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Sottotitoli di: LesPastranovic
FILM PER EVOLVERE
IL CONTENITORE tratto dal romanzo "Main Afternoon", di Alexander Mirer
Parte 1
Prendi.
Ciao.
Grazie.
Dai a me.
Sai qual è il taglio di capelli che mi piace di più?
Daša!
Daša!
Mi dispiace. Ora vai, vai.
- Daria! - Vai, vai.
Vai, vai.
LITRI
Non posso darvi un passaggio.
Per favore, la prego.
Almeno ci porti all'incrocio.
Lei è sveglia dalle quattro del mattino.
Daša, aspetta un attimo.
Avete sentito niente?
No.
Una specie di suono.
Un suono senza senso.
Ci vuole portare?
Non posso.
Il paesaggio...
...è bello...
...qui.
Sono il Triangolo Due.
Io andrò avanti, raggiungetemi.
Potresti aprirlo, per favore?
Da' a me.
Da sola non riesci?
- Ecco. - Grazie.
Fa freddo.
Che le succede?
Cos'ha detto?
Non lo so.
Che succede?
Dai, di' qualcosa.
Cos'è successo?
Non è niente, mi è già successo prima.
Eccolo.
Se rimaniamo coinvolti
daranno la colpa a noi.
Comunque non possiamo aiutarlo.
Altro?
Decidi tu, io me ne vado.
Aspetta.
Cosa?
Che arrivino e portino via la moto?
Non ho la targa.
Mio fratello mi uccide.
Non intendevo quello.
Porta Nastya a casa.
Chiama l'ambulanza e la polizia.
Devo restare con te?
No.
Farò in fretta, Sergei.
Pronto... ah, tesoro mio!
Ciao.
Eh, come va?
Addio.
Zio Seryeža!
Il volume della tua musica è troppo alto.
Ricorda, Daša,
se è musica, deve essere alta!
PANE
Daša!
Daša, andiamo!
Grazie.
Puoi spostarlo.
Sei comoda?
Lo metteresti là?
Che c'è? Non riesco a vedere.
Devi guardare fuori.
Tira fuori la testa se vuoi vedere che succede.
Vedi come si muove?
E ora chiudilo.
Se la tua testa resta qui...
E allora cosa faremmo?
Perché l'hai preso?
Perché me l'hai portato via?
- Ecco. - Attenta alle mani, sto chiudendo.
Sono l'Angolo Uno.
Sono l'Angolo Uno.
Sono l'Angolo Uno.
Sono l'Angolo Uno.
Non ci capisco più niente.
Il pane è ancora caldo.
È strano.
Kiselev,
hai un cavo da traino?
Io ho tutto.
Aiutaci a trainarlo.
Che cos'è?
Non lo so.
Prima c'era una voce.
Poi è sceso il silenzio.
Forse è una radio.
Va bene, ci pensiamo noi.
Va' a lavarti.
Sei un po' sporco.
Perché non aiutare?
È un bel panorama.
Kiselev!
Sei di umore nero.
Farò da solo.
Tenente!
Ho visto che il furgone del pane è qui.
È proprio lì, lungo la strada...
Che dio ci salvi.
Sai...
gli abbiamo chiesto un passaggio.
Io e mia figlia.
È tutto a posto.
Calmati.
Daša...
...sei il mio sole.
Chiama l'ospedale.
305 in ascolto.
Ambulanza 17, rispondeteci.
Centro in ascolto.
Ci serve sangue del tipo A positivo.
Grazie per le informazioni.
E di che.
Che gli è successo?
Un trauma al fegato.
Chissà se ce la fa.
Stai andando con loro?
Sì.
Kiselev,
che c'è nel furgone?
Lo sai cosa c'è.
Aprilo.
Qualcos'altro?
Fermo dove sei!
Mani in alto!
Mani dietro la testa!
Vai dritto verso il furgone,
verso il furgone.
Come stai, Igor?
Fermo lì.
Ti ho detto fermo.
Non puntarmela alla testa, coglione.
Sta' calmo.
Il paesaggio...
...è bello...
...qui.
Sono l'Angolo Uno.
Aiutalo.
Abbiamo agito come al solito.
Isoliamo l'area.
Ci impossessiamo di posta, telefono, telegrafo, stazione dei bus.
E poi inviamo un segnale.
Il tuo vettore...
...ha informazioni
sul... telescopio?
Il mio vettore non ha nessuna informazione sul telescopio.
Ci serve un ingegnere che lavori con il telescopio.
È appena passato di qua.
Le targhe?
Zero due e zero tre.
Si chiama Zamyatin.
Era con una donna.
Che mi dici di Ogarkov?
Ha detto che non opera i cadaveri.
Dottoressa, si calmi, la pressione sanguigna è normale.
L'ho misurata due volte, è normale.
Potete chiuderlo.
- La pressione è normale con questa perdita di sangue? - Controlla tu.
Perché ululano così?
Forcipi.
Ecco.
Sembra avere una vita di riserva.
Quanti cani ci sono in città?
Il paesaggio...
...è bello...
...qui.
Mamma!
Mamma!
Mamma!
Sei qui per vedermi?
Prego, siediti.
Ciao.
Pronto!
Pronto!
Pronto!
Signora...
Mi scusi.
Non c'è linea.
L'ho notato anche io?
Il problema non è qui.
- Il problema è della linea. - Lo aggiusteranno presto?
Non si sa, è domenica.
È lo stesso, in settimana o il fine settimana.
Saša, ti ho portato questo.
