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Original subtitles

È tutto qui.

Ci sono conti alle isole Cayman

e qualche azienda fantasma che non conosci.

Chiama l'intermediario. Trova un

posto discreto per l'incontro. D'accordo?

- Perfetto. - María, dobbiamo occuparci di Juan.

È lui la chiave. Tutte le cose di Enrique passano tra le sue mani.

Quello che dobbiamo vedere ora è cosa fa Juan con lo zaino.

Pablo? Cavolo, da quanto tempo!

Sai che María è viva?

Juan mi ha visto. Era così teso per

lo zaino che non credo abbia sospetti.

Ora dobbiamo scoprire dove annota i

pagamenti. Anche se è denaro sporco,

lo deve aver scritto da qualche parte.

Nessuno di noi ha la colpa di quello che è successo tredici anni fa.

Credo che la vita ci abbia dato un'altra possibilità.

Cosa vorresti fare?

María, so che il riavvicinarti a Juan fa parte del piano,

ma non mi va a genio.

Ti fidi di me?

Non mi fido di lui.

Non ti sposare.

Marta Ibarguren. Abilitata nel 1999.

- Sai già cosa fare. - Sì, signore.

- Chi cazzo sei? - Parti.

Sono Mercedes Dantés.

Qualcuno mi ha ingaggiata per tuo conto qualche mese fa.

Non so di cosa stai parlando.

Non so cosa stia succedendo, ma la tua

amica che faceva Mercedes è in pericolo.

Lui?

No?

Mi ha contrattata Pablo. Pablo López Redondo.

Hanno cercato di uccidermi, Muñoz. Ho bisogno del tuo aiuto.

- E che c'entro io? - Ma dai!

Mi devi un favore e lo sai.

Chiama... chiama tuo padre.

Abbiamo trovato una quantità

insolita di potassio nel suo organismo.

Forse è questo che gli ha causato l'infarto.

Questa volta sono molti soldi.

- Domani li trasferisco in Svizzera. - Il tuo compenso dipende da questo.

Cazzo, era tutto qui.

Ho delle prove che implicano Enrique.

Juan scriveva tutti i movimenti su un libretto.

Quindi...

mentre stavano cercando di uccidermi, tu eri con Juan?

- E a me non pensi? - Pablo, Pablo!

Non rendere le cose ancora più difficili.

Questa sera è stato ritrovato un cadavere.

Secondo la polizia, appartiene ad una detective privata

- le cui iniziali sono M.I. - Cazzo, cazzo!

SO CHI È MERCEDES DANTÉS.

Ti sono mancato?

Cosa ci fai qui?

Sono venuto a darti il buongiorno.

- Aspetta, aspetta. - Perché?

Potrebbe vederci mia madre.

- Non parlarmi di tua madre. - Dai, stai tranquillo.

Non potevo aspettare più.

Stasera dobbiamo vederci.

- Poi vediamo. - No, no.

- Liberati e ci vediamo. - Poi vediamo.

Eh, María.

Non capisci niente.

Quique, un giorno non ci sarò più.

Spero che succeda...

il più tardi possibile.

Volevo dirti...

che devi iniziare ad essere responsabile.

In futuro, tutto questo sarà tuo.

- E dei miei genitori? - Sì, sarà anche loro...

ma io mi fido di te, sei un Vergel.

Quique...

ho faticato tanto per avere queste cose. Per questo, voglio

che tu ne goda.

Devi saper gestire tutto.

Pronto?

Sì, sono io.

Signor presidente, che sorpresa!

- Il presidente? Il presidente? - Sì.

- L'ho fatto istintivamente. - Zia Luisa, il presidente

- ha chiamato il nonno. - Non potevo aspettare la fine

del congresso, sarebbe stato troppo tardi.

Quique, avrai sentito male. È impossibile.

Sì, per fortuna la stampa ha apprezzato la mia sincerità.

Mi conosce, quando lavoro preferisco farlo con discrezione.

Ma certo che lo terrò presente, ci mancherebbe.

Mi piacerebbe parlarne...

prima con la mia famiglia.

Venerdì?

Perfetto, venerdì le darò una risposta.

Grazie, signor presidente.

È un onore.

È il presidente...

presidente?

Sì.

Ha il tuo numero di cellulare?

Così sembra.

Allora, cosa ti ha detto?

Mi ha offerto un posto nel settore sanitario.

Ministro.

- Il presidente ti vuole ministro? - Beh...

ci sto pensando.

Andiamo, Quique. Ti accompagno a scuola.

- Javier. - Ciao, zia.

- Ciao. - Portiamo a scuola il bambino.

Diventerai ministro?

Lo vedremo.

Ciao, María.

È un po' di tempo che non so niente di te.

Non so... capisco che le cose non

sono andate come le avevamo immaginate.

Voglio dirti che andrò via da Madrid per un po'.

Non so, credo che sia la cosa migliore per entrambi.

Spero che tu abbia trovato quello che stavi cercando.

Da questo momento in poi non chiamatemi più.

Sarò io a mettermi in contatto con voi.

Álex.

Voglio solo che dai al tuo capo un messaggio da parte mia.

Che messaggio?

- Voglio parlare con lui. - Sì? E di cosa?

Digli che gli posso consegnare Mercedes Dantés.

SUBTHEKA

Traduzione: Anna2489, giaval92, idavita

Il 9 settembre 2013

sono rinata.

Da più di dieci anni la mia famiglia mi crede morta.

In realtà sono stata rinchiusa in una

prigione cinese sotto falsa identità.

Sono Mercedes Dantés.

Sono tornata per vendicarmi.

Sin Identidad - 2x12 Dall'amore all'odio

Sono fuori città, non posso rispondere.

Se è urgente, chiama al telefono della mia azienda.

