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Original subtitles

E lui?

No, è all'estero.

- E lui? - Lui non è possibile.

- È in albergo. - Esce tra sette anni.

Peccato! Era perfetto.

E quest'altro?

- Non si può, è un pregiudicato. - Ma non dire cazzate!

Il fatto che è un pregiudicato non è un problema.

Il problema semmai è che è morto.

Un galantuomo!

Fermi tutti!

Signori, l'ho trovato.

Eccolo qua... perfetto.

< Perfetto.

È lui.

- Oh, pieno di corna! - Oh, pieno di merda!

Ma...

Lei è "Cosa". Cosa, lui è Pino.

- Pino, lei è Cosa. - Piacere, Pino.

Chi è questa bella bambina?

Come ti chiami?

- Come si chiama? - Si chiama Fre... Mer.. Sur... non me lo ricordo!

Vabbuò, va'!

Fratu mio, eh?

Sai cosa, lui è Pino, detto "Lo Straniero" perché è pugliese.

Ci conosciamo da tanto tempo.

- Abbiamo diviso la stessa cella. - La stessa stanza.

La stessa stanza per cinque anni, giorno e notte sempre insieme.

Partiamo.

Siamo fermi.

Fermi.

- Cosa è successo? - Per un sorpasso si sono sparati.

Ah, si sono sparati! Pensavo un incidente.

Niente di grave.

- Acqua? - Birra non ce n'è?

Abbiamo anche lo champagne!

Ma lu champagne, con le pallaine o senza pallaine?

- Ancora bevono acqua. - Qui sono dei provinciali.

Si parte! Suona anche tu, Pino!

Suona, Pino! Suona!

Amo il mio paese! Suona, Pino! Suona!

Fermati, Pinuzzo.

Cosa, questa è la mia terra, il mio territorio.

- Pino, portami a casa. - Subito, Cetto.

Cetto, sei tornato!

- Buttana, zoccolara! Buttanazza! - Papà!

Melo!

- Papà! - Melo!

Papà! Papà!

Facimu a tarantella? Sta scurannu! Vieni qua!

Vieni! Il mio purpo pruppiceddu! Melo Meluzzo!

Ora basta, Melo. Basta!

- Ora basta! - Buttanazza!

Piuttostamente, tua madre che ha? È disturbata?

È un po' così...

Anche tu in quattro anni neanche una telefonata hai fatto!

Ho chiamato una volta, era occupato.

- Buttanazza! - Hai visto chi c'è, Jackie?

- Allora Meluzzo, tutto a posto? - Sì. - Sono contento di essere tornato.

Avevo bisogno della mia famiglia.

- Ricorda, la famiglia prima di tutto. < Sì, papà.

Adesso porta fuori la bambina e andate a giocare con il cane.

Va bene, pruppiceddu!

< Pino. < Eh?

Mi è mancata tanto la famiglia.

Era così forte la mancanza che me ne sono fatto un'altra.

Carmen!

- Carmen! - Buttanazza!

Carmen, il caffè! Muoviti!

- Uno solo? - Se questa vuole il caffè, se lo fa lei.

< È giusto.

Comunquemente non si chiama "Questa", ma "Cosa".

A propositamente, Carmen ti presento Cosa...

...Cosa ti presento Carmen.

Chi è questa Cosa?

Non la voglio!

Non sono una cosa, mi chiamo Isabela Pilar Dos Santos.

No, ti chiami Cosa. È più pulito.

Quanto zucchero, Carmen!

Sta succedendo un casino. Carmen e Cosa litigano.

Passami l'accappatoio.

Forse non mi sono spiegato.

Quelle due là sotto si stanno riempiendo di mazzate.

Pino, Pino!

Ma è normale!

Nelle famiglie c'è dibattito.

La mia è una famiglia moderna, allargata.

Come sei modé, Pino.

Lui si chiama Jackie. E tu come ti chiami?

Eh?

E il tuo papà?

Come si chiama?

Pino!

- Pino, non ti distrarre. - Sì.

- Come mi trovi? - Sei elegante come sempre.

Chi è bello è bello e chi è più bello di te, si trucca!

Perfetto! Andiamo.

- Che facciamo? - Lasciale stare.

La loro sarà una grande amicizia. Andiamo!

Buttana!

Aspetta.

Andiamo.

Cetto, come ti sei fatto grosso!

- Si mangia bene in Sud America, eh? < Maledetta giustizia.

- Quattro anni lontano dalla tua terra. - Per cosa poi?

Bancarotta fraudolenta, false fatturazioni, riciclaggio...

< Tutte puttanate!

- Ma manco avesse rubato qualcosa a qualcuno! - Bastasi.

Eh, caini!

- Ehi, guarda chi c'è! - E tu come stai? Tutto ok?

La pensione di invalidità ti arriva sempre?

Sempre precisa, ogni mese.

Grazie a te, Cetto. Ti sarò eternamente grato.

Zoppichi sempre a comando?

Che caino!

< Vado a giocare a tennis. - Ciao!

Ciao!

Eh, cornuto!

Sono zone bellissime, quasimente vergini.

Ma da quelle parti il comunismo c'è sempre?

Una volta, ora si sta estinguendo.

Più che altro c'è pilu.

Pilu a perdita d'occhio.

Pilu da costa a costa, dall'alba al tramonto.

Pilu a pranzo e a cena.

Immaginate un continente grande dieci volte l'Italia ma senza steppe.

Solo pilu.

Container pieni di pilu.

Navi traghetto piene di pilu.

Nelle petroliere non c'è u petrolio, ma c'è u pilu.

I bambini a dieci anni sono così...

...e per forza con tutte le energie che c'ha bamba, scusa!

U pilu è u pilu!

C'è u pilu in polvere, non c'è il latte in polvere.

- Bentornato, dottore. - Bentornato.

Allora, ragioniere?

Vede, signor Cetto? Il villaggio è più o meno come l'ha lasciato.

Stiamo facendo l'ampliamento, più avanti ci sono quattro casette.

< L'unico problema lo stanno facendo in Comune.

Che problema?

Hanno scoperto che il villaggio è costruito su una città antica.

- Etrusca? - E quindi? È vietato?

Sarebbe vietato.

Invece di ringraziarci che da una città vecchia gliel'abbiamo fatta nuova!

- Che cornuti! - Ogni giorno se ne inventano una.

Il villaggio è abusivo, gli impianti non sono a norma, i permessi...

- Non ti lasciano lavorare! - < Ascoltate!

- Parla strano. - È inglese.

Brutta gente.

Vai.

Mister, senti a me. Vai a casa, sciò!

Sciò! Vai, vai!

- Cos'è quella? - Una fogna.

Scarica a mare, tutto regolare.

Ah, vabbè... scende a mare.

Allora è tutto regolare.

Cetto, io te lo devo dire.

In questi quattro anni sono cambiate tante cose.

Qui si è arrivato a dire...

...de - mo - li - zi - oni.

E moriu u cane.

- Lo dicono sempre. < Stavolta hanno la scusa.

Dicono che vogliono costruire un parco archeologico.

Una cosa etrusca.

Sì, una palazzina etrusca... Non si è capito bene.

Dicono pure che le costruzioni sono tutte abusive.

Sì vabbè, geometra, abusive... Come scusa non regge!

- Abusive. - Vabbè...

