All language subtitles for Le.invisibili-Les.invisibles.(2019).ITA-FRE.Ac3.5.1.sub.ita.BDRip.1080p.X264-BaMax71-iDN_CreW

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Original subtitles

Senti questa.

Oggi sono stata all'Assistenza Sociale e ho detto a quel tizio:

"Quanto tempo ci vuole per avere la tessera ?".

E quello mi dice: "Calcoli una quindicina di giorni".

Allora, io: "Ma ho consegnato i documenti tre mesi fa, ho fatto tutto e non ho avuto niente".

Allora quello va in un angoletto e mi fa: "Be', vuol dire che non è ancora pronta".

"Ma cosa sta a fare qui tutto il giorno ?", dico io. "Che fa, si fa le seghe ?"

- Gliel'ho detto chiaro e tondo. - Le ragaue sono arroganti. Mi sono sparite un sacco di cose.

Dovrebbe essere un posto sicuro, e invece neanche per sogno.

Devi rallentare il ritmo. E' fondamentale conoscere i tuoi limiti. Sagittario...

- Io non ci capisco niente. - E' un segno di acqua, il contrario del leone. Tu ci credi ?

- Sì. - E l'astrologia ti ha avvertito ? Te l'ha detto che ti saresti ritrovata qui?

- Macché ! - Si sbaglia meno di cinque volte su cento. Alfa uguale 0,05.

E' vero, sono d'accordo. E in più ci trattano come parassiti.

A me sarebbe piaciuto anche France Gall, ma l'aveva già scelto qualcun altro.

Allora Catherine Deneuve va bene lo stesso.

- Non si è ancora affacciata. - Dov'è? - Non lo so. Sarà in ritardo anche lei.

Ci risiamo. Che nervi!

Apre alle 08:00, non alle 07:55, perciò di che vi Iagnate ?

E' inutile. E allora ? Che m'importa ? Siete in anticipo, che volete ?

Facci entrare, fa freddo. Apri.

Quando entrate, fate vedere la tessera del centro. Borsa aperta. E non entrate, se non ve o dico io.

Non ti sta bene ? Tu non entri, bam! Che c'è, Salma Hayek ?

- Yallah, yallah, yallah ! - Forza, entra. Ma stai calma. - Ma chi si crede d'essere questa ?

- Piano, piano. - Ecco la mia tessera.

- Ma ciao ! - Ciao, Angélique !

E' dura oggi, apri la borsa. Ti costa troppo dire "ciao" ? E' faticoso ?

Niente alcool, spero. Ma che hai messo qui dentro ?

- Ciao. - Ecco, brava, ciao. Guarda che non mi faccio abbindolare. Che c'è nella borsa ?

- Bicchiere, doccia e buono mensa. - Grazie molte.

- A presto, Zoé. - A presto. Ciao.

Non sai chiudere una borsa ? Sbrigati.

Hai anche un cellulare ? Prendi un'etichetta e scrivici cognome e nome.

Amel Bent ! Tieni.

- Grazie. - Brigitte Bardot ! Brigitte Bardot ?

Brigitte Bardot ?!

15 minuti a persona. Se ce ne metti 20 solo per farti lo shampoo, qui ci facciamo Natale. Capito ?

- D'accordo. - Non dormite !

- Posso avere uno spazzolino ? - Avete bisogno d'altro ?

- Potrei avere degli assorbenti interni, per favore ? - E le forbici. Per le unghie.

Posso prendere una maschera per il viso ?

E' il suo nomignolo. Cicciolina, sì.

Non so che vuol dire. "Maniaca del sesso" ? Non è così in Italia ?

No, era la Traviata, che era la svergognata, non Cicciolina.

E' un po' lo stesso genere, ma più terra-terra, diciamo. Capito ?

- E tu che ne pensi? Tu te ne freghi, certo. - Be', in effetti...

Sto sempre a parlare io. Sono proprio una chiacchierona!

- Basta chiedere e io vi trovo tutto. - Figo !

Ah, be', è perfetta!

Scusa, ma il carrello ?

L'ho dimenticato. Succede. E' un problema ?

- Visto che fai traslochi, pensavo lo prendessi. - Ok, me la riprendo. - No, no ! Dai, scherzavo !

- Melo sono dimenticato. Succede, chiaro ? - Mamma mia, scusa!

- Tu hai dimenticato che serve un uomo. Eh ? - Spiritoso ! - Sì, niente male.

Cazzo, veri professionisti !

- Dai, di qua ? Buongiorno. - Di', Beyoncé, stai comoda ? - Sì.

Tranquilla, non ci serve aiuto!

Cazzo, Audrey, mi prendi per il culo ? Rifunzionano tutte le lavatrici.

Sai che ti dico ? Prendo un caffè e me ne vado. Dimenticati che hai un fratello.

- Mi sono alzato stamattina alle sei. La tua corte dei miracoli mi ha rotto. - Ma...

Be', ci voleva provare, l'ho lasciata fare. Che problema c'è, ho sbagliato un'altra volta ?

- Ci sei riuscita, Chantal ? - Sì, era la guarnizione. Un difettuccio alla guarnizione.

- Tieni. - Grazie. - Ti riscalderà un po'.

Allora, avanti, racconta.

- Cosa ? - Che è successo ? - Niente.

Ci avevamo messo una vita a trovarti quella stanza.

- No, la stanza andava bene. Le persone sono gentili. - Allora ?

Ma ecco... E' lontano.

Ma è solo questo ? Non c'è nient'altro ?

Ho preso l'autobus e...

Ci sono due autobus, e poi ho perso la coincidenza con l'autobus 97, però...

- Ho... - Sì?

Tu ne vuoi uscire, Catherine ?

Ma SI.

Bene, ti prendo appuntamento con i serviti sociali, d'accordo ?

- Un altro appuntamento ? - Sì. Ma ti va ?

- Sì, certo. - Ok.

Allora, possono darmi appuntamento venerdì prossimo alle 9:30.

Catherine ?

Catherine !

Ehm... venerdì alle 9:30 ?

Sì, posso.

- C'è un panino senta prosciutto, per favore ? - Senta prosciutto ? Sì, l'ho fatto.

- Grazie. - Smettila di bere quella roba, ora si mangia. - Grazie.

Grazie.

- Questa è la buonissima torta di mele che ci ha fatto Hélène. Come si dice ? - Grazie, Hélène.

Non è niente.

Anche se abbiamo fatto di tutto per Catherine, era prevedibile,

perché ha i dolori ai piedi e sta da sola.

E non è abituata a stare da sola, si è affezionata a noi.

E anche io sono affezionata a Catherine. Ero sicura che sarebbe tornata.

Sì, ma non accetta le soluzioni che le proponiamo.

Se mi serve una camera e me ne offrono una, ci resto.

Almeno per rispetto di Audrey che ci ha messo sei mesi per chiudere la pratica.

- Chissà se vuole davvero farcela. - Per te è una questione di volontà.

- Forse un po' sì. - Ma come fai tu a dire "se mi offrissero una camera, ci andrei" ?

- E' facile a dirsi fin quando non ti ci trovi. - Io non capisco. Perché non dorme qui?

Perché è illegale. Non può farlo. Questo è un centro d'accoglienza diurno.

Se vuole, può dormire di giorno, ma la sera deve andare nei centri di pernottamento.

Se ce n'è bisogno, io posso ospitarla tre o quattro notti.

E poi che fai dopo tre o quattro notti?

- Non lo so... - Va bene.

Una volta che ha una camera, non posso più occuparmi di Catherine.

Non ho più accesso a niente, è proibito.

E quando hanno più bisogno di accompagnamento, la legge ce lo impedisce, nel bel mezzo del percorso.

E così si riparte da zero.

Si riparte da zero, ma succede la stessa cosa.

E' un cane che si morde la coda!

- Facciamo quello che ci dicono di fare, capito ? - Allora fate come i cani anche voi.

- Sì, siamo dei cani. - Ebbene, non facciamo così!

Ok, io rientro nella cuccia.

Ma no, io non giudico, domando. Non mi è tutto chiaro.

Dovremmo iscriverci alle Olimpiadi ! Categoria "getto del peso".

- Sì, dei borsoni. - Vuoi la medaglia di bronzo ?

- Quella d'oro! - Allora la vincerai !

Per la Francia!

Dai.

- Tutto bene, Seb ? - AI solito. - Grazie. A domani. - Forza. A domani.

Aspetto mio marito. Mi viene a prendere in macchina, dopo il lavoro.

Scusa, ma io non faccio l'assistente sociale. Non ti voglio interrompere, ma... A domani.

Non faccio neanche la psicologa, eh !

A domani !

Fai con comodo, eh !

- Avanti, dammi un bacio. - Che ? Ma che fai? Smettila, sei ridicola.

Apri il finestrino.

- Ma piove ! - Piano, piano, piano.

- Cazzo, ma mi bagno. - Ciao, ragazze ! Grazie per oggi !

Ciao !

Non avevo dubbi. Va al letto con suo nonno. Poco, ma sicuro.

- Sì, hai ragione. - No ? - Per me, o le prende o è zoofila. - Dici ?

La vedrei bene con un panda.

115, pronto soccorso senzatetto. Attendere, prego.

115, pronto so...

