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- Ciao. - Ciao.
- Mi pare lui, vero? - S�.
- Lei � Montani, lo scrittore, vero? - S�.
Ho letto il suo libro e l'ho raccontato a mio marito, ci � piaciuto tanto.
- Grazie. - Io non l'ho finito,
ma mia moglie � molto brava a raccontare, non tralascia nulla.
- Glielo diciamo? - S�.
Non potremmo dirlo, ma sembrava cos� preoccupato:
lei � in finale!
Oggi c'� la riunione dei giurati, ma � una formalita.
Mi raccomando, non si lasci sfuggire nulla fino all'annuncio!
Bravo, bravo!
- Visto? L'abbiamo conosciuto. - Com'� bravo.
Ciao, come stai? Grazie di essere qua.
Ciao, conoscete la strada.
Hai fatto bene a venire.
Aspetta, mettiamoci qui, devo dirti una cosa.
Ho parlato con Dominici, ma non devi dire niente.
E solo una voce, ma si dice che siamo in cinquina.
Sembra che il tuo libro sia stato scelto fra i finalisti del Premio.
Cos'e che dimentico? Ah, ti dico gli altri:
''Era molto tempo fa'' di Cinziani.
Poi dovrebbe esserci quello della Negresco, ''Alba nera'',
pero tutti dicono che e brutto.
Poi Franco Cigliati e Enrico Giussi, lo conosci?
Il titolo e "Bambola", non lo conosce nessuno, e un ragazzino.
Non credo possa vincere. Stai scrivendo?
- Qualcosa. - Dovresti cominciarne uno nuovo.
- Si parlera di te, ti trattieni? - S�, ma poco,
perch� devo accompagnare Costanza in piscina.
- Salve. - Loro li conosci.
- Li hai gia visti? - Piacere, Montani.
- Li hai gia visti? - Piacere, Montani.
Tu aspettami qui, voi mettetevi in linea con gli altri.
Controlla bene le braccia, ok?
- Ma � nuova l'istruttrice? - S�, neanche io l'avevo mai vista.
Che ti diceva?
Niente, mi diceva che dovevo rilassarmi e respirare.
Non solo questo pero, parlava in continuazione.
Mi diceva di ignorarti e fare come se tu non ci fossi.
Ah, ecco, e nient'altro?
S�, mi ha chiesto se mi piace nuotare.
E tu cosa hai risposto?
Ho detto di no, allora lei mi ha chiesto perch� continuo ad andarci.
Io le ho detto che ci vado solo perch� lo vuole mio padre.
Allora lei ha detto: "Perch� non ci va tuo padre, allora?"
Non le avrai mica detto che non so nuotare, vero?
Cosa le hai detto?
Non ci posso credere.
Poi non e che non so nuotare, so stare a galla.
Comunque, se non vuoi pi� andarci, ne parliamo con mamma e non ci vai pi�.
"Eugenio conosce Sofia in un giorno di pioggia.
E' senza ombrello, non ha neanche un cappello, niente.
Cerca riparo inutilmente, quando vede un'insegna luminosa di un negozio.
Si innamora di lei al punto da tornarci in ogni giorno di pioggia.
Sofia, questo � il suo nome, si accorge di lui, lo asseconda.
Eugenio non riesce a prendere una decisione, compra degli ombrelli,
ma non riesce a dire niente. Vorrebbe dirle altre cose,
chiederle di andare al cinema insieme
o di uscire con lui anche solo per una passeggiata.
Niente: non ce la fa.
E cos� ogni volta che si mette a piovere."
E adesso che succeder�? Telefonate, cene, interviste?
Vincerai, diventerai famoso, ti metterai con un'attrice e mi lascerai.
Gia adesso non ti vedo mai, sempre addormentato sul divano.
perch� non mi va di svegliarti.
- A che punto sei, stai scrivendo? - Qualcosa.
Guido, la casa � quasi pronta, vorrei cominciare a portare qualcosa.
Non possiamo aspettare un po'?
Non ce la faccio pi�, ci abbiamo messo cos� tanto a fare i lavori.
Anche per i miei, loro ci hanno lasciato la casa.
Ci metto un'ora ad andare a studio, da l� ci andrei a piedi.
Costanza, poi, non esce mai di casa, tutti i suoi amici sono a Roma.
Ora, grazie a te, non va neanche in piscina.
Noi non andiamo da nessuna parte, ne al cinema, n� al ristorante.
- Nessuno che ci viene a trovare. - No, c'� Filippo!
Anzi, non capisco perch� a quest'ora ancora non � qui.
- Tu cambi sempre discorso. - Io vorrei soltanto scrivere.
- L'idea di un trasloco... - Allora facciamo cos�:
tu scrivi e penso a tutto io, tu non devi fare niente.
Io e Costanza andiamo e quando vuoi ci raggiungi.
- No, dai. - Penso a tutto io, non c'� problema.
Non c'� problema.
- Ciao. - Ciao.
- Come stanno i tuoi? - Tutto a posto.
- Hai gia mangiato? - S�.
Ciao, Filippo.
Stavamo in pensiero.
Stavamo in pensiero.
- A che ora passo a prenderti? - Mi riaccompagna la mamma di Filippo.
- Quando? - Verso l'una.
- No, � tardi. Mamma lo sa? - Certo che lo sa.
