All language subtitles for 1986 - What Every Frenchwoman Wants

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Original subtitles

Grazie.

Acuccia, buona, sei già.

Buona.

Ferma.

Lo spugno, è in calore. Salta addosso tutti.

Buongiorno, sono Ursula. Ti ricorda di me?

Sì, buongiorno Ursula.

Certo che si cambia in tre anni.

Roger. Venga, sua madre l 'aspetta.

Lasciati abbracciare, hai fatto un buon viaggio?

Sì, mamma. Ma che cos 'hai lì?

Come hai fatto a sporcarti in questo modo i pantaloni? Oh, poco male, è stato

cane. Ora vado a prendere uno straccio.

Non cambierai mai, Rosie.

Se c 'è da sporcarsi, sei il primo.

Alla sua età può succedere. Io non ero sporca. E tu neanche.

Da qua.

Faccio io.

La purezza dell 'anima comincia da quella dei vestiti.

Dei vestiti e delle scarpe.

Buongiorno.

Il signor Frank.

Ti ricorderai del signor Frank?

No.

È un amico di papà.

Viene qui quasi tutte le stagioni.

Passa il tempo a scrutare il cielo.

Il cielo è zia Margherita.

Stazzita, Berta. Quante volte te lo devo dire.

Alla tua età non si scherza sui grandi.

Ciao, Roger. Ciao.

Ah no, sulla bocca no.

Fa

come

me, chiudi gli occhi. Non muoversi e ascolta.

Lo senti?

No. Sta più attento.

Non li senti i rumori?

Tutti intorno a noi sono bellissimi, ascolta.

Li senti adesso?

Signorina, viene ad aiutarmi?

Ah, la signora Mule.

L 'ho raccolta per lei.

No, no, non è lavata.

Mio marito.

Lo trova cambiato, vero?

Buongiorno, signor Moller. Un momento.

Andiamo?

Grazie.

dura un momento solo.

Dolor d 'amor dura tutta la

vita.

Buongiorno, signorina Roger.

E tieni la mano sul tavolo, quante volte te lo devo dire.

Non fai che dirci questa storia delle mani, ma il signor Frank ne tiene sempre

una nascosta sotto il tavolo.

Gli americani mangiano in questo modo, per loro è buona educazione.

Gli americani non sanno che cosa vuol dire educazione.

Grazie, Elen.

Ma quando arriva?

Ha molto lavoro.

Verrà fra qualche giorno con Elisa.

E il fidanzato di Elisa?

Deve venire anche lui, ma non subito.

Cosa fa il suo futuro genero?

È sottotenente in aviazione.

È pericoloso. Sì, ma viene da un 'eccellente famiglia.

Elen!

Elisa mi ha mandato una fotografia.

Sono bellissimi insieme.

Sembrano molto innamorati.

E lo sono.

A me sembra una cartolina.

Berta, adesso basta.

Di buonanotte a tutti e vai a dormire.

Kate! Ma è presto, mamma. Volevo restare un po' con Roger.

Ho detto a letto. Senza discussioni.

Kate!

Vado, ma non è giusto.

Miss, porti via la bambina.

Come on, Betty.

Le faccio dire le preghiere e subito a letto. Certo, signora.

Andiamo?

All right, Betty. Come on. Don't call me Betty. My name is Bertha.

Metti la mano davanti alla bocca.

E per parlare, aspetta ad aver finito, poi togli la mano.

Sembra incredibile, bisogna dirgli tutto.

Mamma, posso andare a dormire anch 'io?

Sì, di buonanotte alla zia e al signor Frank.

I bambini vanno trattati da bambini il più a lungo possibile.

Ah, buonanotte, Roger. Buonanotte.

Buonanotte. E addormentati subito, senza pensare a niente.

E le tue osservazioni sul sole, come stanno andando?

È strabiliante. In questo momento ti vedono delle esplosioni di una violenza

inaudita. In tutta la mia vita non ne avevo mai osservate di così potenti.

Mi chiedo cosa voglia dire.

Gli anni che finiscono per sette. o per dei multipli di sette sono sempre

caldissimi.

Io non ho sonno e tu?

Io sì.

Posso stare un po' qui?

Stai zitta però.

Buonanotte. Dormi bene.

La trovi bella zia Margherita?

Sì.

L 'altro giorno c 'era Len che parlava di lei e diceva essere vergine a quell

'età? Non è per niente ragionevole.

Non è mai stata fidanzata?

No. Ha paura degli uomini.

Questa è mamma che lo dice.

E il signor Frank?

Il signor Frank?

È un uomo ricco, ma ha sempre la testa fra le nuvole. E poi è brutto.

Hélène è quella che serviva a tavola?

Sì, perché?

Così per saperlo.

Ah.

Che cos 'è? Che hai lì?

Niente. Ah, sì, lo so. Vuoi che te lo dica?

