niente?

La vista è bella, ma...

che ci facciamo con un posto così?

Tony, tu vuoi fare i soldi, vero?

Allora, inizia a ragionare in prospettiva.

Devi immaginare questo posto tra qualche anno.

Terrazze.

Vetrate panoramiche.

Una piscina gigante.

E lì un campo da calcio.

Un campo da calcio? Come Io facciamo entrare là?

Allora, il campo Io facciamo lì.

Non dobbiamo fargli il prezzo in base a com'è questo posto oggi,

- ma a come diventerà. Giusto? - II capo sei tu.

Allora, lascia parlare me che è meglio. Sono qui.

Andiamo.

Buongiorno.

Quello?

Ha il broncio, è brutto.

Non mi piace.

Lì, sulla giostra.

Non è intelligente, si vede subito.

Insomma, basta. Smettila con queste stupidaggini.

Non sono stupidaggini. Devi visualizzare.

Devi guardare questi bambini e portare a casa l'immagine di tuo figlio.

Per favore. Ma dove hai letto queste cose?

Su molti libri che mi hanno aiutato.

Ho abortito, Nunzio.

Ho abortito tre volte.

L'ultima...

neanche un mese fa.

Mi dispiace.

Come stai?

Luca che dice?

Luca va avanti.

Come ha sempre fatto.

Lui va avanti.

Avresti fatto meglio a laurearti a Pianosa.

- Magari in legge, che può esserci utile. - Perché?

- Tuo marito mi pagava l'avvocato. - Sì.

Lì dentro dovevo solo resistere.

In quella cella potevo sbattere la testa sulle pareti, provando ad allargarla,

o potevo fare spazio qua.

Via tutto: limiti, paure, rabbia.

Ho cominciato a visualizzare solo quello che volevo essere.

Ho guardato lontano, senza giudicarmi.

Provaci anche tu, Vincenzina.

Provaci, non ti abbattere.

Magari non è il tuo corpo.

Magari è solo la tua mente che non è ancora pronta.

Dici che non sono pronta?

Mi devo allenare?

Quello.

Quello è bello.

- Ciao. - Ciao.

Ti spingo io?

Pronto?

Basta.

Basta!

Basta!

Ho paura! Basta!

Accosta un secondo, per cortesia.

Dottoressa, a quest'ora aspetterà una vita.

So quanto dovrò aspettare.

Io prendo questo autobus tutti i giorni, mattina e sera

da dieci anni.

Un secondo.

Lei è arrabbiata con me, ma io no.

Meno orecchie ci sono durante l'interrogatorio,

più probabilità ci sono che un mafioso parli.

Tutto qui.

Ma la bravura di un magistrato

sta nel far sì che al mafioso non importi chi c'è nella stanza.

Va bene. Faccio un lavoro che lei non può fare,

perché nel verbale scrive ciò che sente, io tutto il resto.

Pause, esitazioni, sguardi, tutto.

Spesso è più importante quello che non viene detto.

Quindi, veramente, non se la prenda.

Non posso lavorare con lei come con nessun altro.

Non può lavorare con nessuno

perché non è capace di lavorare con nessuno.

Sarà la mia forza.

Allora, vuole o no questo passaggio?

No.

No.

No.

Buona serata.

Buonasera.

- Sono donne, dottore. - Stai zitto.

E questa?

Brutta, vero? Ce l'ha regalata mio padre.

Lo sapevo.

Io Io sapevo.

La tradizione?

La famiglia del nonno del nonno del nonno... del cavolo.

Però è bella.

Dritta, soprattutto.

Bravo Dorino.

Poi Io chiamo.

- Così stasera... - No, le scarpe!

- Levatele. - Le scarpe.

Le levo. Così stasera non devo spaccarmi la schiena.

Perché hai voluto farmi faticare?

Ti serve una distrazione per non lavorare di notte.

Per non impazzire.

- Io? - Sì, tu.

Tipo: "Mi alzo di notte così non mi sente".

- Non ne so niente. - "Latitante, cerco pista,

non trovo niente, aspetto che qualcuno si muova".

Comunque, la culla c'è. Giusto?

Io non sto impazzendo affatto.

Ordiniamo da mangiare? Ti va?

Per me una margherita e due birre, almeno.

Tu?

Vorrei dei sottaceti.

I sottaceti?

La pizza coi sottaceti?

Con la bufala.

No, dai, mi rifiuto.

Pronto, sì, buonasera. Potrei ordinare una margherita e...

una pizza coi sottaceti?

