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Original subtitles

Il giorno più bello della mia vita

è quando è nata mia figlia Valentina.

Il secondo giorno più bello è oggi,

perché Valentina si sposa con il mio braccio destro, Carlo.

Il terzo giorno

sarà quando Valentina mi darà il primo nipote.

[applausi] È vero o no?

Bravo, bravo!

- Bellissimo discorso, complimenti! - [Arturo] Grazie.

[Antonio] Ti è piaciuto, Sergio?

Se mangio un vocabolario e cago parole a caso, viene meglio.

Non dire così! Sei fortunato.

Tua figlia è capitata bene, Carlo è un bravo ragazzo.

Mi auguro che anche mia figlia Marta sia così fortunata.

A proposito, vi ho detto che si è iscritta...

- Al conservatorio. - [Antonio] Privato.

- E suona... - Il violino.

- No, il pianoforte! - Ah.

- Sapete quanto mi costa? - No.

- Venticinque anni di rate, "long rent"! - "Long rent"?

Io mi auguro che mia figlia non mi porti vicino un "extra".

Un "extra" cosa? Ma che dici?

Il giorno del matrimonio di mia figlia non diciamo minchiate!

- Sergio! - Minchiate!

Voglio vedere se tua figlia si sposava uno zingaro,

con vicino tutta la corte dei miracoli, come la prendevi!

Ma che vuol dire? Se è contenta lei, se è felice, perché no?

- È democratico. - Lo accetteresti anche tu.

- Toh! - Occhio con questo braccino.

Ricorda che tua figlia si è fidanzata e non ti ha detto con chi.

Mia figlia non si è fidanzata.

- Non si è fidanzata? - Tranquillo, non si è fidanzata.

[Sergio] Se si fosse fidanzata, me l'avrebbe detto.

- Certo, è il padre. - Certo.

- Sì, te lo dico io, me l'avrebbe detto. - Hai ragione.

- Mi avranno riferito male. - Esatto, ti hanno riferito male.

- Chi te l'ha detto? - Chi me l'ha detto? Tu!

- Io? Ma che dici? - E chi, io?

- Che hai detto? - Venite!

- Che hai detto? - Ma chi?

Venite! Gli invitati stanno entrando.

- Non dargli retta. - Ma cosa?

- Non me l'ha detto! - Che t'ha detto?

- Mi sono sbagliato! - Non ho detto nulla.

[Sergio] Chi te l'ha detto?

Su una cosa ha ragione, mai un giorno di tregua, stai sempre incazzato!

- Ma perché? - Perché è un cafone!

Con i soldi di questo matrimonio ci campo tre anni!

[Antonio] Pure quattro. Ti vuole umiliare!

[campane]

[voci indistinte]

[uomo] Auguri, Carlo.

[voci non udibili]

Ma dov'è? È tardissimo!

- Stai combinando qualche casino, tu? - No.

- No? - No, perché?

Perché di questo non me ne parli? Che fai, Sara?

Mamma, te ne parlerò quando sarà il momento.

- Sei attenta? - Sì.

Guarda, c'è papa.

Ti sei fidanzata.

- No. - Di' la verità.

- No, assolutamente. - Sara.

Papà, te lo direi! Tranquillo.

[Antonio] Permesso... Scusate, permesso, abbiate pazienza.

Paola, nostra figlia dov'è?

- Non lo so, sarà fuori, vedrai. - Deve suonare!

- Vado a cercarla. - Vengo con te.

[musica ad alto volume] [Paola] È domenica!

Mamma mia, appunto. Calmiamoci, un giorno a settimana!

Per favore, con questa musica! Abbassiamo?

Siamo davanti a una chiesa, insomma! Giovanotto!

- [in romanesco] Ma che cazzo vuoi? - Abbiamo trovato il bullo!

Che voglio?

Polizia, patente e libretto.

- [Marta] Papà. - Marta?

- Eh. - [Antonio] Tesoro, che fai qua?

Niente, Simone è un mio amico, viene a scuola con me.

Scusi, non sapevo fosse il padre di Marta, mi dispiace.

Se non ero il padre di Marta, mi potevi mandare a quel paese?

Va beh, incidente chiuso.

- Io mi chiamo Antonio. - Biondo.

Lo vedo che sei biondo, come ti chiami?

È il nome d'arte, faccio musica. Comunque mi chiamo Simone.

- Ah! - [Marta] Eh.

- Paola, la madre. - Scusi, mi ero dimenticato, Simone.

La musica che stavate sentendo fa schifo.

- È un pezzo di Simone, è un rapper. - Questo cambia le cose.

Quello che cos'è?

- Questo? - [Paola] Eh.

[Biondo] Un drum, risparmio sulle sigarette.

Che ti credevi? È un po' all'antica... È un drum!

Che è un drum? Vogliamo andare, che devi suonare?

- [Marta] Arrivo subito. - Forza! Subito!

- Arrivo. - [Biondo] È stato un piacere, a presto.

- Non è detto. - Sì.

- Ciao. - Arrivo.

- Che figura di merda! - Te l'avevo detto!

- È davvero una guardia. - Dammi un bacio.

Arriva! Arriva!

Zio, sta arrivando!

Amore mio. Hai pianto.

- Un po'. L'emozione. - Ti credo, dillo a me.

Stanotte non riuscivo a prendere sonno.

Ti ricordavo in quella culla: "Ué! Ué!" Ti ricordi?

- [Valentina] No, papà! - Dai! Eh?

Così però non ne usciamo, ricomincio a piangere.

No, no.

Andiamo che sta aspettando. Quanto sei bella.

- Oplà. - Eccoci.

[Arturo] Dio mio.

- Sei stupenda. - Grazie.

Sei veramente bella.

Aspetta! Ohi!

Ti volevo solo dire che ti amo tantissimo.

Non l'ho mai vista. Andiamo.

È una bambina! Ma chi l'ha mai vista? Chi sei, perdona?

Sarai infelice per sempre, lo sai pure tu.

Non ti devi sposare per forza, Vale.

Chi è? Dimmi che non la conosci. Sta scherzando?

- Scusa, papà. - Scusa cosa?

Dove vai?

- Valentina! - Grande! Brava, amore mio!

[Arturo] Ma che succede?

Cos'è, uno scherzo?

Amore!

Aspetta.

[Alexia] Sbrigati, amore!

[voce non udibile]

[sottovoce] Aspetta, a papà. Sull'apertura, overture.

Vai, vai!

[musica di pianoforte]

[sottovoce] Marta.

Marta! Ferma, a papà! Ferma! Marta!

Nenné! Ferma!

[Biondo, PC] Scopo due troie perché mi annoio

Le scopo forte, dopo le mollo

Fumo per strada, nulla mi cambia Piscio sull'auto di questa guardia

Dormo la notte su un pacco d'erba

- Con la pistola sotto il cuscino - Paola!

[Biondo, PC] Metti la droga sopra quel piatto

Paola!

Sciolgo pasticche sulla lingua Le lego i fianchi con la cinta

- Mi strappo il cuore... - Marta!

- [Biondo, PC] Voglio i milioni... - Paola! Paola! Abbassa il volume!

- Ma che è? - Era Biondo.

- Chi? - L'amico di tua figlia.

Quello della chiesa?

In tre canzoni minaccia di sparare a qualcuno,

in sette parla di canne e nelle altre tromba chiunque gli capiti a tiro.

Devi proibire a nostra figlia di vederlo!

Stavolta lo fai tu.

Sono stanca di essere la madre stronza mentre tu sei il padre che capisce.

Perché mi guardi così? Hai paura?

Arresti i delinquenti, non puoi avere paura di tua figlia, no?

- Io esco. - Ciao!

- [Sergio] Torni tardi? - [Sara] Papà, dai!

- Che fai? - La seguo.

- [Sergio] Ho scoperto che ha un ragazzo. - Lo so.

Lo sai? Ma lo sanno già tutti? Perché sono l'ultimo a scoprire le cose?

Perché non ti controlli.

Che ha detto la psicologa?

[insieme] "Devi contare fino a dieci."

Ecco.

- Chi è questo? - Non lo so. Fa il fotografo.

Fa il fotografo e? Si può sapere di più?

- Da dove viene? Quanti anni ha? - Non lo so!

- Sara non vuole ancora dire niente. - Cazzo!

Conta.

Uno.

[Sergio] Due.

- Tre. - Bravo.

- Mi vado a cambiare. - Quattro.

Cinque.

- [Alice] Sei! - Sei, sei!

- [Isabella] Sai dov'è mio marito? - [uomo] No.

Arturo, ma che fai, fumi?

Hai smesso da 15 anni.

- Non puoi stare così, stai esagerando. - Sto esagerando!

Tu prendi le gocce per dormire e io esagero.

- Ci sto provando, però. - E io no, non ci voglio provare.

C'è Carlo che piange tutto il giorno in studio.

La sua famiglia mi vuole morto.

Ho fatto il mutuo per una casa inutile.

Mi rimproveri perché mi fumo una sigaretta?

Io mi buco! Mi faccio le pere, fra un po'!

Intanto prendi queste.

Io questi li difendo, capirai. Tu non li conosci.

Questi vengono da lontano, vengono da fuori e vogliono sistemarsi.

Sei l'uomo che ho sposato o quello che mi trovo davanti da qualche giorno?

Faccio finta non aver sentito queste bestialità.

- Fatti una bella dormita. - Ma chi dorme?

- Chi dorme più? - Quaranta gocce.

- Quante? - Quaranta!

[Alice] Paola, non ci mettiamo la mela!

- [Paola] Perché? - [Alice] Assorbe tutto il succo.

[Isabella] Sa solo di limone.

- Va beh. - [Arturo] Salve.

- Guarda chi c'è. - Buongiorno!

[Alice] Buongiorno!

