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Lo so.
Lo so cosa dicono i documentari del National Geographic, lo so.
Che gli storni si uniscono in questa incredibile danza
per proteggersi dai predatori e impedire loro di attaccarli.
Lo so.
Ma io ho un'altra teoria.
Ahò, stai a peso morto, te tieni n'attimo? Non te tieni mai!
C'è traffico pure a quest'ora!
Oddio, scusa.
Se andavamo via un po' più tardi, almeno...
...non trovavamo 'sto traffico qua.
Ma lo sai che domani mi devo svegliare presto.
Se restavamo un altro po', almeno... 'Tacci tua!
Ho capito, sembra che siamo scappati via.
No, tu hai salutato tutti.
Ma tu non hai salutato nessuno.
Ho salutato Claudio, gli altri che differenza fa?
Fermati che prendo i biscotti.
- Eh? - Un attimo che prendo i biscotti.
Questi hanno solo il cioccolato.
Comunque, io non sono proprio d'accordo con 'sto ragionamento tuo.
Ma che dici? Era un'inaugurazione.
La gente non parla alle inaugurazioni.
- Buonasera. - Salve.
Come "non parla"?
Lo dici anche te che ti annoi, sempre.
Ma che...? Se io ci devo andare, ci devo andare. Non è che...
- Sono 14 e 50. - Sì.
Fate la raccolta punti? - Sì. - Sì, ecco.
Tanto ho la tessera.
Grazie.
Questo mese ci stanno fino a fine mese queste qua.
- Sono carine, sono fatte a mano! - No, grazie.
Ma come "no"? Sì.
Con i punti vostri, ve ne posso dare tre.
- Mi dà una busta, per favore? Ve ne do tre? - Sì.
- Ma che ci dobbiamo fare? - Non lo so, però le prendiamo.
Ce l'ho pure io a casa, sono carine.
- Sono fatte a mano. - Grazie.
Sono fatte bene. - Ci dà una busta?
Prego. - Grazie.
- Arrivederci! Arrivederci! - Arrivederci!
Fate attenzione che sennò vi si rompono.
Che ti ho fatto? Perché ce l'hai con me?
Tutta la sera, perché?
- Ma che, io ce l'ho con te? - Sì.
Io ho detto una cosa sola.
Ho detto che mi è dispiaciuto la maniera in cui siamo andati via.
Mi è dispiaciuto. Solo quello. Lo posso dire?
Scusa.
Va bene, la prossima volta non vengo.
Ma chi ha detto questo? Ma che risposta è?
E' che voi parlate delle cose vostre.
Io non so che dire, mi annoio, mi sento a disagio e me ne sto zitta.
Scusa, eh, se è 'na cosa de lavoro.
Eh, ma è il lavoro tuo, capisci? Non è il lavoro mio.
Vabbè, grazie, oh!
Comunque, mi sembra che una volta la prendevi in maniera molto diversa.
Beh, una volta non andavamo alle inaugurazioni.
Eppure dico, ma porco...
Cioè, ma con tutta la roba che ce stava là da mangiare,
dei piatti meravigliosi... Ma hai visto che roba c'era?
Ma hai visto che piatti c'erano?
Cioè, almeno quella col melograno, l'insalata quella che ti piace...
Non vedo perché ti devi... Perché ti devi...?
A me piaceva quando le cose me le cucinavi tu.
Ma perché non vieni mai al ristorante?
A fare che? Quando vengo, tanto, mangio da sola.
Perché non vengo? Non vengo per quello.
Ma vieni con chi te pare! Ma vieni con qualcuno!
Ma che ragionamento è?
Io non ci voglio andare con qualcuno, ci voglio andare con te.
Con me? Al ristorante mio?
Eh, sì.
E chi cucina?
Tu cucini e poi mangiamo insieme.
Qua stiamo alla follia, proprio.
A me lo sai che cos'è che mi fa impazzire?
Che prima mi fai una testa come un pallone che non stiamo mai insieme,
che non facciamo niente insieme, io non ce sto mai, eccetera.
Poi ti faccio venire là, a questa cosa, te porto con me,
ma perché me devi stare con quel muso?
Che poi non è neanche quello.
Ma io non me posso manco permettere di fartelo notare
che deve succedere questa tragedia?
Che mi minacci che non mi accompagni più?
Ma io non t'ho minacciato.
Sei tu che sei arrabbiato.
Tutta la sera, sei arrabbiato con me.
Ma perché...? Ma, secondo te, perché?
Perché io ti porto là, secondo te?
Cioè, nel senso, è una cosa che faccio per me, secondo te?
- Eh? - Cioè?
No, che vuoi dire?
E che voglio dire? Che penso che...
Vabbè, niente, guarda, lascia perdere, Marta, lascia perdere.
Lascia perdere.
E' che io non sono come te.
Io non ce la faccio a fare finta di niente.
Quando non mi va di fare una cosa, tutti se ne rendono conto
che non mi va, non ce la faccio a...
Non ce la faccio a nasconderlo, lo capisci?
Ah, certo, sono io quindi che sarei l'ipocrita, no?
Sì, che male c'è? Siamo diversi, sì.
Ah, tu sei quella sana e io sono quello stronzo.
No, non è una tragedia, ma siamo diversi, sì.
Ma siamo diversi sai in che cosa?
Che io cerco almeno, ogni tanto,
di uscire da 'sta cazzo de confort zone in cui te sei chiusa, no?
Se ci vogliamo...
Che è? Cosa?
L'hai detto.
Che hai detto?
Cosa, Marta? Io sto facendo un discorso serio.
Sì, tu hai detto "confort zone".
- Sì, e quindi? - Sì.
Noi ridevamo quando...
- Ma non me ne frega un cazzo. - No. - Sto facendo un discorso serio!
Capisci o no quello che ti sto dicendo?
Oh.
Mi racconti una barzelletta?
Mh?
No, io non ho più voglia di raccontare barzellette.
Raccontamela te 'na barzelletta, no? Visto che non le racconti mai.
Dai, lo sai, io non sono brava. Me le dimentico.
Lo vedi? Questa è la questione,
che tu risolvi tutto così.
Non sei brava e hai risolto, no?
"Io non sono brava a raccontare le barzellette". Basta, chiuso.
"Non so brava a cucinare". Risolto il problema.
"Non sono brava a parlare con persone che ho stabilito già"
"che non me ne frega un cazzo", no?
"Non sono brava. Sei tu che sei fatto male".
Quella di Marx che va in Paradiso.
Marta, tu non so se...
Io non ce la faccio più, non so se è chiaro.
Io sto facendo un discorso molto serio.
Penso che ci dobbiamo prendere una pausa, noi.
Ma mi vuoi lasciare?
Cinque... Forza!
Quattro, tre...
Mia!
Mia! Ah!
Ah! Ah! Prof!
- Fa' vedere. - Ahia, ahia, il polso!
Dai, forza.
Giulia, vai te.
Prof, non mi sento molto bene oggi.
Che hai?
Ho mal di pancia.
Flaminia, vai te?
No, prof, anch'io oggi non mi sento bene.
Ma che vuol dire? Che avete?
Lo sapete che serve la giustificazione dei genitori?
- Sì. - Che non si ripeta. Chiaro?
- Va bene. - Scusi.
Beatrice, vai te.
Buona!
Mirti, il telefono. Dai.
Chiara?
Ditele che se le fa ancora male, deve andare dal dottore.
