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Erano giorni d'inferno.
Giorni di morti ammazzati per strada,
blitz, interrogatori, macchine blindate,
scorte, sirene.
Giorni terribili.
Tre omicidi in due giorni. Ancora Sicilia, ancora Palermo.
Dopo Falcone e Borsellino,
dopo le bombe del 1993.
La mafia corleonese in trent'anni di guerra aveva sempre vinto.
Eliminando nemici, amici, poliziotti,
magistrati, giornalisti, uomini di Stato e civili.
Assassini!
I corleonesi controllavano le strade. Maneggiavano esplosivi, armi
e un esercito di 28.000 uomini pronti a sparare.
Un disegno per precipitare l'Italia nella paura,
poiché Cosa Nostra, con gli arresti di Riina,
Madonia e Santa Paola, ha accusato duri colpi.
Nel 1993 Io Stato era in guerra.
E io?
Giunto alla metà dei miei giorni,
mi trovavo in un bosco tanto scuro
'ché non trovavo la via del ritorno.
Le conosci?
Le ho fermate tre mesi fa. Le rifornisce Giuffrida.
Non so che cazzo spaccia.
E andiamoglielo a chiedere. Adesso.
Scordatelo, magistrato.
Col dovuto rispetto, non m'interessa l'indagine.
Facciamo muovere lui e andiamo.
- Quante volte ti ha fregato? - Appunto, troppe.
Ogni perquisizione ci manda contro quelle cazzo di balene.
E poi?
E poi niente. Non troviamo mai un cazzo.
Andiamo. Stavolta vengo anch'io.
Non cambia niente.
Scommettiamo?
- Sì. - Non ci posso fare niente.
- Arrangiati. - Conosci La Bella e la Bestia?
- Lui ha fatto una canzone. - Sì.
- Sì. - Non so, m'è venuta un'associazione.
Ha sempre scritto favole.
Va bene. E accanto al romanista...
Polizia, aprite!
Forza. Apriti!
Cazzo, apriti!
Apriti!
Dai!
Ma che cazzo è tutto questo casino?
E allora, che te ne pare?
Che racconto alla stampa?
Racconti delle sorelle, sennò non fa ridere.
È vero. Hai ragione, funziona meglio.
Non fare quella faccia.
L'arresto è bizzarro, perciò è tuo.
Lo sanno tutti. Altrimenti glielo dico, non preoccuparti.
Controlla se arriva Andreina. Quella stronza fa la spia a mia moglie.
Dottore, sta arrivando.
Cazzo.
- Dottor Donà, la aspettano. - Arrivo.
Fumatelo tu, te Io meriti.
Almeno qualcuno se li gode.
Sai quanto costano quelli?
Costavano tanto.
Costavano come la sua Mercedes, la lussuosa villa in montagna,
come i cellulari che dalla procura passavano alla sua famiglia.
Costavano come le mie indagini su Patanè, un imprenditore corrotto
che da mesi tentavo di sbattere dentro mentre Donà negava la richiesta d'arresto.
E in segreto ci andava a cena.
Era una prova pesante di collusione,
ma io cercavo di più, prima di denunciarlo al Consiglio Superiore della Magistratura.
Giravo a vuoto da mesi.
Non avevo più tempo.
Dovevo denunciarlo ora, perché sentivo che se ne era accorto.
Così siamo riusciti a eludere l'azione di una famiglia, diciamo,
un po' protettiva.
Cordiale, lucido. Mai un'esitazione nella voce.
L'uomo perfetto, che gira ogni obiezione a suo vantaggio.
E Sanitopoli, invece?
Sembrava che l'operazione dovesse portare un terremoto tra imprenditori e politici.
Invece ora tutto tace.
Prevedeva le mie mosse.
Parisi, lei è della stampa e con i terremoti mediatici ci campa.
Ma è meglio evitare i terremoti mediatici, per lavorare in pace.
Certamente, io gli assomigliavo.
E infatti volevo il suo posto.
Che c'è? Stiamo cominciando.
No.
No.
Ancora no.
Non ti dico un cazzo.
Tutto a posto.
Tutto a posto.
Perché metti la cravatta?
Non avevo detto di metterla.
- Perché? Ce l'hai pure tu. - La porto per lavoro.
Appunto.
Vorrei sapere che lavoro devo fare.
Che sei nervoso?
Ci hai ripensato?
Tony, parla chiaro, perché c'è la fila per un'occasione così.
Tullio, io devo sapere che lavoro devo fare.
Se mi hanno dato questo lavoro, significa che è importante e tranquillo.
E si fidano.
- Io mi posso fidare di te? - Sì.
È arrivato. Ascoltalo e basta, senza fargli domande.
Piacere, Tony Calvaruso.
- Antonio? - Sì.
Viene da Antonio.
- Accomodati. - Mi fai spazio?
Sì.
- Prendi qualcosa? - No, sto bene così.
Allora, Antonio.
Antonio...
Hai una macchina?
Una Tipo.
Di che colore?
È grigio scuro.
- E tua moglie? - No, lei ha il motorino.
- Santina? - Mia sorella?
Tua sorella Santina.
Mia sorella ha una Escort, di colore blu scuro.
Si può utilizzare?
Sì, volendo.
Sono uscito i primi di settembre, quindi...
II 28 di agosto.
II 28 agosto.
Non mi sono potuto organizzare, però se c'è qualcosa che può servire...
Hai un telefono cellulare?
No. È un problema?
Abbiamo finito.
La Tipo è quella parcheggiata qui?
Sì, è quella.
Iniziamo subito.
Andiamo. Sbrigati.
Cammina. Vai.
Senta, la raccolta delle greatest hits di Spagna ce l'avete? Perché non la trovo.
Spiacente, è terminato. Ma se vuole, possiamo ordinarlo.
- Quanto ci vuole? - Cinque giorni, massimo una settimana.
- Una settimana? - Sì.
Va bene, niente. Grazie Io stesso.
- Si figuri. - Grazie.
Per un latitante, il tempo è relativo.
Il killer, Io stragista, l'ammazza-sbirri.
Boris Giuliano, Antonino Burrafato,
il giornalista Mario Francese.
Morti che gli consentono di entrare in commissione,
la sede dove avvengono le decisioni.
Mandante delle stragi di Firenze, Roma, Milano, Capaci.
Nel 1993, eredita il potere militare di suo cognato, Totò Riina:
armi e migliaia di uomini.
Cento omicidi all'attivo.
Nel 1993 Bagarella non solo siede in commissione,
è diventato la commissione.
Vediamo come guida questo ragazzo.
Sì eccomi, scusi.
- Allora, mi chiedeva del volo AZ72098... - Sì.
- ...da Roma, giusto? - Sì, esatto.
- Ok. - È atterrato?
Un secondo solo, verifico subito.
Guardi glielo dico io, è atterrato.
Ok. C'è altro che posso fare per lei?
È ancora lì?
Avanti.
Dai, vieni.
Dai, su, vieni.
Prima questi.
- Ma stai scherzando? - No.
Hai perso la scommessa. Adesso ti tocca.
Era per dire. Non posso girare... Ho una reputazione.
