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Original subtitles

Enrique Vergel conosceva gli effetti collaterali del farmaco.

È molto grave, è morta una persona.

Lei ha pagato le conseguenze senza avere nessuna colpa.

Fra tre giorni Enrique Vergel sarà nominato ministro.

È in quel momento che deve crollare.

Abbiamo molte prove, ma abbiamo bisogno di cose più concrete.

Ci servono le registrazioni di Juan.

Chi pensi che resterà con te quando non potrai più alzarti?

Juan? Sappi che ti ruba i soldi.

Figlio di puttana!

Juan, devi stare più attento con i documenti.

In questa casa abbiamo occhi ovunque.

Sta spostando dei file nel suo PC.

Le conversazioni di Juan con Enrique e Luisa.

Ce le abbiamo, María.

Sì, adesso devo...

sistemare tutte le cose per darle al ministro.

Non voglio che venga fuori il cadavere.

Se stesse facendo qualcosa di illegale, io sarei la responsabile.

Non ti preoccupare, passami quei documenti e vedrò di sistemare tutto.

Mia madre ci è dentro fino al collo.

Vuoi tenere per noi questi documenti?

No. Anche lei merita di essere punita.

Con la fondazione riciclavano il denaro.

- Enrique non può diventare ministro. - Non lo farà.

Domani tutto il Paese vedrà in diretta che tipo di persona è Enrique Vergel.

- Grazie. - Mi ricordo tutto.

Tutto quello che hai detto corrisponde a quello che sapevo.

Mi dispiace.

Non metterti più contro Enrique.

Mi occupo io di lui.

Mamma non va da nessuna parte, ok? Resto con te.

- Lascialo. Tu vai in camera tua. - Smettila, smettila.

- Lascia il bambino. Lascialo. - Vai in camera tua!

O te ne vai, o tuo figlio vedrà sua madre in carcere.

Voglio l'affidamento condiviso,

un vitalizio che copra le spese mie e quelle di Quique e una casa mia.

So chi è Mercedes Dantés

e chi ha fatto saltare in aria il congresso delle pilloline.

Hai preso accordi con lei alle mie spalle?

Te ne pentirai, figlio di puttana!

Pronto?

Sì, sono sua moglie.

Cosa vuoi... Mercedes Dantés?

Dobbiamo arrestare Enrique Vergel.

Sì, ma è scomparso.

Sicuramente avrà ricevuto una soffiata.

È in arresto per complicità in crimini fiscali

- Io? - e riciclaggio di denaro nella fondazione di cui è presidente

- e porta il suo nome. - No, aspettate. Alberto, di' loro

che non c'entro niente. Vi prego, ascoltatemi. Non ho fatto niente.

Cazzo, María!

Ho bisogno di sapere che stai bene.

Quique, lo supereremo.

Lo supereremo insieme, te lo prometto.

Quique, Quique.

Bruno.

HUATULCO, MESSICO 2014

Signor Betancourt.

Ecco a lei.

Grazie.

Signor Betancourt.

Gerardo.

Gerardo, come stai?

Non così bene come lei.

Sembra che pioverà.

Sì.

Le ho portato tutto ciò che mi ha chiesto.

Un tablet.

Un cellulare nuovo, impossibile da localizzare.

- E le carte di credito? - Nella tasca sulla destra.

Come da accordi, sono due e a nome di...

Alberto Betancourt Piñero.

Francese, ma con il padre messicano.

Tutti i conti che aveva nella nostra banca alle isole Cayman

sono stati trasferiti su quelli a nome della sua nuova identità.

Se vuole, può usarli da oggi.

Lo sa qualcun altro?

Qui viviamo nella discrezione, signor Betancourt.

Grazie, Gerardo. Hai fatto un ottimo lavoro.

A disposizione.

Comunque se vuole sapere le ultime novità della Spagna,

- posso portarle... - Non mi interessa quello che succede lì.

Fa bene.

Fuori da questo hotel non c'è niente di importante.

Spero che apprezzi il soggiorno qui da noi.

Il Messico è il posto migliore in cui vivere dopo la pensione.

Certo. Grazie, grazie.

Sono sempre a sua disposizione.

SUBTHEKA

Traduzione: Anna2489, Blackcat1990, giaval92

Il 9 settembre 2013

sono rinata.

Da più di 10 anni la mia famiglia mi crede morta.

In realtà sono stata rinchiusa in una prigione cinese sotto falsa identità.

Sono Mercedes Dantés.

Sono tornata per vendicarmi.

Sin Identidad - 2x14 Ne rimarrà soltanto uno

Sono già passati cinque giorni da un evento che ha allarmato la società.

Enrique Vergel è scomparso la stessa mattina in cui

sarebbe stato nominato ministro.

Non sappiamo dove si trovi adesso,

ma sembra che abbia lasciato il Paese utilizzando un falso nome.

Adesso la scientifica sta perquisendo

la casa in cui viveva il sottosegretario di Stato.

Non ci sono stati altri casi simili ultimamente.

