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- Sorella, queste sono sue? - Sì.

- Può aprirne una, per regolarità? - Quale?

- Questa. - La apro subito.

- Che cosa contiene? - Regali per i piccoli orfani.

- Grazie, può andare. - Okay.

San Gennaro, fai il miracolo! Non farci aspettare più!

San Gennaro, stiamo aspettando te!

San Gennaro!

San Gennaro, che aspetti?

San Gennaro, fai il miracolo!

- San Gennaro! - San Gennaro, fai il miracolo!

- Fai il miracolo! - San Gennaro!

San Gennaro!

In questa cripta, scoperta nel III secolo

durante la costruzione del Duomo, c'è il tesoro di San Gennaro.

E' uno dei più ricchi al mondo.

Il tesoro si è accumulato nei secoli

e comprende gioielli di grande valore storico e artistico oltre che venale.

E' impossibile fare una valutazione esatta di questi preziosi,

ma si presume che raggiungano la favolosa cifra di...

La favolosa cifra di... La favolosa cifra di...

Trenta miliardi. Trenta miliardi. Trenta miliardi.

I pezzi importanti sono il rosario donato da Carlo III di Borbone

che comprende 524 diamanti...

Favoloso! In trent'anni tu mi hai regalato solo questi orecchini.

Perle nere della regina Margherita.

Una broche di brillanti appartenuta a Matilde di Canossa.

La spilla di perle e zaffiri di Clementina di Aragona

- e centinaia di altri gioielli... - Il miracolo!

San Gennaro ha fatto il miracolo!

Il miracolo è avvenuto!

- C'è don Vincenzo? - Don Vincenzo o' Fenomeno non abita più qui.

- Si è trasferito a Poggioreale. - Che numero?

- Tu lo sai. - Eccome, ho due nipoti lì.

Cammina. Grazie.

- Che vuoi? - Due americani vogliono parlare con don Vincenzo.

- Non è ora. - Vengono dall'America e fate problemi di orario?

- Non è per l'orario. A quest'ora don Vincenzo dorme. - Vabbè.

- Se dorme... - Sta dormendo.

Va bene, aspettiamo.

I signori possono entrare, forse don Vincenzo si è svegliato.

Gaetano!

- Il colloquio è finito! - Via!

- Voi, dentro! - Andiamo, via!

- Devo parlare con... con l'avvocato. - Se aspettiamo te, si fa notte.

- Non vedo mio marito da un anno! - Meno lo vedi, meglio è.

Prega Dio che il Presidente non firmi la domanda di grazia che se esco...

"Se esco..."

Signor Settebellezze, quando esci, che fai?

- Che bella creatura! Quanto ha? - Otto mesi, don Vincenzo.

Otto mesi e tu stai in galera da tre anni.

- Se avessi fatto la persona perbene, poteva essere tuo figlio. - Capito?

- Gaetano, un pacchetto di sigarette a testa a questi ragazzi. - Va bene.

Scusate.

- Vincenzo, non mi riconosci? - Jack!

- Sì! - Come stai?

- Credevo che fossi morto. - No!

Sai come l'ho conosciuto? Durante la guerra. Io ero in un carro armato.

Appena sbarcato a Napoli, lui ha preso il mio carro armato.

- Bravo soldato. - No, grande ladro!

E' un complimento. Avevamo vent'anni di meno. Questa bella signora?

- Viaggio di nozze? - No, niente nozze.

Ho capito. Gaetano, beh?

Se non posso avere un colloquio privato con gli amici, torno a casa.

- Fatevi una passeggiata. - Va bene.

Si accomodi, signorina. Scusi il disordine.

- Dunque, che c'è? - E' un colpo molto grosso.

No, mi sono ritirato.

Pagherò la cauzione per farti uscire da qui.

Io sto bene qui. E' come se fossi a casa mia.

- Mi stimano, mi rispettano. - Sono venuto dall'America per questo colpo.

- Ero sicuro della tua amicizia e collaborazione. - L'amicizia c'è.

E' la collaborazione. I giovani di oggi non valgono niente.

Jack, non valgono niente. Oddio, qualche eccezione ci sarebbe.

Sì, ho l'uomo per te.

Eh? Aspetta. Gaetano!

- Vorrei fare una telefonata. - Sta telefonando il direttore.

Il direttore esagera. Sta sempre al telefono!

Don Vincenzo, avvicinatevi.

Sì. Jack, scusa.

Gaetano mi ricordava...

In questa casa io mi occupo anche di amministrazione.

Quest'anno vogliamo imbiancare le celle.

- Se tu vuoi concorrere con un po' di moneta... - Sì.

Dieci dollari bastano?

- Cento dollari vanno bene? - Grazie. Gaetano, ringrazia la signorina.

Grazie. - Come si chiama il giovane di cui mi parlavi?

Armanduccio Girasole detto Dudù, lo trovi a Vicolo Tofa.

- Vai a nome mio... - E' abile? - Abilissimo.

Il mese scorso ha derubato un pullman carico di forestieri

mentre guardavano il Vesuvio che fumava.

- Il Vesuvio è spento. - Lui lo ha fatto fumare, a legna.

Pane e ricotta!

Fate una bella merenda!

Pannocchia "allessata"!

- Scusi. - Prego, accomodatevi.

Assaggiate, è roba buona. Prego.

- Cinquecento lire. - Che cos'è?

- Aria di Napoli. - No!

Aria di Napoli, cinquecento lire! La volete?

- Aria di Napoli! - Scusate, signorina. Signorina!

- Signorina. - Signorina.

Scusate, perdonate se vi importuno.

Questo è il mio biglietto da visita. Se posso esservi utile...

- Massima discrezione. - Grazie.

- Lei è molto gentile. - Signorina.

- E' meglio se telefonate prima. - Certo, grazie.

- Cameriere! - Sì?

Vorrei una Coca Cola, molto fredda.

Eccola.

Scusi. Sa dove posso trovare Dudù?

Dudù?

Non l'ho mai sentito nominare.

Don Vincenzo o' Fenomeno ha detto che potevo trovarlo qui.

- Vi ha mandato don Vincenzo! - Sì.

