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Come cazzo è successo?
Ora le spiego tutto.
Il maggiore ha parcheggiato l'auto
al solito posto e io ero sull'auto civetta al solito parcheggio
da cui lo vedo sempre passare per salire a casa sua.
Non li ho visti portarlo via e sanno che c'è un corridoio interno
che porta all'uscita sull'altra strada.
- Perché non lo sapevamo? - Lo sapevamo.
L'avevamo sempre scartata.
Ma il maggiore sapeva che dall'ingresso grande dall'auto civetta lo controllavo.
Ecco.
Qui l'hanno caricato e sono andati via.
- Ha lasciato il suo telefono in macchina. - Hai visto le chiamate?
Certo. Da quando è arrivato dalla Turchia, non l'ha cercato nessuno.
- Hai guardato nel suo appartamento? - A che cazzo serve? Scusi.
Se fosse salito, l'avrei visto.
Perdiamo solo tempo.
Visto? L'hanno scoperto.
Colonnello.
- Rosso, mi dici che succede? - Com'è andata in Turchia?
- Bene, perché? - Ne parliamo dopo.
No, io voglio parlarne adesso!
Secondo me adesso ti conviene stare buono.
Dopo tutto quello che abbiamo passato, mi devi la verità.
- Sei una guardia, Alessandro. - Ma che stai dicendo?
Anche adesso che ti parlo
mi sembra che tu mi stia dicendo la verità.
Da quando ti conosco, ho una guerra dentro.
- Una parte di me, ti crede, e l'altra no. - Perché dico la verità.
Qui ci stanno fregando entrambi, ti credevo più furbo.
Chi ti ha fatto la soffiata?
Uno che non avrebbe motivo di raccontarmi bugie.
Ma voi non dite niente?
Anche voi credete a questa stronzata?
Ahi!
Nooo!
Qui non si vedono né il Rosso né i Regina.
Non sono nemmeno a casa.
- E Alcamo? - È nella sua villa.
- Che facciamo? - Continuate l'appostamento.
Puoi spegnere questa musica?
- Mi rilassa. - A me no.
Ehi!
[Clacson]
- Ehi! - Dove cazzo vai, merda?
Ehi!- No!
[sparo]
Che cazzo volevi fare? Dove cazzo volevi andare?
Dove cazzo volevi andare?
- L'hanno rapito Rosso e i Regina. - La copertura è saltata in Turchia.
I poliziotti che vi hanno fermato erano corrotti?
Non credo.
Però in questura ci hanno visto molte persone.
La soffiata sarà partita da lì.
Chi mi ha infamato?
Non ti ha infamato nessuno.
Sono io che avrei dovuto tenere gli occhi aperti.
Niente scherzi.
- Dimmi chi è stato. - Se ci tieni...
Malavoglia.
Hai fatto una cazzata a salvargli la vita a Istanbul.
Ma tu ti fidi di uno così? Quello ha la testa fottuta, cazzo!
Già, ha la testa piena di cocaina, lo so.
- Ma rimane sempre mio fratello. - Certo...
Un altro con la svastica tatuata sul braccio.
- Ma non mi direbbe mai una cazzata. - E cosa ti avrebbe detto?
Avrebbe detto che la polizia ti ha fermato
e che poi ti ha rilasciato con tanto di scuse.
È stato un equivoco.
Gli sbirri l'avevano capito!
Allora, se era un equivoco
perché non l'hai detto a nessuno?
Potevi avvisare Malavoglia
potevi telefonare a me.
Ma tu non l'hai fatto.
Perché?
Perché?
Ahi, ahi, ahi...
Sei nella merda.
Divertiti.
Mi serve vivo ancora per un po'.
Che dici? Ci divertiamo un po'?
- Capitano, diamo l'allarme! - No, così capiranno chi è.
- Ma l'hanno già capito. - No, altrimenti l'avremmo trovato morto.
- Hanno solo sospetti pesanti. - È vero, stanno cercando delle prove.
Ma perché Alcamo è così tranquillo?
Doveva partire per un Paese lontano
sospettando di avere un infiltrato in casa.
Forse il Rosso ha agito da solo, lui ha garantito per Alessandro.
Se Alcamo scoprisse che ha sbagliato, non glielo perdonerebbe.
- Ancora di più Talarico. - Pensiamo ad Alessandro.