- Sì. - Come una scimmia...
- Io sono seria. - No.
- Certo. - Come pubblico ufficiale,
- non posso vestirmi da... - Devono vederti tutti, non m'importa.
- No, non esiste. - Zitto. Muto.
Forza. Andiamo. Abbiamo poco tempo, dai.
- Non mi va il dolce, tu Io vuoi? - Dipende.
Chiediamo se hanno il banana split?
Zitto.
Basta.
Te Io giuro, l'ho sentito.
Quando pagavo il conto, diceva King Kong.
Sì, King Kong.
Se fossi King Kong, sarei bionda e mi avresti trascinata sul tetto.
Non qua dentro.
Sul tetto?
Sul tetto.
Mica male questa idea.
Amore, aspetta. Ho il volo fra cinque ore. Non possiamo.
Cinque ore? E che dobbiamo fare? Cinque minuti bastano e avanzano.
Dai, facciamo così.
Quando vieni a Roma, ci facciamo un bel giretto
sul tetto di casa mia, eh?
Ho una terrazza bellissima. Si vede l'intera città.
Che c'è?
Non so se riesco a fermarmi.
- Come no? Dai. - Andiamo, non fare così.
Sai com'è quando lavoro.
Sai che facciamo, quando finisce tutto?
Ci facciamo un weekend, solo noi.
Vulcano, Eolie, Ecuador che pullula di banane.
Saverio, sono seria.
Per una volta che vieni a Roma.
Prometti che ci penserai?
Prometto. Ma tornando al discorso del tetto, però...
Tornando al discorso...
- Vieni qua! - Aiuto!
Tre... due... uno...
Un conto alla rovescia prima della mia partenza per Roma.
La mia vacanza.
Chiamavo così l'udienza fissata al CSM per denunciare Donà.
Qualche stretta di mano, dei sorrisi,
e al mio ritorno una scrivania nuovissima.
Saverio!
Saverio, vieni nel mio ufficio. C'è un regalo prima che vai in vacanza.
Ti mando a Palermo, alla distrettuale antimafia.
C'è la riunione delle procure.
Ci vai da solo, a rappresentare Termini Imerese e me.
Te la senti?
Qualcuno di là non sarà contento.
Allora? Quando mi daranno i tuoi risultati, ci andranno loro.
Ti fai le ossa, ti conosceranno.
Questo è l'intervento.
Che dici? Glielo facciamo il culo o no?
Cioè, stiamo chiedendo all'antimafia
di farci leggere le loro intercettazioni sul territorio?
Sul nostro territorio.
E abbiamo il diritto di sapere cosa sentono.
È difficile da mandare giù.
Ci chiedono collaborazione? E noi la chiediamo a loro.
Vedrai, troverai un modo.
- Quando c'è la riunione? - Fra tre giorni.
Prima che parti.
Fammi capire, vai a Palermo a fare questa figura di merda.
Ancora? Se dico di no, mi fotto.
Così vuole provare la mia fedeltà. S'è accorto che gli sto addosso.
- Lascia perdere. - Che cazzo dici?
Parliamoci chiaro. Tu sei convinto che Donà sia colluso.
Vai a chiedere all'antimafia di consegnargli in mano le intercettazioni
- di chi gli paga le vacanze in Svizzera. - Bravo.
Faccio una figuraccia, rischio. Ma dopo volo a Roma al CSM
e recupero. Con la denuncia invalido tutto.
E sui giornali c'è la mia faccia.
Parisi, mi conviene.
Gli atti delle indagini su Patanè.
Richieste respinte e i collegamenti politici.
Tu dopo la denuncia pubblichi tutto.
Questo ti costerà. Per due titoli sui giornali. Che fai?
Faccio la cosa giusta.
Sono un bravo ragazzo, no?
Andiamo, dimmi di sì.
Su.
Che cazzo è?
Quella ti piaceva?
No. Alla radio fanno sempre le stesse cose.
Infatti. E non mi fanno mai sentire "Every girl and boy". La conosci?
- Non mi pare. - Come no? Quella che fa:
Poi fa pure "bang bang". Andiamo, hai capito quale, su.
- No, non la conosco. - Ma come no? Spagna.
- Ah, sì. Spagna. - Quella canzone mi apre la testa.
Mi aiuta a pensare.
Ti prendi tempo per pensare?
Io certe volte penso pure troppo.
Sì? E a che pensi?
Per esempio, non so se mi posso permettere, comunque,
ora sto pensando a questo lavoro. Se lei me Io darà oppure no.
Puoi fermarti là a sinistra.
Allora...
Tieni. Così pensi meno e impari di più.
- Veramente, non volevo dire... - Andiamo, prendi.
- Grazie. - Noi staremo insieme questa settimana.
Poi, se tu piaci a me e viceversa, ci sistemiamo meglio.
- Va bene? - Sì.
Ci vediamo domani.
Segreteria di Saverio Barone.
Non ci sono. Lasciate un messaggio, richiamerò.
Se non vi richiamo, insistete.
Allora oggi è il grande giorno. Sei pronto?
Sei preoccupato?
Stanotte ho visto un film assurdo con Carmen Russo che diceva:
"La paura è del saggio, l'incoscienza è del pazzo.
Quindi stringi le chiappe e buonanotte al cazzo."
Era una cosa così, ti ho pensato.
Quando arrivi a Roma chiamami così ci organizziamo, ok?
Siamo entrati nella città proibita.
Santino di Matteo, pentito, ha elencato i responsabili di Capaci,
quei boss che governano Cosa Nostra.
Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca...
II nostro obiettivo è prenderli tutti, uno dopo l'altro,
sul territorio che governano, a casa loro.
Per questo chiediamo alle vostre procure di collaborare con noi,
fornendoci informazioni e resoconti delle vostre indagini,
tutto ciò che può esserci utile.
II dottor Barone prima voleva intervenire. Prego.
Sì.
Sì. Vorremmo essere informati sulle attività di intercettazione
riguardanti il nostro territorio.
Perché avete bisogno di controllare la distrettuale antimafia?
Articolo 116 delle disposizioni di attuazione
del nuovo Codice di procedura penale:
"II procuratore della Repubblica
non svolge solo funzioni del pubblico ministero,
ma anche attribuzioni di ordine e sicurezza pubblica,
che gli danno facoltà, anzi Io obbligano,
a partecipare alle attività del territorio di competenza."
Lei ritiene di dover applicare una legge speciale per la sua procura?
- La mia procura intende essere informata. - L'ho capito.
Chiedevo se Io ritiene giusto.
Sì, Io ritengo giusto.
Ha fretta?
- Sì. Ho un appuntamento importante. - Capisco.
Intervento interessante il suo.
Spero che non crei troppo fastidio.
No, assolutamente.
Spero che a questo appuntamento utilizzi al meglio l'intelligenza.
Lo spero anch'io.
L'hai sentito? Saverio!
È là!
- Via, Saverio! - Prendilo!
- Prendilo! - Sparagli!
Spara!
Quanto è grande.
È grande come te, Saverio.
Saverio.
Hai sparato tu?
Tu chi sei?
Uno che vi regala il cinghiale.