Ma no.

È stata Kate a parlarmene.

L 'inglese? Sì, è molto carina.

C 'è un mucchio di donne in casa.

Troppe, non le sopporto.

There you are.

Posso sapere che ci fai nel letto di tuo fratello?

Cosa stai pensando?

Mai voltare le spalle al bimbi.

Io gli ho voltato le spalle, ma non sono fuggita. Ho resistito eroicamente.

Sei un 'eroina.

Che caldo.

Almeno dimmi grazie.

Grazie. Come va tuo marito?

Te la cava un po' meglio?

Anche gli impacchi non sono serviti.

In un caso così, a che serve un marito? Sembra che ti ami tanto, però.

Ecco il problema.

Se non mi amasse, non soffrirebbe.

E con le altre ci riesce?

Questo non so dirtelo, ma non credo.

Di cosa parlano?

Del marito della signora Murray.

L 'ho visto ieri nel bosco.

Che faceva?

Non l 'ho capito.

Non fa che pregare la Madonna.

E tutti i santi.

Potresti mandarlo in pellegrinaggio.

Così troveresti qualcuno che lo sostituisca.

No.

Guardate laggiù, ci sono le tre grazie.

Grazie, graziella. È graziosa.

Salve, bellezze.

Gli fate prendere un po' d 'aria?

La rinfrescate?

Mi dai un po' di vino, per favore? Ehi, bellezze!

Che fate? Non ci rispondete?

Ehi!

Ehi!

Oh! Vi siete addormentate? Oh!

Vieni qui.

Vieni.

Non è come in città.

Fanno tutti così, anche il parroco. L 'ho visto io, eh?

Ehi, laggiù, interessa l 'oggetto?

Ehi, attenti ai roffi, pare che mordano.

E alle vespe, se vi pizzicano ti gonfia.

Ti dispiacerebbe? A me no, ma urla forte.

Povera Ursula.

Ursula non ce lo vuol far vedere, ma tutti conoscono il suo sedere.

Così vi rinfrescate la memoria.

C 'è anche Elisa.

Ciao, papà.

Angioletto. Ciao, amore. Ciao, ciao.

Prima voglio che tu vada in bagno a lavarti. Te l 'ho detto mille volte. Te

volevo solo abbracciare. Ma sei tutto incollerato.

E poi davanti ai bambini non mi piacciono. Ciao, Rosè. Ti piace qui?

Sì, papà. Sei cresciuta ancora. Bravo.

Mia cara Elisa, come sei bella.

Eh, cos 'è?

Ciao, Berta.

Ciao.

Buongiorno, Elisa.

Buongiorno.

Anche tu, mamma, stai molto bene? Sì, è vero. Questo clima mi rigenera.

Com 'è andato il viaggio? E' bene. L 'automobile va che è un piacere.

No, no,

è la gamba che mi fa più fastidio.

E come va in fabbrica?

Male. Sono momenti duri, speriamo che passino presto.

Guarda il campionario di papà.

Vediamo i prodotti della concorrenza, ho qui il catalogo.

Offrono medaglie e decorazioni a prezzi incredibili.

Non so come ce la facciano.

Guardi un po'. Avranno una produzione maggiore. O prodotti di qualità

Potrebbero anche vendere a lettera.

Sembra che fabbrichino di nascosto il gran cordone del Siena. E addirittura

decorazioni tedesche.

Per non parlare delle cordelline. Hanno proposto di sopprimerle in cavalleria. E

io ne ho un intero stock in magazzino.

Roland dice che in aviazione loro hanno bisogno di molte cose. Sì, ma l

'aviazione è un 'arma neonata.

E poi si tratta di un mercato piccolo, senza alcun futuro.

E no, se non scoppia presto la guerra, io vado a ganda all 'aria.

Addirittura? Garantito.

Il pranzo è servito.

Bene, a tavola.

Chi fabbrica forniture militari in tempo di pace...

Deve mangiare pane duro.

Ah, quella bestiaccia. Perché bestiaccia? Ma è lui che mi ha sbalzato

Tre sole settimane dopo il matrimonio.

Io che volevo diventare generale, fui invece congedato a causa della gamba.

Allora ho cercato di rifarmi, vertando sempre nel campo militare.

Terraria non è rivincita. Eh, ma tutti ci speravano. Sono ormai dieci anni che

parlano di questa guerra.

Ah, è la bestiaccia.

Sgoppierà quest 'anno.

Ci metterei la mano sul fuoco. Ah, che ne sa lei.

Il sole non sbaglia mai.

Ah, va.

Guarda che c 'è.

Non sono cattivo.

Sono fatti così.

Ti sei confessato?

No, non ancora.

Io sì, ma non gli ho raccontato tutto a padre Gabriele.

Ma il signore, lui lo sa che hai mentito. Il signore?

Figurati se pensa a me.

Chi è padre Gabriele?