115, pronto soccorso...

115, pronto soccorso...

- Pronto ? - Buonasera.

Buonasera. Audrey, Centro Diurno Envol 59. Ho tre persone.

Stasera siamo pieni zeppi. Passo metterle in lista d 'attesa, ma non le garantisca niente.

Sì, se non c'è altra scelta...

Il calderaio determina lo sviluppo del volume da ottenere.

Si dice "statuto" un atto formale

che esprime i principi fondamentali dell'organizzazione del lavoro.

Non ci capisco un'acca.

- Come va ? - Mi fa male tutto. Mi fai un massaggio ?

No, sono tuo fratello, mica il tuo fisioterapista. Non tirare troppo la corda, eh !

' Àlldrey ? - Eh 2

Vieni a vedere.

- Che c'è ? - Guarda il mio completo. Eh ?

- Eh ? - No ? Dici che è troppo ?

- Per niente ! E' quello che ci vuole. - Ok.

Ehm... grazie. Allora, cosa dico a Nathalie ? Come comincio ?

- E chele vuoi dire ? Dille che la ami e che la vuoi sposare. - Sì.

- Ecco ! - E scusa, guarda l'anello.

Ma dove l'ho messo ?

Mi piace il numero 27.

Sì, è carino. Semplice.

- Allora prendo il 27. - Sì. - Ok.

Ok, il 27.

Sì.

Eh?

No, non ce la faccio se non mi accompagnami.

Oh, ma certo, reggo l'anello ? Sei tu che ti sposi, mica io.

E vengo anche a vivere con voi?

Eh, no. No.

- Se mi dice di no, che faccio, resto lì come un coglione ? - No. Senti, Dim.

- Vai vestito così, le dai i fiori, ti inginocchi e le offri l'anello. Capito ? - Sì.

- Sì ? - Sì, sì. Ok.

- Vai, sono fiera di te. - E non mi aiuti ? Non aiuti la gente per lavoro ?

- Potrei mandare SMS. - No !T'inginocchi, le dai i fiori e le offri l'anello !

Ha rifiutato i corsi di veterinaria, idraulica, saldatrice, ricamatrice.

A questo punto, sono bloccato.

Se ora rifiuta pure il corso di fabbro e di falegname, non so più che fare.

Non so. Forse si può rivolgere direttamente a Angélique.

Volentieri, ma Angélique, ti ho mandato delle mail, ma non mi hai risposto.

Se hai qualcosa da dirmi, è il momento giusto. Mm ?

Manu ? Tocca a te, forza.

- Salve. - Salve. - Ti hanno detto qualcosa ? - No, niente.

- Allora perché lo propongono ? Se dipende da noi, dal nostro servizio... - Io non so come reagire.

Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Buongiorno.

- Come va ? - Bene, grazie. - Buongiorno. - Buongiorno. - Piacere.

Audrey è l'assistente sociale del nostro centro.

Oggi la precarietà è tale che siamo costretti a essere estremamente esigenti,

molto più che in un'impresa normale.

Appunto. Finché non si costruiscono alloggi, non si requisiscono gli alloggi, sarà sempre così.

- Mi scusi, mi pare che ne abbiamo, no ? - Sì, sì, ne abbiamo.

- Ci sono 190 letti nel centro di ricovero regionale Anatole France. - Letti, non alloggi.

E' una sistemazione di supporto al reinserimento.

Sono troppo emarginate per avere ora un alloggio autonomo.

No, mi dispiace, il vostro centro si trova a... 50 km dal centro diurno,

il che vuol dire farne 100 tra andata e ritorno,

tutti i giorni, senta macchina e senta i soldi per pagarsi i trasporti pubblici.

Abbiamo anche saputo che una donna alloggiata in quel centro è tornata da voi.

No, aspetti. Non mi è stato permesso accompagnare Catherine nel nuovo alloggio.

Per favorire l'autonomia di queste donne, dovete lasciare che se la sbrighino da sole.

Quando si gestisce dalla A alla Z il processo di reinserimento, si crea una dipendenza.

Come in ospedale. I pazienti vanno dimessi, anche se non è finita la convalescenza.

Se no si crea una seconda dipendenza che può portare a una ricaduta ancora più violenta

e le persone si allontanano dai processi di reinserimento e di integrazione.

Se volete migliorare le vostre statistiche, dovete solo abilitarci ad accompagnarle all'esterno.

Ma no. Le coccolata troppo, per questo tornano da voi.

Che vuol dire ? Non capisco.

Meglio un centro a due stelle che resta aperto, che un centro a cinque stelle che chiude.

Ho visto il vostro bilancio annuale. Solo il 4% delle donne che avete accolto si è reinserito.

Non possiamo continuare a spendere senta risultati, non più.

- Vuol dire che il centro chiude ? Tu e Audrey... - Sì, è finita. - Finita ? - Sì.

Non chiediamo tanto. La notte ce la vediamo noi, qui veniamo per lavarci, mangiare, scaldarci...

Non chiediamo mica la luna! E' il nostro unico punto di riferimento.

C'era quello che ci serviva qui. Tu e Audrey ci bastate.

- Quello che posso dirvi è di rivolgervi a un altro centro. - E quale ?

- Anatole France. - Eh ? Ma non c'è mai posto lì! - Non ci penso neanche lontanamente!

- Sto per strada, piuttosto. Ho sentito dire... - Il protocollo psicologico l'abbiamo fatto qui !

Scusa, posso parlare, per favore ? Due minuti.

La voce che gira è lasciate perdere. Io non ci vado.

Tengono uomini e donne tutti insieme, perciò sappiamo benissimo che succede in questi casi.

Io non posso rivivere questo incubo.

Datevi da fare, ragazze. Non potete restare per sempre a marcire qui !

- Dovete muovervi, cercare un lavoro ! - Per una donna col velo non è facile trovarlo!

E a me, con questa faccia, non mi piglia nessuno!

Fammi parlare ! Il tuo scopo non dev'essere restare qui!

Ma non abbiamo scelta ! Mica viviamo come te ! Facciamo quello che possiamo!

- Perché, io come vivo ? - Tu hai tutto, ti basta schioccare le dita, hai una famiglia.

- Che ne sai di me ?! - Sei tu che celo dici!

A me non va di sbattermi a fare 50 km per rimediare un tozzo di pane. Io me ne vado.

Andarsene non serve. Piuttosto cerchiamo di trovare...

Sono otto mesi che hanno la mia pratica, lo sai. E è cambiato il personale.

E poi ci saranno altre persone e altre ancora. Ogni volta si ricomincia.

- Fino a fine dicembre... - Siamo qui per cercare una soluzione.

- E dopo il 31 che succede ? - Non te lo so dire. - Basta, andiamo.

Oggi non sappiamo dirvi che faremo.

- Sì, ma comunque lì non ci andiamo. - Ma non andartene, intanto resta.

- Io là non ci vado. - Non andate via tutte ! Adesso siete voi che ci abbandonate.

- Audrey ? Apri, sono io. - Siete in linea con il 115, pronta soccorsa senzatetto.

Resto rinchiusa nel mio ufficio, come mi è stato detto.

Credi mi faccia piacere per le ragazze ? Non è con me che devi prendertela.

Capito. Buona serata.

Vi ringraziamo per la comprensione. Siete in linea con ii 115, pronto soccorso...

- Chi è ? - Buongiorno ! Cerco Philippe.

Philippe, è per te !

- Ciao, Philippe. - Ciao. - Sono venuta con un'amica, possiamo entrare ?

- Mia moglie sta preparando da mangiare, perciò... - Sì, ho capito, mi sbrigo.

Ehm... Lei è Chantal, sta cercando un lavoretto. Sa riparare un sacco di cose.

Pensavo che forse... potevi aiutarla a...

Insomma, dato che sei un ristoratore, conosci un sacco di gente, tante persone diverse...

E come io ho aiutato te, ho pensato che magari sarebbe, come dire, un'occasione per ricambiare...

Sarebbe carino.

In più, è molto motivata. Vero, Chantal ?

Certo, ho imparato a riparare un sacco di cose in prigione.

Sì, be', sei stata gentile a pensare a me, ma io non voglio storie.

- Aspetta ! E del divano sei contento ? - Sì, tutto a posto, grazie.

- Mi pare uno stronzo. - Ma perché l'hai detto ?

Oh, bisogna pur dire la verità, no ?

- Vuoi una mano ? - No, ce la faccio, è roba mia.

- Ma no, che ne so. - Sì, ma sono stufa di fare il porta a porta.

Avresti potuto dire qualche altra cosa, insomma !

- Stavolta devi essere convincente, d'accordo ? - Sì, d'accordo.

- Sì. Lo vogliamo questo lavoro ? Lo vogliamo ? - Lo vogliamo, lo vogliamo.

Convincente.

Era tutto contato. Bisognava dare tutto all'esercito.

Quando non avevamo abbastanza burro, andavamo a chiederlo al vicino per darlo all'esercito.

Certa gente barava, faceva una grossa forma di burro e poi ci metteva dentro l'acqua.

Era dura, era davvero durissima.

Va bene, grazie tante, Marie. E' stata carina a raccontarcelo.

