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Original subtitles

È colpa mia se è entrato nel giro di Alcamo e poi si è ammazzato.

[Rosso] Così mi ricordo di loro e di tutto quello che ho fatto.

È una questione di rispetto.

Sono il filo di congiunzione tra la Terra e il Signore.

È stata colpa mia.

Ne abbiamo già parlato.

Dovevo fermare l'operazione.

Quel poveretto sarebbe ancora vivo.

Achille Palumbo era un camorrista, figlio di un capoclan, era armato.

Il Rosso ha bruciato il corpo.

Il padre capirà cosa è successo e cercherà vendetta.

Lo impediremo.

Non è tutto.

- Alessandro ha scoperto qualcosa. - Cosa?

Sul fratello.

Mio fratello non si è suicidato.

L'ha ucciso il Rosso quando Raul voleva tirarsi fuori.

Mi dispiace molto, maggiore. È sicuro?

Il Rosso ha un sacchetto dove tiene i suoi souvenir.

Trattiene gli oggetti dalle persone che ammazza

per onorarne la memoria.

Crede di essere un superuomo.

- Aveva qualcosa di tuo fratello? - Una moneta antica.

Un regalo di nostro padre.

Una ce l'aveva lui e una la conservo ancora.

- Alcamo non voleva rischiare. - Possiamo arrestare quel bastardo.

Maggiore, il Rosso non è mai stato il nostro obiettivo.

Dal Rosso arriviamo ad Alcamo e lo incastriamo come mandante.

Alcamo non è il vertice della piramide e noi vogliamo il vertice.

Sappiamo chi c'è dietro ad Alcamo e di chi sono i soldi che ricicla.

Dottoressa, mi scusi, è una notizia di poco fa.

Fra pochi giorni inizieremo i lavori di bonifica del litorale

che gestiremo con delle aziende connesse con la Ecoartis

la nostra nuova società turca.

Altre aziende a noi amiche costruiranno un villaggio turistico.

Incrementerete il vostro guadagno sfruttando le attività commerciali.

Non sono qui per parlare di soldi, per quello c'è tempo.

Voglio sapere cosa state facendo con i Palumbo.

Gaetano Talarico.

E' l'uomo dietro Alcamo, o meglio dietro il suo clan.

- Come l'avete scoperto? - L'arma che il Rosso

ha dato al maggiore è stata usata durante un'esecuzione

ordinata dalla cosca di Santa Maria.

Di cui Talarico è il boss.

E' nella lista dei latitanti più pericolosi d'Italia.

Alcamo gestisce i suoi affari sul territorio romano.

Ma questa volta ha pestato i piedi a un altro clan.

Ci sono stati contrasti con i Palumbo

ma non vogliamo arrivare a situazioni inaccettabili.

Bravo.

Adesso smettetela.

[parla in siciliano]

L'affare è buono.

Lasciamo qualche briciola a quei "fetusi".

Non voglio problemi.

Mi hai sentito, Rosso?

Penso che abbiamo definito il nostro obiettivo:

il clan di Talarico.

Posso contare sulla sua collaborazione, maggiore?

Non credo. Buona caccia.

Ci penso io.

- Alessandro! - Che c'è, Flo?

Sei stato tu a volerti infiltrare.

Ti avevo detto che eri troppo coinvolto!

Avevi ragione tu. Adesso lo so, ho sbagliato.

Qui non puoi fare come cazzo ti pare!

- Hai capito? - Il Rosso ha ucciso mio fratello.

Devo resistere alla tentazione di sparargli!

Non sei un assassino.

Come fai a dirlo dopo quello che è successo?

Com'è andata?

È arrabbiato e ha paura di perdere il controllo.

- Ma continua l'operazione? - Secondo me sì.

- Colonnello, che fa? - Mi gioco la promozione,

- non posso andare via adesso. - Grazie.

Ora però... pensiamo ad Alessandro.

- Stagli vicino. - Farò del mio meglio.

Ho cercato di prendere meno buche possibile, ma le sospensioni...

Maggiore!

Io non posso immaginare cosa sta passando

però sono orgoglioso di essere la sua ombra.

