Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Czech
Danish
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hmong
Icelandic
Igbo
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
:=:== Sottotitoli di SRT project ==:=:
Venite a tradurre con SRT project www.phoenix.forumgalaxy.com
Cercateci anche su Facebook: www.facebook.com/SRTproject
Ora anche su telegram: https://telegram.me/projectsrt
SRT project è un gruppo amatoriale indipendente dai siti di video streaming.
Puttana!
Ti fottiamo, troia! Rispondi!
- Chiudi quel cazzo di bocca! - Anche tu, chiudi il becco!
Chiudete tutti il becco, cazzo!
Anche tu, chiudi la bocca!
Voglio scoparla!
Voglio sbatterti, troia!
Guardami quando parlo!
Un giorno che sotto il canneto
Sonnecchiava la mia acqua corrente
Vennero i ragazzi del villaggio
Per farla prigioniera
Chiudete, chiudete
La vostra gabbia a doppia mandata
Tra le vostre dita
L'acqua corrente volerà via
Come le piccole barche
Portate via dall'acqua corrente
Nei suoi occhi i giovanotti,
Vogano alla deriva
Vogate, vogate
Domani attraccherete
L'acqua corente non è
Ancora pronta per sposarsi
- Oggetti di valore. - Grazie.
Non viene a mani vuote.
Lo vedo.
Provenienza?
Fresnes.
Motivo?
Avvicinamento famigliare.
Ok, grazie. L'aspettavamo.
Sempre 1,75 m?
Chi le ha detto di spogliarsi? Non siamo alla perquisizione qui.
Oh! Sto parlando con lei!
Si spoglia senza che glielo si chieda. L'avete mai visto prima?
SRT project ha tradotto per voi:
"Perdutamente"
Traduzione: antares [SRT project]
Revisione: antares [SRT project]
Liberamente adattato dal romanzo di F. Gonçalves e C. Siguret "Proibito amare"
Via, sparisci!
Signorine, per favore!
Le altre sono in cortile. Non tarderanno.
Intanto disfa le valigie.
Venerdì visita del Ministro della Giustizia, perciò stiamo in riga.
Ciao.
Chi sei? Cosa fai qui?
Cos'è questa roba? Falla sparire.
Va bene così! Lasciala stare.
Fa così ma non preoccuparti, non è cattiva.
Mettiti dove vuoi, io ti scopo.
Calmati, Sonia, piantala di rompere i coglioni.
Rientro e trovo questa qui nella mia camera.
Non capisco che problemi hai, Sonia. Non sei a casa tua.
Non darle retta, ha le sue cose.
Incredibile che roba c'è alla TV.
Dovrebbero filmare noi. Qui è più interessante.
Sul serio! Per di più la faccia di quella lì mi fa incazzare.
Tu guardi questo?
Ti sentirai a casa.
- Dov'è il mio smalto? - Qui.
Grazie.
- Ne vuoi? - Non sono una puttana.
È per la ministra.
Che s'inculi la ministra. Non ha altro da fare?
Rilassati...
Viene a visitare la nostra prigione perché è migliore, mi pare.
Non me ne frega un cazzo.
Le ragazze della sartoria organizzano una sfilata.
Per me è una figata.
Non cambia niente. Sei sempre in prigione.
Tu fai sempre il muso. È gelosa perché non sfila.
- Vaffanculo. - Non prendertela. Non è importante.
Un giorno, forse. Inch' Allah.
In un sogno... futuro.
Piantala.
- Tu non guardi mai la TV, mitomane. - Piantala.
- Piantala. - Dai, vieni.
Abbaia ma non morde.
Chi ha da accendere?
Tieni.
- Mélanie? - Cosa?
Non hai mai scopato nel parlatorio?
- Fai schifo. Dici sul serio? - Schifo cosa?
Io non faccio questa roba.
Credi che abbia voglia di beccarmi una micosi?
Grossa mitomane!
- Tutti hanno scopato nel parlatorio. - Io non lo faccio.
Lei ha scopato, lei ha scopato...
E anche lei.
- Non ho mai scopato. - Non dire palle.
Razza di mitomane!
Un momento! Un momento!
La settimana scorsa non ci ha anche descritto le posizioni?
- Ma non nel parlatorio. - Ragazze, le sigarette!
Svelta, svelta. Chiudi la finestra.
Sbrigati!
Brave. Vi si lascia sole 5 minuti e guarda...
È vietato fumare in cucina.
Sapete perché?
Fa male alla salute.
Dite sul serio. Sapete perché?
Quella lì non parla.
Ma fa dei gran pompini.
Sente.
- E' arrivata da Fresnes... - 3 giorni fa, no?
So chi è.
Eviti di farsi notare.
Mélanie.
La sua domanda di semilibertà non è stata concessa.
C'è un'altra commissione tra 3 mesi.
È troppo tempo, sono stufa di cucinare polli.
- Vuole fare altro? - No.
- Nawal! Nawal! Sbrigati! Tocca a te. - Va bene.
Froment!
Cosa vuoi?
Ti resta qualcosa?
- No. - Dai, è per lei.
Muoviti! Non ho più niente!
Cosa succede?
È nuova. Non ha niente da mettersi.
Sei tu?
Puoi darle quella bianca.
- Questa? - Sì, quella.
E sbrigati, non c'è più tempo.
Boukara!
Hai visto la guardia che crede di essere Beyonce'?
- Ragazze, c'è la ministra! - Posso vedere?
Guarda, è il direttore con la ministra.
Posso vedere?
Aspetta!
Ragazze, muoviamoci. Sta per cominciare. Forza!
Ma cosa fai? Fermati, sei pazza?
Ha ragione, le sta bene così.
Quella è Pilar.
È una pazza. Sta alla larga da lei.
Sbrigati, Anna. Tocca a te.
Ha chiesto di vedermi?
Avanti, la ascolto.
Posso riavere il mio posto in cucina dopo il processo?
Sarò giudicata a Parigi e intanto starò nella prigione Fleury...
Quando è il suo processo?
In aprile.
In aprile, tra 4 mesi.
C'è tempo, no?
Ho paura di essere sostituita.
Capisco.
Ma bisogna che si cucini anche quando lei non c'è.
Non posso promettere niente. Dipende dagli incarichi delle altre.
Vedremo quando sarà il momento. Ok?
Non è piuttosto il processo che la preoccupa?
È sfibrante, sa?
Parte presto il mattino, rientra tardi la sera.
Perquisizioni ogni giorno, udienze interminabili...