Che mi hai dato ieri sera? Non riuscivo a svegliarmi.

Esagerato! Lo prendo da sette giorni e non mi fa più niente.

Hai ricominciato con i sonniferi?

[Isabella] Non è bello, quando scopri che non hai capito niente di tua figlia.

Pensa a quanto si dev'essere sentita sola.

Avete sempre avuto un rapporto bellissimo.

Però non è che ora dobbiamo consolarci. Noi tre possiamo dirci la verità, o no?

Io la capisco benissimo, perché starei molto peggio al tuo posto.

- Scusami, ma è così. - [Alice] Anch'io la capisco.

Ma non dobbiamo sentirci le uniche responsabili

di quello che succede alle nostre figlie.

Io intanto quel Biondo a casa non ce lo voglio.

Sai che facciamo?

Cacciamo gli invasori.

[Alice] Li minacciamo.

Roviniamo la loro vita, finché non lasciano stare le nostre figlie.

Sto scherzando!

Non vi ricordate quello che abbiamo combinato noi tre?

[Paola] Noi no, tu sì.

- Voi due! - [Alice] Ho dei primati.

Infatti papà stava esaurito. Diceva che avevamo sposato tre imbecilli.

No, voglio dire...

Vado.

Comunque l'imbecille voleva un nipotino.

Così, tanto...

Sai qual è il problema? Non sono le nostre bimbe, sono loro.

[Sergio] Fammi capire. Oh!

Vuoi far scappare i fidanzati delle nostre figlie?

Allora facciamocele rovinare. Va bene, eh?

È una vita che facciamo i sacrifici per loro.

No, noi abbiamo fatto sacrifici.

- Ehi. - Tu non credo.

Io non ci sto, vi ricordo che porto una divisa.

[Sergio] Comunque il problema è tuo.

- Io non so neanche con chi sta Sara. - Bravo.

Io in mia figlia ho fiducia, perché io l'ho educata bene.

No, tu non l'hai educata, tu l'hai chiusa dentro casa, è diverso.

Adesso esce e vedrai che combina.

Perché auguri disgrazie agli altri perché le hai avute tu?

- Guarda che ha ragione. - Di che parli, Sergio?

Non sai niente della tua famiglia! So più cose io di tua figlia che tu!

Oh, guarda che non te la devi prendere con noi

se tua figlia si è messa con una femmina.

"Ammazza", quanto sei stronzo!

Meglio che me ne vado, o vi mando a fare in culo a tutti e due.

Anzi, sai che c'è? Andate a fare in culo.

Ci ha mandati a fanculo?

Soffre.

[porta che si apre]

- [Valentina] Hai ripreso a fumare, papà? - No. Sì, ho ripreso a fumare.

Ma per un periodo, ogni tanto, insomma...

Parliamoci chiaro, mi hai educata con certi valori.

Se adesso all'improvviso ti dà fastidio che io stia con una donna,

magari pure perché è di colore,

me lo devi dire in faccia, almeno so chi sei.

Non mi importa se è di colore o se è una donna!

Puoi stare con chi vuoi,

ma te ne sei andata il giorno del tuo matrimonio!

Perdonami.

E poi sono preoccupato per tua madre. Prende le gocce per dormire.

Perché mi metti in mezzo? Che c'entro io?

Voi non vi tenete nulla? Eh? Parlate sempre!

Arturo, devi ammettere la verità.

Non accetti che Valentina stia con una donna.

Ma certo che no! Questa è solo una sbandata.

A Valentina le donne non sono mai piaciute!

Che ne sai che a me le donne non sono mai piaciute?

Chi l'ha detta, questa cosa?

Io? Quando? Chi te l'ha riferito?

Papà, io nella vita ho fatto un errore. Ti ho voluto troppo bene.

Per farti felice, ho scelto una vita che tu sognavi.

Il tuo lavoro, il tuo fidanzato, ma non funziona così.

Io devo cercare la mia felicità, non la tua.

Perché, io cosa cerco? Fammi capire.

È la mia priorità cercare la tua felicità.

- Allora possiamo invitare Alexia a cena. - Ah?

Arturo, c'è un cliente che ti aspetta da mezz'ora.

Carlo, ma perché non prendi un'iniziativa?

- Parlaci tu con il cliente, no? Chiudi. - Scusa.

[Arturo sospira]

Non sono pronto per la cena, ancora.

Insomma, anch'io... Come...

Quando vuoi fare questa cena?

Levami una curiosità.

- Quel ragazzino biondo... - Eh.

- Che rapporti ci sono tra voi? - Scusa, perché me lo chiedi?

- Mi conosci benissimo, hai già capito. - Infatti l'ho detto a tua mamma:

"Figurati se nostra figlia Marta si fa una storia con quel ragazzo!"

- Infatti non è una storia. - Eh.

- Papà, io sono innamorata. - Come innamorata?

Però ho paura di mamma, si metterà in mezzo, è piena di pregiudizi.

- Tua mamma è... - Lo so com'è mamma.

Già me la immagino, andrà a sentire le canzoni di Simone e dirà:

"Marta, questo non lo devi vedere mai più!"

In quel caso? Se ti dicesse una cosa del genere, che faresti?

Papà, non lo so. Non accetto più i divieti.

Simone è un ragazzo speciale e non lo potete giudicare per tre canzoni.

Tre canzoni no, ma qui è tutta la compilation!

- Meno male che ci sei tu! - Eh.

Mi aiuti tu con mamma?

Grande! Grazie, papi! Grazie! L'ho invitato a cena giovedì.

Diglielo tu a mamma.

- Giovedì? - Sì.

Tanti auguri!

- Dov'è Sara? - Ora viene, è in cucina.

Stai lì.

[Sergio] È per mia figlia.

Domani è il suo compleanno, le ho preso...

- Carina, no? - Buongiorno.

Luigi Poggi?

- Oh! Non ti ricordi di me? - No.

- Già, tu sei più piccolo. - Tu sei coso... Sandro?

- No. - Silvio?

Sergio!

Sergio! Scusa ma ti sei un po' allargato.

Tu invece sei sempre lo stesso.

[Sergio] Non sai quanto ho invidiato questo ragazzo.

Se le faceva tutte! Pem, pem, pem! Una catena di montaggio!

- [Sergio] Adesso? Sei sposato? - No, non faceva per me, per niente.

Quindi continui a...

Grande! Poggi, tu hai capito tutto della vita.

Quelli cosa sono? Carne fresca in arrivo?

In effetti è un po' giovane.

- Com'è, gnocca? - Abbastanza.

[Sergio ride]

Hai capito, Poggi!

Amo...

[Luigi grida]

Fermati! Papà!

[voci sovrapposte] Vieni qua!

La crudarola di Antonio!

- Avevo ragione? Stanno insieme? - Intuito femminile.

Però poco.

- Stanno insieme, però poco. - Poco.

- Lo vuoi sapere che sei? - Eh.

- [Paola] Un demente. - Perché?

Invece di proibirle di vederlo, lo inviti a cena?

Non sei suo padre, sei la sua compagna di banco.

Ti sbagli! L'ho fatto apposta! È una tattica!

Proibire significa alimentare, ottieni l'effetto opposto.

Facendolo venire, le dimostriamo che è un cretino e non è adatto a lei.

Lasciami fare, ho un piano.

Senti questo basilico che profumo! Lo hai piantato tu.

- Quindi hai un piano. - E che sono, fesso?

- Allora guarda, sto tranquillissima. - Eh.

- Vuoi assaggiare una mozzarellina? - No!

In realtà non è esattamente così.

Nel mio Paese, la ricchezza è nelle mani di pochissime persone

che vivono chiuse nei villoni con le guardie e i camerieri.

- Voi come vi siete conosciute? - Nel suo studio.

- Ah! Sei avvocato anche tu? - No, mi avete difesa.

Sono stata accusata di furto nell'azienda dove lavoravo.

Non era vero. L'azienda sversava rifiuti tossici nei fiumi.

Alexia li ha scoperti e volevano metterla a tacere.

- C'è una condanna. - Sì, ma noi stiamo facendo appello.

- Noi chi? - Il nostro studio, papà.

[Alexia] Ci siamo conosciute grazie a lei.

È bello che il suo studio dedichi mezza giornata a settimana

a chi non può permettersi l'avvocato.

Peccato che difendiate anche le aziende che non hanno rispetto per l'ambiente.

Alexia è una militante ecologista.

- Questo è bello. - Sì.

Grazie.

- Mi scusi. - Sì.

[Alexia] Posso chiederle di non fumare a tavola?

Ho smesso da tre anni.

- Da tre anni? - Ah, ecco i primi!

- Che cos'è? - [Isabella] Paccheri con ragù di pesce.

Io non posso mangiarli, sono vegana.

E che cazzo!

Eh, beh!

Sembra burbero, ma è un pezzo di pane.

[Isabella] Sì, vero?

- Ti piace? - Mh-mh.

- A scuola? Come va? - Bene, un paio di sei.

Non si può pretendere di avere tutti nove come nostra figlia.

Il resto sono quattro.

[Biondo] La scuola non mi interessa.

Tutti i laureati che conosco sono disoccupati.

- Allora perché non la lasci? - Per mia madre, ovvio.

Lei ci tiene, quindi mi sento di avere il dovere morale di farlo.

[Biondo] A me interessa solo la musica.

Ha iniziato a fare delle serate. Ieri ha suonato al Centro Verde.

- [Antonio] Centro Verde? - [Biondo] Sì.

- Non è un posto occupato? - Gli fate l'interrogatorio?

- No, è per parlare. - Fra dieci anni come ti vedi?

- In galera. - Non lo so, mica ho la palla di vetro!

Spero ricco, pieno di soldi. Col sound giusto oggi arrivi ovunque.

