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- Non ti mollo ! - Leo ! - Non ti mollo !
- Tienimi, Leo ! - Non ti mollo, amore !
- Aiuto ! - Aiuto !
- Aiuto ! - C'è qualcuno ? Aiuto !
- Resisti, amore. - Aspetti ! Arriviamo. - Oh !
- Grazie, ragazzi. - Vai.
- Grazie. - Così. - Piano. - Ecco.
- Grazie, ragazzi. - Come sta ?
- Tutto bene ? - Grazie. - Le do una mano, venga.
- Dammelo ! - Lasciami ! - Che fai ? - Molla !
- Che fai, oh ! - Oh ! - Via ! - Che stai facendo ?
Dài, dài, dài !
Alla polizia non ci crederanno, Leo.
Oh.
Stai bene ? Leo ?
Non ho più le forze. Non riesco ad alzarmi.
Grazie. Senza di te non sarei riuscita a tornare in corsia.
Ho fatto un bel lavoro, visto che te ne vai di nuovo.
- Eccolo ! - Agnese ! Assisti al ritorno della mia memoria ?
Andrea, l'esito non è scontato, almeno non subito.
Non resto, è il mio primo giorno da direttrice sanitaria.
Non ti vedo entusiasta.
No, sì, certo, è che ho solo paura che tu non sia preparato, tutto qui.
Devo andare.
Buon lavoro.
- Iniziamo ? - Sì. - Mi hanno riempito di cose da fare.
- Si sdrai. - Sì.
- Con che iniziamo ? - Come abbiamo finito tre anni fa.
Stimolazione transcranica a corrente continua.
Perché stavolta dovrebbe funzionare ?
Il tuo cervello ha dato un segnale e la terapia è migliorata.
Ti aggiungo un farmaco che dovrebbe abbassare la soglia del controllo.
- Vado ? - Sì.
Oh !
- Guardati ! - Sei un cretino !
- Sei un cretino ! - Che faccia hai fatto !
- Scusa, non ho resistito. - Ricominciamo.
Cominciamo, tiriamo fuori il bastardo da qui dentro.
Poi con lui ci parlo io.
Il giorno in cui sono arrivato
ha costretto uno specializzando a lasciare Medicina davanti a tutti.
Aveva messo a rischio la vita di un paziente.
- Fanti era severo, ma non pazzo. - Giusto. Pazzo lo è diventato dopo.
Tornerà come prima ?
Ricordare chi era non significa dimenticare chi è.
Sarà severo e pazzo.
Un paziente ha passato la notte al Pronto Soccorso
per un episodio di astenia e diplopia. Leonardo Ferri.
Ha subìto un forte stress fisico ed emotivo.
Allora è normale che possa sentirsi spossato e vederci doppio.
Qui dice che dopo la notte sono passati i sintomi.
- Perché l'hanno mandato ? - "Richiesta indagini per diplopia."
Procedete con visita e anamnesi e valutiamo se le indagini servono.
Altrimenti va a casa.
Mi raccomando, mi servono entro pranzo.
- Vincenzo, hai capito dove sono ? - Sì. - Vai.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Buongiorno ! Vedo che ha ritrovato forza e visione corretta.
- Buongiorno a voi. - Buongiorno. - Siete qui per l'anamnesi immagino.
I soliti "schiavizzandi" a cui fanno fare tutto ?
Lo dico con un certo rispetto.
Mi hanno operato al menisco e leggo dei blog di vostri colleghi.
Si capisce che i policlinici stanno in piedi
grazie a voi specializzandi.
Grazie intanto, allora cerchiamo di rimettere in piedi lei.
- La dottoressa Wang le misurerà la pressione. - Sì. Si accomodi.
Ha avuto una serata particolare ieri sera.
Per quanto tempo è rimasto in tensione reggendo la sedia ?
- Non saprei, dieci minuti ? - Dieci minuti...
- Ha avuto altri casi di diplopia ? - Una o due settimane fa.
Ultimamente mi capita di sentirmi spossato.
- Capita spesso di sentirsi stanchi. - Stanchi sì.
Spossati no, non a me.
- "Wang" come ? - Wang Lin. - Wang Lin.
Abbiamo un problema, Ferri sta meglio di me. Non si ammala mai.
Frequenta i medici solo come avvocato della FarmaDream.
Valori nella norma, nessuna familiarità con malattie.
- Non assume farmaci. - Dov'è il problema ? Prepara le dimissioni.
Il problema è che è convinto di avere qualcosa. E se ha ragione ?
Sapevi che in Cina si chiamano nel linguaggio parlato
prima per cognome e poi per nome ? Cioè, dovremmo chiamarla "Wang Lin".
"Wanglin", tutto attaccato.
- C'entra con l'anamnesi ? - Sì, perché me lo ha detto Ferri.
Sa tutto di tutto, si interessa di qualsiasi cosa.
Un tipo come questo non sta in ospedale per niente.
- Se dice che ha qualcosa, forse ha ragione. - Può dirci che cosa.
- Dice che spesso si sente spossato. - Scusate.
Leonardo Ferri è mio marito.
Posso dirvi che con la vita che fa è normale che sia spossato.
