Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX
Ho cominciato da qualche anno,
lo adoro.
Cerco di fare 150 chilometri a settimana.
È tanto!
Oggi sono venuto in bici. Un'ora e mezza,
per le stradine.
Mi aiuta a concentrarmi, a calmarmi.
Al ballo, a Gondreville.
Pensavo mi avesse dimenticato.
Poi, un giorno, la trovo sul binario.
Era bella, anche più di prima... Merda.
Sei agitato?
Sì, un po'.
Le do fastidio? Posso spostarmi.
Ma no, nessun fastidio.
Ti ho visto nella serie poliziesca.
Ah, sì?
La sceneggiatura non è terribile.
E nemmeno la regia.
Gli attori...
Ma tu... tu, no. Tu sei impeccabile.
Quando vai in scena tu, succede qualcosa.
Sì, sì, è come essere con te, sembra vero.
Beh... Grazie mille, è gentile.
Vuoi ripassare il testo?
Farebbe bene anche a me.
Beh, sì, magari... Se non le dispiace. Grazie.
Allora, dimmi, ragazzo mio,
cos'è questa storia?
C'entra una ragazza?
Si chiama Marianne.
- Marianne. - L'ho conosciuta a Gondreville.
Scusa, non sono ancora riuscito a leggerlo.
Sono... No, non sono lì, sono al primo giorno...
Mi scusi.
Sono al primo giorno di riprese di Guy Marchand.
Il film, sì. Proprio quello. Esatto.
Tutto bene?
Sono lì.
Allora,
è la sequenza 34.
È il giorno dopo la caduta dal treno.
Il presidente Deschanel sta meglio,
ma è ancora in aperta campagna, dai Dariot.
E quello che vorrei, Guy,
è che, mentre parla,
si togliesse il pigiama, e si mettesse il completo
per ritornare presidente della Repubblica.
Ma di che parla, signorina?
- Devo lasciarti. - Gabriel!
Questa giovane donna, peraltro, molto affascinante,
viene da me, dal nulla,
e vuole che mi spogli.
Che cosa bizzarra!
È tutto ok?
- Sì, è tutto ok. - Si sente bene?
Sono gli altri, a essere strani.
Ha una bella faccia tosta
quella donna. Affascinante, peraltro.
Guy, quella donna è Véra. È...
È Véra Loiseau, la regista del film.
Ma...
Non ci eravamo mai visti.
Va tutto bene?
Mi sembra un po' stressato, confuso.
Ma sì, va tutto bene.
Bene, torno a casa.
Ci sentiamo, ok?
Forza.
Ecco qua.
E poi...
Di' a questa giovane donna
che ho una cena.
Guy?
- Guy? - Guy!
Vedete questa macchia?
E questa?
Sono una buona notizia.
Non è Alzheimer,
niente di neurodegenerativo.
Solo piccole tracce di lesioni vascolari recenti.
E qual è la buona notizia?
È una cosa che passa.
Guarisce da sola, con il tempo.
Ha avuto un piccolo ictus.
Un piccolo vaso si è ostruito,
e quelli vicini lo hanno sostituito.
Ma ciò ha causato qualche problema.
Per questo è stato un po' confuso.
È inquietante, lo so, ma non è niente di grave.
Perfetto!
Beh, in effetti, sono confuso...
per averla disturbata per niente.
Il medico non ha finito, Guy,
io vorrei sapere...
Ora che succede per quanto riguarda...
Ve lo dico io, che succede:
una bella dormita, una tazza di muesli a colazione,
e domani mattina,
una bella pedalata, e si gira. Di buon'ora!
È molto probabile
che si riassorba tutto in qualche settimana.
Visto?
Ma, nel frattempo,
il Sig. Marchand potrebbe avere ancora dei momenti...
di confusione.
Qualche settimana?
- Perché le settimane... - Mi dica,
ha ottenuto tutti questi diplomi?
È impressionante.
Il giro del mondo della neurologia!
- Grazie. - Bene!
La lasciamo occuparsi di chi ne ha veramente bisogno,
non sprechiamo tutta questa materia grigia fenomenale
per un malessere da nulla.
Dovresti firmarmi il rinnovo.
È già un po' tardi.
Scusa, non ho tempo.
Chiedilo a tuo padre.
Ha riflettuto sulla mia proposta?
