All language subtitles for Love.Story.S01E08

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Original subtitles

Ispirato a eventi reali.

La rappresentazione di fatti e persone è stata romanzata a fini narrativi.

Ciao.

Ciao.

Com'è andata?

Lo sai.

Era il lancio di un libro nella Midtown.

Secondo te?

- Enormemente bene? - Estremamente.

È passato Anthony.

Come l'hai trovato?

Debole.

Chissà perché è voluto venire.

Vuole vivere la vita.

Quello sarebbe vita?

- Il lancio di un libro? - Mi sono divertito.

- Davvero? - Sì.

Ma quell'artista con i cappelli strani mi ha parlato per 20 minuti.

Lizzie è un'addetta stampa.

Sembra un'artista perché è una brava addetta stampa.

Cosa stai facendo?

Cosa ti sembra?

Adoro questa canzone.

Sai cos'altro adoro?

Te.

Anch'io.

Mi sarei divertito di più se fossi venuta.

Tutto è più divertente, se ci sono io.

Di solito è vero.

È la prima canzone su cui abbiamo ballato.

Ci conoscevamo appena.

Io ti conoscevo. Sapevo chi eri.

- Sì? - Eri impavida.

No, ero terrorizzata.

Quando entravi in una stanza, l'avevi in pugno.

Parli al passato?

No… Sai cosa intendo.

Tesoro, mi sei mancata stasera.

Chiedevano tutti di te.

Non so più quante scuse diverse ho usato, ormai.

Avrai fame. Mangiamo finché è caldo.

Scusa.

Non volevo farti sentire in colpa.

Mi sei solo mancata.

Era la festa per il lancio di un libro mediocre.

Non mi sono persa molto, no?

Se ti mancavo così tanto, potevi non andare.

Non ci hai neanche pensato, infatti mi sembra

che più che passare il tempo con me

tu voglia che la gente ci veda insieme.

È solo che…

Non mi piace andare a questi eventi da solo.

- Per quello che dirà la gente? - No.

Anche, ovvio.

Sai cosa succede quando vado a questi eventi da solo.

Esce l'ennesimo titolo sul nostro imminente divorzio.

Tanto scriveranno un articolo in ogni caso.

- Quindi… - Sì.

Non abbiamo scampo.

Stiamo dicendo la stessa cosa.

Vorrei passare del tempo con te fuori da questo loft.

Ho un'idea folle.

- Un piatto? - Un viaggio.

- Che tipo di viaggio? - Qualsiasi.

Parigi, Belize, Tahiti.

- Tahiti? - Sì.

Solo io e te sulla spiaggia.

Niente feste, obblighi, né stampa.

Niente vestiti.

- Carolyn. - Sul serio.

Magari dopo le feste.

Dopo le feste? John, è agosto.

È il 30 agosto. È praticamente settembre.

C'è la cena della Delancey Street Foundation a San Francisco.

Poi c'è la Fashion Week qui.

Poi ho il viaggio a Cuba.

Dopo andiamo nella tenuta di Martha's Vineyard.

Poi rientriamo per Halloween da Terry e Valerie.

A novembre c'è l'anniversario di George.

Il Ringraziamento a Hyannis, Natale con i cugini.

A gennaio compi gli anni.

Pensavo volessi passarlo con gli amici, ma un viaggio sarebbe bello.

Quindi non possiamo fare una vacanza fino al 1998?

Ma no.

Questo weekend andiamo a Hyannis, no?

Cazzo, l'avevo dimenticato.

Molti considerano Cape Cod una delle zone più belle del Paese.

Sì, lo so.

Non è Cape Cod il problema. È il tutto.

Cioè?

Dai.

No, sentiamo.

Sputa il rospo.

Non è rilassante. Ogni minuto è programmato.

Non possiamo dormire fino a tardi, sederci in spiaggia, fare una passeggiata.

Non c'è privacy, quindi zero sesso.

Manca sempre l'acqua calda, il che è sconcertante,

data la magia delle tubature moderne.

E anche in piena estate fa sempre freddo, com'è possibile?

E ci sono tutte queste folli regole non scritte.

I giochi da tavolo sono vietati, ma giocare a carte è incoraggiato.

Qual è la differenza?

E lo yogurt a colazione va bene, ma a pranzo è,

citando tuo cugino, "una stronzata da salutisti".

