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Per noi sarà un gran giorno, amore.
COME L'ACQUA PER IL CIOCCOLATO - LA SERIE
Sto facendo la cosa giusta, vero?
Se la decisione viene dal cuore,
stai facendo la cosa giusta.
Vai!
Quando Grace te lo dirà,
- porterai gli anelli. D'accordo? - Sì, papà.
Bravissimo.
Papà mi ha detto che dovrai dirmi tu
- quando portare gli anelli. - Bene.
Però come devo fare? Non so come...
- Ti avviserò quando sarà il momento. - Non... Va bene.
- Eccola, eccola! È arrivata la sposa! - Sto bene?
Guardate! Sembra una principessa!
Grazie, Delfino.
Grazie.
Mi aiuti, Delfino?
Grazie.
Benvenuti, fratelli.
Che la benedizione di Dio Onnipotente discenda sopra di voi.
Il Signore disse...
"Non è bene che l'uomo sia solo:
gli farò un aiuto che sia adatto e simile a lui".
Oggi stai sposando questa donna
non per soddisfare una passione,
ma con le migliori intenzioni.
Dio Onnipotente,
donaci la misericordia
e fa' che possiamo giungere al tuo Regno uniti nella grazia.
Questa è la Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.
Mettiamoci in piedi.
Siamo qui, davanti a quest'altare
affinché Dio suggelli con la sua infinita gloria
la volontà di entrambi a contrarre matrimonio.
Mettetevi di fronte.
Guardatevi negli occhi.
Adesso io vi domando: siete venuti qui senza costrizioni,
liberamente e volontariamente?
Sì, padre. Liberamente.
Siete disposti ad amarvi e a rispettarvi l'un l'altro,
vivendo secondo i principi del matrimonio per tutta la vostra vita?
Siete disposti ad amarvi e a rispettarvi l'un l'altro,
vivendo secondo i principi del matrimonio per tutta la vostra vita?
Perdonami.
Non posso.
Cosa sta facendo?
Che il Signore la perdoni!
Che vergogna.
Che le prende?
Pedro!
- Attenzione, signorina. - Grazie, Delfino.
Tita!
Tita! Dov'è?
- Che ti prende? - Tita!
Rosaura!
Tu lo sapevi, vero?
Le hai detto tu di fuggire con lui?
- Non so di cosa parli. Calmati! - Che hai fatto? Lasciami!
Rosaura, calmati, ti prego. Devi tranquillizzarti.
Sei tornato.
Rosaura.
Che ti è successo?
- Dove sei stato? - Dobbiamo parlare.
No.
No, non dirlo, non voglio ascoltarti.
Vado con Tita.
Non possiamo più vivere così.
No, non te lo permetterò.
Non pensi che abbiamo sofferto a sufficienza?
Se tu non avessi accettato l'accordo con mia madre, nessuno avrebbe sofferto.
Io non ho ingannato nessuno!
E mi sono sposata perché ti amavo!
Io non ti amerò mai.
Lo so.
Sì, lo so.
E non m'importa.
Che tu lo voglia o no, ti resterò accanto finché non morirò.
Siamo ancora in tempo.
Puoi essere felice anche tu.
Io non sarò mai felice.
E non lascerò che voi lo siate.
Se te ne andrai di casa, non rivedrai Esperanza mai più.
Hai già perso un figlio.
Vuoi perdere anche lei, Pedro?
Ve ne andate? E dove starete?
Al momento non so niente.
L'importante è aver fatto la cosa giusta.
Lo sapevo che non eri convinta.
Ci ho messo troppo tempo a decidere.
Dovevi sposarti con il dottore. Dovevi fare solo quello!
Dovere, tradizione, buoni principi. Sei uguale alla mamma.
Cose senza importanza. Non ti rendi conto?
Non picchiarla!
Se la mamma fosse qui, questo non sarebbe successo.
- A lei sì che avresti obbedito! - Lei ci ha mentito.
Era obbligata a sposarsi.
Amava un altro uomo.
Non è vero.
Alla faccia dei buoni principi.
È una bugia, siete pazze.
Lo dite solo per ferirmi. Siete sempre state contro di me, fin da piccole!
A te interessa solo l'apparenza.
Non t'importa di noi.
Andatevene via da questa casa e che Dio vi maledica!
Quando saprete cosa fare, avvisami.
Stai attenta.
Ti voglio bene.
Anch'io.
E se Juan non torna, vado da lui e lo trascino per un orecchio.
O per le palle.
John.
Cosa fai qui?
Volevo dirti addio.
È per te.
Era il regalo di nozze.
Tutti ne abbiamo una scatolina dentro.
Ma serve un detonatore per accenderli.
La leggenda dice un'altra cosa.
Che bisogna stare attenti. E accenderli uno per uno.
Perché se l'emozione è troppo forte
e si accendono tutti in una volta, la fiamma arderà per sempre.
Non volevo ferirti.
Lo so.
Lo so.
Se vuoi altre spiegazioni, sappi che non intendo dartene.
No.
