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(RINTOCCHI DELLE CAMPANE)
(RINTOCCHI DELLE CAMPANE)
- Buonasera, brigadiere. - Buonasera.
Mi favorite l'ora per piacere?
- Le 3:05. - Ora da ladri!
- Eh, no! Voi, questo, non lo potete dire! - E perché?
Ma voi dimenticate che i tempi sono cambiati.
I treni arrivano in orario, finiti gli scioperi, finiti i ladri!
- In Italia, i ladri non ci sono più. Buonanotte! - Buonanotte. - 'Notte.
(RISATE. VOCI INDISTINTE)
- Ah! Ernesto! - Beh, alla sua età!
- E lui cosa ha fatto? - S'è bevuto tre bottiglie di ischirogeno. - Ma no!
Beh, a 75 anni!
Dammi un bacio, Ernesto, un bacio.
- Fatto! - Ho sete!
- Vogliamo bere? - No, basta. Abbiamo bevuto abbastanza.
- Sono venuto soltanto per telefonare. - A quest'ora? E a chi?
- Come a chi? Lo sai, a mia moglie. - Come sei poco delicato, Ernesto!
- Perché? - Sei con me e pensi a tua moglie!
Mai! Non ci penso mai, lo sai! Le telefono solo..
...per tranquillizzarla un po'.
- Sai com'è fatta mia moglie, no? - Lo so, me l'hai detto mille volte.
Pronto signorina, mi dà per favore il 2434?
- È brutta, è grassa, è vecchia! - Sst!
- E l'hai sposata per i soldi! - Questo non l'ho mai detto.
Io l'ho sempre pensato! (SUONO DELLA TROMBETTA)
(SQUILLO DEL TELEFONO)
Pronto!
Ah, Ernesto! È successo qualcosa?
- Che ne so, non ho ancora letto i giornali! > Silvia: Dove sei?
- Sono... sono al telefono! - Ma da dove telefoni?
Da un telefono pubblico! Sono alla stazione!
- Ernesto, con chi sei? - Ma con chi vuoi che sia, tesoro? Sono solo.
- E prima con chi eri? - Ero solo anche prima di essere solo.
Basta! Ho capito. Quando sei solo sei sempre con una donna!
Lasciami finire, ho detto "solo" nel senso che sono con un amico.
Non è vero! Ho telefonato a tutti i tuoi amici!
Meno che a questo. Non lo conosci, non lo vedo da tanti anni.
- E ci hai fatto le 3:00? - Per forza! Te l'ho detto,..
...non lo vedevo da tanto tempo.
- Sai che mi ha salvato la vita? - Davvero? E quando?
- In guerra. - Se non l'hai fatta, la guerra!
No, ma ho fatto il tifo. Come, non te l'ho detto?
Eh, sì, il tifo ho fatto. Un tifone ti dico.
Bene, questo qui è l'amico,..
...il dottore che mi ha curato in guerra questo tifo. Sì!
- In quale ospedale? - Beh, nell'ospedale di Cav --
< Ernesto: Di Cavar -- Di Cavar -- Cavarzere!
< Ernesto: Beh, è difficile da dire. È il dottor Biagio Tanzarella.
Sì, primario dell'ospedale del paese che ti ho detto adesso.
Possibile che non ti ho mai parlato del dottor Biagio Tanzarella?
Mai! Mai! E nemmeno del tifo!
E non credere di farla franca con tutte queste bugie!
Ma non ti sto dicendo bugie, tesoro! Ahia!
- Che è stato? - Uno schiaffo.
- Chi ti ha dato uno schiaffo? - lo! Mi sono dato uno schiaffo io!
Una zanzara che mi è andata vicino al naso!
Qui alla stazione è pieno di zanzare, accidenti!
- Senti che roba! Senti che roba! Senti! - Alla stazione, eh?
Sì. Cosa vuoi che ti dica, saranno arrivate col treno.
Ma quando si decidono a bonificare queste paludi pontine?
Beh, vengo subito a casa, tesoro. Ciao!
"Tesoro", eh?!
No, guarda che le zanzare sono finite.
Ti insegno io a fare il cretino quando parli con lei!
Insomma, alla moglie qualcosa bisogna dire!
Sì! Ma non "tesoro" davanti alla propria amante!
Che diamine! Un po' di rispetto, no?
Via Ciro Menotti, 2. Di corsa per favore, grazie!
- Quant'è? - 3 e 25, signora.
- Ecco qua. 3 e 50. - Grazie, molte grazie, signora.
- Bene arrivata, signora contessa. - Come va, cara? Tutti bene a casa?
Sì, si! Stanno tutti bene! L'aspettavano.
Hanno ricevuto il telegramma ieri sera.
Gina: Si accomodi.
- E mia figlia? - È in camera sua. Vada pure perché è sveglia.
- Clara: Mio genero è uscito? - No, dorme ancora.
- Ah beh, ma se dorme ancora... - Il signore dorme nello studio.
Nello studio? Ah già! L'ultima volta si lamentava..
...che Silvia tira sempre le coperte dalla sua parte!
Gina! Gina!
- Comandi. - Caffè e giornale. - Sì, signore!
- Chi c'era di là? - La mamma della signora. È arrivata ora.
Ahi! Suocera di mattina... Cominciamo male!
È inutile, mamma! lo non ho bisogno di prove!
Quando un uomo si comporta come mio marito...
La colpa può essere della moglie.
L'unica colpa che posso avere io è di non credere alle sue bugie!
Ti pare niente? Una moglie furba deve far finta di credere.
È quello che ho fatto stanotte, quando è rientrato.
< Clara: E lui? - È andato a dormire nello studio!
Beh, per una volta, quando si litiga...
Sono tre mesi, mamma, che dorme nello studio!
- Tre mesi?! - Ma sì, si! - Ma cosa dici?
- E alla cameriera non ci pensa! - Questa è già una fortuna,..
...perché di solito i mariti ci pensano.
Mamma parlo della figura che faccio io con la cameriera!
- Chissà che penserà quella ì! - Cosa vuoi che pensi, tesoro?
Penserà che in questa casa c'è un uomo sprecato!
Su, andiamo, non arrabbiarti adesso. Parlerò io con tuo marito, eh?
- Cara mamma! - Buongiorno, caro.
Vederti di prima mattina significa cominciare bene la giornata.
Che caro! Adesso siediti, tesoro, perché dobbiamo fare un discorso.
Se si tratta dell'invito al Castelletto,..
...l'ho già detto a Silvia, non posso. - Come?
Non t'importa di conoscere Sua Eccellenza?
- Perché l'abbiamo invitato? - Me lo chiedo anch'io!
Ad ogni modo non posso!
Senti, Ernesto, io capisco trascurare la moglie,..
...ma di questi tempi i pezzi grossi vanno rispettati.
- E poi perché non puoi? - L'ufficio!
Ah! Anche questa notte avevi l'ufficio?
Io vorrei sapere cosa t'ha raccontato Silvia.
- Ho passato la notte con un amico. - Un amico! Ma fammi il piacere!
< Ernesto: Sì, un amico. Che c'è di strano?
< Uno non può passare una notte con un amico?
È il dottore... È un medico, insomma, un dottore.
Lo vedi? Non ricorda nemmeno come si chiama!
Te l'ho detto stanotte!
- E ora l'hai dimenticato? - Non l'ho dimenticato.
- Anzi, lo ricordo benissimo. - Avanti, ripetilo!
Certo che lo ripeto! È il dottor...
Dopo dieci anni avrò il diritto di essermi dimenticato un nome, no?
- Ma l'hai visto stanotte! - Ma sì!
- Dimmi come si chiama! - Si chiama... È semplicissimo.
Ce l'ho qui sulla punta della lingua.
< Ernesto: È il dottor... - Il dottor Biagio Tanzarella!
Ecco! Il dottor Biagio Tanza --
- Ma tu come lo sai? - Me l'ha detto lui.
- Lui chi? - Il signore che è di là! Ecco il suo biglietto da visita.
Ma sì, è proprio lui, il mio amico!
"Dottor Biagio Tanzarella, Primario dell'Ospedale di Cavarzere?
Avanti, fallo entrare!
- Ma come, lo fate anche entrare? - Ma certo, se è un tuo amico!
- Perché fai quella faccia da stupido? - Chi, io?
- Che faccia faccio? La mia solita faccia. - Ha ragione.
Eccomi qua!
Carissimo! Sto qua! Disturbo?
< Biagio: Se disturbo, me ne vado. - No, no! Anzi!
- Per noi è un vero piacere. Come va? - Caro! Sì!
Ti presento mia suocera, la contessa Bernabei.
- Perbacco! Enchanté, contessa! - Buongiorno.
- Mia moglie Silvia. - Dov'è? - Eccola. - Scusi!
- Piacere! - Molto piacere. Enchanté, madame!
Questo è il dottore. Mio grande amico!
Dieci anni fa, se non c'ero io,..
...a quest'ora suo marito sarebbe morto,..
...seppellito, putrefatto e puzzolente..
...come una vile carogna! Dico bene?
- Accomodatevi, prego. - Ah! Ma allora è vero?
- Sono una vile carogna? - Se non ci fossi stato io, sì!
Beh, s'intende! Eh, sì, s'intende!
È vero, signora, come è vero che suo marito, questa notte..
...è stato con me fino alle 3:00. Alla stazione! Eh?
Ci siamo tanto divertiti, ma proprio tanto, sa?
A vedere quei treni che partivano. Era una cosa buffa!
"In carrozza! Per Genova Ligure! Si parte!"
"Per Belluno! Si parte! Per Battipaglia!"
- No! Per Battipaglia non è partito. - Già, è vero. Però è arrivato!
- Come, è arrivato? Ma che fai? - La zanzara! - Ah sì!
La stazione era piena di zanzare, ma così! Pullulavano!
Le zanzare si pigliavano con le mani!
Ogni zanzara, non esagero, era quanto una galoche!
- Ah! Sì, me l'ha detto! - Sarai convinta adesso.
- Lo, veramente, non avevo dubitato. - Malissimo, signora, malissimo!
Le mogli hanno il dovere di dubitare dei mariti,..
...perché, sia detto tra noi, i mariti sono una massa di mascalzoni.
- Mascalzone! - Beh, c'è sempre qualche eccezione.
Questa sei tu! È vero! Lui è un'eccezione! Lui è un campione!
Questo qui io lo conosco..
...da dieci anni!
Due lustri, signora, due lustri.
(RISATE)
Ti ricordi le risate, le risate che ci siamo fatti..
...quando lui aveva il tifo, all'ospedale di Cavarzere?
Aveva un tifo pidocchiaro, signora, che era una meraviglia!
Ma era buffo sa! Ogni petecchia era quanto un lume a petrolio!
- Ti ricordi perfino del tifo? - Beh, se ti ha curato!
Che c'entra? Con tanti pazienti che ha può dimenticarsene.
- E che vuol dire? - Eppure... - Non si dimentica niente! - Niente!
Eppure io il suo nome l'ho già sentito.
Può darsi! Chissà quante volte l'avrò nominato io qui.
No, no! No, caro, non da te. Scusate. Vieni, cara, lasciamoli soli.
- Contessa, à bientòt! - No, torniamo subito.
- Intanto le faccio portare un buon caffè. - Brava, contessa.
- Come dice quel vecchio detto... - Come?
- "Un buon caffè è ben accetto". - Ah, bello! Permesso. - Prego.
- Un buon caffè per il dottor... - Dottor? - Dottor?
Guardi sul biglietto da visita.
Il biglietto da visita l'ha preso mia suocera!
- Come si fa? - Come si fa? Non ricorda il nome?
- Scusi, l'ha inventato lei, mica io. - Lo so!