Ha sempre avuto un'energia fuori dal comune.
Potrebbe avere un metabolismo o una situazione ormonale particolare.
Da quando ho avuto l'incidente, non regge i ritmi che si è imposto.
- Sono tre anni ormai. - Che è successo ?
Accompagnavo mia figlia a una gara. Lei fa atletica.
Un'auto ci è venuta addosso. Sara per fortuna si è rimessa del tutto.
Da allora è Leonardo che ci accompagna a ogni gara.
Dice che c'è lo smart working, ma è il legale di una multinazionale.
Dorme a stento.
- Torna dai viaggi e magari mi porta fuori come ieri. - Sì.
Suo marito deve imparare a riposare di più.
Glielo giuro, ho provato a dirglielo in tutti i modi.
Stanotte ha raggiunto un livello estremo di stress psicofisico.
- Spiega astenia e diplopia. - Me lo hanno detto al Pronto Soccorso.
- Non sono d'accordo. - Amore... - Il ricovero non è un dibattimento.
E' una decisione che il medico prende in modo obiettivo.
C'è medico e medico e voi siete i migliori.
Riuscirete a capire che ho. C'è il dottor Fanti ?
- Sarei curioso di conoscerlo. - No, è impegnato.
- Faccio firmare le dimissioni alla direttrice sanitaria. - Non serve.
E' un mio diritto vedere il primario. Aspetterò.
Come ti senti ?
- Bello carico. - Un po'.
Ci vorrà sempre tanto ? Devo trovare il tempo per farlo.
Ci vuole quanto dico io. Comunque sì.
Qua ti appunti i sogni che farai.
Per via della terapia saranno pieni di dettagli.
Ci serve a capire se anche da lì possono emergere ricordi. Poi...
- L'ultima volta... - Lo so.
Ti puoi fidare, anche perché non hai scelta.
Se tutto va bene, riavrai indietro la tua vita tutta intera.
Io pubblicherò il più innovativo studio sulle neuroscienze
degli ultimi anni. - Certo.
- E' Giulia. - Ecco, appunto.
Se ti ricorderai della vostra storia
la cosa avrà ripercussioni anche su di lei.
Sì, ma non come pensi tu. E' passata sopra alla cosa.
Il suo unico problema ora è "tenermi in riga".
- Doc dice che sta arrivando. - Sarà meglio per lui.
Il suo Rottweiler personale è di ronda.
- Tu dici che funzionerà questa cosa della memoria ? - Lo spero.
Almeno si ricorderà di come si fa a fare il primario.
Lei è la signora dell'Intensiva ? Va al 26. Lei è il marito ?
- Sì. - Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.
Allora, Giada Manni, 79 anni
arrivata in fibrillazione atriale ad alta risposta ventricolare.
Dopo 36 ore in Intensiva, ha un ritmo cardiaco normale.
- Presenta ancora fasi di fibrillazione. - E' stata colpa mia.
Non ho controllato e Giada ha fatto confusione con le medicine.
Il peggio è passato. Sarà sotto osservazione.
- Teresa, dove sono i ragazzi ? - Lì. - Martina ! Federico !
- Andate al 26 e iniziate con l'anamnesi. - Buongiorno. - Salve.
A me sembra di ricordarmi di lei.
- Noi ci conosciamo ? - Puoi firmarmi una dimissione ?
Dovrebbe ricordarsi che non firmo dimissioni
senza prima visitare il paziente. - Ci ho provato. Ti aspetta.
Ti dirà che vuole restare, ma non c'è ragione.
- Possiamo liberare il suo letto. - E' interessante.
- Perché non vuole andarsene ? Che ha ? - Professore.
Professore, le avevo fatto una lista di priorità.
- Il giro visite è fra le ultime. - Prima avevo l'assistente ?
Ne avevi due, ma non avevano bisogno di inseguirti dappertutto.
- Gestivamo il reparto tenendo conto dei tuoi impegni. - Me lo insegni ?
E' facile, lasciavi a me la decisione
della dimissione di un paziente come questo.
- No, non me lo ricordo. Dovremmo rivedere le priorità. - Professore.
No, no, no...
Ci beviamo una birra stasera ? Il primo che stacca fa un fischio ?
- Ecco. - Grazie dell'aiuto. - Si figuri, dottore.
- Salve. - Buongiorno.
- Parente o collega ? - Assistente, cose di lavoro.
- E' il famoso professor Fanti. Lieto di conoscerla. - Piacere mio.
Mi dicono che lo stato di stanchezza eccessiva la preoccupa.
So che è la stanchezza e questa roba è diversa.
Magari ha raggiunto un limite che non pensava di avere.
- Senta, Fanti... - Possiamo darci del tu ? Le dispiace ? Andrea.
Assolutamente ! Andrea, io conosco la tua storia e ti ammiro molto.
Potevi lasciarti andare al tuo stato
invece hai deciso di riprenderti la tua vita.
Non del tutto, ma ci siamo quasi.
Mi ricordi molto il medico che mi ha salvato da ragazzo.
Un neuropsichiatra mi ha aiutato a riprendermi la mia vita.
- Che ne avevi fatto ? - Niente.