Valuti bene le cose, e ci risentiamo. Bene.
Puoi firmare il rinnovo del mio contratto?
È meglio se lo fa Andréa.
Per evitare problemi.
Fa la stronza.
Tra un po' la finirà,
ci basta tenere un basso profilo.
Sì, ma tu non rischi niente,
nessuno vuole che te ne vada.
- Sono io l'intralcio. - Ma no, Camille.
Tranquilla, è solo questione di tempo.
- Devono digerire la notizia. - Vado da Hicham.
Io non lo farei.
È uno impulsivo, ed è arrabbiato per la storia della Adjani.
Forse posso rimediare, ma...
Sono senza contratto!
Ascolta,
di quanto hai bisogno?
Ehi, Camille!
Ma insomma, Jean Gabin, è Camille!
Camille!
Non prendertela.
Non sopporta Mathias, credo ti associ a lui!
È orribile. È come se fossi diventata un'altra,
e che nessuno mi riconosca.
Come in "l'amore sospetto."
Un uomo si taglia i baffi,
e nessuno se ne accorge.
Allora, è completamente diverso.
Per me è l'opposto.
Tutti mi vedono diversa, ma non è così.
Mathias è mio padre, e allora?
Ok, Camillette.
È come in Blade Runner,
quando capisci che anche lui è un replicante.
È un po' meno umano,
ma gli vuoi bene comunque. Come a te.
Ok.
Grazie.
Oh, no.
Oh, no.
Ah, Andréa.
Merda, sono stato dal medico...
per Guy. È una catastrofe.
Uno, due...
Porca puttana...
Ah, Andréa!
- Riguardo Guy... - Sì.
Che ci fai, qua?
Vorrei parlarti.
- Ora? - Sì.
Ok. Di cosa?
Del junior.
Eh?
Sì, lo vuoi, o no?
L'agente junior. Sembro l'unico a volerlo.
- Ti fa paura? - No.
No, non mi fa paura avere un junior... Assumere un junior.
Ok. Perché, lo sai,
il tuo parere conta molto per me.
Beh, senti...
Diciamo che non è...
in cima alle mie priorità, al momento.
Maschio o femmina?
- È lo stesso? - Sì.
Ma che cos'hai?
Niente. Lo sai, sono impermeabile.
- A me? - A tutto.
Non ti piace parlare dei tuoi problemi, eh?
Credi che ti rendano debole?
Che ne approfitterei?
Non sono così, Andrea.
Devo lavorare.
- Ciao! - Ciao.
È andata bene con Julien?
Sono cotta.
- Un bella seduta di lavoro. - Oh, sì.
Super intensa.
Che avete fatto? Dei balli? Dei movimenti?
Tesoro, non ce la faccio. Julien te l'ha detto...
Non vuole che ne parliamo.
- Non vuole che ne parliamo... - No.
Ma, intensa... in che senso?
Gabriel, la smetti?
Oh, ti sei lavata i capelli?
La smetti?
Non sono geloso.
Sei davvero fastidioso!
Va bene. Scusami se so
come funziona nel cinema!
Sai com'è, è il mio lavoro.
Anch'io sto lavorando.
Mi hai fatto avere tu questo film!
Sì, ma non perché
finissi nuda tre quarti del tempo!
Non posso crederci!
La vita e il lavoro si fondono.
È tutto scivoloso.
Non far finta di non capire.
Tu confondi finzione e realtà, Gabriel!
Non hai motivo di essere geloso!
No? E le prove che finiscono alle 2:00 di mattina?
E i messaggi nel bel mezzo della notte?
Julien, non dorme molto. Non siamo tutti come te.
Julien non dorme molto.
E il vestito scollato
per fare "solo una lettura"?
Era per la sedia?
Sofia!
Sofia!
Ciao...
- Buongiorno. - Buongiorno.
Come sta Guy Marchand?
Lui sta bene, fa come se niente fosse, ma...
il film è un disastro,
il produttore dice che vuole interrompere tutto con Guy,
la regista vuole tenerlo, ma è terrorizzata...
In breve, è... una merda.
Ma hanno rivisto il piano di lavoro?
Sì, sì, al momento girano senza di lui,
ma non durerà in eterno.
Ad ogni modo, ho ottimi feedback su Hippolyte.
Bene.
Non volevi che tuo figlio recitasse,
ma presto ti manterrà lui.