Bellissimo.

Bellissima.

Non rompere le palle. Macchine di merda.

Lamborghini.

Ho due Lamborghini.

Ho due Lamborghini e un Ferrari.

Ferrari?

Che ha detto?

Niente.

Che hai detto?

Che minchia hai detto?

Che hai detto?

Ripetilo in italiano, se hai coraggio.

Ginocchio.

Ti faccio ridere?

Non dici più niente, eh?

Non parlare strano, parla italiano. Sei una cosa inutile.

Vattene!

Vattene!

Fuori!

Fuori!

Vai!

Fuori dalle palle!

Tedeschi del cazzo!

Mico.

Mico.

Mico.

Ha chiamato Armilleri. Dice che ha i soldi.

Come vogliamo fare?

Ci vado io.

- Sei sicuro? Don Luchino ha detto che... - Ci vado io.

Hanno pagato tutti?

- Chi non ha pagato? - II geometra, quello di via Paternostro.

Ha dato la metà. Per il resto chiede ancora pazienza.

Ho finito la pazienza.

- Quanto ci deve? - Quindici.

Tre giorni.

Ora vattene.

La pazienza.

Non ho più pazienza.

Vattene!

Stavamo addosso ad Armilleri, quando all'improvviso

è arrivato il Sultano sopra una moto.

- In quanti Io seguono? - Ha una macchina alle costole.

Comunque, altre unità stanno convergendo sul posto.

Maverick, come stiamo andando?

Lenti. Siamo in viale Lazio, direzione centro. C'è ancora traffico.

Mi raccomando, non Io perdete.

Ci proviamo.

Via della Libertà è bloccata, non ci muoviamo.

Beep Beep, mi servi immediatamente in piazza Gentili.

Ricevuto. Chi stiamo cercando?

Un enduro blu. II tizio indossa un giubbotto rosso e nero.

Maverick, tu invece devi convergere ai giardini inglesi.

Ok.

Lo vedete?

Non ancora, capitano.

Eccolo, ce l'abbiamo.

Sta oltrepassando i giardini. Proseguiamo in via Catania.

Ha imboccato via San Martino contromano. Che facciamo?

- Ma fermatelo! - Fermi, non scopriamoci.

Apollo 11, dovete aspettarlo all'incrocio fra via San Martino e via Marconi.

- Ripeto: via San Martino e via Marconi. - Subito.

- Apollo, Io vedete? - Non ancora.

- Sicuri? - Sì.

Cristo.

- Lo vedete? - Negativo, qui non c'è.

Imboccate quella via. Ora.

Ok, capo.

Lo vedete?

Qui vediamo Maverick.

Uscite, per favore. Adesso.

Porca puttana, l'hai perso!

Fossimo andati lì, avrebbe capito che Io seguivamo.

Ma dovevi arrestarlo, non fargli una festa a sorpresa.

Buonanno, non hai idea di quanto mi è costato affidarti questa indagine.

Ho fatto figuracce qui, al ministero.

Mezza Mobile vuole la mia testa e tu l'hai perso così.

Mettetevi d'accordo. Ho fatto quello che mi hanno detto di fare.

Come, scusa?

Mi porti due copie.

Hai un minuto?

Quindi non...

Come ti sei permesso?

L'idea era che ci potesse portare a Bagarella.

Ne ho parlato coi ROS. Gli sembrava un'idea sensata

- e quindi... - Sensata un cazzo. L'avete fatto fuggire.

Hai la targa della moto e quell'autosalone in centro.

Prendi il tuo latitante, non rompermi le palle.

Io l'avevo già preso.

Nel nostro mestiere funziona così. Fattene una ragione.

Lasciamo andare il pesce piccolo perché potrebbe portarci a quello grande.

Obiettivi comuni.

Si chiama gioco di squadra. Mai sentito?

- Gioco di squadra? - Sì.

Perché ero l'unico a non saperne niente?

Che ti devo dire? Dovevamo decidere in fretta,

era più importante avvertire i reparti operativi.

Oppure non sopporti che, a differenza tua, stavo per prendere il mio latitante. No?

Sai qual è il gioco migliore?

Fa' il bravo e parla poco.

Bravo, parla poco anche tu. Non ti permettere mai più.

Non ti permettere.

Luca, dove hai trovato questo ragazzo?

Visto? II mio Tony è pieno di risorse.

Ora si è messo anche in affari. Raccontaglielo.

Sto aiutando il mio amico Tullio Cannella a vendere qualche appartamento.