- Vediamo di ricordarcelo. - Non ricordo.
- Mozzarella! - Macché, mozzarella!
- Carrozzella! - Macché! Panzetta! - Che Panzetta!
- Finiva in "ella". - Sì, in "ella". - Ricordo.
Era un nome con una specie di danza dentro.
- Tarantella. - Tarantella. - No! - No! Dan -- Danzarella!
- Tanzarella! - Tanzarella!
- Sì, sì, sì! - Ah, meno male!
- M'era venuto un colpo! - Immagino!
- Cerchiamo di non dimenticarlo più. - No, no!
Tanzarella! Tanzarella! Tanzarella! Tanzarella!
- Tanza... - ...rella! - ...rella!
- E adesso mi dica come si chiama. - Il dottor Tanzarella!
No, non ricominciamo, la prego! lo voglio sapere il suo nome vero.
- E poi perché è venuto qui? - Perché io sono un benefattore!
Quando qualcuno è in difficoltà, io cerco di "disficoltarlo"!
- Come, scusi? - Lo "disficolto"! Chiaro?
Sì, ho capito! Bene, sa cosa le dico? Grazie.
- Grazie di cuore! - Prego. Prego, ma non ci siamo capiti.
- Perché? - Giovanotto qui si tratta di grana!
- Argent, rubli! Ecco, rubli! - Ho capito benissimo.
- 1000 lire sta bene? - Mi ha preso per un accattone?
Modestamente, non per vantarmi, io so vestire!
Porto le ghette e lei se ne esce con 1000 lire?
- Ho capito! - Ma dico, giovanotto, eh!
E il caro notte? Ho svegliato un tipografo di notte..
...per stampare i biglietti da visita?
Ma ha detto di essere un benefattore!
Sì, ma di me stesso, abbia pazienza!
- Qui ci vogliono 10.000 lire e un bacio sopra! - 10.000 lire?
- Sì. - Questo è un ricatto bello e buono!
Lo chiama ricatto? Bene, io dico tutto a sua moglie!
- Non dica niente, la prego! - Non mi tocchi! - No.
- Non mi tocchi! - Non la tocco! - Niente mani addosso!
Sto fermo! Sta' zitto, per favore!
- Veniamo ad un accomodamento. - Veniamo ad un accomodamento.
- 5.000 lire! - Macché 5.000 lire! 10.000!
- Insiste con 5.000 lire? - No! - lo chiamo sua moglie!
- No! - La chiamo, sa? - Gliene do dieci. - Faccia presto!
- Le firmo un assegno. - Me lo firmi.
Ma mi tolga una curiosità: come ha fatto a sapere..
...tutti i particolari su stanotte? - Questi sono affari miei, chiaro?
- Vada, se no chiamo sua moglie. - Sì, sì, vado!
Come faceva a sapere delle zanzare, di tutte queste cose?
- Io chiamo? - No, vado! Vado! - E vada! Vada!
Un uomo che dorme da tre mesi nello studio,.
...io lo terrei d'occhio. Comunque, per stanotte non puoi fare niente.
- No, no. Ma mi è venuta in mente un'altra cosa. - Cosa?
Se Ernesto stanotte ha parlato tanto con il dottore,..
...può darsi che sia ammalato? - Tu credi?
Ma sì, mamma! E questo spiegherebbe un sacco di cose.
- Ho trovato! Ecco chi ce lo può dire. - Se Ernesto è malato?
Ma no! Chi è questo dottor Tanzarella!
Io l'ho già sentito nominare, non è un nome comune.
Pronto? Signorina, vorrei parlare col direttore.
Sono la contessa Bernabei. Lui lo sa di sicuro.
Pronto! Direttore, come va?
No, mi fermo soltanto poche ore.
Mi scusi se la disturbo, direttore,..
...ma in genere voi giornalisti sapete sempre tutto.
Lei non ha mai sentito parlare di un certo dottor Tanzarella?
- SÌ! Sì! Biagio Tanzarella. - Di Cavarzere. - Di Cavarzere.
Tanzarella? Ma sì! È quello che gli ha salvato la vita!
- Lo so! A mio genero. - No, cosa c'entra suo genero?
A Lui! Al nostro Duce!
Come no? È tutt'ora suo amico, suo medico personale di fiducia.
Viene qui a Roma ogni tanto a trovarlo.
- Ma cosa dice? Allora è influente? - Certamente, contessa. Molto!
Di questi tempi, chi è vicino a Lui... basta una parolina.
Eh, me ne rendo conto! Grazie, direttore! Arrivederla!
Hai capito? Se tuo marito è capace di sfruttare questo po' po' d'amicizia,..
...ha un avvenire davanti a sé! Un carrierone!
Mamma, ma tu pensi soltanto alla carriera di Ernesto.
- Perché tu no? - Bisogna pensare anche alla sua salute!
Va bene, parliamone col dottore, sono tanto amici!
Piuttosto, speriamo che sia ammalato.
Speriamo? Ma se fosse malato sarebbe un guaio!
Ma se non lo fosse, figliola mia, sarebbe un guaio peggiore!
- Ecco, questo è l'assegno! - Grazie! - E ora fila!
- Mi dica: è coperto questo assegno? - Ma come ti permetti? È coperto sì.
- Mi dà del tu? - Certo, ti pago. - Ci conosciamo appena!
- Sst! Ci conosciamo da dieci anni! - Già, è vero.
- Le signore vengono subito. - Bene.
Scusi, devo andar io in banca con la contessa?
- A far che cosa? - A prendere le posate d'oro.
- Non lo so. Chiedilo alla signora. - Non ho capito! Le posate d'oro?!
Sono cose che non ti riguardano. Per favore, filare! Filare, via!
No! Prendo il caffè prima! Come dice quel vecchio detto?
Per prendere un caffè e per tradire la moglie, c'è sempre tempo!
- Caro Dottore! < Biagio: Contessa!
- Vedo che si trova molto bene con Ernesto. - Sì.
- Abbiamo fatto quattro piacevoli chiacchiere. - Bene!
Sì, parlavamo... Di cosa parlavamo? Ah, delle posate!
Ah, gli hai parlato delle nostre posate d'oro? Bravo!
Vedesse che bellezza. Sono state cesellate da Benvenuto Cellini.
- Perbacco! - Sì
- Ma dico, sono proprio d'oro d'oro? - Oro! Oro!
- È un regalo dello zar di Russia a mio nonno ambasciatore. - Ué!
Abitualmente le teniamo in cassetta di sicurezza,..
...però domani, per l'occasione, abbiamo deciso di metterle a tavola!
- Qui? Qui? - No, non qui. A casa mia, a Montefalco.
Sì, perché domani verrà Sua Eccellenza..
...a inaugurare un monumento e sarà nostro ospite al Castelletto.
Avremo un gran pranzo in suo onore! Sì.
- Che bella festa! - Sarà una bellissima festa, Ernesto!
- Immagino! - Dottore! - Dica. - Perché non viene anche lei?
- Lo? < Clara: Sì! - A Castelletto? - A Castelletto!
Ma Ernesto, non sembri contento! Sarà anche lei nostro ospite!
- Scherza! - No, la signora dice sul serio.
- Certo! - Certo che diciamo sul serio!
Ma sì, perché non sanno che hai un sacco di impegni.
Sta dicendo che ha un sacco di impegni.
Lo sentite? Ve lo sta dicendo?
- Lo sto dicendo? - Non lo hai detto proprio,..
...ma lo volevi dire, lo si leggeva nell'espressione.
- Se non accetta, ci offendiamo. - Lo senti? Si offendono. Accetto!
- Bravo! - Bravissimo!
Bravo per modo di dire. Con tutti gli impegni che ha, andiamo!
E sua moglie? Dove la lascia?
- In albergo, per tre giorni, sola? - Allora porti anche lei!
- Se insistono... - Ma certo che insistiamo!
- Allora faccio una volata. Vado e torno! - L'accompagno.
- No! L'accompagno io. - Come vuoi.
Volevo chiederti, a proposito, a Bainsizza, ti ricordi?
Soprabito e cappello, per favore.
Ecco. Adesso, appena fuori di qui, telefoni. Trova una scusa qualsiasi.
Di' che sei dovuto partire improvvisamente.
Che figura con tua moglie! Dirà che sono un maleducato!
- Adesso basta! Guarda che io... - Signora!
< Biagio: Vado a prendere mia moglie e torno subito!
- No, aspetta! - No, lascialo andare, Ernesto.
< Silvia: Tanto torna.
Eh, lo so! Lo so che ritorna!
- Ma perché lo avete invitato? - Per la tua carriera!
- Per la mia carriera?! - Ma sì!
Quando il Ministro saprà che sei tanto amico del suo medico...
- Il medico del Ministro? - No! Del Duce!
Ah beh, allora... Del Duce?!
Ma chi vi ha detto una cosa simile?
Come? Non sapevi che era il medico del Duce?
- Siete tanto amici! - lo amico del Duce?
- No! Del dottore! - Ah, del dott -- Ah sì, certo. Come no!
- Come, non lo sapevi? - Sì, lo sapevo! Lo sapevo benissimo!
- Perché non me l'hai detto? - Perché non si possono dire certe cose!
Non vorrai mandarmi al confino, vero?
- Non si possono dire? - Certo, non si possono dire.
- Lui non vuole! - Il dottore? - Ma no, Lui! Lui!
Capirai un uomo così vigoroso, così forte, così energico,..
...non vuole che si sappia che ha bisogno del medico.
- Allora non si può dire a nessuno? - A nessuno, per carità!
< Silvia: Neanche a Sua Eccellenza? - Tanto meno a Sua Eccellenza!
- Noi andiamo in banca! - Ah sì, fate presto!
- È proprio simpatico quel dottore! - Sì!
C'è una sola cosa che non capisco:
...come mai lui è di Cavarzere e ha l'accento napoletano?
- Ma come dovrebbe parlare scusa? - Veneto! - L'avrà dimenticato.
Un dialetto si può anche dimenticare. Uno abita Èì e poi... Che ne so io?
- Arrivederci. - Ciao, mamma. - Andiamo, Gina.
Speriamo che la signora sia simpatica come lui.
- Tu la conosci, la signora? - Quale signora?
- La moglie! - Ah... No, mai vista.
Miserabile, farabutto, spergiuro! Avrebbe dovuto sentirlo!
- È brutta, grassa, ha più di 50 anni. - Falsa propaganda.
- Se la moglie è bella come dice lei... - Ah sì! Mi creda!
Modestamente sono un buongustaio, se le dico che è bella, è bella.
- Vedrà di cosa sono capace. - Eh no, mi raccomando!
Per carità, niente scenate. Stiamo ai patti.
- Stia tranquillo, la mia sarà una vendetta raffinata. - Così va bene.
Prego, le valigie!
Mascalzone! Pure l'indirizzo falso mi aveva dato!
E si capisce, per non fargliela vedere.
- Prego, signora. - Andiamo! - Sì!
Maestro! Maestro!
- Che c'è? - Sono tornati adesso, con una valigiona. - Le posate!
- Potete portarmi con voi, maestro? - Sei pazzo?
- Dite che sono vostro fratello. - Ma come ti permetti?
E poi io, di falso ho già due denti, una moglie e un biglietto da mille!
- Perciò fila! - Ma voglio rendermi utile.
- Vuoi renderti utile? Paga il tassì. - Perché lo devo pagare io?
- Così ti pigli il resto, stupido! - Ah!
Clara: Eccole qua, le famose posate d'oro.
Clara: È inutile, ogni volta che le rivedo..
...mi sembrano più belle. Belle, vero?
> Silvia: Mamma! Mamma! Ernesto! Sono arrivati!