Dai, portami il cavalluccio.

È un frate di un convento qui vicino.

Va sempre col piede nudo, anche d 'inverno.

Vieni, ti faccio vedere una cosa. Che cosa?

Vieni, non fare domande.

Coperto per caso, attento.

Ci siamo.

Dove? Sul confessionale.

Ascolta.

Attenti, la moglie del fattore. La signora Müller.

Che altro?

Cattivi pensieri?

No, ho troppo lavoro.

Oh, che barba.

Con lei è sempre una noia, me ne vado.

E dove vai?

Per me è tardi, vado a fare i compiti.

Tu, tu resta pure, a volte è divertente.

Vai, infatti.

Mi perdoni padre perché ho peccato. Ha peccato in atti o in pensieri? In

pensieri. Penso di te.

Sì padre.

Parli, l 'ascolto.

È più forte di me.

Non riesco a liberarmi da certe immagini.

Immagini che costituiscono un peccato contro la carne?

Sono immagini di uomini.

Domestici della fattoria soprattutto.

E ultimamente anche un 'immagine di bambino. Di bambino? Che bambino?

Mio nipote.

Da quando è arrivato, continuo a pensare che qualche anno fa avevo l 'abitudine

di fargli io il bagno la domenica.

Mi eccitava il calore dell 'acqua, il suo odore di fanciullo,

il contatto della sua carta.

Un giorno, guardandolo nudo, ho capito che ormai era diventato un uomo.

Era in piedi, lì davanti a me.

Io non so perché... Mi sono abbassata.

L 'ho abbracciato.

E poi con la bocca... Dopo

sono scappata via di corso, disperata. Per molti giorni non l 'ho guardato.

E da allora non l 'ho più lavato.

Sì, e che altro?

Mi sono guardata qualche volta nuda allo specchio.

E con la mano...

Sempre tutta sola?

Sì. No, no, lei conosce Kate, la governante.

Ma è anglicana, non ho il piacere di confessarla.

Ma cosa è? Ma cosa è?

E Rolando!

Buongiorno, Rolando.

Oh, grazie.

Venite, entriamo.

Mamma, posso scendere?

Più tardi, te lo dirò io.

Ero genio, fratello. Ha fatto una porcheria e lo puniamo.

In questa stagione pizzica forte.

In ginocchio.

Dieci colpi.

Roger, non piangere.

Non è niente.

Fanno così solo per non annoiarsi.

Non ci sono molte distrazioni qui.

Oh, poi me lo racconti quello che

stava confessando la zia, eh?

Le brucia ancora?

Sì. Se vuole posso metterle un po' di pomata.

No, va meglio.

Ho visto Hélène.

Ah, sì, poverina.

Ma chi è che la scuote?

Mistero, non lo sa nemmeno lei.

Davvero? Tutte le sere la stessa storia.

È un uomo. Ah, certo, sicuramente è un uomo.

Che cosa le fa?

Ma la...

La... Vada, vada a letto. Se va in giro così si busca un malanno, eh?

Scusami Roger, devo andare in bagno.

Ti interessano le stelle?

Sì.

Stasera si vedono male.

Ci sono troppe nuvole.

E il sole?

È vero quello che diceva? Ma certamente.

C 'è una teoria che dice che l 'attività solare determina i nostri

comportamenti, o almeno li influenza.

Quando le esplosioni aumentano, nazioni e uomini... Diventano irrequieti, si

gettano gli uni contro gli altri e si massacrano. Noi crediamo di dominare gli

avvenimenti, invece è il sole dall 'assù nei cieli che li provoca.

Che cos 'è un peccato contro la carne?

Ce ne sono molti, Roger.

La guerra, per esempio?

Certo, la guerra.

Hai ragione.

Signor Frank, alla mia età affrontavano anche lei.

Sì.

E aveva l 'impressione che tutto fosse male, che non ne azzecava una,

che rischiava di continuo le botte.

Veramente ce l 'ho ancora questa impressione.

Buonanotte.

Buonanotte.

Allora piccolo sudicione, ci risciacquiamo gli occhi?

Scendo in cucina a bere un bicchiere d 'acqua e al ritorno cosa vedo? Il

arrossato del signorino.

Che diranno i tuoi genitori quando lo sapranno?

Oh no!

No, non gli dica niente. Prima spi la confessione dell 'azietta e adesso gli

amori di papà e mamma. Oh, la prego.

Forse ti andrebbe di venire un giorno al casino con me?

No, la supplico, non dica niente.

Farò tutto quello che vuole, signor Roland. Come hai detto?

Farò tutto quello che vuole, signor Roland.

e lucida bene i raggi, uno per uno.

Ho qualcosa che mi prude in testa, me la togli?

Fa vedere?

Ma che fai, sei matto?

Lasciami subito andare, Adolfo!

Sei impazzito, ma che vuoi fare?