Tenente Cavallaro carissimo! Signora! E questo lupacchiotto?

La Qualunque! Per la serie "a volte ritornano".

- Ma sì! - Passano in fretta 4 anni.

- La trovo bene. - Mai stato meglio.

Come un cruciverba orizzontale e verticale.

Ma soprattuttamente orizzontale.

- Il solito galantuomo. - Bello, vero? Le piace?

- Sì, anche troppo bello. - Guarda.

Da qui si vede bene il mare, anzi direi troppo bene.

- Abbiamo quasi i piedi nell'acqua. - Attento ai granchi che mozzicano!

- Naturalmente è tutto pagato. - Preferisco pagare da me.

Sarà per un'altra volta.

Mi fa la ricevuta fiscale?

La ricevuta?

Non c'è problema, Carmen.

< Un attimo.

< Lo scontone, eh?

Non si disturbi.

- Uno sconticione! - Faccia il prezzo com'è.

Cinque euro.

Vuoi dirmi che in quattro anni abbiamo guadagnato questa miseria?

Non scherziamo, dai!

- Abbiamo avuto molte difficoltà. - Quali difficoltà? - La crisi...

...le tasse...

Non nominare mai più quella parola in mia presenza.

- Che tasse? - Devo dichiarare qualche migliaio di euro...

...per non destare sospetti.

Mi creda, un po' di tasse dobbiamo pagarle.

Ma che sta succedendo?

Uno manca quattro anni e siete usciti tutti di testa?

Ragioniere, quante volte devo dirti che le tasse sono come la droga?

Se le paghi una volta, finisce che ti prende la voglia.

Le tasse non si pagano! Cazzu cazzu!

< Tu ti lamenti per le tasse.

Qui sono arrivati ad arrestare un gentiluomo, un galantuomo...

...solo perché ha sparato al vicino...

...senza chiedersi se questo vicino è un infame. - Veramente?

- E come è possibile? - Te ne dico un'altra.

Hanno sequestrato alcune terre di amici carissimi...

...e le hanno date ai preti. < Non è una vergogna?

Cose da pazzi...

È anarchia!

< E non è tutto.

Adesso stanno indagando sulle proprietà costruite senza permessi.

Il tuo villaggio, la pizzeria e tutto il resto non sono al sicuro.

Questi si attaccano a tutto, non hanno vergogna!

Ma questi chi? Voglio nome, cognome e soprannome.

Polizia, carabinieri, finanza, Belle Arti... tutti quanti!

E ovviamente Cavallaro.

< Il tenente ficca il naso ovunque.

Va dicendo che stavolta andrà fino in fondo.

Che vada fino in fondo, così se lo mangiano i pesci.

Non è solo.

Se lo ricorda De Santis, il maestrino?

- L'uomo rispettoso delle regole e tutte quelle cazzate. - Me lo ricordo.

De Santis vuole scendere in politica.

Si candida a sindaco.

- E ce la può fare. - Vabbè, va'...

È un uomo senza vergogna.

Si è schierato completamente dalla parte della legge.

Schierarsi a favore della legge?

- È legale questa cosa? - Pare di sì.

- E se quello diventa sindaco? - Il paese è a rischio legalità.

< Cetto, qualcuno deve fermare il De Santis.

Noi ci abbiamo pensato e a lungo.

- Siamo arrivati a una conclusione. - Che sarebbe?

Tu.

Tu devi essere il nostro sindaco.

Io sindaco?

Sì.

Così dite?

Sì.

Esco, ho bisogno di riflettere.

Sì.

Sì.

- Hai riflettuto? - Tre volte, ma non sono ancora convinto.

Andiamo a fare un giro, guido io.

Ma vaffanculo!

Bastaso!

Questo l'ho creato io dal niente, dal nulla.

- Prima c'erano solo alberi, pini marittimi. - Macchia mediterranea.

Erbacce, dune.

- E questi bastasi mi vogliono togliere tutto questo. - Cornuti!

Caini! Puh!

È una giornata ventosa. Scusa, Pino.

E qui sai che c'era? Solo pietre vecchie, tombe...

...anfore, elmi, scudi, colonne, insommamente delle macerie.

Io l'ho bonificato.

- Tutta roba mia. - Tutta roba tua.

Senza dubbiamente.

Buttana! Zoccolara!

< Buttanazza! - Ssh, ha il sonno delicato.

Buttana! Zoccolara! Buttanazza!

Carmen, come sei all'antica. Smettila!

- Il totale... - Ricontrolliamo.

Ho deciso: date a Cetto quel che è di Cetto.

Accetto.

Salgo in politica, mi candido a sindaco.

Olè!

- Bravo, Cetto! - Sindaco!

Vinceremo, basta un po' di impegno e soprattuttamente tante buste farcite.

- Lo sapevamo! - Siamo pronti, Cetto.

- Cetto, quella è la casa del tuo avversario. - Bene.

Che dici? Gliela diamo la buona notizia a De Santis?

Gli mandiamo un messaggino.

Ah.

- Allora scacciu? - E scaccia.

Il messaggino gli è arrivato.

Cazzu cazzu!

Auguri, De Santis!

Figli di puttana!

Ciao, De Santis.

L'hai saputo?

- Sono entrato in politica, sai? - Me ne sono accorto.

Ce l'avevi da tanti anni la macchinetta?

Questo è l'anno del vetro fumè.

Ciao, De Santis.

- Ciao. - Ciao!

Meglio di Capodanno.

La grigliata è pronta!

Ecco qui!

La salsiccia è piccante, ma la nduja è deprecante.

Il futuro è Cetto!

Il futuro è in Cetto!

- Come stai? - Io sto bene, Cetto.

- Ho sempre un pensiero fisso. - Quello ce l'ho sempre anch'io.

- Per niente siamo cugini. - Ma non quello, Cetto.

Mio figlio è ancora senza lavoro.

- Pensa, si è laureato al DAMS. - Roba francese, "dams e messieurs"!

Appena mi eleggono, lo faccio console male che vada cameriere.

Mi farebbe piacere frequentarci.

Discorso! Discorso!

Discorso! Discorso!

- Discorso! - Allora...

Cari amici e parenti stretti...

...io mi candido per abbracciare il grido di libertà che si alza...

...dalle aule del tribunale alle celle del carcere...

...di amici barbaramente e ingiustamente definiti latitanti...

...costretti ad abbandonare il proprio letto nel cuore della notte.

< Che dolore! Che disperazione!

È ora di dire basta!

< Signori, io mi candido in nome dei valori...

...prima di tutto la famiglia.

Io amo la famiglia!

- Viva la famiglia! - Evviva!

Ora basta!

O se ne va lei o me ne vado io!

Non puoi avere due mogli.

Carmen, come sei fatta! Non ti va mai bene niente!

Ogni cosa è un problema.

Che saranno mai due mogli?

Non si possono avere due macchine, non si possono avere due moto...

...non si possono avere due case... - Due case sì.

Infatti me ne vado nell'altra.

Se si va avanti così, non si possono avere manco due cugghiuna.

- Io sono rimasta per tuo figlio. - Sì, sì...

- Cetto... - Mhm?

Cetto, ma quella cosa piccola, negra... è tua figlia?

Sai che ti voglio bene.

Infattamente per questo te lo dico: non sono cazzi tuoi.

Ah, no?