Ce l'ha un nome?
Che nomi di danno ai gatti?
Murka e Muška.
Allora ti chiamerai Muška.
Devo parlarti.
- Con me? - Sì, con te.
Va bene, dimmi.
Comunque, compagno Zamyatin,
qui c'è una lettera per te.
La vuoi prendere?
Sto facendo tardi, è...
Dobbiamo solo andare fuori.
Va bene.
Torno subito e parliamo.
Aspettami in strada.
- Dov'è? - Laggiù.
Alla fine del corridoio.
Ehi, che stai facendo? Questa, questa è la mia macchina.
Parla col tenente.
Al tenente?
Tenente, che succede?
Non... non capisco che succede.
È... è la mia macchina.
Mamma!
Guarda quant'è carino.
Mamma.
Guarda.
Mamma.
Guarda.
Quello.
Che succede?
Il paesaggio...
...è bello...
...qui.
Sì, sì, è bello.
Ti senti bene?
No.
Va bene.
Aspetta.
Vuoi che ti accompagni?
No, non voglio.
Riuscite a immaginare quanti ne hanno sepolti?
Sono fortunati. Non sanno ancora niente.
Tu ti occuperai del telescopio.
Mi serve l'ingegnere.
Si chiama Zamyatin.
Ha già cominciato con i calcoli.
Andiamoci insieme.
Sì.
E dopo troveremo tua madre.
Il tuo gatto si chiama Muška.
Come fai a saperlo?
Lo so.
Sai quanto mi ama la mamma?
Quanto?
Avvicinati.
Così.
Sergei!
- Ciao! - Ciao!
Pensavo fossi da Černov. Sono passata ma non c'eri.
Ero...
E lei chi è?
Come ti chiami?
Daša.
Lei è Daša.
Perché la stai portando al poligono?
Be'...
Sua madre se n'è andata.
Portiamola a casa mia. La nonna le darà da mangiare.
- Vuoi andare? - Sì.
Dallo a me.
Torni?
Sì, dopo che avrà mangiato.
A dopo.
Zio Paša.
È ipnosi.
Va a spasso in città
con questo aggeggio e ipnotizza.
Capisci?
Va bene, va bene, calmati.
Cerca di ricordare
se l'hai detto
a qualcun altro.
No.
Nessuno.
Solo a George Stepanović.
E ti ha chiamato.
Bravo, ragazzo.
Sergei, sei qui?
Sì, sono io.
Perché mi guardi così?
Non mi credi?
Vai, chiedi a Sergei.
C'era anche lui.
Zio Paša,
il poliziotto non è neanche uscito dalla macchina.
E lei è stata mandata indietro.
Dopo che è tornata,
è entrata in macchina con lui.
e sono andati via insieme.
Ha lasciato lì sua figlia.
Poi sono andati insieme fino alla piazza
e hanno cominciato a portare gente al furgone del pane.
Uno a uno, in coppia.
Questo dispositivo
che hanno usato per respingere la gente
ha un nome.
Non sono riuscito ad avvicinarmi, non ho sentito bene.
Non ricordo esattamente.
O trasmettitore,
o vettore...
Non ricordo.
Contenitore.
Forse contenitore.
Che ne pensi, Ostapyć?
Vieni con me.
Perché lo stai ad ascoltare?
Era lì anche lui.
Lui è il Triangolo Sei.
Ostapyć...
Come stai, Sergei?
Sto bene.
Solo che...
...fa molto freddo.
Va bene.
Bene, bene.
È un bene che sia freddo.
Penso...
...che tu...
...Sergei...
C'è un medico alla porta accanto.
Chiamalo.
Vorrei dei fiori?
- Quanti? -Quindici.
Ecco.
Me ne dia un altro.
Ecco.
Prendili tutti.
- Attenta, si bagnerà. - Va bene.
Prendi.
- Grazie. - Prego.
C'è nessuno in casa?
- No. - Chi stai cercando?
Mi serve un medico.
Un medico...
Io sono un medico.
Tieni questi.
È vero?
Sì.
Vieni con me.
Dove?
- Al poligono. - Perché?
C'è stato un incidente.
Aspetta.
Che succede, dottoressa?
È morto.
Che vuol dire che è morto?
Com'è morto?
Poco fa era vivo.
Ha chiamato la polizia?
Perché? Lui è il capitano della polizia.
Alzagli la manica.
Cosa pensi che sia?
Non lo so.
Non ne so molto di tecnologia.
Io sì.
Ma non so cosa sia.
Serve a ipnotizzare.
Proprio così.
Aspetta, Ženya.
Aspetta.
C'è gente in città
che usa cose come questa.
Tra loro si chiamano Angoli e Triangoli.
È chiaro.
È un sistema gerarchico.
Un Triangolo è subordinato a un Angolo.
Un Angolo a una Linea.
È ovvio.
Chi stai chiamando?
La polizia?
Sì, faresti lo stesso al mio posto.
Non chiamarli.
Ti prego, non farlo.
Ascoltami.
Con... questo dispositivo...
...ha fatto volare via il ragazzo.
Ho dovuto sparare.
Ho puntato alla spalla.
Non volevo ucciderlo.
Sì...
...ho sentito che sei un cecchino.
Va bene.
La stazione di polizia è vicina.
Spero possa andarmene.
Non andarci.
Controllano mezza città.
Benissimo.
E tu credi a tutto questo?
Ascolta...
Ditemi perché...
...mi dite tutto questo?
Che succede?
Lui...
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