All language subtitles for Il.Commissario.Ricciardi.1x03

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French Download
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

[ESPLOSIONI DI FUOCHI D'ARTIFICIO]

[SPARO]

[MUSICA LIRICA]

- Perdonami, amore mio. - Per che cosa ?

Per la dannazione che ti lascio.

(IN NAPOLETANO) [# NOI CHE CERCHIAMO DIO]

[# STIAMO PER SEMPRE NUDI. #]

[GRIDA DI DONNA]

- Buongiorno, donna Lucia. - Buongiorno, Ciruzzo.

- Sei pomodori, per favore. - Sei pomodori per donna Lucia.

> Che altro volete ? > Due cipolle. > Vi do le migliori.

State aperto pure di domenica, eh ? Che bravo !

-Sono venuto a piedi dalla campagna. -Infatti siete in forma.

- Bello asciutto ! - Voi siete troppo buona, donna Lucia.

- No, voi siete troppo gentile. - Vi regalo due limoni.

[RISATA DI LUCIA]

-Grazie, Ciruzzo. -Buona domenica ! -Ci vediamo in questi giorni. -Sì.

- Buongiorno. - Che ci fai qui ? - Che caldo ! Fuori si muore.

- Non sei di turno questa domenica. Che è successo ? - Niente.

-E' grave, se rinunci al ragù di tua moglie. -E' troppo caldo per il ragù.

- Poi da oggi sono a dieta. - A dieta ? - Eh.

-Tu ? -Mmm. -Sei stato dal medico ? -No, che medico ?

Ma speriamo che oggi vadano tutti a Mergellina a fare un bagno

e ci lascino in grazia di Dio. - E' arrivata una chiamata.

- Hanno trovato un cadavere a Palazzo Musso. - Ti pareva.

-Chiama un fotografo e chiedi Modo come medico legale. Raffae' ? -Sì.

- Ci servono due guardie. - Ardisio ! - Dite, brigadiere.

- Chi è di turno oggi ? - Controllo. - Vabbè ! Andiamo.

[RINTOCCHI DI CAMPANE]

Madonna mia... Povera duchessa !

Ecco le guardie. Era una brava donna.

Questa è una cosa grave.

- Fate passare. - Largo, largo ! - Fate passare, c'è il commissario.

- Forza ! - Mi raccomando, nessuno entra o esce.

- Agli ordini. - Andate a messa, fatevi più avanti.

Suonano le campane.

- Brigadiere Maione e commissario Ricciardi. - Buongiorno.

- Sono Sciarra Giuseppe, il portiere. - Che è successo ?

Stavo pulendo qui fuori quando ho sentito gridare.

Hanno trovato morta la duchessa Adriana Musso di Camparino.

- Chi abita qui ? - Il duca e il signorino.

- E' il figlio del duca ? - E della povera duchessa.

Parlo della prima moglie del duca, Virginia.

- Poi ci abitiamo pure noi. - Dammelo. - Ridammelo ! - Scusate.

Attenti ! Basta mangiare, avete appena finito la colazione.

Tu non piangere, pensa ai tuoi figli che sono un castigo di Dio.

Scusatemi. Lei è mia moglie Mariuccia, fa la serva.

Lei è Concetta, la governante. Ha trovato lei la duchessa morta.

- Dài. - Che disgrazia !

Escluso il portone, nel palazzo ci sono altre uscite ?

- Non so, magari una cantina ? - No, puoi solo buttarti dalla finestra.

Signora, ci fate strada ?

La sera prima di andare a dormire

chiudo sempre con la catena, anche se la duchessa non è ancora tornata.

Le chiavi le abbiamo solo io e lei.

- La notte la duchessa rientrava sempre molto tardi ? - Dipende.

- Mmm ! Queste scale dove portano ? - All'appartamento del signorino.

Invece le stanze mie e del custode stanno giù.

Perché questi cancelli ?

La duchessa e il signorino hanno voluto mantenere un certo riserbo.

Prego.

Chi ci abita qui ?

Qui ci sono le stanze dei duchi.

Il duca è molto malato, ormai non si alza più dal letto.

La stanza della duchessa è là.

- E' lì che avete trovato il cadavere ? - Sì.

- Avete toccato qualcosa ? - No.

Però lei aveva il cuscino sulla faccia.

Allora l'ho chiamata e lei non mi ha risposto.

-Così... io l'ho toccata. -Va bene, mi racconterete tutto più tardi.

Adesso entro a dare un'occhiata.

Non vi preoccupate, signora. Lasciatelo fare.

Coraggio.

(L'anello, l'anello !)

(Hai tolto l'anello.)

L'anello, l'anello... Hai tolto l'anello.

(L'anello, l'anello !)

(Hai tolto l'anello.)

(L'anello, l'anello !)

(Hai tolto l'anello.)

(L'anello, l'anello ! Hai tolto l'anello.)

Ecco dove è finito !

Oplà... Eccolo.

L'assassino ha sparato attraverso il cuscino.

Riconoscerei questo proiettile a occhi chiusi.

E' della Beretta 7,65 che davano agli ufficiali nel '17.

In giro ce ne sono tante.

Bruno, al dito ha il segno di un anello.

- Potrebbero averglielo strappato con la forza ? - Sì.

(L'anello, l'anello ! Hai tolto l'anello.)

L'anello, l'anello !

Hai tolto l'anello.

A volte quando la duchessa beveva troppo, si addormentava vestita.

Ho provato a scuoterla, poi ho visto il foro sulla fronte e ho urlato.

Io l'ho sentita e sono corso dentro. Dopo è arrivata mia moglie.

Poi è venuto il signorino e ha detto di chiamare la polizia.

- La porta era chiusa ? - Sì.

Quindi la duchessa era morta e la porta era chiusa ?

-Brigadie', mica volete dire che sono stata io ! -No, tranquilla.

Il caldo fa brutti scherzi, ma nessuno sospetta di voi.

Commissario, c'è Ponte.

Gli ho detto che non poteva entrare, ma lo manda il dottor Garzo.

- Perché ? - Vuole che andate in Questura.

- Garzo sa perché siamo qui ? - Certo ! Per questo vuole vedervi.

- Lui è testimone. - Del delitto ? - Forse è stato lui.

Tu rimani qua. Interroga il custode, senti i vicini, prendi informazioni.

Aiutiamo il dottore a circoscrivere l'orario della morte.

Grazie, ma la circoscrivo da solo. Ormai la domenica è rovinata.

- Scendiamo insieme. Signora... - Allora !

Voi da quanto tempo state qua ?

Commissario, scusate il ritardo.

La situazione è questa.

Una nobildonna così in vista non può essere uccisa in casa sua

in una città sicura come questa, in un Paese sicuro come questo

da quando a governarlo c'è qualcuno con la testa sulle spalle.

Mi avete strappato al mio lavoro per dirmi questo ?

La duchessa Musso di Camparino... ha una relazione.

- Fin qui niente di originale. - Sì, ma voi non sapete con chi.

No, non lo so.

Mario Capece.