Ma forse questa non è l'ora giusta.

Vi è caduto questo.

Per fortuna lo ha trovato un gentiluomo.

Sono arrivate le patate americane!

A Dudù, duecento lire al chilo!

Sono arrivate le patate americane! Roba speciale!

Patate americane! A Dudù, duecento lire al chilo!

Ci sono le patate americane! Chi vuole comprarle?

Sono speciali!

- Chi è? - Un'americana vuole parlarti.

- Com'è? - Dicono che è speciale.

Falla salire.

Il sole!

"Guaglio'", la patata ci piace!

Fanne salire un chilo!

- Faccio il contropelo? - No, vai.

Domani vengo tardi. E' morto Pasquale Annunziata e devo fargli la barba.

- Allora lascia il rasoio qua. - Dudù, sei una bellezza.

- Quante bottiglie di whisky avete fatto? - Cento.

Per domani devono diventare quattrocento.

- Erano venti e sono diventate cento. - Devo rispettare l'impegno preso.

Buono! Ma avete messo il whisky?

- Il 20%. - Mettetene il 25, pare che vogliamo fregare la gente.

Ah! Ha telefonato il Barone.

- Che vuole? - Sabato c'è una prima al Teatro San Carlo.

- Vuole sapere se ci vai. - Che opera fanno?

- "La Cavalleria Rusticana". - E' un gala?

- No, è popolare. - Non mi interessa.

All'opera vado d'inverno, quando le signore portano pellicce e gioielli.

E' l'americana.

- Dove la faccio accomodare? - Qua. Dove sennò?

Vado io!

Accomodatevi, vi faccio strada. Non morde. Attenta al gradino.

Ecco, lui è Dudù.

No, è finito.

Concettina!

- Signor Dudù... - Niente "signore". A Napoli Dudù basta.

- Che posso offrirvi? - Whisky.

- Abbiamo whisky? - Eccome!

- Ah, no. - Io bevo cose più semplici.

- Allora Coca Cola. - Subito.

- Texas? - California.

Ho conosciuto parecchie ragazze della California.

Ma non riesco a indovinare chi vi ha fatto il mio nome.

Don Vincenzo o' Fenomeno.

- Io devo parlare di affari. - Prima beviamo.

- Una sigaretta? - Grazie. - Dovere.

Non trovo più il mio accendino.

- E' vostro pure questo? - Grazie.

Vai e chiudi la porta. Così anche voi approfittate del nostro bel sole.

- Che dite della nostra Napoli? Vi piace? - Non sono qui per turismo.

Concettina!

- Che vuoi? - La signorina ha sete. Le offriamo qualche cosa?

- E' venuta per bere? - Porta una Coca Cola. - Non c'è.

- Non abbiamo Coca Cola. - Bene.

- Andiamo dove possiamo parlare di affari. - Mi vesto.

Lei è mamma. Permettete, mamma di latte! Mamma di latte.

Piacere, quanto è bella. Le offri qualcosa?

- Ora porta le "malefemmine" pure in casa. - Fa la collezione.

- Adesso tocca alle americane. - Hai salutato?

La saluto quando "schiatta" e le accendo pure una candela.

- E' la mia fidanzata. Ci vogliamo bene da due anni. - Graziosa!

- Buona passeggiata, Dudù! - Ciao, Gaetano!

- Ben alzato, Dudù. - Ciao.

Come cresci bene!

- Di che volevate parlarmi? - E' un affare interessante.

- Se è interessante come chi lo propone, sentiamo. - Ecco...

- Grazie per la medicina americana. - Prego.

Era buona, l'abbiamo bevuta tutti.

- Rafilù, come va? - Meglio.

Mi fa piacere.

- Oggi è una bella giornata, piena di sole. - Grazie, me lo hanno detto.

- Di che si tratta? - E' meglio che parli con i miei soci.

Io costo caro.

- In lire italiane. - Anche in dollari.

- Scusate, Dudù, non vi avevo visto. - Niente, niente.

- Ciao, Dudù. - Ciao.

- Dove sono i vostri soci? - Quello che litiga è Jack.

- Lasciatemi! Io lo voglio... - Jack!

- Lui è Dudù. - Che è successo?

- E' un imbroglione. - Calma. - Mi ha derubato. Ma io non sono nato ieri!

- Ha giocato e ha perso. - Questo gioco richiede attenzione.

- Quanto avete perso? - Duecento dollari.

- Allora voi puntate duecento dollari sulla carta segnata rossa. - Sì.

- Muovi le mani. - Basta guardare dov'è il rosso.

E' semplice. Uno, uno e uno questo.

Ecco il rosso. Perdo qua, perdo qua, al centro adesso. Dov'è il rosso?

- Questa per il signore. - No, è questa.

- Sei sicuro? Scopri. - Hai visto? Paga.

- Controllate se c'è tutto. - Mancano venti dollari!

- Al giovanotto facciamo perdere tempo? - Devo campare pure io.

- Andiamo. - Okay.

- Tu sei Dudù? - Modestamente.

Noi abbiamo affittato una villa. Vediamoci domani e parliamo di tutto.

Con questo sole stiamo al chiuso? Vediamoci in mare.

I pesci non hanno orecchie. Alle dieci al molo di Mergellina.

- Andiamo con il panfilo. - Hai un panfilo?

- No, ma là ce ne sono tanti. - Dudù, lui è Frank.

- Piacere. E' impicciato. - Ha l'ulcera.

- Credevo il verme solitario. - A domani. - A domani.

- Ciao. - Se stasera non sapesse che fare...

Questo è il paese del sole.

- Questo è il paese del mare. - Che voce!

E' una delle più belle canzoni napoletane!

Dudù, tutto è pronto. Il piano è studiato nei minimi particolari.

Frank è stato qui tre mesi per prepararlo.

Adesso mi servono gli uomini, ma niente dilettanti né percentuale.

- Tu quanto vuoi? - Fate voi, per me non è un affare.

- Lo faccio per l'amicizia di don Vincenzo. - Cinque milioni?

- Sarebbe meglio dieci. - Sempre per l'amicizia di don Vincenzo.

