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Original subtitles

Restiamo ancora un po' e riproviamoci.

No, non conosci mia figlia.

- E' testarda. - Ma ti vuole bene.

Capirà che non siamo due sballati che si sono presi una cotta.

No, veramente una cotta io me la sono presa.

[vibrazione del cellulare]

[Eleonora] Con Giulia non ho speranze.

Ho fatto troppi casini.

Ora non posso, ti richiamo.

Magari alle nozze d'argento capirà che facciamo sul serio.

Torniamocene a casa, ci sposiamo e non ci pensiamo più.

Sergio, che hai?

Chi sei?

Ma come? Sono Eleonora. Sergio, non mi riconosci?

Chi è Sergio?

[musica]

- Hai da fare stasera? - Dipende.

A breve ho l'ultima prova per il primariato.

Potrebbero chiedermi di tutto.

- Mi serve una mano per ripassare. - Chiedi a uno specializzando.

Vorrei qualcuno che non abbia soggezione.

Rick.

- Bentornato. - Non ero mica morto.

Sei stato via due giorni e non rispondevi al telefono.

Chi vuole staccare fa così. O hai dimenticato anche questo?

Quello che mi hai detto mi ha fatto riflettere…

Senti…

Non me ne frega niente, okay?

- Dici così, ma non è vero… - Non hai capito.

Non me ne frega niente di niente.

Di te, di Lorenzo, di questo cazzo di reparto.

E' chiaro?

Doc, Giulia ha bisogno di te. Hanno ricoverato il compagno della madre.

Stava benissimo, poi di colpo si è come spento.

Non ricorda niente, non riconosce nessuno.

Dal Pronto Soccorso che dicono?

Temperatura normale e pressione perfetta.

Sergio, sono Giulia. Ti ricordi di me?

- Sei una dottoressa? - Sì e adesso siamo in ospedale.

Chi sta male?

Siamo tutti qui per te.

Sei un po' confuso, ma capiremo perché e starai meglio, okay?

Dipende da Al… E' lui che decide. Decide tutto lui.

- [Andrea] Chi è questo Al? - Non saprei.

Ma Sergio prende dei farmaci?

No.

Vi siete fatti un altro giro in memoria dei vecchi tempi?

Non sarebbe la prima ricaduta. Magari Al è un pusher.

Non ci sono sintomi da abuso di sostanze.

E' assuefatto a molte sostanze, gli effetti sarebbero mascherati.

- Va fatto un tossicologico. - Ipotesi legittima.

Magari ha avuto una ricaduta e non le ha detto niente.

Io e Sergio siamo puliti, perdete solo tempo.

Ne riparliamo con i referti.

Giulia! Giulia.

Se vuoi, lo seguo io.

- Perché? - Non è facile quando si è coinvolti.

E' solo uno che frequenta mia madre, non sono coinvolta per niente.

Va bene, come vuoi, però se ti serve una mano, ci sono.

Pensa ai tuoi casi e non starmi addosso.

- Chiedi a Damiano. - No, non c'è bisogno.

Che cosa?

Vanno aggiornate le cartelle e in due è più semplice.

Alba e Carolina hanno da fare e Riccardo non si trova.

- Posso farlo da sola. - Se vuoi, mi libero nel pomeriggio.

Va bene, prima non riuscirei neanch'io.

- Di niente, eh! - Ora però sta' attento con lei.

Cioè?

L'aggiornamento prima lo faceva con Gabriel.

Cambiare le farà bene. Sii carino, ma non troppo.

Se scopro che te ne approfitti, ti spezzo le gambe.

[donna] Scusate…

Cerco il dottor Riccardo Bonvegna.

[Alba] Eccoti.

- Perché non rispondi al cellulare? - Sono in pausa.

- Oggi non hai nemmeno cominciato. - Ho cominciato dalla pausa.

Che hai? Prima sparisci due giorni, poi ti imboschi qua sopra.

Ho che non mi va.

Comunque c'è una paziente per te.

Bene, passala a qualcun altro.

Okay… Peccato perché ha chiesto espressamente di te.