Semplicemente non sapevo che cosa farne.
Per tutti ero sempre stato il bambino iperattivo.
Lui invece ha capito che avevo solo un eccesso di energia
e che dovevo imparare a usarla.
All'inizio mi ha dato dei farmaci
poi mi ha aiutato a incanalare l'energia nei posti giusti per me.
Mi sono laureato in anticipo, ho fatto carriera
e ho aiutato mia figlia a trovare i canali giusti
quando mi hanno detto che era iperattiva.
- Anche lei è una cervellona ? - No, lei è un'atleta.
E' campionessa juniores di atletica leggera.
Si chiama Sara Ferri, ascolta bene questo nome.
Se riesco ad agganciare l'allenatore che dico io
fra due anni lo senti alle Olimpiadi.
Si vede che sei orgoglioso di lei.
Senti, Andrea, tu mi devi aiutare. Io non so che ho, ma qualcosa c'è.
Io non riposerò perché non mi servirà.
Non posso lasciare il lavoro né rinunciare alla famiglia.
Ho rischiato di perderla una volta e non voglio perdermi più nulla.
Non dirlo a me.
Va bene, non ti preoccupare.
- Se sei d'accordo, intanto ti visito. - Certo. - Accomodati.
Iniziamo dalle cose semplici. Guarda di fronte a te.
Doc chiede Tac cerebrale e visita oculistica per Ferri.
Ve ne occupate voi. Io ho il giro visite e a pranzo ho da fare.
Se ne occupa Lin, tu hai fatto il turno di notte e devi andare a casa.
- "Wang Lin". - Solo "Lin" va bene.
- Riccardo ? - Sì, okay, sto andando a casa.
Devo farlo da sola ?
Non ho una gamba, ma ho il cuore.
Facciamo gli esami assieme, ma tu aspetti i referti.
- Sei sicuro che non si arrabbierà ? Sembrava molto seria. - No.
- Un po' di straordinari non hanno mai fatto male a nessuno. - Grazie.
- Andiamo ? - Sì.
Ho un po' di pressione alta.
- Immagino che prenda dei farmaci. - Sì, il diuretico e quell'altro.
- Come si chiama ? - Sarebbe bene avere l'elenco esatto dei farmaci.
Ce li ho tutti scritti, però...
- Permesso ? Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno. - Prego.
- Dadina, come va ? - Bene.
Ti ho portato i succhi alla pera che sono buoni e ti piacciono.
- Grazie. - Dove ce li ha scritti ?
No, ho detto che non ce li ho, ma che ce li ha mio marito.
Vuole la lista dei miei farmaci.
Ah, sì ! Ce l'ho.
Un bicchiere ! Non c'è un bicchiere qua ?
- Il cortisonico lo prende da quando ha avuto il Covid ? - Marzo 2020.
Avevamo appena festeggiato la pensione.
Avevamo venduto la merceria dopo l'ultima svendita.
- E' stata ricoverata ? - Tre settimane. Pensavo che moriva.
Poi l'hanno mandata a casa e da lì sono cominciati i guai.
- Da lì è cominciato tutto. - "Tutto" che cosa ?
Una malattia dopo l'altra. Giada non è mai più stata la stessa.
Noi volevamo viaggiare, avevamo rimandato tutta la vita.
Il negozio, i figli piccoli, i genitori anziani...
Aspettavamo la pensione.
Il primo viaggio lo volevamo fare da mia figlia Silvia a Londra.
- Vive là. - Vedrà che riuscirete ad andarci.
Si ricorda da quanto tempo prende farmaci per l'osteoporosi ?
Da quando è caduta di notte e si è rotta il femore.
Da quel momento, non è stata più la stessa.
Un'amica le ha consigliato l'iperico che è un antidepressivo.
- L'iperico... - A me pare che non funziona.
- Qui non c'è scritto. - Perché è un prodotto di erboristeria.
Va bene, questa la tengo io e gliela ridò il prima possibile.
Scusi, dottore, è mia figlia Chicca.
Chicca ? Sì.
Mai dare certezze di guarigione a un paziente o a un suo parente.
Non è esatto. Non dargliele prima di averle.
Volevi essere positiva, ma il quadro è compromesso.
Cerchiamo almeno di rimandarla a casa.
Funzionalità renale, quadro elettrolitico e monitorate il cuore.
Avevo chiesto a Doc di restare a Medicina.
- Sai perché ho cambiato idea ? - Hai preferito Infettivologia.
So che vuol dire non essere vista da Andrea.
Non è una cosa che si può sopportare per sempre.
Per questo te ne vuoi andare ?
Penso solo che sia ora di cambiare aria per me.
- Andrea che ne pensa ? - Non lo sa ancora, ma presto lo saprà.
Sto solo aspettando che si assesti la situazione.
- Hai fatto poca ricerca. - Ho sempre avuto poco tempo.
Una buona pubblicazione fa la differenza per un primariato.
Per fare veloce, scegli una raccolta dati e non una sperimentazione.
Scusa, io devo andare. Tu tienimi aggiornata.
- Mi fa piacere darti una mano. - Grazie. - Ciao. - Ciao.
Ecco, per ora è tutto.