Lui starà cercando di non farsi scoprire. Dobbiamo trovarlo.
Sì.
Prima che ceda alle torture.
Una persona può sapere qualcosa, sempre che voglia aiutarci.
Andiamo a prenderla.
- Ciao, papà. - Ehi!
Io vado.
- Hai bisogno di qualcosa? - Di 20 anni di meno.
E Alessandro?
- È fuori per lavoro, torna oggi. - Stasera puoi invitarlo qua a cena.
Non lo so, vediamo. Adesso vado.
Papà! Oddio, papà!
Papà, mi parli, per favore? Papà, guardami!
Mi vedi? Per favore, mi dici qualcosa?
- Mi è scivolata la bottiglia. - Vieni, ci sediamo.
- Andiamo a sederci. - No... Ho il Parkinson!
Capisci? Ho il Parkinson e può succedere a chi ce l'ha.
- Sì, ma vado a chiamare Carmela. - Non voglio infermiere.
Posso farcela da solo, sto bene.
- Sei sicuro? - Sicuro.
Adesso vai, altrimenti fai tardi al lavoro.
Qui c'è bisogno di qualcuno che porti la pagnotta a casa.
Allora io vado, torno per cena.
Qualsiasi cosa, mi chiami e io arrivo subito.
- Hai capito cosa ti ho detto? - Sì, va bene.
Ti voglio bene.
Anch'io.
- Amici di Alessandro, sali in macchina. - Cosa volete da me?
- È successo qualcosa ad Alessandro? - In macchina!
Scendi!
Perché mi avete portata qui?
Perché mi guardi così?
- Hai tradito tu Alessandro? - Tradito?
È successo qualcosa ad Alessandro?
È successo qualcosa che non so?
È vivo?
Per favore...
Davvero non lo sai?
Cosa devo sapere? Ti giuro che non lo so.
L'hanno prelevato stamattina dal suo appartamento
e gli hanno messo a soqquadro la casa!
Io non l'ho tradito.
- Perché dovrei fidarmi di te? - Vi sto aiutando.
Perché ti conviene.
Dimmi la verità.
Sono innamorata di lui, perché avrei dovuto farlo?
Dimmi solo che è vivo, per favore.
Per favore.
Pensiamo sia stato il Rosso. Dove possono essere?
Pensaci. Un posto qualsiasi, il primo!
- Non lo so! - Veloce. - Non uno di quelli che usa di solito.
- Okay. Li abbiamo già controllati. Poi? - Ci sto pensando.
- Collega, il Rosso... - Se vuoi, chiamo Alcamo.
Troppo rischioso.
Tu oggi vieni con noi, non posso permettermi di crederti.
- Avvisa Alcamo. - Okay.
- È arrivato, sta entrando. - Ricevuto.
- Buongiorno, avvocato. - Buongiorno. Siamo puliti?
Sì.
- Porti un tè. - Subito.
[Squilli di cellulare]
Daria, dove sei?
Oggi non riesco a passare in studio,
devo portare mio padre in ospedale.
- Va bene, ci vediamo nel pomeriggio. - Dipende dai medici.
- Appena so qualcosa, la chiamo. - Cerca di non fare tardi.
A dopo.
D'accordo. Floriana!
La Stradale ha trovato l'auto con cui il Rosso ha rapito Alessandro.
Dove?
L'hanno abbandonata incidentata sulla Giustiniana.
- Sicuro che sia quella? - Ho visionato le telecamere stradali
e le ho incrociate con la segnalazione della Polstrada.
È passata vicino casa del maggiore nell'ora del rapimento.
Arriviamo.
- Andiamo. - Forza!
C'erano due persone, ma ero troppo lontano per vederle in faccia.
Qualcuno ha sparato e uno di loro è caduto a terra.
Rimani dentro tu.
C'è del sangue.
No, no, no.
Che cazzo fai fuori tu?
Ditemi se è vivo.
Che te ne frega? Tu sei uguale al Rosso!
Forza!
- Avete visto chi c'era a bordo? - Io sì. C'era una persona armata.
Due persone grosse reggevano una terza persona ferita.
- Gravemente? - Non si reggeva in piedi.
- Okay, per il momento resti qui. - Devono aver preso un'altra auto.
Controllate le segnalazioni di furto in zona.
Subito.
Allora ti sei deciso a dirmi se sei un poliziotto o no?