E poi c'è la regola su niente TV di giorno.

Beh, non è una regola.

È solo che… Vuoi guardare la TV di giorno?

Voglio la possibilità.

È uno spreco passare la giornata davanti alla TV in un giorno d'estate.

- Quindi è una regola. - È una norma condivisa.

Non è affatto condivisa, fidati.

Mi guardano tutti male se leggo una rivista.

E prima che tu dica che anche Caroline le legge sempre,

ti interrompo già per dire che legge The New Republic,

e anche se nella pratica è una rivista, spiritualmente è un libro.

Vogue sì che è una rivista.

E ho notato la faccia di tutti quando rifiuto un cocktail.

Ormai mi scolo i Dark 'n' Stormy per prevenire.

Devo bere, o pensano tutti che sia incinta.

Guarda che sono seria.

Mi sento esposta, è come se fossi sempre in mostra.

Come se il mio corpo fosse la cartina tornasole

che rispecchia lo stato della nostra relazione.

Puoi bere un Sea Breeze.

- E le vongole. - Le vongole?

Il weekend del 4 luglio hanno cucinato cinque volte il misto di mare.

Sei, in realtà.

Una volta a mezzanotte, ma ti ho lasciata dormire.

Chi vuole le vongole a mezzanotte? È tremendo. È sadico.

Ok, ho capito.

- Hyannis è particolare. - No, ho detto "sadico".

- Mi piace stare con la nostra famiglia. - La tua famiglia.

È anche la tua.

- La famiglia è importante. - Io e te siamo una famiglia.

Pronto.

Cosa?

Cos'è successo?

Lauren, piano, mi fai spaventare.

Che succede?

Ok, su che canale?

Accendi?

Ok. Ti richiamo, va bene?

Un bacio. Ciao.

C'è un aggiornamento sulla principessa Diana,

che questa sera è stata vittima di un incidente a Parigi.

È in gravi condizioni.

Era in auto con il compagno Dodi Al Fayed che, secondo la polizia, è morto…

- Oh, mio Dio! - …con l'autista.

Anche la guardia del corpo della principessa è rimasta ferita.

- L'incidente è avvenuto… - Oddio.

…mentre un gruppo di paparazzi in moto seguiva l'auto

- in una galleria lungo la Senna. - L'ho vista da poco.

- Cosa? - Al funerale di Gianni.

Ero seduta dietro di lei.

È in contatto con Parigi per ogni aggiornamento.

- Nina, mi senti? - Sì.

Anche Dodi Al-Fayed era famoso, un milionario.

Come sono le sue condizioni?

Secondo la polizia e altre fonti, in realtà è…

Per ora, sappiamo solo che è morto insieme all'autista…

…e una guardia del corpo.

Si sa in che condizioni è?

- Carolyn. - Non ancora.

- Sappiamo che è stata portata… - Carolyn.

Sì.

I bicchieri in lavastoviglie sono puliti?

Cosa?

I bicchieri in lavastoviglie sono puliti?

Non lo so.

Il Buckingham Palace non ha commentato…

Non sai se l'hai fatta partire?

- Cosa? - Come fai a non saperlo?

- O è andata, o no. - Perché lo chiedi a me?

Sei stata a casa tutto il giorno. L'hai sentita?

Sì, li ho lavati.

I paparazzi hanno cercato di fotografare Diana

con Dodi Al-Fayed, un famoso milionario

con cui ha avuto una relazione nelle ultime due settimane.

Hanno generato molto scalpore a Parigi?

- Molti sapevano che erano lì. - Sì.

C'è stata una quantità enorme di gossip e copertura…

Cosa sai della zona di Parigi dove è avvenuto l'incidente?

Credo fossero sulla rampa d'ingresso.

L'immissione nella galleria sotterranea

che passa sotto la Senna.

È una zona molto nota ai turisti e molto popolata.

Torniamo sulla scena.

Si può riconoscere il retro della Mercedes

e questo è l'irriconoscibile muso

in seguito all'impatto a velocità elevata.

Nella parte anteriore dell'auto, i due punti bianchi

sono i resti degli airbag esplosi.

Diana è ineguagliabile quando si tratta di generare interesse

- e di finanziare progetti caritatevoli… - Vado a correre.

