Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Va bene.
Siamo arrivati.
- Dove siamo? - Non ricordi del posto di cui ti parlavo?
Vuoi ancora divertirti, no?
No. No. Io...
Io no... Non più.
Voglio andare a casa.
Dai... Pensavo volessi venire qui, però.
Andiamo.
Ehi, piano.
Lascia che ti aiuti.
Ti tengo io.
Quante scale.
Ce la puoi fare.
- Randy, dimmi tutto. - Amico.
- Sei già in viaggio? - No, non ancora. Sto finendo un lavoro.
Bene. Ho un incarico per te a Kansas City.
Ok, dimmi.
La dottoressa Evelyn Martell è scomparsa.
- La sorella ha pubblicato l’incarico. - La polizia?
Non credo. Almeno non ancora.
Sembrava un po’ agitata nel messaggio, ma è tutto regolare.
Ok.
Sì, mandami l’indirizzo.
Arriva.
Buongiorno.
- Buongiorno. - Io...
Ti ho preso una cosina per il nuovo ufficio.
È un albero della saggezza.
- Sai, io faccio morire le piante. - Non questa.
È facilissimo. Quasi non va annaffiato.
E cosa... cosa fa?
Cresce e ti rende felice.
- Ah sì? - Sì. Puoi dargli un nome se vuoi.
Puoi parlarci. Io al mio metto anche della musica.
Ok, magari lo farò. Grazie davvero.
- Figurati. - È davvero carino. Guarda, il...
Colter prenderà quel caso di cui parlavi?
Sta andando là. Sai com’è, lo lascio fare a modo suo.
- Ti serve... - Vieni, ti aiuto.
Grazie. Sei la migliore.
E, se non ti dispiace,
nel bagagliaio ce ne sono altri due.
- Sì, torno subito. - Grazie.
E voglio mostrarti la piccola war room che ho fatto per il caso Maxine.
Una war room? Non abbiamo nemmeno preso il caso.
Lo so. Alla fine, sono solo un tavolo e una lavagna.
Ma ho questo nuovo sistema che, secondo me, ti piacerà e ci aiuterà
a gestire tutta questa documentazione.
- Amo i sistemi. - Già.
- Vai, ragazza. - Ok. Grazie.
- Buongiorno. - A proposito di sistemi...
- Sì? - Ti rubo solo cinque minuti.
Voglio mostrarti il nuovo sistema di sicurezza con passkey che sto installando.
No. Possiamo farlo dopo?
No. Mi servono cinque minuti.
- Ok. Sono nei guai? - Bene.
No. No, no. Cerco solo di evitare regressi digitali, tutto qui.
Ho... ho fatto questo?
Un pochino, sì. Dai, mettiamo tutto a posto.
Ok. Dai, facciamolo.
- No, non è... - Su, andiamo.
Janie Martell? Sono Colter Shaw.
- Grazie per avermi incontrata qui. - Certo.
- Ha trovato l’auto di sua sorella? Ok. - Sì, laggiù.
Evie non è tornata a casa ieri notte e oggi ha saltato il turno.
- Lavora qui? - Sì.
È una specializzanda nel reparto di chirurgia traumatologica qui al St. Patrick.
Ho chiamato la polizia, ma non hanno trovato segni di attività sospetta,
quindi per ora non è una priorità per loro.
E lei cosa pensa sia successo?
Non lo so...
Ma qualcosa non andava da un paio di settimane.
Non era se stessa. Era agitata
e scattava con me, e credo dormisse pochissimo.
Quindi magari è partita per, non so, resettare?
Non credo proprio. Lei...
non resetta. Lei non si ferma proprio mai.
- È la sua? - Sì.
E la sicurezza dell’ospedale... Hanno visto qualcosa?
No, hanno detto che questa zona del parcheggio
è un punto cieco, quindi non compare nelle riprese.
- Non so se sia vero. - Gliele hanno mostrate?
No. È solo ciò che mi ha detto il capo della sicurezza.
Ok.
Sua sorella ha una relazione?
- No. - No?
E al lavoro? Sta succedendo qualcosa al lavoro?
