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- Sette giorni in Giappone. - Sì, signore.
E sette notti.
Non mi divertirò, Finn.
Non deve preoccuparsi. L'ho istruito in modo dettagliato.
I suoi impegni, la stampa, tutto quanto.
Tutto quanto, signore.
Sì, è difficile entrare nello specifico con queste visite semi-ufficiali.
Finché resta a terra è sotto la sua responsabilità.
Sì, signore.
Se qualcosa va storto ne subirò le conseguenze.
Ho pensato davvero a tutto.
Lo spero, Finn. È il mio ultimo viaggio.
Voglio finire alla grande,
non con un tripudio di lamentele e rimproveri.
No, signore.
Voglio vederlo prima di attraccare.
Sì, signore.
Mandami Sua Altezza in cabina.
Molto bene, signore.
- Come procede? - Bene.
Signore?
Il capitano la attende nella sua cabina.
Aggiornatemi a breve.
Felice di vedere il Giappone?
Sì, non ci sono mai stato. E lei?
Sì. Tutte quelle geishe. Accidenti.
Buon divertimento.
Grazie, signore.
Avanti.
Ah, Vostra Altezza, prego.
Sta per cominciare la sua settimana di congedo a Tokyo.
- Congedo, signore? - Sì, una settimana a terra.
Spero vivamente che ogni cosa vada per il meglio.
Lo spero anch'io.
So che queste visite possono essere noiose, Altezza,
ma non devo certo spiegarle quanto siano importanti.
No, signore.
Le chiedo un umile favore, provi a ricordarsi alcuni nomi.
Per esempio incontrerà il ministro degli Esteri. Il signor, ehm…
Ehm…
Il signor Kenzo Kashiwakura?
Sì, qualunque sia il suo nome,
cerchi di ricordarselo.
Farò del mio meglio.
E dato che siamo in argomento… Ehm, Finn?
Sì, signore.
Ha telefonato l'ambasciata, Altezza.
La stampa la attende nel pomeriggio.
Ecco le domande che le porranno.
Ed ecco le risposte.
Non vi servo a molto, vero?
Sì. Bene, penso che sia tutto.
Non vedo l'ora di riaverla con noi qui a bordo, Altezza.
- Buona fortuna, Altezza. - Grazie, signore.
- Tienilo d'occhio, Finn. - Certo, signore.
Gli hanno già organizzato l'incontro con la ragazza scandinava.
La principessa Margareta?
Esatto.
- Si sposeranno in primavera. - Auguro loro tanta felicità.
Papà, perché mi esamini come se fossi una guardia d'onore?
Non essere scortese.
Io e tuo padre vogliamo solo il meglio per il tuo futuro.
Mi sento un animale destinato all'accoppiamento.
Jane, ti prego.
- Benvenuto in Giappone, Altezza. - Grazie.
- Suzaki, ministro degli Esteri. - Piacere.
- Aoki, ministro dell'Istruzione. - Come sta?
Mori, ministro della Difesa.
- Papelepa, ministro dell'Industria. - Piacere.
- Moto, ministro del Welfare. - Come va?
Buongiorno, Vostra Altezza.
Buongiorno.
Oh, grazie.
Sono stupendi.
Vostra Altezza Reale,
le presento il vostro ambasciatore,
Sua Eccellenza il signor Henry Hollander.
- Benvenuto in Giappone, Altezza. - Grazie.
Le presento mia moglie.
- Piacere. - Vostra Altezza.
E Jane, mia figlia.
- Piacere. - Salve.
Il primo ministro, il signor Shay.
- Piacere. - E la signora Shay.
Piacere.
- Le piace vivere in Giappone? - Molto, Altezza.
Spero non ci ritenga precipitose,
ma abbiamo organizzato un piccolo rinfresco per stasera.
Ah sì?
Ma quando dico "noi" dovrei dire "Jane".
- È così brava in queste cose. - Ti prego, mamma.
È vero, cara.
Beh… di certo sarà una serata molto piacevole.
Ma non vorrei disturbarvi.
Nessun disturbo, Altezza.
Una cenetta fra amici, molto informale.
Shh.
Vostra Altezza, ecco Sua Eccellenza Abdul Khan, ambasciatore del Pakistan,
- e signora. - Altezza.
- Piacere. - Namasté.
Namasté.
Sua Eccellenza Ranjit Singh,
- dall'India. - Piacere.
Piacere.
Sua Eccellenza il signor Alexandrov e consorte, dalla Russia.
Piacere.
Salve.
L'ambasciatore americano,
Sua Eccellenza Robert James e signora.
- Piacere. - Buonasera.
Piacere.
E lo chargé d'affaires svedese, il signor Enqvist e consorte.
Piacere.
Sono stato a Stoccolma.
- Vostra Altezza parla svedese? - Giusto un po'.
- Buonasera. - Buonasera.
Monsieur et Madame Henri Morant, ambasciatore francese e signora.
Altezza.
Sono stato diverse volte in Francia.
- Amo il vostro Paese. - Grazie.
Bonsoir, Madame!
Sir Robert, ambasciatore della Gran Bretagna e consorte.
