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Vediamo un po', allora... Contabile in una concessionaria.
Animatrice di un villaggio turistico.
Responsabile vendite in un fast-food.
Ha un curriculum ricco.
- Come mai cambia lavoro spesso ? - Mi piace affrontare nuove sfide.
Perché vuole migliorare o perché non sa mantenere un impegno ?
Io...
- Tutto bene ? - Potete scusarmi un momento ? - Certo.
Signorina, tutto bene ?
- Andrea. - Ehi. - Ehi.
- Enrico mi ha detto di ieri. - Che pettegolo !
- Come stai ? - Me lo chiede Agnese o la direttrice sanitaria ?
Ho interrotto farmaci ed elettrostimolazioni.
Non pensi che sia il caso di prenderti dei giorni di riposo ?
- No, se resto da solo, mi faccio delle domande. - Che domande ?
Questo non te lo ha detto Enrico ?
Lui sostiene che il mio inconscio avrebbe generato delle allucinazioni
per proteggermi. - Proteggerti da che cosa ?
Proteggermi da... un ricordo che stavo risvegliando.
Qualcosa di davvero orribile.
Non capisco che ci possa essere di più orribile della morte di Mattia.
- Infatti. - Anche se ci fosse, io non lo voglio più sapere.
Scusa.
Rispondi pure, tanto devo andare.
Anzi, mi spiace avere alzato tutto questo polverone per niente.
Ciao.
- Che cosa vuoi ? - Allora Andrea ha parlato con quella donna ?
No, non ti devi preoccupare. I suoi ricordi non torneranno.
- Tu che ne sai ? - E' stato un falso allarme.
- Ora ha smesso le stimolazioni e i farmaci. - Sembri dispiaciuta.
Al contrario. Ora non dovrò più ricevere queste chiamate.
Andrea è libero.
Buongiorno, che cosa abbiamo ?
La paziente è stata ricoverata per un forte prurito diffuso.
Lo abbiamo calmato con degli antistaminici.
Ora ha febbre moderata e congiuntive arrossate.
- Allergica ai pollini, giusto ? - Sì.
Ho fastidi a pelle e occhi in questo periodo dell'anno, ma mai così.
- Ha assunto dei farmaci di recente? - Paroxetina.
- Non mi ha mai dato effetti strani. - E' uno psicofarmaco.
Soffre di qualche forma di depressione ?
Ho qualche episodio da un po' di tempo, ma è una vecchia storia.
Deve essere un forte attacco allergico. A dopo.
Dunque l'allergia è un'ipotesi.
Non escluderei un'intossicazione da paroxetina.
-Forse la paziente ha aumentato la dose. -Si vede dal tossicologico.
Facciamo patch test per l'allergia e tossicologico ?
O ha esagerato con altro, alcol magari. Non vi è sembrata nervosa ?
Sì, quando le parlavamo, faticava a guardarci negli occhi.
Non divaghiamo. Patch test, tossicologico.
Controlliamo azoto ureico, cloro e fosforo
per escludere problemi renali e creatinina.
Io chiamerei il suo psichiatra.
Per chiedergli se possiamo sospendere i farmaci ?
-E per conoscere meglio la paziente, no ? -Okay, andate.
- Sei di fretta oggi ? - Ho il consiglio di facoltà
e poi entro in un tunnel di riunioni da cui non uscirò mai.
Pensavo che restassi a casa.
Perché ho scoperto che parlavo con l'amica immaginaria ?
- Che cosa pensi di fare adesso ? - No, basta, fermo tutto.
Non posso permettermi altre allucinazioni.
Non vuoi scoprire che cosa le ha scatenate ?
La cosa orribile che dice Enrico ? No, grazie, non mi interessa.
Giulia.
A me dispiace di avere illuso anche te.
Io ero certo che avrei recuperato anche i nostri ricordi.
Non so come spiegartelo, ero come in trance.
Certo, lo capisco.
E... noi due ?
E' stata anche quella un'illusione ?
Con ciò che ho passato, mi preoccupo di me. Scusami.
-Non so come mi è venuto in mente... -Non devi scusarti.
La verità è che me lo chiedo anche io.
