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NORMAN THAVAUD L'ARTISTA
Siamo in orario?
- Sbrighiamoci. - È anche lontano.
Poi ci sarà traffico.
Con lo scooter di Gabriel, nessun problema!
Hai dimenticato di firmare...
questa.
Fatto.
Benissimo... Lì!
- Merda! - Nessun problema.
Andiamo. Bene!
Tieni.
- Buona fortuna! - Grazie.
In bocca al lupo!
E risponde "crepi".
Andrà bene. Devi solo respirare.
Apertura porte.
Non serve a niente essere nervosi.
- Sei tu che mi innervosisci. - Scusa.
Io non sono affatto nervoso.
Chiusura porte.
- Va bene? - Sì...
- Continuo? - Norman, deve mettere la seconda.
Sì...
Quella è la quinta! Mani sul volante!
Respiri...
Non si preme
su freno e acceleratore insieme!
Norman, la prego.
Aprile...
Non ho più niente.
Maggio, con tutti i ponti, è completo.
Ho qualcosa.
- Il 16 giugno. - No, è troppo tardi.
È la terza volta che viene bocciato. La prego...
No, mi dispiace.
Il mio cliente deve fare il prossimo film di Jacques Audiard.
Per lui è una grande opportunità.
Sì, i miei figli me ne hanno parlato.
In genere non fa video comici su Internet?
Esatto.
Ecco perché è un momento importante per la sua carriera.
Nel film lui fa un tassista giovanissimo
il cui padre è stato ucciso. Cerca di vendicarsi
e il 60% del film si svolge nel taxi.
Le riprese iniziano tra 15 giorni.
Allora posticipatele!
Ma è tutto pronto, la scenografia, gli attori, i tecnici.
Tutto.
Tranne il sig. Thavaud, a quanto pare.
Se lei potesse fare un piccolo sforzo
e anticipare un po'...
Possiamo invitarla sul set del film per ringraziarla!
No, mi dispiace.
La regola vale per tutti.
Io ho aspettato per il mio permesso di soggiorno.
Ogni volta che andavo in prefettura,
mi dicevano di tornare.
Ho aspettato per dieci anni, ma alla fine,
ho avuto il mio permesso.
Mi dispiace, ma due mesi sono troppi!
Un altro potrebbe sostituirlo.
Mi sta dicendo
che un film conta più di un permesso di soggiorno?
Che il sig. Thavaud si arrabatta più di me?
Niente affatto.
Bene...
prende il 16 giugno o no?
Vai via senza mangiare niente?
Mamma, sono in ritardo.
Camille, siediti e mangia qualcosa.
- Grazie. - Bene.
Ma chi ha pettinato Vanessa Paradis?
Sembra una pecora, guardala.
È orrenda.
L'acconciatura non si discute col proprio agente?
Non necessariamente, mamma.
Mathias è gentile con te?
Sì...
Va molto meglio.
Ci vediamo fuori dal lavoro, a volte pranziamo insieme.
Mi ha comprato una lampada.
Bella, no?
È facile fare regali quando si è ricchi.
Mamma! La tua candela alla lavanda la accendo tutte le sere.
Avrei dovuto fare più figli,
almeno ne avrei avuto uno a casa.
Sai una cosa? Se diventerò agente,
ti prenderò come attrice drammatica.
Perché hai qualcosa...
Ok.
Fa' attenzione in bicicletta!
Sta' tranquilla.
- Lei non è un contabile? - No, sono un attore.
Allora chieda alla reception.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Ti avevo detto che la mamma sarebbe venuta?
Credo di sì. Quando?
È arrivata ieri.
Pensavo, se pranzassi con lei qui vicino,
tu verresti?
Non ho tempo, Camille.
Domani? O venerdì? Resterà una settimana.
Buongiorno.
I contratti sono arrivati?
Ti prego. Mi farebbe così piacere. E anche a lei, lo so.
Non farmi gli occhi supplichevoli.
Domani, ma solo un caffè.
Aymeline Val è qui. La faccio entrare?
Sì.
Aspetta...
Ho qualcosa tra i denti?
- No. - Ok. Che c'è?
Credevo fosse un incontro di lavoro.
Non è una scusa per avere del croissant tra i denti.
E poi, non mi piacciono le modelle. Sono troppo... belle.
- Ok, puoi farla entrare. - Bene.
Grazie di essere venuta, so che non è facile per lei.