Finalmente. Ecco il famoso dottor Bonvegna.

Famoso per che cosa?

La paziente non voleva cominciare senza di te.

- Arianna. - Riccardo. Che posso fare per te?

Da anni sento dolori ai fianchi, alla schiena e alle ginocchia.

Spesso ho emicranie terribili.

Mi hanno visitata tanti medici, con ogni esame possibile.

Ecco i risultati.

- Nessuno sa che cos'ho. - Perché pensi che io possa fare meglio?

Beh, io ti seguo su Internet.

Ah, ecco.

La prima volta è stata

quando hai condiviso un video dove ballavate durante il Covid.

Da allora leggo tutto quello che posti.

Tu sei… diverso. Il paziente è la cosa più importante per te.

Non ti fermi finché non l'hai guarito.

Qualche giorno fa sono diventata maggiorenne.

L'ospedale pediatrico non mi segue più.

Venire da te è la mia prima decisione da adulta.

Sentite… Io e mia moglie abbiamo assecondato Arianna

ma non illudetela.

- Che vuol dire? - Ci siamo passati troppe volte.

Un medico dice di avere capito tutto e poi si scopre che aveva sbagliato.

- Sono state delusioni terribili. - Che vi aspettate da noi?

Ricoveratela, fate esami di routine

e confermate che i dolori sono inspiegabili.

- Noi lo abbiamo accettato. - Arianna non l'ha accettato.

- Lasciamoli tentare, non sappiamo… - Ne abbiamo già parlato.

Per favore, aiutateci a convincere nostra figlia

che la sua malattia non ha nome e non ha cura.

Scherziamo? Rifacciamo gli esami e vediamo se salta fuori qualcosa.

- Otterremmo gli stessi risultati. - Arianna è cresciuta, ora è diverso.

- Perdiamo tempo. - Non puoi arrenderti così.

- Lei è venuta qua per il medico che sei. - Si è sbagliata.

Va bene, andiamo per gradi.

Vediamo quali esami sono recenti e ripetiamo quelli datati.

- Bene. - I genitori non chiedono questo.

Lo chiede Arianna.

Se non troviamo niente, confermiamo la loro idea.

Aggiornatemi. Nel caso ne parlo con la Tedeschi.

[bussano alla porta]

Avanti!

Eccoti. Accomodati.

- Grazie di essere passata. - Non preoccuparti.

Che c'è?

Gli avvocati preparano la causa che sosterrà l'ospedale

e hanno riscontrato un'anomalia nella Sut di Lazzarini.

Di che tipo?

Pare che il caso lo abbia seguito prima Giulia

poi Andrea, ma alla fine la Sut l'hai firmata tu.

E' strano, no?

Durante l'emergenza c'era tanta confusione.

Non c'era tempo di seguire le procedure, ci arrangiavamo.

E' quello che ho detto anch'io.

Però mi fanno notare che non ci sono altri casi simili in quel periodo.

Mi prendi alla sprovvista, è passato tempo e non ricordo bene.

Poi immagino che non siano ricordi piacevoli.

No.

Però ti chiedo uno sforzo. Per il tuo bene, la firma è tua.

E per il bene di tutto il reparto.

Pensaci.

- Quindi? - Entra, ti dico mentre scendiamo.

La Sut di Lorenzo è scritta a più mani.

Non è irregolare.

No, ma è strano. Ho paura che, indagando, Cecilia scopra…

- Come fa? E' impossibile. - La conosci, non si arrende.

Convinciamo Carolina a raccontare tutto.

Volevo assumermi la colpa, ma si è rifiutata.

Non bastano più le mezze verità. Deve raccontare com'è andata.

La odieranno tutti, non potrà più stare in reparto.

Meglio che odiare se stessa. Per questo è di nuovo bulimica.

Le parlo io. Stiamole vicino.

Stai bene?

Ho una paziente con una malattia senza nome.

Devo aspettare 24 ore e dirle che ha una malattia senza nome.

La 16? Alba le sta facendo degli esami.

- Inutili. - Dobbiamo tentare.

- "Dobbiamo"? - Sì.

Fino a che punto dobbiamo morire qua dentro?