Contessa!
Ernesto! La mia giovane signora..
...non sta nella pelle di conoscere la tua!
- Mia moglie, mia suocera. - Ma Ernesto, che dici?
- Volevo dire... - Il contrario. - Ecco.
Cara, Ernesto è il mio grande amico.
- Ma noi ci conosciamo già. - Ah sì?
Sì. Me ne ha parlato tanto mio marito che mi sembra già di conoscerlo.
- Lei, piuttosto, è una sorpresa! - Che idea s'era fatta di me, signora?
Mah, chissà perché... Scusi, sa, ma mi ero messa in mente..
...che suo marito avesse sposato una donna brutta! Molto più anziana.
- Sì, sì, sì. - E invece sua moglie è deliziosa.
- Sì, sì. - Trova? - È evidente!
Ernesto! È ovvio!
- Ernesto! Perché sei così rosso? - lo, rosso? - Sì!
- Ma è vero, sei tutto sudato. - Si sente poco bene?
Oh, scusa, caro, ma perché non gli fai una visitina?
- 0ibò! - Questa è una buona idea, sì! - Cos'hai? Cosa ti senti?
Sento un formicolio alle mani e per tutto il corpo.
- Impossibile. - Andiamo di là. - Stai benissimo.
Sta benissimo. Crepa di salute!
- Fammi una visitina. - Non occorre, stai bene.
- Ma sì, dottore! - Ti dico vieni! - Non è il caso...
- Torniamo subito. - Ma è superflua questa visita.
Ma perché? Perché hai portato quella donna?
- Le posate d'oro! Che magnificenza! - Fermo con le mani!
Ma sono proprio d'oro? Non è tutto oro quello che luce!
- È oro! - Sì, ma lascia stare le posate!
- E rispondi, piuttosto! - Dovevo portare una moglie?
- Non ne avevo un'altra! - Quella non è tua moglie!
- Lo so. (urlando) È la tua amante! - Silenzio! Vuoi che senta Silvia?
Che cosa non devo sentire?
- Mi dica tutto, dottore, è grave? - Sui generis.
Però, se fa quello che dico io, se ascolta i miei consigli,..
...tutto andrà a posto, benché la cosa sia abbastanza seria.
- Oh, dottore! - Eh, lo so, lo so, lo so!
- E mi dica un po', signora... - Sì
Da quanto tempo il giovinotto avverte questi disturbi?
- Ah... Da tre mesi, dottore! - Tre mesi? Oh, la peppa!
- È un po' troppo, figliolo! - Ernesto! Tu devi curarti, guarire!
Sì, cara, stai tranquilla. Stai tranquilla.
Dottore, noi abbiamo tanta fiducia in lei, non ci abbandoni.
Non ne ho la minima intenzione di abbandonarvi.
Ci mancherebbe altro! Per carità! lo qui sto, non me ne vado.
A questo ragazzo, io non lo mollo! Egli va sorvegliato, va curato.
- Bambolo, non ti mollo! Capito? Vada, signora. - Grazie, dottore.
E io ti mollo un cazzotto, se non la finisci!
Con una moglie così bella, lo sa lei che cos'è? È un fetentone!
E tu sei veneto, ricordalo! Veneto! Di Cavarzere!
- Come va? - Ah, dottore! - E allora?
Niente paura! Niente paura! Sì, lui sta un tantinello mal,..
...ma mo ci stongo ca io e lo metto a posto, ciò, ostrega!
SÌ!
- Ma che succede? - Eh, siamo in panne.
Come? Non è possibile! Questa è una macchina perfetta!
Via, via! Rimetti in moto, per favore.
Senti come starnuta. Ma cosa si può fare?
Mettere un'aspirina nel carburatore, non so.
Un attimo di pazienza, ora ci penso io.
Calmi.
- Attento, eh! - Sì! - Vuole una mano?
- Stai attento a non scottarti! < Silvia: Attento!
Calma! Di motori me ne intendo! Ci penso io!
(MUGGITI)
Le carrozze erano meno veloci, ma almeno non bisognava spingerle.
È l'epoca del motore, contessa. Le auto aumentano ogni giorno.
Ieri, in via del Tritone, non ci crederete,..
...in meno di un'ora ne sono passate più di venti!
- Ah sì? - Oh sì, sì!
< Lauretta: Proprio bellino questo posto!
Biagio: Alt! Siamo arrivati!
Speriamo di trovare un buon meccanico almeno.
- Uffa! Che fatica! - Ma questa non è un'officina!
- È un'osteria! - E che faccio con l'osteria?
Che ci fai tu? Ma io, no. lo ho bisogno di rifocillarmi,..
.«ho un languorino... - Il dottore ha proprio ragione!
- Quest'aria m'ha messo un appetito! - Poi riposarsi un po' non fa male.
Eh già! lo spingo e voi siete stanchi?
- È meglio far riposare l'auto e andare dentro. - Oste!
- No, tu rimani qui, non ti muovi. > Biagio: Gente di casa! Casigliani!
C'è nessuno? Ma se non c'è nessuno,..
...perché non risponde qualcuno e dice che non c'è nessuno?
(RISATE) Bella!
Ci vuole. Oste! Siete tutti morti? Costi?
Uomo: Scusi! Scusi tanto, signore, abbia pazienza!
- Ma eravamo di là e non si sentiva. Abbiamo un malato grave. - Un malato?
Sì, signora. Mio suocero, il padre di mia moglie.
Sta tanto male, poveretto!
Ha fatto un'indigestione una settimana fa..
...e non riusciamo più a farlo alzare dal letto.
- È fortunato. - Eh, mica tanto.
Dicevo che è fortunato perché abbiamo con noi un bravissimo medico.
- SÌ? E chi è, chi è questo... - Come chi è, dottore? È lei, no!
Già, è vero! Che stupido, sono io.
Siccome la signora ha detto "bravissimo medico",..
...la mia modestia m'imponeva di non capire.
Dottore, il malato sta di là. Gli vuole dare una guardata?
E che lo guardo a fare? lo non sono curioso poi.
Figliola mia, io di malati ne vedo tanti,..
...dalla mattina alla sera, sono pieno di malati.
Io preferisco vedere della bella gente sana, che scoppia di salute!
Ma la signora voleva dire se lei era così buono da visitarlo.
- Quanti anni ha questo malato? - 941
Ah... 94.
Ma allora, cara signora, non ha bisogno del medico.
Può morire benissimo, comodamente da sé!
- Non si potrebbe tentare di curarlo? - A che pro? A quale scopo?
Se non muore adesso, morirà dopo. È lo stesso, no?
Lo vogliamo far campare in eterno, a costui?
Ma bisogna sfollare! Bisogna fare largo ai giovani!
Lo sapete voialtri che ogni novantaquattrenne che muore,..
...lascia il posto a cinque diciottenni?
Che simpatico!
Papà! Ecco le tagliatelle.
Ah!
Cocca bella, vai a dare un'occhiata a tuo nonno,..
...se ha bisogno di niente. - Va bene.
Un momento... se ci tenete che io lo visiti, lo visito.
- SÌ! - Grazie. - Ha bisogno di qualcosa, dottore?
- Avete un pigiama pulito? - Veramente no.
Non fa niente, mi arrangio da me.
- È qui dentro, è vero? - Sì, signore. - Vado subito.
Bisognerebbe riuscire a fare un buco e poi legare con un filo di ferro.
- Non ce l'hai un trapano, per caso? - No. - Qui come lo trovi?
Pussa via! Ehi, buona gente! Buona gente!
- Che c'è? - Ho detto "buona gente". La cosa non riguarda te.
- Va bene. - Ma che fai li? - Quello che faccio non riguarda te!
Aspetta! Ho bisogno di un trapano, cerca di procurarmelo.
- Per fare che cosa? - Sono affari miei!
(BIAGIO SBUFFA)
Se vedeste, signorine! È magro, ma magro così!
Ma, con rispetto parlando, ha una pancia di questa maniera!
- Per favore! Avete un trapano? - Un trapano? - Un trapano?
Trapano! Non avete mai fatto un buco in questa casa?
- Sì. - E allora? - Dagli il trapano!
- Ecco! - Sì, bravi. Ecco qui, questo è il trapano.
- Martello, tenaglie, cacciavite. Può servire tutto. - Sissignore.
Signore mie, ma dico, ci possiamo fidare?
Eh, come no? È il medico più bravo d'Italia!
Ecco i ferri, qui c'è tutto.
(CANE ABBAIA)
Trapano... E ora lasciami in pace. Tu sta' zitto!
Dunque! Occupiamoci un po' di questo malato.
Dove sta? Eccolo qua. Sì. Sì.
Eh... Quanti anni ha? 94.
Come ha fatto ad arrivare fino...
Questo ormai, questo ormai... Non c'è niente da fare, questo...
Ha mal di pancia. Non lo vede com'è gonfio?
Lo vedo, lo vedo. Lo vedo, lo vedo. Eh! Perbacco!
< Biagio: Senti un po',..
...tira, tira fuori la lin -- La lingua.
Nonno: Ah... Ah...
< Biagio: Che schifo! Ho capito tutto.
Qui ci vuole una bella visita, profonda.
Una visita accuratissima. Spogliati!
- Il malato è lui! - Embè? E il medico sono io.
Ne vuoi sapere più di me? Se ti dico spogliati, spogliati.
- Ma dottore, non capisco... - Non devi capire, figlia mia.
Non devi capire. Certe malattie si trasmettono da padre in figlio.
Io voglio constatare, è la scienza che me lo ordina,..
...voglio constatare se la malattia di tuo nonno si è trasmessa in te,..
...che sei sua nipote. Spogliati!
- Ma dottore, davanti al nonno mi vergogno. - Ti vergogni, eh?
Beh, non hai torto. Comunque qui c'è un paravento, vieni con me.
Nella vita a tutto c'è un rimedio, ricordati. Si può rimediare a tutto!
Vieni qua. Spogliati.
Avanti...
< Teresa: Ma io non ho niente! - Non ho niente? Che ne sai?
Ma dicono tutte così, dicono, sai? Tutte così! Tu invece hai tutto!
Freschezza, giovinezza, bellezza e opulenza!
Dottore, io sto male e voi visitate mia nipote?
Ecco fatto. E grazie tanto. Tutto riparato, eh!
- Ma che è servito a lei? - E a chi doveva servire?
- Noi l'avevamo dato al dottore. - Sì, ma per me, no?
(RISATE)
- Dico, mi volete spiegare? - (ridendo) Non è possibile!
(RISATE) Ma che succede? Scusi?
Ma io così non ci capisco niente! Tutti questi stracci addosso!
Spogliati completamente e ti faccio una bella visita!
- C'è il nonno! - Lo mandiamo via, il nonno.
Di', nonno, vattene via! Vattene via, lasciaci soli.
Debbo visitare tua nipote. Su sbrigati! Via!
Alzati, pelandrone! Alzati!
< Biagio: Ah! Ti sei fatto la provvista, eh?
Biagio: Questa era la sua malattia!
Non mi danno mai da mangiare, dottore! Non dica niente!
Niente. Questa è la malattia tua, eh?
Adesso ci penso io. Fai sparire questa roba subito!
Prego, i congiunti.
Ahi, ahi, ahi, ahi, ahi...
- Dottore, che è successo? - Papà! Papà!
< Biagio: Niente di grave!
- È guarito perfettamente! - Guarito? - Eccolo lì, il giovanotto!
- È un miracolo, dottore! - Dottore, grazie tante.
Modestamente dove metto le mani io, faccio miracoli.
Oh, adesso il paziente è un po' denutrito.
Bisogna tirarlo su! Vi vorrei prescrivere una dieta.