Io mi vergogno davanti a tutto il paese, alla famiglia...

...e non sono cazzi miei?

È una vera schifezza!

Mamma, dove stai andando?

Cambio aria, vado in campagna.

Qui c'è odore di marcio.

- Tutto bene, amore? - Sì, tutto a posto.

Non preoccuparti, vai pure.

Papà, lei è Laura.

- Buonasera, signor La Qualunque. - Buonasera.

Era la tua ragazza?

Sì, papà.

- Era la tua ragazza? - Sì, papà.

Melo, quella ragazza non va bene. Non ha le tette ed è scarsa di culo.

L'ho guardata bene, sai.

Ti devo parlare.

Seguimi.

Senti, Melo...

...presto io sarò sindaco...

...quindi tu per legge vicesindaco.

- Ci sono delle cose da sistemare: tu devi cambiare. - Lo so.

Io sono mancato e un figlio senza padre può prendere una brutta piega.

Ma ora sono tornato.

Ti ho visto l'altra sera in moto, avevi il casco.

Non va bene, Melo. Ho un nome in paese.

- Lo so, papà. - Tu sei il mio orgoglio.

Mi sono sacrificato, mi sono impegnato per te.

- Ti ho insegnato tutto, te lo sei dimenticato? - No, papà.

Quando avevi 11 anni, ti ho dato le prime lezioni di guida.

Quando ne avevi 12, che ho fatto?

Mi hai insegnato a picchiare i compagni di scuola.

Quando ne avevi 12, che ho fatto?

Mi hai insegnato a picchiare i compagni che non mi facevano copiare.

Non devi metterti il casco, potrebbero pensare che sei timido.

Ti devi far rispettare.

Se dai la precedenza a un incrocio, finiscono col darti del ricchione.

E come se non bastasse mi cadi su una ragazza senza minne.

- Dove ho sbagliato? < Tu non hai sbagliato.

Sono io che sono sbagliato.

La campagna elettorale comincia tra qualche giorno.

Io e te ci prendiamo un po' di svago, parliamo, riflettiamo parecchiamente.

Magari andiamo a caccia e a pesca.

- Sì. - Melo?

Era senza minne.

È caduto il mondo, sai?

- Scusa, papà. < Piatta!

Che dolore mi hai dato, Melo!

Andiamo.

Andiamo, dai!

Cosa c'è?

Sono tuo padre, Melo. Ti ho visto nudo tante volte.

Lei non ne parliamo!

- Forza! - Sì, papà.

Non farmi fare brutte figure.

Sorprendila, deve gridare.

- Melo... sta scurando, eh? - Niente, papà.

- Forse non ho l'esca giusta. - Sì, va bene... sì.

- Sì, l'esca giusta! - Ne prendo un'altra.

Va bene.

Hanno abboccato, Melo! Dai!

Quanti pesci!

- È fichissimo qui, mi piace! - Zitto.

Sì, papà.

Zitto, eh?

Fermati.

Jackie, guarda cosa abbiamo preso!

Jackie!

Jackie!

Amore mio, si nu bijoux, ma famme parlà a me...

- Perché Meluzzo piange? - Ho sparato al cane...

...ma stavolta non l'ho fatto apposta. - Gli era molto affezionato.

Meglio non affezionarsi.

A propositamente volevo dirti una cosa.

- Aspettavamo il tuo ritorno perché... - E dai!

Io e Svetlana vogliamo sposarci.

Tu e Svetlana? Ma siete sicuri?

- Sì. - Sì, Cetto.

Va bene.

Sì, il mese prossimo.

Per noi sarebbe un grande onore.

- Ci farebbe piacere se tu ci facessi da testimone. - Testimone?

Che brutta parola per dire una cosa così bella!

Pino, per te questo e altro.

Ora però dobbiamo concentrarci sulla campagna elettorale.

Domani mattina si comincia.

Dov'è Melo?

< Melo! - Il caffè. - Ah, sì! Grazie.

Meluzzo!

Propiceddu!

Tu non piangi per il cane, tu mi nascondi qualcosa.

No, è per il cane.

- Non ci credo. La scuola tutto a posto? - Sì, al solito.

- Cosa fai ora? Le medie? - Primo anno di geometra.

Di già? Bravo! Primo geometra.

- È la terza volta, papà. - Non piangere, Melo.

Il cane era brutto forte, neanche mordeva.

Non devi piangere.

Per esempiamente vedi questo orologio?

Non funzionava e l'ho riparato.

Ora non è più un orologio, è mio cugino.

Secondo te se muore, io mi dispiaccio?

- Sì, papà. - No, Melo! Me ne fotto!

Me ne compro un altro.

Meluzzo, ora basta.

Ora basta che ho fame.

Il palloncino per la bambina e un complimento alla mamma.

- Sa che lei ha un bel corpo da assessore? - Grazie.

- Mi telefoni, le lascio il numero. - Andiamocene però, Cetto.

- Se perdiamo mezz'ora ad ogni minna, finiamo dopodomani. - Hai ragione.

Dobbiamo pensare in grande.

Però come criterio di massima, come sistema di riferimento...

...come atteggiamento preferenziale tu fatti i cazzi tuoi. - È giusto.

Buongiorno, signorina.

Non posso, c'è un incendio sulla Sila.

L'incendio è già indomabile, fai il viaggio per niente.

Fammi il piacere e fai il giro largo.

Non posso.

Ascoltami.

< Vota e fai votare Cetto La Qualunque!

Questo è il buono benzina offerto da Cetto La Qualunque!

Fate il pieno di democrazia: 10 euro li mette il vostro candidato.

Votate Cetto La Qualunque, il vostro sindaco.

Fate il pieno di democrazia.

Melo, guarda come sei maschio senza casco!

I capelli al vento sono più sinceri. Aiutami a distribuire i buoni.

- Avanti. < radio: La parola al candidato De Santis.

Cari amici, nelle prossime elezioni comunali...

...pare abbia deciso di candidarsi un cittadino noto alle cronache locali.

- A questo candidato vorrei porre delle domande. - Bastaso!

Signor La Qualunque, la latitanza l'ha resa migliore?

< Chi sono i loschi figuri che frequenta?

< La donna che l'accompagna è la sua concubina? - Ora basta!

Ho ddu' cugghiuna che minacciano la secessione.

Pino, chiama la tipografia.

- Ho in mente una risposta da dare a De Santis. - Sì.

- Questo non voglio dimenticarlo. - Pronto? È la tipografia?

- Un momento. - Ti detto il testo. - Sì.

- De Santis. - De Santis.

Dov'è il suo programma?

Quello è l'ultimo problema, prendi una pizzetta.

Mangia la pizzetta.

Non ci ha ancora detto chi vuole candidare.

- Non saranno i soliti professionisti della politica? - Nient'affattamente.

Sono volti nuovi e immacolati.

Non ve la volevo far vedere ma ho qui la prima bozza di lista.

Vi propongo il mio dream team...

...e cioè...

...Melo La Qualunque, O Pruppo.

Salvo La Qualunque!

Rosario La Qualunque!

Pino "Lo Straniero" acquisito La Qualunque.

Grazie!

- Poimente Rocco La Qualunque! - Rocco La Qualunque è in carcere!

Esce fra due settimane, è pulito.

- Prenda una pizzetta. - Ma sono tutti suoi parenti.

