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Zulu
Che succede?
Voi da quella parte. Non è successo niente.
Lo studio è sotto sequestro, Finanza.
Prendete tutti i computer e gli hard disk.
Agli ordini, capitano.
Prendiamo tutti i faldoni.
- Signor sperduti! - Luce, mi chiamo Luce, come Raul.
- Lo conosceva, vero? - Che succede?
Maggiore Luce.
- Dov'è Alcamo? - Non lo so.
- Ovviamente. - Lei è in arresto.
C'è altro che dobbiamo recuperare qui.
- Il codice, per favore. - Non so la combinazione.
La sa.
Grazie.
- Il resto della squadra? - Sono in azione.
Portate via tutto.
Pezzi di merda!
Pronta?
- Bravi! - Calma.
- Calma! Per ora niente autografi. - Smettila!
Domani a turno.
Alcamo è riuscito a scappare.
Anche Riccardo Regina e Manomozza sono introvabili.
L'operazione è stata straordinaria, il merito è di Alessandro.
- Grazie. - No, ragazzi.
Il merito è della squadra e del suo team, colonnello.
- Il materiale era buono. - Possiamo interrogare il Rosso?
- I medici ci chiedono di aspettare. - L'onorevole Pesce?
Lo possiamo ascoltare come persona informata dei fatti.
Cosa?
È un complice, Alcamo è scappato con la sua auto!
Un furto non è un indizio di colpevolezza.
Non possiamo mettergli il telefono sotto controllo, è un parlamentare.
- Al lavoro. - Colonnello.
- Dimmi. - Daria?
- Posso parlarle? - La sta interrogando la Bulgarelli.
Floriana, fermalo, cerca di non fargli fare stupidaggini.
Daria! Come stai?
- Come una che sta per essere arrestata! - Maggiore.
Andrà tutto bene, non sarei qui se non fosse per te.
Maggiore, lei non può avere contatti con l'indagata. Agente, vada.
- Daria è una collaboratrice. - È da verificare.
- Ha fatto quello che le abbiamo ordinato. - Ale, basta.
- Ha avuto una giornata difficile. - L'abbiamo avuta tutti. Mi segua.
Parla con mio padre, per favore.
Hanno arrestato tutti, si è salvato solo Riccardo Regina.
- Ti sei salvato anche tu. - Se non fossi stato parlamentare
avrebbero arrestato anche me. Sapevano che ti ho prestato l'auto.
- Gli hai detto che l'ho rubata, vero? - Tu che avresti detto?
- La stessa cosa. Che hai saputo? - Mi sto cacando sotto.
- Non dovrei essere qua. - Non sprecare il mio tempo.
Avevi un bastardo in casa, un finanziare.
Ha finto di essere socio di Setola.
- Sperduti? - Si chiama Luce.
Era il fratello di quello che hai fatto uccidere dal Rosso.
Ecco i soldi, è tutto quello che sono riuscito a trovare.
Grazie.
Si ringraziano gli amici, tu hai smesso di esserlo.
Stai perdendo colpi, non avresti mai fatto una cazzata del genere.
Non cercarmi mai più.
[altoparlante] I passeggeri in partenza per Istanbul
sono invitati a recarsi
presso il gate numero sette.
L'imbarco inizierà tra dieci minuti.
[campanello]
- Desidera? - Sono Alessandro Luce.
- Vorrei parlare con il professor Fabbri. - Aspetti un attimo.
Professore, un certo Alessandro Luce la cerca.
- Alessandro! - Posso?- Prego! Accomodati.
- Daria non è ancora arrivata. - Per il momento non arriverà.
Professore, questa non è una visita di cortesia.
Non ci posso credere, mi stai dicendo una sciocchezza.
Vorrei tanto che fosse così.
- Fammi parlare con lei. - Per ora non è possibile.
Lei mi ha chiesto di venire qui ad avvisarla.
L'ha chiesto a te perché ti fingevi un suo amico.