- Il più importante… - Cosa?

…è stato portare all'attenzione

- gli orrori che affliggono i civili… - John.

Torno tra poco.

Di recente, Diana…

…su tutti i titoli dei giornali,

soprattutto in Gran Bretagna, per la sua relazione con Al-Fayed,

giornali che hanno rivelato che era in compagnia del milionario

e di un gruppo di amici in una crociera nel Mediterraneo,

invadendo ancora una volta la sua vita privata.

La vacanza è stata ripresa dai paparazzi italiani,

che ora hanno messo all'asta le fotografie.

Continueremo a coprire…

…diceva, cito testualmente:

"La principessa Diana è morta".

…una svolta tragica, con la conferma da Buckingham Palace

che il mondo ha perso la principessa Diana all'età di 36 anni.

La causa della morte è stata dichiarata un arresto cardiaco

- a seguito di un trauma cranico. - È morta.

I medici hanno attribuito le ferite alla collisione ad alta velocità.

Se vi sintonizzate ora, stiamo seguendo…

- L'hanno uccisa. - …il tragico incidente di Diana…

Faceva tutto bene, posava per le foto, ha dato loro tutto ciò che volevano, e…

Il suo compagno, Dodi Al Fayed, è morto sul colpo…

- …l'hanno uccisa comunque. - …la Mercedes.

- I chirurghi di un ospedale vicino… - È molto triste.

- È mostruoso. - …hanno perso la battaglia.

L'ambasciatore britannico…

Era la principessa e l'hanno trattata come una preda.

…cure convulse quando il battito era ormai debole.

- La polizia… - Vado a lavarmi la faccia.

…i paparazzi avrebbero inseguito l'auto della principessa ad alta velocità.

Sono sette gli arresti

e i rullini sono stati confiscati.

E il mondo sta lentamente apprendendo…

C'è un che di macabro nel guardare questa roba

mentre dall'altra parte del mondo i suoi figli vengono svegliati

perché non scoprano della sua morte in TV.

…poco fa, ha inviato con la First Lady

le sue condoglianze a Buckingham Palace.

La famiglia reale si trova a Balmoral, in Scozia…

Scusa. Non volevo turbarti.

Poveri bambini.

Almeno hanno l'un l'altro.

Come te e Caroline.

- Come me e Caroline? - Sì.

Questo non c'entra niente con ciò che abbiamo passato.

Sono principi. Sono membri di una monarchia.

Avevo tre anni quando morì mio padre. Sono cresciuto qui vicino.

Andavo a scuola in bici. È come il giorno e la notte.

Ok.

Mi stai dicendo che non è stato così.

Com'è stato?

- Non voglio parlarne. - John.

Fai supposizioni e cerchi di dirmi com'è stata la mia infanzia,

e lo fanno già tutti, non ho bisogno di sentirlo da mia moglie.

John.

Sto solo cercando di capire.

Non ti spaventa?

John.

Va bene.

Vuoi sapere di cosa ho paura? Cosa mi passa per la testa?

A cosa pensavo mentre correvo?

Che ora non uscirai mai più di casa.

Vedo il parallelo tra noi e quello che è successo a lei?

Certo che sì. Ma posso dirlo?

No. Sarebbe l'ennesima cosa che ti impedisce di vivere.

Sai perché non riesco a guardare?

Perché se inizio, non mi fermerò mai, ok?

Vuoi sapere della mia infanzia?

Non ricordo la morte di mio padre.

Ma ricordo chiaramente mia madre in trance.

E le ore che ho passato con Caroline e la tata

mentre mia madre piangeva chiusa in una stanza buia.

Perché non poteva giocare con me?

Ho visto morire mia madre, non mio padre.

L'ho vista morire due volte.

E ora mi sembra di vedere te che te ne vai.

Stai scegliendo l'oscurità.

Accade sotto i miei occhi. Mi sento di nuovo abbandonato.

Non posso perderti. Non posso perdere anche te, lo capisci?

Ho perso tante persone nella mia vita. Non posso perdere te.

Non posso. Non posso perderti.

- John. - Non posso.

Non posso perderti, Carolyn.

Respira.

Non vado da nessuna parte.

Respira.

UN ANNO DOPO…

Ti farai male.

- Sicura che non vuoi una mano? - No.

