All language subtitles for Belle de Jour (Bunel, Luis 1967)_BDRip.720p.x264_ITA

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Original subtitles

Vuoi che ti dica un segreto, S�verine?

- Ti amo ogni giorno di pi�. - Anch'io, Pierre. Ho solo te, . .

. . ma... - Ma cosa?

Anch'io vorrei una cosa perfetta: che tu non fossi cos� fredda.

- Ti prego, non parlarne. - Non volevo ferirti:

. . tu sai quanta tenerezza ho per te. - Che me ne faccio?

Come sai essere cattiva quando vuoi.

Te ne domando scusa, Pierre.

Ferma!

- Scendi! - Perch�? Che ti prende?

- Ti ho detto ''scendi''! - Ma perch�?

- Vieni! - Lasciami!

- Scendi! - Lasciami! - Vieni! - Lasciami!

Fate quel che ho detto.

Come si permette? Lasciatemi!

Vigliacchi! Lasciatemi!

Non � colpa mia.

Hai ragione, ti spiegher� tutto.

Non abbiate paura di sciuparla, questa sgualdrina.

Pierre! E' anche colpa tua. Ti spiegher�!

Stia zitta, signora, o le rompo la faccia.

Basta! Pierre, di' loro di lasciarmi andare.

- Aiuto! - Sta' zitta, sgualdrina!

Andiamo, avanti!

Tira su!

Non gridare. Se gridi, t'ammazzo, capito?

Pierre, ti supplico!

Ti chiedo perdono con tutta l'anima!

Pierre, ti supplico, non liberare i gatti!

- Adesso basta. E' tutta vostra. - Ti amo!

- Avanti! - Pierre!

A che stai pensando, S�verine?

A che stai pensando?

Sognavo di te, di noi due...

Facevamo una passeggiata in una carrozza.

Sempre la carrozza...

Ho voglia di baciarti.

- Domattina devi alzarti presto. - Perch�?

- Per fare le valigie. - Si parte? - S�.

- Per dove? - Una sorpresa per l'anniversario.

La nostra felicit� compie un anno. Da gran tempo congiunti...

- E l'ospedale? - Per qualche giorno. .

. . vorrei dimenticarlo, pensare solo a te.

- Felice? - S�, soprattutto quando sei qui.

Ti vorrei sempre con me.

No! Ti prego.

Come vuoi...

Buonanotte.

- Pierre. - S�?

Scusami. Tu sei cos� buono e paziente, e io...

Fa niente, dormi.

- Ti � piaciuto? - S�, insomma...

- Vieni alla festa al Grand Hotel? - Non lo so, . .

. . Husson va a letto coi polli. - Lascialo dormire e vieni con noi.

Pare che stasera nevicher�.

Andiamo allo spettacolo di magnetismo. E' strabiliante.

- Non mi farei mai addormentare. - Non � ipnotismo, cara.

Il magnetismo rende giorno la notte, . .

. . mentre l'ipnotismo pu� sprofondarti nelle tenebre.

- Io vi lascio, a presto. Ciao. - Ciao.

- Che ore sono? - Le cinque:

. . se ti annoi non ti trattengo. - Nei bar non ci si annoia mai.

Non � come in chiesa che resti solo con l'anima tua.

Ora ti dico una cosa che pu� essere simpatica: ''Ti amo''.

- Grazie. - Sai cicatrizzare cos� presto...

Insomma... mi secchi.

- Non andiamo: � con Husson. - Ormai ci ha visto.

Cos'hai contro Husson? E' simpatico, no?

- Non mi piace il suo sguardo. - Vieni.

- Buonasera. Ciao, S�verine. - Ciao.

- Come va? - Salve. Ciao.

Poco fa vi ho visti passare stretti stretti, come sposini.

- Ed eravamo un po' ridicoli? - Anzi, era bello e rassicurante, . .

. . come qualcosa di familiare. Eppure, Pierre, . .

. . talvolta mi metti a disagio. Mi fai sentire un reprobo.

Siamo talmente diversi! Uomini come te non se ne trovano molti, . .

. . te lo dico sinceramente.

Ma senti... Grazie.

Ahim�, a quanti peccati si deve rinunciare!

- Perch�? Le conosci? - No.

- Non c'� altro che t'interessi? - Il resto � inutile, tempo perso.

Perch� non ne parli a uno psichiatra?

E' ricco e abulico, questi sono i suoi mali principali.

E la mania di cacciare. Inoltre ho una certa inclinazione. .

. . per i poveri, gli operai. Penso a loro quando nevica, . .

. . senza cappotti, n� speranza. Lei � proprio bella, S�verine.

Non credo ai complimenti, se li risparmi.

- Tu chiedi l'impossibile. - Vi lascio, sono qui da tre ore. .

. . e mi sta venendo mal di testa. Fa freddo fuori?

- No, si sta bene. - Allora prendo. .

. . un po' d'aria. A dopo, Ren�e. - A dopo. - Buon passeggio.

A me piace. E' simpatico.

- E' strano. - Direi peggio.

Non ti ho ancora chiesto notizie di Husson.

- Sta bene. - Lo vedi sempre? - S�, purtroppo.

- Ti ricordi Henriette? - S�, certo.

Pare che... .

- Pare si sia messa a fare la vita. - Cosa?

In una casa di appuntamenti. Me l'hanno dato per certo.

Pare sia un'habitu�e.

- Questa poi... - Ti rendi conto? Henriette!

- Tu che vivi sempre nei sogni... . - No...

Pensa: una donna come me e te che deve andare con chi capita.

In quei posti mica puoi scegliere: giovani, vecchi, magari brutti.