Daria sapeva che ero un finanziere.
Ma non all'inizio, vero?
- All'inizio le hai mentito. - Sì.
Era il mio lavoro.
Hai ragione, avevi un dovere da compiere.
Era inevitabile se Daria...
- Che le succederà? - Sua figlia ha accettato di aiutarmi.
- I giudici ne terranno conto. - Andrà in carcere? - Spero di no.
Tu speri.
Tu speri.
Hai altro da chiedermi?
Dobbiamo perquisire la casa, il giudice è stato irremovibile.
- Adesso? - Ho già fatto aspettare i colleghi giù.
Fate quello che dovete fare.
Tu di là e tu con me.
- Come sta? - Non bene.
Professore, le porto un bicchiere d'acqua?
Professore! Sta bene?
Chiama un'ambulanza.
Professore.
- Come sta? - È stato solo uno sbalzo di pressione.
- È fuori pericolo? - Soffre della sindrome di Still.
Non sarà mai più fuori pericolo, lo teniamo sotto osservazione.
- Lei è un parente? - No, sono un amico.
- La figlia non è potuta venire. - Le dica di liberarsi.
La presenza di un familiare è importante.
Grazie.
Quando ho capito di che trattava il lavoro di Alcamo,
era tardi.
Non sapeva di riciclare denaro?
- Per me è difficile crederle. - Non ho detto questo.
Sì, lo sapevo, ma ignoravo di chi fosse.
O forse non volevo sapere.
Quando ha capito che si trattava del denaro delle cosche?
A quel punto era difficile dimettersi.
Mi parli di Raul Luce.
Avete avuto una relazione, giusto?
Sì.
Ma non ha fatto nulla mentre i suoi amici
- gli spolpavano l'azienda. - L'azienda stava fallendo.
È stata una sua scelta entrare in affari con Alcamo.
Non l'ha avvertito del pericolo che correva.
Questa sua scelta ha portato all'omicidio del signor Luce.
- Lei è complice del suo assassino. - Io ho cercato...
Di proteggerlo? Avrebbe dovuto denunciare i suoi capi per farlo.
Ma lei ha preferito continuare la sua vita di lussi. O sbaglio?
- Ci dica dov'è Alcamo. - Non lo so.
Dottoressa, non sto mentendo, non lo so.
Lei era la sua collaboratrice principale.
Non mi diceva tutto.
- Aveva i suoi segreti. - Certo e lei i suoi.
Facciamo una pausa.
Mentre mi attende rifletta su quali sono le cose giuste da dire.
- Mi dispiace, Alessandro. - La sta massacrando.
Non tiene conto delle informazioni che ci ha dato.
Non sa ancora di suo padre.
- Io devo parlarle. - La Bulgarelli è stata categorica.
Dopo posso parlarle io.
Colonnello, faccia un un'eccezione, almeno per un minuto.
Grazie, colonnello.
Daria.
- Come sta mio padre? Ci hai parlato? - Sì.
Gli ho raccontato tutto.
Ha avuto un piccolo malore.
- Un piccolo malore? - Daria, stai tranquilla.
Daria, ascoltami.
- Sta bene. - Davvero?
L'ho accompagnato in ospedale.
Ha avuto solo un piccolo sbalzo di pressione.
- Davvero? - Sì.
- Portami fuori di qui, Alessandro. - Io non posso.
Lo farei, ma non posso e devo anche andare via.
Se il giudice mi trova qui, peggiora la tua situazione.
- Devi resistere. - Va bene.
Oddio mio.
- Non ce la faccio più. - Resisti.
Resisti. Okay?
Prendiamoci una sbronza, così ti passa il cattivo umore.
Non sono di cattivo umore.
Non puoi essere di cattivo umore dopo gli arresti che abbiamo fatto!
Sono preoccupata per Alessandro.
Ma io...
Sono una sua amica, forse comincio a esserlo solo ora.
Finalmente puoi iniziare a guardare il resto del mondo... come Grandi.