- Altezza. - Piacere.
Vengo a salvarla.
Vostra Altezza,
Le presento il colonnello Spencer,
dell'aviazione statunitense.
- Piacere. - Altezza.
E il mio caro amico Harada Ukiyo.
Sì, certo. Piacere mio.
Mi sembrava proprio lei. L'ho vista correre a Monza.
- Che brutto incidente. - Sono fortunato a essere vivo.
Jackson mi ha tagliato la strada.
A me ha detto il contrario.
- E la prossima corsa? - Fra due mesi.
A Brands Hatch.
- Brands Hatch. - Ah, sì.
- Buona fortuna. - Grazie, Altezza.
Il signor Fujiwaki degli Affari Esteri.
- Piacere, Altezza. - Piacere mio.
- Le sue figlie, Mutsi e Gomeka. - Buonasera.
Il signor Fujiwaki è esperto di judo.
- Judo? - Sì.
Mi è sempre interessato.
- Mi dica… - Altezza.
Sì?
Pensavo che si annoiasse.
Le voglio presentare un nostro caro amico, il signor Kodama.
È il custode dei fossili del Museo imperiale.
- Affascinante. - Non avevo dubbi.
Ha anche una delle collezioni più grandi al mondo.
Se lo convincerà,
magari potrà donarle qualche ora del suo tempo.
Ho preparato per lei tante cose interessanti.
Per mercoledì l'ensemble d'archi
ha organizzato un concerto privato.
Sono chiaramente dei dilettanti.
Ma scommetto che…
Benvenuto!
Lei, signore. Entri, prego.
Belle ragazze, drink squisiti, si mangia bene. Prego.
Prego.
Le faccio compagnia, sembra così solo.
Oh, grazie.
Molto gentile.
Di cosa si occupa?
Sono…
un marinaio.
Dev'essere un lavoro faticoso.
Oh, ecco… non così tanto.
Cioè, sì, lo è.
Beve qualcosa con me?
Sì, grazie. Dello champagne. Ordino io.
Il solito.
È la prima volta che viene al Royalty Club?
- Sì. - Ah.
- Prima volta in Giappone? - Esatto.
Quante notti resterà a Tokyo?
- Ehm, sette. - Mm.
Se viene qua, la aspettano sette serate meravigliose.
Cin cin.
Cin cin.
Le piace?
Stupefacente.
Mai sentito niente di simile.
Devo proprio andarmene.
Come?
La direzione vuole che ci alterniamo
per evitare che i rapporti diventino troppo stretti.
Ma stavamo…
Salve, marinaio.
Buonasera.
- Le va di… - Sì?
- Bere un goccio? - Certo.
Altro champagne?
- Oh, sì, grazie. - Sì, signore.
È stato un vero piacere parlare con voi.
Devo proprio andare, mi aspettano.
Se ne va?
- Sì, mi dispiace. - Deve pagare.
Pagare?
In contanti o con American Express.
104.460?
Il servizio non è compreso.
Non ce li ho, mi dispiace.
- E quanto ha? - Beh, ecco…
Niente. Non esco mai con i soldi.
Ma non si preoccupi, glieli manderò.
- Niente carta di credito? - No.
Mai avuta una.
Buonasera.
Sono desolato.
Ehi, tu!
CITYRAMA TOUR, TOKYO DI NOTTE
Buonasera, signore e signori.
Io e la mia collega Sachiko vi diamo il benvenuto per conto di Cityrama.
È un piacere avervi qui stasera.
In questo tour visiteremo monumenti antichi
e famosi edifici di Tokyo.
Grazie.
Biglietto, prego.
Non ce l'ho, mi spiace.
Sono 3.000 yen, prego.
Può sedersi qui un momento?
Non possiamo sederci coi passeggeri quando l'autobus è in movimento.
È per… per i soldi. La prego.
La prego.
Solo un attimo.
Sono uscito senza denaro.
Vi pagherò domani, va bene?
In quale hotel alloggia?
Non alloggio in un hotel.
Non ha amici qui?
Beh, no.
Sono arrivato in nave.
- È un marinaio. - Esatto.
Non ha compagni?
Non qui.
Lei è molto solo.
Sì, lo sono.
Ascolti… vi pagherò domani.
- Lo… lo prometto. - È una cosa insolita.
Devo parlarne con Sachiko, la mia collega. Mi dà un attimo?
Signore e signori,
se guardate alla vostra sinistra,
vedrete un elegante edificio.
È il più grande auditorium che esista al mondo.
E ora vi canterò una canzone.
Ne ho parlato con Sachiko, la mia collega,
e dovremo riferirlo al supervisore.
Ma si vede che è una brava persona e ci fidiamo di lei.
Per favore, ci porti i 3.000 yen domani sera, come ha detto.
Ma certo.
Grazie. È… è molto gentile da parte sua.
Non la deluderò.
Prego. Ora mi scusi, devo ricominciare.
Signore e signori,
vorrei raccontarvi qualcosa riguardo alla città di Tokyo.
La popolazione conta oltre 11 milioni di abitanti, quindi è la più grande…
- Grazie. - Grazie.