- Queste persone pagano? - Ogni volta ce n'è una.

Ora dicono che l'impianto fognario è da rifare.

Hanno detto che l'autobus non arriva lì, che il mercato immobiliare è fermo.

Stanno facendo i furbi.

Pensano che sia stupido.

Allora uccidili.

Ma... così?

Uccidili.

È il tuo primo omicidio?

Allora devi fare spazio qua, nella tua testa.

Via tutto: pensieri, limiti, paure.

Togli tutto.

Sì, però non sono capace di uccidere.

Devi vederla come se fosse tutto già avvenuto.

Se la tua mente l'accetta, tutto va da sé.

Questi appartamenti sono in un cantiere?

Porta i teli di plastica.

Servono per il sangue.

Spara sempre due volte. La prima al petto, la seconda alla testa.

Non guardare mai i cadaveri.

Li avvolgi nel telo e te ne liberi sul posto, nel cemento.

Però, magari questa cosa si risolve e non devo per forza...

Io invece penso che devi.

No, non toccarle.

- E perché, scusa? - Per portarle a quel bambino.

Andiamo, Vincenzina. Non scherzare, dai.

Ho detto di non toccarle.

Non esagerare, Vincenzina.

Non puoi farlo.

Tu puoi fare tutto.

Tu se il re. Io sono la regina.

Quindi, ora ordina a Tony di portarle al bambino.

...collegati con la nostra piazza. Bentrovati, benvenuti

a nome mio e di Wendy...

- Portale a tuo figlio. - ...Wendy del maestro.

...dell'orchestra della RAI di Roma.

Qui alle nostre spalle. Buonasera, professori.

Tutti qui per un'altra serata, anche oggi a Piazza Italia di sera.

Presentiamo subito gli altri protagonisti di Piazza Italia di sera.

Cioè i comitati che daranno...

È vero, mi restava Armilleri.

Mi restava la moto di Farinella e quell'autosalone in centro.

Non è poco, nella caccia al latitante.

Ma quando fosse venuta fuori la notizia della collaborazione di Capomaccio,

presto o tardi sarebbe successo,

allora Farinella rischiava di scapparci del tutto.

Avevo stanato la preda,

ma l'avevo persa.

Confronto rimandato.

...trasmettere TeleMike.

E davanti ancora parecchie notti.

Apri il telo.

Andiamo, allargalo.

Mettilo giù. Non così, nel verso giusto.

Andiamo. Dobbiamo metterlo tutto sotto al tavolo.

- Ma non sotto! - Certo! Perché...

Spostati, Tony! Non sei capace di fare niente!

Non sono capace? Sai che ti dico? Pensaci da solo.

- Per niente! - Io sono l'autista. Capito, Tullio?

- Devo fare l'autista! - Io sono un imprenditore.

Tu hai fatto il casino, ora Io risolvi.

Tony, andiamo.

Li facciamo sedere qui, ci parlo e tu da dietro spari a uno, poi all'altro.

Rapido e indolore.

Tony, sveglia.

Andiamo.

Quando cazzo arrivano i fratelli Laspisa?

Stai tranquillo, Tony.

Fammi capire.

Ci avete fatto venire fin qui solo per dirci che rifiutate l'offerta?

Vi abbiamo chiamato per farvi capire che state sbagliando.

Vabbè.

Oggi vedete un posto come un altro, ma dovete ragionare in prospettiva.

Dovete immaginarlo tra qualche anno: piscine, supermercati, campi sportivi.

Tra due anni, il valore degli immobili sarà quintuplicato.

È il momento di investire.

Vero, Tony?

- Che dici? - Tu che fai? Non parli?

II tuo socio ti ha ordinato di non parlare?

Andiamo, dai. Stiamo solo perdendo tempo.

- Che cazzo fai? - Fermo. Siediti.

Siediti.

- Non fatemi fare sciocchezze. - Ok.

Ok, stai calmo. Parliamone.

Tullio, siediti.

Siediti.

Ora ti ascoltano.

Va bene.

Don Luchino deve essere contento.

Non aveva senso sparargli.

Non c'era bisogno.

Sei così bravo a dire cazzate, diglielo tu.

Tony, te l'ho detto. Tu hai fatto il casino e ora Io...

Vaffanculo, Tullio.

Sono per voi.

Era ora.

E lui, per aiutarlo, gli fa questa domanda facilissima:

"Brigadiere, quanto fa 10.000 diviso due?"

"Ottomila a lei e duemila a me, capitano, come sempre."