- Frena. - Perché fai la suora?
- Non è questo il problema. -Qual è? - L'ho conosciuto meglio.
Non sarebbe solo una storiella, ma non sono pronta per una relazione.
Flo, tu sei pronta, ma non te ne rendi conto.
[altoparlante] Ultima chiamata
per il volo UA-3215 destinazione Londra.
Ultima chiamata per il volo UA-3215 destinazione Londra.
Maggiore, può venire un attimo? Forse abbiamo qualcosa su Alcamo.
Ho trovato diversi pagamenti fatti tramite bitcoin
da Alcamo a un certo Vittorio Consolini.
- Bitcoin è moneta elettronica. - Esatto.
Sono pagamenti diretti tra il compratore e il venditore.
Hai verificato l'identità del ricevente?
C'è un Vittorio Consolini a Fano, ma ha quattro anni.
Poi c'è il nonno, omonimo, ma è deceduto l'anno scorso.
Se fossero soldi dati a se stesso? Una sorta di conto di emergenza.
Forse ha ragione.
Questi dati erano solo nella pendrive che Daria ha utilizzato
quando ha fatto il backup del computer di Alcamo.
Ma sull'hard disk originale sono stati cancellati.
Chiama tutti gli aeroporti, senti la polizia di frontiera.
Dai a tutti questo nome, Vittorio Consolini.
Già fatto.
Vittorio Consolini.
Un passo avanti, braccia larghe.
Grazie mille. Arrivederci. Prego, signore.
Documento. Ripassi senza occhiali, per favore.
Prego, venga.
Braccia larghe, per favore.
Si volti. Braccia larghe.
Grazie.
- Prego. - Grazie.
Documento, grazie.
Fantastico! Sta arrivando.
Sta arrivando.
- Allora? - Trovato.
Ha prenotato un volo Fiumicino-Buenos Aires.
- Possiamo bloccarlo. - Fate partire i controlli a Fiumicino.
[altoparlante] I passeggeri in partenza per Francoforte
sono pregati di raggiungere l'uscita 21.
Volo 521 per Francoforte in partenza dal gate 21.
Attenzione, si ricorda ai signori passeggeri
che nell'aeroporto non è consentito fumare.
[segnale acustico di trasmittente]
[trasmittente] Abbiamo un nominativo da controllare, Consolini Vittorio.
Uomo alto un metro e 85, barba brizzolata, occhi chiari.
Non si può neanche andare in bagno!
- Recarsi tutti al gate uno. - Arrivo.
- Niente? - No.
Il signor Vittorio Consolini è pregato di recarsi al gate B15
per imbarco immediato. Grazie.
- Non c'è. - Figlio di puttana.
- Controlliamo sopra. - Sì.
- Tu e Vinci controllate tutte le navette. - Vinci, con me.
[squilli di cellulare]
- Dove sei? - Lei?
In aeroporto, ma da qui non posso andare via.
- Sa del Rosso e di mio fratello? - Sì, ma ora dobbiamo pensare a noi.
- Dobbiamo andare via. - Che vuole fare?
Non lo so! Non ho più un cazzo. Ho la Finanza addosso.
Ti richiamo tra qualche minuto.
- Ci ha fottuto un'altra volta. - In stazione non c'è.
- Neanche sulle navette. - Interrogo il Rosso.
Vengo con te?
- Non serve, rimani qua. - Ok, noi torniamo.
L'accompagno io.
Torno con Vinci, tu accompagna il maggiore.
- Perché non ti butti? - Non dire altro.
Visto come ti guarda?
Non dire altro.
- Mamma, mi prendi in braccio? - No.
- Dai! - Dai.
Riccardo, forse ho un'idea, ci vediamo in Via del Portonaccio.
Bastardo. Hai fatto un errore a non ammazzarmi.
Ci ho pensato tutte le volte che ti sono stato accanto.
- Invece mi hai salvato la vita. Perché? - Io non sono come te.