Non dovevo dirti di Lorenzo.

Scusa.

Non è colpa tua, ma di tuo padre.

Anzi, è proprio la Medicina che è un'impresa disperata.

No, che non lo è, se ci sono medici come te.

Che ho di speciale? Sono senza una gamba.

Sai che cos'è il dolore.

Per questo non sei crollato durante il Covid.

Senza di te non sarei qui.

- Scusa. - Sì… Ti lascio lavorare.

Io perderò tempo altrove.

Avete visto l'archivio Udni?

Che cos'è?

Il registro pazienti con malattie senza nome.

Ci sono i sintomi e gli esami.

- Può aiutarvi con la tua paziente. - Grazie.

Sergio è pulito, non ha assunto psicotropi.

Non di recente, ma l'amnesia può derivare

da una patologia cerebrale per un abuso in passato.

Cerchi una cura o le prove dei tuoi pregiudizi?

Si è strafatto per anni.

Se è un problema, lo porto in un altro ospedale.

Il suo compagno può contare sulla massima attenzione.

Però ora è meglio che lei esca.

Va bene, però fatemi sapere. Grazie.

La patologia per abuso di sostanze è un'ipotesi valida.

- Io farei una risonanza. - [Cecilia] Ci penserà Carolina.

Tu non seguirai più questo caso.

- Come? - Puoi andare, Giulia.

Aspetta. Giulia conosce Sergio meglio di tutti noi.

- Può aiutarci a capire. - Che cosa?

Chi è Al. Lui non fa che parlarne.

E' il delirio di un uomo confuso e amnesico, Andrea!

Sono stato sia confuso che amnesico. Anzi, lo sono ancora.

Non sottovalutare mai quello che diciamo.

Chiedi una risonanza per domattina.

Io?

Sì. Io chiedo le emocolture, in caso fosse un'infezione.

Voi scoprite che c'entra Al.

[vibrazione del cellulare]

- Mamma. - Siediti.

- Devo preoccuparmi? - No. O forse sì.

- Non lo so. - Mi sto preoccupando.

Cecilia potrebbe scoprire che cosa è successo a Lorenzo.

E' meglio che tu dica subito tutto.

- Dài, non è il momento. - Perché no?

Adesso Giulia è sotto stress per la madre e il compagno.

Non è il caso di dirle ora com'è morto Lorenzo.

Capisco…

Ma presto Cecilia potrebbe scoprirlo.

Mamma, ti preoccupi troppo.

Adesso papà torna primario e questa storia si chiude.

Dài.

Caro, senti, so che ne abbiamo già parlato…

Ma vuoi portarti questo segreto per sempre?

Rischia di farti male, lo sta già facendo.

Mamma, ascoltami…

Io me la cavo, non preoccuparti, Cecilia non può scoprire niente.

Dài.

[Cecilia] Ho parlato con la Tiberi.

La Sut è stata scritta a più mani a causa dell'emergenza.

Un po' vaga come giustificazione.

Forse, ma ragionevole.

Lei sta sottovalutando la gravità della situazione.

Se Fanti è coinvolto in qualcosa di scorretto, lei sarà travolta.

Io non c'entro nulla con quella Sut. Non ne sapevo niente.

Ma ora lo sa e lei è la primaria.

Se ci fosse un illecito, lo lascerebbe sepolto?

Al suo posto io non ci dormirei.

Farei passare tutti i documenti di quel giorno.

Diarie, schede dei materiali, registro delle bombole

certificati di morte… Tutto, dottoressa. Tutto.

Però non sono al suo posto, perciò faccia come crede.

Gli esami ad Arianna confermano i risultati precedenti.

- Perfetto. - Non serve che fai l'ironico.

Quella ragazza continua a soffrire senza sapere perché.

Eh?

Non ero ironico. Se gli esami sono confermati, la mia ipotesi regge.

- Quale ipotesi? - Sai che cos'è l'Udni?

Il registro pazienti con malattie senza nome.

Solo io non lo sapevo.

Vabbè… Ho trovato altri pazienti con sintomi simili ad Arianna.