Pablo, sono María. Chiamami

appena senti il messaggio, per favore.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Hai problemi con il cellulare?

No. No, era solo un messaggio.

- Hai già fatto colazione? - No.

- Andiamo. - Ok.

- Ascolta... - Dimmi.

Un casino l'altro giorno, eh?

Per cosa?

Quando è venuto l'infarto a Enrique.

Mi sono trovata con Helena nella sala d'attesa dell'ospedale.

Lei chiamava Juan e non gli prendeva il cellulare,

io chiamavo te e non ti prendeva il cellulare...

Un caso.

Ho pensato la stessa cosa...

finché ieri non ho visto Juan in camera tua che ti baciava.

Amparo, non dire niente.

- Non lo dire a nessuno. - Non ti preoccupare.

Ascolta, ascolta...

scopatelo quanto vuoi, ma non innamorarti di lui.

- Non mi fido di lui. - Già.

Io te l'ho detto.

Mi occupo io delle mie cose, tu non ti preoccupare, ok?

- Va bene. - Signorina María...

c'è l'assistente sociale di sua sorella.

Vengo con te?

Sì, certo. Andiamo.

Da quando hai trovato tua sorella nel

parco, non ti sei fatta più sentire.

María mi chiede di te tutti i giorni.

Non ti giudico,

capisco che sia difficile.

Sono andata a trovarla altre volte.

Non mi risulta.

Perché non ho parlato con lei.

L'ho vista giocare nel parco.

Ci sarà una ragione, María.

È chiaro che te ne importi.

Sarebbe ottimo se in questo periodo avesse un appoggio.

Forse María tra qualche mese si sentirà...

pronta per adottarla, vero?

La cosa importante è la stabilità della bambina.

Ho il dovere di pensare a lei.

Dovete sapere che...

stiamo pensando di farla entrare in una lista per l'adozione.

Se tu rifiuti,

inizieremo a cercarle una famiglia.

Con il profilo che ha,

non credo sia difficile trovarle una sistemazione.

Sappi che se sarà così, non potrai più tornare indietro.

Salve.

Luisa, mia madre.

È l'assistente sociale di mia sorella.

Piacere.

Ci scusa un attimo?

- María, per piacere. - Vengo.

Mi scusi.

Stai pensando di portare quella bambina in questa casa?

Non è il momento di parlarne.

D'accordo, non è il momento.

Non azzardarti a prendere una

decisione senza prima consultarmi, ok?

Arrivederla, buona giornata.

Quel Pablo, l'informatico. Con il suo permesso.

Ha detto che può portarci da Mercedes Dantés.

Tu ci credi?

Non lo so, signore. Ma la detective ci ha dato il suo nome.

In qualche modo saranno relazionati.

Perché si è messo in contatto con noi solo adesso?

Sa che ho cercato di ucciderlo.

Quel figlio di puttana potrebbe essere

colui che ha fatto saltare il congresso.

Sicuramente ha molte informazioni.

Guardi...

so che potrebbe essere pericoloso, ma

se fossi in lei, andrei all'appuntamento.

Ci andremo.

Funziona benissimo.

Questo inibitore farà interferenza

con qualsiasi segnale elettromagnetico.

Non potrà registrare la conversazione

o usare esplosivi comandati a distanza.

Spero che non siano le sue intenzioni.

Credo che voglia negoziare.

Va bene.

Cosa facciamo con l'informatico?

Javier, prenditi la giornata libera.

È un tipo... peculiare.

Ci sono pochi dati su di lui, sia dalla polizia che su Internet.

La cosa strana è che ha una piccola impresa e guadagna tanto.

Secondo te, perché non ci sono dati su di lui?

È un esperto di tecnologia, Internet e cellulari.

Per questo potrebbe essere il

responsabile di quello che le sta succedendo.

Esther.

- Cosa ci guadagna? - Non lo so.

Dodici anni fa conosceva sua nipote.

- Scusi, sottosegretario. - Sì.

Il signor Prados la sta aspettando nel suo ufficio.

Grazie.

Possiamo anche lasciarlo stare.

Non credo che sia una minaccia, non ha il movente.

Comunque...

Álex, questa sera non voglio correre il minimo rischio.

Quando finisco con Juan, ci mettiamo all'opera.

Va bene.

Come va?

Vediamo se stamattina ricevo una bella notizia.

Va bene qui, grazie.

Signora Vergel, ha qualcosa da dire sul decesso della paziente?

La fondazione di cui lei è presidente c'entra qualcosa?

Ha parlato con il dottor Heffner? La prego, signora Vergel...

Belén.

Ciao, sono Luisa. Come stai?

Senti, mi piacerebbe parlare con te.

No, no. Alla fondazione, riguarda il lavoro.

Sì, certo. Quando vuoi.

Va bene, grazie. Ti aspetto.

- Salve, buongiorno. - Buongiorno.

Sì, sa cosa è successo ai suoi

genitori e ne parla con la psicologa...

ma non ne parla mai con i suoi amici.

Dice che un giorno verranno a prenderla.

Sì, anche io da piccola immaginavo mio padre.

Alla fine non era lui, ma un cugino di mia madre.

Non importa.

- Noi siamo stato fortunate, vero? - Io vado.

Sono cose che capitano.

Quello che vuole, ma la bambina non ha nessuna colpa.

Giusto.

Per questo non ho ancora inviato

la rinuncia all'adozione che ha firmato tua sorella.

Vediamo se cambia idea.

Magari.

Ciao.

Ciao, María.

Come stai?

- Non sono più scappata. - Bravissima.

È stato pericoloso, ma una bella avventura.

Ti hanno punita?

Mi fa piacere.

Ti ho portato una cosa.

È da parte di un mio amico.

Voleva dartelo di persona, ma non è potuto venire.