Gi� con chi ami ci sono i momenti difficili.

Con sconosciuti dev'essere orribile.

Esistono ancora certi luoghi?

Scusate se m'impiccio, signore. Altroch� se esistono!

Non sono pi� i bordelli d'anteguerra.

Quelli li hanno chiusi, le persiane sono aperte.

Fanno la fila. Potrei indicarvene una decina.

Quando si fa questo mestiere... In vent'anni che porto il taxi. .

. . ne ho viste di tutti i colori. Mi hanno aggredito due volte.

Eppure siamo sempre qua. Non mi lamento.

Che cos'hai? Siamo arrivate.

Hanno portato quei fiori per lei, signora.

- Chi li ha mandati? - Il signor Husson.

Ma perch� li hai messi qui?

Lasci, ci penso io. Meno male che il tappeto non si � bagnato.

Cosa mi succede, oggi?

S�verine, vieni qua!

Insomma, vieni o no?

- Ti manca molto? - Ho quasi finito.

- Ti posso fare una domanda idiota? - Di' pure.

Prima di conoscermi, andavi spesso in quelle case?

In quelle... .

No, non spesso. Perch�? Ti interessa?

Come tutto ci� che ti riguarda.

Strano, credevo che le avessero abolite.

Sono clandestine, ora.

Non so immaginare come funzionino.

- Scusa, cara, vorrei finire. - Te ne prego.

Entri, guardi le ragazze, ne scegli una, ci passi mezz'ora insieme, . .

. . e quando esci sei avvilito per tutta la giornata.

D'altra parte: ''Semen retentum, venenum est''.

Basta. Non dirmi altro, per favore.

Ma cos'hai?

Non ti ho mai visto cos�. Che ti succede?

Niente. Sono un po' stanca e nervosa.

- Vattene a letto. - S�, hai ragione.

Buonanotte.

- Vuoi che venga anch'io? - No!

S�, resta con me finch� non mi addormento.

Ma quando diventerai grande?

Oggi non prendo una palla. Gioca tu, Ren�e.

- Te ne vai? - No, ti aspetto dentro. A dopo.

- Ciao, come va? - Non c'� male.

- Non ti si vede quasi mai... - No, infatti.

Allora, a dopo.

La misteriosa Henriette.

La donna dai due volti, dalle due vite, com'� interessante!

- Ren�e le ha raccontato? - S�. Ma perch� lo fa?

Per quattrini, la poverina.

Cos� come, ahim�, la maggior parte delle donne che si vendono.

Mi fa piacere vederla oggi, S�verine.

Io non arrivo proprio a capirle.

Il mestiere pi� antico del mondo. Si svolge per lo pi� al telefono.

Le donne che vanno nelle case sono sempre pi� rare.

Case che lei conoscer� bene...

Un tempo ci andavo spesso, mi piacevano.

Il sapore particolare di quelle donne completamente asservite!

Ricordo una casa vicina all'Op�ra. Ce n'era un'altra, Madame Ana�s, . .

. . in Cit� Jean de Saumur 11, un magnifico ricordo.

E' pazzo? Cosa le prende?

Non � niente. ''Short convulsion'', come dicono gli inglesi.

Piccoli impulsi insignificanti.

Senta, qualche volta bisogna vedersi senza suo marito.

Lo ammiro tanto, ma preferirei non ci fosse.

S�verine, cos'hai?

- Desidera? - Volevo parlarle. - Entri.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- E' lei che si occupa di... - Sono Madame Ana�s.

- Volevo informarmi, sapere se... - Si accomodi.

Ne parleremo con calma.

Si sieda. Posso offrirle qualcosa?

- No, grazie. - Una sigaretta?

- Grazie, non fumo. - Non abbia paura, . .

. . qui � a casa sua. Vedr� che posso aiutarla. Si sieda.

E' carina lei, fresca, il tipo che piace qui.

Lo capisco, all'inizio � difficile, ma chi non ha bisogno di soldi?

Faremo met� per lei e met� per me.

Ho molte spese. - La ringrazio tanto, . .

. . ma non lo faccio per questo.

Capisco, � un po' emozionata.

Scommetto che questa � la prima volta. Non � poi cos� tremendo, sa?

E' un po' prestino, le altre non sono venute.

Qui c'� un bottone che si stacca.

- Quando vorrebbe cominciare? - Non lo so.

- Oggi? - S�, forse.

Verrei solo nel pomeriggio: alle 5 devo andarmene assolutamente.

Dalle 2 alle 5 � un buon orario, ma mi raccomando la puntualit�, . .

. . se no, non si va d'accordo.

Alle 5 le prometto che sar� libera.

- Arrivederci... e mi scusi. - Allora l'aspetto oggi alle 2.

Che � successo? Qualche guaio?

No, facevo spese qua vicino e mi � venuta voglia di vederti.

Credevo che gli ospedali ti spaventassero.

S�, infatti � vero. Non vorrei restare sola: t'invito a colazione.

Non posso, sono invitato dal professore. Te l'avevo detto.

- E' vero, ma... - Mi dispiace.

Ricorda che stasera usciamo con i F�vret.

S�, s�. Scusa se ti ho disturbato.

Disturbato? A stasera. Cercher� di tornare pi� presto.

Pierre...

E' lei! Ormai credevo che non venisse pi�.

Era andata via cos� in fretta e furia stamattina.

Credevo di averla spaventata. Venga.

Pu� mettere la sua roba qui.

Le presenter� le sue compagne. Sono due, al momento.

Mathilde e Charlotte, tanto carine.

Io le prendo solo se sono educate, ma soprattutto non voglio musi.