- Sì, ok. Arrivederci, prof. - Ciao.
No, li hanno spostati un'altra volta? Non ci posso credere.
- Ma che cosa? - I consigli di classe.
- Non l'hai vista la mail della preside? - No.
Miss Marta, ma come fai a ignorare sempre tutte le e-mail?
Ma come ci riesci?
Io m'ero già messo il calcetto.
Vabbè, dovranno trovarsi un'altra ala.
Ah! Quelli del Linguistico, dopo, faranno sicuramente una pizzata.
- Ah. - Lo so, ci sono cose più entusiasmanti.
Però bisogna dire che, come organizzatori di pizzate,
non li batte nessuno. Ti dico solo che si vocifera
che hanno invitato anche la preside. - "Si vocifera"?
Una mossa scorretta, però anche noi dello Scientifico abbiamo
le nostre belle responsabilità. Come mai non si organizza mai niente?
Eh, che ci vuoi fare, siamo gente timida.
Troppo timidi, eh, però, Miss Marta.
Pensavo, no?
Facciamola anche noi una pizzata.
Facciamogli vedere che lo Scientifico non ci sta.
Che noi possiamo e dobbiamo organizzare una pizzata memorabile,
che li faccia pentire di tutte le pizzate che hanno fatto
senza mai invitarci. Dai, siamo tanti! Siamo più di loro.
Ma siamo soli e impauriti.
E' arrivato il momento di farci sentire.
- Che ne dici, organizziamo? - Va bene, dai, poi vediamo.
Eh, lo so cosa vuol dire quel "poi vediamo".
- Che vuol dire? - "Neanche morta".
Che invidia, ma come fai?
Basta pedalare.
Voglio dire, evitare le cose che non ti piace fare.
Basta pedalare. Ciao.
Ciao.
Che c'è? Che ho fatto?
Ovviamente, la mail non l'hai letta.
No, quale mail?
Si vede che qualcuno ha parlato.
Alla fine hanno esteso l'invito anche a noi dello Scientifico.
Miss Marta, la pizzata!
E tu ci vai?
Eh, anche se è una brutta sconfitta. Ma che ci vuoi fare?
Che dici, sei dei nostri?
No, conosci "Miss Marta".
Basta pedalare, eh?
Ti capisco, sai?
E apprezzo che tu mi capisca.
Hanno prenotato in un All You Can Eat.
- No! - Pizza, sushi e tex-mex.
Ma perché ti vuoi fare questo?
"Perché"? Perché non sono coraggioso come te.
Almeno non abbastanza
da rifiutare l'invito di persone che non mi piacciono.
Tu sei molto coraggioso. Ciao.
Grazie, Miss Marta!
Perché hanno di nuovo cambiato il codice del portone.
E' la seconda volta che rimaniamo fuori.
Per fortuna mi ha aperto l'architetta del primo piano. Ciao.
Scusami.
Ho fatto tardi, ho avuto un late check-in.
- Funziona, quindi? - Sì, benissimo!
Non sai quante richieste abbiamo!
Guarda.
Queste sono le foto dell'annuncio, adesso devo cambiarle.
- Eh? - Belle, sì.
- Questa è un'altra casa. Questa... - Un'altra casa?
- Sì, sì, sempre di Sergio. - Ma quante case ha?
Eh, troppe. Beato lui.
Guarda, questo è il suo vecchio studio. Mi ha chiesto di riarredarlo.
Non sai che fatica.
Perché l'avremmo affittata comunque,
però lo sai come funziona con le recensioni,
basta un dettaglio e addio superhost.
Vabbè, lasciamo stare.
Ti ho detto che ha preso la direzione del Teatro Astra?
Ah, no. Bello, buono!
Sì, sì, gliel'ho detto anch'io.
Perché poi, quello è un teatro piccolo, però fa sempre cose belle.
Hai ordinato?
- No. - Ah, ok.
- Buonasera, signore. - Salve.
- Ditemi. - Allora, per cominciare due supplì.
- No, per me no. - Dai, ti prego, Marta.
Non mi va.
Due supplì, poi una capricciosa per me.
- E una margherita per me. - Da bere? Porto qualcosa?
- Due birre. - Sì. - Medie? Chiare? - Perfetto.
- Grazie. - Servo subito.
Grazie.
Il provino com'è andato?
Self-tape.
Ah, il self-tape. Com'è andato?
Bene, adesso sto aspettando il call-back.
Speriamo.
Comunque, io ci sto prendendo gusto con questa cosa del B&B, eh.
Adesso ho scritto una mini guida della città, una cosa così,
informale, per turisti, quindi coi posti frequentati solo dai local.
Grazie.
Ci ho messo anche il ristorante di Antonio.
Poi gli ho scritto un messaggio, ma non mi ha ancora risposto.
- Non so come mai. - Così diventano turistici.
Che cosa? - I posti. Se li descrivi ai turisti.
Dico, i posti speciali diventano turistici, no?
Vai!
- No, davvero, ho lo stomaco chiuso. - Dai, un pezzetto.
- Non mi va. - Dai, ti levo la mozzarella.
No, non ho fame, non mi va.
Comunque tutta questa cosa del B&B...
Dovreste pensarci anche voi, eh.
Non lo so, quando siete via, in vacanza, il fine settimana,
l'affittate... - Sì, poi vediamo. Va bene.
Ma perché, non ti fidi?
Sì, sì.
Me l'avevi detto tu che era una buona idea,
mi avete dato pure le chiavi di casa. - Mh-mh.
Antonio, eh? E' lui che non vuole, vero?
Marta, tu ricordati che la casa è la tua.
Poi, va bene che ci vivete insieme, però almeno un po' di rispetto.
Poi, capisco che sarà preso, indaffarato...
Ci siamo lasciati.
Lui mi ha lasciata.
Ma che dici, scusa?
Vabbè, ma quando è successo, scusa?
Ma che importa quando è successo?
Importa, perché io pensavo che andasse tutto bene.
- Mi dispiace. - Eh, no, invece...
...invece no.
Beh, ci credo che quello non mi ha risposto al messaggio poi.
Però me lo potevi dire, che figura mi fai fare?
Avevo bisogno di un momento.
Dai.
- Ha un'altra? - Ma no!
Certo, vabbè, uno ti lascia così dall'oggi al domani
e, secondo te, non ha un'altra? - No.
No? Vabbè. Ci parlo io.
- Dai, smettila. - No, ci parlo io!
- Ti prego, smettila. - Ma che ti costa?
- Io lo chiamo, faccio finta di non sapere niente... - Smettila.
Smettila, basta! Cazzo. Basta!
Lo vedi perché non te l'ho detto?
Non te l'ho detto perché tanto gira sempre tutto intorno a te!
- Non è vero. - E invece sì, è così.
- No! - Sì!
Insisti che ci dobbiamo vedere,
perché le vere sorelle sono anche vere amiche. Cazzate.
Tanto ci vediamo e parli solo tu.
Prego, signore. Margherita.
- Capricciosa. - Grazie.
- Buon appetito. - Grazie.
Non piangere. Non piangere!
- Oddio, non lo sopporto che piangi! - Dai...
Non è colpa mia se non è andata come volevi, va bene?
Se fai l'affittacamere del cazzo,
per i turisti di Trastevere del cazzo, invece di fare l'attrice.
Ma non venire qua a dirmi come devo vivere io la vita.