In questi ultimi giorni, sono scomparse quattro persone legate alla famiglia.

Lo stesso Enrique Vergel;

la sua guardia del corpo, Álex Barral;

Juan Prados, avvocato della famiglia;

e la nipote del sottosegretario,

María Fuentes.

Signor Vergel.

Signor Vergel.

L'ha dimenticato al bar.

Grazie mille, gentilissimo.

Signor Betancourt.

Si sente bene?

Sì, sì, certo.

- Serve aiuto? - No, grazie.

- Sicuro? - Sì, sicuro.

Mi lasci in pace.

Se ne stanno andando, sono gli ultimi.

Poi ci lasceranno in pace?

- È la seconda volta che vengono. - Tranquilla.

Abbiamo richiesto al giudice di non toccare la casa.

Non era a nome del signor Vergel, ma delle cliniche.

Enrique, prima di morire, mi ha firmato una...

- una pensione vitalizia per mio figlio. - Le cose del signor Vergel

sono sotto controllo, non si può fare niente.

Porca miseria.

E i suoi soldi, le sue azioni?

Non c'è nessun problema per le cose a nome di suo marito.

Il procuratore non crede che c'entrasse con gli affari di suo padre.

Quel poveretto non sapeva niente.

Le azioni della clinica passeranno a lei e a Quique.

- Lei sarebbe amministratrice di... - No, io non...

non voglio avere niente a che fare con quella clinica.

Nessun problema, troveremo il modo per liquidare quelle azioni.

Parlerò con il consiglio amministrativo.

Quindi posso accedere ai conti?

Sì, certo.

È stato bloccato solo uno che suo marito condivideva con Enrique Vergel.

Gli altri può utilizzarli.

Credo che avesse...

anche dei conti all'estero.

Sì, ma quando il giudice ha controllato, la maggior parte erano chiusi.

Indagherò ugualmente.

Si fidi di me.

Riuscirò a farle avere l'eredità al più presto.

Grazie, Vincente.

Ciao, sono Amparo.

Non posso rispondere, lascia un messaggio.

Amparo, sono Luisa. Ascolta, non riesco a parlare con María.

Ha il cellulare spento. Non so chi chiamare. Volevo...

Amparo, so che abbiamo avuto molte discrepanze, ma ho bisogno del tuo aiuto.

Devi aiutarmi ad uscire da qui.

La cauzione è di 200.000 €. Per favore, pagala.

Pagala, ti prego.

Domani chiederò una visita e darò il tuo nome, che te ne pare?

Vieni, così parliamo. Amparo, per...

La signora non vuole vedere nessuno.

Se ne vada, per favore.

Marta, che sta succedendo?

Un altro giornalista?

- Se ne vada o chiamo la polizia. - Amparo.

- Ora chiamo, non ne posso più. - Sono Pablo.

- Chi cazzo sei, Pablo? - L'amico di María, l'informatico.

Ci siamo conosciuti qualche anno fa, quando è morta tua madre.

Che ci fai qui, cosa vuoi?

Sai dov'è tua sorella?

- Non ne ho idea. - È da giorni che non so niente di lei.

- Le sarà successo qualcosa. - Non so niente.

- Quando l'hai vista l'ultima volta? - Pablo.

Mio marito è appena morto.

Non è il momento.

- E se anche María fosse morta? - Perché dovrebbe essere morta?

Amparo, non prendermi in giro.

So che María parlava con te e che sai tutto.

Quando è stata l'ultima volta che l'hai vista?

Quando stava andando al ministero, per la cerimonia.

Cavolo! Mi ha mandato un messaggio dalla macchina.

- Era con Enrique? - Sì.

- Guidava Álex? - Sì.

- Sai qualcosa di Enrique? - Non so niente!

Non ti rendi conto?

Potrebbero averla uccisa!

- Devo chiamare la polizia, signora? - No.

No, vai via.

Fermati lì.

L'ultima cosa che so di María è che avrebbe fatto fuori Enrique.

Spero che l'abbia fatto.

Anche io sono preoccupata, se sai qualcosa fammi sapere.

Lo stesso vale per te.

Spero che non mi stia mentendo.

Tesoro, devi mangiare qualcosa.

Non ho fame.

Non dovresti essere triste, comunque vi sareste separati.

Ascolta.

Tu e tuo padre siete sempre stati la cosa più importante per me.

Stavamo per separarci, ma io lo amavo lo stesso.

Mi manca tanto quanto manca a te.

Sarei capace di qualsiasi cosa pur di vederti felice.

Vieni a mangiare con mamma?

Adesso vengo.

"Sono Han Solo e sto bene."

"Non credere a niente di ciò che dicono su di me."

"Ti voglio molto bene."

"Mi metterò in contatto con te."

"Abbi pazienza."

"Non dire a nessuno che ti ho mandato questo messaggio."

Nonno!

Ti dico cose su Enrique Vergel e lui scompare.

- Non ti posso dire niente! - Non voglio sapere niente di lui,

ma di sua nipote, María Fuentes.