Che bello!

Sai...

mi cercheranno una famiglia, ma io ne ho già una.

Ho te.

Non è facile.

Mi serve del tempo.

Non puoi stare con me.

Vedrai che andrà tutto bene, ok?

Va bene.

Vieni, abbracciami.

In pratica ho diviso i soldi

tra i conti delle isole Cayman e i nuovi di Huatulco, in Messico.

Benissimo.

I pagamenti all'azienda di materiale chirurgico?

Ho usato un intermediario, come mi avevi chiesto.

Così è più sicuro.

Ho annotato tutto.

- Vuoi vedere? - No, lo farò dopo.

Senti, Juan...

cosa sai di Pablo, l'informatico?

Credo che abbia parlato con María.

- Davvero? - Non ne sono sicuro,

ma credo che sia successo qualcosa tra di loro.

Devo fare attenzione con le domande, non vorrei che abbia sospetti.

Certo.

Per me è molto importante.

Mia nipote mi preoccupa.

María sta molto meglio, no?

E poi sembra che stia iniziando a ricordare.

Signore, si sente bene?

Che cavolo!

La medicina non mi regalerà altro tempo,

ma non permetterò che mi tolgano quel po' che mi resta.

La capisco.

Questo incontro sarà una trappola?

Non può esserlo.

Stamattina ho controllato tutta la zona.

Può stare tranquillo, è tutto sotto controllo.

Non voglio sorprese.

Ha acceso l'inibitore?

Sì.

Anche lui rischia molto presentandosi.

Ha qualcosa di importante per negoziare.

Fai molta attenzione.

Se la conversazione non va bene, ti farò il segnale e tu interverrai.

Va bene.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Grazie.

In pratica ho diviso...

I pagamenti...

Così... sicuro.

Cazzo!

Quando parlo con mia sorella e sto con lei,

ho l'impressione che forse è possibile rifarmi una vita.

Sarebbe una cosa ottima per te, María.

Non adotterò una bambina se non posso occuparmene.

Ma dai, saresti fantastica!

Credimi, io sono un disastro e non sono così male con Quique.

Ho troppe cose nella testa per una cosa del genere.

- Non è così semplice. - Per favore, María!

Hai studiato, hai lavoro, hai soldi, cosa vuoi di più?

Piano piano imparerai.

E poi c'è Juan.

Beh...

Non so, credo che la vita mi stia dando una seconda opportunità.

C'è una cosa che non ti ho detto, Amparo.

Non posso avere figli.

Non lo sapevo.

Non lo sa nessuno.

Solo Juan.

Porca puttana, mi dispiace.

Comunque, in ogni caso...

scegli tu.

Non deve dipendere da ciò che vuole Juan.

- Certo. - Non si sa mai.

- Mi fa piacere parlare con te. - Anche a me.

- Ciao, Mar. - Buon pomeriggio.

- Ho un appuntamento con Luisa. - Un attimino, per cortesia.

- Sì. - Signora Vergel.

Qui c'è Belén.

Adesso arrivo.

Un attimino solo.

Ciao, Belén.

Ciao, Luisa.

Entra, per cortesia.

Siediti.

Guada, Luisa, sono venuta perché me

lo hai chiesto, ma non capisco bene...

perché mi hai chiamata.

Non so di preciso cosa mi dirai, ma io

ti ho detto chiaramente ciò che pensavo.

Ci sono molti documenti e contratti della fondazione che non capisco.

Devi aiutarmi a controllarli.

Non ho ancora capito perché mi chiami per questo.

Tra noi due c'è un po' di tensione per potermi affidare questo incarico.

- Può farlo qualsiasi impiegato. - No.

Sono dati riservati.

E allora fallo fare a Juan.

Puoi sederti, per cortesia?

Belén, mi farebbe piacere se lo facessi tu.

Dopo quello che è successo...

al congresso...

mi fido solo di te.

Perché, sospetti di Juan?

Non so di chi.

L'unica cosa che so...

è che sono successe molte cose alle

mie spalle che non mi piacciono affatto.

Sono scomparsi dei documenti, Belén.

Io ho firmato dei documenti, molti dei quali senza nemmeno leggerli.

- Mi piacerebbe che li controllassi. - Certo.

Quello che mi stai chiedendo non è semplice per me.

Credo che ti sia chiaro che non mi sei solo simpatica o mi piaci.

Sento qualcosa in più, Luisa.

Le cose stanno così.

Ho bisogno di te.

Per piacere.

Un mese, diamoci un mese di tempo.

Sono fuori città, non posso rispondere.

Se è urgente, chiama al telefono della mia azienda.

Pablo, sono María.

Lo so che sei fuori città.

Ascolta, sto malissimo.

Lo so che...

non dovrei chiamarti, ma è che...

oggi sono stata con la mia sorellina.

Le ho portato il regalo che le hai comprato, le è piaciuto.

Avresti dovuto vederla.

Aspettami qui.

Non so esattamente cosa sto facendo, ma...

voglio che tu sappia che mi manchi tantissimo.

Magari un giorno mi perdonerai.

Prenditi cura di te.

Eccomi qui, Pablo.

Dovrei chiamarti Mercedes?

Ci sarà qualche motivo per farmi venire fin qui.

Sono abbastanza occupato, cosa vuoi?

Voglio tornare a casa mia tranquillo.

Benissimo.

Cosa offri in cambio?

Dirle chi è la vera Mercedes Dantés.

- Ciao. - Ciao.

E mio padre?

Non lo so, è uscito.

Evidentemente sta meglio.

In realtà, si è ripreso molto bene.

È stata un'intossicazione, molto strano.

Dimmi che vuoi vedere la foto della nostra casa nuova.

- Fammi vedere. - Dai, veloce.