- Il signor Kuchiki, della supervisione. - Grazie.
E il direttore di produzione, il signor Okodu.
- Piacere. - Piacere.
Grazie.
Non so come faccia a vivere così.
È un lavoro.
Mi pagano per questo. Se mi dicono di saltare, salto.
Chissà cos'ha organizzato sua madre.
Mi scuso tanto per mia madre.
- È stata molto gentile. - No, lei è molto gentile.
È una donna insistente.
Ci tengo a precisare che non ho le palpitazioni
ogni volta che la vedo.
Oh, grazie.
Ne sono lusingato.
Non ce l'ho con lei.
Sa, sono innamorata di un'altra persona.
- Sì, lo so. - Lo sa?
Mi dica.
Secondo lei chi amo?
Il pilota, Harada Ukiyo.
- È esatto? - Come fa a saperlo?
Ho sviluppato un'attenzione ai dettagli.
- Pensavo di nasconderlo bene. - Ed è vero.
Ma sono un esperto.
Ma perché lo nasconde?
Viviamo nel ventesimo secolo, come mi dicono da sempre.
Se lo ama, cosa le importa di quel che pensano i suoi?
Il problema non sono i miei genitori, ma i suoi.
Non deve sposare una straniera.
Che mondo fantastico.
Le dirò un segreto.
Sono stato a Ginza.
Anch'io ho un segreto.
L'ho vista rientrare passando per uno stagno di ninfee.
Che stupido posto per le ninfee.
Fa spesso queste cose?
No, non spesso.
Ma ne ho spesso la tentazione.
Mi piace parlare con lei.
Grazie.
Non si preoccupi di sua madre, vedesse la mia.
Salve.
- Dov'è Finn, il cane da guardia? - Raggomitolato nella cesta.
I suoi genitori?
Guardano la televisione.
Jane?
Ciao, mamma. Andiamo a vedere un film.
Oh. Da soli?
- Credo che ci sarà qualcun altro. - Sì, penso che vada bene.
Farete attenzione, vero?
Cioè…
Beh, ecco, divertitevi.
- Grazie. - Ciao.
Qui va bene? Ginza è da quella parte.
Perfetto.
- Grazie dei soldi. - Tranquillo.
- Sicuro che se la caverà? - Certo.
E grazie per l'alibi.
- Si diverta. - Salve.
Benvenuti. Entrate, prego.
Benvenuto. Entri, prego.
Benvenuti.
- È tornato, sono stupita. - Gliel'avevo promesso.
- Quanto le devo? - Per due notti fanno 6.000 yen, grazie.
Complimenti per la canzone, molto bella.
Come lei.
Grazie. È la stessa che ho cantato ieri.
Mi farebbe piacere bere qualcosa insieme.
Più tardi.
L'azienda vieta ai dipendenti di socializzare con i passeggeri.
Ah.
- Elmer? - Sì.
Chi ti ricorda quel tipo?
- Quello là. - Nessuno, perché?
Credo di averlo già visto altrove.
Eh?
Mi dispiace, non può dormire qui tutta la notte.
Dormire? Non stavo dormendo.
Dove siamo?
Il viaggio è finito.
È quello che intendo. La… stavo aspettando.
Ora che non c'è più nessuno possiamo andare a bere. Prego.
- L'azienda vieta… - Non glielo diremo.
Sicuro di non voler andare a dormire?
Più che sicuro.
Berremo qualcosa e la accompagnerò a casa.
Di sicuro la sua azienda vorrà proteggerla da tipi come me.
Mi aspetti mentre mi cambio.
Buonanotte.
Grazie del drink e della protezione.
Fa parte del servizio.
Buonanotte.
Buonanotte.
Si sta bagnando.
Per caso gradisce una tazza di tè?
Mi ha convinto.
Tolga le scarpe, grazie.
Perché indossa sempre gli occhiali?
Ecco, io…
Ho… ho gli occhi delicati.
È strano,
mi ricorda qualcuno.
Per voi tutti gli occidentali si somigliano.
Ma lei più di altri.
Venga, prego.
Che bella stanza.
Vive qui da sola, Sumi?
No, con un'amica.
Ora non c'è.
Come sa il mio nome?
- L'ho chiesto alla sua collega. - Lei come si chiama?
- George. - George.
È lei, vero?
Sì, con la mia famiglia.
George, si sieda, prego.
Grazie.
Mm. Squisito.
Sono felice che le piaccia. Tè inglese.
Astuti, questi inglesi.
- Quanto resterà a Tokyo? - Una settimana.
Magari potremmo rivederci.
Domani vado a Kyoto.
Kyoto? Ma è… a centinaia di miglia da qui.
Deve proprio andarci?
Visita super panoramica. Dura cinque giorni.
Cinque giorni?
Allora non ci rivedremo più.
- A che ora inizia? - Alle 10:00 del mattino.
Maledizione.
Mi dispiace.
A che ora deve ritornare sulla sua nave?
Sì, ecco, è questo il problema. Io…
Non posso tornare a bordo fino alle 5:30 del mattino.