Lo so.
Quanto prenderò, secondo lei?
Non lo so. Non è il mio mestiere.
Lei sa chi sono.
Sì. Un po'.
E allora?
Allora, cosa?
Che cosa pensa di me?
Niente di particolare.
Cerco di spiegarle che non sono qui per giudicarla.
Il motivo per cui siete qui non mi riguarda.
È il lavoro della giustizia.
Ciò che mi importa è che tutto funzioni bene qui.
Ok?
Margaux!
- Tutto bene, signor direttore? - Sì, benissimo.
Karine, può portarmi il fascicolo della signorina Amari?
- Subito. Sua figlia è qui. - Grazie.
Bisogna tirare.
Come va, tesoro? Tutto bene?
- Sì. - È il mio posto, quello.
Scusami, tesoro, non ho visto l'ora. Ne ho per due minuti.
Fammi vedere il tuo disegno.
Bellissimo.
Siamo noi tra qualche giorno. Grazie.
Karine, può chiedere di abbassare il riscaldamento?
- Chiudo la porta? - Sì. La spinga.
Senta, non ho problemi con sua figlia.
Va bene in tutte le materie. È molto intelligente.
Ma...
Sarebbe bene che parlasse con lei.
Perché...
I suoi compagni la scherzano.
Avere i genitori in prigione, non è usuale.
Scusi?
- Gli altri genitori si fanno domande. - Su cosa?
Noi lavoriamo in prigione. Non siamo in prigione.
Siamo statali come lei. Che cazzate sono queste?
Si calmi. Non volevo dire questo.
È quello che ha detto, col suo tono di superiorità.
Dovrebbe esserne fiero, invece di affliggere mia figlia.
Non intendevo questo. Mi dispiace.
Non si fa così. Che ti ha preso?
Ma chi è questo impiegatuccio, con la sua piccola vita perbene.
- E tu cosa sei? - Un impiegato ma anche un artista.
- Un artista maledetto. - E frustrato?
Oh sì, sono frustrato. Amore mio, non ne posso più!
Aspetto da 3 giorni di andare in infermeria.
Non ho dormito.
Non ho dormito per niente!
Cosa vuoi che faccia? Che mi ammazzi?
- Ti piace la mia maglia? - È bella.
Spero bene che ti piaccia, me l'hai regalata tu!
Cosa c'è che non va? Non ti fa piacere?
Sì, ma non ti mando dei soldi per questo.
Sono anni che non mi compero niente.
È Natale, comunque.
Chi è quella ragazza?
Non è nessuno.
- Sicura che non ti da' problemi? - Sicura.
- Lavori anche qui? - Certo.
- Sempre nella pittura? - Sono in cucina ora.
Avevo chiesto a Fresnes ma hanno rifiutato.
Io, con un coltello, non si fidavano.
Ma non sei una criminale, figlia mia.
- Quanto ti pagano? - 9 euro.
- È buono. All'ora? - Al giorno.
Non l'ho pagato caro.
L'ho comperata al mercato. Era molto bella.
Hai fatto bene.
Le tue amiche stanno bene?
Non le vedo spesso da quando sei qui. Ma non fa niente.
Perché?
Non so. Non vogliono vedermi.
Hai già combattuto con lei?
In prigione, sì.
Nel pugilato, mi ha fatto il culo.
Invece, nella boxe thailandese ci sono le gambe.
In quella, la sventro io.
Tutto bene, ragazze?
Ha finito il colloquio con la mamma?
Per me, sono le tibie.
L'avete vista, la sua vecchia? Ha certe tette...
Avevo voglia di assaggiarle.
Vorrei sapere se le hai uguali.
Si può assaggiare?
- Lasciala stare. - Stiamo parlando.
- Magari, dopo, la violenterò. - Mi violenterai, tu?
Giù le mani!
Basta! Basta!
Basta! Basta!
Forza, Pilar! Spaccale il muso!
Colpiscila!
Dai, Anna!
Troia!
Lasciami, puttana!
Va bene? Ti sei calmata?
Puttana, lasciami stare.
Grazie.
Buongiorno.
Chiuda la porta, per favore.
Si accomodi.
Volevo vederla a proposito dell'incidente di settimana scorsa.
Non deve succedere di nuovo.
Dovrebbe avere più controllo.
Un altro episodio simile e ci saranno delle sanzioni.
Il suo processo è vicino, deve essere irreprensibile.
Ho capito. Grazie.
Ma dove sta andando?
Lo dico per aiutarla.
Non sono io che sono in prigione.
Qualcuno la segue?
Ci sono degli psicologi qui. Possono aiutarla.
Preferisco parlare con lei.
Non è così evidente.
Se vuole, possiamo vederci ogni tanto prima del suo processo.
Per parlare.
Abbiamo finito, ora?
No. Ho tempo.
Meno male, anch'io.
È complicata per mia madre senza di me. È sola.
- E suo padre? - Non c'è nessun padre.
- È morto? - Non so proprio.
Perché ride? Non è divertente.
È lei: "È morto?"
Non si irrigidisca, sto scherzando.
Mio padre, non l'ho quasi nemmeno conosciuto.
Non mi guardi così. Capita anche alle brave persone.
Segue dei corsi a scuola?
Qui?
No, alla Sorbona.
- Posso scherzare anch'io. - Ma lei è meno divertente.
Sì, seguo delle lezioni. Per poter andare all'università, dopo.
Bene.
Sì, ma temo di rimanere indietro a causa del processo.
Quello che è fatto è fatto. L'importante è fare sul serio.
Cosa fate in questo momento?
In classe?
Analisi di testo. Roba simile.
- Quale testo? - Fedra.
Racine.
L'autore del testo è Racine.
Non lo so. Perché mi fa confondere?
Si chiama Racine come una radice?
Sì.
E si chiama Jean, come me. Anch'io metto radici.
- Che spirito di patata. - Sì, ha ragione.
E le piace, il testo?
Sì, ma siamo solo all'inizio. Sembra proprio una rottura per lei.
È un po' vittima del suo destino.
- Crede al destino? - Non so.
E poi era 2000 anni fa. C'erano gli dei. Ora è diverso.
Sì, è diverso.
Cazzo.
Non ti faccio male?
Dovrebbe reggere fino a domani.
Grazie, sei un angelo.
Cosa fai?
- Scusa, pensavo... - Per questo sei così carina con me?
Cazzo. Non ci si può fidare di nessuno qui.
Le hai distrutte!
Gli abbiamo fatto il culo.