- Il giornalista del "Roma" ? - Esattamente.

Bisogna indagare su di lui con la massima discrezione.

-Per questo vi ho fatto chiamare. -Quali sono le prove contro di lui ?

Se non facevate la vita che fate

ieri sera vi trovavate anche voi nella situazione in cui ero io.

Grazie.

Tu sei una puttana.

- Questo anello non lo meriti. Vergognati ! - Vergognati tu. - Oh !

Da quale mano le ha sfilato l'anello ?

- La sinistra, mi sembra. - E poi ?

La duchessa è tornata nel suo palco a scherzare con due gentiluomini.

- E Capece non si è più visto ? - No, ha lasciato il teatro.

Bisogna muoversi con la massima prudenza.

Va bene, dottore. Vi terrò informato.

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Ciao, Ricciardi. - Livia. - Che piacere vedervi !

- Signora Vezzi. - Lucani ! Ho ripreso il mio cognome.

Certo, certo...

E siete tornata in città.

Non volevo serbare solo tristi ricordi di Napoli.

Così vi farò una piccola vacanza e saluterò un po' di amici.

E' un'idea meravigliosa che ci lusinga. Vero, Ricciardi ?

Vorrei avere suggerimenti sui posti da visitare.

Volentieri, ma adesso sono impegnato con il lavoro.

Non adesso, adesso mi accontento se mi accompagni all'uscita.

Spero di rivedervi presto, signora...

Lucani.

Arrivederci.

Eccomi.

Ho capito subito che non sei un tipo espansivo

ma almeno un sorriso...

O la mia visita ti rattrista ?

No, Livia, sono soltanto sorpreso.

Poi quando lavoro sono molto concentrato.

Quindi fuori dal lavoro esiste la possibilità che tu sia diverso ?

Nella mia vita, a parte il lavoro, non c'è molto altro.

[SOSPIRO DI LIVIA]

Questa luce ha una potenza...

Stamattina dal lungomare ho visto dei bambini che si tuffavano...

e per la prima volta non ho distolto lo sguardo.

Da quando ho perso mio figlio non riesco più a guardare i bambini.

A Napoli mi sento più libera che a Roma.

Posso andare nei caffè da sola, non mi riconosce nessuno.

Spero che il tuo soggiorno sia felice, Livia.

Farò il possibile.

Ma non dipende solo da me.

Ciao, Ricciardi.

Lucarie', impara la poesia a memoria. Non mi piace la poesia.

Te la fai piacere. Vabbè, ciao.

Hai saltato il pranzo della domenica per una testa di rapa.

Non è una testa di rapa. Poi oggi il mio pranzo è questo.

Se c'è una buona notizia, me la dite ?

Di questi tempi le buone notizie sono poche.

- Con questa spina nel fianco non ci dormo la notte. - Che spina ?

Come "che spina" ? Sei rassegnato ad avere una figlia zitella ?

E' una ragazza meravigliosa. Troverà un uomo che le voglia bene.

Sì ? E quando, se non frequenta nessuno ?

- Giulio... - Eh ?

- Io ho un'idea, però tu devi aiutarmi. - Che idea ?

- Zucchero ? - No, meglio di no.

Non hanno sentito lo sparo perché la festa è durata fino a tardi.

- Sulla famiglia Musso è venuto fuori qualcosa ? - Eh !

"Famiglia" è una parola grossa. I tre vivevano come estranei.

La Musso è entrata nella casa come infermiera della duchessa.

Alla sua morte ha preso il suo posto.

Cerchiamo di capire la storia della porta chiusa a chiave.

E dell'assassino che è sparito come un fantasma.

- Poi la duchessa aveva un amante. - Mario Capece.

- Andiamo in trattoria, ti dico che ha detto Garzo. - Non avete capito.

- Devo perdere dieci chili, mi basta un caffè amaro. - Ma che hai ?

- Lasciate stare. - Modo ci parla dell'esame necroscopico

solo se gli pago la cena. Andiamo. - Per favore. - Raffaele !

Mamma mia, che ciofeca !

Signora...

Non hanno neanche denunciato. Siamo un popolo di pecore.

Un Paese di pecore e qualche capra. Maione, che fate ? Brucate ?

- Almeno un po' di pane. - No !

- No, il pane no. - Che gli prende ? Che ha ?

Ha deciso di dimagrire.

Deve dimagrire ? Ho capito, ha un'amante giovane.

Eh, amante ! Lasciamo stare.

Adesso che finalmente hai placato la tua fame atavica

ci dici che è venuto fuori dall'esame necroscopico ?

- Era una gran bella donna. - Informazioni pertinenti ?

Mamma mia ! Vai dritto al punto, si vede che sei giovane.

Non sai ancora che i contorni sono il meglio della vita.

- Ecco, appunto. - I contorni, vedi ?

Presenta frattura frontale e occipitale

e frammenti di stoffa e piume nel cervello.

Hanno sparato attraverso il cuscino

ma il cuore batteva ancora quando l'hanno colpita. - Che vuol dire ?

Non era ancora morta, lui voleva assicurarsi che fosse morta.

Quando uccidi qualcuno non sei sicuro che sia morto.

Magari aveva anche paura di essere stato riconosciuto.

- Hanno fatto una bella lotta. - E' strano, sembrava che dormisse.

L'hanno ricomposta con il colpo in fronte.

E' successo tra mezzanotte e le due.

- Il segno all'anulare sinistro ? Le hanno strappato un anello. - Sì

e il medio era lussato, ma senza ematomi. - Aveva un altro anello ?

- E' probabile. - Che vuol dire che non c'erano ematomi ?

Un anello l'hanno strappato prima della morte e l'altro dopo.

Ordino il dolce, io non ho amanti giovani.

- Non ho questi problemi. Marco ! - Sì, arrivo. - Almeno il dolce ?

No, il dolce no.

Aah !

Chi siete ? Come siete entrato ?

- Mi dispiace di avervi spaventata. - Siete pazzo, chiamo la polizia.

Vi prego, non vi allarmate. Sono qui per proteggervi.

Introducendovi come un ladro a casa mia ?

- Proteggermi da che cosa ? - Voi siete una donna in vista

e siete assai cara a qualcuno molto in alto.

- Chi siete ? - Chiamatemi Falco.

A me basta e dovrà bastare anche a voi.

Siete della polizia ?

Perché ? Avete un debole per i poliziotti ?

Io non consento che usiate questo tono nei miei confronti !

- Sì, sono in vacanza. E' proibito ? - No, no.

Ma alcune persone...

trovano bizzarra questa vostra idea.

Ah, sì ? E chi ?

La vostra amica Edda, per esempio.

- Sono stanca. - Capisco. - Andrei a dormire, se non vi dispiace.

Tolgo il disturbo.

Ci rivedremo presto.

Buonanotte.

[SCATTO DELLA SERRATURA]

Ué, finalmente !

Sei stanco. I ragazzi volevano aspettarti, ma sono crollati.

Soprattutto Antonio faceva tutto il grande...

- Che c'è ? - Niente. L'hai detto tu, sono stanco.