Sarà fantastica.

Sarà grandiosa.

Sai una cosa?

Ho il locale per avviare la mia azienda.

Senti...

- è da molto che noi non... - Amparo!

Sai, per avere un figlio...

- dovremmo iniziare... - Sai che non avremo un figlio.

L'abbiamo detto solo per fottere mio padre.

In realtà è molto semplice.

Mercedes Dantés è il nome in codice di un'indagine.

Quale indagine?

È il nome in codice usato dalla polizia

nell'indagine sulla scomparsa di sua nipote.

Non ha alcun senso.

È da un po' che lavoro per i Servizi Segreti.

Tredici anni fa hanno indagato sulla scomparsa di María Fuentes.

È una cazzata.

Non hai niente.

Non ci sono altre ragioni per continuare a parlare con te.

Quando sua nipote si è rifatta viva, hanno riaperto il caso.

Hanno dato questo nome all'indagine,

credo per fare qualche allusione al romanzo.

Cosa diamine c'entra "Il Conte di Montecristo"?

Dovevo un favore alla polizia

per delle intrusioni nel sito del ministero della difesa, roba da poco.

Mi hanno chiesto di vedere cosa riuscivo a trovare.

Ho parlato con sua nipote.

Credo che sappia che la conosco da vari anni.

È stata una conversazione casuale, ma

mi è parso che non ricordasse niente.

Per lei era una questione chiusa.

Per qualche mese ha perso la memoria.

Non voleva sapere niente di me.

Le hai detto il nome dell'operazione?

Sì, credo di sì. Perché?

No...

niente.

Quello che dici mi sembra molto interessante, ma...

cosa c'entro io?

Ho parlato anche con Curro.

Curro chi?

Il protettore che ha pagato tredici anni fa per far sparire sua nipote.

Sa che non sto registrando.

Ha un inibitore.

Non mi faccia perdere tempo fingendo di essere sorpreso.

- L'hai ucciso tu? - Certo che no.

Le sembro un assassino?

È stato un incidente, ma ho parlato con lui prima che morisse.

Non avrebbe valore in tribunale.

Chi vuole andare in tribunale?

Cosa sai di me?

Per ora niente,

ma sto mettendo insieme i pezzi.

La scomparsa di María,

la morte di Curro e di Francisco

e anche quella della detective.

Avete sbagliato.

Collaborava anche con loro e quello che

è successo non è di loro gradimento.

Non c'entro niente.

Signor Vergel, non è me che deve convincere.

Le ho dato una informazione importante,

ha i suoi contatti e saprà come muoversi.

Io non voglio più problemi.

Voglio tornare a casa e andare avanti con la mia vita.

Spero che lei faccia la stessa cosa.

D'accordo?

- Ciao. - María.

- Grazie. - Di niente.

María.

Puoi venire un attimo nel mio ufficio? Devo dirti una cosa.

Certo.

Quando ci vediamo?

Non lo so.

Hai parlato con Helena?

No, lo farò oggi.

Sta malissimo.

Non ci sposiamo più.

E tu?

Sto bene.

- Sì? - Sì.

Cosa mi hai fatto?

Voglio stare con te...

dormire con te...

svegliarmi con te.

Sei pazzo.

Pazzo di te.

Com'è andata?

Pensa che io sia un cretino. Occupati di lui.

Fermati. Scendi dalla macchina.

Scendi.

Scendi.

In che guaio ti sei cacciato?

Era il sottosegretario al ministero della salute.

Non sei mica l'unico a mettersi nei guai.

Juan, non possiamo continuare così.

Sono giorni che quasi non parliamo.

Sei tu quella che non vuole sposarsi.

Sono stati mesi molto difficili.

Ci siamo allontanati,

avvicinati...

non abbiamo avuto fiducia...

Senti...

Volevo dirti...

che ti amo.

Ho parlato con mia madre

e avrei dovuto farlo prima.

Le ho fatto capire chiaramente che la mia relazione

non ha niente a che vedere con lei o con i laboratori

e poi...

non mi importano i quattrocento invitati o

la festa o chi disegna il mio

vestito. Per il matrimonio, servi solo tu.

Tu...

e il funzionario.

Non me l'aspettavo.

Se mia madre ha reagito così,

non è perché ti dà la colpa di qualcosa,

è il contrario: ti adora.

Non capisce come mai continui a lavorare con Enrique.

Quindi tua madre non vuole che...

Vorrebbe che ci fossi tu nel consiglio

a rappresentare le azioni della famiglia.

- Cosa? - Dai...

adesso stiamo parlando d'altro.

Vediamo, vediamo un po'. È che...

l'altro giorno ero sicuro che volessi lasciarmi

e non sapessi come dirmelo.

Juan.

Sai cosa sarebbe fantastico?

Che l'aiutassi a recuperare il controllo dell'impresa e...

ti sarebbe per sempre grata.

Lavoreremmo insieme.

Anzi, no.

Non lascerò che il lavoro si intrometta ancora tra di noi.

Promesso.

Ok, allora...

ci sposiamo?

La casa è pulita,

ma lascerò uno dei miei uomini di guardia

fin quando saremo sicuri che questi figli

di puttana si sono spaventati abbastanza.

- Grazie. - Grazie?

Non mi piace sentirmi come un cretino.

Che cosa sta succedendo?

Non puoi chiedermi che ti salvi il culo

rischiando il mio e che non faccia domande.

Diciamo che sto facendo un favore ad un'amica, non posso dirti altro.

Sai cosa devo fare per non affogare nella merda in cui mi hai messo?

Non so se ricordi, mi ti ho tirato

fuori dai guai senza chiedere spiegazioni.

Pensi che sarei venuto se non lo sapessi?

Pablo.

Non c'è niente di più pericoloso del potere.