Vediamo se indomini.

Va da te.

Le tue unghie sono pulite, ben limate, della lunghezza giusta.

Che belle mani hai! È un piacere guardarti mentre guidi, ti pentini,

tutto alla perfezione.

Io, per esempio, odio gli uomini che si mettono le dita nel naso. Non potrei mai

sposarne uno con questa abitudine.

Ai miei figli non lo permetterò mai.

Stamattina è stato buffo. Una delle serve è caduta in un mucchio di letame.

Era completamente imbrattata, dappertutto, perfino nei capelli.

Un odore nauseante.

Mamma, scusa, sei sicura che si può parlare di queste cose? Quando sarai

Roger, non sono puliti.

È vero, non li hai puliti.

Guarda, come posso mettere questi stivali?

Hai ragione, c 'è un po' di merda.

Roger, dove hai imparato questa parola?

Mamma, vuol sapere dove l 'ho sorpreso stanotte?

Stava origliando alla porta della sua camera.

Cosa? Sì, in piena notte.

Frere, vattene via.

Non voglio più vederti.

Hai capito? Vattene via!

Sono riuscita a educare la figlia.

Ma lui è sempre sperando.

Non so più cosa fare. Le punizioni non servono a niente.

Ma com 'è possibile che due persone come mio marito e io abbiano generato un

discolo di quel genere?

Sono disperata.

So io cosa ci vorrebbe per rimetterlo in carreggiata. Mi basterebbe averlo per

qualche giorno nella mia compagnia.

Mi farei assaggiare il gusto della disciplina.

Vero, cara?

Vero, cara?

Ai vostri piedi il mio cuore pongo, come rosa al tramonto l 'anguscio.

È alla vostra lingua che ambisco, ed è il mio cul che

vi propongo.

Signorino Roger, era lei.

Credevo fosse qualcun altro.

Venga, le metto un po' di acqua fresca.

Una volta sul culo, una volta sulla testa,

signorino Roger. È la vita.

Le donne fanno sempre del male.

Spesso. Ma a volte fanno anche bene gli uomini. In che modo?

Non indovina?

Ursula, l 'ho finito!

Guarda qui com 'è bello!

Buongiorno, signorino. Lo vuole assaggiare?

Ma dove va?

Buongiorno, signorino.

Deve essere oggi.

Oggi, oggi o mai più!

Gustavo, ci siamo, la giuminta sta per filiare.

Gustavo, le preghiere le dici un 'altra volta, la cavalla non ti aspetta.

Gustavo, non hai sentito quello che ti ho detto?

La giuminta sta per partorire.

Che succede, chi è?

Ah, è lei, signorina.

Gustavo, ma sei ancora lì? Dai, smettila.

Gustavo, vieni via.

La cabana, bisogno d 'aiuto.

Se non ti sbrichi le preghiere, dovrei dirle per lei.

Gustavo!

Signorino Roger, che cosa fa?

Ma signorino, infazzita, su, mi lasci.

Ma mi fa male.

No, no, male no.

No, no, no, no, no, no.

Ma cosa mi fa fare?

Ma lei è un diavolo, signorino.

A questi.

Eccolo.

Signorina.

La guerra.

È scoppiata la guerra.

La Germania ci ha dichiarato guerra.

La guerra.

La guerra.

È scoppiata la guerra.

La giornale con le ultime notizie.

Dov 'è?

Dov 'è?

Voglio vedere il giro. Eh, guarda.

La Germania.

Chiara guerra alla Francia.

Diciamo la verità.

Era proprio ora che scoppiasse. Dicono che sarà una guerra lampo. Ah, no, no,

non facciamo scherzi, eh?

Spero che duri almeno un anno. Sicuramente.

Non resisteranno mai un anno.

Ritorno in fabbrica? Sì, parto di corte.

E lei, signor Frank, è stato richiamato?

No, io soffro d 'asma.

Ma che fortuna.

Alla vittoria! Alla vittoria!

Sì, sì, ma senza fretta però.

Alla vittoria!

Alla vittoria!

Alla vittoria! Alla vittoria!

Alla vittoria!

Oh!

Buonasera signorina Roger.

È terribile, ma potrai non rivederti più.

Mi aspetterai?

Come puoi farmi una domanda del genere?

Ti aspetterò fino alla fine del mondo.

Ho sul mio cuore la tua fotografia. La porterò con me in cielo.

Sii prudente, Lassù.

Voglio che tu sia fiera di me.

Comportati bene, ma non correre rischi inutili.

E resto pace.

Grazie

Signorino Roger, potrebbe aiutarmi?

Che ci devi fare?

Sua madre ha deciso di sistemarmi in casa.

Perché?

Forse adesso ha paura.

Signorino, devo lavorare.

Ti sto aiutando.

Bugiardo. Lei non mi aiuta affatto. Mi molesti.