E sono tutti uomini.

Non è il caso che nel Sud entrino in politica anche le donne?

Nella mia visione politica spessatamente all'avanguardia...

...non sono le donne che devono entrare in politica...

...ma è la politica che deve entrare dentro le donne.

Non è partito l'applauso ma me lo merito.

Cazzu, cazzu!

Non l'avevo sentito.

Sempre più persone vivono al di sotto della soglia di sopravvivenza.

- Che dispiacere! < Ci sono anziani...

...disoccupati storici, immigrati.

Cosa farà il sindaco La Qualunque per i poveri e per i bisognosi?

I poveri e i bisognosi...

Non ci avevo pensato! Capita!

Un applauso al nuovo che avanza!

Capita... i poveri e i bisognosi. Capita e ricapiterà!

- Lo facciamo patrimonio dell'umanità. - Può capitare.

L'ottava meraviglia!

Bravo! Bravo!

- Ci conosciamo. Sono Martino Calogero, di Tele di Sopra. - Ciao, Calogero.

Lei ha candidato solo parenti, maschi o femmine che siano.

Non sarebbe meglio aprirsi alla società civile? La ringrazio.

La società civile!

La prima idea bella e giusta che mi sono sentito dire! Bravo!

La società civile, appuntamente. Ora me lo scrivo!

Società civile! Facimu nu bagno!

Facimu nu bagno!

Ma cosa significa? Io non capisco!

Ma no, amore... no!

< Tu sei piaciuta molto a papà.

Non è quello il problema.

È solo che mio padre è uno all'antica.

Crede molto nei valori.

- Ndu culu la società civile! - Ndu culu!

Io l'ho visto come mi ha guardata. Dai, cosa ti ha detto?

< Niente, amore. - Su, dimmelo.

Forse siamo troppo giovani.

Vedrai che col tempo lo capirai anche tu.

< "La proposta politica della lista La Qualunque è inconsistente."

"Mancano le linee programmatiche."

"Non vi sono tracce di un piano economico strutturato per rapinare..."

- Geometra... ripianare! - Ripianare, ripianare!

"..Ripianare l'inquietante voragine debitoria."

E che ddu cugghiuni, ma di che parlano?

"Non si capisce come il candidato intenda affrontare le emergenze..."

"..e i mali tavici di questa terra..." - Atavici! - Atavici.

"..Circondato da uno stuolo di amici e parenti, gente inadeguata..."

"..alla pubblica amministrazione."

- Pino, tu hai capito? - No. - Perfetto!

Pino è l'elettore medio.

Se non ha capito niente, non capirà niente nessuno.

- Andiamo avanti. - Scusami Cetto, con tutto il rispetto che ti porto...

...il problema non è Pino.

- Le notizie che arrivano non sono buone. - Leggo.

I sondaggi sono tutti negativi.

- Va bene i sondaggi... < Il ragioniere ha ragione.

Dobbiamo reagire, non possiamo stare con le mani in mano.

Ascolta i tuoi amici: qui ci vuole un esperto.

- Vabbè... - Ne abbiamo trovato uno.

- Niente esperti, andiamo avanti così. - Almeno pensaci!

Questo è il numero uno. Quando succede qualcosa di grosso, lui c'è sempre.

Per dirne una, quando Gorbaciov pensava ancora al muro di Berlino:

"Lo buttiamo? Non lo buttiamo? Magari lo ristrutturiamo."

Lui se ne stava là col piccone in mano che picconava. Un grand'uomo!

Poi è un parente di mio cugino.

- Vi devo dire altro? - Assolutamente. - Cetto, è un grand'uomo.

- Costa caro... - Vero. - Perché tutto ha un costo.

Puru u pilu!

Puru u pilu!

Va bene.

- E ndu culo ai giornalisti! - Caini! Puh!

Eh!

- Rosaria! - Francesca!

Non te ne pentirai, è il meglio che c'è in circolazione.

Un pezzo grosso.

- Te l'ho detto che è parente di mio cognato? - Almeno 108 volte.

< Senta...

...il cartello è sbagliato.

Jerry Salerno.

Io ho fame, andiamo.

- È lui? - È bravissimo.

- È il numero uno. - Vabbuò va'...

Di dov'è di preciso questo Jerry?

Non chiedergli mai se è di Bari.

Mai dire Bari, lui è di Milano.

- Ricordati, di Milano. - Ho capito.

- È di Bari, ma dice di essere di Milano. - Bravo. - Un pentito!

Ci mancava! Ora siamo al completo.

Comunque io sono Pino.

Per curiosità, signor Jerry...

...esattamente da quale parte del nord venite?

Non è importante.

- "Non è importante". - No, è determinatissimo.

- È il numero uno. - E uno di prima fa due.

Abbiamo Jerry e Tom.

Tom e Jerry, Cetto.

Jerry e Tom.

Domattina come prima cosa i 20.000 di acconto.

- Ci vediamo in albergo da me alle 7 in punto. - Alle 7?

- Alle 7 di sera. - Quelle sono le 19.

Le 7 sono le 7, checchè se ne dica.

Io è dall'82 che non mi sveglio alle 7.

Lo sappiamo, Invalido.

Allora?

L'appuntamento era alle 7. Sono le 7:15.

- Non è importante. - È importante invece.

Si comincia con la puntualità.

- Guagliò, fai caffè a ripetizione! Non ti fermare mai. - A disposizione.

Ho portato i soldi, puoi contarli se vuoi.

- Ecco, signor Jerry... - Puntualità.

Che facemu, un balletto classico? Il tippe tappe?

La danza del ventre facemu?

Nessuna arte è più difficile della conquista del consenso.

È come una guerra.

L'obiettivo essenziale della guerra è la vittoria.

E io voglio vincere.

Solo obbedendo al comando centrale si vince.

E qui il comando centrale...

...son me. Te capì?

Chi facimu lo sbarco in Normandia? Io non ho fatto il militare.

Ero impegnato.

Senza dubbio c'è in lui qualcosa di ancestrale.

Una sorta di istinto primordiale...

...un qualcosa di animale.

Ma non basta, bisogna lavorare.

Lavorare a modo mio.

Accetta di fare quello che dico io o rinuncia?

Scusate, ho un impegno. Devo andare a riflettere.

Rifletta pure.

Riflettere piace a tutti, mica solo a lei.

Però mi raccomando, non lo faccia davanti agli altri.

Hai capito, Jerry?

Pare babbu ma 'i sape i trucchi! E bravo Jerry!

- Senta, La Qualsiasi... - La Qualunque.

Vuole vincere le elezioni?

Senza dubbiamente.

Per prima cosa ricordi sempre: lei è la prima pubblicità di se stesso.

< L'immagine del candidato è come l'immagine del guerriero.

< Deve incutere timore nell'avversario e ispirare rispetto nelle truppe.

- Me racumandi, tutto a croce, eh? - Sì, stia tranquillo.

- Nino, che fine ha fatto tuo figlio Francis? - È partito.

È andato al nord.

Il ragazzo ha talento e adesso ha avuto molto successo.

Veramente?

Ora è stilista.

Ha fatto bene a partire, sai?

Sculettava. Il ragazzo non poteva rimanere nel paese.

Era, come dire... troppo stilista.

Attento!

Caccia e mani, Ninuzzo!