- Quindi su c'� la famiglia di Filippo. - C'� la madre, sono separati.
Anche i genitori di Valentina e Emma sono separati,
e quelli di Davide e Sara.
- Tu e mamma? - Io e mamma, cosa?
- Siete gli unici a non esserlo. - Mi dispiace.
Amore, sei davvero convinta di non voler pi� andare in piscina?
Te lo chiedo solo perch� abbiamo pagato tutto l'anno.
- Dai. - Magari ci vado io.
Ecco, bravo, vacci tu, che magari ti fa bene. Ciao!
Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
La grazia di nostro Signore Ges�,
l'amore di Dio e la Comunione dello Spirito Santo siano con voi.
- E con il tuo spirito. - Il Signore sia con voi.
- E con il tuo spirito. - Signore, piet�.
Signore, piet�.
"Padre Rosario � un prete, non � felice.
Qualcosa glielo impedisce, forse ha perso lo slancio della fede.
Viene a sapere che una sua parrocchiana lavora in un club priv�."
Vai, Giacomo, vai.
"Una volta lesse una frase che accompagn� sempre le sue riflessioni:
'La felicita e la tristezza che fa le capriole.'
Non lo faccio per soldi, non ho un figlio malato e nessuno mi costringe.
Mi piace. Ci puo essere qualcosa di sbagliato nel piacere?
Lei, per esempio, trova piacere in quello che fa?
E' gente sola, padre, come me, come lei.
Per una volta vogliono qualcuno che non gli dica di no.
Vogliono essere assecondati, sentirsi bene,
perun momento solo. Non so se questo e giusto o sbagliato,
ma faro quello che dice lei, solo dopo e solo se lei verr� a trovarmi.
"Che fosse un uomo triste Rosario non aveva dubbi.
Ma adesso si sentiva in diritto di avere la sua razione di capriole."
Flaiano diceva che il successo � un malinteso,
la prova che uno non vale niente.
Io dico che non rivela la qualit� di uno scrittore.
Per me il successo non esiste, � un'illusione.
Un po' come i premi, credo.
Giussi?
Io non so cosa sia il successo, pero so che cosa sogno.
Sogno che la gente non riesca a staccarsi dalle pagine del mio libro
e che mi ringrazi per ci� che ho scritto.
E poi sogno d'avere un sacco di soldi!
Per continuare a scrivere cio che m'interessa.
Se mi chiedessero se tutto questo possa essere rappresentato da un premio,
ecco, probabilmente risponderei di no.
Pero sarebbe bello vincerlo lo stesso.
"Un giorno decide di andare in negozio e dirle tutto,
ma lei non c'� pi�: se ne � andata con un rappresentante di ombrelli.
E da allora che Eugenio vaga per le strade sotto la pioggia, solo.
Ha perso il lavoro, gli amici, tutto. E non usa pi� l'ombrello."
Lo so, ho sempre avuto un problema con la respirazione.
E poi era tanto che non nuotavo, magari riprovo.
Qui non si tocca, eh? No.
Le gambe sono un problema.
Anche la schiena.
Ho bevuto.
Come ti chiami tu?
Guido.
- Quindi Costanza non viene pi�? - No, lo faceva controvoglia.
E quello che le ha detto lei mi ha fatto pensare.
E cosa le ho detto, io?
Che se non le piaceva nuotare doveva smettere e che, se ero io
a costringerla, dovevo venirci io.
Samuele, allunga quel cazzo di braccio!
No, veramente io non le ho detto niente.
A Costanza non ho detto niente.
Molto meglio.
Ha un editore indipendente, i suoi libri sono di nicchia.
S�, non � che quando scrivo penso di scrivere libri di nicchia...
No, mamma, non sono sciupato.
Ti sembro sciupato?
Ti avevo chiamato per sapere cosa ne pensavi dell'intervista.
Come, triste? S�, la camicia � mia, perch�?
Cosa pensa quando scrive un libro?
Mamma, devo andare, appena posso, vengo.
S�, te le saluto. Ciao.
Penso ai personaggi, cerco di capire ci� che sto scrivendo.
- Pensa alle parole? - Certo, penso anche alle parole.
Perch� i libri sono fatti di parole, no?
- Molto lieta. - Guido Montani.
Piacere, molto lieto.
- Perch� siamo qui? - Perch� serve. Cammina.
Ho letto i tuoi appunti.
Questa idea che hai, i personaggi che vuoi raccontare,
non so a che mondo appartengano. Non preoccuparti, non ci sentono.
Non sto dicendo che non mi piace, eh?
E un libro di racconti. Hai gi� pensato al titolo?
Ho cominciato ad andare in piscina.
Voglio arrivare a fare 50 vasche senza fermarmi, per ora ne faccio mezza.
La verit�, Attilia, � che io non capisco a chi importa se io scrivo.
Se scrivo bene o male, non capisco a che serve.
Oddio, scusa, ma tu le pensi davvero queste cose?
Beh, diciamolo, il tuo libro migliore lo devi ancora scrivere.
Non si possono fare programmi, tu pensi troppo, ti preoccupi troppo.
I tuoi sforzi, il fatto di essere o non essere all'altezza,
quello che vali o quello che valgono gli altri, non conta.
Non c'� un senso in tutto questo, non c'� un premio, una ricompensa.