Non va bene per Guy...
Non sono sicuro che resisterà otto settimane.
Lo conosco, non si lamenterà mai,
ma ho paura che facciano fuori il mio Guy.
Per una volta, sono d'accordo con Gabriel.
Costa meno sostituire un attore all'inizio,
piuttosto che a metà film.
Forse costerà meno, ma ruoli così sono preziosi
a quell'età.
E dirgli di fermarsi,
potrebbe mandarlo in depressione.
Arlette,
sei silenziosa.
Ti abbiamo persa.
Voglio starne fuori.
Loro lo sanno.
Quindi, lascia che ne stia fuori. Jean Gabin!
Ok.
- Qualcuno mi spiega? - È una vecchia storia.
Arlette e Guy... hanno un trascorso.
Ma a lei non piace parlarne.
Bene... Ok, non è importante.
Concordo, Guy dovrebbe fermarsi.
È un rischio troppo grosso,
sia per lui che per noi.
Diglielo, Gabriel. Ok?
Bene.
Allora, dato che il nostro senior ci lascia,
accogliamo ufficialmente il nostro nuovo junior.
Non dovevi consultarti con noi?
Mi sono consultato.
E ho deciso.
Il nuovo junior è una ragazza.
E si chiama Camille...
- Valentini. - Cosa?
Alcuni candidati hanno parlato, anche molto bene...
Ma lei, no. Lei ha agito.
Ti eri candidata?
No, niente affatto.
No, ma è venuta a Parigi da sola,
si è fatta posto qui da sola,
ha lavorato mesi senza dire a nessuno chi era sua padre.
Crederci, stringere i denti, non dire niente a nessuno,
diffidare di tutti...
Le qualità necessarie per questo mestiere, no?
Quindi, benvenuta, Camille. Ora sei un'agente.
D'accordo, allora...
Anche dopo 50 anni, può fare ancora quest'effetto?
Come, scusa?
Intendevo solo... tu e Guy.
Cos'è, esattamente? Risentimento? Rancore?
- Beh, è la stessa cosa... - No, non è lo stesso.
Il rancore lo crei. Il risentimento lo provi.
E qual è, per te?
Per me, nessuno. È lui...
Mi odia ancora perché l'ho lasciato per Chet Baker.
Eravamo giovani. Io amavo la vita, gli artisti... E lui voleva sposarsi.
Non mi ha mai perdonata.
La gelosia è stupida, eh?
E se ora comincia a sbroccare...
Non ci riconcilieremo mai.
Non posso pensarci.
Allora, tu e Chet... è vero!
Mi prendi per mitomane?
Ma no, è che è assurdo... È Chet Baker!
Sì...
Eravamo a New York,
al Birdland, un jazz club dove suonava.
Mi ha vista e si è innamorato.
E poi, l'ho seguito.
Così... Si è innamorato di te... Senza riflettere, di colpo.
Sì, di colpo, senza riflettere.
Era bello... Era biondo, era famoso.
Non c'è niente di meglio dei musicisti.
E nemmeno di peggio.
Ma niente di meglio.
Per una sorpresa, grazie...
"Ecco giungere una folla,
colui che si chiamava Giuda,
uno dei Dodici, li precedeva
e si avvicinò a Gesù per baciarlo.
Gesù gli disse: Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?
- Hervé... - Aspetta, non ho finito.
Lasciami finire.
"Durante la cena,
quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda Barneville,
figlia Mathias, di tradirlo,
si alzò da tavola."
- E cosa fece? - Non lo so.
"Depose le vesti."
Mi dispiace.
È stato Hicham, io non volevo...
Ti dispiace?
Ah, potresti giurarmi
di non aver mai voluto questo posto, in fondo?
No... all'inizio, un po'.
Ma non l'ho mai detto a nessuno.
Non l'hai detto a tua padre?
No.
- L'ho accennato, ma... - Ah! Ecco,
si spiega tutto!
Ma sì! Era tutto premeditato! Eh?
- Per niente! - Certo!
Ma Mathias ha messo qui la figlioletta!
Ha influenzato Hicham! Mentre la figlioletta
cosa diceva, fingendosi mia amica?
Mi diceva di non sabotare gli altri candidati,
come una traditrice, figlia di un traditore!
Ma non è vero! Smettila!
Tieni!