Divertente. Mi fai sedere?

Dottore.

Le piacciono?

Dottore, tutto bene?

Cesare, fallo un'altra volta e sei fuori.

Ecco, bravo.

Guarda bene questa faccia. È l'unica da cui prenderai ordini su Farinella.

Ci siamo capiti?

Bene.

Ringraziate il capitano, offre lui.

Non ti permettere più.

Mangiate, altrimenti si raffredda.

Minaccia, paura, orgoglio.

Fame.

Sono gli istinti che determinano il successo nella battuta di caccia.

No. Ho comprato 15 melograni. Sì.

Sono in ritardo. Arriveranno di sicuro, tranquillo. Tre giorni. Certo.

Gli stessi istinti che governano una qualsiasi telefonata a Palermo.

Esatto. Ciao.

Diecimila chilometri di cavi telefonici

che contengono ansie e segreti di questa città.

Se è importante chi parla,

è più importante chi ascolta.

Guarda qua.

- Guarda che c'è. - Eccolo.

La trottola di Mico si era fermata, lasciando una traccia. Io volevo seguirla.

Gli altri, invece, erano d'accordo con Mazza.

Lasciare libero Mico per farci portare da Bagarella.

Ma era il mio latitante.

Dovevo cambiare strategia.

Dovevo farmi qualche amico.

- Da che parte è andato? - Non so.

- Come non Io sai? - Non Io so.

Era mezzo morto, ce Io facciamo scappare?

- Facciamo una cosa. - Che vuoi fare?

Saverio, il segreto della caccia è la pazienza.

Ecco.

- Che c'è? Hai paura? - No.

Uno a me e uno a te.

- Vediamo se Io trovi prima di me. - Andiamo.

Saverio, ti rendi conto? Mi stai chiedendo di bloccare mezza città.

Se le reputi richieste sovradimensionate, possiamo discutere sui dettagli.

Ma in privato, non su pubblica piazza.

Nessuno ti ha chiesto i dettagli.

Ne parlo perché è una questione di vasi comunicanti.

Le risorse sono quello che sono. Concentrarle tutte su un unico obiettivo

può lasciare gli altri sguarniti. È chiaro?

- Stiamo parlando di Farinella, giusto? - Perspicace. Complimenti, compare.

Con Farinella non ci facciamo niente.

Se Io becchiamo, possiamo arrivare a Brusca e Bagarella, no?

Me l'avete insegnato voi.

Non m'interessa il tuo piano geniale. Se devo rinunciare a qualcosa,

- devi darmi di più. - Bene.

Va bene. Allora.

Secondo un'intercettazione di Armilleri, Mico Farinella deve riscuotere il pizzo.

Quindici melograni, ovvero 15 milioni, da un geometra in via Paternostro.

II geometra ha una scadenza: domani.

Io domani voglio essere lì.

Monitorare la situazione finché Mico non si presenterà a riscuotere i soldi.

Tu sei pazzo.

È latitante, potrebbe non venire di persona.

Invece sì, Andrea, per cortesia.

Se non paghi un debito, non riconosci potere al capo mandamento.

Quindi Mico ha un problema di territorio.

E sinceramente, signori,

uno che gira con pistole d'oro sopra l'enduro,

se ne frega della sicurezza.

Veramente vogliamo farcelo scappare?

Rischiamo di farci notare per nulla e non abbiamo garanzie di trovarlo.

- Se perdiamo di nuovo Farinella... - Non l'ho perso io, va bene?

Non l'ho perso io!

Ora mi dovete questa opportunità.

Calmati, Saverio. Nessuno ti deve niente.

Soprattutto se proponi un piano o tutto o niente!

Che ti piaccia o no, siamo una squadra. La scelta dev'essere unanime.

Va bene. Vediamo che combini.

Russo?

Ok.

Nicosia? Abbianti?

Mazza?

Andiamo, è arrivato Tony.

Anche un album di figurine.

Qualcosa per un bambino di 12 anni. Faccia lei.

Luca, lasciala stare.

Quanto le devo?

Allora, 5.500 lire.

Ecco qua. Grazie.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Andiamo, dai.

Io vado.

- Ti accompagniamo noi, dai. - No, grazie.

Devo fare delle cose.

- Cos'è questa faccia da funerale? - No, niente. Tutto a posto.

Senti, Tony. Ma tu e il tuo socio ce l'avete fatta?

Sì.

Cioè, voglio dire...

Alla fine, loro hanno capito che non potevano scherzare con noi.