È molto complicato sfogliare una donna.

Una cameriera deve avere rispetto per la biancheria, con dolcezza, così.

È la prima volta che vedo nudo un signorino di città.

Meno male, è quasi normale.

Un momentino.

Bisognerebbe far l 'amore in continuazione.

Tu sai dirmi perché non è così, Ursula?

Me lo sono chiesto spesso anch 'io.

Comunque tutti ci pensano.

È meraviglioso.

Ursula, io mi voglio sposare con te. Ti amo.

Cominci molto male.

Ma perché?

Perché se parli così a tutte le ragazze non avrai una vita facile.

Ma è la verità, ti amo.

Alla mamma lo dico perché si deve, ma a te no.

A te?

Ti sento. Ti tocco.

La tua pelle è così dolce.

Sono sicuro, ti amo.

Anche tu hai la pelle molto dolce.

Sei gentile.

Sei bravo.

Bravo? Mi hai trovato bravo?

Sì.

Era la prima volta?

Sì.

La prima volta non si scorda mai.

Piccolo.

Hai la camicia strappata?

L 'hai fatto?

Sì.

Con chi?

Questo non te lo dico.

L 'hai fatto con Kate?

No, non con Kate.

E che aspetti?

Mamma è in salotto con padre Gabriele. Vieni.

Il suo sogno era diventare ufficiale.

Ufficiale di cavalleria.

Prima dell 'incidesce era il più normale dell 'uomo.

E per di più da allora è diventato geloso.

Molto geloso? Non puoi immaginare quanto.

E il suo sogno infranto è come un fantasma fra di noi.

Lui mi obbliga a prendere delle posizioni.

Mi capisce, padre?

Che tipo di posizioni?

Mi risparmi particolari.

Ma lei... Come dire...

ne prova piacere?

come dire sì in un certo senso anche se non

avrei bisogno insomma almeno credo quello che volevo chiederle

sì? che lei sappia ci sono delle donne

io intendo dire delle persone

con le quali lui possa soddisfarsi, senza umiliarmi così, delle persone

specializzate. Ma sa domandarlo a me?

Fammi scusi.

Ci sono tre risposte.

Innanzitutto, l 'adulterio è proibito sotto qualsiasi forma. Non è possibile

suo marito si rivolga a delle altre donne.

È suo dovere coniugale, signora, soddisfarlo. Ci pensi lei?

In secondo luogo... In secondo

luogo... Ah, sì, ora ricordo.

Dubito che suo marito sia contento di una donna qualunque, di una donna che lo

conosca poco.

È lei che lui desidera, signora, lei sola.

E in terzo luogo, se posso permettermi, non si lamenti.

Queste piccole stranezze del resto perdonabilissime

in tempo di guerra sono la prova dell 'amore e della fedeltà di

suo marito.

Mi creda, non sono molte le donne che possono dire altrettanto.

Cosa ci fate?

Rosè, vieni qui.

Roger, ti farò frustare un 'altra volta. Ah sì? Ma ora che tutti gli uomini sono

partiti, chi mi terrà?

Le ho fatto paura?

Sì. Mi scusi, non volevo.

Prima lei non veniva mai qui.

L 'Ottoma ha detto, oggettano ancora più rischi. Perché?

Perché gli uomini sono partiti per la guerra.

A lei gli uomini fanno paura?

Fanno paura tutte le donne.

Perché?

Perché?

Ma perché... Perché?

Tenga, glielo regalo.

Allora, ne ho sentito delle belle su di lei.

Che le hanno detto?

Non sa benissimo.

No. Tu me lo dica.

Dicono che lei fa certe cose di nascosto con le cameriere.

E le cose?

Che cose?

Sa che lei mi piace moltissimo. Io?

Vuol vedere quanto?

Grazie.

Allora? Tutto bene, tutto bene. Ho visto il ministro.

Ci vorrà un po' di tempo, però si è impegnato.

Quanto resti qui?

L 'una di mattina devo essere in fabbrica.

Hanno mobilitato gli operai? No, no, ho tenuto una dispensa, ma pensavo di

assumere delle donne. Tra l 'altro costano molto meno.

Qui va tutto bene, cara?

Qui è un idillio.

Guardate, una foto di Roland sul giornale. Ha abbattuto un altro aereo.

vedere. Con questo sono tre.

È un vero astro.

È bello come un aereo. Ah, sì.

L 'uniforme gli dona molto.

Certo, ha qualcosa di miracoloso l 'aviazione. Il metallo che si libra nell

'aria.

Guardate qui, ha una delle medaglie di papà.

È vero.

Con uomini così la guerra sarà vinta in un baleno.

Speriamo ci voglia più tempo.

Mamma, perché la fanno questa guerra?

Ma perché...

Domandalo a tuo padre, lui saprà dirtelo.

Papà,

me lo spieghi allora.

Beh, è colpa dei tedeschi.