Una volta sistemato il look bisogna lavorare sull'immagine pubblica.

- Ecco, siamo arrivati! Scendi! - Non voglio stare qui.

Dobbiamo liberarci dei pesi del passato...

...eliminare ogni traccia di comportamenti attaccabili.

< Insomma, il candidato deve essere sempre innappuntabile.

Ecco qua, vai!

È bello qua! Ti piace?

Ciao divertiti! Anche tu, eh!

Una volta liberatosi dei fardelli del passato...

...lei dovrà recuperare sul terreno della famiglia.

< Dobbiamo assolutamente dare un'idea di rispettabilità.

< Lei e sua moglie farete delle passeggiate in paese...

...soprattutto in situazioni affollate.

< La gente deve pensare che siete una coppia modello.

- Ciao, ciao! - È una buttana, zocculara...

- Buongiorno! - E una buttanazza!

- Buongiorno... buongiorno! - Tappinara.

Da domani lei si occuperà di suo figlio...

...il giovane guerriero.

Melo, oggi decidi tu.

Dimmi dove vuoi andare.

C'è una bellissima mostra di pittura, magari potremmo andare lì.

Ti porto a dipingere, ho i pennelli in macchina.

- Vuoi fumare? - No, papà.

Neanche fumi? Va bene.

Il tratto c'è, la pennellata non è decisa.

Tra le cose più urgenti dovrà mettere a norma i suoi locali.

< Deve comportarsi da persona civile e affidarsi a un commercialista.

- Ti piace il mio disegno? - Sì, papà.

Ricarichiamo.

È arrivato il momento di pagare le tasse...

...anche quaggiù.

Va bene tutto, ma io le tasse non le pago!

Io sono un signore, ho un nome in paese!

- Cetto, lei deve pagare le tasse. - Ho detto no ed è no!

Va bene ma allora sì come o cazzu...

Attenzione, La Qualunque.

Va bene.

Però almeno la cultura, me racumandi!

- Che cosa? - La cultura!

Almenomente è gratis?

Senza dubbiamente.

E una tale paura, certi giorni, di trovarsi...

...con delle ore davanti a sé prima del campanello del sonno...

...e più niente da dire...

...e più niente da fare.

E adesso Willie?

Fate qualcosa!

Fate qualcosa!

E poi... me raccumand! Viviamo in un paese cattolico.

Domenica la voglio vedere in prima fila nella sua chiesa.

- Le arivà el mumènt. L'é fundamental! - Va bene.

Brava!

Preghiamo.

Convocati dal Signore per questa celebrazione eucaristica...

...chiediamo la conversione del cuore e il perdono dei peccati.

Signore...

...perdona la nostra superbia e la corsa ai primi posti. - Pronto?

< Ah, sei tu! Ciao!

< Non posso. < Perdona il nostro emarginare...

...i poveri e i sofferenti. - Sono a una specie di riunione.

È una ruttura di cugghiuna che non ti dico guarda...

Va bene, passo alle 11.

Siamo in una chiesa, un po' di buona creanza!

Affettivamente è vero. Prete, sto telefonando.

Per cortesia, abbassi il volume. Un po' di creanza.

Ma veramente!

Ciao, riflettiamo dopo.

Va bene, ciao.

Prego.

Dio Onnipotente, abbia misericordia di noi...

...perdoni i nostri peccati...

...e ci conduca alla vita eterna. < Amen.

Qualcuno vuole avvicinarsi per leggere un brano delle scritture?

< Prego!

Vai!

Cari amici e parenti...

...come ben sapete sono il candidato a sindaco del paese.

- Anche se so che mi voterete... - Questa è la casa del Signore!

Qua non si fa politica!

Prete, sono anni che ogni domenica qui fate i vostri comizi.

Votate quello, non votate quello, votate il Partito Cristiano ecc. ecc.

E ora vi mettete contro di me? Volete la festa di San Rocco?

Volete il contributo del Comune?

Quindamente, votatemi e io ricostruirò la chiesa.

E licenziamo u parrin, mi dispiacemente.

Un'ultima cosa: non basta andare in chiesa.

< Ci vuole un atto di umiltà.

< La devono vedere al confessionale a emendare i suoi peccati.

Prete, quasi dimenticavo.

C'è un'altra cosa.

- Qui non ci sono telecamere, vero? - Non dica sciocchezze.

Insomma, l'ultima fesseria.

- Ho ucciso un uomo. - Quand'è stato?

Domani pomeriggio.

Un miglioramento c'è senz'altro...

...ma non basta.

I sondaggi dicono che siamo distanti cinque punti dal De Santis.

Bisognerà ancora lavorare.

Lavorà, lavorà, lavorà.

La soluzione migliore è sempre la più semplice.

Ho avuto un'idea definitiva.

Bisogna uccidere De Santis.

Non lo so.

Se noi uccidiamo De Santis...

...quello poi diventa un martire?

- Bisogna pensarci bene. - Potremmo solo ferirlo gravemente.

Così magari gentilmente si ritira o mediamente si ammala...

...e muore per conto suo.

Perché non mettiamo una bomba?

Cosa avete in quella testa di meridionali? Un chilo di nduja?

Se facciamo fuori il primo candidato, dietro di lui ce n'è un altro...

...e poi un altro e poi un altro ancora. Si tratta di ben 12 candidati!

Uccidere 12 candidati...

Non va bene, è troppo dispersivo.

- La signora Carmen. - Scusate, è mia moglie.

Sì, pronto?

Ma veramente?

Cazzu cazzu!

Viene...?

< Pure!

< Va bene.

Va bene, sì... ciao, ciao, ciao.

Il tenente Cavallaro si è presentato a casa con la finanza.

Mia moglie dice che hanno messo la casa sotto sotto.

Sottosopra, Cetto.

Sotto sotto.

- Cosa cercavano? - Ricevute di fatture, carte, libri, matite, pennarelli...

Cose che riguardano la pizzeria.

< A mia moglie hanno detto un sacco di minchiate.

Secondo loro le anfore della pizzeria sono trafugate.

Io l'ho trovate scavando nel villaggio.

Cose da pazzi!

Hanno lasciato una lettera, parlano di un'iscrizione.

Non è la tessera di un club.

Si tratta dell'iscrizione al registro degli indagati.

Ci sarà un arresto... la prigione!

Mi vogliono arrestare proprio ora? Che bastasi!

Che pezzi di bastasi!

Proprio adesso che ce l'avevamo fatta.

Tanto così bastava!

- Bastaso di un tenente! - Eh, caini! Puh!

Molto bene.

Gli daremo quello che vogliono.

Non fare quella faccia.

È una sciocchezza, lo sai che ti voglio bene.

Sorridi, Meluzzo.

Va bene.

Sei contento che il papà ti ha intestato la pizzeria?

- Sì, grazie papà. - Andiamo, va'!

- Ciao! - Ciao, papà.

< Ciao! È diventato un ometto. - Ciao, papà!

- A me già mi manca. - Ciao, Melo!

Cosa vuoi? È la vita!

Mio figlio ha sbagliato e già sta pagando.

Io sono innocente.

De Santis ha tentato di incastrarmi. Quel bastaso! Quel caino!

Votate e fate votare Cetto La Qualunque!

La purezza, la lealtà, la libertà!

Mio figlio ha sbagliato e sta già pagando.

Povero Melo!