Non posso stare più senza di voi.
Ora è tuo figlio?
- Sono uno stupido. - Uno stupido.
Perdonami.
E poi?
So che non mi hai tradito.
So chi sei, Gertrudis.
E poi?
Poi cosa devi dirmi?
Sono stato geloso, va bene.
Sono uno stupido e mi si è gelato il sangue,
credendo che...
avessi un'altra relazione.
E poi?
Perdonami.
Mi sei mancata.
Perdonami.
Gertrudis.
Vieni o te ne stai lì impalato?
Mettilo a dormire.
Cosa vuoi?
Io non avrò più figli.
Esperanza mi starà accanto finché morirò.
Non vedi quanto dolore ha causato questa tradizione?
Lei è l'unica cosa che ho.
Esperanza ha il diritto di vivere la sua vita come lei desidera.
Posso concederglielo.
Ma non dovrai lasciarla senza un padre.
Vattene lontano e non tornare.
- Mi sei mancato. - Tu di più.
Conservala.
Un giorno il nostro José vorrà vederla.
Sì.
Me ne devo andare.
Ci sarà un altro modo per cambiare le cose, ne sono sicura.
Tu volevi lottare come me. Che ti prende?
Mi prende che abbiamo un figlio.
Beh, hai ragione.
Ma non posso abbandonare i miei uomini in questo modo.
Non posso sparire senza dire niente.
- Non sono un disertore. - Certo che no.
So che non lo sei.
José ha bisogno di te.
Allora, venite con me.
Tu non vuoi rinunciare alle tue idee, ma anche io ho le mie, Juan.
Io non ho scelta.
Cosa vuoi, dimmi?
Voglio che tu stia attento.
Tornerò per voi due.
Te lo giuro.
Eccoti qua.
Pronta?
Sì.
Che cos'hai?
È stata una lunga giornata.
Ma meravigliosa.
Buonanotte.
Buonanotte.
Pedro.
Ti scrivo questa lettera perché non ho il coraggio
di dirti addio guardandoti negli occhi.
Ho fatto un patto con Rosaura
e me ne vado per sempre.
Se restiamo insieme,
qui o in qualunque altro luogo,
Rosaura non ti lascerà più vedere Esperanza.
E peggio ancora, la condannerà
alla stessa assurda tradizione che mi ha distrutto la vita.
Non permetterò che succeda.
La tradizione morirà con me.
Prenditene cura.
Io starò con lei durante l'estate.
Sono sicura che, insieme, la faremo diventare una donna libera.
Rinuncio alla mia felicità, affinché Esperanza possa avere la sua.
Ma rinuncio anche a te
e andrò in cerca della libertà.
Per favore...
non dubitare mai del mio amore.
Da bambini abbiamo imparato ad amarci a distanza.
E credo che la cosa migliore sia continuare così.
Addio, Pedro.
E fu così che quel giorno,
la vita delle donne de la Garza cambiò per sempre.
Mentre Tita affrontava una rivoluzione interiore,
i ribelli, nonostante fossero ogni giorno più deboli,
continuavano a lottare.
- Gertrudis! Arriva un uomo a cavallo! - Chi?
- Aiutami. - Vieni. Dammelo.
Lo tengo io. Avanti, corri!
Passarono gli anni
e Rosaura mantenne la promessa di portare Esperanza da Tita ogni estate.
Stai attenta.
- Ciao, Esperanza. - Ciao, zia Tita.
Su, entriamo. Ti aiuto? Ecco.
Anche Tita fece la sua parte e non cercò mai più Pedro.
In cambio, poté vedere crescere Esperanza.
Col passare del tempo, Tita trovò la pace che tanto desiderava.
La vita trascorreva tranquilla
- tra il lavoro a maglia, la cucina... - Accendi il grammofono.
...e l'attesa che precedeva le visite di Esperanza.
E proprio come Nacha aveva fatto con lei,
le trasmise tutti i segreti della cucina.
E quella piperita è una varietà di...
Vediamo...
Di menta.
- Menta. - Sì.
Cerca di tagliarli più sottili, così cuociono meglio.
Pedro non fu mai più intimo con Rosaura.
Fu un padre esemplare.
Si dedicò anima e corpo alla figlia
e alla lotta per i diritti delle persone svantaggiate.
In qualità di possidente, promosse leggi
per migliorare le condizioni di lavoro della gente in tutto il Paese.
- Fa' attenzione, cara. - Grazie, zia.
Torna presto.
Gli anni continuarono a passare.
Immagino che in tutto quel tempo
Tita e Pedro non smisero di pensare l'uno all'altra,
ma in fondo sapevano che rimanere distanti era la cosa migliore per tutti.
Esperanza?
Dov'è mia figlia?
Non lo so.
Esperanza!
- Abbiamo ospiti. - Arrivo, mamma.
- A dopo, Alex. - A dopo.
Arrivederci.
Cosa facevi col figlio del dottor Brown?
Non è un atteggiamento appropriato.
Non mi sento bene. Ho bisogno che mi aiuti.
