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- Perché non posso ordinare l'alcol? - Nuove regole.
Mi servono ingredienti italiani, puoi trovarmeli?
Sarà il nuovo consigliere comunale, e mi vorrebbe come segretaria.
- Lavorerai al Comune? - Non ho ancora accettato.
Ho avuto una conversazione interessante con Todd Wallenstam.
- Calle scriverà un altro libro? - No, ha una nuova autrice.
Suzanne Goldstein. Sta tornando a Stoccolma.
- Un cameriere deve lavorare senza essere visto. - Non parlerò più con gli invitati.
E vestiti, dannazione!
- Potrò rivederti? - Non è una buona idea, per entrambi.
- Roos, non hai notato che manca qualcosa? - No. Neanche un millilitro.
Mi spiace che non mi credi, mamma. Ora devo tornare al lavoro.
- Buongiorno. Hai tempo? - Sì, certamente.
Ho un'idea: la settimana italiana.
Attirerebbe l'attenzione sul DK. Si potrebbe contattare qualche giornalista.
- Abbiamo appena inaugurato il bar. - Sì, ma un articolo fa sempre bene.
E noi in cucina impareremo qualcosa di nuovo.
- Costerebbe denaro. - Se ne parliamo...
Non ora, Calle. Devo concentrarmi sull'Hofvet. Ok?
Le vendite sono in aumento da quando siamo tornati al jazz.
- Però c'è meno gente e più vecchia. - Sì, ma spendono di più.
Sai come la penso. Stiamo voltando le spalle al futuro.
Sì, Nina, sappiamo come la pensi.
Calle ti ha parlato della settimana del cibo italiano?
- Sì, e gli ho detto di no. - Perché?
- Sono impegnatissimo con l'Hofvet. - La settimana del cibo italiano?
Pensavamo di organizzare delle giornate a tema italiano.
Cibo italiano, musica italiana nel club.
- Mi sembra una bella idea. - E molto cara.
- Abbiamo appena inaugurato il bar. - Calle si stuferà e cercherà un altro lavoro.
Se la mettiamo così, c'è tanta gente che non vede l'ora di lavorare per il DK.
Io credo sia un'ottima idea questa della settimana italiana.
E siamo contenti che lo chef voglia provare nuovi piatti. Era così che facevamo noi.
Johan e io permettevamo a Backe di lasciarsi esprimere come voleva.
- Ve ne occuperete tu e Calle. - Con piacere.
- Non dobbiamo spendere troppo. - Ovvio.
Bene.
- Mamma appoggia l'idea, perciò lo faremo. - Contro il volere di Peter?
Ora dipende noi perché si riveli un successo.
Traduzione di Hanna Lise
Episodio 16 Bella Italia
Se qualcuno mi avesse chiesto undici anni fa come sarebbe stata la mia vita nel 1957...
avrei detto: sarò sposato con Suzanne.
- Con tre o quattro bambini. - Non ero pronta per te, allora.
Adesso lo capisco. Ero ancora troppo malata.
- Poi arrivò Philippe. - Io non stavo bene.
Sentivo di dover trovare un lavoro normale,
altrimenti mi avresti lasciata.
- Temevi questo? - Naturalmente.
Ti idolatravo, Peter.
Eri l'uomo più buono e bello che avessi mai conosciuto.
- Non credevo esistessero persone così. - Io avevo paura di non essere all'altezza.
- In che senso? - Non volevo deluderti.
Anche io in realtà avevo paura.
E ora?
No, non ho paura ora.
E ora?
- Angelo ci ha suggerito un nome. - "Bella Italia." Bella, affascinante Italia.
Come antipasti avremo delle specialità italiane: salami, prosciutto, formaggi.
Avremo una nuova affettatrice, Ethel.
Come piatti caldi avremo la pasta e un tipo di torta sottile di Napoli. Angelo.
- Ecco a voi... - Pizza.
Pizza con prosciutto e funghi, e pizza con pomodorini freschi.
- Una torta sottile come piatto principale? - O come antipasto. Vedremo.
