All language subtitles for 1991 Johnny Stecchino

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Original subtitles

Ti prego! Faccio qualsiasi cosa, ma non lasciarmi.

Chiedimi qualsiasi cosa e la farò.

Ti adoro. Ti amo, ma non lasciarmi.

Farò quello che vuoi.

Sarò la tua serva, la tua schiava. Non lasciarmi.

Non posso vivere senza di te. Tu mi hai insegnato tutto.

che cos'è l'amore, che cos'è il sesso.

Perché non parli? Non andare via. Vuoi fare l'amore con me?

Adesso? Subito?

Rispondi.

- Lui che ha detto? - Come?

Lui che ha detto?

Ha detto: "È finita. Vado via." E ha sbattuto la porta.

- Davvero? Non stai più con Rocco? - Non voglio più sentire quel nome.

Meriterebbe che facessi la sgualdrina.

Così impara.

- Vorrei andare con tutti. - Come? - Noi donne siamo stupide.

Vai con tutti?

Pensavo che questa festa mi avrebbe fatto bene.

- Scusa se ti ho coinvolto. - Se stai male, andiamo a casa tua.

Andiamo a casa tua, tu e io. Ti accompagno.

No, grazie. Preferisco andare da sola.

L'assessore, il vescovo, il presidente e le eventuali mogli.

Forza, giochiamo. Chi manca?

- Tu? - Sono la moglie del presidente.

"Non ci fa vedere niente." Zitti. Fermi.

Tu chi sei?

- Sono la moglie del ministro. - Fai vedere il tuo ministero!

Ministero! Ministero!

- Non andate via. - Fai vedere il ministero!

Chi mi accompagna?

Claudia, vieni.

- Ginetta è con te? - No. - Con chi è? - Non lo so.

- Andiamo da Attilio. - Ciao.

Bello, vieni qui.

Come ti chiami? Vieni qui.

Come ti chiami? Che bel cane! Hai visto che bella festa?

Non ho niente da mangiare.

Ah!

Santa Cleopatra!

- Si è fatto male? - No, grazie.

- È sicuro? - Sì.

Scusi, è tutta colpa mia. Stavo per ucciderla.

Che succede all'auto? Perché non parte?

Questa cittadina è deliziosa, ma è difficile uscirne.

A destra. A sinistra. È un labirinto.

- Sa dirmi dov'è l'autostrada? - Sì.

È a 200 metri.

- Posso aiutarla? - Provi a mettere in moto.

- Sto approfittando di lei. - No.

Bravissimo!

Santa Cleopatra! Mi sono unta tutta!

- Buonanotte. - Buonanotte.

È un sogno!

Sto sognando. Lei è un sogno.

- Qual è il suo nome? - Dante.

- Dove abita? - Qui, al condominio.

È meraviglioso!

Lei è...

Signorina! Signorina!

È svenuta. Su, signorina.

Stavo per svenire io, è svenuta lei. Signorina! Signorina!

È svenuta. Aspetti, chiamo l'ambulanza.

Aspetti, signorina.

Chiamo l'ambulanza.

ROMBO Dl MOTORE

Signorina!

Aspetti, signorina!

Viva il maestro!

#Mi sono perso nello zoo. Devo scegliere qua la mamma e il papà.#

#È un bestione...# - Grrr!

#il leone.# - Grrr!

#È pesante...# - Arrr!

#l'elefante. È cretina...#

- Coccodè! #la gallina.#- Coccodè!

#Quando gioca...#- Qua qua! #insieme a l'oca.#- Qua qua!

#Allo zoo.# Eeh!

#Con il gatto...# - Miao!

#c'è il cane.# - Bau!

- Bau! - Bau!

- Bau! - Ma va'!

Venite.

Entrate! Forza!

Ciao.

- Forza! - Ciao.

- Come va? - Male. - Coraggio. Ciao.

- Lillo dov'è? - È là.

- Viene con me a fare colazione. - Va bene. Ciao.

Facciamo colazione?

Sì. Poi ti racconto che cosa mi è successo ieri sera.

Lasciami, Lillo! Vado a sbattere!

Lasciami Lillo!

"Fai vedere il tuo ministero." Con le cosce nude!

Due "chiapponi"! Chi toccava! Non ho capito niente del gioco.

Quando siamo scesi, io sono rimasto solo con un cane.

È arrivata un'auto. È scesa una donna.

Era la donna più bella che abbia mai visto.

Sai che è successo? Si è fermata e mi ha guardato.

Mi si è avvicinata e ha detto: "Sei meraviglioso!"

A me. Poi è caduta ai miei piedi.

- Avete fatto l'amore? - No.

No, è svenuta.

Era la donna più bella...

Mi ha guardato come se fossi l'uomo più bello del mondo.

Una donna intelligente, raffinata.

Poi si è avvicinata di nuovo come se volesse baciarmi.

M'ha quasi toccato, m'ha detto: "Lei è un sogno."

L'ha detto a me! Sono ancora sconvolto.

Lillo! I dolci no!

Hai il diabete, non devi mangiare i dolci.

C'è lo zucchero, si può morire!

- Solo due. - Non puoi! lnoltre costano troppo.

La frutta non fa male al diabete.

Ma è costosa anche quella.

Bisogna trovare il modo di non pagarla. Aspetta.

Vediamo se c'è... Sì. Aspetta.

Scusi, quanto vengono quelle mele? E quelle pere?

Troppo. Sono troppo care.

Forse passo dopo. Lillo, vieni.

Arrivederci.

Una a te e una a me. No, a te mezza banana.

Hai il diabete, non puoi mangiare troppe banane.

Se ci vede l'ortolano...

- Scusi. - Scusi lei.

Buongiorno. Che cosa fa da queste parti? Abita qui?

No, io sto all'Hotel Excelsior.

Sono qui perché cercavo...

Cercavo un bar.

Un bar? Qui non ci sono bar.

Se le serve un telefono o un caffè, posso esserle utile.

No, grazie. È per...

- Dica. - Devo fare la pipì.

- La pipì? - Santa Cleopatra!

Ora mi vergogno. Ho preso la tangenziale.

- Mi sono persa. Ho cercato, ma... - lo non la faccio mai.

- Non fa mai la pipì? - No, la tangenziale.

- Se è una cosa urgente, può salire da me. - Sì, grazie.

- Siamo arrivati. Resista. - Sì. - Di qua.

- Ecco. Il bagno è... - Santa Cleopatra!

- La mia passione! - Il dolce?

- Ne vuole un po'? - Sì, grazie.

Certamente.

Buonissimo.

È molto buono. L'ha preparato sua moglie?

Non sono sposato.

- L'ha preparato sua madre? - No, non sono nato... L'ho fatto io.