L'amicizia è il bene più caro del mondo.

- Okay, vuoi un anticipo? - Me li dai dopo e a Sciascillo pensi tu.

- E' un killer? - No, mi fa le telefonate.

Che è?

- Pesce! - Hai tirato le reti.

Hai domande?

- Vorrei sapere di che colpo si tratta. - Questo non ti riguarda.

- Non ti fidi? - Sai mantenere un segreto?

- Sono una tomba. - Anch'io.

Allora non voglio saperlo. Io ti do un palo, un autista, un tecnico,

due macchine con la targa pulita e al resto pensi tu. Balla?

Quando sarebbe il colpo?

- Giovedì. - Non posso, ho un matrimonio.

Non rimando il colpo per un matrimonio!

Si sposa la nipote della mamma di Dudù!

Non mi importa, ho detto giovedì!

- Va bene, vediamo che cosa si può fare. - Okay.

- Parlami degli uomini. - Per primo il Barone, è un ragazzo eccezionale.

Eccolo.

- Ma è malato. - Dudù, che onore!

Domani vorrei vederti per un affare importante, puoi?

Sì, se è prima della fine del mese. Il 28 ho un congresso a Stoccolma.

Voglio vedere la Svezia e la trasferta è buona.

- Deve essere operato? - No, è un caso rarissimo. Ha il cuore a destra.

Campa facendo le dimostrazioni. Adesso mancano Agonia e il Capitano.

Vai a chiamarlo.

Agonia!

Scendi, è una cosa importante.

- Come faccio? - Dudù vuole parlarti.

- Dov'è? - E' là.

Aspetta.

Scusate, mi è successa una disgrazia. Devo allontanarmi.

- Quello sa guidare? - Guidava al trotto, ha vinto più corse lui. Vai!

Ferma!

Hanno segnato? A quanto stanno?

Sparate! Fuoco a volontà!

Ué, c'è Dudù!

Un momento, Dudù. Facciamo quattro goal a 'sti coreani.

Vengo subito. Sparate!

Sivori, sei il mare di Napoli!

- Concettina, non puoi entrare. - Lasciami!

- Fammi passare. - Non si può.

- Sta con l'americana. Io uccido tutti e due! - Dudù sta lavorando.

Bugiardo!

Non mi credi? Vai a guardare.

- Ora ti sei convinta? - Sì, che tu sei un ruffiano.

Questi sono strumenti giapponesi di precisione.

Frank è uno dei pochi che sappia usarli.

Dudù, oggi mamma fa le melanzane.

Vuole sapere se le vuoi con le alici o con il formaggio piccante.

- Le melanzane? - Vabbè, glielo dico.

- E' Concettina, la mia fidanzata. - Mi fa piacere. Andiamo avanti?

Andiamo.

Sedetevi. Dudù, Sciascillo è fuori di guardia?

- Sì, è alla porta. - Sicuro?

- Okay. - "Lo possino!"

Ci sono due percorsi. Uno sottoterra e l'altro sopra.

I due gruppi saranno collegati attraverso...

- Che bocca! - Ha la pelle di porcellana.

Abbiamo due percorsi sincronizzati. Capito?

Il Capitano e Agonia prenderanno ordini da Frank.

Buongiorno.

Salve. Vai avanti.

La strada che ci interessa è in questa zona.

Vicino al Duomo. Qua c'è un commissariato.

- A questo pensiamo noi. - Come? - Non gli mandiamo i fiori.

- Abbiamo risolto situazioni più difficili in America. - In America!

- Salvatore, ti hanno preso? - Ora vediamo.

- Chi è? - E' un fratello cugino di un compare di mamma, un parente.

- Non preoccuparti, vai avanti. - Ora... - Sì?

L'appuntamento è qui all'una di notte in punto. Capito?

- All'una? - Alle 25. - Come vengo?

- Con il filobus. - Dove abito io non c'è.

Ué! Shh!

- Una domanda. Vestiti come? - Che? - Niente.

- Vuoi mettere lo smoking? - Ho chiesto. Anche l'abito è importante.

All'una di notte. La gente per strada?

- All'una sono a letto. - Da voi.

Qui quando fa caldo, c'è perfino chi dorme per strada!

- Se ti serve Napoli deserta, dimmelo e io vuoto Napoli. - Come?

- Barone, quando c'è il Festival della Canzone Partenopea? - Il 24.

- Ho già i biglietti. - E' una gara di canto. Noi che c'entriamo?

Dammi retta, falla il 24.

Quando parte la nave?

- No, impossibile, si deve fare giovedì. - Come non detto.

Ognuno di voi ha un incarico preciso.

Tutto è stato previsto e deve funzionare al secondo.

Frank si occupa della parte tecnica.

Sincronizziamo gli orologi con quello di Frank.

Io avevo un orologio d'oro e l'ho pignorato.

Ho la bolletta. Se l'organizzazione volesse provvedere...

- Agonia, sai che ore sono? - No. - Scusate.

Ho sentito che servono orologi. Ho qui un assortimento garantito.

E' merce di prima qualità, movimento ad ancora, in acciaio e simil oro.

- Favorite. - Non è possibile.

Non è possibile! Fuori!

Dudù, buttali fuori! Che fa qui tutta questa gente?

- Non è il momento. - Il cappello. - Giardino.

- Volevamo vedere se c'era da fare qualcosa. - Poi vediamo.

Per favore, mi raccomando soprattutto una cosa.

Il segreto. Tenete la bocca chiusa con tutti.

Con vostra madre, padre, sorella, fratello, moglie. Silenzio con tutti!

- Stai tranquillo, Jack. - Allora, dove eravamo?

In questa zona segnata con il rosso, c'è un punto X che conoscerete poi.

Permesso? Ho saputo che preparate un grosso colpo.

Siccome devo pagare l'ambulatorio, se potessi fare anche una piccola cosa.

- Sciascillo! Dov'è quell'idiota? - Chi ti ha detto di venire?

Io lo ammazzo!

- Sciascillo, dove sei? - Eccomi.

Stupido!

Correre!

Avevate lasciato la luce accesa.