Di sicuro hai fame. Ho fatto i maccheroni, te li scaldo.

No... non ho fame.

Vado a dormire.

Donne, è arrivato l'arrotino !

Raffaele ! Tu mangi poca frutta.

- Vuoi un bel grappolo d'uva ? - No, grazie.

Noi ci conosciamo da parecchio. Io lo dico per te.

Sudare così non va bene. Tu devi perdere un po' di peso.

Chi ha chiesto niente ? Perché 'sta confidenza ?

Se certe cose non le dicono gli amici...

Fallo per quel fiore di donna Lucia.

Tu pensa alla tua frutta e alla tua verdura

e lascia stare i fiori. E' chiaro ?

- Buona giornata, Raffae'. - Buona giornata.

Da questa parte.

Grazie.

(L'anello.)

(L'anello... l'anello.)

(L'anello !)

Hai tolto l'anello.

L'anello.

"Mario tuo... Mario tuo."

"Mario tuo, Mario tuo..."

- La duchessa non temeva che qualcuno le trovasse ? - E chi ?

- Qui entriamo solo io e Mariuccia che non sa leggere. - Nessun altro ?

Di giorno no, poi la sera... a una certa ora vado a dormire.

Questo è l'appartamento dove il signorino Ettore si trasferì

alla morte della madre, la duchessa Virginia

per stare più vicino alle piante.

- Buongiorno ! Sono Ettore Musso. - Buongiorno !

Siamo il brigadiere Maione e il commissario Ricciardi.

Sentite condoglianze.

"Sentite condoglianze" ?

Scusatemi.

- Sono imperdonabile. Vi offro qualcosa ? - No, grazie.

-Saremo rapidi. -Ieri ho fatto tardi e mi sono svegliato da poco.

- Come posso aiutarvi ? - Forse io manco di senso dell'umorismo

ma non ho riscontrato ironia nel brigadiere. - Scusatemi.

La morte della moglie di mio padre è una splendida notizia.

La morte violenta di una giovane donna è una buona notizia, duca ?

Vi prego, niente titoli.

Chiamatemi Ettore o Musso.

Comunque è semplice.

Io odiavo quella donna.

Dove vi trovavate la notte tra sabato e domenica

tra mezzanotte e le due ?

E' entrata in questa casa con l'inganno.

Ha incantato mio padre.

Si è fatta amici, amanti e ha sporcato la memoria di mia madre.

Duca, dove vi trovavate sabato notte ?

Sono venuto quassù per non vederla e da qua ascolto la città.

[VOCI DI BAMBINI] Quei bambini li sentite ?

Non lo sanno, ma il loro destino si sta per compiere.

Ci sarà chi li guiderà verso il sole

e saranno padroni della storia, ma devono restare al loro posto.

Nel mondo di domani non c'è posto per l'inganno.

Vi ho fatto una domanda, vi prego di rispondermi.

Non l'ho uccisa io e quando è morta, non ero in casa.

L'ho saputo la mattina dopo. Concetta urlava.

Sono sceso e ho detto di chiamare un medico e la polizia.

Avete una pistola voi o vostro padre ? In casa c'è un'arma ?

No, deve esserci una sciabola, ma nessuna arma da fuoco.

Ve lo chiedo ancora. Dove eravate l'altra notte ?

Questo non è affare vostro.

Ora scusatemi, ma le mie piante mi aspettano.

Questa è l'ora di rientrare ? Dov'eri ?

Ho fatto due passi. Perché la tavola è apparecchiata ?

Abbiamo ospiti e tu stai ancora così.

- Cambiati, è tardi. - Chi viene ? Perché tutta questa agitazione ?

- Papà ? - Eh ? - Che cosa sta succedendo ?

Eh... niente. Ho incontrato Luciano Fiore.

Lo ricordi ? Ha il negozio vicino a noi.

E... parlavamo da tempo di fare una cena.

Viene con la moglie e il figlio. E' un ragazzo a modo, eh ?

Vendono tessuti bellissimi. Cambiati, presto !

E' tardi, va' !

Fate entrare un po' di luce, Concetta.

Io sono morto, commissario.

Ma non adesso.

Sono morto quando se ne è andata la mia prima moglie

quella vera, Virginia.

Perché dite così ?

Un uomo muore

quando non significa più niente per nessuno.

L'ultima persona per cui ho significato qualcosa...

è stata Virginia.

Quando avete visto la duchessa l'ultima volta ?

L'ultima volta l'ho vista... a Pasqua.

Mi guardò e disse

"Cristo è risorto !"

"Risorgi pure tu."

Mise un mazzo di fiori in un vaso.

Chissà chi glieli aveva portati !

E uscì.

- Da quanto tempo eravate sposati ? - Lo so che pensate, commissario.

Lei era giovane e io sono vecchio.

Io ho sempre saputo che voleva da me.

La mia posizione, i miei soldi...

e io glieli ho dati

in cambio della sua bellezza

della sua giovinezza.

Commissario...

l'amore non esiste.

E' un'illusione.

Voi avete un figlio, vero ?

Ettore, sì.

Sì, ma... adesso scusate. Sono stanco.

Certo. Solo un'ultima cosa, duca.

La duchessa, l'ultima...

portava un anello ?

Quando... Virginia è morta

le ho tolto l'anello

che avevano portato tutte le duchesse Camparino.

Lo diedi a quella donna.

All'anulare le stava largo.

Lo mise al medio.

Quando avrete finito con...

Restituitelo a noi.

A mio figlio.

Se lo troveremo, senz'altro.

[RISATE]

Secondo me, la 6C 1750 Super Sport è molto meglio.

Le automobili sono come le donne. Bisogna collaudarle prima.

Ha sempre avuto una passione per le macchine fin da piccolo.

Macchine e vestiti, per questo ora ha un gusto così raffinato.

Enrica cuciva i vestitini delle bambole già a cinque anni.

- Brava. - Taglia, cuce e ricama meglio di me.

Allora dovete venire al negozio !

E' arrivato un jersey di seta che è un capolavoro.

- Dove vai ? - Prendo il dolce.

Nessuno fa il babà come lo fa lei, è una sua specialità.

Ah, io vivrei di babà e sfogliatelle !

[RISATE] E' saporito !

Anche a voi piace la sfogliatella ?

- Tutte le mattine al Gambrinus. - Ecco qua ! - Brava.

Io vado avanti e indietro dalla cucina per scaldare questo

e voi non volete mangiare ? - Attenta o cade.

Se non rientro entro una certa ora, tu vai a dormire tranquilla.

Tranquilla ? So che avete cominciato un'indagine.

- Come l'hai capito ? - Vi conosco da quando siete nato.

Mi basta uno sguardo.

- Andiamo a dormire, va'. Siamo stanchi tutti e due. - Eh.

Avevo preparato pure i fagioli. Li mangia domani con la pasta.

Ecco qua.

[VOCI NON UDIBILI]

[RISATE]

[VOCI NON UDIBILI]

Che ci fate qua ? E' successo qualcosa ?