-Non voglio farti soffrire di nuovo. -No, nemmeno io lo voglio.
- Ci prendiamo un po' di tempo ? - E' la cosa migliore, sì.
Vado a finire il giro.
Sangue e urine ?
- Non preoccuparti, mi occupo io delle analisi. - Okay.
No, facciamo io le analisi e tu lo psichiatra.
Così puoi confrontarti con un professionista esterno.
Okay. Grazie.
- Ah, siamo andate al mare ieri ! - Ho avuto un problema a casa.
- Scusami, spero niente di grave. - Guarda, lascia stare.
Tu invece ? Che cosa è successo con Riccardo ?
- Ah, no, niente, perché ? - Non so, vi vedo un po' distanti.
Fino all'altro giorno mi sembrava
che ci fosse un certo feeling tra voi.
No, è il nostro tutor.
- E' inopportuno, no ? - Sì, infatti. - Infatti.
Va bene, vado che ho un paziente.
Lin.
- Ciao. - Ciao. - Come... Come stai ?
Benissimo, se non ti vedo.
Lentini, andiamo, sennò Martina dice che siamo sempre in ritardo.
Forza ! Andiamo !
- Ti è successo altre volte ? - No.
Se sapevo che trovavo una dottoressa come te, svenivo prima.
- Va' là ! Non fare il "bambo" ! - Esatto.
-Mio padre dice di invitarti a cena. -No.
Ti ha detto di non fare il cretino. Sono di Foppolo.
- Sei bergamasca, davvero ? - Sì. - Questo è un segno, no ?
- Martina, giusto ? - Sì. - Piacere, Stefano.
Eccoci, scusate. Che succede ?
Il paziente ha perso i sensi in cantiere.
Ho avuto un calo di zuccheri, ho fatto colazione all'alba.
Smettila e di' ai dottori che hai fatto ieri notte.
- Siete tenuti al segreto professionale ? - Sì.
- Ciò che dici sarà usato solo per fini medici. - Allora...
Ieri ho fatto una cosa... un po' particolare.
Hai usato stupefacenti ?
No, peggio. Ho ballato tutta la notte salsa e merengue.
Va in discoteca tre volte a settimana, poi sviene in cantiere.
Capisco, però stanchezza e cali di zuccheri non spiegano
febbre e respiro affannato.
- Emocoltura e urinocoltura, prepariamo l'ecocardio. - Tac? - Sì.
-Se mi fate una Tac al cuore, batte già per una dottoressa. -Bene.
In realtà pensavo alla testa per capire se c'è dentro qualcosa.
- Grazie, Martina. - Ben detto !
Mandami il risultato che ho qualche dubbio.
- Noi andiamo a lavorare, voi restate qui, grazie. - Salve.
Dopo due allenamenti in acqua mi hanno presa in squadra.
- Sarebbero stati folli a non farlo. - Non ce l'avrei fatta senza di te.
Sì, probabilmente è vero.
Sono stato solo il medico giusto al momento giusto.
- Forse per te sarà la normalità. - Non direi.
- L'altro giorno ho perso un paziente di 30 anni. - Mi spiace.
Anche questa è la normalità in ospedale.
Mi sembri un po' stanco.
- E' la base in ospedale. - Perché non passi in piscina dopo ?
Siamo tutte atlete e atleti con disabilità.
- C'è una bellissima energia. - In piscina ?
- Riccardo. Buongiorno. - Buongiorno.
- Abbiamo un problema con Lia. - Sì, arrivo.
- Grazie dell'invito, vedo se riesco a passare. - Ti aspetto.
- Che succede ? - E' gialla.
Scusa.
- E' ittero. - E' grave ? - Dipende.
- E' sintomo di un problema al fegato. - Posso ?
- Se metto qui, ti fa male ? - No. - Permesso ? - Tu che ci fai qui ?
Sono venuto a trovare la mia ex moglie in ospedale.
Non serviva, un giorno e sono fuori.
- Ah ! Lì fa male ! - Qui fa male ? - Lì fa male.
- Nelle ultime ore ha avuto sensazioni di nausea ? - Sì.
Allora non c'è dubbio, è un problema al fegato.
- Non è la solita allergia. - Avete problemi epatici in famiglia ?