E ordinerai nuove materie prime per queste... torte?
Sì.
- E come pensi di fare economia? - Non si spende molto.
I prodotti sono economici e il fornitore è bravo.
- Arriveranno in tempo? - È gente seria, andrà tutto bene.
Altrimenti possiamo chiedere a Backe. Conosce tutti i fornitori.
Mamma, Backe? Forse con la settimana tedesca...
Scusa, pensavo di potervi aiutare.
Pensavo che... Angelo potrebbe servire.
Proprio per restare in tema, con un cameriere italiano.
- Che dice Roos? - Vedo opportunità, ma anche rischi.
Il servizio deve essere di prima classe,
il che richiederebbe un corso intensivo sui concetti basilari del servire.
Bene, si può provare.
Potreste chiedere ad Angelo se gli va di farlo.
Sì. Se volete.
- Ancora? - Sì.
Ordiniamo i prodotti dagli italiani.
Sì, grazie.
Calle. Quando contatti i nuovi fornitori devi prima parlarne con me.
- Certo. - Come fai a sapere se sono economici?
Parli di filetto di vitello, prosciutto, formaggi.
Se facciamo la settimana italiana ci vogliono delle materie prime.
Voglio approvare la lista degli ordini prima.
- C'è altro? - No.
Idiota.
Ora abbiamo avuto due August qui.
- Oltre ad August Strindberg? - Sì, sono storie diverse.
Una di queste era che il bulldog di Johan Löwander si chiamava August.
Probabilmente era acido e lunatico come il suo autore.
Ho ricevuto il rapporto con i tuoi commenti. Molto minuzioso.
- L'ho annoiata? - No, erano commenti eccellenti.
Mi sembra un po' esagerato.
Ti piacerebbe cenare con noi qualche sera?
Sì.
- Un giorno della settimana prossima, forse? - Ci farebbe piacere. Sei la benvenuta.
- Sì, sì, con molto piacere. - Bene.
- Che bello sei. - Grazie.
- È per qualcosa di speciale? - No, voglio vestirmi per bene.
Bene. Vedo che qualcuno fa la posta al cameriere.
No. Sì, forse un po'.
Se posso mostrare una cosa.
Se inizi a prendere i piatti e solo dopo le posate, farai prima.
Ho visto che Angelo è abbastanza disinvolto, ora.
- Questo è il metodo tedesco. - Ed è adatto ad un principiante?
- Se solo mi dessi mezz'ora per spiegare. - No, Roos.
Roos, non hai nient'altro da fare?
In veste di maitre, ho una certa responsabilità.
Sono stato direttore qui per più di dieci anni.
- Sì, ma pensavo che... - Bene. Lasciaci stare, allora.
Sono stato io a far diventare un bravo lavoratore Angelo.
- È giusto che te ne occupi tu, ora? - Smettila, Bellan!
- Bene. Iniziamo daccapo. - Certo.
Angelo, potresti aiutarmi con una cosa?
Mi piacerebbe molto imparare qualcosa di italiano.
- Che vorrebbe sapere? - Come si dice "Benvenuto".
Si dice "benvenuto".
- E arrivederci? - "Arrivederci".
Che bella lingua.
Ehm... come si dice "Hai dei begli occhi"?
- "Hai gli occhi belli". - Lo dirò a mia moglie.
- Molto bene. "Hai gli occhi belli". - "Hai gli occhi belli".
- Ho avuto problemi per ottenere qualcosa. - Playmakers?
Vanno a suonare all'Hofvet, e se volessero tornare al DK non possono farlo.
- È proprio una maligna! - Non siete parenti?
È una lunga storia. Chi altri abbiamo?
- Sture Borchert? - È fantastico quando è in forma.
E quando non lo è?
Troppi abusi, alcool, anfetamine. Ma tentare con Sture...
Ne sei proprio convinta? Sai come potrebbe andare a finire.
Buongiorno, signor Borchert. Sono Nina Löwander del Club DK.
Pago bene, signor Borchert.
Rispetto alle sue richieste speciali, posso organizzare anche quelle.