Sì, lo so, quello che sto facendo è molto brutto.
Ma che dire di quello che lui ha fatto a me?
"Da evitare".
Uno di questi giorni la smetto, la faccio finita.
Quando mi passa l'incazzatura.
Sì, sì, hai ragione, sono più triste che incazzata.
Perché quando tu hai l'idea dell'altro...
Capisci? L'idea dell'altra persona.
E ti sembra all'improvviso che hai sbagliato tutto.
E ti senti un idiota.
Lo so che lo capisci.
Lo so.
Un idiota.
Ma dove è finito tutto quell'amore?
Dove sono finiti tutti quei momenti?
Quando stavo tra le sue braccia e...
..e mi sentivo a mio agio.
In pace.
E mi sembrava che qualsiasi cosa fosse accaduta nel mondo,
nell'universo...
..niente avrebbe potuto distruggere quel momento.
Certo, nessuno scriverebbe canzoni d'amore,
se l'amore non fosse un grande casino, un enorme casino.
O solo un malinteso.
Antonio?
Ero solo venuta a portarti le chiavi, non sapevo dove andare.
Però sei entrata.
Ho capito, mi scappava la pipì, ho provato a chiamarti, ma...
Ero ai colloqui.
Dove andavo io?
Potevi andare al bar qua sotto, no?
Il bagno è terribile, dovresti dirglielo.
Elisa, ti prego.
Scusami.
Va bene.
Io volevo soltanto essere d'aiuto.
Va bene, va bene, non importa.
Poi anche io ho esagerato.
Sì, un po', hai esagerato.
- Scusa. - Scuse accettate.
Ti va se mi fermo a cena?
No.
- Vuoi che ti do una mano? - No, no, no.
- Dai. Oggi è il 6? - Sì.
Stiamo provando a fare un bambino.
E' una cosa bella.
Eh, sì.
Vabbè, è un anno che ci proviamo.
Sergio ha lo "slow sperm".
Che?
Spermatozoi lenti.
Lenti o pigri?
Marta, ma che ne so, che cosa cambia?
Ma tu non ci hai pensato?
Magari Antonio ti ha lasciato per questo?
Che?
Tu non ne hai mai voluti di bambini, no?
Antonio mi ha lasciato perché mi ha lasciato.
Perché si è stufato delle cose che gli piacevano di me all'inizio.
ami una persona e poi smetti. Chiaro?
Ma non ne voglio più parlare. Non mi importa di lui.
Scusa.
Dai, siediti.
No, ma tu pensi che mangiamo quella roba lì?
Marta, ma ci credo che non mangi poi, scusa!
Adesso ci penso io.
- Che fai? - Ordino.
Ah, ti ho preso appuntamento con la Benati.
- Chi? - La Benati, la mia gastroenterologa.
Ti ricordi quando avevo quel problema al colon,
che era tutto irritato? - Eh.
Lei è bravissima. Lavora intramoenia.
Poi sicuramente sarà anche questa cosa di Antonio,
però io ti vedo, che sei un po' sciupata.
Magari non assorbi bene i nutrienti.
Oddio!
Mi ero dimenticata.
Vieni.
"Con Jirko".
Ciao... Jirko.
Marta.
Ma che cosa ti porta a Roma?
I monumenti, la storia...
...il clima...
...o il cibo?
No, il cibo no, per quello sei troppo magro.
Io mi sono sempre immaginata
che le star coreane bevano solo bubble tea.
Anche se non ho mai capito che cosa sia questo bubble tea.
Adesso Roma è piena di posti che lo vendono.
Se vuoi te ne compro un po'.
I posti che piacciono a me, però, sono un po' diversi.
Mi piacerebbe portarti fuori, farti vedere la mia Roma.
No, non ti immaginare niente di eccezionale, eh.
Solo finestre, muri...
..piazzette misteriose...
..anziani e poi Madonne.
Madonne che ti guardano dall'alto, ovunque.
Peccato che sei venuto a trovarmi in questo momento della mia vita.
Che cosa ti porta qui? A parte tua sorella.
E' tosta, vero?
Sì.
Da quando non ci sono più mamma e papà, è diventata un po' apprensiva.
E tu? Come ti senti?
Nausea...?
No, no, non nausea. Ho più una sensazione...
...di stomaco chiuso.
Prima o dopo aver mangiato?
Sempre.
E quando mangi che cosa succede?
Mi viene da rimettere.
Ogni volta?
Quasi, sì.
Infatti ho perso un po' di peso.
Eh, lo credo. Allergie alimentari?
No. Nessuna.
Hai mai sofferto di disturbi dell'appetito?
No, no.
Da ragazza, per lo sport, ho fatto delle diete.
E...
...mangio in una maniera molto disordinata. Non mangio bene, ecco.
Però, adesso è diverso.
Che vuol dire?
Che non ho proprio fame.
Ti viene in mente qualcosa che può avere scatenato questo malessere?
Non so, un'influenza. A volte può bastare una gastroenterite.
Il mio ex.
Mi ha lasciata.
Lo stomaco è il nostro secondo cervello.
Un cervello che, a quanto pare, ha bisogno di un antiemetico.
Vediamo che effetto ti fa.
Non lo so se voglio smettere.
Anch'io, quando mio marito mi ha lasciata,
sono stata molto male.
Non ho mangiato per mesi.
Tutti pensavano che andassi in palestra.
Ero pure... Una parte di me era pure soddisfatta.
E quando è passata?
Quando l'ho lasciato anche io.
Per separarsi davvero, come per stare insieme,
bisogna essere in due, no?
Ora una bella ecografia non te la leva nessuno.
- E' un po' freddo. - Mh-mh.
E' l'ala di un angelo?
Anche il diavolo ha le ali.
Linguina pronta.
Sì. Servizio?
- Dai, passami quello. - Chef?
Prendi il concentrato di pomodoro, intanto?
Una lingua. Segue un baccalà e due carciofi.
Ok!
La lingua la faccio io.
Io faccio il baccalà!
Tre minuti.
Tagliolino pronto.
Ok.
Lingua in salsa verde.
Baccalà e tagliolini.
Grazie.
Allora, togli la lingua.
Non è più di stagione?
Esatto. E' la stagione del bollito, adesso.
Facciamo le polpette.
"Polpette" scrivi.
"Polpette di bollito alle ortiche".
No...
Bah.
Che è? So' buonissime!
Si mangiano?
Sì, certo. No, gli diamo il veleno?
Che schifo!
Vabbè, stampo domani.
- Poi te le faccio assaggiare. - No. Ciao, chef!
Ciao, Silvia.
- Buonanotte, Claudio. - Buonanotte.
Ti guarda in modo diverso.
Sa che ti sei lasciato e s'è fatta strane idee.
Ma va', va'. A parte che le piacciono le ragazze...
Vabbè, magari sarà bi, fluida, pansessuale, no?
Come tutte quelle della sua età.
Appunto. A me piacciono le ragazze della mia età.
Non faccio come te.
Ma poi, a parte che sono il suo capo...
...poi, veramente, non sono neanche pronto, sinceramente.
Che te bevi?
Eh, volevo assaggia' il whisky nuovo.
Ma, scusa, che vuol dire che ancora non sei pronto?
- Oh, me manca, che te devo dire? - Ma...
Oh, ma che cazzo vuoi? Se me lo chiedi...
Oh, ti manca? Ti manca? E' facile, tornaci insieme!