Niente. Buonanotte.

Vado di là a dare una mano.

[VOCI NON UDIBILI]

(Rosa... ascolta.)

Non mi resta molto da vivere.

Mi devi fare una promessa.

Luigi Alfredo non ha nessuno. Ha soltanto te.

Ti affido mio figlio.

Rosa, prometti che ti prenderai cura di lui.

Lo prometto, baronessa.

Lo prometto.

Guarda che meraviglia !

Gli inglesi volevano copiarci, ma la paglia di Firenze è unica.

- Papà ? - Sì ? - Sapete che io non vi chiedo mai niente.

Però adesso voi mi dovete fare una promessa.

- Dimmi. - Sebastiano Fiore non voglio vederlo mai più.

Buongiorno e che giorno fortunato !

Con il vostro permesso, io vorrei offrire un caffè a vostra figlia.

E' un giorno fortunato ?

Ehi, ehi, ehi !

Fermo con le mani o ve le taglio. Forza, andate via !

- Prego, è per lei. - Per me ?

-Sono peperoncini. -Li pago. -Solo per chi li merita. -Ci vediamo.

- Buona giornata ! - Anche a voi. - Arrivederci.

Permettetemi di offrirvi qualcosa. Fatemi questo onore.

La persona che aspettavo è qui.

- Con permesso. - Buongiorno.

Sei in ritardo. Solo di una dozzina di ore, eh ?

Ma ti perdono.

Mi dispiace che ti abbiano importunata.

Qui una presenza come la tua non è usuale.

Anche un uomo che va in giro senza cappello non è usuale.

-Hai deciso quanto ti fermerai qui ? -Ti sei già stancato di me ?

No, era solo... una domanda.

Allora la risposta è... "non lo so".

La libertà è nel non avere programmi.

- Non credi ? - Che fortuna ! Il mio tavolo è libero.

- Sono punti di vista. - Un cappuccino ?

- Richetta, che dite ? Vi va bene qui ? - Sì, vi ringrazio.

- Siete perfetta in questa cornice. - Vi ringrazio.

Per una volta devo dare ragione a mammà.

Aveva ragione su di voi.

- Volete una sfogliatella ? - No.

Richetta, vi sentite bene ?

No, sto soffrendo un po' il caldo.

Vi dispiacerebbe riaccompagnarmi in negozio ?

Certo, ma camminare al sole non è peggio ?

- No, non è peggio ! - Va bene, andiamo.

Stasera posso tornare a trovarvi ?

Certo, a casa mia siete il benvenuto.

- Non chiamatemi Richetta. - Vi accompagno al negozio.

- Che c'è ? - No, niente. Prendi qualcos'altro ?

Un poco della tua attenzione.

> Allora siete voi il famoso commissario Ricciardi

il barone che fa il poliziotto.

- Luciano ! > L'uomo che non vuole fare carriera. - Arrivo.

> Dicono che i vostri superiori hanno paura di voi

e anche i vostri sottoposti.

Dicono che portate male.

Non siamo qui per parlare di me, ma di voi.

In particolare della morte di una donna che conoscevate bene.

- E' così, Capece ? - Quella donna ha un nome.

Si chiamava Adriana Musso ed era duchessa di Camparino, barone.

Io la amavo... ma non pretendo che voi possiate capire.

Capece, voi rispettate noi e noi rispettiamo voi

sennò questa chiacchierata la facciamo in Questura.

Non l'ho ammazzata io.

- Anche se è morta per colpa mia. - Che vuol dire ?

Avete sentito della lite a teatro, no ? Il vostro capo era là.

Perché avete litigato ?

Rideva, si prendeva gioco di me davanti a un gigolò da quattro soldi

davanti a tutta la città.

Allora io le ho preso l'anello, ma lei rideva ancora.

Così le ho dato uno schiaffo.

Quale anello ?

Ecco.

Non è un anello di valore... ma per me ne aveva tantissimo.

Glielo avevo regalato come pegno d'amore.

Dopo che avete fatto ?

Sono andato a bere sul lungomare... solo.

Nessuno può testimoniare.

Vi chiedo un'ultima cosa.

Possedete una rivoltella ?

Io non vi risponderò.

Se sono accusato, arrestatemi.

Tenetevi a nostra disposizione, Capece. Buona giornata.

E' uno spettacolo di eterna bellezza.

- Che cosa volete ? - Voglio proteggervi, ve l'ho detto.

- Da che cosa ? - Da voi stessa. Voi siete la vostra peggiore nemica.

- Siete venuto fin qui per dirmi questo ? - No.

Sono venuto per informarvi

che quell'uomo, il commissario, è tenuto sotto osservazione.

- Ha fatto qualcosa ? - Per ora no...

ma è un personaggio ambiguo. Non è sposato, non ha famiglia.

Si accompagna al dottor Modo

che sbandiera il suo dissenso verso il Governo.

Mi dispiace di avervi rovinato lo spettacolo.

Buona serata.

- Che fai, la battaglia navale ? - Eh ?

Perché, che ore sono ? Scusate, è tutto pronto in cucina.

No, no ! Lascia stare, non ho fame.

Come "non avete fame" ? Non vi sentite bene ?

Che c'entra ? Sto benissimo, ma non ho fame.

Allora aiutatemi a controllare i conti.

Sono le vostre terre, è interesse vostro.

Io sono vecchia.

Quando io non ci sarò più, chi si occuperà di queste cose ?

Le terre non mi interessano.

Un domani avrete dei figli, dovete pensare a loro.

Non tutti sono destinati ad averne.

Che volete dire ?

Niente.

Vai a riposarti. Buonanotte.

Vergogna ! Vergogna !

Buffoni ! Pagliacci !

Quattro contro uno. Vergogna ! Vergogna !

Buffoni ! Pagliacci !

Quattro contro uno. Vergogna ! Vergogna !

Spero di vedervi presto.

- Buongiorno, donna Rosa ! - Buongiorno, Mimmina.

- Fatemi un piacere. - Ditemi. - Se vedete la Capera

ditele di venire da me. - Ah, brava donna Rosa !

- Vi volete fare bella oggi, eh ? - Sì, sì.

- Buongiorno. - Vorrei due bottiglie di vino. - Certo.

[RINTOCCHI DI CAMPANE]

Commissario.

Ma che è venuto a fare ?

Guardatelo.

E' riuscito a rubare la scena alla duchessa.

Raffaele... c'è Capece.

Seguilo, magari chiedi informazioni alla tua amica.

Commissario, non è la mia amica. Come ve lo devo dire ?

- Informatore ? - Il nostro informatore. - Vai.

- Buongiorno, brigadie'. - Buongiorno.

- Ora vedi come ti faccio divertire. - Andiamo, va'.

- Mamma mia. - Ma che piacere ! Mangiavo una frittata di maccheroni.

- Volete favorire ? - No, solo un bicchiere d'acqua.

- Con lo zucchero che vi tira su. - No, solo acqua.

Ah ! Ho capito. Volete mantenere la linea, eh ?

Ma voi siete un uomo di panza e di presenza, un bel maschione.