Lo regalo a lui,
che non prenderà mai cinghiali così.
Signore e signori, stiamo per atterrare all'aeroporto di Roma Fiumicino.
Controllate che le cinture siano...
Ringrazio il presidente per avermi convocato
per la situazione di cui sono testimone.
Ringrazio il presidente per avermi convocato
per la situazione...
Prego.
Ringrazio il presidente, per avermi convocato
per la situazione di cui sono testimone.
Grazie.
Vincenzina.
Mi dispiace. Se l'avessi saputo, avrei portato qualcosa.
No, non ti preoccupare.
Vincenzina.
Ricordi del ragazzo di cui ti parlavo?
- Eccolo qua, Tony. - Buongiorno.
Ti voleva portare dei fiori, ma Pasquale era chiuso,
non è stato possibile.
Vado in cantina a sistemare delle cose.
Tony, ci darai una mano per il trasloco.
Sotto la sua direzione, perché qui dentro comanda lei.
Molto piacere.
Dammelo.
A posto.
Brusca ha detto che viene?
Sì.
Ma tienilo d'occhio, perché ti vuole fare le scarpe.
Oggi pure le capre alzano la testa.
Prendi il necessario, il resto portatelo a casa nuova.
- Va bene. - Sei un bravo ragazzo, si vede subito.
Ho occhio per le persone.
Avete dei bambini?
Sì, un bambino di sei anni, si chiama Bruno.
- Ho una fotografia. Posso mostrargliela? - Sì.
Ecco qua. Qui aveva un anno e mezzo.
Bellissimo.
Gliel'hai scattata tu?
No, non c'ero.
Io ero...
Non preoccuparti. Mio marito me l'ha detto che sei stato...
- Com'è che dite voi? Al collegio. - Sì, noi diciamo così.
Lui aiuta tutti.
E ora dobbiamo aiutare lui.
Rimettiamoci a lavoro.
Bruno!
- Ti avevo chiesto una cosa! - Ma che hai?
- Avevo detto che era una cosa di lavoro. - Però ti innervosisce troppo.
Perché ancora non ce l'ho. Capisci che sono un sacco di soldi?
Tony, non ci resto un'altra volta da sola.
- Chi cazzo è questo? - Ma niente, chi deve essere?
Sai cosa faccio? Lo porto in giro, faccio la spesa alla moglie. Cose così.
- Solo questo? - Sì.
Monica, mi pare che questi soldi noi ce li meritiamo, giusto?
La canzone è rovinata?
Certo che si è rovinata, c'è la sua voce.
Allora vale di più.
- Ora zitto, la devo risintonizzare. - Dai, andiamocene un po' di là.
Vediamo se la trovo.
Ben due ore...
Io devo lavorare.
Ho capito...
Che cazzo è?
- Che è successo? - Una perquisizione.
Mandato della procura di Caltanissetta. Sono qui da ore.
Eccolo, è lui.
Saverio.
Saverio.
Questi pezzi di merda fra un po' sfondano la porta come fossi un criminale.
Mi stai ascoltando? Tu devi assistermi,
controllare il lavoro di questi infami.
Ok?
Questo è il mio garante, Saverio Barone.
Ci conosciamo.
Da questo momento chiedo formalmente...
Non posso farlo. Ha scelto la persona sbagliata.
L'ho denunciata al CSM.
Ma che stai dicendo? Figlio di puttana!
Stia calmo, procuratore.
Donà, si contenga.
- Si contenga. - Levati dalla mia vista, infame!
Pezzo di merda!
Non so della tua denuncia.
Davvero?
Dovrei credere alla concomitanza di eventi.
Mi sembra strano.
La procura ha le dichiarazioni di un pentito, Salvatore Cancemi.
Parliamoci chiaro, Barone. Questa indagine non porta il tuo nome.
Da quant'è che avete queste dichiarazioni?
Un mese, un anno, dieci anni?
Lo ripeto: questa è la mia indagine.
È un problema?
Ma è il nostro lavoro, diciamo. Abbiamo fatto un intervento...
necessario, considerate le contingenze gravi,
chiaramente dovuto...
Pronto?
Avevi promesso che saresti passato.
No. Ti avevo promesso che ci avrei pensato.
Scusami.
Scusami. Le cose non sono andate come speravo.
- Ora sei in ufficio? - Certo, dove dovrei essere?
Dai, racconta.
Rocco.
Sono Saverio.
Avvocato! Vieni qua, fatti abbracciare!
Bentornato a casa.
Sai, il nuovo guardiacaccia è un cornuto.
Un infame.
- Mi ha sequestrato pure il fucile. - Strano, eh?
Gli ho detto che se c'eri tu, gli facevi il culo.
Anzi, mi potresti dare una mano, per caso?
Rocco, non faccio più l'avvocato.
Adesso sono un PM. Quelli come te li arresto.
Ma allora che sei venuto a fare, scusami?
Infatti.
Che bravo cacciatore sei!
Bravo!
Sei più prevedibile di quello che pensi, magistrato.
- Perché non resti domani? - Non posso, devo lavorare.
Ci vediamo settimana prossima.
Però stavolta vieni tu.
Promessa o no.
Scusa.
Va bene? Sono stato veramente incasinato.
Lo so.
A me va bene come siamo.
Con tutti gli stipendi buttati in taxi, aerei, alberghi.
Un nostro modo d'essere.
Sì, l'ho imparato.
E so che se qualcosa non va, tu non vieni da me.
Ma vieni qua.
Saverio, una volta che c'è Giada non te la tenere tutta per te.
Egoista.
A Giada!
E pure all'avvocato, dai. Anche se non ci difende più.
Vi fate ancora sequestrare i fucili.
Quando imparerete? Se vi servono, vi presto quelli di casa mia.
Un brindisi all'avvocato dei cacciatori che non sa cacciare neanche le galline.
Ma che ridi?
Allora, io ho ucciso un cinghiale a mani nude.
Non so perché nessuno mi ha mai creduto.
Sì, ridete.
Vieni.
Alla salute.
Non ti muovere da qua.
Ancora respiri?
Ora questo problema Io risolviamo.
Traditori e spioni senza rispetto.
Questi pentiti ci manderanno tutti al 41- bis.
I loro parenti sono anche peggio.
Allora dobbiamo ucciderne un altro per dare l'esempio e farli stare zitti.
Infatti per questo vi ho chiesto di venire.
- Di Maggio. - No, i suoi parenti sono intoccabili.
Mi servono per arrivare a Balduccio.
Se avessi sparato a Balduccio quando dovevi, Riina sarebbe stato qui.
Ah, sì?
Sei sicuro?
Prima di rompere le palle a me, fai bene i conti.
- Che hai detto? - Sarebbe meglio se stessimo tutti zitti.
Mi hai capito?
Pietruni, va' a prendere il bidone.
Lascialo fare ai ragazzi questo lavoro.
Ma quali ragazzi. Ve Io ricordate quello che diceva Riina?
Le cose vanno fatte di persona.
Perché le mani devono essere sporche,
se vuoi che cresca il giardino. Mettilo qui.
Spostati.