Quando devo venire?
- Da che parte? - Quella grossa.
Poi aggiungi del basilico, pinoli e olio.
- Olio di oliva. - Bene.
- Cos'è questo? - Una salsa chiamata pesto.
- Pesto? - Hans-Erik. Andersson.
Questo è pesto. Prova.
Che ti pare?
- Bene. Forse un po' forte. - È per l'aglio.
È buonissimo! Quelli non capiscono niente. Come si usa?
Si può usare con gli spaghetti, o come salsa fredda.
Pensavo di metterlo sul baccalà e chiamarlo "Baccalà alla Ethel".
Alla Ethel?
- Sì, forte come te. - Calle.
Direttore!
- Vuoi provare il pesto? Una salsa italiana. - No, grazie.
Volevo controllare i tuoi ordini. Hai tempo stasera?
- Sì. - Bene. Ci vediamo nel mio ufficio.
Quando Ester li prenota per l'Hofvet non possono suonare al DK.
- Me l'ha detto Ragnar Oredsson. - Non crederai a tutto ciò che dice.
- Perché dovrebbe mentire al riguardo? - Tutti sanno che Oredsson è un bugiardo.
Quando eri piccola e dormivi...
Stickan ed io lavoravamo, e parlavamo, e bevevamo tutta la notte.
- Dimmi qualcosa che non conosca già. - Avevo paura ti svegliassi.
- Che c'è? - Mamma, lo so da quando avevo 11 anni.
Una notte si è nascosto nella dispensa.
Io facevo dei "servizi" in cucina per vedere quanto tempo resisteva.
Era persistente, niente da dire.
Ti manca, vero? Per questo stiamo mangiando qui.
Un po', forse.
- Chiamalo, mamma. - Così, senza un motivo?
Sì, senza un motivo.
- Non lo farò mai. - Perché no?
Backe.
- Ti penso sempre. - Anche io. Dove sei ora?
In ufficio. Con le scartoffie. Aspetto di rivederti.
La cena inizia alle 20 e 30. Vuoi venire adesso?
Calle. Devo annullare l'incontro.
- Ma devo fare adesso gli ordini. - Vediamo domani.
- Salve, sono Calle Svensson. - Salve a lei, Svensson. Come sta?
Bene. Vorrei fare un ordine extra per domani.
- Certo. Da dove partiamo? - Dal filetto di manzo.
- Filetto di manzo. Quanto? - Tanto.
- Non lavori stasera? - No, vado a cena.
Con chi?
- Si chiamano Gahn. Britt e Svante. - Britt Gahn. La politica?
Sì. Presidente dell'Associazione delle Donne Socialdemocratiche. Come lo sai?
A volte leggo i giornali, mamma.
Puoi aiutarmi qui?
Britt Gahn sarà la nuova consigliera al Comune di Stoccolma. Mi vorrebbe come segretaria.
- Quando inizi? - Ci saranno altre candidate.
- Non ho ancora detto di sì. - Perché?
- Non so se ne sarei capace. - Certo che sì.
Sembri diversa.
- È strano? - No, stai bene.
- Sei più elegante. - Sì?
- Salve. - Buonasera.
Ciao, Margareta. Benvenuta! Grazie. Entra, prego.
- Svante. - Sì?
- Prendi i fiori che ha portato Margareta? - Ma guarda! Che belli.
- Benvenuta, Margareta. - Grazie.
Dammi il cappotto. Ti porto qualcosa da bere.
- Ok. - Grazie.
- Ciao. - Ciao.
Arne, Gun, venite a salutare! Non restate lì, venite.
Margareta Nilsson, stella in ascesa nel sindacato dei ristoranti.
- Bror Davidsson. - Margareta.
- Ingrid. - Bror è professore di sociologia.
- Ingrid è artista e... - Dottore.
Esatto!
- Il mio collega Arne. - Salve. Arne.
- Gun è professore universitario. - Margareta.
- E la mia collega Anna di Helsinki. - Margareta Nilsson.
- Avete tutti i bicchieri? - No, aspetta...