- Chi guida? - Doveva guidare il Barone, ma è andato là. - Guida tu.

Barone, vai dietro.

Io non ho capito niente con questa distribuzione dei posti.

- Attenzione! - Chi è? - Siamo in zona B.

Fra tre minuti saremo in zona F.

L'operazione inizierà fra 11 minuti.

- Okay, ricevuto. - Passo e chiudo.

- Dudù, mi dai un passaggio a Sanità? - Vado da un'altra parte.

- Dove vai? - Lo leggerai domani sui giornali.

Sempre dritto.

Accosta qua.

- Che succede? - Un minuto solo.

- Dov'è andato il tuo amico? - Non lo so. Ma se ha detto che torna, torna.

- Andiamo da lui. - Dai!

- Vai! - Piano, non spingere.

- Shh!- Fermo, Dudù! Fermi tutti!

- Ho fatto, arrivo. - Un'altra, il cavaliere si è mosso. Sorridete.

- Io devo scappare. - Che bella sorpresa, Jack!

Grazie di essere venuto a onorare questa festicciola familiare nuziale.

- Lei è fuori? - Sì, ho un piccolo permesso.

I ragazzi hanno voluto che facessi da testimone "oculare" alle nozze.

Mi ha accompagnato Gaetano, lo conoscete.

E' giovane, deve divertirsi.

- Questo bel giovanotto deve mangiare con noi. - No, abbiamo da fare.

- Ho fatto la parmigiana. - Dudù!

- Mamma, non possiamo fermarci. - Sei appena arrivato! - E' lavoro.

- Jack! - Prego, servitevi.

- Questo è Giovannino, ragioniere e cavaliere. - Piacere.

Gennaro Esposito, detto il Pisciasotto, la moglie, la sorella,

la cugina, la cognata, lo zio e l'amica.

- Bene. - Lui è mio cugino. - Di che parte sei dell'America?

- Stati Uniti. - Io ho un fratello a Detroit. - Jack, sono tanti.

Sono tutti amici. Non fare complimenti, siediti.

Signori, il mio amico Jack! Ecco la sposa.

- Auguri e figli maschi! - Lo vedremo tra un mese.

Che è questo?

Sono cozze. Assaggia, sono buone.

Molto buone.

- Questo l'ho imbottigliato io quando è nato Dudù. - Grazie.

- Volete un babà? - Non mi piacciono.

- No, grazie. - Molte grazie. Ci mancano i mandolini!

Silenzio, don Vincenzo fa il brindisi.

Silenzio!

Adesso che gli sposi, con diletto,

si stanno accomodando sul letto...

Don Vincenzo, quelli si sono già accomodati.

Si sono già presi il diletto.

Cambiate brindisi.

- Jack, vuoi fare il brindisi? - No, questo minuto è durato due ore!

Andiamo. Maggie, andiamo.

Dai, Frank. Frank, andiamo!

Non è niente, una piccola indigestione.

Povero Frank!

Come? Il 30% a questi idioti?

- Condoglianze a nome dell'impresa. - Ha pensato a tutto?

Alle 14 lo imbarchiamo sull'aereo e questa sera sarà in patria.

- Se volete dargli l'estremo saluto. - Okay.

Sono venuto ad associare al vostro dolore, il mio

e tutto il dolore dei quartieri bassi.

- E' arrivata la corona? - Sì.

- Che c'è? - Vieni. Un sigaro?

- Non hai sigarette? - No. - Vabbè.

Dudù, io voglio parlarti.

E' stata una grande perdita, era tutto pronto.

Ora dobbiamo rinunciare solo perché Frank è morto? E' morto e con questo?

- Poveretto. - Era un grande tecnico, ma in giro ce ne sono altri.

Se ne trovi uno per sostituirlo, ti do la percentuale.

Il Capitano.

- A Napoli quello è meglio di Frank. - Okay.

Se tutto va bene, io ti do il 30%.

- Il 30% di che cosa? - Di trenta miliardi.

- Hai detto trenta miliardi? - Sì.

- Dove troviamo a Napoli trenta miliardi? - San Gennaro.

Il tesoro di San Gennaro.

Trenta miliardi di lire.

Come non detto. Mi dispiace, Jack.

Allora, la tua risposta?

Amici come prima, ma niente da fare.

Mi dispiace, Maggie.

- Ciao, Dudù! - Ciao, Lucia!

E' una brava ragazza.

Di giorno ricama dalle suore e la sera lavora qua.

Dudù, io non capisco. Un professionista come te...

Proprio perché sono un professionista e San Gennaro mi ha sempre protetto.

Io sono orfano. Mia madre era austriaca e ballava sulle punte.

Mio padre, non l'ho conosciuto.

- Mamma era bellissima, vuoi vederla? - Sì.

- Eccola. - Qual è?

- La quarta. - Questa?

La quarta o la quinta.

- E' bella anche la quinta. - Sono tutte belle.

- "Con grande amore." - Vittorio è tuo padre?

No, era il coreografo.

Mia madre mi ha messo a balia ed è andata via. Mi sono fatto da solo.

Sciuscià, riformatorio. A 15 anni per guadagnare la pagnotta,

aspettavo la Circumvesuviana dove rallentava e gridavo: "Aiuto!"

Così fregavo il cappello a chi si affacciava per vedere.

Un giorno lo fregai a don Vincenzo e la mia vita cambiò da così a così.

Ho trovato un padre e un maestro, oggi tutti mi rispettano.

Senza l'aiuto di San Gennaro, non sarei arrivato a dove sto adesso.

Non vuoi arrivare più lontano?

- Dove? - Non lo so.

- Intanto dove c'è meno gente. Stiamo più tranquilli. - Andiamo.

- Dov'è andato Jack? Ciao, Lucia! - Ciao, Dudù.

- Ci siamo persi Jack. Maresciallo, posso offrire? - No, grazie.

E' il maresciallo che mi ha arrestato la prima volta. Ehi, Jack! Andiamo.

- Vai via. - Lasciamolo lì.

Gli avranno dato il mio whisky.

Tutti dicono che la bellezza è la forza di una donna, ma non è vero.