Il malessere di Rosaura peggiorava.
Il rifiuto di Pedro...
il desiderio segreto di impedire a Esperanza di trovare l'amore
e tutta l'amarezza custodita nel suo cuore
iniziarono lentamente a consumarla dentro.
Mamma! Mamma...
Mamma, che succede?
Mamma.
Mammina. Mammina...
È morta.
Dopo la morte di Rosaura,
Esperanza chiese a Tita di aiutarla a cucinare
per il grande evento che si stava avvicinando.
Tita accettò, sapendo che, in quei giorni, Pedro sarebbe stato in città per affari.
Tornare all'hacienda
le riportò alla memoria momenti molto difficili,
ma risvegliò anche bellissimi ricordi,
che erano rimasti sopiti per moltissimi anni.
Prepararono peperoncini in salsa di noci,
il piatto con cui tradizionalmente si festeggia l'indipendenza del Messico.
Dicono che, se sono ben cucinati,
possono accendere l'anima di chi li assaggia.
Preparare quel piatto con Esperanza,
nella cucina in cui era nata, era cresciuta
e aveva imparato tante cose
aveva creato in Tita una profonda commozione.
E così, un'intensa sensazione di libertà si impadronì di lei
e pervase ancora una volta tutti i cibi che passarono per le sue mani.
PEPERONCINI IN SALSA DI NOCI
- Le feste qui da voi sono straordinarie. - Oh, grazie.
- Anche questa sarà un successo. - Lo spero anche io.
Papà. Ti presento alcuni amici.
- Vieni. - Andiamo.
Allora, come stai?
- Lui è mio padre, Pedro. - Come va? Salve.
- E lei è Mary. - Molto piacere.
Sono grato alla vita
per aver unito le nostre strade tanto tempo fa.
Oggi voglio brindare a te...
mia bellissima Esperanza.
E a tutti voi.
- Salute! - Salute!
Anch'io! Anch'io vorrei dire qualcosa, prima di iniziare a mangiare.
Se...
Se l'emozione me lo permette.
Vorrei ringraziare mio padre,
mia madre,
il mio caro suocero...
e te, Alex,
per avermi reso la donna più felice al mondo.
Infine, vorrei ringraziare una donna meravigliosa,
che mi ha insegnato col suo esempio
che posso raggiungere qualsiasi obiettivo,
che non esistono limiti
e che la libertà non è un regalo,
ma qualcosa per cui si lotta ogni giorno.
So che se oggi sono qui...
è grazie a te, Tita.
Sono felice di averti accanto.
Devo dire...
che sei stata per me una seconda madre.
- Salute! - Salute!
Agli sposi!
Salute.
Figlio mio.
- Chi sarà? - Non lo so.
- Altri invitati? - È Josesito, no?
Oh, è mia zia Gertrudis.
È mia zia!
Che gioia!
Siete bellissime, tutte e tre. Oh, Fina!
Ciao.
- È un piacere, Tita. - Piacere mio.
José, come sei cresciuto!
- Non potevo mancare. - È fantastico poterti conoscere.
Ti presento la mia famiglia.
- Grazie mille. - Sembra delizioso.
Sono incredibili.
- Sono ottimi. - La salsa si scioglie in bocca.
E i peperoncini sono così teneri!
Oh, Tita de la Garza!
In un rapido battere di ciglia, i peperoncini scomparvero dai vassoi.
Gli invitati li gustavano con piacere.
E nel frattempo, uno dopo l'altro,
si abbandonavano alla sensazione di libertà
con cui Tita aveva cucinato quella portata.
- Leo! - Signore?
- Suonane un'altra! - Con piacere.
Figlio mio.
Dovettero passare ben 20 anni
perché Pedro e Tita potessero stare insieme liberamente.
Avevano aspettato quel momento per tutta la vita.
E quel giorno, il loro amore sfidò il trascorrere del tempo.
Il desiderio di tanti anni,
l'attesa interminabile,
l'intensità del ricongiungimento...
Furono tante le emozioni
e fu tanto l'amore in quell'unione
che tutti i fiammiferi che custodivano dentro
si accesero allo stesso tempo.
Tanto tempo fa, ho imparato che le storie non sono totalmente vere o false.
Perché si nutrono di mezze verità, bugie ben raccontate o ricordi confusi.
Ricordi che si perdono nel fumo dei fornelli,
si impregnano dell'odore delle spezie e, come in una ricetta,
si mescolano come altri ingredienti al cibo.
Questa è la storia della mia prozia Tita,
della mia bisnonna Esperanza, che trovò il suo ricettario,
e delle donne della famiglia de la Garza che vennero dopo di loro.
Una storia che, vera o falsa che sia,
ci ricorda che siamo noi le padrone del nostro destino.
Una storia che vivrà finché ci sarà qualcuno
che cucinerà quelle ricette.
TRATTO DAI ROMANZI "DOLCE COME IL CIOCCOLATO"
E "EL DIARIO DE TITA" DI LAURA ESQUIVEL
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