Perché, che cosa hanno fatto?

Ma, un mucchio di mascalzonate.

Quali per esempio?

Beh, te lo dirò domani.

Adesso si è fatto tardi, dai.

E tu zia?

Tu lo sai perché fanno questa guerra?

No.

Nessuno me l 'ha detto. Per me agli uomini piace.

Battersi, uccidere. E a te?

Ti piacerebbe farla?

No, no, no.

Io sto meglio qui.

È tutto inutile, tanto peggio per lei. Nel mio paese, signora, lo sfidaggio è

voluto con la morte.

Ha ancora un ultimo desiderio da esprimere? Un parente, qualcuno da

No, è rimasta sola.

Ebbene, signora, eccola al termine di una vita avventurosa.

Non posso che augurarle di avere molto coraggio.

Mostrerò come fa a morire una donna.

La preparo per l 'esecuzione.

Lasci che le vendi gli occhi.

Non vorrà vedere arrivare la morte.

Flottore, pronti al fuoco!

Puntate!

Oh, Ruggi!

Ruggi! Non ti arrabbiare, mamma.

Ti ho salvato la vita.

Ma perché mio cognato si comporta così?

Beh, senza dubbio, per amore.

E mia sorella sarà contenta?

Evidentemente.

Ciò che passa nella testa degli uomini è un mistero.

Buonasera, cara zia.

Roger, che ci fai nel mio letto?

Volevo il bacio della buonanotte.

Certo, eccotelo.

Adesso va.

Volevo un bacio come quello che mi hai dato un giorno, quando ero piccolo.

Esci di qui immediatamente o chiamo tua madre.

Ha da fare, l 'hai visto?

Va fuori, ti ho detto!

Faccio dei passi.

Come ti fa? Non voglio che ti vedano uscire di qui.

Margherita, sono io, mi apra, le devo parlare.

Ma è impossibile a quest 'ora.

Ho qualcosa da leggerle.

Che cosa?

Un poema.

Se vuole può leggermelo attraverso la porta.

Lo ascolterà?

Sì, glielo prometto.

Fra tutti i soli a cui mi son bruciato,

E le galassie fra cui ho vagabondato. Mia adorabile Margherita, sono la tua

stella, io non ho smarrita.

Quella stellina è un puntolino d 'oro, e alla sua luce io prendo ristoro.

Dessa mi tazzo e mi disceso, chiuso nel cuore. Hai ancora vergine, zia.

In questa notte di tormento e gioia, prima che al mondo la mia voce muoia,

voglio che a te giunga il mio pianto, che mi sconvolge e rende affranto.

Mio adorato amore, e la dolcezza mi convolge il cuore.

La tua purezza e la tua calcità, sol con le mie hanno a cura.

Ma te ne ho sicuro che non mi dico, po' che ti dica, vieni, io ti figlio, quando

ti penso, trovo grande brezza.

Ma niente più lontano della tua bellezza.

Come quando ero piccolo, Andrea.

Ti piaceva tanto.

Chiude le stelle il telescopio tuo, le tue dita lunghe e sfigurate sono per me

una salva.

Sembra che incinni il tuo ambito collo, per esso impazzirebbe anche il dio

Apollo.

Ultima lascio la tua bocca amata, vorrei essere il primo che l 'ha baciata.

Forse il mio ardire è periglioso, osa, ma tu di essa alcun uomo, cosa, se non

pensieri, è un doveroso friccio che in me tenerò più d 'incorrido.

Che essa mi dica la parola attesa.

È

arrivato,

è arrivato finalmente.

Ama la musica.

E anche la medicina.

Le piacciono queste fotografie? Ma come dire, sì.

Un po'. Più o meno del sole.

Che razza di domanda.

Quando si ha come sola prospettiva quella di passare il sabato sera in

bordello di provincia.

Certo tu, puoi dire grazie alla guerra.

Perché non va a letto con qualche donna? È talmente facile.

Sì, sembra.

Che pensiero gentile.

Vieni, entra.

Ti è successo niente nel corridoio?

No, è finito con l 'inizio della guerra.

Allora non era né mio padre né il signor Frank.

E neanche lei, signorino. Chi poteva essere?

Secondo me il signor Bull. C 'era sempre un gran titinio di chiavi.

Sua moglie dice che non ce la faceva. Non ce la faceva con sua moglie.

Adesso sei tranquilla, insomma.

Sì, signorina Roger, adesso sono tranquilla.

E come mai sei venuta qui a quest 'ora?

Senza motivo.

Ho solo pensato che è una camomilla.

Non ne ho bisogno, lo sai. Dormo lo stesso.

Buonanotte, Ellen.

L 'hai fatto con Ferit?

Sì.

E come è stato?

Molto, molto.

Te l 'ha detto lei?

Sì. E mi ha anche detto che l 'hai fatto con Ursula. E Ursula mi ha detto che l

'hai fatto con Elen.