Chiss� quanti sconosciuti di talento non pubblicheranno mai.
"Adesso che l'aveva incontrata, su un pullman, in un posto sperduto,
anche sforzandosi di ricordare cosa aveva significato quella donna per lui,
gli venivano in mente solo quei segni evidenti sul seno.
Erano smagliature, era gia vecchia.
Avvizzita, andata a male.
Adesso ricordava solo quei dettagli.
Nessun tumulto del cuore, nessun momento gioioso da raccontare.
In cuor suo ne rideva, ma non era felice."
Bravo. Bravo.
Serve, eh?
Aria.
Bolle.
Aria.
Bolle.
Aria.
Bolle.
Aria. Pi� lunghe, le bolle pi� lunghe.
Aria, bolle.
- Pi� lunghe, le bolle. - Possiamo fermarci un attimo?
Va bene.
Lei viene tutti i giorni, qui?
S�, tutti i giorni, perch�?
Non riesco a immaginarla fuori da qui.
Ho anche pensato che lei rimane qui, la sera.
No, non resto qui. Non esco mai la sera.
Anche a me piace starmene a casa, davanti alla tv.
E' bello ogni tanto stare davanti alla tv.
- Bolle, aria. Pi� lunghe, eh? - S�.
Bolle, aria.
Bolle, aria.
Bolle, aria.
Bolle, aria.
Cos�, comincia come ti ho detto: dal mio petto alla tua pancia.
Spingimi tu, io non ti tengo, mi porti tu.
Dal mio petto alla tua pancia. Su, l'abbiamo fatto mille volte!
- Dai! - Comunque a galla ci so stare.
Dal mio petto alla tua pancia. Vai!
Se levassimo il tubo sarebbe meglio.
Mi senti quando parlo?
- Hai sentito, sei sordo? - No.
Allora se mi senti, mi dici a che cazzo stai pensando?
Dal mio petto alla tua pancia! Non voglio ripeterlo, non tirarmi gi�.
- Hai capito? Di che hai capito. - Ho capito.
- A che stai pensando? - A niente.
Va bene.
Ricominciamo.
Petto, pancia.
"Nel locale c'� poca gente, le ragazze sono bellissime.
Si spengono le luci.
A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
I suoi occhi sono solo per lei.
E' diversa dalle altre.
Quando c'� lei, nessuno riesce a staccare gli occhi dalla pedana.
Neanche padre Rosario.
A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Cos'era andato a fare in quel posto?
Aveva mentito a se stesso dicendosi che lo faceva per capire.
Invece adesso si sentiva come quegli uomini tristi.
Vita, dolcezza, speranza nostra. Vita, dolcezza, speranza nostra."
Su con le gambe, gi� con la testa, distendi le braccia! Dai!
Non dimenticarti di respirare!
Distendi il braccio, respira, un braccio � vicino all'orecchio,
l'altro scivola lungo il corpo. E di nuovo, vai!
Respira!
- Hai visto? - Cosa?
Hai fatto una vasca intera.
Invece ho letto il tuo libro, ti ho visto in tv.
Sul libro c'era anche una fascetta che diceva
che hai vinto un premio, o qualcosa del genere.
- Ah, no? - No.
Non ho vinto niente, la fascetta diceva che sono candidato,
insieme ad altri quattro.
Non sono riuscita a finirlo, te lo dico subito.
Non riesco a finire i libri, mi perdo, mi dimentico i nomi.
Non � brutto, � solo un po' complicato.
- Adesso lo finisco, per�. - Non c'� bisogno.
Conosco una ragazza che legge sempre.
E molto giovane. Finisce un libro e ne inizia un'altro.
Secondo te non le far� male? Chiss� quanti ne leggi tu.
No.
Non lo so, una ragazzina dovrebbe divertirsi, come le sue coetanee, o no?
Leggere non ha mai fatto male a nessuno.
Aparte te!
- E chi e questa ragazza? - Chi?
Ah, no, � una che viene in piscina.
Com'� che uno decide di cominciare a scrivere?
Io ho cominciato con un diario.
Ero innamorato di una ragazza, scrivere era l'unico modo per starle vicino,
per dirle tutto quello che non le avrei mai detto.
"Mi manchi, mi piacciono i tuoi capelli, il modo in cui sorridi"...
Poi ho scritto un libro che e andato bene e me ne hanno fatto fare un altro.
Ammazza, forte!
Tu, invece, come ci sei finita in piscina?
Come si decide di diventare istruttrice di nuoto?
Io devo andare.
Magari te lo racconto un'altra volta. Ciao, Guido.
Ciao, Giulia.
- Mi � simpatico Giusti. - Giussi.
Giussi.
Poi � molto giovane, se vincesse lui non avrei niente da dire.
A proposito, ma l'hai letto il libro?
- L'ho iniziato. - E' gi� qualcosa.
Attilia neanche quello ha fatto.
Cosa c'� che non va, Guido, non sei contento di me?
Che m'importa se il mio editore e mia figlia non leggono i miei libri?
Non vi offendete, non mi fate sentire in colpa, sono cose che succedono.
Non hai tempo, non l'hai letto tutto, succede.
Non mi guardare, neanche io l'ho letto, pero ho letto la prima stesura.