- Santo cielo. - Sì, è…
È difficile.
Allora potrebbe stare qui.
Oh, no, io… non posso restare.
Cioè, sì. Grazie.
Si figuri.
Le do una mano.
Grazie.
Ecco la camera.
Non è un matrimoniale, vero?
Ma per lei basta.
Lo metta a terra, grazie.
Le auguro sogni d'oro e un felice risveglio.
Non mi…
Racconta una storia?
La prego, mi scusi, sono molto stanca.
- Certo. - Buonanotte.
Buonanotte.
Sumi.
Sumi.
Membri del partito Yamakaze,
come vostro leader,
io, Tamura,
dichiaro
che finalmente usciremo dall'ombra
e la nostra organizzazione diventerà la forza più implacabile
e risoluta dell'intero Giappone.
Il simbolo del partito Yamakaze
sorgerà come il sole e raggiungerà i cieli.
- Partito Yamakaze! - Partito Yamakaze!
Domani
uccideremo quest'uomo.
Da domani inizieremo a ripulire questo nostro Paese.
Ecco quali membri estirperanno il male.
Nagura. Matsuda.
Signori.
Questo è il cammino del partito Yamakaze!
Buongiorno.
Buongiorno.
Si è divertito ieri sera?
Beh… poteva andare meglio. E lei cosa mi dice?
Ah, fantastico.
Ma perché l'ho chiesto?
A più tardi.
- Salve, signor Finn. - Salve.
Mi scusi, Altezza, posso parlarle?
- Ma certamente. - Grazie, signore.
Domani pomeriggio visiterà le acciaierie Genji.
- Davvero? - Ho portato
qualche opuscolo informativo.
Qualche opuscolo? A me sembrano dei tomi.
Sarò già re, quando finirò di leggerli.
Tuttavia, Altezza, le consiglio vivamente
di dare loro una lettura.
Lei è l'erede. E suo padre vuole
che sia sempre informato.
Signor Finn.
Le illustro la situazione dell'industria siderurgica giapponese.
La fabbricazione di prodotti laminati a caldo
ammontava a 91,04 milioni di tonnellate.
Un aumento di 17,42 milioni di tonnellate
o il 23,7% del totale dell'anno precedente di 73,62 milioni di tonnellate.
L'acciaio inossidabile ha registrato profitti straordinari,
come quello per cuscinetti, e quello resistente al calore e ad alta resistenza.
Parliamo del minerale ferroso?
No, grazie, Altezza.
INDUSTRIE GIAPPONESI
Questa canzone
ci ricorda quanto il Monte Fuji sia sempre stato nel cuore e nella mente
del popolo giapponese.
Grazie.
- Che paesaggio stupendo. - Sì, fantastico.
Sedendosi accanto a me infrange una regola aziendale.
Cosa ci fa qui?
Mi godo un panorama eccezionale.
E infrango una regola aziendale.
Se lascia la nave senza permesso,
sarà punito.
- La arresteranno, la metteranno in cella. - No, non lo faranno.
Tranquilla, ho sistemato tutto.
E come ha fatto?
Ho lasciato un messaggio.
Dice che tornerà domani.
Ah.
Ha il vizio di fare queste cose?
E ho persino organizzato un ricevimento.
Blanche. Sì?
L'abbiamo perso per un paio d'ore a Singapore.
Ma è tornato.
Ah, davvero?
Bene.
Ha con sé del denaro?
Sua figlia gliel'ha prestato ieri sera.
- Gliel'ho restituito stamattina. - Ieri sera?
- Sono andati al cinema, credo. - Santo cielo.
- Le acciaierie, signore… - Eh?
- Ci andrà lei? - Beh…
Con queste preoccupazioni? Impossibile. No.
- Blanche? - Quale cappello indosso?
Kyoto fu fondata nell'anno 794 dall'imperatore Kanmu.
Si chiamava Heian, che significa città della pace e tranquillità.
Vi chiedo di seguire me e la mia collega.
- È proprio brava. - Oh sì, molto brava.
Ed ecco gli alloggi dell'imperatore.
Il Padiglione della dolce freschezza.
Seguitemi, prego.
Da quella parte ecco il Padiglione del sontuoso piacere.
E gli alloggi delle concubine,
dove vivevano l'imperatrice e le concubine dell'imperatore.
Seguitemi, prego.
- Quante concubine possedeva? - Direi tutte quante.
Elmer, non dire porcherie.
Scusa, cara.
E qui, nella splendida cornice del lungolago,
sorge il Padiglione d'oro, replica della residenza estiva dello shogun.
Mi scusi, signorina. Cos'è uno shogun?
Un tempo lo shogun era il sovrano militare del Giappone.
- Ce l'ha detto, Elmer, sei proprio scemo. - Davvero?
- Ci sono altre domande? - Ehm, sì, ecco, signorina…
A che ora torniamo in hotel?
Mi piace questa domanda.
Che ce ne facciamo di imperatori e regine?
- Concordo. - Seguitemi, prego.
Che bravo ragazzo, Martha.
Eppure ho già visto quella faccia da qualche parte.