Poi in piena settimana della moda, con le sfilate...
Io non sfilo.
Mi scusi, credevo che, essendo una modella...
Non sono una modella. Mi pagano per indossare degli abiti.
Però è comparsa su molte riviste.
Semplicemente collaboro con artisti fotografi.
Certo.
Fumi pure.
Adesso che si fa?
Intanto apriamo le finestre.
Per evitare che scatti l'allarme antincendio.
Poi, parliamo della sua carriera.
Infine, di quello che potrebbe fare.
Ho già un agente per i miei contratti.
Per degli spot. Io non voglio parlare di questo,
ma di collaborare con degli artisti.
Veri artisti.
Persone che hanno qualcosa da dire,
con una visione del mondo speciale,
che non mettono la loro creatività
al servizio di prodotti senza interesse.
L'ho vista nel cortometraggio di Thomas Tassin.
Lei è una vera attrice, Aymeline. Non un appendiabiti.
Hai saputo qualcosa per Norman?
Sì, ci vogliono due mesi...
Merda.
Però, c'è Julien Doré che verrà per parlarmi del suo film.
Voglio assolutamente presentartelo.
- Julien Doré? - Julien Doré, il mio Julien Doré!
Il mio cliente.
Si tratta del suo primo lungometraggio, una commedia musicale.
- Carino. - Con lui e Charlotte Le Bon
come protagonisti.
Aspetta, vieni qui!
- E cerca una cantante. - Davvero?
Per fare la colonna sonora.
- Ci sono dieci pezzi. - Charlotte Le Bon non canta?
Assolutamente no, è una campana stonata!
Mentre tu, amore mio,
canti divinamente.
E poi sta per arrivare.
- Quando, adesso? - Sì.
Gli ha detto che sono la tua ragazza?
Certo che no!
Gli ho detto che sei una cliente dell'agenzia.
- Ok. - Sofia.
- Sì? - Se vuole vederti,
è perché si fida di me, non per farmi un piacere!
Quindi, niente paura.
- Ok. - Solo... Capito?
Ok. Aspetta, gli hai detto che faccio la centralinista?
Certo che no! Io proteggo la tua credibilità!
- Ok. - Ecco cosa farai:
siediti sul divano, tranquilla,
tipo... Sono un'attrice in attesa,
Sì, così, tranquilla.
Ti piace Julien Doré?
Lo adoro!
Sto per avere una crisi cardiaca, tanto mi piace!
- Ciao, Julien. - Ciao, Gabriel.
Ho pensato a una nuova ambientazione per la fine del film.
Vorrei che mi dicessi che ne pensi.
Finire in un fiume, mi sembra riduttivo.
È troppo stretto, capisci?
Prendiamo qualcosa di più potente,
pensavo a qualcosa tipo...
tipo l'oceano.
Certo.
Prima di parlare del film, che è la cosa che più mi interessa,
volevo presentarti Sofia Leprince, che è qui di passaggio.
Eccola.
Allora, Sofia è un'attrice, ma è anche una cantante.
Sono una cliente di Mathias.
Quindi ho pensato che potrebbe andar bene
per la tua commedia musicale.
Erotica.
In ogni caso, ha una voce sublime e vorrei che la sentissi.
Non ho mai registrato da professionista, quindi...
Nessun problema, non cerco gente conosciuta, al contrario.
Cerco soprattutto una voce
che si adatti all'universo vegetale e sensuale che ho in mente.
Tonalità gravi che ricordino le radici della terra e poi acuti
che ricordino l'acidità delle foglie.
Capisci.
Insomma, avrai capito
che la natura è molto presente nella sua commedia musicale.
Erotica! Commedia musicale erotica.
Sofia, la stavo cercando.
Buongiorno, Julien.
Spedisca questa tramite DHL, è urgente.
E lui è il tuo agente?
Sì.
È un po' particolare con i suoi attori.
Sì, è...
È uno scherzo tra di noi! È una mia battuta.
"Mandi questa con DHL, è urgente!"
Già...
Mathias scherza sempre!
Sì.
Dovrò aspettare un altro anno e mezzo per rivederla?
Ok. Chi chiama chi?
Ormai sa dove trovarmi.
Chiami pure me.
Hicham Janowski, sono il nuovo capo.
Scelga lei. È la migliore.
Non ho ancora deciso. Lei è agente?
No. Si occupa della contabilità. La accompagno?