- Complimenti! - Grazie.

Buonissimo.

- Dunque lei vive solo. - Sì.

Sì, ma è una scelta. È una scelta così...

Se... mi va di stare in silenzio, sto zitto.

Se... mi va di fare due chiacchiere, parlo.

Se... voglio passeggiare, vado di là.

Poi torno di qua.

Poi...

Una scelta di libertà.

- Bella questa foto! - Sì.

lo sono quello a sinistra. L'altro è un mio amico, Lillo.

Lui impazzisce per i dolci.

- Tenga. - Grazie.

- Ne vuole ancora un po'? - No, devo andare.

Spero di rivederla.

Signorina, aspetti!

La pipì.

Dottor Randazzo! Buongiorno.

Buongiorno.

- Come va? - Bene, grazie.

- Posso? - Prego.

Allora...

Deve firmare...

- Firmi lì. - Sì.

Porca miseria!

- Mi dia la sua assicurazione. - Sì. Non ricordo mai dove la metto.

Qui c'è il condominio.

- Riceve sempre l'assegno mensile? - Sì.

- Fra un mese ha il controllo medico. - Un altro? L'ho fatto 15 giorni fa.

Abbia pazienza. Il suo caso è particolare.

- Viaggiava con un camion... - Parcheggiavo il furgone.

Tirai il freno a mano con questa mano, quando potevo, e parcheggiai.

Ero lì tranquillo, quasi per addormentarmi quando...

Mi è arrivata una botta di dietro, ho sbattuto la testa e sono svenuto.

Mi sono svegliato così. La gente cercava di fermarmi.

L'ho anche legata, ma non si ferma. Nessuno capisce le malattie di testa.

Sono stato fortunato. Certa gente rimane cieca, sorda, paralizzata.

Capito?

Dovreste darmi di più. Mi sono rovinato.

Non posso mangiare né leggere né scrivere.

- Posso fare solo lo zabaione. - Come?

Rompo le uova e le sbatto così. Quello mi viene bene.

Faccio dolci dalla mattina alla sera. Dovreste darmi molto di più.

- Perché l'assicurazione... - Va bene.

Nel mio mestiere incontro molti imbroglioni. Certo non è il suo caso.

Quando ne scopro qualcuno, provo piacere nel rovinarlo.

È truffa.

Truffa ai danni dello Stato. È un reato grave.

- Si va nel Penale. - Davvero?

Sì.

Qualche volta sono riuscito a trovare qualcuno che faceva il furbo.

Dottor Randazzo, non le ho offerto niente.

Prende qualcosa? Vuole uno zabaione?

- No, grazie. - Prego.

- Arrivederci. - Arrivederci.

DIALOGO IN INGLESE

Ehi, vuoi entrare dalla finestra? Si entra dalla porta.

"I am american." Lasciami.

Sei americano? Che onore!

Ti farò licenziare.

Il direttore vuole conoscerti. Anche lui parla americano.

No, per favore!

- Di qua. - Buongiorno. Scusi.

È americano.

Vado all'ambasciata! Avrete molti guai!

Americano! Sì! Ciao, Johnny.

- Lo conosce? - Sì, naturalmente.

Johnny, che fai qui? È bello vederti, caro.

- Che hai fatto ai pantaloni? - Com?

What...

- Capisci se parlo in italiano? - Yes e no...

Quaccos qua e là, ma non tut tut.

Cosa è successo ai tuoi calzoni?

Si è staccato un bottone.

Dobbiamo trovare un rimedio, non puoi uscire così.

Che bella sorpresa! Non credevo di vederti qui. Là.

Ecco. Così funziona.

Sei stato carino a ricordarti di me.

- Fumi? - No, ma accetto.

- Parli bene l'inglese. - Anche tu, Johnny.

- Johnny! Mi piace. - Davvero?

Ti chiamerò sempre Johnny. Sarai il mio Johnny.

- lo ti chiamerò... Come ti chiami? - Maria. - Ti chiamerò sempre Maria.

- Dove mi porti? - A toglierti i calzoni.

Aspetta!

Perfetto!

Santa Cleopatra!

- A me non portano il gelato? - Lo hai chiesto?

Sì, all'altro cameriere.

È bello qui. Sono tutti educati.

Parlano, ma non si sente niente.

Ricordi quel gioco che si fa da ragazzi?

- Uno si tappa le orecchie e deve capire quello che dice l'altro. - No.

Te lo insegno. Ti tappo le orecchie e devi capire cosa dico.

Vieni, te la faccio facile. Senti così?

- La capitale della Francia è Parigi. Che ho detto? - Mangia Luigi.

Fallo a me. Di' la prima cosa che ti viene in mente.

- Non sono mai stata così felice. - Non sono mai stata così felice.

Tocca a me.

- Divieto di sosta. Che ho detto? - Non ho capito. - Divieto di sosta.

Tocca a te. Di' una frase più difficile, anche più lunga.

Potrei innamorarmi di te, Johnny.

Hai detto: "Potrei innamorarmi..."

"di te, Johnny." Maria...

Ho dimenticato qualcosa in macchina. Torno subito.

Si sta innamorando di me! È cotta!

Cameriere.

- Il conto? - No, vorrei una penna.

- Prego. - Grazie.

Sei bellissima.

Tuo, Dante. No. Tuo, Johnny.

- Non bevi troppo? - Non preoccuparti, sono astemio.

Oh, no!

- Scusa. Sono un maleducato. - Rimettilo.

- Non quello. Questo. - Sì.

Che fantasia!

Sei incredibile!

Questa è l'immagine di te che voglio ricordare sempre.

Con questo vestito, con questo neo, con questo stecchino.

Johnny...

Stecchino.

Andiamo.

No, così mi fai il solletico.

Su, dai!

Anche io sono astemia.

Maria, vorrei fare l'amore con te. Perché non rimani?

Johnny! Ci conosciamo appena.

Scusa, non lo chiedo più.

L'uomo corre, devi capire. A volte sbaglio.

- Forza, togli i calzoni. - I calzoni no! Mi vergogno.

Li tolgo da solo. Ferma!

Li tolgo io. Piano.

Maria! Vorrei sapere tutto di te.

- Della tua famiglia. - Non ho famiglia.

- Vivo con un vecchio zio. - Un vecchio zio?

Che bella giornata ho passato!

Da domani ci vediamo ogni giorno. Organizzo tutto io.

Ti porto in giro tutto il giorno. Come sono stato bene!

Faremo un gioco.

"Sono la moglie del ministro." "Fai vedere il tuo ministero."

È un gioco divertente. Te lo insegno, Maria.

Domani mi metto in malattia. Prendo tutto il giorno libero...

per stare insieme a te, Maria.