- Elmer, ho capito! - Ah sì?
È quello che fa le imitazioni.
È lui?
Hmm.
Forse è una delle sue imitazioni? Non saprei, le confondo tutte.
Se posso, Vostra Maestà,
Sua Altezza è un giovanotto dai modi garbati
ed è un piacere averlo con noi a bordo.
Bene, capitano.
Desidero parlare con lui.
Per caso sa dove si trova al momento?
- Al momento, Vostra Maestà? - Sì.
Non ne sono sicuro,
ma è appena giunto l'ambasciatore. Glielo chiedo subito.
- Dov'è? - Se n'è andato.
Se n'è andato, Vostra…
Se n'è andato? E dove?
- Non lo sappiamo. - È sparito.
È andato a pesca, Vostra Maestà.
Sono certo che lo farà.
Deve chiamarmi appena torna.
- Certo, Vostra Maestà. - Apprezzo il suo lavoro.
- Grazie, Maestà. - Arrivederci.
Arrivederci. Per l'amor del cielo.
Sparito?
Ha sentito cos'ho detto?
Ho spergiurato davanti alla sovrana.
- Dov'è andato? - Ha lasciato un messaggio.
Dice che torna domani.
- Il tavolo è troppo basso. - Lei è troppo alto.
Che cos'è?
Sushi. Pesce crudo e riso.
Crudo?
Assaggi.
Sarò la sua geisha.
Mm.
È squisito.
Sarebbe un'ottima geisha.
Non sono abbastanza intelligente.
Le geishe raccontano storie, parlano di diversi argomenti.
Io sono una guida turistica.
Racconto qualche frottola.
So bene cosa intende. Se penso ad alcuni dei miei discorsi…
Anche il mio lavoro è frustrante.
- Cosa vorrebbe fare? - Sono felice così. E lei?
Vorrei fare il contadino.
Adoro la campagna.
Il mio caro padre era un contadino.
Era?
Lui e la mia cara madre…
sono morti.
Oh, mi dispiace.
Ora la casa di famiglia al lago è mia.
Non è lontana da qui. A volte ci vado.
- Mi piacerebbe vederla. - Peccato che debba ripartire.
Devo tornare a Tokyo con il primo treno del mattino.
Ci sono tante cose meravigliose che non ha ancora visto.
Ma ne ho già vista una.
È molto gentile.
No. Mi creda.
Per me è importante essere qui da solo con lei.
E forse, dopo stanotte, non ci rivedremo mai più.
Non voglio tornare in camera mia.
Voglio restare qui.
STAZIONE DI SAYAMAKO
Kyoto.
Il treno per Kanazawa partirà alle 9:43
e farà una fermata intermedia a Tsuruga.
Ricordati di cambiare treno a Tsuruga.
Arrivederci.
Arrivederci.
Il treno partirà a breve. Prestare attenzione, prego.
Sumi.
- Non me ne vado. - Sono così felice.
Perché hai cambiato idea?
Rubare qualche giorno non può essere un crimine.
Cos'è stato?
Sì, chi è?
Ah.
- Dov'è? - È lui?
Va tutto bene?
Benissimo. Grazie, signore.
Volevo solo dirle con non rientrerò subito. Io…
Mi prendo qualche giorno di congedo.
Ma dove si trova?
Non si preoccupi per me. Tornerò prima che la nave salpi.
Mi dice "non si preoccupi". Ma, Vostra Altezza,
non è che la minacciano con una pistola?
- No. - In quel caso dovrebbe dirmelo.
Comunque…
Pronto?
Tranquillo, signore. Non sono assolutamente in pericolo.
Ma dove si trova?
Beh, mi lasci spiegare.
Pronto?
Vostra Altezza?
Maledetto ragazzo!
Ehi.
- George. - Sì?
Quando hai chiamato, non ti sei messo nei guai?
- Nessun guaio. - Sei fortunato.
Io dovrò trovarmi un altro lavoro.
Tranquilla. Quando tornerò metterò una buona parola per te.
Come?
Ehm. Ecco, io…
Perché non ti alzi e non ci canti qualcosa?
No.
Magnifico, vero?
Sì, molto.
Da bambina lo facevo spesso.
Non ho mai fatto niente del genere.
George?
Credi che facciamo una brutta cosa?
No. E tu?
No.
E tu?
Signore!
Sei tornata!
- Salve. - Salve.
Lui è Ikuwe Yamato.
Era molto amico di mio padre. Lo conosco fin da quando ero piccola.
- Piacere di conoscerla. - Buongiorno.
Se lo gradite, sarò felice di offrirvi del sakè.
Il mio onorevole amico chiede se può offrirci del sakè.
Magnifico.
- Molto volentieri. - Venite, prego.
Entrate, prego.
Da questa parte.
- Ehi, abbiamo ospiti. - Sì.
Santo cielo! È Sumi!
- Signora. - Come sono felice di vederti!
- Lui è il mio amico George. - Salve.
- Piacere. - Entrate, prego.
- Le scarpe. - Venite, prego.
Fate come a casa vostra.
Mi dispiace che questa casa sia piccola.