È vero, rispondi?

Sì.

Ma l 'hai fatto con tutte quante?

Beh, quasi.

E con sia Margherita?

Sì, ma non completamente.

Però lo farai.

Chissà.

Guarda che sto arrivando.

Ti fanno male i piedi? Sì, questi stivali mi fanno piccole.

Chiediti, così te li tolgo. Sì.

Hai caldo?

Sì.

Allora perché non ti spogli?

Hai ragione, vado a cambiarmi. No!

Lo puoi fare anche qui.

Anzi, ti aiuto.

Nella scuderia?

Sì, perché no?

I cavalli sono nudi.

Sei molto cambiato ultimamente.

Ma che ti prende?

Roger, lascia, mi sei impazzito. I primi abitanti della terra lo facevano. Ma

noi non siamo i primi. E se fossimo su un 'isola deserta? Ma non siamo su un

'isola. Roger!

Che vedrai Che glielo dite?

Mi farà bene. Era talmente isterica. Sì, per questo fa bene a tutti.

Sarà.

Dopo di lei...

Signorina Kate, la stavo cercando. Il signorino Rocher e sua zia Margherita

hanno bisogno di lei. Si accomodi.

Sono venuta ad aiutarti.

Ma come mai continui ad addormentarti?

Che ti succede?

Alla mia età bisogna dormire molto.

Lo sai che cosa ti dico?

Credo di essere incinta.

Sei incinta?

Insomma, aspetto un bambino.

È una cosa grave?

No, no.

È meraviglioso. Che faccio adesso?

E mamma che dirà?

E' Rolando.

Brigati, tirati su.

Nascondiamoci che se quello ci vede insieme è capace anche di pensare male.

Ci avrà visto.

dove Icaro si libra nel cielo

Lo sai che adesso sono capitano? Che bello.

Nominato ieri sera.

Roland!

Sei il più bello. E sei il mio eroe.

Guarda.

La porto sempre con me.

Questo buco è una pallottola nemica. Ti ha trafitta audacemente.

E poi... C 'è anche questo. Il mio che pida tenente.

Un 'altra pallottola.

Gli ne regalerò uno nuovo, Roland.

Con dei bei galloni da capitano. Bravo!

Non c 'è nulla da prendere.

Alla salute del capitano. Alla salute del capitano.

E in più sembra che avremo un ottimo vino quest 'anno.

Adesso Roland vi racconterà una bella storia.

Un mattino un soldato marciava.

Il cielo era grigio e si levava la nebbia.

All 'improvviso appoggia entrambi i piedi su qualcosa di cedevole.

E precipita in un buco. E questo buco era la pancia completamente

decomposta di un cavallo morto da parecchie settimane.

Un putto soffocante, spaventoso.

Il soldato non riesce a mantenere l 'equilibrio. Non trova pigli.

Affonda in quel marciume. Lotta cerca di uscirne. Si dibatte con tutte le sue

forze. Niente da fare.

E gas?

E muore.

Credevo che non si parlasse di porcherie a tavola. Ma che dici, Rosie? È la

guerra. La guerra non è una porcheria. Sei cresciuto, non hai più i brufoli.

Cominciamo. Forza.

Ecco, adesso bisogna tirarlo. È sicuro?

Così ci hanno detto all 'ospedale. È la sola maniera per riallungargli la gamba.

Bisogna tirare forte. Il più forte possibile.

Pronto. E si deve farlo tutti i giorni per un anno.

Su, tutti insieme.

Tiriamo. Piano, senza scossone.

Tu, laggiù. Aiuta anche tu.

Così, forte.

Issa.

Issa. Oh, Issa. Oh, Issa. Oh, Issa. È meglio perdere una

gamba o un occhio? Non ti fanno mica scegliere.

Oh, Issa.

Oh, Issa. Che è successo, signora Miller?

Mio marito, il poveretto è morto.

Ecco che cosa mi è rimasto.

La piastrina di riconoscimento.

E la pallottola che l 'ha ucciso.

E nient 'altro.

Perché piangi?

Dicevi sempre che era come se non ci fosse.

Ma era mio marito.

Se non lo piango io, chi lo piangerà?

Ehi!

Ehi! Tiratemi giù!

Pulmine del dirio.

Roger, ti devo dire una cosa.

Sono incinta.

Anche tu?

Come anch 'io?

No, perché anche Lisa, mia sorella, lo è. Ma di chi?

Perché lo chiedi a me?

E adesso come faccio?

Bisogna che ti sposi.

Sposarmi?

Con te?

Magari.

Con Adolfo?

No, di certo. Con la gamba corciata è peggio di prima.

Valentino, forse. È carino, gentile.

Ma è quercio.

Meglio, così posso fargli quello che mi pare dietro le spalle.

Ursula, mi faresti un piacere?