- Che c'entri tu con quella ragazza? - È una mia amica, lo sai.

Non sappiamo dove sia.

Su questa María Fuentes non so cosa vuoi sentirti dire.

Non ti pare che ci sia qualcosa di strano nella sua storia?

È riapparsa dalla Cina, nessuno sa come.

- Dice di essere stata rapita. - È una vittima di Enrique Vergel.

Non posso aiutarti.

La cosa si è complicata troppo ed è fuori dalle mie competenze.

Forse l'hanno già uccisa, Muñoz.

Non so che fare. Quando sono scomparsi

erano insieme in macchina, María, Enrique e la sua guardia del corpo.

- Allontanati dai Vergel. - È un favore che devi farmi, Muñoz.

Trova María, per favore.

Ciao, Pablo.

- Mi devi un favore, Muñoz. - Te l'ho già fatto.

Non chiamarmi più.

Muñoz.

Muñoz!

Cazzo! Cazzo!

Senta! Scusi, si sposta. Dovete venire nella mia stanza.

Scusi, signore, ma abbiamo da fare.

- Oggi è Halloween. - Chiami la sicurezza!

C'è del sangue nella mia stanza!

Sì, sì. È successo qualcosa di grave.

Forza, chiami! Svelto!

Non si muova da qui.

Che cazzo avete da guardare?!

Andatevene!

Via!

- Venga con me. - Sì.

- Nando, andiamo. - È la mia stanza.

C'è del sangue, un sacco di sangue!

Mi lasci! Si sposti!

Togliti la maschera! Toglitela!

Signore.

Sta bene?

No. Sì.

Venga con me, per favore.

Signore, si sente bene?

- Tutto bene? - Sì, sì.

- È esattamente quello che ha visto? - C'era una testa di maiale insanguinata.

Abbiamo guardato tutto. Nessuna traccia neanche in bagno.

Come? Per favore, sto diventando pazzo o cosa?

Qui c'era del sangue.

Molto.

- Non c'è niente. - Non vede?

Cosa insinua?

- Che me lo stia inventando? - Bene, tutto risolto. Per favore.

No. Non mi piace passare per un cretino.

C'era del sangue!

- Ragazzi. - Qualcuno si prende gioco di me!

- Signore. - Uno scherzo di merda!

- Signore, per favore. - Ecco cos'è!

Tranquillo, signore. Ora me ne occupo io.

Andiamo.

- Ci scusi, signore. - Per favore, non mi tocchi.

Dev'essere stato un errore nostro.

Se ha bisogno di qualcosa,

- se vuole che chiami un medico o... - Non ho bisogno di un medico.

Mi lasci, mi lasci in pace. Ora vada fuori, fuori!

Fuori!

Pronto?

Pablo, sono io.

María?

- Stai bene? - Sì, sto bene.

Dove sei?

Sto seguendo Enrique.

Stai seguendo Enrique? Non capisco.

Ce l'ho sott'occhio, mi occuperò di lui.

Tu dimmi dove sei che arrivo.

No, no.

Hai già fatto abbastanza e non voglio causarti altri problemi.

Questa è una cosa tra me ed Enrique.

È da due giorni che lo faccio impazzire ed è sempre più malato.

Sono sicura che pensa di avere le allucinazioni.

María, che cazzo è successo? Dov'è Álex?

María, che cazzo hai fatto?

Pablo, se tutto va bene, ti chiamerò tra due giorni.

Vorrà dire che tutto sarà finito.

Cazzo, María. Per favore, non uccidere Enrique. Dimenticalo e ritorna.

In questi giorni avevo paura che ti fosse successo qualcosa.

È tutto finito, è andata bene.

Io ti amo, María.

Sono venuta fin qui per finirla una volta per tutte.

Se mi succede qualcosa, occupati di mia sorella.

María?

María?

Amparo, grazie per essere venuta.

Non posso restare qui.

Sei appena arrivata, ti abituerai.

Non mi abituerò, voglio uscire da qui. Ascoltami.

Hai parlato con qualcuno? Hai parlato con l'avvocato?

Si sa qualcosa della cauzione?

Quale cauzione?

Enrique è sparito, Juan idem. C'è la polizia tutto il giorno a casa.

Da dove prendo i soli?

- Non lo so, inventati qualcosa, Amparo. - In realtà...

ero così impegnata a superare la morte di mio marito

e ho dimenticato che sei l'unica persona importante.

Scusa, Amparo. Hai ragione.

Non ci sono con la testa.

Bruno, poverino.

Dio mio!

- Dio, come hai permesso che succedessero queste cose? - Non ha fatto proprio niente.

Bruno era completamente ubriaco ed è andato fuori strada,

Enrique ha rubato tutto quello che poteva.

- No, Juan è stato l'unico a rubare. - Tuo fratello è corrotto.

Sono anni che sfrutta la fondazione e il ministero.

Sei in carcere per colpa sua, devi essere stupida per non averlo capito.

Non è vero.

Amparo, non è vero.