Ho giurato di difendere la legge, non di infrangerla.
No, tu sei un vigliacco.
E tu che cosa sei? Ah, già, uno che strangola i disgraziati
- o che ammazza chi non ubbidisce. - Io sono un uomo, tu sei un infame.
Come quella merda di tuo fratello.
Mio fratello non devi neanche nominarlo, è chiaro?
- Dimmi dov'è Alcamo. - Lo sbirro perde il controllo.
Dov'è Alcamo?
Vuoi picchiarmi? Il tuo regolamento non lo prevede.
- Maggiore, andiamo via. - Maggiore, ti hanno fatto maggiore.
E ora cosa diventerai? Super maggiore? No.
- Generalissimo. - Va bene, andiamo.
Non gli hai detto che Daria.
Ve la scopavate tutti e due?
- Non ascoltarlo. - Ahi, ahi, ahi.
Hai ragione, Rosso, io sono uno sbirro!
Altrimenti ti ammazzavo qui, con le mie mani!
Alessandro.
Invece ti toccherà marcire in galera! Accontentati.
- Jacopo, perché non vai a giocare fuori? - Ma sto vincendo.
Tuo padre non vuole che tu stia sempre dentro.
[campanello]
Chi è?
- Ho avuto paura. - Di cosa?
Ti ci sei avventato addosso.
Se stai tanto tempo con loro, alla fine cominci a pensare come loro.
Non devi mai dimenticare chi sei o sei perduto.
- Io non me ne sono mai dimenticato. - Lo so. [Squilli di cellulare]
Pronto?
Alessandro, sono Angela. Potresti venire qui?
Cos'è successo?
Jacopo è caduto. Non si è fatto niente di grave
- però si è spaventato molto. - Sicura che vada tutto bene?
Sì.
Però prima vieni, e meglio è.
- Scusa, devo scappare da mio figlio. - Tranquillo, mi arrangio.
Angela!
Angela!
Come sta Jacopo? Che fai?
Ciao, infame. Vai dentro.
E tu vai a sederti, stronza.
- Papà! - Fermo.
Calmo, Jacopo.
Non succede niente.
Ben arrivato. Gli stavo raccontando una favola.
Vuoi sapere come va a finire?
- Che cosa vuoi? - Che ci aiuti a scappare.
E loro che c'entrano?
La loro vita in cambio di un passaggio in auto
alla frontiera con la Francia.
Ci prenderanno. La Stradale ha la tua segnaletica.
- È pieno di posti di blocco. - Voi sarete il nostro lasciapassare.
- Risponderai anche di rapimento. - Aggiungo anche un omicidio?
Farai quello che ti chiedo?
Va bene.
Ma prendi solo me.
Non mi sembri nelle condizioni di fare trattative.
Una volta arrivati in Francia, cosa ne sarà di noi?
Un problema alla volta.
Io amo questo lavoro, ma quando devo sfogliare tanti scontrini e fatture
penso che dovevo continuare con la chitarra.
L'umanità sente molto
la mancanza della tua chitarra. Per fortuna non è capitato.
Ma ti hanno mai comunicato che c'è stato qualcosa dopo Elvis?
Lo sa, era una scheggia a 20 anni.
E ora la scheggia è nel ginocchio.
- E quando l'hai presa? - Fine anni '90 a Napoli.
C'era come antifurto una bomba a mano. Ci ho messo sopra il piede.
Me ne parli?
Io volevo chiedergli i diritti per scriverne una canzone.
- Che pirla! - Sapete che fine ha fatto Alessandro?
Non mi risponde.
Il figlio stava poco bene ed è passato a trovarlo.
- Però niente di grave. - Va bene. Facciamo una pausa, io ho fame.
- Giusto! Potremmo mangiare una pizza. - Sì, una bella pizza!
Tutti insieme?
- Io non ne ho voglia. - Io sì. Però...
- Portiamoci avanti con il lavoro. - Vieni nel mio ufficio.