Non spiega che cosa li provoca.

No, ma facendo un confronto

potrebbe essere spondiloentesoartrite psoriasica.

Questo spiega gran parte dei sintomi.

E ho verificato… Nessuno ci aveva mai pensato prima.

Le risonanze avrebbero rilevato lesioni agli angoli vertebrali.

Forse la risonanza non era abbastanza sofisticata

o l'infiammazione era solo all'inizio.

Che vuoi fare?

Una risonanza 3 Tesla, la più potente.

Per fortuna che erano esami di routine.

Se la mia ipotesi è confermata, troveremo una cura per Arianna.

Scusa, era un abbraccio professionale

in ambito lavorativo, tra colleghi.

Sì, certo.

- Avvisiamo Cesconi. - Subito. Vado.

- Una risonanza 3 Tesla? - Sì, è una cosa speciale.

- Ma non è stata mai fatta… - Procedi e fammi sapere.

Grazie.

Tutto tuo.

Qui c'è l'elenco dei referti arretrati.

Uno di noi legge i nomi e li stampa.

L'altro verifica dove sono le cartelle corrispondenti

se qua o in archivio.

Poi ovviamente dobbiamo metterli tutti a posto. E' chiaro?

Sembra semplice, ma lungo. Ordino la cena, offro io.

- Non esiste. - Facciamo alla romana?

Non ceniamo qui, io ho da fare. Al massimo finiamo domani.

Va bene, come vuoi tu.

Diamo un'occhiata.

Ti ha dato istruzioni Teresa?

Istruzioni, Teresa? No.

- Assolutamente no. - "No"… Okay.

Okay, ma non dirle che te l'ho detto o mi spezza le gambe.

- Testuale. - Okay.

Vorrebbe proteggerti da tutto quello che ti ricorda Gabriel.

- Ma secondo me non ne hai bisogno. - No, assolutamente no.

Infatti.

- Cominciamo. - Sì.

No, in realtà quello lo faccio io, invece Gabriel…

Gabriel non c'è, quindi è perfetto per cambiare.

Allora… "Colella Renato".

Colella Renato… Cartella in archivio.

"Il pianeta era in rotazione sincrona rispetto alla stella

e il movimento…"

Buongiorno.

Ciao, chi sei?

Andrea. Come ti senti?

- Molto bene, perché? - Leggevo un libro di fantascienza.

Era la sua passione e magari lo aiuta a ricordare.

Mi sembra un'ottima idea.

Sono contento che tu ti senta meglio. Invece Al come sta?

- Chi ti ha detto di Al? - Tu.

Non voglio parlare di lui.

Quello che dici qui rimane fra noi.

No, tu non capisci, Al controlla tutto!

Non si può dire, non si può dire!

Perché? Ti fa del male?

Stai zitto! Non devi parlare di Al! Non devi!

Non devi! No, no, no!

- Non ne parliamo più, tranquillo. - Sergio, amore… Ehi, dài!

Forse Al era un educatore del centro di recupero che lo picchiava.

- Piano piano i traumi vengono fuori. - Non distrarti.

- Ipofisi. Parti e connessioni. - Anteriore e posteriore.

E' connessa all'ipotalamo da vasi sanguigni e fibre nervose.

Magari è il padre. Non ricordi come si chiama?

Al… Alberto? Alvise?

Magari è successo qualcosa di doloroso

e il cervello si è difeso con l'amnesia.

- Il rene. - Capsula. Lobi.

Divisi in parte corticale e midollare.

Questa in piramide e raggi e da qui papilla, calice e bacinetto.

Al…

Se fosse uno psicofarmaco?

Al… Aloperidolo!

Può essere uno psicofarmaco, l'aloperidolo.

Magari Sergio è schizofrenico e non l'ha detto a nessuno.

- L'aloperidolo causa confusione. - Aloperidolo, la smetti?

- Siamo qui per ripassare. - Scusa. Vai, spara.

Scusate. Sergio dorme, io vado.

Perché non ceni con noi? Quel poké non l'ha toccato nessuno.

- Meglio di no, state lavorando. - Lavoriamo su Sergio.