Hai smalto per le unghie? Sai, quello rosso?

No, però posso trovarlo.

Ah, bene.

Sì, ma devi sbrigarti.

È un 'emergenza.

Ti devo parlare.

Certo, entra.

Sì, è un argomento molto delicato e anche un po' imbarazzante.

Aspetti un bambino.

Come lo sai?

Beh, è la stagione.

Che cosa posso fare?

Semplice, ti sposi. Sì, e con chi?

Col signor Frank.

Lo farai felice. Non chiede altro alla vita.

Col signor Frank?

Sì, è un uomo meraviglioso, credimi.

Sarete molto felici insieme.

Dobbiamo fargli credere che è lui il padre del bambino.

Et voilà.

Aspetta.

Poi risolviamo il tuo problema.

Tu vieni con me.

Non si bussa? Mettile qualche goccia qui.

Non esageriamo con la purezza, bastano.

Ursula, che cosa stai facendo?

Ma signorina, lo faccio per il suo bene. Sei fatta, dammi questa purezza. Elisa,

aspetta, cerca di ragionare.

Elisa.

Elisa, calmati.

Meno male, non si è rotta.

Adesso basta.

Ursula, torna in camera mia, ti raggiungo subito.

È solo per il tuo bene.

Adesso tu vai da Roland.

Gli dici che lo ami, che lo desideri, che non ce la fai più a vivere senza di

lui. Digli quello che vuoi e portatelo a letto.

Ma lui è virtuoso, non vorrà.

Cos 'è, virtuoso o scemo? Una donna sa come fare. Puoi raccontargli che è per

patria.

Va, che quello si addormenta.

Vieni via.

Tu non ti muovi.

Con lui bisogna sempre bussare, ricordatelo.

Chi è?

E tu è... Apra, sono io, Margherita.

Margherita.

Il cielo è limpido stanotte e volevo chiederle di... di farmi vedere le

La guerra non finirà presto, lo

sai anche tu. Non voglio perderti senza aver conosciuto il tuo amore. Vieni.

Adesso non è peccato, l 'ha detto padre Gabriele.

Comunque è meno grave che in tempo di pace.

Tieni.

Che cosa vuoi?

No, no, ho troppo da fare stanotte, ma ti devo fare una domanda. Dimmi. Sei

incinta? No, ma perché?

Perché avevo finito i mariti. Buonanotte.

No, no, niente camomilla stasera. Ma ti rompere qualche altra tazza.

Ai!

Questo lenzuolo sarà il mio portafortuna. Mi accompagnerà sempre nei

Non ti ho fatto troppo male, spero?

Sì, un po'.

E a questo punto non mi resta che augurarvi che il Signore benedica le

unioni e che vi doni al più presto dei bambini.

Ricordatevi che questo è un dovere non solo cristiano, ma anche, in questi

difficili, un preciso dovere patriottico.

Noi dobbiamo ripopolare la nostra terra martoriata.

Sì, oggi più che mai, La patria ha bisogno di giovani energie che la

difendano. Sì, la patria ha bisogno di vite.

Se sarà il maschio lo chiamerò Roger.

Anch 'io avevo pensato la stessa cosa.

E tu, Ursula?

Sì, Ursula, tu come lo chiamerai?

Veramente anch 'io mi ero detta che Roger.

Ma perché tutti Roger? Che cosa ho fatto io per meritarmi questo onore?

Ciao, Bertha!

Ciao, Kate!

Ciao! Ciao!

E tu, non lo fai un figlio per difendere la patria?

No, perché io sono inglese.

Lo stato delle meravigliose vacanze.

Sembra che il nemico avanti. Presto ci rivedremo in città.

Addio, Roger.

Perché addio?

Eh, vado a vivere in città.

E Valentino?

Valentino non è che un marito.

E ormai lo sai a cosa servono i meriti.

Però se resterai in città ci rivedremo.

Non credo, Rosè.

Te lo ricordi che ti volevo sposare?

E invece?

Perché non sentivi niente per me?

Non ho voluto saperlo. Ho fatto come se non esistesse niente.

Comunque vedrai, queste cose sono fatte per passare.

Forse un giorno non ti ricorderai neanche il mio nome.

Io mi ricorderò sempre di te.

E tu?

Anch 'io.

Rosé!

Beh, io vado.

Devo ancora caricare le varice.

Posso aiutarla a portarle, signorina Roger? No, grazie.

E lei?

Anche tu?

Sì, anch 'io.

Beh, bisogna trovarti un marito.

Perché? Non è necessario.

Suo padre la chiama.

Grazie, signorina.

Brigati, Roger. Mi ritardo.

Le ho portato della frutta per il viaggio.

L 'ho raccolta con le mie mani. Per lei. Grazie.

Arrivederci.

E mi raccomando in città, è pieno di tentazioni per un giovanotto,

in tempo di guerra.

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