All language subtitles for The Putin Interviews - 01x03 - The Putin interviews.WEBRIP.Italian.orig.Addic7ed.com

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Original subtitles

The Putin Interviews - S01E03 - "Part 3"

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QUELLO CHE VEDRETE E' BASATO SU CONVERSAZIONI REGISTRATE TRA LUGLIO 2015 E FEBBRAIO 2017.

- Salve. Piacere di vederla. - Salve, signor President. Come sta oggi?

{an8}- Bene, grazie. - Si'?

{an8}Lei come sta?

Oggi mi sento un po' stanco. Non ho dormito bene.

{an8}Io ho giocato ad hockey ed e' lei ad essere stanco?

Si', ma a lei fanno male i muscoli. Ho fatto una bella passeggiata, comunque.

Ho fatto una passeggiata insieme a mia moglie, nel parco.

E sono stato li' a pensare a come doveva essere Sochi nel quarto secolo avanti Cristo.

{an8}Sa, e' qui che venne Ulisse a cercare il Vello d'Oro.

E' quella... e quella e' la sua casa?

{an8}- Si'. - Bella.

E' un posto tranquillo. Vuole che parliamo qui?

Cioe', digli che per me non c'e' differenza.

{an8}- Possiamo iniziare? - Come vuole, non c'e' problema.

- Andiamo da quella parte? - Ok, va bene.

Facciamo finta che...

questa sia stata una prova.

Volevo riesaminare la crisi in Ucrania.

Ne abbiamo gia' parlato durante la mia prima visita, abbiamo parlato dei terroristi.

Volevo solo riesaminare la situazione cosi' che sia totalmente chiara,

perche' sara' importante per le persone che guarderanno lo show.

{an8}Si', certo. Se non le dispiace, vorrei partire dall'inizio.

{an8}Dopo che l'Ucraina ottenne l'indipendenza,

{an8}ebbero inizio le privatizzazioni selvagge e i furti di beni dello Stato,

{an8}e lo standard della vita calo' drasticamente.

{an8}E nonostante l'avvicendamento dei vari governi, per il popolo ucraino non cambiava nulla.

{an8}Sicuramente la gente era stufa di subire azioni arbitrarie e di tutta quella corruzione,

{an8}dell'impoverimento e del fatto che in molti si arricchivano in modo illegale.

{an8}Ovviamente le persone pensavano che l'ingresso nell'Unione Europea

{an8}li avrebbe liberati dalle condizioni terribili in cui si trovavano dagli anni '90.

{an8}E' stato questo l'elemento che hai trainato lo sviluppo dell'Ucraina.

{an8}Russia ed Ucraina erano due economie emergenti e quindi avevano una relazione unica.

{an8}I mercati russi erano totalmente disponibili ad importare beni dall'Ucraina.

{an8}Non avevamo e non abbiamo ancora oggi delle barriere tariffarie.

{an8}Per 17 anni abbiamo parlato con l'Unione Europea dell'accesso della Russia

{an8}all'Organizzazione Mondiale per il Commercio.

{an8}E, all'improvviso, l'Ucraina e l'UE annunciarono la firma di

{an8}un accordo di partenariato.

{an8}Questo significava l'apertura dei mercati ucraini.

{an8}In questo modo l'UE sarebbe stata in grado di immettere beni nel nostro territorio

{an8}senza alcuna trattativa, nonostante ci fossero accordi, accordi ineccepibili,

{an8}che avevamo raggiunto nei 17 anni in cui abbiamo discusso del nostro ingresso nel WTO.

{an8}Ovviamente questa azione necessitava di una nostra risposta,

{an8}e dicemmo all'Ucraina che avrebbe dovuto affrontare le conseguenza di questa scelta.

{an8}Avremmo rispettato la loro scelta ma non avevamo intenzione di pagarne noi le conseguenze.

{an8}Perche' il popolo russo deve pagare le conseguenze

{an8}di una decisione presa dai vertici ucraini?

{an8}Proponemmo ai nostri partner europei una cooperazione trilaterale.

{an8}Ma rifiutarono. Dissero che era meglio se noi ne restavamo fuori.

{an8}Come sa, la crisi ebbe inizio quando il Presidente Yanukovych disse

{an8}che era obbligato a rimandare la firma dell'accordo di partenariato con l'UE.

{an8}Assicuro' che l'Ucraina avrebbe firmato l'accordo

{an8}ma che aveva bisogno di piu' tempo per studiare i dettagli.

Sia i funzionari dell'UE che quelli ucraini, hanno riferito, giovedi',

che la sospensione delle trattative avrebbe potuto essere sospesa

dopo quest'incontro durato due giorni, ma ora questa sembra un'ipotesi poco concreta.

{an8}Sa, ci aspettavamo di piu'.

{an8}Voglio che lo sappia da me.

{an8}Sono tre anni che affronto questa cosa da solo

{an8}contro la Russia.

{an8}E' da li' che e' iniziato tutto.

{an8}I partner europei e americani decisero di cavalcare questo malcontento popolare

{an8}e invece di cercare di scoprire cosa stava accadendo realmente,

{an8}decisero di supportare il colpo di stato.

Dal novembre del 2013 al febbraio del 2014,

ci sono state molte proteste.

Ricordo che lui, in televisione, disse che si trattava di un colpo di stato al rallentatore.

Per i russi sembrava essere una cosa abbastanza evidente.

L'Ucraina per noi non era... diciamo che non le davamo tutta quest'attenzione.

{an8}Forse lei personalmente no,

{an8}ma le assicuro che la CIA prestava molta attenzione a cio' che accadeva in Ucraina.

{an8}Basta pensare a cos'e' successo

{an8}dopo che Yanujovych annuncio'

{an8}che doveva rimandare la firma dell'accordo di partenariato con l'UE.

{an8}A nessuno sembravano importare il perche' o i termini di quest'accordo,

{an8}e quindi scoppiarono delle rivolte.

Per settimane, la capitale europea e' stata infiammata da numerose rivolte.

Ma e' stata quella di oggi la giornata piu' sanguinosa.

I manifestanti si stanno spingendo verso i quartieri governativi

armati di molotov, ma anche di pistole e fucili.

Ci sono anche dei cecchini, senza dubbio. Ho contato dieci cadaveri.

Ci sono vittime da entrambe le parti.

Ha appena detto che ci sono sei persone morte, lassu'.

Non ferite, morte. Dicono che siano state colpite da dei cecchini.

Sono stati uccisi 14 poliziotti e 43 sono rimasti feriti, vero?

Durante il massacro di piazza Maidan,

ha ricevuto informazioni su quel che stava accadendo?