Forse.
Qualche settimana fa, è tornata dal turno e...
era uno straccio. Ha preso una bottiglia di vodka
e ha iniziato a rompere cose.
- E l’aveva già fatto? - No. Non l'avevo mai vista così.
Le ho chiesto cosa fosse successo, ma non me l’ha detto.
E più di recente? Qualcosa, qualsiasi cosa?
Si è vista con un certo dottor Hooper,
credo sia il chirurgo responsabile del suo team.
- Ok. - Non so di cosa si trattasse,
ma era nervosa e...
quando l’ho vista dopo, lei...
sembrava che non fosse andata bene.
Era davvero distante.
Mi spiace, devo chiederlo. Pensa che ci sia la possibilità che sua sorella...
si sia fatta del male?
Non lo so.
La prego, mi aiuti a trovarla.
La aiuterò.
Tracker - Stagione 03 Episodio 12 - "Do No Harm"
Traduzione: RedVelvet, LaNicca,
Dottor Hooper. Salve, sono Colter Shaw.
Sto cercando Evie Martell.
La sorella mi ha assunto per trovarla. È scomparsa.
- Entriamo qui. - Certo.
Mi chiedevo dove fosse finita Evelyn oggi.
Non è tornata a casa dopo il turno di ieri notte.
La sua auto è ancora nel parcheggio.
- Non sembra troppo sorpreso. - Ultimamente aveva dei problemi.
Sua sorella ha detto che avete avuto una riunione di recente?
Sì, esatto.
Un mese fa è arrivato un paziente dopo un incidente d'auto
e lei è entrata in sala e si è...
bloccata. Poi è uscita e ho dovuto finire io l’intervento.
Ha idea del motivo?
Non l'ha detto. Ma si comportava in modo strano ultimamente,
così la settimana scorsa sono andato a vedere come stava
e l’ho trovata nel magazzino,
e mi ha liquidato. Ma quando se n’è andata,
ho scoperto che erano state rubate fiale di Lorazepam.
- L'ha denunciata? - No. Non volevo rovinarle la carriera.
- Ho cercato di gestirla io. - Ok.
- L'aveva mai fatto, prima? - No, no.
Gliene ho parlato, ma ho avuto l'impressione che stesse
affrontando qualche trauma.
Ma che non volesse condividerlo con me.
Qualche trauma recente, magari?
Mah, non sono uno strizzacervelli, per cui non voglio speculare, però
molte persone di tipo A, come Evie, tengono nascosto qualcosa.
Cercano di...
sbarazzarsi dei demoni buttandosi nel lavoro.
Sa, io speravo che si sarebbe rivolta a me nel caso volesse parlare con qualcuno.
Adesso vorrei essere stato più deciso, con lei.
Ha visto Evie, ieri sera?
Certo, certo. L'ho rimossa dai turni di chirurgia per una settimana.
L'ho tenuta nella clinica.
Sembrava a posto.
Mi piacerebbe dare un'occhiata ai filmati della sicurezza dell'ospedale, se posso.
Qui abbiamo dei protocolli di riservatezza molto rigidi.
- Quindi... - No, certo, senz'altro. Sto solo
cercando di capire cosa le sia successo.
Le do dieci minuti, non di più.
Senta, se la sicurezza avesse visto qualcosa di sospetto, l'avrebbe segnalato.
Già. Solo un secondo.
Sì.
- La vede? - Quella non è Evie.
È sicuro?
È la stessa collana della foto che mi ha inviato sua sorella.
- Indossa una parrucca? - Sì.
- Per quale motivo? - Non lo so.
Vede? Guardi, guardi lì.
Si copre il viso. Sa che lì ci sono le telecamere.
Strano.
Spero non stia avendo un crollo psicotico.
In effetti, sua sorella ha lo stesso timore.
Ovunque stia andando, non vuole essere riconosciuta.
Ehi, Randy,
hai notizie sul telefono della dottoressa scomparsa?
No. O è morto o la sim non è rintracciabile.
In ogni caso, non posso fare gran che.