Sì, ma prima di arrivare al sound giusto, che lavoro vuoi fare?

Parli di lavoro, ma non mi interessa.

- Ci davamo del tu? Non ricordavo. - Mi scusi.

È che mia madre lavora 12 ore al giorno in una lavanderia e non ha niente.

Scusi se mi permetto, ma anche lei fa un lavoro pesante e rischia la vita.

- È vero. - [Biondo] Quanto guadagna?

[Antonio] Non è che posso dire a te quanto guadagno.

Guadagno 1400 euro, senza gli straordinari, però.

Se ci metto gli straordinari, arrivo anche a 1450.

Tempo due anni e li faccio in una serata, scommette?

[Valentina] Papà, volevamo dirti una cosa.

Io e Ale ci pensiamo da tanto.

Vogliamo un figlio.

[Isabella] Che bella notizia!

Vale mi ha detto che lei ci terrebbe tantissimo ad avere un nipotino.

Stai tranquillo, papà, prima ci sposiamo.

Anche perché serve ad Alexia per la cittadinanza.

- Un nipotino mulatto! - Chi lo sa? Dipende da chi dona l'ovulo.

- [Isabella] Certo. - Ora facciamo degli esami.

Certo, certo, in Europa.

Voglio dire, in Europa, perché credo che in Italia sia ancora illegale.

[Isabella] Tu ne sai qualcosa, Arturo?

- Eh? - Vieni, dammi una mano.

[Isabella] Venite, sorpresina!

- Sorpresina. - [Alexia] Andiamo?

[Arturo] Fatemi un'altra sorpresina.

- [Valentina] Mamma, che devi fare? - Una cosetta in cassaforte.

Chi regge?

- Tie'. - Indovina un po?

- Mamma. - Mmh?

Ma che fai?

- Le chiavi della casa nuova. - Dio!

E la collana di nonna per quando vi sposate.

Scusa, per l'altro matrimonio non glie l'avevi data.

- Te lo posso dire, amo? - Sì.

A me Carlo non è mai piaciuto. È proprio un coglione!

- [Alexia] Che bello! - Tolgo il gelato dal freezer.

- Sì. - Sì.

- Allora, questo piano? - Madonna! Mi lasci fare?

Negli interrogatori funziona così.

Prima metti a suo agio l'imputato, poi affondi il colpo.

Ecco, affonda. Chiedigli se si droga.

- Permesso? - Mmh!

Ecco qua! Le scaloppine di papà!

- Come piacciono a te. - Grazie.

- Col prosciutto e la sottiletta... - Fusa.

Come la mamma.

- Le vuoi? - Sì, grazie.

- Un'altra? - Sì.

- Bravo. - Volentieri.

Alla mamma invece solo una, perché sta a dieta.

Come il papà.

Mi passi il piatto?

Grazie.

Senti, Simone, ma...

Ho sentito che nelle tue canzoni parli sempre di canne.

- Come mai? - Sono canzoni, che c'entra?

Per lei Gianni Morandi andava davvero a prendere il latte?

Non lo so, andava a prendere il latte? Non credo.

- [Antonio] Però parli pure di sparare. - Gianni Morandi sparava ai Vietcong?

- Che c'entra Gianni Morandi? Ti droghi? - Oh!

- Allora, dovrei dire di no. - Dicci di no.

- Per favore. - Voglio dirvi la verità.

Se capita, qualche canna con gli amici me la faccio.

Hai molto coraggio a dirlo davanti a un poliziotto, bravo.

Si è fatto tardi, Simone deve andare, lo accompagno alla macchina.

- [Paola] Sì. - La scaloppina.

- Non mi va. - Ué, a papà.

- Arrivo. - [Antonio] Dai!

- Una cena deliziosa. Spero di rivedervi. - Andiamo?

- Porti una scaloppina a mamma? - La prossima volta.

- [Marta] Simone! - Grazie lo stesso.

Torna subito.

- Arrivederci. - Ciao, ciao.

Perché non mi fai fare il mio lavoro? Piccoli passi!

Se vedi qualcuno che si accende una canna lo perquisisci,

a lui non hai detto niente.

Perché, si è acceso una canna?

Devi trovare il modo di risolvere questa situazione, è chiaro?

Ciao.

[Sergio] Come sta?

[Alice] Buonanotte, amore mio.

I piatti li ho lavati io.

- Ho lavato per terra. - Sta' zitto.

- Poi ho fatto i vetri. - Muto.

Otto ore al Pronto Soccorso, Sergio, otto ore.

Per fortuna non si è rotto niente,

se no ti denunciava, ma non lui, tua figlia.

Lo so, lo so, hai ragione. Mi è salito il sangue alla testa.

Quello là è un pedofilo!

- Ha 20 anni tua figlia! - Non ancora!

- È maggiorenne! - Non c'entra niente!

- Ma come? - Potrebbe essere suo padre.

Potrebbe essere suo nonno!

Se avesse avuto un figlio a 14 anni e il figlio a 13...

Io Sara sono sempre riuscita a farla ragionare.

Adesso, per colpa tua, mi parla a malapena.

Da questo momento per te Luigi Poggi non esiste più.

Hai capito?

- Hai capito, Sergio? - Ho capito.

- Dove vai? - A letto.

No, tu stanotte dormi sul divano.

Se fai un'altra volta una cosa del genere, io ti lascio, te lo giuro.

- [Paola] Hai le chiavi? - [Antonio] Sì.

Senti, ma questo piano come procede?

Sto aspettando il momento giusto per dare la zampata finale.

Buongiorno! Marta sta arrivando.

[musica ad alto volume]

- [Paola] Che cos'è questa musica? - [Antonio] Senti che casino!

- Marta! - Marta!

Marta!

Oh! Oddio!

Che casino!

- Ma... - No, ma... Si sono fatti una canna!

- Va bene, basta. - Magari mi sbaglio, sarà profumo.

È incenso! Marta!

- Marta! - Eh!

Ma come ti sei vestita? Noi dobbiamo parlare.

Non posso, Simone mi aspetta, devo andare.

A me Simone non piace, non studia, non lavora.

- Non ha progetti per il futuro. - Oh! Papà, rompi il cazzo pure tu?

La zampata te l'ha data lui.

[segnale acustico]

- La base della banda. - Complimenti per il portone!

[Sergio] Per non dare nell'occhio.

- Che sciccheria! Pure sopra è tuo? - E di chi è?

[Sergio] Guarda il grano che ha fatto questo!

- Quanti clienti c'entrano qui? - Porto tutti i clienti insieme?

Ma lì sopra cosa fate, i briefing?

- Eh? - Sì, anche.

- Hai il frigo, cos'è? - Tutto, abbiamo tutto.

- Sentite, vogliamo parlare del piano... - Sì!

- Oh! - Sì, parliamo del piano.

- Lo stronzo che sta dietro a mia figlia. - Eh.

Ho pensato: prendiamo una bella escort, gli facciamo un video di nascosto

e lo ricattiamo.

Ma che dice? Stai scherzando, spero. È una cosa illegale, sono un avvocato!

- Io sono poliziotto! - Siete due conigli!

- Siete ipocriti. - Conigli?

Che facciamo, gli chiediamo "per favore"?

Gli mandiamo un mazzo di fiori, un prosciutto per Natale? Dai!

- Cos'è, una processione? - È una visita al museo?

Qui ci vuole un lavoro psicologico, di fino, con questa gente, lo capisci?

- [Sergio] I lavori li facevo meglio io. - Perché giriamo?

- [Antonio] Dove vai? - Dove vai?

Che cazzo è questa roba?

Ad esempio, mia figlia Valentina è gelosa, ha questo difetto.

- Gelosa? - Sì.

Ottimo, ho un'idea perfetta per te.

Scusa, perché dovremmo cominciare da tua figlia?

- Oh! - Ma dove va?

- Quello è il bagno! Ma cosa fai? - Si confonde con la parete.

È a scomparsa. Vai.

- Perché cominciare da Valentina? - Perché? Perché l'idea è stata la mia.

Allora iniziamo in ordine alfabetico.

- "Antonio", "Arturo". - In culo me lo prendo sempre io.

- È colpa mia se ti chiami Sergio? - Stronzi.

- [Antonio] Cominciamo dal Biondo. - [Sergio] Vai, il Biondo.

Cominciamo dal Biondo. Il Biondo che tipo è?

Che cosa vuole dalla vita? Sentiamo.

Per quello che ho potuto capire, desidera tre cose, fondamentalmente.

Soldi, soldi, soldi.

Che problema c'è? Glieli diamo, lo corrompiamo.

- Eh. - Eh.

Perché non levi quei piedi puzzolenti da questa scrivania di vetro che costa...

- Sergio, facci parlare! - Dio santo!

- Gli diamo i soldi e lascia stare Marta. - Ottima idea. - Certo.

Semplice, ma precisa.

Non sapevo che la corruzione fosse legale.

"Corruzione", che parolone! Lo facciamo per il loro bene.

- Comunque bisogna telefonare. - Certo.

Chi telefona?

Regola numero uno, mai il diretto interessato, cioè io.

- In questo caso. - Eh.

Figurati io, sono una persona in vista. Eh?

Certo, certo! Sergio, devi telefonare tu.

Che vuol dire? Che non conto un cazzo o che non valgo un cazzo? Sentiamo.

- Hai detto... - Facciamo la telefonata.

Regola numero due, mai usare i nostri telefoni.

[Arturo] Con 300 euro chi corrompi? Minimo ce ne vogliono 1000.

- Metticeli tu. - Perché devo metterli io per tutti?

Tu ce l'hai! E poi siamo una banda.

In una banda, ognuno deve fare la propria parte.

Lui si espone, tu metti il budget.

- Eh. - E tu che fai, qual è il tuo ruolo?

Io sono la mente.