- Se... - Le dici "scusa, mi sono sbagliato".
- Sì. - Per me ti riprende.
Oh, io ti riprenderei.
Che cazzo de ragionamento.
- Sei un bravo cuoco, eh. - Ecco, ah, per quello.
Sì, a letto non lo so come sei, ma sei un bravo cuoco.
Perché ti servo.
Assaggiamo, va'!
Non è che se uno lascia una persona, poi non gli manca.
Non può essere, no?
Vabbè, stavate insieme da un sacco.
E Marta mi è sempre piaciuta, lo sai.
Oh, però passerà, dai.
Fidati, ti fa bene cambiare, eh.
Oh, poi non raccontiamoci stronzate,
non è che eri felice nemmeno prima, eh?
Vabbè, ma che cazzo... Felice...
- Vabbè, sai che c'è? Perché, tu sei felice?
Meglio. Così mi stai più concentrato. E lo sai perché?
Perché siamo pieni! Tutto il mese.
Aspetta, è uscito pure un articolo che ti volevo far leggere.
L'ho salvato qua. Allora...
dove ricomincia la cucina romana".
Eh? - Ammazza, oh!
Oh, pure le recensioni vanno forte. - Quanto l'hai pagato questo?
Niente, niente. No, no, no, non lo conosco nemmeno.
Le recensioni sono tutte... Vabbè, c'è solo uno, ma...
- Chi è? Fammi vedere. E' uno, ma...
- Queste me piacciono. - "Da evitare".
Vabbè, cambia nome utente, ma è sempre lo stesso.
Ne ha scritta qualcuna.
Insomma, è di sicuro qualcuno del quartiere che rosica
perché gli rubiamo la clientela.
"Il cibo non ha soddisfatto..."
Sì, vabbè, non lo guardare.
Non lo guardare, perché noi ce ne sbattiamo. E lo sai perché?
Perché quattro pallini e mezzo, a noi, non ce li leva nessuno.
Eh, allora sì che saremo arrivati. - Esatto!
Quattro pallini e mezzo, arriviamo pure a cinque!
- L'antifurto l'hai messo? - Sì, l'ho messo, l'ho messo.
- Buonanotte. - Buonanotte, bello.
I'm sorry, I didn't realize that this was completely raw.
Is it possible just like to cook it a little bit?
Eh, ma tartare is completely raw.
I know but I didn't realize that, sorry.
- I will ask to chef. - I appreciate that, thank you.
La vuole cotta.
Ma cosa, la tartare?
Eh, gliel'ho detto, ma non sa cos'è una tartare.
- Ma chi è? - Lui.
- Chi? - Lui.
Facciamogli un bell'hamburger, va'. Così se sente a casa. Teo?
Hamburgerata.
Tutto ok?
Niente, mi sa che ha la batteria scarica questo.
Da mo che la dovevo cambiare.
Ti do un passaggio?
No, mo chiedo a Claudio, non ti preoccupare, grazie.
E' già andato via!
Come "è già andato via"? E' già andato via?
Ma guarda, davvero, io ho la macchina qui dietro.
A quest'ora non c'è neanche traffico.
Sicura? Non è che...? - Sì sì. Sì, certo!
Grazie. Ma guarda te, quello! Ma dove è andato così presto?
E' tornato a casa.
Dice che è il suo primo giorno.
Oddio, si sente.
- Mamma mia! - Eh, è un po' fortino, sì.
Scusami, ma mi sembrava un posto carino.
E' che ancora non sono tanto pratico di qua, ci sto da poco.
Ti piace la zona?
Sì, dai.
Basta che non sia Trastevere.
Non la senti più?
No.
Per quello, appunto, vorrei proprio cercare di evitare di incontrarla.
Almeno non vado nei posti dove... dove andavamo insieme.
Beh, mi piaceva un sacco lei. Cosa è successo?
Così...
Siete stati molto insieme?
Eh, sette anni.
E allora eviti un sacco di posti.
Eh, sì...
Sì, lo so che sembra, e lo è, una follia totale, però...
...mi sento così, nel senso che poi, effettivamente...
...mi fa effetto, no?
Quando mi prende proprio male, anche solo a ripensarci.
E quindi evito.
Beh, anche a me è capitato.
- Sì? - Sì.
Noi stavamo insieme da meno tempo, però alla fine ho cambiato città.
- Ammazza, città, addirittura? - Sì.
Vabbè, è che stavo a Londra, ma non ci stavo più bene.
Pensa che una volta mi hanno chiesto "parmesan cream" sui calamari.
E che hai fatto?
Beh, niente, facevano la pizza con l'ananas, valeva tutto.
Capirai.
Eccolo.
Me lo sentivo, me lo sentivo che avrebbe scritto qualcosa, guarda.
"Uno dei migliori hamburger che mangiato in tutta mia vita".
Oh, cinque stelle!
Ma ti piace tanto leggere le recensioni?
Vedo che t'appassiona.
Eh, sì, sì, mi piace, io vado matta per le recensioni.
Ma non solo le nostre, eh. Anche su qualsiasi cosa.
Perché?
Non so, mi fanno tenerezza.
Ti immagini uno che torna a casa, si mette davanti al computer
e, non so, scrive su una tapparella elettronica?
Ho letto anche quello, eh.
La tapparella elettronica? Veramente?
Sì. La gente fa di tutto per non sentirsi sola.
Anche recensire una tapparella.
Certo, pure te che le leggi, però...
Io sono qua, sono arrivato.
- Bene. - Va bene.
Oh, grazie ancora, eh.
Grazie della serata. Dove stai te, qua vicino?
A Montesacro.
Come, a Montesacro? Ma che sei scema?
Sarà un'ora di macchina.
Ma no, è che mi fermo dalla mia ragazza che sta qua...
Cioè, non è proprio la mia ragazza. Vediamo come va.
No, vabbè, almeno stai qui, insomma.
- Sennò mi facevi sentire in colpa. - No.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Ci vediamo domani. - Sì.
Prima o poi bisogna pure ricominciare, eh.
E lo farai anche tu.
- A domani. - A domani.
"Mai più".
Che è 'sta cosa?
Eh, l'han dimenticata gli americani.
Che ci devi fare?
Chef, ti devi riprendere la città.
Che città?
E quindi, come vi siete conosciuti?
All'Antico Supplì.
- L'Antico Supplì. Non lo conosci? - No.
Non conosci l'Antico Supplì? Sei pazza?
E' il supplì più buono di Roma.
Vabbè, insomma, eravamo lì in coda, perché stava chiudendo
e io ero l'ultimo e lei era davanti a me.
Erano rimasti solo due supplì.
Ah, li avete divisi.
No, magari! Li ha presi tutti e due lei.
E te, le hai detto qualcosa?
No, io non le ho detto niente, però ho pensato subito:
"Ma guarda 'sta stronza".
Vabbè, e quindi?
E quindi, niente, poi fuori ci siamo messi a mangiare fuori,
c'erano due tavolini liberi.
Io con la mia pizza, lei coi supplì e la guardavo mentre mangiava.
Era sexy?
No, faceva schifo, era disgustosa, perché mangiava il supplì
e lo sbucciava come fosse un'arancia.
Levava tutto il fritto e si mangiava solo l'interno.
Ma è la cosa migliore!
Io che soffrivo come un matto a guardare 'sto spettacolo.
E quindi, le hai detto qualcosa?
No, no, io no, anzi.