Si e' trattato di un massacro strano, considerato il numero di poliziotti morti

e quello dei civili, che indicano che...

i poliziotti non stavano sparando,

ma si stavano ritirando, su ordine diretto di Yanukovych.

Quindi sembra ci fossero dei cecchini che stavano mirando

ai poliziotti e ai civili per creare quel caos necessario ad una presa di potere.

{an8}Le dico subito che ha assolutamente ragione.

{an8}Yanukovych vieto' di usare delle armi contro i civili.

{an8}E, tra l'altro, i nostri partner occidentali

{an8}inclusi gli Stati Uniti, ci chiesero di parlare con lui

{an8}per evitare che desse l'ordine di usare delle armi.

{an8}Ci dissero,

{an8}"Vi chiediamo di impedire al Presidente Yanukovych di impiegare le forze armate."

{an8}E ci dissero che avrebbero fatto di tutto

{an8}per liberare le piazze e gli edifici amministrativi dai manifestanti.

{an8}E noi dicemmo che la cosa ci andava bene.

{an8}E come sa, il Presidente Yanukovych non impiego' mai le forze armate.

{an8}Il Presidente Yanukovych disse che non sapeva cos'altro fare per gestire quella situazione.

{an8}Non poteva ordinare l'uso delle armi.

Beh, e a chi rispondevano i cecchini?

{an8}Beh, chi ha potuto piazzarli?

{an8}Sicuramente delle terzi parti interessate affinche' la situazione degenerasse.

{an8}Non so dire con certezza a chi rispondessero quei cecchini,

{an8}ma diciamo se si segue la logica, la risposta e' piuttosto elementare.

Non ha ricevuto dei rapporti riguardo degli addestramenti di battaglioni del...

Settore Destro?

C'erano anche dei blindati?

Mi hanno detto che in citta' arrivarono unita' formate da centinaia di uomini,

nei giorni precedenti al massacro di piazza Maidan.

{an8}Ricevemmo informazioni riguardo a dei gruppi armati che stavano venendo addestrati

{an8}nelle regioni occidentali dell'Ucraina, in Polonia e in altri posti.

{an8}Il Settore Destro non deporra' le armi.

{an8}Il Settore Destro non lascera' nessun edificio governativo

{an8}prima delle dimissioni di Yanukovych.

{an8}Vorrei solo ricordarle che, prima di quegli eventi, il 21 febbraio

{an8}tre ministri degli esteri di alcuni paesi europei arrivarono a Kiev.

{an8}Presero parte all'incontro tra il Presidente Yanukovych e l'opposizione,

{an8}e si trovarono d'accordo sul fatto che bisogna indire nuove elezioni.

{an8}Concordarono sul futuro delle relazioni che

{an8}che dovevano intercorrere tra il Presidente e l'Opposizione.

La stampa americana tratto' questa questione

come se fosse stato Yanukovych a decidere di abbandonare Kiev.

{an8}Si', fu utilizzata questa versione per giustificare il supporto al colpo di stato.

{an8}Quando il Presidente ando' a Kharkov, la seconda citta' piu' grande del paese,

{an8}per partecipare ad un evento politico,

{an8}degli uomini armati assediarono la Residenza Presidenziale.

{an8}Immagini se una cosa del genere succedesse negli Stati Uniti,

{an8}se la Casa Bianca venisse assediata.

{an8}Quello non sarebbe un colpo di stato? O direbbero che sono venuti a lavare per terra?

{an8}Il Procuratore Generale venne ucciso e un addetto alla sicurezza rimase ferito,

{an8}E furono esplosi dei colpi contro il corteo di auto del Presidente Yanukovych.

{an8}Si e' trattato di una presa di potere vera e propria.

{an8}Tra l'altro, il giorno dopo,

{an8}lui chiese il nostro supporto per spostarsi in Crimea.

{an8}Ma allora la Crimea faceva ancora parte dell'Ucraina

{an8}e Yanukovych resto' li' piu' di una settimana,

{an8}pensando che ci fosse ancora la possibilita' che chi aveva firmato l'accordo con l'opposizione

{an8}avrebbe cercato di placare questo conflitto

{an8}utilizzando dei mezzi legali e democratici.

{an8}Ma questo non accadde e divenne chiaro che, se fosse stato catturato, sarebbe stato ucciso.

{an8}Tutto puo' essere travisato e distorto,

{an8}milioni di persone possono essere ingannate,

{an8}se si possiede il totale controllo dei media.

{an8}Ma io credo che gli spettatori imparziali capirono cosa stava succedendo:

{an8}era avvenuto un colpo di stato.

Il Parlamento ucraino ha eletto Presidente ad interim il Presidente dell'Assemblea.

Oleksandr Turchynov ora e' chiamato a formare un nuovo governo ad interim

entro martedi'.

Tutto questo avviene come conseguenza alle dimissioni del Presidente Victor Yanukovych

di sabato.

{an8}Una parte del popolo appoggio' questa presa di potere.

{an8}Ma un'altra parte no, perche' la gente era spaventata da quest'ondata di nazionalismo

{an8}e radicalismo.

{an8}Il neoeletto presidente disse subito che c'era il bisogno di approvare una legge

{an8}che limitasse l'uso della lingua russa.

{an8}L'UE glielo impedi', ma ormai il danno era fatto.

{an8}e la gente capi' verso qualche nuova direzione si stava muovendo il paese.

{an8}E le prime reazioni si ebbero nell'Ucraina meridionale,

{an8}nella regione del Donbass.

{an8}Li' ci sono due grandi citta', Luhansk e Donetsk,

{an8}e neanche li' la gente accetto' questo colpo di stato.

{an8}Prima si cerco' di far arrestare le persone di etnia russa usando la polizia,

{an8}ma quest'ultima si schiero' ben presto dalla parte di queste persone.

{an8}Poi il governo ucraino decise di impiegare le forze speciali

{an8}e, una notte, queste persone vennero arrestate e condotte in prigione.

{an8}Cosi' la popolazione del Donbass inizio' ad armarsi.

{an8}Questo fece partire le ostilita'.

{an8}Ed invece di cercare il dialogo con gli abitanti dell'Ucraina meridionale,

{an8}il governo ucraino impiego' le forze speciali

e diede l'ordine di usare dei carri armati e gli aerei militari.

{an8}Vennero usati dei lanciarazzi per colpire dei quartieri residenziali.

{an8}Ma poi venne eletto un nuovo Presidente.

{an8}Chiedemmo ripetutamente al nuovo governo di astenersi da queste azioni estreme.

{an8}Parlai con lui piu' volte, ma lui ormai aveva una sua opinione su cio' che stava accadendo.

{an8}Ma lui si soffermo' sul fatto che le forze speciali avevano subito delle perdite

{an8}durante le ostilita' con la milizia.