Abbiamo bevuto un sacco di vino.

Jason, sono John.

Ho finito di cenare. Sono a casa.

Chiamami quando vuoi.

Perché chiami il tuo istruttore di volo?

In che senso? Gli parlo sempre.

Mancano 40 ore per l'abilitazione al volo strumentale.

Ti sei appena schiantato con quella specie di tosaerba volante.

È ovvio che ti serve più tempo.

Si chiama Buckeye ed è una macchina completamente diversa.

Non c'entrano niente con gli aerei.

Non hai promesso a Caroline di non volare più?

Da quando ti importa tanto di quello che vuole Caroline?

Cosa fai?

- Voglio le sigarette. - Siediti. Te le porto.

Non voglio che zoppichi su per le scale.

Non sono di sopra. Sono in camera mia.

Se usciamo ora, arriviamo per la fine della festa di Vanity Fair al Pravda.

John, non dovresti mettere peso sulla caviglia.

Niente feste, scale, o lezioni di volo.

Prendiamo un taxi, là starò seduto.

- Cazzo. - Io sono distrutta, ma tu vai, se vuoi.

Cosa? Non sono nemmeno le 23:00.

La smetti con la candela?

Aspetta, stiamo litigando?

No, va tutto bene.

Cosa? Cosa c'è adesso?

Se vuoi che mi metta a supplicarti, lo farò.

Oppure puoi spiegarmi direttamente come ti ho fatta incazzare.

Mi hai detto di lavorare da Petra.

- Quando? - Mezz'ora fa,

a questa cena su cui hai insistito.

Petra si lamentava di come sia difficile trovare

qualcuno con esperienza disposto a costruire qualcosa da zero

con uno stipendio basso e tu mi hai urlato…

- Non ho urlato. - Sì, letteralmente.

Eri seduto dalla parte opposta del tavolo.

Ho solo detto che hai esperienza nella moda

- e non ti servono soldi. - Come PR.

- Ho esperienza come PR. - Da Calvin Klein.

Non è moda? È moda.

Petra ha una linea di gioielli. Non sono un designer di gioielli.

Scusa se ho insinuato che hai buon gusto.

Questo mi qualifica per comprare gioielli.

Non per farli.

È umiliante essere proposta per un lavoro dopo l'altro

ignorando le mie qualifiche.

- Quando l'ho fatto? - Sempre.

Mi hai spinta in braccio

ad André Leon Talley a quella raccolta fondi.

- Non è vero. - Sì, invece.

Mi sento come un peso morto che cerchi di scaricare. Sei…

Stai spargendo cera su tutto il tavolo.

Pensavo odiassi questo tavolo.

- In che senso ho insistito per la cena? - È stata una tua idea, no?

Andare al ristorante era fuori discussione,

o ovunque fuori da qui.

Sei arrabbiata perché ho invitato i tuoi amici a cena?

Non sopporto quando fai così.

Quando faccio cosa?

Distingui tra i miei amici e i tuoi.

Siamo un tutt'uno, John. Sono i nostri amici.

Ok, Carolyn.

- Pronome revocato. - Cosa fai?

Scusa se ti ho offesa con la grammatica.

Sembravi felice di tenere banco con i miei amici.

Mi bombardavano di domande.

E vai.

Sinceramente, credo che tutti si sentano a disagio a chiedere a te

se hai qualche novità,

perché non sanno se ti va di parlarne.

In che senso, se ho qualche novità?

Se stai ancora cercando di capire qual è la tua cosa.

La mia cosa.

Non ne posso più di questa pressione sull'avere una cosa.

Perché devo averne una?

Non sento altro dalla tua famiglia, dai tuoi amici,

dalla stampa e soprattutto da te.

Non basta essere una Kennedy, no.

Devi salvare il pianeta, fare un documentario

o scrivere un libro sulla costituzione.

Ho 33 anni. Lavoro da quando ne avevo 15.

Non posso tirare il fiato, abituarmi alla vita da sposata e godermi la vita?

È questo che fai tutto il giorno qui? Ti godi la vita?

Devo capire cosa voglio fare.

Non voglio entrare in un consiglio direttivo

per farti stare meglio quando ti chiedono di me a cena.

Tu più di tutti dovresti capirlo.

- Io? - Sì.

Dovresti sapere come ci si sente.