- Mi sembra di no. - "Mi sembra" non è sufficiente.
C'è qualche parente a cui puoi chiedere per esserne sicuri ?
- Non ho più nessuno. - Forse qualcuno ci sarebbe.
Di che ti impicci ? Non ho più nessuno.
A parte l'ittero che è venuto fuori dagli esami ?
C'è una moderata allergia alle graminacee.
Azoto, cloro e fosforo sono normali.
C'è un notevole aumento di transaminasi, fosfatasi, bilirubina.
- Lo psichiatra ? - Possiamo sospendere la paroxetina.
-Ha detto qualcosa sulla personalità della paziente ? -No.
Mi ha detto che non può, segreto professionale.
Ovvio, però poteva esserci utile qualche elemento.
Se ci fosse, lo avrebbe detto. Non è un caso di abuso di farmaci.
- Magari è abuso di alcol. - Quella parla chiaro, litiasi o epatite.
Ecografia e markers per epatite.
- C'è un'altra cosa, Doc. - Sì. - La paziente è molto nervosa.
Prima la depressione, adesso la storia dei parenti.
Dice di non averne e l'ex marito sostiene che ne abbia.
- Che proponi ? - Insistere, parlarle.
Se parliamo con dei parenti, possono darci informazioni utili.
Okay, procedete pure. Buon lavoro.
- Andrea ! - Sì.
Non è meglio se ci parli tu con la paziente ?
Non posso, ho riunione con la Marabini.
Fammi avere i risultati dei test, okay ?
- Che ha oggi Doc ? - Gli hanno risparato ?
Ha molto da fare, non gli stiamo addosso.
- Ci sono novità ? - Vorrei parlarti.
- Mi devo preoccupare ? - No, se sei sincera.
Il tuo fegato ha un problema.
Una causa possibile è l'abuso di alcol.
- Perché pensi che sia alcolizzata ? - Soffri di depressione.
So gestire gli episodi senza abusare di niente.
Per noi sarebbe molto importante potere parlare con un tuo familiare.
Che cosa della frase "non ho nessun familiare" non capite ?
Il cuore è a posto.
- Quando stacchi ? - Tra poco, perché ?
Vado a una serata di ballo latino-americano.
- Vuoi venire con me ? - Senti, Tony Manero, per cortesia, eh.
- Finché non capiamo che hai resti qua. - Esco la sera, rientro domani.
Non esiste proprio, hai ancora la febbre.
Domani facciamo Tac e altri esami. Resti almeno altri tre giorni.
- Tre giorni ? - Sì. - Minimo.
- Lo dite voi a mio padre ? - Sì.
- Tre giorni ? - E' il tempo che ci vuole.
Abbiamo un lavoro da finire, abbiamo perso già tutto oggi.
- Suo figlio non è in condizioni di lavorare. - Pensate che sia grave ?
Dobbiamo fare altri esami prima di iniziare a ragionare su ipotesi.
Io te lo dico, i cartongessi che toccavano a lui io non li faccio.
- Okay ? - Ehi, abbassa la voce che siamo in ospedale.
Invece la alzo, così mi sente. Ci prende in giro per stare a letto!
- Non dire così di tuo fratello. - Pensa solo alle donne e a ballare.
Se pensa che faccio il suo lavoro, se lo scorda.
- Lo scusi. - Non si preoccupi.
Mi intendo di rapporti difficili tra fratelli.
Sono come il giorno e la notte. Non so che fare, quando mi ritiro.
Iniziamo con il fare guarire Stefano. Andiamo.
Disturbo ?
La paziente ! Scusami, sono stato travolto.
- Sono tornata io a parlarle. - Hai scoperto se ha dei familiari ?
- Insiste che non ne ha. - Forse è vero. - Forse, chissà.
- Ti abbiamo visto poco in reparto oggi. - Hai ragione, mi dispiace.
Avevo un sacco di arretrati da smaltire.
-Appena arrivano i referti li leggo. -I referti ? -Sì.
Come si chiama la nuova paziente ?
- Non mi ricordo. - No, non lo hai mai chiesto.
Io capisco la paura di scoprire che c'è nel tuo passato.