Non sai che ha cercato di togliermi mio figlio

- e che ha ucciso mia madre. - Smettila di dire queste bestialità.

Lo dici solo per ferirmi.

Non è vero, non è sicuro.

Luisa, che cavolo, non capisci niente.

Così qui dentro te la caverai male.

Non posso fare niente per te.

Amparo, Amparo... aspetta. Amparo.

Amparo, ti prego. Amparo.

Sono Enrique Vergel.

Senti, tu sei un medico. Hai fatto il giuramento.

Vale anche dopo quelle false accuse nei miei confronti.

Non ti chiamerei se non fosse importante.

Per favore, è solo...

una domanda.

È possibile che...

che in questa...

fase della malattia

abbia delle allucinazioni?

Sì, allucinazioni. Vedere cose che non sono reali.

Impossibile.

Sì, solo questo.

So di avere molti nemici.

Non preoccuparti.

Non ti... non ti chiamerò più.

Ma che cazzo...

- Reception. - Mi prepari il conto.

- Voglio una macchina tra 15 minuti. - Sì, subito.

È pronto il conto?

Sì.

Signor Betancourt, mi è sembrata strana la sua chiamata.

Pensavo che sarebbe rimasto più tempo.

Sì, ho avuto un imprevisto.

- Spero che non sia per colpa nostra. - No, no.

È pronta la macchina che ho chiesto?

La aspetta fuori.

Scusi, c'è un errore con la carta di credito.

Per favore, può sistemare le mie cose in macchina?

Mi scusi ancora.

- Qualcosa non va con le sue carte. - Cosa diavolo succede? Sono nuove.

- Contatti la banca. - Provi ancora.

Signore, io...

Tutto bene?

No, non va bene niente.

- Signore, si calmi. - Come cazzo faccio?

Questo hotel è un disastro.

Ecco fatto.

- Scusi, ho risolto. - Ha funzionato.

No, mi hanno riferito che il suo conto era già stato saldato.

Saldato da chi?

Dicono da una sua amica.

Qui non conosco nessuno. Quale amica?

Una certa...

Mercedes Dantés.

Signore, scusi.

La sua carta.

All'aeroporto.

Velocemente.

Accenda l'aria condizionata.

Accenda l'aria condizionata!

La musica.

Tolga la musica!

Non voglio ascoltare la radio.

La spenga!

Accenda l'aria condizionata.

Qui il caldo è insopportabile.

Juan, ascolta... parla con sua figlia, è molto nervosa.

Non deve assolutamente parlare con la stampa.

Se vuole del denaro...

daglielo e sii generoso.

Quando è andata via, era più calma.

- L'ho convinta a non far trasferire... - Non è...

affatto divertente.

- Tieni. - E questo?

Chi è lei? Fermi la macchina.

- Enrique, non serve, sul serio. - Si fermi.

Si fermi, cazzo!

Si fermi.

Ma che cazzo...

- María. - Ciao, Enrique.

Andiamo a fare un giro. Dai, andiamo.

Scendi dalla macchina!

María, sei morta.

María, sono malato.

Nessuno...

nessuno lo sa, ma...

mi resta poco da vivere.

Sì, lo so. Morbo di Pick.

Enrique, non mi fai pena.

María, ho tanti soldi, più di quanto immagini.

Se mi lasci in pace,

li dividerò con te, María.

Oggi non sei riuscito ad usare le tue carte di credito, vero?

Non hai più niente.

I tuoi conti sono vuoti.

Ci ho messo tanto perché avevi una fortuna.

Sei una figlia di puttana.

Non la farai franca.

Ti ho detto che so tutto di te.

Non sai tutto.

No?

Come pensi che abbia scoperto chi è Mercedes Dantés?

Tua sorella.

Pensavi di poterti fidare di lei.

Ti vendette tredici anni fa e ti ha venduta adesso.

Mi ha fatto vedere il tuo passaporto.

Altrimenti col cazzo saresti venuta in macchina con me il giorno della nomina,

pur sapendo quello che sarebbe successo a te e a tua sorella.

Nel primo cassetto della scrivania

del mio ufficio...

c'è la prova di quello che sto dicendo.

Vai a Madrid e cercala.

Andiamo.

Spara.

Spara, María.

Alla fine...

non sei tanto diversa da me.

Spara, una volta per tutte.

Uccidimi!

Lasciarti vivere è una punizione peggiore dell'ucciderti.

Non andrai via da questo Paese, te lo assicuro.

Passerai il resto dei tuoi giorni rinchiuso una cella di merda.

Per quanto tempo pensi di stare ancora bene?

Qualche mese? Un anno?

Enrique, sei solo.

Nessuno si occuperà di te, nemmeno mia madre.

È finita in carcere, lo sai?

Non hai avuto problemi ad usarla per riciclare i tuoi soldi, vero?

Bruno, Bruno mi aiuterà.

Ha fatto un incidente, guidava ubriaco.

Bruno è morto.

Bruno!

Non è morto.

Hai fatto tante di quelle cose... ne è valsa la pena?

