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Il caso si e' complicato, stamattina, quando dei funzionari americani
hanno riferito ad ABC News che il Presidento russo Putin
ha avuto un ruolo attivo nell'hacking del Comitato Nazionale dei Democratici.
Abbiamo detto piu' volte, negli ultimi due mesi,
che la nostra fonte non fa parte del governo russo.
E' stato Vladimir Putin in persona a gestire gli attacchi informatici.
- Prova rispetto nei confronti di Putin? - Certo.
Davvero? E perche'? Putin e' un assassino.
Di assassini ce ne sono tanti. Crede che il nostro Paese sia innocente, per caso?
- Salve. - Come va?
Signor Presidente, e' un piacere rivederla.
- Pensavo che potesse sedersi li'. - Ok.
Io mi siedero' qui e poi vedremo. Andremo d'istinto.
E improvviseremo.
Non c'e' nessuna regola.
Menomale!
Per piu' di quarant'anni, gli Stati Uniti hanno guidato l'Occidente nella lotta al Comunismo
e alla minaccia che poneva verso i nostri valori piu' preziosi.
Questa battaglia ha segnato le vite di molti americani.
Ha costretto tutti i paesi a vivere
con la paura di una possibile distruzione nucleare.
Ma ora quella battaglia e' finita.
{an8} Per la prima volta nella storia della Russia,
{an8} la carica piu' importante del Paese e' stata trasferita nella maniera piu' democratica
{an8} e semplice possibile.
{an8}Grazie al volere del popolo.
{an8}Legalmente e pacificamente.
Credo che gli Occidentali non sappiano poi cosi' tante cose su di lei.
Vorremmo sapere qualcosa in piu' sul suo passato,
da dove viene.
So che e' nato nell'ottobre del 1952, poco dopo la guerra,
e che sua madre lavorava in una fabbrica
e suo padre aveva combattuto in guerra..
E so che e' cresciuto in un appartamento insieme ad altre famiglie.
{an8}Mia madre non lavorava in una fabbrica.
{an8}Era mio padre quello che lavorava in fabbrica.
E cosa faceva, esattamente?
{an8}Si era diplomato in un istituto professionale e lavorava li' in qualita' di ingegnere.
Ma e' rimasto ferito in guerra, vero?
{an8}Si', all'inizio della guerra', presto' servizio in un'unita' speciale.
{an8} Ma poi le Forze Armate lo mandarono
{an8} in una delle aree piu' pericolose del Fronte di Leningrado.
{an8}Io ero il loro ultimo figlio. Ne morirono due, prima della mia nascita.
{an8}Uno mori' durante l'Assedio di Leningrado e un altro durante la Grande Guerra Patriottica.
Ho sentito che ha avuto dei problemi con la giustizia, da ragazzo.
Che era un ribelle,
finche' non ha iniziato a praticare judo, a 12 anni
{an8}Avevo molto tempo libero, e lo passavo in dei cortili e per strada.
{an8}Poi iniziai a praticare judo e questo mi ha cambiato la vita in meglio.
Dopo il diploma, se non ho capito male, ha iniziato direttamente a studiare Legge.
E' cosi' che funziona in Russia?
{an8}Esatto. Mi sono diplomato a Leningrado.
{an8}E dopo sono entrato direttamente alla facolta' di Legge dell'Universita' di Leningrado.
E li' ha conosciuto la sua prima moglie.
La sua ultima moglie. Voglio dire, la sua unica moglie.
{an8}Beh, questa e' una cosa che successe sette anni dopo.
E dopo, nel 1975, si e' unito al KGB.
1975. Si', si e' arruolato a Leningrado.
{an8} All'epoca, era in vigore un sistema di distribuzione di posti di lavoro
{an8} nelle universita' piu' prestigiose del Paese.
{an8}Se ti laureavi in uno di questi istituti, dovevi andare a lavorare dove ti mandavano.
Oh, quindi non ha avuto scelta?
{an8}La distribuzione dei posti di lavoro mi obbligava ad andare li',
{an8}ma ero ben felice di lavorare per loro.
{an8}Anzi, mi sono iscritto alla facolta' di Legge proprio perche' volevo lavorare per il KGB.
E lei ha pensato a quest'opportunita' perche'...
Sa, ci sono molti film sovietici che parlano del KGB e dei servizi di intelligence.
{an8} Esatto. C'erano dei libri, dei film.
{an8}Esatto. Ci ha preso in pieno.
E' andato a Dresden nel 1985 e ci e' rimasto fino al 1990.
Ma nei primi dieci anni, non si e' praticamente spostato da Leningrado.
{an8}Si', a Leningrado e poi a Mosca, in delle scuole speciali.
La Germania dell'Est, in quegli anni, era un Paese disastrato.
{an8}Sa...
{an8}non lo definirei "disastrato". Diciamo che era un Paese bloccato negli anni '50.
Erano tempi strani. Poi e' tornato a Mosca?
Ha preso parte alla perestroika?
{an8}Sa, non e' strano che Gorbachev e i membri del suo staff
{an8}pensassero che il Paese avesse bisogno di cambiamenti.
{an8}Ma oggi posso dire con assoluta certezza
{an8}che non capirono quali cambiamenti fossero necessari
{an8}e cosa dovevano fare per metterli in atto.
Ma questa era un'idea di Gorbachev, e lei e' stato influenzato da lui.
{an8}Quella non e' mai stata un'idea di Gorbachev.
{an8}Era un'idea che era stata avanzata dai Socialisti francesi,
{an8}quindi Gorbachev non c'entrava nulla.
{an8}Ma a Gorbachev va riconosciuto il merito
{an8}di aver capito che il Paese aveva bisogno di cambiamenti.
{an8}Ed ha provato a cambiare il sistema.
{an8}Ma il problema era che il sistema non era efficiente alla radice.
{an8}Come si poteva cambiare il sistema di un paese, preservando, nel contempo, il paese stesso?
{an8}Questa, all'epoca, era una cosa che nessuno avrebbe potuto fare, incluso Gorbachev.
{an8}E cosi' non hanno fatto altro che spingere il Paese verso il collasso.
Cosi' l'Unione Sovietica collasso'
e, con l'avvento di Yeltsin, nacque la Federazione Russa.
{an8}All'epoca, il sistema di sicurezza sociale russo era completamente distrutto.
{an8}Molti rami dell'economia era praticamente collassati.
{an8}Il sistema sanitario era in rovina, cosi' come lo erano le Forze Armate,
{an8}e, dobbiamo ricordarci bene, che milioni di persone vivevano sotto la soglia della poverta'.
Gia'.
Si e' trasferito a Mosca nel 1996.
E, per 13 mesi, fu a capo dell'FSB.
{an8}No, non successe subito. Mi trasferi' a Mosca e...
{an8}e iniziai a lavorare su questioni di materia legale.
