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Dai, passa, compare!
Dai.
Attenti con le mani.
Gol!
Sei un mostro, compare!
Michele, mi hai strappato i jeans!
Gioca.
Che minchia fai? Mi hai strappato i jeans!
Ti metti a piangere? Ma dai.
Questi sono Levi's, costano.
Così costano.
Guarda te che Giuda. Vaffanculo!
Vaffanculo.
Passa.
- Domani rivincita. Va bene? - Tu sei sempre qua?
- Non lavori? - Che te ne fotte?
Sei uno sbirro?
Che minchia stai dicendo, compare?
- Sto scherzando, compare! - Vattene!
Stessa ora. Domani.
Saper aspettare, restare concentrati.
Essere consapevoli che anche il giorno in cui non succede niente,
in realtà stai facendo progressi. Piccoli passi.
Cose ordinarie improvvisamente diventano straordinarie.
Con il tempo impari ad avere pazienza.
La pazienza fa il cacciatore.
No, scusa, questa la cancelli, per favore?
Vado?
Con il tempo impari ad avere pazienza. L'uomo di stato ha pazienza.
A posto.
Sì, ecco, bravo, però ora dimmi le cose serie.
Quali cose serie, Aldo? È tutto. Buona giornata.
Veramente?
Ti tormento da mesi per un'intervista,
mi fai venire alle sei e non mi dici niente?
Se ti consola, sei il primo con cui parlo. Lo vuoi un caffè?
- Sai dove te Io puoi mettere il caffè? - Lo deduco, prego.
Millecinquecento caffè, centottanta colazioni perfette.
Cinque mesi di calma ed equilibrio.
Responsabile dell'indagine sul superlatitante Giovanni Brusca.
Responsabile dell'indagine sul rapimento del piccolo Di Matteo.
Responsabile dell'indagine sugli uomini rimasti liberi di Bagarella:
Bingo, Olivetti, Castagna, Cochis, 'U Pitruni.
Fantasmi senza volto di cui avevo perso le tracce.
Il bambino ce l'avevano loro?
Il periodo più bello della mia vita.
La chiave di volta era sotto ai miei occhi.
Giada, la sua cura.
La nostra famiglia senza segreti o distrazioni.
Mai come adesso avevo bisogno di lei.
Niente, poi siamo rimasti fino a tardi perché Don Luchino
voleva che Brusca venisse a sentire.
Brusca non è venuto.
Abbiamo dovuto eliminare Buscemi.
Si trovava qua.
'U Pitruni era quello che si occupava dello strangolamento.
Perché è grosso. Lui si metteva così.
Perché è una pietra.
Qua finisce la storia di Buscemi.
E comincia la mia.
Dovevo cercare quella minchia di pietra
di cui Pasquale conosceva solo il soprannome.
'U Pitruni. Gigante cattivo.
Ladro abituale che apriva tir come scatole di sardine.
Andiamo.
Dottore, quante volte dobbiamo fare questa discussione? Quando mi lascia andare?
Finché non me ne fai trovare uno, almeno uno.
Mangia o no?
Non le piace?
Siamo al mare, no? Non c'è astice?
Aspetta e spera, Bagarella.
Aspettiamo.
Tra una settimana l'astice me Io mangio sul tuo cadavere.
Per tirare fuori Don Luchino passiamo dal lato nord del carcere.
- Qui ci stanno tre uomini sempre armati. - Le guardie sulle mura? Ti sei scordato?
Comunque, da qui si esce solo in retromarcia.
Massimo due minuti per caricarlo, poi il cortile si riempie di sbirri.
Mettiamo che riusciamo ad ammazzarli tutti.
Con questi.
Le mura del carcere non si abbattono con due colpi di kalashnikov.
Ci serve il C4.
Vedi che Io sai? Bravo.
Ci vogliono le bombe.
Ragazzi, senza tritolo ci ammazzano a tutti.
- Lo dico io a Messina Denaro. - Si, però si deve sbrigare.
Se trasferiscono Don Luchino all'Asinara col cazzo che Io tiriamo fuori da lì.
Che ci fai qua, Pitruni?
Per jeans e soldi se ne parla settimana prossima.
Che hai detto?
- Non c'è il carico? - No.
Che è successo? Parla, Romeo.
- Praticamente mi è successa una cosa. - Una cosa?
Una cosa, un imprevisto.
Minchia, no!
Che imprevisto?
Che imprevisto, Petruni?
II morto no!
Una minchia di funerale!
Minchia, la macchina.
Pitruni, sei stupido quanto sei grosso.
Scemo.
La prossima volta ci vai tu al posto mio? Cornuto!
Romeo, che è? Non parli più? Dai, parla. Dillo, Romeo!
- Fermo! - Levati! Parla, Romeo, dai.
- Pino, calmati! - Non parli più, Romeo?
Non ti preoccupare che i soldi li troviamo. Capito? Stai calmo.
- Coi morti non si scherza! - Tu devi andartene, capito? Vattene.
Pino, ma che fai? Quello è 'U Pitruni. Che ti sei messo in testa?
Dai, mettiamoci al lavoro.
- Allora. - Allora.
Era meglio che rompevamo le corna a Mazza e Barone!
Come s'era deciso!
Perché li abbiamo dovuti seguire per due mesi?
Basta!
Vi state zitti o no? Dobbiamo fare il piano. Dai.
Mi prendono per il culo perché non so sparare.
Io sono bravo a rubare i camion.
Una volta me ne capitò uno carico d'argento, 700 milioni.
Lo sai quanto mi lasciarono? Niente.
- Si presero tutto. - Devi cambiare la tua percentuale.
Ma quale percentuale?
Non pagano la benzina per bruciare i negozi che non pagano il pizzo.
Mi fanno morire de fame. E ora che mi devo sposare
non ho neanche i soldi per comprare le fedi.
Ti fai troppi problemi, Pietro. Non mi danno, non mi pagano.
Sei giovane. Sei forte.
- E tu rubagli i soldi. - Sì.
- Te ne devi fottere del mondo, capito? - Me ne devo fottere?
- Sì, fottitene. - Me ne fotto.
- Dio perdona tutti, capito? - Me ne fotto.
- Oppure, fottiti 'U Bingo. - Mi fotto 'U Bingo.
- Oppure fottiti 'U Castagna. - Mi fotto 'U Castagna.
Fottiti pure i magistrati, Romeo.
Non ti portavano pure a te a fottere e a seguirli?
Qualche volta. Ma questa è una cosa delicata.
Dimmela questa cosa delicata.
Magari un'altra volta.
Aspetta. Non ti aveva detto di portare qualcosa?
- No. - Sicuro?
- Certo. - Non ti aveva detto: "Porta..."
Ma no, ma cosa porta.
Eccoli.
Giada, avevi ragione, si sono dimenticati il gelato.
- Minchia, il gelato. - Lo sapevo.
- Ma che è questo trucco? - Dai, papà, per favore.
Pure.
- Ciao, Aurora. - Ciao, Saverio.
Mi sono scordato. È colpa mia, ok?
Lui ti guarda e ti fa: "Certo, Teresa."
Ed è chiaro che non ha sentito neanche una parola.
Vero, no. Invece Saverio cosa fa?
Si piazza proprio davanti il televisore. Sembra dentro il film,
invece sta dormendo.