María.

Fa... fammi un favore.

Lascia che sia io a farla finita.

E perché cazzo dovrei lasciartelo fare?

Non ho niente.

Fammi...

fammi morire con dignità.

Ti prego.

Signore, sei sempre stato al mio fianco, non lasciarmi adesso.

Tu che sei stato accusato, processato e condannato...

non permettere che succeda la stessa cosa a me.

Dicono che ho commesso crimini di cui non sono responsabile,

che mio fratello mi ha usata.

Dio mio, non è possibile che Enrique sia stato capace di fare una cosa simile.

Quique.

Sono io...

nonno.

Quando ascolterai questo messaggio,

forse...

sarò molto lontano.

Forse non ci rivedremo mai più.

Ascolta attentamente.

Sei la persona a cui voglio più bene.

Sei...

l'unico Vergel con la forza necessaria per portare avanti il mio progetto.

Ti chiedo perdono con le preghiere che dico ogni giorno

da quando nel convento ci dettero María.

Hai deciso di provarci della possibilità di avere figli

e noi abbiamo ignorato la tua volontà.

Per questo sono qui.

Non dimenticare mai quello che ti ho detto.

Ascolta.

Ti voglio bene.

Tanto.

Abbi pietà di me e non farmi allontanare dalla fede in questi momenti difficili.

Guidami tra le tenebre che mi circondano...

e proteggi la mia anima.

Rendimi degna della tua benedizione

e liberami dal demonio, in qualsiasi forma si presenti.

Amen.

AEROPORTO BAHÍAS, HUATULCO MESSICO

Tra qualche giorno, quando la polizia smetterà di disturbare,

io e Quique faremo dei cambiamenti.

Chiama l'arredatore, voglio cambiare tutto.

- E se torna il signore? - Non tornerà, te l'ho già detto.

- E la signora? - La signora sono io.

Luisa è in carcere.

Tu continuerai a lavorare qui, non preoccuparti...

ma per me e Quique.

Se vuoi.

Rispondo io.

Pronto?

Ambasciata del Messico?

Sì, aspetto.

Sì, mi dica.

Sono la nuora.

No, non c'è nessun altro in casa.

Morto?

Si sa...

cosa... com'è successo?

Capisco.

D'accordo, grazie.

Guarda, è arrivato un taxi, forse è lei.

- Preparati. - Dai, è arrivata.

- Sì, sembra che sia lei. - Per favore, potrebbe scendere lei

per suonare e dire di aprire?

Glielo chiedo per cortesia.

Com'è stata la sua permanenza in carcere, signora Fuentes?

- Attenzione. - Risponda.

Secondo le voci, il pubblico ministero chiederà 17 anni di carcere per lei.

- È pronta ad affrontarli? - Si sbrighi, per favore.

Per favore, apra il finestrino e risponda alle domande.

Signora Vergel.

- Ciao, Amparo. - Ciao.

Non ho potuto chiamare per avvisare del mo arrivo.

Sono venuta in taxi e sta aspettando fuori.

Non capisco.

Non ho i soldi per pagarlo.

Marta, occupatene tu.

Grazie per aver pagato la cauzione, sul serio.

Non sono stata io.

Ti ho detto che non avevo tutti quei soldi.

Allora chi è stato?

Non lo so.

- Ma certo, Enrique. Hai sue notizie? - Non è stato Enrique.

- Perché ne sei così sicura? - Hanno chiamato dal Messico.

È in Messico?

È morto.

Si è suicidato.

Cosa? Si è suicidato?

- Si è suicidato? - Non fare sceneggiate, Quique non lo sa.

Ha appena perso il padre e non voglio che sappia di suo nonno per ora.

Alzati dalla sua sedia.

- Come, scusa? - Ti ho detto di alzarti.

Ti fa piacere, vero?

Ti ricordo che è appena morto mio marito.

- Era anche mio nipote. - Non mi fa piacere, ma sai una cosa?

Dopo tredici anni, potrò finalmente dormire tranquilla.

Porteranno qui il suo cadavere.

Dopo il funerale, ti voglio fuori da questa casa.

Non può essere.

Non sta succedendo sul serio.

María.

María.

María, stai bene?

Non fare mai più una cosa del genere, hai capito?

Mai più.

Pensavo che non ti avrei vista più.

Mi dispiace.

Sono vere le voci sulla morte di tuo zio?

Dicono che si sia suicidato.

Stai bene?

Sì, metti questa chiavetta.

- Non hai una belle faccia. - Mettila.

Ho partecipato al tentativo di omicidio di María Fuentes

pianificato dodici anni fa da Enrique Vergel,

sottosegretario al ministero della salute.

- Da dove l'hai preso? - Credo che Enrique Vergel sia il responsabile

- Te l'ha dato Enrique? - dell'attentato contro il giudice Francisco Fuentes

- e della morte di mia madre, - María.

Fernanda Duque.

Per quale cazzo di motivo l'ha fatto?

- María, calmati. - Come cazzo faccio a calmarmi?