L'onorevole amico si scusa perché la sua abitazione è umile
e perla sua accoglienza semplice.
A me piace moltissimo.
È un piacere essere qui.
In Giappone è consuetudine sminuire ciò che si possiede.
Ah, capisco.
- Allora, questa volta quanto resterai? - Tre giorni.
Ah, capisco.
Vuole sapere quanto resteremo a casa mia.
Tre giorni, giusto?
- Certo. - Presto.
Venite tutti qui.
Venite tutti qui.
Kazuhito.
Chinami. Yuji. Rikiya.
- Salutate. - Salve.
Buongiorno.
Ehi!
Grazie.
Signore e signori, seguitemi, prego.
Possiamo infine ammirare il palazzo delle innumerevoli delizie,
costruito per la principessa Sumi.
Ammirate l'elegante giardino giapponese.
È vietato cogliere i fiori. Non calpestate l'erba.
E ora, prego, entrate.
Potete ammirare anche le porte che non scorrono e non si aprono.
Ecco a lei.
Ah, questa.
Davvero incantevole.
- George. - Sì?
Devi toglierti le scarpe quando entri in casa.
Sì, certo… Mi dispiace tanto.
Per te è un'inezia, ma mi rende triste.
Non voglio rattristarti.
Vi dico una cosa.
Alla principessa serve una canzone per tornare felice.
Non so come suonarlo.
Vi stupirò.
Se conosceste Sumi come la conosco io
Oh, oh, oh, che ragazza
Non c'è una ragazza che abbia più classe
Oh, oh, che ragazza
Che cosa faremo, Finn?
Suggerisco, Eccellenza,
di restare calmi finché non ritorna.
E se non tornasse in tempo?
Tornerà, non è un idiota.
Sì, lo è.
- Non dobbiamo lanciare l'allarme? - Non ancora.
Non vorrà mica che arrivi un esercito di uomini in kimono e sandali.
Più persone lo cercano,
meno riusciamo a evitare lo scandalo.
Nessuno al di fuori dell'ambasciata sa che è fuggito.
Vero?
I membri che hanno fallito si assumano le proprie responsabilità.
Io, Tamura, vostro leader,
sceglierò dei nuovi membri per portare a termine la missione.
Sato. Tanada.
Quindi la casa sorge sul lago?
Qui?
Credo di sì.
Sì.
In quale punto?
Non conosco la posizione esatta,
ma penso che sia qui.
Andremo lì.
Ehi!
Ehi, sono pulito.
Sono pulito.
Tieni.
Mi sembrerà strano non lavarmi prima di fare il bagno.
Beh,
da noi fare il bagno è un momento per meditare e rilassarsi.
Oh, è bollente.
Restano solo tre giorni.
E se non ritorni?
Saranno guai.
Finirai in cella.
Sono già in cella.
Non ti piace fare il marinaio.
A volte no.
Ma puoi cambiare.
- O hai un contratto di alcuni anni? - È un contratto a vita.
A vita? Ma è troppo.
A volte sembra troppo lunga, altre troppo breve.
Al momento, la mia vita con te è davvero troppo breve.
Un giorno potresti tornare in Giappone.
Oh, non credo.
Sono una di quelle persone
che purtroppo sa sempre cosa farà e dove andrà
ogni singolo giorno della sua vita.
Non capisco. In che senso?
Mm?
Niente, sto solo meditando.
E mi rilasso.
Guarda con quale abilità
maneggio questi strumenti orientali.
Cos'hai detto?
Lascia stare.
Era squisito.
Anche meglio della cena a Kyoto.
- Non è niente di che. - Sumi.
Non voglio un'altra lezione di formalità giapponese.
Accetta ciò che dico.
Era squisita.
Grazie.
Dove vai?
Resta qui, ti porto una cosa.
- Che cos'è? - È per te.
Un regalino per festeggiare.
- Cosa festeggiamo? - Che ci conosciamo da tre giorni.
Oh, Sumi.
Non ti ho portato niente.
A parte la felicità. È già abbastanza.
Questa sono io.
Non è bella quanto te.
Ma grazie.
La terrò sempre con me.
- È una piccola… - No.
Per me è grande.
Sparecchio?
Preparo il letto.
Razza di diavoletti!
Domani vi acchiappo!
Ciao ciao!
Come si fa ad avere un po' di privacy in questa vita?
Devi diventare un eremita.
No. Non sopporto la solitudine.
O un monaco?
No. Non potrei mai fare il monaco.
Cadrei in tentazione.
È un bel problema.
Ci serve un apriscatole.
Ah, no!
D'accordo, non diremo a nessuno che è sparito.
Ma cosa diremo?
Non possiamo dire che è ancora malato.
Sa cosa mi ha detto al telefono?
"Ho l'influenza asiatica."
Influenza asiatica. Sul serio? Ma è proprio un irresponsabile.
A volte mi viene voglia di strozzarlo.
Pronto.
Sì, sono io. Sì.
Sì, Vostra Maestà.
No, Maestà, purtroppo non è ancora tornato.
Hmm.