- Non � cambiata molto, no? - No, non � cambiata molto.
- Hai tenuto lo stesso finale? - S�.
- Perch�, non ti piaceva? - E' senza speranza.
In genere le storie corali sono un po' una via di mezzo.
Se per un personaggio il finale e amaro, per un altro no, invece qui
tutti i personaggi si ritrovano sullo stesso autobus,
che finisce in un burrone.
Mamma ti ha detto il finale, non c'� bisogno che continui a leggerlo.
- Comunque, che male c'�? - Niente,
solo che e un po' dura da mandar gi�.
- Ci sono dei superstiti, comunque. - Finiscila.
Se volevi litigare e approfittarne per non pagare il conto,
beh, rilassati, l'ho gi� pagato io. Comunque adesso devo andare.
- Anch'io, mi dai un passaggio? - Certo.
Devo scappare, sono in ritardo. Amore, ti accompagna pap�.
S�, a stasera.
Perch� non passi dopo? Possibile che non sei curioso di vedere la casa?
- Hai ragione, ci vediamo dopo. - Dai, ti aspetto.
Ma lo dobbiamo proprio portare Filippo? E' solo una visita dal dentista.
- E se muoio? - Non ci avevo pensato.
Io vado.
Senti, Filippo,
alla vostra et�, bisogna fare attenzione, usare precauzioni.
Mi scusi, signore, ma non capisco.
Sta parlando di igiene, filo interdentale, questa roba qui?
No, Filippo, sto parlando di te e Costanza.
Insomma, siete ragazzi: quelle precauzioni.
Adesso capisco, non c'� niente di cui preoccuparsi.
E anche se dovesse succedere qualcosa, mi prenderei le mie responsabilit�.
Lasciamo perdere le responsabilit�, facciamo che non accada nulla, ok?
- S�, signore. - Che numero � quello?
Quello � alla crema di noccioline.
Buono, pero � pieno di addensanti ed emulsionanti,
fatali per la cellulite e gli inestetismi della pelle.
Quell'altro invece � un pan di Spagna ricoperto di crema alla fragola,
fossi in lei, lo eviterei.
Sa che alcuni paesi europei hanno bandito gli aromi chimici?
S�, lo so.
Se invece le vanno le chips, quelle sono al bacon.
Se uno � vegetariano non le puo mangiare.
Un mio amico vegetariano non le mangia, secondo me potrebbe,
non � che ci sono i pezzi di bacon, c'� solo il gusto.
- Tanto a me il bacon non piace. - Bene, meglio.
Poi c'� lo Gnam Gnam, niente di speciale,
io lo compro solo per il concorso ''Vola a Praga con Gnam''.
La citt� di Kafka. Lei ha letto Kafka, signore?
S�, s�, certo.
- Perch�, tu hai letto Kafka? - Non tutto.
"Il castello" e "Lettera al padre".
Ovviamente "La metamorfosi".
Io prenderei dell'acqua naturale, residuo fisso basso.
- Mi � simpatico Filippo. - Lui il tuo libro l'ha letto.
- Tutto. - Ah, s�? L'ho detto che � simpatico.
Dice che � bello, che hai ragione a dire quelle cose.
Tu dici che uno cresce quando comincia a capire che tutto finisce.
Impara a tradire gli amici, le persone che ama, una cosa del genere.
E cos� cresci e peggiori, un po' come andare a male.
Non sono io che dico queste cose, � un personaggio che le pensa.
Soprattutto non dovete pensarle voi, sono scritte per impressionare.
E' un romanzo, non ci pensare.
- Notte. - Notte.
Pap�, Filippo ha lasciato dei cd per te, sono sulla scrivania.
- Te ne vai? - S�.
Hai l'aria preoccupata, non mi dici niente della casa?
- Che hai? - Dovresti parlare un po' con Costanza.
Le ho trovato un video porno nello zaino.
Davvero? Era tuo?
No.
Un periodo li compravi, forse era tuo.
Mi servivano per lavorare, e li noleggiavo.
Lasciamo perdere, parlo io con Costanza.
La casa � molto bella.
S�, � vero. Grazie.
Guido, quando ti decidi, noi siamo qui, lo dico per te.
Noi ci stiamo abituando.
"Quando stava in acqua, non parlava, non poteva parlare.
Ascoltava solo il rumore del suo respiro e le voci lontane, indistinte.
E poteva vedere, vedere sotto, sopra e di lato.
Chi ci osserva nuotare, non pu� immaginare che noi li vediamo.
E pensiamo, pensiamo, senza pensare. Pensieri stupidi:
'Devo provare ad alzare il bacino, provo a distendermi meglio,
allungo la bracciata, quanto manca al bordo vasca.
Sono gia stanco, sto finendo la vasca numero 5.
Comincio la vasca numero 6.'
Pensieri che ti svuotano, pensieri senza peso.
Pensieri di autentica felicit�."
- Perch� ridi? - Niente, mi fai ridere.
- Usciamo insieme stasera? - Te l'ho detto, non esco la sera.
Non posso venire a cena, non posso uscire la sera, non posso fare niente.
Ho ucciso un uomo, te l'hanno detto questo?
Devo rientrare in carcere tutte le sere.
Mi fanno uscire solo di giorno per lavorare.
Devo farmi altri sette anni.
Quello � mio marito, si chiama Bruno.