Per prima cosa, se Provenzano non è d'accordo con le bombe,
si metta un cartello al collo con scritto: "Non c'entro niente con le stragi".
E seconda cosa, visto che vogliamo un segnale bello forte,
la soluzione è Santino Di Matteo,
che sta facendo una bella confessione su Capaci ai giudici di Palermo.
Siamo tutti coinvolti in quello.
Chi gli uccidiamo? II padre è un uomo d'onore e la moglie si è dissociata.
II figlio.
Che dici, Giovanni?
Ci metteremo tutti contro.
Tutti chi, Giovanni?
Siamo tutti qui.
Chi vince, chi muore, chi sopravvive...
e chi ha le palle. Capito? Bene.
Io non devo dimostrare niente a nessuno.
Bravo. Perché noi non abbiamo nemici.
Signori, è arrivato il momento di sporcarci le mani.
Perché sembra che ci stiamo dimenticando chi siamo.
Non sapevo se dovevo avvicinarmi. Aveva detto di aspettare qua e...
Hai fatto bene.
Andiamo, Tony, dai.
- Offro io? - Non mi sembra il caso.
Ti credi migliore di me?
Sì.
Sei soltanto più stupido e giovane.
Ma so resistere.
E allora, buona fortuna, perché a Caltanissetta sono abbastanza incazzati.
L'accusa di Di Blasio poggia sulle dichiarazioni di Cancemi,
il pentito più inaffidabile del mondo.
Non hai mai avuto niente.
Puoi cambiarti abito tutti i giorni che vuoi,
pensare in grande e sbatterti quanto vuoi.
Ma il tuo ambiente rimane sempre quello delle tue puttane, delle drogate.
È stato solo grazie a me se hai alzato un po' la testa.
- Procuratore. - Arrivo.
Fra un mese sarò di nuovo qua
a rimettertela giù.
Dottor Barone.
Buongiorno.
Sono l'appuntato Leonardo Zaza, la sua scorta.
Come, scusi?
II CSM.
II CSM ha predisposto un servizio di tutela, non Io sapeva?
Perfetto, mi ci voleva proprio un Caronte per il mio inferno.
Cioè? Mi scusi, non...
Dante, Divina Commedia.
Certo, io Dante Io conosco.
Certo, conosci Dante, no?
Dai, lasciamo stare.
Vabbè e come...
Non si preoccupi, gliela porteranno a casa.
Che facciamo? Andiamo?
Non è bella come la sua, però...
Andiamo. Come funziona? Guidi tu? Guido io?
- Se vuole, preferirei guidare io. - Ci mancherebbe, guida tu.
- Davanti? Dietro? - Avanti.
In camera da letto ho chiuso. Rimane qualcos'altro?
No. Vieni qua.
Allora, Tony.
La settimana finisce.
Ci siamo presi?
- Tullio ha detto chi sono? - No.
Ma Io sai.
Sì.
Bene. Allora, ci vediamo domani.
Dove devo venire?
Sai usare questo?
- Credo di sì. - Tienilo sempre acceso.
Benvenuto, Tony.
Pronto?
Monica, amore mio.
- Ho avuto il lavoro. - Che bello, Tony!
Gliel'hai data la cassetta?
Sì, gli ho dato la cassetta, certo.
- Anche se c'era la voce del bambino? - Certo, con quella.
Ti amo.
- Anche io. - Ti aspetto a casa.
- Dottore. - Barone.
Sa perché l'ho fatta chiamare?
Dicono che Cancemi abbia parlato di Donà. Ma la mia denuncia non riguarda quello.
- Quindi... - Lo so, la chiamo per un'altra ragione.
Volevo guardarla negli occhi.
Faccio così, quando chiedo ai magistrati d'entrare nel pool antimafia.
Io... non mi sono mai occupato di mafia.
So anche questo. Per me non c'è problema.
La ringrazio veramente, ma non credo sia una buona idea.
Sapendo della sua denuncia, ho pensato due cose.
II senso di giustizia, la spregiudicatezza di chi non ha paura di perdere tutto.
Non so come queste cose si relazionino nella sua testa.
Mi interessano entrambe.
I motivi della denuncia non c'entrano con la lotta alla mafia, la vocazione...
Barone, lei non ha una buona reputazione. Ma i risultati parlano per lei.
E credo che sopravvaluti la cosiddetta vocazione.
Forse vedo qualcosa che non vede.
Magari persino qualcosa che non ha.
La proposta rimane valida.
Non deve rispondere subito, ci pensi.
Ci pensi bene.
Procuratore!
Accetto.
Come ho detto...
ci pensi bene.
Giada.
- Ehi. - Ciao, Giada.
- Che fai? - Niente.
Dovevo staccare mezz'ora fa, ma non ho voglia di tornare a casa.
Tu invece?
Mi trasferisco a Palermo.
Ho trovato una casa bella, grande.
Perché a Palermo?
Mi hanno chiesto d'entrare nell'antimafia.
Ho detto sì.
- Saverio... - Sì, Io so, ti capisco.
Non mi ci vedi. La scorta, la libertà, i sacrifici.
Però potrebbe essere veramente una svolta.
- E infatti ho pensato anche a noi due. - Saverio, non è quello. No.
Ci hai pensato? Quelli rischiano in questo momento.
Sì. Per cortesia, non ti ci mettere pure tu, però.
Anzi, sì, fallo.
Fallo a Palermo.
Vieni con me.
Hits compilation 1993, chiedila al tuo negoziante.
CD, cassette e album.
Giuseppe.
Giuseppe.
Andiamo da papà.
Mi ricevi, volante 15?
Sì, qui volante 15. Vi ricevo centrale.
Movimento sospetto in appartamento...
in via Lancia di Brono, civico 92.
Ripeto: via Lancia di Brono, civico 92.
Ricevuto, centrale. Ci dirigiamo sul posto.
Ok, volante 15.
Padova 24 a centrale.
Bang bang
Andiamo in appoggio alla 15.
Ok, ricevuto, Padova 24.
Giovanni.
Abbiamo visite.
- Che succede qui? - II bambino.
Gli accordi sono cambiati.
Ce Io teniamo finché suo padre ritratta coi giudici.
Sono tutti d'accordo.
Che sta facendo questo? Fermati, cosa fai?
Ma cos'è questo teatrino?
Sono precauzioni.
Non preoccuparti, garantisco io.
Delle tue garanzie non me ne faccio niente.
Sono tutti amici, tuoi e di Don Luchino.
- Qui ognuno deve fare la sua parte. - Ma che dici?
Come teniamo il bambino? Vedi come siamo messi?
Stai calmo.
Allora, di' a Bagarella che se deve improvvisare le cose
deve chiamarmi, così gliele organizzo.
Grazie, Giovanni.
Allora tutto a posto.
Vaffanculo.
Vai!
Mi volevi fregare?
Tira!
Passa la palla!
- Vai! - Passala la palla!
Passala, dai!
Tirala.
E uno!
Vinciamo!
Vai!
Scusate, ma quello nuovo?
Lo segno Io stesso.
Cacanidu.
Aspetta.
Il "cacanidu".
L'ultimo della covata.
L'ultimo a mangiare e a cagare nel nido.