La bellezza conta, ma non è tutto.

L'America è in mano a un migliaio di donne piene di rughe,

ma con molti soldi in banca.

- Voi italiani dormite a destra o a sinistra? - Dove vuoi tu, Maggie.

Voglio essere ricca prima che mi vengano le rughe.

- Quando sei ricca? - Non sarò più la manicure da trecento dollari al mese.

Gli uomini non diranno più "piccola Maggie" toccandomi il sedere.

Sei ridicolo quando dici di essere arrivato e che la città ti rispetta.

E' perché gli altri sono sotto fin qui e tu sei due dita sopra. Ecco.

Ma se esci dal tuo quartiere, non sei nessuno. E' finito il grande Dudù.

Tu credi di essere il re di Napoli, ma per gli altri sei quello che eri.

- Un ladro di cappelli. - A Napoli anche un ladro di cappelli è un re.

- "Non sono nessuno!" - Tu presentati con 15 milioni di dollari in banca.

Tutto cambia, dimenticano anche che sei stato in prigione.

Se il direttore di un night non è gentile, lo fai cacciare.

Se un poliziotto non beve con te, lo fai trasferire.

Il mondo sarà a due piani.

Tu stai sopra e gli altri sotto ad applaudire.

La gente rispetta solo il denaro.

Quando avremo fatto il colpo, saremo padroni del mondo. Aiutami.

Sono un mucchio di soldi. Trenta miliardi di lire!

Si possono fare tante cose. Non ti pare?

Questa sarebbe una faccia da trenta miliardi?

Sì, ma non parliamo di denaro.

Vieni qui, Dudù. Apri la bocca.

Mi dispiace, Maggie.

Mi hai fatto pensare.

Sai come diciamo a Napoli? "L'amore non vuole pensieri."

Non spiavo!

Assunta non sapeva se giocare 28 o 48, matrimonio o morto che parla.

Mi ha mandata da Maria Rosa che le aveva raccontato il sogno.

Ho fatto tardi, ho perso l'ultimo filobus e sono arrivata alla villa.

Ho pensato che con te avrei fatto prima. Ma non spiavo, lo giuro!

Stai zitta, Concettina. Devo pensare.

Non mi vuoi più bene sennò mi avresti preso a schiaffi.

Voglio trasferire la gente di Forcella, Sanità e Pallonetto

al Vomero, al sole perché nei bassi non ci batte mai.

Un quartiere residenziale per i poveri, pulito come la Svizzera.

- Tutta gente onesta che paga. Chi non paga, lo caccio. - Fai bene.

Palazzi di vetro, piscine, vista sul golfo.

Nel giardino più grande metto la statua vostra a figura intera.

Non esageriamo.

A me basta un mezzo busto.

- Ma per fare tutto questo, servono due, trecento milioni. - Anche più.

E dico...

- San Gennaro come sta? - Più di trenta miliardi.

Alla faccia del "salsiccio"!

- Allora sta bene. - Nel Duomo sono soldi morti.

Con me diventerebbero vivi.

Farei cose che quando passo, tutta Napoli deve levarsi il cappello.

Oggi nessuno porta il cappello. Che si levano?

Deve venire a intervistarmi anche la TV per sentire il mio parere.

Se mi chiedono se sono d'accordo sul divorzio, dico di no.

- Perché? - Così! Che ve ne pare?

Astrattamente parlando, questo affare a me non dispiace.

Anzi, è una cosa buona.

Peccato che queste idee vengano solo ai "guappi", ai sindaci mai.

Però se questo patrimonio rimanesse a Napoli.

Ma da quanto ho capito, questi soldi finiranno in America.

- Allora? - Ci ho pensato. Non sono fesso. - Armandino.

Tu hai cominciato a parlare a quattro anni e la gente non ti capiva.

- Adesso avete capito? - Grosso modo.

Bisogna chiedere a San Gennaro perché se si offende, non fa più miracoli.

Armandino, a Napoli campiamo solo di miracoli.

Insomma non sapete consigliarmi.

La questione è delicata.

Dimmi una cosa. In che rapporti stai con San Gennaro?

- In che senso? - Gli hai fatto qualche sgarbo, una cattiva parola?

- Quando mai? Io sono devoto. - Va bene. Allora ti consiglio una cosa.

Vai da San Gennaro e parlagli chiaramente, da uomo a uomo.

Se San Gennaro ti autorizza, dopo ti autorizzo anche io.

Va bene?

Questo è il paese del sole.

Questo è il paese del mare.

- Che giornata! - Speriamo non sia nervoso.

Ho spedito la cartolina come hai detto tu, con i trecento punti.

Come mai non è arrivata la lavatrice? Speravo nella tua buona parola.

Scusate, ma si tratta di...

No, un momento. Io devo parlare, non ho finito.

Mio nipote deve comprare la motoretta.

Vuole il terno. Fagli prendere il terno, non farmi fare brutte figure.

Non cominciare a fare le capriole un'altra volta. Ho finito.

San Gennaro, tu conosci il mio pensiero.

In questi giorni abbiamo parlato di te. Ti saranno fischiate le orecchie.

Poi non per niente sei santo.

E' vero, ci sono state incomprensioni tra noi. Mettiamoci una pietra sopra.

Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.

Io sono venuto a parlarti da uomo a uomo.

A Napoli tutti ti vogliamo bene.

Sei amato, rispettato. Ogni tanto fai il miracolo.

Ma nel mondo sei poco conosciuto.

Sei considerato, ma ci sono santi più conosciuti di te.

Forse meno meritevoli, ma hanno città con il loro nome.

San Marino, San Francisco, Saint-Tropez.

Gennarino, con il dovuto rispetto, dobbiamo offuscarli.

Perciò dobbiamo fare qualcosa di grande.

Dammi l'autorizzazione e diventerai il santo più importante del mondo.

Primo in classifica! Che dici?

Che dice?

So che sei modesto, allora fallo per Napoli.

Noi siamo poveracci e triboliamo come hai tribolato tu sennò non eri santo.

Adesso hai un tesoro, ma a che ti serve? Qui non ti manca niente.