E dei regali di benvenuto.
- Chi è? - Aymeline Val.
Arrivederci.
Dato che sei nuovo qui, cominciamo dalle basi:
le clienti non si rimorchiano mai.
Volevo solo accoglierla calorosamente.
- Certo. - Calmati.
Stavamo solo parlando. Qual è il problema?
È un talento ancora in erba.
Sono mesi che aspetto di avere un appuntamento,
perché essendo una modella, è sempre in giro.
La cercano tutti gli agenti di Parigi.
Insomma, mi sono impegnata molto. Credo in lei.
E non voglio che tu mandi tutto il mio lavoro all'aria.
Non mi inganni. Vuoi rimorchiarla anche tu.
No, è solo lavoro.
Vorresti dirmi che non ti piace?
Certo che mi piace, altrimenti non vorrei rappresentarla.
Ma non voglio saltarle addosso. Capisci?
Questa è la differenza tra noi due.
- Mi sono sentita ridicola. - Ma no.
Sì, invece.
- Lo conosco bene. - È stato...
Cos'era questo incontro con Julien Doré?
Julien cerca una cantante per il suo film.
Vuole fare la cantante o l'attrice?
- L'attrice. - Ma sa anche cantare.
Mi farei conoscere.
Può anche bruciarsi ancor prima di cominciare.
Questo mestiere odia la gente che fa più cose insieme.
Gabriel è innamorato, la crede capace di tutto.
Restiamo realisti e non disperdiamoci.
Si concentri sul suo mestiere di attrice.
Mathias è un agente pragmatico, senza molta immaginazione.
È molto bravo a negoziare i contratti, ma non ha mai scoperto nessuno.
Allora restiamo curiosi, svegli e aperti alla vita.
E vediamo cos'ha da proporci Julien.
ASK, buongiorno.
Credo di aver risolto per Nathalie Baye.
Molto bene.
Qui c'è il piano di lavoro di Xavier Beauvois.
Lì, quello di Tonie Marshall.
In rosso, i giorni di Nathalie Baye.
Si incastrano perfettamente.
Nathalie può inserire Marshall subito dopo Beauvois.
Ho fatto un retro-planning. È tutto ok.
- No, non funziona. - Invece sì.
Guardi lì.
No, non va bene!
Poi la smetta di fare così.
Si è pentito?
No. Ora stiamo lavorando, va bene?
A Nathalie servono due settimane tra due riprese.
Ha detto di no, quindi non è pentito?
Mi ascolti, Noémie, preferirei non parlarne qui.
Non adesso.
- Allora più tardi? - Non so, vedremo.
Bene. Non si preoccupi, Mathias.
Ci penso io.
Troverò una soluzione.
Vieni, ti presento agli altri. Vedrai...
- Ti prendo la valigia? - No, ha le rotelle.
Ok. Lei è Sofia. La centralinista.
- Come stai? - Bene.
Lui è mio figlio, Elvis. Resterà qui per una settimana.
Una settimana a Parigi, tra uomini. Non è fantastico?
Sì.
Vivi a Londra?
Sì.
- Dille a che scuola vai. - Alla scuola francese.
È una delle migliori.
- Andiamo nel mio ufficio. - Ok.
Hai fame? Vuoi un hamburger o una pizza?
No, grazie. Posso chiamare la mamma?
Le hai parlato nel taxi. La chiamiamo dopo, ok?
Non ti ho detto!
Ho preso due biglietti per andare allo stadio.
Eh? Qui, siamo a...
Parigi.
Ma non andiamo a letto troppo tardi.
Ogni sera spettacoli, anteprime,
l'uscita delle accademie teatrali.
Tutti i giovani attori che cadranno ai miei piedi, quando sarò agente.
Ora sono tranquilla.
Il futuro del cinema francese è in buone mani.
Non dimenticare che il 50% degli attori sono attrici.
Non hai chiesto il mio parere.
- Credi che non dovrei candidarmi? - Non lo so.
Devo rifletterci.
Ti ricordo che sono rimasto alla scuola guida fino a tardi.
Ho qualcuno per scambiare con Norman,
quindi ho risolto tutto.
Che c'è?
Per me va bene, finché resti il mio assistente.
- Come si chiama? - Violaine.
- Ha chiesto dei soldi? - No. Solo un selfie.
È pazza di te.
Quando ripeto l'esame?