Gliene ha date tante!
Fai il broncio?
Non parla?
Che cazzo succede, ragazze?
- Buongiorno, avvocato. - Signor direttore.
Come le pare questo dossier?
Complicato.
Ma lei era minorenne quando è successo.
Non c'è nessun precedente.
Staremo a vedere. Coraggio.
Arrivederci.
- Allora ci lascia? - Non lo desidero.
Le credo.
Il mio avvocato ha detto 15 anni. Quasi più dei miei anni.
Non si sa mai. Forse 12.
Lei è gentile.
No, faccio il mio lavoro.
Com'è Fleury?
È magnifico. Grandi spazi verdi, niente sbarre alle finestre.
No. Scherzo.
È gigantesco, molto agitato. Sarà contenta di ritornare.
Non è una festa neanche qui.
Bene, abbia cura di sé.
- Va via? - No, è lei che va.
Non si dimenticherà di me per la cucina?
No, non la dimenticherò.
Amari. È ora di andare.
La giacca.
Il vestito.
Il reggiseno.
Le mutande.
Si giri.
Apra la bocca.
Va bene, può rivestirsi.
Come va, Anna?
Come si sente?
Come le è venuto in mente di vestirsi così?
Deve coprirsi, qui.
Insomma!
Ecco, così va bene.
Allora?
Come è andata?
Tieni, ti ho messo da parte del pane.
"Volevo fare uno sforzo,
"essere carina, presentarmi bene.
"Ho fatto tutto il contrario.
"Sono proprio sfigata.
"Pare che si raccolga quello che si semina.
"Dunque io merito tutto ciò che mi succede.
"Mi sento così colpevole.
"Spero comunque di tornare presto,
"e di ritrovare il mio posto in cucina.
"Anna."
Jean?
Cosa fai?
Vieni a letto?
È a porte chiuse, signore.
No, è impossibile, salvo che lei sia un testimone.
La signorina Amari mi fa pensare a quelle ragazze d'oggi,
disorientate tra un corpo che erotizzano al massimo
e il desiderio ardente di una stabilità affettiva.
Una grande e pericolosa distanza,
simbolo della perdita di riferimenti di un'intera generazione.
A suo carico chiedo una pena da 10 a 12 anni di reclusione.
Ha preso 9 anni. Non ne prenderà certo 20 in appello.
Quanti anni ha già fatto?
4 anni?
Un po' di più.
Con le riduzioni di pena, uscirà appena finito l'appello.
Avrà 24, 25 anni?
24.
Tante donne si rifanno una vita molto più tardi, sa?
Come funzionano le riduzioni di pena?
Lo sa bene.
Dipende dal suo comportamento.
Perciò anche da lei.
In che senso?
Lei fa i rapporti, no?
E gli agenti anche. Non sono solo.
Sa usare il computer?
Non tutti lo sanno usare qui, mi creda.
Ho un progetto per lei. Le servirà un pomeriggio alla settimana.
Ho già la cucina e poi...
La cucina è impossibile per adesso.
È stata messa ai servizi generali.
Non è poi la fine del mondo. Passerà più tempo fuori dalla cella.
Allora, cosa devo fare in più?
Ho ideato un progetto di acquisti con l'esterno.
- Una specie di spaccio. - Volendo.
Solo che i prodotti saranno meno cari che fuori,
perché sono vicini alla scadenza.
- È lì il trucco. - Sì, è lì il trucco.
È meglio pagare un gel doccia 2 euro invece di 6.
In breve, dovrà gestire gli ordini delle detenute,
in funzione del loro gruzzolo.
E anche della gamma di prodotti proposti dal negozio.
Allora, come procede?
Bene, credo. Ho selezionato i prodotti per categoria: igiene, cibo, ecc.
Poi ho inserito la data di scadenza.
Così, appena si passa il giorno, le quantità spariscono.
Ottimo.
Ma questo qui...
Cos'è?
Questo è il denaro delle detenute.
Molto bene. Continui così.
Signorine, possiamo riprendere, per favore?
Posso avere l'attenzione di tutte?
Per continuare su quello che abbiamo detto sul testo di Fedra,
che forse avete letto,
avrei voluto discutere su qualche cosa.
E soprattutto avere le vostre opinioni.
Per esempio,
sul fatto: "Si decide
di innamorarsi?"
Cosa vuol dire "innamorarsi"?
Si ama realmente o si ama l'idea di amare?
Ah, questo è interessante. Che ne pensate?
Secondo voi, che cosa ci fa innamorare di qualcuno?
Ma io credo...
- Forza, parla. - Lasciatemi parlare.
- Sputa il rospo! - Lasciate che mi esprima.
- Avanti, Melanie. - Penso che...
non decidiamo di innamorarci ma di restare innamorati.
- Non decidiamo. - No?
Succede quando deve succedere.
È una questione di feeling.
Cos'è il feeling?
Essere un bel fusto.
Essere un bel fusto!
Ok. Il fisico, dunque.
- La personalità. - La personalità, il fisico.
- Il fascino. - È come ci si sente... tante cose...
- Le farfalle nello stomaco. - D'accordo, sì.
Le stelle.
Ci sono vari tipi di amore. L'amore completo, l'amore passionale.
L'amore...
Quando si è possessivi, non si vuole lasciare.
Come l'hai saputo, tu? È ancora vergine, e...
È ancora vergine!
Ha visto Charlie!
No, ma si possono avere dei divieti morali.
- Esattamente - Ma il cuore è un'altra cosa.
È il famoso conflitto tra la ragione e il cuore.
Proprio così. Fedra ama qualcuno che non ha il diritto di amare.
Questo le impedisce di amare?
Mi infastidisce che lei dica che non ha il diritto di amare.
Ma chi dice chi ha il diritto?
Non lo so.
Lei parla di divieto morale.
Cosa sarebbero i divieti, a livello della morale?
Non è perché non si ha il diritto
che questo non succede.
D'accordo.
Nella tragedia è così.
Esatto.
Ora leggeremo un brano.
Vuole leggere, Aida?
Sì. Aida, sono io.
"Il mio male viene da più lontano.
"Appena col figlio di Egeo,
"Mi ero legata in matrimonio,
"La mia quiete e la mia felicità sembravano consolidate,
"Atene mi mostrò il mio stupendo nemico.
"Lo vidi, arrossii, impallidii alla sua vista,
"Un turbamento si scatenò nel mio animo smarrito.
"I miei occhi non vedevano più,
"non riuscivo a parlare,
"Sentii tutto il mio corpo raggelarsi e bruciare."