- Non ti azzardare. - Madonna, che brutto carattere !

Comunque io sapevo che venivate.

Siete stato al funerale della duchessa. C'era tanta gente ?

- Tu come lo sai ? - Questa città la tengo in pugno.

- Che volete sapere ? - Tutto quello che sai su Mario Capece.

E' un bell'uomo, ma non è il mio tipo.

- Invece voi... - Bambinella, è caldo e non ho tempo. Avanti, su !

- Non sarebbe tempo perso. - Parla ! - Vabbè.

Con Capece la duchessa aveva una storia vera.

Andava avanti da cinque, sei anni, ma ogni tanto lei faceva la zoccola.

- Ma la moglie di Capece è morta ? - E' morta dentro. - Ah !

- Una mia compagna che era a servizio da loro... - Come ?

- Dov'è questa compagna, è ancora a servizio ? - In un certo senso...

- In che senso ? - In quel senso là.

- Ah, in quel senso... - Eh. - In quel senso là.

Che fai con quei cosi ? Levateli ! Non sei capace.

- Non sei capace neanche a "chiavare". - Ma per favore !

Scusate ! Scusate.

E' questa la sede del Partito ?

Voi chi siete ? Che volete ?

Sono il commissario Ricciardi della Regia Questura.

Chiunque siate, è meglio se andate via.

Andrò via quando avrò le informazioni che mi servono.

Non capite ? Andate via o vi faccio riattraversare il cortile di corsa.

Voglio parlare con Ettore Musso di Camparino.

- Basta, ho detto che dovete andare. - Mastrogiacomo ! Stai buono.

Accomodatevi nel mio ufficio.

[FISCHIO]

Prego.

Sono il commissario Ricciardi.

Luigi Alfredo, nato a Fortino, in provincia di Salerno, 31 anni fa.

Volete che continui ?

So tutto di voi, commissario.

E' troppo se vi chiedo di dirmi chi siete voi ?

Mi chiamo Pivani, Achille Pivani.

Sono funzionario del Partito, ospite della vostra bella città.

In questa bella città che fate ?

A parte portare ordine e civiltà, ovviamente.

Per avere l'ordine bisogna combattere il disordine.

Voi combattete i criminali.

Io combatto chi vuole alterare quell'ordine.

Che ci faceva qui ieri notte Ettore Musso di Camparino ?

Ettore è un amico

un uomo di grande cultura, un esperto di politica.

Scrive molti discorsi per il Partito.

Peccato che non abbia un alibi per la notte

in cui è stata uccisa la duchessa Adriana di Camparino.

Se sospettate di lui, siete fuori strada.

Come mai ne siete così sicuro ?

Conosco Ettore e questo mi basta.

A me no.

- Da quando stai qua ? - E' un anno, ora mi sono abituata.

- Brigadie'. - Prima non mi piaceva. - Però qua c'è movimento.

- E' una buona posizione. - Brigadiere !

- Salve. - Juliette ? - No, Maria. Fate un giro con me ?

- No, cerco Juliette. - Sicuro ? Proprio sicuro ? - Sì, per favore !

- Conosci Juliette ? - E' in fondo a sinistra.

- Buongiorno, brigadie' ! - Buongiorno. - Volete salire ?

- No, cerco un'altra persona. - Venite ! - Sì, vabbè.

Per cavarle le parole dalla bocca bisogna usare le tenaglie

ma da brava pugliese io me la sono lavorata perbene.

- Perché, che vi ha detto ? - Quel ragazzo non le piace.

Ha combinato tutto sua madre. Ha paura che rimanga zitella

ma lei è romantica, vuole sposarsi solo per amore.

E... ha qualcun altro in mente ?

E' questa la grande notizia.

Ogni sera la signorina si mette alla finestra a ricamare.

Sa bene che di fronte c'è il vostro signorino che la guarda.

- Adesso ho capito. - Eh... - Ho capito tutto.

Sono stati anni belli, brigadiere. Belli assai !

I soldi erano pochi

però con la signora mi trovavo proprio bene.

Pure con il dottor Capece mi trovavo

e i bambini impazzivano per me. - Quanti figli hanno ?

Due, Andrea e Giovanna. Andrea ha 16 anni e Giovanna 11.

State ancora in contatto ?

Sì, fino a un paio di anni fa, a due anni fa.

L'ultima volta che sono andata a trovarli

mi hanno fatto un po' impressione. - Impressione ?

- Perché ? - Pareva una casa di morti. - In che senso ?

Il dottore non c'era.

Andrea pareva un fantasma e la bambina, anima di Dio...

Poi è successo un fatto strano.

Invece di farmi entrare in cucina come al solito

la signora Sofia mi ha portata in salotto e parlava tanto.

Però era assente, aveva lo sguardo vuoto.

Di che parlava ?

Parlava dei bei tempi andati, del marito.

Ne parlava come se fosse morto. Senza cattiveria, senza odio...

solo con tanta tristezza. - Ti ha raccontato della duchessa ?

No, non mi ha chiesto niente, ma è chiaro che lo sapeva.

Sapeva che io lo sapevo... ma lo sapevano tutti quanti.

Vabbè ! Ah, un'altra cosa.

Sai se in casa avevano una pistola ?

Insomma, dice che la pistola sta in una cassaforte...

e la chiave ce l'ha solo lui.

Commissario, dove andate ?

Commissario !

Ci perdoni per l'orario, ma dobbiamo farvi una richiesta.

- E' urgente ? - Sì, altrimenti non vi avrei disturbato.

- Ho bisogno di un'autorizzazione. - Che autorizzazione ?

- A perquisire la casa di Capece e interrogare i familiari. - Come ?

- Vi ho raccomandato discrezione ! - Lo so, ma ci sono delle novità.

La duchessa di Camparino aveva da poco una nuova relazione.

- Con chi ? - Ancora non lo so

ma è una delle massime cariche cittadine.

Quindi dobbiamo fare subito chiarezza su Capece

perché il nome di questa persona non venga fuori inutilmente.

Commissa', per poco non gli veniva un infarto !

Perché avete inventato quella storia ?

- Per andare avanti con l'indagine. - Buonasera.

Ciao, Ricciardi. Brigadiere, buonasera.

Signora, buonasera e arrivederci.

Commissario.

Hai perso la parola ?

Come stai ?

Sto morendo di fame e scommetto anche tu.

Quindi non farmi resistenza.

Andiamo prima che esca Garzo.

Avevi ragione, è buonissimo. Forse è il migliore di Napoli.

Qui tutto ha un profumo diverso.

Potrei viverci in questa città.

In realtà viverci è molto diverso. Poi tu sei abituata ad altro.

Sei abituata a Roma, a casa tua, alle tue amicizie.

Al mio passato, ai miei fantasmi.

Vorrei provare a lasciarmi tutto alle spalle...

e ricominciare.

(in napoletano) # Fresca era l'aria

# e tutto il giardino profumava di rose

# a cento passi.

# Era di maggio e io no, non me ne scordo.

# Una canzone cantavamo a due voci.

(in coro) # Più tempo passa e più me ne ricordo.