Se me lo permette, Maestà, le passo subito
il tenente comandante Finn. Sì.
Un attimo, prego.
Maestà.
Ah.
Grazie, Maestà.
Ecco, non è ancora tornato.
Si è preso qualche altro giorno di congedo.
Oh, no. No, certo che no, Maestà.
Sì, certo che lo farà.
No, non abbiamo ancora diffuso la notizia.
Non siamo sicuri…
Sì, Vostra Maestà.
Influenza?
Magnifico.
Influenza asiatica?
Perfetto, Maestà.
Santo cielo.
Ehi!
Ehi.
Sumi?
Avete un permesso?
Non pensavo servisse.
Dov'è il porto d'armi?
L'ho lasciato a casa.
Siete entrambi in arresto.
Tomada.
Hyuga.
Non sono ammessi altri errori.
Nakayama.
Osservate attentamente.
Tomada.
Scatta una foto che mi renda fiero.
Sì, signore.
Non perdete tempo!
Vieni, ti legge il futuro.
- Così? - Sì.
- Cosa dice? - Che riceverai molti soldi.
E partirai per un lungo viaggio.
No, grazie.
Ehi! Ma state scherzando!
Perché?
Via!
Bastardi!
Maledetti!
Per favore, ora puoi dirmi
dove siamo diretti?
Lontano da loro.
Perché? Cos'hai fatto?
Perché quelli ci inseguono?
È che, ecco…
Ho osato lasciare la nave.
Ma non sono marinai.
Sembrano giornalisti spietati.
Sì, lo penso anch'io. Ma che importanza ha?
Non sei un normale marinaio.
Credo che tu abbia fatto qualcosa di male.
Sumi, ti giuro che non ho fatto niente di male.
Voglio solo stare qui con te.
Tornerò quando sarò pronto.
Fidati.
E scordati di loro.
Dimenticali.
Non possiamo chiamare un taxi?
Non è lontano, andiamo a piedi.
A piedi?
- Il bus dista solo cinque chilometri. - Ah.
Magari chiediamo un passaggio.
- Ah, intendi… così? - Sì.
Ah.
Dovrebbero fermarsi.
Ehi, sono loro. Andiamo.
Che è successo?
Stava per investirci, ecco cosa.
Pazzo assassino.
Va tutto bene?
Tutta intera, grazie.
Ma quell'uomo poteva farsi male.
Permesso.
Benvenuti.
- Ho telefonato prima. - Ah!
Prego.
Spero che la stanza vi piaccia.
- Grazie. - Venite.
Spera che la stanza ci piaccia.
Va tutto bene?
Che giornata.
Te ne sei scordato.
Non so perché sei arrabbiato con me.
Quand'eravamo al lago,
dicevi che saremmo stati felici fino alla tua partenza.
Ed ero d'accordo.
Mi piace essere felice.
Ma sei cambiato.
Ti diverti con i bambini perché sei proprio come loro.
Sei un ragazzino.
Devi crescere, George.
Altrimenti la vita è troppo dura.
Non sai quanto sia già difficile.
Hai detto che puoi tornare sulla nave quando vuoi.
Se ti rendo triste,
puoi andartene.
Non voglio risalire sulla nave.
Mai.
Dicono: "Perdonami".
Ti amo.
- Mi ami? - Ieri sera mi sono comportato male, ma…
per un buon motivo.
Cercavo di fare i conti con i miei sentimenti per te e…
non è stato facile.
Perché sono giapponese? Lo capisco.
Oh, no, non capisci.
Ricordi quando hai detto che non sono un normale marinaio?
Beh, avevi ragione.
- Hai fatto una brutta cosa? - No, quello no.
Cerco solo di dirti che,
anche se sono in Marina, non ci resterò per sempre.
Ma hai un contratto a vita.
Sì, lo so, ma… per un'altra cosa.
Vedi…
I miei genitori pensavano che io dovessi vedere il mondo.
Sai, per rafforzarmi e…
Ma quello che vogliono da me,
in fin dei conti, è che…
io gestisca gli affari di famiglia.
- Affari di famiglia? - Sì, sono…
Affari molto grossi e…
Che durano da tanto tempo.
Avete una sede in Giappone?
No. Lo vorrei tanto.
Sarebbe più facile stare con te.
È ciò che voglio.
Ecco perché ieri sera ho reagito così.
Dovevo prendere una decisione.
Quello che dici mi onora,
ma per una ragazza giapponese è difficile sposare un europeo.
Sposare? Beh, ecco…
Non è tutto, giusto? Cioè,
la cosa più importante è che noi ci amiamo.
Ma la tua famiglia
vuole che tu gestisca l'azienda di famiglia.
Sì, loro… vogliono così.
Ecco il problema.
Non so cosa dire.
Non sopporto l'idea di partire e di non vederti mai più.
Voglio che questi giorni siano l'inizio, non la fine di qualcosa.
Penso che mi ami davvero.
Certo.
Lo farò sempre.
Ma per te sarà difficile.
Lo è sempre.
La mente mi dice di stare attenta.
E il tuo cuore?
Ascolta.