Puoi esserci utile.

Che dici? Stiamo ripassando per l'esame.

Lavoriamo così, litighiamo.

Lo so, peccato che tra voi sia finita.

- Mamma! - Me l'ha detto tuo fratello.

Non si può dire?

- No! - [Andrea] Sì.

Non preoccuparti.

Ma io non ho ricordi, purtroppo.

Per questo so quanto vale il tempo passato con gli altri.

Un attimo ed è finito.

Direi che sai tutto. A domani, ciao.

Come la sopporti?

Per lei arrabbiarsi è un segno di affetto.

Non con me.

Come sta?

Domani le fanno una risonanza 3 Tesla e vediamo.

Bene.

Io parlavo di Riccardo.

Gli ho parlato stamattina, ma è stato inutile.

Dàgli tempo.

Non è facile, ha appena saputo di Lorenzo.

- A proposito… - Sì, ho già parlato con mamma.

- Lasciamo tutto com'è. - Come vuoi.

Sappi che per qualsiasi cosa noi due ci siamo.

Lo so.

Me lo dici sempre.

[dialogo non udibile]

Eccomi.

- Dove li metto? - Lasciali lì, grazie.

C'è tutto del periodo Covid.

Sut, diarie, forniture dispositivi, registri delle bombole

schede materiali, certificati di morte e dimissione. Altro?

- No, grazie. - Allora vado.

- Che succede? - Tutto qui?

- E' una risonanza, le ho già fatte. - No, questa è una 3 Tesla.

Ha un campo magnetico più denso e si vedono cose in più.

- Che cercate? - E' presto per dirlo.

Non mi portavate qui senza un'idea.

E' sveglia.

Facciamo così… Prima fai l'esame, poi te lo dico.

Visto che ce l'hai? Dimmela.

- No. - Ti prego, ti prego, ti prego.

Te la dico una volta, è una parola difficile.

- Pronta? - Prontissima.

Spondiloentesoartrite psoriasica.

Che cos'è?

Un'artrite infiammatoria, spiega i sintomi.

Ma c'è una cura?

Sì, ci sono farmaci antireumatici e agenti biologici.

La Medicina fa passi da gigante ogni giorno.

Grazie!

Sapevo che non mi avresti delusa.

- Andiamo? - Andiamo.

Via!

Sergio, prova a stare più fermo possibile.

Fammi un cenno se hai capito.

Bene.

Vedi qualcosa?

Guarda. Che cosa sono secondo te?

- Encefalite virale? - No, l'emocoltura è pulita.

Forse è lupus, ma non ha dolori alle giunture o eruzioni cutanee.

Allora rimane una cosa sola.

La sindrome paraneoplastica è un'alterazione che un tumore provoca

a distanza dalla sede di sviluppo primitivo o delle metastasi.

Non… Non ho capito.

Sergio ha un tumore.

Non sappiamo dove, ma ha mandato in tilt il sistema immunitario.

Il suo cervello è sotto attacco dei suoi stessi globuli bianchi.

Perciò ha perso la memoria.

Adesso capiamo dov'è il tumore e lo curiamo.

Fermiamo la risposta immunitaria e Sergio riprende la memoria.

Dici davvero?

Non lo so, lo spero.

- Abbiamo altre immagini? - No.

Anche la 3 Tesla non ha rilevato niente.

Ripetiamola tra qualche settimana. Le artriti non sono costanti…

- Avremmo visto delle lesioni. - Sì…

Arrenditi, non è artrite.

Stavamo per darle un'altra delusione.

Non gliel'hai detto, vero?

[suoni dal cellulare]

- Ciao. - Rick!

- Ho trovato l'infiltrato tre volte. - Sei più brava di me.

Io trovo l'infiltrato e tu la mia malattia.

Ho quella spondiloenteso… come si chiama, giusto?

Io ero sicuro, Arianna.

La risonanza è negativa.

Vabbè, era solo la prima ipotesi. Ne proviamo un'altra, no?

Non so più che ipotesi fare… Non avrei dovuto confidarti quella.