E quella ragazza che si � alzata � mia figlia Viola.
Nove anni fa li ho abbandonati, all'improvviso,
mi sono innamorata di un uomo e me ne sono andata di casa.
Per lui ho perso tutto.
Mia figlia non mi vuole pi� vedere.
E' carina, vero?
- Non guardare. - Ti somiglia.
No, non fermarti qui, vai avanti.
Non potresti accompagnarmi, dovrei chiedere il permesso.
Qui devi chiedere il permesso per tutto.
Anche se io ogni tanto me ne frego, faccio una passeggiata,
mezz'ora, un'ora al massimo, non dico niente a nessuno.
Tanto il giudice si fida di me, non mi sta col fiato sul collo.
Non mi considerano pericolosa.
Posso avere anche il cellulare, ma lo devo riconsegnare quando rientro.
Per me dentro o fuori non fa nessuna differenza.
Uscire non mi fa sentire uguale agli altri, anzi.
Esco per stare in acqua.
In acqua sto meglio.
C'� anche un assistente sociale che mi segue,
che dice che da quando ti conosco sono migliorata, che sono pi� gentile.
- Non pu� stare qui a lungo. - S�, vado via subito.
Mi fa piacere che Giulia frequenti qualcuno, di solito gli uomini scappano.
Invece lei non farebbe male a una mosca.
Ho letto il suo libro e l'ho dato a Giulia.
- Ah, s�? E' riuscita a finirlo? - No, non e il mio genere,
...preferisco le storie d'amore. - Giusto.
- La ringrazio, arrivederci. - Arrivederci.
"Giulia era stata una moglie, una madre,
un'istruttrice di nuoto e un'assassina.
Fuori qualcosa in lei si rompeva, la sua bellezza si venava di tragico."
No, che fai? Lascia stare.
Ci metto un minuto.
- Tu non bevi? - No.
Quando ho conosciuto Massimo, sapevo che non valeva niente.
Che prima o poi mi avrebbe scaricata.
Sono stata una grande delusione per tutti.
In quel momento non m'importava niente di mio marito, di mia figlia.
Di nessuno.
Chiss� come sarebbe contenta Viola di vedere tutti questi libri.
Andreste d'accordo voi due.
- E tu, non racconti niente? - Non ho molto da raccontare.
L'altro giorno quando mi hai chiesto come sono diventato scrittore,
la verit� � che non lo so: non ho molte idee, leggo poco,
non so quasi niente, ho avuto un'infanzia normale, non bevo,
non fumo e ho paura delle malattie.
Non so come sono diventato uno scrittore.
Devo andare, mi accompagni?
Ho letto i tuoi appunti. Mi piace la storia dell'istruttrice di nuoto.
- Giulia. - S�, e della figlia.
E' diverso dagli altri racconti. Di lei vorrei sapere di pi�.
- Di chi, di Giulia? - No, della figlia.
Volevo chiederti un'ultima cosa.
Sto aiutando Dominici per l'uscita del libro di Franzo, lo conosci, no?
S�.
Al prossimo incontro con i giornalisti se dovessero chiederti
quali nuovi scrittori trovi interessanti, faresti il suo nome?
E' un favore personale, magari abbiamo qualche voto in pi�.
Io Franzo lo detesto come scrittore e come persona.
Davvero? Scusami, non lo sapevo.
Era solo un piccolo favore personale.
Allora, aspetto tue notizie.
- Non dovevi venire stamattina? - Oggi non potevo.
Ti ho chiamato, ma non hai risposto.
Allora che sei venuto a fare?
Volevo chiederti se ti andava di venire al mare con me.
Al mare? Perch� no?
Adesso chiamo il giudice e gli dico: "Ho pensato di andare al mare.
Visto che � una bella giornata, perch� non viene con noi?"
Ma come ti viene in mente? Non posso decidere da un momento all'altro.
Ancora non l'hai capito?
O mi prendi per il culo?
Lasciamo perdere.
Hai finito?
So bene che devi chiedere un permesso.
Questo � per te.
Per farlo cantare devi battere le mani.
Per farlo smettere.
Visto?
E' troppo fredda!
E' freddissima. Aspetta.
Sei un fifone, un cacasotto, hai paura di tutto.
Hai paura anche di me.
- No, di te non ho paura. - S�.
A volte mi faccio paura da sola, non so che cazzo mi succede.
Mi piace molto come parli, questa grande varieta di vocaboli:
- Cazzo, cazzo. - Vaffanculo.
Vaffanculo. E' bello.
Fra qualche giorno compie 16 anni.
E' dei gemelli, ha la testa dura, come me, peggio di me.
Per tutti questi anni ha festeggiato i suoi compleanni senza la madre.
Ci sono delle notti che sogno che stiamo insieme.
Ed � una bella giornata, siamo tutti e tre in vacanza.
C'� un'aria leggera, ridiamo, ci abbracciamo.
Io sento il suo odore.
L'odore di quando era piccola, il suo odore di bambina, e sono felice.
E' tutto cos� vero, che quando mi sveglio...
Non fare quella faccia.
Perch� non provi a rivederla?
Non capisci?
Ho cercato di scriverle, ma non so da dove cominciare.
Provaci, prova a spiegarle cosa � successo.