Un uomo non dovrebbe confessarlo, ma io te lo dico lo stesso.

Ci conosciamo poco...

ma ti amo tanto.

#È cretina la gallina#

#quando gioca insieme all'oca...#

La signorina Maria, grazie.

- Quando è partita? - È andata via questa mattina.

- È uscita e poi torna? - È partita definitivamente.

- Signor Johnny, ha perduto questa. - Sì. - Bravo.

- Ha lasciato un messaggio per me? - No. Ha fatto i bagagli,

ha pagato il conto, ed è partita. Adesso parti tu!

Non farti più vedere!

Johnny? No, sono Lillo.

- Maria? Ha fatto l'amore? Dante, c'è Maria al telefono. - Sì!

Se ti chiedono dove sono, di' che non lo sai.

Dimenticavo le chiavi. Eccole qua.

Se vuoi, dormi a casa mia. Però pulisci.

- Stai attento, paga il condominio. - Guarda.

Non ti distrarre.

Se non ti concentri, rubano la roba e non te ne accorgi.

Non mangiare troppi dolci, ti fanno male. Te lo ricordi?

Non aprire a nessuno. Ciao.

Ciao, Lillo.

Lasciami. Perdo il treno.

Ciao.

- Mi raccomando. Ciao. - Ciao.

Torna presto! Scrivi una cartolina.

Porta un regalo.

- Ti porto un bel regalo. - Ciao.

Ciao.

- La valigia! - Ciao. - Lillo, la valigia!

Ciao, Dante!

SQUILLI Dl TELEFONO

Pronto. Johnny!

È qui. Johnny, dove sei?

Va bene, ti mando a prendere da mio zio.

Ti piacerà. È una brava persona.

Fra dieci minuti.

Anche io sono impaziente di vederti.

Ti aspetto.

- È già qui. - Vado. - Svelto!

- Alla stazione. - In pratica dove si trova?

- Al binario 8. - 8? - Sì.

Sii gentile con lui.

Uh! Santa Cleopatra!

Stazione di Palermo.

Minchia!

- Johnny? - Zio!

- Sono venuto a prenderla. - Grazie. Lei è una brava persona.

- Prego, andiamo. - Grazie.

Questa era una bella città, ma ora è bellissima.

Il sole, il mare, i fichi d'India, Empedocle, Archimede.

Purtroppo siamo famosi anche per qualcosa di negativo.

Per esempio quelle che voi chiamate "piaghe".

Una piaga terribile, lei sa a cosa mi riferisco, è l'Etna.

Quando fa i capricci, distrugge paesi e villaggi.

Ma è una bellezza naturale.

C'è un'altra cosa. Questa è veramente una piaga grave

che nessuno riesce a risolvere.

Lei mi ha già capito.

È la siccità.

In estate da queste parti la terra brucia.

È secca. È una brutta cosa.

Sì, ne ho sentito parlare.

È la natura, non possiamo fare niente.

Eh! Ma quella che potremmo risolvere e non risolviamo,

perché in pratica non dipende dalla natura, ma dall'uomo

è la terza e più grave di queste piaghe.

Una piaga che diffama la Sicilia e Palermo in particolare...

agli occhi del mondo.

Lei ha già capito, è inutile che gliela dica.

Mi vergogno a dirlo.

È il traffico. Ci sono troppe auto.

È un traffico vorticoso, che ci impedisce di vivere...

e ci rende nemici, famiglia contro famiglia.

Scusi se le ho fatto affrontare il traffico.

- Saluto Maria... e vado in albergo. - No, è un piacere.

Maria le ha preparato una stanza. Lei può restare quanto vuole.

Deve restare. Maria la sta aspettando.

- Maria mi sta aspettando? - Sì.

- Zio, ha una biro nera? - Una biro? - Una biro nera.

- Ne ho una, ma è blu. - Va bene lo stesso. Sì.

Maria parla sempre di lei. Johnny di qua, Johnny di là.

Non ho mai visto Maria così. È trasformata.

In pratica posso dire che Maria è innamorata di lei.

Le confesso che anche io sono...

Mamma mia!

Minchia!

Fai come se fossi a casa tua. Vado a chiamare Maria.

Maria, Johnny è arrivato.

Maria, che fai in giardino? Sei già qui?

Non vi ho sentiti arrivare. Ti sta aspettando.

Vi lascio soli. Che bella coppia.

- Dov'è? - Nel salone.

- Johnny! - Maria!

- Johnny! - Maria! - Finalmente sei qui!

Mi sei mancato tanto! Fatti guardare.

- Qui è bellissimo! - Vieni dentro. - Sì.

- Qui è tutto bello! - Non ti lascio ripartire subito.

- Rimango se ti fa piacere. - Spero che starai bene qui.

Se sto bene qui? Maria, ma io...

- Ti mostro la tua stanza. - La mia stanza! Dov'è? - Di là.

Non mi somiglia affatto.

- Che hai detto? - Ho detto che non mi somiglia.

- Non farmi ripetere le cose. - È tale e quale a te!

Ingannerebbe perfino tua madre.

Mia madre!

- Johnny! - Non nominare mia madre.

Ma è il tuo fac-simile! Quando l'ho visto...

mi sono spaventato.

Si chiama Johnny, ha il neo e ha lo stecchino.

Tua moglie gli ha fatto credere che io sono suo zio.

Maria è un genio. Ci siamo, Johnny!

La prigionia è finita. È questione di ore.

Oggi, domani... Basta portarlo fuori e lo ammazzano.

Maria fa finta di piangere ed è finita.

Avvocato...

Ti do retta per l'ultima volta, ma se questa storia non funziona...

Vedi questo stecchino?

Te lo infilo nelle palle e ci faccio uno spiedino!

Che schifo!

Comunque facciamo presto. Non voglio restare troppo tempo qui dentro.

Guarda dove sono finito!

Se mi vedesse mia madre!

Mia madre...

- Johnny! - Che c'è? - Hai nominato tua madre.

Tra poco è finita! Bisogna brindare.

Anzi, ci vuole un tiro.

Minchia, la coca!

L'ho lasciata in camera! Ci vediamo dopo. Serve qualcosa?

- Di' a mia moglie di portarmi qualcosa da mangiare. - Va bene.

Stai tranquillo!

- Ti piace? - Sì. - Questo è il bagno.

Questa porta dà nella stanza dello zio.

Ti confesso che sono molto emozionato.

Minchia!

- Stanotte dormiremo insieme? - No. lo dormo nella mia camera.

- Fammela vedere. - Dopo. Ora ti preparo la cena.

Riposati. Il viaggio è stato lungo.

Ciao.

Zio!

Hai visto? Siamo vicini di casa.

- Che fai? - Sai che cos'è questa?