A me piace il buonumore sul lavoro.

L'altro giorno ho dovuto privarmi di una bella figliola, . .

. . per� era talmente ordinaria. Peccato. Prego, si accomodi.

- Come si chiama? - Io non vorrei... .

Non le chiedo il suo vero nome. Crede che io mi chiami Ana�s?

Ne gradisce per festeggiare il suo arrivo?

- No, grazie, signora. - Ma s�, . .

. . una ciliegina sotto spirito... Bisogna trovarle un nome, . .

. . che sia semplice e coquette.

Che si ricordi facilmente. Vuole che lo troviamo insieme?

Questo lo chiamiamo il signor Adolphe.

E' uno dei nostri migliori clienti. Vedr�, � simpatico.

Ho un'idea: se si facesse chiamare ''Bella di giorno''?

- ''Bella di giorno''? - Viene qui solo di giorno... .

S�, s�... se vuole...

Che c'�? Siamo un po' nervose?

Adesso si calmi. Tanto alle 5 sar� fuori. Di cosa si preoccupa?

Forse qualcuno l'aspetta? Un amichetto? Un maritino?

Non penser� che voglio sapere troppo? Mi dia un bacio.

Abbiamo sete! Portaci da bere!

Pare che le signorine abbiano sete. Aspetti qua, torno subito.

Ana�s! E quella nuova? La tieni nascosta?

Portamela subito o vengo a cercarmela da me!

Bella!

Venga. Vedr� che tipo ameno. Fabbrica caramelle.

Ha uno stabilimento a Bordeaux. E' pieno di milioni. Venga.

Se una sera vado liscio, devo fare le flessioni. .

. . per farmi venir sonno. L'altro giorno, a Bruxelles, . .

. . m'� capitata una negrotta. Ragazzi, roba da negri!

Vi presento Bella di giorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Sempre aperta quella tenda, eh?

Bella di giorno, i miei omaggi delle 3 meno un quarto.

Fatti una coppa di champagne con noi.

Ana�s, bella mia, una bottiglia di quello fine.

Sei fortunata, fai un debutto coi fiocchi.

Hai proprio sentito l'odore di champagne.

Fate un po' conoscenza voi. Io torno subito.

Ehi!

Che bella creatura, tutta polpa. L� non butti via nulla.

Lascia perdere: non � per i tuoi gusti.

Ma � proprio per quello, bambina.

Che tipo, questo. Quando si mette in testa una cosa � un fenomeno.

Com'� carino... Ma devi metterti qualcosa. .

. . che si tolga alla svelta, vero signor Adolphe?

Nient'affatto. Per me � fantastica con quel vestitino.

Fa molto distinto, come piace a me.

E' tanto che mi hai promesso un vestito. Fammene uno cos�.

- Non sono mica Rothschild, io. - Magari...

Guarda che taglio!

Com'� rifinito, che meraviglia!

Se hai i soldi � facile vestire bene.

E la classe? La classe non si compra.

- Ecco lo champagne. - Viva!

Il carburante! Io ero gi� in riserva.

- Carino, graziosa questa... . - No, lascia, . .

. . questo � lavoro da uomini! Sono campione mondiale degli stappatori.

Mi piace il panettone e le brioches.

Mi piacciono il gianduia ed i bon-bon.

Per� molto di pi� mi piacciono le cosce.

Che mi avete dato? E' troppo caldo. Al di sopra degli 8 gradi. .

. . lo champagne � camomilla. - Scusa, . .

. . se ci avessi pensato avrei messo la bottiglia nel frigo.

Per� sapevi che dovevo venire.

Per� non aspettavo Bella di giorno.

Allora... a chi ho di pi� caro al mondo: io, me.

Alla salute di Bella di giorno!

Buono, s�, ma un po' tiepido, eh?

Ah, Mathilde, me n'ero dimenticato, . .

. . ti ho portato un regalino.

- Tieni. - Cos'�?

Guarda.

Grazie.

Ma come le pensa? Ne ha sempre una nuova.

Viva l'allegria!

Sono fatto cos�. Mi piace far ridere la gente.

E tu?

E tu, Bella di giorno?

Seria seria...

Che c'� che non va?

Ora vedrai...

Ci divertiremo insieme, te lo prometto.

Ma che ha questa?

Gliela rubo un momento. Va saputa prendere: � la prima volta.

- Figurati! - S�, s�. Glielo giuro.

Roba da matti, ma chi si crede di essere?

Benone, appena arrivi, vista e presa.

Il signor Adolphe � semplice in tutto, non ti preoccupare.

Fa' quello che vuole lui, � di poche pretese.

- La prego, mi lasci andar via. - Cosa? La farai ancora lunga. .

. . con queste smorfie? Dove credi di essere? Allez!

Sissignora, vado... vado...

Lasciatemi solo, voi due.

E' evidente che bisogna comandarti a bacchetta!

Avanti!

Ciao.

Chiudi la porta.

Vieni.

Ho mandato via le altre, siamo pi� in intimit�.

Questo sarebbe il tuo debutto...

Sta' attenta, per certi trucchi ho naso, non raccontarmi balle.

Comunque, se � vero, non c'� da vergognarsene.

Ma non mi racconterai che alla tua et� sei ancora vergine!

Se credi che la beva...

Che c'�? Hai paura di me? La mia faccia ti fa schifo?

Ti ci devi abituare, ragazzina.

Basta! Non te la cavi mica cos�!

Pezzo di sporcacciona! A che gioco si gioca?

Prima mi metti in moto e poi mi lasci in folle?

Per un po' le scene vanno bene, . .

. . ma ora cominci a sgonfiarmi.