Avere paura di conoscere meglio i pazienti non è da te.
Mi sono solo dimenticato di chiedere un nome, non è una tragedia.
Adesso scusami, ma ho molto da fare.
C'è sempre un fisioterapista che li segue e un gran lavoro posturale.
E' grandioso, è una cosa pazzesca.
- Oh, biondo, ancora ? - Già.
Stavolta vi evito il remake de "Lo squalo" in versione piscina.
Perde sempre il sangue dal naso.
E' qualche giorno che salta gli allenamenti.
- E' sempre la stessa narice ? - Sì. - Posso ?
Varice del setto, si cauterizza in una mattinata.
Ve lo avevo detto che era un medico "in gamba".
No, lo ha detto veramente ?
- No, questo è body shaming! Da te? - Dài!
Buongiorno.
- Non era di turno Milesi stanotte ? - Gli ho dato il cambio.
Ti hanno cacciato di casa ?
- Non sono affari tuoi. - Che cosa pensi di fare, Lin ?
Ti vuoi trasferire qui tipo operaia di una fabbrica cinese ?
- No, chiedo al papi gli "sghei" per comprare tutta la baracca. - Scusa.
Stereotipi uno pari.
- Lin ? Ci chiama Giulia. - Arrivo.
Se lo dici a qualcuno, pubblico le tue foto compromettenti.
Che foto ? Come "compromettenti" ?
Foto con la camicia stropicciata. Paura, eh ?
Buongiorno.
Come stai oggi ?
- Mi hai sentito ? - Sì.
- Sì, sto bene. - Scusa, guardami.
- Ha le pupille dilatate. - Passami carta e penna.
Guarda, riesci a ricopiarli uguali ?
Ecco.
Che cosa mi succede ?
Tranquilla.
Chi ha detto che si dorme male negli ospedali ?
- Febbre ? - 38.
Peccato solo per la serata persa ieri di latino-americano.
- Pressione ? - 130 su 90.
- Tu che cosa hai fatto ? - Ho studiato.
Ma... hai commesso un crimine ?
- No, perché ? - Sembri una condannata.
- Fatti una vita, vai a ballare ogni tanto. - Ho una vita.
Non sono portata per il ballo.
Tutti siamo portati, è che non hai trovato la persona giusta.
E' una verità scientifica, te lo dimostro.
Non mi sembra il caso.
Coraggio, fallo per la scienza.
C'è del talento.
Però ! Eh !
Aspetta.
- Spogliati. - Dopo un solo ballo ? - Togli la maglia, devo controllare.
Che mi succede ?
Potrebbe essere una collagenopatia. Spiegherebbe la porpora e il resto.
- La Ehlers-Danlos ? - E' un muratore, va a ballare spesso.
- Avrebbe continue distorsioni. - Altre collagenopatie ?
- Marfan ? - No, mancano gli altri segni somatici. - Altro ?
E' un problema più nascosto.
Fategli una Tac total body con mezzo di contrasto, in fretta.
- Ha tremore a flapping, giusto ? - Come lo sai ?
Sono arrivate le analisi poco fa. Allora...
Glutamil-transferasi e bilirubina sierica molto alte.
Fosfatasi alcalina tre volte il normale.
Valori così sono spiegabili da una colestasi.
Che cosa blocca il flusso biliare ? L'epatite ?
- No, gli esami escludono infezioni. - Un tumore, calcoli al fegato ?
- Li avremmo visti dall'eco addome. - Allora ? - La causa è interna.
- Che cosa intendi ? - Il fegato si sta autodanneggiando.
Colangite biliare primitiva.
Una sindrome autoimmune spiegherebbe ittero, prurito, valori sballati.
Cerchiamo autoanticorpi antimitocondriali e antinucleari.
Sì, intanto acido ursodesossicolico
e integratori di vitamine A, D, E, K.
Abbiamo poco tempo, la colestasi sta intaccando le funzioni cognitive.
Vuoi provare a parlarle tu per spiegarle la situazione ? Magari...
Non ha bisogno di parlare, ha bisogno di un fegato nuovo.
Inseritela nella lista trapianti. Intanto chiamo gli ospedali vicini.