No, certo. Come fai a saperlo?

- È una medicina. - Una medicina? - Sì.

- Sei malato? - Purtroppo sì. È una condanna.

- Devo prenderla tre volte al giorno. Non devo dimenticarla. - Accidenti!

- Che malattia hai? - È...

Ho la...

- Il diabete. - Porca miseria! - Non va su né giù.

- Mi fa male qui. - Lo so, è tremendo.

- Devo prenderla in orari precisi. Non posso "sgarrare". - Fai pure.

- Zio. Come va? - Meglio. Mi sento più...

Non avevo mai visto prendere una medicina con il naso.

È moderna. Viene dall'estero.

- Zio, quella è la mia stanza. - Sì.

Qualsiasi cosa, anche di notte, se ti sentissi male...

- lo sono di là. Bussi e mi svegli. - Grazie, Johnny!

- Da oggi dormirò più tranquillo. - Non avere riguardo.

- Se qualcosa non va, bussi e io... - Grazie.

Va bene? Ciao. A qualsiasi ora.

Minchia!

Da Palermo a Catania, da Palermo a Trapani!

Non capivo più niente. Ti fanno fare il giro della Sicilia!

Bau! Bau!

- Che cos'è? - Bau! Bau!

- Oddio! Chi è? - È un cane.

- Viene da lì. - Un cane! Dove?

- Viene da là sotto. Forse ha fame. - È vero! Il cane ha fame.

- Quale cane? - Quello là sotto. Bobby.

- Gli porto qualcosa da mangiare. Ecco la maionese. - Il vino rosso.

- Il pinzimonio. Il pane. - Il dolce, la bottiglia.

- Manca la pasta. - L'ha mangiata oggi.

Scusa, torno subito.

Come ho potuto dimenticarlo!

Il vino rosso? La maionese?

La maionese gli piace molto. È un mastino palermitano.

Caramelle, croccanti, liquirizia, Cointreau.

In pratica è onnivoro. È un cane malato, poveretto.

- Zio! - Che c'è? - Che cosa fai?

- Mangi i dolci con la malattia che hai? - Quale malattia?

Come? Il diabete!

Ah! Grazie, Johnny.

Mi ero distratto.

La torta è buona?

lo non resisto, Johnny.

Adesso prendo tanta medicina...

così posso mangiare tutta la torta che voglio.

Bravo, zio, così mi piaci. Prendi la medicina.

- È terribile! - Non fare storie. Prendila tutta.

- Tutta? - Sì.

Mi hai già dimenticato.

No, Johnny. Non riuscirò neanche a dormire senza di te.

Tu, amore, riuscirai a dormire senza di me?

Maria, dormire senza di te...

Guarda dove sono finito!

lo!

Johnny Stecchino! Il Numero Uno!

Solo a pronunciare il mio nome, tremavano i mobili!

Quando da New York venivo a Palermo...

tutti si nascondevano come topi!

Adesso il topo sono io.

Chiuso in questa casa da 18 mesi! In questo bunker!

Ridotto ad abbaiare come un cane!

Ma Johnny, parli come se non avessi visto quello che è successo oggi.

- Hai visto il miracolo? - L'ho visto.

Non mi somiglia affatto.

Vieni a guardare. Fa impressione. Vieni a guardare!

Va bene. Fammelo vedere.

- Guardalo. - Ero diventato un cretino.

Non capivo più niente.

Effettivamente...

Qualche cosa qua e là.

Però ha la faccia da fesso.

È insignificante.

È insulso.

Maria, tu mi vedi così?

No! Lo so che sei diverso.

- Ma Cozzamara penserà che sei tu. - Cozzamara!

Cozzamara!

Maria, questa cosa è intollerabile! Perché non l'hanno ancora preso?

Mi spieghi perché non l'hanno ancora preso?

È il primo nome che ho detto al giudice.

Mi raccomando, prendete per primo Cozzamara.

Poi ho fatto gli altri nomi. Renta, Caporetto, Lozzo.

A Washington hanno preso Vicky Bloom. Perché Cozzamara è ancora libero?

Ho dovuto pentirmi per colpa sua!

Mi ha incastrato!

lo devo finire? Allora, se devo finire io...

che muoia Maciste con tutti i "Farisei"!

Sono una banda di ignoranti!

Cozzamara...

L'unica soddisfazione è che gli ho ammazzato la moglie.

Che cosa hai fatto?

Ricordi quando ho ucciso Giacomo Melino?

Ho usato la mitraglietta F44.

La F44 ha la raffica un po' larga.

Non si controlla bene.

Ho sparato a Melino e ho preso anche la moglie di Cozzamara.

Fu un errore. infatti gli telefonai subito.

Gli dissi: "Scusa, Cozzamara. Ho ammazzato tua moglie."

Gli ho chiesto scusa. Si è incazzato.

Ha fatto una storia! È troppo permaloso.

Non si può lavorare così. La cosa non era grave.

Ho ammazzato la moglie, non la madre. Mia madre...

- Johnny? - Sì.

Gli ho chiesto scusa. lo sono educato.

Mia madre mi ha insegnato l'educazione. Mia madre... Sì, lo so.

Maria...

Vieni qui, Maria.

Vieni.

Vieni, Maria.

Vieni.

Vieni. Oh, Maria!

Sappi che a me importa di una sola persona.

Quella sola persona, Maria, sei tu e mia madre.

Mia madre...

Johnny...

Ho fatto tutto per te, Maria.

Ti ho tirato su con le mie mani

e non posso permettere che uno che si chiama Cozzamara...

Amore, basta con questo Cozzamara!

- Tra qualche giorno porterò quello che ti somiglia da Cozzamara. - Sì.

Lui lo ammazzerà, io piangerò e Johnny Stecchino sarà morto.

Sarai morto per tutti. Nessuno ti cercherà più.

Mi piace. Per tutti sarò morto.

Dopo...

Dopo ci godremo tutto quello che abbiamo.

Santa Cleopatra.

Il sole.

Il mare.

La notte.

Johnny!

Maria! Non baciarmi!

Sai che i baci non mi piacciono.

Le femmine e gli "uomini sessuali" danno i baci.

- lo sono un uomo, Maria! - Scusa. Avevo voglia di baciarti.

Guarda qua! Avevi il rossetto.

Che schifo!

Non resisto più!

Quando fai ammazzare quel fesso?

Anche domani. Appena esce di casa, è morto.

Bobby!

Non dirmi che sono pazzo. Ho visto Johnny Stecchino.

- Tu sei scemo! Dove? - Là dietro. Non è possibile.

È protetto da carabinieri, polizia, esercito. Nessuno lo trova.

- Invece lui va in giro per la città. - Telefoniamo a Cozzamara. - No.