# Fresca era l'aria e la canzone dolce.

# E diceva: "Cuore, cuore !"

# "Cuore mio, lontano vai."

# "Tu mi lasci e io conto le ore."

# "Chissà quando tornerai."

# Rispondevo: "Io tornerò"

# quando torneranno le rose. # - E' bravissima.

# "Se questo fiore torna a maggio"

# "a maggio pure io sarò qui."

# "Se questo fiore torna a maggio"

# "a maggio pure io sarò qui." #

Scusate, signora, ma una voce come la vostra non l'avevo mai sentita.

Vi ringrazio molto.

Perché hai smesso di cantare ?

Per tutti sarei stata solo la moglie del grande Vezzi.

Poi volevo dedicarmi a mio figlio.

Mia madre aveva una bella voce. Cantare le dava forza.

Quanti anni aveva quando è morta ?

Buonasera, commissa'.

State attento a dove girate di notte.

Ricciardi, mi avete capito ? Attento alle domande che fate in giro.

Quattro contro uno. Vergogna ! Vergogna !

Buffoni ! Pagliacci !

Non reagire.

Era un mutilato. Te lo ricordi ?

Quattro contro uno.

Vergogna, buffoni, pagliacci ! Siete solo quattro buffoni pagliacci.

State attento, commissa'.

La prossima volta non saranno bastoni, ma coltelli.

- All'armi ! (in coro) # All'armi ! All'armi, siam fascisti !

# Noi del fascismo siamo i componenti. #

- Ti accompagno a casa. - Perché ce l'avevano con te ?

Ti sei messo contro qualcuno potente ?

Se mi metto contro qualcuno, è perché faccio il mio dovere.

Sì... Sì, scusami.

Ho avuto paura.

Scusami tu.

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Buongiorno. Siete gli amici di papà ? - Sì.

-Sono Luigi o Alfredo, se preferisci. Lui è Raffaele. Tu ? -Sono Giovanna.

- Da brava, fai accomodare i signori. - Prego.

Brava, Giogiò ! Però adesso vai a giocare in camera tua.

- Poi però venite pure voi. - Certo.

Grazie per avermi avvisato. Hanno già subìto troppe mortificazioni.

- Buongiorno. - Lei è mia moglie Sofia.

Accomodiamoci in salotto. Sono tempi duri.

Un giornalista non può vivere solo con il suo lavoro.

Mio marito aiutava la duchessa a scrivere un libro di memorie.

- Dove eravate la notte tra sabato e domenica ? - E dove, commissario ?

Qua a casa, con mio marito.

I ragazzi erano nella loro stanza e noi eravamo nella nostra.

- Vostro marito dice che ha passato la notte in giro. - Si è confuso.

La notte tengo la chiave sotto il cuscino. Nessuno può essere uscito.

Lui è nostro figlio Andrea. Sono venuti a farci delle domande.

Diglielo anche tu che sabato notte eravamo qui, pure tuo padre.

Io dormivo.

Ma se lo dite voi...

Se non avete bisogno di me, vado a lavarmi.

Da quanto tempo non vedi tuo padre ?

Signora ?

Lasciatelo rispondere.

Sono in vacanza, mi sveglio tardi.

La sera quando vado a dormire, lui non è ancora tornato.

La mattina quando mi sveglio è già uscito.

Permettete.

Devo farvi un'ultima domanda. Questa volta vi conviene rispondere.

Ci sono armi in casa ?

La tengo qua.

E' scarica naturalmente.

Come è possibile ?

- E' stata sempre qua dentro. - E adesso è sparita.

Non la tiravo fuori da tanto tempo.

Signora... voi sapevate dell'esistenza della pistola ?

Sì, io e mio marito non abbiamo segreti...

ma qui non entro nemmeno per pulire. - Avete avuto visite di recente ?

- Qualche estraneo in casa ? - No, qui non viene più nessuno da tempo.

Era una Beretta 7,65 ?

Può lasciarci da soli ?

Sapete che la duchessa è stata uccisa da un'arma simile ?

- Sapete quante ce ne sono ancora in giro ? - Capece...

questo è un fatto molto grave. Dovrei interrogarvi in Questura.

Sono pronto

ma se avete paura che scappi, potete stare tranquillo.

Dove volete che vada un morto ?

Chissà chi era questo fantomatico nuovo amante della duchessa !

Se fosse Ettore Musso

non voglio neanche immaginare il polverone che si alzerebbe.

Comunque adesso basta. Questa indagine deve essere chiusa.

Il fatto che la pistola sia sparita apre una nuova pista.

Avete 24 ore di tempo per chiudere questa faccenda.

Domani avrete il colpevole.

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.

[RISATE]

Mi hanno riferito dell'incidente di ieri sera, non accadrà mai più.

Non sono qui per questo. Sono qui per Ettore Musso.

-Se non dice dov'era la sera del delitto, sarà processato. -Prego.

- Non avete prove contro di lui. - E' sospettato e non ha alibi.

Rischia molto. Avete reintrodotto voi la pena di morte, no ?

Non per la gente come Ettore.

Quello che è sicuro è che finirà i suoi giorni in carcere.

Io ho l'impressione che voglia proteggere qualcuno.

Sarebbe da lui.

Voi lo conoscete bene, vero ?

E' stata una delle prime persone che ho conosciuto in città.

- Dove vi siete conosciuti ? - Al San Carlo.

Quando ci presentarono, ci venne da ridere.

Achille, Ettore... Lui disse: "Sarà difficile fare amicizia."

Invece siete diventati molto amici.

Vi ho visti insieme l'altra sera qui sotto.

Siete voi la persona che Ettore cerca di proteggere

perché era con voi quella sera.

Sì. E' vero, sono io.

Sta rischiando la galera per me, per salvare la mia reputazione.

Ma Ettore non sa una cosa.

Non sa che io andrei a testimoniare non una, ma cento volte.

Lui vale molto di più della mia reputazione.

Pivani, io vi do la mia parola. Se troveremo il colpevole

di questa storia non verrà fuori nulla.

Grazie.

Ho un'informazione che può aiutarvi.

Abbiamo messo sotto sorveglianza Capece.

Su di lui non è venuto fuori niente, ma sul figlio sì.

La sera del delitto è uscito di casa con un involto di giornale.

Si è infilato in uno scantinato, in un vicolo dietro casa.

Dopo poco è uscito a mani vuote.

Grazie. Vi assicuro che troveremo il colpevole.

Un'ultima cosa, Ricciardi.

Il dottor Modo.

Ditegli di fare attenzione a quello che dichiara in pubblico.

- Buona giornata. - A voi.

[SCATTO DELLA SERRATURA]

Raffaele !

Finalmente.

Ohi.

Datti una sciacquata, sei tutto sudato. Mmm ?

- Ho preparato la zuppa di verdure. La riscaldo ? - Con questo caldo ?

Ultimamente in questa casa quante verdure si mangiano !

-Volevi mantenerti leggero. -Infatti vado a dormire senza mangiare.