Cercavo di non farmi vedere. E' lei che m'ha detto...
Ma che cos'hai da guardare?
Ah, e allora vi siete conosciuti.
Eh, sì, allora ci siamo conosciuti.
Non mangiava il fritto perché era a dieta.
Dimagriva, si ringrassava, in continuazione.
Che poi ho scoperto essere una cosa abbastanza frequente
per chi fa sport a livello agonistico.
Ah, è una sportiva?
Sì, sì, sì, faceva ginnastica artistica. Corpo libero.
Bello.
Che poi, vabbè, aveva praticamente smesso quando ci siamo conosciuti.
E' così, mangiava solo schifezze.
Infatti, una fatica all'inizio per insegnarle un minimo a mangiare bene,
cose sane.
Mi inventavo qualsiasi cosa per prenderla un po' per la gola.
E cucinavo in continuazione di tutto.
Perché all'epoca era ancora solo una passione.
Studiavo Economia, mi stavo per laureare.
Tu, Economia?
- Sì, sì. - Davvero?
E' lì che ho conosciuto Claudio. Ah, ma non lo sapevi?
- No. - Ci siamo laureati insieme.
E comunque, ecco, era una ragazza...
..particolare, molto...
..diversa da tutte le altre.
perché l'hai lasciata?
Cioè, è chiaro che provi qualcosa per lei.
Ma che ne so? Si fanno cose senza senso nella vita.
E' che non pensavo mi sarebbe mancata così.
Poi dicono che noi donne siamo complicate,
ma voi uomini siete il vero mistero, eh!
E' un mistero pure per me.
E poi che è successo?
E niente, poi ho smesso di cucinare per lei
e ho cominciato a cucinare per gli altri.
Ho aperto il ristorante.
Dai, noi siamo a buon punto.
Anche se forse la cosa che vorresti è rivederla.
Antonio?
Oh! Elisa, come stai?
Come va?
Bene, bene, dai.
Te? Tutto bene? - Bene, sì, sì.
Sergio, tutto bene?
Sì, tutto a posto. Tutto bene.
Come sta...?
No, perché io poi non mi sono fatto più sentire.
Infatti, vabbè, vorrei pure richiamare per sapere un attimo...
E' un po' che non...
Mh.
Che è? Sta parecchio giù?
Niente, è sempre staccato.
Ma non è che ti ha bloccato?
- No. Hai provato a scriverle?
- No. - E provaci.
"E provaci". Ma che cazzo je scrivo, Cla'?
- Eh, non so che cazzo le scrivi. Stupiscimi. - Vaffanculo, va'.
Eh, dai.
Come sta andando?
La nausea è sparita.
Bene.
Per il resto? Dolori, fastidi?
Niente.
Riesci a riposarti?
Così così. Le ultime notti, no.
Infatti, esco a fare due passi e mi tranquillizzo.
E' normale.
Dottor Staglianò.
- L'oncologo di cui ti ho parlato. - Salve. Marta. - Piacere.
La dottoressa lo sa, non mi piace girarci intorno.
Mi dispiace molto, ma abbiamo trovato delle metastasi,
come evidenziato dalle immagini della TAC.
Una all'encefalo, di un centimetro.
E poi c'è quella al fegato.
Probabilmente è quella che comincia a darle qualche fastidio.
Il fegato mi è sempre sembrato un caschetto da ciclista.
Non trovate?
Il polmone sinistro è libero.
Mentre la massa al destro è asintomatica.
Cioè, non ha dolore, nessun altro disturbo.
Certamente, dovremo verificare con ulteriori accertamenti diagnostici
la situazione.
E...
...m-mi devo operare?
La sua neoplasia è al quarto e ultimo stadio.
E per questo stadio non esiste propriamente una cura.
Questo però non vuol dire che non possiamo fare nulla.
Gli esami genetici hanno rilevato una buona compatibilità
con un immunoterapico, un biofarmaco.
E che vuol dire?
Impediamo alla neoplasia di continuare a svilupparsi.
E intanto cerchiamo di ridurla.
Cioè, non si tratta di sradicarla, ma di conviverci.
Una capsula al giorno.
L'orario lo decide lei, basta che lo rispetti.
E non devo fare altro?
No. Naturalmente la monitoreremo per vedere se la cura fa effetto
ed eventualmente correggerla. No, a parte questo, nient'altro.
Accetta di seguire la cura?
Perché non dovrei?
Eh, non sa quanti gettano via la scatola ancora prima di cominciare.
La gente fa un sacco di cose strane.
Se non ci sono altre domande...
Se c'è bisogno, ti chiamo.
Buona fortuna.
Grazie.
Lo so, sono tante cose tutte insieme.
Ma questa è una buona notizia. Concentrati solo su questo.
E sì, il fegato, sembra un po' un caschetto da ciclista.
Tu sei sicura che non ti hanno detto nient'altro?
Nient'altro.
Vabbè, magari la prossima volta ti accompagno.
Poi vediamo, sì.
Non vuoi che resto qui?
Vabbè, comunque, io ci metto un attimo, Marta,
posso andare a fare il check-in e torno subito.
Davvero, non c'è bisogno.
E quali sono i prossimi passi?
Ma quali prossimi passi?
Non so, ti metterai in mutua?
Non mi hanno detto niente del genere.
Ma poi, se mi metto in mutua, poi che faccio?
Ti prendi cura di te.
Poi abbiamo un sacco di cose da fare.
Sistemiamo questa casa, non so...
Cambiamo le sedie.
L'hai letta la mail che ti ho mandato?
No, l'ho persa.
Vabbè, te la rimando adesso. E' un corso di mindfulness.
E' un percorso guidato di respirazione consapevole.
Mi sta aiutando molto.
Magari ti può servire per sopportare meglio la cura.
Fermati.
Dedica questo momento a te.
Trova uno spazio tranquillo dove nessuno possa disturbarti.
Fallo con calma.
Non c'è nessuna fretta, non c'è nessun giudizio.
Ora siediti, con la schiena dritta.
Porta l'attenzione alla tua postura.
Che non sia rigida, ma dignitosa.
Prenditi qualche istante per esplorare queste sensazioni.
Portiamo la consapevolezza a livello delle sensazioni fisiche,
concentrando l'attenzione sulle sensazioni del peso
e della pressione nel corpo.
Meglio, no?
Che giornatina.
Meglio così, no?
Avrei dovuto farlo prima, ma meglio tardi che mai.
Lo sai?
Pensare ad Antonio ora non fa male.
- Ciao. - Ciao.
- Un caffè, per favore. Subito.
Ora buca?
- Sì. - Sono le migliori.
Io ho ricevimento, ma non si è iscritto nessuno.
"L'uomo è ciò che mangia".
Feuerbach.
Che poi è un grande equivoco, eh.
Ormai tutti lo interpretano come un invito a mangiare sano.
Ma perché, non è così?
No.
Quel che voleva dire è che...
...è che nel cibo mettiamo i nostri simboli più importanti.
Mh.
E' per questo che in uno dei suoi ultimi testi si è inventato
"gastroetologia".
Mh.
Sostiene...
...che noi siamo ciò di cui si nutre il mistero.
Il cibo che lo alimenta.
Ovviamente, per mistero intende il divino.
- Ti sto annoiando, vero? - No, no, è interessante.
Sì?
- Agostini? - Sì?
C'è il nonno di Vignali per lei.
Il nonno?