{an8}Dopodiche', venni trasferito e messo a capo del Direttorato di Sorveglianza.
{an8}Fu dopo quell'incarico che divenni il Direttore dell'FSB.
Quindi, quando ha ricoperto quel ruolo, avra' notato il caos generato dalla situazione.
Insomma, doveva essere un incubo.
{an8}Certo, me ne accorsi subito. Ma sa una cosa?
{an8}Molti mi muovono delle critiche
{an8}nelle quali si fa riferimento al mio rammarico per la caduta dell'Unione Sovietica.
{an8}Ma la cosa piu' importante da capire e' che, dopo la caduta dell'Unione Sovietica,
{an8}25 milioni di russi si ritrovarono senza uno Stato alle spalle.
{an8}E questa e' una delle piu' grandi catastrofi del ventesimo secolo.
{an8}La gente viveva in un unico Paese.
{an8}E' li' che avevano la loro famiglia, era li' che lavoravano, che avevano la loro casa.
{an8}E tutti avevano dei diritti. Ma, nel giro di una notte, lo Stato in cui vivevano spari'.
{an8}Questi erano dei segnali che preludevano all'inizio della guerra civile.
Nell'ottobre del 1993, la Russia era sull'orlo di una guerra civile.
Da un lato c'erano i membri del Parlamento e dall'altro Boris Yeltsin e i suoi sostenitori.
Yeltsin, che aveva il controllo delle divisioni corazzate,
diede l'ordine di fare fuoco direttamente sul Parlamento,
e vennero presi di mira sopratutto gli uffici del Presidente del Soviet Supremo
e quello del Vice Presidente, che si era schierato dalla parte dei parlamentari.
Molti rimasero feriti o addirittura uccisi, nei due giorni di battaglia per le strade.
{an8}Ovviamente io assistetti a tutto, specialmente quando divenni Direttore dell'FSB.
Gli Stati Uniti continuano a garantire il loro supporto al Presidente Yeltsin,
perche' e' stato eletto democraticamente come leader della Russia.
E nel 1999, riusci' a diventare Primo Ministro.
E Yeltsin rassegno' le sue dimissioni nel 2000.
Se si guardano le conferenze stampa o i film sul signor Yeltsin,
ci si accorge facilmente che aveva dei problemi di salute legati al consumo di alcol.
Il suo cervello sembrava...
Il modo in cui parlava, il modo in cui fissava le telecamere,
il modo in cui si muoveva. Sembrava quasi catatonico.
{an8}Sa, non credo di avere il diritto di valutare l'operato di Gorbachev
{an8}o la personalita' di Yeltsin.
{an8}Come tutti, anche lui aveva i suoi problemi,
{an8}ma aveva anche dei punti di forza.
E uno di questi era che si assumeva sempre le sue responsabilita',
{an8}Sapeva come farlo.
{an8}Ma quello che ha detto e' vero. Non e' certo un segreto, e' la realta'.
{an8}Sto...
{an8}andando via.
{an8}Vado via...
{an8}prima della fine del mio mandato.
{an8}Ho capito che e' la cosa giusta da fare.
{an8}La Russia deve iniziare questo nuovo millennio
{an8}con dei nuovi politici, con dei nuovi volti.
{an8}Con delle persone brillanti, forti,
{an8}e piene di energia.
Quindi lei e' li', ad assistere all'avvicendarsi di molti primi ministri
e, all'improvviso, e' lei a diventare Primo Ministro.
E ora?
{an8}Si', sa, si e' trattato di una faccenda abbastanza strana.
{an8}Vede, io sono arrivato a Mosca da Leningrado,
{an8}E a Mosca, mi ritrovo a non avere nessun supporto, nessun contatto.
{an8}Sono arrivato a Mosca nel 1996 e l'1 gennaio del 2000 diventai Presidente ad interim.
{an8}Non sapevo perche' Yeltsin aveva scelto me.
{an8}Ma quando Yeltsin mi offri' l'incarico la prima volta, rifiutai.
Rifiuto'? Come mai?
{an8}Si', mi chiamo nel suo ufficio e mi disse che voleva nominarmi Primo Ministro,
{an8}e che voleva che mi candidassi per la carica di Presidente.
{an8}Gli dissi che per me quella era una grande responsabilita',
{an8}che era una cosa che mi avrebbe cambiato la vita
{an8}e che non ero sicuro che volevo che succedesse.
In che modo le avrebbe cambiato la vita? Insomma, era un burocrate gia' da molti anni.
{an8}Beh, e' una cosa molto diversa.
{an8}Una cosa e' essere un burocrate, anche d'alto livello.
{an8}Puoi comunque vivere una vita normale.
{an8}Puoi uscire con i tuoi amici, andare al cinema, al teatro,
{an8}e non sei responsabile per la vita di 0milioni di persone
{an8}e per cio' che succede nel Paese.
{an8}E all'epoca non era facile assumersi la responsabilita' di cio' che accadeva in Russia.
{an8}A dirla tutta, non avevo idea riguardo ai piani che il Presidente Yeltsin aveva per me.
{an8}E non sapevo quanto a lungo sarei rimasto li'.
{an8}In qualunque momento, il Presidente avrebbe potuto dirmi, "Sei licenziato".
{an8}E riuscivo a pensare solo ad una cosa: "Dove nascondero' i miei figli?"
{an8}- Oh, davvero? Cos'avrebbe fatto. - Certo, cosa pensava che provassi?
{an8}Immagini solo che, se fossi stato licenziato, non avrei piu' avuto guardie del corpo. Niente.
{an8}Cosa avrei fatto? Dove sarei andato a vivere?
{an8}Come avrei fatto a tenere al sicuro la mia famiglia?
{an8}E poi capi' che se era quello il mio destino, allora sarei dovuto andare fino in fondo.
{an8}E non sapevo che sarei diventato Presidente. Non c'era niente che me lo facesse pensare.
Si', ma ha visto... durante questo periodo, ha potuto vedere i figli e la moglie?
{an8}No. Beh, tornavo a casa molto tardi ed uscivo molto presto.
{an8}Ovviamente li vedevo, ma sempre per poco tempo.
E si svegliava alle quattro del mattino? Riusciva a dormire, almeno?
{an8}No, non mi sono mai alzato alle quattro del mattino.
{an8}Andavo a dormire a mezzanotte, al massimo all'una e mezza, e mi svegliavo alle sette.
{an8}- Davvero? - Si', dormivo sempre tra le 6 e le 7 ore.
{an8}- Mai fatto incubi? - No.
Questa e' una cosa che crede di aver imparato nel periodo in cui ha lavorato per il KGB?
{an8}Si', credo che sia una cosa che ho imparato grazie allo sport e al servizio militare.
Si dice che la sua teoria della vita possa si basa sulla filosofia del judo.