Guarda che non � stato un incidente, non l'ho fatto per difendermi.
Quando mi ha detto che mi avrebbe lasciato, l'ho ucciso.
Lascia perdere, ho fatto male a parlartene.
E' inutile che cerchi di capire, non puoi.
Io non vedro mai pi� mia figlia, dovro fare a meno di lei. Fine.
Hai ragione, non posso capire, non sono in grado.
Io non sono un grande nuotatore e forse non lo sar� mai.
Pero te l'ho detto, io a galla ci so stare, non ci vado gi�.
Mi aggrappo a qualsiasi cosa, come fanno tutti.
Appoggiati a me.
Non ce la fai a portarmi gi�, neanche tu ce la fai.
Io non ho paura di te.
Io s�, di te.
- Ci sei? - S�.
Sono qui.
No, lasciala.
- Che dice? - Che?
- La canzone. - Non so il francese.
Fai lo scrittore e non sai il francese?
Sai che ogni anno potrei avere 45 giorni di permesso?
- Che potresti rimanere fuori? - Devo rispettare gli orari,
devo dire dove vado a dormire.
Quindi potremmo fare qualcosa insieme.
S�.
Ma non lo dicevo per questo, lo dicevo cos� per dire.
Benedetta?
Quando?
Tu stai bene?
Tu stai bene?
Ciao.
Cos'hanno portato via?
Il computer di Costanza e qualche collana.
- Hai fatto la denuncia? - S�, � venuta anche la polizia.
Potresti rimanere a dormire qui, questa notte?
Non mi sento tranquilla, solo per stanotte, scusa.
Va bene.
Sai cosa penso ogni volta che leggo un tuo libro?
Che io non ci sono mai.
Non c'� mai un personaggio che mi somigli.
Non e vero.
Io non ti ispiro proprio per niente.
- Perch�? - Non e cos�.
Sono troppo banale, troppo prevedibile? Normale?
- Cosa c'� che non va? - Niente.
Non ti piace come scopo?
Benedetta, per favore.
- Per favore. - Non ti piace come scopo?
Dimmi cosa ti piace.
- Che fai? Che fai? - Dimmi.
- Dimmi cosa ti piace. - Benedetta!
Scusa se lo fermo, ma non capisco di cosa si tratti esattamente.
Lui sente un treno che fischia e pensa ad un amore che � finito.
Lui � solo e triste, perch� lei � lontana,
sempre pi� lontana, e continua a sentire questo fischio del treno,
perch� non ha fatto niente per impedirle di partire.
- Lo sentir� per sempre. - Per tutta la vita.
Ed � giusto, perch� non ha neanche provato a fermarla.
Ho capito il genere.
- Vuoi sentire il finale? - Magari.
Scusa, Filippo, scusa se interrompo.
Non so se e giusto cos�, a volte c'� chi non ha il coraggio necessario.
Non sarei cos� duro, � gi� tanto solo.
- Non ha neanche provato! - S�, ma...
Non � stato abbastanza uomo da provare a impedirle di partire.
Volevo solo dire che pu� succedere.
Finita.
- Triste. - Bella.
- Quante ne hai fatte? - 25.
- Credo. - Che vuol dire: "Credo"?
Non mi stai imbrogliando, vero?
24, giuro.
Non mi devo fidare di te.
Ne faccio 50 e ti accompagno.
Se ne fai 50 mi accompagni.
Le faccio.
- Non vedo pi� Filippo, come mai? - Non stiamo pi� insieme.
- Mi dispiace. - Forse � solo una pausa di riflessione.
Ognuno di noi ha bisogno di vivere le sue esperienze.
Come te e mamma.
Che dici, che pausa di riflessione? Te le ha dette mamma queste cose?
No, dicevo cos� per dire.
Andiamo, dai.
Che succede?
Niente.
Eccolo, sta entrando.
- Ciao, Filippo, come stai? - Buongiorno.
- Prego. - Ciao.
- Prendi qualcosa? - No, grazie,
ho gia preso il caff�.
Senti, Filippo, qui c'� un problema.
- Costanza sta male. - E' lei che mi ha lasciato, signore.
Pero anche chi lascia soffre, sai.
- Lei � molto amareggiata. - Dispiaciuta.
Molto dispiaciuta.
Anche se tra voi non pu� funzionare, le manchi molto.
Si � molto affezionata a te.
- Perch� volevi vedermi? - Voglio vedere Bart.
Bart � mio, se volevi tenere il cane restavi con me.
Calma, Filippo.
Sarebbe carino se le lasciassi vedere il cane ogni tanto.
- Non sempre. - Un giorno a settimana.
- Ecco. - Sei una stronza. Mi scusi.
No, prego.
Va bene il gioved� che vado a tennis?
Gioved� e perfetto.
E' domani gioved�.
- Arrivederci. - Ciao, Filippo, grazie.
L'amore, non voglio pi� sentirne parlare.
Che ha detto?
- Che c'�? - No, niente.
Stai bene.
Grazie. Davvero ti fa piacere se vengo con te?
- Non vuoi venire? - No, va bene.
- Chi lo legge Franz�? - L'ha comprato Costanza,
mi sembra un po' forte per la sua et�, no?
Non so.
Ho cominciato a scrivere dopo aver letto "Carrie", di Stephen King.