A mezzogiorno gli darei un bel piatto di pasta e fagioli con le cotiche.
< Biagio: Mi raccomando, cotiche fresche!
- Alle cotiche io ci tengo molto! - Va bene!
Per secondo piatto gli diamo una bella bistecca.
< Oste: Di manzo? < Biagio: Manzo.
Dopo, una bella frittata di quattro uova con del prosciutto.
- Ne avete in abbondanza. - Sì, signore.
Niente frutta, mi raccomando, per carità!
L'avvelenereste. Come i pappagalli. (RISATE)
Sì! Qualche finocchio. Ne avete finocchi in casa?
In casa proprio no, ma in paese qualcuno si trova.
- Se ne trovano? - Sì. - Bene, bene, bene.
Alla sera ripetiamo la stessa dieta con una variante:
...invece dei fagioli, facciamo i ceci. - Ceci, ceci.
- Ti piacciono i ceci? - Assai! Vado pazzo! - Sì.
- A lui gli piace tutto. - Sì... Poverino!
Allora pasta e ceci, la solita bistecca...
- Di manzo. - No, di vitella. La sera è più leggera, la vitellina.
A mezzanotte, mi raccomando, proprio appena scocca mezzanotte,..
...un bel bicchierone di sale inglese! Oh, pardon!
(ridendo) Cerchiamo di essere nazionalisti:
...un bel bicchierone di solfato di soda!
- Con quattro uova. - Con quattro... Senza uova, per carità.
- Sì, un ovino possiamo metterlo. - Se ce lo vuole! - Ti piace l'ovino?
< Biagio: Sì, l'ovino.
- Il solito finocchio, tanto in paese si trova, no? - Sì, sì.
Vedrete che, dopo tre mesi, quello è perfettamente guarito.
E io chiudo bottega.
Papà, hai visto?
- Il cappotto. Grazie. - Dottore!
- Per la mia opulenza che facciamo? - Non ho capito, figlia mia.
- Avete detto che ho l'opulenza, sì? - Ah sì, la tua opulenza te la tieni.
E ringrazia mamma che te l'ha fatta!
Ricordati, non tutte le opulenze riescono col buco! (RIDE)
- Arrivederci. < Oste: Arrivederci. < Moglie oste: Grazie, dottore.
E auguri al morituro!
- Ernesto: Buonasera. - Clara: Buonasera.
- Domenica: Buonasera, signora. - Ernesto: Eccoci arrivati.
- Clara: Buonasera, Tommaso! < Tommaso: Clara, come stai?
- Ernesto: Caro suocero! - Come va?
- Mio marito... Il dottor Tanzarella. - Onoratissimo. - La sua signora.
- Biagio: Il piacere è mio! - Molto lieta. - Piacere mio.
- Clara: Il dottore è un amico di Ernesto. - E nostro, naturalmente.
- Accomodatevi! - Che bello qui!
Clara: Silvia, accompagnali!
- Silvia: Prego. - Tommaso: Venga! - Clara: Le valigie!
- Tommaso: Prego. - Ernesto: Grazie.
Tommaso! Bisogna trattarlo con tutti i riguardi..
...perché è una persona molto influente!
- Cos'è, un gerarca? - Di più! È il medico personale del Duce!
- Ah si?! - Gliel'ho detto! - Hai fatto benissimo!
Cosa vi avevo raccomandato?
È un segreto, non deve sapere niente nessuno!
- Va bene, terrò il segreto! - Andate, vi raggiungo. - Vai, vai.
- Prego! Prego! Accomodatevi! - Grazie!
- Un aperitivo? - Biagio: Perché no? Tanto per cominciare...
Ah! Lascia fare a me, cara! Penso io al nostro dottore!
Ah si? Vado a vedere cos'ha deciso la mamma per le stanze.
Per lei ho un Porto speciale, afiada 1840.
- Una cosa che non beve nemmeno là! - Dove? - Lei mi ha capito! - Là!
- Prego. - Grazie.
- Biagio: Beviamo questo Porto. < Tommaso: Eccolo!
Non avrai intenzione di dormire con quel tipo?
- Ma per forza, caro, è mio marito. - Non è tuo marito!
E vuoi che lo dica? Succederebbe uno scandalo.
Su, non fare quella faccia, sorridi. Ci stanno guardando.
Ah, bravo, Pierino!
Mamma, che stanza diamo al dottore e alla signora?
Non lo so, ci ho pensato tutto il viaggio.
Quella di Garibaldi no perché è per Sua Eccellenza.
Le altre sono tutte a un letto.
Tu credi che gli dispiacerà dormire divisi?
Non so. Perché non cedete la vostra tu e papà?
Sì, certo. La prendete voi o la diamo ai Tanzarella?
- La prendiamo noi, s'intende! - Ernesto, ma allora...
Non si discute nemmeno. Noi due insieme e loro separati.
Mamma, ma è guarito!
< Tommaso: Lei non può immaginare quale onore sia per noi, dottore!
- Nel 1860 Garibaldi e adesso lei! - Già. lo, Garibaldi...
- Lei è lei! - Non ci avevo pensato!
- Quelle valigie di chi sono? - Dei signori. - Allora le dividi.
- Sì, una la porti Iì e una di sopra. - Bene.
- Ma non c'è una stanza matrimoniale? - Sì, ce n'è una, la loro.
- Ma noi la cediamo. - A noi. A me e a mia moglie, naturalmente.
- Sempre se non dispiace al signore. - A me? Che tu dorma con tua moglie?
Ma che xemo ammattiti, ghe xemo, ciò ostrega!
- Lei capisce il veneto? - Sì. - Ah, bravo!
- A me, invece, spiace. - Ma Laur -- Signora!
- Sì, volevo dire: mi spiace dormire senza mio marito. - Capisco.
- Che aveva capito? < Ernesto: Niente, niente!
< Solo che purtroppo siamo in campagna e bisogna adattarsi, ecco!
Se la signora e il dottore preferiscono dormire insieme,..
...possiamo dare loro la camera di papà e mamma. - Dici?
Ma certo, caro. Sono loro gli ospiti, no?
- Lei è molto gentile, signora. - Oh, dovere, dovere, signora.
- Prego, accomodatevi. - Conte, permette? - Prego.
- Caro? - Sono subito a te. Scusa!
Contessa, ho sistemato le valigie nelle camere.
Ora vai a prenderle e le riporti giù!
- Lei aveva detto... - Sono del dottore? - Sì.
- Allora portale in camera nostra. Svelto! - Bene.
- Vieni, Tommaso. - Sì
- Contessa! - Che c'è, Domenica?
- C'è Sua Eccellenza al telefono! - Ah, vengo subito.
A più tardi, arrivederci!
- Ti spiace? - Che dormano insieme? Cosa vuoi che me ne importi?
Sono marito e moglie! Sono sposati, è logico!
Ma io non parlavo di loro, parlavo di noi.
Beh, noi dormiremo separati. Li avete invitati? Adesso godeteveli!
Mi dispiace, cara.
Oh, mi dispiace, Eccellenza.
Va bene. Allora, l'aspettiamo domani mattina.
Va bene. Buonanotte, Eccellenza. Buonanotte.
- Un incidente? - No, un guasto alla macchina.
Deve fermarsi a dormire a Boschello.
Tutto risolto. Potete dormire nella camera di Garibaldi.
- Ho già mandato le valigie di sopra. - E va bene, le fai riportare giù.
- Cosa c'è? Qualcosa che non va? - Ernesto!
- Ernesto l'hai sentito un momento fa. - Sì, un momento fa, ma ora...
- Di che state parlando? - Niente, tesoro, di niente.
Ho portato le valigie al secondo piano.
Allora le riporti al primo e le metti nella camera di Garibaldi.
- Ma la signora... - Fa' come ti ho detto! - Sì, signora.
- Dottore! - Contessa! - Tutto in ordine? - Sì, grazie.
- La camera è di loro gradimento? - Perfettissima.
- Si pranza alle 21:00. - Era ora!
- Dottore, permette una parola? - Ma le pare, contessa!
Sì, è proprio delizioso!
< Clara: Dottore, scusi se l'ho disturbata. - È un piacere!
- La prego, si accomodi. - Grazie.
- Mi dica di Ernesto, che cos'ha? - Contessa, non si preoccupi.
Vede, suo genero è affetto da una distonia congenita..
...che investe il sistema neurovegetativo. - Ah!
In parole povere, è un ipoteso atonico. Già!
È la circolazione sanguigna che non è regolare.
Il cuore, attraverso le sistole e le diastole, pompa il sangue..
...e lo fa circolare sia a sinistra che a destra.
Ora, nel fisico malandato di suo genero..
...la circolare sinistra va benissimo, ottimamente,..
...ma quella che non funziona è la circolare destra, perdinci!
- E allora lei che cosa consiglia? - Andare a piedi. - Come?
Il moto fa bene, facilita la circolazione sanguigna, capisce?
Eh già...
E se non dovesse bastare questo?
Un taglio netto e non se ne parli più!
- Tagliare? - Sì. Come dice quel vecchio detto?
Quando una cosa non funziona, dagli un taglio netto!
La prego, dottore, non scherzi. lo sono molto preoccupata.
- Oh, me lo immagino! - Sono molto preoccupata per mia figlia.
- Sono tre mesi che non va. - E no! Perbacco!
- Sua figlia, tre mesi che... - No! Ernesto!
Perché non me l'ha detto prima?
- Gli dia un bel bicchierone di olio di ricino! - Olio di ricino?
Eh già! Oggi l'olio di ricino è di moda.
(NOTE DAL PIANOFORTE)
Come balli male questa sera. Non capisco perché.
Non capisci perché? Mi sento tutti gli occhi addosso.
Una ragione di più per mostrarsi disinvolto.
- E stringimi! - Ti prego!
Dottore, lei che ha la fortuna di sapere ciò che noi non sappiamo...
- Eh già! lo so tutto. - Ma sì, lei lo sa!
- La prego, ce lo dica! Bruneri o Cannella? - Ce lo dica!
Mi farebbe tanto piacere con i miei amici!
Beh, secondo me non si scappa: se non è Cannella è Bruneri.
E se non dovesse essere Bruneri, allora vuole dire che è Cannella!
(RISATE) Squisito!
Lui però lo sa.
- Lui? - Ma sì, Lui!
- Bruneri? - Ma no! Lui!
- Ah! Cannella! - No! Che tesoro, non vuole parlare!
- Adesso gliene faccio assaggiare uno del 1898! - Eh la peppa!
Li porta bene i 50 anni, tua moglie. Ne dimostra la metà.
Capirai! Con le cure di bellezza al giorno d'oggi si fanno miracoli.
- Ne parleremo questa notte. - Questa notte?
- Guarda che ti aspetto. - Ma c'è lui!
- Lo manderemo in camera tua. - In camera mia c'è mia moglie.
Ma come? Non c'era una sola stanza matrimoniale?
Silenzio, ci stanno osservando. Prego.
Non è arrivato il Ministro, dormiamo nella camera di Garibaldi.
- Garibaldi dormiva solo. - Garibaldi doveva fare l'Italia.
- E tu vorresti fare gli italiani! - (ridendo) Carina questa!
- Mi fa accendere? - Subito.
- Silvia, suona l'ultimo tango, quello nuovissimo. - Ah sì!
(SILVIA SUONA IL TANGO)
- Lei balla, dottore? - Modestamente, meglio di Rodolfo.
- Di Rodolfo Valentino? - No, no. Rodolfo Chiappetta.
- E chi è? - È un mio amico che non sa ballare affatto. (RISATA)
- Mi permette questo tango, contessa? - Ma con piacere!
Io non sono una moglie!