E ogni tanto mi fa domande così tipo: "Non stava con la sorella? Lei non era morta?"
Gli devo raccontare di nuovo la trama. Poi si alza dal divano e dice:
"Mah. Questo film fa schifo."
Certo che fa schifo, non l'hai visto.
Evidentemente non è vero. Questa è diffamazione.
- Chiaro, sia mai? - Non è mai vero.
Certo, sì.
- Carlo. - Io?
Sì, tu.
Nonostante tu mi abbia chiamato "cacanidu" per tanto tempo.
- Decisamente troppo tempo. - Ancora questa storia. Non ero io.
- Mi fai finire, per favore? - Finisci.
Grazie.
Nonostante m'hai messo le mani al collo.
- Io? - Bravo.
- Sì, costui m'ha messo le mani al collo. - Bravo.
E nonostante continui ancora a farmi delle prediche pesantissime.
Anzi, forse proprio per questo.
- Vuoi essere il mio testimone di nozze? - Vi sposate?
- Congratulazioni! - Vabbè, se ci devi pensare, guarda...
Se non ti va lascia stare, non mi offendo.
No, come faccio a rifiutare?
Chi trovo con questo carattere di merda?
Ecco, guarda. Come se non avessi detto niente.
Che permaloso.
- Ascolta, chi è l'altro testimone? - Perché, ne servono due?
- Sì, vabbè. - Ma che ridete? Non Io so.
Sei pessimo, guarda.
Vieni qua.
Quindi è sì?
Ci devo pensare.
Auguri, Saverio.
- Ma che succede? - Non Io so.
Pietrone è sempre puntuale, non ha mai mancato un carico.
Non cominciano bene gli affari.
Allo svincolo vicino al ponte c'è una macchina con due ragazzi.
Ho una brutta sensazione.
Fammi vedere i soldi.
No. Fammi vedere i Levi's e ti do i soldi. Che dici?
- Ho detto fammi vedere i soldi. - Che stai facendo, pezzo di merda?
- Stai fermo. - Adesso fermati.
- Che minchia stai facendo? - Non fare minchiate, è pieno di sbirri.
- Che hai detto? - Hai capito.
Non fare minchiate.
Abbassate, ragazzi.
Sei un figlio di puttana.
Dai, veloci! Dentro. Vieni qua.
Lasciami.
Allora?
- Sto parlando con te! - Non so altro.
- Mi sa che è tutto. - E me Io porti qua così?
Ha ragione, gli dovevo dare una ripulita.
Sono arrivati.
Dovevi proprio evitare.
- Ben arrivato. Dottor Mazza! - Buongiorno.
'U Pitruni è Pietro Romeo.
Corrisponde tutto. Età, profilo, descrizione fisica.
Grosso, pelato, un mago del furto.
Nonostante l'espressione poco intelligente.
Lui ruba, i ragazzi comprano e i profitti a Cosa Nostra.
- Ci è voluto un po' ma è lui. - Adesso dov'è?
Non ne abbiamo idea. Lo stiamo cercando ma purtroppo il nome Pietro Romeo
è un nome comunissimo.
II nostro si deve sposare, ci darà un vantaggio non da poco.
Vedi le coincidenze, anche lui si deve sposare.
Lei dottore? E non dice niente? Complimenti.
Grazie. Ma io mi sposo veramente. Questo Io prendiamo prima no?
Ci può contare.
Stiamo controllando i registri di tutti i comuni.
Ma anche corsi prematrimoniali, catering per cerimonie, tutto.
Bene, bravo. Hai diramato a tutte le forze?
- No. - Come no?
Eravamo d'accordo così, avevamo scommesso Barone.
Lei mi aveva detto che bastava un solo nome della lista di Mangano
e le indagini sarebbero state mie. Giovanni Brusca compreso.
Non faccia finta di non ricordarsi.
Nessuno ti toglie le indagini. Ok? Ma dirama a tutti, dobbiamo fare in fretta.
Possiamo farcela da soli.
Tu dirama a tutti. Appena hai qualcosa fatti sentire.
- Bravo, bel lavoro. - Dirami.
Ha la lista di Mangano, le indagini su Brusca.
Tu crei dei mostri, Io sai?
Mi piace motivare gli uomini Carlo, ok?
Mi ha ammazzato!
Prova tu.
Ma questo non Io avevi regalato a Davide? Così vi rovinate gli occhi.
Non sei dritto.
Rosaria, quante volte te Io devo dire?
Non devi aprire le finestre che danno sulla strada. Le altre.
Giovanni, aspettavi qualcuno?
Giovanni, ci sono visite.
Di quelle che scassano la minchia.
Ai poliziotti, a papà.
Un sacco di tempo a ragionare su questo e ora questa fretta.
Non mi piace, non mi convince.
Giovanni.
C'è fretta perché Don Luchino Io trasferiscono su un'isola del cazzo.
Quindi va tirato fuori subito.
Sai che penso?
Don Luchino in fondo se l'è andata a cercare.
La casa in centro, tutti quei minchia di complotti.
Invece di prendersi il caffè al bar ogni mattina, doveva stare tranquillo a casa.
Senti, Giovanni, non sono qui per sentire le tue idee.
Mi serve l'esplosivo che hai nascosto a Ciaculli.
Recuperalo, fai la tua parte.
Matteo, scusami. Ti presenti a casa mia, pretendi un aiuto.
Almeno devi sentire quello che penso.
Secondo me rischiamo. Abbiamo sempre pensato che c'era lui
a tenerci al sicuro.
Ora ci sta facendo rischiare stando dentro al carcere.
Da carcerato ti sta salvando la vita, non come quelle merde di pentiti.
Per ora. Adesso.
- Io vado a pisciare. - Tedesco, accompagnalo dentro.
No.
Preferisco il giardino.
Se piace a te.
Quando torno, sistemiamo i dettagli.
Alla prossima parola storta su Don Luchino, gli spari in pancia.
Ti stai facendo rispettare, Giovanni.
Non ti serve. Loro sono nella merda, noi ce ne stiamo qua.
Non hai bisogno di...
Allora?
Va bene. Per me siamo a posto così.
Mi metto a disposizione.
Mi fa piacere, Giovanni.
Hai preso la decisione giusta.
Niente, insomma. Poi è arrivato uno nuovo, giovane, un bravo ragazzo.
- Ma tu come stai? - Io sto bene.
Credi che ci manchi?
Guarda.
Dice che fa tutto lui.
Dice che cucina, lava i piatti. Veramente li sta rompendo tutti, guarda.
Com'è cresciuto.
È cresciuto.
Calvaruso.
Mi chiamano.
Dammi un bacio.
Allora, ci sarebbe la dottoressa Galimberti.
- Posso segnarla per... - Per favore, una donna no.
Capisco, però il dottor Siletti ha un gruppo già formato.
- È una questione di equilibrio. - Io vorrei lui.
Me ne hanno parlato bene.
Non mi chieda di cambiare idea.
Per me è già stato abbastanza difficile arrivare...
Insomma...
- Decidere di parlare di questa cosa. - Le assicuro che la dott.ssa Galimberti
è una professionista di altissimo livello.
Guardi.
Mio marito è assente da una vita.
Delle volte sta fuori per giorni.
Delle volte torna a casa...
ed è ubriaco.