Faremo una riunione con i primari di reparti clinici ogni lunedì
per allinearci agli obiettivi economici della dottoressa Marabini.
Grazie, sono sicura che sapremo collaborare.
- Buon lavoro. - Grazie.
- Grazie. - Grazie.
- Bentornata. - Grazie.
Andrea.
Come è andata la tua prima seduta per il recupero della memoria ?
Bene, molto bene.
Devo smaltire la burocrazia, sennò agenda e assistente vanno in tilt.
Se vuoi, ti racconto tutto stasera a cena.
Per parlarmi di che ? Hai avuto dei ricordi ?
Ti prende in giro, ci caschi sempre.
- Stavo rimediando un appuntamento. - Falla finita.
Non ho ricordato nulla, però domani è un altro giorno.
Quelli là sono da firmare.
Acqua.
Questi da compilare. Scusi.
Questo arriva dall'Università di Padova, è per un convegno.
- E' riuscito a mangiare qualcosa ? - No, non ho avuto tempo.
- Grazie. - Buon appetito.
Sì ?
- Ti ricordi se avevo una penna preferita ? - No.
- Sono arrivati gli esami di Ferri. - Non ti ricordi o non ce l'avevo ?
Cerco di mettere a posto i dettagli.
Il primo ricordo è arrivato qui ripetendo una serie di gesti.
La Tac e la visita oculistica sono negative.
- La moglie ha ragione, è fisicamente esaurito. - Ah.
- Dovresti essere felice. - Sarà dura dirgli che deve rallentare.
- Posso pensarci io. - No, lo farò io.
- Mi vuoi aiutare ? Avevo una penna preferita oppure no ? - No.
Rubavi sempre la mia.
Ciao.
Tu devi essere Sara, io sono Andrea, detto anche "Doc".
- Ultimamente anche "prof". - Non sembra un prof.
Tu invece sembri una campionessa di atletica leggera
e una che deve aiutare suo padre a stancarsi di meno.
- E' una parola ! Quando si mette in testa qualcosa... - Lo capisco.
Se c'è una persona che può ascoltare, è sua figlia.
- Grazie. - Prego.
- Fabiana ? - Sì. - Io in realtà cercavo suo marito.
Mi ha detto che cercava un posto migliore per fare una call.
Va bene, ci sentiamo a breve. Ciao.
Andrea ! L'orto è fantastico, mi hanno detto che te ne occupi tu.
- Sì, con qualche paziente. - Voglio partecipare.
Ho letto tutto sugli orti, l'ho fatto sul balcone.
Al pomodoro bisogna tagliare le cime più alte con coraggio.
Spargerà nuovi germogli alla base.
- Com'è che sai tutto di tutto ? - Non lo so.
Mi ricordo tutto ciò che leggo. Ho sempre avuto una memoria prodigiosa.
- Sono stato indelicato, eh ? - No !
- Te ne darei un po' della mia. - Grazie, aspetto di riavere la mia.
- Che c'è, tutto bene ? - Sì, è...
E' solo un colpo di sonno e quando arriva è tassativo.
Ovunque sono mi metto giù, 20 minuti e torno come nuovo.
Lo faceva anche Leonardo da Vinci.
Un altro che forse doveva imparare a riposarsi un po' di più.
Comunque la tua Tac...
Avere dei colpi di sonno per uno che non dorme mai è il minimo.
- Non scomoderei la narcolessia. - Si è addormentato istantaneamente.
L'astenia può essere cataplessia.
- Sarebbe già successo. - Non è detto.
Vive in modo accelerato e i sintomi potrebbero essere latenti.
Magari Leonardo da Vinci lo era e non lo sapeva.
Ricoverare Leonardo da Vinci avrebbe fatto notizia.
Parliamo di un paziente che avrebbe potuto essere dimesso stamattina.
No, dobbiamo sottoporlo allo studio del sonno.
Ma sistemeremo il polisonnigrafo in medicheria
così il letto resterà libero per eventuali emergenze.
E' un paziente con un'anamnesi molto interessante.
E' perfetto per il database che prepariamo per la richiesta fondi.
Ferri è avvocato di una multinazionale farmaceutica.
- Quindi io non trascurerei nulla. - Eh.
- Medicheria sia. Buona serata. - Grazie.
Come farei senza di te ?
Del database che non stiamo preparando potrei occuparmene io.
Potrebbe essere interessante.
Se te ne occupassi tu, sicuramente. Saremo ricchi.
C'è un eccesso di potassio.
Le do un betabloccante che non dà problemi di potassio.
Prenda il diuretico la mattina e non la sera.
Costringerla ad alzarsi di notte per andare in bagno è sadico.
Hai sentito ? Vedrai che le cose andranno sempre meglio.
Un'altra cosa, deve smettere di prendere l'iperico.
E' un prodotto di erboristeria, ma interagisce con molti farmaci.
Bisogna consultare un medico prima di prenderlo, non un'amica.
Mi dispiace, ormai sono sempre e solo un problema.
Che dici ? I problemi sono i malanni.
- Telefoniamo a Chicca ? - Sì.
Così parli con Tommy e ti distrai un poco, eh ?