- Grazie per la condivisione, ma... noi siamo venute qui per Chantal. - Mm,

- Perché Chantal cerca lavoro. - Non ha un aspirapolvere, un tostapane da riparare, o...

- Riparo elettrodomestici. - Ecco.

Ho imparato in prigione, perché ho ucciso mio marito perché mi prendeva a botte.

No, senti, Chantal... Ci devi dare una mano, però.

Stiamo cercando di aiutarti. Se puoi smettila di raccontare questa storia...

- Non dico le bugie. - Dille, invece !

Stavamo per farci un bicchiere di sotto.

Sapevo che mi avrebbe pestata un'altra volta.

Gli ho detto: "Non fare lo stronzo" e... ho visto la pistola.

Ho preso la pistola, l'ho caricata

e poi mi sono rimessa in fondo alla scala.

- E poi ho sparato. - E' pazzesco.

- Sentite, ve ne potete andare ? Perché... - No. No, no. E' come nelle sitcom televisive.

C'è la pubblicità, è uguale. C'è la suspense, non cambi canale, aspetti.

- Be', se c'è la pubblicità, si può fare una pausa. - No!

Dai, continua.

E... è caduto.

- Non avendo visto il sangue, ho pensato che non fosse morto. - Tappatevi le orecchie.

Poi ho visto il sangue che spuntava da sotto il braccio, e ho detto: "Cavolo !".

E poi niente, era morto. Morto sul colpo.

Ehm... Adesso ci siamo ? E' finita.

Secondo me guarirai e supererai tutto.

Se non si parla, si va in depressione.

A me piace la tua storia.

A questo punto... Grazie, Audrey.

Grazie a voi. Questo è il mio castello.

- Se non si può più parlare, più dire niente... - Aspetta, Chantal!

Forza, muovetevi !

Cavolo !

Dai, tira, tira !

- Che ha fatto! - Eh ? Non hai visto niente, eh ?

- Ok, in difesa, ragazzi ! Forza ! - Attacca. Vai, tesoro. - Aspetta, aspetta.

- Ehi ! SÌ. Che c'è? - Ma che c'è?

- Eri solo davanti, non c'era nessuno. Non si può. Non va bene. - No ! - Ha ragione.

- Fuori gioco ! Fuori gioco! - Ma non era fuori gioco!

- Tira fuori il cartellino rosso, fa troppi falli. - Sì, ma non ho i cartellini.

Ma no, è buona ! Che altro c'è adesso ?

- Andiamo, dai... - Sì !

No, no, non è buona.

No. Vai là. Ti dico che è calcio d'angolo.

Chi ha tirato il pallone ? Sei tu che l'hai mandato in angolo ?

- Chi ha tirato il pallone ? - Audrey ! Audrey ! Audrey.

Mi sta bene tutto, mi fa piacere dare una mano, quello che ti pare, ma questo, no, è troppo.

- Dai, dai ! Passa! - Non ci capisce niente di calcio, mi snerva.

- Ci sta rovinando la partita. - Che male c'è? Le fa piacere partecipare.

Voglio solo godermi ogni tanto, la domenica, una partita di calcio con gli amici.

- Senta il tuo arbitro. - Ehi. - Ecco, ti chiedo di non portarti il lavoro a casa la domenica.

Tranquilla, tranquilla. Mi si è rotta la PIayStation.

Me ne frego se ha ucciso il marito, francamente. Se me la aggiusta, io perdono tutto.

Ah, il perdono, già ! Perdonare, seconda possibilità, hai afferrato l'idea ?

Grazie del sostegno, fratello. Se mi serve qualcosa, chiamo te.

Almeno su di lui ci posso contare.

- "Su di lui ci posso contare." - Fallo !

Che c'è da fischiare ?

- Fammi assaggiare. Buona ? - Telo dico io, era fallo.

Senti, Audrey. Il tuo arbitro sa aggiustare i motorini ?

Perché se il mio è rotto come sembra e lei me lo ripara

ci passo sopra a tutti quegli errori che ha fatto come arbitro.

- Ma certo che sì. Vero, Chantal ? - Sì, so aggiustare i motorini.

Visto ? In questo corpo atletico batte un cuore tenero.

- Ma che si deve sentire! - Eh, sì!

- Non ho nemmeno un minuto per me. - Ah, be', era ora!

- Eccomi, arrivo ! - Arrivo un corno !

Ma che devi fare ? Hai il corso di tennis oggi pomeriggio ?

Hélène, sono andato dal mio psicologo. Ha detto che non posso andare avanti così e...

- E' il nostro psicologo, non il tuo. - Come sarebbe ? - Non è il tuo psicologo.

- Mi ha aiutato a decidere da solo. Per questo voleva che ci andassi da solo, tutto qui. - No.

- "No" che ? - Troppo presto.

- Ma perché dici così ? Perché è troppo presto ? - Per la famiglia.

- Sai che mi ha chiesto ? Da quanto non facciamo l'amore. Non ce l'ho fatta a dire... - Ssh !

Hai capito che ti ho detto ?

Non parliamo di fare l'amore.

Noi mai "talk", mai !

Lo psicologo dice che devo scegliere. E io scelgo Jessica.

Scopatela ! Scopatela ! Ma non andartene da casa!

Se ti scopi Jessica, non puoi scopare con me, ma puoi vivere a casa!

Ho trovato una casa. Hai capito che ti ho detto ?

- Quella è una mia amica. Fermati, fermati. - Hélène, hai capito ?

Buongiorno.

Sono Hélène.

- Una volontaria del centro. - Ah.

Sto in macchina, vuole un passaggio ?

No, non ci posso credere. Non ci posso credere, arriva con la clocharde !

Posso chiudere ?

- Buongiorno. - Buongiorno, signora.

- Salve. - Bambini, avete salutato Catherine. - Sì.

Salve, Catherine.

- Grazie. Grazie, signore. - Ma no, di niente. E' normale.

- Apro il finestrino, papà ? - Sì, giusto un po', se vuoi.

Così è troppo, però.

Sapete che in Francia ci sono 25.000 persone affette da AIDS e nemmeno lo sanno ?

- Ah, be', io sono fuori! - Potrei essere io, potreste essere voi.

- Oggi non avete un compagno, ma magari domani, la settimana prossima... - No, non penso.

- Perché non organizziamo un test collettivo ? - Pure collettivo !

- Be', collettivo vuol dire... Sì, insomma... - Scherzi ? Tutte insieme ?

- Sì. Che c'è di male ? - Ma smettila!

- No, ognuna farebbe il suo. - Ah, ecco, una alla volta. - Ma certo!

Sei. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei.

Hélène, volevo sapere...

Dimmi.

- Non è che potresti darmi una mano ? - Quello che vuoi.

Hélène ti vuole parlare. Ti vuole spiegare, per farti capire bene.

Ecco, non è obbligata a dire tutta la verità.

- Finora, dicendo tutta la verità, per caso, ha avuto un lavoro ? - No.

- Un alloggio ? - No.

Noi, non le chiediamo di dire delle bugie, ma solo di fare delle omissioni.

- Che vuol dire "omissioni" ? - Cose che non si dicono.

Per esempio, Audrey non va a dire che ha un problema con gli uomini.

No, scusa, io non ho nessun problema con gli uomini.

Ecco, ora Audrey è bugiarda. E non importa, non ci interessa della sua vita.

E non ci interessa neanche della sua. Perciò può omettere quello che vuole.

- E poi stia dritta, perché mi fa imbestialire ! - Per caso hai qualche problema ?

Me devi parlare, se no, poi, ti resta tutto dentro e ti blocchi.

Vuole stare dritta ?

- E chi lo sa ! - Ecco. Spalle aperte e sguardo fiero.

Be', io ce l'ho lo sguardo fiero.

Ecco, così va bene. Scusi, mi dispiace, mi sono innervosita. Vai pure, Audrey.

Ok, allora...

Dimmi, Chantal, che hai imparato in prigione ?

- Bah, ho fatto... - Una formazione...

Una formazione polivalente in edilizia.

Ho fatto idraulica, pavimentazione, elettricità, giardinaggio, riscaldamento...

- E dov'era la tua prigione ? - Era il centro di detenzione a Loos.

Va bene, allora mettiamo "centro di formazione a Loos".

Questo è l'indirizzo dell'agenzia interinale per domani. Devi essere lì alle otto.

Forse non si è svegliata. 0 l'hanno malmenata.

0 stuprata. 0 stuprata e malmenata, perciò non si è svegliata.

Eh, sì.

Sono fottuta. Guarda, lei ha una cartellina, lui pure e io niente.

Ma chi se ne importa lkspetta! Tu non stai mica cercando un lavoro!

Ma tutti hanno una cartellina e io invece no!

Aspetta. Eccola.

Tu che ci fai qui ?

E tu che vuoi ? Solo tu puoi cercare un lavoro ?

- Mica hai il monopolio del successo, Chantal. - E chi lo sa !

Ah!

Ma che fa ?

Sì, tienile le borse, come abbiamo detto.

Buongiorno.

Chantal, posso tenerti io le borse, se vuoi.

- Così sei più libera. Dammele. Tanto sto qui, aspetto una mia amica. - Ok.

- Ma stacci attenta, eh ! - Sì, sì, tranquilla.

Bene, ha dato il curriculum!

Aspetta, non la vedo! Dove è andata a finire ?