Ma che colpa ne ha lui?

È solo un ragazzino.

È solo un ragazzino!

Picciriddu meu...

Meluzzo mio!

Il carcere è formativo, è una specie di università.

Poi siamo sotto elezioni. Carmen, ragiona.

In un momento così, meglio lui che io.

Dà meno nell'occhio, Carmen.

Vaffanculo!

Li porto io questi a Melo?

Ti ho innamorato vedendoti, uscendoti tu della casa...

...di te.

In questo mondo di parole ognuno c'ha la sua.

Io c'ho la mia.

Ti amo.

Ti amo, ti amo!

Viva Pino, viva Svetlana, viva l'amore!

- Evviva gli sposi! < Grazie, grazie!

Cari Pino e Svetlana...

...questo è il secondo giorno più bello della vostra vita.

- Il primo giorno sarà quando voterete Cetto La Qualunque! - Bravo!

Vota e fai votare Cetto La Qualunque!

Qualunquemente, comunquemente e tralartramente!

Io e lei dobbiamo parlare.

- Dobbiamo parlare! - Caro Jerry, è arrivata la torta.

- Prendi un bicchiere. Vieni, Cosa! - Non ho sete, va bene?

- Cosa le avevo detto? - Non posso ricordare tutto.

Io le avevo detto di non farsi vedere in giro...

...con gente che non fosse sua moglie ma solo con sua moglie.

Sono io che non mi faccio capire o è lei che non mi intende?

Tutte e due le cose, ma oggi è il matrimonio di Pino.

- Facciamo uno strappo alle regole. - Nessuno strappo alle regole!

Fino alle elezioni!

Ma è uno scemonito completo! Tremone!

Cioè voglio dire, è pieno di gente.

Potrebbe esserci qualche giornalista in giro.

La signora gentilmente viene via con me.

- Prego. - Sono io la signora.

- Certo. - Grazie.

< Chauffeur! < Eccomi!

Va bene, andate.

Cetto, lasciala perdere!

In onore di Pino e di Svetlana, io vi dedico una poesia.

La poesia si intitola "Sentimento ventoso".

Prego.

Se di giorno volge al bello...

...se di sera volge al brutto...

...dopo il Carosello alle due vengo e te lo butto.

- Bravo, Cetto! - Sei il nostro futuro!

< Cetto! Cetto! - Qualunquemente.

Cetto! Cetto! Cetto!

Cetto! Cetto!

Cari amici elettori...

...e sdraiabilmente amiche elettrici di Marina di Sopra...

...mi è stato chiesto se vengo eletto cosa intendo fare...

...per i poveri e i bisognosi.

Una beata minchia!

È ora di finirla! Quella dei bisognosi è una mania.

Anch'io sono bisognoso di voti, affettivamente mi servono più dell'ossigeno.

Qui siamo in guerra, io non faccio prigionieri.

Se tu mi voti, ti trovo un lavoro.

Se non mi voti, 'nto culu a ttia e a tutta la famigghia!

Applausi!

Io amo lo scontro, soprattuttamente non amo i pacifisti...

...nella persona di De Santis...

...il nostro Giovanni De Santis della nostra lista civica.

De Santis, io non ti sputo se no ti profumo...

...io non ti piscio che ti lavo, io non ti cago che ti inciprio.

Giovanni De Santis: a bastasu, a cainu...

Puh!

Scusate.

Tu ti sei fissato che i problemi del Meridione sono il lavoro...

...lo sviluppo economico...

...la valorizzazione delle risorse naturali.

Ma cchiu natura du pilu che c'è, eh?

Qui da noi non serve lavoro, è risaputo.

Se uno sa firmare due assegni a vuoto, di fame non muore.

Qui non servono strutture scolastiche e ospedali efficienti.

Qui serve u pilu, signori!

Si sono sollevati addiritturamente dubbi sulle mie prestazioni... sessuali.

Oh!

Cazzu, cazzu, cazzu!

Lu, iu, iu!

Il sottoscritto si vanta di aver avuto relazioni sessuali...

...con più di 16.000 straniere di 106 colori diversi.

Ho speso una fortuna ma ce l'ho fatta.

Prima di tutto l'amore.

Si sono sollevati addiritturamente dubbi quando ho proposto...

...di affidare a Pino "Lo Straniero" il ruolo di primario...

...nel reparto di cardiochirurgia all'ospedale.

Lo scoop di questi infamoni sarebbe che Pino non è laureato.

Ma a che cazzo gli serve la laurea?

Pino ha due mani di fata.

Può operare.

Dovreste vederlo come sfiletta i delfini che pesca.

Dovreste vederlo come impaglia i cerbiatti che caccia.

A che cazzo gli serve la laurea? Qualunquemente e sempremente.

Se sarò eletto, farò assumere 7.000/8.000 forestali.

Metteremo un forestale per ogni albero. Applauso!

Grazie per essere venuti, votate Cetto La Qualunque.

Con le parole io avrei finito, ora facciamo parlare i fatti.

Facciamo parlare i fatti!

Votate Cetto La Qualunque!

La politica che scende fra la gente! Votate Cetto La Qualunque!

È tutto gratis!

Tralartramente, non costano niente, è tutto offerto da Cetto La Qualunque!

Allora, Cetto...

...cominciamo da capo.

Cosa devi fare quando parla l'avversario?

- L'ultimo duello TV è fondamentale. - Questo è facile.

Quando parla De Santis, mi alzo e me ne vado.

Non fare il pirlone, dai.

Quando parla De Santis, io me ne andrei a pisciare.

Dai, l'abbiamo detto cento volte.

Quando parla De Santis, devi limitarti a scuotere la testa.

Come dire "non va, non va."

Quando ti inquadrano, devi ripetere a mezza bocca le frasi che dici tu.

Cazzu cazzu! Ma che vergogna!

O anche "Tralartramente, qualunquemente, senza dubbiamente."

Così lui si incazza e lo mettiamo sotto una cattiva luce.

- Te capì? - La pisciata è più efficace...

...ma se dici così, facciamo come vuoi tu.

Cetto, cominciamo da capo.

Sono tre ore che andiamo avanti, non possiamo fare una pausa?

Ripetiamo dall'inizio, dai.

Quando entro nello studio, mi avvicino a De Santis...

...gli do la mano poi gli sorrido e gli sputo.

- Allora sei un tremone. - Scherzavo, dai.

Gli do la mano, saluto il pubblico e i giornalisti, poi mi siedo.

Molto bene.

- Calogero! - Sì, dica.

Se lei trovasse la ragazza nel camper...

< Fra cinque minuti in onda! - Basta con questo trucco!

Sembro il Re Sole! Sembro un Bronzo di Riace.

< Insomma, per concludere il discorso...

...quest'anno gli elettori hanno una grande responsabilità.

- Che vergogna, non è possibile! - Dicevo che gli elettori...

...di Marina di Sopra devono scegliere cosa... - È incredibile!

È una vergogna, non è possibile, che schifo!

Cosa bofonchia? Qui non si riesce a sviluppare un concetto.

Io bofonchio quanto mi pare! Siamo in democrazia!

E poi come principio cardine De Santis, fatti i cazzi tuoi!

< Bravo!

Calogero, lei permette al mio avversario di parlarmi con questo linguaggio?

Quanto è permaloso! Ma si faccia una bella risata!