Dice che poteva solo lui.
Ma perché non prenotano?
Io ci sono, ma potevo non esserci, eh.
- Però c'è. - Sì. Eh... Eh, scusami.
Arrivo, arrivo, arrivo.
Sei fortunato.
I genitori dei miei studenti non rispondono nemmeno ai miei messaggi.
Sai che ti invidio, Miss Marta?
Ti invidio veramente tanto.
- Offro io. - No, no, offro io.
Ora ne prendiamo un altro, va bene?
No, voglio questo qui, non ne voglio un altro.
Ma questo è caduto, non possiamo prendere questo,
ne prendiamo un altro. - Non mi importa, voglio questo qui!
- Salve, buongiorno. - Salve.
Posso servirla? - Sì. Un cono.
Sì. - Medio.
Va bene.
Anzi no, grande.
Va bene, un cono grande. Allora, che ci mettiamo?
Allora, cioccolato...
fondente, fondente con arancia
oppure gianduia o questo qui...
Cioccolato... questo. Questo è fondente?
Sì. - Sì. Va bene.
Poi?
- Questo. Questo qui. Va bene.
- Prego. - Grazie.
- Grazie a lei. Buona giornata, arrivederci. - Ciao.
Sì, sì, sono tornata, sì.
Guarda che devi imparare anche a stare da solo.
Non è che posso sempre stare qui.
Non posso stare sempre qua.
E guarda.
L'ho presa per noi, le dobbiamo dare un nome.
Lo scegli tu?
Sì? Va bene.
Tutti con Alessia.
Bacino. In linea, Alessia. Vai, vai, vai!
Mirti! Te lo sequestro, eh.
- Torni a fare gli esercizi? - Ho l'automatismo, prof!
Ragazzi, Mirti ha l'automatismo.
Giulia, su! Voi due, forza, su!
- Prof, la prego, basta! - Dai, dai, dai, dai!
Vai.
Per oggi basta così.
Riprendetevi. Riprendetevi.
A terra, respirate, riprendetevi.
- Arrivederci, prof. - Ciao.
Arrivederci, prof.
E' già suonato il cambio d'ora? - Sì.
Ecco, è ufficiale, son diventato sordo.
Tu mi piaci.
Scusa?
Hai capito benissimo.
Vediamo un po'.
- Mi si è riaperto qui. - Aspetta.
Ah!
Resisti.
Dai, dai.
Basta.
Ahh...
Piano.
Ma che, c'è qualcuno?
- No. - Ok.
A te?
Tieni. Ok.
- Vediamo a te. - Tieni.
Vediamo il tuo.
Dimmi se faccio male.
Fai piano, eh. Mamma mia!
Ahh...
Dai, basta.
- Sì. - Fa bene?
Fa male?
No, no.
Copriamoci.
Marta? Marta?
Ciao.
Ciao.
Ci conosciamo?
Sì, cioè, ci siamo incontrate al ristorante di Antonio.
- Ah. - Lavoravo lì.
- Ah, sì, tu sei... - Silvia.
Sì. Silvia.
- Ciao. - Ciao. Come stai?
Bene, tu?
Bene.
- Grazie. - Prego.
- Tieni. - Grazie.
E ti ha portato anche qua?
Sì.
E all'Antico Supplì?
No. Però me ne ha parlato.
- Ah. - Sì.
Forse non gli piaceva così tanto.
No, è che poi non l'abbiamo proprio finito quel giro.
Come sta?
Da quando mi sono licenziata, non ci siamo più sentiti.
- Ti sei licenziata? - Sì.
Faccio uno stage in una galleria d'arte qui dietro.
In realtà, mi ero scordata di avere fatto domanda.
Sì, poi quando mi hanno presa non sapevo proprio cosa fare.
Ho fatto un po' un casino.
E ti piace?
Beh, non lo so.
Ho un po' questo problema che non so cosa voglio fare.
Un giorno è la cucina, un altro è la fotografia...
Alla fine non vado mai in fondo alle cose.
Vorrei trovare una cosa ma...
Boh, non lo so.
La troverai.
Arriverà.
Sì.
Non so neanche perché ti ho fermata.
Cioè, magari non ti dovevo dire queste cose.
No. Invece, guarda, è...
...è assurdo e buffo. Va bene.
Oggi ho scoperto che due mie allieve si tagliano.
- Si tagliano...? - Le braccia.
Come si chiamano loro?
Giulia e Flaminia.
Pensi che stiano insieme?
No.
Non lo so...
Forse.
Di sicuro non sono in un buon momento.
Invece anch'io mi sono tagliata per un po'.
Sì?
Hai presente quando fai una doccia gelata?
E poi ti senti tutto il corpo pieno di energia?
- Sì. - Beh, è così.
Ma poi non l'ho detto a nessuno perché mi vergognavo un po'.
Ma loro, almeno, non si vergognano. Si sono, tipo, trovate, no?
Io mi sono sempre vergognata di tutto.
- Ah, sì? - Sì, di tutto.
Poi, alla tua età, il mio corpo, i miei capelli...
Ma perché i tuoi capelli?
Non lo so.
Ti manca?
Mi manca qualcuno che mi stringa la notte.
Mi manca sentire il calore di un corpo vicino al mio.
A volte, i baci.
Ma più di tutto mi mancano le barzellette.
Quando me ne raccontava una,
era come se mi dicesse che sarebbe andato tutto bene.
Io sto qua.
Allora buonanotte.
- Sì. Ciao. - Ciao.
Sai cosa dice la funga al fungo quando gli chiede di fare l'amore?
"Sei un porcino"!
- Ciao. - Ciao.
Ehi! Vieni qua.
Ciao.
La terapia sta facendo il suo dovere.
Le metastasi si sono stabilizzate.
Quella dell'encefalo è diminuita di 3 millimetri.
Ha riscontrato qualche effetto collaterale?
- Cambio dell'umore, dell'appetito? - No, nessuno.
- Bene. - Bene.
Continuiamo così.
- A presto. - Arrivederci.
Io son contenta per te.
In questi giorni che cosa stai facendo?
Ho cominciato a studiare il coreano.
- Il coreano? - Sì.
Sono un po' gelosa.
Jirko, non prenderti gioco del mio accento.
Marta!
Ciao. - Ciao.
Che bello che sei passata! Elisa sta arrivando, spero, credo.
Sì.
Ehm...
Senti... mi ha detto tutto.
Ma io non ti volevo stare addosso, mh?
- E' bello, eh. - Sì.
- Tu lo sai che io ci sono per te sempre, vero? - Sì, sì.
Bella la mostra.
Ah, sì, sì, ma è merito di Lucio. Lucio! Lucio!
Eccolo. Ti presento Marta, la sorella di Elisa.
- Ciao, piacere, Lucio. - Piacere.
- Mi hanno parlato di te. - Ah, sì? - Sì.
Lui è il matto che mi ha seguito in tournée in tutti questi anni.
Il matto sei tu che hai accettato.
E di chi altro mi sarei dovuto fidare se non di te, no?
Vero?
- Eccomi! - Eccola.
Amore, ci pensi tu a questi, per favore?
- Sì, agli ordini. - Grazie.
Sei arrivata...
Eh, sì, devo prendere gli altri fiori in macchina.
- Ciao. - Tutto di corsa.
Allora, adesso io scendo, svuoto la macchina, poi parcheggio.