Il mio sudore, il mio sangue.
Camille mia...
io ti credo.
So che non l'hai voluto.
È stato il destino a bussare alla tua porta.
E noi... Le ragazze come noi...
Non possono dire di no.
Perché non busserà di nuovo. Capisci?
Lo sai...
La storia di Christophe Lambert...
Non ci ho mai creduto.
O meglio, cerebralmente sì, ma...
non qui,
nel profondo.
Ho sempre saputo che...
c'era qualcos'altro,
di più profondo, che un giorno ci avrebbe avvicinate.
Come una famiglia.
E questo cos'è?
Puzza...
Ci hai pisciato sopra tu?
Oh, merda,
Jean Gabin è incinto! Questa sì che è buona!
Dove l'ha trovato? Di chi sarà?
Beh, di...
Sofia?
- Ah... - Camille?
Noémie?
- Un'attrice? - No!
Ti immagini? Un'attrice che viene da noi a pisciare
sul suo test...
Sì. In ogni caso,
solidarietà femminile.
Sai come si dice: "Test buttato, affare complicato!"
Acqua in bocca.
Non sapevo si dicesse così.
Ogni donna a cui cammino dietro, per strada,
crede che la stia seguendo.
E ha ragione!
Come va, Guy?
Ah, Gabriel...
Ciao.
Ciao.
Bene, io... vado nel mio ufficio.
Vieni, Gabriel?
- Parlavate di me! - Ma, no.
- Sì, sì... l'ho visto. - No,
parlavamo di me,
stavo dicendo ad Arlette
che ho voglia di mettermi a suonare l'ukulele.
Starà pensando: "Povero Guy, sta dando i numeri".
No, per niente,
al contrario, qui la adorano tutti.
Tutti dicono che sono finito.
So come funziona.
Stamattina avete fatto una riunione
per valutare i danni.
Ma, no... Usa troppo la fantasia.
Non sono un novellino.
E, comunque, me ne frego di quello che dite,
se mi è chiara una cosa, è che farò questo film.
Ecco, per l'appunto...
No,
Niente "per l'appunto".
Lo voglio fare, lo posso fare, lo farò.
Lo capisco, ma se il problema si ripresenta?
Come farà?
Sono sopravvissuto al mio caro Pialat.
Al confronto, questo non è niente.
Cin cin.
Al nostro primo incontro qui in famiglia.
Il lato positivo di questo coming out.
Camille.
Volevo dirti che... Io credo in te, scema.
So che hai quello che serve.
Ah, sì, di sicuro.
Fare casino ovunque è da me.
- Mi riesce bene. - È vero, ma non parlavo di questo.
So che sarai una grande agente.
Dico davvero.
Guarda Andréa, mi trovo bene con lei, mi piace molto,
credo sia una donna fantastica. Ma la verità è che
gli ultimi casting li ho fatti grazie a te.
Non è vero, sei tu che hai ottenuto quei ruoli.
Sì, d'accordo,
ma senza di te non avrei potuto averli.
Quindi...
Camille,
vuoi essere la mia agente?
Questa è...
Hippolyte, sei ubriaco. Non fare promesse che non puoi mantenere.
Non sono ubriaco,
sono molto serio.
Non lo so.
È un po' presto, no?
Assolutamente. È troppo presto.
Non ce l'ho con te, sei bravissima,
ma è troppo presto.
No, visto che le hanno dato il lavoro.
Ha deciso tutto Hicham Janowski!
E lui non sa niente!
È assurdo.
Puoi passare giornate intere
a difendere i tuoi talenti...
ma credere in quello dei tuoi figli è impossibile, per te.
Passiamo la vita a fare tutto per gli altri...
A riparare quello che non va,
salviamo loro la vita di continuo...
E loro? Mai un buongiorno, mai un grazie.
Ma, presidente, è uguale.
Stop!
- Fantastica! - Ottima scena.
Bellissima! Stupenda, la adoro!
- Tutto bene, Guy? - Certo.
Possiamo chiedere una pausa.
Ma no, continuiamo finché siamo caldi.
Ok.
Bravo, Guy. Che ruolo formidabile.
- Elisabeth Lecoeur, France 2 Cinéma. - Incantato.
Gabriel Sarda, il mio agente.
Ci siamo già incontrati.
È France 2 che finanzia il film.
Esatto. Ci crediamo molto.