Guarda qua, guarda che lavoro ho fatto fare.

- Ehi! - Per tua figlia gelosa.

[Antonio] Guarda che bianco e nero.

Non se ne accorgerebbe nemmeno un esperto.

Va bene. Lo metto io il budget. Non più di 500 euro.

[cellulare]

Sì, pronto?

- Simone Castroni? - Chi è?

- Uno innamorato di Marta. - E che vuoi da me?

Zitto e ascolta, se mi incazzo, ti fai male.

Se lasci Marta, per te ci sono 1000 euro.

- 500! - Zitto.

- Avevi detto 1000. - [Sergio] Facciamo 750, va bene?

Ne voglio 5000.

- Cazzo! - Massimo 1500.

- 4000. - 2000.

3000, e li voglio domani alle quattro, nel cestino davanti al Centro Verde.

Aspetta! Pronto? Aspetta!

Ragazzi, io 3000 euro non ho intenzione di tirarli fuori!

- [Sergio] Io non li ho. - [Antonio] Figurati io.

Ué, è tua nipote!

- Che vuol dire? - L'hai sempre adorata.

La adoro, ma non tiro fuori 3000 euro.

- Non li tiri fuori? - No.

- Sicuro? - Sì!

- Queste? Le lasciamo intere? - Che cosa fai?

- Strappa! - Non facciamo figure di merda!

Ma cosa strappa! Pago!

Pago, ma ne devi fare un paio anche con un uomo, così capisce quanto è falsa.

- Va bene. - Una cosa a tre?

- Eh! - Questa faccenda è sistemata.

Per quanto riguarda il mio pervertito, io insisto con la escort.

Ma quale escort?

No, se è un donnaiolo sicuramente ha un'amante, basta seguirlo.

Giusto, lo pediniamo 24 ore su 24.

Tre turni da otto ore ciascuno, comincia Arturo.

Ma io lavoro!

- Noi invece non facciamo un cazzo. - Non facciamo niente?

- Paga qualcuno! - Ce l'ho! Un ex collega in pensione.

Costa 150 euro, allora.

- All'ora? - No, al giorno, allora.

Costava allora 150 euro, ora con la svalutazione...

- [Arturo] Quanto costa? - Non lo so, magari un po' meno.

- Beh? - E caccia fuori i soldi!

- Quindi? - Aspetta! Non mettere fretta.

- Oh! - Eccolo!

[Arturo] Ha preso i soldi. [cellulare]

Pronto?

Adesso non la devi vedere mai più, se no ti spezzo le braccine.

E il telefono? Il telefono, oh!

- È il mio, l'ha messo in tasca! - Ma chi se ne fotte?

Allora, abbiamo fatto fuori il primo, adesso pensiamo a tua figlia.

[vibrazione dal cellulare] Così facciamo fuori il secondo.

- La seconda. - Va beh.

Scusate.

Sì? Perfetto.

Grazie, grazie.

Era il detective.

Il fidanzato di tua figlia si sta baciando con una rossa al largo delle Sette Chiese.

- Il detective sta facendo il video. - Ottimo!

- Dove vai? Sergio! - Sergio!

- Dove va? - Ué! Non arrabbiarti, ti arrestano!

- Sergio, non fare sciocchezze! - Devi stare calmo!

Madonna mia!

[voci indistinte]

Gol! Ho vinto!

[Luigi] Bravissima.

- [Sergio] Bastardo! - Oh, Sergio!

- [Sara] Papà! - Oh!

- [Luigi] Che fai? - Mi fai schifo!

- Mi fai schifo! - Papà!

Stavolta con me hai chiuso, io non ti voglio più vedere.

- Andiamo. - [Sergio] Ti sei tinta i capelli.

Carlo, se ti fai vedere così è peggio, eh.

Devi stare su, devi essere più vivace, allegro.

- Altrimenti che facciamo? - Non lo sono mai stato.

- Vuoi che inizi adesso? - Ho capito, figlio di Dio!

- Allora ha ragione Isabella! - Su cosa?

Solo un coglione poteva usare una foto di Brad Pitt!

- [Carlo] Come una... - Cos'è?

- Valentina... - No, non lo difendere.

- Carlo deve solo vergognarsi. - Che dici?

Non farei mai una cosa del genere.

Valentina, è un ragazzo che soffre, guarda.

Soffre. È un bravo ragazzo, però. Guardalo, guarda che capelli.

Ma cosa? Ha commesso un reato!

- Arturo, ti giuro che non ho mai... - È inutile giustificarsi.

Perché ti giustifichi?

Su, facciamo vedere che siamo uomini! Cazzarola!

Mettiamoci una pietra sopra, Valentina!

Ragazzi, cambiamo discorso. Su, state tranquilli.

Secondo voi questo ricorso si può fare o no?

- Arturo, io ti giuro... - Ma cosa giuri, Carlo?

Cazzarola, sei un mezzo morto! Perdonami, eh.

Brutto scemo! Non ci credo, gli hai messo di nuovo le mani addosso!

Veramente le ho messe sulla sedia, non l'ho toccato.

Basta! Sono anni che tengo tutto dentro! Anni!

Non è facile affrontare i problemi da sola,

perché se no il cowboy spara!

Ma io lo accetto, perché tu sei selvatico, io ti amo per questo.

Anch'io ti amo.

Non ho finito!

Sono arrivata, Sergio.

Allora, o tu chiedi scusa a Luigi, o te ne vai di casa.

Se dieci non basta, conti fino a 10.000.

Questi li finisci tu.

[Antonio] Sorpresa!

Marta sta per tornare, vuoi aspettarla di là?

Vado ad aspettarla, grazie per avermi ascoltato.

E di cosa?

Mi scusi.

- Che significa? - Ci ho parlato.

- Eh? - Ci ho parlato, ho scoperto tante cose.

- Stai bene? - Eh, insomma.

- Sì, dimmi che ha detto. - Gli è morto il nonno.

- Il nonno? - Sì. Loro erano tanto uniti.

Poi lui si è depresso, ora sta cercando di venirne fuori con la musica.

Tra l'altro l'ho letto su internet, il rap è un grido di dolore.

- Un grido di dolore? - Sì.

Per il nonno?

Guarda che è di una sensibilità disarmante.

Tra l'altro è pure bravo, YouTube gli ha offerto un contratto di 3000 euro.

- Di 3000 euro? - Sì!

Sai che cosa vuole farci? Andare a Londra a studiare l'inglese.

Vuole portare Marta e pagare per lei.

- Coi 3000 euro? - Sì!

È un guaglione generoso.

- Mica vuoi dire di sì? - Quello adesso non lo so, poi vediamo.

- Ma cosa? - Antonio!

Questo ragazzo pensa al futuro, non è vero che non ci pensa.

Tra l'altro, mi sono riascoltata le sue canzoni.

- I testi... - Eh.

Hanno qualcosa.

Secondo me ci finisce a Sanremo, te lo dico io.

- A Sanremo? - Sì.

Ti sei fatta una canna? Paola, torna in te!

- Che succede? - È un ragazzo dal cuore d'oro, questo è.

Ha scoperto che il mio cellulare si è rotto.

- Guarda. - Oh, è di Arturo!

- Eh? - È lo stesso modello.

No, è di Simone, mi ha dato il suo! Capito?

- Te l'ha regalato? - Sì!

- È molto generoso. - Oddio, amore, scusa.

Avevi ragione tu, hai fatto bene a non vietarle di vederlo.

- Ah. - Sei un padre meraviglioso.

- Questi sono pasticcini? - Non mi ricordo.

Dai, merenda per Simone.

- [Paola] Simone, vuoi un tè? - A me una camomilla.

- [Valentina] Ciao! - Vi abbiamo fatto un po' di spesa.

- Sarete impegnate col trasloco. - Grazie!

- Sì, c'è un sacco da fare, qui. - [Arturo] Casa è nuova, che c'è da fare?

Cos'è? Che succede?

- Abbiamo tolto i condizionatori. - Eh?

Sono devastanti per il buco dell'ozono, non ne abbiamo bisogno.

- Ma cosa? - [Isabella] Carina, chi è?

- Greta Thunberg, conosci? - No.

Ah.

Mica l'avrete buttato, no?

- No. - No, li abbiamo rivenduti.

Per comprare il motorino di Ale, così ci mette meno a fare le consegne.

Vieni, ti faccio vedere. Seguimi!

[Valentina] Ecco.

- Il motorino lo tenete dentro casa? - Per ricaricarlo, è elettrico.

Ma è la stanza del bimbo.

[Alice] Chiedere scusa è più facile di quanto pensi.

[Sergio] Oh, Madonna.

[voci sovrapposte]

- No, per me no, grazie. - Sono per me.

Vado a cercarli, Sergio, va bene?

[voci sovrapposte]

- [Alice] Eccoci. - [Sergio] Mmh.

Mmh.

[Sergio] Vieni.

Devo dirvi una cosa.

Vieni qua, tu, vieni qua!

Ho...

Ho sbagliato.

Vi chiedo scusa.

Non voglio intromettermi nel vostro rapporto.

Sono contento che mia figlia esca con te, Poggi.

Grazie! Grazie! Grazie!

A posto così, vecchio.

Scusate ma devo parlare.

Amore!

Grazie.

Quanto sei stato bravo? Quanto sei bravo tu?

Volevo dimostrare che in un corpo di donna c'è tutto.

Paesaggi, incubi, spazio cosmico, vita interiore.

In questi anni sono stato ovunque. Solo ora ho capito...

- Quella è Sara? - Certo.

Non l'avevi riconosciuta?

L'ultima volta che l'ho vista nuda aveva sette anni.

Dai, Sergio, dai!

[applausi]

[Luigi] Per mesi ho esplorato questo corpo millimetro per millimetro,

cercando il mondo, e l'ho trovato.