- Niente scrub oggi ? - Ho riunione con l'ufficio legale.
Sì ? Sì, sono Fanti.
Ho una colangite grave, 35 anni.
No, il nome non me lo ricordo. Sì, ti faccio mandare la scheda.
- Allora, Inr ? - 3,5.
- Ti era già capitato ? - Che cosa ?
Di inserire un paziente in lista per un trapianto così urgente ?
Sì.
- La bilirubina sierica ? - 10.
Ed è finita bene ?
- Lo troveranno. - E' tardi.
- No ! Non dire così. - Sì. - Basta !
No.
- Fosfatasi alcalina. - 570.
Mi dispiace.
Ci si deve abituare.
- Avete fatto ? - Sì, l'ho inserita.
- La invio. - A che punto è nella lista ?
- Settantaduesima. - Rischia di non farcela.
Devo avvertire l'ex marito.
Farei di tutto per lei.
Le darei anche metà fegato.
- Vuole che controlliamo ? - E' inutile.
Abbiamo gruppi sanguigni diversi. Anche in questo siamo incompatibili.
Perché è finita tra voi ?
In realtà credo che non sia mai cominciata.
Lia è così.
Mi ha convinta a sposarla in poche settimane
e mi ha lasciato all'improvviso senza dire niente.
Non trova pace, lascia un lavoro dopo l'altro.
E' come se fosse sempre in fuga.
Mi è sembrato di capire che potrebbe esserci un familiare in vita.
Un familiare ha più possibilità di avere un fegato compatibile.
- E' un po' complicato. - Il rischio di morire semplifica molte cose.
Lia ha un fratello.
Non l'ho mai conosciuto, non è venuto al matrimonio.
Qualche mese prima è successo qualcosa fra di loro.
Lia non ha voluto raccontarmi che cosa.
Scusi, eh.
Eugenio non sa di che parla.
Se non mi aiuti, presto sarai in condizioni critiche.
Prenderò posizioni nella lista trapianti.
E' una scommessa pericolosa !
Rischi il tracollo epatico prima che arrivi un fegato adatto !
- Non ho alternative. - Ce le hai !
Avevo un pessimo rapporto con mio fratello. Si è ammalato.
Ho capito che è inutile odiarsi. Tutto si può risolvere.
- No, non tutto. - Come vuoi.
Ehi, tutto bene ?
Sembri arrabbiata.
- Forse sarai stanca. - Hai ragione, non va tutto bene.
Non posso fare tutto da sola, non sono capace.
- Stefano, tutto bene ? - Pensavo che non lo avrei mai detto, ma...
- Ma preferirei stare in cantiere. - Stefano, cominciamo.
- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno. - Che dice la Tac ?
- Niente di rilevante. - Perché mio figlio ha queste macchie ?
- Papà, calmati. - Purtroppo non lo sappiamo ancora.
Senta, se su un muro che ho tirato su spuntano delle macchie
io al cliente devo spiegare perché.
- Mica posso dirgli: "Non lo so." - Calmati.
Stai zitto ! Se non passavi tante notti fuori, magari non stavi qui.
- Papà. - Lasciami parlare ! - Papà, non ti vedo più.
- Come non mi vedi più ? - Papà... - Stefano ! Come non mi vedi ?
- Stefano ! - Martina !
Martina, emergenza !
- Che succede ? - In Intensiva, subito.
- Finita la riunione ? - Sì. - Hai un minuto per me ?
- Sempre. - Un corno, sono venuta io a cercarti. - Non giocavo a golf.
-Era una scusa migliore per stare lontano. -Non sto lontano.
- No ? - No. - Sapresti che Lia ha un fratello che non vuole chiamare.
Ricordami chi è Lia.
All'inizio pensavo che stessi tornando il principe bastardo
ma mi sbagliavo. Cominci a non somigliare più nemmeno a un medico.
- Giulia... - Una donna sta morendo.
Pensa a questo, non a farti il nodo alla cravatta.
Andrea non è più lui. Mi dici che è successo con quella donna ?
Non posso, è un mio paziente.
- C'è il segreto professionale, lo sai, non posso. - Okay.
E' anche il mio primario ed è un amico. Voglio aiutarlo.