Mi sembrava che in quelle pagine vi fosse qualcosa che mi apparteneva.
Non mi sentivo un estraneo, come mi capita con gli italiani contemporanei.
Esclusi i presenti, naturalmente!
- Una domanda per Montani. - Oriani, prego.
Quali sono i suoi colleghi che apprezza di pi�?
I primi due libri di Aprea sono molto belli.
Anche i racconti di Melzi mi sono piaciuti molto.
Poi c'�...
Franz�,
il suo ultimo romanzo mi ha sorpreso.
Sono anche un po' geloso, � lo scrittore preferito di mia figlia.
Se non ci sono altre domande chiudiamo questo incontro
che ci ha permesso di conoscere i finalisti del Premio Malaspina,
giunto quest'anno alla sua quarantaseiesima edizione.
Vista la diversita delle opere in concorso
sara pi� interessante assegnare il premio.
Faccio gli auguri a tutti e arrivederci alla finale.
Non mi aspettavo di vederti.
- Cos'�? - E' di mia figlia.
Parla di una lettera che io non le ho mai scritto.
Ne sai qualcosa?
- Cos'ha risposto? - Che accetta di vedermi.
Mi aspetta tra mezz'ora. Che faccio adesso?
L'assistente sociale dice che ci devo andare,
ma io non so nemmeno che cosa gli hai scritto.
- Come ti sei permesso? - Stai calma.
Tua moglie?
- E lei, vero? - S�.
Che cazzo ride?
Che cazzo avr� da ridere?
Devo andare. Tu devi restare qui, no?
Guido, ricordati che hai un'intervista importante,
ti danno una pagina intera, non � stato facile.
- Mi fanno un favore personale. - Arrivo subito.
Che altro hai scritto?
Che non sei pi� quella persona,
quella che l'ha abbandonata e le ha fatto del male.
Che vorresti provare ad avere un'amicizia con lei,
mangiarci insieme una pizza, ogni tanto,
o soltanto un gelato.
E poi?
Poi che quella persona le chiede perdono
e vorrebbe che sua figlia fosse felice.
- Buongiorno, prende qualcosa? - Buongiorno.
Un'aranciata.
Non voleva venire,
ho dovuto convincerla, perch�, in fondo,
sei sempre sua madre, no?
Ha voluto che l'accompagnassi.
Quando viene me ne vado, � meglio.
Forse � meglio, s�.
Come stai?
Sei in permesso?
Mi fanno lavorare durante il giorno, in una piscina.
S�, ho saputo.
Stai con qualcuno?
Non lo so,
c'� una persona, pero non ne sono sicura, anzi.
Tu come stai? Stai bene.
Io vado.
Sto qua fuori.
Hai i capelli corti!
Stai bene, sei cresciuta.
Volevi dirmi qualcosa?
Ti ho cercato una cosa,
pero mi sa che tu queste cose non te le metti.
Non te le metti, vero?
Lo sapevo che non te le mettevi.
So che per te � difficile perdonarmi.
Volevo solo vederti da vicino.
Sei bellissima.
C'� una foto a casa, una foto mia di quando ero ragazza,
sono uguale a te.
Solo nella foto, per fortuna.
So che
� troppo tardi e che non serve a niente,
...pero ti capisco. - No, senti,
sai perch� ho accettato di vederti?
Perch� papa ha insistito, solo per questo.
Non ha mai smesso di pensarti, lo sai?
Chiaro che non gli � bastato quello che gli hai fatto.
Lascialo in pace.
Stai lontana da lui, da noi, non cercarci pi�.
Per me non ci sei pi� dal giorno che te ne sei andata.
Non preoccuparti per me, non ho mai sentito la tua mancanza.
Quando ero piccola avevo paura che tornassi di notte,
non riuscivo ad addormentarmi.
La ''puttana assassina''.
Ti chiamavano cos�, lo sapevi?
Capisci?
Non hai neanche un'idea di quello che abbiamo passato.
Aspetta!
Aspetta.
Attilia, scusa.
Il giornalista se ne � andato, complimenti.
Quando ridi sei molto pi� bella!
- Una volta, forse. - Pace!
Pronto?
Dove sei?
Ti chiamo dal telefono del carcere.
Tutto bene?
S�, bene, poi ti racconto.
- E tu dove sei? - Sono con Benedetta e Costanza,
stiamo guardando un film, tra poco torno a casa.
State tutti e tre l�?
- A guardare un film? - S�.
Allora buonanotte.
Ci vediamo domani?
S�.
Non ne avevo nessuna intenzione, ti assicuro.
Ero qui per salutarti, ma vado via.
Aspetta.
Stai portando via tutto?
Torni da mamma, a casetta?
Ti ho cercata in piscina, oggi.
- Ho anche provato al cellulare. - S�, lo so.
Mi si � scaricato.
Stamattina ho preso un permesso per fare dei documenti.
Si pu� ancora bere qualcosa?
- Com'� andata? - Cosa?
Con tua figlia, com'� andata?
Bene, bene.
Non me l'aspettavo.
Siamo state insieme un bel po'.
Pensavo che una di queste sere potremmo
vederci tutti e tre insieme, che ne dici?
Giulia, stai bene?
Sto bene, certo, perch�?
Scusa, ho fatto da sola.
E' venuta la polizia in piscina; perch� non sei rientrata?