Domani pomeriggio, dopo l'incontro con Audiard.
Splendido.
- Buongiorno, Norman. - Buongiorno.
È lì, eccola.
È il giorno più bello della mia vita.
Grazie, sei carina.
Questo e quando ho tolto l'apparecchi dai denti.
Grazie davvero. Mi hai salvato.
Ok. Facciamo questa foto.
Un sorriso. Cheese.
- Ecco fatto. - Grazie.
- Possiamo farne un'altra? - Certo.
- Posso toccarti i capelli? - Sì, vai.
Ok.
Ecco.
Così.
Ok.
Piano.
Ancora una.
Sì.
Ok. Basta così!
Ok!
Violaine, basta così. Grazie mille.
La accompagno. Da quella parte.
Arrivederci, Norman.
Sì, grazie.
Andiamo.
Di là.
Bene.
Qualcosa non va?
No. Vorrebbe un souvenir.
Dice che altrimenti non farà lo scambio.
Che cosa vuole? Una penna? Un biglietto?
No. Una cosa più personale.
Col sig. Decoin è un po' come il gioco del gatto col topo.
- Ascolta... - Salve a tutti.
Buongiorno.
Sì, la richiamo.
Lui è mio figlio Elvis. Resterà qui tutta la settimana.
Questo week-end compie dieci anni, quindi si festeggia.
Vero, piccolo?
- Sì. - Ok.
Loro sono gli assistenti. Chiedigli quello che vuoi.
Sono qui per questo. Chiedi qualcosa.
Non mi serve niente.
Devi voler qualcosa, è il tuo compleanno.
Andiamo, forza.
Voglio tornare a Londra.
Merda, Elvis!
È la mia settimana!
Sei con me a Parigi! È così e basta!
Mi piacciono i laser game.
- Cosa? - I laser game.
Bene!
Faremo un dannato laser game. Chi ci pensa?
Ci penso io.
Non puoi giocare da solo. Chi vuoi invitare?
Ferdinand ed Elliot, ma sono a Londra.
Li faremo venire per il week-end. Camille?
Due biglietti andata e ritorno per Ferdinand ed Elliot.
Grazie.
- Sei matta? - Perché?
Finirai per fare la baby sitter. Non ti rispetteranno più.
Io tengo le distanze se voglio diventare agente junior.
Non voglio essere lo schiavo di nessuno.
Hicham non ama i deboli.
Il bambino mi ha fatto pena. Vado a pranzo.
Con Hippolyte Rivière?
No, con mia madre. La porto al Grand Colbert.
Vengo con voi, mi è venuta voglia di tartare.
Ho bisogno di ferro.
Vorremmo restare un po' da sole.
Non ci vediamo da tanto.
Un'altra volta in settimana!
Avrai la mia anemia sulla coscienza.
A che ora viene?
Si è dimenticato? O non vuole vedermi.
Mamma, ha detto per il caffè.
Ok?
Non ho fatto la ricrescita.
Aspetta.
Non hai capelli bianchi. E non è un incontro galante.
Non voglio che pensi che sono invecchiata.
Sono passati almeno otto anni.
- Non è possibile. - Questo prodotto è fantastico.
Ecco.
Ho bisogno di bere qualcosa. Mi scusi!
Sono invisibile? Mi scusi!
Eccolo.
- Non è cambiato. - Neanche tu.
Ok.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Non vi date la mano?
- No. - No.
Scusa.
Siediti.
Devi essere molto impegnato.
Capirai!
- Il signore pranza? - No, grazie. Solo un caffè.
E un bicchiere di vino rosso.
- Ci penso io. - Già.
Ora pensi a tutto tu.
Bene.
È così.
Meglio tardi che mai.
Noémie, c'è Catherine Barneville che vuole vederti.
Ah, sì?
Dille che Mathias è a pranzo.
- Vuole vedere te. Vieni? - Aspetta.
Dille che sto finendo una cosa urgente.
Ma quella è fuori di testa!
Questa è la segreteria telefonica di Mathias Barneville.
Lasciate un messaggio. Richiamerò appena possibile.
Pronto, Mathias? Sono Noémie.
C'è sua moglie qui. Sa di noi due?
Non so cosa fare. La prego, mi richiami.
Merda, ora che faccio?
Sì, l'ho ricevuto.
Noémie! Buongiorno.
Mi scusi. Devo andare.
Noémie!
È importante. Si tratta di Mathias.