Ho una bambina,
è così piccola...
Fino a giorni fa non riuscivo a farla addormentare.
Io non sono una brava madre, lui non è un bravo padre.
Ma io voglio imparare ad esserlo.
Lo so, è stupido fissarsi su queste cose però, per favore,
mi metta col dottor Siletti. Starò in piedi, mi accontento di un angolo.
Ma non voglio concedermi un'altra scusa per non farlo adesso.
Va bene. La segno per martedì.
Faccia una prova con Siletti, vede come si sente.
- Poi penseremo al resto. - Grazie mille.
Martedì Siletti. Sono con lui.
- Minchia, Giada, sono così... - Fiero di te.
Fiero di te.
Amore mio, Io so quanto ti costa questa storia. E ti ringrazio.
Però anche noi abbiamo lavorato, vero, Carlottina?
Vabbè, lei gioca. Accomodati, dai.
Allora, abbiamo cercato chiese. Niente, tutto occupato.
Municipi, peggio mi sento. Minchia, si sposano tutti in questo periodo.
E anche lui?
- Sì, anche lui. - Però non Io trovi, vero?
Invece no. Oggi l'ho trovato.
Sì, l'ho trovato. Chi si sposa cambia casa, giusto?
A parte noi.
Ho scoperto che lui e la fidanzatina hanno versato una caparra di trenta milioni,
per una casa a Bagheria.
Lui è un fantasma, ma se seguiamo lei, prima o poi Io becchiamo.
Ho capito, Saverio, facciamo una cosa, dividiamoci i compiti.
La questione del nostro matrimonio la riprendo io.
Le cose sono due, o ti sposo o ti ammazzo.
Tu occupati qua di quest'orco che cambia casa.
Amore mio! Ma tu mi devi raccontare tutto adesso.
Cos'hai fatto senza di me?
- Allora? - Questa è buona.
L'altra invece si deve sistemare.
"Ordinario che diventa straordinario."
"Con il tempo arriva la pazienza."
"La pazienza fa il cacciatore."
Questo cornuto di magistrato. Dice sempre la stessa minchiata che dici pure tu.
Si vede che qualche lepre l'avrà presa pure lui.
- Castagna, ce ne possiamo andare? - Direi.
II C4 arriva a giorni. Cochis pensa alle armi e Bingo al furgone blindato.
Per il resto, pregate il Signore e divertitevi, ragazzi.
Qualcuno qui stanotte di deve restare.
'U Pitruni.
No, 'U Pitruni non è affidabile. È lento, è curioso.
Ha paura di tutto.
Ci rimarrei io qui ma intorno sono bruciato.
Meglio se ci rimane uno di voi.
Che minchia, ragazzi! Sempre io me la devo prendere nel culo?
- Sogni d'oro, Bingo. - Vaffanculo.
Dammi una sigaretta.
Quel minchia di Barone...
- me Io sogno pure la notte. - Sei frocio?
Dai, non scherzare. Sono serio.
Ogni volta sogno che mi viene a prendere.
Le manette me le mette strette.
Quando si chiudono, con quello che ho fatto, non si riaprono più.
Sei frocio. Se avevi paura Io potevi ammazzare, no?
Sì, ammazzare, buonanotte.
È facile fare saltare in aria un magistrato?
Sono cose che ha fatto Brusca, cose di capi.
No di quattro minchioni come me e te.
Ah, sì? È così difficile?
Basta saperle fare certe cose, Pietro, capito?
Sì, scherza, che quello prima o poi viene qua.
Pensa alla fine che ha fatto fare a Bagarella. Prima o poi, viene per tutti.
La mia fine non viene, capito?
La mia fine la scrivo io. La decido io.
Va bene, scusa. Io parlo troppo.
Mi piace quando parli troppo.
Come quando seguivi Barone.
Te l'ho già detto. Queste sono cose riservate.
Quanto riservate?
È la fidanzata di Romeo.
Alfa, mi ricevi?
Ragazza mora, sulla trentina, in bici.
Vi sbucherà davanti tra poco. È tutta vostra, noi restiamo qui. Passo.
Amore mio, è solo una cena, tranquilla.
Come ti metti ti metti sei bellissima. Su!
- Caffè? - No, Martini.
- Ma come Martini? - Così mi passa. La giornata è lunga.
Mettiti elegante. No, scusa, elegante no perché non è la serata di gala.
Carina come sai tu.
II ministro non ti guarda i capelli, ti guarda altre cose, fidati. Sì.
Ma che cazzo...
Di là!
Io e te come prima. Solo io e te.
- Tutto qua? - Sì.
- Non t'ha detto più niente? - No.
Cazzo.
- Vuole ammazzarti. - Macché, Giada.
Avrebbe potuto farlo lì, no?
Vuole vedermi. Cristo, quanto Io voglio anche io.
Che stronzata. Ti prego, dimmi che non ci stai cascando.
Sai che cos'è che mi fa incazzare?
Che sai quanto rischi e non ti importa niente. Di me, di Carlotta.
- Di quello che vogliamo fare insieme. - Ehi, te ne sto parlando.
Appunto, ne stiamo parlando.
Invece già Io avresti dovuto dire a Mazza, a Elia. A chi ti deve proteggere.
Saverio.
Ci siamo fatti una promessa. Io la sto mantenendo.
Vedi di mantenerla pure tu.
Dimmi che accenderai il cellulare dopo aver fatto quello che va fatto.
Dimmelo.
- Ok. - No, guardami negli occhi.
Farò come dici tu.
Dove le prendi queste giacche?
Quanto minchia fumi, Emanuele.
Cerca di parlargli senza azzannarlo. Fammi questo piacere.
Non farmi fare quello che deve intervenire.
Perché? Se non fai il mezzano, che vieni a fare?
Ce l'hai fatta.
Non mi sentivo tranquillo. Ho dovuto aspettare.
Che fai? Già te ne vai?
Questa è una cosa delicata. Voglio rispondere a papà.
Tuo padre dice che non aspetta risposte.
- Allora, che dice? - "Per mezzo degli amici,
si accorda tutto."
È un proverbio?
Che minchia vuol dire?
Vuol dire che devi andare a Ciaculli a prendere quell'esplosivo, Giovanni.
No, vacci tu. Io voglio che tu vai da papà
a dirgli che non mi importa niente di Don Luchino. Capito?
Sono io. È il mio turno adesso.
Allora la prima regola la conosci.
Corleone non abbandona nessuno.
Che minchia ne sai?
- Che minchia ne sa papà? - Papà ha costruito Corleone.
Non te Io scordare!
Ancora pensa che può comandare dal carcere.
Deve finire questa storia, Emanuele! Comanda chi è fuori!
Giovanni.
Giovanni! Guardami negli occhi.
Giovanni, ma tu davvero vuoi fare questa scissione da papà?
Pensaci bene.
Papà non ti comanda, ti dà consigli, ti aiuta.
Hai bisogno del suo aiuto.
Sì o no, Giovanni? Ubbidisci o resti solo?
- Agli ordini. - Finiscila. Sei suo figlio.
Bravo. Figlio di capo.
Guida, portami a casa.
Vieni con me.
Vedete che non voglio problemi.
L'autista di Don Luchino non ne avrà.
Fermati! Ma che minchia fate?