Le mogli possono tollerare un tradimento! lo no!
- Se dormirai con lei, farò uno scandalo! - Per carità!
Vorrà dire che metterò il cuscino in mezzo!
(TANGO IN SOTTOFONDO)
- Allora che fai? - Che faccio? Lasciami pensare.
Il telefono! Vado io! Vado io!
- Il telefono? Non ho sentito. - Suonava, suonava. - Ah.
Pronto? Chi parla?
Ah! Sua Eccellenza?
> Ernesto: Buonasera, Eccellenza.
Come dice? Sta riparando la macchina? Ah, bene, Eccellenza!
Fra poco arriverà. Benissimo, Eccellenza! L'aspettiamo!
Buonasera, Eccellenza!
- Cosa ha detto? - Il Ministro è in panne,..
...ma sta riparando l'auto, arriva subito.
Bisogna preparargli la stanza. Mi raccomando, la camera di Garibaldi.
- Lo sapevo. - Ma non è colpa sua, se arriva Sua Eccellenza.
Bisognerà togliere le vostre valigie.
Non ti preoccupare, Tommaso, ci pensiamo noi! Vieni!
- Camere separate, contenta? - Guarda che ti aspetto!
- Ma... e lui? - Oh, se ne andrà, ci penserò io.
Questa Eccellenza, quando arriva, avrà appetito.
Se non ha mangiato, lo faremo mangiare.
Con le posate d'oro?
No! Quelle le mettiamo a tavola domani sera, al pranzo ufficiale.
Intanto queste posate d'oro sono in giro così, per casa?
- No, sono al sicuro! - Ah sì? - In cassaforte.
- Dove? - In cassaforte!
- Avete anche la cassaforte? - Sì! - Bella casa, eh?
- E dove sta questa cassaforte? - In camera sua.
- Ma no! - Ma sì! - Ma va?
- Ecco fatto. È tutto sistemato. - Ah, bene!
Allora possiamo andare tranquillamente a letto, eh?
- Non dobbiamo aspettare Sua Eccellenza? - No! Non è il caso.
Arriverà stanchissimo e non vorrà essere disturbato.
Beh, andate pure. Lo aspettiamo noi.
- Voi? - Sì - Sì
- Vogliamo andare, caro? - Come vuoi, amore!
- Contessa! - Prego. - Buonanotte. - Buonanotte, cara.
- Buonanotte. - Ciao, Ernesto! Dove vai?
Buonanotte.
Va bene. Sì,..
.SÌ.
- Beh, cosa fa? - Mi spoglio. - Ma come, si spoglia?
Debbo andare a letto vestito?
- Ma se ne vada via, per cortesia. - Un momento, aspetti, mi provi.
Malgrado tutto, ho sempre fatto buona riuscita, sa?
- Come si permette?! - È una notte sola. Sono suo marito?
Che marito! Se ne deve andare perché mi devo spogliare!
Se è per questo, non faccia complimenti, si spogli.
Ci mancherebbe altro che per me dovesse sacrificarsi.
Io mi seggo qua buono, buono, tranquillo, immobile..
...e guardo solamente. Gli occhi sono fatti per guardare, no?
(LAURETTA SOSPIRA)
- Senta un po'. - Sì?
- In questa casa ha dormito Garibaldi, è vero? - Dicono.
- Ah si? Che distratto. - Perché?
- Ha dimenticato il cappello. - Ah! Che spiritoso! Questo è mio!
- E adesso se ne vuole andare, per cortesia? - Me ne vado?
Ci mancherebbe altro, ci mancherebbe! Come dice quel vecchio detto?
Questa camera me l'hanno data e guai a chi me la tocca!
Stia ferma! Che fa? Che fa?
- Benvenuto, Eccellenza! - Grazie. Mi spiace capitare all'improvviso,..
...ma quando hanno riparato l'auto l'ufficio dei telefoni era chiuso.
- Ma noi eravamo già stati avvisati. - Oh, bella! Da chi?
- Non so, ha parlato mio genero. Prego. - Vuole accomodarsi?
- Grazie. Ma è stato lei? - lo no.
- Su, presto! Sbrigatevi! - Venga, Eccellenza.
- L'accompagno nella sua stanza. - Molto gentile.
- È una camera storica. - $? - Sì, ci dormi Garibaldi..
...prima di spiccare il volo, com'è scritto nella lapide.
Mi scusi,..
...in qualità di commissario addetto alla persona di Sua Eccellenza,..
...vorrei farle una domanda. - Prego.
Lei, signor conte, risponde delle persone che sono in casa sua?
Sì! Garantisco! Siamo io, mia moglie, mia figlia, mio genero..
...e il dottor Tanzarella.
- Lei non sa chi è? - No.
- È il medico personale di fiducia di Lui. - Lui? - Lui!
Lui! Allora non possiamo dormire tranquilli!
(RISATE)
Non capisco perché la gente debba essere così diffidente.
Che fresco!
"Qui Garibaldi dormì il 17 maggio prima di spiccare il volo,..
...arcangelo biondo e sereno e disse, vaticinando: 'Vinceremo'!
< Ernesto (sottovoce): Ma sei impazzita?
(sottovoce) Che t'è saltato in testa di venire qui?
- (urlando) È quel cretino! - Sst!
(sottovoce) Quel cretino non se ne va dalla mia stanza!
Non capisci che qui di fianco c'è mia suocera? Stai ferma!
Un po' di prudenza, perbacco!
Fai una cosa: vai nella camera di Garibaldi e aspettami lì.
Tanto il Ministro non viene.
- Va bene, andrò nella stanza di Garibaldi! - Aspetta!
(sottovoce) Via libera. Vai!
Stai ferma!
Lei?! (URLO)
- Ma... lei qui? - Tu?!
(ridendo) Questa poi! Ma perché mi dai del lei?
Tutto mi immaginavo meno che di trovarla... Cioè di trovarti qui.
Oh, io non pensavo davvero che l'Eccellenza fossi tu!
- Sei entrata per caso? - No, no, no!
Sono venuta per salutare Sua Eccellenza!
E non vedi? Sono in camicia nera!
(RISATA)
Accidenti!
Credimi, nella mia situazione, con tutti i nemici che ho,..
...con tanta gente che mi controlla... - Capisco, capisco.
- Dormi bene, Eccellenza. - Grazie.
Oh! Desidera qualcosa, signora?
Oh sì! Ho un forte mal di testa e avrei bisogno di un cachet.
- Dovrei averne. Si accomodi, prego. - Oh, grazie.
Tesorino!
Ma cosa fa lei qui?
- Ma questa non è la camera di Garibaldi? - E allora?
Non è una buona ragione perché ci dobbiamo stare in mille, no?
Ma lo sa chi sono io? lo sono Sua Eccellenza, il Ministro!
Comodo!
Ma cosa fa?
Eh, eh, eh, eh...
(RULLO DI TAMBURI)
Uno due, uno due, uno due.
Uno due, uno due.
Per fila sinistra, sinistri Uno due, uno due, uno due,..
...uno due, uno due.
Squadra alt! Front a destr, front!
Le giovani italiane di Montefalco..
...sono venute a rendere omaggio a Sua Eccellenza.
Brave! Sua Eccellenza sarà qui a momenti.
- Non sarebbe il caso chiamarlo? - Lei, che ne dice? - Mah, non so.
Si è chiuso in camera con il suo segretario.
Credo stiano parlando di problemi importanti.
È proprio sicuro, Eccellenza? L'ha vista bene?
Sicuro. Le dico che è entrata qui, ieri sera, in questa stanza!
- E la signora l'ha riconosciuto? - Era fatale.
Come avrebbe potuto dimenticarmi dopo quella notte in vagone letto..
...e quel po' po' di disavventura! < Bini: Non esageriamo, Eccellenza.
Un incidente può capitare a tutti.
- Anche un grande tenore può fare una stecca. - Già! Una stecca!
Ma se lo viene a sapere Lui, mi fa dare le dimissioni!
- Chi glielo dovrebbe dire? - Ma come chi? Il commissario!
Quello gli manda un rapporto scritto tutte le sere.
Mah, Bini... finché stiamo qui c'è pericolo.
Perciò, niente colazione al sacco e niente pranzo di gala.
- Si parte dopo la cerimonia. - Va bene, Eccellenza.
Allora è meglio avvertire i padroni di casa.
- Bini! Gli appunti! Il discorso! - Sono lì, nella valigia, Eccellenza.
Clara: Ernesto! Vai da Sua Eccellenza, stai un po' con lui.
Sii carino, gentile. L'abbiamo invitato apposta, che diamine!
- Sta ancora nella sua camera. - Ah sì.
E siccome è la stanza di Garibaldi, sapete che vi dico? Obbedisco.
Ma non troppo volentieri.
- Bini! - Scusi tanto, Eccellenza, ma qui c'è una tale confusione!
Non riesco a trovarlo.
Deve fare sette discorsi in questo... Ah! Eccolo qui!
Glielo metto qui, dentro la cartellina verde!
- Bini, sia sincero, cosa ne pensa? - Del discorso?
- Ma no! Di quel mio incidente con quella signora. - Beh, non saprei.
- Permesso? - Su! Avanti! Cosa ne pensa?
- Le capita spesso? - Mai! Solo quella volta.
- Non so come sia stato. Sarà stato il caldo... - Sì.
- Il movimento del treno... - Sì - Sì - Sì
Sì, sì! Forse perché hanno bussato alla porta,..
...ma valle a far capire certe cose a una donna!
Eccellenza...
- Bini! La porta! - Stavo uscendo, Eccellenza! Stavo uscendo.
Non si preoccupi, a Sua Eccellenza ci penso io. Vada.
Ecco, bravo! Con permesso, Eccellenza.
Lei ha sentito quello che stavo dicendo?
Della faccenda del treno... Il movimento, il caldo...
- No, io non ho sentito niente. - Non parlavo di me, ma di un amico.
- È una bella disgrazia, poveraccio! - Non è poi il caso di compatirlo.
- Anche un grande tenore può fare una stecca! - È vero.
Mi ricordo di un tenore russo. Fece una stecca spaventosa.
Ci rimase così male che non cantò più per tutta la vita.
Il mio amico non è russo. Su, non mi faccia perdere tempo.
- Posso essere utile in qualcosa? - Ah! Il discorso!
Lo prendo io, se permette. Dov'è? In questo...
No, no. Dev'essere nella cartellina. Ma cosa fa?
- Eccellenza: Ahi! - Mi scusi.
Su, faccia presto!
- C'è confusione. - La cartellina verde, lì.
- La cartellina verde? - Sì. - Senz'altro, Eccellenza.
Ecco qui. Forse ci sono.
- Solo quella verde! - Quella verde.
Se permette, Eccellenza, la porto io.
Mi scusi, Eccellenza, ma quel suo amico è ancora vivo?
- Ma certo! Perché? - Eh no, perché c'è chi...
Beh! C'è chi si è sparato per molto meno.
- Si accomodi, prego. Si accomodi. - SÌ! - Si tratta di una cosa grave!
- Oddio, che è successo? - Una cosa terribile!
Il segretario del Ministro mi ha detto che Sua Eccellenza..
...non si ferma a mangiare!
- (ridendo) Non si ferma a mangiare? - No!
- Vuol dire che non ha appetito. - Ci provi lei, dottore.
Mi faccia questa cortesia. Vedrà che se glielo dice lei...
- lo? Se glielo dico io... - Sì, quello ci ripensa.
Mi usi questa cortesia. Basta una sua parolina...
- Eh già! Una mia parolina... - Sia gentile!
Noi volevamo mettere a tavola le posate d'oro, lei lo sa.
Cosicché, se il Ministro non si ferma, lei non mette le posate d'oro.