E il primo, di solito, a lasciarci le penne.
Comunque non si rulla.
- Non si rulla. - Sì, a posto.
Certo che tu devi evitare di rullare, sì.
Non sai perdere.
A parte che io ho vinto. Non so perdere.
Cortesemente, per favore.
Fra due ore incontro il ministro. Chiedo scusa,
ma mi serve un aggiornamento su Di Matteo. Mazza, novità?
Sì. Allora, dal carcere Santino insiste. Dice che il figlio è stato rapito.
La madre non denuncia la scomparsa. Abbiamo provato in ogni modo. Niente.
I parenti fanno muro. Ci ha messo sulla strada giusta.
A Roma vorranno sapere se abbiamo speranze di ritrovarlo, no?
Realisticamente, nessuna.
È morto o Io sarà prima di una pista attendibile.
Che sia stata o meno una decisione della commissione,
le fonti non diranno niente.
Cosa Nostra non parlerà di questo, anche se...
Forse non è morto.
No, scusate. Abbiamo l'esercito sotto casa?
Usiamolo. Battiamo le campagne, ogni casale,
tutte le strade, ogni porta. Facciamo casino, insomma.
Costringiamoli a spostarsi, magari così...
Certo. Abbiamo l'esercito. Facciamo casino, no?
Alla prima porta sfondata, le sentinelle avvertono il Padre Eterno.
- Per favore, Barone. - Mazza intende dire che...
Intendo dire che, se invece di concentrarci sulle illusioni,
ci concentriamo sulla realtà, è meglio.
Allentiamo la morsa in tutti i mandamenti. Ascoltiamo solo i riflessi,
vediamo se sono Bagarella e Brusca.
Affidiamoci alla SCO allora.
Occupiamoci solo delle famiglie che fanno da tramite
tra Villabate e San Giuseppe lato.
- Tipo Tinirello, Savoca, De Filippo... - Esatto.
- per vedere come si muovono a Brancato. - Tagliavia e Montalto.
Farinella per le Madonie. Stopperei Io SCICO per passare tutto alla DIA.
Perfetto. Così, più guardiamo da lontano, più cerchiamo di capirci qualcosa.
- Bravo. - Mi raccomando,
blocca Io SCICO che quelli...
Capirci qualcosa.
Mi sarebbe piaciuto.
Seguivo la metà di ciò che dicevano i colleghi.
Veterani. Gente che parla e pensa veloce.
Gente che fuma più di me, che ha lavorato fino a ieri con Falcone e Borsellino.
O forse contro.
Bene, sapete cosa fare. Ci aggiorniamo non prima di 48 ore, ok?
- Va bene. - Ok.
Procuratore.
Dammi qualcosa, qualsiasi. Non ce la faccio più a non fare niente.
Hai i fascicoli ordinari? Prima o poi arriverà qualcosa in azione.
Non sono tipo da fascicoli ordinari. Soprattutto mentre loro muoiono di lavoro.
Cosa aspetti? Trovati qualcosa da fare.
Funziona così?
Scusa. Elia mi ha assegnato sul piccolo Di Matteo e Bagarella.
Posso fare qualcosa?
- Sì, fammi una cortesia. - Dimmi.
Chiudi la porta.
Per questi giorni non abbiamo accettato altre prenotazioni oltre la sua.
Spero sia tutto di suo gradimento.
Per qualsiasi cosa, sono a disposizione.
I festeggiamenti per l'arrivo a Roma di Caterina di Svezia.
Per convertirsi, aveva rinunciato al trono.
Giada, tu mi hai chiesto del tempo.
Ma non ne ho più di tempo. Ho bisogno di te a Palermo. Adesso.
Sì, Io so. Sono uno stronzo.
Ho un pessimo carattere, ti rendo la vita impossibile.
È ora di crescere.
Facciamolo insieme. Vieni a vivere con me a Palermo.
Perché solo insieme noi...
insieme...
L'ho dimenticata.
- Almeno ti ha pagato tanto? - Una miseria.
Me la dai?
Grazie.
Dovevo andarci io. Sapevo che si sarebbe scordato tutto.
Rimandato due volte a scuola.
Mi infilavi sul treno per Roma, saluti.
Si sa che queste cose fatte per interposta persona perdono, Zaza.
Dottore. Io dico che se ce ne stiamo calmi è meglio.
Legga questo.
"Esplode il caso Donà, da Termini Imerese a Roma,
coinvolgendo politica e finanza."
Quando arrivi mi chiami, giusto?
Certo, ti chiamo.
Ciao.
Perché sei entrato?
Scusi, pensavo servisse aiuto con la valigia.
Andiamo.
Ciao.
- Qual è quello che hai comprato? - Questo.
Questo.
È già passato un mese. Questo non è più buono.
- Ne devi comprare un altro. Va bene? - A posto.
Poi, devi passare da qua.
Devi ritirare un pacchetto.
E compra dei fiori. Rose rosse, un bel mazzo.
Questo puoi farlo anche all'ultimo momento.
Mi raccomando, non dire niente a Vincenzina. Capito?
Perché vedo che vi intendete con Vincenzina.
Vi capite voi...
- Fermati. - Come?
Ho detto fermati.
Ma chi è?
Testa di cazzo!
Che c'è?
Andiamo, esci.
Parcheggia la macchina che ci facciamo una bella passeggiata.
Mico, che dice tuo padre? È contento?
Non si lamenta.
Anche dentro si preoccupa per gli altri.
Allora pensiamo noi a lui, non deve chiedere.
Lui mi ha sempre aiutato.
- Ricordi quando stavo da voi, sì? - Ma certo.
Stavo sempre insieme a lui. L'aiutavo a raccogliere le olive.
Con donna Pia che ci comandava sempre come se fossimo nell'esercito.
Tu invece andavi sempre dietro alle ragazze del mulino, vero?
- Però, quando tornavi, mi trovavi a casa. - È vero.
In otto mesi mia moglie Vincenzina, aiutami a ricordare,
è mai venuta a trovarci?
Non mi pare.
Hai l'esempio. Sai come si fa il latitante.
Potevo fare a meno di Vincenzina, tu fallo con quella macchina.
La prossima volta, pensaci. Non metterci tutti in pericolo.
Hai capito?
Ho capito, Don Luchino. Mi dispiace.
Che cazzo fai?
Vattene a casa.
Ora la brucio.
Fa' che cazzo vuoi.
Allora, che mi dite?
Non Io so, abbiamo sempre parlato di piccoli importi,
di transazioni accettabili
e adesso mi verrebbe difficile trasformarli.
Come, noi ti diamo dieci miliardi e fai storie?
Da quando le banche non vogliono soldi?
È troppo pericoloso in contanti.
Che significa?
Se non vi diamo i soldi e li teniamo,
i pentiti, parlando coi magistrati, ce li fanno fregare.
BOT e CCT.
Dottor Giorgianni, ce la facciamo. Li investiamo a piccole dosi nello Stato.
È una bella idea.
Ascolta questo ragazzo. È giovane e ha delle idee. Bravo.
Ma scusate, noi non avevamo un accordo specifico?