Signor La Qualunque, mi scuso a nome del suo avversario.

Siamo in una trasmissione libera, può fare e dire quello che vuole.

Lei parteggia in un modo indecente per il mio avversario.

Non dica sciocchezze, porti rispetto e non se la prenda con me.

Lei è di una noia mortale.

- Si sbrighi che poi tocca a La Qualunque. - Ma ho appena iniziato.

E hai già sfracanato, pensa che succede se continui.

È meglio che ti fermi, arritirati, lavati i piedi e va curcati!

- È perfetto! - Assolutamente!

È Dio!

- Ed è pure bello, bellissimo! - Se mi voterete, avrete tutto.

Gioielli, barche, privé...

...vongole e champagne. - Ma cosa sta dicendo?

< Organizzeremo seminari di pilu. - Allora? - Ssh!

< E regaleremo a tutti tatuaggi di pilu!

È tuo papà?

L'ho conosciuto, è una brava persona.

È evidente che sono promesse che non riuscirà a mantenere!

Lei si attenga ai fatti.

Lei è il conduttore o il suo avvocato?

Ma ti stai zitto un attimo?

< E cicik e cicik! Ma lasciami lavorare. Vai a farti due passi.

Insisto non ci saranno più bollette del gas e della luce.

Crepi l'avarizia!

Bravo! Bravo!

Ma che bravo e bravo! Sono tutte fandonie!

Sempre meglio delle cazzate che dici tu.

La solidarietà, la partecipazione...

Che ddu cugghiuna!

- Aboliremo anche l'ICI. - Ma è stata già abolita.

L'aboliremo di nuovo, abolita due volte.

Se non siete contenti, toglieremo la tassa sulla spazzatura...

...il bollo dell'auto e l'assicurazione.

Applauso!

- Bisogna fare sacrifici. - Molto, molto bene.

Siamo giunti al termine di questo nostro confronto.

Ma come al termine? Lui ha parlato il triplo di me!

- Non sono riuscito a completare un concetto. - Non me ne vanterei.

Carissimi telespettatori, è stato un bellissimo dibattito.

Sono state dette delle cose importanti sul futuro di Marina di Sopra.

Noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso la scelta spetta a voi.

Buona serata a tutti... e olè!

Signor Calogero, mi fa dire ancora un paio di cose?

- Certo, ci mancherebbe! - Ma non avevamo finito?

De Santis, adesso sta esagerando!

Non mi è mai capitato di avere a che fare con un politico...

...così insolente come lei. - Sei puzzolente! Vergognati!

La Qualunque, mi scuso a nome mio e dell'emittente.

Le garantisco che la prossima volta avrà uno spazio per lei da solo.

Lei non può!

- Questa è la mia trasmissione e io faccio come mi pare. - Bravo!

La Qualunque, concluda pure.

Regia, mi stacchi l'individuo.

La ringrazio.

Daremo 1.000 euro a persona.

- 2.000! - Bravo!

E imbianchiamo la casa di tutti, gratis!

Torneranno i pesci spada sulla costa!

- Bravo. - Porteremo barche di pilu!

Navi cariche di pilu!

Insommamente, fortissimamente pilu!

- Bravo! - Molto bene!

- È una promessa. - Questa è una bellissima conclusione.

Grazie a tutti voi, buona serata a tutti... e olè!

Caro Calogero, grazie.

- Allora, come è andata? - Conduzione impeccabile!

- Complimenti! - Jerry, è fatta. - Direi che abbiamo esagerato.

Ho capito il trucco: dici due cazzate e ti votano tutti.

- Ci vediamo domenica pomeriggio. - Perché domenica?

Cosa mi hai detto sul giorno prima delle elezioni?

Ti ho detto che c'è la pausa di riflessione.

Da oggi a domenica rifletto, ma rifletto di brutto.

- Io non ti ho detto... - Me l'hai detto tu!

Ho una voglia di riflettere che manco te l'immagini.

Rifletti anche tu che fa bene alla pelle.

Così, don Cetto!

< Un bel sorriso! Una con la signora.

- Auguri! - Ciao, ciao!

Guarda chi c'è, mio cugino!

- Senza dubbiamente è una bella giornata. - E adesso dove mi porti?

- Io vado a fare quattro passi. - Ma che succede?

- Lasciami, caino! - Forza!

- Ciao! - Cornuto!

- Ciao! - Bastardo! Cornuto!

Cornuto!

Bastardo! Bastardo!

Chi ddu cugghiuna, che fatica!

Oh, tesoro! Amore!

- Dove vai? - A fare una passeggiata.

Ho passato una notte movimentata.

Il lavoro non è mica finito.

Spesso le elezioni si vincono l'ultimo giorno, al fotofinish.

Scusa, guarda.

- Questa è la lista di cose da fare. - Chi ddu cugghiuna! - Dai, su!

Coraggio, l'ultimo sforzo! Eh!

< Voi avete votato? < No!

Allora la birra ve la offre Cetto La Qualunque!

Anche domani e dopodomani. Compresi brioches e cappuccino.

Ora tutti al seggio, va bene? Alfredo, tutto pagato, eh?

Cetto La Qualunque!

Grazie.

Il mio piccolo villaggio è vicino alla playa.

È molto piccolo, è molto pulito.

Molto bello.

Lì c'è la mia vita.

Lì è nata la mia bambina.

Non mi piace questo Paese.

Certo, è normale Isabela.

Tutti desideriamo tornare dove siamo stati felici.

Parlami ancora della tua vita, della tua casa.

- Anche tu sei indeciso? - Sì, sono indeciso.

- Indeciso. - Sì.

Molto indeciso.

- Cetto? - Mhm? - Sono abbastanza indeciso.

Lo sai che sei abbastanza bastasu?

- Decisamente proprio, eh? - Grazie, Cetto.

Votate Cetto La Qualunque.

Ginuzzu bellu. Ebbi infiammazione alle tonsille.

Eri tanto bravo...

Signora per piacere silenzio, qua stiamo lavorando.

Qui abbiamo sei sicuri e un indeciso.

- Ma con qualche lenzuola pulita e due pere cotte vota pure lui. - Va bene.

Allora, come stiamo oggi?

Ricorda di votare Cetto La Qualunque e da domani la salute ti sorriderà.

Ti arriverà un posto in stanza singola, idromassaggio, aria condizionata...

...e un'infermiera di bella presenza. Come ti chiami?

Facile da ricordare.

Il seggio elettorale è in fondo al corridoio.

Ricordati, vota Cetto La Qualunque.

Parla analfabeta, ma è simpatico.

Buongiorno, sono Cetto La Qualunque, il candidato sindaco.

Come va, tutto a posto?

Cos'è questa mosceria?

Cos'è questo silenzio? Dite qualcosa, no?

- Afanculu! - Noto dell'insoddisfazione.

Ma se votate Cetto La Qualunque, arriveranno i fatti.

La Qualunque: più fatti e meno parole.

Ma quali fatti e fatti, qui non funziona neanche il gabinetto!

- L'ospedale è pieno di topi! - Alloramente una promessa.

Se l'ospedale è pieno di topi, io porterò i gatti.

E questa è una promessa. Promessamente!

< Votate Cetto La Qualunque!

Ciao, ciao, ciao!

Vafanculu pure tu. Ciao, ciao, ciao!