- Se morissi o sparissi, questa confessione - Figlia di puttana.

- deve essere resa pubblica. - Non mi ha ingannata solo tredici anni fa.

Enrique aveva anche questo.

Amparo ha scoperto la mia falsa identità, per questo Enrique voleva uccidermi.

Mi ha tradita.

Non finirà così.

Non volevo spaventarti.

María.

María.

Dov'eri?

È finita.

Hanno chiamato dal Messico.

Hanno detto che Enrique si è suicidato.

Io ero lì.

È tutto finito.

Non ci rovinerà più nessuno.

Mi dispiace per Bruno.

Mi piacerebbe essere stata qui con te.

Mi manca.

- Tanto. - Lo so.

Stai bene?

No.

Devo essere forte per Quique.

Vieni qui.

Non preoccuparti, sono qui con te.

Sai...

sarebbe meglio se cercassi qualcuno che stia con Quique.

È meglio lasciarlo fuori.

Mamma, arriviamo sempre tardi.

Non è tardi, Quique.

Vedi, sta uscendo adesso.

Una cosa.

- Fai il bravo. - Sì, mamma.

- Fai il bravo e ascolta, mi raccomando. - Sì.

Ehi, Quique.

Te ne vai senza darmi un bacio?

Sono grande per i baci.

Non fare così con tua madre. Vieni qui.

Divertiti.

- L'iPad resta qui. - No, mamma.

Devi andare in bici, a cosa ti serve?

- Mamma! - Dammelo, Quique.

No, lo voglio.

- Non farmi arrabbiare, dammi l'iPad. - Non posso.

- Quique, dammi l'iPad. Nonno cosa? - Nonno...

Nonno cosa?

Doveva essere un segreto.

Nonno... mi manda dei messaggi.

- Dai, non dire cavolate. - Non dico cavolate.

Dice che va tutto bene e che ci vedremo presto.

- Quique, non devi dire le bugie. - Non è una bugia.

Mi ha dato un messaggio per te.

Sì?

Che messaggio?

Non ci ho capito molto, ma...

voleva che ti dicessi...

che María sa tutto.

Posso portarmelo?

María.

María, figlia mia!

María, dov'eri?

- Dov'eri, tesoro? - Dopo le ultime cose, volevo stare sola.

Tu come stai?

Tesoro, sono stati dei giorni terribili.

Non ti trovavo. Ti chiamavo e tu non mi rispondevi.

- Mi hanno arrestata... - Mamma, sono a casa adesso.

Sì, ora sei a casa.

Grazie a Dio sei qui.

Per fortuna.

Devi aiutarmi a fermare Amparo.

Vuole che vada via da casa. Non so chi crede di essere.

Temo che ora sia la padrona di casa.

Padrona?

Padrona?

È solo una morta di fame che ha avuto un colpo di fortuna con la gravidanza.

Enrique è stato troppo generoso con lei e con la sua famiglia.

Enrique?

Sì, tuo zio.

Ha pagato le cure a sua madre, alla tua madre biologica.

Per di più, le ha permesso di sposare Bruno...

anche se sapevamo tutti che tipo di persona ci stavamo mettendo in casa.

Ascoltami, ascoltami.

- Dobbiamo fare qualcosa, aiutami. - Ho fatto tutto ciò che potevo per te.

Non capisco.

Ho pagato io la cauzione.

Tesoro, sei stata tu?

Sei stata tu?

Grazie, grazie.

Grazie, grazie. Sapevo di poter contare su di te.

Dio mio, grazie.

La salma dell'ex sottosegretario di Stato

è arrivata in Spagna da qualche ora e questo stesso pomeriggio...

ci sarà il funerale nella massima intimità. Si apre la porta della casa.

Qui c'è...

Luisa Vergel, accusata anche lei...

di corruzione, come altri membri della famiglia.

È da sola nella prima macchina diretta verso il cimitero.

Come è stata la sua permanenza in carcere, signora Vergel?

Per fortuna ti ho ascoltata e ho mandato via Quique.

Ecco la seconda macchina.

Come stavamo dicendo prima che iniziassero ad uscire,

per richiesta della famiglia, il funerale sarà una cerimonia intima e privata

alla quale non potranno accedere né la stampa e né i curiosi.

- In questo modo si cerca - Che cavolo ci fa con Amparo?

di evitare possibili incidenti che potrebbero verificarsi dato il...

Ascolta, o Signore

le preghiere con le quali chiediamo la tua misericordia

in modo che l'anima

del tuo servo Enrique

che hai prelevato da questo mondo,

possa raggiungere la luce e la pace

e viva per sempre in compagnia dei santi.

Per Gesù Cristo, nostro Signore.

Amen.

- Sii forte, Luisa. - Grazie, padre.

Grazie per essere con noi in questi momenti.

Abbi fede.

Dio mio, Enrique.

Adesso cosa ne sarà di noi?

Ci hai sempre protetti, ci mancherai tanto. Senza te, non so...

non so cosa succederà.