Lo spero bene, sono i vostri soldi.
Grazie.
A tra poco.
Ecco, ha conosciuto Guy Marchand. Un vero spasso.
È proprio un bel film,
ho adorato da subito la sceneggiatura.
Sì, è vero.
Abbiamo una giovane regista con un gran talento.
E Julien Doré? Come sta?
È molto agitato?
No, perché?
La commissione deciderà domani.
Se finanziare il suo film.
Ora sono io, quello agitato.
Ma no, non deve.
Non posso parlare!
Bene...
- Va di fretta? - No.
Allora, posso invitarla a pranzo?
Guy, mi scusi, la disturbo due minuti.
Volevo dirle...
Non voglio farla preoccupare,
ma oggi riceveremo una visita imprevista sul set.
Sì, ho visto, la donna di France 2. Affascinante.
No.
No, è il Sig. Tubman, dell'assicurazione.
Viene a vedere se va tutto bene, se lei è idoneo a girare...
Beh, è normale. Che venga pure.
Si può fare? Guy... si sente bene?
Assolutamente.
Se no, posso fingere un problema tecnico, e...
Ma no, ma no. Andiamo.
Andiamo! Venga.
Mohammed Ali e Fred Astaire in un solo uomo.
Eh?
Ok, a tra poco.
Caroline!
Sì, Guy? Tutto bene?
Può chiamare il mio agente?
- Gabriel Sarda? Sì, lo chiamo subito. - No, no!
Non lo stagista. Il mio agente, Samuel Kerr.
Arlette?
- Ti disturbo? - Oh, no, dolcezza,
tu non disturbi mai.
Stavo riposando gli occhi.
Guy Marchand ha chiesto di vedere Samuel.
Ahia...
È ancora in tilt?
Sì, ho chiamato Gabriel, ma non risponde.
E dato che tu conosci bene Guy, pensavo...
Ok.
Che resti tra noi, ma...
Adoro il progetto di Julien Doré.
Sì, è fantastico.
Ma non sono obiettiva,
sono una fan di Julien Doré dal primo giorno.
Ha cantato "Mourir sur scène"
su un pianoforte. Ricorda?
Certo.
- Beh, non è morto. - No!
Che fortuna!
Ma questo film è un'altra cosa.
È a un livello superiore, è bello. Di una maturità...
È maturo, molto maturo, è...
D'altra parte...
Sì, insomma, dato che il film si spinge abbastanza lontano...
non rischia il divieto per i minori di 16 anni?
Non la seguo.
Non c'è niente di esplicito, no?
Beh, un po'. Non so come lo girerà, ma...
Sa, la scena in cui lui...
Ha presente?
Sì, la scena in cui... quella in cui lei gli taglia... il coso.
No?
Non la ricordo.
Beh...
È... Lei... No?
Forse non abbiamo la stessa versione del copione,
non saprei, può essere. Io...
Mi scusi per la gaffe.
Spero non sia normale che gli autori
ci mandino una versione edulcorata del copione.
No, niente affatto.
Non credo, certo che no...
Cos'è questa scena?
Beh, è quella in cui loro sono inseguiti
dalle volpi e dai cervi, e vanno al lago.
- Sì... - Ok, lì c'è una sequenza
abbastanza violenta.
È lì che lei decide di tagliargli...
sì, le taglia il coso.
E, quindi, c'è sangue ovunque,
attira anche gli animali... Poi, lei lo prende,
e lo arrostisce su...
una specie di barbecue,
e poi... lo mangia.
- Salsiccia con il purè? - Per la signora.
Prego.
- Buon appetito. - Grazie.
Dov'è il cascamorto? Tu lo vedi?
Camembert, Saint Nectaire,
Saint Amand, Cantal, formaggio di capra...
Non male questa mensa, no?
Sì... siamo fortunati.
Mi passa il pepe, per favore?
Sì.
Grazie. No, il pepe.
Questo è il pepe.
Scusi, ero distratto.
Non si preoccupi, capita.
Certo. E la sua piccola assenza? È passata?
Un allarme. Un allarme senza futuro. Anche quello, capita.
Certo. E si ricorda cos'è successo?
Ah, lei è divertente!
Vuole che mi ricordi di un'assenza?
Cos'è, una trappola? Come il giochetto del pepe?
Ma no, è solo una domanda...