Come va, Priska?
Sta lavorando. Bene.
È Fedra?
No, non è Fedra.
- Scusi? - No, non è Fedra.
C'è qualcosa che non va?
Mi dica.
No, ho solo voglia di andar via da qui.
Capisco.
No.
Lei non capisce.
Posso?
Anna, in prigione...
Non c'entra la prigione.
Ah, non c'entra?
Allora, qual è il problema?
Lei.
Scusi?
Non capisce, vero?
Dove va?
Me ne vado. Non posso?
E i suoi fogli?
Quella è per lei. La leggerà, vero?
"Il mio male viene da più lontano.
"Ho un segreto che non posso più tenere per me.
"Già a Fleury, non smettevo di pensare a lei.
"Da quando sono tornata è peggio.
"Non c'è nulla di buono nel mio cuore, quindi tutto è impossibile.
"Lo so. Per questo voglio partire.
Mi trasferisca, per favore.
"Anna."
Jean.
Pronto?
Arrivo subito.
Cosa c'è?
Un problema con una ragazza.
Bisogna che vada.
È stata Pilar.
La sua compagna aveva mal di pancia
e lei l'ha picchiata.
Siamo arrivati appena abbiamo potuto.
Lasciatemi andare!
Troie!
La portiamo in isolamento.
Sì?
Ho una brutta notizia.
Cosa?
La detenuta era incinta.
E ha perso il bambino.
A quanto pare, è fuori pericolo.
Avvertiamo la famiglia?
No.
Lo farò io domani.
Buonanotte.
Come va? Tutto bene?
Deve comunque capire che...
È importante quello che abbiamo fatto.
In Francia siamo la sola prigione che lo fa.
In tutte le altre, i prezzi sono maggiorati.
Piano.
Scusi.
Vuoi ancora andar via?
Fai il bagno al buio, adesso?
Cosa?
Niente. Ti guardo. Non posso?
Buonanotte.
Cos'è quello?
È la nostra casa.
Sarebbe ora che mi dessi una chiave.
- Una chiave? - Sì.
Mi sono sbattuta ad arredarla tutta.
Siamo noi, quelli?
Sì. Un po' ingrassati.
È bello, a casa tua. Insomma, a casa nostra.
Certo, se piace.
Sì, tutto mi piace.
I cantanti di raï parlano 4 ore prima di...
Occhio, ragazze, c'è il direttore.
Non ci sopportiamo più.
È invivibile con lei. Ci insultiamo continuamente.
- Più lei di me. - Non ora.
Sì, ma concretamente, cosa accade?
Delle offese...
Mi tira tutto quello che le passa sotto mano.
Tutto dipende dal suo umore.
Ok.
Da quanto tempo dura?
Oltre un mese.
Il suo rapporto è molto buono, Alhem.
Buona condotta. Non vedo perché la commissione si opporrebbe.
- Ma non le garantisco niente. - Ok. Grazie, comunque.
- Buona giornata. - Grazie. Arrivederci.
Volevi vedermi?
- Siediti. - Sto bene in piedi.
Come vuoi.
C'è qualche problema?
Dimmi.
Abbiamo fatto una cazzata. Non avremmo dovuto.
Organizzerò il tuo trasferimento. Hai ragione. È meglio per noi.
Stai scherzando?
No.
Mi spiace.
No. Non capisco. Sei serio?
- Anna, lo faccio per noi due. - No, lo fai per te.
Ti ho scritto una lettera prima che mi scopassi.
- Lo so, l'ho letta. - E...?
Non hai le palle.
Non toccarmi.
Guardia!
- Avete finito? - Sì, abbiamo finito.
Buongiorno a tutte, mi chiamo Elise.
Sono sorvegliante alla prigione della Sante', a Parigi.
E animo anche dei laboratori di pittura nella regione parigina.
È la prima volta che vengo qui.
Ma andrà tutto bene. Mi hanno parlato molto di voi.
Non perdiamo altro tempo.
Ho bisogno di una modella.
Tipo, una top model?
Sul serio?
Ho bisogno che una di voi posi in modo che le altre la disegnino.
Di certo, io no.
Neanche per sogno.
Forza! Farete a turno durante il corso.
Benissimo, signorina.
Si sistemi qui.
Attaccateli sulle tavole.
Ma fa su serio?
Ha caldo!
Non era indispensabile, ma se non da' fastidio a nessuno...
Allora disegnamo il suo seno?
Perché nascondi? Mostra il tuo seno.
Che profumino!
Louise è già a letto?
Lavata e spazzolata.
Lavata e spazzolata?
È quasi pronto.
Jean?
Cosa fai?
Cosa? Non ti piace?
Ti ho visto oggi quando la ragazza si è spogliata.
- Non le staccavi gli occhi di dosso. - Sciocchezze.
Sarà trasferita a fine settimana. Fino allora starà nel reparto disciplinare.
Non possiamo piu' tenerla qui.
- Non può farlo. - Sì, purtroppo posso.
Ha esagerato. Era stata avvertita.
Se mi trasferisce, la denuncio.
- Per che cosa? - La distruggo. Racconto quello che so.
Quello che ho visto e che sanno tutti qui.
Lei non sa nulla e non ha visto nulla.
Presto o tardi si saprà che lei scopa la ragazza.
Detto fra noi, io non mi fiderei.
È svitata, è una stronza.
Si vede, si sente.
Grazie del consiglio.
Al suo posto avrei fatto lo stesso, visto dove andrà.
A forza di credersi superiore, è lei che la fotterà!
Pezzo di merda!
- Cosa fa qua? - Non si vede?
Perché non è al computer?
- Visto che parto... - No, non parte più.
E lei, Michot, che cazzo fa? È in pausa?
Forza! Via!
Al lavoro.
Ma non abbiamo finito.
Anche lei, Castejón. In cella.
- A più tardi, Anna. - A dopo.
Lo fara' più tardi.
Non l'ho mai fatto prima.
Bugiardo.
Non muoverti, ti ho detto.
Non hai mai tagliato i capelli a tua moglie?
Non è un segreto, hai la vera.
Che rottura non avere uno specchio.
Hai dei bambini?
Non rispondi? Me lo puoi dire.
Se hai una moglie, di certo hai dei figli.
È peggio se non parli. Poi, io immagino.
Che cosa immagini?
Che tu rientri di sera,
e i tuoi bambini ti saltano in braccio.
Vuoi che te lo dica?
No, in realtà preferisco non sapere.