Grazie.

- Jacopo, perché non fai merenda? - Non ho fame.

- Che succede? - Mi fa male la pancia.

- Scotti... prova ad alzarti. - Aahhh!

Vado a chiamare il dottore.

Non muoverti, torno subito.

- Com'è andata con il compare calabro? - Di merda.

Prima o poi ci finisco io nel tombino.

Hai paura che Gennaro Palumbo scopra che hai ucciso suo figlio?

Io non ho paura di nessuno.

Tanta gente vuole vedermi morto, cominciando da Palumbo

e finendo con Talarico che non vuole problemi con i napoletani.

Quella buon'anima di Dio sta in fumo e non da problemi.

Non lo troveranno fino al giorno del Giudizio Universale.

C'è un'altra persona che lo sa

e non si tratta né di me né di te.

[squilli del cellulare]

[squilli del cellulare]

Vaffanculo!

Problemi?

È la quarta volta che chiamo Alessandro e non risponde.

Hai paura che faccia una cazzata?

Un'altra volta con questa storia della paura!

Leviamogli qualunque possibilità.

[squilli di cellulare]

- Sì? - Alessandro?

- Ora non ne voglio parlare. - Non è per quello!

Ha appena chiamato Angela.

Hanno ricoverato Jacopo, appendicite acuta.

Che dici?

Non è niente di grave, ma lo operano oggi.

Alessandro?

[segnale di linea libera]

- Pronto? - Angela, come sta Jacopo?

È tutto sotto controllo.

È solo un po' spaventato, lo operano tra poco.

- Passamelo. - Sì.

Amore, è papà.

- Ciao, papà. - Furfante!

Cos'è questa vocina?

Da piccolo sono stato operato della stessa cosa!

- È una sciocchezza. - È vero che mi mettono i punti?

Sì, ma poi avrai una bella cicatrice da ammiraglio.

- Quando vieni? - Sto arrivando.

Ti tengo la mano fino a quando non entri in sala operatoria.

- Ti aspetto, vieni presto. - Sì, amore mio.

Dove va?

[squilli di cellulare]

[squilli di cellulare]

Forza, maggiore.

- Ha fretta il ragazzo! - Gliela facciamo passare.

Il Rosso!

[squilli di cellulare]

Grandi!

Alessandro non risponde al telefono e il Rosso lo segue.

- Dove va? - Credo in ospedale da suo figlio.

- Seguilo. - Sì, signora.

Se il Rosso lo vede all'ospedale, salta tutto.

Forse è quello che vuole. Lo chiamo io.

[squilli di cellulare]

- Colonnello, che vuole? - Il Rosso ti sta seguendo.

- Non posso farci niente. - Se vai in ospedale,

- bruci la copertura. - Non posso farci niente.

È un'appendicite, non è grave!

- Può aspettare. - Io l'ho abbandonato.

Sta male e non ci sono, è triste e non ci sono.

- Adesso basta! - Fai saltare l'operazione!

A me sta bene così.

- Arrestate quel bastardo. - Talarico farà ammazzare altre persone.

- Noi possiamo salvarle! - Non mi getti addosso questa croce.

Luce, non ho ascoltato chi diceva che eri inaffidabile.

Mi sono fidato di te rischiando la reputazione della squadra.

- Non mi deludere! - Mio figlio sta male.

Per tuo figlio sei un eroe, dimostra che non si sbaglia!

- Signora, lei deve attendere qui. - Sì, andrà tutto bene.

Vai dritto.

Sì!

- Alessandro non è entrato in ospedale. - Bene.

Il Rosso lo segue.

Non mi piace, ti mando rinforzi.

Ongaro, Vinci, raggiungete Grandi!

Aspetta qui.

- Che fai, mi segui? - Scappi?

Il Rosso è sceso dall'auto, è armato.

Vicino alla macchina c'è Regina.

Intervieni solo se ci sono problemi.

Perché non rispondi al telefono?

A volte non ho voglia di vederti né di sentirti.

Ora sono qua e devi vedermi e sentirmi.

- Facciamo due passi. - Qui non ti piace?

Là è più tranquillo, andiamo.