Tony. Lo riconosci questo coglione?
Lo conosci questo coglione?
- No, non Io conosco. - Come no?
Don Luchino non te ne parlava?
Questo è uno di Villabate.
Ha bruciato il campo di zio Tonino.
- Ma che fai? Non è vero. - Come no, Tony?
Come non è vero? Dobbiamo dargli il benvenuto.
Dai, Tony. Fotte pure a te. Lo riconosci o no?
Ho detto che non è lui. Non Io conosco. Basta, fermiamoci, non facciamo minchiate.
Andatevene. Alzatelo.
Non Io conosco.
Se sei sicuro tu, Tony.
Tu Io sai, la tua parola per me vale come quella di Don Luchino.
Evidentemente abbiamo sbagliato persona.
- E tu via! Coglione.
Andiamo.
- Grazie, Tony. - Zitto, Salvatore.
Devi stare muto, capito?
- Giovanni. - Buongiorno, dottore. È pronto?
- No. Tu e Lo Cascio state con Giada, ok? - Zaza non mi ha detto niente.
Ci parlo io, non ti preoccupare. Accomodati.
In questi anni, l'ho odiato.
Ho odiato la sua voce,
la sua rabbia,
le bottiglie di whisky nel lavandino.
Odio l'idea di avere sposato l'uomo sbagliato.
Ha una figlia che non vede crescere.
Eppure...
...questa rabbia non mi dà forza.
Quando è andato in carcere...
...mi è crollato il mondo addosso.
Grazie, Clara.
Grazie per averci parlato della tua storia.
So che il carcere per ognuna è un'esperienza drammatica,
ma questa è un'occasione meravigliosa
per tirare fuori la rabbia e guardarla in faccia.
Grazie.
- Giovanni. - Che minchia succede?
Non c'è niente qua.
L'americano l'ha mandato vuoto.
A parte quella.
Ha scoperto che la vogliamo rivendere fuori.
Chiamalo.
Non risponde. Ci abbiamo provato tutta la notte.
Riprova!
Queste vi piacciono?
Sì, sono belle.
Non mi starà mai.
- Che palle. - Prego, mi dia la mano.
- Visto? - Hai visto? Te l'ho detto, ti sta.
È la prima che mi entra. Ti piace?
Sì, mi piace molto.
- Le prendiamo. - Bene.
Amore, che ti offro? Gelato o cannolo?
Un bel cannolo. Tu niente altrimenti non ti entra più neanche la fede.
- Pietro Romeo? - Polizia.
Amore, che sta succedendo?
No.
- No, vi prego. - In tasca ci sono le fedi.
- Va bene. - Dagliele a lei.
- Andiamo. - Luisa, prendi le fedi.
- Pietro, no. - Aspettami, Luisa!
- No. - Vieni con noi.
- No, lasciatemi. Pietro! - Signorina, di qua.
Pietro.
Che succede, dottore? Siamo in crisi?
No, voglio fare due passi.
Dai, è tutto libero non c'è pericolo.
Cinque minuti.
Ok. Io vengo con lei.
Adesso ho capito perché le piace venire qua. II silenzio, il mare.
Devo fare una telefonata. Da solo.
Cinque minuti, dottore.
Vaffanculo.
Vaffanculo.
- Sì. - Saverio, io vado alla Mobile.
'U Pitruni t'interessa ancora?
- Sì? - L'hanno preso. Ci vediamo là.
Va bene. Zaza, andiamo!
- L'abbiamo preso due ore fa a Bagheria. - No, l'ha preso la Criminalpol.
È uguale. Lavoro di squadra, Io dice sempre, no?
Va bene. È lì dentro, Saverio.
Sono Pietro Romeo.
Procuratore della Repubblica Carlo Mazza.
- Saverio Barone. - Vi conosco.
Anche noi, Romeo.
S'accomodi.
Le accuse sono: associazione mafiosa, omicidi aggravato,
occultamento di cadavere.
Lei ha ucciso almeno nove persone. C'è l'ergastolo per questo.
Quattordici. I conti me li sono fatti pure io. Erano molti, dottore.
- Vuole collaborare? - Certo.
L'ergastolo per questi cornuti non me Io faccio.
Allora abbiamo bisogno di un riscontro subito. Per sapere se è affidabile o no.
Qualcosa che possiamo provare, capito?
Morti ammazzati? Esplosivo?
- Sì. - Sì.
A Bolognetta.
Tra Io svincolo e la pompa di benzina
c'è una casa di campagna con animali.
Davanti a questa costruzione c'è un pozzo, dentro questo pozzo c'è un morto.
L'esplosivo si trova in un campo a Ciaculli.
Se volete, vi ci posso portare.
Sai dirci anche dov'è il piccolo Giuseppe Di Matteo?
- Almeno se è ancora vivo? - No, di questo non so niente.
Questa è roba di Giovanni Brusca.
Forse è meglio non sapere niente.
- Dov'è Giovanni Brusca? - Glielo ripeto, non so niente.
- Io sono solo quello che tira la corda. - Non sai niente?
Non sai neanche chi sono Bingo, Olivetti, Sanbernardo?
Questi li conosco.
Cosimo Lo Nigro, Francesco Giuliano e Pino Guastella.
- Castagna? - Fifetto Cannella.
- II Gobbo? - Salvatore Faia.
- Cochis? - Lucio Raja.
- Di alcuni posso dirvi dove si trovano. - Sai anche dove si trova Lucio Raja?
Giovanni.
Torna a dormire, Enzino.
Troppi pensieri.
Don Luchino, gli americani di questa minchia.
Ora salta tutto.
Salta tutto.
Sei andato dal bambino?
Sono due anni che Io tieni, Giovanni.
- Perché non l'ammazzi? - Non mi scassare la minchia.
Non scassare la minchia col ragazzino. Non ti ci mettere pure tu.
Ammazzalo, Giovanni.
È meglio così, Io sai.
Tu gli tagli i capelli?
Gli parli, gli racconti le favole?
Lo sai perché è ancora vivo?
Perché non riesco neanche a guardarlo negli occhi.
Non Io capisco perché.
Non capisci perché hai paura.
Non sai cos'è la paura.
Io invece ci sono nato.
Mi ci alzo, ci mangio, ci dormo.
- Ci vivo tutti i giorni con la paura. - Non sono come te.
Non voglio la paura.
Aveva ragione papà.
Non sono un capo.
È da sempre che voglio assomigliare a un perdente?
È da quando sono piccolo che voglio essere come te.
Non come papà. Non come Emanuele.
Uguale a te, Giovanni.
Hai capito?
Certo che tu ne prendi d'abbagli.
Io credo di no.
Andiamo a dormire?
Andiamo.
Sicuri che non ci possono portare qualcun altro?
Tutti e subito. Va fatto stanotte, non c'è tempo.
Tolto di mezzo Bagarella, si sono dispersi.
Dormono un po' qua, un po' là. Si spostano continuamente, rischiamo di perderli.
- Come procediamo? - In tempo reale.
In una balena, come Giona.
Romeo è il vostro profeta.
Tu ora vai, Io prendi, Io sbatti in carcere.
E questa storia finisce qua.
Mi stai capendo, Saverio? Finisce qua.
Finisce qua.
- Via Brigata d'Aosta. - Ricevuto.