Sì, ma ora non posso. Devo andare. Mi aspettano.
Devo andare a pranzo con Camille e sua madre
e sono molto in ritardo.
- Con Camille e sua madre? - Sì.
È di passaggio e io ho bisogno di una tartare, per il piombo.
Chiusura porte.
Vengo con lei. Ho bisogno di una tartare anch'io.
Impossibile metterle un vestito. Un vero maschiaccio.
Con i codini.
Già.
Glielo giuro, non sapevo ci fosse anche Mathias.
E non ho appuntamento con lui.
- Annick, vero? - Sì.
- Catherine Barneville. - Piacere. Annick Valentini.
Torni in agenzia. Le spiegherò dopo.
Ha qualcosa a che fare con Christophe Lambert?
Come? No.
- Torni all'agenzia. Grazie. - D'accordo.
- Buongiorno, Camille. - Ho insistito io per questo pranzo.
Non devi giustificarti, non è colpa tua.
Bene, i signori ci sono tutti? Pranzate?
No.
Prendo un caffè, grazie.
Un caffè.
Finalmente ci conosciamo. Era ora!
Non vengo mai a Parigi. Sono qui solo per Camille.
- Fin quando si ferma? - Fino a mercoledì prossimo.
Posso avere il suo numero?
Mi piacerebbe parlarle prima della partenza.
Così, due chiacchiere.
- Certo. - Un caffè.
Potrei avere una vodka?
Lo stesso.
- Anch'io. - Anch'io, per favore.
Cos'è tutta questa complicità con Annick?
- Perché vuoi il suo numero? - Per parlare tra donne, allora?
Lo fai per farmi arrabbiare!
E la povera Camille lì in mezzo. È perverso!
Vieni tu a dirmi cos'è perverso?
Vendere l'appartamento a mia insaputa non lo è?
È mio. Ci faccio quello che voglio.
Ti ricordo che ho pagato io i lavori di ristrutturazione.
Se è una questione di soldi...
Perché sei venuta al lavoro?
Dove ci sono la tua ex amante e la tua figlia segreta?
Hippolyte mi ha detto che sei stato poco bene, ero preoccupata.
Ma vedo che è tutto a posto.
Perché non mi hai chiamato?
È ovvio! Ormai non ci parliamo più.
- Dov'è Noémie? - Non si sentiva bene.
Che ti ha detto?
Era agitata. Diceva: "Sono un'idiota, una fallita."
Non avrà una relazione dannosa?
Non lo so.
Magari con un uomo perverso. È sempre più strana.
- L'hai notato? - Non proprio.
Allora, il compleanno di Elvis?
Tutto ok.
Ho chiamato i genitori, Ferdinand ed Elliot verranno.
Ho prenotato il laser game per due partite.
E ho fatto una piccola follia...
Ho prenotato una torta di caramelle XXL.
Tu che hai fatto?
Io... ho aiutato Camille nelle sue ricerche.
Sì. Abbiamo fatto tutto insieme.
- E Noémie non c'è. - Sta poco bene.
Ok. Forse non avete capito una cosa.
La madre di Elvis è una stronza.
Siamo in pieno divorzio. Mi accusa di ogni cosa.
Cerca di mettermi mio figlio contro.
Già! Quindi faremo così. Per il suo compleanno,
voglio che mio figlio abbia la festa più bella
e che la smetta di pensare a quando eravamo tutti i tre insieme.
Quindi niente marshmallow,
niente dannato laser game.
Voglio una grande festa.
Una dannata, grande festa!
Chiaro? Voglio un castello con un parco!
Scrivi. Non lo ripeterò.
Voglio fontane di limonata, montagne di caramelle,
tanti ragazzi, la musica. Tutto dovrà essere perfetto.
Qui c'è la lista degli invitati.
C'è tutta l'agenzia.
Sì. Voglio che mio figlio sappia quello che faccio.
È molto importante avere momenti di festa in un'azienda.
Fa spirito di squadra.
Non credo che Léa Seydoux verrà a un laser game.
Cosa ne sai tu, Hervé?
Voglio almeno Julien Doré e Norman. Mio figlio li adora.
È fortunato. Sono miei clienti.
Di Gabriel. È la stessa cosa.
È la quarta volta che lo prova. Ho paura che lo boccino.
- Perché? Non sa guidare? - Sì, ma è per l'esame.
Va in panico. È come paralizzato.