Ecco, cos�.

Cos� si fa...

Allora, hai bisogno di essere maltrattata?

Fante di fiori.

Fante di fiori, quanto si � fatto aspettare!

Ce ne mette il signor Adolphe, eh?

E' normale.

Ramino.

Allora � veramente iella la mia!

S�verine! Dove sei? Sei pronta?

Sei a letto. Cosa c'�? Non stai bene?

Che ti senti?

Non mi sembra tu abbia la febbre...

Diamo una controllatina?

Non � niente, dormivo.

Avevo mal di testa, non so perch�...

Ho gi� fatto una doccia calda e ho preso un'aspirina.

- Che ore sono? - E' tardi, . .

. . telefono ai F�vret perch� non ci aspettino pi�.

- No, vacci tu. - Buona, S�verine, . .

. . sto volentieri a casa. Ho anche del lavoro arretrato.

Buona notte. Dormi bene.

Beh, questa zuppa?

E' gelata e io non riesco a scaldarla.

Ai tori si d� un nome come ai gatti?

Ma s�... La maggior parte li chiamano ''Rimorso'', . .

. . tranne l'ultimo che si chiama ''Espiazione''.

- Che ore sono? - Dalle 2 alle 5, . .

. . ma non pi� tardi delle 5.

- E tua moglie come sta? - Bene, grazie.

- Dov'�? - Qui vicino, . .

. . vuoi salutarla? - Con piacere.

Come va? Incosciente pazza!

Pazza, s�! Pazza da legare!

- Pazza e ipocrita! - Pazza e sgualdrina!

- Cagna in calore! - Ninfomane!

Sudiciona!

Pierre, no, ti supplico! Basta! Ti amo, Pierre.

Che cosa vuoi tu?

Io... volevo...

Riprendere il tuo posto? Per poi sparire ancora una settimana?

- Deve scusarmi... . - Da me non si viene. .

. . a lavorare a tempo perso. Per quello c'� la strada.

No! La prego, signora.

Sei fortunata che hai trovato me. Un'altra ti sbatterebbe fuori. .

. . senza discutere.

Ma io sono troppo buona.

Patti chiari, per�: se torni, � per fare sul serio.

- S�. - Potr� contarci tutti i giorni?

S�, ma solo fino alle 5.

Va bene.

Buon giorno, signora, sono felice di rivederla.

- Buongiorno. Buongiorno.

Bella di giorno, come stai?

- Bene, grazie. - Ci avevi dimenticato?

- Perch� non sei pi� venuta? - Non ho potuto.

- Aspetta che ti aiuto. - Grazie.

Com'� carino. Devo chiederti un favore.

Potresti prestarmelo per domenica? Te lo rendo senz'altro luned�.

Mi spiace tanto, ma domenica sar� un po' difficile.

Ne ho visto uno uguale bell'e fatto.

E' firmato, caspita!

Ma chi sei?

- Ti spiace essere tornata? - No.

Io lo faccio per il mio fidanzato. Correva in bicicletta, . .

. . un incidente e non pu� pi� lavorare. Lui sa che vengo qui.

Eppure lo amo. Certo, potrei anche fare un altro mestiere.

- E quanto guadagneresti? - E' vero.

Aspettiamo il professore da un momento all'altro.

Vorrei presentartelo. Tu sei proprio il suo tipo.

- Chi �? - Un ginecologo, . .

. . sembra che sia una celebrit�. - Ha clienti in tutto il mondo.

Due mesi fa � andato ad operare a Copenaghen.

- Spiegale un po' tu. - S�, signora.

Bisogna accendere la luce.

Vedrai che non � difficile. Fossero tutti come lui!

Ne ho una nuova. Credo che le piacer� molto.

E' magari un po' timida, ma � una vera aristocratica.

- Davvero? - Non si fida di me?

- Va bene, me la mandi. - Si accomodi, prego.

Che cosa fa?

- Mi stavo... . - Chi gliel'ha detto? Si rivesta!

Avanti!

- La signora Marchesa mi voleva? - S�.

La signora Marchesa non � soddisfatta di me?

Beh... No, non molto.

- Signora Ana�s. - S�, eccomi.

Lei starebbe molto meglio in cucina!

Questa non vale niente. Voglio Charlotte, subito.

S�.

Vieni, tu.

- Charlotte. - S�?

Va' subito tu dal professore

Un momento, finisco di cambiarmi.

Entra qui. Non c'� niente di difficile.

Vieni, guarda.

Guarda bene come fa Charlotte.

E attenta a non fare rumore.

Avanti.

- La signora Marchesa mi vuole? - S�, Victor.

La signora Marchesa non � soddisfatta di me?

Victor, non combini che guai.

S�, � vero, lo riconosco.

Ma la signora Marchesa � cos� buona, benevola, bella...

Insolente!

Guarda qui. Sei orbo? Non la vedi? Polvere dappertutto!

E l�? Guarda!

Ho anche rotto un vaso.

Un vaso? Ne ho fin sopra i capelli. Stavolta ti caccio, Victor!

No, la scongiuro! Signora Marchesa, mi tenga vicino a lei!

Mi rimetta alla prova! Star� attentissimo, glielo giuro!

- No, ancora no, Charlotte! - Mi scusi.

Signora Marchesa, mi punisca, se vuole, mi percuota, . .

. . ma non mi scacci.

- Ma cosa fai, vecchio schifoso! - Niente faccio, niente...

Mantengo le distanze. Ahim�, non lo dovrei dire, . .

. . � un segreto. Signora Marchesa: io l'amo.

Come?

Io l'amo. Poich� le dico che l'amo, . .