Il Rosso ha preso la pistola. Pronti ad agire.

[trasmittente] Grandi, sono Ongaro, sono con Vinci, siamo arrivati.

- Va bene qui, ti piace? - Che problema hai?

Secondo te che problema ho?

L'altra sera...

Non sono abituato a vedere ammazzare la gente.

- Va bene? - Non piace neanche a me,

ma che cazzo potevo fare?

Meglio a quel pezzo di merda che a me.

O a te.

Che cosa vuoi, Rosso? Di che cosa hai paura?

Che ti denunci?

Che mi faccio venire una crisi di coscienza?

[trasmittente] Alessandro gli sta urlando contro, il Rosso è armato.

Pistola dietro la schiena.

- Dimmelo tu. - Sono stato io a sparare per primo.

Ricordatelo!

Sei vai a fondo tu, ci vado anche io.

Non dobbiamo litigare, siamo nervosi.

Ha rinfoderato la pistola,

allarme rientrato.

Dai.

I Palumbo ci verranno a cercare per la storia del figlio.

Non solo per quella, gli abbiamo tolto tanti soldi

con un lavoro che abbiamo preso noi con la Ecoartis.

Non si accontentano più di gestire slot machine truccate.

Alessandro...

Fammi una cortesia, quando ti chiamo, rispondi.

Non farti venire a cercare.

Il Rosso si allontana,

io salgo in auto e sto dietro ad Alessandro.

[Rosso] Andiamo, fratellino!

È andata bene.

- Jacopo? - L'operazione è andata bene.

Sta per uscire.

- Ometto... - Papà, non c'eri.

[segreteria telefonica]

È la registrazione che il maggiore ci ha mandato con il telefonino.

[Rosso] Gli abbiamo tolto un appalto con la Ecoartis.

Non si accontentano più di gestire le macchinette truccate.

Cerchiamo di sapere di che tipo di appalti si tratta

- e quante aziende sono infiltrate. - Subito.

Quando Gennaro Palumbo capirà che il Rosso ha ucciso suo figlio, reagirà.

- Bisogna incastrarlo. - I Palumbo fanno affari

- con le slot machine. - Per assemblarle

avranno bisogno di un posto particolare.

Controlliamo tra le proprietà dei Palumbo.

Guarda se c'è un magazzino, un capannone.

Vi piace questo ex lanificio? È del cugino di Palumbo.

- Antonio Attilio Sanesi. - Mandiamo qualcuno.

- Che bel posticino! - Lanaroma, credo che sia questo.

Sì, è desolato quanto basta.

- Coprimi. - Attento.

[uomo] Giuseppe, vieni!

[uomo] È pronta questa? Forza!

Flo...

...possiamo chiudere la questione Palumbo.

Ongaro può sostituirmi? Vorrei partecipare all'operazione.

- Mani alzate! - Vai!

- Fermo! - Fermi!

- Giù! - Sono solo un elettricista.

- Stai giù. - Bonificate l'area.

- Colonnello, tutto a posto. - Andiamo.

Fermi!

Guardia di Finanza! Fermo.

Sto fermo.

- Fermo! - Mi fai male.

Portatelo via.

- Perquisite anche gli altri. - Agli ordini.

L'operazione con i Palumbo è andata bene, li abbiamo presi tutti.

Non li avremo più tra le scatole.

Grazie per non aver mandato tutto in aria.

- Non so se ho fatto bene. - Io sì.

Jacopo si sta svegliando.

Ho sete.

Adesso non puoi bere, devi aspettare un poco.

- Papà... - Ehi!

Mi hanno detto che ti hanno fatto una cicatrice a zigzag.

Sei un bugiardo.

Mi avevi promesso che venivi subito.

Hai ragione, scusami.

Ti ho mancato per un centomillesimo di secondo.

Dopo sono rimasto qui per tutto il tempo.

Ehi!

[altoparlante] L'orario visite è terminato.

Si invitano i signori visitatori a uscire.

Gli passerà, si è solo spaventato un po'.

Questa situazione è pesante per lui, spero che finisca presto.

Hai scoperto qualcosa su Raul?