{an8}Si'.
{an8}- Non e' troppo complicata. - La cosa piu' importante e' la flessibilita'.
{an8}Bisogna essere flessibili. A volte puoi concedere qualcosa agli altri,
{an8}se questo poi ti conduce alla vittoria.
{an8}- Ha molta disciplina, signore. - Senza, il lavoro diventa piu' difficile.
{an8}Non si avrebbe la forza per affrontare i problemi di tutti i giorni,
{an8}per non parlare delle questioni di natura strategica.
{an8}Bisogna sempre tenersi in forma.
Ok, bene, siamo arrivati al 2000. Lei e' diventato Presidente con il 53 % dei voti.
Non si aspettava di durare.
E' il Presidente di un Paese che sta attraversando un periodo buio.
C'e' la guerra in Cecenia che si sta mettendo male.
{an8}Vero.
{an8}Piu' che altro, c'era la Seconda Guerra Cecena, che era iniziata nell'agosto del 1999.
{an8}E quella fu un'esperienza traumatica per il paese.
{an8}Ho dovuto prendermi la responsabilita' per quella situazione.
Un fronte dice che questa e' una lotta al terrorismo,
l'altro dice che e' una battaglia per l'indipendenza.
E nel mentre, tra le macerie lasciate dalla guerra, si accumulano sempre piu' cadaveri.
Non siamo in Medio Oriente.
E' una guerra che e' in corso nella Repubblica della Cecenia,
di cui si parla poco, ma che non e' per questo meno orribile.
{an8}Mi piacerebbe molto, per rispettare la tradizione russa
{an8}e quella della sacra terra del Dagestan, dove ci troviamo quest'oggi,
{an8}brindare alla memoria di coloro che sono caduti.
{an8}Un attimo, solo un attimo.
{an8}Ed ecco perche' vi propongo questo:
{an8}brinderemo a loro, senza dubbio.
{an8}Ma lo faremo dopo.
{an8}Lo faremo dopo aver portato a compimento i compiti cruciali che ci attendono.
Si dice che abbia fatto molto bene durante il suo primo mandato.
Ha creato delle industrie.
Quella elettronica, quella ingegneristica, quella petrolchimica, quella agricola.
Il PIL e' aumentato, cosi' come i redditi.
Ha riformato l'esercito.
{an8}Ha risolto il conflitto in Cecenia.
Le privatizzazioni vennero fermate.
Si e' comportato da vero russo.
{an8}Beh, diciamo che non e' andata proprio cosi'.
{an8}Non ho fermato le privatizzazioni.
{an8}Volevo solo che diventassero piu' eque, piu' giuste.
{an8}Ho fatto di tutto perche' le proprieta' dello Stato non venissero vendute gratis.
{an8}Abbiamo messo fine a dei meccanismi che hanno poi portato alla nascita dell'oligarchia.
{an8}Meccanismi che riuscivano a far arricchire delle persone in un battito di ciglia.
{an8}E cosi' il governo rischiava di perdere il controllo di industrie strategiche,
{an8}o addirittura il collasso di queste industrie. Io non volevo fermare la privatizzazione,
{an8}ma volevo renderla piu'...
{an8}piu' sistematica, piu' equilibrata.
Questi oligarchi lo sottovalutarono.
E quando divento' Presidente, pensavano che non sarebbe durato tanto.
{an8}Sa, la questione con gli oligarchi e' diversa.
{an8}Fu detto loro che il governo non voleva mettere le mani sui loro beni ma proteggerli,
{an8}anche se le leggi precedenti erano state ingiuste. Ma, si sa, la legge e' la legge.
{an8}"La legge e' sempre la legge." Anche questa e' una regola.
{an8}Parlai francamente con i grandi uomini d'affari.
{an8}Avremmo messo al bando tutti i meccanismi precedentemente esistenti.
{an8}Le leggi sarebbero diventate piu' giuste.
{an8}Le imprese dovevano assumersi degli obblighi sociali.
{an8}E molti uomini di affari, forse la maggior parte, si uniformo' a queste nuove leggi.
{an8}Si trovarono a loro agio.
{an8}Sa a chi non piacquero?
{an8}A coloro che guadagnavo milioni o miliardi non grazie alle loro capacita' imprenditoriali
{an8}ma perche' riuscivano a manovrare il governo a loro piacimento.
{an8}In ogni caso, si trattava comunque di pochi soggetti.
Ha tagliato il tasso di poverta' di due terzi.
E, per quanto riguarda gli anziani, ha aumentato le pensioni.
{an8}Si', molte volte.
Nel 2000, il salario medio era di 700 rubli.
Nel 2012, e' salito a 29,000 rubli.
- {an8}Si', e' vero. - Nel 2004 era immensamente popolare,
venne rieletto con il 70 % dei voti.
{an8}Un po' di piu'.
E nel 2008, visto che si puo' essere rieletti consecutivamente solo per due termini,
e' diventato Primo Ministro.
Beh, ha lavorato duramente anche in qualita' di Primo Ministro.
{an8}Si', ho lavorato duramente e ho raggiunto anche diversi traguardi.
{an8}Ma, allora, non ero io il Presidente russo.
{an8}Conosco le considerazioni fatte su quel periodo sia all'estero che nel nostro Paese.
{an8}Ma il Presidente Medvedev ha adempiuto alle sue funzioni senza alcuna pressione.
{an8}Solo una persona puo' essere il Presidente: quella che e' stata eletta dal popolo.
E nel 2012 si e' candidato per la carica di Presidente
- e ha vinto con il 63 % dei voti. - Si', esatto.
E' stato presidente per tre volte e ha subito tre attentati alla sua vita.
Sempre meno di quelli di Castro, visto che ho intervistato anche lui.
Credo che lui ne abbia subito 50, ma cinque e' comunque un numero importante.
{an8}Si', ne ho parlato con Castro.
{an8}Mi disse, "Sai perche' sono ancora vivo?". Io gli chiesi il perche',
{an8}Perche' della mia sicurezza me ne sono sempre occupato io.
{an8}Io...
{an8}faccio il mio lavoro e gli uomini della sicurezza fanno il loro,
{an8}e devo dire che se la cavano egregiamente.
Quindi si fida degli uomini che garantiscono la sua sicurezza
{an8}e crede che facciano un ottimo lavoro. - Mi fido di loro.
Perche', si sa che il modo piu' semplice per assassinare qualcuno
e' quello di infiltrarsi nella scorta del Presidente.
{an8}Lo so. Ma sa come si dice in Russia?
"Chi e' destinato a finire impiccato, non puo' annegare."
Quale destino la aspetta, signore? Lo... lo sa?
{an8}Solo Dio conosce il nostro destino, sia il mio che il suo.
Magari moriro' nel letto.
{an8}Prima o poi succedera' a tutti.