- Allora ? - Fatto, mi sono iscritta.

- Davvero ? - Sì, sì.

- E' fatta ! Si è iscritta ! - Si è iscritta ? - Ce l'abbiamo fatta !

- Eh ? - Tranquilla, non è niente. - Andiamo.

- Adesso a chi tocca ? - A tutte !

A tutte !

Mi daranno un lavoro.

Ci siamo, eh.

...che passerebbe a quattro settimane nel 2019.

Intanto, per quanto riguarda la situazione attuale, ci colleghiamo con Tolosa

dove ci aspetta ii nostro corrispondente Jean-Luc Thnmas.

Jean-Luc come hai trovato... Jean-Luc, mi senti ?

Ramouna, che succede ? Non c'è nessuno ?

- Tre si stanno facendo la doccia e le altre sono nella rimessa. - Ma...

Manu, aspetta.

- AI comune mi hanno messo in mobilità e volevo dirtelo io. - Ah, va bene.

Ti ho scritto un bigliettino.

Un po' di tempo ci vuole.

- Che è quello ? - E' di un amico di Audrey.

- Lo aggiustiamo. - Ah, sì ?

- Mi volevi vedere ? - Mm. Siediti.

Che c'è?

Che è questa storia di motorini, lavatrici, eccetera ? Fammi capire.

- Be', Chantal fa le riparazioni, le do una mano. - Mm. Nient'altro ?

Siccome anche le altre sanno fare qualcosa. Può essere un modo per aiutarle.

Così mi è venuta un'idea.

Insomma, forse se capiamo le loro attitudini,

per esempio, il tipo di lavoro, il loro vecchio lavoro, la formazione,

e poi le prepariamo qui, con una sorta di workshop terapeutico,

riprenderebbero fiducia in sé stesse.

Insomma, le accompagniamo.

Manu, te lo immagini se anche una, soltanto una, ce la fa ?

Ci saremmo riuscite.

Non mi va di restare qui con le mani in mano.

A una condizione.

Non devi essere tu a proporglielo. Devono venire loro a chiedertelo.

Be', verranno loro, credimi.

Salve.

- L'avvocato Changuv. Ufficiale giudiziario. - Salve. - Piacere.

Mi scusi ?

Mi scusi.

Sono la mediatrice sociale. Può uscire ?

- Salve, signora. - Perché ?

Sono incaricata dello smantellamento del campo.

Sì, ma adesso è notte, siamo tutti a dormire.

Lo sa che questo è suolo pubblico ? Sa che occupa illegalmente il suolo pubblico ?

- E' il suolo pubblico, ma non sono sola, siamo in tanti qui. - Sì. Ma non vorrei problemi.

- L'autobus vi porterà in un centro d'accoglienza. - Io non ci vado. Non do fastidio a nessuno.

Ma perché? Non facciamo niente di male. E' una donna di una certa età.

Voglio che non ci siano problemi. Se mi date retta, va tutto bene.

- Altrimenti interverrà la forza pubblica... - Perché deve intervenire ?

Per liberare il campo, ve l'abbiamo spiegato 150.000 volte.

- Non diamo fastidio a nessuno. - Non avete il diritto di stare qui, capito ?

- Siete voi che ci date fastidio! - Intervenite.

- Ci venite a svegliare alle 5 del mattino. - E' la legge che stabilisce quest'ora.

Non creiamo problemi. Prendete la vostra roba e andate via.

Se ve ne andate adesso, sarà meglio per tutti. Signora... Ecco, ci siamo, cazzo.

Ma che cazzo...

- Dobbiamo sgombrare, non fare storie ! - Lasciami ! Perché me ne dovrei andare ?

No, qui non resta nessuno. Stiamo evacuando tutti, se ne deve andare come gli altri.

- Ha preso le sue cose ? - Questa è la mia casetta.

- Non è una casa, è una tenda. Stiamo evacuando il campo, capito ? - Forza. - Ma è casa mia !

- Signora... - E non mi spingere ! Non spingere ! - Signora, stia calma. Signora ! - Fate piano !

- Giù le mani ! - Fate piano !

No, lasciatemi !

Su, entrate, ragazze.

Ci sono dei letti al primo piano, letti al pianterreno.

Perciò adesso vi scegliete un angoletto e ci mettete le vostre cose. E adesso è casa vostra.

Ma attenzione: è casa vostra, ma non esiste.

Fuori di qui, bocche chiuse. Resti tra noi.

Forza, cominciate.

Grazie.

Avanti, ognuna scelga il posto che vuole. Ti serve una mano ? Guardate, c'è ancora posto.

Potevate almeno dare una spolverata. Guarda che roba!

- Muoviti. Che stai facendo tu ? - Mi serve la connessione.

- E con chi ti devi connettere ? - Col mondo. - Ah, sì? Angélique ! Guarda!

- Che succede qui? - E' una presa per uno, sei d'accordo ?

- Sì. - Ma guarda tu che prepotenza ! - Brigitte ! Basta litigare, una presa per uno.

Leggete Tolstoj, Freud, Cartesio, quello che vi pare, ma in silenzio. Mi sono spiegata ?

- Chiaro. - Capite cosa stiamo facendo ? Manu corre grossi rischi per voi, è chiaro, Brigitte ?

- Sì, ma io non volevo mica litigare. - Non voglio più sentire Iagne per il telefono.

E anche tu smettila, preparati per dormire.

Grazie.

Sai, con Angélique, quando l'ho conosciuta, all'inizio,

quando è arrivata al centro dove lavoravo, parlavamo spesso, così, del più e del meno.

Un giorno viene e mi fa: "Sai il tipo che ti ho detto che vedevo ?"

"Posso dormire a casa sua, a condilione che ci vado a letto".

Aveva 15 anni.

Neanche si rendeva conto della gravità di quello che mi diceva.

E poi un giorno spunta con tutto il viso tumefatto.

Non se ne voleva più andare, voleva restare con me, sempre.

E così le ho detto di venire a casa mia, una volta, due, tre, quattro, dieci volte.

Alla fine l'ho adottata.

Qualsiasi cosa succeda... al centro,

qualsiasi cosa, la responsabilità è mia, non tua, chiaro ?

Oh?

Stronza.

- Avanti. Vai, Chantal, spiegacelo. - Ecco, sì... L'elettricità è come...

E' come un mucchio di elettroni. E' lo stesso parecchio pericolosa.

- Ma che è un elettrone ? - E' come la corrente.

- Manu mi ha dato il tostapane da aggiustare. - Te l'ha dato proprio lei ?

- Sì. - Ah, ok, fantastico. Ognuno pensa per sé e per me niente.

- Come aggiusto se non ho niente da aggiustare ? - La finisci di fare la vittima o no ?

- Voglio pure io una cosa da aggiustare ! - Adesso ce l'ha lei, così ci fa vedere come si aggiusta.

La prossima volta ce l'avrai tu. Il workshop non è solo per te.

- Anch'io voglio imparare ad aggiustare qualcosa. - Non sempre si ha quello che si vuole.

Succede. Chantal sa riparare delle cose, tu no.

Ma se non ti va di partecipare, vai al refettorio con le altre.

A me l'hanno proposto, sono contenta e sto qui per partecipare. Ascolto Chantal...

E io invece me ne vado. Questa è roba da matti, cazzo !

Ecco, è arrivata la casalinga disperata che mi fa la predica lkudrey!

Chantal, continuiamo ?

Be', senti... Hélène ha ragione. Se vuoi partecipare, stai in silenzio.

Siamo qui per ascoltare Chantal. Chantal sa, quindi l'ascoltiamo. Dai, vai, Chantal.

Allora, bisogna stare attenti quando si tocca l'elettricità, perché...

Ma non la teoria, la pratica. Facci vedere qualcosa. Abbiamo tutte voglia di imparare.

- Vero, Angélique ? - Ma sì, io voglio imparare.

Allora vieni.

Vieni.

- Qui, vicino a me. - Dai, Chantal.

Per cominciare, prima si smonta, poi si pulisce e poi si ripara.

Per adesso, l'ho già smontato, perciò vi faccio vedere.

Per pulirlo prendiamo un pennello. La gente lo butta via perché pensa che è rotto.

Il più delle volte è solo un contatto, non ci vuole niente a ripararlo.

Tutto questo ha un nome, si chiama "obsolescenza programmata".

E' solo un contatto. Così i fabbricanti ti fregano.

La gente compra, compra, compra. E mentre quelli comprano, be', noi recuperiamo.

Bene, per riassumere, Chantal ci sta spiegando come riparare una console.

- La prima tappa è smontare... - Smontare, sì.

Poi si pulisce e poi... Vieni a sederti. E poi si ripara.

Guarda, è questo qua che lo blocca. Ora aggiusto il tostapane.

- In tutti e due i casi è la stessa cosa ? - E' lo stesso guasto.

- Distribuiamo i pennelli. - Sì, eccoli.

- Che facevi tu, prima ? - L'infermiera. - La psicanalista.

- Va bene. - Ho lavorato in un cotonificio.

- Che è una dattilografa ? - Una che sa battere a macchina.

Io organizzavo cacce al tesoro.

Parlo polacco. E anche inglese.

Ho fatto tante cose, tanti lavori differenti.