Enrique Vergel ne ha tanto.

Sistema da solo i tuoi problemi.

Non contare più su di me.

Spero di non dover avere più bisogno d'aiuto.

- Se avrai bisogno di me... - Se avrò bisogno di te...

mi ricorderò di oggi e chiamerò chi c'è dopo di te sulla mia lista.

- Sai che nessuno è bravo quanto me. - Sì.

- Spero che lo apprezzi. - Chi?

La tua amica.

Quello che hai fatto per lei.

Pablo, sono María.

Lo so che sei fuori città.

Ascolta, sto malissimo.

Oggi sono stata con la mia sorellina.

Le ho portato il regalo che le hai comprato, le è piaciuto.

Avresti dovuto vederla.

Non so esattamente cosa sto facendo, ma...

voglio che tu sappia che mi manchi tantissimo.

Magari un giorno mi perdonerai.

Ci stavo pensando.

Nessuno di noi ha la colpa di quello che è successo tredici anni fa.

Meritiamo una seconda opportunità.

Scopatelo quanto vuoi, ma non innamorarti.

Non mi fido di lui.

Hai parlato con Helena?

No, lo farò oggi.

Sta malissimo.

Non ci sposiamo più.

Miguel.

Scusa per l'ora.

Sì, è...

è importante.

Ho bisogno di sapere

se una persona collabora con voi.

Sì, forse il CNI o qualcosa che riguardi i reati informatici.

Sì, si chiama...

Pa...

Pablo López...

Redondo.

Sì, credo che sia un informatico.

Grazie mille. Appena sai qualcosa, chiamami. È urgente.

All'inizio, le accuse contro Heffner, avrebbero dovuto dissipare

qualsiasi dubbio su di noi. Quindi credo

che a breve tornerà tutto alla normalità.

Ad ogni modo, sarà un periodo difficile,

ma se restiamo uniti, lo supereremo.

Fino ad allora e per quanto possibile,

eviteremo apparizioni in eventi pubblici e interventi sui media.

Ci sono domande?

Quando ci sarà la riunione con il consiglio?

Sì, per favore. Continuano a telefonare.

Il prima possibile, no?

Sì, sono d'accordo. La cosa peggiore

è che credano che non siamo trasparenti.

Ovviamente.

Quindi per me è tutto, voglio solo

ringraziarvi per lo sforzo che state facendo. Grazie.

A nome della fondazione, spero di ricompensarvi come meritate. Grazie.

- Luisa, Luisa, una cosa. - Sì.

Abbiamo licenziato un terzo dell'organico e tu contratti di nuovo

- Belén? Non capisco. - Sì, sarà solo per un mese.

Deve aiutarmi a organizzare l'agenda e gli impegni personali.

Ad ogni modo, non sapevo di doverti chiedere il permesso per farlo.

No, certo che no.

Hai un minuto?

Hai intenzione di parlarmi?

Non hai risposto a nessuno dei messaggi che ti ho mandato.

Non sapevo che dirti.

- La verità, per esempio? - La verità?

Ho parlato con Helena.

Non le ho dato nessuna speranza...

ma, non lo so... lei ora è convinta che possiamo sistemare le cose.

E tu?

Io?

Sai perfettamente cosa provo.

No, so quello che mi hai raccontato.

Non è così facile, María.

Stiamo insieme da tanto tempo, abbiamo...

condiviso molte cose, voglio fare le cose per bene.

- Ci sposiamo tra sei mesi. - Vi sposate?

Ci saremmo dovuti sposare...

Non credi di aver avuto già abbastanza tempo per pensare?

Non essere ingiusta.

Non è stata un'idea mia la baita,

e nemmeno parlare con Helena per rompere

il fidanzamento e avere un'opportunità.

No, è stata un'idea mia, e allora?

Tutto ciò che è successo è stato

vero. Tutto ciò che ti ho detto è vero.

Ti amo.

Ami me ed Helena.

Quello che voglio è stare con te. Lo sai.

Perché non continuiamo così, senza avere niente da perdere?

Che ne sai di quanto ho perso per stare con te?

Il fatto che sia il nostro segreto lo rende speciale, no?

Mi stai chiedendo di essere amanti?

- Per un po'. - Sei l'unica persona che ho amato

e che mi ha fatto sentire come una puttana.

María.

Cloruro di potassio, cadmio, cromo.

Sembra anche che non siano facili da avere.

Qualcuno che ha accesso alle mie

medicine, sta tentando di avvelenarmi.

Deve essere qualcuno in casa, uno dei

familiari o del personale di servizio.

Questo è certo.

- Scopri chi è il prima possibile. - Ci conti, so come fare.

Salve, sottosegretario.

Mi dispiace, ho detto che era occupato e

non potevo disturbarla, ma ha insistito.

Grazie Esther, non preoccuparti, per il ministro ho sempre tempo.

Sono giorni che volevo parlarti.

- Se non ha bisogno di me... - Grazie, Álex.

Vuoi bere qualcosa?

Vino?

Quello che ti piace.

Ero preoccupato perché non rispondevi alle mie chiamate.

- Poi ho saputo che eri in ospedale. - Sì.

Un piccolo spavento, ma ora sto bene.

Tu come stai?

Aspetto che il presidente nomini il mio sostituto.

Pare che non ci vorrà tanto.

Così dicono.

Enrique, scoprirò con una conferenza stampa che lo ha chiesto a te?

Quest'informazione è confidenziale.

Certo.

Come quello che è successo al congresso, no?

Ho fatto il meglio per il ministero e per te.

Ho pubblicamente messo il mio incarico a tua disposizione,

come cazzo potevo sapere che il

presidente avrebbe chiesto la tua testa?

Questa è la politica, dovresti saperlo.