E, dopo l'attacco, ricorda qualcosa?
Ricorda quando è tornato in sé?
Cosa c'è?
Posso aiutarla?
Jean Gabin!
Non potevi trattenerti!
Ti piace tanto il burro, eh?
Di' grazie a Guy per averci pensato. Ti vizia sempre.
Sono 50 anni che lo fa.
Tutto per cercare di conquistare la padrona.
Sono una vecchia amica.
Arlette Azémar.
Accompagno Guy sul set.
Arlette Davidson.
È il mio soprannome.
Formaggio?
No, grazie.
Non valeva la pena agitarsi.
Sì, ma comunque...
Allora, io vado.
Facciamo la scena seguente!
Scusa per il cane, non sa le buone maniere.
È davvero un bravo cane.
Ha talento.
- Già. - Un po' come la padrona...
Un po'.
Grazie di essere venuta, Arlette Davidson. Grazie.
Di niente, era scontato.
Sig. Barneville?
Sylvie Dujol, dell'agenzia Ovest Immobiliare.
- Ah, sì... buongiorno. - Buongiorno.
- I signori sono incantati! - Esattamente.
È davvero bella.
- Ci piace molto l'atmosfera. - Grazie.
È quello che cerchiamo.
È stato felice, qui?
Sì.
Molto.
Bene. Non la disturbiamo oltre. Allora...
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Arrivederci. - Grazie.
Buona serata.
Air Paris prevede alti livelli di polveri sottili sulla regione...
una Madeleine degli anni '80.
Qualche nota musicale famosa quasi quanto Beethoven.
Non trascuriamo le cose semplici.
Questa dolce musica di Pierre Bachelet,
è il simbolo di una pubblicità. E il marchio l'ha sfruttata bene.
Va bene. La rimettiamo per chiudere in bellezza.
C'è qualcuno?
Ah, sei lì.
Scusa, scusa, passavo di qua, e...
Che succede?
È la vendita della casa?
No, no.
No, non è niente. Non è niente, è...
Dimmi cos'hai, Mathias.
Ho incontrato dei possibili acquirenti.
Erano giovani, e...
erano come noi, una volta.
I Vasselot?
Cos'hanno detto?
Credo fossero interessati...
Avevi detto che eri d'accordo, Mathias.
Sei stanco?
Non posso più...
- Non ce la faccio più. - Ma, sì.
Mi padre diceva... "La vita è un lungo bastoncino di merda".
Scusami, però anche tuo padre era uno stronzo.
E se fosse vero? Forse...
Perché...
È troppo dura.
Tesoro.
Tesoro.
Che ci fai lì? Mi stai aspettando?
No, sei tu che continui a passare. Non è colpa mia.
- È il mio ultimo giro. - Aspetta.
Un minuto.
Devo chiederti una cosa.
Cosa?
Un drink. Quando vuoi tu.
L'ultima volta che ti ho vista, sei corsa via.
Stavolta, sei corsa via... ma sei tornata di corsa.
Facciamo progressi, no?
Perché vuoi vedermi?
Per parlare. Tutto qui.
Certo.
Credi che non ti conosca?
Appunto, mi conosci.
Per questo, voglio parlarti.
Vuoi vedermi di nuovo, poi vuoi...
sedurmi di nuovo, mettermi in imbarazzo di nuovo...
e farmi soffrire di nuovo.
- Non è più possibile. - Sono incinta.
Cosa?
Sei l'unica persona a cui avevo bisogno di dirlo.
Ma...
Ho delle cose da fare.
Devo fare la doccia.
Domani? Puoi?
O dopodomani?
O dopo-dopodomani?
Vado a Londra a sbrigare le pratiche per il divorzio.
Hai quattro minuti, bastano?
Sì, sì. Anche meno.
Ottimo, perfetto. Dimmi.
Così cominciamo male.
Non accetto il posto di agente junior.
Ripeti, vediamo se ho capito bene.
Ci ho riflettuto bene. Non posso accettare.
Dunque...
rifiuto la promozione, ma, ovviamente, grazie lo stesso.
È che... credo che per me sia meglio
restare l'assistente di Andréa, per il momento.
Come prima.
Ti rendi conto di cosa dici?
Sì. So che può sembrare strano,
ma... davvero, non ci ho dormito per due notti e...
so qual è il mio posto, per ora.