Vi presento la mia musa, Sara!

[applausi]

Finora non lo abbiamo detto perché non era certo,

ma la mostra andrà in America.

Io e Sara partiremo tra pochi giorni.

Sergio, no.

No.

Uno.

Due.

Vaffanculo!

[Alice] No, abbiamo 22 rate!

[Sergio grida]

Sergio.

[Arturo] La mente.

- [Antonio] Eh? - [Arturo] Brad Pitt!

- Poi dici che c'hai occhio. - [Antonio] Ancora? Non è colpa mia!

Ho dato il compito a un collega della Scientifica.

Gli ho detto che era uno scherzo, pensava di fare una cosa simpatica.

- Che vuol dire, non riconosci Brad Pitt? - No, è un attore giovane.

- Non è giovane! - Di ultima generazione!

Non vado al cinema da tanto, la sera sono stanco!

Parli tu, che hai dato 3000 euro al Biondo.

Sai che ci farà? Porterà mia figlia a Londra e li spenderanno in droga!

- È colpa mia? - Sì!

No, è colpa vostra.

Adesso Sara va in America a mostrare in giro tette e culo.

Io che c'entro?

Io volevo fare la guerra vera,

ma voi vi cagate addosso perché siete vigliacchi e ipocriti!

"La legge qua, la legge là." Ma va' a cagare!

La verità è che per queste cose ci vogliono i coglioni.

Voi due non ce li avete.

- Ma perché? Ma che fa? - Questo è matto.

Sergio!

[voci indistinte]

[canzone dallo stereo: "Japan1ce" di Biondo]

Tie'!

- Fanculo la legge. - No.

- "'Fanculo la legge" no. - Va beh, guerra sia.

È per il loro bene.

- Per il loro bene. - Per il loro bene.

- Che cazzo fai? - Porta bene.

- [Giada] Ti piace il mio nome? - Si accomodi, signorina, prego.

Oh, che bello! È il tuo studio?

- Non proprio, diciamo che sono cliente. - Ehilà, ciao.

- Ehm... - Non mi avevi detto che eravate in due.

No, siamo in due perché le dobbiamo affidare un incarico.

Lei dovrebbe sedurre una persona.

Sì, dovresti scoparti uno e poi fare un video di nascosto.

Scostumato! Userà una microcamera HD.

Guardi, la può applicare anche alla borsetta.

- Nero su nero, non si vede. - Cosa siete, due guardoni?

- No! - No, tranquilla!

- È solo un ricatto. - Capito?

- Io vado. - No, no! Un momento!

Le dirò la verità. Non si spaventi.

Allora, la figlia si è fidanzata con un poco di buono

e lui vorrebbe che si lasciassero.

E tu?

- Io? - Che c'entri?

No, io sono il cognato!

Noi siamo padri di famiglia, siamo persone per bene.

Tutti i miei clienti lo sono.

Senti, per favore, mia figlia ha 20 anni e sta con uno che ha la mia età.

Voglio 1500 euro.

Col cazzo! Scusi, eh. Li tiro fuori io! Signorina, scusi.

- Scusate, ma questo chi è? - Tranquilla, questo è l'altro cognato.

Non voleva farsi vedere, è uno in vista.

- [Sergio] È un avvocato. - Sono un uomo in vista.

Lei è molto bella, su questo non ci sono dubbi.

Però 1500 euro mi sembrano eccessive, no?

- Giada è il numero due di EscortBook. - Che vuol dire?

Cinque stelle, regina dell'analità. Chiedi scusa!

- Regina... - [Giada] Allora. - Sì.

La prima mezza giornata libera ce l'ho il 21.

- Ma come il 21? - Si porta proprio l'agenda?

Sono 1500 euro, Sergio!

Quello più nella merda sei tu, pensaci bene.

Se non aiuti me, io non aiuto te.

Tu ricordati che sei una merda.

[Arturo] Va bene, vada per il 21.

- Ah. - Perfetto!

Sono 1500.

- Certo che ne difendi di brutta gente. - Ma perché ti devi fare gli affari miei?

Vuoi togliere quei piedi, per favore? Oh!

- Shh! Sto pensando. - Ragazzi, Valentina si vuole sposare.

- [Antonio] Davvero? - [Arturo] Sì.

Devo farle capire che questa qui vuole attaccare il cappello al chiodo.

[Sergio] Ho un'idea.

Quante volte si sente in giro di badanti "extra"

che derubano i vecchi?

Noi organizziamo in casa tua un furto di una "extra"

che deruba questo vecchio.

- Facciamo una cosa ben fatta. - Tu sei pazzo! È un furto!

Porto il martello pneumatico, estraiamo la cassaforte dal muro,

ce la portiamo via e scassiniamo con calma.

- Sono un poliziotto! - È una situazione d'emergenza.

Non è una cattiva idea. Serve un testimone.

- [Arturo] Salve. - [uomo] Salve.

[Sergio] Buongiorno.

- [Arturo] C'è Romeo? - Chi è?

- Eh... Ciancica. - Ah, sta "a smonta'"!

- Sta qua dietro. - Grazie.

- Ragazzi, di qua. - Sì, sì.

[Arturo] Antonio! Ma dov'è andato? Dov'è?

Antonio!

- È passato di là. - [Sergio] Questi posti sono enormi.

- [Arturo] Eccolo. - Dove mi hai portato? Non mi piace qui.

- [Arturo, sottovoce] Sì, ma... - Perché parli sottovoce?

- Non gridare! - No, io grido!

Anvedi chi ce sta! L'avvocato d'ufficio che mi ha salvato un sacco di volte!

Fatti abbracciare!

- Dopo tanti anni! - [Arturo] Allora?

- Eccomi. - [Ciancica] Come stai?

- Bene. - Ué.

- [Arturo] Ciancica! - Vi conoscete?

- Certo! - Mi ha arrestato la prima volta.

Quindi l'hai fatto uscire tu?

- Certo, era innocente. - Questo ricetta qualunque cosa!

Non c'erano prove! Poi l'indagine era stata fatta coi piedi.

Come ti permetti? Ho svolto io quelle indagini.

Siete voi avvocati che vi aggrappate a ogni cavillo.

Noi li mettiamo dentro e voi li fate uscire, vero?

- Non ha capito un cazzo. - Niente.

- Vuoi arrestarmi ancora? - Fosse per me!

- È tutto in prescrizione! - Che cosa?

Trent'anni fa è andato in prescrizione. Il presente è da vedere.

Io sono pulito da 30 anni, come una mutanda dentro il cassettone!

- Dipende da di chi è la mutanda. - [Ciancica] Volete una birra?

- No! - Su!

- Non bevo. - [Ciancica] E prendi un succo!

Insomma dovrei dire alla Polizia

che questa Alexia è venuta a vendermi della roba rubata.

- Esatto. - Certo.

Che poi, voglio dire, faresti pure un figurone, sei pulito.

- Dotto', pulito sì, ma infame no. - Ma no! Scusa, guardavo...

- [Arturo] È tua figlia? - Mia figlia, sì.

- Posso? - [Ciancica] Prego.

- [Antonio] Mamma d'o Carmine! - [Arturo] Eh.

- Oh. - Mmh!

- Una sola? - [Ciancica] Una sola.

- Com'è bella quando piange! - [Arturo] Non credo pianga.

[Antonio] Ah, no?

T'ha tagliato la testa, tu coi capelli proprio.

- Grazie. - Sì, belli, anche.

- Ecco... - Come si chiama?

- Si chiama Silvia. - [Sergio] Ma dai?

Che bel nome poetico.

- Però... - Studia?

- Studia. - È oggetto di studio, diciamo.

- Dico... Io stavo immaginando... - Bella.

Pensa se lei conosce un ragazzo.

- Per ipotesi. - Sì.

Si innamora, poi si sposa. Tu sei felice.

- [Antonio] Lui no. - Prendi una casa, paghi il mutuo...

Poi da lontano lontano un giorno arriva una "extra",

che la fa diventare lesbica, la sposa,

e insieme campano con i tuoi soldi.

- [Arturo] Eh. - [Sergio] Eh?

C'è solo una persona che può salvarti.

Colui che 30 anni fa ti ha salvato le chiappe

perché tu sei colpevole, ricordiamocelo, Ciancica.

- [Antonio] Dipende solo da te. - Povera Silvia.

[segnale acustico] [Sergio] Oh!

- Oh! - Che scemo!

- [Sergio] Cazzo! Oh! - Che fa?

- [Antonio] Che è successo? - Oh! Oh! Fermo!

Ho ancora 22 rate, cazzo!

- [uomo] Davvero? È tutta sfondata! - Ma è nuova!

[Arturo] Dove andate?

Dove andate? Che ne sai tu? Vado io, no?

[Arturo] Piano, piano!

- Fammi luce. - [Sergio] Sì.

Cosa fate? Cosa fai?

- Apriamo. - Ho la chiave, cosa apri?

È un furto, ci vuole lo scasso! Se no che furto è?

Come lo fa l'avvocato?

Questo non va.

Vai piano!

Guarda che a una certa ora le nostre mogli escono da teatro, eh.

Non mettermi ansia, faccio il poliziotto, non il mariuolo!

- Niente, non si apre! - Passiamo dalla finestrella dietro.

C'è il vetro piccolo, lo rompiamo ed entriamo.

[Antonio] Che è stato?

Ma che cazzo hai fatto?

- Ma tu sei tutto scemo! - È più credibile.

Effettivamente, tecnicamente, adesso lo scasso c'è stato.

[Arturo] Guarda che cazzo hai combinato!

- Dov'è la cassaforte? - Là, nella libreria, dietro il quadretto.

[Antonio] È matto, eh?

- Ora cosa dico a mia moglie? - A tua moglie?