Là c'è 'U Gobbo.
Terzo piano. La porta di fronte all'ascensore.
Terzo piano. La porta di fronte all'ascensore.
- Polizia! A terra. - Calmi.
Girati.
Su le mani! Fermo, cazzo!
Dentro il magazzino, quando non ci sto io, ci sta Bingo.
La villetta di Sanbernardo.
- Polizia! - Chi c'è?
Vestiti, Guastella!
Dai.
Piano.
Qua c'è Lucio Raja.
Sta di sotto, giù in cantina.
Giù in cantina. Andate giù in cantina.
Vai.
Qui non c'è nessuno.
Lo sai quanto pesano queste cose?
Ma per favore. Chi li prende? Chi li sposta?
Te l'ho già spiegato. Ci sono le rampe coi tronchi di legno che girano sotto.
Pezzi di legno che girano sotto il marmo?
Ma vattene.
Sì perché esistevano le famose piramidi d'Egitto fatte di marmo.
- Ti fidi di me quando ti dico una cosa? - Vabbè, di pietra.
Mi devo fidare? Hai fatto due buche a terra, tre case storte e mi devo fidare?
Dimmelo, chi è stato?
Che ne sai? Magari sono stati gli UFO.
- Chi? - Quelli che abitano nello spazio.
Enzino, me la togli una curiosità? Queste minchiate chi te le racconta?
leri sera, ci siamo visti quella minchiata di film, Stargate.
Hanno fatto il documentario con l'archeologo.
Tu dormivi, Giovanni. Siete proprio limitati. Nel cervello.
- Sì, siamo limitati. - Andiamo che è tardi!
Dai, ragazzi, questa è l'ultima fermata. Prendiamo il C4 e abbiamo finito.
Arriviamo lì e alla prossima giriamo a sinistra.
Alla prossima giriamo a sinistra.
Dopo il bivio a destra.
Scusa, che giro vuoi fare?
Non andiamo più a prendere quell'esplosivo.
E agli altri che diciamo?
Che Bagarella si è visto troppi film americani.
Vai verso il mare.
Ora vi spiego.
Libero. Non c'è nessuno, capo. Scendiamo di sotto.
Eccoli.
Comunque, Giovanni, non capisco perché devi andare tu.
Hai ragione.
- Mandaci me. - No, casomai ci vado io.
Giovanni, fammi la cortesia. Mettiti questo giubbotto.
- Giovanni! - Giovanni, mettitelo.
Chi Io sa come ragionano.
leri non dicevi che volevi assomigliarmi?
Giovanni, non sono abituato a incontrarmi due volte per Io stesso accordo.
Allora ricordati bene le parole.
Così non ricapita più.
Non ho detto che potevi vendere la roba in Belgio e in Olanda.
Quando la roba arriva sull'isola il 30% è tuo.
Parole tue. Quindi roba mia.
Voi italiani siete sempre bravi a giocare con le parole.
Ok, diciamo così: non ci siamo intesi,
ma ora abbiamo rimediato.
La merce arriva sull'isola e non esce più dall'ltalia.
Lo sai che c'è? Non se ne fa niente.
Prova a vendere la tua roba qui
e te ne faccio pentire.
Forse non hai capito con chi stai parlando!
Ti piacciono i limoni?
Cosa?
Vedi se ti piace quel limone.
Io ti faccio saltare il culo.
Dillo quando vai in America.
Tu sei un pazzo.
Non sono pazzo.
Sono Corleone.
- Pronto? - Che fai? Sei sceso dalla balena?
Sì, che ci andavo a fare a Ciaculli?
A portarti a casa dell'esplosivo, per esempio.
Dai, Saverio, che ci fai lì da Raja?
Torna qua, ci mettiamo a lavoro e vediamo di trovarlo insieme.
Mi senti?
Arrivo.
Buongiorno.
Sei qua? Ti stavo cercando. Quando sei arrivato?
- Dovevo rifiatare un po'. - Giusto.
Infatti per questo sono qua.
- È l'agenda del capo. - Sì.
- Gliel'hai rubata? - No.
- L'ho solo presa in prestito. - È sempre l'agenda del capo.
Va bene, allora facciamo così.
Prendiamo la prima pagina e il resto neanche Io guardiamo. Ok?
Stanotte siamo partiti a duemila,
non abbiamo messo i nomi vicino ai soprannomi.
Quando torna è tutto pronto per il rito, il capo è contento.
Pure noi dobbiamo essere contenti, Saverio. Capito?
Manca Raja e avevi ragione su di lui, va bene.
Con gli arresti di stanotte viene giù il gruppo di fuoco di Brancaccio, Saverio.
Qualcuno Io conosce e ci darà una pista per trovarlo.
Non può essere scomparso nel nulla.
- Lui ci riesce, Carlo. - Sì, vabbè.
Guarda, con Guastella e Olivetti è inutile.
Con Bingo un tentativo Io voglio fare.
Nel capannone hanno trovato delle piantine dell'Ucciardone che non mi quadrano.
Forse un piano per tirare fuori qualcuno? Forse Bagarella.
Per non sapere né leggere né scrivere, ho preso un paio di provvedimenti.
Dai, prendi la penna.
Che figlio di puttana.
Ha messo già i nomi. Quando l'ha fatto?
Scusa, devo rispondere. Scusa, Carlo, veramente.
Allora, cosa vuoi?
Davvero credi che ti cerco senza cambiare il covo dove ho dormito la sera prima?
Dai, Saverio, pensavo di avertela insegnata qualcosa.
D'altronde, è stato sempre così.
Tu mi cerchi, io ti trovo.
È più facile per chi si nasconde. Lo sai pure tu.
Tu dici? Io sono da solo.
Tu invece hai un esercito.
Perché ho arrestato tutti gli amichetti.
- Dimmi dov'è il bambino, Lucio. - No, Saverio, non ti distrarre.
Anch'io ho domande da farti, ma non è il momento.
Allora, che facciamo? Io e te come ai vecchi tempi, ci stai?
I vecchi tempi sono finiti.
Eppure stiamo qua a parlare.
- Dov'è? - Ti do tre ore.
Poi ti richiamo, io decido il posto e anche l'ora.
Però mi raccomando, Saverio, solo io e te.
Non farmi ammazzare nessun altro.
Oltre me, intendi.
Tre ore.
Allora?
Che sta succedendo, Saverio?
- È che mi sposo, Carlo. - Questo Io so, io sono il testimone.
Niente dubbi della minchia.
È la cosa più intelligente che fai da quando ti conosco.
Giada va a rivedere una chiesa, dice che è quella giusta.
- Non ho fatto niente per il matrimonio. - E ci vuoi andare?
Non è lontana da qui.
E vacci.
Io voglio fare l'ultimo tentativo con Bagarella.
- Non parlerà. - Lo so.
Facciamo una partita?
Una.
Finalmente. Vi eravate dimenticati?
Agente, il mio passeggio!
Niente passeggio oggi, Bagarella.
Che significa?
- Motivi di sicurezza. - Che minchia...
Non potete levarmi l'aria che mi spetta.
- Ho bisogno di uscire. - Perché?
Pensa di trovare i suoi amici in cortile?
La festa è saltata.
Finita.
I suoi invitati sono già tutti qua dentro.
In celle...