Se fossi un poliziotto, lo sapresti già, non pensi?
Ti ho aiutato a nascondere un cadavere e ti ho salvato la vita.
È per questo che siamo qua, altrimenti ti portavo al forno.
Scusa, dopo tutto quello che abbiamo passato, saresti già in galera.
Quello dipende.
Io me la cavo ancora bene.
Mi serve sapere una cosa.
Io chi sono per te?
Un pesce piccolo?
Stai facendo tutto questo casino perché vuoi Alcamo?
Allora perché non l'ho arrestato?
Perché Alcamo ha qualcuno sopra.
O forse perché tu vuoi tentare il colpaccio della vita tua
e arrestarci tutti insieme?
Rosso.
Cosa posso dirti per farmi credere?
La verità, Alessandro.
La verità.
Per una volta vorrei sbagliarmi.
Mi ero un po' affezionato a te.
Sono un coglione, vero?
Sei tutto sudato.
Ti faccio portare un po' d'acqua.
- Dice che ha sete. - Sì.
Gliela facciamo passare noi la sete.
Dobbiamo arrestare tutti i membri dell'organizzazione di Alcamo.
Sarebbe una condanna a morte per Alessandro.
Potremmo salvarlo,
perché ucciderlo non servirebbe più a nessuno.
- Non ha capito, questi non aspettano.
Il Rosso è un pluriomicida, lo ammazzerebbe solo per vendetta.
Se aspettiamo, quanti criminali si daranno alla latitanza?
- Quanti assassini? - Scusi, ma noi abbiamo ancora del tempo.
Alcamo non sa niente del rapimento,
quindi non sta preparando una fuga.
Rischiamo di bruciare un'operazione enorme
che è già costata in termini di vite umane.
Il maggiore Luce sta rischiando la vita per fare il suo dovere!
- Dobbiamo sostenerlo o no? - Non alzi la voce!
- Altrimenti cosa fa?
Mi toglie l'indagine? Lo faccia.
Però da questo momento in poi, le responsabilità se le prende lei.
Le do fino a stanotte, ma se l'operazione salta sarà una sua responsabilità.
Molto bene.
E non provi mai più a ricattarmi.
[squilli di cellulare]
- Chi è? - Alcamo.
- Ancora? - No, basta, altrimenti muore.
Due sono le cose: o è resistente o dice la verità.
- Non sto mentendo, Rosso. - Quindi stiamo al punto di prima.
[squilli di cellulare]
Quando dici ad Alcamo che l'abbiamo preso?
Non glielo dico, Alcamo ora deve dare conto ai calabresi.
Se mi sono sbagliato su Alessandro, devo sparire.
Se non è uno sbirro?
Avrebbe detto che lo è per evitare quello che gli stiamo facendo.
[squilli di cellulare]
Questa è la mia opinione, ma non mi basta.
Allora?
Bisogna trovare un altro sistema, qualcuno che lo conosce bene
e che possa toglierci ogni dubbio.
- Chi è? - Un mio amico.
Grazie.
Finché c'è l'inchiesta della Guardia di Finanza in corso
possiamo solo aspettare.
Ho perso tutto, non so che fare.
Vedrà che andrà tutto bene.
- Mia moglie è a casa? - Sì.
Avvertila che arriveremo anche noi.
Vado a dare un'occhiata al capannone.
- Bene. - Grazie.
- A che punto siamo? - Procede tutto bene.
Completate il carico, per oggi basta così.
D'accordo.
Amore... Sì, so che sei a casa.
Tra mezz'ora sono lì.
La borsa.
Devo rimanere qui?
- Per quanto tempo? - Non lo so, vedremo.
- Devo tornare da mio padre, lui ha solo me. - Non posso aiutarti.
Posso chiamare l'infermiera?
- È molto malato. - Lo so, so tutto di te.
Te l'ha detto Alessandro?
- Lui non è solo un collega per te, vero? - No, è un amico
- che ha commesso un grave errore. - Lui non c'entra niente.
Sono stata io a sbagliare.
- Se potessi tornare indietro. - Non credo che tu lo voglia davvero.
L'unica cosa che voglio è che si salvi Alessandro.
Non sei l'unica.
Sei parte del problema.
Chiama.
Carmela.
[squilli di cellulare]
Cazzo!