Dai, bevi anche tu.
Gi�, tu non bevi.
Non voglio tornare l� stasera, ti prego.
Ti prometto che domani vado,
ma stasera non ce la faccio. Fammi restare con te.
Mia figlia non mi vuole.
E nemmeno tu mi vuoi.
Non mi mandare via.
Almeno per stasera non mi mandare via.
Sono stanca.
Portami via.
Ti porto via.
Ti porto via.
- Davvero? - Dove vuoi andare?
- Dove voglio andare! - Dove?
Dove vuoi andare?
Dove vai? Fermati!
Calmati!
Giulia, fermati!
Sono Guido Montani, ho richiesto un incontro con una detenuta.
Di Nardo,
Giulia.
S�, ho chiamato altre volte.
Lo so che lei non vuole, per� pensavo...
Ho capito, ho capito.
Grazie.
Morbida, dal mio petto alla tua pancia, vai.
Vai, allungati, vai.
Morbida, allungati.
Chi se l'aspettava?
Veramente era un bel po' che non la si vedeva in giro.
Una cos� bella ragazza.
Anche se a volte era un po' scura, un po' strana, ecco.
- Com'� successo? - L'ha fatto con una busta di plastica.
- Dio che brutta fine. - Ma chi?
L'istruttrice, quella del carcere.
Che brutta fine!
Una bravissima ragazza, molto seria.
- Pero attenta. - Era brava, a volte proprio gentile.
Nell'ultimo periodo ci ha chiesto di stare da sola.
L'abbiamo messa qua, � come le altre.
Non la usiamo quasi mai.
Aspetti un attimo qua.
Non sapevamo a chi darlo, non si � fatto vivo nessuno. Ho pensato a lei.
"Guido mi ha detto che scrivere � un modo per stare vicino alle persone,
cos� ho seguito il suo consiglio.
Oggi l'ho seguita in un cinema, era con un'amica.
Il film era divertente, anche se io non l'ho quasi visto.
Lei rideva.
Non l'ho mai vista ridere cos�.
Sono andata a dormire e ho pianto per la gioia.
Non sono riuscita a rovinare la sua vita, non del tutto.
In tutti questi anni non ho fatto che guardarla da lontano:
se era di cattivo umore, se era dimagrita o se non mangiasse abbastanza,
allora ero preoccupata tutto il giorno.
Oggi era vestita leggera, troppo.
Aveva la pancia nuda che spuntava da sotto la maglietta.
Il suo oroscopo dice che i suoi nuovi amori non andranno bene,
ma io che diritto ho di pensare che potrei consigliarla?
Sull'amore poi!
Di lei ho capito che e malinconica nei giorni di pioggia,
che � molto legata ai suoi amici.
Non � come me, � pi� forte.
Non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
Da chi ha preso tutta questa forza?
Non sono abituata ad essere accompagnata,
non posso dirgli se gli va di salire un minuto.
Pero � gentile, mi fa sentire bene.
L'assistente sociale ha letto il mio diario.
Dice di stare attenta, il giudice potrebbe togliermi la semilibert�,
se me ne vado in giro in questo modo.
Pero si capiva che era contenta.
Non � bello, ma a momenti � carino, pu� piacere.
Ha una moglie e una figlia, pi� piccola di Viola.
Fa lo scrittore, per questo legge tanti libri.
Oggi e riuscito per la prima volta a fare 25 vasche.
Era stravolto, col fiato corto. Si � appoggiato al bordo,
si � tolto gli occhialini e mi ha sorriso.
In quel momento ho capito che mi piace.
Oggi l'ho vista sulla panchina di un parco, nella pausa pranzo.
L'ho guardata a lungo, per 20 minuti non ha mai staccato gli occhi dal libro.
Chiss� che libro era?
Anche in questo non mi somiglia.
Mi piacerebbe se lei e Guido si conoscessero.
Non voglio che mia figlia legga questo diario.
Non voglio che viva di rimpianti, non voglio che mi perdoni,
io non mi perdono.
Preferisco che pensi di non aver avuto una madre,
e del resto � la verit�.
Ho chiesto di cambiare cella, voglio stare da sola.
Oggi � un giorno nero: non vedo niente davanti a me,
non c'� nessuno, non provo niente.
Non ho pi� voglia di scrivere.
Ieri ho provato ad immaginare la mia vita con lui,
era meglio se non lo facevo.
Il giudice ha deciso di non revocarmi la semilibert�.
Non ho nessuna voglia di tornare fuori, ho rifiutato.
Non voglio pi� stare male, ne fare del male.
Io non ho diritto a niente."
Che succede?
Non vengo.
Come vuoi.
Costanza?
Viene con me.
- Stasera la vedo pi� tranquillo. - S�, � vero.
Ha ragione, non c'� nulla di cui preoccuparsi.
Meglio di cos� non poteva andare, vero cara?
Nessuno meritava quel premio pi� di lei.
- Brinderemo insieme, a dopo! - Arrivederci.
Bravo, bravo!
- Chi sono quelli? - Perch�?
Li hai visti anche tu?
Amore, che fai qui? Ti stavo cercando.
Niente, sto mangiando.
- Hai vinto? - No, non ho vinto.
Tieni, mangia questo, � buono.
- C'� la crema? - S�.
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