Non merita le tue lacrime.

Quell'uomo che credevi così buono...

ha ucciso mio padre e mia madre.

Quell'uomo così rispettabile e buono...

ha organizzato il mio rapimento.

Come puoi dire queste bestialità?

Certo.

Ti ha convinta lei per ferirmi, vero?

Non ho bisogno delle parole di nessuno.

Non ho l'amnesia.

Non l'ho mai avuta, era tutta una finzione.

Cosa? Come?

Hai avuto un'altra possibilità di dimostrarmi un po' di umiltà.

Mi hai ingannata ancora.

Tu parli di inganni e sincerità?

Non meriti niente di quello che abbiamo fatto per te, niente.

Se ricordi tutto, saprai che tua...

madre

era una prostituta alcolizzata

- che hai rispettato molto più di me. - Lei lo meritava più di te.

Non mi hai mai nascosto niente.

Una prostituta alcolizzata?

Non credi che una figlia si accorga che sua madre non le vuole bene?

Cercavo il tuo affetto giorno dopo giorno.

L'unica risposta che ho avuto è stata la tua indifferenza.

Perché io non volevo adottarti, María.

Mi avevano appena fatto l'intervento e non ero pronta.

Tuo padre insistette e decise per me,

come faceva sempre, senza dare importanza ai miei sentimenti.

Sentivo che...

non ti volevo bene.

Ti tenevo in braccio e non sapevo che fare. Non volevo averti, María.

Guarda quanto è curiosa la vita.

Alla fine ho avuto ragione.

Non sbagliavo.

Non avremmo...

dovuto adottarti.

È stata la nostra punizione.

La mia punizione.

Non abbiamo nient'altro da dirci.

Puoi pregare quanto vuoi.

A questo punto, sicuramente sarà già all'inferno.

Enrique, hai sentito?

María ci ha ingannati.

Vuole continuare ad ingannarmi.

Sai cosa mi hai detto?

Che tu sei stato...

Mente.

So che mente.

Enrique, dimmi che mente.

Lo dice perché non mi ha mai voluto bene.

Non mi hanno voluto bene né lei e né Francisco.

Solo tu.

Solo tu, Enrique.

Solo tu.

PABLO: "MARÍA, PER FAVORE, CHIAMAMI."

Il piano è in marcia.

Lo faremo stasera.

Amparo.

Amparo, sei qui?

Sì, arrivo.

Cosa c'è?

Bene.

Finalmente siamo da sole e tranquille.

Non so.

Penso che si arrivato il momento di festeggiare per Enrique.

Non trovi?

Per la morte di Enrique Vergel...

il figlio di puttana che ci ha rovinato la vita.

Spero che marcisca all'inferno.

Alla salute.

Chissà che fine avremmo fatto se non ci fossimo conosciute.

Chi lo sa...

cosa ci sarebbe successo...

Credi al destino?

No.

Tu?

Quando ho scoperto di essere stata adottata, pensavo di vivere un'altra vita.

In qualche modo, è come schivare il destino.

Dopo quello che ho passato in Cina,

mi sono resa conto che non è facile sfuggire al destino.

Io l'ho fatto.

Se fosse per il destino, avrei preso il posto di mia madre.

La prostituta del paese.

Quando si sta nella merda, come è successo a me,

un giorno decidi che il destino non ti rovinerà più i piani.

Né il destino e né nessuno.

Tu cosa pensi?

Che hai ragione.

Si è svegliata.

Lasciami.

Non è male, ma preferisco le asiatiche.

Le occidentali sono tutte uguali.

Stai zitta.

Dove mi porta?

- Chi è lei? - Lavorerai per me.

No.

Lasciami, lasciami.

Fammi uscire. No.

María, sono venuto appena ho potuto.

È bellissima.

È successo qualcosa?

Voglio vedere la sua faccia quando le dirò di venire a vivere con me.

Hai parlato con Amparo?

Sta bene?

È dove deve stare.

María, cosa hai fatto?

- Cosa le hai fatto? - Niente che non meriti.

Dai, cazzo.

- Non è morta. - Dov'è?

- Non importa. - Dove cazzo è?

L'ho venduta ai cinesi.

Si prenderanno cura di lei come hanno fatto con me.

Che cazzo, María. Cavolo!

Amparo è una figlia di puttana, è vero, ma...

ma cosa le hai fatto?

Ci sei passata anche tu.

Ora no, ma tra un po' te ne pentirai.

Non ti divertirai con la tua sorellina.

E Quique? Lui non ha nessuna colpa

- e l'hai lasciato senza mamma. - Va bene, Pablo.

María, voglio tornare con te

e ti amo...

ma non così.

- È ora di andare. - Dove?

- Dove? - Guadagnerò tanto con te.

- Ti divertirai in Cina. - No, non in Cina.

Ti prego, ho un figlio piccolo che è solo.

Ho i soldi, ho i soldi. Ti darò tanti soldi, ti prego.

Non vendo mai persone che si lamentano così tanto.