Non oggi. Un giorno forse.
Io non ho bambini, se te lo stai chiedendo.
Ma non è per sempre.
Immagino proprio di no.
Un giorno ne vorrò avere. Preferisco avvertirti.
Allora?
Allora non c'è male.
Davvero?
Tu, invece, non stai un granché bene.
Perché?
È difficile, ma posso tagliarteli.
Tu, tagliarmi i capelli? Hai ragione.
Non mi hai detto perché non vado più via.
Non ha funzionato. Non ti volevano.
Menti. Non hai avuto il coraggio.
No, te lo giuro.
Dimmi la verità.
Non è un gioco per me.
Smettila di mentirmi.
Per prima cosa, perché è vile.
E poi perché lo fai male.
Giuri che non proverai più a mentirmi?
Te lo giuro.
Allora dimmi.
Adesso, qui, hai voglia di me?
Non dici niente?
Ho voglia che lo facciamo bene.
Io, ho voglia di darti piacere.
Se esce venerdì,
con questo braccialetto, lei penserà a me.
Questo braccialetto, io me l'ero già accaparrato.
Me lo sono messa al polso perché lei è rientrata...
Cosa hai fatto ai capelli?
Ma va bene, ti stanno bene.
Da quando guardi quello?
Non credevo di avere posto per una sorella maggiore.
E tu fai la parte della mia sorella maggiore.
Ma tu lo fai per ottenere qualcosa?
Lo amo tanto, lo sai.
- Sei solo una scopata. Vedrai.
Ti vedi con lui fuori?
Non so.
È fra molto tempo, Non riesco a fare progetti.
Non so quando esco, figurati dove, come e con chi...
Sì, lo ammetto.
Non puoi smetterla con la tele?
È idiota.
È deprimente.
Ancora una volta.
Dai, un'ultima volta.
Dai... un'ultima volta.
Sono tre volte che è l'ultima volta.
Dopo, se vuoi, scopiamo ancora.
"Le parole...
"pronte a uscire, si fermano sulle mie labbra.
"Una forza imperiosa
"mi obbliga a parlare,
"ma una forza ancora più grande me lo impedisce.
"Siatemi testimoni,
"o dei del cielo, che quello che voglio io non lo voglio."
"Voi...
"non riuscite ad esprimere quello che vi urge dirmi?"
"È facile dichiarare volgari sentimenti,
"ma i grandi sentimenti non trovano parole."
"Non temete,
"o madre mia,
"di confidarmi i vostri dispiaceri?"
"Chiamatemi sorella, caro Ippolito,
"o vostra schiava.
"Meglio vostra schiava.
"Perché sono pronta a fare tutto ciò che vorrete."
Sì, Karine.
La riunione, direttore. Gli agenti stanno aspettando.
Ah, mi era uscito di mente.
Amari, riuscirà a cavarsela?
Certamente, signore.
Sono entusiaste dei freezer in cella. Ordinano di più.
È grazie allo spaccio avviato all'inizio dell'anno.
Scusi, direttore, ma ho una domanda su questo spaccio.
Perché è bello ordinare in grandi quantità,
ma bisogna pagare.
E temo che questo aumenti il racket.
- Esatto. - Credo che comperare prodotti
al prezzo normale dovrebbe instaurare un senso di giustizia
e attenuare la delinquenza sul lungo termine.
Nient'altro?
Certi fanno domande sulla detenuta incaricata degli ordini.
Cioè, Hervé?
Perché non è passato per la commissione di valutazione?
È un pomeriggio a settimana e inoltre lei è ai servizi generali, no?
Lei passa molto tempo insieme a lei.
Si spettegola.
Lavorate tutti da anni nella penitenziaria,
sapete come stanno le cose.
Voci, chiacchiere...
È un ambiente chiuso, la gente parla.
Non si può impedirglielo. Lo ripeto:
questo programma è un successo. Siamo i primi in Francia , dunque...
Per una volta, rallegriamoci. Ok?
È tutto?
È tutto per oggi.
Grazie. Buona giornata!
Buona giornata.
Allora sei sempre qua?
Alla fine si sono affezionati a me.
Sai, io ho...
Ho telefonato a Mona, la veggente.
Ah, sì?
- Esiste ancora? - Certo, esiste ancora.
- Perché l'hai chiamata? - Per te.
- Per me? - Sì.
Perché mi dicesse di te.
Sentivo che mi nascondevi qualcosa.
E lo chiedi a Mona, che non mi conosce?
Mi nascondi qualcosa.
Non mi hai detto che ti vedevi con qualcuno!
Devi lasciarlo. Non va bene per te.
Cosa ne sai tu di quello che è male per me?
Perché sei venuta?
- Ma per aiutarti! - Perché?
Me l'ha detto Mona.
Mona non mi conosce, porca puttana!
E nemmeno tu! Vai via.
E non venire da me per dirmi della merda!
- Non sei a casa tua. - Piantala!
Piantala di parlarmi. Perché sei venuta?
Non sai niente di me e vieni da me per giudicarmi.
Ma da quando sai cosa è bene per me? Mi conosci?
Smettila di volermi aiutare! Non ci riesci.
Smettila di volermi aiutare!
Non parlare così. Altrimenti arrivano.
Sono qui perche vorrei aiutarti. Voglio che tu mi capisca.
È per il tuo bene. Fai delle cazzate.
Credimi, credimi. Vieni qui.
- Ma non ne sai niente. - Ma sì.
Ma no! Ma non vedi che non sai?
Non venire qui, cazzo!
Piantala di venire qui!
Non sai nemmeno chi sono io!
- Ascoltami, sono tua madre! - Oggi sei mia madre?
Hai visto cosa hai fatto? Sei fiera di te, mamma?
Sei fiera di ciò che hai fatto?
Anche quando sono felice.
Anche quando sono felice!
Anna!
Anna!
La mia piccina è come l'acqua,
È come l'acqua corrente
Lei corre come un ruscello
Che i bambini inseguono
Correte, correte
Veloci se riuscite
Mai e poi mai
Voi la prenderete
Quando gli zufoli cantano
Quando l'acqua viva danza
Lei conduce le mandrie
Al paese delle olive
Cazzo!
Cosa ascolti?
Ascolta.
È tua madre?
Sono ciò che le è capitato di peggio, con mio padre.
È una cosa grossa.
Non è divertente.
No.
Cosa fa nella vita?
È assistente infermiera.
- In ospedale? - No, in case private.
Dai vecchi.