Invece cerchi di aiutarmi nel modo sbagliato

e ormai è un lavoro a tempo pieno

difendermi da questa raffica di consigli di ogni tipo

su come riempire le mie giornate e…

Mi sento in colpa.

So che pensi di essere d'aiuto, ma non…

A me non sembra un aiuto.

Sembra che tu mi stia giudicando.

E cosa dovrei fare quando ti lamenti della tua vita alla deriva?

Dovrei stare zitto?

Sì.

Non dire niente.

Ascolta e basta.

Ho bisogno di questo. Che mi ascolti e lasci che mi senta persa.

Non posso sentirmi persa e basta?

Puoi concedermi lo spazio per farlo?

Sì.

- Sì, posso farlo. - Ok.

So che ricominciare sembra impossibile, ma guarda mia madre.

Oh, mio Dio.

Era una lettrice ed è diventata redattrice a 46 anni.

Sì, John, lo so.

Ha trovato la sua strada

nonostante la minaccia dell'opinione pubblica.

John, guarda che so benissimo quanto tua madre fosse fenomenale.

Credimi, ok?

Ma pensi che avrebbe avuto un lavoro fisso nell'editoria

mentre era sposata con l'uomo più famoso del pianeta?

L'ha fatto da vedova.

Basta. Basta parlare di mia madre.

- L'hai tirata fuori tu. - E ora dico di lasciarla stare.

- Tu nomini fin troppo mia madre. - Tua madre può difendersi.

Sei fortunata che non ti ho mai presentata a mia madre,

perché non avrebbe appoggiato tutto questo.

Noi.

Però.

- Ovviamente non l'avrei ascoltata. - No, certo.

- Forse io avrei dovuto ascoltare la mia. - Cosa?

Mi ha praticamente detto di lasciarti.

Quando?

- Al matrimonio. - Ah, già. Il discorso.

No, prima.

- Quel pomeriggio. - Cioè?

Carolyn.

Carolyn, mi spieghi?

- Carolyn. - È venuta in camera mia

il giorno della cena e mi ha consigliato di non sposarti.

Ha detto che non sarei mai stata la tua priorità,

che avresti sempre scelto il tuo lavoro, la tua famiglia o te stesso,

che non avresti mai fatto spazio per me nella tua vita.

E le ho risposto, le ho detto che si sbagliava,

- e ora non ne sono sicura. - Io faccio spazio per te.

No, John, so che pensi di farlo, ma sei sempre fuori.

Torni a casa alle 23:00, a mezzanotte. Ieri sei rientrato alle 3:00.

Stiamo chiudendo il numero di agosto.

Hai sempre…

Hai sempre un numero da chiudere.

Oppure vai a bere per festeggiare la chiusura,

o insegui uno scrittore o un investitore, o devi rifare l'impaginazione,

e se non è la rivista, è un evento dei Kennedy,

una raccolta fondi, una candidatura al Senato.

Quindi non sostieni queste cose.

Io sostengo te.

E sosterrei tutto, se fossero cose in cui credi,

ma viene tutto da questo tuo distorto senso del dovere.

Come la tua idea dei pranzi.

Ho tenuto liberi due pranzi a settimana per poter passare del tempo con te.

Questo non significa voler passare del tempo con me.

- È la stessa cosa. - No, è una casella che spunti.

Ti allevia il senso di colpa.

- Senso di colpa? - Non vuoi stare con me.

Non vuoi parlarmi. Dormi spesso nell'altra stanza.

- Parlo con te in continuazione. - No, John, non sei interessato a me.

Non mi chiedi mai consigli.

Non sei affascinato dalle mie parole. Non ti interesso.

Mi parli giusto il tempo per mantenere la pace

e per non innescare ulteriori scambi.

Prima volevi passare ogni secondo con me

e ora tratti questo matrimonio come una tappa tra un impegno e l'altro.

E lo capisco.

Immagino sia dura vedere quanto mi rendi infelice.

Sai cosa?

Lo è.

A quanto pare, ultimamente non faccio altro

che deludere le persone.

Passo la giornata a litigare con editori, investitori, finanziatori

che mi dicono di prendere la mia rivista e distruggerla.

Poi torno a casa e litigo con te sul fatto che non sono mai a casa.