Sì, decisamente più grandi di questa.
E Io sa perché?
Perché loro stanno già collaborando.
E allora io sono qua per domandarglielo un'ultima volta.
Don Luchino,
lei è pronto a pentirsi?
Dov'è Giovanni Brusca?
La risposta che mi aspettavo.
È arrivato il momento che lei cominci a pagare tutto.
Fino all'ultimo istante della sua vita.
Buon viaggio, Bagarella.
Tutta la parte di là. II chiostro, il retro, si può sbarrare?
Pure lì sopra mettiamo qualcuno. Con tutta la visuale pulita.
Con le armi?
Padre, sì, con le armi, per forza.
Non si preoccupi perché tanto noi saremo discreti.
Non ci farà caso nessuno.
Bene, Padre...
Sai perché ti sposo?
No.
- Ti sposo perché... - No, aspetta.
Me Io dici al matrimonio.
Sei sicura? Poi è tardi.
Allora facciamo così. Tu starai qui ad aspettarmi.
Ti raggiungo e me Io dici subito.
Però te Io dico così all'orecchio. Perché è una cosa nostra.
Lì ci va messo qualcuno. Non trovi?
- Pronto? - Ci vediamo fra mezz'ora.
Dopo l'uscita di Partinico c'è uno spiazzale.
Col cazzo! Vediamoci tra un quarto d'ora al porticciolo di Sant'Erasmo.
- La friggitoria sul molo. - Non se ne parla.
Ascoltami, io sono un PM. Va bene?
Immaginare il bordello che ho fatto. Sono a piedi, mi cercano.
O fai come dico io, o niente. Decidi tu.
Va bene.
Sai...
Non pensavo fosse così facile incontrare un magistrato dell'antimafia.
Tu sei un assassino.
Prima o poi ogni assassino incontra un magistrato.
Sì, però sono venuto io, Saverio.
Se era per te, quando mi trovavi?
Veramente io ti ho trovato. Almeno un paio di volte.
Ti ho osservato nel bosco, Io sai.
Trovato, spiato.
Ma non preso. Preso è un'altra cosa.
Sai quanti cinghiali avrei voluto prendere?
- Eppure... - Come quello di San Sepolcro, vero?
- Alla fine l'ho ammazzato io quello, sai? - Davvero?
Col tuo coltello.
Che ti devo dire?
Che c'è? La pistola?
Non ce l'hai pure te?
Comunque, Saverio, come stai? Tutto a posto?
- Hai messo su famiglia? - Non mi scassare la minchia, Lucio.
Dimmi dove tengono Di Matteo.
Piano, Saverio.
Devi accettare qualche mia domanda per avere qualche risposta.
Dovevo insegnarti anche l'educazione vent'anni fa.
Sto per sposarmi, sai?
Ah, sì?
Lei chi è? Com'è? Dimmi un po'.
Giada, eh?
Stava bene stamattina, Io sai?
È sempre bella.
Che poca fantasia che hai. Pure con le ragazze.
- Hai preso quella mia. - Non è mai stata tua.
- No? - No.
Secondo me la sposi per questo.
È stato sempre così. Io punto un cinghiale e tu l'ammazzi.
A me piace una, a te piace proprio quella.
Ora usi anche le mie parole durante le interviste.
Vorresti essere come me, vero?
- Saverio, non ce la fai. - A te piacerebbe.
Non è così.
Allora la ami.
Dai, dimmi dov'è il bambino e ti facilito la vita.
- Te ne fotte qualcosa di qualcuno? - Io quella notte t'ho lasciato andare!
Per non rimanere solo. Volevi prendermi tu e hai fatto sempre quello che dicevo.
Perché ti volevo bene, cretino!
Perché amo Giada!
E perché devo portare a casa quel bambino.
Se fossi meno stupido, sapresti rispondere da solo alle tue domande della minchia!
Adesso basta, Lucio.
Renditi utile. Dimmi dove tengono il piccolo Di Matteo.
Minchia, ancora insisti? Non Io so dov'è.
Non Io so, hai capito? Se anche l'avessi saputo, non te l'avrei detto.
Comunque Saverio cosa dobbiamo fare ora?
Mi dai un po' di vantaggio, che dici? Poi ricominciamo tutto da capo.
Stabiliamo un tempo limite, però che cosa vale?
Vale tutto.
E soprattutto, che cosa ci scommettiamo?
Te l'ho già detto, Lucio.
I vecchi tempi sono finiti.
Hai perso.
Stavolta non ne vai da nessuna parte.
Resta seduto, fidati.
Sei venuto con i tuoi cani, vero?
Avevamo detto solo io e te.
Non sono uno che si fa prendere Saverio, capito?
Sono quello che sono.
Avevi ragione, sai?
Non sono come te.
Io sono meglio di te.
Io sono meglio di te.
Io sono meglio di te.
Sono meglio.
Io sono meglio di te.
Io sono meglio di te.
Io sono meglio di te. Capito?
- Mi dici perché no? - Perché non mi serve.
- Non mi serve uno che mi segue. - Ma io voglio imparare quello che fai.
Sai a me che minchia me ne fotte. Devi darmi un altro motivo, Saverio.
- Se vuoi che cambi idea. - Ti posso pagare.
Ecco il figlio di papà. Non farmi perdere tempo.
Non capisci che non voglio essere quello che sono? Ti basta?
Saverio, come stai?
Come stai?
- Sto bene. Di' quello che devi dire. - Come cazzo vi è venuto in mente?
Procuratore, ho risposto alla segnalazione di Lucio Raja.
- Segnalazione di chi? - Del dottor Barone.
- Sì, io... - Zitto!
Tu stai zitto, non hai nemmeno il diritto di replica!
Volete dirglielo che ci avete dato a malapena il tempo d'arrivare?
- È andata così. - Siete intervenuti per evidente minaccia?
Ha alzato il braccio. Ha preso la pistola, per difendere il dottore...
- Va bene, può andare, grazie, capitano. - Ci saranno conseguenze.
- Le faremo sapere. - Vorrei saperlo ora.
Arrivederci!
E tu?
Con cinque corpi di pubblica sicurezza e 380.000 uomini ti rivolgi proprio a lui?
Non ricordavi che ha ammazzato due dei suoi?
- Mi fido di Bonanno, va bene? - Sì.
E sì, ho ritenuto giusto fossero loro ad arrestarlo.
- A sparargli vuoi dire. - No, ad arrestarlo.
Zitto!
Tu oggi devi stare zitto.
Dove cazzo pensate d'essere? Nel Far West?
Dio santo, guarda.
È dalle elementari che non picchio nessuno ma tu mi fai venire voglia.
Andrea, Raja non si sarebbe mai presentato senza vedere Saverio.
Abbiamo cercato di prendere tutte le precauzioni.
Non era il modo giusto, ma per prenderlo...
Basta!
Non mettertici anche tu con questa storia del fine che giustifica i mezzi. Basta!
Che me ne faccio di un PM che rischia in prima persona, di un morto?
Non mi servono martiri, ma persone che si fidano di me,
e voi due non vi siete fidati di me. Giuro, faccio fatica a capire perché.
D'ora in poi prima di muovervi,
anche prima di respirare, dovete bussare al mio ufficio
e chiedermi che cosa penso. Chiaro?