- Non ho nessuna formazione, ma per un po' di tempo ho fatto la piazzista. - Eh ?

- Lavavi la gente ? - Pulivo il culo ai vecchi, certo.

Mi sono diplomata in ragioneria nel 1983, ho lavorato in vari studi di commercialisti.

Ho fatto un corso di laurea breve per sembrare intelligente e per alzare il mio livello sociale.

Ero pigra. Pretenziosa, ma pigra.

- Io ho lavorato in un'agenzia immobiliare. - Quanto ci sei rimasta ?

- Un giorno. - Be', sono 24 ore, comunque non è poco. - Già.

Vuoi che ti vendo un bicchier d'acqua ? Vendo un bicchier d'acqua, pure senta l'acqua.

Mi fa uno sconto se ne prendo due ?

Se ne prende due, non c'è sconto. Però, se ne prende due, gliene do in più un terzo.

Il terzo glielo regalo, non lo paga proprio.

Prima della malattia immunitaria che facevi ?

- Ero ricoverata in psichiatria per una depressione e... - Mm-mm. E poi?

Quando sono uscita, mio marito mi ha piantata per mia sorella. Ecco.

E così sono andata al matrimonio e sono caduta in ri-depressione.

- Ri-depressione ? - Ri-depressione.

- E ri-farmaci. - E ri-farmaci.

- E ri-ricovero ? - Esatto. - D'accordo, ma prima di tutto questo, che facevi?

- La guardia giurata. - Oh, finalmente !

Altri che non ne vogliono uscire da certi problemi.

Che vuoi, ci restassero! In fondo è troppo faticoso.

- Catherine ! Su! - Torna tra di noi ! Allora, dicevi?

- Oltre alla psicanalisi, che hai fatto ? - Ho detto così?

- Ok, facciamo un workshop in libreria ? Vai. - Mi piace ! - Meno male.

- Ah, io niente medicine ! - No ? - No, no. Giusto il tiglio, una tisanetta...

- Una bella tisana, eh ? 12 pacchi alla volta, sì, ho capito. - Sì.

- E quando tornerò nella fase maniacale, sarò trattabilissima. - Ho fatto la escort.

E ho scelto il ruolo di dominatrice. L'adoro! Per amare gli altri, devi amare te stessa.

Ho imparato a conoscermi, ho fatto Fautoterapia. Io mi amo, io mi conosco. Dunque trasmetto questo.

Su uno specchio, io trasmetto agli altri, dunque amo gli altri.

Lo ecciti come si deve. Gioco di lingua, sorrisetti, fai un po' di mimica. Mm... Capito ?

- Sì. Comunque questo non lo scrivo. - Come ti pare.

E poi, nel momento che meno se lo aspetta, perché tu intanto gli stai strizzando i capezzoli,

grida, paf, e via !

- Allora cominci a girare. Tac, tac... - Ok, ma qui andiamo troppo nello specifico, no.

- Tecnico, semmai. - Sì, appunto, evitiamo di mettercelo.

Allora, lo scopo dell'esercizio è esorcizzare i vostri demoni con la parola.

Un giorno o l'altro dovrete farci i conti, meglio che accada fra di noi.

Chi vuole venire ?

Hélène, onestamente rinvangare il passato e tutto questo, a me... a me...

Sì, lo so, ma credo che dopo starete molto meglio. Non sarete giudicate.

Allora, forza, chi se la sente di parlare ?

Edith Piaf, fai finta che Brigitte Macron davanti a te sia tuo marito. Che gli dici ?

- Hai un problema ? Perché non ne parli, allora ? - Sì... E' difficile. Sono un uomo, sono debole.

- Sì, ma io sono tua moglie. Siamo in due, siamo sposati, dobbiamo parlare. - Sì, è vero...

- No, sei troppo gentile. - Sì, ma...

Di' quello che ti tieni dentro da anni.

- Se tu continui a bere, ti avverto, ti lascio. E poi... - Digli che è un buffone!

- Vuota il sacco! - Vuota !

No, è dura.

Edith, lui se ne frega di te. Tu stai lì e soffri per lui.

Lascialo e basta e stai tranquilla !

Ma io lo voglio lasciare in ogni caso. Anche se lo amo, lo voglio lasciare.

Guarda, concentriamoci di nuovo. Va bene, va benissimo.

- Vedi, adesso tu ti stai liberando. - Sì, lo so.

Tu ti stai pulendo. E non gli fai del male, perché è Brigitte Macron.

Ecco, l'esercizio sta in questo: sfogarsi, liberarsi, pulirsi, così.

Brava, Manu !

Chi se la sente di parlare ?

E' fatta, ho trovato lavoro al Grand Hotel, vicino alla stazione. E' troppo figo.

E poi ho una bella casa. La signora Régence me l'ha trovata vicino all'albergo.

Proprio davanti. Puoi venirmi a trovare quando vuoi.

Abbraccia papà. Spero che vada tutto bene.

E... ecco fatto.

- Con chi hai bisogno di parlare, Chantal ? - Ufficio di collocamento. - Ah !

La Signora Fannullona sei tu ! Sì, è proprio lei la Signora Fannullona.

Prima ci hanno fermato alla frontiera. La polizia mi mi chiede... la carta d'identità.

Allora io ho detto: "Che cos'è la carta d'identità ?",

perché da noi la polizia non chiede la carta d'identità.

Non potevo far vedere il passaporto perché era un passaporto in prestito, di mia cugina.

Io ce la voglio fare nella vita, me ne frego di quello che dici tu.

Io mi ripresento tra una decina di anni.

Io torno e ti sbatto in faccia che ce l'ho fatta.

E tu sarai ancora nel tuo ufficio di merda, col tuo panzone di merda, i tuoi pantaloni di merda.

Senta una donna, senta niente.

E io avrò svoltato, invece !

Se te lo devo dire, io ce l'ho avuto giovane e bello.

E tu ce l'avrai vecchio, e moscio, e brutto. Un fico moscio.

E ti ringrazio di occuparti di Stéphane in punto di morte. Grazie, Jessica.

Grazie, Jessica !

Esteban, ti posso parlare ?

- Mi dai una mano e io ti sistemo con una mia amica ? - No.

No ? Come ti pare. Peccato perché ha visto la tua foto sui contatti del mio telefono.

- Se vuoi perdere la donna della tua vita, nessuno te lo vieta. - Eh ? Ehi ! Che ti serve ?

Mettili lì, in fondo.

No, non è possibile. Non è possibile. Non mi sta bene. Eh ?

Se sono queste le tue amiche, nemmeno per sogno.

Ma no, sono ragazze del centro. Mi stanno dando una mano.

Be', sì, ma di solito qui vengono a depositare, non a portare via.

- Ah, sì? E che ti cambia ? - Sì, ma se arriva qualcuno ?

Che ne so, la polizia, quelli del comune, o i pompieri. Che gli rispondo ?

Devo dire qualche cosa. Sono costretto.

Certo, può anche darsi che non succeda.

Mica è detto che stavo qui, che ho visto tutto.

Magari stavo tranquillo a leggere un libro. 0 a bere un caffè.

Oppure avevo un appuntamento con una donna.

Eh, un appuntamento romantico.

Iole ho offerto un caffè e... Lei mi ha offerto un caffè.

E abbiamo parlato.

Allora, ragazze, abbiamo deciso di organizzare una giornata a porte aperte.

Vi confronterete col mondo del lavoro, chiaro ?

Chi è interessata, può iscriversi da Angélique.

Dovete essere puntuali. Se avete bisogno della sveglia, vi daremo la sveglia.

Inviteremo soprattutto dei conoscenti, magari avrete l'occasione di trovare un lavoro.

Starà a voi coglierla.

Per Brigitte Macron, romanzi, fumetti, o Tolstoj,

Cartesio, Freud, la storia della famiglia reale !

Per Edith Piaf, una macchina da cucire e della stoffa!

Per Marie-Josée Mat, una macchina da scrivere ! Per Simone Veil, un profumo!

Per le altre, gli attrezzi per riparare lavatrici, lavastoviglie, elettrodomestici !

Ho creato una cartella con i loro curricula.

Tu potresti aiutarmi con l'impaginazione. Se ti va.

COMPETENZE 1980 - 1981: CERTIFICATO DI PROFESSIONISTA EDILE

BRKGKTTE MACRO“ MATOPJTA' CLASSICA, LAUREA l“ PSICOLOGIA

FORMAZIONE IN FILATU RA

Ospedale psichiatrico...

Centro benessere!

DA MARZO A MAGGIO 1998 CENTRO BENESSERE

Le lampade ! Le porto io da casa mia.

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

Mi presento. Monique. Sono l'agente immobiliare.

- Aspetta, non si è capito niente. - Piacere.

- Non si è capito niente. - Ok. - convincente !

- Non siamo un po' ridicole ? - E' perfetto.

L'apparen1a è il 70%. Non so di cosa, ma così si dice.

- Buongiorno. - Buongiorno ! - Buongiorno!

- Mi presento. Monique. Sono l'agente immobiliare. - Bene. - Piacere.

- Saremmo molto interessate a fare una visitina, io e mia madre. - Mia sorella.

"Saremmo molto interessate a visitare la casa, io e mia sorella."