. . ora mi calpesti, sputi, mi sfiguri il viso.

Razza di maiale, vecchio porco, ti far� passare queste fantasie!

Glielo dico lo stesso: io l'amo!

- Signora Marchesa! - Vecchio porco!

Pi� forte! Pesti pi� forte!

- Vieni! - Ti faccio vedere io!

Allora, hai visto? Che ne dici?

Come si pu� cadere cos� in basso?

Lei sar� abituata, ma per me � ripugnante.

No, grazie, signore. Io, no!

E questa? Va bene?

Che cos'�?

Carta di credito... No, no, questa non valere qui...

Qui denari.

Ora ci siamo.

No paura! No paura!

- Sei stata brava? - S�, mamma.

- Sei stata anche buona? - S�, mamma.

Allora va' a salutare la signora. Falle vedere i voti.

- Ciao Kathy, come va? - Buongiorno.

Vediamo questi voti.

A me non dici niente?

- Buongiorno, signora Mathilde. - Buongiorno, cara.

- Domenica vieni al circo? - S�.

- Sei contenta? - S�.

7 in storia, 9 in poesia. Brava.

Signora Ana�s! Signora Ana�s!

- Che c'�? - Il professore vuole un calamaio!

- Ma che succede? - Vuole un calamaio.

Un calamaio? Non ho calamai.

- Ora va' subito a fare i compiti. - S�, mamma.

Anche a me quello metteva paura.

A volte vi trovate in situazioni difficili, voi.

Ma cosa vuoi saperne tu?

- Lei mi permette, signorina. - Si accomodi pure.

Grazie.

- Signorina o signora? - Signorina.

Perfetto.

- E come si chiama? - Bella di giorno.

Grazioso nome. Ho avuto una gatta che si chiamava Bella di notte.

- Viene spesso in questo posto? - Col pensiero, . .

. . tutti i giorni.

- Che bella mattinata, vero? - Veramente bella.

Nulla m'allieta come il sole d'autunno, il sole nero.

- Il sole nero... - La trovo molto elegante.

- Grazie. - Ama il denaro?

- S�. - Gliene dar� molto, . .

. . se vorr� venire a casa mia. - A casa sua?

Non mi fraintenda. Si tratta di una specie di rito, . .

. . una cerimonia molto commovente a cui tengo.

Che vuole, io sono un uomo d'altri tempi, . .

. . tempi in cui era ancora vivo il culto dei morti.

Se accetta, mi render� un uomo felice.

Lei � esattamente la fanciulla che cerco.

Abito a un'ora da Parigi. Il mio biglietto.

Verr� a prenderla alla stazione.

Ecco, si metta questo, per favore.

- Di che si tratta? - Non abbia il minimo timore.

Quelle che l'hanno preceduta, non chiederebbero che di tornare.

Ma il signor Duca non transige su questo punto.

Mi segua.

Di qua.

Di qua.

Ti ho portato qualche asfodelo. Ti piacevano tanto. Come sei bella!

La tua pelle � ancora pi� bianca e i tuoi capelli ancora pi� morbidi.

Mia povera cara, . .

. . che visino freddo!

Ricordi? Solo ieri abbiamo giocato insieme, . .

. . abbiamo riso e abbiamo cantato, e adesso sei qui, . .

. . non dici niente, immobile. Spero che tu m'abbia perdonato.

Non � colpa mia: ti amavo troppo.

- Signor Duca, introduco i gatti. - Va' al diavolo coi gatti!

Siamo soli. Le porte sono chiuse.

Adesso i tuoi occhi non si apriranno pi�, . .

. . le tue membra sono rigide e i vermi ti rodono il cuore.

Questo odore di fiori morti... .

Questo odore ubriacante di fiori morti!

I vermi ti rodono il cuore.

Non se n'� ancora andata? Cosa aspetta?

- Ma... sta piovendo. - E con questo?

Vuole togliersi dai piedi, s� o no? Fuori!

- Allora? Hai finito? - S�, eccomi.

Vuoi che venga da te?

Mi dispiace solo che tu non lo faccia pi� spesso spontaneamente.

- Lo far�, Pierre, dammi tempo. - Ho quasi l'impressione. .

. . di forzare la tua volont�. - No, non pensarlo.

Ho sempre pi� voglia di stare sola con te. Non mi fai pi� paura.

Ho la sensazione di capirti meglio, di avvicinarmi a te.

Ogni giorno che passa ti amo di pi�.

- Buongiorno. - Buongiorno, signore.

- C'� la signora? - Mi scusi, chi devo annunciare?

Il signor Husson.

- Il signor Husson. - Digli che non ci sono.

Arrivederci e grazie.

Com'� bella stamani, S�verine.

- Vorrei un appuntamento. - Non ha che da chiederlo.

Ma ci verrebbe?

- C'� troppa gente, qui. - Tanto meglio.

Il primo appuntamento va sempre bagnato.

Certo, ci conto.

- Con questa? - S�.

Cosa fanno?

Niente... si divertono. Da' pure un'occhiata.

No, raccontami tu.

- Lei gli d� una piccola busta. - E allora?

E' un pacchetto di chicchi di asfodelo.

Ho capito.

Herald Tribune! L'Herald Tribune di New York!

- A che piano? - Al quarto, grazie.

Permettete?

Ma che fate? Aiuto!

Non fare fesserie. Sbrigati. Presto.

Ippolito! Chi non muore... .

Hola, Ana�s, si pu�?

Ma certamente!

Di l�.

- C'� Ippolito. - Lo spagnolo?

- S�. - Speravo di non vederlo pi�.

Sono in due. L'altro non so chi sia.