Senza la patente, non potrà fare il film di Audiard.
E abbiamo pochissimo tempo.
- Farà un film con Audiard? - Sì. Non lo sapevi?
Un noir con gente matta e violenta?
- Non so se... - Non c'è abituato.
Essere bocciato tre volte...
è un lapsus freudiano.
Questa viene direttamente dal mio amico Pierre-Jean, nelle Alpi.
Completamente biologica.
Sì.
Non possiamo fargli fumare una canna prima dell'esame.
Perché no?
- Perché... - Un tiro per distenderlo un po'.
È meno dannoso di tutto quell'alcol che beve la gente.
- È anche meno legale. - Oppure ho queste.
Meno bio. Ma legali ed efficaci.
Grazie.
Guarda, affezioni cutanee, delirium tremens, allucinazioni,
febbre, tremori, alterazioni del desiderio sessuale.
Io non prendo questa merda. Non ne ho bisogno.
Su Internet scrivono cavolate.
Non insultare Internet. È il mio secondo padre.
Tutte le medicine hanno effetti collaterali.
Si verificano solo una volta su 10.000.
Non mi servono. Normalmente sono tranquillo.
- Ok, come vuoi. - Andiamo.
Merda. Ho dimenticato il cellulare.
Adoro guidare.
Non smetterei mai.
Se potessi, farei il giro del mondo.
Voglio guidare fino all'orizzonte.
È molto bello, Norman, ma restiamo concentrati.
Ore dieci e dieci.
Giriamo a destra.
- Certo. - Con la...
La freccia. Ma certo.
Sono così preparato, che non lo faccio neanche.
In arrivo sulla zona due.
Zona sgombra.
Forza, signora.
Signora!
Signora!
Lasci che la aiuti.
Mi lasci!
Razza di zoticone! Delinquente!
- Che posso farci! - Polizia!
Vi invieremo i risultati per posta.
- Grazie. - Grazie.
Sig. Thavaud, questa volta non è andata così male.
Che vuol dire?
- Vuol dire che l'ho passato? - Io non le ho detto niente.
Grazie!
Vada.
Sì! L'ho passato!
Perfetto.
Mi sono divertito da matti. Adoro guidare.
Mi sentivo come in Fast and Furious.
Bravo. Alla fine, avevi una guida davvero fluida.
Sul serio? Festeggiamo? Beviamo qualcosa?
Certo. Prima, ci sarebbe una cosa.
ELVIS 10 ANNI
Champagne?
Ti avevo detto che sarebbe venuto.
È bellissimo qui. Accidenti. Mi sento davvero in forma.
Guardate, c'è Norman!
Norman!
- Ehi, bambini! - Posso avere un autografo?
Buoni!
- Chi è il re della festa? - È lui.
Quindi sei tu che vuoi battermi al laser game?
Spero tu sia in gamba.
Io sono molto forte nel laser game. Hai una buona squadra?
- Sì! - Andiamo, si comincia.
- Chi ha già giocato al laser game? - Io!
- Tu? - Sì.
Che ti succede? Non fare il timido.
È la tua festa.
Forza.
Non lo sapevo.
Hai visto? C'è Julien.
- Laggiù. - Dove?
- Ah, sì. - Andiamo.
No, per favore. Meglio di no.
Dai, lascia perdere Mathias.
- Andiamo. - No.
Dai, vieni.
Quindi fai sempre Chewbacca o...
- Ciao, Julien. - Ah, Gabriel.
Puoi trovarmi un taxi?
Qualcosa non va?
È Charlotte, abbiamo avuto una discussione sul film.
A lei piace il fiume. Non capisce perché io non voglia.
Devo tornare a Parigi.
Certo, ti troveremo una macchina.
Fammi sapere se vuoi organizzare dei provini con Sofia.
- Ne avevamo... - Scusami. Sì, Charlotte.
- È Charlotte Le Bon, la sua ragazza. - Sei irritante a insistere così.
Sei tu irritante ad aver paura di tutto. Di Mathias, di Julien.
Così non andrai lontano.
Lo vedi anche tu che non gli interessa.
Smettila! Non preoccuparti.
Julien è fatto così.
È preso dal film, è un po' stressato.
Gli succede.
Andrà bene, dobbiamo tentare.
- Ci sono solo queste? - Sì.
Eccoti! Sono felice di vederti.
Non me lo sarei perso per niente al mondo.