Ci hanno offerto quello che chiedevamo. Quindi, ho pensato non ci fosse bisogno.

Quindi sono vivi?

Sì.

Quando ti dico una cosa,

quando dico di uccidere qualcuno, devi farlo.

Hai capito?

Tu non devi pensare. La tua testa è mia.

Allora dobbiamo ammazzare lui. Che ne dici, Luca?

Intanto, tu paga.

Andiamo. Tanto Io sapevo che non l'avresti ucciso.

Io invece credevo in te.

Ho fatto male, ma ci credevo.

Impara, Nunzio.

Chi nasce coniglio, mangia l'erba.

Andiamo, dai.

Guarda qui!

Vi dovete sbrigare!

Abbiamo un enduro in avvicinamento.

Non c'è riconoscimento facciale, indossa un casco.

Ha superato il primo check point. Modello e colore corrispondono, anche la targa.

- Lo sapevo. - È di Farinella. Va verso la piazza.

- Check point due, viene da te. - Io Io sapevo.

Check point due superato.

Ce l'avete dietro.

Eccolo, è accanto a voi. Base, si sta allontanando.

Check point tre, dovreste avere contatto visivo.

Paternostro, viene da voi.

Uscirà tra pochi secondi da via Calascibetta.

Qui Paternostro. Abbiamo il contatto visivo.

Si sta fermando davanti al civico 160.

Toglie il casco.

Negativo. Non è il nostro uomo.

Ripeto, non è Farinella.

Signore, c'è il capitano Bonanno in linea.

Sgancio un'unità, Io faccio seguire.

No, fermi. Aspettiamo.

Non è venuto. Se Io agganciamo subito, abbiamo la possibilità...

Ho detto di aspettare e aspetteremo.

Io ti conosco, so che verrai.

So che verrai.

Verrai per forza. Ti conosco.

So che verrai, perché sei arrogante

e hai un problema territoriale. Tu verrai perché devi.

Tu devi venire.

Aspetta.

Aspetta. Non può essere lontano, Saverio.

È ferito.

Aspetta.

Aspetta.

Aspetta.

È ferito.

Non può essere lontano, Saverio.

Se c'è il sangue, non può essere lontano.

Se c'è sangue, non può essere lontano.

Vediamo se Io trovi prima.

Qualcuno sta scendendo dal palazzo.

C'è contatto visivo.

Dai. Sei tu.

Dai. Sei tu.

È Farinella. È salito sulla moto.

Che cazzo aspettate? Prendetelo, forza!

Gli sbirri! E chi...

Andiamo!

Levati!

Qui Paternostro.

I falchi Io seguono in via Calavestri. Check point uno, arriva.

Avanti, fatti vedere.

Base, Io portano da voi.

- Check point uno... - Senti...

- blocchiamo le vie d'uscita. - Passa.

La piazza è bloccata, Io aspettiamo.

Vai, è in trappola.

Vai, è in trappola. Forza!

Che fai?

Che hai qui?

Capitano, è pieno di soldi.

Molto bene.

- Dottore, ce l'ha fatta. - Perché? Avevi dubbi?

Portatelo via, dai.

Tirati su, dai.

Cesare.

- Fammi parlare con lui. - Ma sta andando tutto bene!

So che non si può, un secondo solo. Me Io devi. Avrai altro da fare.

Va' a prenderti un'arancina con Mazza. Offro io.

Ci lasci soli. Andiamo.

Farinella, sono Saverio Barone, sostituto procuratore della Repubblica.

Dov'è il bambino?

Prometto che non dirò che mi hai dato tu l'informazione.

Mico.

Ha 12 anni, Mico. Non c'entra niente con questa guerra.

Sai com'è il 41- bis?

Io sì.

Finestre senza luce, telecamere ovunque.

Solo un'ora di colloquio al mese. Divieto di telefonate,

di televisione, di musica, di tutto.

Nessun cortile, sai?

Solo vasche di cemento tre metri per tre. Sempre da solo,

per tutta la vita.

Vuoi veramente vivere così?

Pensi che tema il 41- bis?

Procuratore, lì c'è mio padre.

Tornerò in famiglia.

Se ti lasciassero parlare con tuo padre,

raccontagli come ti ho catturato, mi raccomando.

Per quattro lire, come un coglione qualsiasi.

Don Peppino sarà orgoglioso.

Tanti saluti, Sultano.

A un anno dall'ingresso in antimafia, avevo preso il mio pesce piccolo.