- Novità? - No.
È colpa mia. Dopo che l'hanno fermato in Turchia
avrei dovuto dire a Triunfera di chiudere l'operazione.
- Il maggiore non avrebbe voluto. - Sì, ma io...
Tu cosa?
Tu l'hai sostenuto.
Nessuno avrebbe potuto fare un lavoro migliore del tuo.
- Guarda com'è andata a finire. - Gli imprevisti capitano.
Adesso dobbiamo ritrovarlo e portarlo a casa.
Ce la faremo.
Capitano! Setola è stato rapito.
Che volete da me?
Mi volete ammazzare?
Oggi fate tutti le stesse domande.
- Stai zitto. - Oreste, mi meraviglio di te.
Un uomo così intelligente che fa domande così stupide.
Ora vedi cosa ti facciamo.
Ha chiamato l'agente di scorta di Setola.
Il Rosso chiederà a Setola - se Alessandro è davvero suo socio.
Setola sa tutto.
Come ha fatto l'agente di scorta a farselo scappare?
Meglio così, se il Rosso avesse visto la scorta non avrebbe avuto dubbi.
Questa è l'azienda di Setola.
Il suo cellulare era qui. Si muove verso nord.
È la stessa direzione dell'auto in cui si trovava il maggiore.
Portano Setola da lui.
La zona è troppo vasta. Quaranta, hai qualche elemento in più?
Sto facendo ricerche su tutte le proprietà dei Regina, del Rosso.
Mi sto concentrando su questa zona.
Floriana, secondo te la Fabbri è sincera con Alessandro?
- Mi sembra davvero preoccupata per lui. - Allora forse può aiutarci.
- Vado a prenderla. - Sì.
Io mi occupo degli investimenti di Alcamo, del Rosso so poco.
In quel poco c'è sicuramente qualcosa che noi non sappiamo.
Lei con queste carte ha più dimestichezza di me.
Iniziamo con le proprietà del Rosso?
Non userebbe mai una proprietà intestata a lui e alla sua famiglia.
- Allora partiamo con i Regina. - Sì, è meglio.
Il lavoro sarà un po' lungo.
Colonnello, appena ho degli elementi la chiamo.
Ci dia tutte le indicazioni, anche quelle che le sembrano irrilevanti.
- È importante, la prego. - Va bene.
Dottoressa, a noi risulta che i fratelli Regina.
Ilaria, venga un attimo.
- Sì, avvocato. - Daria ha chiamato?
No.
Chiami l'onorevole Pesce, gli dica che l'aspetto al circolo.
- Disdica gli appuntamenti. - Anche quello con il principe?
Tutti.
- Non so a che ora rientro. - Se viene la dottoressa Fabbri?
Non verrà.
Eccolo.
Floriana, Alcamo sta lasciando lo studio. Lo seguiamo.
Vi mando Grandi in supporto.
Okay.
Scusi.
È Alcamo, vero?
Comincia ad avere dei dubbi. Raggiungili.
Sì.
- C'è altro? - Fai attenzione.
Ci provo.
Sono entrati al Circolo della Vecchia Torre. Ci stiamo fermando.
- Entro. - Cosa?
È importante capire chi sta incontrando.
- Non fare cazzate. - Io?
- Secondo te ora che fa? - Di testa sua, come al solito.
- Posso aiutarla? - No.
Anzi, sì.
Puoi darmi la tua divisa. Sei d'accordo?
Andiamo.
- Perché questa urgenza? - C'è qualcosa di strano.
- Che posso fare per te? - Informati se indagano su di me.
- Hai degli amici in Procura, vero? - Avere amici è il mio mestiere.
Faccio qualche chiamata e ti faccio sapere.
Falle adesso.
Come vuoi.
Che abitudini ha il Rosso?
A parte lavare auto e fare il lavoro sporco per altri?
Si occupa di scommesse, cani, cavalli, un po' di tutto.
- Chi conosce nel giro? - Molta gente.
Organizzava combattimenti di cani con un tale che si chiama Manomozza.
- Luigi Vignali, un bel tipino! - Aveva un allevamento di cani.
Poi ha cominciato a perdere soldi.
- Ha chiesto ad Alcamo di occuparsi della vendita. - Capisco.
- Aspetti qui. - Va bene.
L'allevamento di Manomozza è sulla traiettoria delle auto.