- Dovevano essere piccoli importi. - L'hai già detto.
Giorgianni, non possiamo deludere le belle persone che sono qui.
E non dimentichiamoci che queste persone ti hanno dato da mangiare finora.
No, per carità.
Facciamolo. Garantisco io.
Ma cosa garantisci tu?
Non garantisci un cazzo.
Facciamo così.
Facciamo cinque consegne spalmate in due anni.
Ora non posso prendere i soldi.
Fra... quattro mesi.
Non posso esporre di più la mia banca. Dovete capirmi.
Io ti dico subito, tu mi dici dopo.
Facciamo così: ora torni a casa e ci pensi.
E chi Io sa, magari questo ragazzo che è giovane e ha delle belle idee
ti farà ragionare.
Va bene?
Va bene.
Signori, ci facciamo portare un bel caffè?
Don Luchino, allora?
Ci compriamo Io Stato?
L'hai detto a Brusca?
Lui compra solo case e terreni.
Non c'era, ma i soldi sono anche suoi. Non possiamo decidere senza.
È troppo impegnato. Non può pensare ai soldi.
Deve pensare al bambino.
Devi lasciar fare a me.
So come trattare con queste persone, non ti devi incazzare.
Buon viaggio.
Cazzo.
- Ti aspetto da tre ore. Ascoltami. - Vieni con me.
- Dove? - A un interrogatorio.
Da Di Matteo? Ho un'idea sul rapimento del bambino,
- potrebbe servirti. - Lo vedi Donà?
- Che c'entra Donà? - Tu non leggi i giornali?
Come sapevi che sarebbe scoppiato quel casino?
- Non Io sapevo. - Volevi far saltare la procura,
perché Donà era al ristorante con Patanè?
Su cui stavo indagando. Comunque sì, è così.
E nient'altro?
Ci sono stato dietro due anni. Infatti non sbagliavo.
- Non ti basta? - Stiamo andando da Cancemi.
Ci andiamo soltanto per una serie di omicidi
che ha commesso probabilmente per ordine dei corleonesi.
Non fare domande su Termini Imerese, che è competenza di Caltanissetta. Chiaro?
Aveva fatto miliardi col traffico di droga,
ucciso decine di persone e piazzato il tritolo di Capaci.
Uno che diceva di sapere tante cose e ora aveva paura di essere ucciso.
Effettivamente, era strano che Io Stato non l'avesse affidato
al servizio centrale di protezione, relegandolo qui, nel limbo della caserma,
dove mesi prima si era consegnato spontaneamente.
Diceva che gli era apparsa la Madonna chiedendogli di pentirsi.
Ma chiedeva protezione a noi.
In pegno portava un sacco di storie su Totò Riina, Bernardo Provenzano,
mafia e politica.
E pure sul mio ex capo, Salvatore Donà.
Quante volte devo dirlo? Di queste persone non so niente.
Però, vi posso raccontare cose più interessanti,
che vi porteranno in alto.
Ma a un patto.
Io esco da qui dentro.
E dal sacrestano di Termini Imerese
vi faccio arrivare sino al Papa, a Roma, tra gli onorevoli.
Bisogna cominciare da prima.
Da quando Riina non ha più ascoltato Andreotti.
Sbagliato. Perché tra noi e voi certe cose bisogna dirsele.
Lei legge troppi giornali, Cancemi.
Torniamo agli omicidi.
Non posso più stare qui dentro, mi uccideranno.
Ha capito questo?
La farò finire, quando lei mi dirà come ha ammazzato queste persone.
O quando mi darà nome, data, o luogo che possa provare. Chiaro?
Non ho ucciso nessuno.
Perché mi tenete qui e mi tratta così?
Perché lei è inattendibile.
Per piacere, portatelo via.
Non posso restare qui, mi uccideranno.
- Portatelo via, rapidi. - Mi uccideranno.
Faccio da solo.
Mazza, ma ascoltiamolo. Che stiamo facendo?
Ce ne andiamo.
Non ce la fa. Ha paura, tiriamolo fuori.
Ti preoccupi per lui o ti interessi di politica?
Entrambe. Non ti interessa sapere perché ha paura di stare qui?
Mi interessa quello che posso provare.
Dopo, posso occuparmi anche delle sue paure.
Dopo.
Ho pensato alla tua proposta. Non posso accettarla, mi dispiace.
Sono sei mesi.
Sei mesi di aspettativa per capire se stai facendo una cazzata?
Sai già la risposta.
Per favore, lasciami andare a Palermo.
Voglio provarci, vedere se funziona.
Non funziona con quelli come lui. Fidati, ho qualche anno in più.
Ho appena saputo che l'amministrazione ha approvato l'esposizione di ottobre.
Vorrei la seguissi tu.
Stavolta da sola.
Che cos'è secondo te?
Non Io so. Me l'hanno dato in questo modo.
Però, venendo da quel negozio, non può essere per sua moglie.
Non ha detto niente? II suo nome, com'è?
No, lui non parla. Ordina e basta.
- Non parlate di niente? - Cosa pensi, che siamo amici?
Pensi che parliamo di donne?
Però, ci sono rimasto male.
Conosco sua moglie.
È così, sarà più bella della moglie.
Non può essere.
Come non può essere?
- No, che c'entra. - Che ne sai?
No, voglio dire che uno come lui non sembrava il tipo.
Invece, vedi, gli piacciono le prostitute.
Però non possiamo tenerlo qui, non voglio che Io trovi Bruno.
Per favore, signori, coordiniamoci.
Evitiamo scene di polizia e carabinieri che si sparano addosso
sullo stesso obiettivo come ad Ansaldi. Ok? Bene.
Dimenticavo. Abbiamo una caccia al tesoro. Una soffiata da un pentito.
Cinque milioni di dollari sepolti, probabilmente, in un campo in Svizzera.
Soldi da reinvestire qui dentro.
Vi rendete conto di cosa possiamo farci?
Potremmo farne a meno, ma preferirei che andassimo.
Chi è libero?
Direi Barone.
È da fare subito. Scorta blindata, volo CAI organizzato dai servizi,
andata e ritorno in giornata. Così, finalmente...
Proviamo anche l'attendibilità di questo Cancemi.
Ok?
Tutto bene?
- Tutto bene. - Perfetto.
Buona giornata.
Buon viaggio.
Tutto bene una beneamata minchia.
Non un latitante, non una sola indagine.
Niente di niente per settimane
e all'improvviso, io e Cancemi ficcati nello stesso aereo.
Forse non capivo molto di mafia.
Ma PM e pentito che avevano incastrato Donà
avevano l'aspetto di due piccioni con una fava.
E tutti sanno che certi aerei cadono.
Non posso più stare qui, mi uccideranno.
Ha capito?
Cancemi, il pentito più inaffidabile del mondo.
Ti preoccupi per lui o t'interessi di politica?
- Entrambe. - Buon viaggio.
Non avevo nemmeno iniziato e già avevo paura di morire.
Ecco la spesa.
Si sente? II fumo.
- Un po', sì. - Devo stare davanti alla finestra.
Vieni.
È così, ognuno ha i suoi piccoli segreti.