{an8}E' solo questioni di capire se, per allora, avremo raggiunto tutti i nostri obiettivi
{an8}e se abbiamo vissuto appieno la nostra vita.
Ha avuto una giornata dura.
Non ci vediamo da un po'. E' un piacere rivederla.
Credo che ci siamo visti l'ultima volta lo scorso giugno.
Le sono mancato?
{an8}Ho pianto ogni giorno, ma ora e' finalmente tornato.
Sono sicuro che abbia pianto per altre cose.
Mi scusi, mi sono addormentato mentre ero di sopra. Colpa del jet lag.
{an8}- Beh, la invidio. - Com'e' andata oggi?
{an8}Ho lavorato con i miei colleghi. Abbiamo discusso di politica interna e sicurezza.
Anche di questioni economiche. Ho parlato con il Ministro delle Finanze.
{an8}E ho parlato con il Segretario delle Problematiche Economiche. Tutto qui.
{an8}Ho incontrato il Presidente del Parlamento, il Ministro della Difesa, quello dell'Interno.
Porca vacca! Quindi niente riunione di gabinetto?
C'era... mi e' stato detto che aveva un incontro con il Consiglio della Sicurezza Nazionale.
Esatto. Molti anni fa, ho creato un gruppo formato da poche persone,
compresi i direttori dei Servizi Segreti e della Agenzie di Sicurezza,
e insieme formiamo il Consiglio di Sicurezza russo.
Capisco. C'e' qualche crisi in atto?
{an8}No, era un incontro normale. Ci riuniamo una volta alla settimana.
Beh, gliel'ho chiesto giusto per curiosita', perche' di solito ci incontriamo alle 15
e oggi siamo in ritardo di sei ore e quaranta minuti.
{an8}Sapevo che aveva bisogno di riposare un po'.
No, ma comunque c'e' sempre qualche crisi che salta fuori all'improvviso, vero?
Eventi che non sono in programma.
{an8}No, non c'e' nessuna crisi. E' stato solo un incontro di routine.
{an8}Ma una questione tira l'altra. E' una catena.
{an8}Programmi un incontro di 10 minuti
{an8}ma poi saltano fuori delle domande e quei dieci minuti si trasformano in un'ora.
{an8}E cosi' diventa molto complicato far finire il tutto.
Questo ci porta alla mia domanda piu' importante perche' il mio produttore Fernando,
con il quale stavamo parlando di lei, prima,
mi ha detto che lei e' un ottimo AD,
un ottimo amministratore delegato di una societa' di nome Russia.
Lei valuta la situazione, si occupa dei problemi
e cerca di risolverli all'istante.
{an8}Si', credo che si possa dire cosi'.
Diciamo che qui c'e' il problema e qui ci sono tutti i dettagli che,
a loro volta, si trasformano in micro-dettagli,
che danno vita ad un altro micro-dettaglio e cosi' via. Cosi', all'improvviso,
diventano cosi' tanti che non si riesce piu' a vedere al di la' del proprio naso.
E' una cosa irritante. Si va a letto, la sera,
sapendo di non aver risolto questi problemi, e la cosa ti fa impazzire.
{an8}Non si tratta della mancata risoluzione dei problemi ma del modo in cui vengono risolti.
{an8}Io cerco di trovare un modo creativo.
{an8}Immagini che un pittore stia lavorando e arriva l'ora di cena.
{an8}Cosi' lui lascia tutto e va a cenare.
{an8}Ma non va cosi'.
{an8}Il pittore cerca di completare il suo lavoro, prima di andare a riposare.
Quindi dice che ha bisogno di completare qualcosa?
{an8}Si', ne ho bisogno.
{an8}Non sto cercando di paragonarmi ad un professionista dell'arte,
{an8}ma la mia ricerca di risposte e' simile a quella che mettono in atto loro.
Il che ci porta ad un problema piu' grande. Lui sta facendo il presidente, il primo ministro
e ora di nuovo il presidente da quindici anni, ormai.
Sono sicuro che conosca la storia di Ronald Reagan,
uno dei presidenti piu' ammirati dai conservatori, nel mio paese.
Era famoso perche' rispettava sempre la sua agenda,
che gli richiedeva, molte sere, di tornare alla Casa Bianca entro le 18
di cenare presto e di guardare la tv insieme a sua moglie.
{an8}Era un uomo felice.
{an8}Molto organizzato. Senza dubbio, questa e' una grande conquista.
Ecco dove voglio arrivare: era un uomo sorridente.
Ci sapeva fare con le persone.
Mangiare le sue caramelle e raccontare delle barzellette era una cosa che lo rendeva felice.
Anche se Reagan nella delega di alcuni compiti,
e lo faceva con tutti.
Sto facendo un altro esempio perche'...
questo e' un altro modo di vivere la vita.
{an8}Bisogna prima risolvere due questioni.
{an8}Bisogna prima trovare le persone giuste e poi si puo' procedere con le deleghe.
Beh, a me sembra che lei lo stia facendo nel peggiore dei modi.
{an8}Beh, forse e' cosi', ed e' una cosa che, comunque, aspiro a comprendere meglio.
{an8}Ma c'e' una differenza tra noi.
{an8}Ronald Reagan era il Presidente degli Stati Uniti.
{an8}Credo che i problemi che ha dovuto affrontare negli Stati Uniti
{an8}non siano nemmeno lontanamente paragonabili a quelli che abbiamo affrontato in Russia,
{an8}tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000.
Beh, Reagan non sarebbe d'accordo. Direbbe che l'America era distrutta,
che doveva essere rimessa in piedi e userebbe il suo motto "It's morning in America again."
e che il suo lavoro era quello di dare all'America delle energie positive.
E ci e' anche riuscito piuttosto bene.
Era tutte questione di sensazioni. Era un'illusione.
{an8}"Essere al verde" ed "essere quasi al verde" sono due cose diverse.
Beh, molte persone direbbero che Reagan ha lasciato l'America ancor piu' al verde,
perche' il debito crebbe a dismisura.
{an8}- Gia'. Oggi a quanto ammonta, 18 trilioni? - Non me lo ricordo piu'.
{an8}- Si', ammonta a 18 trilioni. - Quello della Russia e' di un trilione, vero?
{an8}Quello della Russia incide per il 12 % sul PIL.
{an8}- Quello dell'America e' di 18 trilioni? - Gia'.
E quello della Russia e' di un trilione.
{an8}E' importante tenere a mente la quota del PIL.
{an8}In America, la quota del debito corrisponde esattamente al PIL.
{an8}Da noi invece incide in minima parte, solo per il 12 o 13 %.
{an8}Al contempo, abbiamo anche delle riserve di denaro da cui poter attingere.
{an8}Parliamo di 360 miliardi, depositati presso la Banca Centrale.