Benvenuti! È un piacere avervi qui!
Potete sedervi a tavola, ho preparato la carne.
- Ciao. - Ciao.
Fatto tardi?
Sì. Ho controllato gli ordini con Calle.
Non ci baci?
Ciao, piccola. Buonanotte.
No, credo ancora che due camere in Parlamento abbiano i loro vantaggi.
Mi riferisco all'effetto ostacolante della prima camera.
Alcuni pensano che pongano troppi ostacoli.
Immagino lei sia uno di loro.
Ci sono riforme che hanno grande appoggio popolare e che dovrebbero essere attuate.
- Non sarebbe bene rifletterci un po'? - Ma non portarla alle lunghe discutendo.
Servizi per l'infanzia, ad esempio...
permetterebbe alle donne di entrare nel mondo del lavoro. Tassazione congiunta.
Quindi sarebbe più progressista un parlamento con una camera?
Si spera.
Margareta, sembra quasi lei voglia fare una rivoluzione.
Nessuna rivoluzione. No, mi riferisco ad una riforma parlamentare.
- Non lo vedo possibile. - Sì, invece. Mi sembra giovane e vitale.
- Oh! È per questo che stiamo brindando. - O brindiamo per la Finlandia.
- "Lantdagen", 1906. - Esatto.
Scusi, non ho capito dove ha studiato scienze politiche.
Non vorremmo certo parlare di questo stasera.
Non può essere di certo Uppsala. Sono conservatori, loro.
- No, secondo me è più... Lund. - No, sbagliato.
Stoccolma?
Sì, ho studiato a Stoccolma.
Chi c'è ora lì? Kranz se ne è andato?
No, è che...
non ho studiato all'università. Ho seguito un corso alla Scuola Serale.
- Scuola Serale? - Sì.
Avevo capito ricoprisse una posizione importante al sindacato.
Margareta è una delle migliori presidentesse di sindacato del paese.
Lavoro come cameriera, per questo non mi sono diplomata.
- Non deve vergognarsene. - Non si vergogna, Bror.
- Vuoi ancora? - Sì, grazie.
Prendo una sigaretta di Svante.
Grazie.
Sai che domani vado a servire ai tavoli, all'evento della Bella Italia.
- Ma sei capace di servire? - Lo scopriremo domani.
Sono sicuro che andrà tutto a posto.
- Ma se andasse male, posso venire a lavorare da te? - Certo!
- Riccardo, ci vediamo dopo! - Ciao, bello.
Attenzione che Lucia ha il sette bello in mano.
Ho cercato di fingere di essere preparata.
Ma lo sei. Sei la persona più preparata che io conosca.
Non sono adatta per quel lavoro. Non mi piacciono quelle persone.
Guarda Gunnar Sträng. È nato in una casa popolare e ora è Ministro delle Finanze.
Ma mi piace ancora fare la cameriera.
Mi mancheresti troppo.
Devi tirarti su. Vieni, ti mostro qualcosa.
Aspetta e vedrai.
Prova.
- Beh? - Che buono! - Bene!
Dovrei metterci dei biscotti italiani sotto, ma non ne ho trovati.
Allora ho usato il pan di spagna.
- E caffè! - E liquore di mandorle. Tiramisù.
Tutti gli invitati hanno accettato.
L'ambasciatore italiano inaugurerà l'evento Bella Italia...
assieme a Gunnar Gren.
- Come sarà servito il cibo? - Con un buffet.
Allora non sai quanto è stato speso?
No, non nel dettaglio. Ma so come gestiva Backe il buffet di Natale.
Mi sembra che 28 corone sia molto a buon mercato.
Calle sa cosa fa.
È un prezzo ragionevole.
L'accordo non prevedeva nessuna spesa per il ristorante?
Sì, infatti.
- Gli invitati sanno che costerà 28 corone? - Sì, è stato scritto negli annunci.
- Abbiamo un menù tradizionale che... - Ester, smettila.
Dovevamo vederci e parlare delle spese degli ordini.
Sentite, non possiamo fare niente. Il prezzo è stato deciso, gli invitati lo sanno.