Hanno fatto poca strada.
- Abbiamo un solo tentativo. - La tua valutazione?
- È difficile. - Sì o no?
- Non lo so. - Floriana, sì o no?
- Sì. - Allora vai.
Quaranta, fai convergere tutte le unità al canile sulla Braccianese.
Tutte le unità mobili in zona canile sulla Braccianese.
Scendi.
- Forza! - Perché mi avete portato qua?
- Stai zitto. - Dove stiamo?
- Fai sempre domande. Forza! - Che volete fare?
- Che volete? - Ancora?
Andiamo.
Guarda chi c'è.
- Rosso, questa ferita mi fa molto male. - Vai a sciacquarti.
Mettiti giù.
Allora?
Emma, forse abbiamo scoperto dove hanno portato Alessandro.
- Coordinatevi con Quaranta. - Okay Flo.
- Com'è la situazione? - Tutto bene.
Alcamo è a pranzo con l'onorevole Pesce e Grandi è riuscito a entrare.
Fate attenzione.
Sono solo supposizioni.
- Dimmi. - Si tratta dell'appalto sul litorale.
- Stanno facendo un controllo. - Che altro?
C'è altro?
C'è stato uno scambio di informative tra l'Italia e la Turchia.
Un'operazione della Guardia di Finanza.
- Stanno dietro ai miei affari. - Può essere una coincidenza.
Credi nelle coincidenze?
Potrebbero starti dietro anche ora.
Tu chi sei?
Dammi le chiavi della macchina.
Dimmi chi sei.
Ti do le chiavi, però tu mi metti nei guai, stai attento.
Forza!
Chi sei?
Mi licenzio perché avete le divise brutte.
Alla prossima!
- Alcamo ha capito tutto, seguitelo. - L'autista non si è mosso!
E questo?
- Cazzo! - Cazzo!
Lo troveremo.
- Forse hanno trovato il maggiore. - Dove?
Alcamo ci ha "seminato".
Raggiungete gli altri sulla Braccianese.
- Mandaci le coordinate. - Stanno arrivando. Eccole.
Dai!
Non è il momento di fare il coraggioso.
Che cazzo ci guadagni?
Ho detto quello che dovevo dire.
Non sai dire le bugie.
Lascialo stare. Che ti ha fatto? Prenditela con me.
Senti come ti difende? Però tu non ci provare.
Da qui esci vivo solo se mi dici quello che sai.
Vuoi sapere quello che so?
Se ti dico la verità?
Torni a casa tranquillo.
Domattina vai alla Ponteflores e sei socio unico.
A questo lo sistemo io.
Allora?
Non farti pregare. Ma che ti frega?
Se è davvero una guardia, è ansioso di arrestarti.
Però ha fatto male i conti perché io lo ammazzo prima.
Stanno arrivando.
Vengo con te.
- Non hai neanche il giubbotto. - Non mi interessa.
Va bene.
Ti dico la verità.
Alessandro, io ho perso tutto.
Non sono più niente.
Ho perso mia moglie, la stima di mia moglie.
Faccio schifo anche a lei.
Faccio schifo a me stesso.
Andiamo.
Sono un vigliacco.
Io sono un vigliacco.
- Oreste... - Ma lui non è un poliziotto.
No, non è un poliziotto.
È un mio socio.
Lo conosco da quando era bambino.
- Non ti credo. - Fermo.
Fermo. Sono della Guardia di Finanza.
- Lascialo stare. - Infame.
L'infame sei tu, hai ammazzato mio fratello. Lo ricordi?
Voleva tirarsi fuori e l'hai ucciso.
- Il fratello di Raul. - Sì.
Sono il maggiore Alessandro Luce della Guardia di Finanza.
Ma non sei riuscito a salvare tuo fratello né questo pezzo di merda.
Fermi!
Porca troia...
No, no... L'hanno trovato, il maggiore sta bene.
- Colonnello, ha saputo? - Ho saputo, Quaranta.
Bravi, ragazzi. Bravi tutti!
- Però Riccardo Regina è scappato. - Non è importante.
Ciò che conta è che abbiamo salvato Alessandro.
Come stai?
- Grazie, Flo. - Daria ci ha aiutato.
- Lei come sta? - Era preoccupata per te.
- Ma adesso abbiamo da fare. - Dobbiamo prendere Alcamo.
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