{an8}E il Governo ha inoltre due altri fondi di riserva:
{an8}uno da 80 miliardi e un altro da 70 miliardi.
{an8}E' grazie a questi che finanziamo il nostro deficit.
I prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 20 % nel 2015,
e l'inflazione e' al momento ferma al 13 %.
{an8}L'inflazione e' al 12,9 %.
- E' al 12,9 %, ad essere precisi. - Ok, va bene.
E la Banca Centrale Russa? Cosa sta facendo?
{an8}La Banca Centrale ha aderito ad una politica monetaria molto equilibrata,
{an8}e questa mossa ha trovato d'accordo molte organizzazioni finanziare internazionali,
{an8}tra cui il Fondo monetario.
Pensavo voi no aveste nulla in sospeso, nessun debito verso il Fondo monetario.
{an8}Infatti. Non sto parlando dei nostri debiti, ora.
{an8}Tra l'altro, la Russia non solo ha saldato i proprio debiti con il Fondo monetario,
{an8}ma ha anche ripagato quelli di tutte le ex Repubbliche Sovietiche,
{an8}incluso quello dell'Ucraina, che era di 16 miliardi di dollari.
{an8}Sto parlando della nostra politica monetaria.
{an8}Siamo in contatto con la signora Lagarde e con altri colleghi del Fondo Monetario.
{an8}Li informiamo su cio' che stiamo facendo,
{an8}ascoltiamo i loro consigli.
{an8}E so bene che la dirigenza del Fondo Monetario
{an8}ha dato un'ottima valutazione alla Banca Centrale russa.
{an8}Molto positiva.
Sa, da come parla, sembra che il Fondo monetario sia un partner della Russia.
Fa sembrare che Wall Street vuole che la Russia abbia successo,
e la cosa mi sorprende.
E allora le chiedo: Wall Street sta lavorando attivamente per distruggere l'economia russa
per favorire gli Stati Uniti?
{an8}Ora pero๏ฟฝ non sto parlando di Wall Street.
{an8}Se parliamo dell'amministrazione degli Stati Uniti,
{an8}allora possiamo dire gli, si', gli amministratori americani
{an8}hanno ritenuto la Russia una rivale, almeno di recente.
Qui c'e' il trono dello zar e quello zarina.
- Ed anche quello per l'imperatrice madre. - Ok.
Sa, si dice che lei voglia diventare uni zar. Anzi, dicono che lo sia gia' diventato.
Creano delle copertine per i giornali con... la cosa la fa ridere, vero?
{an8}Probabilmente lo dicono perche' l'idea non gli dispiace.
Gia'.
{an8}Non riescono proprio a liberarsi di questi stereotipi.
Ma lei ha permesso a Charlie Rose di ribadire questo concetto
quando le ha detto, "Ha il potere, puo' fare quello che vuole."
L'ha detto abbastanza chiaramente e...
Ecco, gli americani pensano questo.
Pensano che qui non esista un sistema.
E lei non l'ha corretto.
Il punto e' che... mi scusi, mi scusi.
{an8}Non si tratta di avere tutto il potere. Si tratta di usarlo nella maniera giusta.
Beh, allora dovrebbe prendersela con l'interprete perche'... sei stato tu?
Si', forse non ha capito bene la domanda di Rose-
Cioe', sembrava quasi che a lui piacesse diventare uno zar,
ma lui ha capito che invece lo fosse gia'.
Alcuni la definiscono "uno zar".
E allora? Sa, la gente mi chiama con nomi diversi.
Beh, lei pensa che questo soprannome le si addica?
{an8}Probabilmente voleva provare ad innescare una lite, ma io non volevo litigare con lui.
Ha mai perso la testa?
Mi dicono che lei e' molto irrazionale
ogni volta che le fanno una domanda.
Ha mai avuto una di quelle tipiche "brutte giornate"? E...
Dico bene?
{an8}Non sono una donna, quindi non ho brutte giornate.
Eccolo, ora ha appena insultato il 50 % del pubblico americano.
Non oso immaginare come la prenderanno.
{an8}Non voglio insultare nessuno.
{an8}- E' la natura delle cose. - Lo so.
Quindi, secondo lei, sono le donne che tendono ad essere piu' emotive?
Quindi non vuole che le sue emozioni interferiscano con i suoi ragionamenti.
{an8}Ci sono dei cicli naturali...
{an8}che hanno anche gli uomini, ma che si manifestano in maniera minore.
{an8}Siamo essere umani, e' una cosa normale. Ma non bisogna mai perdere il controllo.
Una domanda per il Presidente Bush.
Secondo lei, questo e' un uomo di cui gli americani possono fidarsi?
Rispondo e dico che ho guardato quest'uomo negli occhi.
Ho subito capito che e' un uomo diretto e degno di fiducia.
Abbiamo avuto una bella chiacchierata.
Sono riuscito a...
capire un po' com'e' fatto.
Cos'ha pensato quando ha sentito quelle cose?
{an8}Che fosse un uomo con il quale saremmo potuti giungere ad un accordo,
{an8}una persona con cui si poteva dialogare, o almeno cosi' speravo.
E l'11 settembre, lei e' stato il primo a chiamarlo
per offrigli le sue condoglianze e la vostra collaborazione.
{an8}Si', avevamo programmato un addestramento per le forze strategiche nucleari per il giorno dopo,
{an8}ma decisi di annullare tutto e volevo che il Presidente degli Stati Uniti lo sapesse.
{an8}I Capi di Stato hanno bisogno di supporto morale in momenti come quelli,
{an8}e noi volevamo dimostrare al Presidente Bush che aveva il nostro supporto.
Quando il Presidente Bush, decise di invadere l'Afghanistan,
il Presidente Putin ha supportato l'invasione
e ha stabilito delle basi nel Caucaso e in Eurasia,
per fornire agli americani i rifornimenti di cui avevano bisogno in Afghanistan.
{an8}Beh, non e' andata prorio cosi'.
{an8}Non abbiamo stabilito quelle basi volutamente.
{an8}Dai tempi dell'Unione Sovietica, abbiamo sempre avuto una distretto nel Tajikistan,
{an8}che poi abbiamo convertito in una base militare.
{an8}L'abbiamo fatto soprattutto per proteggere questo territorio dai terroristi afgani,
{an8}ma abbiamo aiuto gli Stati Uniti
{an8}e abbiamo permesso loro di usare il nostro territorio per far arrivare le armi.
E avete continuato a farlo fino a poco tempo fa.
{an8}Si', si'. Pensavo che questa cooperazione fosse d'interesse nazionale.
{an8}Questo e' un ambito in cui possiamo unire le forze.
{an8}Abbiamo fornito loro anche altre informazioni, comprese quelle della nostra intelligence.
Russia ha dei trascorsi importanti in Afghanistan.