Non arrenderti. Una malattia senza nome è peggio di una senza cura.

Quella te la spieghi, la mia non ha senso.

Non abbandonarmi. Tu sei Riccardo Bonvegna.

Mi dispiace…

Non sono il medico che immaginavi.

Okay. Grazie comunque per averci provato.

L'hai detto tu, la Medicina progredisce ogni giorno.

Certo.

Ora puoi lasciarmi sola? Vorrei riposare.

Ciao, Sergio.

- Come ti senti? - Strano.

- Quella donna… - Eleonora.

Eleonora. Mi ha detto che sono anni che stiamo insieme.

Non è possibile non ricordarselo.

Purtroppo è possibile. Eleonora ti ha detto la verità.

Forse dovrei dirle di Al.

- Sono confuso. - Non c'è fretta, Sergio.

Ora riposa.

[vibrazione del cellulare]

Pronto?

Non può rispondere. Con chi parlo?

Era il suo consulente finanziario, Alessandro.

Non lo sapevo.

Mi ha detto che il fondo per l'eredità è pronto.

- Quale eredità? - La tua eredità!

Sergio vuole sposarti per fotterti i soldi della nonna.

Impossibile.

Non è possibile che ogni volta ti metti con uno stronzo!

Perché sei così ingenua?

- Magari c'è una spiegazione. - Sì, "magari".

Come va?

Bene, il grosso lo abbiamo fatto ieri.

- Tra un'oretta abbiamo finito. - Come va con Elisa?

Guardami, la non troppa carineria fatta persona.

Diresti qualsiasi cosa pur di compiacermi.

No.

Eccomi. Pronti.

Che c'è? Ti serve qualcosa?

- No, no, trovata. - Ah.

Grazie. Pensare che dovrei essere io quello carino con te.

Non ti ci abituare. Lo faccio per non sentirmela addosso.

Mmm.

"Beretta Alberto".

Beretta Alberto.

Non c'è.

Eccola qua.

Elisa.

- Sì? - Il referto.

Domani la tua paziente esce.

- Sfotti? - No, perché dovrei?

Perché è stato tutto inutile, tutto.

Arianna uscirà così com'è entrata, senza sapere che cos'ha.

Posso?

Se digiunavo ogni volta che non ero utile a un paziente, sarei morto.

- Non sono in vena. - Non dico che devi essere allegro.

Dico solo che ti capisco.

Con molti pazienti ho fatto solo errori.

Dhanesh, Anna…

Il punto non è questo. Perché facciamo questo lavoro?

Perché passiamo la vita in mezzo a gente che soffre?

Di certo non per il cibo della mensa.

No.

Neanche per sentirci ammirati o vivere momenti esaltanti.

Però questi momenti aiutano.

[Andrea] Lo so.

Guarire un paziente scatena moltissima endorfina.

Ti sembra di essere invincibile, di poter fare tutto, di volare.

Ti senti un po' Dio.

Ma non è sempre così.

A volte vorresti nasconderti per non vedere certi pazienti.

Per me la Medicina è un po' questo.

Offrire un sorso d'acqua a chi ha sete.

A volte è poco, a volte è molto, ma non è mai inutile.

Ho firmato la dimissione di Arianna, così domani non dovrai incontrarla.

Grazie.

Alba.

Dimmi.

Sono dipendente dal lavoro.

Sono dipendente dalle emozioni che si provano a salvare vite.

Avevi ragione, tu hai provato ad avvisarmi.

Io pensavo che fosse giusto così, ma era una cazzata.

Ci sono dei pazienti per i quali non possiamo fare nulla.

Come Arianna.

O i malati di Covid che non ce l'hanno fatta.

Mi dispiace.

Avevi ragione a lasciarmi.

Sono stato uno stronzo.

Sì… avevo ragione.

Non perché sei stato uno stronzo. Non solo per quello, almeno.

Ma perché finalmente hai ammesso che anche tu sbagli e soffri.

Fa bene sentircelo dire.

Tutti soffriamo. Tutti.

- Che hai detto? - Tutti soffriamo.

Giusto.

- Scusa, devo fare una cosa. - Che devi fare?

