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Original subtitles

Hai detto che ti piace?

Non parli più, stronzo?

Bravo.

Devi stare così, come gli stronzi in ginocchio.

Dovete stare zitti perché adesso vi sparo.

- Che cazzo guardi tu? - Se vuoi spararmi

- devi guardarmi negli occhi! - Vuoi fare l'uomo con me?

Adesso te lo faccio fare io.

[mettono in moto il camion]

Dovete stare così. State cominciando a pregare?

Io vi sparo, avete capito?

Vai!

Massimo, c'è stato un problema.

Devi venire a prenderci sulla Tiburtina

vicino alla fabbrica del ferro. Non fare domande, vieni.

- Chi erano? - Te lo dico dopo.

No, me lo dici adesso! Quelli stavano per ammazzarci!

- Hanno problemi con i nostri affari. - Quelli che avete in Turchia?

Ci stanno un sacco di soldi, vogliono anche loro una fetta.

C'hanno mandato un segnale.

- Dammi il telefono. - Che devi farci?

Dammelo!

- Com'era la Turchia? - Non lo so, l'ho vista di corsa.

Grazie, mi hai preparato l'omelette.

Non c'è niente di più buono e più bello delle cose essenziali.

- Questa va con il pepe. - Già.

- Mi è scappato. - Succede.

- Ecco qua. - No, faccio io.

- Sicuro? - Sì.

- [squilli di telefono] - Scusa un attimo.

- Pronto? - Daria, come stai?

Aspetta. Un attimo, papà.

- Fai presto. - Sì.

Controlla se hai chiuso bene la porta a chiave.

- Certo, perché? - Io e il Rosso siamo stati aggrediti.

- Stai bene? - Sì.

- Chi è stato? - Gente che ce l'ha con Alcamo.

- Quindi potrebbe avercela anche con te. - Cominci a farmi paura.

Per sicurezza non andare in giro da sola.

E se vedi qualcosa di strano, chiamami subito.

Sì, ho capito.

- Devo andare. - Ciao.

Ho fatto prima che potevo. Che ti ha detto?

Non gli ho parlato.

Perché?

Li ho visti che si baciavano, lui era felice.

Ma che dici?

Sono andata via.

- E ora chi sta coprendo Alessandro? - Ho fatto una cazzata!

Ehi... non devi parlare con nessuno di quello che è successo.

- Ti chiamo io. - [colpi di tosse]

- Buonasera! - Buonasera.

Ha finito prima stasera, tenente.

Infatti pensavo che potremmo uscire a bere qualcosa insieme.

Perché no?

Magari ci portiamo dietro anche mio marito.

Sì.

- Magari anche i bambini. - Perché no.

- Un'altra volta. - [squilli di cellulare]

- Mi perdoni. - Prego.

- E' il lavoro. - Prego.

- Pronto? - Allora, chi erano?

- Chi? - Quelli che ci hanno fregato il camion.

- Non mi stavi dietro? - No.

Sai che potevano ammazzarmi?

- Io l'ho persa. - Erano in quattro, ci hanno picchiato

e ci hanno portato via il camion! Ce l'hanno con Alcamo.

- Come sta? - Male.

Fai mettere sotto controllo l'ufficio di Alcamo e casa di Daria.

- Io... - E controlla i video della Stradale!

Voglio sapere chi erano!

Che casino!

[vibrazione del cellulare]

Dai!

Stronza!

[in napoletano] Sei ancora a questo punto?

Un momento, questo pesa.

Volete passare qui la nottata? Dobbiamo finire entro mezz'ora.

Che è successo? Fate attenzione.

Questa roba è falsa, ma noi dobbiamo venderla, non regalarla!

Il Rosso lo avrei lasciato a terra, un solo colpo dietro alla testa!

Achille, non fare fesserie!

Quando si spara, si sa chi comincia, ma non si sa chi finisce.

Questo è solo un avvertimento, è chiaro?

Ragazzi, sbrigatevi! Veloci!

- Avete fatto presto. - Eravamo già in strada.

- Alessandro dov'è? - A casa,

ma non può rimanere senza copertura.

- Sì. - Grandi ha detto che ha avuto

un problema all'automobile. Capitano, fossi in lei

lo rimprovererei perché queste cose non devono accadere.

- Gli aggressori? - Ho mandato la segnalazione

alla Stradale.

- Quindi, che facciamo? - Flo, che facciamo?

A me sembra un avvertimento ad Alcamo, vediamo come reagisce.