Com'e' possibile che non abbiate capito dove fosse Bin Laden,
e quello che stava facendo?
Oltre a dove fosse,
non avete capito quanto fosse debole la base di Al Qaeda in Afghanistan, in quel momento.
{an8}Al Qaeda non nasce come conseguenza delle nostre azioni, ma da quelle americane.
{an8}Tutto e' iniziato durante la Guerra Sovietica in Afghanistan.
{an8}Quando gli agenti dell'intelligence americano hanno offerto il loro supporto
{an8}a diverse forme di fondamentalismo islamico,
{an8}aiutandole a combattere le truppe sovietiche in Afghanistan.
{an8}E' stata l'America ha dare vita ad Al Qaeda e a Bin Laden.
{an8}Ma la cosa gli e' totalmente sfuggita di mano.
{an8}Succede sempre cosi'.
{an8}E i nostri partner americani avrebbero dovuto saperlo.
{an8}La colpa e' solo loro.
Bill Casey, il direttore della CIA durante l'amministrazione di Ronald Reagan,
si impegno' particolarmente nel fomentare gli animi dei musulmani
che si trovavano nel Caucaso, convincendoli a rivoltarsi contro l'Unione Sovietica.
Lui non voleva solo sconfiggere l'Unione Sovietica in Afghanistan.
Voleva provocare un cambio di regime nell'Unione Sovietica.
{an8}Vede, quelle idee non sono ancora tramontate.
{an8}E quando sono comparsi i problemi in Cecenia e nell'area del Caucaso,
{an8}gli americani, purtroppo, hanno supportato il loro processo.
{an8}Pensavo che la Guerra Fredda fosse finita, che le nostre relazioni fossero trasparenti
{an8}con il resto del mondo, compresa l'Europa e gli Stati Uniti.
{an8}E ovviamente contavamo sul loro supporto,
{an8}ma invece l'intelligence americana ha deciso di schierarsi dalla parte dei terroristi.
{an8}Credo di stare per dire una cosa molto importante.
{an8}All'epoca, eravamo convinti
{an8}che gli americani, almeno a parole, dicevano che bisogna supportare la Russia,
{an8}che bisogna cooperare per combattere il terrorismo, ma in realta' stavano usando
{an8}quegli stessi terroristi per destabilizzare la situazione politica interna della Russia.
Secondo lui, quali sono stati i momenti piu' pericolosi durante le Guerre Cecene?
Quelli durante la prima? O durante la seconda? E in quali anni?
{an8}E' difficile pensare ad un solo momento.
{an8}La Guerra Cecena e' iniziata quando la popolazione del Dagestan,
{an8}che e' anche una repubblica musulmana,
{an8}ricorsero alle ami e organizzarono una resistenza contro i terroristi.
{an8}Ricordo bene che in pratica il Dagestan venne da noi dicendoci,
{an8}"Se la Russia non vuole proteggerci, ci dia le armi e ce la vedremo da soli.
Il supporto degli Stati Uniti era occulto.
Lei dice che ha delle prove secondo le quali loro stavano supportando i Ceceni..
{an8}Certo. Ma se consideriamo le informazioni e il supporto politico,
{an8}la cosa e' talmente ovvia che non c'e' neanche bisogno di prove.
{an8}Hanno fatto tutto senza nascondersi.
Credo che l'amministrazione abbia adottato un atteggiamento passivo,
usando come mantra il fatto che questo sia un problema interno della Russia,
il che legittima l'azione della Russia.
E inoltre, i vertici amministrativi
hanno recentemente avuto dei contrasti con i Ceceni.
{an8}Le diro' di piu': oltre ad avere le prove del loro sostegno operativo ed economico,
{an8}le abbiamo anche mostrate alla nostra controparte americana.
{an8}Con il Presidente Bush, parlai di un episodio in particolare.
{an8}Gli mostrai anche una lista con i nomi degli agenti dei Servizi Segreti americani
{an8}che non avevano fornito solo il loro supporto politico,
{an8}ma anche quello tecnico, trasportando i guerriglieri da un posto all'altro.
{an8}E la reazione del Presidente americano fu molto negativa. Disse che avrebbe indagato.
{an8}Dopo aver parlato di questa cosa, ricevemmo una lettera da parte della CIA
{an8}che iniziava con, "I nostri colleghi pensavano di avere il diritto
{an8}di mantenere i contatti con le forze di opposizione, e continueranno a farlo."
{an8}Ovviamente non si riferivano solo alle forze di opposizione ma anche
{an8}alle organizzazioni terroristiche e alle loro strutture.
{an8}Nondimeno, questi furono dipinti come un'ordinaria forza di opposizione.
E tutto questo mentre stavano combattendo la guerra al terrore in Afghanistan?
Sembra un comportamento contraddittorio e anche piuttosto stano.
{an8}Ormai ci siamo abituati a queste contraddizioni.
Immagino che questa lettera sia top secret, quindi non possiamo farla vedere.
{an8}Credo non sarebbe appropriato, e comunque bastano le mie parole.
{an8}Credo che George ricordi la nostra conversazione, o almeno spero.
Oggi diamo il benvenuto all'Ungheria, alla Polonia e alla Repubblica Ceca,
Paesi che si sono finalmente liberati dei confini imposti dalla Guerra Fredda
nel continente europeo,
che ora rafforza un'alleanza
che ora aiutera' a preservare la pace e la sicurezza, .
mentre siamo alla soglia del ventunesimo secolo.
Il nostro obiettivo e' quello di aiutare a costruire un'Europa
che sia unita, libera,
democratica, in pace e sicura.
E' con orgoglio che oggi accogliamo
la Bulgaria...
l'Estonia...
la Lettonia...
la Lituania...
la Romania...
la Slovacchia...
e la Slovenia.
Le accogliamo nei ranghi dell'Organizzazione del Trattato Nordatlantico.
Questo e' un momento speciale
nella storia della liberta' degli uomini,
visto che l'America dichiara formalmente il suo supporto all'ingresso dell'Albania
e della Croazia nella NATO.
Quello che ho sentito dal signor Gorbachev, cosi' come da alcuni funzionari americani,
come James Baker, e' che ci si aspettava che l'Unione Sovietica
non invadesse i confini orientali della NATO.
{an8}Esatto. Al momento dell'unificazione della Germania,
{an8}e al susseguente ritiro delle truppe sovietiche dall'Europa dell'Est,
{an8}alcune personalita' statunitensi
{an8}e credo anche il Segretario Generale della NATO, il signor Worner,
{an8}disse che se c'era una cosa di cui l'Unione Sovietica poteva stare sicura
{an8}era che il confine orientale della NATO non si sarebbe esteso oltre
{an8}il confine orientale della Germania.
Quindi questa era una chiara violazione.
{an8}L'accordo non fu formalizzato.
{an8}Gorbachev fece un errore.