Con trenta miliardi noi faremmo cose da fare schiattare tutti d'invidia.

Un ponte tra Napoli e Capri, grandi alberghi per i senzatetto...

- Eusébio. - Che? - Eusébio!

Compro Eusébio, vinciamo la Coppa dei Campioni e rimani famoso in eterno.

Sei contento?

San Gennaro, fammi un segno sennò non capisco se mi senti!

Abbi pazienza. Se non sei d'accordo, non vergognarti. Dimmi di no.

Ma prima pensaci bene.

- Il sole! - E' uscito il sole!

- Ha finito di piovere. - Meno male.

San Gennaro, ho capito.

Grazie.

- Le candele! - Ué, le candele.

Gennarino, quanto sei bello!

Dal Teatro Politeama, il Festival della Canzone Napoletana.

La prima canzone è "Ce vo' tiempo" di Maresca e Pagano.

Canta Peppino Di Capri.

E lucente di acqua e mare sotto il sole

come allora mi pare di vedere.

Sotto il sole, quando era ancora estate.

Sotto il sole, quando era ancora estate.

Domani di prima mattina ti vengo a svegliare.

- Maresciallo! Se volete salire, non fate complimenti. - No, grazie.

Sono in servizio. Se non vi dispiace, aumentate un po' il volume.

Buonasera, maresciallo.

- Permesso? - Che fai? Dove vai?

- Dov'è la spina? - Che è quella scatola? - Eccola.

Si può sapere che fai? Chi l'ha mandato?

Non so, ne ho consegnate cinquanta.

Mi faranno perdere il festival. Queste sono antenna, volume.

- Una firma. - Una firma? - Ecco.

- Forse l'ha mandato il commissario. - Che è questa storia?

- Se non lo volete, lo porto via. - No, lascialo. Lo riprendi domani.

- Dobbiamo accertare chi lo ha mandato. - Grazie e buon ascolto!

- Tu ne capisci? - Faccio io.

Ci vuole tempo per fare giorno.

Io non dormo, non dormo e penso a te.

Andate!

E' qua.

Ehi! Dove andate? Non si può, il palazzo è pericolante.

- Noi ci abitiamo. - Ah, scusate.

Voi aspettate con la macchina dietro la chiesa.

Ma perché?

Ma perché

queste mani più si stringono...

Pronto? Chi parla?

Vi avverto, stanotte ci sarà movimento in zona Duomo.

Don Ferdinando, un latte di mandorla.

Siamo in contatto. Vai piano.

Se arriva qualcuno, baciala come se fossi il suo innamorato.

Attenzione, Agonia!

- Sono in ascolto. - Nel punto in cui siete scesi,

c'è una biforcazione.

- Attento all'acqua. - Mannaggia alla morte!

Uno dei due tunnel è chiuso da una porta di ferro.

- Eccola. - Usate il laser e tagliate...

Zitto!

- C'è qualcuno. - No.

Mi pareva.

Capitano, il laser è uno strumento delicato.

Va usato con grande attenzione.

- Caspita! - E' una specie di fiammella ossidrica.

Andiamo.

Porta di ferro, sfondata. Comunicateci posizione.

Pronto? Non vi sento. Non vi sento! Ah, era chiusa.

Vai indietro. Abbiamo perso il contatto, chissà dove sono andati.

Eccoli! Fermati.

L'ostacolo numero due è il tunnel murato. - Ecco il muro.

Usate il perforatore ultrasonico.

- Dammi il frullatore, come cacchio si chiama. - Ultrasonico.

Io non credo a questo coso.

Questi americani sono svegli!

Dammi la miccia.

Attenti, la polizia!

Questa cosa non mi piace. Perché quel poliziotto era qua?

Dudù. Oh, Dudù!

- Che c'è? - Vai a vedere che succede, voglio stare tranquillo.

Sì.

C'è una camionetta della polizia.

Sentiranno l'esplosione. Ci stanno sopra.

Spegnete la miccia. Troppo tardi, è dall'altra parte del muro.

Andate indietro di venti passi. Tornate subito indietro!

- Agli ordini. - Ora girate a sinistra e guardatevi intorno.

Deve esserci una scala di ferro. Arrampicatevi ed aprite la...

- Aprite la... Come si chiama? - La cosa...

- Come una piccola tomba. - Il tombino! A me veniva "chiavica".

Aprite il tombino e venite fuori.

Così quando escono, la polizia li prende

e va via prima dell'esplosione.

Ma tu volevi la pizza, la pizza, la pizza...

- Vi serve aiuto? - No, grazie.

Il maresciallo Vasile! Avete sentito come canta questo?

- Ora fai una bella cantata pure tu. - C'è un equivoco.

Hanno portato via anche la valigia. Come facciamo senza strumenti?

- C'è un equivoco! - Sì. Andiamo.

Se facciamo presto, sentiamo la seconda parte del festival.

Sbrigati!

La pizza, la pizza con il pomodoro sopra.

Chiudi la porta, c'è corrente.

- Perché tanto tempo? - Ho sistemato la macchina.

- Dudù! - Dov'è? - Mannaggia la morte!

State attenti, c'è una buca.

- Guarda dove metti i piedi. - Ho guardato.

- Come passiamo di qui senza strumenti? - Quella è alta tensione.

Sono almeno diecimila volt. Guarda.

- La sedia elettrica fa meno paura. - Finiremo lì se andiamo avanti così.

Io avrei un sistema. Possiamo provare.

- Quale sistema? - La zeppa al contatore.

L'ho imparato durante la guerra.

Con questo sistema quasi nessuno pagava la luce a Napoli.

Adesso come la metto? Ci vorrebbe...

Ci vorrebbe...

- Chiedo scusa. E' tartaruga? - Sì.

Non è conduttrice.

Proviamo.

- No, è meglio di no. - Hai paura?

- Coraggio! - Che fai? Spingi?

- Presto perché non dura. - Non vedo.

- Dove? - Qua, forza.

- Oh! - Scusi, ma non ci formalizziamo.

- Maggie, prendi. - Forza, Jack!

- Prendi la lampada, la lampada! - Un momento.