Ciò che so ora, è che tu hai sempre voluto il mio posto.

Ti sbagli.

Non sono come te, in cerca di notorietà.

Non ho mai avuto questa ambizione.

Cadrai anche tu, Enrique.

È solo questione di tempo.

A domani.

Belén, che ci fai ancora qui?

Ascolta, non so se lo sai, ma non paghiamo lo straordinario.

Sto facendo le fotocopie della documentazione che mi serve, ma...

voglio aspettare che vadano via tutti per controllarle.

Tu cosa ci fai ancora qui?

Avevo una cena di beneficenza, ma ho chiamato inventando una scusa.

Credo di avergli fatto un favore, ultimamente non sono molto popolare.

Tranquilla, Juan ha ragione. Tra

una settimana sarà passato tutto.

Lo vedremo.

Per ora siamo ancora sui giornali e

penso sempre a quella donna e a sua figlia.

È più difficile del previsto, vero?

Non mi è mai piaciuto essere sulla bocca

della gente, tanto meno per queste cose.

Sto iniziando a pensare che quello che dice la gente

non dovrebbe interessarmi tanto.

Se sei coerente con te stessa, non importa degli altri.

È quello che penso.

E come si capisce, Belén?

È tutta la vita che cerco di accontentare gli altri,

che cerco di fare quello che penso si aspettino da me.

Prima con i miei genitori,

poi con mio marito, e anche mio fratello...

sempre di più,

ma mai...

mai sembra abbastanza.

Né loro sono soddisfatti, né io mi sento bene.

Non so perché ti racconto queste cose.

Perché hai bisogno di parlarne.

A me piace ascoltarti.

Tu sei sempre così diretta, no?

Anche di più, lo sai già.

Non voglio spaventarti.

- Luisa. - Sì.

Non stai bene perché non sai nemmeno chi sei.

- Se non lo so a quest'età... - No, non lo sai.

Se lo sapessi, sapresti che sei speciale.

Non so come fai, ma riesci sempre a farmi stare meglio.

Armi da donne.

Mangiamo qualcosa?

Non è troppo presto, no?

Perché no? Tu hai disdetto una cena e io

non voglio cenare sola con questi fogli.

- Sushi? - Sushi?

Non so, non mi ha mai attirata.

Allora è il momento di dargli un'altra opportunità, non credi?

María?

María, ti prego vieni. Non farmi cenare

sola con questa famiglia del cazzo, dai!

Stai bene?

Juan, vero?

Cosa è successo?

Non ha parlato con Helena

e poi...

mi ha chiesto di essere amanti.

- Lo sapevo. - Che figlio di puttana!

Mi ha detto che l'avrebbe lasciata perché voleva stare con me...

- e invece... - Non la lascerà mai.

Sposarsi con Helena è un affare. I

soldi piacciono più a Juan che a me.

Già, ho visto.

Non pensarci, è un pezzo di merda.

Non è nemmeno così bello.

Dai, vieni con me.

Scendo subito, ok?

Va bene.

Pronto? Ciao, Javier. Sei già li, bene.

Senti, mi fai un favore? Puoi mandarmi i

documenti dei progetti dell'anno scorso?

Sembra che io abbia solo i riassunti.

Sì, va bene.

Ok, grazie.

Salve, buongiorno.

Parlo con l'azienda Healthy Studies?

Quindi lavora...

da quasi dieci anni nella sezione crimini informatici?

Sì.

Collabora anche con l'Intelligence.

Caspita! Era quello che avevo sentiti dire.

Capisco.

Quello che ha detto l'informatico è vero.

Sì, certo.

Non preoccuparti.

No, no.

Già.

Miguel...

le informazioni che mi hai dato mi sono state utili.

Grazie mille. Senti, saluta Carmen da parte mia.

Lavora per loro, è sicuro.

Secondo il mio contatto, non ha potuto scoprire altro.

Non so che tipo di informazioni abbia su di me.

Ho quello che mi ha chiesto.

- Cosa? - Sulle sue medicine.

Questa è un'impronta parziale che

era su una delle pillole alterate.

Quelle a destra sono...

di tutti coloro che vivono in casa.

Se cerco un riscontro

sulle impronte che abbiamo,

- Allora? - Solo una combacia.

La terza in alto a destra.

Di chi è?

Di Amparo.

Figlia di puttana!

Sta cercando di farmi fuori sotto i miei occhi.

Álex, è finita.

È arrivato il momento di occuparsi di Amparo.

Arrivo.

Che ci fai qui?

Non farò una sceneggiata, non preoccuparti.

Helena resterà tutto il giorno alla fondazione e io devo parlare con te.

Ti prego.

Entra.

María...

mi dispiace averti offesa.

Mi interessi sul serio.

Sai...

mi ero detta non vederti più.

Avevo anche pensato di smettere di lavorare alla fondazione.

Vedi?

Non posso.

So che non ho il diritto di chiederti niente, ma...

quello che è successo alla baita...

tutto ciò che ci siamo detti...

- cosa avrei dovuto pensare? - Mi sono fatto trasportare.

Le cose che ho detto, erano vere.

Avrei dovuto essere più prudente,

soprattutto al ritorno.

Tu ami Helena e...

ti piace la vita con lei.

Sono stata una stupida a pensare che l'avresti lasciata per me.

Mi dispiace che sia finita così.

Juan, non posso perderti.

Non posso.

Sono disposta a continuare con questa doppia vita pur di averti vicino.

Mi dispiace per Helena.

Questi giorni sono stati meravigliosi.

Davvero?

Non sono mai stata così sicura.

Mi fai impazzire.

No, fermati.

- No, aspetta. Aspetta. - Che succede?

Non qui, non qui.

Ci vediamo stasera, conosco un posto ideale.

Sì.

Va bene.