Fate tutto il rumore che volete, tanto io sono ancora sveglia.

Sai che novità ? Non mi fai mai una sorpresa.

- Su, vai a letto. - Ieri ho incontrato la Capera.

Sperava di fare i capelli a tante persone

per il fidanzamento di una signorina qua di fronte...

ma quella ha mandato a monte tutto, anche se la mamma non lo sa ancora.

- A monte ? - Tutto.

Smettila di ascoltare le chiacchiere delle comari.

Vabbè, era per parlare io e voi.

Andrea !

Allora ? Perché hai nascosto la pistola ?

- Per farmi bello con gli amici. - I periti ci mettono un attimo

a stabilire se è l'arma del delitto. Quindi non perdiamo tempo.

Ascolta.

Qualunque sia il motivo, io so che l'hai fatto per la tua famiglia.

La mia famiglia non esiste più.

Quell'uomo non è mio padre. E mia madre... l'avete vista.

Se hai nascosto la pistola, è perché sai chi ha sparato.

Mmm.

Sono stato io.

Facci capire una cosa. Tu sei arrivato a palazzo.

La duchessa era ancora in camicia da notte.

Appena ti ha visto si è spaventata.

Ha urlato e tu hai sparato quattro colpi di pistola. Giusto ?

Sì.

La duchessa aveva l'abito da sera ed è stato sparato un solo colpo.

Come la mettiamo ?

Va bene.

- E' stato mio padre. - No, Andrea.

Tuo padre non può essere stato. Ha un alibi per quella sera.

Coraggio.

Non capite quanto ha sofferto ?

Il dolore l'ha fatta impazzire. Non sa che ha fatto.

Il primo anno erano scenate continue.

Poi ho provato con le buone.

Gli cucinavo le cose che gli piacevano di più

ma lui a casa non tornava.

Io passavo le notti a chiedermi che cosa avevo fatto.

Mamma ?

Porta tua sorella di là.

- Ma che succede ? - Ssh.

Poi ho capito che non avevo fatto niente.

Ero solo stata al mio posto.

Così invece di rimanere a casa a piangere, una sera sono uscita.

Li ho aspettati fuori dal teatro. Quando sono usciti ridevano.

Lei era bellissima

e lui la guardava in un modo...

Non mi aveva mai guardata così.

Da quella sera ho cominciato a seguirli

a vegliare su di loro, come un angelo.

Vivevo anch'io della loro felicità.

Poi lei ha cominciato a tradirlo.

Mario non sospettava niente perché poi tornava sempre da lui...

ma si era invaghita di un ragazzo.

[VOCE NON UDIBILE]

Mario se n'era accorto e ha fatto quella scenata.

Le ha strappato l'anello... che poi era il mio.

Me l'aveva regalato quando è nato Andrea.

Da come parlate, sembra che ci foste anche voi a teatro.

C'ero, nascosta dietro al guardaroba.

Ho visto tutto.

Poi ho seguito lei fuori dal teatro.

E' andata in un ristorante sotto la galleria. Il ragazzo l'ha raggiunta.

Hanno cenato loro due, ma li potevano vedere tutti.

Mio marito che figura ci avrebbe fatto ? Uno zimbello.

Non potevo permetterlo. Dovevo fare qualcosa.

Che cosa avete fatto ?

Ho preso la pistola e sono andata da lei.

La volevo solo spaventare.

Ma poi me la sono trovata davanti sul divano con il cuscino sul viso.

Era così ubriaca che non era riuscita ad arrivare al letto.

Non ci ho visto più.

Ho sparato.

Mamma, io vado.

Papà è al suo posto.

Gli somigli sempre di più.

Non vi ho offerto niente.

Non volete un bicchierino di rosolio ? Siete sicuri ?

Credo che non mi abituerò mai. Sapete ?

Ogni volta che arrestiamo un colpevole, un assassino...

qualche cosa si spezza.

Sento... un buco dentro.

Però scusate, non sono qui per parlare di me.

Invece ogni tanto vi farebbe bene parlare di voi.

Siete un terribile carceriere di voi stesso.

Vorrei chiedervi di darvi pace, ma non servirebbe.

Solo voi potete farlo.

- Solo io, sì. - Chi è quest'assassino ?

Una donna. E' una vostra parrocchiana, Sofia Capece.

Povera donna... quanto ha sofferto !

Ci conosciamo da molti anni. Io ho battezzato Andrea e Giovanna.

State vicino al padre. Non è abituato a stare con i figli.

- Il maschio prova rancore verso di lui. - Li ho molto a cuore.

Farò tutto quello che posso.

Grazie.

Domani pomeriggio celebrerò una messa

in onore della Madonna della Catena.

Pregherò anche per Sofia. Avrei piacere se veniste.

- Va bene, don Pierino, ci sarò. - Grazie. Grazie.

- Eccoti, finalmente. - Non sapevo che avessimo un appuntamento.

L'importante è che lo sappia uno dei due. Che leggi di bello ?

Ah, niente. E' una cosa che mi serve per il lavoro.

Ho una novità. Domani vengono i miei bauli da Roma.

- A Napoli ? - Che entusiasmo !

Scusa se non sono all'altezza delle tue aspettative.

Se fossi in te, ci penserei bene.

Questa è una città difficile per una donna sola.

Dimmi una cosa, Ricciardi.

Rispondimi con sincerità.

Hai una donna ?

No.

Però penso a una persona...

anche se lei nemmeno lo sa.

Sappi che combatterò.

Ho diritto a un po' di felicità.

Sento che potrei renderti felice.

Poi non ci sei solo tu.

C'è Napoli, c'è il sole...

[VOCE NON UDIBILE]

Dove sei andata così elegante ? Avevi appuntamento con Sebastiano ?

Non avevo nessun appuntamento.

Sebastiano Fiore non lo voglio vedere più.

Come sarebbe che non lo vuoi vedere più ?

Mi sono innamorata di un altro.

Complimenti, Ricciardi !

La moglie di Capece ! Meglio di così non poteva andarci.

Una poveretta con due figli finirà in un manicomio criminale.

E' meglio di che cosa ?

Che cosa c'entra adesso questo ?

Sono contento che il caso sia chiuso e dovreste essere contento pure voi.

Adesso avrete molto più tempo da passare con una certa signora.

Serve altro ?

Congratulazioni.

Doppie !

Ma quanto è scemo !

Lasciate stare, non ve la prendete. Non vale la pena.

Per Garzo ? No, non stavo pensando a lui.

A che cosa state pensando ?

Abbiamo la confessione... ma troppe cose non tornano.

Mmm ! Vabbè, per qualsiasi cosa contate pure su di me.

No, adesso tu vai a casa.

In questo periodo hai trascurato troppo tua moglie.

Veramente non l'ho solo trascurata. L'ho pure trattata male.

Per colpa di Ciruzzo, il fruttivendolo.

Ma come è possibile ?

Quello è magro, magro come un chiodo.

- Le fa i complimenti quando prende la frutta. - Ora è chiaro.