Mi raccomando, deve rimanere fra noi.
Ci mancherebbe, non si deve preoccupare.
Tony, mi vuoi dare del tu?
- Mi fai sentire vecchia così. - Non mi sembra il caso, ecco.
Dammi del tu quando lui non c'è.
Va bene.
Andiamo.
Ma Luca che fa tutto il giorno da solo? Mi pensa?
Sì.
Sì, ti pensa.
Eccola, la vedi?
È una Uno distrutta, l'ho lasciata lì.
Hai capito, bravo.
- Ti posso chiedere un consiglio? - Dimmi.
Mi ha chiamato Brusca. Non posso tenere il bambino.
Mio padre dice che non è possibile.
Lui ha ragione.
Non ti riguarda, lascia che se la sbrighi Brusca.
- E se diventa un problema? - Speriamo.
Così Brusca diventa nervoso e inizia a uccidere pure i bambini.
Don Luchino, sapevo che dovevamo tenerlo finché il padre del bambino...
- Mico. - No.
Devi ancora imparare delle cose. Piano piano.
Dottore.
Amore mio.
- Che bella. La porto io. - Grazie.
- E la tua macchina? - Ormai c'è questa.
- Buongiorno. - È...
Buongiorno.
Hai portato una valigia?
Perché?
Non so, potevi cominciare a spostare un po' di vestiti...
- Dai, ne parliamo dopo. Andiamo. - Figurati, Zaza sa tutto.
Sa quanto mi manchi, che voglio che vieni. Diglielo.
Confermo, mi fa una testa così ogni giorno.
Manca tutto qui dentro.
Non ho portato niente, tanto poi cambierai tutto.
A proposito...
quando vieni a cambiare tutto?
Saverio.
Ma ti sembra giusto cambiare le regole così?
Mandarmi i ragazzini con le rose, confondermi.
Basta, ci abbiamo provato. Non mi sopportavi.
- Eri tu che non mi sopportavi. - C'è differenza?
Forse domani morirò.
Che vuol dire?
Mi mettono su un aereo con Cancemi, quello di Donà.
- Non so con chi lavoro, cosa c'è dietro. - E tu non andare.
Stai scherzando? È il mio primo vero incarico, non esiste.
- Ho capito, ma prendi tempo. - No. Si chiude in un giorno.
Ma hai parlato con qualcuno? Con Elia?
- Dove vai adesso? - Aspetta.
Saverio, io davvero non capisco quando scherzi...
quando sei disperato.
Lo devo aprire?
No, Io devi guardare. Certo, aprilo.
Sono le tue chiavi di questa casa.
Porta, portone.
Domani parto. Quando tornerò, dimmi che ti troverò qui,
che vedrò le luci accese.
Non ascolti, vero?
Fai male. Questo è uno dei motivo per cui non mi troverai.
Gaetano Costa. Rocco Chinnici.
Giangiacomo Ciaccio Montalto.
Cesare Terranova.
Antonio Saetta.
Rosario Livatino.
Giovanni Falcone.
Paolo Borsellino.
Non ricordavo l'ultima volta che avevo pregato.
Santa Rosalia, ti prego, aiutami nella preghiera.
Bella in cielo e in terra.
Bella in cielo e in terra. Santa Rosalia, ascolta la mia preghiera e salvami.
Oddio, mi hanno incastrato. Aiutatemi, vi prego.
Vi prego.
Dottore, ma che succede?
Dottore, che succede?
È normale? Ma perché fa così?
Io mi sento male.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Benedetta fra le donne,
benedetto è il frutto del tuo seno Gesù. Maria, madre di Dio,
prega per noi peccatori! Io voglio scendere!
Io voglio scendere!
Signor procuratore, ben arrivato in Svizzera.
Se è armato, deve consegnarmi la pistola. Sono le regole.
Ne avremmo cura noi. Anche la sua, colonnello.
Mi dia il giubbotto.
Qui non ne avrà bisogno.
Prego, seguitemi.
Immagino che questa non sia blindata?
- No, non è blindata. - Certo.
Come vi dicevo è una fitta rete di telecamere, di autovelox.
Visiona tutto, rimanda direttamente le immagini in centrale.
Valichi, strade, autogrill.
Insomma, che si tratti di automobilisti che si credono Prost
oppure di stranieri carichi di sigarette o di liquori,
un cenno e li blocchiamo in dogana.
Vede questa bellezza?
L'abbiamo sequestrata a un contrabbandiere austriaco.
Perché chi sbaglia in Svizzera, paga qui.
E mi creda, non ci scappa nessuno.
Ci sono questi dollari?
- Ci sono. - Troviamoli in fretta e torniamo al mare.
...tre, quattro, cinque e sei.
Uno, due, tre, quattro, cinque.
- Non è qui. - Cancemi, tranquillo.
Va bene? Senza fretta.
- II posto è questo, giusto? - Sì.
Però è cambiato tutto, magistrato.
È tutto diverso.
- Non è come prima. - Magari è dall'altra parte del Iago.
È questo il posto. Come devo dirglielo?
Solo che prima il capanno non c'era, questo e quello non c'erano.
Hanno cambiato tutto. Ma è qui.
Va bene, con calma.
- Sono sicuro, è qui. - Ho capito.
- Devo trovarlo. - Calmo, ti credo.
Spostati con questo aggeggio!
Lo devo trovare.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei.
Porca miseria, hanno cambiato tutto!
Tony.
No, stai.
A che pensi?
Pensavo che tutto questo lusso mi piace molto.
Ti piace? Sì?
Non so, ti vedo strano.
Ti vedo triste. Qualcosa non va?
No, anzi, tutto a posto.
A casa?
A casa... alti e bassi.
Da quanto state insieme?
- Avevamo dieci anni. - Non è niente.
- A meno che tu non ti sia stancato. - No, non io.
No. Lei, magari.
Magari a un certo punto si stancherà e si cercherà qualcun altro.
Dici?
- Allora, devi cambiare tu. - Chi? Io?
Tony, tu devi essere più fiero. Sei troppo timido.
Devi avere uno sguardo fiero.
Ricordati che lavori per me.
Sai cosa significa? Che io ti ho affidato la mia vita.
Tu entri a casa mia, vedi delle cose,
senti tutto, sai dove sono e con chi.
Sei come un fratello.
Un fratello non giudica mai.
Tanto sarà sempre una puttana.
- Si metta dietro. - Perché?
- Oggi faccio il suo autista personale. - Va bene.
Davanti ci sono i fiori.
Ecco qua.
Come sono belle.
- Sei stato tu? - Sì. Ma lui le voleva così.
Dottore, qui non se ne esce. Conviene desistere.
No, continuiamo.
Se mi permette, io sono un po' preoccupato.
Questo vostro collaboratore ha un atteggiamento troppo teatrale.
Cancemi è il più interessato a trovare quei soldi.
Che ha detto? Sta parlando di me?
Ma che ne sa questo cornuto? Lo sai che sono passati anni?
E che mi vogliono uccidere? Figlio di puttana!
Le chiedo scusa, sono mortificato.
Mi faccia riprovare.
Non ci sono problemi.