- Ti do una mano. - No, no, no, stai qui e goditi la mostra.
- Ok. - Ciao.
- Ciao. - Come stai?
Ciao. Ma che bello che sei qui.
Non me lo sarei perso per niente al mondo.
Oddio! Aspetta, io la conosco. Marta.
- Rebecca? - Sì. Tommaso, mio marito.
- Piacere. - Ciao. Piacere. - Come stai?
Si vede tanto, eh?
Tommy dice di no, perché non vuole farmelo pesare,
però io sono una balena. Ottavo mese, pazzesco!
Eh, già.
E' un maschio.
All'inizio non volevamo saperlo,
però dall'ecografia si vede tutto, quindi... - Sì, incredibile, in 3D.
E' come avere il bambino davanti a te.
Vuoi sentirlo?
Eh, no, no.
Come "no"? Dai, non mi dà fastidio.
- Ma no, veramente! - Ma dai, insisto.
Puoi sentirlo. Dai!
Ah, mamma mia, non ci vediamo da una vita.
Anche con Elisa ci siamo perse di vista.
Io e Ely eravamo inseparabili al liceo, davvero.
Quando mi ha invitato, ho detto "io non posso mancare" e quindi...
Oddio! Hai sentito?
- Sì. - Un calcetto!
Si vede che gli stai simpatica. Falle vedere le foto!
Ah, sì, certo.
- Che bello vederti! Come stai? - Un attimo, dovrebbero essere qui.
- Cerca... - Ho un tumore al quarto stadio.
Scusa?
Cioè, vuol dire che ha metastatizzato in altri organi
e che forse non è curabile. Ma, a parte questo, tutto bene.
Oddio, ci stavo per credere.
Anch'io.
Sei qua?
Sì.
Bella mostra.
- Sei seria? - No.
Però Sergio è contento, mi pare.
L'ho tradito.
Lo so. Eh...
- Con chi? - Con Lucio.
- Lucio? - Lucio, quello di prima. - Lucio...
Oddio.
E che dovevo fare?
Ci provava da quando ci siamo conosciuti.
- Gliel'ho pure detto a Sergio. - Gli hai detto che l'hai tradito?
No, gli ho detto che Lucio ci provava.
- E lui? - E lui s'è messo a ridere.
L'ha detto a tutti i nostri amici.
E allora tu l'hai tradito per ripicca?
No, no, io l'ho tradito perché mi faceva tenerezza.
Banale?
E ora?
No, adesso è finita.
Bene.
Però, l'ultima volta che l'abbiamo fatto...
- Ma come, quante volte...? - Vabbè, che t'importa questo?
L'ultima volta che l'abbiamo fatto,
io gli ho detto che prendevo la pillola.
Ma tu non prendi la pillola.
E no, io non la prendo la pillola.
Oddio, no.
Sono un mostro?
Sì.
Sì, tu sei un mostro.
Tu sei sempre stata un mostro.
Guarda, lo puoi dire soltanto perché sei malata.
Quando non ci sarò più...
- Dai, Marta, non cominciare. - No, no, no, aspetta, ferma!
Guardami.
Quando non ci sarò più, affitta pure casa mia.
O vacci a vivere, o vendila, fa' quello che ti pare.
Però prima fai una festa.
- Ma che dici? Una festa? - Sì, sì.
- Come questa? - No, no, no, una festa vera.
Con la musica, il cibo buono, le persone che ti piacciono davvero.
- E regala tutto. - Ma come, regalo tutto?
Sì, sì, sì, tutte le mie cose, regalale.
E soprattutto...
...smettila di occuparti delle cose stupide.
Ok?
- Va bene? - Sì.
Fai la vita che vuoi, con Sergio,
senza Sergio, con i figli, senza figli...
...ma fai la vita tua.
Va bene?
Senza inseguire le stronzate, le bugie.
Mh?
- E non piangere. - No.
- Non piangere. - No, non piango.
Te lo prometto.
Di chi è quel cane?
Le ho detto di fare quello che vuole con l'appartamento.
E anche tutto il resto.
Però non so se mi ha ascoltato davvero.
E non so se se ne ricorderà.
Penso che la vita valga la pena di essere vissuta veramente.
Nonostante tutto.
Per tutto.
Anche...
Anche per questo.
Per questo che sta succedendo e...
...e per questo...
...per questo...
..per questo, Jirko.
Chissà se Elisa se ne ricorderà.
Spero tanto di sì.
Ciao.
Ciao.
Feuerbach?
In buona compagnia, Hegel e Schopenhauer.
Tabula rasa.
Quando vuoi, facciamo un ripasso.
Stasera?
Stasera... Stasera ho calcetto.
- No... - No, va bene, non importa.
Un'altra volta. Facciamo un'altra volta.
- Un'altra volta? - Sì.
Un'altra volta.
Ce l'hai il mio numero?
No. In effetti, no. Aspetta.
Sì. Zero, zero, zero, zero.
Tieni.
Va bene, allora ti scrivo, eh?
- Sì. E io ti rispondo. - Ah, grazie.
- Ciao. - Ciao.
Dagli un calcio lì!
Non fatelo scappare.
Oh, ma che cazzo state facendo? Che fate, oh?
Che cazzo state facendo?
Che fate?
Vaffanculo, spostati!
Gli fate male, basta!
Che succede?
Sono delle bestie, hanno ucciso un piccione.
Volevamo fermarli, ma ci hanno bloccate.
Ma come, l'avete ucciso?
Andatevene. Andatevene!
Ma siete dei cretini?
Aspetti, prof!
Prof, non lo butti. Possiamo seppellirlo.
Seppelliamolo.
Allora, piccione, per quelli come te...
..per quelli come noi...
..la vita è solo un incidente bellissimo.
Tu vola alto, molto alto.
Fregatene di quello che pensa la gente.
Perché la vita non è nel sangue,
la vita non è nelle cicatrici.
Se vuoi vivere veramente...
..ama anche se hai paura che nessuno ti ami.
E prenditi cura delle persone...
...anche se questo, a volte, ti farà soffrire.
E non ti fare del male da solo.
Perché a farti male ci pensa già la vita.
Ma la cosa più importante è che domani ci sarà una nuova alba
e un nuovo tramonto.
Con o senza di te.
E adesso vola, piccione.
Marta.
Te l'ha detto Elisa?
Sì.
- Ma mica sono un estraneo, oh. - Mh.
Sono un estraneo?
No.
Io voglio solo sapere come stai, Marta, nient'altro.
Tutto il resto... Le stronzate non mi interessano.
Quando sei andato via sono stata male.
Sono stata molto male.
E poi ho scoperto di essere malata.
Ed è cambiato tutto.
Mi dispiace.
Non ho avuto più tempo di pensare a tutte le cose nostre...
Certo.
- Mi dispiace, guarda... - Ma di cosa ti dispiace?
Mi dispiace di tutto, mi dispiace! Di che cosa, Marta?
Mi dispiace di tutto, di com'è andata, di...
...del fatto che ci siamo lasciati. Che ci siamo... che io t'ho lasciato.
Eh, beh, è ben diverso.
Non è che...
Sono stato malissimo pure io.
Sempre peggio.
Non me ne frega un cazzo di tutto il resto, inaugurazioni...
Non sono più andato a un'inaugurazione.
Adesso avrei voglia soltanto di tornare a come stavamo prima...
...di occuparmi di te, di fare qualcosa per te, combattere...
Ma che dici?