Non ci avrebbe portato a Bagarella, ma in qualche modo...

io l'avevo indebolito.

Grazie per essere venuto.

Perché mi convinci sempre.

Vieni da me perché ti serve un posto,

poi mi porti in gita a Villabate.

Avevi dieci anni e una gran testa.

Giocavi per le vie di Corleone ed eri già un capo.

Ora che il mio sogno s'è realizzato

e sei diventato il capo,

devi far sentire la tua mano.

Mettetelo là.

A contendersi il mandamento, da una parte c'era la famiglia Di Peri,

dall'altra, i Montalto.

Bagarella aveva scelto i Montalto.

Bello.

Ma serviva tutto questo casino?

II mandamento è mio. II quadro mi serviva in casa.

- Senti come parla questo infame. - Stai calmo.

Non dire più infame al tuo capo.

Tu come cazzo ragioni?

II quadro della chiesa ti serviva a casa?

Io ci ho messo la faccia per te, ma non farmela perdere

davanti al Signore, soprattutto di fronte a lui.

- ...e nell'ora della nostra morte... - Fai una cosa.

Intanto, rimettilo dov'era prima.

Poi, fa' una bella donazione alla chiesa.

Quanto serviva al prete per la facciata?

Venticinque milioni.

Riguardo a voi,

non voglio più sentire voci di spiate sui Montalto.

Ricordatevi che se siete ancora vivi, Io dovete a questo signore.

II mandamento non è più tuo. Rispetti la mia decisione

o dobbiamo discuterne ancora?

La rispetto, Don Luchino.

La rispetto.

Avanti.

Don Luchino, presto, venga a vedere.

- Che c'è? - Andiamo.

Che succede?

Che è successo?

...benedetto il frutto del tuo seno Gesù.

Saverio, vieni.

Vai.

Allora, è stato un lavoro di squadra.

Pianificato e coordinato dal nuovo arrivato del pool,

il dottor Saverio Barone. Prego.

L'arresto di Domenico Farinella,

capo mandamento delle Madonie,

è stato reso possibile grazie all'impegno di oltre 50 uomini

dei ROS di Palermo e dei carabinieri del raggruppamento speciale

del capitano Cesare Bonanno, che hanno lavorato giorni e notti intere,

senza mai fermarsi.

Oggi è un grande giorno per Io Stato.

Noi non siamo morti e siamo qui, pronti a lottare. Grazie.

L'arresto di Farinella rappresenta un duro colpo al clan dei corleonesi...

Non potevi evitare di fare il coglione? Hai fatto bene.

- Barone, una domanda. - Che ci dice di Farinella?

- Dottor Barone... - Dia dei dettagli sul caso Farinella.

- ...qualcosa sull'arresto? - Che dice di Farinella?

Vai.

Tieni, fallo tu.

Te Io meriti.

Meno uno.

Bene.

Che c'è?

Voglio un'altra indagine.

Saverio...

respira, eh? Vai dagli altri, ti stanno aspettando.

Pronto?

Dai, caldo fa schifo.

- Dai. - Che facciamo...

- Uno anche a me. - Dai, veloce.

Uno per uno.

Guarda che esce fuori.

A chi manca?

Dai, negli occhi.

A chi manca.

Ciao, Dorino.

Congratulazioni, è bellissima. Vieni, ti accompagno.

- Qui? - Sì.

Dove cazzo eri finito?

Ho portato questi...

Mettili là.

Vuoi conoscere quello stronzetto di papà?

Tieni.

Attento alla testa.

Ecco qua.

Ciao.

Come è andata?

L'ho preso.

L'ho preso.

Giovanni!

Vieni qua!

Vuoi sapere un segreto?

Sai mantenere i segreti?

Mantenere un segreto è come trattenere il respiro sottacqua.

Quando non ci riesci più,

apri la bocca.

Ma noi siamo bravi, vero?

Vieni con me.

Fa' un bel respiro.

Trattieni il respiro, Giovanni.

Apri quella cassa.

Trattieni, Giovanni.

È il nostro tesoro,

il nostro segreto.

Bravo, Giovanni.

Quanto?

Ha chiesto: "Quanto?"

Ma Giovanni, questa casa,

questa terra,

è sempre stata vostra.

Puoi prendertela.

Dico davvero, prenditela.

Ho chiesto quanto.

Guardami in faccia.

Sai cos'è un uomo senza terra?

Non è niente.

Voglio pagarti questo niente.

Centocinquanta milioni.

Secondo me è tanto che vale.