Ciao!

Dai! Forza, ragazzi!

Coraggio, coraggio, coraggio!

Signori, è una specie di gita gratis.

Ha sentito, signora? Signora!

Allora, attenzione.

Al seggio vi daranno un foglietto come questo. Vedete?

Sul foglietto ci sono vari nomi.

Eh?

Signora, non si distragga. Non voglio ripetere le cose sei volte.

- Va bene? < Scusate!

Dicevamo.

Vi danno un foglietto.

Voi dovete mettere la croce sul nome Cetto La Qualunque...

...quello che vi ha offerto la gita, che sarei io. Avete capito?

Sì, ho capito.

Ma lei la conosco e non la voto.

Voto De Santis.

Permesso! Fate passare!

Permesso! Avanti!

È ancora calda, tutti hanno diritto di votare.

Permesso, forza!

Forza, avanti! Ecco qua.

Siamo circa a 2/3 delle sezioni scrutinate.

Continuano ad arrivarci i dati ma non siamo in grado di darvi...

...un dato definitivo su come sarà...

< Arriva un ulteriore aggiornamento.

< No, niente! Questo non vale niente.

Questi sono dati di dieci minuti fa.

In questo momento potrebbe vincere sia La Qualunque sia coso...

Cetto, ci sono dei problemi. Spegni quel televisore.

La cosa non è chiara.

C'è un testa a testa.

De Santis ha qualche voto di vantaggio, ce la potrebbe fare.

Qui ci sono molte astensioni...

...diverse schede nulle.

Hai sentito, Jerry? Che si fa?

< Jerry! - Non si fa niente, le urne sono chiuse.

Quello che si poteva fare l'abbiamo fatto.

Non resta che aspettare.

Il gioco è questo.

Scusate, ho avuto una giornata molto dura.

Ah, certo!

- Fa tai chi! - Salute.

Gerardo Salerno.

Ora stiamo tutti con le mani in mano e aspettiamo buone notizie dal cielo.

C'è sempre tuo cugino che conta le schede?

- Assolutamente sì. - Chiamalo. - Subito.

Biondo, chiama.

Vincenzo, sono Biondo. Che succede?

Bene, bene.

Bene, benissimo. Ci sono molte schede bianche.

Di' di colorarle.

- Ma senza sporcare, un lavoro pulito. - Colora.

Questo è il gioco.

< Bel gioco!

< E giochiamo!

< Amici telespettatori, finalmente siamo in grado di darvi la grande...

...e attesissima notizia: La Qualunque è il nuovo sindaco di Marina di Sopra.

< Questa signori miei è un'emozione straordinaria.

Ndu culu!

Vai, Cetto!

Evviva Cetto!

Viva Cetto qua!

È un risultato incredibile, un'emozione straordinaria.

In studio c'è grande euforia...

...come possiamo immaginare ci sia anche a casa vostra.

Grande Cetto che ce l'ha fatta.

È un risultato molto importante per il nostro paese.

Grazie davvero.

Pronto? Sono Jerry Salerno.

Vorrei parlare con Cavallaro, per piacere.

Ciao, grand'uomo.

Ciao, Cetto.

Stammi bene.

Oh, ciao Melo.

< Vedi che il carcere modella? - Papà, ti presento Jennifer.

Jennifer... fammi vedere?

< Mi sembra altruista.

- Ottima scelta, Melo! - Signore e signori...

...amici e sostenitori...

...sono orgoglioso di presentare un amico speciale...

...il sindaco Cetto La Qualunque!

Salve, buonasera.

- Mi dispiace interrompere la festa ma ho un mandato. - Si vergogni!

Io sono il sindaco!

Lei e la magistratura bastasa non sovvertirete il risultato delle elezioni.

La Qualunque, che si scalda a fare? Io non sono qua per lei.

- No? - No.

- È lei Isabela Pilar Dos Santos? - Sì, sono io. Che succede?

Lei è immigrata clandestinamente nel nostro Paese.

- Che succede? - Non ho capito.

Signora, lei è in arresto e verrà estradata al più presto.

- La prego di seguirci. - Ah, ma arrestate lei?

Mi ha fatto prendere uno spavento!

Ma è il modo questo?

- E la bambina non la prendete? - Che bambina? - Sì, la bambina.

Cosetta... Sur... Mer... Frer...

Come cazzo si chiama? Veramente va'!

- Va bene, va bene! - Arrivederci!

Va bene! Cazzu cazzu!

Va bene! Scusatemi!

Scusate! Scusate!

Amici, scusate!

Niente di grave, era un'immigrata clandestina.

D'altrocantamente qui da noi manca il lavoro per gli italiani.

Non è che possiamo ospitare tutti. La giustizia ha trionfato! Musica!

Musica! Musica!

Musica!

- Pronto? - Lavorà, lavorà, lavorà!

Ehilà, il nostro sindaco!

- Ma che bella sorpresa! < Jerry, il più grande stratega del mondo.

Dove sei? Tutto a posto?

- Diciamo che non mi posso lamentare. - Il mio mandato finisce tra 5 anni.

- Non sparire che ho bisogno di te. < Non ti preoccupare.

E poi io e te abbiamo diverse cose in comune, te capì?

< Il nostro grande uomo.

Non finirò mai di ringraziarti.

Anch'io, Cetto. Anch'io.

< Ci vediamo presto, Jerry.

A propositamente ma...

...alla fine hai capito come si chiama la bambina?

Certo! Fra... Ma... Sur...

Ge!

- Come cazzo si chiama sta' bambina? - Cetto, stiamo cominciando.

- Sì, ciao Jerry! Ciao! < Ciao.

- Tutto a posto? - Tutto a posto.

Va bene, va. Camminamu...

< Cetto! - Pinuzzu!

Eccolo! Bravo, bravo!

Bravo!

Ciao, Meluzzo caro.

Ciao, ciao!

Eccoci qua.

Signori!

- Eccoci! < Bravo!

Cari amici!

E care, troppo care, assessoresse...

...sono qui perché non mi ho votato solo io...

...mi ha votato puramente la gente.

Signori, abbiamo fatto tanto per questa gente...

...per questa terra. È evidente.

E tanto ancora potremo fare.

Signori, infattamente realizzeremo il sogno.

Signori, costruiremo il ponte!

Costruiremo un ponte di pilu con una corsia di peluche...

...per tutti gli amici ed è solo l'inizio. Ne vedrete delle belle!

Questa è una promessa! Applauso!

- Un grande applauso! - Evviva Cetto!

Pensate che volevano buttare giù questo edificio...

...perché dicevano che era abusivo...

...e invece io l'ho salvato.

Qui alloggeranno sedici famiglie, brava gente, tutti miei elettori.

Praticamente parenti.

Noi costruiremo un paese nuovo dove tutto è possibile...

...anche avere due mogli, anche non pagare le tasse.

Un paese di pilu e cemento armato!

E se il ponte non basta, faremo anche il tunnel...

...perché un buco mette sempre allegria.

Qualunquemente!

- Il Campidoglio? - No!

- Il Vaticano? - No!

- Il Papa è tedesco. - Giusto, è vero.

- Palazzo Chigi! - No, poca cosa.

Signori, senza offesa per nessuno.

Ce l'ho io:

il Quirinale.

- Mi piace. - Siamo a casa.

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[ITALIAN]

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