Niente che ti possa raccontare.

Tu come stai?

Male.

Quando credo di aver risolto un problema, poi ce n'è un altro.

Smetto di mandare le bambine all'asilo perché costa troppo

e il giorno dopo mi arrivano le spese della villa.

Mi dispiace.

Devo vendere i mobili per coprire l'ipoteca della casa.

Comprerò qualcosa di usato.

A Raul piaceva tanto come avevamo arredato casa.

Ascolta.

Sono sicuro che capirebbe se fosse qui.

Già.

Hai ragione, avrà fatto tanti errori, però mi amava.

Già.

[squilli di cellulare]

- A cosa brindiamo? - Ai problemi risolti.

- Ai Palumbo. - Non sono più un problema.

Un'inchiesta sulle slot machine li ha portati in carcere.

C'entri tu?

- Hai fatto la soffiata? - Non è nel mio stile.

- Ma apprezzo i colpi di fortuna. - La tua assistente non brinda con noi?

- È un piacere ammirarla. - Sta facendo il giro delle sette chiese

per ringraziare chi ci ha aiutato con l'appalto del litorale.

Bisogna sempre ricordarsi degli amici.

Direttore.

La casa che ha sempre voluto.

E' sua.

[voci non udibili]

Ci ha fatto piacere che abbia chiuso un occhio

sui capitolati di spesa della Baldoni Bonifiche.

E' per lei.

- E questa? - È una carta prepagata per suo figlio

con 100.000 euro non tracciabili per mandarlo a studiare all'estero.

Arrivederla.

Ha portato la mazzetta al dirigente dell'Ufficio Affari Pubblici?

- Mi scusi, ci conosciamo? - Mi chiamo Alfonso Coletti.

Credo che questo nome l'abbia già sentito.

Invece no, mi scusi.

Corre da Alcamo?

E' lei che gli fa i lavori sporchi, vero?

E manda in rovina gli imprenditori onesti come me.

Devo andare.

Sì, vai a rovinare qualcun altro.

Ma io vi faccio fare una brutta fine, carogne.

[squilli di cellulare]

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Daria. - Ti ho cercato più volte.

- Tutto bene? - Appena rientrato in ufficio.

- Tu? - Ho finito i miei giri,

però con uno sgradevole fuori programma.

- Mi dispiace. - È un periodo pesante per me.

Non sono molto brava a tirare fuori le cose.

Lo dicono anche di me.

Però mi sei stato molto vicino in questo periodo.

Ti va di cenare con me?

Ma non dovrebbe essere l'uomo a invitare?

Se aspetto te, devo aspettare tanto.

- Non so se ce la faccio. - - Una cena senza parlare di lavoro.

- Ci sentiamo dopo? - Ok.

Ciao.

- C'è un'informativa interessante. - A Ostia c'è stata una lite

tra un partecipante alla gara di appalto

per la bonifica di una discarica e i rappresentanti di un'altra società.

La Baldoni Bonifiche, che è direttamente connessa alla Ecoartis

che è il consorzio turco di cui il maggiore è prestanome.

Non è tutto.

A quella gara ha partecipato anche la ditta del cognato di Palumbo.

Quindi i Palumbo sono stati tagliati fuori e vogliono vendicarsi.

Coletti, che ha fatto la denuncia, è qui in sala d'attesa.

Lo interroghiamo, ma non voglio che sappia che c'è un'indagine in corso.

La mia era l'unica offerta con i requisiti richiesti.

Poi spunta fuori la Baldoni Bonifiche e si aggiudica l'appalto.

E so come ha fatto.

Ha prove di scambio di tangenti o di favori

- tra i membri della commissione? - Quelli non si fanno scoprire,

ma so come lavorano là dentro.

Hanno l'avv. Alcamo alle spalle.

Sempre elegante, va in giro con l'autista, un vero gentiluomo.

Ma è marcio, è un mafioso.

- Lui e la sua assistente, Daria Fabbri. - Come fa a saperlo?

Ha cercato di coinvolgermi nelle sue storie e ho sbagliato a dire di no

- perché adesso ho smesso di lavorare. - Le crediamo, ma ha delle prove?