Non toccarmi. Non toccarmi.

Porta il sacco.

Ti prego, aiutami.

Aiutami. No, no.

Pablo, non saresti dovuto venire.

- È meglio se resti fuori. - Assolutamente no.

Andiamo.

Devo vedere Li Ang.

Impossibile.

Andiamo.

Lasciala.

È mia.

Ti ho detto di lasciarla.

Che ci fai qui? Avevamo un accordo.

La rivoglio.

È tardi. Ho un acquirente.

Dammela.

L'ho già venduta.

María, María...

- María. - María?

María, sei tu?

C'è un altro modo.

Abbiamo tanti soldi, daglieli.

María.

Per questa volta va bene così, ma non farò più affari con te.

Può starne certo.

Andiamo.

María.

- Io... - Non dire niente, Amparo.

Non voglio sentire come vuoi ingannarmi ancora.

Sai, mi chiedo ancora come ho fatto a fidarmi di te.

Come ho fatto a non capire che tipo di persona fossi?

Mi hai ingannata davvero bene.

È dovuto venire mio zio Enrique ad aprirmi gli occhi.

Se fosse per me...

saresti marcita in quell'antro.

Ringrazia Pablo.

Che peccato.

Sarebbe potuto essere tutto diverso.

Saremmo potute essere felici.

- Dammi una opportunità, ti prometto... - Te ne ho date più del dovuto, Amparo.

- Cosa mi farai? - Io?

Io non ti farò niente.

Non sono come voi.

Spero solo che i soldi che ti ha dato mio zio dopo avermi consegnata

ti siano serviti.

Non l'ho fatto per soldi.

L'ho fatto per mio figlio.

Dovrai fare ancora tante cose per tuo figlio.

Ho dato alle autorità i documenti che collegano la clinica Vergel

agli affari loschi di Enrique.

Penso che adesso dovrebbe essere stato tutto sequestrato.

Anche la casa e i conti di Bruno.

Vuol dire che non hai niente.

Dovrai riprendere a lavorare

per andare avanti.

Ti consiglio di tornare in paese e crescere lì tuo figlio.

Ti resta solo lui.

Dove vai?

A cercare di essere felice.

Mi sento bene.

Appena mi allontano dalla casa che apparteneva alla mia famiglia,

inizio a sentirmi più leggera.

La mano di Pablo nella mia

mi dà la sicurezza di cui ho bisogno.

È finita.

No, non ancora.

C'è un'altra cosa che devo fare.

Ti amo.

Andiamo?

María.

Ciao.

Come va?

Sapevo che saresti venuta.

Certo che sì.

Andiamo?

Dai.

Dammi la mano.

Perché dobbiamo andarcene?

Te l'ho detto, Quique. Andiamo a vivere in paese.

E la scuola?

E i miei amici?

Andrai in una scuola nuova

e avrai nuovi amici.

Non ci serve questa casa per essere felici.

A te non serve.

- Dai, andiamo. - Non voglio andare.

- Andiamo. - No!

- Dov'è nonno? - Tuo nonno è morto!

Entra nel taxi.

Sei una bugiarda. Ti odierò per sempre.

Andiamo a svegliarla.

Buongiorno, dormigliona.

Che ora è?

L'ora di uscire.

È una bellissima giornata.

Credo che non abbiamo scelta.

Sì, ma mi fate dormire altri cinque minuti?

Altri cinque minuti?

Penso che siano troppi. Vero, María?

C'è un metodo più veloce.

Pensandoci un po', mi sono resa conto di essere stata felice in pochi momenti.

Non ne perderò più nessuno.

Me lo merito.

Anche loro.

Quando ero piccola...

mi piaceva sedermi sul divano con mio padre e vedere film western.

Lo abbracciavo quando il protagonista stava per morire.

Lui mi tranquillizzava.

"María, alla fine vincono sempre i buoni."

Lui non ha vinto...

né la sua compagna, Blanca;

né la mia vera madre, Fernanda;

né Marta, la detective.

L'ho fatto anche per loro.

Soprattutto per loro.

Guardatevi, siete due piccioncini noiosi.

Pensavo che fosse tardi per me...

che non avrei mai formato la mia famiglia.

Ne ho una meravigliosa.

Oggi...

dopo tredici anni di sofferenza,

sono rinata.

Voglio guardare solo al futuro.

Mi chiamo María Fuentes.

Finalmente ho portato a termine la mia vendetta.

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ZURIGO SEI ANNI DOPO

Ho visto i suoi documenti,

sarebbe un peccato se un cliente come lei non lavorasse più con noi.

Potrei offrirle...

interessanti opzioni finanziarie per...

moltiplicare il suo capitale.

Apprezzo l'offerta,

ma preferisco prelevare i soldi, come le ho detto telefonicamente.

È una somma importante, signor Vergel.

La maggior parte della gente non saprebbe cosa farsene di tutti questi contanti.

Io sì.

Ci penso da sei anni.

Con questi soldi voglio vendicare la morte di mio nonno.

SUBTHEKA

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