Tesoro mio, lo aiuti di più restando...
Restando come ? Zitta ? Buona ? Al mio posto ? Ossequiosa ?
Inconsapevole, lo aiuti restando inconsapevole.
- Non mi piace, quando hai segreti con qualcuno che conosco. - Che ?
- E' lavoro, il mio lavoro è così. - Non è solo lavoro, è Andrea.
- Signor Rota. - Che cosa è successo a mio figlio ?
- Ha avuto un'ischemia. - Una parte del cervello non ha ricevuto sangue.
- Rischia di morire ? - Ora è stabile.
Se non capiamo il problema, la prossima ischemia può essere fatale.
Deve essere colpa delle notti passate fuori.
Noi siamo muratori. Sveglia all'alba, al tramonto a letto.
Se sgarri, lavori male o finisce che ti ammali.
Ma lui... Lui niente, non mi vuole ascoltare.
Non mi vuole ascoltare.
Posso controllare una cosa ? Mi scusi.
Guardate qua. Nevi blu, macchie pigmentate, lentiggini.
- Che cosa vi fa pensare ? - Mixomi. Pensi al complesso di Carney ?
Che succede ?
Ma che cosa c'entra con Stefano ?
E' ereditario.
I mixomi possono formarsi nel cuore. Provocano attacchi ischemici.
Mio figlio ha problemi al cuore ?
Se è come pensiamo, possiamo salvarlo con una operazione.
Damiano è stato un grande.
- Avete capito che ha quel ragazzo ? - Un mixoma al cuore.
Abbiamo verificato con ecocardiogramma transesofageo.
- Damiano l'ha capito dai nevi blu del padre. - Ora ?
Lo operano stanotte.
- Sbaglio o inizia a piacerti lavorare qua ? - A me ? - No, a me.
No, è che certi giorni passano un po' più in fretta.
- Tutto qui. - Mmm.
-Me ne vado, perché c'è la colonnina libera sotto casa mia. -Buon per te.
Tu che hai deciso di fare ? Dormi ancora qui ?
Non è l'ideale, ma c'è di peggio.
Se vuoi, casa mia è libera.
Nel senso che ho una stanza degli ospiti già pronta, grande.
- Che dici ? - Scherzi ? I miei mi ammazzano.
Beh, però ormai sei fuori casa. Non devi chiedere il permesso.
No ?
Eccoci qua.
E' questa.
- Ti piace ? - Caspita, sì ! Complimenti.
La cena arriva a minuti. Se hai bisogno, lì c'è il bagno.
Tu davvero abiti qui da solo ?
Ci sono cresciuto.
Poi i miei si sono separati.
Mia madre è andata a vivere in India dove segue dei corsi di yoga
e mio padre a Zurigo con la sua nuova compagna e la loro figlia
dove ha anche una seconda clinica.
Non so se sei molto fortunato o molto sfortunato.
- Non è l'ideale, ma c'è di peggio. - Già.
Eccola ! Sarà la cena.
Avanti !
- Ciao, Enrico. - Barbara.
Prima di andarmene, volevo ringraziarti per oggi.
- Ringraziarmi di che cosa ? - Per ciò che hai fatto a mensa.
La cosa dello yogurt... Insomma, volevo dirti che ho apprezzato.
- Quale cosa ? - Lo capisco, non preoccuparti.
Queste piccole cose sono importanti per me.
Hai stretto il vasetto con la mano piena, l'ho notato.
Hai toccato il mio yogurt preferito ai cereali.
Quando lo hai lasciato lì perché lo prendessi io
è stato come ricevere una carezza.
- Io credo che ci sia un equivoco. - Nessun equivoco, non preoccuparti.
So che non puoi fare di più adesso.
Quando andrò a mensa, anche se non ci incontreremo
saprò che avrai toccato tutti gli yogurt e io farò altrettanto.
Buona serata, Enrico.
A domani.
- Come siamo messi nella lista ? - Bassi, molto bassi.
Possibili donatori in ospedali vicini ?
Ti rendi conto che cosa assurda ?
Sperare che muoia qualcuno perché non muoia la propria paziente.
Non sai che chiedere a Dio in queste situazioni.