- Scusa, cos'è successo? - Niente.

Come niente?

- Buongiorno, avvocato. -Buongiorno.

- Buongiorno, avvocato. - Novità?

- Un paio di chiamate, è tutto scritto. - Fatto pulizia?

- Non ancora. - Va fatta ogni giorno.

La privacy è la nostra arma numero uno.

Mi scusi, avvocato.

- Che sta succedendo? - Ciao, Daria, bentornata.

Non grazie a lei.

Ho rischiato di essere ammazzata in Turchia.

Avrei risolto tutto se tu mi avessi dato fiducia.

Fiducia?

Ieri sera Alessandro ha rischiato di essere ammazzato e rischio anch'io.

Io mi occupo di numeri, di soldi.

Non voglio essere coinvolta in una lotta tra mafiosi.

Non usare questo tono con me e non parlare mai più dei nostri affari

in questo ufficio, mai più! È chiaro?

Nel nostro lavoro ci sono degli imprevisti e cerco di minimizzarli.

Per me e per te.

Ma non sempre ci riesco.

- Io non posso accettarlo. - Fa parte del gioco.

Vuoi passare la mano? Devo sapere se sei con me o no.

Se posso ancora fidarmi di te o no.

Certo che si può fidare di me.

Riguardo a quanto accaduto stanotte, risolveremo tutto al più presto.

Torno nel mio ufficio.

Poi passi in questura a firmare la denuncia.

Certo.

- Tutto bene con gli sbirri? - Sì, la merce era sparita.

Ho denunciato un generico furto di ceramiche.

Bravo.

Il Rosso dice di passare all'autolavaggio stasera.

- Perché? - Non vuoi sapere chi è stato?

- Che cambia se lo vengo a sapere? - Stasera te lo diciamo.

L'aggressione di stanotte è stata qualcosa di più di una rapina.

Alcamo e Rosso hanno cominciato a occuparsi di smaltimento rifiuti.

E' un business che fa gola a molti.

- Qualcuno escluso dall'affare? - Ogni ipotesi è valida.

Scopriamo chi sono, non voglio una guerra per le strade di Roma.

Credo che neanche il Rosso e Alcamo la vogliano.

Fa male agli affari.

- [squilli di cellulare] - Guido.

- Che altri guai devo aspettare? - Questa è opera dei Palumbo.

Si sono incazzati perché li abbiamo esclusi dalla bonifica del litorale.

- Diamogli una fetta. - Non diciamo cazzate.

Tu conosci le leggi, ma io conosco la strada.

Se cediamo una volta, questi ci schiacciano.

- Fammi fare il lavoro mio. - Cerca di non fare stronzate.

Pensa a fare l'avvocato.

- Con chi è il maggiore? - Con Ongaro.

- Il capitano vuole vedermi. - Ah, sì?

È stato bello conoscerti. Che epitaffio vuoi?

Sei simpatico.

- Ecco, addio. - Addio.

- Perché mi hai coperto? - Da me si aspettano tutti

qualche cazzata.

- E poi non mi piace fare la spia. - Non era necessario, ma grazie.

Per ringraziarmi mi spieghi cos'è successo.

- È stato uno sbaglio. - Lei questi sbagli non li fa.

- C'è qualcos'altro. - Non esagerare, sono il tuo capitano.

Il maggiore rischia la vita, ha bisogno di noi.

- Io non ti devo nessuna spiegazione. - Sì, deve chiarirsi con se stessa.

Se non supera quello che c'è stato tra voi

è meglio che lasci l'operazione, per il bene di tutti!

Comandi.

Tenga.

- Devo microfonarmi? - Sì, ordine del colonnello

- dopo quello che è successo. - Allora sono davvero preoccupati.

- Che ci facciamo qui? - Sto cercando un regalo per mio figlio.

Stanotte ho pensato solo a lui mentre mi puntavano la pistola in faccia.

Mi sento malissimo per quello che è successo, giuro che non si ripeterà.

La mia vita è nelle tue mani, ma la cosa più importante

è che il nostro lavoro dipende da te.

Se ti distrai, è finita, chiaro?

- Chiaro. - [squilli di cellulare]

- Ciao, Daria. - Come stai?

Molto meglio, grazie.

Io invece continuo a guardarmi alle spalle.

Ho paura che possa succedere qualcosa.

- Possiamo vederci, per favore? - Quando?

- Questa sera, a cena. - Ok, dimmi dove.

- Ti mando l'indirizzo via sms. - Bene, ciao.