- Sono stato chiaro? - Sì.
Ne vuoi parlare?
Voglio quello che vuoi tu.
Io volevo andare avanti.
Non c'era altro modo per...
Io ci ho provato.
Allora, chi di voi due vede per primo papà,
- mi porti le sue scuse. - Che minchia stai dicendo Giovanni?
Li leggete i giornali? Hanno preso gli uomini di Don Luchino, esplosivo compreso.
Se davo retta a voi, papà Io vedevo in carcere.
Pretendo le sue scuse.
- Non tirare troppo la corda, Giovanni. - Tuo padre non ha mai chiesto scusa.
Stai scherzando?
Ci prende in giro 'sta testa di minchia.
Avvocato, che faccia che hai fatto, l'hai visto, Enzino?
T'ho portato qua per farti vedere una cosa.
Non so se è il caso. Io devo andare.
Non ci vuole niente. Dai, fatemi questo piacere.
Andiamo. Lo dovete vedere coi vostri occhi.
Allora, memorizzate bene e riportate tutto a papà.
Mitra, bazooka,
fucile mitragliatore, esplosivo,
mine anticarro, lanciagranate.
A carichi regolari ogni minchia di settimana.
Che dite? Papà sarà contento di me?
Finora gli hai dato solo delusioni,
Non è vero, Emanuele?
Mica come te.
Che eri bravo a scuola, accompagnavi in chiesa mamma.
Io combinavo solo casini.
Ti ricordi quando papà quando per punirmi mi mandò in montagna con le pecore?
Una rottura di minchia.
Ogni giorno con le pecore.
Non facevano mai quello che dicevo io. Non ubbidivano, avvocato.
Lo sai che facevo io?
- Giovanni, ma che minchia fai? - Io ne ammazzavo una al giorno.
- Ogni mattina una pecora. - Lascialo.
Tutte le ammazzavo.
Tutte.
Quando morirono...
me ne tornai a casa.
Sono io che non ho mai chiesto scusa a nessuno.
È scarica, Emanuele.
Visto che da oggi papà Io vedi solo tu, non te Io scordare.
Questo è il mio messaggio.
All'inizio del 1996 Leoluca Bagarella lasciava la Sicilia
per raggiungere il super carcere dell'Asinara, in Sardegna.
Cosa Nostra aveva perso un boss importante.
E come l'idra di Lerna, era pronta a rigenerarsi.
Pronta a riorganizzarsi.
A riconoscere nuovi capi e nuove forme di potere.
Una pecora al giorno, papà.
Il problema per loro era che all'inizio del 1996 anche noi eravamo pronti.
Buongiorno.
Buongiorno. La signora mi ha detto che potevo aspettarla qua.
Ma sì, accomodati.
Minchia, signora. Stai attento a non farti sentire.
- Lo vuoi il caffè? - No, la ringrazio.
Hai avvisato gli altri?
Sì. Faceva strano anche a loro che oggi non si lavora.
Ma noi stiamo lavorando.
Stiamo lavorando?
E ci giocavano per ore. Bruno con la blu e lui quella rossa.
Macchinine piccole così.
Tutto il giorno facevano a gara. E io li sentivo sbattere contro al muro.
E ora mi scende una tristezza.
Perché tira la blu, ride,
e poi guarda la rossa e aspetta.
Come se suo padre potesse tornare.
Ma suo padre non torna, Clara.
Pure quando è nato Bruno lui era in prigione. Ho partorito sola come un cane.
Già.
Pure tu?
Lui era troppo impegnato. Almeno così diceva.
Io manco l'ho cercato.
Ho sentito le fitte, ho chiamato l'ambulanza.
E ho fatto nascere mia figlia. Sola.
I bambini si abituano all'assenza.
Noi invece non perdoniamo. Ricordiamo tutto, ogni minuto.
E finiamo per essere arrabbiate a morte.
Minchia, incazzate nere.
Io sono anni che non parlo con nessuno.
Non ho mai avuto un'amica.
Beh, adesso ne hai trovata una, no?
- Tullio. - Tony.
- Hanno messo qua anche a te? - Sì. Ultimi documenti e mi fanno uscire.
Tony, pentiti, che dopo si sta meglio.
- Minchia, dopo. - Dopo si sta meglio. Ascoltami.
- Tullio, non hai paura? - Ma quale paura?
Sto raccontando tutte le truffe che facevamo.
Sai le risate che si stanno facendo i magistrati?
Pentiti, che dopo si sta meglio. Ascoltami.
Come sono andato? Sono stato bravo?
Ragazzi.
Ehi!
C'è nessuno?
Ma siete bellissimi.
- Fatti vedere. - Eccola.
Ma sei una principessina.
- Anche mamma ci fa vedere il vestito. - No. Guarda, scordatelo. Veramente.
Ho lasciato il vestito al negozio, ero sicura che avresti curiosato.
- Forse lei, io no. - Guarda, siete due pasticcioni.
Mi rovinate sempre le sorprese.
Sì, amore, c'è il sole. Allora, come è andata?
Com'è andata...
Monica è una brava ragazza.
Che, per due anni, ha vissuto coi soldi di ladri e assassini.
Amore, devo chiudere adesso, se non te la senti, ti capisco.
Saverio, non ti preoccupare.
Te l'ho promesso, sono pronta davvero.
- Ma davvero ti piace quella roba? - Non riesco a farne a meno.
- Grazie per avermi aiutato nell'indagine. - Va bene.
Vengo al punto.
Quando ripeti le parole due volte non è bello, sbaglio?
Ti ho preso nella giornata sbagliata?
C'è qualcosa che ti irrita?
Mi hai contattato chiamandomi a capo squadra.
- Tu potresti essere intercettato. - Questo me Io puoi dire soltanto tu.
È un periodo di grandi successi, eh?
Anche di esaltazione.
Ed è proprio per questo che bisogna valutare bene
che ogni passo sia fatto nella giusta direzione.
Voi state andando troppo veloci.
Ancora con questa storia?
Evidentemente non sono l'unica che ti dà questo consiglio.
Evidentemente forse c'è qualcuno che non vuole vincerla questa guerra.
Ti ho solo chiesto di rallentare.
non di deporre le armi. Tu parli di guerra.
In guerra c'è un momento in cui entrambe le parti si fermano.
Per una è il momento della resa.
Non mi interessa la tua opinione.
L'importante è che hai capito.
No, non ho capito, Rachele.
Qui sono tuoi amici, no? Sono tutti amici.
Quindi puoi parlare più chiaramente.
- Su chi è che dovrei rallentare? - Su Provenzano.
Su Pietro Aglieri.
Perché anche su Pietro Aglieri adesso?
Perché è l'unico che può parlare con Giovanni Brusca.
Con chi a Corleone vuole le stragi.
Qualcuna l'abbiamo evitata anche noi, sai?
Te l'ho data una mano nell'indagine adesso, forse?
Non ci provare. Andrea.
Dimmi che hai capito.
Avanti. Ehi.
Che c'è?
Ho bisogno di fare una cosa.
Ma dopo quello che è successo, te Io devo chiedere.
Cioè, te Io voglio chiedere.
Non è una cosa bella, ma è fondamentale.
- Andrai a rischiare la vita? - No.
Chi rischia? Qualcuno di noi o qualcuno di loro?
Loro.