Bella cravatta.
E' molto...
'notte, Doc o chiunque tu sia.
Chi sei ?
Un medico, ci siamo conosciuti ieri.
Ah... Sei il simpaticone che diceva che era solo allergia.
- Lui. - Che c'è, soffri di insonnia ?
- Una specie. - Io no, lasciami dormire.
La Giordano dice che non vuoi chiedere aiuto a tuo fratello.
- Ti ha mandato a farmi cambiare idea ? - No, anzi.
- Conosco una persona che vorrei evitare a ogni costo. - Un parente ?
Sì.
Un medico.
Ha combinato un sacco di casini.
Trattava male i suoi colleghi.
Ha completamente rovinato il suo matrimonio.
Non si è accorto che suo figlio stava morendo.
Dicono che abbia fatto anche di peggio.
Non capisco che ci sia di peggio
che perdere tuo figlio per colpa tua.
Una cosa c'è.
Essere la causa della perdita del figlio di qualcuno che ami.
Mio fratello e sua moglie hanno faticato ad avere figli.
Si erano quasi arresi.
Poi è nato Mirko.
Erano così felici.
Per il loro anniversario volevo dare loro qualche ora di libertà
e tenere il bambino con me, nella piscina di un amico.
Non l'ho mai perso di vista, mai.
Solo un attimo.
Proprio quando lui è scivolato dove non toccava.
Aveva solo due anni.
Mi dispiace.
Non sono più riuscita a guardare in faccia mio fratello.
Lui non mi ha più cercata.
- Magari se sapesse come stai, vorrebbe vederti. - Che gli dico ?
"Ciao, ti ho portato via tuo figlio. Non è che mi regali mezzo fegato ?"
Male che vada, gli dài una buona giustificazione per dirti di no.
Se quel tuo parente stesse morendo e tu potessi salvarlo, ci andresti ?
E' già morto, non lo rivedrò più.
L'ufficio del personale mi ha mandato la scheda di Barbara.
Aveva preso un'aspettativa dopo un episodio simile.
Si era convinta che un paziente provasse dei sentimenti per lei.
Sindrome di De Clérambault.
Aveva anche seguito un percorso terapeutico.
-Sembrava pronta per tornare alla sua vita. -Sono uno psichiatra.
Non ho riconosciuto i segnali di un disturbo delirante.
Ero fiero di fare ancora colpo ! Sono un idiota !
Beh, perché sei l'oggetto del suo delirio ossessivo.
L'importante è che lo sappiamo.
- Dobbiamo informare subito la direzione. - No, aspetta.
Barbara cercava di rimettersi in sesto
però con un secondo episodio perde il lavoro.
- Non può lavorare con un disturbo delirante. - Ce lo ha con me.
Ora che lo so, so come trattarla. Le parlerò da psichiatra.
Io posso aiutarla a uscire dal delirio.
Non puoi essere l'oggetto del disturbo
e chi la aiuta ad affrontarlo. - Perché no ? E' la cosa migliore.
Mi confronterò con il suo psicologo. Ci vorrà tempo, ma posso farcela.
- Mi raccomando. - Sì.
- Enrico, mi raccomando. - Sì.
Buongiorno.
Lo sapevo che mi avresti spezzato il cuore.
Troverai compagne di ballo migliori di me.
Ascolta, hai visite. Te la senti ?
Che ci fate qui ?
- Il cantiere ? - Per una volta aspettano.
No, appena esco faccio i cartongessi, giuro.
Li ho già fatti io, "ligusù".
- "Ligusù" è un complimento. - Sì.
Lo dico la mattina a mia sorella, quando voglio che si alzi dal letto.
- Buongiorno, Doc. - Buongiorno.
- Come sta Lia ? - I parametri peggiorano.
Il fegato non reggerà a lungo.
Abbiamo segnalato il peggioramento, ma è ancora indietro nella lista.
Sto andando da lei, vuoi venire ?
Le ho parlato ieri sera. Non credo di esserle utile.
Scusate, c'è una persona che vuole parlare con il medico di Lia.
Dice di essere suo fratello.
- Salve, sono Fanti. - Piacere, Guido.