- Daria sta perdendo la testa. - È importante?

Sì.

E' l'unico contatto per arrivare ad Alcamo.

- Deve andare subito? - Sì.

Lo dia a me.

Conosco qualcuno che sarà felice di consegnarlo.

Quello lì è uno zombie.

Per ucciderlo devi sparargli alla testa

- altrimenti non muore. - Sì, ma io gioco a calcio.

Ma qui puoi cambiare anche le armi, è molto più bello.

- Ora vorrei giocarci anch'io. - Volevo farti vedere.

- Questo gioco è adatto ai bambini? - Sì.

Doveva vedere con cosa giocavo io alla sua età.

Immagino.

- Ma si può giocare anche in due. - Lo so.

- Jacopo, ti piace? - Sì, però preferirei giocare con papà.

Jacopo, allenati con me. Così appena arriva, puoi batterlo.

- Va bene. - Dai!

Ho fatto una stronzata, non dovevo dirti di chiarirti con Alessandro.

No, la stronzata l'ho fatta io lasciandolo da solo.

Almeno non hai preso a schiaffi Daria.

E se Alessandro stesse fingendo?

Forse è solo un modo per fare il suo lavoro.

So cosa devo fare.

Mi è arrivata questa.

- È del Comando Generale. - Sì, mi vogliono a Milano

a capo del nucleo di Polizia Tributaria.

- Complimenti, se lo merita. - Se accetto, partirò tra una settimana.

- Ha già chiesto il rinvio? - Sì.

Sai cosa mi hanno risposto?

- Prendere o lasciare. - Più o meno.

- Io... - [squilli di cellulare]

- Rispondi pure. - Grandi.

Alessandro si sta per incontrare con la Fabbri.

- Dove? - Me lo farà sapere.

- Ongaro mi raggiungerà. - No, vengo io.

Ok, a tra poco.

Capitano.

- Daria è appena arrivata. - Lo vedo.

- Fammi sentire cosa dicono. - Sì.

Ciao.

Cosa ha detto Alcamo di quello che è successo?

Per lui è normale.

Grazie.

Ha detto che...

...ci avrebbe tirato fuori, se avessimo aspettato.

Ma io non gli credo più.

- Ma guarda che ti hanno fatto. - È meno grave di quello che sembra.

Come vanno gli affari?

Con la Turchia vanno bene.

Il Consorzio Ecoartis è entrato in attività.

Bene.

Così finalmente vedrò i soldi che mi avete promesso.

A me sembra che dei soldi non te ne freghi niente.

Ti sbagli.

È l'unico motivo per cui sono seduto qui adesso.

L'unico?

- Io... - Mi chiedi sempre di Raul.

Eravamo molto legati noi due.

Il fratello di Alessandro?

-Tu sei diverso da Raul. - Non parliamone.

Voleva lasciare la moglie.

Non credevo che fosse così seria.

Sì, per lui lo era e per me...

Non lo so.

Era più che altro un amico,

ma io non ero la stessa cosa per lui.

- Raul e Daria avevano una relazione? - Non mi ha detto nulla.

Capitano!

Floriana!

Cazzo!

E' colpa mia se è entrato nel giro di Alcamo

ed è colpa mia se si è ammazzato.

I signori sono pronti a ordinare?

Sì, io prendo un filetto al sangue.

E per lei, signore?

La stessa cosa che ha preso lei, grazie.

Perdonami, torno subito.

Era l'amante di Raul.

- Quando l'ho saputo ero già infiltrato. - Dovevi dirmelo.

Hai ragione, scusa.

- Posso andare adesso? - No.

Che cazzo c'è fra voi due?

La baci solamente o te la porti anche a letto?

Tu ci hai visto.

Eri tu a coprirmi ieri sera, non Grandi.

E sei andata via.

Non volevo stare lì a guardare. Ho fatto una cazzata.

Non ero io ieri sera. Ero stanco, preoccupato.

Ho perso il controllo.

Non è vero, eri felice.

Io sto provando a dimenticarti, ma non ci riesco.

E tu ti innamori di una mafiosa.

Tutto bene, capitano?

Stanno uscendo.

- Ci vediamo, ciao. - Ok, ciao.

- Seguilo. - So dove si va, dal Rosso.

- Sono belli, ma puzzano! - Questi non sono cani,

sono i miei figli. Accarezzali.

- Sono buoni. - Mi fido.

Vedo che qui la situazione è tesa,

intervenite quando ve lo dico io.

Ovviamente.

Finalmente!