{an8}Era una tragedia, ovviamente. La morte delle persone e' una cosa triste.

{an8}Ma quando le ostilita' ripresero, a morire furono a migliaia.

Durante questo periodo, che tipo di comunicazione avevate lei e il signor Obama?

{an8}Eravamo in costante contatto.

{an8}Parlavamo al telefono, perlopiu'.

Non la pensavate allo stesso modo, ovviamente.

{an8}No, avevamo e abbiamo tuttora opinioni diverse su questa situazione

{an8}e su cio' che ha causato la crisi ucraina.

Parla ancora con lui?

{an8}Si', abbiamo parlato appena due giorni fa.

{an8}Abbiamo parlato dei rapporti tra i nostri due paesi e della situazione mediorientale,

{an8}e dell'Ucraina.

Questo rapporto, questi dialoghi, li definirebbe cordiali?

{an8}No, ma sono molto formali.

Parlano in videoconferenza?

{an8}No, ma posso dirle che parliamo di terze parti,

{an8}non... non sono dialoghi che puntano allo scontro.

{an8}O almeno io li vedo cosi'.

{an8}Il Presidente Obama e' un uomo di buon senso che studia sempre la situazione reale.

{an8}Su certe cose e' d'accordo con me e su altre no.

{an8}Ma riusciamo comunque a trovare dei punti d'intesa su delle faccende complicate.

{an8}E' un dialogo proficuo.

Ok. Volevo solo farle una domanda dettata dalla mia curiosita'.

Si chiamano per nome? Vladimir e Barack?

{an8}- O si chiam... - Si', ci chiamiamo per nome.

Ah, vi chiamate per nome. Bene.

Possiamo parlare delle influenze esterne che hanno caratterizzato la questione ucraina?

Sappiamo che c'erano delle ONG che stavano operando in Ucraina.

Sappiamo che Victoria Nuland, il vicesegretario di stato per gli affari dell'Europa orientale

supportava attivamente il cambiamento di governo.

Piacere di conoscerla. Noi veniamo dall'America.

Le va del pane? Prego, prenda qualcosa. Si serva pure.

Abbiamo investito piu' di cinque milioni di dollari

per aiutare l'Ucraina a raggiungere degli obiettivi

che la aiuteranno a diventare un paese sicuro, prospero e democratico.

Sappiamo che il Senatore John McCain,

e' venuto in Ucraina ed ha partecipato a dei comizi

insieme a dei leader estremisti, inclusi quelli neo-nazisti.

Qui si tratta del futuro che volete per il vostro paese.

Qui si tratta del futuro che vi meritate.

Sappiamo che l'America

e la Fondazione nazionale per la democrazia,

una ONG no-profit privata e molto importante,

ha avuto un ruolo attivo in questa faccenda.

Carl Gershman, che ne era il presidente ha tenuto dei discorsi molto forti

a sostegno dell'indipendenza dell'Ucraina.

E sappiamo anche che quello speculatore ungherese,

il miliardario George Soros, ha supportato anch'egli la causa ucraina.

{an8}Si', e' cosi'.

{an8}A volte trovo poco razionali le azioni compiute dai nostri partner.

{an8}Mi sembra che vogliano rafforzare il loro controllo sull'area euro-atlantica,

{an8}e che, per fare questo, abbiamo bisogno di creare un nemico.

In altre parole, gli Stati Uniti possono unire,

o meglio tenere unita un'Europa pro-America

e la NATO,solo se esistesse un nemico esterno come la Russia.

{an8}Posso dirle con certezza...

{an8}che e' cosi'.

{an8}E' una cosa di cui sono sicuro.

L'ultimo assalto e' avvenuto

tra il fuoco e il ghiaccio,

messo in atto da cecchini piazzati sui tetti.

I patroti dell'Ordine degli Heavenly Hundred ne hanno pagato il prezzo piu' alto,

sacrificando la loro vita.

Il loro sangue e il loro coraggio

hanno concesso al popolo ucraino una seconda possibilita' di ottenere la liberta'.

Il loro sacrificio...

per dirla senza mezzi termini, ora ha bisogno del vostro impegno.

Col senno di poi, crede che annettere la Crimea sia stato un errore?

E' una cosa che le e' costata molta.

Le sanzioni, l'Europa dell'Est che si rivolta contro la Russia, gli Stati Uniti.

E' diventata una questione importante perche' si e' trattato di un'azione illegale.

Nei trattati post-bellici questa e' una cosa considerata illegale.

{an8}Non siamo stati noi a decidere di procedere con l'annessione della Crimea.

{an8}E' stato il popolo della Crimea a decidere di unirsi alla Russia.

{an8}Il parlamento della Crimea, eletto secondo le leggi ucraine,

{an8}ha indetto un referendum.

{an8}Il Parlamento, con una maggiore schiacciante, ha votato per unirsi alla Russia.

{an8}Il colpo di stato in Ucraina fu accompagnato da un'ondata di violenza.

{an8}E c'era il pericolo che dei nazionalisti decidessero di colpire anche la Crimea

{an8}e contro coloro i quali si consideravano dei russi a tutti gli effetti.

{an8}E la gente inizio' a preoccuparsi per la loro sicurezza.

{an8}- No al fascismo! - No al fascismo!

{an8}In base agli accordi internazionali, noi avevamo il diritto a distaccare

{an8}20 mila soldati nella nostra base in Crimea.

{an8}Cosi' da facilitare il lavoro del Parlamento della Crimea,

{an8}del loro organismo governativo,

{an8}cosi' che questo potesse legiferare rispettando le leggi gia' esistenti.

{an8}La gente aveva bisogno di sentirsi al sicuro.

Ma permangono dubbi sul fatto che queste elezioni siano libere ed eque,

vista l'alta presenza di militari in Crimea al momento.

{an8}Si', creammo delle condizioni cosi' che tutti potessero recarsi alle urne,

{an8}ma senza l'uso della violenza.

{an8}Nessun colpo e' stato sparato e nessuno e' rimasto ucciso.

{an8}Si reco' alle urne piu' del 90 % della popolazione della Crimea,

{an8}e dopo la fine dello scrutinio, il Parlamento della Crimea si rivolse a quello russo

{an8}chiedendo di entrare a far parte della Federazione Russa.

Piu' del 95 % degli elettori ha votato per l'annessione alla Russia.

I funzionari dicono che si sia trattato di un'affluenza senza precedenti,

I dati dicono che 8 cittadini su 10 si sono recati alle urne.

{an8}E comunque l'Ucraina ha perso quel territorio non a causa della Russia

{an8}ma a causa della posizione assunta verso la popolazione della Crimea.