- Vi lascio soli, ci vediamo dopo. - Grazie. - Grazie di tutto.
Occupato. Proviamo più tardi.
Domani le facciamo un altro Ecg.
Compilate la Sut con la terapia per gli infermieri.
- Ci penso io. - Buon lavoro.
Cesconi se m'è andato e molli tutto a me ?
Che vuoi ? Ti sei appena offerta tu.
Anche Lin è secchiona ed è rimasta da sola, ma almeno non si lamenta.
- Bonvegna ha fatto troppi straordinari. - Mi dispiace per lui.
Secondo te, le matte siamo noi ?
Gli specializzandi tengono in piedi i policlinici.
Guarda che mica devi venire così spesso.
- Già lavori abbastanza. - Se sono qui è per colpa tua.
Le analisi non erano buone come speravo.
Se non guardo gli episodi con te, non mi diverto.
Non ce la farò mai a stare fermo qui tante ore.
- A volte fermarsi aiuta. - Non voglio fermarmi, voglio guarire.
- Se è narcolessia, si può fare qualcosa ? - Sì.
Con dei farmaci e degli accorgimenti, certo.
Questo ti controllerà l'andamento del respiro.
- Adesso cerca di dormire, okay ? - Grazie.
Ah, un'ultima cosa. Ti ricordi che farmaci prendevi da giovane ?
- Mi serve per una raccolta dati. - Il Benzotex. - Okay, buonanotte.
- Devo farti una domanda. - Non hai intenzione di rovinare tutto, vero ?
Spero di no. La domanda non è "vuoi sposarmi"... Vabbè.
Che succede, se Andrea recupera la memoria e si ricorda di voi ?
- Ricordarselo ora non cambia i suoi sentimenti. - Parlo dei tuoi.
Sincera. Io già mi sento un cretino a chiedertelo.
Secondo te, dopo tutto il tempo che è passato, a me che cambierebbe ?
Non lo so, dimmelo tu.
Bello, però non ho capito molto bene.
Me lo puoi ripetere, per favore ?
Okay, chiaro.
Se recupera la memoria e se lo ricorda
sarà terribile per lui. - Devi dirgli subito la verità.
Ti ricordi in che condizioni era dopo lo sparo ?
- Se glielo avessi detto, non avrebbe retto. - Diglielo ora.
- E' passato tanto tempo, capirà. - Non credo, lo conosco.
Se la memoria non gli tornasse ?
Gli avrei dato solo un'altra sofferenza inutile.
Che c'è da ridere ?
Non cambierà mai. Ruoterà sempre tutto intorno ad Andrea.
Hai accettato l'incarico da direttrice sanitaria per aiutarlo.
- No... - Ascolta.
Mi hanno fatto una bella proposta di lavoro, un cantiere a Madrid.
Volevo rifiutare perché significa stare tanto tempo lontano.
Sai che c'è ? Perché dovrei dire di no ?
Manuel, lavati le mani ! E' pronto !
Respira, Caro, respira.
- Vieni, okay. - Uno, due, tre.
Via. Tesoro, due alla mattina e due alla sera.
- Sempre, è importante, mi raccomando. - Sì, papà. - Okay.
- Dov'è Agnese? - E' andata a vivere con un altro. - Lo dici così?
Ti ricordi se abbiamo avuto lenzuola rosa in reparto ?
Secondo te, Teresa lo avrebbe permesso ?
Magari il rosa era il colore preferito di Carolina
come le caramelle mou di Mattia.
Nel sogno le davi a lei come gli psicofarmaci.
Sono rielaborazioni. Devi stare tranquillo.
Non devi avere fretta. Lasciati andare.
Sì, avanti.
Professore, la prego, mi chiami appena ha finito.
Non posso, mi sto lasciando andare.
La chiamo io quando abbiamo finito.
Mi lasci il suo numero. Lì c'è la mia agenda, scriva dove vuole.
Sì, certo.
- Vado ? - Sì. - Bene.
Intanto stilo il referto del tuo paziente.
Grazie, arrivederci.
A dopo, professore.
Non ha la narcolessia e deve essersi sbagliato sul Benzotex.
E' sul mercato da una decina di anni.
Non può essere il farmaco che usava da ragazzo.
Ecco qua.
Signora Manni, Giada, che c'è ?
Ci sono altri farmaci che prendo.
Sono scritti in un'altra lista che ho a casa.
- Avrebbe dovuto dircelo prima. Quali sono ? - Non me li ricordo.
Li tengo in un beauty case a parte insieme alla lista.
Mio marito non lo sa e non lo deve sapere.
- Perché ? - Non voglio farlo preoccupare.
Non vede già quanti medicinali prendo ?
Lui non ha potuto accompagnarmi ad alcune visite ultimamente.
Io non gli ho detto che me ne hanno dati degli altri.
Prima o poi comincerò pure a guarire, no ?
C'è qualcun altro che può andare a casa sua a prendere la lista ?
Signora, non crede che sarebbe meglio dire la verità a suo marito ?
- Buongiorno, prof. - Buongiorno. - Allora il responso ?
Il responso è niente narcolessia.
Anzi, ho avuto un sonno più tormentato del tuo.
Ho sognato che davo psicofarmaci a mia figlia.