Io ce l'ho che esce dall'ospedale, ieri sera. Ho bisogno di sapere dov'è andata.
Hai l'ora dell'uscita?
23:05.
La sua auto è ancora nel parcheggio, vero?
Quindi, o è andata via a piedi, o qualcuno l'ha caricata.
Può aver chiamato un taxi.
Sì, fammi vedere cosa trovo.
Sta di certo fuggendo da qualcosa, indossa una parrucca,
ha una borsa grande sotto braccio.
Il suo supervisore pensa che possa essere in preda a qualche stress emotivo.
- Hai idea di cosa possa averlo provocato? - No, non ancora.
Ok, ci siamo.
Una compagnia locale di taxi ha caricato una donna
alle 23:15, a un isolato da lì.
- Dove si è diretto? - Lo cerco.
Un bar molto sciccoso del centro, si chiama Acquafarina.
Acquafarina. Bene, ci vado subito. Grazie, Randy.
- Salve. - Salve.
Cosa le do?
Veramente speravo solo di avere qualche informazione.
Il bar è per i clienti paganti. È così che funziona.
Già, mi aspettavo che lo dicesse.
Ecco a lei.
Mi domandavo se ieri sera lei lavorasse.
Purtroppo. Ho dovuto fare doppio turno,
- perché qualcuno si è dato malato. - Ok.
Bene, io sto cercando qualcuno, mi chiedo se
sia stata qui, ieri sera.
Se sta indagando su un merdoso caso di infedeltà, io non faccio la spia
- su chi fa cosa, qui dentro. - No.
No, niente di quel genere.
Mi ha assunto sua sorella per trovarla. Teme le sia successo qualcosa.
Si chiama Evie. La riconosce?
Sì, quella ragazza era un bel casino.
Un bel casino? In che senso?
Era decisa a divertirsi.
Ok, un altro.
È venuta con qualcuno?
No, è arrivata da sola.
E ha incontrato qualcuno, mentre era qui?
Io non ho visto, però si è messa a parlare con un cliente abituale, laggiù.
- Sembrava facessero scintille. - Ah, sì?
- È già occupato? - No. Niente affatto. Ciao.
Ci divertiremo.
Ok, salute. Io sono d'accordo.
Ok. Come si chiama?
Josh. Un bel tipo. Dà buone mance.
Cos'è successo?
Lei ha iniziato a diventare goffa.
È caduta un paio di volte, ha fatto un po' di scompiglio.
Le ha chiesto di andarsene?
Sì, poi Josh si è offerto di accompagnarla a casa, quindi problema risolto.
Wow! Forte.
Sì, davvero. Oddio, tutto bene?
- Stai bene? - Sì.
- Ok, aspetta... - Le chiamo un Uber?
No, la accompagno io mentre vado a casa. Grazie.
- Sicuro? - Non è lontano. Sì, sì. Ottimo.
Grazie, sei il migliore. A presto.
Sì, a presto. Sei pronta?
Solo che a casa non ci è mai arrivata.
Veramente?
Molto strano.
Strano.
Questo Josh ha un cognome?
Senta, l'ho aiutata il più possibile,
ma è un cliente abituale e questo va un po' oltre il limite.
Perciò, se vuole questa informazione dovrà ottenerla dalla polizia.
Capisco.
Ok, grazie dell'aiuto. Lo apprezzo.
Ah, un'ultima cosa: ricorda a che ora è successo tutto questo, ieri sera?
Stavamo per chiudere, quindi circa l'1:45.
- Ok, grazie di nuovo. - Prego.
Ok, trovato.
Josh Greyland, 35 anni.
Contabile presso un'azienda locale. Sta per diventare socio.
- Fedina penale? - Immacolata, bello.
Qualche multa che ha anche pagato regolarmente.
- Chi lo fa? - Beh, la barista del posto in cui era Evie
dice che lui l'ha portata a casa.
- Mi mandi l'indirizzo? - In arrivo.
Grazie.
Sono dentro casa di Josh.
È vuota, ma di sicuro qui è successo qualcosa.
Il divano è macchiato di sangue
e c'è il bossolo di un proiettile.