Vediamo piuttosto se possiamo eliminare qualcosa. Saltimbocca, per esempio.
- Che hai? - Che ho?
- Sembra non ti preoccupi Bella Italia. - Che dovremmo fare?
Nina e Calle stanno facendo il contrario di quanto avevamo deciso e non reagisci.
Non possiamo cambiare adesso il prezzo, Ester.
- Non avevi fatto l'incontro? - Cosa?
Tu e Calle. Sei arrivato tardi a casa per questo incontro.
Sì...
Beh... pare non ci sia stato.
Non so cosa dice Calle, ma abbiamo parlato dei prodotti da ordinare.
Sono tornato tardi a casa perché c'era molto lavoro.
- Hai fatto gli ordini con Calle... - Ester, per favore.
Devo lavorare.
- Ok. Ci vediamo a casa. - Sì.
Signora, prego.
C'è tutta la compagnia qua, benissimo. Andiamo.
- Benvenuti. - Buonasera.
Signor Gren, piacere.
È un grande onore avervi qui, ambasciatore.
Grazie. È un grande onore essere qui stasera.
Ralf. Le carote.
Buonasera. Benvenuti.
Signor Borchert. Salve, sono Nina Löwander, benvenuto. Vuole seguirmi?
Se desidera bere, chieda pure al personale.
Allora... sì, questo è per lei.
- È anfetamina? - Sì.
- Se la può tenere. - Beh...
- Mi spiace, ma sapevo... - Sono stato benedetto l'anno scorso.
Mi fa piacere che abbia incontrato Dio. Anche io ho avuto una dipendenza.
E nonostante questo mi ha offerto dell'anfetamina?
Sì, l'ho fatto.
Dio aiuterà anche lei.
Speriamo.
È tutto importato dall'Italia.
Gunnar. Ci serve un traduttore qui.
- Vuole sapere se avete cucinato tutto voi. - No, è stato il nostro bravo chef.
Gustaf! Gustaf! Ehi!
- Gustaf! - Scusi.
- Abbiamo un problema. - Quale?
L'ambasciatore parla solo italiano. Né svedese, né inglese, niente.
- E non abbiamo un interprete. - Ma c'è Gren.
Ma Gustaf, un ospite d'onore che fa da interprete?
- C'è qualcuno che potrebbe aiutarci. - Stiamo sempre parlando dell'ambasciatore!
Hai un suggerimento migliore? Fare un corso accelerato di italiano?
- No! - Vado a prenderlo.
Peter. Credo sia ora. Siamo affamati.
Prego, signor ambasciatore.
Con questo inauguro la Bella Italia.
Angelo. Cambio di ruolo. Vieni.
Avrai un compito speciale. Servirai al tavolo dell'ambasciatore.
- Dell'ambasciatore? - Sì, dell'ambasciatore.
Sei l'unico che sa parlare italiano. E poi si tratta solo di servire da bere.
Angelo, puoi farcela.
Benvenuti.
Signor ambasciatore. Prego.
- Buonasera. - Ah, è italiano. Bene, bene.
Allora ci può dare una mano per la cosa di cui stavamo parlando.
- Se posso. - Secondo lei...
Qual è la miglior squadra di calcio oggi in Italia, Milan o Juventus?
- Una bella domanda, signor ambasciatore. - E poi abbiamo il grande Gunnar Gren con noi.
Sì, conosco il signor Gren, che peraltro è un calciatore straordinario.
- Del Milan. - Del Milan, sì.
E ci tengo a precisare che sono di Torino.
In tal caso, con il rispetto per i presenti, e cercando di essere più sincero possibile,
credo sia abbastanza risaputo che la miglior squadra in Italia e forse anche del mondo sia...
il Catania.
Abbiamo un catanese!
- Bravo, bella risposta. Come ti chiami? - Angelo.
- Piacere, Gianluca. - Allora, cosa posso portarvi da bere?
- A questo punto tre bottiglie di barolo. - Arrivano.
Dai, balliamo!
- Signora Löwander? - Sì.