E' successo davvero, ma non lo ricordavo.
Lo avrai fatto per un motivo.
Me li hanno dati da ragazzo, mi hanno fatto bene.
Pensi che possano aiutare Sara nello sport ?
- Ne hai parlato con un medico ? - Di che parli ?
Il Benzotex esiste da una decina di anni.
Non può essere il farmaco che ti hanno dato da ragazzo.
- Forse è quello che dài a Sara. - Io a Sara non do niente.
Ieri, quando sono entrato nella tua stanza e non c'eri
lei cercava nella tua borsa in modo frenetico qualcosa
che ti ha portato il tuo assistente.
Le accuse assurde c'entrano qualcosa con la mia diagnosi o no ?
No, hai ragione, scusami. Proietto un mio problema su di te.
- Vado a prepararti le dimissioni, okay ? - Grazie.
- Cazzo. - Quindi sei tu che usi il Benzotex.
Sì, ma loro non lo sanno e non devono saperlo.
Forse Sara lo ha scoperto e me lo ruba.
- Perché non ce lo hai detto ? - Sennò me le avreste tolte.
- Da quanto vai avanti ? - Dall'incidente. - Da tre anni ?
Mi aiutano. Ho tutto sotto controllo, perché demonizzarle ?
Non le demonizzo, ma assumere benzodiazepine per tre anni
non è una buona idea !
E' un trattamento cronico, non vanno usate così.
Perché ?
C'era Sara in Terapia Intensiva e mia moglie in coma.
- E' stata colpa mia. - Non è andata proprio così.
Sì invece ! Io non le accompagnavo mai.
Nei due mesi che hanno passato in ospedale mi sembrava di impazzire.
Le benzodiazepine mi hanno salvato per la seconda volta.
- Ti sei fatto prendere la mano. - Io...
- Senza non riesco a pensare. Mi aiutano a essere lucido. - No.
Quello è l'effetto dell'astinenza. A te non servono.
Va tutto bene.
Come è drogato di farmaci ?
- Lo sapevi ? - No, ti giuro. - Che cercavi nella borsa ?
Il numero dell'allenatore che papà vuole farmi incontrare.
Io non lo voglio quello. Volevo chiamarlo per dirglielo.
Tuo padre sarà molto sollevato nel sapere
che non cercavi i suoi farmaci. - Noi che possiamo fare ?
Avere pazienza, tanta. Sarà intrattabile i primi mesi.
L'astinenza gli farà cercare sotterfugi. Siate inflessibili.
Vi aiuteremo noi. Lo affidiamo al professor Sandri.
Lo seguirà con una terapia a scalare.
Per qualsiasi cosa, potrete fare affidamento su di noi.
- Grazie. - Se volete, vi aspetta.
Non ci pensare nemmeno, non ricovero un tossico in astinenza.
La vecchia te sarebbe stata dalla mia parte.
Il vecchio te non avrebbe creato problemi.
Okay, prepara le dimissioni. Parlo con Enrico e gliele faccio firmare.
Non puoi occuparti di tutto.
- Hai priorità arretrate. - Me ne occuperò. - Eh.
Se ti dico "lenzuola rosa", a che pensi ?
A qualcuno che ha pessimo gusto ?
E' successo che ti abbia chiesto di cambiare le lenzuola del reparto
con delle lenzuola colorate ?
Se lo avessi fatto, avrei chiesto un Tso. Attento a ciò che proponi.
Alt ! Devo parlare con Sandri.
Qualsiasi cosa sia, ne parleremo dopo.
Non c'è problema, la accompagno !
Il Consiglio di amministrazione è domani.
Bisogna presentare il bilancio previsionale.
Si calcola sulla base dei ricoveri e dei pazienti dimessi.
Professore ! Tutto bene ?
Sì. Mi sono appena ricordato di una cosa che devo fare da solo.
- Nasconderla a me ! - Non volevo farti preoccupare.
- Dài ! - Vai a fare del bene...
Signor Manni, non la agiti, ora glielo ha detto.
- Che ho detto ? - Mi dispiace di avere tutte queste malattie. Ah !
Signora. - Oh !
Che succede ? I battiti sono saliti di botto. Signora, mi sente ?
Sfiora i 180. Tachicardia parossistica sopraventricolare.
- Chiamo qualcuno. - Sai fare il massaggio al seno carotideo ? - Sì.
- Dadi. - Mi scusi. - Sì. - Signora, mi dice qualcosa ?
- Dadi ! - Signora, come va ?
Dadina !
Ho sbagliato io, non mi dovevo arrabbiare.
- Giada voleva proteggermi. - Certo.
Una tachicardia parossistica può andare a intermittenza
anche per una settimana. Perciò l'abbiamo tenuta qui.
- E' stato un bene. - Devo ringraziare i due dottori.
Bravi.
- Ora mi fa una cortesia, Renato ? - Certo. - Mi fa vedere la lista ?
Grazie.
- Da quanto è che sei qui ? - Avevo bisogno di guardarti negli occhi.
- Per che cosa ? - Agnese, ho avuto un ricordo, ho visto Bramante.
Mi sono ricordato di voi due che vi baciavate.