Ti ho detto che era urgente.

- Scusami. - Cerchiamo di combinare qualcosa.

Andiamo.

Quel signorino nuovo chi è?

Questo signorino è Luigi Vignali detto Manomozza, ha 57 anni.

Ex pugile, è stato in galera per lesioni aggravate e rapina.

Ufficialmente ha un allevamento di cani,

- ma è indagato per spaccio. - Bella comitiva di amici.

- Grazie, Quaranta. - Prego.

Stai tranquillo, i cani sono buoni,

non mi hanno staccato loro le dita.

- Le ho lasciate addosso a un infame. - Basta con questi cani.

- Perché siamo qui? - Dobbiamo far capire a certa gente

- che non ci facciamo cacare il cazzo. - Chi sono?

- Me lo puoi dire adesso? - Una famiglia di Napoli

- che non ha capito come comportarsi. - Glielo facciamo capire noi.

- Come si chiamano? - Palumbo.

Li conosci?

- Quaranta, controlla questo nome. - Credo che sia brutta gente.

- Signori, siete armati? - Che cosa sono queste armi?

Non andiamo a prendere un aperitivo, meglio essere coperti!

Mi hanno detto che in Turchia l'hai usata.

L'ho solo tenuta in mano. Non ho mai sparato a nessuno.

Se Dio vuole, non spari a nessuno neanche stasera, sono precauzioni.

No.

Alessandro tu mi piaci, sei elegante, carino, simpatico,

però non devi cacare il cazzo. Questa non è una pistola.

È un biglietto di ingresso.

Andiamo, ma i cani lasciali qua, non li faccio salire nella mia auto.

- Stanno uscendo. - Quaranta, notizie dei Palumbo?

Sono dei camorristi che si muovono su Roma.

Il capo, Gennaro Palumbo è un pregiudicato

con una lunga fedina penale, ha un solo figlio,

ma ha molti cugini, amici, parenti.

- Di che si occupano? - Spaccio e gioco d'azzardo.

È anche implicato in un'inchiesta per una discarica illegale.

- Non essere nervoso. - Voglio che sia una cosa veloce.

Veloce sarebbe un peccato, le cose più belle sono lente.

Hanno aggredito il Rosso perché sono rimasti fuori dal business.

Il Consorzio per il riciclaggio dei rifiuti.

- Spero che non ci scappi il morto. - Interverremo prima.

Interverremo quando Alessandro ci darà un segnale.

Sì e noi ci fidiamo di lui.

Finora abbiamo fatto così ed è andato tutto bene.

Se mi ascoltate, facciamo un lavoro veloce e nessuno si fa male.

È chiaro?

Prendete i passamontagna e armate le pistole.

Sono fermi davanti a una ditta, la Rudem, datemi informazioni.

Avvio la ricerca.

Abbiamo le chiavi per aprire il cancello?

- Cosa? - Apri!

Lo apro io.

Salite in macchina e non facciamo cazzate.

Rosso, hai detto niente morti.

Andiamo, Alessandro.

- Trovato qualcosa? - Sì, è una ditta di scavi.

- È del cognato di Gennaro Palumbo. - È una vendetta trasversale.

- Il Rosso ha detto niente morti. - Teniamoci pronti lo stesso.

Servono due pattuglie.

Due unità mobili su indirizzo predefinito.

Butta la pistola!

Tu esci!

Ti faccio saltare la testa.

Butta la pistola! Dai un calcio.

Apri il cancello.

Apri questo cazzo di cancello!

Alza le mani e non mi guardare.

Guarda in basso.

Che dici?

No, ma a che serve questa violenza? Vengo in pace.

Ti ammazzo!

Mettilo giù!

Ti ammazzo!

Forza! Prendete la benzina.

Forza!

Andiamo.

Giù!

State fermi. Vi sparo.

Non muovetevi. Vi ammazzo!

Tenete a cuccia i cani. Tu vieni con me.

- Le pattuglie sono in zona? - Affermativo.

Non ti devi muovere! Non ti devi muovere!

- Stanno pestando uno a sangue. - Non ti devi muovere!

- Stanno picchiando un guardiano. - Aspettiamo.

Alessandro troverà il modo per gestire la situazione.

- Lo stanno ammazzando di botte! - Decidi tu, Floriana.

Che santo hai in Paradiso che ti vuole tanto bene?

Tuo padre, tua madre, tuo nonno?

- Pregali tutti perché io ti ammazzo! - Basta.

Lascialo stare.