Dove pensi siano andati?
- Riesci a rintracciare il telefono di lui? - Già provato, amico, è morto.
È spento da un po'. Non ho nessun riscontro.
L'ha portata da qualche parte. L'auto nel vialetto non c'è.
Dunque, sembra che possieda una BMW X5 del 2023.
Vedo se riesco a rintracciarla.
Ci sfugge di sicuro qualcosa su questo tizio.
Sì, parecchio, direi.
Ok, ho l'ultimo posto in cui è rilevato il GPS della sua auto.
È un garage a pagamento in centro. Ti sto inviando l'indirizzo.
- Ricevuto. Grazie, Randy. Bene. - Ok.
Non riesco a respirare!
Sul serio, ho bisogno d'aria!
- Ehi. - Ehi.
Hai già esaminato i fascicoli?
Sì, ho appena finito quelli che hai portato tu.
Ok, e sai che ne arriveranno ancora.
Ho visto l'elenco dell'inventario, sì.
Già, sarà parecchio lavoro.
A proposito, l'assistente di Maxine ha già chiamato due volte.
Non credo di poter tergiversare oltre.
Vuole una risposta.
Senza dubbio. Maxine insiste per passare di qui.
Ma tranquilla, le ho detto che siamo impegnate con il caso di Colter.
Già, scommetto che non ci ha creduto per niente.
Ha detto, scherzando, di metterti fretta.
Non è una che scherza.
Ti faccio una domanda.
Tu che cosa faresti?
Diresti di sì, sapendo quello che abbiamo già scoperto?
Insomma... sì.
Sì, accetterei, ma mi sembra più...
una battuta di pesca, come direbbe mia madre.
Sì, è quello che sembra e ho un bel po' di domande.
Ok.
Chiama Maxine. Fissa un appuntamento qui.
E niente champagne, questa volta.
Ok, sì, provvedo subito.
- Randy. - Hai trovato l'auto?
Ho trovato l'auto.
Il motore è freddo.
Nessun segno di Josh, né della nostra dottoressa.
Ma vedo dell'altro sangue.
Ok, non so se sia qualcosa, ma l'ho trovato interessante.
Pare che questo Josh sia stato all'ospedale di Evie dopo un incidente d'auto.
- Ok, quanto tempo fa? - Un mese.
Da quel che vedo, lei era uno dei chirurghi che l'hanno operato.
Il suo supervisore ha detto che le era successo un incidente sul lavoro.
Ha detto che si era bloccata durante un intervento.
Magari le due cose sono collegate.
Ok, quindi,
questo tizio la incontra per caso in un bar,
capisce che è il medico che l'aveva curato e... la rapisce?
Non lo so, si era travestita. Magari non l'ha riconosciuta.
Non ci vedo proprio alcun senso.
Ma siamo sulla pista giusta.
C'è una fiala vuota di Lorazepam.
Pensi che l'abbia drogata?
Colter?
No, penso sia il contrario.
Che cosa?
Fu beccata a rubare lo stesso farmaco, subito dopo aver visto Josh.
Ma che cosa significa?
Penso che forse lei abbia rapito lui.
Ti prego! Ti prego! Io...
Questa cosa non ha alcun senso!
Hai sbagliato persona.
Dio, ti prego!
Non so di che diavolo tu stia parlando. Non ti ho mai vista prima!
Non ti ricordi, vero?
Te l'ho detto: no.
Quindi adesso lasciami andare.
Vuoi sapere cosa ricordo io?
Lo sguardo che avevi
quando mi hai portato in quella stanza.
Quel tatuaggio
era l'unica cosa che riuscivo a vedere mentre tu e il tuo amico vi divertivate.
Adesso...
ti lascerò il mio segno personale.
Aspetti, non capisco. Cosa vuol dire che Evie ha rapito qualcuno?
Credo abbia incrociato quel tizio al lavoro, circa un mese fa,
e che in lei sia scattato qualcosa.
Lo ha preso di mira nel bar che frequenta.
Le sto mandando una foto.
Mi dica se lo riconosce.