- Chi � Ippolito? - Va a saperlo... un tipo strano.

Quando ha i quattrini ha le mani bucate... .

... e quando � al verde te lo sciroppi gratis.

Ragazze, venite di l�. Tutte e tre.

- Sta bene tua figlia? - S�, signore.

- E' gi� buona da ''mangiare''? - Questo non lo so, signore, . .

. . deve finire gli studi. - Muy bien!

- Non ti lamenterai, eh? - Buongiorno.

- Buongiorno, signor Ippolito. - Signor Ippolito...

- ''Buen ganar''. - Che vuol dire?

Belle pollastre.

- Come stai, Ippolito? - Si tira avanti.

- Erano mesi che non ti si vedeva. - Ci sei mancato molto.

Ah, s�? - Dove sei stato?

Ho fatto un viaggio a New York. Business... .

Metti tre bottiglie in ghiaccio. Roba buona.

Il migliore.

Da Paris al cielo! All'estero quello che ti manca di pi�. .

. . � lo champagne. E le belle ragazze come te!

Vi ho portato qui una persona. E' un amico.

- Dovete trattarmelo bene. - Ma certamente, Ippolito.

Quando saremo soli, ti racconter� una bella storia.

- Non sono curioso. - Peggio per te.

Zitta. Alzati, che mi pesi.

- Ma come? - E tu smetti. Vattene anche tu.

Vieni un po' qua, tu, nuova!

Allora?

Lasciala a me.

Prendila, ni�o, se la vuoi, e divertiti, che sei giovane.

Grazie.

Per molto meno romperei la testa a mio padre.

Ma per un amigo... . Non posso perderlo per una ''zorra''.

- Sembra timido, l'amico. - Non direi proprio.

Lo champagne � pronto. Non avete sete?

- Come ti chiami? - Bella di giorno.

- E poi? - Basta.

Non ti fidi di me? Dimmi il nome vero.

- Bella di giorno. - Perch�?

La notte non ci sei? Che fai la notte?

Molto belli.

I denti!

- Che ti � successo? - Ho incontrato un cazzotto.

- Ti schifi? - No.

E allora presto che ho fretta!

- Quanti anni hai? - 23.

- Hai un protettore? - Cosa vuol dire?

- Sei libera o come? - Non sono libera.

- Guadagni? Te la passi bene? - S�, ma...

Sii sincera. E' un brutto mestiere. No, lasciati le calze.

Ci fu una che prov� a sfilarmi i soldi. Meglio non l'avesse fatto!

A te se vuoi non prender� niente.

Regolare. Troppe vorrebbero essere al tuo posto, adesso.

Allora, il nome niente?

Non sei chiacchierona. Meglio, preferisco.

Le chiacchierone sono una peste.

Mica male...

Peccato, ne hai due sole...

Fa' vedere! Girati.

Cos'� quella macchia sulla natica?

- E' una voglia. - Al diavolo. Non mi piace.

Rivestiti.

Ma non � gelato! Come al solito.

- Leggi l'inglese, ora? - Io? No.

- E allora? - A te che ne importa?

- Aberfan-inquiri-accused... - Basta!

Porta questo in camera. Ora vengo. L'altro � per Marcel.

- Chi � il tuo amico? - Mi ha salvato la vita. .

. . l'anno scorso. Per me ''es un hijo'', un figlio, . .

. . altrimenti credi che gli avrei lasciato la bionda?

- Di dove � uscita quella? - Chi, Bella di giorno?

- S�, � molto richiesta? - Non vogliono che lei...

- La cosa � distinta, poi... - Cosa?

- E' una perla! - Una perla?

�Es una perla!

Credevo che volessi andartene.

Sono contento di essere restato.

Ora posso dirtelo: mi piaci.

Guarda la mano: trema ancora.

- Che hai qui? - Un occhiello.

- Una coltellata? - Pu� darsi.

- Perch� vieni qui? - Non chiedermi niente.

Ti avrei tenuta fino a stasera, ma non posso.

Mi piaci anche tu, Marcel. Tornerai?

- Pu� darsi. - Se non hai denaro... .

Denaro? Non � quello che mi manca.

Mi fai paura.

Lo vedi che ti annoi?

No, caro. Ho solo voglia di tornare a Parigi.

Lo sai: a me puoi dire proprio tutto. Ma mi nascondi qualcosa.

Se solo ti confidassi con me, io potrei aiutarti.

- Confidarti cosa? - Che sei innamorata di un altro.

- Io innamorata di un altro? - S�.

Sai che non � possibile.

Questa vacanza mi serviva a capire se qualcosa ti tratteneva a Parigi.

Non sbagliavo: fremi per tornare.

Ma soprattutto c'� in te questo distacco.

- Non ti ho mai sentito vicina. - Scusami, Pierre.

- Forse � colpa mia. - Per questo credi che non ti ami?

Proprio cos�.

Non so come potrei spiegartelo.

Anch'io vorrei capire tante cose che mi riguardano, tesoro.

Quello che provo per te non c'entra nulla col piacere, . .

. . � molto di pi�! Non ti chiedo di credermi, . .

. . ma non mi sono mai sentita cos� vicino a te.

- Vuoi tornare a Parigi? - Te lo ripeto, . .

. . non mi annoio con te, se vuoi restiamo ancora una settimana.

No, no, partiamo domani, anch'io devo tornare.

- A presto. - Qualche guaio, signor Marcel?

Di cotte ne ho viste, pero nunca como la tuya.

Vuoi star zitto?

Ti comporti come un imbecille, non come un uomo.

Salve.

- Ti abbiamo aspettato gioved�. - E allora?