Non ti capisco, Giovanni. Così tanti soldi per questa terra di merda.

Ehi. È la terra di mio padre.

Ti chiedo scusa.

È sempre stata una terra di merda. I progetti sono lì dentro?

Sì.

Sai che mi aspetto?

Che fai un capolavoro, una cosa importante che non dimenticheranno mai.

Ti farò avere più soldi, se servono. Devi pensare in grande.

Pensa che qui Giovanni Brusca metterà tutto, tutti i suoi segreti. Capito?

- Sì. - Bravo.

Lascia fare a me, Giovanni.

Allora, non farmi vedere i progetti, è meglio rifarli.

- Li bruciamo. - Bruciamoli!

Vaffanculo anche a Giovanni, mi fa fare sempre questi lavori di merda.

Che dici? Questo è un lavoro importante,

tutto di cervello.

A Giovanni interessa solo la testa degli altri. Ora è fissato col Tedesco.

- Un muratore che ora fa l'ingegnere. - Non ti preoccupare.

Una cosa positiva per un fratello, Io è anche per l'altro.

Sì, infatti. È come dici tu.

Quando dico, attacca i fili.

Attacca, Vincenzo!

- Leva sta cazzo di cosa! - Scusa, Enzo.

- II giornale? - Tieni.

- È di oggi, giusto? - Certo.

Siamo sicuri che tiene mia nipote? Quel lettino traballa.

La tiene, tranquillo.

Quando non c'è, usa quello che ti ho regalato.

Papà, so che non Io sopporti. Ma seppellisci quest'ascia di guerra.

- È il padre di tua nipote adesso. - Io te Io dico, poi fai come vuoi.

Forse mi sbaglio, ma ho l'impressione che l'idea originale non fosse questa.

Quale idea, scusa?

Ti sei impegnata per quel lavoro.

Arriva lui, molli tutto e torni a fare la mamma.

Papà, adesso non è il momento, scusami.

Sto solo dicendo che se dovessi ripensarci, i soldi non ci mancano.

Chiamami e arrivo. In qualsiasi momento posso aiutarti a riprenderti la tua vita.

Ma che dici? La mia vita è questa famiglia.

- Sono così. Sei tu a volermi diversa. - Sono cazzate.

Sei molto di più, Io sai.

Tu l'hai sempre messo sul piedistallo, invece...

II taxi sarà arrivato adesso.

Promettimi che tu e Carlotta verrete a trovarmi.

Non so come, questo è arrivato alla stampa.

Qualcuno deve dirmi qualcosa?

II cancelliere ha detto che l'hanno preso solo due persone: Mazza e Barone. Quindi?

- Essendo una mia indagine... - Certo.

Chiedo il filmato al cancelliere e Io vendo ai giornalisti.

Pensate questo?

No, però sei tu l'amico dei giornalisti.

- Non diciamo cazzate. - Sì, meglio.

Non diciamone, visto che ho chiesto al ministero di avviare un'indagine.

Saverio, voglio la verità. Hai fatto uscire il filmato dalla procura?

- No. - Sicuro?

Sì, sicuro.

Non hai abbastanza da fare per occuparti del lavoro altrui?

Andiamo, lasciamo stare. Sono sicura che non c'entra nessuno dei presenti.

Voglio soltanto sapere perché lui

si interessa delle prove delle mie indagini. Mi pare lecito.

- Avevo bisogno di visionarlo. - E perché?

- Pensavo potesse essere utile. - A chi?

A Giuseppe. Lo tengono da un anno.

Barone, ne hai preso uno.

Credi di essere il migliore di tutti?

Ma invece di rompere i coglioni a me, hai controllato gli infissi?

Durante il filmato si intravede una finestra.

Ho parlato con un perito. Quel tipo di infissi è fuori produzione

da almeno dieci anni e li producevano soltanto due ditte in Sicilia.

Una nel messinese, l'altra qui a Palermo.

E il fondo? Immagino tu l'abbia fatto ripulire, no?

Hai sentito quel ticchettio che somiglia a un metronomo?

Sì. Ci sto lavorando. Forse è l'orologio della persona che filmava.

Quello è un irrigatore a battente. Vengono usati nei campi.

Un orologio. Se hai altri dubbi, fammi un favore,

vieni da me. Ti risparmierò parecchia fatica.

- Comunque... - L'ispettore del ministero è arrivato.

Siete pregati di mettervi a disposizione, rispondere più in fretta possibile

e rimettervi a lavoro.

È nella mia stanza. Chi va per primo?