Gli facciamo un regalo.

Glielo portiamo impacchettato.

- Sei sicuro che è lui? - Sì. - Sei pazzo.

- Non ci credi? - No. - Ora te lo faccio vedere.

È incredibile! È proprio lui.

Attento. Quello è un serpente a sonagli.

Buongiorno... Tanto piacere, Dante.

- lo sono Nicola Travaglia. - Non voglio comprare niente.

Voglio solo sapere qualche prezzo. Per esempio, vede...

- Quanto costano quelle cipolle? - Johnny!

Aiuto!

Aiuto! Aiutatemi!

Aiuto!

- Là! Aiuto, mi inseguono! - Che cosa succede?

- Niente. Non c'è nessuno. - Stia calmo.

- Sieda. - Sì. - Che cosa è successo?

- Meno male! - Perché ha una banana in mano? - Bravo!

È successo tutto a causa di questa.

lo... non sono di Palermo. Sono arrivato ieri.

Stamattina sono uscito presto. Per colazione volevo una banana.

Sono andato da un ortolano, si chiama...

Nicola Travaglia.

- Lo conosco. - Volevo comprare questa banana.

Prendo i soldi...

Colonnello, non volevo comprarla.

Le dirò la verità. Volevo rubarla.

Non sapevo che qui a Palermo si arrabbiano molto...

per il furto di una banana.

Non per rubarla, perché mi diverto... La banana è rimasta così.

Non m'è riuscito bene.

L'ortolano l'ha vista...

e ha urlato.

Ha chiamato le guardie protettrici dell'ortolaneria...

Ta-ta-ta-ta-ta!

Hanno iniziato a sparare. Ho avuto paura e sono scappato.

Loro mi hanno inseguito.

lo sotto, sopra! Tutta Palermo!

Erano 10, 20, 40! Una paura! Sono vivo per miracolo.

- Come si chiama? - Il mio nome all'anagrafe è "Dante".

Signor Dante, noi abbiamo molto lavoro.

- Lei non è di Palermo. - No. - Qui abbiamo problemi molto grossi.

Lo so. C'è molto traffico.

Lei ha compiuto una cattiva azione.

Rubare una banana è un reato.

- Si va nel Penale? - Sì.

- Ma ha trovato me. - Per fortuna!

È fiero di quello che ha fatto nella città che la ospita?

No, colonnello. Mi dispiace molto di averlo fatto.

- Prometto che non lo farò mai più. - Bravo.

- Lei è pentito di quello che ha fatto. - Sì.

Lasci qua il corpo del reato. Restituiremo al proprietario...

l'ortolano Nicola Travaglia, la sottoscritta banana.

- La cosa importante è che lei sia pentito. - Sì.

- Posso andare via tranquillo? - Certo, è tutto sistemato.

- Può andare via tranquillo. - Grazie tante.

lo vado via tranquillo.

Grazie, me ne vado.

Non sapevo che a Palermo rubare una banana fosse così pericoloso.

- D'ora in poi le pagherò tutte. - Sì. - Arrivederci.

Johnny!

Buongiorno.

Passeggi tranquillo dopo tutto quello che ti è successo?

- Lei come fa a saperlo? - Ti ho seguito fin dall'inizio.

Non mi riconosci? Sono Cataratta. Lei è mia moglie.

Sono il giudice di Cassazione Bernardino Cataratta.

- Ho seguito tutta la tua storia. - Davvero? - Certo.

Ti sei cacciato in un vicolo cieco e non ne uscirai più.

Perché l'hai fatto?

Mi è venuto...

Però è tutto sistemato. Sono andato dai carabinieri.

E ti sei pentito.

- Da chi l'ha saputo? - Tutti sanno che ti sei pentito. - Di già?

Hai commesso un grosso errore. Non dovevi pentirti.

- Non dovevo pentirmi? - No.

- Hai fatto qualche nome? - Il nome di qualcuno?

- Sì. Ho fatto un nome. - Quale?

Nicola Travaglia.

L'ortolano?

Sì, lui.

- Nicola Travaglia mi sembrava una persona perbene. - Anche a me.

Che cosa stai combinando, Johnny?

Non dovevi fare nome. Adesso quello ti rivolta contro tutta la famiglia.

- La famiglia dell'ortolano? - Sì. - Si rivolta contro di me? - Certo.

Non sapevo che fosse una cosa così pericolosa.

Giudice Bernardino, adesso è tutto a posto. Ho ridato tutto a loro.

- A chi? - Ai carabinieri. Hanno detto che la riconsegnano loro.

Stai fresco! Quelli non riconsegnano.

Dividono, spartiscono.

Lì è un "mangia mangia" generale.

- La mangiano loro? - Forse l'hanno già fatto. - Che bugiardi!

Johnny, vuoi un consiglio paterno?

Vai subito dai carabinieri.

Per prima cosa fatti restituire quello che hai consegnato loro.

Esatto. Poi, e questa è la cosa più importante...

devi dire che non ti penti più.

Devi dire queste testuali parole: "lo non mi pento più!"

"Domani voglio questa notizia su tutti i giornali"

"in prima pagina".

"Altrimenti... Crrr! Kaputt!"

- È chiaro? - Crrr!

"Kaputt a voi e alle vostre famiglie."

Dimostra loro chi sei. Il tuo pentimento è una vergogna.

Devi farlo per Maria che è una brava ragazza.

Giudice, Maria non deve sapere niente.

Allora vai subito dai carabinieri.

Maresciallo! Maresciallo!

Che cosa c'è?

Ancora lei? Questa volta ha rubato una scatoletta di caponata?

No, colonnello.

Questo non è il momento di scherzare.

Questa la prendo io perché qui è tutto un mangia mangia.

Non so come avete fatto a spargere la voce in così poco tempo.

Ma una cosa è sicura: siete dei gran chiacchieroni!

Pettegoli! Bla, bla, bla!

Tutti sanno già che mi sono pentito. lo non mi pento più della banana.

Domani lo voglio scritto sulla prima pagina di tutti i giornali.

Dev'essere scritto grosso! "Dante non si pente più."

Se domani non leggo questa notizia, torno qui e... Crrr!

Kaputt a lei e a tutta la sua famiglia!

Crrr! Kaputt a voi e a tutte le vostre famiglie!

- Non devi scendere! - Hai incontrato qualcuno?

Vi avevo detto che non mi somiglia!

Era presto.

Ancora non c'era nessuno in giro. Era troppo presto.

Troppo presto una minchia!

Quello ha fatto il giro panoramico della città senza essere infastidito.

Se esco io, non è mai troppo presto per ammazzarmi.

Dobbiamo portarlo nel posto giusto. Tu sei sempre stato a New York.