Vado un attimo in bagno.

Pronto?

Sono Amparo Vergel. Voglio trovare un locale

e mi serve il preventivo della ristrutturazione.

Appena senti il...

Porca puttana.

Non era a te. Appena senti il messaggio, chiamami.

Che ci fai qui? Non eri stato licenziato?

Devo parlare con il signor Vergel.

- Non c'è. - Perché non ti sei arresa

- quando te l'ho detto? - Cosa c'entra ora?

Amparo, avresti dovuto ascoltarmi. Non puoi liberarti di Enrique.

Potresti finire in carcere.

Carcere? Cosa dici?

Posso aiutarti.

Non voglio il tuo aiuto.

Stai avvelenando Enrique, ho le prove.

Le tue impronte sono ovunque.

Io potrei farle sparire.

Cosa vuoi?

Voglio che ci vediamo per l'ultima

volta. Niente che non abbiamo già fatto.

- Non posso, l'ho promesso a Bruno. - C'è il gioco il carcere,

o qualcosa di peggio.

Sarebbe stato bello tra di noi, ma non hai voluto.

Ti farò sapere quando e dove.

Amore.

Che ci fai qui?

Come, che ci faccio qui?

Mi hai mandato una mail

dicendomi che avevi una sorpresa.

No, non ti ho mandato niente.

Che dici?

Juan, ti sto aspettando.

Figlio di puttana!

Helena, aspetta.

- Aspetta. - No, no.

Non toccarmi. Lo sapevo.

Lo sapevo. Non voglio vederti mai più.

Figlia di puttana.

Sei una figlia di puttana.

Figlia di puttana!

Ho fatto molto meno di quello che meriti.

Pablo.

Sono María.

Avevi ragione, Juan è un grandissimo figlio di puttana.

Mi dispiace non averti ascoltato.

Adesso ho deciso.

Mi occuperò di tutti.

Quando ascolterai questo messaggio, la mia vendetta sarà già iniziata.

HO ASCOLTATO IL MESSAGGIO. SONO A

CASA. NON C'È PERICOLO. VIENI E PARLIAMO.

Non vai a lavorare?

No, ho dei gironi liberi. Tu?

Vado a fare shopping.

A dopo.

Álex?

Álex?

Álex non è potuto venire.

Spero che il cambio non ti dia fastidio.

Enrique, che cazzo ci fai qui?

Amparo, modera i termini.

Non sei nelle condizioni di poter parlare così.

Sei nervosa?

Cosa ti turba?

Che so che hai cercato di uccidermi?

Ci eri quasi riuscita.

Povera Amparito.

Sei stata imbranata, hai lasciato le tue impronte sulle pillole.

Quanto pensi che ti daranno per tentato omicidio? Sei, sette anni?

Quando uscirai dal carcere...

Quique sarà già maggiorenne.

Forse non vorrà sapere più niente di te

quando saprà tutto.

Se avessi voluto denunciarmi, non saremmo qui.

Hai ragione.

Sei una zoccola, ma sei la madre di mio nipote.

Possiamo fare un accordo.

Che ne dici di vederlo una volta al mese?

Non puoi farlo, è mio figlio.

Non servono i migliori avvocati per allontanarti definitivamente da lui.

Dai, Amparo... è un'offerta davvero generosa.

Non voglio vederti più.

Prima...

voglio che tu faccia una cosa per me.

Voglio che ti spogli.

Enrique, vaffanculo!

Se esci da quella porta, ti denuncerò

per tentato omicidio.

Finirai in carcere e perderai tuo figlio.

Se sei venuta qui, è perché...

avevi appuntamento con Álex, no?

La mia proposta è molto generosa,

non andare in carcere e non perdere tuo figlio.

Toglimi questo sfizio.

Per favore.

Spogliati.

Vediamo se riesco a capire

cosa cazzo ci vede in te mio figlio.

Basta così, puttanella.

Vestiti.

Promuovere la ricerca è uno degli

obiettivi fondamentali della fondazione.

Sì, guarda.

Un anno di ricerche, un gruppo di cinque persone

e i documenti e le conclusioni arrivano a malapena a due pagine.

Sei mesi di lavoro, quattro studiosi

e come risultato abbiamo due pagine piene di generalità.

Posso andare avanti.

È tutto uguale.

Com'è possibile? È Juan che si

occupa di selezionare i gruppi migliori.

Per molti progetti abbiamo avuto finanziamenti pubblici e privati.

Sì, ma sono documenti fittizi

per i quali la fondazione ha dato

quantità esorbitanti di denaro a queste imprese.

La cosa curiosa è che tutte dipendono da Healthy Studies,

un'impresa fantasma con sede in Andorra.

Impresa fantasma?

Sai chi è il suo amministratore?

Juan Prados.

Paga se stesso.

Grazie a te, ricicla denaro sporco.

È impossibile che mio fratello non lo sappia.

È il suo uomo di fiducia.

Credi che mi stiano usando?

Francisco si riferiva a questo.

Luisa, è una cosa seria.

Se qualcuno indagasse, risulteresti coinvolta.

Perché? Non sapevo niente fino ad ora.

Hai firmato tutti i documenti.

È impossibile che un giudice creda a te.

Dio mio!

Mi dispiace.

Stai bene?

L'ho fatto per farti vedere con chi sei stato sposato.

No.

L'hai fatto per trarne vantaggio.

In tutti questi anni, hai solo voluto farci lasciare.

Quella zoccola ha cercato di avvelenarmi, hai sentito?

Magari ci fosse riuscita! Se non

morirai, non la smetterai di rompere i coglioni.

Hai rovinato l'unica cosa buona della mia vita.

Grazie mille.

Questa è l'unica cosa che Enrique Vergel ha fatto per me.

Non parlare così!