Ogni sera vado a letto col pensiero che mi sveglierò e ricomincerà tutto.

Il brutto è che vorrei parlarti di queste cose,

ma ti sento distante anni luce.

Sei qui, ma non ci sei.

Mi manchi, Carolyn. Mi manca la persona di cui mi sono innamorato.

John, sono qui.

Sono la stessa persona.

Ma non vuoi questa versione di me.

Vuoi la versione fredda, irraggiungibile, brillante di me, che ti sembra un trofeo.

Appena ho iniziato a mostrarmi vulnerabile…

Pensi di essere vulnerabile?

Per esserlo, dovresti volere qualcosa, averne bisogno.

L'unica cosa che sembra che tu voglia fare è ripetermi quanto odi la nostra vita.

Lo sapevo. Non dovevo abbassare la guardia.

Ho infranto la mia regola. Che stupida.

- Mi sto solo preparando al peggio. - Cioè?

Mi preparo sempre, John.

Ho passato tutta la vita a prepararmi

alle cose terribili che devo affrontare da sola.

Questo non è diverso.

- Sapevi chi ero prima di sposarmi. - Vorrei non sentirmelo più dire.

Nessuno sa chi sta sposando.

A quanto pare, no.

Le persone cambiano, John.

Io non l'ho fatto.

Lo dici come se fosse una virtù, qualcosa di lodevole.

Non hai fatto spazio per me.

Dimmi una cosa che hai cambiato

da quando ci siamo sposati.

Stesso loft, stesso lavoro, stessi amici, passi i weekend a Red Gate o Hyannis,

hai gli stessi orari.

Nella mia vita è cambiato tutto. Lo capisci?

È stata una tua scelta.

Parli come se ogni tua sventura fosse dovuta a un mio ultimatum,

come se non avessi libertà d'azione in questa relazione.

Non ti ho fatto lasciare il lavoro. Non ti ho obbligata a sposarmi.

Non ti ho detto di farti rovinare la vita dai tabloid. Anzi, sai cosa?

Un po' ti piace questo problema della stampa.

- Cosa? - Sì, così puoi addossarmi la colpa.

Puoi usarlo per punirmi, per incolparmi

perché non ho il controllo di cose fuori dal mio controllo.

Ne trai piacere.

Non hai un'identità al di fuori del tuo vittimismo.

Grazie. Ti piace che mi odino.

Certo, sei il figlio d'America

e io sono l'ennesima tragedia che sopporti con coraggio.

Bene. Credo di aver raggiunto il limite.

Cosa vorrebbe dire?

John, cosa vuol dire?

Forse ho sopportato abbastanza tragedie per una vita.

Cazzo.

John, torna qui.

John!

John, cosa fai?

Cosa…

Non ce la faccio più.

Di cosa stai parlando?

A fare cosa? Di cosa stai parlando?

Tutto quello che tocco va a pezzi,

e ora anche questo.

Se rimango, farò o dirò qualcosa di cui mi pentirò.

Tipo? Tipo cosa, John?

Sarò allo Stanhope per un paio di giorni.

No, di' quello che stavi per dire.

Qualsiasi cosa mi dirai, non mi ferirà quanto vederti andare via.

Sai cosa si prova a leggerti negli occhi che sto rovinando questo matrimonio?

Come ho fallito da avvocato e ora da redattore.

Non ho potuto salvare mia madre e non posso salvare Anthony.

Non sopporterei un altro fallimento.

No, John.

Quando ho detto che tutto finisce, hai detto "non noi".

Cos'è successo a quel "non noi", John?

Cos'è successo a quel "non noi"?

Cos'è successo a quel "non noi"?

Cos'è successo a quel "non noi"?

Quando ho detto che tutto finisce, hai detto "non noi".

Cos'è successo a quel "non noi"?

Non è la fine.

Sì, invece.

Stai scappando.

Non voglio continuare a ferirti, Carolyn. Voglio stare con te.

Allora stai con me.

Non voglio litigare.

Ma devi farlo.

È così che funziona. Si rimane, si litiga.

Se continuiamo a litigare, ci perderemo.

Ti prego, non lasciarmi.

Ti prego.

Mia madre non può avere ragione.

Tornerò, te lo prometto.

Dal libro Once Upon A Time

Sottotitoli: Elena Pizzetti

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