- Vado io. - Vado io.

Testa di cazzo.

Montalto!

Quanto? Va bene. Digli che se entro domani non saltano fuori i nomi di ogni cliente,

inserviente, cameriere, animale domestico, chiudiamo quel posto.

Bar, ristorante e la sala biliardo. Tutto quanto.

Ascoltami, se non li avremo entro le 9, alle 9:01 metti i sigilli.

- Che succede? - II solito.

Uccidono Montalto in un posto pieno di gente e nessuno vede niente.

Non mi piace. È una dimostrazione di forza, una sfida. Succederà un casino.

Bene. Puoi venire?

Vieni.

Allora, riguardo a voi due, l'altro giorno...

È tutto a posto. Ho esagerato anch'io.

Vale Io stesso.

Mi fa piacere sentirlo, perché da oggi lavorate insieme su Bagarella. Ok?

- Stai scherzando? - No.

Lui è ancora un ragazzino, non è pronto.

Avete fatto tutto voi. Funzionate bene.

Bagarella è mio.

Bagarella è tuo, Farinella era suo. Adesso è tutto vostro.

Se scoppia il casino, ti servirà aiuto. Tu hai solo da imparare. Ok?

- È tutto? - Sì.

- Allora, con permesso. - Prego.

- Grazie. - Vai.

Saverio.

Mi raccomando.

È contento, vero?

- Io un po' meno. - Perché?

Perché siamo più esposti e per proteggermi trascurerai le donne?

Come posso salvare il tuo harem?

Intanto mi rifaccia l'espressione di Mazza.

- Sono curioso. - Lo so, ma è irripetibile, credimi.

Prima ti cercavo per farmi passare un po' di materiale.

Non m'interessa Farinella, il tuo carattere, la tua testa di cazzo.

Smettila con queste cazzate, coi numeri da circo.

Se comprometti il mio lavoro di questi anni,

- ti faccio pentire di essere nato. - È una minaccia?

Non l'avevi capito?

Carlo.

Lo prendiamo.

Li prendiamo tutti.

Hanno ammazzato Montalto.

Io sto diventando vecchio.

Ma che dici? Tu non sei vecchio.

Inizio a fidarmi delle persone. È una debolezza dei vecchi.

Non posso pensarci. Ti ho portato in quella chiesa.

Potevano ammazzarti sotto i miei occhi.

Non potevi immaginarlo, Luca.

Neanche Nunzio.

Immaginarlo è compito mio.

Nunzio deve guardarmi le spalle e non l'ha fatto.

Rimaniamo noi due.

Tu e io.

Tu e io dobbiamo prendere questa decisione.

Ora.

Da quando io posso prendere decisioni?

Vincenzina.

Hanno arrestato Mico.

I Di Peri vogliono riprendersi Villabate, Brusca mi sfida.

Se ora anche tu smetti di parlarmi, di ascoltarmi,

senza di te non riesco.

Se vogliamo sopravvivere, non possiamo dimenticarci chi siamo.

La tua rabbia per questo bambino mi fa sentire solo.

Lo capisci? Solo.

Eppure, Io rifarei domani, se fossimo in pericolo. Noi Io siamo sempre, Io sai.

O alziamo la testa insieme

o moriamo.

Quindi, devi dirmelo ora.

Tu devi dirmi che dobbiamo fare.

O dentro

o fuori.

Decidi tu.

Le hai parlato?

Se l'avessi saputo, non vi avrei mai messo in pericolo.

Ma è successo.

Buonanotte, Nunzio.

Se a ogni azione corrisponde sempre una reazione,

con Farinella in galera e Montalto morto,

cosa dovevamo aspettarci nei prossimi mesi?

Certe volte mi fai diventare pazzo.

Non mi piace sentirti preoccupato.

Certo che sono preoccupato. Per tanti motivi.

Montalto che viene ammazzato, i De Peri che alzano la testa. Mah...

Se Io fanno, è perché si sentono forti.

Perché vuol dire che qualcuno li aiuta.

Qualcuno che vuole fare le scarpe ai corleonesi. Capito?

- C'è un complotto contro di noi. - Hai informato Provenzano?

Gli ho fatto chiedere chi vuole che lasci vivo a Villabate.

- Che dice? - Ha risposto tutti e nessuno.

Come avevi detto? I corleonesi non hanno nemici, giusto?

Se esistono,

li uccidiamo tutti.

Volevo sentirti dire soltanto questo.

Dai!

Non è poco?

Basteranno.

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