- Lei è mia moglie Michela. - Piacere.
Ho saputo che mia sorella è ricoverata qui.
- Sì, chi vi ha informato ? - Lia mi ha mandato un messaggio stanotte.
Ha scritto che ha un problema al fegato.
- E' grave ? - Sì, stiamo cercando un donatore.
- Senza trapianto non ha speranze. - Possiamo vederla ? - Certo.
Lia, scusami.
Sembra che tu abbia visite.
Ciao, Lia.
Non dovevo scriverti. Scusate.
Che volevi fare, aspettare di essere morta ?
Forse sarebbe meglio, no ?
Senti... Sì.
Abbiamo pensato che non era Mirko a dovere morire, che non era giusto.
Abbiamo anche provato a dimenticarti, ma...
Ma a che cosa è servito ?
Io e Michela abbiamo deciso di voltare pagina.
Avremmo voluto dirtelo più avanti.
Abbiamo iniziato un percorso per un'adozione.
Non è facile per una coppia che ha perso un figlio.
Ci hanno giudicati idonei.
Fra un mese incontreremo una bambina che ha bisogno di una famiglia.
Secondo me le farebbe comodo una zia.
- Non so che cosa dire. - Basta un sì.
A proposito, mi pare di avere capito
che tu abbia bisogno di un pezzo di fegato, giusto ?
La donazione da consanguinei
garantisce ottime aspettative di vita.
Davvero lo faresti ?
Con tutto il fegato che mi hai fatto venire in questi anni...
Almeno lo uso per qualcosa.
Offro da bere, abbiamo un donatore per la paziente.
Anche io e Fede dobbiamo festeggiare !
- Il nostro paziente è fuori pericolo. - Bar Milano ?
Scusa ? Ha detto "bar Milano" ? Il bar quello degli sfigati ?
Come le definisci delle persone che festeggiano un trapianto di fegato
rovinandosi il fegato con l'alcol ? - Giusto.
- Bar Milano sia. - A che ora facciamo ?
Ragazzi, scusate, io non posso venire.
Scusa, è dall'inizio che vuoi portarci al bar Milano.
Sì, lo so, ma stasera c'è la gara della squadra di Laura.
- Se vincono, andiamo a bere. - Sarà per il prossimo fegato.
Sì ?
- Doc. - Sì ? - C'è una paziente che ti cerca.
- Qui ? - La mando via ? - No, falla entrare.
- Lia. - Buongiorno. - Buongiorno.
Grazie.
Speravo di vederti oggi, ma non sei più passato in reparto.
Hai ragione. Ho avuto un sacco di cose noiose da sbrigare.
Me lo ha detto la Giordano.
- Ti ha mandato lei ? - No, perché doveva ?
Niente, lascia stare.
- Che c'è ? - No, è che mi fa strano stare in pigiama in un ufficio
davanti a un uomo in camicia e cravatta.
-Meglio ? -Se andavi avanti, non mi offendevo.
Volevo ringraziarti.
- Non sono io che ti ho convinta a chiamare tuo fratello. - No.
Non mi hai evitato. Mi sono sentita meno sola e mi è bastato.
- Mi spiace che tu non possa fare lo stesso. - Di che parli ?
Di quel tuo parente morto.
Anche se aveva fatto qualcosa di orribile
stareste meglio entrambi ritrovandovi.
Ti lascio alle tue cose noiose.
Stai meglio senza cravatta, sai ?
Non sei la prima che me lo dice.
Giulia !
Volevo chiederti scusa. Negli ultimi giorni sono stato piuttosto assente.
Hai convinto Lia a fare la cosa giusta.
Se non fosse stato per te, non ci avrei nemmeno provato.
Ascoltami, io non voglio più evitare il mio passato.
Mi aiuteresti a scoprire che ho fatto di così orribile ?
- Sì, certo. - Potremmo scoprire qualcosa che non ci piace.
- E' il nostro mestiere, siamo medici. - E' giusto.
- Nuovo ricovero ? - Dal Pronto Soccorso.
E' già in camera. Ha dei sintomi strani, non so da che partire.
Me ne parli mentre andiamo. Voglio prima vederlo di persona.
Ora sì che ti riconosco.
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