Ma a questo punto, vi consiglio vivamente di proseguire domani.
Forse ha ragione. Ormai siamo qui da ore. Magari converrebbe...
No, non torno domani. I soldi saltano fuori adesso.
Non starò qui al buio. Pensiamo alla nostra sicurezza.
- Ci tenga al sicuro. - Con queste?
Ma capisce dove siamo?
- Dammi le chiavi delle manette. - Dottore.
Le chiavi delle manette.
- Ti piace qui? - No, per niente.
Nemmeno a me.
Totò, voglio tornare a casa stasera.
Anche io.
Ho la sua protezione?
- Ci sono i dollari, Totò? - Sì.
Non li trovo.
Però sono qui.
Glielo giuro.
Io mi fido.
Fidati di me.
Mi fido.
Non devi pensare.
- Saverio, non devi pensare. Gira. - Piano, Lucio.
Dov'è il sentiero?
- II sentiero... - Dov'è, Saverio?
Non Io so. A sud? Là sotto...
Ma che cazzo dici? Saverio, dov'è il torrente? Ora!
Aspetta.
Non devi pensare, Saverio.
- Ma... - Ascolta.
Gira.
Allora, Totò. Che dicevi a tuo cugino?
Che era un cornuto e quei soldi pesavano più di sua madre.
E li portavi tutti tu?
No, dietro di me c'era Canzoneri.
Anche lui l'insultava.
E dov'era il Iago?
- Là. - Santo Dio, vi prego!
Non pensare, Totò. Ascolta.
- Non è facile. - Lo so, concentrati.
- Dentro. - Come si fa?
- Non pensare, ascolta. - Non ci riesco.
Saverio, non devi pensare.
Non devi pensare.
Ascolta.
Ascolta.
Dov'è il torrente?
È là sotto.
Giusto!
Minchia, magistrato! Perché non ci ho pensato prima?
Dov'è il sentiero?
- II sentiero è là sotto. - Giusto.
La capanna.
- Lì c'è il torrente. La capanna è là. - Giusto.
Sei bravo, figlio dell'avvocato.
Impari subito, eh?
Scaviamo, forza.
Dai.
Secondo te sono tutti?
Bagarella sarà passato a prendere la sua parte.
Bravo, Totò. Hai visto che ce l'hai fatta?
Dunque, per il trasferimento del denaro come rimaniamo?
Per questo credo che lei debba parlare con la dottoressa Dal Ponte.
Se vuole gliela chiamo.
Ti ho fatto una sorpresa.
Ma davvero è tutto mio?
Tutto.
Allora...
Io facciamo qui.
Sì.
Lo facciamo qui.
Sono i giorni giusti, no?
Ma devi smettere di fumare. Me Io prometti?
- Tanto non verrà. - Ma come non viene?
Verrà bellissimo.
Dimmi la verità.
Hai rapito il bambino di Santino?
È morto?
Luchino.
Se togli un bambino a una madre, la Madonna non ci fa la grazia.
È figlio di un pentito. Che avrebbe fatto altrimenti?
È morto o no?
Non è morto.
Mico non prenderà il bambino.
Non ci aiuterà.
Che significa? Cosa succede?
Significa che ci hanno fregato.
D'ora in poi ce la dobbiamo cavare da soli.
Dov'è? Dove l'avete messo?
È nella stalla, legato.
È legato forte?
- È un bambino. - Ci hai parlato?
Io no. Ci ha parlato il Tedesco.
Dice che è buono. Non piange.
Fa' finta che è un cagnolino. Enzo.
Non dimenticarlo.
Chiama tutti, falli venire qui. Mi servono persone.
Diremo a Bagarella che deve smetterla di rompermi le palle.
Altri cento.
Togli dieci milioni per le vedove e settanta per le famiglie dei carcerati.
Se li sono tenuti, capito?
Se li sono tenuti. Territorio svizzero uguale denaro loro. Ci dovevo arrivare.
Mai metterti con uno svizzero quando c'entrano soldi.
Ho riletto la rogatoria e c'è scritto, capito?
"Autorizziamo l'ispezione del luogo da voi indicato."
Non hanno mica scritto del sequestro.
Calmati, devi solo smaltire.
Sai quanto impiego a smaltire l'incazzatura?
Intendevo la paura.
- Lo sapevi che avevo paura. - Lo sapevano tutti.
La prossima volta parlane con me, perché sarà sempre peggio. Siediti.
Aiutami a tirare una riga su questo. Lo conosci?
Mico Farinella?
Porti a casa materiale sulle Madonie da giorni.
È l'unico mandamento che non hai affidato. Ci speravo.
Adesso è tuo.
Mico Farinella, il sultano delle Madonie.
Trent'anni e già capo mandamento di un territorio vastissimo.
Fammi capire. Sette chilometri di litorale.
Hai tirato su quello che volevi.
Non hai mai avuto un problema, la preoccupazione di un permesso.
E hai il coraggio di presentarti con questa miseria?
Mico, senti, ti devi accontentare.
Con tuo padre chi non poteva pagare, non pagava.
Lui non li strozzava.
Lui.
Tuo padre.
Fai la bella vita, Panzeca!
Pizzo, traffico di droga, appalti truccati, estorsione.
- Mico. - Che si estendevano
dai villaggi turistici sulle coste,
fino agli impianti sciistici di Piano Battaglia.
Spiagge, sughere e foreste di faggi.
Un impero del male formato vacanza.
Io non sono mio padre.
Non sono mio padre. Hai capito?
Hai 15 giorni.
A quest'ora c'è il verde. L'avessi saputo prima...
Come avrai sentito, i soldi c'erano.
Buona fortuna con Cancemi.
Te ne vai così? Dai, raccontaci come è andata, no?
Cioccolato buono, strade pulite, orologi a cucù che scattano in perfetto orario.
Diciamo tutto normale per un cacanidu, credo.
Magari adesso Io puoi cancellare.
Pensi che l'abbia scritto io?
Sei fuori strada, Barone.
Sai cosa credo?
Che Io dovrai tenere ancora per parecchio.
Benvenuto nell'antimafia, Barone.
- Le chiavi? - Stanno dentro.
Meglio.
Se è rimasta, bene. Se ci ammazziamo è un peccato.
Vada piano.
II camion, dottore!
E che cazzo.
Guido io?
L'ho visto.
Non ha visto un cazzo.
Ma che ha? Ha capito che c'è da lavorare?
Questi chi cazzo sono?
Ho pensato fosse più comodo aspettarvi qua. Da quanto sono?
- Cento. - Va' a prenderne cinque.
Di' a Luchino che riprendo la mia parte. Se a Mangano non tornano i conti,
faccia un mutuo e si organizzi come cazzo gli pare.
Ma magari è solo andata a Roma a prendere le sue cose, no?
Sì, certo.
A domani.
Ho comprato una poltrona.
Che c'è, Saverio?
Ti sei affezionato, ma ora ho da fare.
Chiudi la porta.
Cominciamo da qui?
- Hai spiegato al bambino perché è qui? - No.
Ci penso io.
Giovanni.
Mettiti questo.
No, non mi serve.
Ciao, Giovanni.
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