- A prendere dei faldoni. - Andate voi, aspettiamo noi Alessandro.
- Sicura? - Sì.
- Va bene. Allora andiamo. - Sì.
Buon appetito.
- Rallenta o ci ferma la Stradale. - Non me n'ero accorto.
Io mi accorgo subito quando uno vuole fare il furbo.
Ci ha provato anche tuo fratello, ma gli è andata male.
Alcamo, pensa bene a quello che stai facendo.
Tu non preoccuparti.
Cazzo, c'è un posto di blocco.
- Cristo! - Che faccio? - Rallenta intanto!
Riccardo, stai buono.
Cristo, ci fermano.
- Sono dei nostri, ci penso io. - Attento a quello che dici.
Buonasera. Favorisca patente e carta di circolazione.
Sono il maggiore Luce del GICO di Roma.
- Grazie, maggiore, buona serata. - Buona serata a voi.
- Non dovevi portarmi in pizzeria? - Sì, ma vorrei capire una cosa.
Sarà una cena di servizio fra un capitano e un suo sottoposto
o una cosa fra amici, la cena che mi hai promesso qualche tempo fa?
Cosa cambia?
Nel primo caso non potrei farti notare che mi hai evitato tutto il giorno.
- Ma siamo stati impegnati. - Già.
Io non sono tanto bravo con le parole, però l'hai capito, vero?
- Cosa? - Che mi piaci.
E anch'io ti piaccio un po'.
- Sei sicuro? - Sei qui.
Giusto?
Io intendevo questo.
[squilli di cellulare]
Dimmi.
- Ok, arriviamo subito. - Che cazzo è successo?
È fatta. Adesso è tutta autostrada fino al confine.
E in Francia che farai? Ci sono i mandati internazionali.
- Tu non preoccuparti. - Ti aiuterà il tuo amico Nardelli?
Non lo conosco.
A Istanbul mi ha detto di portarti i suoi saluti.
Se ci aiuti a prenderlo, te la cavi con poco.
Che significa con poco?
Ho mollato moglie e figli, credi che mi basti uno sconto di pena?
Secondo voi le farfalle mangiano le caramelle?
- No. - No.
- La cioccolata? -No. -Le pizzette? - No. -Sei bravo con i bambini.
- Ci hai mai pensato? - Ci stiamo provando.
- Già mi vedo con mio figlio ai concerti. - Volete un'aranciata?
- Sì! - Vado a prenderla? - Sì!
La più piccola stava male, hanno chiamato Angela e poi Alessandro.
Nessuna risposta.
- Hai mandato una pattuglia a casa? - Non c'è nessuno.
Una pattuglia ha fermato l'auto di Angela Luce vicino a Capalbio.
In macchina c'erano anche una donna, un bambino e due uomini.
- Alcamo e Riccardo Regina. - Loro?
Sì, non hanno altre vie di fuga.
- E stanno usando il maggiore. - Avvisiamo i valichi di frontiera
ma non devono intervenire.
- Subito. - Vieni.
Papà, devo andare in bagno.
- Per un po' puoi tenertela. - Siamo in riserva, dobbiamo fermarci.
- Non dire cazzate. - Guarda.
- Fermiamoci, ma sbrighiamoci. - Questo è nell'interesse di tutti.
Una telecamera ha ripreso l'auto al varco autostradale di Rosignano.
- Quando? - Alle 21, circa due ore fa. - Manda la mappa.
Vanno verso la Francia, ci metteranno almeno altre due ore.
- Tu accompagna il bambino. - Vieni.
- Voglio andare con la zia. - Ehi!
Jacopo, il signore sarà molto gentile con te
- altrimenti sa quello che gli succede. - Sbrigati.
Vai a fare benzina.
- Angela, passami le chiavi. - Aspetta.
Te le prendo io le chiavi.
Adesso zitto e buono, avvocato.
Ehi, quanto ci metti?
Sbrigati!
È importante lavarsi dopo che si è stati in bagno. Tu non lo fai?