Vieni a fare una partita di laser game. Elvis è al settimo cielo.
Farmi sparare addosso, non fa per me.
Sì, l'ho invitata. Così vedrà cos'è l'ASK.
Se dopo non verrà da noi...
Dove sono i gilet?
- Ehi, Janowski! - Ben fatto, Marteau.
Muori, bastardo!
Tocca a te!
Idiota.
Bravo, Elvis! Ben fatto.
- Sei morto, amico. - Beh, questo è essere un bravo agente.
Andiamo!
- Salve, Norman. - Salve.
- Complimenti per il film di Audiard. - Grazie.
Non l'avrei mai detto, vederti in una parte simile.
Una parte come?
Beh, intendo una parte vera, al cinema.
Dove devi recitare.
Già.
In ogni caso, auguri.
Ehi?
Perché non siete a letto?
C'era qualcuno che continuava a scorreggiare.
Non si gioca con le auto. Scendete.
- Possiamo fare un giro? - Sì.
No. Non è un giocattolo. Non è la vostra macchina.
È di mio padre. Lui è d'accordo.
No, non lo è. Non ho voglia di scherzare. Filate a letto.
Per favore, Norman.
Hai paura? Sembra che tu abbia paura di guidare.
Sì, hai paura.
- Hai paura, femminuccia. - Norman, per favore.
Andiamo.
Ti dà fastidio, eh? Oh, sì.
Fa così solo perché gli ho detto di non rimorchiarla.
Lo fa apposta, per darmi noia.
Ce l'ha con me.
Piano! Magari lui le piace.
Non ha rispetto per niente.
Vado a letto.
Buonanotte.
C'è ancora un po' di champagne.
Adoro questo regalo di benvenuto.
Non penserai di averla tutta per te.
Basta così, Noémie. È tardi.
Grazie, ma ieri ho accumulato del ritardo.
A proposito, volevo scusarmi.
Lei non c'entra.
La situazione... è complicata.
Stia tranquilla, mia moglie non sa niente.
Avevo così tanta paura che lei ce l'avesse con me...
E poi sua moglie è così bella,
così notevole.
Mi spiace averla coinvolta.
Non va al compleanno di Elvis?
Non ho più l'età per queste cose.
A quanto pare, anche lei.
Ah, no, grazie.
E poi si annoieranno a morte.
Ehi?
Ho freddo.
È assurdo.
Non vorrà passare tutta la notte su questa pianificazione.
Ma...
Il primo assistente di Tonie Marshall dice che non va bene,
ma io sono certa che funzioni.
Bisogna iniziare dalla fine, che si girerà a Parigi.
Mi faccia vedere.
Qual è la fine?
È quando Diane capisce che è stato Vincent a salvare suo figlio
e in quel momento, si riavvicinano.
- Che sequenza è? - La 69.
Dov'è? Non ci ho mai capito granché.
Allora, qui c'è la colonna dei numeri...
e qui il riassunto.
"Diane va a letto con Vincent."
Sì, possono cominciare da qui.
Nathalie preferisce iniziare con le scene difficili.
Oh, Mathias.
Mathias...
È magnifico, no?
Sì, magnifico.
Grazie.
- Grazie. - Grazie mille.
Bravi!
Bellissimo.
- Grande. - È stato bello.
- Grazie. - Grazie a te.
Incredibile la voce di Sofia.
- Te l'avevo detto. - Già.
Buonasera. Che succede?
- Il sig. Janowski? - No, sono il sig. Sarda.
Sono io.
Li abbiamo trovati su un'auto insieme al sig. Norman Thavaud
che guidava in stato di ebbrezza, superando i limiti di velocità.
- Ti sei fatto male? - No.
- Vi siete spaventati? - No.
- È stata una festa bellissima. - Davvero?
Ci siamo divertiti tanto.
- Ehi, papà. - Che c'è?
- Non diciamo niente alla mamma, ok? - Ok.
Ma dov'è il sig. Thavaud?
Tasso alcolico di 0,3 ed eccesso di velocità.
Non lo ha superato di molto.
No, ma era comunque in difetto e i bambini non avevano la cintura.
Inoltre, era senza patente.
È troppo anche per un ragazzo famoso e simpatico.
La patente ancora non ce l'ha perché ha passato l'esame oggi.
Dovrà portarla il giorno dell'udienza per farsela ritirare.
Cosa?