No! Ma neanche il fastidio di levarle dalla cassaforte!
- A meno che lei non ci tenga! - No! Se è per me, non è il caso.
Io sono anche capace di mangiare con le mani una pagnottella!
Pane e peoci! Ciò, ostrega! Canal grande, moro di Venezia!
- Allora, lei glielo dice? - Glielo dirò!
- Grazie! - Tranquillo! - Lei è un vero amico!
- Prego. - Grazie! - Arrivederla. - Grazie. - Glielo dirò!
Caposquadra: Attenti!
Eccellenza! Le Giovani Italiane di Montefalco,..
...fiere della propria fede nella causa,..
...le offrono tutte se stesse, anima e corpo!
E tutta la loro esuberante giovinezza!
- A Sua Eccellenza? - No. Alla causa. - Ah!
Per fortuna, le hanno offerto soltanto i fiori. Per fortuna.
Per fortuna? Che significa "per fortuna"? Andiamo!
< Caposquadra: Fianco destr! Di corsa! Uno due, uno due, uno due...
Un momento, un momento. E il dottore?
Dottore! Dottore!
> Commissario: Dottore!
> Commissario: Dottor Tanzarella!
Dottore!
< Commissario: Dottore!
Dottore!
Dottore! Dottore!
- Finalmente l'ho vista, dottore! - Ah! Mi ha visto, eh?
- Facciamo presto, venga. - E va bene.
- Si accomodi. - Prego, prima lei. - Ci mancherebbe altro. Prima lei!
- Non è il caso di sfottere, sa? - Me ne guarderei bene! - Va bene!
Uomo 1: Ecco il Ministro!
Uomo 2: Evviva!
- Ma lei come ha saputo? - Beh, è il mio mestiere.
Eh già! Per forza!
Sa cosa le dico?
Che questa volta speravo proprio di farla franca.
Io l'ho capito subito che non voleva farsi notare.
- Capirà! Si metta nei miei panni. - Magari!
Dottore...
Facciamo a mezzo? Eh?!
Lo so che non mi dovrei permettere, ma lei mi perdonerà, se oso.
- Osi, osi. - Lei è così affabile, così gentile che...
Questo è il mio biglietto da visita.
E che ci faccio? Dove vado io a che serve?
Appunto, dove va lei col suo altissimo intelletto,..
...col suo nobile cuore, lei... - lo! lo! lo!
- Dottore, parliamoci chiaro, dove mi porta? - Siamo arrivati.
E va bene, pazienza!
(VOCIARE)
- Ma dove va? - In carcere. - Ah! Mattacchione! Oh! Mi scusi.
L'accompagno io al posto che le compete. E non si dimentichi!
Va bene.
< Commissario: Largo! Lasciate passare!
Commissario: Su, avanti! Fate largo! Avanti!
- Le faccio strada, dottore, prego. - Grazie.
Maestro!
- Vattene via! Non ti conosco! - Ma come, sono Gennarino!
Lo so, ma non ti conosco. Aspettami alla stazione.
- Dottore, prego. - Scusi!
Hai capito? Alla stazione!
Presto! Bisogna coprire che arriva il Ministro!
Vieni, su aiutami! Dammi una mano! Prendi.
(BANDA SUONA)
(FOLLA ACCLAMA)
Cittadini! Camerati! La parola a Sua Eccellenza il Ministro!
(VOCIARE. CANTO DEL GALLO)
Chi era Maria Pocchiola? (FOLLA RUMOREGGIA)
Voi tutti ben lo sapete! Maria Pocchiola.
- È un uomo! - ...era un uomo! (FOLLA RUMOREGGIA)
- Un uomo? - Eh...
È un uomo, mi suggerisce una voce amica.
Infatti, Maria Pocchiola aveva dell'uomo la forza di volontà,..
...ma era una donna. (FOLLA RUMOREGGIA)
E che cosa ha fatto questa donna? Voi tutti lo sapete!
(sottovoce) Non lo sa nessuno!
Voi tutti sapete chi è e dove si trova!
Maria Pocchiola è lì, sotto quella bandiera!
(FOLLA RUMOREGGIA) Non c'è nessuna Maria Pocchiola!
Sento la sua voce lontana, che mi dice in tono implorante:
..."No! lo non sono lì sotto, io sono altrove".
E allora, dico io, chi c'è sotto quella bandiera?
Camerati! Cittadini!
- Lo vogliamo vedere insieme? - Tutti: Si! - E vediamolo!
(FOLLA ACCLAMA)
Ecco chi c'è! C'è lui! Il nostro eroe!
Colui che fu l'erede spirituale di Maria Pocchiola!
- E chi è quest'uomo? - Ma lo sanno tutti!
Sì! Si! Voi tutti lo sapete! E allora, dico io,..
...non sarò io a dirlo a voi, ma sarete voi a dirlo a me!
Dunque, chi è l'uomo che stiamo commemorando?
Tutti: Gino Petazzoni!
Ah, ah! Ah, bravi! È proprio lui!
E chi era Gino Petazzoni?
(VOCIARE)
- Un combattente? < Donna: No! - No!
Egli non ha mai combattuto, anzi era un uomo pacifico.
- Potrei dire che era un inventore... < Tutti: No!
...Se fosse stato un inventore!
- Un uomo di scienze! < Tutti: No!
- Di lettere! < Tutti: No!
< Ministro: Un matematico! - Tutti: No!
< Un fisico! - Tutti: No!
- Un geologo! < Tutti: No!
- Un floricultore! < Tutti: No!
(RISATA) Egli non fu niente di tutto questo!
Gino Petazzoni fu qualcosa di più e di meglio!
Egli fu uno sportivo ed un atleta! (APPLAUSI)
- Ma come si permette lei? - Stia zitto!
- Come, zitto! - Zitto! - Ha rovinato il cappellino!
Si giri!
E il regime esalta lo sport!
Perché sport e regime si identificano in tre sole parole:
...forza, potenza.. (CANTO DEL GALLO)
...e virilità! (CANTO DEL GALLO)
(RISATE)
Vada avanti!
- Ho finito! - Musica!
(BANDA SUONA)
< Clara: Svelta, Domenica! - Pierino: Quanti posti?
- Come ieri sera: sei. - Sì
- Gli altri non vengono? - No, se non si ferma il Ministro...
Signora, però una volta i ministri si fermavano e come mangiavano!
Giurerei che ha parlato di me quando rideva! Ha detto qualcosa!
- Ero troppo lontano. - Non ha sentito? Buono a nulla!
Eccellenza, non sono stato io quella notte che...
Lo so, è stato quel mio amico.
- Si parlava di quell'amico mio... - Ah, quello che prendeva le stecche.
- Ne ha presa una sola. - Basta rubare una sola volta per essere ladri.
- A lei piace parlare di quel tipo? - (ridendo) Sa, sono cosine piccanti.
(RISATE)
Quando me lo venne a raccontare, io non ci volevo credere.
- Pare che siano cose che succedono. - Pare!
Ma mi scusi, Eccellenza, questo suo amico è normale?
Ma come le salta in mente?
D'accordo, certe cose possono anche succedere, però...
Per caso questo tenore non sarà un soprano?
Le ho già detto che è stata una disgrazia!
- Sapesse come ci sono rimasto male! - Lei? Che cosa c'entra lei, scusi?
Ma io niente. Ci sono rimasto male per lui.
- Ammettiamo che fosse accaduto a lei. - Mi spiace, Eccellenza,..
...ma a me certe cose non possono proprio succedere.
- Ammettiamolo! - No, non ammettiamolo proprio.
Io non lo ammetto proprio, per costituzione, sa?
E va bene, ma lei, al posto del mio amico, cosa farebbe?
AI posto del suo amico, non saprei, ma al posto suo,..
...cercherei di rintracciare quella donna e mi riabiliterei.
Ma cosa c'entro io? Le ho detto che non ho fatto niente!
Appunto! Faccia!
Faccia, Eccellenza!
Vado a dare disposizioni per i bagagli.
No, un momento, aspetti lì! Aspetti lì! Ci vediamo dopo.
- Dove? - Che novità è questa? Dobbiamo partire subito!
Eccellenza, il camerata ha detto una cosa santa!
Si riabiliti!
- Lei crede? - Ma sì! Dia retta a me, faccia! Faccia!
Si fermi a mangiare.
- Mi scusi, ha visto per caso la signora Tanzarella? - No!
- Grazie. - Credo che non potrà vederla nemmeno lei.
- Perché? - Sua Eccellenza ha accettato il suo consiglio.
Ah... Oh! Che cretino!
- Sua Eccellenza? - No, no! Che cretino io!
Non sapevo che si trattasse della signora Tanzarella!
E adesso che lo sa? Che gliene importa?
Mi dispiace, capirà! Il dottore è un mio carissimo amico.
E allora sa che cosa deve fare? Lo intrattenga.
Cosa? Ah no! Mi dispiace, questo no!
Andiamo! Sua Eccellenza non è un ingrato.
Dia retta a me, collabori. Collabori. Il dottore è in biblioteca. Vada!
- Mah... - Vada!
Lo so che lei deve rispettare il segreto professionale, dottore.
Ma io sono la moglie. Ho il diritto di sapere da lei!
Lo capisco! Ma tutti da me! Tutti da me!
Non sono più un dottore! Sono un ufficio di informazioni!
- Silvia! - Sl? - Tua madre ti vuole parlare.
- E dov'è? - Non lo so, cercala!
- Con permesso, dottore. - Prego, signora.
> Ernesto: No! Tu aspetti! > Biagio: Che c'è?
- C'è che ti insidiano la moglie! - Cosa?
- Ti stanno insidiando la moglie! - Ah sì? - Sì
(ridendo) Insidiano mia moglie? Le risate!
- Ma come, ci ridi pure? - Certo! E che mi importa a me?
Facciano pure il loro comodo. Sei tu che ti devi arrabbiare!
> Biagio: È la tua amante! > Ernesto: Basta!
> Biagio: Giovanotto, giù le mani.
Giù le mani!
Se no un'altra volta, a Cavarzere muori di tifo,..
...di morbillo e di petecchie! - Ma non ti ho neanche toccato.
Ah no? No? Ma l'intenzione c'era, però!
Eccolo Iì Hai gli occhi dell'assassino!
A proposito, per curiosità, chi è che ti insidia mia moglie?
- Sua Eccellenza! - Oh, beh, oh! - Come "beh oh"?1
- No, dico, non è partito? - No! Si ferma qui a mangiare.
(Se si ferma a mangiare, mettono le posate.)
Mamma!
Oh! Mamma! Ho scoperto una cosa tremenda!
Anch'io! Hanno rubato le posate!
Bisogna avvertire subito il commissario!
Ricorderò per tutta la vita questi momenti e quelli che verranno.
Grazie.
C'è un piacere sottile nel prolungare l'attesa.
Attento a non prolungarla un po' troppo.
- Alludi? - Oh no! Non ne avevo la minima intenzione.
Non temere. Fa' conto che l'uomo di quella notte non ero io.
Qui tutto è diverso.
Ma fa caldo!
Non c'è il movimento del treno.
E soprattutto, nessuno busserà alla porta.
(COLPI ALLA PORTA) Buonanotte!
- Scusi, Eccellenza! - Lei? - Sì
Ma allora è un vizio! È venuto a salutarmi, camerata?
No, sono venuto a darle un consiglio.
Grazie! Me l'ha già dato e lo sto mettendo in pratica.
- Sono con una donna. - Lo so. Lo sanno tutti, Eccellenza.
La mandi via subito, prima che succeda uno scandalo!
- Magari! - Come, magari?
Ma sì! Lo sa che a Lui queste cose piacciono molto.