- Eh. - Ma sei scemo? Siamo i ladri!

No!

Non si è mai visto un furto delicato, vero?

- Eh? - Chiama la Polizia!

- Chiama la Polizia! - Sono io la Polizia!

[Sergio] E questi?

- I gioielli sì, ma i contanti no! - Che ci fai con questi contanti?

Per i ladri! Dice che se non trovano nulla si arrabbiano, me l'ha detto lui!

Confermo, li teniamo come fondo cassa.

Ma come fondo cassa? Quale fondo cassa?

- Li prendo io. - Come li prendi tu?

Questi soldi risultano rubati. Non li puoi tenere, sarebbe rischioso.

[Arturo] L'hai rotta?

Bene, adesso chi caga sul tappeto?

Secondo me sono stati degli zingari.

- Come hanno fatto a staccare l'allarme? - Non lo so, qualcuno che conosce la casa.

Sapevano dove cercare.

Isabella, allora, ho appena parlato con i colleghi.

Faranno di tutto per trovare i tre ladri...

Tre? Che ne sai che sono tre?

No, per dire! Sono sempre più o meno due o tre.

Grazie di essere venuto fin qua a quest'ora.

Figurati, ero appena andato a dormire.

- [Valentina] È strano. - Non voglio più dormire in questa casa!

- No, Isa... - No, dai!

Per favore, amore.

- [Arturo] Dai. - Eh...

[Isabella piange] Antonio.

- Ti devo dire una cosa. - Eh.

Prima di andare a teatro, ho trovato nello zaino di Marta una cosa.

Che ci faceva questa nel tuo zaino?

Papà, non è mia, io non me le faccio le canne.

Fammi le analisi del sangue, se non mi credi.

- Quindi di chi è? Del Biondo? - Non chiamarlo così!

- Io? È lui che si fa chiamare così! - Sì, ma tu lo dici con disprezzo.

Come lo dovrei dire? Fammi parlare, per favore!

Se ti beccano con questa roba addosso

finisci all'ASL a fare gli incontri con i tossici!

- Lo capisci? - È di Simone.

- Eh. - All'ASL già c'è stato.

Se lo beccano con l'erba, è un casino.

Non è un buon motivo per metterla nel tuo zaino!

- Secondo te ti ama? Questo è amore? - [Marta] Che ne sai tu di che è l'amore!

Lo so benissimo! Non fare la saputella con me!

- Oddio, mi hai rotto! - Ué, vieni immediatamente! Marta!

- Antonio. - Marta!

Antonio.

- Hai sentito come mi ha risposto? - Sì, ma è un'adolescente.

Dai, calmati, siediti.

La sto perdendo, lo capisci?

Ho capito, ma non poteva continuare a chiamarti papino per sempre

e a svegliarti con il caffè, no?

Ci sta buttando giù dal piedistallo, ma lo abbiamo fatto tutti, è normale, no?

Veramente pensi sia quello il problema? Ma che me ne importa?

È droga! Se gliela trovano addosso, la condannano!

- La fedina penale sporca! - Stai esagerando.

- Sì? - Sì.

Marta non si droga ed è evidente che si sente in colpa.

Sta semplicemente nascondendo questo per il suo fidanzato,

che peraltro è a terra per la morte del nonno.

Ancora con questo nonno! Tutti abbiamo perso il nonno!

Veramente pensi che quel deficiente si droga perché gli è morto il nonno?

Amore, guardami. Tu ti fidi di me?

Io ti chiedo, per favore, di parlare con Simone.

Ti stai sbagliando su di lui.

Oppure ascolta i suoi testi.

Vado da Marta, eh?

Dille che...

[Sergio] La telecamerina sta già riprendendo. Questo è l'obiettivo.

Non devi fare altro che posizionarla davanti a voi.

Sì, e tu devi stare tranquillo.

- No, però, scusa... - Sì?

No, adesso chiudi qui.

Davanti a lui apri, ma qua chiudi. [GIADA RIDE]

- Scusa. - Che maschione che sei!

Grazie. Ahi!

Andiamo.

- [Giada] Ciao. - Conto su di te, eh!

- Ué. - [Arturo] Aò.

- Che cazzo ci fate voi qua? - Come? Dobbiamo andare!

- Dobbiamo prendere la marijuana. - Eh?

Come "eh"? Oh, mi sono rotto di occuparmi solo delle vostre figlie!

Voglio incastrare il Biondo!

La Narcotici mi ha dato il nome di un pusher che va arrestato, forza!

Che dici? Se andiamo dal pusher, arrestano anche noi!

Sei pazzo? Parliamone un secondo! Aspetta un secondo!

- [Sergio] Ehilà, "busta"? - [Antonio] Ci manda Tonnarello.

- Tonnarello? - [Pusher] Che vi serve?

- [Antonio] Cocaina. - [Arturo] Ma no! Attenzione!

[Antonio] Parli tu, che con tua figlia... Cocaina!

- [Sergio] Dai! - [Arturo] Si può?

- [Sergio] Salve. - Questo va a farfalle.

- Cosa fanno? Non toccare. - [Antonio] Se n'è andato?

[Arturo] Che cazzo facciamo?

- Senta, la roba da dove arriva? - A te che cazzo te ne frega?

- Come che me ne frega? - Ma come?

Dipende! È boliviana o è messicana? La messicana è più scarsa.

- Te ne intendi, eh? - È un grosso consumatore.

- Infatti ormai è deficiente. - [Sergio] Sì.

- [Pusher] Quanta ne volete? - Fai due etti.

- Due etti! - Ma che è, mortadella?

- È troppa? - Due etti sono 15.000 euro.

- Eh. - [Sergio] Ah, di solito la paga lui.

- Pago sempre io, sì. - Di certo non la tengo qua, no?

- Dove la prendiamo? - Fatti gli affari tuoi!

Tutto questo domandismo, sei una guardia?

- Io guardia? - [Pusher] Eh!

Scherziamo?

Quanta ne vogliamo prendere? Facciamo due grammi, via.

- Dieci, almeno. - [Sergio] Facciamo cinque.

- Cinque. - Quanto viene?

- Viene 100 al grammo. - Giusto, è il prezzo di mercato.

[Sergio] Siamo sicuri che è roba buona?

- È una soffiata dei colleghi... - Sì, ho capito.

Non ti ci mettere pure tu, eh.

- [Sergio] Fai passare. - Eccolo.

- È buona, è buona. - Gliel'ho detto.

- Non stavamo dicendo... - Non rovinare tutto.

- Sta' calmo. Dove va? - [Arturo] Dove vai?

[Antonio] Ué, dove vai?

Senti, "busta"... Posso provarla?

Perché l'ultima volta siamo dovuti tornare indietro.

- Ecco qui. - [Sergio] È successo un casino.

- Ho suonato al civico sbagliato... - [Arturo] Piano!

Ecco fatto. Com'è?

- E adesso? - Come ti senti? Ora si sente male!

Nel senso che...

Ne è venuta via un po' troppa, eh? Bravo, così muori.

Se l'è presa tutta lui, ne volevo un po' anche io.

- Sergetto c'ha messo una bella mano. - Tie', golosoni.

- Mamma mia. - Quant'è?

- Sono 600. - Come?

Aveva detto 500.

[Pusher] Ho capito, 100 se l'è pippate Babbo Natale.

- Caccia i soldi e andiamocene. - Che cavolo.

Prima che spiri, eh. Scusi, eh.

- [Antonio] Sono tutti, eh? - 600.

Ecco qua. Andiamo.

- Vi accompagno all'ambulanza, andiamo. - Non scherziamo, eh.

Sempre dritto, quando vedete il lampeggiante...

- [Luigi] Prego, entra. - [Giada] Grazie.

- [Luigi] Come ti chiami? - [Giada] Giada.

[Luigi] Giada... Aspirante modella, Giada?

[Giada] Sì, sono pronta a tutto per farmi fotografare da te.

- [Sergio] Eh. - [Luigi] Bene, spogliati.

- [Giada] Ah! - Eccomi.

Allora...

[Sergio] Sto guardando, un attimo!

- È da tanto che fai questo lavoro? - Non da tanto, no.

- [Sergio] Mmh. - Insegnami tu.

Brava.

- [Luigi] Mettiti qua. - [Giada] Pensavo di fare nudi.

- Posso togliermi anche questo. - No, non c'è bisogno.

Fotografo tute da sci, togli le maniche...

- Poi? - [Luigi] La destra...

Poi seguono due ore di foto in cui mi dice che potrei fare la modella.

Forse mi richiama.

Non avete fatto niente? Non è possibile, voglio indietro i soldi!

- Non ti sei impegnata! - Guarda!

- Cosa cazzo guardo, è una tuta da sci! - Ho fatto questo!

[Sergio ansima]

Poi gli ho fatto questo.

E anche questo.

[Sergio ansima] [Giada] Ma lui niente.

Ah!

Ah!

Ma dove vai? Il computer!

[Sergio grida]

- [Alexia] Chi è? - [agente] Polizia.

- Buonasera. - Buonasera.

Cerchiamo Alexia De Souza.

- Sono io. - Buonasera.

- [Isabella] Che succede? - [Valentina] Non so.

- [agente] Deve seguirci in Questura. - Posso sapere perché?

- [agente] Lei è una sua parente? - [Valentina] Sono il suo avvocato.

Può venire con noi.

Possiamo prendere le borse?

- [agente] Certamente. - Vieni.

- Che succede? - [Alexia] Non lo so.

[Valentina] Io mi fidavo di te!

[porta che si apre]

[Valentina] Non ti voglio vedere mai più!

Vale! Vale, amore!

[bisbigliano]

[Antonio] L'aula è questa.

- Voi fate il palo. - Sì, ma fa' veloce.

- Eh! - [ragazza] Dai, sbrigati!