La dieta, il malumore...

Vai, va' ! Parla con Lucia, tu che puoi.

Hai una donna che ami e che ha un rapporto vero con te.

Dite ?

Allora vado.

- Lucia... - Eh ! - Hai fatto pasta e fagioli ?

E' con le cozze, così non ti scordi perché mi hai sposato.

E chi se lo scorda ?

Senti... ma i bambini ?

Stanno da mia sorella, cenano là.

- Mmm ! - Mmm ! - Mamma mia. - Ti piace, eh ?

Dimmi una cosa, ma secondo te come mi devo sentire io

che mi sono vista rifiutare il cibo che con amore ti avevo cucinato ?

E come deve sentirsi un uomo che vede la moglie fare la civetta

con un imbecille di fruttivendolo ? Gli tirerei i baffetti uno a uno.

Ma veramente ?

Esiste un uomo più imbecille di te in tutta Napoli ?

Non sai che gli uomini magri non mi sono mai piaciuti ?

Secondo me in tutta Napoli...

non ci sta un uomo più fortunato di me.

-Che fai ? No, ho i piatti in mano ! -Non mi importa.

Madonna !

- Com'era ? Ciruzzo ! - Ciruzzo. - Tutta 'sta confidenza !

- Com'è tutta 'sta confidenza ? - Ciruzzo... Ma non lo so. - Scemo.

Buonasera, Ettore.

- Cercavate me ? - Sì, commissario. Volevo ringraziarvi.

- Ho saputo. - E' stato solo un chiarimento.

- Avete una sensibilità rara e... - Lasciate stare.

Piuttosto rispondetemi con sincerità.

L'anello... soltanto voi avreste potuto sfilarglielo.

E' così ?

Quella mattina quando ho sentito Concetta urlare

sono arrivato di corsa.

La prima cosa che ho visto è stata l'anello.

La sua mano pendeva dal divano con l'anello di mia madre al dito.

Allora ho fatto uscire tutti

e gliel'ho strappato con tutta la forza che avevo.

Che ho fatto di male ? Quando i miei colleghi finiscono

trovano ad aspettarli belle donne, macchine...

Invece io trovo sempre un poliziotto, pure triste.

Bruno, dicevi che prima dell'omicidio c'è stata una colluttazione, no ?

- Eh. - Però Sofia Capece ha trovato la duchessa addormentata.

- Non c'è stata lotta. - Magari non lo ricorda, è mezza pazza.

Sei ossessionato, parli solo di Capece.

- Cambiamo argomento. - Eh. - Parliamo di te. - No, guarda.

Io non sono interessante.

Ti sbagli, c'è chi ti trova così interessante

che ti ha fatto mettere sotto controllo.

Tu che ne sai ? Chi te l'ha detto ?

Ho dovuto interrogare una persona.

Mi ha detto di consigliarti di tenerti fuori dai guai.

Vabbè, me l'hai detto. Stai a posto con la coscienza ?

Non è questione di coscienza, Bruno. E' egoismo.

Sei il miglior medico legale che conosca.

Mi seccherebbe rinunciare a te.

Questa volta ho io una comunicazione per voi.

Ho deciso di trasferirmi qui.

Non ho più bisogno della vostra protezione.

Signora Lucani

sapete bene che questa decisione non spetta né a voi né a me.

Ho ricevuto ordini precisi e voi sapete anche da chi.

Parlerò con Edda. Le dirò anche che non desidero

che si tenga sotto osservazione il commissario Ricciardi.

Non vi facevo così ingenua, signora.

Parlate pure con chi volete. Nessuno è al di sopra del regime.

La parola "catena"...

noi la associamo quasi sempre a cose cattive...

come la prigionia, la schiavitù, la povertà.

Oppure le catene dell'anima, dei sensi, del vizio.

Ma esistono anche delle catene buone...

come quelle che legano l'uomo a Dio.

Dio non spezzerà mai queste catene.

Solo il peccato dell'uomo può spezzarle.

(in latino) Il Signore sia con voi. (insieme) E con il tuo spirito.

Commissario, dove andate ? Commissario ! Commissario !

E' così che facevate per entrare nell'appartamento.

- Toglievate l'anello. - Papà, papà !

Papà, vengo con te ! Ho fame.

Appena posso, vengo subito. Vai da mamma.

Forza.

Perché l'avete uccisa ?

Per i miei figli.

L'ho fatto per loro.

Non volevo che conoscessero la fame come l'ho conosciuta io.

Mi faceva rabbia lo spreco che si fa in questa casa

così ogni tanto la sera prendevo qualcosa dalla dispensa.

Che siete entrato a fare qua ? Non c'è nessuna dispensa, Sciarra.

Che è successo quella notte ?

Dopo avere richiuso la dispensa...

me la sono trovata davanti.

C'erano i botti, non l'avevo sentita.

Ha detto: "Ladro !"

"Domani voi andate via, tutti !"

Capisce ? Mi ha cacciato.

L'ho seguita senza sapere perché

ma davanti agli occhi miei vedevo solo fame, miseria, disperazione.

La mia famiglia senza più un posto. Lo capite, commissario ?

Andate avanti.

Allora lei ha chiuso la catena.

- (L'anello, hai tolto l'anello.) - Io ho aspettato un attimo.

- Poi ho tolto l'anello. - (L'anello ! Hai tolto l'anello.)

L'anello, l'anello !

Hai tolto l'anello.

Appena mi ha visto

mi ha guardato con odio.

Allora io ho preso il cuscino...

e gliel'ho stretto sulla faccia.

Lei scalciava ! Scalciava ! Gridava ! Alla fine però...

non si è più mossa.

Sono rimasto fermo.

Poi ho sentito la voce di mio figlio, nel corridoio.

Si era svegliato per i botti.

Allora gli sono andato incontro. L'ho riportato a letto.

Però poi dovevo risalire per chiudere.

Quando ho attraversato il cortile, ho sentito qualcuno che scappava

e il portone chiudersi.

Mi sono spaventato, temevo di essere scoperto.

Allora, piano piano...

ho richiuso e sono tornato a casa mia.

Posso salutare i miei figli prima che mi portate in galera ?

Ci sono già due figli che pagano per colpe che non hanno commesso.

Il loro sacrificio basta per tutti.

I vostri figli hanno bisogno di voi e vengono prima della giustizia.

- Grazie, grazie ! - Sciarra !

Vai da loro.

Sta' attento, però.

- Non avrai una seconda occasione. - Grazie, grazie.

(Gentile signorina...)

(vi scrivo per non darvi l'impressione)

(di essere una persona scortese)

(che si prende la confidenza di salutarvi dalla finestra.)

(Mi chiamo Luigi Alfredo Ricciardi.)

(Questa lettera è scritta nell'unico intento di sapere)

(se non vi dia fastidio essere salutata)

(quando occasionalmente vi vedo da lontano.)

[# STIAMO PER SEMPRE NUDI.]

[# NOI CHE CERCHIAMO IL BENE... #]

Sottotitoli RAI Pubblica Utilità

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.