Un'altra volta non aspettiamo, claro?

- Anche oggi non volevamo venire. - Ah, s�?

Ci siamo stufati di perdere tempo. Il tuo lavativo inizia a romperci!

Non sprecarti per questi cialtroni. Sta' gi�!

Signori! Se avete da discutere, andate fuori!

Sta' zitto tu!

La neve, l'hai addosso... ya lo s�.

Non vi trattengo pi�.

Per il ''lavativo'' ci rivedremo.

Quando vuoi.

Pierrot! Me ne porti un altro!

- Dove vai? - A telefonare.

Ancora?

Che piaga... las muchachas...

- L'ha presa brutta. - Gi� troppo. .

. . gli � costata. Ha sempre avuto questo difetto.

Pronto Ana�s? Sono Marcel. Novit�?

E da quando? Davvero?

Ora vengo.

Port� il padre sulle spalle. 4 lettere.

- La seconda � una enne. - Enea. E, N, E, A.

Accidenti, doveva essere una donna robusta.

Bella? C'� Marcel di l�.

Buongiorno. Come stai?

Dove sei stata? Perch� non venivi?

Sono dovuta andar fuori per qualche giorno. Ti spiegher�...

S�, ora te lo spiegher� anch'io, e ti lascer� la firma!

Sulla faccia no!

No, Marcel! No!

Se ricominci me ne vado e non mi rivedrai pi�!

Per questa volta...

Mi mancavi, sai.

Non dovrei dirtelo, ma ti ho aspettato.

Voglio vederti pi� spesso, anche la notte.

- Non ti basta qui tutti i giorni? - No!

- Non sono libera, lo sai. - Me ne frego!

Non ci capisco niente.

- Eppure ci stai bene con me. - Molto, ma questo non basta.

E' l'altro che ami? Perch� vieni qui, allora?

Non lo so. Sono due cose ben distinte.

- Muoio di fame. Dove si mangia? - Non lo so. Decidiamo per strada.

- Esco a mangiare. Torno alle 3. - Va bene, dottore.

Come sei cambiata... Non ti riconosco!

- E' un sogno vederti sorridere. - S�, mi sento meglio, � vero.

Non ti ho mai vista cos�. Se soltanto... .

- Cosa? - Se solo un giorno. .

. . mi dessi la grande notizia... . - Ma di cosa parli?

Lo sai bene, cara. Il mio pi� gran desiderio: un bambino.

- Cosa guardi? - Niente.

Questa poltrona a rotelle... Non so perch�, mi ha colpito.

- Non ha niente di strano. - E' vero, hai ragione.

Ma guarda chi si rivede!

Non l'avevo riconosciuta. Si era proprio scordato di noi... .

Non � cambiato affatto. E' sempre lo stesso.

Si accomodi pure di l�.

Ragazze, venite. E' tornato un vecchio amico.

Avanti! Svelte! Ma che fate? dormite?

Su con la vita!

- Mi prendi in giro! - No, mi ricordo bene di lei.

Si figuri che qualche volta, di notte, io la sogno.

Non lo fare pi�.

- Ma perch�, signore? - Avanti, prendili.

Grazie, signore.

- Buongiorno, ragazze. Sedetevi. - Grazie tante.

Le presento Mathilde, Charlotte e Bella di giorno.

Bella di giorno... Originale!

- Beve qualcosa? - Dopo... dopo...

Non � cambiato proprio niente. La solita accoglienza alla buona.

Stesse tende. Dov'� finita l'inglesina che mi piaceva tanto?

Non lo so. Ce n'� una nuova.

- Riscaldamento al massimo? - Noto che lei non � cambiato.

La poltrona...

Scricchiola... Sempre lo stesso profumo cos� particolare...

Fedele al gelsomino. Spero che avr� un momento da dedicarci.

Tutta la vita. Io ho sempre tempo da perdere.

Vorrei restare solo con Bella di giorno.

- No! Non voglio! - Che modi sono? Non perdere tempo!

E' un tesoro di ragazza, ma qualche volta � un po' nervosa.

Sar� contento! Non mi dica che � un caso! Sapeva che ero qui.

Si sbaglia.

E' colpa sua. Mi ha dato lei quest'indirizzo!

- Le dico che si sbaglia. - Se si avvicina, urlo!

Faccio accorrere gente! Mi butto dalla finestra!

- E' il suo letto? - Lei mi ripugna, . .

. . gliel'ho gi� detto. S�, � il mio letto!

Cos'altro vuol sapere?

A lei piace essere umiliata, a me no.

- Non dica niente a Pierre. - Pierre? Lo ammiro sempre di pi�.

Non gli dica niente, la supplico. Si sforzi di capirmi almeno lei.

Sono perduta, non ci posso fare niente.

Non so resistere, � pi� forte di me.

Lo so che un giorno dovr� pagare per quello che faccio, . .

. . ma senza questo non potrei pi� vivere.

E poi venga! Faccia quello che vuole!

Comunque, non adesso.

Capisce? Quello che mi attirava di lei, era la sua virt�.

Lei era la moglie del boy-scout, ammetta che � diverso.

Al contrario di lei, io ho dei principi, . .

. . ma non dir� niente a Pierre, naturalmente.

Quello che potr� fare per lei, � mandarle qualche cliente.

Scusi se io non favorisco, oggi proprio non mi va.

Un altro giorno, forse... chiss�? Non le faccio perdere altro tempo.

Non sono per lei. Compri a Pierre le caramelle per conto mio. Addio.

Pronti, signori.

Preparatevi.

Fuoco!

- Se n'� gi� andato? - S�. Posso parlarle?

Fila, tu.