{an8}In politica, tutto deve essere formalizzato.
{an8}Lui ha solo parlato, e pensava che questo fosse abbastanza.
{an8}Ma si sbagliava.
{an8}La NATO e' nata nel periodo del confronto
{an8}tra due blocchi, quello orientale e quello occidentale.
{an8}Possiamo definirle "fazioni".
{an8}Ora che il Trattato di Varsavia non esiste piu',
{an8}non esistono piu' ne' il blocco orientale ne' l'Unione Sovietica.
Ed ora che il Trattato di Varsavia e' caduto nell'oblio,
l'Unione Sovietica non esiste piu'.
{an8}E comunque, perche' la NATO esiste ancora?
{an8}Io penso che, per giustificare la sua esistenza,
{an8}la NATO abbia bisogno di un nemico esterno, che continua a ricercare,
{an8}oppure di qualche tipo di provocazione per definire qualcuno "un avversario".
{an8}Il mondo unipolare di cui si e' parlato dopo la fine della Guerra Fredda
{an8}non si e' mai realizzato.
{an8}Ma comunque, cos'e' questo "mondo unipolare"?
{an8}Per quanto si possa abbellire questo termine, in fin dei conti,
{an8}si riferisce sempre ad un solo tipo di situazione,
{an8}ossia quello in cui esiste un solo centro di autorita',
{an8}un centro di forza,
{an8}e un centro che si occupa di prendere le decisioni.
{an8}E' un mondo in cui esiste un padrone, un sovrano,
{an8}e questa e' una situazione dannosa non solo per quelli che fanno parte del sistema,
{an8}ma anche per il sovrano stesso, perche' finirebbe col distruggersi dall'interno.
{an8}Un Paese, e ovviamente mi riferisco agli Stati Uniti,
{an8}ha oltrepassato i suoi confini nazionali in ogni modo.
{an8}Questo e' visibile nelle politiche economiche, politiche, culturali
{an8}ed educative che impone sugli altri paesi.
{an8}Ormai la NATO e' solo un mero strumento di politica estera a disposizione degli Stati Uniti.
{an8}Non esistono alleati, solo sudditi.
{an8}Quando un paese entra a far parte della NATO, e' difficile resistere alle pressioni
{an8}degli Stati Uniti,
{an8}e puo' subire il posizionamento di qualunque sistema armato nei suoi confini,
{an8}Un sistema di missili antibalistici, nuove basi militari,
{an8}e, se necessario, anche di nuovi sistemi di attacco.
{an8}E, vista la situazione, dobbiamo prendere delle contromisure.
{an8}Dobbiamo puntare i nostri sistemi missilistici contro chi ci sta minacciando.
{an8}E la situazione si fa piu' intensa.
{an8}Ma sa perche' stiamo rispondendo cosi' intensamente all'espansione della NATO?
{an8}Beh, innanzitutto, noi comprendiamo il valore
{an8}o la sua mancanza, e la minaccia di quest'Organizzazione.
{an8}Ma la cosa che ci preoccupa e' il modo in cui vengono prese le decisioni.
{an8}Io so in che modo vengono prese.
{an8}Ricordo uno dei miei ultimi incontri con il Presidente Clinton a Mosca.
{an8}Durante l'incontro gli dissi, "Non siamo contrari all'ingresso della Russia nella NATO."
{an8}Clinton disse, "Perche' no'?". Ma vidi che la delegazione americana si innervosi'.
{an8}Ma avete fatto richiesta di entrarci?
{an8}Le spiego perche' il nostro ingresso nella NATO rende nervosi i nostri partner.
{an8}Se succedesse, potremmo votare
{an8}e noi permetteremo loro di manipolarci.
{an8}I nostri amici americani non considererebbero mai questa possibilita'.
Sotto le regole della NATO, credo che lei sarebbe obbligato a condividere
tutte le informazioni sui suoi sistemi nucleari con gli Stati Uniti.
{an8}Sa...
{an8}la nostra trasparenza verso tutti i partner, Stati Uniti inclusi,
{an8}dopo la caduta dell'Unione Sovietica e la mutazione del nostro sistema politico,
{an8}sarebbe stata cosi' totale che avrebbe coperto anche la nostra capacita' nucleare.
{an8}- Non avevamo segreti, all'epoca. - Va bene.
{an8}E consideri che gli americani tenevano sotto controllo una delle nostre maggiori centrali,
{an8}dove producevamo componenti per delle armi nucleari. Una sorveglianza continua.
{an8}Vede? Eravamo completamente trasparenti.
{an8}- Gia' - E non c'erano altre minacce.
{an8}E c'e' un'altra cosa curiosa:
{an8}il vostro Presidente puo' cambiare,
{an8}ma questa politica no.
{an8}E' una questione di principio.
I vecchi sovietici erano sempre molto realisti riguardo le politiche americane.
Cercano sempre di capire che intenzioni avessero.
Non so se quei gruppi di pensiero esistano ancora. Ma se esistessero,
immagino che il signor Putin farebbe delle valutazioni accurate
su quali siano le intenzioni americane.
{an8}Si', certo. Credo che se un paese pensa di essere l'unica potenza mondiale,
{an8}cercando di imporre alle altre nazioni questa sua idea di esclusivita',
{an8}questa crea una societa' con una mentalita' imperialista,
{an8}e questo richiede, come risposta, l'attuazione di un'adeguata politica estera.
{an8}E i leader di questi paesi sono obbligati a seguire questa logica.
{an8}Di conseguenza, questo va contro gli interessi americani. O, almeno, io la vedo cosi'.
{an8}Perche' questo condurrebbe alla nascita di problemi e anomalie.
{an8}E dimostra anche che e' impossibile controllare tutto.
Si e' mai fermata?
Gli Stati Uniti hanno mai smesso di vedere la Russia come un loro nemico?
Sia che si trattasse di Comunismo, di Putinisimo,
o di qualsiasi altra cosa, voi siete sempre stati considerati il nemico.
{an8}Dopo la Seconda Guerra Mondiale, e' emerso un ordine mondiale bipolare.
{an8}Credo che questo sia stato un errore strategico commesso dall'Unione Sovietico,
{an8}che, a dirla tutta, all'epoca si comportava piuttosto primitivamente,
{an8}e questo ha dato agli Stati Uniti la scusa per creare la NATO
{an8}e di innescare la Guerra Fredda.
{an8}Credo che gli Stati Uniti pensavano che
{an8}fossero al primo posto in questo cosiddetto "mondo civilizzato".
{an8}E dopo la caduta dell'Unione Sovietica,
{an8}hanno iniziato a pensare che fossero capaci di tutto.
{an8}e che potessero farlo senza conseguenze.
{an8}Ma c'e' sempre una trappola. In situazioni del genere,
{an8}il Paese o la persona iniziano a compiere degli errori.