Tu chi cazzo sei per dirmi quello che devo fare?

Stai rischiando, io ti sparo in bocca.

Credo che tu stai rischiando.

Interveniamo. Le squadre all'ingresso.

Sì, capitano.

- Abbassa quel fucile. - Ti ammazzo.

Davvero? Vuoi spararmi?

Sparami!

- Io non te lo ripeto. - Ehi!

Guardi il Rosso.

Ma che cazzo fate?

Fratello mio, dai!

Alessandro, avevamo detto niente morti.

Che cazzo fai?

- Forse è tutto finito. - Dai!

- Sospendere. - Operazione sospesa, allarme rientrato.

Forza, ragazzi. Accendiamo un po' di fuoco.

Dai!

Facciamo un po' di luce.

Devono capire chi cazzo comanda.

Ciao, belli.

Andiamo.

[in napoletano] Sai che è successo al cantiere?

Stai zitto.

- Buonasera, don Gennaro. - Ragazzi, uscite.

Buonasera, don Gennaro.

Buonasera, don Gennaro.

- Hanno incendiato due camion. - Chi è stato?

So chi è stato. Avevano il passamontagna.

I nostri ragazzi hanno preso tante botte.

Però hanno visto che uno di loro non aveva le dita.

Manomozza.

- È stato quello stronzo del Rosso. - Gli stronzi siamo stati noi.

Abbiamo sbagliato a dargli solo due schiaffi.

Achille, finché sarò vivo comando io, è chiaro?

Per me il Rosso ha smesso di vivere.

Che vuoi fare? Rispondi.

Vuoi fare la guerra? Dobbiamo trovare un altro sistema.

- So io qual è il sistema. - Tu non fai niente.

Vai al cantiere!

Vai a controllare i danni e non farmi incazzare.

Vai!

Stasera hai rischiato con Manomozza.

Di solito ringhia, ma non morde.

A quello non avrebbe sparato.

- E a me? - Non lo so, non l'ho capito bene.

Sta sempre con i cani, mangia con i cani, dorme con i cani

e puzza come un cane. È più cane che uomo.

- Perché te lo porti dietro? - È fedele come un cane.

Tu stasera mi sei piaciuto.

- Ma io non sono un cane. - Lo so, sei un uomo con le palle.

Mi piace pure come usi la pistola.

È giusto che la tenga tu, è un regalo.

Alessandro, ma è vero che non hai mai ammazzato nessuno?

- E tu? - Ora vuoi sapere un po' troppo.

Una cosa posso dirtela.

Se è vero che è successo, non è mai stato per rabbia.

Solo perché necessario.

- Andiamo? - Andiamo.

- [sirene] - Andiamo.

- Aspetto che mi chiami tu domani. - Domani ti pago da bere.

Rosso!

[spari]

- Ha sparato Alessandro. - Fermo!

Cazzo! Piano, piano.

Ti ho sparato ad una gamba, stai calmo.

Rosso, chiama un'ambulanza.

Che cosa volevi fare?

Ehi!

Cazzo!

Perché l'hai ucciso?

Perché l'hai ammazzato? Non ce n'era bisogno!

- Che facciamo? - Niente.

Ma c'è un uomo a terra.

Hai sentito cosa ha detto? È morto.

Lo lasciamo lì?

Interveniamo solo se ce lo dice Alessandro.

Facciamo sparire questo pezzo di merda.

Muoviti. Forza!

Ecco.

- Non è giusto. - No, non lo è.

È una bestia.

- Che posto è questo? - Là fanno la calce.

Nessuna possibilità di ritrovare il corpo.

Alessandro, qui non rimane più niente.

Però!

Grazie, ho rischiato di essere al posto suo.

È colpa mia se è morto, se l'hai ammazzato.

Non è colpa mia né colpa tua,

è colpa di questo stronzo.

Aiutami, lo buttiamo dentro.

Giralo, Alessandro.

I piedi.

Dai!

- Tutto ok? - Eh?

- Tutto ok? - Non lo so.

- Lei? - Sì.

Andiamo.

Andiamo.

C'è un sacchetto nel cruscotto, prendilo.

Così mi ricordo di loro e di tutto quello che ho fatto.

- Di loro? - Di quelli che ho ammazzato.

È una questione di rispetto.

Sono il filo di congiunzione tra la Terra e il Signore.

Andiamo.

A proposito di papà, guarda cosa ho trovato.

Ce l'ha regalata lui.

- La tua dov'è? - Ce l'ho sempre con me.

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