Guarda che se fossimo rimasti insieme,
sarebbe stato diverso e sarebbe stato peggio.
Perché, in che senso?
Non lo so, legato a vita alla malata terminale.
Ti immagini? Ma sì.
E non si sa se rimani con me
perché mi ami o perché hai il senso di colpa.
Ma che cosa dici?
- E' così! - Non è così. - Ma certo che è così.
- Ma questo lo sai te... - Lo so io, è così.
Io invece so che in questo momento ti amo.
Ti amo! E' una cosa che sento proprio.
Veramente.
Credevo che la mia vita non sarebbe stata nient'altro che noi.
Noi due.
Ma non era così.
C'era qualcosa dopo.
E se tu non mi avessi lasciata, se non mi fossi ammalata,
non l'avrei mai saputo.
Cioè, stai meglio adesso...?
E' una cosa bella, sì.
E' terribile, ma è bella.
Quindi, mi stai lasciando.
Pari.
Siamo pari.
E' bello sapere che mi ama ancora, non credi?
E' bello sapere che...
...che qualcuno mi ha amato, un momento.
No, ma tu non lo puoi capire.
Ti amano milioni e milioni di persone.
Ma quando non ci sarai più...
...dove andrà a finire tutto questo amore?
Tutto l'amore di tutte quelle persone.
Un po' è come il peso che si perde.
Dove vanno a finire tutti quei chili?
Dove?
Ho sempre voluto saperlo.
Gli esami hanno mostrato una certa instabilità.
Le metastasi hanno ripreso a crescere.
Può succedere che la neoplasia muti e non risponda alla...
..alla terapia.
E n-non c'è un'altra terapia?
Non sappiamo come procederà d'ora in avanti.
Dove ho sbagliato?
- Cosa, scusa? - No, dico, io...
...ho fatto quello che mi avete detto voi.
Dove ho sbagliato?
Ci deve essere qualcosa che potevo fare meglio.
Siamo...
Siamo esseri complessi e la volontà non c'entra.
E' un mistero.
Ma a volte il sistema s'ingarbuglia.
Nel mondo c'è solo un essere vivente che non si ammala.
- E qual è? - L'ameba.
Passa tutta la sua vita senza far nulla.
Non sa neanche di esistere.
E non si ammala, è vero.
Ma non potrà mai imparare il coreano.
"Ttong".
"Ttong".
Cosa significa?
"Merda".
Radiatori, rucola e limone. Sembra ottima.
Non l'avevo mai mangiata.
E' la pasta più facile del mondo.
Me l'ha insegnata Antonio.
Guarda, il segreto è...
...è questo qua.
L'olio aromatizzato al peperoncino e alla scorza di limone.
Mi aveva detto che l'avrebbe messa nel menù e l'avrebbe chiamata
"pasta alla Marta".
Però non l'ha mai fatto.
Tieni.
Anche questo.
Questo lo prendo io, vai.
Grazie.
Senti, come stai affrontando la...
...la separazione? Scusami, eh. Forse non...
Ah, la separazione? Bene.
Mh. Mmm...
Buona. No, veramente, buona!
Sì.
- Mh. - Grazie.
Allora, io ti ho invitato qua...
- Sì? - ...perché...
...ti volevo dire che mi prenderò un periodo di pausa lungo.
E che viaggerò.
Quando? Dove?
N-non lo so, non lo so, però sarà un lungo viaggio.
Ma dove?
- In Corea. - In Corea?
Sì, sì, in Corea.
Perché sai, con Antonio, con il ristorante,
non potevamo mai andare da nessuna parte e quindi ho deciso di vedere...
...di vedere dei posti che non avevo mai visto.
Oh!
No, bello! Voglio dire, vedere posti, viaggiare...
Sì, sì.
- Bello. Bello.
E per questo, ti volevo chiedere una cosa.
Anzi, due.
Sempre al suo servizio, Miss Marta.
Mi ricordo quando hai cominciato a chiamarmi così.
Allora...
Giulia e Flaminia, voglio che tu le tenga d'occhio.
Perché non so se qualcuno le sta controllando,
ma, secondo me, i loro genitori non si sono resi conto
di quanto sono fragili.
Mh-mh.
- Va bene. - Lo farai?
- Puoi contare su di me. E' importante.
Bene.
Tutto bene?
Sei triste un po'.
No, no...
Guarda, non so come dirtelo, ma...
...ma so che, se non lo faccio, me ne pentirò per tutta la vita.
Non so nemmeno come ho trovato il coraggio di venire qui
quando mi hai invitato, ma devo dirtelo.
Mi mancherai.
Mi mancherai tantissimo.
Sono felice ogni giorno, se riesco a vederti.
Mi basta...
...una rapida occhiata al corridoio della scuola...
...una parola o due.
Adoro...
...adoro i tuoi capelli spettinati.
Il modo in cui non fai le cose che non vuoi fare.
Il modo in cui pedali come se volassi.
- Come E.T.? - Come E.T., brava, esattamente.
- Cioè, non come E.T., come Elliot, no? Elliot, sì.
Il suo amico. Era lui che... che volava.
L'altro giorno, quando mi hai detto che ti piaccio,
mi sono sentito così felice...
...che pensavo che il mio cuore stesse per esplodere.
Sai?
Bene.
- Bene? - Bene.
Bene.
Perché...
...questo è collegato alla seconda cosa che vorrei chiederti.
Dimmi.
Vuoi baciarmi?
Posso... posso baciarti di più?
Sì.
Ti ho detto che ho un'altra teoria
sugli storni e la loro danza, vero?
Io penso che la danza, le forme nel cielo, il mormorio,
lo fanno semplicemente perché amano farlo,
e sanno che lo amiamo anche noi.
Cerchiamo sempre di trovare una ragione per ogni cosa.
Un "perché".
Perché amiamo una persona?
Perché non amiamo una persona?
Perché gli uccelli danzano?
Perché ci sentiamo infelici anche senza un vero motivo?
Ma la maggior parte delle cose nella vita, compresa la vita stessa,
non hanno un vero perché.
Avrei voluto capirlo un po' prima.
Tu...
Tu hai ancora tempo.
Allora, praticamente c'è Marx che muore, no?
E va, giustamente, da San Pietro.
E San Pietro lo manda all'Inferno, ovviamente, no?
Solo che, subito, quando va là, comincia a fare casino.
Allora lo chiama subito Lucifero
"A San Piè! Ma chi m'hai mandato?"
"Ma questo dice che gli uomini sono tutti uguali, stanno in protesta".
"Ma perché noi dannati e quegli altri in Paradiso?"
"Insomma, levamelo, perché è un casino qua".
"Vabbè, cerchiamo di mandarlo in Paradiso,"
"speriamo che Dio non se ne accorge". E lo manda in Paradiso.
Passano gli anni, va tutto bene.
Dopo millenni, Lucifero richiama San Pietro e je dice:
"A San Piè, a parte che è tanto che non ce vediamo. Come stai?"
"Ma con quel Marx, com'è andata a finì?"
"Chi? Ah, ma Carletto?"
"Carletto, capirai, è uno dei nostri qua."
"Sta sempre con Gesù, parlano, condividono un sacco di valori."
"Come? E Gesù che dice? Non dice niente?"
"No, anzi..."
"E la Madonna?"
"La Madonna pure, è contenta". "E Dio che dice?"
"Dio? Ma quale Dio?"
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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