Però devo sapere se sei d'accordo perché devo farlo, capisci?
Dimmi solo se funzionerà.
Funzionerà.
Allora fallo.
- Non vuoi sapere di che si tratta? - Fallo e basta.
Grazie.
Ma no.
Ma che cazzo, l'avevo fatto aggiustare una settimana fa.
- Ti darei una mano ma sono negata. - No, è assurdo, guarda.
Assurdo.
Senti, è venuto a prendermi mio fratello. Lo vuoi un passaggio?
- Grazie. - Andiamo, dai. Sali.
- Guarda, Io devo buttare quel coso. - Sarebbe ora sennò rimani a piedi qua.
- Ciao, lei è Monica. - Ciao. Piacere.
Accosta qua a destra, grazie, sono arrivata.
Allora, grazie mille per il passaggio e ci vediamo domani, Clara.
- Aspetta, Monica. - Che c'è?
- Che succede Clara? - Io non mi chiamo Clara.
Mio marito non è un detenuto, è il magistrato che ha arrestato il tuo.
Se scendi adesso, questa sirena avvertirà tutto il tuo quartiere che tu,
moglie di Tony Calvaruso, sei scesa dall'auto di un magistrato.
Che minchia volete? Ditemelo.
- Tony sa dove tengono il bambino? - Vaffanculo, brutta stronza.
- Fammi scendere. - Tony sa dov'è Giovanni Brusca?
- Fammi scendere da qua. - Monica, rispondimi.
Ma che minchia vuoi fare? Vuoi passare il resto della tua vita così?
Vuoi andare in carcere, fingendo che va tutto bene?
Vedere tuo figlio giocare solo?
Dimmi che cazzo sa Tony.
Io non so niente, ok? Non so che cazzo faceva Tony.
Mi diceva di stare tranquilla e andava tutto bene, ok?
- Posso uscire da qua? - Aspetta, Monica. Facciamo un giro. Dai.
Parliamo io e te. Parliamo di Tony, di come possiamo convincerlo.
Non costringermi a fare suonare la sirena.
Possiamo ancora aggiustare tutto.
Agente!
Che c'è, Calvaruso?
Non mi portate al colloquio?
- Mi dispiace, non è venuto nessuno. - Ma come nessuno?
Mia moglie Monica viene sempre.
Allora fatemi fare una telefonata. Posso farla? Al posto del colloquio.
Non oggi. Prima si deve fare la richiesta.
Ma oggi ci devo parlare! Mia moglie non manca mai! Agente!
È importante, agente!
È la cosa giusta, Monica.
Tony ha la testa dura.
Ci vada giù pesante.
Ciao, non siamo in casa. Potete lasciarci un messaggio.
Monica.
Ma ci sei, Monica? Mi rispondi?
Bruno, amore di papà, mi senti?
Bruno.
II numero del mio avvocato ce l'avete, no? Me Io fate chiamare?
II colloquio con l'avvocato è già fissato.
Se hai delle richieste particolari puoi scriverle qua.
No, quali richieste particolari? Questa è un'emergenza! Non Io capite?
Non riesco a trovare mia moglie!
Ricordi che non ne devi parlare con nessuno?
Dov'è il mio avvocato?
- Ci lasci soli. - Ancora! Non ci parlo con lei!
- Non l'ha capito? Voglio il mio avvocato! - Piano.
Bagarella ha orecchie ovunque. Farsi sentire non conviene a nessuno.
- Soprattutto a te e a Monica. - Mia moglie dov'è?
Non Io so.
Non risponde più al telefono! Ai colloqui non si presenta!
Le avete fatto qualche cosa?
Fatto? Ma sei impazzito?
Magari sta solo pensando. Tu starai sempre qui e pretendi che lei ci sia sempre?
Ogni istante, ogni momento.
Avrà letto sui giornali che ho arrestato i tuoi amichetti.
Bingo, Olivetti, Castagna, 'U Petruni.
Quelli di cui non mi hai fatto i nomi, Tony.
E magari sta ragionando.
Se finiscono tutti dentro, chi ci penserà a me?
Con Monica ci ho fatto due chiacchiere.
Allora? Non dici niente?
Va bene, Tony.
Prometto che per tutta la durata del processo
dimostrerò ogni volta che tu e il tuo padroncino avete ucciso.
No, io...
Io che cosa? Vuoi collaborare, Tony?
Quando Bagarella dava ordini di ammazzare qualcuno e hai pulito la sua merda.
Ogni giorno che posso farti fare in più, giuro sulla mia vita, te Io faccio fare.
Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, una vita sempre solo!
Solo! Senza Monica e senza Bruno!
È l'ultima offerta, Tony.
Aprite!
Riportatelo dentro.
Ti prego, Giada. Sono tre notti che stai qua.
Vattene.
Non posso lasciarti qui, non voglio.
Saverio, è mia madre.
Tu non Io sai cosa sento. Lasciami in pace.
Giada. Fermati.
Giada.
Lasciami.
No, non coprirla.
- Aspetta, solo un pochino qua. - No, per favore, lasciala stare.
Hai ragione. Sei bellissima.
No. Ho capito che ve ne fregate delle tradizioni,
avete pure dormito insieme. Ma la sposa non gliela faccio vedere prima!
Hai ragione. Mi passi il telefono che squilla da un'ora?
- Solo il telefono. - II telefono.
Ciao, amore.
Via.
Telefono.
Carlo! Allora non sai che metterti? Ma te l'avevo detto che...
- Rimandiamolo il matrimonio, davvero. - No, non esiste.
L'abbiamo organizzato al volo. Possiamo rifarlo quando vogliamo.
Giada, no. Torno subito.
Allora, come mi sta?
Grande. Però almeno evitiamo che la tua diventi uno schifo.
Grazie, Carlo.
Dovrei andarci io.
- Non mi fare aspettare in chiesa. - Tranquillo. Vai.
- Buongiorno. - Ciao, Tony.
Mia moglie?
La vedrai presto. E anche tuo figlio Bruno.
Parlami, Tony.
Io non ho mai ucciso nessuno.
Mai.
Me l'hanno chiesto, Io dovevo fare, ma non l'ho mai fatto. Mai.
- Io non ho mai ucciso nessuno. - Bravo.
Così ti posso aiutare ancora di più. Continua.
Io sono stato per anni l'autista personale di Leoluca Bagarella.
Lui con me ci parlava.
Si fidava molto di me.
Adesso ti devi fidare di me.
Perché io ti tiro fuori da qui. Io, non lui.
Su.
Vedi, io non saprei da dove cominciare.
Cominciamo dal piccolo Giuseppe Di Matteo.
È ancora vivo?
Ma tu ti rendi conto, Carlo?
- Sì. - Allora?
Allora tu ora ti sposi.
e poi ci pensiamo.
A giugno, quando mi avete arrestato, sì, era ancora vivo.
Chi ce l'ha?
Giovanni Brusca.
Cos'altro puoi dirmi, Tony?
Io le posso dire dov'è che Giovanni Brusca si è fatto la casa.
Lasciami!
- Vuoi stare con me? - Per sempre.
So dov'è, Giada.
Lo posso prendere. So dov'è.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Fratelli e sorelle carissimi, siamo qui riuniti
per celebrare il matrimonio di Giada e di Saverio...
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