{an8}Quella gente non voleva vivere sotto la bandiera del nazionalismo.

{an8}E dopo esplose una guerra civile nell'Ucraina meridionale, nella regione del Dombass.

{an8}E quando fini', il paese assisti' ad un drammatico calo del PIL.

{an8}Le imprese piu' importanti chusero,

{an8}la disoccupazione dilago', i redditi calarono drasticamente

{an8}e l'inflazione si stabilizzo' tra il 45 % e il 47 %.

{an8}Abbiamo legami profondi con l'Ucraina.

{an8}Anzi, sono convinto che la popolazione russa e quella ucraina siano la stessa cosa.

{an8}La loro lingua, la loro cultura e la loro storia devono essere rispettate,

{an8}e anche se un tempo eravamo un'unica nazione, abbiamo sempre rispettato le loro differenze.

{an8}Le basti pensare che molti leader dell'Unione Sovietica avevano origini ucraine.

{an8}Credo che questa dica molto.

Ma economicamente, come ha detto lei stesso, voi siete autosufficienti.

Loro no, e hanno gia' dei problemi a cui pensare.

Non credo riuscirebbero a mettere in crisi il suo paese.

{an8}Questo e' certo.

E durante il nostro ultimo incontro, ad un certo punto

le ho chiesto della base per sottomarini russi presente a Sevastopol, in Crimea.

Lui disse che non si sentiva minacciato dalla perdita della base.

{an8}Sarebbe stato un problema perdere quella base,

{an8}ma non uno di quelli spinosi.

{an8}Tanto che ora stiamo costruendo una nuova base militare non lontano da qui, a Novorossiysk.

Anche se la NATO facesse un accordo con l'Ucraina,

ancora non capisco quale sarebbe la minaccia per la Russia,

anche se avesse delle nuove armi.

{an8}La minaccia per me c'e'.

{an8}Deve capire che una volta che la NATO stringe rapporti con un paese,

{an8}il governo di quel paese,

{an8}o la popolazione,

{an8}non possono influenzare le decisioni della NATO.

{an8}Incluse quelle riguardanti il piazzamento di infrastrutture militaru.

{an8}Possono essere dispiegati anche dei sistemi di armamenti pericolosi.

{an8}E questo include anche il sistema di missili antibalistici.

{an8}In questo momento, in Europa si sta rafforzando l'influenza americana,

{an8}e questo e' in parte dovuto alle nazioni dell'Europa dell'Est,

{an8}perche' stanno cercando di resistere al potere che l'Unione Sovetica esercitava in passato.

{an8}E ora questo si sta riflettendo sulla Russia.

{an8}Ma, prima o poi, questa cosa dovra' finire.

{an8}Facendo scattare la crisi in Ucraina,

{an8}gli americani hanno fatto si' che la Russia diventasse il cattivo di turno.

{an8}Ma prima o poi, tutti capiranno che questa minaccia russa non esiste,

{an8}ne' verso i paesi del Baltico, ne' verso l'Europa dell'Est o l'Occidente in generale.

{an8}E piu' quest'equivoco prende piede,

{an8}maggiore sara' il desiderio dei paesi europei di proteggere la loro sovranita'

{an8}e i loro interessi. Quindi questa costante sensazione di essere sotto pressione,

{an8}posso assicurarle che e' una cosa che non piace a nessuno.

{an8}Ed e' una cosa a cui prima o poi bisogna mettere fine.

{an8}Ed e' meglio che questo avvenga attraverso il dialogo.

{an8}Ovviamente si puo' provare ad usare la situazione in Corea del Nord

{an8}per fornire un'immagine piu' cupa della situazione,

{an8}ma io credo che ora ci sia bisogno di un nuovo paradigma,

{an8}una nuova filosofia da impiegare per la costruzione del dialogo tra i diversi paesi.

{an8}E credo che questo paradigma debba basarsi sul rispetto, sugli interessi di questi paesi

{an8}e sulla loro sovranita',

{an8}e non usare minacce a cui si puo' resistere solo avvalendosi dell'aiuto degli Stati Uniti.

{an8}Questo e' un paradigma che, prima o poi, dovra' cessare di esistere.

E' un palazzo molto grande. Mi fa fare un giro?

{an8}Con piacere.

Ma come fanno a riscaldarlo?

{an8}- Questa e' una domanda troppo difficile. - No, ok, non me lo dica. Non voglio saperlo.

{an8}In qualche modo faranno. Ma le assicuro che non usiamo la legna.

Si sente solo, la sera, quando cammina per i corridoi?

{an8}Diciamo che evito di camminare in questi corridoi, la sera.

So che ha un ufficio qui, perche' so che... so che e' nascosto.

{an8}- Ci sono stato, una volta. - Posso mostrarle l'ufficio che ho qui.

Era il vecchio ufficio di Stalin.

{an8}- Si', di quand'era Capo del Governo. - Gia'.

Oggi cade l'anniversario dei dieci anni dal discorso di Monaco.

E' in forma.

Poteva essere una stella del cinema.

{an8}Perche' l'hanno messo?

{an8}- Oggi sono dieci anni dal discorso di Monaco. - Febbraio.

Quindi oggi e' il giorno in cui si e' messo nei guai.

{an8}- Io ho solo espresso la mia opinione. - Aveva un pubblico mica male.

{an8}Ecco il mio ufficio. Era piu' grande...

{an8}durante l'era sovietica.

{an8}All'epoca, non c'erano muri che separavano gli uffici.

{an8}- E' qui che lavora, ora? - Si'.

Ci tiene anche degli incontri?

{an8}Si', esatto.

{an8}Ora le mostro un'altra parte del mio ufficio.

{an8}Mi scuso per il disordine.

{an8}Questo e' un ritratto di mio padre quando era a Sevastopol, in Crimea.

{an8}Faceva parte delle Forze Navali.

- A Sevastopol, ha detto? - Si'.

- Ecco perche' ha combattuto per quel territorio. - No.

{an8}Ed ecco la seconda parte del mio ufficio.

Ci sono due scrivanie. Le usa entrambe?

{an8}Questa di solito e' ricoperta di documenti.

- Questo e' il mio. - Si', esatto.

Ah, che bello. E' un libro che ho scritto io.

{an8}E qui c'e' un altro ufficio. Vuole vederlo?

Si', certo. Ho una curiosita' illimitata.

Oh, si', qui ci sono gia' stato qui. Qui che e' avvenuto il nostro primo incontro.

Ci siamo visti qui, la prima volta.

Ricordi, Dmitry? Eravamo li'.

Ha tre uffici quindi.

Si'.

L'ultima volta abbiamo parlato della sorveglianza, in particolare di quella di massa.