Qui non tutti ti conoscono. In pratica...

In pratica mi hai rotto le palle, avvocato!

Lasciamo perdere. Non mi somiglia.

Non ci crederanno mai. Voi non conoscete Cozzamara.

A quello non sfugge niente.

Amore mio, amore mio...

Dobbiamo portarlo nel posto giusto e con la persona giusta.

- Con me. - Vuoi portarlo al Teatro dell'Opera?

Minchia!

Anche io volevo portarlo al Teatro dell'Opera. Lì ci sono tutti.

Vedremo se lo riconoscono. È un'idea molto bella.

Sì. È un'idea molto bella, ma è venuta a me.

Maria, portalo al Teatro dell'Opera.

Se lo riconoscono, bene. Altrimenti rimandatelo a casa a calci in culo.

Johnny Stecchino!

- Ci guardano tutti. - È la nostra prima uscita in pubblico.

- Sei la più bella di tutte. - Anche tu sei bellissimo.

- Andiamo al bar a bere qualcosa. - Sì.

- Maria! - Donna Emanuela, come sta? - Bene.

- Le presento le sorelle Pitré. - Buonasera.

- Johnny, ti raggiungo al bar. - Sì. - Non ci vedevamo da tempo.

- Che cosa prende? - Due spremute.

Voglio pagare questa banana. La banana che ho preso lì.

- Mi dica. - Un caffè.

Lei ha visto che ho preso la banana? Quando è il mio turno...

Non voglio passare davanti a nessuno. Quando è il mio turno, do 5.000 lire.

Così pago la banana che ho preso e posso andare.

Sta per iniziare lo spettacolo. Accomodarsi...

- Arrivederla. - A presto, Maria.

- Buonasera. - Buonasera.

- Sta per iniziare. Andiamo. - Devo pagare la banana.

- La pagherai alla fine del primo atto. - È pericoloso.

- Johnny! - Chi è?

Sono il giudice Cataratta, ricordi?

Allora non hai capito niente di quello che ho detto. Tu insisti!

Qui, in teatro, davanti a tutti. Mi è già arrivata la voce.

- Si è già sparsa la voce? - Certo, perché la cosa è pericolosissima.

Devi andare via subito.

Giudice, sistemo tutto alla fine del primo atto.

Sarà troppo tardi. Quelli ti ammazzano prima.

- Johnny! - Scappa, figlio mio!

- Sta per iniziare. - Lo sapevo.

Sapevo che dovevo pagare la banana!

Vieni a vedere quanta gente c'è.

Basta!

Lo spettacolo non può cominciare.

lo non resto a teatro con certa gente.

Andiamo via!

- Caro, che cosa fai? - Stai zitta.

Andiamo via. Noi andiamo via!

Che cosa succede?

- Chi è quel signore? - È Johnny Stecchino, il pentito.

Il notaio ha ragione! Anche io vado via.

Fate finta di non averlo visto, ma lo abbiamo visto tutti.

Volete che lo indichi? Eccolo là!

Mi hanno visto tutti. Ma come hanno fatto a vedermi?

Al bar c'erano solo sette persone. Deve essere stata la cassiera.

- Devi pagarla! - Farabutto! Assassino!

- Non dovevi venire a Palermo! - Che schifo!

Assassino.

- Devi pagarla per tutte! - Vai via da Palermo, mascalzone!

Ha fatto il nome di mio fratello. Ha rovinato la mia famiglia!

C'è anche la sorella dell'ortolano.

- Tutta la famiglia si è rivoltata contro di me. - Assassino.

Non dovevi venire a Palermo! Farabutto, vai via!

Prima o poi dovrai pagare anche questa, ma sarà troppo tardi.

- Infame! - Vattene via!

Assassino.

Vigliacco, dov'è la tua signora?

Si nasconde perché si vergogna.

Signora? Quella non è una signora, è la sua complice.

È tutta opera sua! Anche lei deve andare in galera!

Che cosa dicono?

Senza di lui, sarebbe una morta di fame!

Questo è troppo!

Brutti pezzenti, maleducati, straccioni, accattoni,

puzzolenti, schifosi, tirchi, maledetti, tremendi!

Maria non ha colpa.

Il primo che nomina Maria... Kaputt a lui e a tutta la sua famiglia!

È chiaro?

Ora veniamo al dunque.

Quanto è? Non sopporto più questa storia. Ho sbagliato e devo pagarla.

Volevo pagarla alla fine del primo atto, ma se non vi fidate,

la pago subito. - Che farnetichi? Vuoi prenderci in giro?

Voi prendete in giro me! Credete che non abbia i soldi?

Ecco 5.000 lire. L'ho pagata! Tenete!

- Questo è l'ultimo affronto che ci fai. - Quanto volete?

- Quello che hai fatto non ha prezzo. - Ma qui quanto costano le banane?

- Che cosa volete da me? - Lo sai.

Vi ho dato i soldi e ve la restituisco.

- È armato! - Ha una bomba!

La banana non esce.

Eccola! Adesso siete contenti? Pezzenti!

Dove andate? Nessuno mi ha mai chiamato "vigliacco"!

Ora glielo faccio vedere io se sono un vigliacco. Non è vero che lo sono.

Aspettami. Vado a sistemare una cosa e torno.

Vigliacco a me!

Mi hanno chiamato "vigliacco" davanti a Maria!

Andrò fino in fondo. Le prendo tutte!

Non le pagherò mai.

Gratis! Voglio fare un frullato con tutte le banane di Palermo.

- Dove si va? Chi è? - Assassino.

Ma vaffanculo!

Johnny Stecchino, sono il questore.

- La aiutiamo e proteggiamo noi. - Grazie. - Lasci le banane.

Andiamo a prendere Maria.

È pericoloso! Lei ha provocato un casino!

Tutti urlavano: "Assassino, ladro!"

"Devi pagarla! Vai via da Palermo!"

È stato un capolavoro. In pratica...

Ho capito! Li abbiamo ingannati.

Allora se come dite voi, mi somiglia...

- È identico. - Identico.

- Domani Maria lo porterà davanti al mirino di Cozzamara. - Brindiamo.

RUMORE Dl PASSI

- L'ho perso. - Chi hai perso? - Il fesso?

- È salito in auto con il questore. - Allora è tutto chiaro.

Il ministro lo ha mandato a prendere.

Stasera a Villa Caputo c'è una festa. Il ministro vuole parlarmi

perché ha paura che faccia il suo nome al processo.

Vi conoscete?

Non personalmente.

Ma per telefono da New York ho fatto diversi affari con lui.

È dentro fino al collo, ha paura. Per questo vuole incontrarmi.

Maria, devi fermarlo prima che si incontrino.

Se il ministro si accorge che quello è il fesso, è finita.