Poi, modestamente, stasera sono in forma. Se ne vada, la prego.
- Eccellenza, ascolti un consiglio! - Un altro? - Sì!
- Se È dentro ci fosse la signora Tanzarella... - E se ci fosse?
- Io la avverto, Eccellenza. Suo marito... - È geloso?
Peggio!
- (sottovoce) È il medico del Duce! - No!
No!
- Non c'è un minuto da perdere! - Perché?
- La supplico, se ne vada! - Ricominciamo con il lei?
- Perché? Ci davamo del tu? - Certo ed eri molto affettuoso!
- Nego! Nego tutto! - Come?
Signora, cerchi di capire, la mia è una posizione delicata.
- E direi senza speranza, ormai. - Ma signora...
- Sst! Ascolti! - Beh, cosa c'è?
(MINISTRO TRASALISCE) Si nasconda!
- Ma dove? - Si nasconda!
- Ma perché mi devo nascondere? - Qui dentro! - Qui dentro?
- Su! Sst! Piano! - Oh, santo cielo!
- No! - Oddio, che paura! Che c'è?
- La prego! Non apra quell'armadio! - Non apro? Perché? Che è successo?
Non apra, la scongiuro! Potrebbe trovare una brutta sorpresa!
Mi hanno fatto fesso, eh? (RIDACCHIA)
No, guardi, lei può pensare che nell'armadio..
...ci sia ciò che lei crede,..
...ma le assicuro che non c'è quello che lei pensa.
Eccellenza, traduca! Non capisco!
- Dottore, lei crede alla parola di un ministro? - No!
Comunque, parli. Il dottore è come il confessore. Dica, Eccellenza.
- Sa cosa c'è in quell'armadio? - Sì, lo so. E lei sa se si...
- Sì. C'è una donna! - No!
- Ma non quella che crede lei. - Ah no?
- Dottore non lo dica a nessuno. - Mi dica.
- LÌ c'è... - C'è? - C'è... - Chi c'è? C'è o non c'è?
- C'è la moglie del camerata Ernesto! - Capperi! - No, capperi, Silvia!
Appunto. Dico, capperi! Silvia! La moglie di Ernesto? (RISATINA)
Dottore, mi raccomando, lei deve essere un uomo di mondo.
- Oh già! - Chiuda un occhio. - Va bene. - Anzi li chiuda entrambi.
- Se è per farle un piacere, li chiudo entrambi. - Grazie!
Così? Vanno bene così?
Mi faccia così con la mano. Vediamo se vedo.
- No, non vedo. - Ecco, vada, grazie. - Vado, eh?
Ma dove va? La porta è là!
Ma scusi, con due occhi chiusi non ci vedo.
Se permette, ne apro uno, tanto per vedere la rotta.
- Questo. Le dispiace? - No, no, faccia.
Eccellenza, stia tranquillo. Appena sono fuori lo richiudo.
- N'est-ce pas? - Grazie.
Eh? Così!
- Vada, signora. - Nessuno mai mi ha trattata così!
- Certo che me ne vado! E subito! - Aspetti!
> Ernesto: Non c'è nessuno!
- Dare un'occhiata non costa niente. - Insisto, lei non deve entrare.
- Dentro! - Ancora? - Dentro, su! - No!
- Voglio provare! - È inutile entrare! - lo provo!
- Entro prima io, però! - Ma non c'è nessuno!
(TONFO METALLICO)
Eccellenza! Lei qui? Mi scusi!
Dunque, riepilogando: le posate le abbiamo ritrovate e va bene.
- Adesso bisogna trovare il... - Clara: Il colpevole, commissario,..
...il ladro. - Contessa, non usiamo parole grosse.
Non ha mai sentito parlare di cleptomania? Di cleptomania!
- Dottore, vuole venire un momento di là con me? - A me? - Sì.
Mamma! Devo parlarti. Ho scoperto tutto.
Ma sì! Lo sappiamo benissimo che è stato Sua Eccellenza.
Ma non parlavo delle posate! Ho scoperto chi è l'amante di Ernesto!
- Cosa?! - Sì
Se fossi stupido, non avrei capito chi è stato.
- E chi è stato? - Ma come chi è stato? Lo sanno tutti.
- È stato Sua Eccellenza! - Sua Eccellenza?!
- Ma sì! - Ma no? - Sì
(RISATINA)
- Dottore, me lo dà questo consiglio? - Vuole un consiglio da me? - Sì.
- Ebbene, glielo do! - Grazie. - Però mi raccomando, da uomo a uomo.
- Mi dica cosa devo fare? - Lo arresti!
- Lo arresto?! - Sst!
- Dottore, arrestare Sua Eccellenza! - E beh? Che è, il primo?
- Stiamo scherzando? - Se è così, non ne parliamo più.
Ma poi, poverino, non è un ladro, no! È un malato! È un cleptomane!
Già, è un cleptomane!
E come ci comportiamo con...
Come ci comportiamo con... Beh! A seconda...
- Bisognerà informarlo. - Sì! Informemolo! Ostrega, ciò!
- Informemolo. - Informemolo. - Lo chiami al telefono. - Lu?
- Lo chiami al telefono. - Io? - Si! - Lo chiami lu. - Lu?
- No ' lU, lU, lu, lei ' - lo?
- Lei non parla veneto? - No. - Lu, lu, lu, lei!
Lo? Lo chiami lei, scusi. Lei è il suo medico personale, no?
- Lo chiami, la prego. - Chiamemolo. - Informemolo, no?
- Informemolo. C'è un telefono? - Telefono? No, è sul tavolo.
No, dico, appunto. Grazie.
- Mi raccomando, telefoni. - Stia tranquillo, commissario!
Questo Lui che numero avrà? Mah! Vediamo un po'...
A,B,C,D EL IL
La, la, la, le, le, li, li, lo, lo.
Lu... Luino. Lui non c'è!
- Dottore! - Dica. - Cosa le ha detto il commissario?
Di telefonare a coso.
A Lui!
- E lei telefona? - Per forza! Per fare un piacere al commissario.
- Lo faccia a Sua Eccellenza. - Si? - Non telefoni!
- Non debbo telefonare? - Sua Eccellenza la ricompenserà.
Ah siì? Va bene, vuol dire che non telefonerò.
- Posso tranquillizzare Sua Eccellenza? - Lo tranquillizzi.
- Grazie, dottore! Lei è un amico! - Lo so. - Grazie! - Prego!
- Grazie, dottore! - Prego. Grazie! - Grazie! - Prego. Grazie. Mah!
- Dottore! Ma che fa? Non telefona? < Biagio: Ho già telefonato.
- Ah, bravo! E cosa ha detto Lui? - Non è in casa. È uscito, sì.
- È andato a fare la spesa. - La spesa?!
Sì, è diffidente. Non si fida di nessuno, la spesa la fa da sé.
Mi hanno risposto: "Appena rientra, le facciamo telefonare".
- Allora aspettiamo! - Aspetemolo! - Aspetemo! - Aspetemolo!
(RISATE)
L'ho fermato in tempo, Eccellenza! Stava per telefonare.
- Il dottore? - Sì
Ma se scopre che stavo con sua moglie, chi lo ferma?
Eccellenza, bisogna insistere sull'altra versione.
- Quale? Che ho rubato le posate? - Ma no! L'altra!
Cosa ha detto al dottore? Che con lei c'era la signora...
- La moglie di... - Ma anche quella è sposata.
Va bene, ma se il marito fosse d'accordo...
- Lei crede che il camerata... - Pur di fare carriera... lo proverei.
Però! Quel dottore Tanzarella!
Una persona così importante, prestarsi a una simile commedia!
E io che mi ero messa in testa che fosse ammalato! Stupida!
- Non si è neanche accorto della pena che avevo! - Non esageriamo.
- Sei un cinico! Un miserabile! - Sono un uomo!
E io una donna! E ho una dignità! Sai cosa fa una moglie in questi casi?
- Sì, lo so. Torna da sua madre! - Per fortuna io ci sono già!
- E io ti proibisco di restarci! - Mamma, anche tu sei contro di me?
Ma no, cara, io sono con te. Però nessuna donna..
...ha mai vinto una battaglia voltando le spalle al nemico!
Beh, io l'ho mandata a chiamare, quella là! Ah, sentirete!
Mi raccomando, non cominciamo con le scenate, eh?
Signor Ernesto, Sua Eccellenza vorrebbe parlarle un momento.
- Sua Eccellenza? - Sì. < E che cosa vuole? - Mah!
< Silvia: Mamma, rispondimi francamente.
Quella donna è molto meglio di me?
Vedi, cara, fra te e quella donna C'è la stessa differenza..
...che passa fra il Monte Bianco e un vulcanetto qualunque.
- Io sarei il vulcanetto? - No, tesoro, purtroppo, no.
Tu sei il Monte Bianco, le nevi eterne, i ghiacciai.
- Cosa c'è? Non capisci? - No! - Ah, povera me!
- Mi ha fatto chiamare? - Sì! Voglio dirle che lei...
Stia tranquilla! Tra me e suo marito tutto è finito.
- Oh! Molto generosa! Me lo regala? - No, lo lascio libero, semplicemente.
Piuttosto, lei cerchi di non farselo prendere da un'altra.
- Ben detto! Conosce Ernesto meglio di te. - Ha pratica dei mariti altrui!
Meglio averne di quelli altrui che non averne del proprio.
- Si accomodi. - Grazie. - Dovresti ascoltare i suoi consigli.
Se fossi io al suo posto, saprei benissimo cosa fare!
- Glielo dica! - Mamma! - E tu devi starla a sentire.
Io dovrei chiedere consiglio all'amante di mio marito?
Questo no, non sarebbe dignitoso. Però se la signora gentilmente...
Mi ascolti... Dobbiamo essere solidali tra noi, no?
Prima di essere mogli o amanti, siamo donne.
Sa che lei mi diventa sempre più simpatica?
Lei deve avere un temperamento molto diverso da sua figlia!
Non per vantarmi, ma mio marito non avrebbe certo trovato il tempo..
...per correr dietro alle belle donnine.
- Gli uomini trovano sempre il tempo! - Quello sì, ma non basta! Vero?
Si dice "tempo" per usare un garbato eufemismo.
Come? lo dovrei pregare mia moglie di farmi passare per...
Non ci penso nemmeno, non ci penso! È pazzesco!
La sua signora è di spirito. Ci si divertirà un mondo.
Ma io no! Se vuole un alibi, se lo vada a cercare! Mi scusi, sa.
Perché non dice che stava con la moglie del dottore?
Sst! Abbassi la voce! Ma cosa pretende?
Che mi faccia nemico il medico di...
Chi gliel'ha detto che è il medico di Lui?
- Lei! - lo? - Ma come? - Ah! Sì, è vero! Gliel'ho detto io!
- Sua Eccellenza è di parola, vero? - Ma certo! Entro un mese..
...attaché in una importante ambasciata: Londra, Parigi, Berlino...
- Commendatore della corona d'Italia. - E becco delle corna di mia moglie.
- Sciocchezze! - Che sciocchezze!
- Chiamo la signora? - No, no e no!
Piuttosto preferisco passare da ladro!
- Sarebbe a dire? - Mi prendo io la colpa del furto delle posate.
- È un'idea! - Perbacco! Sicuro! Lei si accusa e tutto va a posto!
- Chiami il commissario! - Anche il dottore?
Tutti! Dev'essere una confessione pubblica! Coram populo!
- E mi raccomando: convincente! - Beh, non sarà facile.
Capirà, le posate non le ho mica rubate io.
Signori, Sua Eccellenza vi desidera tutti in biblioteca.
- Anche gli invitati? - Ma sì, anche loro.