Eccesso di velocità in presenza di minori.
Rischia il ritiro della patente. Sarà il giudice a decidere.
Mi dispiace, non posso fare niente.
Verrà convocato lunedì.
Posso vederlo?
Venga, lo teniamo finché non passa la sbornia.
- Eccolo. - Grazie.
- Che diavolo hai fatto? - Te l'ha già detto il poliziotto.
Non vuoi fare questo film?
Macché!
Che diremo a Audiard?
Chi se ne frega! Per lui sono solo un'idiota.
Aspetta. Lui ha scelto te perché l'hai convinto.
Ma no.
Non è la mia famiglia, il mio universo, il mio pubblico.
Non ho niente a che vedere con questo film.
Sai che ho dovuto fare per farti incontrare Audiard?
Quante telefonate?
Ma che dici?
- Esatto! - Cosa?
A lui non è mai importato di me.
Io non gli piaccio. E lui non piace a me.
E il suo film fa cagare.
Chiamalo e digli che non se ne fa più niente.
- Chiamalo tu. - No, tu.
Ti pago anche per questo, quindi fa' il tuo dovere.
Ok. Ne sei sicuro?
- Sì. - Sul serio?
- Sì. - Ok, lo chiamo.
C'è la segreteria.
Buonasera, Jacques. Sono Gabriel Sarda.
Sono qui con Norman,
ha riflettuto bene e non farà il suo film.
Preferisce restare nel suo piccolo mondo.
Sono davvero desolato. Buona serata.
Ecco. Ora sei contento?
- Potrebbe abbassare la voce? - Lasci perdere.
- Me ne sto andando. - Moderi il tono, per favore.
- Sto parlando normalmente. - Non mi tocchi.
- Faccia un passo indietro. - D'accordo.
- Ha bevuto? - Cos'è, è vietato?
Vuole fare rinchiudere anche me?
Alcoltest per il signore.
Gabriel... stai dormendo?
Mi dispiace.
Ho rovinato tutto.
No. Sei stato preso in un film di Audiard.
Non sarei mai riuscito a fare quello che voleva.
Dici?
Voleva che facessi il duro.
Che fossi violento, arrabbiato.
Non ne sono capace. Non ho vissuto abbastanza.
- Non so di che parliamo. - D'accordo.
Mi ha chiesto di cercare dentro di me.
L'ho fatto, non ho trovato niente.
Tu non hai vissuto, eh? Certo, no!
Non hai iniziato giovanissimo e creato un genere su Internet.
Non hai milioni di fan che guardano i tuoi video.
Certo, non hai vissuto niente.
Qui si parla di violenza vera, di follia vera. Io non ce l'ho.
Ce l'hai, ma a modo tuo.
Poco fa, non avevo mai visto quello sguardo nei tuoi occhi.
Davvero? Avrei dovuto farmi un selfie.
Era questo che voleva Audiard, la tua parte più nascosta.
Ormai è troppo tardi.
No, non lo è.
- Non l'ho chiamato. - Cosa?
Non l'ho chiamato.
Stai scherzando?
Non posso crederci!
Credevo di passare il resto della mia vita a fare dei video.
Non entusiasmarti. Dovremo cercare di convincere il giudice.
Non è detto.
Sig. Sarda?
Può venire con me?
Può andare.
Grazie mille.
Ma... volevo dirle una cosa.
Vi ho sentiti parlare stanotte.
Quel ragazzo mi ha commosso.
Non si direbbe, ma tutti abbiamo paura.
Da giovane ero molto bravo a judo.
Uno dei migliori della regione.
E quando il responsabile della squadra francese è venuto a vedermi,
mi feci male ed ebbi paura.
Dopo, lasciai perdere.
Insomma, voi non andrete davanti al giudice.
E lui dovrà fare il suo film.
Beh, grazie mille.
Grazie davvero.
- Grazie. - Solo una cosa.
Potrebbe presentargli mia figlia?
- Grazie. - Grazie mille.
Yes!
Guido io? No.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Arlette, la tua marijuana era tremenda.
Mi ha fatto fare sogni erotici per tutto il week-end.
A me no.
Tu perché non sei venuta?
Impegni personali.
- Salve. - Buongiorno.
Buongiorno a tutti. Buongiorno, Marteau.
E Aymeline Val in tutto questo è stata pazzesca.
È stato pazzesco.
Sottotitoli: Rosanna Cimino
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