Acchiappa i fili. Forza!

Tira su.

Presto!

Non muoverti, ti tiro io.

- Fai piano. - Sì.

Tira piano.

Attento al naso.

Tira!

- Andiamo. - Mi sono fottuto pure la cravatta.

- A che punto è il festival? - Adesso sentiamo.

Quelli che fanno? Non arrivano?

- Chi canta? - Maria Paris.

- Gloria Christian, Mario Abbate, Sergio Bruni e abbiamo finito. - Shh!

- Come passiamo? - Lo facciamo saltare.

Per fortuna quegli idioti hanno dimenticato questa roba.

Aaah! Un topo!

Sono topi.

- Signorina! - Scusa, sono nervoso.

Lo vedo. Accendi, va'.

- E' meglio se accendi tu. - Sì.

Attento, è miccia rapida.

Adesso siamo a cavallo.

- Chi lo butta giù? - C'è un'altra carica.

No, è pericoloso. E' una carica troppo forte e la miccia è corta.

Va messa in profondità e non possiamo accenderla. Non va bene.

Ma io non ricordo che c'era questo muro.

- Dammi la mappa. - Vuole la mappa. La cartina...

- L'ho persa da qualche parte. - L'hai perduta!

Ha ragione, io sto calmo.

L'ho preso! L'ho preso, Jack!

- L'ho preso! - Che cosa?

- Ho legato la cartuccia al topo. - Povero topo!

Se fa saltare il muro, gli farai un monumento.

Adesso lo infilo nel buco e speriamo che vada dall'altra parte.

- Quando poco a poco... - Chiudi la porta!

Bravo!

Già siamo a Mario Abbate, facciamo presto.

Maggie, Dudù! Finalmente ci siamo.

E' la catacomba della chiesa, la mappa era esatta.

Ma dov'è il passaggio? Non c'è il passaggio che Frank ha segnato.

Che hai da ridere?

Avanti non possiamo andare, indietro non possiamo tornare...

Jack, Maggie e Dudù.

Non c'è niente da ridere, stai zitto!

Jack non ha senso dell'humor.

E' inutile che ti arrabbi. Ma perché ti arrabbi?

Tanto non possiamo uscire.

Queste sono catacombe, non sono mica muri moderni.

- Non saltano nemmeno con la dinamite. Senti qua! - Avanti.

Spingete, la porta è aperta.

Quanto ci avete messo!

- Tu come sei arrivato qua? - Niente.

Il custode è uscito, ha lasciato aperta la porta e sono entrato.

- Sputami in faccia. - Forza, che aspettiamo?

- Rompiamo il vetro e prendiamo i gioielli. - Non si rompe, guarda.

- Ci ho provato in tutte le maniere. - No, non può essere vero.

Levatevi.

- Io lo avevo detto. - No!

No, no, no! Non è possibile!

Questi cristalli hanno un punto critico. Se lo troviamo, lo rompiamo.

- C'è qualcuno di guardia? - Sì, il Barone.

Sennò perché lo abbiamo preso? Fai.

Si faceva chiamare...

- E' Sergio Bruni, l'ultima canzone. - Abbiamo tre minuti.

Dobbiamo uscire prima che le strade si riempiano di gente.

Niente, non si rompe.

Riproviamo!

- Roba mia! - Prendi!

Prendeteli delicatamente. Non li rompete!

- Prendi anche questo. - Mettili qua.

Metti qua.

Dammi il sacco.

L'accendino è mio!

Ecco. Prendi!

- Questo! - C'è ancora questo.

- Ci sono le perle! - Andiamo!

- Lo zaffiro! - Sono qua.

- Ecco, andiamo. - Andiamo!

Il tesoro di San Gennaro il cui valore ammonta

alla favolosa cifra di trenta miliardi.

Trenta miliardi. Trenta miliardi.

Non preoccuparti, il tesoro rimane a Napoli.

Shh!

Eppure avevo chiuso la porta.

Cacace ha preso 5.000 lire per ripararla.

Ruba i soldi a San Gennaro.

Levati!

- Hai preparato l'incidente? - Il camion è all'incrocio di Foria.

Per sentire la radio, hanno scaricato la batteria.

Sciascillo, vieni a spingere.

- Gli hai spiegato bene? - Sì, faranno sparire il tesoro.

- Corri, ci hanno fregato! - Ha vinto Sergio Bruni!

Tenetevi! Speriamo che non prendano un'altra strada.

Dove vanno? Giù per la scalinata?

- Levalo! - Che è successo?

- Siamo vicini all'incrocio. - Speriamo che non scappino.

No, gli si buttano addosso.

Arrivano!

- La macchina in cui sta Dudù? - Sì.

Stai pronto.

E' la seconda.

Vai!

Pasquale, torni a casa a quest'ora?

Sgancia quel coso.

- Non trovo il sacco. Dov'è? - Dovevi fermare l'altra macchina!

- Ora dove andiamo? - Al porto, dovevano imbarcarsi.

- Com'è successo? - Ho sentito un botto.

Ho visto un vestito da donna che galleggiava e ho avvisato.

Mamma mia! C'è un morto dentro?

- Povera ragazza! - Ora il tesoro lo mangiano i pesci.

- Andiamo, 'ste cose mi fanno male al cuore. - Quanto fa uomo annegato?

- Trentasei. - Allora giochiamo 36, 44 e 72.

Non può essere 72, non hanno trovato la femmina.

- Maresciallo, hanno trovato la donna? - No. - Giochiamo l'ambo.

Mamma mia, che vergogna!

Assassino! Scomunicato! Ladro dei santi!

Hai rubato a San Gennaro. Che vergogna!

La vergogna di tutta Napoli!

Sarete castigati. Peste, diarrea e "malamorte" dovete fare!

Finirete all'inferno!

Avevo l'autorizzazione del santo e di don Vincenzo.

L'ho allevato come un figlio. Tu mi fai questo?

Non voglio vederti più!

Tu non sei napoletano verace. Tua madre era austriaca e pure mignotta.

- Pure la mia. - Tua madre era austriaca?

- No, mignotta. - La mano secca deve cadere su tutti voi!