La madre era quando doveva farla Manu. Ho rettificato.

- Ecco, qui entriamo nelle s... nell'ingresso. - Nel...? - Ingresso!

- Devi articolare bene. Forte e chiaro. Vai. - Va bene.

Ecco l'ingresso, dove...

- Per metterci Fappendiabiti, le scarpe, e un po' di scaffali. - Bene.

- Alla mia destra, ci sono i sanitari. - Benissimo.

E poi, ecco, si arriva a un grande spazio con sala da pranzo, salone...

Con una cucina attrezzata.

Con piano cottura, con... il frigo.

- E il riscaldamento ? - Sì, è elettrico.

Costa tantissimo riscaldare uno spazio così con l'elettricità.

No, aspetta, dopo la cucina arriva l'altra acquirente.

Arriva l'altra acquirente !

- Salve. - Salve. - Salve. - Salve.

Associazione "La palma". Vengo da Nizza.

Siamo un'associazione di pre-pensionati e vogliamo investire in immobili nel Nord-Pas-de-Calais

perché la Costa Azzurra è un po' piena.

Che stavo dicendo ? Ah, sì, l'annuncio parla di vista panoramica.

Ora, all'esterno ho visto che c'è di fronte un muro.

In agenzia, nell'annuncio messo sul settimanale di Nizza, non c'era.

Ehi, questo non c'è nel copione. Questo muro di fronte... Siete faticose !

Quella, con quel piumauo da palma in testa, il vestito arancione...

- E poi questo completo da topo! - Che problema c'è? Va tutto bene.

Non è così che troverò un lavoro e poi un alloggio, eccetera.

- Ma è per farti sentire a tuo agio. - Appunto. Abbiamo esagerato.

'Eio? - Eh?

Sono due ore che aspetto di là. Non mi fate segno. Io dovevo entrare a "conclusione di vendita".

- Non abbiamo concluso. - Be', forse è ora di farlo!

- La stressata con quella storia della vista. Perché parli della vista ? - Io ?

- Sì !Ti ho sentito da di là. - Be'...

Io aspetto "conclusione della vendita" e sento "vista".

Per una volta che mi divertivo, voi rovinate tutto, guastafeste !

- Non te ne andare. Oh, Angélique lVieni, dobbiamo fare una cosa con Dalida. - Sì.

Vieni ! Abbiamo bisogno della tua forza blu. Usa la forza blu.

Andava bene. sorridendo, mi hai convinta. Te lo giuro, la volevo comprare !

Capito ?

Ricominciamo ?

- Posso avere i biglietti dell'autobus ? - Ma certo, sì.

Grazie.

- Due ti bastano ? - Sì, benissimo. Grazie.

Sono orrenda in questa foto.

E' per me, tranquilla.

Ok.

Ah, se vuoi partecipare ai workshop, sei la benvenuta.

Che facevi prima ?

- Prima di che ? - Prima della strada.

No, ma non ho bisogno di nessuno, io. Non vivo alle spalle della gente, io.

- Buongiorno. Ho 56 anni, sono nata a Tourcoing. Mi chiamo Lady Di. - No.

- No, non ti chiami Lady Di. Non sei Lady Di. Per caso, sei Lady Di? - No.

Ecco, allora. Qui devi dire il tuo vero nome.

E' per il tuo video-curriculum da mandare all'ufficio di collocamento.

- E' una pratica ufficiale, ok ? Chiaro ? - Ok.

Allora... Dai, Hélène, sbrigati! Ok, il fard è perfetto, ha un bell'aspetto.

- Ecco, sta benissimo, su. - Sta meglio ? - Sì, benissimo. Dai. Finito, Hélène ?

- Sì. - Ok, ricominciamo. Dunque, cognome e nome.

Buongiorno, mi chiamo Marianne Putridot, ho 56 anni...

- No, no... - Ma che si ride ?

No, scusa. Senti, Angélique, siamo seri.

Se mi prende in giro, io me ne vado.

Mica è colpa mia se si chiama Putridot. Come fa a sfondare nella vita ?

- E' colpa mia ? - Forse basta dire "Putri" ?

- Ok. - Putri ?

- Ah, perfetto. Ottimo. - Possiamo andare avanti? Abbiamo un programma pesante.

Ricominciamo.

Non sei Catherine Deneuve. Non puoi chiamarti Catherine Deneuve per presentarti come psicologa.

Perché no ? Pensa che io conosco un dentista che si chiama Giulio Verne.

- Be', non fa lo psicologo. - Scusa, e lei non si chiama Catherine Deneuve ?

Non fare questi paragoni, non ha importanza.

E poi so contare, in francese...

Abbiamo un matrimonio tra poco tempo, allora bene, se può dare una mano...

Ma è perfetto! No, benissimo, sa cucinare.

Faccio i dolci orientali, il makroud, le baklava, faccio il couscous, il tajine...

No, ma mia madre cerca qualcuno che sappia sbucciare. Se lei sa Sbucciare, la prendiamo.

- Se invece non sa sbucciare, non la prendiamo. - Sbucci ?

- Be', sbuccio. - Sbuccia.

Hélène mi ha raccontato la sua storia. Ha studiato fino alle medie, giusto ?

- Sì, non ho la licenza superiore. - Non fa niente.

Il principio, da noi, è che formiamo la persona per il posto che occuperà.

Abbiamo delle imprese aderenti al GEIQ. Lei lavorerà per loro.

Noi la formiamo e, se risponde alle aspettative e le piace,

possono anche assumerla a tempo indeterminato.

- Quello sarebbe il paradiso. - Bene, le faccio vedere questo. E' l'elenco degli aderenti.

Si è occupata di contabilità, ha lavorato per i dirigenti di impresa.

- E parla benissimo l'inglese. - Ok. - E scrive anche ! - Hélène...

Hélène, ti prego, non sono una bambina, posso parlare da sola. Va bene ?

Le abbiamo preparato il curriculum. Ha fatto due giorni di stage come agente immobiliare.

- Due giorni ? - Sì, due giorni, ma due giorni veri, ecco...

- Due giorni. - Ah, ho capito. - Soprattutto è molto motivata. Vi lascio. A dopo.

A dopo.

Allora, come... Cioè...

- Abbiamo deciso di comunicare... - Ho l'aria di una che si mette a piantare segnali stradali ?

Che si insudicia le mani su una statale o su un'autostrada ?

Io ho un mestiere, una professione precisa, non so a lei cosa le dice la testa.

Forse ragiona con i piedi, ma io sono una fiscalista, resterò fiscalista

e il suo lavoro se lo può mettere dove dico io.

Io sono una psicologa. Magari posso prendere il suo numero di telefono.

- Melo annoto, così magari ci potremmo sentire. - Sì...

- Mi piacerebbe sapere come sta. - Tutto bene ? - Sì, tutto bene.

- Vuole mettere su famiglia ? - Certo.

- Bene. - Ma a condizione che lei sia francese.

Sì, sì, sono francese.

E' un numero a nove cifre ? No, deve aggiungere. Lei ha dimenticato un numero.

- Davvero ? - Sì.

Ah, sì !

- Non lo sa a memoria ? - No, è un numero del lavoro. Confesso che non amo il telefono.

- Ma io voglio il suo numero personale, perché quello del lavoro... - Sì, ma ho solo questo.

E a parte i documenti, vuole anche avere dei bambini ?

- Sì, voglio avere dei bambini, ma dei bambini francesi. - Ma sì, saranno francesi.

- Si guarda, ma non si tocca. Non si tocca. Si guarda, ma non si tocca. - Sì, ma fa schifo.

- Tu fai schifo ! Ti sei messo gli occhiali di traverso ? - No, tu hai il cervello di traverso.

No, quello ce l'ho a posto. Malo sai chi è che ci guadagna qui? Sloggiate !AItro cliente.

- Arrivederci, grazie di essere passati. - Arrivederci.

Carino. Questo ti starebbe bene.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Allora...

- Come dire... - Non sia timido.

- Oh, sì, sì. In effetti lei mi intimidisce un po'. - Ma no!

Mi segno che mi intimidisce un po', perché insomma...

E' comunque importante che me ne ricordi.

- Arrivederci. - Se la cava bene.

- Sì. - Allora ?

- Sì. Ho detto... Non ero troppo convincente, ma... - No ? Non era il tuo campo ?

Sì. Preferisco il cotonificio, ma insomma, ci posso sempre provare.

- Divertente. - E' bello quello che abbiamo fatto, visto ?

Ciao !

Che eleganza ! Però!

Hai davanti a te una persona motivata che sa quello che vuole.

Sono d'accordo, è piena di buona volontà, ma hai visto la sua età ?

- Perché, e la tua ? Sentilo! - Oh, senti, dai...

Sei carina. Te l'hanno già detto, immagino.

Mi piacerebbe passare una serata con te, andare a ballare.

- L'hai portata tu ? Julie ? - Sì. Perché ?

Ti devi concentrare solo su quelle che vogliono uscirne, chiaro ?

Lei è una che se ne frega. Lei viene, poi se ne va.

E viene e se ne va. Viene e se ne va. Lo capisci?

- Capito. Facciamo le selezioni, adesso ? - Io...

Bisognava dirlo subito. Bastava dire: "Lei non può venire, lei sì". A me andava che ci fosse, ok ?