Styrbjörn Hansen.
- Bellissima serata. È sempre così? - Sì, tutti i giorni.
Lavoro come produttore a Radiotjänst.
Abbiamo un'idea per un programma TV, vorremmo parlare con suo marito.
Mio marito?
- Sì. Non è lo chef di questo posto? - Sì. Lei è perspicace.
È il mio lavoro. Siete interessati a parlarne con noi?
Le assicuro che quella che cucina mia madre, ci mette una ricotta salata alle melanzane
le fa friggere due volte da una parte e dall'altra, in forno...
No, no, non deve toccare gli invitati.
Ma guarda come gli piace. Abbiamo trovato un talento naturale.
- Che ti è preso adesso? - Stasera mi sento meridionale.
Bene...
Grazie a tutti voi giovani per questa splendida notte! E salute!
- Grazie Calle, per il cibo spettacolare. - Sono stati in tanti ad aiutarmi.
- Mamma, ma puoi mangiare quelle cose? - Il dottore Boman vive nell'incertezza.
- Angelo sembra se la sia cavata bene. - L'ambasciatore era molto contento.
Impara in fretta.
- Sono stanca. Andiamo a casa? - Voglio restare ancora un po'.
- Ma ti chiamo un taxi. - Grazie.
- Non vorrai andar via? Ci siamo appena seduti. - Io rimango, mamma.
- Grazie per la serata. Il cibo era ottimo. - Grazie.
- Buonanotte. - Buonanotte.
Il pesto è incredibile, Calle.
- Mi spiace, sono stata scontrosa. - Non preoccuparti.
Sì! È che a volte mi vengono in mente pensieri stupidi.
Ti amo. Lo sai?
Lo so. Anche io ti amo.
Buonanotte.
Scusate, posso chiedere la vostra attenzione?
C'è qui una persona che ha fatto uno sforzo davvero notevole.
Ha fatto qualcosa in cui non si era mai cimentato,
ma sembra nato per farlo.
Naturalmente sto parlando di Angelo.
- Senza di lei sarebbe stato impossibile. - Beh, ovvio che è tutto merito mio.
- Lei è un bravo maestro. - Grazie, Angelo.
- Devi bere direttamente dalla bottiglia. - Lei ordina, io eseguo.
Non potete capire quello che è stato capace di fare.
Neanche un errore. E sempre col sorriso, col buonumore.
Pendevano dalle sue labbra sia l'ambasciatore che Gunnar Gren.
Dovreste provarlo anche voi.
- Anche lei deve bere. - No, grazie. Sono a posto.
Esigo di fare un brindisi col mio maestro.
Grazie, ma no, grazie.
Suvvia!
Non berrò più un sorso se non lo farà anche lei.
- Va bene. - Salute!
- Un brindisi per il signor Löwander! - Salute!
Continuate pure.
Salute.
- Me lo ricordo. - No...
- Non anche tu, adesso. - Sono stanco.
- Ma Peter, la notte è giovane. - Dovresti andare a casa anche tu.
Quando avevo la tua età festeggiavo tutta la notte.
Ed ero madre di tre figli.
- Sì, mamma, erano tempi migliori. - No...
Mi spiace che Stickan non sia qui. Sarebbe una vera festa.
Gli bastavano due bicchieri per restare ubriaco tutta la sera.
- Oh, guarda. - No, mamma, vieni.
- Buonanotte. - Buonanotte. Grazie per la serata.
- Backe. - Stig! Sono Helga.
- Sì, lo sento. - Come ti va la vita?
- Stai chiamando nel mezzo della notte. - Sei la bella addormentata?
Ero...
Stasera abbiamo inaugurato un evento, la Bella Italia...
e poi siamo rimasti un po' a parlare, e dopo...
sono andati tutti a casa, e così...
- Mi mancavi, un pochino. - Sì, sì.
Avresti potuto seguirmi a casa e fare i panini della mezzanotte, se fossi venuto.
Sì...
Sto seguendo la dieta del dottor Boman, ma stasera l'ho rimosso.