Ha ancora 24 ore.
- E anche noi. - Se non tornasse,
partiremmo senza di lui?
Ci penseremo al momento giusto.
È sempre ritornato.
C'è una prima volta per tutto, signore.
Quest'osservazione non è affatto d'aiuto, Finn.
- È solo un dato di fatto. - Piantala.
Per l'amor del cielo, smettetela di bisticciare.
C'è già uno scolaretto indisciplinato,
non ne voglio tre.
La fermata dell'autobus.
Aspetta un attimo, torno subito.
FERMATA DELL'AUTOBUS
Il primo ministro e i membri del governo
danno un caloroso benvenuto
al principe George in visita ufficiale.
Il principe avrebbe dovuto partecipare
al ricevimento tenuto dall'ambasciatore in Giappone,
ma l'influenza asiatica…
È per te.
L'ambasciatore in Olanda ha preso il suo posto.
Un nuovo traghetto è in servizio a Biwako.
Cosa succede?
Niente.
Beh, aprilo.
Sono io.
È bellissimo, grazie.
Oh, vieni.
Che bella giornata.
Dove sono finiti i bambini?
Sei silenziosa.
Davvero?
Se conosceste Sumi
Come la conosco io
Oh, oh, oh, che ragazza
Sai, credo di poter imparare a suonarlo molto bene.
Peccato che tu non abbia tempo.
- Vostra Altezza. - No, ma posso…
Come?
Sei il principe George.
Io…
te l'avrei detto.
Come l'hai scoperto?
Mentre aspettavo l'autobus.
Ti ho visto nelle TV del negozio.
Hanno detto il tuo nome.
Hai l'influenza asiatica.
Sumi, tu…
Capisci perché non te l'ho detto?
Io… ci ho provato.
Avevo cominciato.
- Magari avevamo una possibilità. - Non ne abbiamo nessuna.
Lo sai bene.
Se tu fossi uno qualunque,
forse avremmo qualche speranza. Forse.
Ma un giorno sarai re.
Sì, un giorno.
Ma oggi sono qui con te e sono una persona normale.
Conosco meglio di te il mondo delle persone normali.
Ci vivo da tanto tempo.
Non importa quel che sono, ma…
- quello che provo. - Ma anche quello che provo io.
Per amarti devo poterti rispettare.
Come faccio ad amare un uomo che volta le spalle al dovere?
Caro George.
Ci tengo tantissimo a te.
Ma sfrutti la tua posizione per sfuggire alle responsabilità
che ne derivano.
Usi troppo il cuore.
E poco la testa.
Ma io ti amo.
Lo sai che è impossibile.
Non puoi scappare, devi tornare sulla nave.
Perché sei così convinta che non ci vedremo mai più?
- Devi andare. Me ne vado anch'io. - No.
No, non stanotte.
Resta per questa notte e domani ne riparleremo.
Ti prego.
Una sola notte?
ARRIVEDERCI, PRINCIPE GEORGE. TI AMO, TUA SUMI
Date le circostanze, Vostra Altezza, di sicuro comprenderà la mia riluttanza
a riaccompagnarla alla nave.
È la visita reale meno riuscita nella storia dell'ambasciata.
Ma per me sono stati i giorni più belli della mia vita.
Suo padre sarà lieto di discutere con lei questo punto di vista.
Lo farò con estremo piacere.
Vostra Altezza, mi chiedo se comprendiate
le gravi implicazioni del vostro gesto.
Mi creda, signore,
sono ben consapevole di ogni mio gesto.
Vorrei chiarire la mia posizione.
Lo Stato mi chiede di lavorare come principe.
E ufficiale di Marina.
L'ufficiale aveva diritto a un congedo,
lo ha preso,
e il principe l'ha seguito.
Ha fatto bene a entrambi.
Forse anche allo Stato.
Non ha altro da dire?
È tutto.
Non mi scuso per ciò che ho fatto.
Mi scuso solo per i disagi che posso aver provocato.
- Che aria seria. - Davvero?
Ho salutato suo padre.
Ah.
La vacanza è andata bene?
Sì, molto interessante.
Lei cos'ha fatto?
Mi sono decisa.
Sposerò Ukiyo.
Davvero?
Non è d'accordo?
Certo che lo sono.
Sono felicissimo per voi.
Verrà al matrimonio?
Mandatemi l'invito.
Possiamo sempre chiuderlo in cabina finché non approdiamo a Manila.
Sempre che torni a bordo.
Le lacrime che ho versato per te Si asciugheranno
Non importa quanto io ci provi
Ma piangerò ancora
Non ti dimenticherò, amore mio
Sei venuto da me come in sogno
E fin dal primo momento In cui abbiamo parlato
Ho capito che per me eri speciale
Più di quanto tu non pensi
Due cammini che si incrociano
Per una manciata di giorni Eppure io credo
Che siamo nati per stare insieme
Il nostro amore durerà per sempre
Le lacrime che ho versato per te Si asciugheranno
Non importa quanto io ci provi
Ma piangerò ancora
Non ti dimenticherò, amore mio
Sottotitoli: Francesca Perozziello
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