Ah, no. Chiaramente, no.
Eh? Come?
Non c'è un "prima".
Non hai capito.
Un'azienda è come un treno,
non passa due volte.
- Sai come dicono a Londra? - No.
Up or out.
Che vuol dire?
Che accetti il lavoro. O quella è la porta.
Dormi?
- Ciao, mamma. - Che succede?
Ti ho svegliata... Scusa.
È ancora tuo padre?
No, non è lui, sono gli altri... È un inferno.
Sono gelosi della tua promozione.
Li metti in ombra, è chiaro.
No, mamma, non ho ancora iniziato.
Non mi parlano più.
Hervé neanche mi guarda più,
mi chiama Giuda...
Andréa mi urla dietro quattro volte più di prima.
In ufficio, mi fischiano le orecchie, mi viene da vomitare...
Non ce la faccio più.
Oh, tesoro mio... Non piangere!
Non so che fare.
Non piangere!
Sì, ma, mamma...
Non piangere, Camille!
Ok, ok.
Ora ti dico cosa farai, ok?
Torni qui senza pensarci troppo.
Non ci si può ridurre così per un lavoro!
Il lavoro non deve essere una tortura, figlia mia!
Certo che no. Io stavo benissimo,
poi arriva lui, e fa il suo annuncio ad effetto.
Torna, te lo dico io.
La barca sta per naufragare,
e io non ti lascerò colare a picco!
Ascolta la mamma, che ti ha fatto, Camille:
Torna! Ti pago il biglietto.
Ti tiro su io! Vedrai, mangeremo pomodori,
andremo al mare... Eh?
Forza.
Buonanotte.
Qual è la scena? Siete tu e Guy?
Sì. Sì, esatto.
Io faccio quello che aiuta il presidente quando cade dal treno.
Sta per tornare a Parigi,
parliamo di questioni di cuore.
- È pronto, Guy? - Certo.
- Vuole un caffè? - No, no,
sono pronto, andiamo.
Bene, andiamo. Hippolyte, per favore.
- Andiamo. - Sì, scusate.
Sbrighiamoci, per favore.
Silenzio, facciamo una prova.
Silenzio!
Forza, provate.
Comunque, volevo dirle...
Questa ragazza...
Si chiama Marianne.
Non so altro.
Abbiamo ballato una volta,
al ballo di Gondreville.
Poi, mi ha dimenticato.
Ehm, Guy... Stai dicendo la mia battuta.
Poi, un giorno, ero lì...
- Guy? - Fuori.
Lei aspettava il treno.
Guy?
Mi ha riconosciuto. Mi guardava, la guardavo.
Era bella,
più bella di prima.
Oh, merda...
Non ho osato attraversare.
Vi ho sorpresi, eh?
Volevo farvi rilassare.
Non conoscete lo scambio delle battute?
Fa prendere confidenza con la scena.
- Ok... - Su, rifacciamola
- per davvero, adesso. - Ok, d'accordo.
- Siamo caldi. Possiamo andare. - Aspettate...
Possiamo continuare così?
No, ma era uno scherzo... so le mie battute.
Sì, lo so, ma voglio vedere cosa ne viene fuori.
Hippolyte, puoi dire le battute di Guy?
Ehm... no...
- Sì. - Ok.
- Sì? - Sì.
Perfetto! Ricominciamo così.
Aspetta... Vuoi che
- ci scambiamo... - Si chiama Marianne.
Ok, è partito, va bene.
Mi ha riconosciuto,
mi guardava, la guardavo.
Oh, era bella!
Era perfino più bella di prima... Sì.
Non ho osato attraversare.
Tornerà, vedrà.
Riprenderà quel treno.
E cosa potrei dirle?
Non lo so. Cosa vorrebbe dirle?
Beh...
"Buongiorno,
si ricorda di me?"
Oh, no.
Mi scusi, ma per sedurla,
non deve subire, deve offrire.
Va bene, allora, le direi:
"Buongiorno, mi ricordo di lei".
Meglio. Molto meglio!
Sì.
"Abbiamo ballato l'estate scorsa,
ma, ora, è ancora più bella.
È sorpresa, lo so.
Non lo sa ancora, ma mi stava aspettando.
E qua,
su questa banchina, è il momento.
Allora, cogliamo questo istante.
Perché tutto passa così in fretta..."