No, mai visto prima.
Perché l'avrebbe fatto?
Non lo so, forse un trauma, qualcosa del suo passato, magari?
Ci fu un incidente, all'università.
Ma non so come possa ricollegarsi.
- Mi racconti cos'è successo. - Fu orribile.
Evie era alla festa di una confraternita,
quando fu aggredita da due di ragazzi.
Denunciò il fatto alla polizia, ma...
dissero che lei aveva bevuto.
Lei non seppe dire chi fossero gli aggressori.
- Quindi non fu incriminato nessuno. - No.
Evie si tenne tutto dentro.
Si chiuse in se stessa.
Si seppellì nel lavoro.
Voltò pagina.
Pensa che Josh possa essere uno dei ragazzi che la aggredirono?
Penso che, forse, lo ha visto al lavoro e lo abbia riconosciuto.
Quindi si sta vendicando?
Non capisco.
Già. Non capisco esattamente come.
Quel tipo merita giustizia, però adesso dobbiamo trovare sua sorella,
prima che faccia qualcosa di...
irreparabile. Aspetti un attimo.
- Penso abbia nascosto qui un'auto. - Quale auto?
Segua il mio ragionamento.
Allora, ha pianificato tutta questa cosa, ok?
Se questo è vero, qui aveva una macchina di riserva,
per depistarci e guadagnare un po' di tempo.
E portare Josh in un luogo discreto.
Ha idea di dove possa essere? Una qualsiasi?
Da nostro zio.
Non so...
Nostro zio aveva un capanno da caccia nel bosco.
È morto l'anno scorso e ci ha lasciato la sua casa.
È piuttosto isolata.
Credo che forse l'abbia portato lì.
Può darmi l'indirizzo?
Ce l'ho nel telefono. Glielo giro subito.
Ehi, Randy.
- Saputo ancora niente da Colter? - Sì.
Non ha ancora trovato la dottoressa scomparsa, però sai,
non sono sicuro che lei voglia essere trovata.
Già, pare ce l'abbia con un tizio per vendetta.
Non vale per tutti? Chiamami se hai bisogno.
Sì, certo.
- Ehi. - Maxine sta salendo.
- Ottimo, andiamo nel mio ufficio. - Ok.
Aspetta, sicura che non vuoi niente?
Caffè e acqua, se te lo chiede lei. E ti voglio presente.
- Davvero? - Sì.
Conosci i fascicoli degli atti bene quanto me.
Ok.
Ma che diavolo...?
Andiamo.
Andiamo.
No, no, no, no, no.
Ecco.
L'effetto del sedativo si sta esaurendo.
Spiacente.
La prossima fase sarà dolorosa.
- Tu sei pazza. - No.
No. Io sono sopravvissuta a te!
E a quello che mi hai fatto quella sera.
Sono diventata qualcuno.
Mi sono costruita una vita.
E poi ti ho visto, dopo tutti questi anni, ed è stato come un miracolo.
Come se mi fossi stato mandato
per pagare quello che avevi fatto.
Che cacchio fai?!
Mi voglio assicurare
che tu non possa mai più fare del male a un'altra donna.
Tu mi hai portato via qualcosa e ora io porto via qualcosa a te.
No. Ti prego.
Dimmi solo che cosa vuoi. Qualsiasi cosa.
Voglio che tu
guardi in questa telecamera
e ammetta ciò che mi hai fatto 10 anni fa.
Come faccio a ricordarmi dopo tutto questo tempo?
Era una festa in costume.
Alla confraternita su Pickard Street.
Io ero vestita da strega.
Tu e il tuo schifoso amico eravate vestiti da cowboy.
Comincia dal principio.
Raccontami esattamente cosa successe.
Ok.
- Posso offrirle qualcosa? - Sono a posto, grazie.
Beh, grazie di aver fatto così presto.
In realtà, avevo bisogno di una scusa per lasciare quella cena.
Prego. Accomodati.
Ok.
Ecco io... speravo che potessimo parlare da sole.
Veramente, ho invitato Mel a presenziare.
Mi sta aiutando con i fascicoli che ci hai mandato.