Vado a ballare, posso ?

- Sei ubriaca ? - Per niente.

Mentre tu vai a divertirti, io devo badare a Gaspard ?

- Leggergli le storie, fare da mangiare... - Mm...

- Mm ! Hai comprato i cereali ? - Eh ?

- I cereali! - Be', no.

- Dopo la maturità me ne vado e chiamo i serviti sociali per Gaspard. - E chiamali!

Chiama i serviti sociali.

Abbiamo ottenuto un colloquio con il vivaio "Parchi e giardini" per Patricia.

- Grazie. - Un periodo di prova in un'agenzia immobiliare per Monique.

- Oh, perfetto! - Un lavoretto in cucina per Khoukha.

E Marianne entrerà nel percorso formazione lavoro del GEIQ. Complimenti !

Aspettate ! E complimenti anche ad Angélique che ha venduto una montagna di cellulari.

- Grazie. - Non ha fatto niente e le danno venti euro. Bella la vita, eh!

Per me non è logico. Non so, non lo capisco, ecco.

- Tutte noi abbiamo lavorato, abbiamo fatto di tutto e lei, invece, niente. - Dai, lascia stare.

- Allora non hai capito, non sono una bambina. - Lo so.

No, ora mi lasci stare. Non mi devi... Non mi devi...

Aspetta, Hélène, un momento. Parliamone con calma, diciamoci le cose.

- Ah, ne parliamo, stanne certa! - Ok.

Come sarebbe ? Noi lavoriamo e c'è chi si fa i comodi suoi.

- Entra, esce, fa come le pare e tu le dai pure i soldi ? - Basta. Dai, vieni.

- Non siete d'accordo ? - Parliamone con calma.

No, basta, è finita per me. Io ho finito. Fa la turista, quella.

Ma che cazzo ti ho fatto ? Perché ce l'hai sempre con me ? Che vai cercando ?

Non capisco. Tu vieni, te ne vai e non fai niente. Tu non fai niente.

- Ritorna alla tua vita fasulla, alla tua famiglia fasulla. - Ti spacco la faccia !

- Fermatevi ! - Basta !

- Avanti, calmati. Parliamone. Aspetta, parliamone. - E' un bel tipo!

Non mi servono quei soldi. Guarda, te Ii regalo. Io ero venuta a salutarvi.

Non c'entro un cazzo con voi. Me ne vado. Non ci volevo dormire. E' Audrey che ha insistito.

Vi saluto.

Aspetta, aspetta.

- Julie lJulie, torna indietro! - Basta, lasciami stare.

- Parliamone. - Lasciamo perdere. - Stiamo solo parlando !

Dimmi la verità.

- Su che ? - La storia coi tuoi genitori. Da quanto tempo non vedi tua madre ?

Otto mesi.

E tuo padre ?

Un po' di più.

Mi dispiace. Te lo giuro.

Non ci riesco. Non ci riesco. Te lo giuro, ci provo, Audrey. Tutti i giorni.

Ogni giorno dico...

Ogni giorno mi dico che non devo più chiedere l'elemosina, che devo farcela,

e invece resto sempre in quel posto del cavolo.

Io ci sono.

Ci sono, tranquilla.

Se ho ben capito, il signore aveva scelto blu. Lasciamo perdere il grigio.

Per il bagno no, ma per il salone il grigio. No, così è troppo bianco.

Come va ? E' andato bene l'appuntamento ?

Sì, ho concluso. Che ti serve ? Ho da fare.

Ehm... Avrei bisogno di tre buste paga per una ragazza del centro.

- Se ti chiamano, di' che lavora qui. Ti dispiace ? - Senti, Audrey, no.

Non mi voglio più trovare nella merda per via delle tue amiche.

L'ultima volta ho aspettato Monique due ore davanti ai clienti.

Ho fatto la figura del coglione e il capo mi ha fatto a pezzi, perciò no.

Rischio il licenziamento per aiutare le tue amiche. Mi dispiace.

- Aspetta, avrà avuto un problema. E' impossibile, la conosco, non è da lei. - Invece sì.

- Non hai provato a chiamarla ? - Senti, Audrey...

No, perché a volte al centro non prende. Le hai mandato un SMS o lasciato un messaggio ?

- Non è che le hai dato l'indirizzo sbagliato ? - Io le avrei dato l'indirizzo sbagliato ?

- Eh, sì. - No, ma ok. Capisco, la tua amica Monique sta nella merda, io posso aiutarla.

- Ecco fatto, ho dato il mio aiuto. - Grazie mille !

- Ma non ti devi offendere! - Sì, mi offendo.

Certo che mi offendo. Perché con quei venti euro mi sento umiliata.

- E voi quanti bambini volete ? - Be'...

- Quanti bambini ? - Nove.

Nove bambini ? Nove ?!

E' bella una famiglia numerosa !

Catherine Deneuve mi chiama di continuo. Puoi fare qualcosa, per favore ? Eh ?

Tutto bene ?

Eh?

Ah, ho fatto gli scatoloni. Ti ho lasciato i piatti della nonna, visto che ci tenevi.

Audrey ? Mi senti ?

Ma che cos'hai?

E poi lo sai che ci sono. Eh, sorellina ?

Anche dopo il matrimonio, io ci sarò.

Capito ?

- Sinistra o destra ? - Lì a destra.

Ci sarebbe la precedenza a destra !

- Continuo ? - Sì, sempre dritto, te lo dico io.

- Sono Julie. Lascia un messaggio, magari ti richiamo. - Figurati se risponde !

Non mi dà buca, credimi. Mi ha detto che c'era, quindi c'è.

Malo vedi che non c'è!

- Per caso ha visto una biondina con un grosso zaino verde ? - No, mi spiace.

Con i dread e un grosso zaino verde ? Non l'avete vista da nessuna parte ?

- No, no. - Va bene, grazie.

Scusi, ha visto una ragazza bionda con un grosso zaino verde ?

Ma che fai? Smettila.

- Ci dev'essere, me l'ha detto. Lo so che c'è. Starà qua intorno. - Non c'è, non c'è.

- Audrey, ti prego ! - Ma cercala! cercala, invece di stare lì impalato !

- Mi scusi, non ha mica visto una bionda con lo zaino e i dread ? - No.

Julie !

- Melo sono portato via. - Ah, sì ?

Ma dai ! Io non ci avrei perso nemmeno un minuto di tempo.

Julie ?

- No! - Telo dico io.

Julie ?

Vieni?

- Lascia perdere. - Julie, vieni.

Vada via, per piacere. Non vuole venire con lei.

- Non me ne vado finché non vieni via con me. - Ma che cazzo vuoi?! Non sono proprietà tua !

- Credi che sono un pacco ? - Ma io non ho mai detto che sei di mia proprietà.

- Te ne vuoi andare ? - Vattene, chiaro ? Levati dai piedi ! Sparisci !

- Va' via. - Lei resta con noi. - Hai capito, eh ?

Ma guardala !

Era ora, così che non ci rompe più i coglioni.

Ok, basta così.

Oltretutto lavoro sottopagata.

Cerco di aiutare una poveretta, non ho un uomo, non ho soldi, non ho una vita mia.

Per di più vivo in un deposito puzzolente, pessimo. Io sono pessima.

- Bene, hai finito ? - No. - Sì, invece, hai finito.

Come una scema ti chiedo cose assurde e tu le fai, Laurent le fa, tutti al mio servizio.

- Sono egoista, penso solo a me. E' orribile. - Mm-mm.

E poi guarda questo. E' troppo grande, è brutto, fa schifo, puzza.

Tutte le mie cose puzzano, sembro un cassonetto della spazzatura.

Ok, adesso mi stai a sentire. Puoi guardarmi mentre ti parlo ?

Io ti voglio bene e sono fiero di te, ok ? Non saprei fare quello che fai tu. Ok ?

- Grazie. Scusi ? - Sì ?

Due birre, per favore. Mia sorella si farà la doccia. E' un evento da festeggiare.

- Ti rendi conto che ce l'avevo già ai tempi del liceo ? - Non importa.

- E melo metto ancora oggi, sono patetica. - Non importa.

Chi si mette una cosa del genere oggi? Guarda. Guarda.

- Se tiro tutte giù le maniche, sembro monca. Una povera monca. - Dai, dai.

Smettila di fare la scema.

E' il mio colore interiore, è l'espressione delle mie emozioni.

Io dipingo il sole blu, il sole blu, che si diffonde all'orizzonte. Capite ?

Sì. Basta psicofarmaci.

Prendo solo un vecchio rimedio della nonna, ma va bene, prometto che smetto.

- Perché ti fanno diventare lunatica. - Sì, euforica. E' questo il problema.

Sì, sì. Lunatica.

Be', Macron non ce la fai proprio, eh !

Catherine Paraire.

- Cosa vi evocano questi colori ? - Bah, il rosso e il nero ?

A me la prigione. L'amore e il sangue.

- Sentila. Non ti funziona la terapia, hai fatto bene a venire. - Eh, sì.

- E il verde ? - E' la natura. - Non è detto.

La natura, la primavera, la vita, la speranza.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno! - Buongiorno. - Buongiorno.

Per Lady Di.