Offrire un sorso d'acqua.

[imita il rombo di una moto]

Buongiorno!

Non dicevi che non facevi più ipotesi sulla malattia?

- Fidati, questo è meglio delle ipotesi. - Dobbiamo uscire?

- Perché? - Fidati.

- Sono stanca. - Siediti, ti spingo io.

Se va male pure stavolta?

Mi costringi a usare le maniere forti.

Che fai?

Lo so, lo so. Vedendo il video dove ballo, non l'avresti mai detto.

Come ti è successo?

Un embolo.

Sai qual è stata la parte più difficile da superare?

La rassegnazione.

Mi chiedevo: "Vale la pena alzarsi, provare a camminare e uscire?

Vale la pena vivere?"

- Qual è la risposta? - Cazzo, sì.

Sì! Vale sempre la pena fare qualche pazzia.

Possibilmente al mare, a me ha aiutato.

- "Al mare"? - Sì.

Mi ci ha portato un bravo medico che conosco.

Quindi? Andiamo?

Okay.

Siamo arrivati.

Eccoci.

Allora, Arianna, Ivano e la sua mamma.

- Ciao. - Ivano, questa è Arianna.

- Ciao. - Ciao.

Ma che significa?

Ho capito, pazienza, un attimo. Siediti.

Allora, Ivano è nel registro delle persone con malattie inspiegabili

e voi due siete le persone che hanno i sintomi più simili.

Forse avete la stessa malattia

solo che nessuno la conosce e non ha nome.

Una volta avrei pensato

che a questo punto un medico non avrebbe potuto fare niente.

Mi sbagliavo. Sbaglio spesso, ultimamente anche di più.

- Grazie, grazie mille. - [donna] Grazie.

Vi ho fatto venire qui

perché voglio che capiate che non siete soli

ma soprattutto spero che troviate un nome a questa malattia.

Dài!

Qualcosa meglio di spondiloentesoartrite lo trovate.

- Non bisogna sapere il greco? - Che "greco"! Buttati, buttati.

Io la immagino come una vecchia cattiva, come se ce l'avessi dentro.

Una vecchia bacchettona che ti sgrida e non ti fa fare niente.

Possiamo dire, non so… una "befanosi".

No, io pensavo più "stronzaplasmosi".

Signora, ha talento suo figlio. Tu, Arianna?

Dài, buttati.

Io me la immagino… Avete presente la scena su Il re leone

quando Mufasa viene travolto dai bufali?

Certe mattine mi sembra di essere sopravvissuta a quella scena

e di avere ancora i postumi addosso.

- "Mufasite"? - "Bufalosi".

- Meglio. - Okay, mi piace.

- Brindiamo alla bufalosi? - [Ivano] Sì.

- 'fanculo, bufalosi! - [insieme] 'fanculo, bufalosi!

- Sergio, dobbiamo andare. - Mi riporti da Al?

Io non lo nominerei più, non sta simpatico a Giulia ed Eleonora.

Chi sono?

Mi ricordi qualcuno. Comunque, sono le donne della tua vita.

Come te lo sei fatto?

Al.

I risultati della Tac a Sergio.

Tumore ai polmoni, è incurabile. Gli restano quattro mesi.

- Mi dispiace. - Non potrà godersi i soldi di mia madre.

Ti sbagli.

- E' al quarto stadio. - No, ti sbagli su Sergio.

Ha un vecchio ematoma da prelievo sul braccio. Ha fatto degli esami.

Ho chiamato gli ospedali vicino a dove abita.

- Ho parlato con il suo oncologo. - Sergio sapeva di essere malato?

Per capire chi è questo Al

bastava ricordare che è appassionato di fantascienza.

Al è Hal 9000, il computer di "2001, odissea nello spazio".

Quello che cerca di controllare l'astronave.

L'oncologo ha detto che Sergio chiamava così il tumore.

Forse lo aiutava ad affrontarlo, a renderlo meno spaventoso.

Il fondo aperto con Alessandro non era per rubarti l'eredità

ma per lasciarti i suoi risparmi.

Perché non mi ha detto niente?