Davvero?
Va bene.
Immagino che ciò significhi che ci stai.
Accetti il lavoro?
Beh, sono propensa a farlo.
Però prima ho alcune domande.
Ma certo.
Posso assicurarti che sia io che il mio studio ti copriamo le spalle al 100%.
Lo apprezzo veramente.
E presumo tu sappia già, dai fascicoli che ho esaminato,
che questo caso avrà dei risvolti piuttosto oscuri.
Beh, succede sempre.
Ho già trovato una morte misteriosa, Maxine.
E se il mio istinto la dice giusta, ne troverò delle altre.
Ok, ora
devo proprio fermarti.
Devo sapere se ci stai oppure no.
Ci sto.
Ho una piccola richiesta, però.
Avanti. Chiedi.
Vorrei che la mia assistente, Mel,
fosse inserita nel team.
E devo sapere che il tuo studio la proteggerà,
proprio come proteggerà me.
- È forse muta? - No, signora.
Sto solo osservando e imparando.
Certo che sì.
Ma cosa, esattamente, pensi di poter fare?
Ha già scovato varie discrepanze nei resoconti dei testimoni.
Ok.
Bene, non vedo l'ora di sentirle tutte.
Grazie, Reenie.
Non ti deluderò.
Lo so.
Farò stilare a Peter i contratti definitivi
e gli accordi di riservatezza.
Perfetto. Lieta di essere a bordo.
Evie dov'è?
Dov'è?
- Che cosa le hai fatto? - Non le ho fatto niente.
Quella pazza mi ha tagliato.
- Dov'è andata? - Mi ha torturato e se n'è andata.
- È così che è andata. - Perché ti ha lasciato qui?
Ha ottenuto ciò che voleva.
- Cos'era? Cosa voleva? - Che io confessassi.
- Continua. - Ha voluto sapere
- chi fosse l'altro tipo di quella sera. - Chi era?
Victor.
Victor Christophers.
Si chiama Victor Christophers, abita a Mission Hills.
Ecco, ecco, ecco.
Eccolo, è un operatore di borsa per la Kaspbrak Financial.
Quindi, adesso dà la caccia a questo qui, per vendicarsi?
Non lo so. Avrebbe potuto uccidere Josh, ok?
Ma non l'ha fatto. Lo ha solo fatto confessare.
L'ha registrato col telefono.
Vuole che finalmente venga fuori la verità.
- Vuole giustizia. - Sì.
E la otterrà con qualunque mezzo.
Ma ha dedicato un mese intero a pianificare il rapimento di Josh.
Adesso va a cercare Victor. Amico, sta improvvisando.
Già, il che significa che le cose potrebbero mettersi male molto in fretta.
Sì. Ti ho mandato l'indirizzo.
Grazie.
- Pronte per la nanna? - Sì.
Ciao, Victor.
Ti ricordi di me?
Ti prego.
Non ho idea di chi tu sia.
Ma ci sono delle bambine in casa.
Vuoi dei soldi?
- Ho dei contanti. Puoi prenderli tutti. - Non voglio i tuoi soldi.
Ok, allora cosa vuoi?
Ti darò tutto ciò che vuoi.
Voglio che tu
paghi
per ciò che mi hai fatto.
Tu e il tuo schifoso amico Josh.
- Non conosco nessun Josh. - Non mentirmi.
Tu e Josh eravate a una festa della confraternita.
Era Halloween.
Mi hai offerto un drink.
Ho bevuto appena due sorsi e ho iniziato a sentirmi stordita.
All'inizio non ne capivo il motivo.
Finché tu e Josh non mi avete portata in una stanza sul retro.
Lui ha chiuso la porta a chiave
e mi ha immobilizzata.
E poi...
voi, entrambi,
mi avete stuprata.
Ero impotente.
Non vi conoscevo nemmeno. E voi...
l'avete fatta franca.
E io...
dovrò...
convivere con questa cosa, per sempre.
Ok, ascoltami.
Hai sbagliato persona.
Josh ha detto la stessa cosa.
Prima di confessare tutto.