- E' un pretendente. - E' il Principe Carlo!

Le andrebbe di venire a fare due chiacchiere fuori, in cortile ?

- Che faccio ? - Vacci, vacci. - Ma vai, scema. Ti sta aspettando!

Ma siamo sicure ?

Piacere di conoscerti.

Sì, certo. "In english."

Per te. Dei fiori.

Grazie.

- Hai visto ? - E' la più brutta e trova un uomo. Mica male il tipetto ! Hai visto quel tipo ?

- E' bello, eh. - Sì! - Oh, io melo sarei preso volentieri.

- Si va a sceglie la più racchia. - Ha un bel viso fine, dolce.

Certo che tra la lettera romantica e questo depilatore

tra noi due comincia proprio bene.

Ah, be', sei gentile. E' quello che speravo anch'io.

Inspirate, così...

ed espirate lentamente, lentamente, lentamente.

Scacciate i brutti pensieri mentre esce il fiato.

Sei sicura che è psicologa ? Non è che fa l'insegnante di yoga ?

- Così mi ha detto. - Be', forse non ha detto la verità.

Senti, ce ne importa ? Quello che conta è che lei ci creda, creda a quello che dice.

Dunque, Audrey, diceva che lei ha problemi di insonnia.

Da cosa è causata questa difficoltà ad addormentarsi?

No, in realtà io mi addormento facilmente, ma... Ma poi, ecco...

Mi sveglio... molto spesso durante la notte.

- Mm-mm. - Mm-mm. - Comoda, “(mene ? - Non badate a me, continuate.

Mi scusi per il ritardo.

Piacere, signor Ohayon.

- La manda l'agenzia interinale, giusto ? - Sì.

- Sembra che lei abbia le mani d'oro ? - Me la cavo.

Allora, si tratta di un contratto a tempo determinato, per due mesi, ok ?

Part-time, minimo salariale, e poi si vedrà, se saprà rendersi indispensabile.

Ha fatto un corso formativo a Loos.

Conosco bene Loos, ci abita mia suocera. Non è male.

Bisognerebbe cominciare lunedì. Le sta bene ?

Non sembra convinta.

E' perché la mia formazione l'ho fatta in prigione.

E preferisco dirglielo, perché voglio essere sincera.

Va bene. Questo le impedisce di cominciare lunedì ?

- No, signore. - Allora perfetto.

La affido a Martine, che le farà vedere l'azienda. Noi ci vediamo lunedì, d'accordo ?

D'accordo.

Ho apprezzato la sua onestà.

Uh, mi sono stufata...

- Attenzione, prega. Il centra commerciale chiuderà tra 5 minuti'. - Trovato !

- Ma come non hai voglia di andarci ? Certo che ci vai ! - Sono goffo.

- Ma no, ti sta bene. Sei bello, perfetto, guarda la giacca. - Mi sento ridicolo.

- No, metti dentro la camicia e abbottonati la giacca. - Eh ?

Dentro la camicia e abbottonati. Dai, sbrigati ! Ci siamo.

- Ho la tremarella. - Ma no, ci sono io.

- Buonasera. Buonasera. - Buonasera.

- Ma che... - Ti ho comprato dei fiori.

Ti volevo dire una cosa. Ehm...

Ecco.

Ok. Non sono un tipo perfetto, forse non sono neppure il più bello, ma...

Ti amo.

E... vorrei... Insomma, vorrei...

Insomma, ti chiedo... Mi vuoi sposare ?

- Be', sì ! Sì. - Sì ? Gralie !

Grazie. Grazie.

HUGH GRANT TI ASPEÎTA FUORI!

Ah, sei qui!

Io ho un appuntamento con Julia Roberts, in effetti.

Ma, be', visto che sei qui, ne approfitto per scusarmi.

Ecco, lo so, la maggior parte delle ragazze preferisce un mazzo di fiori,

ma io ho preferito farti delle lettere di raccomandazione.

Ecco, te ne ho fatta qualcuna.

Regina delle nevi, Beyoncé, Mata Hari... Mettici il nome che ti pare.

Io sono qui, nel caso avessi bisogno di una macchina,

nel caso avessi bisogno di una mano per spostare un frigo, per un trasloco, per quello che vuoi.

Se devi piazzare un arbitro di calcio in campo la domenica.

E non voglio perderti.

Non voglio perderti.

E non voglio più litigare come l'altro giorno.

E' l'unica cosa che ti chiedo.

- L'avevi capito che ero io Hugh Grant ? - Sì.

Ok.

Vieni, dai.

Andiamo a riscaldarci un po'. Vieni.

- E questa ? - E' troppo bella!

- Guarda, qua sta col marito. - Che carini ! - Oh, già!

Questa è la più grande. E qui sono io in Algeria.

- E come si chiamano ? - La prima si chiama Glynis e il secondo Selou. E' un nome africano.

- Loup ? - Selou. - Ah ! Lulù ?

- Loup come "Iupo" ? - Sì. - Ah. E' il lupo.

_ - Ok.

Ma no, non "Eh" , ma “Sehup” .

- Ah, è "EIù" u - sì.

Manu .'

Restate in linea. Un operatore vi risponderà al più presto.

Risponde il numero del pronto soccorso, restate in linea. Un operatore vi risponderà al più presto.

Attacca, per favore.

- Devi farti visitare e farti curare. - Non voglio.

Non puoi restare qui.

Vorrei farmi una doccia.

Dai retta a me, ci sta mettendo troppo. E' successo qualcosa.

- No, non penso proprio. - Era ora che si Iavasse ! - Lei fa sempre così.

Oh, Spice Girls, che state a fare lì?

Non parlo più.

- Volevo solo sapere quando potevamo farci una doccia. - Tra poco.

Asciugati, prendi le tue cose. Audrey ti darà quello che ti serve e poi te ne devi andare.

Hai capito, Julie ?

Sì.

Faccio un'eccezione a riceverla.

Di solito bisogna prendere appuntamento per avere un letto. Capito ?

- Mi dispiace. - No, non c'è problema.

Allora, mi dica cognome, nome e data di nascita, prego.

Perché?

Per registrarla, per avere le informazioni qui al centro. Abbiamo bisogno di queste informazioni.

E' solo un regolamento interno, solo per noi, ma in effetti, ecco...

Per avere un'idea di chi dorme da noi, giusto per saperlo. E' normale. Ci sono molte...

Julie Carpentier.

Nata il 6 settembre 1987.

Benissimo. Vuole che le spieghi un po' come funziona ?

Dunque, qui all'Anatole France si esce alle 08:00 e si rientra entro le 18:00,

altrimenti consideriamo il letto libero e lo diamo a qualcun altro, chiaro ?

I dormitori sono separati, la mensa è in comune. Ci sono una trentina di...

- Uomini e donne non stanno mai nello stesso dormitorio ? - No.

Strano, ho sentito dire che succede spesso all'Anatole France.

E' una falsa chiacchiera che gira, ma...

Comunque è quello che dicono, che uomini e donne... E poi...

- Ad ogni modo, i dormitori sono separati, ok ? - Ok. Meno male. E' meglio.

Certo. Ci sono trenta docce, ognuno ha un massimo di 20 minuti.

Ah, perfetto ! No, perché all'Envol non c'è tutto questo tempo.

Siccome c'è tanto da aspettare, poi sei costretta a sbrigarti. E in più, nei dormitori, è proprio...

Si sta l'una sopra all'altra e non è il massimo. Ammetto che ora che sono qui...

- Scusi, forse si confonde. L'Envol è un centro diurno. - No, si può restare a dormire.

Se vuoi, diciamo, "farcela". Qualcuna, in cambio, lavora.

- Si può restare a dormire all'Envol ? - Sì.

Fanno i workshop terapeutici adesso lì.

E' tutto organizzatissimo. C'è una bella atmosfera. Non è per niente...

Devo solo consegnarle un modulo informativo da compilare e poi... Mi aspetta qui? Torno subito.

Sì.

Come fanno a essere autonome, a farcela, a prendere delle decisioni

se gli dai tutto, se fai tutto per loro, se le imbocchi addirittura ?

Non hai visto le ragazze ? Non hai visto il loro sguardo ?

La speranza che è ritornata ?

Hanno ritrovato la speranza, questo è evidente. Ma non mi dire che non hai visto come si sono...

Non lo so, come sono belle, come sono motivate, ora.

Semina il grano.

Se non semini il grano, non cresce niente. Si tratta di piccole vittorie, certo.

Piccoli passi che si fanno uno dopo l'altro. E' così.

E immagino che ci siano anche minorenni in tutto questo.

- E clandestine. - E allora ? Vuoi forse chele sbatta fuori ?

Sì, ecco.

Lo sai cosa rischi, Manu ?

Se non lo vuoi capire, per me finisce qui, ok ?

Ma davvero ? Però!

- Lo sa che non mi piace parlare. - Vai, Khoukah.

- Non ce la faccio! - Ma sì!

- Aspetta, devo... - Ecco. Sorrisetto ?

Sorrido.

Sì, sono Iogorroica, ma non importa, lo ammetto.

Sono fiera di me.

E' magico ! E' magico tutto questo!

Lulù ?

0 E-Iù ?

Come ?

Con un bel sorriso, insomma.

Avanti un'altra!

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