Corri a villa Caputo!

- L'hanno chiamata "infame". - Anche "ladro".

Molti pensano che lei sia vigliacco. Per me ha dimostrato coraggio.

Tutti dovrebbero fare come lei. E non lo penso solo io.

La parte sana della città e dell'Italia intera pensa come me.

Ho ragione io?

Sì, anche se non riusciamo a debellare questa piaga che infama Palermo.

Non parliamo del traffico!

- Dov'è Maria? - Adesso lei si diverta.

- Mandiamo subito qualcuno a prendere Maria. - Grazie.

Voglio presentarle mia moglie.

Ti presento Johnny Stecchino.

- Scusate. - Con permesso. - Buonasera.

Tutto a posto, signor ministro, Johnny Stecchino è qua.

Qual è?

È l'uomo seduto con mia moglie.

Vuole incontrarlo subito?

Tra poco. Non c'è fretta.

Signor Johnny...

Questo nome glielo hanno dato gli americani, vero?

No. È stata un'idea di Maria.

Mi ha messo una spilla qui e mi ha chiamato "Johnny".

È stata un'idea di Maria.

- Sì. - Che donna!

Grazie.

Molti uomini la vorrebbero.

Ma sanno che è un sogno impossibile e si accontentano di parlarne.

È una ragazza delicata e sensuale.

È vero, Maria è molto delicata.

È molto delicata e molto...

Molto sensuale.

Dottor Randazzo!

- Buonasera. - Buonasera a lei. Ma come mai è qua?

Come mai lei qua?

Che bell'incontro! Mentre andavo via l'ho vista entrare.

- Mi ha visto entrare? - Sì.

- Che cosa ha visto? - Ho visto che lei è nei guai. La smetta!

Finge da un anno. Lo zabaione!

Signor Randazzo, non andiamo nel Penale.

Per piacere, Randazzuccino! Randazzinuccio!

- Le ridò la mia assicurazione. - A questo punto può tenerla.

Il Ministero si occuperà di lei.

- La truffa allo Stato è un reato molto grave. - Signor Randazzo!

Lei vuole scherzare. Le do una parte della mia assicurazione...

Randazzuccino, Randazzino piccolino.

- Per favore... - Basta!

lo l'ho vista.

Sono contento di aver scoperto un altro truffatore.

- Ora lo Stato si occuperà di lei. - Quando?

Molto presto. Queste pratiche vanno per direttissima. È tardi. lo...

- Buonasera. - Per direttissima?

Dovevo incontrare proprio lui stasera?

Truffa allo Stato, processo, reato gravissimo...

- Il ministro vuole incontrarla subito. - Già?

- Venga. - Porca miseria! Per direttissima...

L'ho fatta chiamare d'urgenza, ma era necessario. Lei ormai è "incastrato".

Ma può salvarsi. Non deve perdere la testa in un momento così delicato.

È facile cadere in una trappola come quella nella quale è caduto.

Ha ragione, non me lo aspettavo.

Quando me ne sono accorto, ho tentato...

Ma la sfortuna mi perseguita!

Bisogna sempre avere quattro occhi e quattro orecchie.

- Anche io ogni giorno ho paura di essere scoperto. - Come?

Con lei posso parlare. Siamo nella stessa barca.

Anche io sono venti anni che fingo.

In venti anni nessuno se ne è accorto?

- Bravissimo! - Aiutiamoci. Siamo nella stessa barca.

Posso farla uscire da questo guaio nel modo più elegante.

Ma lei deve promettere che non farà il mio nome.

- Quando? - Al processo. - Già, c'è il processo!

Al processo non avrei mai fatto il suo nome, anche perché il suo nome...

Lo so, ma voglio essere sicuro. Lei deve darmi la sua assicurazione.

- La mia assicurazione? - Certo. L'ho chiamata per questo.

Non ricordo dove l'ho messa. Forse è nel cassetto del...

Se io le do la mia assicurazione...

Se lei mi dà la sua assicurazione, io le do la mia assicurazione.

Gli do la mia assicurazione, lui mi dà la sua assicurazione...

Cioè, ci scambiamo le... Va bene!

- Qua la mano! - Alla barca!

Siamo nella stessa barca. Adesso che mi sono rilassato...

- Lei permette? - Prego.

- Anche lei ha questa malattia? - Ha ragione.

È una malattia terribile,

ma non posso proprio farne a meno.

- Un tiro? - No, grazie. lo sto bene.

Meravigliosa!

Ottima. In Italia non si trova. Viene dal Sudamerica. Non ci crede?

- Me lo saprà dire. Tenga, questa è per lei. - No!

- È miracolosa. - No! - È miracolosa.

- Grazie, ma non doveva. - Adesso godiamoci la festa.

Mi raccomando, noi non ci conosciamo.

- Perché? - Non ci conosciamo.

Lei di qua e io di là.

- Non ci conosciamo. - "Lei di qua e io di là."

Questore, scusi se la disturbo. Maria è arrivata?

Maria sta per arrivare. Intanto assaggi queste squisitezze.

Grazie.

- È dolcissimo! - No, grazie. Questo per me è veleno.

- È dolcissimo. - Contiene troppi zuccheri.

È una grossa tentazione. Ero molto goloso,

ma la malattia mi ha costretto a rinunciare a questo piacere.

Anche lei ha il diabete? C'è l'epidemia in Sicilia?

Purtroppo non è stata ancora trovata la medicina giusta, almeno in Italia.

Sì, purtroppo.

Cardinale! Lei è un uomo fortunato.

Ho una cosa che la farà tornare come prima. Golosaccio!

Eccola!

Con questa potrà mangiare tutti i dolci che vuole.

Vediamo se ricordo... Ecco, vede?

Lei aveva ragione. Questa in Italia non si trova.

Viene dal Sudamerica.

Bisogna tagliarla.

- È pronta. - Gesù! Un po' d'acqua. - No!

Non va presa con l'acqua. Si prende con il naso.

- Ma questa... - Non si prende direttamente con il naso.

- Serve una cosa per tirare su con il naso. - Adesso basta!

Non voglio avere nulla a che fare con questa roba.

Voglio una spiegazione. Dove ha preso questa roba?

Ha ragione. Il merito non è mio.

Non è merito mio. Posso? L'ho avuta dal ministro.

Che cosa dice? Lei è pazzo! lo non la conosco.

Non ci conosciamo, ma il merito è suo. L'ho avuta da lei.

Chi ha 10.000 lire?

Nessuno ha 10.000 lire? Signora, 10.000 lire?

So chi ha 10.000 lire già pronte! Cardinale, aspetti un momento.

Le ha pronte.

Dove le ha messe? Posso, ministro?