- No! No! - Chi è?

[Sergio] No! Bagno alunne! Bagno alunne!

Chiudi.

- Hai il mascara? - Sì.

Grazie.

- [ragazza] Alla fine lei che ha fatto? - Che doveva fare? C'è andata a letto.

[bidella] Aò, ma che vi state truccando?

Lo sapete che il preside non vuole che vi trucchiate.

- Dovete vincere, non fare la sfilata! - [insieme] Scusi.

[sottovoce] Buttala! Dammi retta, butta quella coca.

Sei pazzo? [rumore]

Ti credi furba? Esci fuori!

[bidella] Vi state truccando?

Vuoi mettere nei guai quel ragazzo, far soffrire tua figlia? Davvero?

È per il suo bene.

Tu non hai minimamente idea di come ci si possa sentire.

- Io l'ho provato. - [bidella] Su!

- Sei in tempo a tornare indietro. - Ti ascolti quando parli?

Si è liberato del problema della figlia e ora si tira indietro.

- Digli qualcosa. - Che vuoi che gli dica?

- Ho visto il video 20 volte. - [bidella] Io aspetto, eh!

Per non saltare addosso a una figa del genere devi essere o frocio o...

[Sergio] O innamorato, cazzo.

Ti posso garantire che Poggi non è frocio.

Se uscite col mascara, vi porto dal preside!

- Ha ragione Arturo. - Hai capito?

Gli hai dato ragione per la prima volta nella storia!

Siete due traditori, non uno sì e l'altro no! Due!

Ah, ma siete maschi! Siete venuti a farvi le canne qua!

Dammi! Sei uno stronzo!

- Merda! Che cazzo fai? - Sei scemo?

[bidella] Se fate a botte, chiamo i genitori!

Guardi, i genitori sono già qui.

- Mi scusi. - [Sergio] Salve.

Antonio!

- Ti arrabbi? - Certo che mi arrabbio!

Io per te ho smosso mari e monti!

Ho parlato con il Questore e sai che cosa gli ho chiesto!

- Ma quale Questore? - Sì, col Questore!

Il Questore mi stima, perché il mio lavoro lo faccio bene.

Chi cazzo ti credi di essere?

Mi hai rotto il cazzo, tu e la tua supponenza!

Sai che ti dico? Vaffanculo! Anzi, vaffanculo pure tu!

Tutti e due, vaffanculo!

- Anto'! - [Antonio] Che cazzo... Porca troia!

- [Arturo] Anto'! - Stronzi! Vaffanculo!

- Che ha detto? "Vaffanculo"? - Un giorno ci ringrazierà, comunque.

- Quella roba lì... - Un giorno ci ringrazierai!

Stronzo!

[musica dal cellulare] Buonasera.

Tu ancora stai qua?

Devi stare lontano da mia figlia, se no finisce male.

È uno scherzo?

Ti dovevi prendere i 3000 euro e te ne dovevi andare.

Quindi il pazzo dei 3000 euro sei tu?

- Oh! - Papà, ma che fai?

Non fare il buffone, è una spintarella! Smettila!

- Vattene da questa casa. - Hai sentito mia moglie? Vattene.

- [Paola] Antonio! - Eh.

Sto parlando con te, fuori.

- Non ho capito. - Vattene! Vattene subito!

- Hai capito... - Mi fai schifo. Vattene.

Vattene.

Alexia!

Alexia?

[Arturo] Aò.

Hai ripreso a fumare?

Ho fatto un po' di spesa.

Non voglio che mi faccia la spesa.

Già mi sento a disagio a stare ai domiciliari a casa sua.

No, tu puoi rimanere qui quanto vuoi.

Hai capito?

Ha parlato con Valentina?

Sì.

Sì, ci ho parlato, non vuole più vederti.

E...

Ho preso le lenticchie, per le proteine.

Io non ho rubato a casa vostra.

Perché nessuno mi crede?

Beh...

Te la lascio qui.

No!

- Ti sei innamorato di mia figlia Sara? - Sì, la amo, e allora?

- Fammi entrare, devo parlarti. - No.

[Sergio] Fammi entrare, sta' calmo, non ti tocco.

Ah.

- È qui che lavori. - [Luigi] Sì.

Sei bravo.

E...

Ti prenderai cura di mia figlia?

Adesso è facile, ma tra cinque anni?

Tra dieci, quando lei ne avrà 33 e tu ne avrai 61?

- Quanti? 61? - Eh.

- Sicuro? - Sì.

Perché adesso è tutto bello, poi arriva l'artrite,

i reumatismi, il cuore...

- Sergio! - Poggi. Poggi!

Poi ti abbandoneranno anche le ginocchia, le anche.

Alla fine anche la prostata ti manderà a fare in culo.

E allora?

Ti prenderai lo stesso cura di mia figlia?

Sara è autonoma, non ha bisogno che mi prenda cura di lei.

Non è vero, tutti hanno bisogno. Io voglio che mia figlia sia felice.

Adesso giurami che ti prenderai cura di lei.

Sergio, dai. Non lo so.

Stai già pensando di metterti con un'altra ragazzina?

Ma no, Sergio! No!

Te lo giuro! Te lo giuro! Te lo giuro!

Io sarò felice di averti a pranzo ogni domenica.

Ti porterò ai matrimoni, ti porterò ai funerali.

Verrai...

Verrai a Natale

dai cugini di Padova.

A Pasqua ti porterò da mia zia Clelia, a Sacile.

Sai dov'è Sacile?

No.

- Vieni qua. - No.

Benvenuto in famiglia, Poggi.

Benvenuto in famiglia.

- C'è nessuno? - [Giovanna] Eccomi!

Mi erano caduti dei vestiti!

- Serve aiuto? - Buongiorno.

Eccomi qua.

- Mi dica. - Sono il padre di Marta.

- Piacere, Giovanna! - Antonio.

Sono contenta di conoscerla. Sua figlia è splendida!

Mi dica, in cosa posso esserle utile?

Ehm, io sono... un poliziotto.

È successa una cosa gravissima.

Nello zaino di suo figlio abbiamo trovato...

questo.

È cocaina.

Io posso pure insabbiare la cosa, e rischio tantissimo,

però lei mi deve giurare che suo figlio non rivedrà mai più mia figlia.

[porta che si apre]

[Alice] Ciao!

Tesoro.

Sono per me? Perché?

Perché?

Ho fatto una cosa per cui sarai orgogliosa di me.

Ah, sì? E dimmi.

[porta che sbatte]

Che succede, tesoro?

Succede che Luigi mi ha lasciata! Va in America da solo.

Dice che per me è troppo vecchio

e che la prostata non gli reggerà, vero, papà?

- Non è possibile. - Cosa?

Smettila! Sei andato a casa sua e l'hai terrorizzato!

Che hai fatto?

Niente! Ho solo detto che ero felice di accoglierlo in famiglia!

Certo! Tu lo conosci. Hai tirato fuori pure la Pasqua da zia Clelia!

[Sara] Sei un grandissimo stronzo!

- [Sergio] Sara! - Vattene.

- Ti giuro... - [Alice] Vai via.

Sergio, vattene!

Alice.

Te lo spacco in testa, giuro che lo faccio.

Sara.

[Giovanna] Ho sbagliato tutto.

Non è facile per una donna sola.

Mio marito è morto quando Simone aveva sette anni.

- È colpa mia. - No...

Io non gli volevo far mancare niente.

Gli è mancato quello di cui aveva più bisogno, sua madre.

Mi dispiace tanto per Marta.

- E anche per lei. - No...

Simone si stava affezionando.

Ma che dici? L'ho visto 200.000 volte.

- Papà. - Ué.

- [Biondo] Mamma. - Che ci faceva nel tuo zaino?

- Ti giuro, non è mio. - Perché vendi questa roba?

- Ma... - [Giovanna] Da domani basta musica!

Non suoni più! E vai dallo psicologo, dovessi vendermi le mutande!

Basta! È farina!

È farina, a papà!

[Giovanna] Che ci faceva la farina nello zaino di mio figlio?

- Ce l'ho messa io. - E perché?

'Sto coglione non vuole che sto con Marta.

- [Marta] Papà! - [Antonio] Non è niente.

Sei uno stronzo! Sai che odio la violenza e picchi mio padre!

- [Antonio] Ué, a papà! - [Biondo] Marta!

- [Arturo] Aprite! - Non so, ti ho chiamato 100 volte!

- Che succede? - Vieni.

- Si può sapere... - L'uomo che accusa Alexia...

- Eh. - Gestiva mezza ricettazione di Roma Sud.

- Aveva quattro milioni di roba rubata! - Papà, guarda.

Perché uno così denuncia chi vuole vendergli tre collane?

- [Arturo] Ciancica. - Qualcuno vuole incastrare Alexia.

- [Valentina] Chi può essere stato? - Carlo?

- No, troppo coglione. - Io lo so, è mio padre.

[Alexia] Vuole che torni per farmi sposare e chiudermi in casa.

[suoni ovattati] [Arturo] Non vivete in baracca?

No, mio padre non vive nelle baracche, è uno di quelli col villone.

Non accetta di avere una figlia omosessuale.

[Alexia] Sì, dice che mi devo curare. Lascia stare, tuo padre non può capire.

- Che hai? - Io non...

[suono acuto] [Alexia] Tuo padre è diverso.

[Arturo] Non mi sento bene, non respiro.

- [Valentina] Ma come? - Non è niente.

- [Valentina] Papà! - Chiamate un'ambulanza.

- [Valentina] Come un'ambulanza? - Sì.

[gridano]

[Dottore] Signora De Rosa?

Suo marito ha avuto un principio d'infarto.

No, stiamo tranquilli perché va tutto bene, è fuori pericolo.

È stato solo un grande spavento.

Potete anche andare a riposare, ora.