Si occupa anche di sua sorella.
Che cosa è successo?
Si immischia di cose che non la riguardano.
È normale. Si preoccupa, è tua madre.
Solo quando ne ha voglia.
E poi non c'è motivo. Sto bene.
Non mi sono mai sentita così bene da quando sono in prigione.
Si direbbe che non ho il diritto di essere felice.
Trovi che sia male?
Che cosa?
Fermo, cosa fai?
Un ricordo.
Perché un ricordo?
Perché quando non ci sei...
Smettila.
Ma sei bella.
Anch'io voglio mostrarti una cosa.
Forza.
Ah sì! Si!
Guarda. Anch'io ne ho uno.
Cos'è?
È di noi tutte. Lo condividiamo. Abbiamo ciascuna una scheda SIM.
Non essere sconvolto. Non vuoi il numero?
Non mi fa ridere.
Io te lo do. Fanne quello che vuoi.
È una follia.
Pensavi davvero di essere l'unico ad averne uno?
Cosa fai?
Vado via.
E per un po' di tempo.
Sono le vacanze. Ho una famiglia, ti ricordi?
Torniamo nell'appartamento in montagna dell'anno scorso.
Così ritroverai la tua amica Mathilde.
E potrete prendere lezioni insieme. Siete allo stesso livello, no?
Rispondimi!
Non tanto. Mathilde dice che va più forte di me con gli sci.
E che ha due stelle.
Papà?
- Sì, tesoro? - Mi porterai al corso di sci?
- Matilde ci va mattina e pomeriggio. Non voglio parlarti mai più.
- Jean? Sei con noi? - Scusa.
Louise ti ha fatto una domanda.
Mi porterai al corso di sci?
Tu scierai con me e andrai più forte di Anna.
Di Mathilde.
Mi chiami l'addetta alle pulizie, il mio ufficio è sporco.
È in permesso.
Allora qualcuno dei servizi generali.
Amari, per esempio.
È sicuro, signor direttore?
Karine!
Sì?
- Direttore, la detenuta è arrivata. - La faccia entrare.
Buongiorno.
Bene. Può lasciarci, grazie.
- Sei impazzito? Non voglio più vederti. - Ti sentono.
Non me ne frega un cazzo. Non sono la tua puttana.
- Non facciamoci del male. - Ah, davvero?
Peccato, è tutto quello che sai farmi.
- Non dire sciocchezze. - È la verità.
Non te ne rendi conto.
Non ti rendi conto di niente.
Non ho altro che te, io.
Tu sei qua.
Seduto alla tua scrivania.
Compili le tue carte.
Poi, la sera, rientri a casa tua.
Sì.
No.
Non farlo.
Non farlo.
- È strapesante. - Dammela.
Hai paura?
Paura di cosa?
A volte ho voglia che tutto finisca, ma non ci riesco.
Anche di cadere, non ho la forza.
Io ci sono.
No. Tu te ne freghi.
- Ti eccita, tutto qui. - Smettila.
Venite a tradurre con SRT project www.phoenix.forumgalaxy.com
Cercateci anche su Facebook: www.facebook.com/SRTproject
Che cosa ha avuto a Natale?
Delle bambole.
Ah sì?
Ma io ho avuto di meglio.
Certo.
E ci saranno anche i regali dei nonni.
Cosa ti regalano?
Dei Playmobil.
Ho dato la lettera a Babbo Natale.
Che rottura!
Sua madre non si è presentata. Può tornare in cella.
Aspetta, aspetta.
No, non così.
Sei impazzita? Che ti prende?
Aspetta.
Merda!
Cazzo.
Siete sulla messaggeria di Jean Firmino.
Buongiorno.
Grazie.
Perché l'hai fatto?
Perché sei venuto?
Gaby, un bicchierino, per favore.
Portane due.
Grazie.
- Basta! - Baciami.
Lasciami stare!
Tieni le mani a posto.
Non vuole! Sparisci!
Che problema hai?
Presto avrà una figlia rimessa in sesto.
La vita ha ancora bisogno di lei. Rassicurata?
- Sì, grazie. - A presto.
Signora Amari, buongiorno. Sono il direttore...
So chi è. Mia figlia mi ha parlato di lei.
- Come sta? - Si sta riprendendo.
Bene. E lei?
È a lei che bisogna chiederlo.
Bé, vada pure. Io resto qui.
Buongiorno.
No, signore, non si può.
Ma sono venuto ieri.
È stata aperta un'inchiesta. Nessuno della prigione può entrare.
Potrà darle questi cioccolatini? A lei piacciono.
C'è qualcuno?
Elise?
Louise dorme. La sveglierai.
Ma siete già rientrate?
Ti abbiamo aspettato alla stazione.
Oh cazzo! Mi dispiace.
- Dormi qui? - No, sei tu.
Elise.
È bello il tuo naso.
Posso sapere cosa faccio qui?
All'amministrazione penitenziaria sono state notificate varie disfunzioni.
Quali?
Si accomodi.
Non ho tanto tempo. Di cosa vuole parlarmi?
Si sieda. Mi lasci farle le domande.
- Vuole un caffè? - No, grazie.
Dov'era il 30 giugno 2009?
Come faccio a saperlo? Sono 6 mesi fa.
Chieda alla mia segretaria.
Dovevo essere in uffico o nel weekend a casa mia. Non so.
Non ha tentato di assistere al processo di una detenuta?
Quale?
Va spesso in tribunale?
- Mi è capitato. - O in ospedale se stanno male.
- Sig. Firmino... - Maggiore.
Maggiore Firmino.
Abbiamo ricevuto una lettera di un'ex-detenuta che si è lamentata
della sua intimità con un'altra detenuta, la signorina Amari.
Non prenderà questa cosa sul serio?
- È una sbandata, quella. - Ha capito chi è?
Sì, ha minacciato di farmela pagare se la trasferivo. È normale.
Durante la sua assenza abbiamo aperto un'inchiesta prelimainare,
e altre hanno denunciato questa intimità.
Un'inchiesta preliminare?
È vero che questa detenuta cumula diversi impieghi,
in violazione al suo regolamento?
La signorina Amari è ai servizi generali
e una volta alla settimana si occupa dello spaccio.
Non lo considero un impiego a tutti gli effetti.
Perché non è passato per la commissione incarichi?
Era l'unica a poterlo fare.
Serviva qualcuno con una pena abbastanza lunga
e che conoscesse Excel. È piuttosto raro in prigione.
Sa qual è il soprannome della signorina Amari?