Dimmi la verità. Tu e Bramante avevate una storia.
- Perciò il nostro matrimonio è fallito. - No. - Non mentirmi !
- L'ho ricordato. - Non parlarmi così !
Credi di non potere avere falsi ricordi ? Ce li abbiamo tutti.
Tu prendi dei farmaci, Andrea.
Sono giorni che tiri in ballo Bramante, il debole che aveva per me
tutte queste sciocchezze.
- Vuol dire che non è mai successo ? - No.
No...
Scusami.
La memoria di Andrea sta tornando.
E' meglio, se non ci facciamo vedere insieme.
Renato...
Ssh, non ti affaticare.
- Beh ? - Vacci tu a Londra.
Domani chiama Silvia.
Ti trova lei il volo.
- Non vede l'ora di farti conoscere Evelyn. - Che cosa dici ?
Non vedono l'ora di farla conoscere a tutti e due.
Io non ce la farò, lo so.
Almeno falli tu i viaggi che volevamo fare.
Falli anche per me.
Io senza di te che ci vado a fare ?
- Falli. - No. - Vacci.
Ti prego, vacci, amore mio, devi andare.
Orario perfetto.
Ho cinque minuti di ritardo e non ho fretta di iniziare a lavorare.
- Vado a prendere un caffè. - Vatti a cambiare, oggi ti metto sotto.
Imposta un database dove inserire i dati dei pazienti di Medicina.
Non va indicizzato solo per patologia, sesso ed età
ma per gli elementi delle storie.
- Non è un lavoro per un informatico ? - Sì.
- Serve il progetto su cui l'ufficio informatico può basarsi. - Okay.
- Per quando ? - Possibilmente per ieri.
Appena è pronto, organizzi il lavoro con gli altri.
Inserite i dati degli ultimi sei mesi e lo daremo alla Marabini.
E' l'idea di Doc per ottenere fondi e tenere in vita il reparto.
- Dare tutte queste responsabilità a un "workaholico"... - Non scherzare.
L'anno prossimo puoi restare nel reparto come medico strutturato.
Si libera un posto, il mio.
- Cioè tu... - Se sei ancora "workaholico", lo devi dire.
Sto bene, puoi contare su di me.
- Il paziente non è nel suo letto. - Ferri ?
Ancora ? Si muove parecchio per essere narcolettico.
- Non lo è. Sarà in terrazza. Chiamalo che lo dimettiamo. - Sì.
- I tuoi minuti di ritardo diventano dieci. - Hai visto ? Sono guarito !
Signor Ferri !
Signor Ferri !
Signor Ferri !
Date a me.
Tre, due, uno, via.
- Temazepam, 20 gocce, io preparo l'ossigeno. - Sì, subito.
- Lin. - Sì, ci sono.
Ecco.
Okay.
- Riccardo. - Non respira.
- E' ipossico. - Sediamolo e intubiamolo. - Sì.
Preparate il sedativo.
Dài con il sedativo !
- Ci sfugge qualcosa. Che gli avete dato oltre al temazepam ? - Nulla.
Il temazepam deve avere potenziato l'altra benzodiazepina che prende.
- Non avrei dovuto darglielo. - Lui non avrebbe dovuto mentirci.
Non potevi saperlo, eri appena rientrato. Lin poteva aggiornarti.
Non si va in insufficienza respiratoria
per un abuso di benzodiazepine. Devono avere interagito con altro.
Alcol e droghe possono causare interagendo con benzodiazepine
un collasso dell'apparato respiratorio.
Miastenia gravis in uno stadio precoce.
Con una forte dose di benzodiazepine è andato in insufficienza.
Spiegherebbe astenia e diplopia
e il fatto che siano sparite dopo una notte di riposo.
Sì, ma della miastenia precoce ci sarebbero altri segnali.
- Almeno una ptosi. - C'era.
La ptosi c'era.
Aveva una palpebra più bassa dell'altra, avrei potuto capirlo.
I farmaci potrebbero averci aiutato con la diagnosi.
Potrebbero avere causato un'ipossia cerebrale
con danni neurologici permanenti. - Aspettiamo il risveglio.
La cosa importante è una ricerca degli anticorpi
per verificare la miastenia. Andate. - Sì.
E' colpa mia, dovevo stare in reparto
invece sono andato da Agnese, da Enrico.
Potevi lasciare fare qualcosa ad altri.
O lo capisci o non arrivi ai sei mesi. Sei il primario.
Non potrai mai stare sempre in reparto. Devi rinunciare a qualcosa.
Domani avremo i risultati degli anticorpi.
- Sapremo se è miastenia. - Bene.
- Mi dispiace averti messo nei guai. - No, Lin.
Io dovevo vedere un segnale come la ptosi. E' colpa mia.
A me non interessa fare il primo della classe.
Mi spieghi che ci stai a fare qui ? Sembra che ti pesi.
Mmm, molto acuta ! Devo farlo.
- Te lo ha ordinato il medico ? - Più o meno.
L'ha voluto mio padre, contenta ?
- Sei entrato per raccomandazione ? - No.
Ho dovuto avere il massimo dei voti e mi sono fatto un culo così.