Che fai, mi diseredi?

Morirai solo.

Chi pensi che resterà con te quando non potrai più alzarti?

Juan?

Sappi che ti ruba i soldi.

Guarda queste foto.

Se vuoi, continua pure a fidarti di lui.

Novemila.

Diciassettemila.

Trentacinquemila.

Figlio di puttana!

Dalla banca ci stanno inviando i pagamenti fatti online.

Sì, bisogna controllare i nuovi apparecchi elettronici.

Ti chiamo dopo.

Vai in cucina.

Tutto ok. Lasciaci soli.

Ciao, Pablo.

Dopo la conversazione con Enrique, non

c'è niente che ti colleghi a Mercedes Dantés

e a me.

Siamo salvi, tutti e due.

Grazie.

Era in gioco anche la mia vita.

Quell'uomo alla porta?

Per precauzione...

ma non penso che sia necessario.

- Pablo. - Devo andare.

- È da qualche giorno che... - Mi dispiace, mi dispiace tanto

per quello che è successo.

Mi dispiace per quello che è successo alla tua amica.

Mi dispiace...

che sei stato in pericolo, magari potessi tornare indietro.

Lo faresti?

Certo che lo farei...

ma non posso e devo accettarlo.

Non avrò più nessuna titubanza, mi occuperò di tutti loro...

dei Vergel, di Álex e di Juan.

Ieri sera ho inviato a Bruno i documenti che provano che Juan

sta rubando ad Enrique.

Sarà stato felice di scoprirlo.

Sì.

Non credo che abbia aspettato molto a dirglielo.

Volevo farti sapere che non mi sono

dimenticata di quello che hanno fatto.

- Non volevo lasciati nel dubbio. - María, aspetta.

Non starai bene fin quando non sarà finito tutto...

- in un modo o nell'altro. - Sì, lo so.

Anche io non ho niente da perdere.

Hanno distrutto la nostra relazione.

Anche se non stiamo insieme...

ti aiuterò.

Sono mesi che ruba i suoi soldi.

Ha approfittato della mia malattia.

Si sbaglia se pensa che io sia finito.

Certo, signore.

Per me, Juan è un uomo morto.

Sta andando tutto male.

Dovrebbe andarsene.

No, non posso andarmene così. È da tanto tempo che preparo tutto

per scappare adesso.

Accetterò la carica di ministro.

Ne è sicuro?

So quello che faccio.

Esca dal garage.

Il suo autista la aspetta lì.

Va bene.

La chiamerò.

Bruno.

Bruno.

Bruno, tesoro, per fortuna sei venuto. Devo parlare con te.

Bruno.

So che sei arrabbiato, ma ascoltami. Guardami.

Devo parlare con te. Tuo padre mi ha teso una trappola.

Bruno.

Ti prego, guardami. Devo parlare con te.

Mi ha teso una trappola, non avevo altra scelta.

Tuo padre vuole farmi finire in carcere,

Quique ha bisogno di me, ho bisogno di te.

Vado con Quique a passare la notte nella casa in montagna.

Quando torno, non voglio trovarti.

No.

No. No, Bruno.

Bruno, Quique no. Bruno.

Non vado da nessuna parte senza Quique.

Smettila.

- Non puoi togliermi il bambino! - Smettila.

Non puoi togliermi il bambino!

Bruno!

Álex ha visto le immagini dell'attentato a tuo padre.

Non sa se abbiamo altre cose su di lui.

Va bene, con Juan e Álex abbiamo iniziato.

Adesso ci serve un alleato per distruggere definitivamente Enrique.

So a chi possiamo inviare tutte le informazioni che abbiamo.

Una persona che lo odia quanto noi e

con abbastanza potere da farlo crollare.

Arrivederci.

FB: subtheka TWITTER: @subtheka www. subtheka.wordpress.com

- Dica. - Ministro.

Sì, sono io.

Ho delle informazioni su Enrique

Vergel che potrebbero essere interessanti.

Come?

Chi è lei? Come mai ha il mio numero?

È la cosa meno importante.

Lo capirà quando mi vedrà.

Ok. Quando e dove?

Spero che ne valga la pena.

Più di quanto immagini.

Chi mi dice che stai raccontando la verità?

Le assicuro che quello che vedrà non la deluderà.

Tuo zio mi ha rovinato la vita.

Non so cosa abbia fatto a te.

- Non può nemmeno immaginarlo. - L'hanno mandato qualche giorno fa.

Sono io...

sul luogo della morte di Francisco.

- Cazzo! - Cosa facciamo?

- Ci hanno in pugno. - Stai calmo.

Voglio vedere dei documenti della fondazione.

Ho dei dubbi su alcune cose che ho firmato.

Non preoccuparti, è tutto in ordine.

Invece no.

Ci sono delle cose che non mi

piacciono, vorrei che me le spiegassi.

Non me ne vado. Ho parlato con l'avvocato...

Non me ne frega un cazzo dell'avvocato.

- Non parlarmi così. - Parlo come voglio, vaffanculo.

Vaffanculo a te e alla tua famiglia.

O vai via, o ti caccio con la forza.

Ciao, Belén.

A cena, questa sera?

Va bene, ti aspetto. Vienimi a prendere, a dopo.

Ora che resterai sola nella famiglia, devi saperlo perché sei in pericolo.

Dimmi cosa sta succedendo.

Enrique ingaggiò Curro per farti fuori.

Enrique?

Juan, devi stare più attento con i documenti.

In questa casa abbiamo occhi ovunque.

Appena puoi, fai una copia e passamela.

Voglio ascoltare tutto.

- Che succede? Fermatevi. - Si giri. A terra.

- State sbagliando. - Perquisiscilo.

Álex, ti prego, non...

non farlo.

Álex.

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