- Un testimone, una mail... - Mi prende in giro?

Pensa che Alcamo sia così stupido

da lasciare in giro delle prove? Dovete cercarle voi!

Ne parleremo con il PM, intanto grazie per la segnalazione.

Grazie per la segnalazione!

Voi non farete un cazzo come i vostri colleghi!

Aveva ragione mia moglie, dovevo accettare l'offerta di Alcamo!

Sono stato un coglione a venire da voi!

Lo so che non farete un cazzo!

L'ho sempre saputo, non serve a niente!

Non farete un cazzo come sempre!

- L'ha presa male. - Mi dispiace per lui.

Volevo dirgli che ha ragione.

Intanto quando arresteremo Alcamo, capirà da che parte stiamo.

[vibrazione del cellulare]

- Dimmi Grandi. - Il Rosso ha chiamato Alessandro.

Ci sono novità. Stanno per incontrarsi.

Va bene.

- A che brindiamo? - A Palumbo

e a quella cricca di pezzenti

- che stanno tutti in galera. - Quindi è tutto risolto.

Per ora sì.

Alcamo non sa un cazzo e non deve sapere un cazzo, chiaro?

Del figlio di Palumbo?

- Pensavo foste in buoni rapporti. - Come fratelli.

Lui ha scelto l'ufficio

e a me è sempre piaciuta la strada.

C'è un mondo di sopra, uno di sotto e noi stiamo in mezzo.

Ogni tanto scazziamo anche noi, punti di vista diversi.

Perché me lo stai dicendo?

Perché sento che a breve vi incontrate.

- Sai che significa? - Che ti devo un favore.

Ormai siamo pari. Amici fratelli?

Amici fratelli.

Ehi, questa cosa non te l'ho detta a cuor leggero.

Penso che tu non ne abbia tanti di amici e fratelli.

Ora no, ma da pischello avevo moltissimi fratelli.

Quando volevate cambiare il mondo?

No, volevamo solo ripulire l'Italia da questi comunisti di merda.

Poi qualcuno è morto, qualcuno è andato in galera

qualcuno si è arruolato nell'esercito

e qualcuno ha rischiato di diventare guardia.

Se ci pensi vogliamo la stessa cosa: l'ordine.

- È vero. - Ogni tanto mi arrivano cartoline

da certi posti...

Altro che "faccetta nera"!

- E tu sei rimasto qui. - Sì, per farmi amici nuovi.

Mi piaci, tu hai le palle. Non perdi tempo, sei uno concreto.

Tu sei un amico.

- All'amicizia. - All'amicizia.

- Andiamo a casa, è tardi. - La banca vuole che rientriamo.

- Ci hanno sempre sostenuto. - Finché non ho detto di no ad Alcamo.

- Stavolta ci porteranno via tutto. - Vedrai che ce la faremo.

No, stavolta no.

Però me la pagheranno questi figli di puttana!

Stavolta gliela faccio pagare io!

Ma che fa?

- Che fa, fuma? - Ho smesso.

Le faccio solamente, non le accendo mai.

- Devo chiederti scusa. - Per cosa?

L'altra notte... è stata Floriana a lasciarmi

e ti sei preso tu la colpa.

Perché non mi piace chi fa la spia con i colleghi.

- Tutto qui? - Sì.

Poi Floriana è anche molto simpatica.

Te la stai cavando bene, Grandi.

So che non è facile starmi dietro.

No, si sbaglia.

- È andata bene con il Rosso? - Sì, tranquilla.

Non sospetta che siamo stati noi a togliergli dai piedi i Palumbo.

- Per oggi hai finito? - No.

Ho una cena di lavoro.

- Con Daria? - Sì, con Daria.

Ricorda che presto dovrai metterle le manette ai polsi.

- Non me lo dimentico, non preoccuparti. - Capitano.

Scusa un attimo.

- Dai l'ordine di ricerca. - Subito.

Che c'è?

Coletti, l'imprenditore che Alcamo ha rovinato

- è uscito di casa armato. - Vuole vendicarsi di Alcamo?

La moglie ne è sicura.