{an8}Credono non ci sia bisogno di analizzare la situazione o di pensare alle conseguenze.
{an8}Cosi' quel paese diventa sempre piu' inefficiente.
{an8}Compie un errore dopo l'altro.
{an8}E credo che sia questo cio' che e' successo agli Stati Uniti.
Ma questo ci porta alla domanda piu' importante:
qual e' la politica degli Stati Uniti?
Qual e' la strategia che stanno mettendo in atto in tutto il mondo?
{an8}Rispondero' a questa domanda dettagliatamente e molto sinceramente,
{an8}ma solo dopo il mio ritiro dalla vita politica.
Beh, magari posso dirla io, e lei mi dira' cosa ne pensa.
Potrei dire che penso, cosi' come lo pensano altre persone,
che la strategia americana, in questo momento,
sia quella di distruggere l'economia russa e di riportarla ai livelli degli anni '90.
E che puntino ad un cambio di leadership in Russia.
Magari far diventare la Russia un alleato degli Stati Uniti
cosi' da poter tornare a dominarla, come succedeva una volta.
E, se penseranno che non sia abbastanza, porteranno via il vostro arsenale nucleare.
{an8}Non mi sembrano ipotesi poi tanto remote.
{an8}Se dovessero metterla in atto, credo si tratterebbe di una politica sbagliata.
{an8}Si', perche' creare delle relazioni del genere con la Russia
{an8}sarebbe un errore per il quale si pagherebbe le conseguenze nel futuro.
{an8}Chi concorda con queste idee non ha pensato a cosa potrebbe succedere tra 25 o 50 anni.
{an8}Se potessero dare un'occhiata al futuro, costruirebbe le relazioni con la Russia
{an8}in termini diversi. E non cercherebbero di addomesticare la Russia.
Quindi la Russia non si arrenderebbe.
Si puo' dire che asseconderebbe il crollo dell'economia. Sotto il regime di Stalin,
la gente vendette i propri gioielli e i propri effetti personali
per supportare il governo nella battaglia contro i nazisti.
{an8}Non l'hanno fatto per i soldi, ma per salvaguardare la vita stessa.
{an8}La nostra gente ha combattuto fino all'ultimo respiro, non pensando al denaro.
{an8}La cosa piu' importante per la Russia e' la sua gente,
{an8}e le loro coscienze.
{an8}Considerato quello che provano i russi per questo paese,
{an8}sono convinto che non riuscirebbe ad esistere, oltre i confini nazionali.
{an8}Ed e' proprio questa consapevolezza, e non una minaccia nucleare,
{an8}che dovrebbe convincere i nostri partner a costruire
{an8}delle eque relazioni a lungo termine con la Russia.
{an8}E cosi' eviterebbero di spendere cosi' tanti soldi per i loro sistemi di difesa.
{an8}Pensi a questo. Solo l'anno scorso,
{an8}noi abbiamo stanziato 40 miliardi per la Difesa,
{an8}mentre gli Stati Uniti hanno stanziato piu' di 460 miliardi.
{an8}E' 10 volte tanto. E quest'anno sappiamo che gli Stati Uniti stanzieranno
{an8}piu' di 600 miliardi per la Difesa.
{an8}Ed e' troppo. E' molto di piu' di quel che stanziano gli altri paesi del mondo.
Noi voteremo per eleggere il Presidente, quest'anno, e...
nessuno di questi problemi,
parlo dell'ambiente, delle alleanze, beh, non se n'e' praticamente mai parlato.
Tutta la retorica delle elezioni si e' basata sul fare i duri,
diventare piu' duri, rafforzare le forze armate.
E questo... vale per entrambi gli sfidanti, quindi anche per Hillary Clinton,
che ora e' diventata una conservatrice e che vuole politiche piu' severe contro la Russia.
Era particolarmente decisa riguardo l'intervento in Siria e negli altri paesi.
E dobbiamo far capire a Putin che questo tizio di belligeranza,
che risponderemo a questi tentativi di invasione dei confini altrui.
E oltre a questo, il Pentagono ha di recente annunciato...
questo nuovo generale ha detto che la Russia e' la minaccia numero uno per gli Stati Uniti.
Ha usato parole molto forti.
Se vogliamo parlare di un paese che potrebbe costituire una minaccia esistenziale
per gli Stati Uniti, allora dobbiamo parlare della Russia.
Se si considera il loro comportamento, si puo' capire che e' a dir poco allarmante.
{an8}Si', ne siamo a conoscenza, e la cosa non ci ha fatto piacere.
{an8}Al contrario, noi siamo sempre aperti al dialogo, in qualunque ambito.
{an8}Ma purtroppo, durante le campagne elettorali,
{an8}per gli Stati Uniti speculare e' diventata una moda,
{an8}ed hanno anche iniziato ad abusare del problema russo, tanto per dire.
{an8}E dopo ci diranno, "Non fateci troppo caso.
{an8}Dovete capire che e' solo retorica da campagna elettorale.
Una volta che sara' finito tutto, torneremo a stringerci la mano.
{an8}Ma il sacrificio delle relazioni tra due stati
{an8}durante un processo politico e', a mio avviso, un grosso errore.
{an8}MAGGIO 2016 GIORNATA DELLA VITTORIA PARATA PER IL 71ESIMO ANNIVERSARIO
MAGGIO 1945
{an8}Cari cittadini russi,
{an8}cari veterani,
{an8}cari compagni, soldati e marinai,
{an8}cari sottufficiali,
cari luogotenenti,
{an8}e cari Generali...
felice Giornata della Vittoria!
{an8}E' stato bello partecipare a quella parata.
{an8}La marcia, la precisione... quell'orgoglio.
{an8}Mi e' piaciuto anche il fatto che abbiano partecipato le donne.
{an8}E' stata la prima partecipazione, per il Battaglione Femminile.
{an8}Ho visto che c'era anche il signor Gorbachev. Non smetteva di salutarlo.
{an8}Si', fa parte del protocollo inviarlo a queste cerimonie ufficiali.
{an8}Si', ma mi riferisco al fatto che non abbia smesso mai di salutarlo, mentre andava via.
{an8}Non mi ero accorto che fosse li'.
{an8}Vi siete mai incontrati?
{an8}L'ho invitato al Cremlino, e' venuto nel mio ufficio.
Quindi vi incontrate spesso?
{an8}- Si', non intendo di recente. - Si', molti anni fa.
{an8}Di sicuro la supporta riguardo a quella questione della NATO.
{an8}Si', e anche per la questione in Crimea. Si e' fatto una sua opinione.
{an8}Riguardo alcune cose ci troviamo d'accordo e per altre no.
Lui ha un'opinione riguardo certe cose e...
{an8}E' un peccato che non ci fosse anche l'ambasciatore americano.
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