No.
La direttrice.
Le dice qualcosa?
No.
È al corrente delle voci che circolano?
Se ascoltassi le voci sarei andato a letto con tutte.
Dirigo un carcere femminile.
Non mi interessa. Non le ascolto.
Oltre a sua madre, ha altri permessi di visita?
Sì.
Ma non so chi viene a trovarla, se ha un compagno.
Non mi interessa.
Durante una perquisizione della cella, abbiamo trovato un cellulare.
Lo sapeva?
Che ci sono cellulari in prigione? No, è uno scoop! Scusi.
Signore, non abbiamo terminato..
Maggiore.
La gestione di una prigione è sul campo, in contatto con loro.
Non dietro un computer.
Ho scalato tutti i gradi, uno ad uno. Oggi sono maggiore.
Se ci sono arrivato più presto degli altri,
è perché so usare autorità e psicologia.
Oltre alle voci, non avete niente su di me.
La detenuta sarà trasferita alla prigione di Fleury-Mérogis,
prima del processo.
Chi se ne frega.
Maggiore.
Il suo stato di servizio è eccellente.
Non mandi tutto in rovina.
Buon compleanno!
Buon compleanno, papà!
Grazie, tesoro.
- Perché lo fai? - Non ti fa piacere?
E tu?
Io, cosa? Tu compi 40 anni, non io.
Ti ho sottolineato degli annunci.
Anche tu vuoi che io cambi lavoro?
No. Appartamento.
Non voglio più fingere.
O le cose cambiano, o fai le valigie e te ne vai.
Buon compleanno!
I nostri auguri più sinceri!
Sì?
Siamo noi. Siamo da basso.
Cazzo, l'ho completamente dimenticato.
Vuoi scherzare?
No, mi spiace, io...
Non posso oggi.
Come non puoi?
Ho una cosa ultraimportante da fare, mi spiace.
Cazzo! Ma Jean, una volta alla settimana, non è complicato!
Mi farò perdonare, te lo prometto.
Mi dispiace.
- Che succede? - Viene dal tetto!
Ti è piaciuto quello che ho fatto stamattina?
Sei fuori, che ti ha preso?
Non puoi venire domani?
Non è prudente.
Ti hanno stressato ancora?
No, ma insomma...
Meglio essere discreti.
È per questo che mi chiami col telefono di mia madre?
Tra l'altro.
Ed è per questo che hai smesso di lavorare?
No, è perché ho preso delle ferie.
Non ne potevo più di stare in prigione senza di te.
Un mese è lungo.
Cosa ne sai tu del tempo che passa?
Scusa, non volevo dirlo.
Presto potremo vederci.
Avrai dei permessi dopo il tuo processo d'appello.
- Mi incontrerai alla mia prima uscita? - Ma certo.
Ti aspetterò dall'altro lato del muro.
Senza il tuo vestito?
Senza il mio vestito.
Lo sai o no, cosa ti piacerebbe fare?
Sì, lo so. Ho voglia di vedere il mare.
Sarà complicato, il mare.
Allora, non so... Un bell'hotel.
Ok. Un hotel.
No, non un hotel, un bell'hotel.
Non uno scadente.
Promesso.
Un bell'hotel.
Volevo dirti... Quando mi sento giù,
penso ai nostri momenti insieme.
Era dura, ma era troppo forte.
Penso anche a noi due, fuori.
Anch'io.
Non mi dimentichi?
- Buongiorno. - Buongiorno, benvenuti.
Grazie.
Ho prenotato una camera col nome Firmino.
Firmino.
Cosa guardi?
Te.
Ti secca?
Questa è una novità.
No, è diverso.
Non sono più la tua detenuta.
Qualcosa non va?
Non stai bene qui?
Amore?
Non chiamarmi "amore", per favore.
Che cosa ti succede?
Eh? Dimmi.
Non so, non mi va. Puoi metterti qualcosa?
Sì.
Ecco.
È da un mese che aspettiamo questo giorno.
Appunto. Volevo fare le cose bene.
Allora, così non ti va?
Non so. C'è tua moglie, tua figlia.
È un problema mio, non tuo.
Fammi parlare per una volta.
In prigione, pago il mio debito.
Mi ricostruisco.
E qui...
Anna.
Non ne hai ancora per molto.
Quando tu uscirai, io ci sarò. Questo è l'importante.
No, quando esco non voglio sentirmi più colpevole di quando sono entrata.
Eri più vestita quando sei entrata.
- Non è divertente. - No.
Dove vai?
Non lontano.
Oh, capisco. Già?
Ecco.
- Mi stai lasciando. - Certo.
Comincia bene.
- Davvero vai via? - Mi serve un accendino.
Ah, tu fumi?
Sì, ogni tanto.
Attento, fa male alla salute.
Buongiorno, vorrei un accendino, per favore.
Prendo anche una scheda telefonica.
Quanto credito?
- Avete illimitato? - No.
Prendo quella.
12 euro.
Tieni, è per te.
Ti ho messo 4 ore, ma posso ricaricarla a distanza.
Tieni il microchip e dammi la scheda, così avrò il tuo numero.
- Sai come nasconderla? - Sì, sono abituata.
Grazie.
- Papà? - Mi apri?
Sei ancora in pigiama?
Ma dai!
Sei ancora tutta assonnata.
Che coccolona.
Su, vai a vestirti, presto.
Sono io che ti porto a scuola oggi.
Sai ancora dove è?
Posso entrare due minuti intanto che si veste?
Ho delle brioche.
Ecco. 4 minuti. Via!
- Non ho fame. - Prego, mi fa piacere.
Non ne ho voglia. Come devo dirtelo?
Basta, per piacere.
È una cosa seria, la tua storia?
Non lo so.
È complicato.
Che ti è preso?
Sai come mi chiamano ora?
Sono solo pettegolezzi.
Per gli altri, forse.
- Ami quella ragazza? - Sì.
Sai che ti dimenticherà quando uscirà.
- Lo sai? - Non credo.
Ah sì?
- E cosa farete, una famiglia? - Smettila.
No, dimmi. Mi interessa.
Qual è il vostro progetto?
Aprire una pizzeria?
Non so.
Tornerò alla pittura...
Piantala con la pittura, sei ridicolo.
Non sei mai stato un pittore.
Non sei un artista.
Ne ho abbastanza del tuo complesso di merda.
Sei figlio di un meccanico, sei direttore di una prigione.
Hai una figlia e una moglie che ti amano. Non ti basta?
Cosa ti manca?