Troviamolo prima noi o fa una brutta fine.

Ok.

Non vuoi che rimanga qui a farti compagnia?

Ho la compagnia di un buon libro.

A volte mi piacerebbe vedertene uno in mano

che non sia pieno di numeri.

Sei tu l'intellettuale di famiglia, non io.

- Con chi esci? - Con un collega.

- Il solito collega? - Segreto.

[vibrazione del cellulare]

Pensavo ti fossi dimenticato.

Se non vieni, devo andare alla festa da Alcamo.

- Ti ho usato come scusa. - Non ci andrai.

- [campanello] - Credo che sia l'infermiera.

- Coletti! - Stai zitta, altrimenti ti ammazzo!

- Daria, che succede? - Cammina, stronza!

Daria!

- Non gridare. - No.

Sbrigati, sali.

Metti in moto, puttana!

- [stridio di freni] - Che succede?

Coletti era da Daria!

Suo padre dice che ha lasciato il telefono a casa!

- Non ce l'aveva con Alcamo? - Sì, ma lei è il suo lasciapassare!

Avvisa gli altri, andiamo a casa dell'avvocato.

Porsche contro furgone, certo che vinci sempre.

Stiamo andando da Alcamo.

Chiedi a Quaranta di rintracciare il cellulare di Coletti.

Quaranta, dobbiamo trovare Coletti.

Coletti è ai Parioli, verso la villa di Alcamo.

- Sono vicino, posso farcela! - Non esporti, fallo fare a Grandi.

Grandi l'ho perso.

- Cosa vuole farmi? - Niente se fai quello che ti dico io.

Sta facendo un errore.

Posso parlare con Alcamo e risolvo tutto.

- Guida e non parlare. - Di quanti soldi ha bisogno?

- Posso farle avere quello che vuole. - Mi fanno schifo i vostri soldi.

Ho sempre guadagnato onestamente, ma che te ne frega?

Invece mi importa.

Tu pensi solo a fare i soldi sulle spalle della gente,

a succhiare il sangue a quelli come me.

- Quanto manca per la casa di Alcamo? - Poco.

- Vi faccio portare ancora da bere. - Grazie.

- Eleonora! - Ciao!

- Avete sentito Giacomo? - Davvero bravo.

- Hai sentito, amore?

Adesso chiami Alcamo

e trovi una scusa per farlo venire da te.

Da solo, capito?

Amore, sei bellissima.

Questo caviale è veramente eccezionale.

Ma in cosa differisce il caviale iraniano da quello russo?

- Non lo faccia. - Allora ti ammazzo al posto suo!

Lì i pescatori uccidono il pesce dissanguandolo appena ha le uova.

- [squilli di cellulare] - Sono un po' come me:

impazienti. - [squilli del cellulare]

Chi cazzo sei? Non muoverti!

Alcamo non vale la tua vita.

Quel pezzo di merda stavolta la pagherà!

- La pagherà, te lo prometto. - Tu stai ferma!

Sono della Guardia di Finanza, Alcamo andrà in galera e ci marcirà.

Ma adesso vai via!

Come va?

Fermo!

È finita.

- Ti ho preparato un po' di tè. - Grazie.

Mi dispiace per lo spavento,

ma meglio che lasciarti in mano a quel pazzo.

Non è un pazzo.

È una vittima.

Di Alcamo e anche mia.

Sì, è vero.

Questa non era la vita che volevo.

Ci sono finita dentro...

E non ho voluto uscirne.

Anche se so che i soldi sono sporchi,

mi piaceva.

E poi...

I ricatti, la mafia e i morti... Io non...

Questo gioco è più grande di me.

Non riesco più a guardarmi allo specchio...

...perché mi vergogno.

[tuoni]

Io voglio andare via.

- Non è ancora il momento. - E quando lo sarà?

Quando avremo abbastanza soldi, tutti e due.

Così scapperemo... assieme.

Io voglio restare sempre con te.

Sempre.

Ti piace giocare con i nei?

È l'unica cosa ho in comune con il mio fratello buono, Alessandro.

- Perché buono? - Perché è finanziere.

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