Mi e' sembrato che lei fosse contrario e ha anche criticato questa tecnica usata dagli americani.

E come si vede nel film Snowden,

una selezione degli obiettivi si adatterebbe meglio alla ricerca di terroristi.

E dopo quella conversazione, sono andato a casa e poi sono tornato qui, e ho...

ho sentito che la Russia ha approvato una nuova legge, che ha firmato lei stesso,

e che e' stata soprannominata "la legge del Grande Fratello".

Con questa legge, si approva l'utilizzo delle tecniche per la sorveglianza di massa.

Sono rimasto sorpreso. Sono tecniche che Snowden stesso ha condannato, qui in Russia.

{an8}Ha menzionato il signor Snowden.

{an8}Lui ha rivelato che CIA e NSA sorvegliavano i cittadini di qualunque parte del mondo,

{an8}inclusi leader politici e i loro alleati.

Ok.

{an8}Sebbene la legge che abbiamo adottato ci fornica questi dati,

{an8}queste informazioni vengono conservate per un arco di tempo maggiore

{an8}dalle compagnie che forniscono servizi internet e quelli telefonici.

{an8}Ma le informazioni private, quelle importanti, possono essere ottenute solo dai Servizi Segreti

{an8}o dalle forze dell'ordine,

{an8}ma solo se stabilito dall'autorita' giudiziaria.

{an8}La stessa legge esiste in America,

{an8}in Canada, in Australia e in tanti altri paesi.

{an8}E credo sia una legge necessaria e giustificata dalla lotta al terrorismo.

{an8}Se tutti i dati venissero semplicemente cancellati,

{an8}allora svanirebbero tutte le opportunita' di arrestare i possibili sospetti.

Ma perche' lo sta facendo? Sembra una retata contro tutti i cittadini russi.

{an8}Ora che la Siria e', purtroppo, totalmente controllata dal Daesh

{an8}e da altre organizzazioni terroristiche,

{an8}ci sono 4500 cittadini russi che stanno combattendo li'.

{an8}- Ed altri 5000 sono nell'Asia Centrale. - Ok.

{an8}Soldati provenienti dalle ex repubbliche sovietiche.

{an8}E che hanno ancora dei legami con la Russia.

{an8}Lo scorso anno, i nostri Servizi Segreti hanno sventato 45 attacchi terroristici.

{an8}Questo e' uno degli uffici in cui io e i miei colleghi organizziamo delle videoconferenze

{an8}con le differenti regioni della Russia.

Allora, mi spieghi cosa succede qui.

E' qui che si decide se effettuare o no dei raid?

{an8}No, quello avviene in un'altra stanza.

{an8}Ma se si riferisce alle mie funzioni in quanto Comandante in Capo,

{an8}possiamo farlo anche da qui. Abbiamo i mezzi di comunicazione necessari

{an8}e abbiamo una linea diretta con il Ministero della Difesa.

{an8}- Ora stiamo chiamando... - Cos'e' successo?

{an8}il Ministero della Gestione delle Crisi.

{an8}Buon pomeriggio, signori. Riuscite a sentirci bene?

{an8}Mi servirebbe un rapporto di quanto sta accadendo sul territorio.

{an8}Alle 12, abbiamo avuto un'emergenza nel Distretto di Tula.

{an8}Stiamo monitorando tutte le strade principali.

{an8}Abbiamo gia' stabilito piu' di 50 punti caldi.

{an8}E al momento non abbiamo problemi con il traffico.

{an8}Nel Distretto Federale degli Urali e nella citta' di Krasnojarsk,

{an8}le temperature sono piu' basse della norma di circa 10 gradi.

{an8}- Fine del rapporto. - Grazie e buona fortuna.

{an8}Chiamatemi il Ministero della Difesa.

{an8}Buon pomeriggio, Comandante. Riesce a sentirmi bene?

{an8}Signor Presidente, qui parla il Generale Kristoforov.

{an8}Avete parlato con i nostri colleghi che si trovano in Siria?

{an8}Si', siamo in costante contatto con i nostri uomini presenti in Siria

{an8}e stiamo monitorando la situazione e facendo tutti gli aggiustamenti necessari.

{an8}Chi sta gestendo la situazione a Laodicea?

{an8}Il Comandante Generale Cartapolov.

{an8}Gli dica di inviarci un rapporto sulla situazione in Siria in questo momento.

Ma quelli sono aerei veri?

{an8}Si', tutte le informazioni vengono raccolte in tempo reale.

E per quanto riguarda i sottomarini?

{an8}Si', tutte le informazioni su dove si trovano e cosa stanno facendo

{an8}le abbiamo in tempo reale, 24 ore al giorno.

{an8}Signor Presidente, e' arrivato il rapporto dal Generale Cartapolov sulla Siria.

{an8}Per ora la situazione e' stabile.

{an8}Dice che stanno lavorando con la loro controparte turca per prepararsi ad agire

{an8}nel Deresor e nei distretti di Elbab.

{an8}E' in corso il rilevamento degli obiettivi che fanno parte dell'ISIS.

{an8}Tra poco, inizieranno a coordinarsi per portare a termine le missione.

{an8}Ringrazi il Generale Cartapolov da parte mia e gli auguri buona fortuna.

{an8}Voglio ricevere dei rapporti da lui ogni giorno. Glielo riferisca, per favore.

{an8}Grazie.

Allora, per usare dei termini militari, lei ha detto di avere un budget...

quello americano e' di 600 miliardi. Il vostro ammonta a 66 miliardi,

secondo questi dati. 66 miliardi. E' quasi un decimo di quello americano,

corrisponde all'incirca al 12 % della cifra spesa dagli Stati Uniti.

Quello cinese e' di 215 miliardi. 215.

Quello dell'Arabia Saudita e' di 87 miliardi,

e quindi la Russia rimane al quarto posto con i suoi 66 miliardi.

{an8}- Sono dati che le tornano? - Si', siamo li', all'incirca.

L'Arabia Saudita spende piu' soldi di voi.

{an8}Beh, pare proprio di si'.

Com'e' possibile? Avete un esercito non proprio piccolo.

E, insomma, anche la vostra economia e' piuttosto sviluppata.

Ma come ci riuscite? Cioe', come fate a...

non avete delle lobby che vi costano un sacco di soldi?

Non esistono le bustarelle, la corruzione?

{an8}Certo che esistono, come in tutti in paesi d'altronde.

{an8}Ma sappiamo che la cosa piu' importante e' avere un'economia funzionante e performante.

{an8}Le forze armate devono essere compatte, ma sono anche moderne ed efficienti.

{an8}Spendiamo il necessario.