Salvare una ragazzetta per sentirti bello e forte?
È questa la tua opera d'arte?
Sei patetico.
Sono pronta.
Louise, tesoro, vai ad aspettare il papà nell'ingresso.
Svegliati, per favore.
Svegliati.
Non ti aspetterò in eterno.
Vieni, cara. Prendi la cartella.
Pronto.
Pronto.
Chi parla?
C'è Jean?
No, Jean non c'è. È andato ad accompagnare sua figlia a scuola.
Chi parla?
Le piace distruggere la vita altrui?
Pensa che sarebbe diverso se io sparissi?
Sì, sparisca. È la cosa migliore che possa fare.
Che cosa farai?
Non so.
Bisogna che tu vada a trovare qualcuno.
Bisogna che tu lo dica.
Dammi retta. Va' in infermeria.
Ma perche' non vuoi?
Lo fai per proteggerlo?
Lui può perdere tutto.
E tu, allora? Tu non hai niente da perdere, forse?
Non posso fargli questo.
Ha una professione, una famiglia.
Poteva pensarci prima.
Non è colpa sua.
Ah sì? E di chi è la colpa? Non sei rimasta incinta da sola.
Dov'è lui per riparare le sue cazzate?
Ma non lo sa nemmeno.
Vai in infermeria.
I medici non parleranno.
E poi...
Comunque, come vuoi che sappiano che è lui, il padre?
Perché non c'è nessun altro.
Questo, sei solo tu che lo sai.
No, lo sanno tutti perché sono tornata qui.
Non hai degli amichetti che vengono in parlatorio?
E quando sei uscita in permesso,
hai potuto vedere chiunque.
Se non lo fai per te,
fallo per il tuo bambino.
Lo vuoi tenere?
Non lo so.
Io volevo solo una famiglia.
Non volevo portargli via la sua.
Buongiorno, Karine. Ho deciso di rientrare prima.
- Era in vacanza? - No, non esattamente.
- Comunque ha un ottimo aspetto! - Grazie.
Non riesco a raggiungerti...
Ho dimenticato il mio telefono, dunque, se cerchi di chiamarmi...
- Un attimo! - Signor direttore.
- Signor Firmino. - Sì.
- Che cos'è? - È stato posto sotto custodia.
Chi? Io?
- Sì. - Non potete fare questo.
- Non qui. - Signor direttore.
Che succede?
Perquisisci l'ufficio. Andiamo.
Sì, sono io.
Non riesco a raggiungerti.
Ho dimenticato il mio telefono,
dunque, se vuoi chiamarmi...
Sì, un attimo!
Un bacio. Ti amo.
Mi dia i suoi pantaloni.
Si giri.
Tolga le mutande.
Va bene. Rimetta le mutande.
Signor Firmino, 4 mesi fa...
la polizia penitenziaria ci ha fatto aprire un'inchiesta
per stabilire la natura delle sue relazioni con una sua detenuta.
La signorina Anna Amari.
Una relazione che secondo la penitenziaria
poteva pregiudicare la sicurezza della prigione
di cui lei è responsabile.
Lei continua a negare ogni relazione con la sua detenuta?
Abbiamo i tabulati di questo numero. Lo riconosce?
È incredibile perché...
è lei che ha comperato il microchip. Abbiamo le foto.
Signor Firmino...
Vuole lavorare ancora?
Allora mi dica la verità.
- È stato manipolato da lei? - Scusi?
Si è servita di lei.
Questo non le causerà certo dei fastidi.
L'avvertimento resta nella sua amministrazione.
Non sono affari miei.
Ma di che cosa parla?
È la sua sola possibilità di uscirne.
Non è quello che pensa.
Era innamorata dei suoi begli occhi?
Stia zitta.
Non può capire. Non la conosce.
Mi sono fatta una mia idea.
Anch'io.
Bene.
Non spetta a noi deciderne, tocca al giudice istruttore.
Lei ha dato a una detenuta con cui ha una relazione una scheda telefonica.
Sarà perseguito per ricettazione,
punibile secondo il codice penale con 3 anni di detenzione.
In attesa di processo, sarà in libertà vigilata.
E dovrà stare lontano dalla signorina Amari.
Il che non sarà un problema, visto che lei ritorna in prigione.
Peccato perché poteva essere scarcerata a fine mese.
Anna!
Cosa fai qui?
Sapevo che eri in permesso oggi.
Ma tu non puoi essere qui.
Nessuno mi ha visto.
- Ci sono agenti ovunque. - Ma dai, sali!
Anna!
Anna!
Ma cos'hai?
Ma mi senti?
Guardami, almeno.
- Non possiamo più vederci. - Ma chi se ne frega!
- Fallo almeno per me. - Vieni qui.
Ti amo.
Ti prego, fallo.
Perché?
Non posso più.
- Devo andare. - Lui, chi è?
Te ne ho già parlato, è un amico.
Dove andate? Vi do un passaggio.
No, preferisco di no.
Chi è quel tipo?
Nessuno.
Perché fai questo?
Perché?
Cosa ti ho fatto? Cosa ti ho fatto?
Ho lasciato tutto per te!
Lasciala in pace!
Ci ha riflettuto bene? È sicura della sua scelta?
Deve prendere questa medicina.
Prenda.
Un anno dopo
Bene, facciamo come abbiamo detto. Ok?
È stato manipolato da lei.
Siamo d'accordo?
È l'unica via d'uscita.
L'udienza è aperta. Potete sedervi.
Siamo riuniti oggi
per deliberare sul caso Firmino - Amari.
Certo che abbiamo perso la guerra
Certo che lo ammetto
Certo, la vita ci presenta il conto
La vita, è un'incudine
Certo che mi piacerebbe mostrarti
Che altrove non dovremmo solo fuggire
Certo, io non ho i mezzi
E quando le tasche sono vuote, allora facciamo una risata
Non lasciamoci da nemici
Non ne vale la pena/i>
Certo che le montagne sono belle
Certo che ci sono delle valli
I bambini saltano sulle mine
Certo, in un'altra valle
Un'altra traduzione di SRT project
SRT project è un gruppo amatoriale indipendente dai siti di video streaming.
Traduzione: antares [SRT project]
Revisione: antares [SRT project]
Se tradurre vi appassiona e diverte, venite a tradurre con noi.
[SRT project] www.phoenix.forumgalaxy.com
Ora anche su telegram: https://telegram.me/projectsrt
Cercateci anche su Facebook: www.facebook.com/SRTproject
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.