Signori, prego. Da questa parte.
- Dopo di lei! - Grazie.
Eccoli.
- Cosa fa tutta questa gente? - Meglio così. - Lo dice lei!
- Ormai non può più tirarsi indietro! - Commissario! Abbiamo il colpevole!
- Di che cosa? - Del furto delle posate.
Su, coraggio.
- Ebbene sì! Il ladro sono io! - Lo dicevo io!
Come hai potuto rubare in casa dei tuoi familiari?
Non avevo ancora pratica per rubare in casa d'altri!
- Ma perché? Perché l'ha fatto? - Beh, perché...
Beh, perché...
Il demone!
Il demone! Il demone del gioco!
Ho cercato nel vizio ciò che non ero riuscito a trovare..
...nelle gioie familiari! Una moglie senza amore,..
...un marito senza quattrini e dei suoceri senza pietà!
Che cosa mi potevo giocare..
-.Oltre le 1.200 lire dello stipendio mensile? - Ahi!
Mi scusi.
Ne parli, ne parli al ministero competente.
E così mi sono buttato nel tavolo verde e ho perso.
- Perché l'ho fatto? Perché? - Su, su, non è il caso adesso!
E io dovrei dire una cosa simile a mio marito?
- Non avrò mai il coraggio! - Se lo faccia venire.
Gli uomini hanno bisogno di emozioni violente!
- Silvia, eccolo! Vai! Vai! - Vado? - Vada, vada!
- Ernesto! Devo parlarti! - Anch'io ti devo parlare.
Ti diranno che sono un ladro, ma non è affatto vero.
Ho preferito passare da ladro piuttosto che da marito tradito.
- Ma tu lo sei. - Un ladro? - No, no, quell'altra cosa.
< Ernesto: Non scherziamo, non è il momento.
Sì, Ernesto. Nello chalet con Sua Eccellenza c'ero io!
< Ernesto: Ti ho già detto di non scherzare.
Amico mio, mi spiace dovertelo dire, ma è proprio vero.
- Ma... lei che ne sa? - Me l'ha detto Sua Eccellenza.
- Sua... - Eccolo qui. - Sua Eccellenza? - Sì.
- È vero? - Sì. - Ma come, tu?! Ma cosa hai fatto con quello?
E tu, allora, per tre mesi con quella?
(SILVIA PIANGE)
Adesso ho capito tutto!
Ma chi crede di essere lei? Gabriele D'Annunzio?! lo...
< Clara: Ernesto! La carriera! - Me ne frego della carriera!
Io penso a mia moglie!
Silvia! Silvia!
- Io esigo una spiegazione! - Gliela do io, una spiegazione.
Venga con me, le spiegherò tutto.
Beh, vuol dire che mentre loro si spiegano, noi andiamo a pranzo.
Come dice quel vecchio detto? Mal costume mezzo gaudio! Chiaro?
Prego, signori.
Bella! Bella moglie che sei!
Mi hai fatto fare una figuraccia davanti a tutti!
Perché t'è venuto in mente di dire quelle stupidaggini?
(piangendo) lo le ho dette, ma tu le hai fatte!
Sì! Ma non era una buona ragione per vendicarsi.
Io non volevo vendicarmi, volevo soltanto vedere..
...se eri un po' geloso, ecco! - Ma sicuro che sono geloso!
Ma allora... mi vuoi bene?
- Certo che te ne voglio. - E quella donna là?
Silvia, se tu sapessi com'è difficile spiegare certe cose.
Vedi, Silvia, tu sei una moglie deliziosa, perfetta,..
...la regina della casa. Per te il matrimonio significa soltanto..
...pavimenti lucidissimi, pianelle sotto i piedi,..
...pantofole sotto il letto. Ma sopra?
Credi che la felicità coniugale sia costituita soltanto..
...da un frigorifero ben fornito! - Basta!! Ne ho abbastanza!
Me l'hanno già spiegato abbastanza! Ormai ho capito!
Hai capito che cosa?
Però!
E... adesso..
...andiamo.
Eh no!
Adesso restiamo.
- La telefonata per il dottore non è arrivata? - No, signore. - Bene.
Ernesto, ma davvero dovremo fare a meno del grande frigorifero?
Non voglio più sentire parlare di ghiaccio in casa mia, chiaro?
Non dirai che sono il Monte Bianco?
Ma no! Tu sei un vulcano, sei il Kilimangiaro!
Ma Ernesto, il Kilimangiaro non è mica un vulcano.
Ma chi lo sa! Potrebbe risvegliarsi da un momento all'altro anche lui!
- Ragazzi! Ma stiamo aspettando voi! - Ah, veniamo subito!
Signori! Volete accomodarvi? Sua Eccellenza a capotavola,..
...la signora Tanzarella vicino a Sua Eccellenza.
Eccoci qua.
Eccellenza, sono dispiaciuto. È stato tutto un equivoco.
So, so. Mi ha già spiegato la contessa.
- A proposito, rallegramenti. - Perché?
- Ho detto a sua suocera che lei sarà presto attaché. - Oh! Eccellenza!
Troppo buono.
- Con permesso. E buon appetito. Scusa. - Prego.
Ernesto: Permesso.
Allora non dimenticare che tu sei il suo dottore.
- Il dottore di chi? - Come di chi? Lo sanno tutti e non lo sai tu?
Gli unici a non saperlo siamo io e il paziente.
Mi dici chi è questo?
- Il Duce! - Ah! Accidenti! No! Non facciamo scherzi!
- Ecco perché tutti m'ossequiavano! - Sst! - Ho capito! Me ne vado.
- Cappello e cappotto. Me ne vado. - No! Tu rimani!
Se il Ministro lo viene a sapere, sono rovinato!
- Vuoi farmi andare in galera? < Clara: Dottore! Non si accomoda?
Ma certo che si accomoda! Prego.
< Clara: Aspettavamo lei. - Grazie.
(urlando) Camerati!
Prima di spezzare questo pane che è la gioia della mensa,..
...vi invito a gridare con me! Ehia! Ehia! Ehia! - Tutti: Alà!!
- Ehia! - Tutti: Alà!
- Ehia! Ehia! Ahia! - Tutti: Alà! Alà! Alà!
Riposo!
A noi!
Prego, a voi.
- Dottore, lei lo vede spesso? - Dipende, contessa.
Appena sta poco bene, mi manda subito a chiamare.
Sì, qualche raffreddore, un'influenza, un po' di sciatica,..
...qualche febbre tifoide, sa, le sciocchezzuole di oggi.
Allora è sempre malato?
No! Chi? Quello? Ammalato? Ma nemmeno per sogno!
Ha una salute di ferro! (SQUILLO DEL TELEFONO)
< Pierino: Pronto? Casa Bernabei.
Sì, è qui. Chi lo vuole?
- Lui lo sa! Chiamatelo! > Pierino: Vado subito.
- Dottor Tanzarella, è per lei. - Grazie. Con permesso!
È Lui, dottore. Lui, la telefonata, no?
Già, dev'essere Lui!
Sì, ma non serve più perché il Ministro è innocente.
Commissario, un Ministro ha sempre qualche cosettina sulla coscienza!
Scusino, signori.
È pulito? Grazie.
- Pronto! - Sono io, Gennarino!
Eccellenza è lei? Sì, sono io. A noi!
Ma che Eccellenza? Sono io, Gennarino!
Eccellenza, siamo a tavola! Una bella tavolata piena di gente!
Gente simpatica, allegra, demografica! Sa, Eccellenza, c'è anche il Ministro!
- Ah sì? Va bene! Dice che la saluta. - Grazie, ricambi.
Il Ministro ricambia e noi qui, tutti, la salutiamo romanamente!
Adesso cominciamo a mangiare la tagliatella a doppio burro..
...con rigaglie, ovette di pollo e gran coniglio!
No, dottore, le ovette non ci sono.
Appunto, dico, Eccellenza, le ovette non ci sono,..
...ma in compenso, però, ci sono le posate d'oro,..
...circoncise da Benvenuto Cellini! Eh sì! È un souvenir dello Zar!
< Biagio: Una cosa preziosissima, una rarità!
Lo so. Come? Ah sii? Eccellenza, le gradirebbe?
Ah le gradirebbe, le posate d'oro?
(sottovoce) Con chi parla quel deficiente?
Come dice? Per esporle alla mostra dell'arte orafa fiorentina?
< È giusto, giustissimo! Bisogna esaltare l'arte italiana,..
...farla conoscere agli stranieri e se è il caso esportarla all'estero!
È giusto! Tenere le posate chiuse in un cassetto è un delitto,..
...anzi, un delittissimo!
- Il treno parte, maestro! - Ben detto, Eccellenza!
Riferisco subito. Ma saranno felici, felicissimi! Onorati!
- Vuole le posate. - No!
Che le dicevo, Eccellenza? Hanno aderito con entusiasmo!
Tu che fai li? Piglia un cesto, una valigia, una canestra,..
...un involucro qualunque. Via!
Pronto! Eccellenza! Gliele porto io domani quando vengo a Roma?
Ah no? Le vuole subito? E va bene.
< Biagio: Prendo le posate e sono subito da lei!
Eccellenza! Mi permette che apra una parentesi? Grazie!
La salute come va? Dica 33! 33! Un bel respiro lungo...
Ma questo veramente è uscito pazzo!
Benissimo! Chiudo la parentesi, sono subito a lei.
< Biagio: La cesta è pronta? Andiamo.
- L'aiuto io. - Grazie. - Tutti: Anch'io!
- Presto! - Lauretta: Prenda queste!
- Presto! - Lauretta: Anche queste qua, ecco!
- Non ne omettete nessuna. - Poi ce le riporta?
- Stai tranquilla. - Non ne omettete nessuna! - Ecco.
- Per carità! - Scusa un po', ma sei sicuro che vuole le posate?
Non hai sentito il capo per telefono cosa ha detto?
E quando dice una cosa Lui, non si discute più! Basta!
< Biagio: Presto! Perdo il treno!
L'accompagno io con la macchina.
- Se permette, l'accompagno io. - Ci mancherebbe altro.
- Anzi, permette, commissario? Una parola. - Sì.
Guardi che è un ordine di Lui. Da qui non si muova nessuno!
Se l'ha detto Lui, stia tranquillo!
- Sono pronta in un minuto, caro. - No, tesoro, tu resti.
- Tieni compagnia a Sua Eccellenza. - La sua signora non...
lo non gliela cedo! Gliela presto! La faccia divertire.
È giovane, ha bisogno di svago, di divertimento.
Anzi, vuole fare una bella cosa? La vuol riaccompagnare a Roma?
- Con piacere! - Grazie! Dov'è la cesta? - Eccola.
- C'è tutto? - Tutto. - Non manca niente? - Niente.
Infiniti ringraziamenti e tanti saluti da parte di...
- Tutti: Alà! - Ecco! Arrivederci!
- Dove va lei? - Lo accompagno. - La prego, si segga.
- Ma scusi... - Si segga!
Va bene.
Allora, mi riaccompagna lei, Eccellenza?
- In treno? - Naturalmente in vagone letto!
(RISATE)
> Commissario: Fermatelo! Fermatelo!
< Commissario: Dottore!
Dottore!
Ha dimenticato questo!
(RISATE)
Sa, la fretta! Grazie!
E mi raccomando, non si dimentichi di me.
- Stia tranquillo! - Una promozione? - Più! Più! - Più?
- Lei adesso è commissario? - Sì
- Lei non lo sarà più! - Bene!
Le sto facendo un servizio che se lo ricorderà finché campa!
Grazie, dottore.
- Vada liscio! - Vado liscio! - Arrivederci! - Arrivederci!
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