Sapeva che il tempo con te poteva finire da un momento all'altro.

Non voleva rovinarlo.

Mettili in ordine alfabetico

così segui le file delle cartelle negli scaffali.

- Già fatto. - Ah.

- Grazie. - Niente.

Gab…

Questo è tuo. Scusa, un lapsus. Che scema.

E' un buon segno, no? Significa che lavoriamo bene insieme.

Oppure che Teresa ha ragione. Guarda che puoi dirlo.

Fare finta di niente, essere gentili con te non cambierà le cose.

Okay, va bene…

Mi manca.

In ogni momento. Vorrei essere qua con lui, non con te.

Sei contento?

Questo lo prendo io, puoi andare.

Vattene.

- Grazie. - Niente.

Non hai esagerato? Dovevi evitare che pensasse a Gabriel

non prendere il suo posto.

Non lo farei mai.

Piuttosto mi faccio prete.

- Vai, vai. - Vado, vado.

Come va con il paziente che è solo uno che frequenta tua madre?

Ho scoperto che è meglio di come pensavo.

- Cose che succedono, no? - Già.

E tu con Elisa? Vedo che vi siete trovati bene.

Molto, anche se non è proprio il mio genere di lavoro.

Né di ragazza.

- No? - No.

Qual è il tuo genere di ragazza?

Quella che alle mostre d'arte ruba la scena alle opere.

Hai fatto una cosa importante per quei ragazzi.

"Abbiamo".

Anzi, sai che ti dico?

E' merito tuo. Io ho solo colto l'occasione per andare al mare.

Dopo tutto quello che è successo

avrò bisogno di un po' di terapia per ricercare l'equilibrio.

Equilibrato, ma senza esagerare.

Vale sempre la pena fare qualche pazzia, no?

Che fai?

[voce non udibile]

Ma perché?

Eccoci.

- Pronta? - Sì.

Mi raccomando. Se ci sono peggioramenti o nuovi sintomi, chiamami.

Una cura per la bufalosi si troverà prima o poi, no?

Sì, la troviamo.

Intanto le abbiamo trovato il nome che è il primo passo.

Grazie, mi scusi per la diffidenza.

Avevo un'idea ristretta della Medicina.

Anch'io.

Non si smette mai di imparare, soprattutto dai pazienti.

Dottor Bonvegna, che fa? Dorme? Al lavoro!

Dottoressa Patrizi, lei ha fatto il turno di notte.

Non sarà mica "workaholica"?

- Andiamo. - Andiamo, dài.

Mi dispiace che non siate riusciti a sposarvi, davvero.

Non mi sono sposata, ma ho trovato la testimone che cercavo.

Spero di essere all'altezza di quella bambina

che si prendeva cura della madre

e che ora continua a stare vicino all'uomo che amava

anche se lui non si ricorda di lei.

Mamma.

Buongiorno.

- Eleonora? - Sì, tu?

- Non mi ricordo, devo chiedere ad Al. - Lascia perdere Al.

Ora ci sono io. Dài, andiamo.

- Dove? - A casa.

Ah.

Ciao, mamma.

Grazie per quello che hai fatto.

Non te la cavi così. Mi devi un'altra serata di ripasso.

- Stasera non posso. - Perché no?

Ho appuntamento con Damiano.

- Okay. - Scusa…

Perché non chiedi a me?

- A te? - Eh.

Ti ho cambiato il pannolino, ti ho insegnato ad andare in bici.

- Allora? - E' innaturale che mi interroghi.

Paura, eh?

Sì.

Bene, Fanti, spero che lei abbia studiato.

La interrogo in Anatomia 1 e 2, Radiologia, Istologia.

- Radiologia? - Sì.

Non l'ho neanche aperta.

- Tre! - Non l'ho considerata.

[Cecilia] E' l'unica spiegazione.

Ho scoperto l'anomalia studiando la documentazione di quel giorno.

Quindi…

Fanti ha falsificato la Sut di Lazzarini

per nascondere che gli aveva staccato la bombola?

Lei sa che significa questo?

Fanti è responsabile della morte di Lazzarini.

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