{an8}Le uscite per le spese militari ammontano a poco piu' del 3 % del PIL.

{an8}E non e' poco, per la Russia.

{an8}Quest'anno siamo riusciti anche a ridurre l'importo destinato alle spese militari.

{an8}Nei prossimi tre anni, faremo in modo che questa incida sul PIL per il 2,7 o 2.8 %.

Gli Stati Uniti invece continuano a costruire.

Si continua a parlare dii questi sistemi missilistici.

Crede che abbiamo raggiunto un punto di svolta nello sviluppo di questa tecnlogia?

Che si sentano in qualche modo superiori?

{an8}Non credo ci sia stata una svolta.

{an8}Ma e' possibile che succeda.

{an8}Ed e' una cosa che dobbiamo tenere in considerazione, ovviamente.

Ma hanno un piano. Sono sicuramente al lavoro su qualcosa.

Ho questa sensazione. E penso che questo possa permettere loro di poter

eventualmente distruggere i vostri silos missilistici con un colpo solo.

E credo che noi riusciremmo a gestire la vostra risposta.

Ma poi vi avvertiremmo che stiamo per colpirvi una seconda volta,

e che questa volta spazzeremo via le vostre citta', la vostra gente, tutto quanto.

{an8}Cercando di proteggersi costruendo un ombrello.

{an8}Ma, in realta', questo non fa altro che incentivare una nuova corsa agli armamenti.

{an8}Inizia a serpeggiare della diffidenza.

Riguardo la questione in Siria, puo' dirci qual era il suo obiettivo?

Puo' dirci cos'e' successo e com'e' la situazione ora?

{an8}Abbiamo assistito a cio' che stava succedendo in certi paesi.

{an8}Mi riferisco, nello specifico, all'Iraq e alla Libia.

{an8}C'erano anche altri paesi in difficolta',

{an8}ma le situazioni in Libia e in Iraq erano tragiche.

{an8}E questo a causa della rimozione forzata dei regimi al tempo in vigore.

{an8}Gli esponenti di questi regimi non furono semplicemente rimossi, ma vennero uccisi.

{an8}E noi non vogliamo che accada la stessa cosa in Siria.

{an8}Se succedesse, il paese sprofonderebbe nel caos.

{an8}Le diro' di piu': se in Siria succedesse l stessa cosa che e' successa in Libia,

{an8}le posizioni delle organizzazioni radicali,

{an8}di quelle terroristiche, si consoliderebbero.

{an8}Sono forti gia' ora,

{an8}visto che controllano la maggior parte del petrolio estratto dal paese.

{an8}- Si sta riferendo ai terroristi? - Parlo dei terroristi, si'.

{an8}Vendono artefatti dei musei, dei manufatti culturali,

{an8}e ricevono aiuti dall'estero che li hanno fatti diventare molto potenti.

{an8}E noi dovremmo evitare che si rafforzino ancora di piu',

{an8}visto che vogliono costruire un Califfato che copra l'Europa dell'Est

{an8}per arrivare all'Asia Centrale.

E' questo cio' che la preoccupa maggiormente?

{an8}Si', esatto. Ma abbiamo anche degli obiettivi concreti.

{an8}In Siria stanno combattendo migliaia di militanti provenienti da ex repubbliche sovietiche.

{an8}E dobbiamo impedire che queste persone riescano a tornare in Russia.

{an8}E tutto questo ci ha spinto ad adottare le misure di cui lei e' al corrente.

{an8}Ma, al tempo stesso, siamo sicuri che...

{an8}che l'attuale governo siriano

{an8}ha commesso degli errori nella costruzione delle relazioni all'interno del paese.

{an8}Ecco perche', prima di muoverci, ci siamo interfacciati con il Presidente Assad.

{an8}E lui e' al corrente dei problemi che il suo paese sta affrontando,

{an8}e lui non solo e' disposto a dialogare con i gruppi di opposizione, anche quelli armati,

{an8}ma e' anche pronto a lavorarci insieme per creare una nuova Costituzione.

{an8}E' disposto a permettere a degli organi di controllo internazionale

{an8}di supervisionare le elezioni presidenziali.

E riguardo le strade che l'ISIS stava usando per trasportare il petrolio in Turchia?

{an8}Una di queste strade conduceva direttamente dove vivono i cosiddetti "turkmeni".

{an8}E quella strada era il modo migliore per rifornire di petrolio tutta la Turchia,

{an8}perche' e' la piu' corta e fornisce l'accesso

{an8}ad un porto nel Mediterraneo situato in Turchia.

E ha parlato di questa cosa ad Erdogan, vero?

{an8}No, non gliel'ho detto.

Stava colpendo le aree dove vivono i turkmeni

ma non gli ha detto il perche'?

{an8}Pensa che avrei dovuto dirglielo? E perche', poi?

{an8}Quello non era il nostro paese. Stavano collaborando con le autorita' siriane,

{an8}con le forze armate siriane, per combattere i gruppi radicali.

Avrebbe potuto dirgli, in maniera diplomatica,

"Signor Presidente, disponiamo di valide informazioni

secondo cui dei camion di petrolio stanno raggiungendo certi posti della Turchia,

e crediamo anche che ci siano dei soggetti, al confine,

dei contrabbandieri che stanno collaborando con l'ISIS

per far entrare il petrolio, e la cosa ci preoccupa."

{an8}E' davvero bello parlare con lei.

{an8}Le dico una cosa: durante il summit del G20, quando i giornalisti sono andati via,

{an8}ho tirato fuori delle foto

{an8}grandi cosi',

{an8}e, restando seduto, ho mostrato a tutti queste strade,

{an8}le ho mostrate alla nostra controparte americana,

{an8}visto che sono proprio gli Stati Uniti a guidare la coalizione che combatte l'ISIS.

{an8}Tutti sapevano.

{an8}Provare a sfondare una porta che e' gia' aperta la trovo una cosa senza senso.

{an8}E' una cosa evidente.

{an8}Non parliamo di un solo camion. Ce ne sono migliaia che percorrono quella strada.

{an8}Sembra un gasdotto ambulante.

Chi c'era in quella stanza in rappresentanza degli Stati Uniti?

{an8}Beh, mi sta chiedendo cose che sarebbe meglio non rendere pubbliche.

Allora, due volte al giorno, quindi anche oggi e domani,,

lei riferisce alla NATO lo stato delle missioni in Siria.

{an8}No, non alla NATO ma all'esercito americano.

{an8}- Ah, parla direttamente con loro? - E loro fanno la stessa cosa con noi.

E le riceve le stesse informazioni?

{an8}Si', gli Stati Uniti ci riferiscono in quale area stanno operando i loro soldati.

Per prevenire delle catastrofi?