- Lo posso vedere, ora? - No, signora, non è possibile.

- Domattina. - Grazie.

- Grazie. - Andiamo a casa.

Ti aiuto, hai bisogno... Andiamo.

- Dove andate? - A casa.

Non penso proprio.

"A casa"!

[segnali acustici dai macchinari]

Mamma mia. Mamma mia, questo suono!

- Ragazzi, siete svegli? - Eh?

- Sì. - Io non ho chiuso occhio.

Mamma mia!

Visto che siamo svegli, perché non vai a prendere la colazione, così dormo?

[Antonio] Vi devo confessare una cosa.

Vi dovevo dare ascolto. Non dovevo insistere.

Ho sbagliato, sono un coglione.

- Che vuol dire? - [Antonio] Eh...

Allora sono più coglione io, ho lanciato l'idea.

No, sono io, perché ho insistito per la linea dura.

- Dai, ragazzi, su. - Va bene, non litighiamo.

Siamo coglioni tutti e tre.

Perché hanno arrestato il Ciancica proprio adesso?

Li ho mandati io, ve l'avevo detto che ci stava ancora dentro.

- Hai ragione. - Eh!

- Sei un coglione. - Come?

[vibrazione dal cellulare] [Antonio] Ricettava tutto!

- Pronto? - Eh!

- Non potevi aspettare? - Cosa?

- Che è successo? - Corri subito qui.

- Corri subito qui! - [Antonio] Che succede?

È successa una cosa gravissima.

C'è un provvedimento di espulsione per Alexia, la portano all'aeroporto.

Eh? Ma cosa! Non ci sono i soldi per rimpatriare gli "extra"!

[Sergio] Lo sanno pure i bambini! Che succede?

Ti ricordi quando ho detto che avevo chiesto un favore al Questore?

- Eh. - Eh, questo era.

[Antonio] L'ho fatto per lui.

- Sei stato tu? - Sì.

[Arturo sospira] Io vado.

- Dove vai? - A fare ciò che è meglio per mia figlia.

Vi consiglio di fare altrettanto.

[musica di violino]

[Biondo] Ci siamo?

- [ragazza] Sì. - [Biondo] Proviamo.

Manda la base.

[musica]

[voci sovrapposte]

- Buonasera, posso avere una birra? - Certo.

[Biondo] Ci siamo?

Mia madre mi ripete: "È per il tuo bene"

Che lo fa per me, per il mio bene

Imparo dal dolore per il mio bene

Ma io ho le spalle forti

Sono ciò che sono Non sono ciò che ti aspetti

Se piango solo in casa Nessuno potrà vedermi

Al mio posto tu dimmi cosa faresti

Dai, mettiti nei miei panni Ma so che ti stanno stretti

"Il tempo cura ogni ferita" E' una cazzata

Cammino lungo la strada Ma è quasi sempre in salita

La gente ti ama solo quando sei in cima

Bastoni fra le mie ruote

Serpenti nella mia vita

Mia madre mi ripete: "È per il tuo bene"

Che lo fa per me, per il mio bene

Imparo dal dolore per il mio bene

Ma io ho le spalli forti per il tuo bene

Sento la mancanza Di un luogo di appartenenza

Qua nulla mi colpisce Qua nulla mi rappresenta

Occhi solo su di me, ansia e solitudine

Fuori piove grandine, io mi sento fragile

Come se non bastasse Adesso ho perso nonno

Che mi ha protetto Dal male di questo mondo

Provo a guardare avanti Ma il dolore è in sottofondo

Se al suo funerale non ho pianto E' per orgoglio

Non ho pianto, no, per il mio bene

Per il mio bene

Io non piango mai per il mio bene

Per il mio bene

Ho perso chili, ho perso un padre Nascosto tra queste strade

Ho passato un'estate intera A pregare un dio che non c'era

Ho cambiato mille case Non ho vissuto favole

Ho lasciato sogni infranti Nei traslochi fra le scatole

Mi sento fuori fuoco nelle foto Fuori luogo

Faccio a botte col mio odio Che mi batte e va sul podio

Ho sognato sempre in grande Per me non è stato un gioco

È ora di fare il salto Sperando non sia nel vuoto

Mia madre mi ripete: "È per il tuo bene"

Che lo fa per me, per il mio bene

Imparo dal dolore per il mio bene

Ma io ho le spalle forti per il tuo bene

Mia madre mi ripete: "È per il tuo bene"

Che lo fa per me, per il mio bene

Imparo dal dolore per il mio bene

Per il tuo bene

[Sergio] Sara! Sara!

- Sara! - Eccomi!

- [Sergio] Parte l'aereo. - Quale?

Quello per New York, con il tuo Luigi, andiamo.

- Luigi non mi vuole. - Ma che cazzo dici?

È pazzo di te, appena ti vede non capisce niente!

- Ti vuoi fidare di me? - Va bene.

- Forza! - Va bene. - Dai!

- La valigia! - L'ho fatta io!

Ve ne dovete andare, lo sapete.

State tutti calmi e nessuno si farà male.

- Fermi, fermi! - No, aspetta.

Che succede? Non stiamo facendo niente, stiamo solo suonando.

[gridano] Ehi!

Sono un collega! Calma!

All'aeroporto.

[Sergio] Oh! Luigi!

Oh! Vola, cazzo! Sbrigati! Questo è un pazzo!

- Luigi, è tutto ok! Per favore! - No!

- Sbrigati! - [Sergio] Luigi!

Luigi! Ma che cazzo fa?

[clacson]

Se ci prende, ammazza tutti e due! Sbrigati!

- [Sergio] Perché non si ferma? - Ha paura!

Ogni volta che ti vede, gli meni!

- Non è vero! - No?

Ecco! Dai, che si avvicina!

[Sergio] Certo che non è proprio sveglio il tuo fidanzato.

Per favore, papà, evita.

[Arturo] Fermi!

Che cosa fate?

Ma che fate? È una flebo, non è mica un kalashnikov!

Ma che vi siete picchiati di nuovo?

Magari.

Sono stati i colleghi di tuo padre. Anzi, lui mi ha pure aiutato.

Io e Simone siamo diversi in tutto, però una cosa in comune ce l'abbiamo.

Tutti e due vogliamo che tu sia felice.

Poggi!

- Apri! - No!

Oh, apri!

Non ti voglio menare, sono tranquillo!

Voglio dirti solo che la prostata si può curare!

E che a Pasqua da mia zia Clelia non ti porto! Non ti preoccupare!

Anche se fa un agnello indimenticabile, se non vuoi, non ti ci porto!

Non puoi scappare così! Parlatevi, almeno!

Guarda qua.

L'ho pagato 800 euro.

È il 65% del mio stipendio.

Se Sara non parte, ti assicuro che vengo io a New York.

Te lo prometto!

[voce non udibile]

Siamo gli avvocati della signorina. La dovete rilasciare.

Avvocato, è tardi, c'è un ordine esecutivo.

[voce non udibile]

[Arturo] È innocente! È innocente, vi prego.

Il furto di cui è accusata l'ho fatto io, sono stato io.

[Arturo] Ho occultato le prove.

Ho indotto falsa testimonianza.

[Arturo] Sono stato io. L'ho fatto io.

Ho le prove.

I gioielli sono in cassaforte, nel mio ufficio.

[Arturo] Ce li ho io.

[Arturo] Perdonami, amore mio.

- [Sergio] Ti voglio bene. - Anch'io, tantissimo.

[Sergio] Togli il grembiule, non sei più una cameriera, sei una modella.

Vai! Vai, che perdi l'aereo! Vai!

Vai!

- Grazie. - Vai, vai, vai!

- [Alice] Allora? - Sono partiti.

- Bene. - Sei fiera di me?

Sì che sono fiera di te. Torni qua?

Non fare quella voce, che mi va il sangue in testa.

Amore, torna, dai, ti prego. [sirene]

Mi fai vedere cose strane.

Ho le allucinazioni, mi sembra di vedere...

- Cosa? - Arturo.

- Arturo? - [Sergio] Dentro una volante.

[Alice sospira]

[Sergio ride]

Con la flebo fuori dal finestrino!

Oddio!

Ti devo venire a prendere io, Sergio?

Stai lì, stai lì, selvaggia. Ti raggiungo io!

Oggi è il più bel giorno della mia vita.

Come sapete, ho faticato un po' ad accettare questa unione,

ma adesso sono felice.

E sono felice di essere qui.

Se non fossi qui, il sorriso di Valentina e Alexia non potreste vederlo.

Io non lo vedo.

Non lo vedo ma lo immagino, questo è il mio premio.

Che dire? Io vi auguro tantissima felicità.

Vi auguro tantissima felicità.

[voci sovrapposte] E vi amo.

[voci sovrapposte] Tanto.

- Arturo, ci manchi! - Bravo!

Grazie! Grazie tantissimo!

- Ci vede? - È un messaggio!

[applausi] [Arturo] Di che anno è?

Ragazze, eccoci qui.

- Un brindisi per Arturo! - Non me l'aspettavo!

- Sì, a papà! - Per Arturo!

- Sì! - A papino!

- Ad Arturo! - Scusate! Scusate!

Se a sposarsi sono due donne, il bouquet chi lo tira?

- Sei cretino? - [Marta] Dai!

- Allora... - È tradizione!

- No? - È uguale!

[Isabella] Mettiamoci in posizione.

- Venite! - Andiamo!

[Alice] Di corsa, che sei già sposata!

[canzone: "C'è tempo" di Biondo]

- [Valentina] Pronti? - Pronti?

Uno, due...

Tre!

[insieme] No!

[risate]

[Sergio] No, no, no!

[voci di esultanza]

[voci sovrapposte]

[voci sovrapposte]

[canzone: "C'è tempo" di Biondo]

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