"O così o niente, se vuoi entrare nel mio studio oculistico."
- Tu lo vuoi ? - Vedi tu ! Chi non lo vorrebbe ?
Devo solo finire questi sei mesi e poi "ciaone".
Finisco Oculistica e finalmente mi godo la vita.
"Ciaone", se devi starci, forse è meglio collaborare.
Ho bisogno di voi per una raccolta di dati dei pazienti di Medicina.
Sì, si aggiungerà al lavoro di reparto.
- Sì, sarà prioritario. - Quando ?
- Appena avrò creato il database dove inserirli. - Okay.
Se vuoi, posso aiutarti con il database.
- Non ho fretta di andare. - Ehm...
Scusa, che stupida, non devi fare straordinari.
Ho sentito quello che ti ha detto la Giordano.
- Mi dispiace. - Quello ?
No, quella è una storia che mi sono inventato
per non fare più straordinari.
- Tra l'altro funziona, ma non dirlo ai tuoi colleghi. - Okay, va bene.
- Non ti vedo da stamattina e già mi manchi. - Passo da te ?
No, mamma ha la febbre e non vuole nessuno intorno.
Okay, rimandiamo ancora una volta la visita a casa tua.
Ma sei matta ? Ora lo chiami anche quando sei in casa ?
- Papà non c'è. - Quindi ? Non te lo lascerà frequentare, lascia stare.
Voglio vedere te, quando ti innamori.
Lo zio ha accettato delle nozze miste.
Papà è rimasto l'unico a vivere fuori dal mondo.
- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.
Credo che lei debba restare ricoverata più del previsto.
E' così grave ? Non è meglio, se torna a casa ?
- Sarebbe meglio, se potesse andare a Londra. - Che vuol dire ?
Ho studiato le interazioni tra disturbi e rimedi.
Il circolo vizioso che ha portato vari medici a darle tanti farmaci
porta più danni che benefici. Le troppe medicine la avvelenano.
Devo smettere di prenderle ?
- Vediamo. - Si chiama "deprescribing".
Iniziamo a scalare le dosi e teniamo sotto controllo gli effetti.
Ci vorrà tempo, ma l'obiettivo è a lungo termine.
Non smetterà di assumere farmaci. Voglio arrivare al compromesso
che la aiuterà a vivere nel miglior modo possibile.
Lei crede che potrò andare a Londra ?
Voglio farla andare dappertutto.
"Deprescribing".
La miastenia è confermata e l'ipossia non ha avuto conseguenze.
Leonardo è già nella sua stanza.
Scusa...
Bene, vado a impostare il database per le storie dei pazienti.
Progetto molto interessante.
L'ho affidato a lui, farà un buon lavoro.
Mi interessa uno studio sugli effetti a lungo termine
nell'uso delle benzodiazepine. - Vuoi fare una ricerca ?
- Per ora è un pensiero, così. - Okay.
- Andiamo ? - Ci penso io. Adesso so che cosa dire grazie a te.
- Puoi occuparti delle dimissioni. - Finalmente.
Ho esagerato.
- Che è successo ? - Hai la miastenia gravis.
E' una malattia autoimmune, causa debolezza muscolare.
Se non fosse stato per le benzodiazepine prese
forse non ce ne saremmo accorti.
Saresti andato avanti anni
con sintomi spariti alla prima notte di riposo.
Saresti continuato a sembrare un pazzo incapace di fermarsi.
- Si cura, non mi devo fermare ? - Si cura, ma non si guarisce.
Prendendo farmaci a vita, potrai conviverci a lungo.
- Non sarà mai più come prima. - Perché a me ?
- Una malattia che toglie la forza a me ? - La forza, non l'energia.
L'energia ti servirà per affrontare prima l'astinenza e poi la cura.
Bisognerà imparare a rinunciare a qualcosa.
Tu ce la farai perché non sei da solo.
Sei circondato da persone che sanno come aiutarti e vogliono farlo.
Ce la faremo, papà.
Certo che ce la faremo, certo.
Ce la facciamo sempre noi.
Se la caverà ed è merito tuo, sai ?
Mi ha detto che gli hai insegnato a lasciare andare qualcosa.
E' merito suo, ha incanalato le energie in modo giusto.
E le tue energie ? Come va ?
- Sembri un po' più calmo. - Anche io sto imparando a lasciare andare.
Posso fidarmi di Giulia, concentrarmi sul resto.
Credo che aiuterà i ricordi a tornare, no ?
Bravo, amico mio, è così che si fa.
Adesso lasci andare anche me ? Sono cotto !
- Concesso. - Ci vediamo domani.
Scusa, posso averne un'altra ?
Andrea, la medicina non è solo vocazione.
Mi scusi.
- Andrea. - Ci conosciamo ?
- Oddio, quanto tempo ! Come stai ? - Da quanto tempo ci conosciamo ?
Più di dieci anni, eri diventato primario da poco.
Non ti ricordi, vero ? Ho saputo quello che ti è successo.
Eri una specializzanda ?
Scusa, devo rispondere.
Scusa, posso avere dell'acqua, per favore ?
Andrea !
Tutto bene ?
Ho avuto un altro ricordo !
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