- Non maledite. - E' la maledizione del santo.

Deve venirvi il ballo di San Vito per tutta la vita. Vi muoverete sempre.

- Diventerete gialli per l'itterizia. - Basta, ora esagerate!

- Che è? - San Gennaro non ti fulmina perché io sono un po' sua parente.

Ma tre sono morti e due sono in galera. San Gennaro non perdona!

Non perdona!

Io devo andare.

- Vi sentite male? - No, ho un appuntamento. Salutate Dudù.

Per fortuna io non ho partecipato.

Però per precauzione vado a casa e mi metto a letto.

Numerosi indizi e la scoperta del cadavere di un americano

annegato nelle acque del porto, fanno pensare... - Ora che succede?

Concettina, torni a casa a quest'ora?

Dove sei stata stanotte? Non voglio altri guai, già me ne dà tanti Dudù.

Farà la fine del padre, morto in manicomio.

Ti rimando a casa! Bel regalo mi ha fatto mia sorella!

Abbiamo trasmesso il giornale radio.

Non ti vergogni? Dovrei sposare una che passa la notte fuori casa?

Non ho fatto niente di male.

Ti ho aspettato alla villa. So che tu non volevi.

Ma stamattina l'americana faceva le valigie e ho avuto paura

che tu volessi partire con lei.

- Ora ti sei tranquillizzata? - Solo io ti voglio bene, dimentica quella.

Chi ci ha mai pensato? Dammi un bacio.

Sei contenta? Adesso è partita.

- E' partita? - Sì.

- Dov'è andata? - Non te lo dico sennò tu vai da lei.

Io? Vuoi sapere la verità? Stamattina mi ha invitato ad andare con lei.

Quando ho capito che c'era interesse sentimentale, sai che le ho detto?

"Il mio cuore è troppo impegnato. Prendi il treno e torna in America."

- Con il treno? - Con il treno, con il vaporetto...

- Allora perché è andata all'aeroporto? - Prende l'aereo!

Telefona a Capodichino e chiedi a che ora parte l'aereo. Mi vuoi bene?

- Sì. - Di' a Totonno, il trovarobe del Teatro San Ferdinando,

che mi serve un'auto targata Vaticano all'aeroporto

con un autista e uno vestito da cardinale.

- Ho capito, il cardinale al teatro. - No, a Capodichino!

- Tutto dipende da te. - Un bacio. - Non ora, non dirlo a mamma Assunta.

Troppo tardi, l'aereo parte tra dieci minuti.

Chiamiamo don Vincenzo.

No, dico... Non è facile fermare un aereo.

Sei sicuro? Io mi espongo e non vorrei...

Va bene, vedo che posso fare.

Va bene, don Vincenzo. Ma mezz'ora soltanto, di più non posso fare.

Attenzione!

I passeggeri del volo 114 per New York sono pre...

Non ci passi!

Che succede? Non arriva più benzina. Peppino!

Peppino!

Come? Improvvisi venti contrari?

Abbiamo ricevuto il bollettino dieci minuti fa. Vabbè, richiamo.

- Dove vai? - Di qua facciamo prima.

- Fra cinque minuti si decolla. Vengo subito. - Bene, comandante.

Attento! Il camion!

Hai avuto paura?

Calma, è un piccolo contrattempo. Tra poco l'aereo decollerà.

Attenzione. I viaggiatori del volo 114 per New York

sono pregati di recarsi al cancello 8 per l'imbarco.

Grazie a San Gennaro siamo arrivati.

- Il volo per Nuova York! - Uscita numero 8. - Grazie.

- Beh? - Scusi.

- Lì! - La carta d'imbarco.

Si accomodi.

- Dove vai? - Le valigie!

Eccole!

- Le hai trovate?- Sì.

- Eccole. - Erano bianche.

- Era buio. - Mannaggia!

Come possiamo entrare?

Tienimi la giacca.

Basta con gli scherzi, chi ha preso il berretto?

Venga con me dal comandante.

Questo signore deve riuscire. Vediamo se quella giacca è sua.

Stanno qua!

Niente!

Oh!

Stai perdendo tutto! E' un'ora che ti chiamo.

- Prendiamo lei. - Sta salendo sull'aereo. - Sgancia il carrello.

- Corri, sta salendo. - Questo affare non cammina!

Vai!

E' scesa!

Sciascillo, prendi questa borsa.

- Ladri! Ladri! - Grazie. Buona fortuna, Maggie.

Prendetela, è impazzita! Io vado a chiamare un medico.

Adesso facciamo il vestito nuovo a Napoli.

Hai visto che bestia? Per un pelo...

Ecco la macchina.

Andiamo, Sciascillo! Corri!

No, non vengo. Il santo non vuole!

- Andiamo, fetente! - Non vengo! Non vengo!

Vai, cammina senza fretta.

- Tu come ti chiami? - Aloisio.

Dammi una sigaretta.

Attento, c'è un posto di blocco. Vai piano, non correre.

Tu sorridi e benedici. Benedici sempre, hai capito?

- Era l'arcivescovo Aloisio. - Da dove viene?

- Siamo passati? - Sì.

Appena siamo fuori città, prendi l'autostrada. Andiamo in Svizzera.

Cambiamo questi in valuta pregiata e domani torniamo a Napoli.

Evita il traffico e chiudiamo le tendine. Chiudi, Aloisio.

- Hai messo tutto? Sembri un po' sguarnito. - Questo è l'abito.

Volevo un cardinale grasso e tu con 'sta faccia... Dove ti hanno preso?

All'Arcivescovado. E' venuta una donna devota, mamma Assunta.

Ci ha detto di tutti i rischi che hai corso per recuperare il tesoro.

Ti ringrazio, figliolo.

Guaglio', Dudù ha trovato il tesoro!

Dudù ha trovato il tesoro!

Il tesoro di San Gennaro!

Dudù, figlio mio, grazie!

Bello!

Visto? Mio figlio è un bravo guaglione.

Eminenza, adesso il tesoro è veramente di Napoli.

Sì, figliolo, hai ragione.

Tieni, San Gennaro. Questa è roba tua!

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