No. Andiamo!
- Ahi, mi fai male! - Zitto e non rompere i coglioni.
Cammina!
Dai! Non è una passeggiata.
Apri questa portiera.
Fermo! Scendi! In ginocchio!
- Angela, porta Jacopo nel bar. - Stai calmo.
- In ginocchio! - Sì, calmati.
- Queste sirene sono per voi. - Hai detto che se ti do Nardelli
me la cavo con poco!
- Parla! - Prima voglio il mio avvocato!
- Tu non infami più nessuno! - Fermo!
- Ah! - Cazzo!
Ehi, mi spezzi un braccio!
Bravi!
Papà! Allora è vero che salgo sugli elicotteri.
Sì, arrivo!
Alcamo è morto,
Regina sapeva che avrebbe avuto un ergastolo e ammazzandolo...
- Spera che i calabresi lo risparmino. - Esatto.
- Tuo figlio e tua cognata come stanno? - Spaventati, ma bene.
- È finita, almeno per loro. - Spero anche per te.
Credo di sì.
- Solo Alcamo poteva portarci a Nardelli. - Ti aspetto al GICO.
[voci non udibili]
Jacopo!
Allora?
- C'eri mai stato in elicottero? - No, è divertente.
- È meglio dei videogiochi. - Signora Luce, venga con me.
Le bambine sono qua.
Ti faccio bere una cioccolata buonissima.
Come stai?
L'importante è che sia tutto finito. Vieni.
Siete bellissime. Avete avuto paura senza la mamma?
No? Perché voi siete bravissime.
- Devo firmare dei documenti. - Sì, mi segua. Poi vi riportiamo a casa.
E da questa sera, avrete anche un'auto di scorta.
- Può occuparsi delle bambine? - Certo. - Mamma, torna presto.
Sì, amore.
La mamma torna subito. Posso darvi un passaggio a casa?
Sì? Andiamo?
Andiamo!
E ci andiamo in volo!
Quell'avvocato era il capo di tutti?
Quasi.
È stato lui a ordinare l'omicidio di Raul.
Ah!
Immagino che ora dovrei essere contenta, invece sono solo sfinita.
Mi dispiace, ti ho trascinato in una storia assurda.
No, tu hai fatto solo quello che era giusto.
Per noi e per Raul.
Ometto, vieni qui.
- Sei stato molto coraggioso. - Ma adesso torni a casa con noi?
Sì, adesso vengo anch'io e stavolta mi fermo,
non dovrò più nascondermi.
E non dobbiamo più incontrarci in quel brutto garage. Sei contento?
Giura.
Giuro.
Ascolta.
A me sembra che stasera abbiamo tutti bisogno di essere abbracciati.
Tu no?
Un po'.
Sta arrivando la Bulgarelli?
- Ma io voglio vedere Daria. - Sa che non può.
Io voglio salutarla prima che la portino in carcere.
Per ora non la portano in carcere.
- Mi dite che succede? - Credo che Daria abbia una proposta
da fare alla dottoressa.
Dottoressa Fabbri, ha chiesto di volermi incontrare urgentemente.
- È vero che è morto Alcamo? - Sì. L'ha ucciso un suo complice.
Riccardo Regina. Credo che lei lo conosca.
Non poteva sapere dove fosse Alcamo, questo non le verrà imputato.
Il resto sì.
La sua collaborazione sarà tenuta in conto al processo
ma deciderà il GUP.
Dovresti andare da tuo figlio.
Lui dorme e non posso andare finché non capisco cosa succede a Daria.
Daria è una criminale.
Che cerca di rimediare a quello che ha fatto.
- Lo credi tu. - È quello che sento.
A meno che io non abbia da offrirvi qualcosa.
Di cosa sta parlando?
Voi non volevate Alcamo, voi volete Nicola Nardelli, il sistemista.
E con la morte di Alcamo, avete perso la vostra possibilità.
Ma ve ne rimane un'altra.
Io.
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