Perciò posso cadere morta in qualsiasi momento in casa.
- Sei ubriaca? - No, non lo sono, e tu?
- No. - No?
Vai a letto.
Una volta non mi dicevi così.
quando ti facevi trovare qui dentro e...
- Non me lo ricordo. - Ma se festeggiavamo tutta la notte.
- Buonanotte - Stig, aspetta...
Stig?
- Sì! - Che fai? Mi chiudi il telefono in faccia?
Ma cosa fai? Perché mi svegli nel mezzo della notte?
Ora te lo dico.
Ce la stiamo cavando benissimo senza di te al ristorante. Benissimo!
- Congratulazioni. - Calle è molto apprezzato in cucina.
E se sei rimasto ancora tanto tempo, è stato solo per la vecchia amicizia.
- Grazie, adesso lo so. - Bravo. E non chiamarmi mai più!
Angelo... mio fratello Peter. Devi proteggerlo. Lo sai, vero?
- Credo sia ora che vada a casa. - No, no, no.
Devo lavorare domani.
- Sei una roccia, Angelo. Una roccia. - Grazie, signor Löwander.
Una roccia dinanzi alla tormenta... oh, era una poesia, non me la ricordo più.
- Vado a chiamare un taxi. - Dove andiamo?
- No, per lei. Io ho una bici. - Ah, sì.
No, cazzo, me ne vado. Sta...?
Aspetta.
Dove vai?
- Buonanotte, signor Löwander. - Buonanotte... Angelo, aspetta.
Cazzo, mi ero esercitato..
- Hai... - Hai gli occhi belli.
Scusa, Angelo.
Angelo, scusa!
Potrei mollare tutto.
Che ne pensi?
Ce ne andiamo a Parigi.
- Caro. - Mia cara.
- Mio caro. Mia cara. - Non è facile.
Hai bevuto.
Sì, ho bevuto.
- Sai che non puoi controllarlo. - Non è questo.
È questo desiderio... che odio...
di cui non riesco a sbarazzarmi. Sto cercando di resistere.
Ma non riesco.
Dobbiamo andare da un medico. Esistono delle cure. Puoi curarti, Gustaf.
Sì, faremo così.
- Che stai facendo? - Niente.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Oggi non facciamo niente. - Non vai a lavorare?
Sì, vado stasera. Manca un'eternità.
Allora non facciamo niente. Rimaniamo qui.
Posso metterlo per iscritto?
È stato bellissimo ieri. Sei stato fantastico.
- Beh, anche tu non mi hai deluso. - Sono andata abbastanza bene?
- Un po'. - Ti ho detto che sono innamorata di te?
- Ciao, posso entrare? - Certo.
- Che bello qui. - Grazie. Prego.
Ho cercato di contattarti telefonicamente.
Ho lavorato tanto.
Vorrei ancora che diventassi la mia segretaria.
- Nonostante la cena? - Credi sia cambiato qualcosa?
Non ho mai frequentato professori o docenti o...
Sono orgogliosa di conoscerti, per questo ti ho presentato i miei amici.
- Per vantarsi? - Forse. Un po'.
Capisco che per loro è insolito confrontarsi con qualcuno della classe operaia.
Non so cosa pensi, ma non te la sei cavata male. Assolutamente.
- Bror è rimasto molto impressionato. - Nonostante abbia studiato alla scuola serale?
- Proprio per questo. - Troverai qualcuno più competente.
Non voglio nessun'altra, sei perfetta per questo.
O accetti adesso...
o andrò al DK, chiederò un piatto di cavoletti di Bruxelles
e li tirerò addosso agli invitati. E continuerò a farlo
finché non ti licenzieranno e dovrai trovarti un altro lavoro.
Credi stia scherzando?
Allora accetto.
- Ti sei perso la colazione. - Sì, ho fatto un po' tardi ieri.
- Cosa hai fatto? - Lo sai.
No, non lo so.
Sono stato alla festa dopo al DK.
Non eri con Suzanne, allora?
Con Suzanne?
"Senza di te non sarei sopravvissuta. Baci, Suzanne."
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