{an8}Per prevenire incidenti nello spazio aereo.

Sembra pericoloso.

{an8}Si', in un determinato spazio aereo possono essere presenti aerei di diversi paesi.

{an8}Sono cose che possono sempre comportare delle conseguenze.

{an8}E comunque, noi stiamo agendo su invito del governo siriano,

{an8}- Capisco. - quindi legittimamente.

{an8}Quindi stiamo agendo nel rispetto delle leggi presenti nella Carta delle Nazioni Unite,

{an8}considerando che delle forze militari esterne paesi possono invadere lo spazio aereo altrui

{an8}solo se non violano le leggi internazionali attualmente in vigore,

{an8}quindi o devono ricevere l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU

{an8}o l'invito del governo di quel determinato paese.

- Quindi quello che fanno e' illegale. - Tutte le truppe straniere che arrivano in Siria

senza aver ricevuto il nostro invito,

il nostro permesso e senza prima essersi consultate con noi, sono da considerare degli invasori.

{an8}Ma noi siamo ancora consapevoli di avere un obiettivo in comune,

{an8}ovvero combattere il terrorismo, e siamo pronti a collaborare.

Quindi ci sono aerei francesi, militari britannici,

militari turchi e poi...

{an8}- ho dimenticato qualcosa? - Anche l'Australia ha mandato degli aerei.

- Oh, davvero? - Si'.

- {an8}Anche l'Australia? Ma e'... - Si', e anche il Canada, penso.

E anche il Canada.

L'Iran invece? Non ha mandato le proprie forze aeree?

{an8}No, gli iraniani no.

Lo definirei uno spazio aereo "bollente".

{an8}Non direi, visto che, in media, i nostri piloti fanno dai 70 ai 120 raid aerei al giorno,

{an8}mentre invece la coalizione guidata dagli Stati Uniti ne fanno dai 2 ai 5 al giorno.

Fate da 72 a 100 raid aerei al giorno? Sette giorni alla settimana?

Si', esatto.

{an8}Si', ogni giorno.

E quindi immagino che stiate facendo dei progressi.

Non si creera' la stessa situazione che si creo' in Vietnam, vero?

{an8}- Si', stiamo facendo dei progressi. - Vede dei progressi, quindi.

{an8}Li vedono tutti. Ovviamente, l'ISIS controlla ancora molti territori,

{an8}ma ce ne sono altri che sono gia' stati liberati.

{an8}E non si tratta di territori qualunque o zone desertiche.

{an8}Parliamo di zone che sono di vitale importanza per la Siria.

{an8}Ma non solo. Il fatto e' che molti gruppi, molti tribu' siriane, incluse quelle sunnite,

{an8}ci hanno detto che sono pronti a collaborare con noi per combattere l'ISIS.

{an8}E abbiamo stabilito dei contatti con queste persone.

{an8}E abbiamo anche informato della cosa il Presidente Assad e i vertici militari siriani.

{an8}Abbiamo detto che forniremo supporto a questi gruppi sunniti che vogliono combattere l'ISIS

{an8}e il Fronte al-Nusra. Sia Assad che l'esercito hanno condiviso questa nostra iniziativa.

{an8}Questi gruppi sunniti,

{an8}supportati dalle nostre forze aeree,

{an8}stanno combattendo l'ISIS e il Fronte al-Nusra di loro iniziativa.

Facciamo finta che voi riusciate davvero a fare dai 70 ai 120 raid aerei al giorno

per due mesi, quindi 60 giorni.

Parliamo di una cifra che va dai 4 mila ai 7000 raid aerei.

Ma quanto e' grande l'ISIS? Quanto e' estesa?

{an8}Sembra che l'ISIS sia composta da almeno 80 mila persone.

{an8}Di queste, 30 mila sono mercenari che arrivano da 80 paesi di tutto il mondo,

{an8}inclusa la Russia.

{an8}Ecco come operano le nostre forze aeree.

{an8}- A chi stanno dando la caccia? - Questi militanti stanno scappando

{an8}con delle armi. Non si tratta solo di mitragliatrici,

{an8}ma hanno delle armi molto potenti a loro disposizione,

{an8}che usano per distruggere i veicoli dell'esercito.

{an8}Il pilota sta dicendo che fara' un altro tentativo per provare a colpirli.

{an8}- Ma non sono dotati di missili stinger? - Chiaramente ora stanno correndo dei rischi.

Queste sono le stesse persone contro cui ha combattuto in Afghanistan.

{an8}Chi puo' dirlo? Questi sono terroristi che vengono dai diversi posti del mondo.

Va bene. Quindi e' stato un attacco a sorpresa?

{an8}Stanno cercando di entrare in Siria dal confine turco.

Credo che questo possa essere un buon modo per scoraggiare il reclutamento nell'ISIS.

Se vedi queste cose, ti passa la voglia di unirti a loro.

{an8}Noi non vogliamo gettare benzina sul fuoco di questo conflitto.

{an8}Noi siamo interessati a promuovere il dialogo,

{an8}anche per preservare l'integrita' del paese, che e' una cosa molto complicata.

{an8}E' una situazione complicata, che rende difficile trovare il consenso di cui si ha bisogno.

{an8}Ma abbiamo stabilito dei contatti con l'Iran e con la Turchia,

{an8}ed e' questo che ci fa sperare di riuscire a conseguire buoni risultati.

{an8}Abbiamo bisogno del supporto degli Stati Uniti

{an8}e di quello dell'Arabia Saudita, della Giordania e dell'Egitto.

{an8}Procederemo con cautela, cosi' da non minare i progressi che abbiamo fatto finora.

Concentriamoci su un'altra guerra.

In Crimea, prima del referendum,

il cacciatorpediniere americano Donald Cook stava

entrando nel Mar Nero

quando ha invertito la rotta e non ha portato a termine la sua missione.

Successe la stessa cosa durante la Crisi dei missili di Cuba,

quando una nave che stava per superare la linea di demarcazione,

decise di invertire la rotta.

{an8}Appena la Crimea e' entrata a far parte della Federazione Russa,

{an8}il nostro comportamento verso quel territorio cambio' drasticamente.

{an8}Se la Crimea veniva minacciata, in quanto territorio russo,

{an8}noi dovevamo proteggerla con tutti i mezzi a nostra disposizione,

{an8}come avrebbe fatto ogni altro paese.

Cresce la tensione tra gli Stati Uniti e la Russia, dopo che un F-16 russo

ha compiuto azioni di disturbo verso un'unita' navale militare americana nel Mar Nero.

La nostra corrispondente per gli affari esteri, Martha Raddatz,

sta seguendo la vicenda da Washington. Martha,

la manovra operata da questo F-16 richiama alla mente il periodo della Guerra Fredda.