Tu sei stupenda...
sei una donna stupenda, a tutti i livelli.
E io, invece...
Come dire... non avrei mai sognato di avere una donna come te.
Allora, io...
Stai perdendo la testa.
Sì, sto perdendo la testa.
Scusa.
Mi dispiace, ti prometto che farò attenzione.
Mi fa piacere che te ne accorga.
Quindi, ti lascerò lavorare tranquilla,
e soprattutto...
Smetterò di romperti le palle per "Tu-Sai-Chi".
Chi?
Beh... Lo sai.
Gabriel, ora non puoi più dire il suo nome?
Beh, visto che lo sappiamo tutti e due, non serve.
Bastardi! Figli di puttana!
Che succede?
France 2 ha negato il finanziamento.
Come? Perché?
Perché no, su tutta la linea!
Me l'ha detto la mia produttrice,
non ci daranno niente!
Vuol dire che è finita?
Non è possibile! Ci sarà stato un equivoco.
È quella stronza di Elisabeth Lecoeur
che ha mandato tutto a puttane!
Ah, sì?
Merda...
Sostiene che ci sia della "penofagia nascosta"
nel mio film! Assurdo!
Cos'è la "penofagia"?
Non esiste, ma voglio darti un'idea,
ho fatto greco a scuola:
"Peno-"... pisello,
cazzo... "-fagia", mangiare! Dove l'ha vista?
Non lo so, non è possibile.
No, aspetta,
fammi controllare, è troppo assurdo...
"Penofagia."
- Nessun risultato per penofagia. - Ecco,
ma no, non esiste.
Ma certo che non esiste!
Hai visto della penofagia nascosta nel mio musical erotico?
- No. - Certo che no!
Merda.
Siamo finiti nella dimensione
di chi legge cose inesistenti,
e ti rovina tre anni di lavoro in una cazzo di mattina!
Merda, non è vero...
Ascolta, ci sono altre soluzioni, ok?
Ci sono altri modi per finanziarsi.
Ma, sai una cosa? Mollo tutto, invece.
Basta. Mollo tutto, è finita. Mi arrendo.
Ma no, Julien, ma no...
Merda.
È stato bello.
E inaspettato.
Anche per me.
La mossa di scambiarsi i ruoli
era uno scherzo, davvero.
- Guy? - Sì?
- Possiamo ricominciare. - Arrivo.
Beviamo qualcosa insieme, dopo?
D'accordo.
Guy?
Sì.
C'è un bel locale, qui vicino.
Alle 22:00. È troppo tardi?
No.
Non è troppo tardi.
E io prendo...
- Un Bloody Mary. - Sì.
- Grazie. - Sei sicura?
Beh, sì. È fresco, è buono.
Anche a piccole dosi può far male al bambino.
Non c'è ancora nessun bambino.
E neanche un padre, immagino.
È stata una cazzata.
Una cosa a tre durante una serata...
Tutto qui, una cosa improbabile
che non si riprodurrà.
- Cosa? - Scusa, ma hai sentito che hai detto?
"Non si riprodurrà."
Sì, ok...
Non male.
Tu hai ripreso la psicanalisi?
Sì.
Dovevo analizzare un po' di cose.
Ma... allora, sai già che non lo terrai?
Non posso tenerlo.
Dove lo metterei? Ci pensi, al poveretto?
Beh, se ce la fanno gli altri...
Grazie.
Grazie.
Grazie.
Quindi, riassumendo:
mi hai fermata mentre correvo per dirmi che abortirai
dopo un'improbabile cosa a tre?
Per questo, ti servivo.
Non mangiarlo. Non sai se è pulito.
Hello, hello! Come va, Martello?
Passavo di qua, vi ho viste, e sono entrato.
Ah, ciao.
Mi presenti la tua bella amica?
No, Hicham, non siamo al lavoro.
È un incontro privato.
Ottimo! Mi presenti la tua bella amica privata?
Bene... Hicham Janowski.
- Colette Brancillon. - Incantato.
Hicham è il nuovo socio maggioritario di ASK.
Non le piace dire "capo".
A domani, in ufficio.
No, vi lascio...
- No, resta! - Dovete parlare...
No, resti, Colette. Tolgo il disturbo.
È stato un piacere.
Passate una bella serata.
È lui il padre?
Sottotitoli: Valeria Abate
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.