- Devo andarmene. - Quando?

- Adesso. - Ma... tornerai.

- No, mai pi�. - Come?

Dovevi avvisarmi prima. Non ti trovi bene qui?

- S�, benissimo, ma... - Ho capito.

E' per Marcel... Era venuto, prima, furioso, . .

. . voleva entrare in camera tua. Qualche rotella non gli funziona.

E' diventato esigente. Cos'�? Ti vuole tutta per s�?

Il giorno e la notte?

S�.

E' sempre la stessa storia, con gli uomini.

Vattene pure, hai ragione, potrebbe finir male.

Ma ti rimpianger�. Le donne come te... .

- Si andava d'accordo, noi due. - S�, � vero.

Se puoi, dammi tue notizie. Una telefonatina ogni tanto.

- Mi farai piacere. Non hai qualche recapito? - No!

Pazienza... Cosa vuoi che ti dica...

Signora. C'� un signore di l� per lei.

- Per me? - S�, signora.

- Chi �? Lo conosci? - Io, no. Per� dice che � urgente.

Buongiorno.

Mi ha portato il catalogo?

- S�, signora. - Si sieda.

Grazie, Maria.

Mica male l'idea del catalogo.

- Mi piace la tua casetta. - Cosa fai qui? Sei pazzo? Vattene!

Non ti vedevo pi� da Ana�s e allora ho detto: ''Andiamo a farle visita. ''

- Come mi hai trovata? - Facilissimo.

E' tuo marito? E' un bell'uomo, simpatico, molto meglio di me.

- Ti prego, vattene. - Niente paura.

Non voglio piantar grane. Volevo solo sapere perch� sei sparita.

- Hai capito? - Zitto o ti sentir� la donna.

Vattene che torna lui.

Sono appena arrivato e gi� mi mandi via?

- Cosa vuoi? - Stare con te.

Non � possibile, te l'ho detto: non torner� pi� laggi�.

Ti d� tre giorni e non di pi�. Trova una scusa qualsiasi.

Ti aspetter� all'hotel Dubois, in via Fromentin.

- Resterai tutta la notte con me. - Non � possibile.

Va bene, aspetter� lui.

- Avr� tante cose da dirgli. - Non lo farai.

S�! Io non volevo, ma tu mi ci costringi.

Ma s�, in fondo forse � meglio.

- Avevo gi� deciso di dirglielo. - Davvero?

Prima o poi l'avrebbe saputo. Un suo amico mi ha trovato l�.

E poi, voglio liberarmi.

Benissimo, aspettiamolo insieme. Gliela racconteremo in due, . .

. . questa storia. Non mi disturba.

Te ne scongiuro, vattene, sta per arrivare.

Non aver paura, me ne vado.

Non ti credevo, ma ora comincio a capire.

Ecco l'ostacolo.

A presto, S�verine.

- L'hai vista? - S�, lasciami la macchina.

- Per andar dove? - Ne ho bisogno.

Lasciami la macchina e scendi!

Cosa ti passa per la testa?

T'ho detto di scendere!

Questa volta, chiquito, mi hai stufato.

Di' un po'... Non te ne vorrai mica andare?

- Che novit� ci sono? - L'assassino � morto. .

. . e nessuno ci capisce niente. Deve aver sbagliato bersaglio. .

. . o forse era pazzo. - L'hanno identificato?

S�, era uno della mala. Sembra non fosse il primo omicidio.

- E' strano. - E Serizy come sta?

- Non si pu� dir niente. - C'� sua moglie in sala d'attesa.

- Come sta? - Tutto ci� che si poteva fare, . .

. . � stato fatto. Stia calma.

- Posso vederlo? - Mi spiace, � ancora in coma.

Lo vedr� domani. Torni a casa e cerchi di dormire un po'.

Le daremo notizie ora per ora, glielo prometto.

- Grazie. - E non disperi.

Vieni, ti accompagno a casa.

Ho mandato Maria a comprare i giornali.

So quello che t'interessa, te lo legger�.

E' tanto carina, Maria, premurosa. Ti � affezionata.

Chiedono tutti tue notizie.

Stai meglio, sai? Il professore � molto contento.

Non te ne rendi conto, ma fai molti progressi. Soprattutto agli occhi.

Che strano, da quando hai avuto l'incidente non sogno pi�.

Adesso devo darti le gocce.

Il signor Husson, signora. Ha chiesto del signore.

Vengo io.

Buongiorno, S�verine, mi dispiace disturbarla.

- Vuole vederlo? - Un momento, s�.

- Sa, ancora non parla, �... . - Lo so. Mi dispiace. .

. . non essere venuto prima. Lo sa quanto mi � caro Pierre, . .

. . ma ero in viaggio.

Carino questo vestito. Sembra una collegiale precoce.

- Cosa vuol dire a Pierre? - Quello che so di lei.

- Cosa? - Si calmi.

Lui, adesso, si vede paralizzato, completamente a suo carico.

La sacrifica, ne � umiliato perch� la crede onesta.

Perci� voglio parlargli, dirgli tutto.

Gli dar� un grande dolore, ma forse questo lo aiuter�.

Chi potr� dire, dopo, che sono un uomo crudele!

Mi conduca da lui.

E' di l�.

Vuole assistere alla nostra conversazione?

Buongiorno, Pierre.

Pierre!

A cosa pensi, S�verine?

Pensavo a te, Pierre.

Ho sete.

- Ti faccio portare del ghiaccio? - No, non importa.

Credo che mi prender� 15 giorni di vacanza come l'anno scorso.

- Andremo in montagna? - Se ti fa piacere. - S�.

Senti?

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