Certo, George. Questo jet russo

ha compiuto azioni di disturbo verso il cacciatorpediniere americano nel Mar Nero

non solo una volta, ma ben dodici volte nell'arco di 90 minuti.

{an8}I paesi della NATO hanno annunciato delle esercitazioni nel Mar Nero.

{an8}Un cacciatorpediniere americano e' comparso vicino alle coste romene,

{an8}mentre delle portaerei sono state avvistate nel Mediterraneo.

{an8}In Crimea invece e' stato avvistata la USS Donald Cook,

{an8}con a bordo missile cruise.

{an8}Non paragonerei questa situazione alla Crisi dei missili di Cuba,

{an8}perche' allora il mondo era sull'orlo di un'apocalisse nucleare.

{an8}Per fortuna, quella situazione non e' arrivata a toccare quel punto.

{an8}Anche se noi abbiamo comunque impiegato i nostri sistemi di difesa piu' sofisticati

{an8}e all'avanguardia.

- Si chiamava "Bastion", vero? - Si', "Bastion".

Ma era un missile enorme.

La USS Donald Cook, invece, aveva dei missili Tomahawk missiles.

{an8}Si', la Donald Cook non poteva fare niente contro i missili che abbiamo usato in Crimea.

Forse e' per questo che decise di fare marcia indietro.

Ma il vostro comandante aveva l'ordine di fare fuoco.

{an8}I nostri comandanti hanno sempre il permesso di fare tutto il necessario

{an8}per proteggere la Federazione Russa.

E' stata una cosa non da poco, comunque.

{an8}Si', sarebbe potuta finire molto male.

{an8}Perche' la Donald Cook si e' avvicinata tanto al nostro territorio?

{an8}Chi voleva provocare? Noi siamo determinati a proteggere il nostro territorio.

In quale arco di tempo si e' sviluppata questa faccenda? Questa sfida?

{an8}Non credo sia trascorso tanto tempo.

{an8}Appena il cacciatorpediniere e' stato rilevato e considerato una minaccia,

{an8}e' stato l'equipaggio della nave ad accorgersi di essere il bersaglio di un sistema missilistico.

{an8}Non so chi fosse il Capitano,

{an8}ma ha comunque dimostrato di avere un ottimo autocontrollo.

{an8}Credo sia un uomo responsabile e un coraggioso ufficiale.

{an8}Ha preso la decisione giusta per evitare che la situazione peggiorasse.

{an8}Ha deciso di non procedere.

{an8}L'obiettivo non era usare i nostri missili contro la Donald Cook,

{an8}ma dimostrare loro che avevamo dei sistemi di difesa a protezione delle nostre coste.

Lui e' stato avvertito? Qualcuno l'ha avvisato?

{an8}Appena il Capitano si accorge che la sua nave e' il bersaglio di un sistema missilistico,

{an8}ha degli strumenti per decifrare questo tipo di situazioni.

Questa cosa si e' svolta in quanto tempo, due minuti? Mezz'ora? Cinquanta minuti?

{an8}Questo possono dirglielo solo gli esperti. Io credo sia durata solo pochi secondi.

Queste sono cose che succedono spesso? Non mi sembra infastidito.

E' stato... e' stato interpellato, almeno?

{an8}Sono cose che succedono, si'.

{an8}Anche se credo che stavolta siamo stati vicini ad arrivare ad un punto di non ritorno.

{an8}- Ha ammesso che si e' corso un bel rischio. - Beh, in qualche modo dovevamo rispondere.

{an8}- Beh, almeno lo ha ammesso. - Noi siamo...

{an8}noi siamo sempre aperti a creare un dialogo costruttivo.

{an8}Abbiamo fatto il possibile per giungere ad un accordo politico.

Ok.

{an8}Ma gli Stati Uniti hanno deciso di supportare quest'incostituzionale presa di potere.

{an8}Ancora mi chiedo il perche' di quella decisione.

All'epoca, lei tenne un discorso.

"Qui parliamo della nostra storia. Parliamo di russi.

"Di russi che sono in pericolo.

"Non possiamo abbandonarli.

"Non siamo stati noi a mettere in atto quel colpo di stato,

"ma e' stata opera dei nazionalisti e di persone con ideali di estrema destra.

"Li hanno supportati. Ma sapete dove vivono?

"Vivono a 8000 chilometri di distanza.

"Invece noi viviamo qui. Questa e' la nostra terra.

"Per cos'e' che volete combattere, li'?

"Non lo sapete, vero? Beh, noi invece lo sappiamo.

E siamo pronti a combattere."

C'e' speranza?

{an8}Speranza, dice? C'e' sempre speranza.

{an8}Io sono convinto che prima o poi ci confronteremo riguardo a delle decisioni

{an8}che ora non possiamo neanche immaginare.

{an8}Nasceranno nuovi problemi...

{an8}che dovremo comunque affrontare

Quindi e' un ottimista.

{an8}Uno di quelli cauti.

{an8}Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente

{an8}e alla difficolta' che sta attraversando quella regione,

{an8}il Primo Ministro di Israele, il signor Sharon,

{an8}una volta, durante una mia visita in Israele, mi disse:

{an8}"Signor Presidente, ora si trova in un paese in cui non ci si puo' fidare di nessuno."

{an8}Credo che, al tempo, avesse gia' dovuto fare i conti con cosi' tante tragedie

{an8}che aveva smesso di credere che quel paese sarebbe potuto cambiare, in maniera positiva.

{an8}Ma io credo che, prima o poi, quel paese tornera' a conoscere la pace,

{an8}e che la gente trovera' un equilibrio che permettera' a tutti di vivere

{an8}beneficiando di una relativa sicurezza,

{an8}anche se ora sembra difficile poter riuscire a trovare una soluzione ai loro problemi.

{an8}Sa, non esiste una religione che inciti all'odio.

{an8}L'Islam ha molte denominazioni, molte correnti,

{an8}anche se quelle principali sono quelle degli sciiti e dei sunniti.

{an8}Ma ignoriamo il fatto che ci siano profonde divisioni tra queste due correnti

{an8}che credo dovranno essere colmate, prima o poi.

O Mosca diventera' un califfato.

{an8}Questo cercheremo di evitarlo.

{an8}Piuttosto io starei attento ad evitare che sia Washington a diventare un califfato.

Beh, e' una situazione difficile.

Lo e' stata e ora lo e' di nuovo, quindi sembra lei sia alle prese con una presidenza tesa.

{an8}Ci sono mai stati tempi semplici?

{an8}Noi dobbiamo solo ringraziare Dio per averci dato l'opportunita' di servire il nostro paese.

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