E adesso, tu farai lo stesso.
Stai bene?
Adesso sì.
Che diavolo succede? Chi è questa donna?
Non lo so. Non lo so...
Forse una drogata. È entrata e ha iniziato
a minacciarmi. Non lo so. Non l'ho mai vista prima.
- Chiamo la polizia. - No, no, no.
No. Prendi le bambine e portale da tua madre.
Chiamo io i poliziotti e resta là finché non arrivano.
- Vai. - Ok.
- Vai. - Ok.
Ciao, Evie.
È passato tanto tempo.
Va bene...
Ok, non c'è niente di cui aver paura, ok tesori?
- Andiamo solo dalla nonna, per stanotte. - Mi scusi.
È la casa di Victor Christopher?
Io sono sua moglie. Lei è della polizia?
Per la donna che si è introdotta in casa?
Non sono della polizia, ma sono qui per aiutare. Dov'è suo marito?
È in casa.
La tiene d'occhio mentre porto le bambine al sicuro.
Ok. Non torni in casa. Richiami la polizia e si assicuri che arrivino.
- Perché? Che sta succedendo? - Chiami la polizia.
Ok, andiamo.
No...
Te ne penti, ora, Evie?
Avresti dovuto lasciarti tutto alle spalle.
Qualcuno sa che sei qui?
Cosa credevi sarebbe successo, qui, Evie?
Non saresti mai dovuta venire qui.
Lasciala andare!
Lasciala andare.
Ehi.
Ehi. Ehi.
- Aspetta. - Apri gli occhi.
Guardami. Apri gli occhi.
Andrà tutto bene, ok?
Forza, andiamocene da qui.
Come sta?
Commozione di grado tre. Qualche costola rotta.
Ma col tempo, si rimetterà.
Ora deve riposare.
Mia sorella è una combattente. Questo è sicuro.
Sì, lo è davvero.
Non ho idea di ciò che abbia passato Evie.
Vorrei solo aver fatto di più,
esser stato qualcuno con cui poteva parlare.
In realtà, penso abbia fatto moto per lei.
Devo andare. Controllerò Evie più tardi. Stia bene.
- Grazie. - A lei, dottore.
Non so come ringraziarla, signor Shaw.
Felice di aver aiutato.
Sì, grazie.
Lei ha fratelli o sorelle?
Sì, sì. Entrambi, in realtà.
Ok, allora, sa come funziona.
Si cresce nella stessa casa. Si condividono risate, dolori. Ma...
Se soffrono loro,
è come se soffrissi anche tu.
Solo che quel dolore non si può annullare.
Può starle vicino.
Come ha fatto oggi.
Prendetevi cura l’una dell’altra, ok?
Va bene.
Tu non... non devi farlo, ok?
Ehi, Colter.
- Ciao, Reenie. - Tempismo perfetto.
Ho appena parlato col mio amico all'ufficio del procuratore.
Li ho convinti a non procedere contro Evie.
- È una buona cosa, no? - Sì.
E, indovina un po'.
È saltato fuori che Josh è un sospettato
in diversi casi di aggressione, quindi...
In Missouri non c’è prescrizione per lo stupro con violenza.
Pare che starà dentro per davvero tanto tanto tempo.
Non cancellerà ciò che è successo,
ma non farà più del male a nessuno.
- Un po' di giustizia c'è, no? - Sì.
Non fraintendermi, non giustifico i giustizieri,
ma posso capire perché lei
si è spinta così oltre.
Anche io.
Insomma, è il trauma, no?
Può tormentarti in modi che non avresti mai immaginato.
Sì...
C'è qualcosa di cui vuoi parlare, Reenie?
No.
Che dici?
Io sto bene.
Lo sai che se non stai bene, io ci sono.
Puoi parlare con me in qualsiasi momento. Lo sai, vero?
Sì.
Grazie.
Sono solo stata impegnata.
Sai com'è.
Sì. Sì, so com'è.
Senti...
Passa una buona serata, ok?
Ok. Anche tu.
Revisione: RedVelvet
RainySubs Una pioggia di sottotitoli
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.