Dovrebbe averle. Le ho viste prima. Eccole!

Sono pronte per tirare. Eccole, cardinale.

Deve chiudere un buco e tirare su con l'altro.

Fa fare tutto a me? Cardinale, forza!

Questo buco qua?

Cardinale, abbassi la testa.

Ministro, gli faccia vedere come si fa.

- Che schifo! - Signori, vi prego.

Manteniamo la calma.

È chiaro a tutti che quest'uomo è un pazzo criminale!

Pazzo criminale!

lo passo la vita a combattere gente come lui.

Ogni giorno lavoro contro la corruzione,

l'ipocrisia, l'immoralità.

Non posso subire l'affronto di questo volgare prestigiatore.

- lo non la conosco! - Ma lei mi ha dato la medicina.

- Basta! - Come si permette di offendere mio marito?

Il ministro, il cardinale...

Ma lei chi è?

lo sono la moglie del ministro.

Fai vedere il tuo ministero!

Basta! Questo gioco è durato troppo!

Ah, è un gioco!

- Chi è quel pazzo? - È Johnny Stecchino, un uomo morto.

Maria!

Proprio ora che mi divertivo devo andare via, cardinale.

Cardinale... Ora io faccio il ministro. È il mio turno.

Lo Stato, la Costituzione! Sono venti anni che fingo di essere zoppo.

È andato di là? Allora io vado di qua.

Bau! Bau! Bau!

Entra, Johnny.

- Ma questa è la tua camera. - Non ho sonno. Stai con me.

"Entra", vedi.. Maria, devo parlarti seriamente.

- Di che cosa? - Di te. - Ah, di me.

Forse non ti sei accorta che noi due non abbiamo mai fatto l'amore.

lo me ne sono accorto.

Tu forse sei distratta e pensi di sì,

ma sono proprio sicuro che non è mai successo.

Forse tu non mi chiedi di farlo perché hai paura di un mio rifiuto.

Voglio tranquillizzarti. Maria, devi sapere,

che se decidi di fare l'amore con me, troverai una porta aperta.

Buonanotte, Maria.

Bau! Bau!

Com'è bella!

Zio?

Zio! Zio!

Zio!

La cena per il cane. Avevo sentito Bobby abbaiare.

Gliela por-- Però mancano le caramelle,

la liquirizia, le nespole.

Gli preparo una bella macedonia. Il limone, l'aglio.

Ecco l'aglio, le fave, i peperoni, un pomodoro.

Non si dimenticherà di questa cena. L'aceto! Sono cani siciliani!

La maionese che gli piace tanto.

Dove la tengono?

Ecco...

La maionese...

La maionese non c'è. Gli porto il salame.

Il salame va bene. Qui c'è il dolce.

Arrivo, Bobby! Ecco una bella cena per Bobby.

Dov'è?

Bobby?

Com'è buio! Ci sono le scale.

Lo lascio sulle scale. Buonanotte.

Buonanotte, Bobby.

Questo cornuto mi ha "sballottato" la minchia!

Per me è un sollievo.

Anche lei poteva subire delle conseguenze.

Mi sarebbe dispiaciuto.

Qualcuno senza scrupoli ammazza le mogli.

Ma non io, Filippo Cozzamara.

La decisione che ha preso le fa onore.

Non deve vergognarsi.

Posso fare qualcos'altro per lei?

Voglio che non soffra.

Quando si spara in faccia, la vittima muore subito.

È la morte più bella perché le pallottole...

Va bene. La ringrazio.

Sono io che ringrazio lei.

Lei sarà una donna ricca, libera,

giovane e bellissima.

Peccato che io non sia più giovane. Il tempo è un assassino.

- Mi scusi. - Allora dal barbiere.

Sì, me lo porti dal barbiere. Ignazio...

Ossequi, signora.

Arrivo! Maria, con i capelli corti sto male.

Proprio un tagliettino appena appena qui.

Fidati di me. È il barbiere più bravo di Palermo. Ci va anche lo zio.

Allora andiamo.

Nella busta ci sono il biglietto, il passaporto del fesso,

e le carte di credito, ecc. ecc. - Va bene.

Appena Maria torna, tu parti subito. Ti accompagna lei all'aeroporto.

Dopo il funerale, lei ti raggiunge a Buenos Aires.

Da questo momento Johnny Stecchino è morto per tutti.

Già! Sei morto, ma sei in Sudamerica a ballare la samba.

Avvocato!

Johnny Stecchino è morto. Ficcatelo bene in testa.

Solo tre persone sanno la verità. Le tre persone siamo io e Maria.

E io.

Già, e tu.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Buongiorno.

Si accomodi.

lo vado. Torno a prenderti. Quanto ci mettete?

Con il signore facciamo presto.

- Si accomodi. - Ciao. - Ciao.

- Non li tagli troppo. Con i capelli corti sto male.

- Poco. - Poco, poco. - Poco.

Scusate, ma la luce mi fa male agli occhi.

- Posso accostare? - Sì. - Grazie.

Oh!

- Ciao, Johnny. - Buongiorno. - Come sta tua madre?

- Bene, perché? - Ha detto "bene".

- È successo qualcosa a mia madre? - Fammi vedere il neo.

- Non c'è più! - Il neo piace molto a Maria. - Scusa.

- Se a Maria piace, lo rifacciamo più bello. - Grazie.

Più è bello, più piace a Maria.

Ho dimenticato di prendere le scarpe marroni, ci sto benissimo.

- Me le porti tu? - Sì. - Grazie.

Santa Cleopatra! Non mi sembra vero!

Maria, sei stata bravissima.

Ora viene la parte più divertente: il funerale.

Già, il funerale di quel fesso!

Maria, fammi fare bella figura.

Urla, piangi molto.

Ho paura che riderò.

Fingerò di piangere sulla spalla dell'avvocato.

L'avvocato non parteciperà a quel funerale.

- Perché? - Perché deve andare a un altro funerale.

- Quale? - Il suo. - Cioè? - In pratica è morto.

- Eravamo troppi a conoscere questa storia. - Johnny!

Dove vai?

Sta per finire la benzina. È questione di un momento.

Che testa di minchia! Poteva pensare prima a fare benzina.

Amore...

Non essere nervoso. Abbiamo tempo. Siamo quasi arrivati all'aeroporto.

Sì, Maria!

Maria, Maria...

- Ti prego, raggiungimi subito. Ho voglia di... - Sì, amore.

Maria, ancora con questi baci!

Quando imparerai a comportarti da uomo?

Mi hai sporcato di rossetto. Ora devo andare a lavarmi, sei contenta?

Scusa, amore. Amore, scusa!

- Ti accompagno. - Vuoi accompagnarmi al bagno degli uomini?

Fammi un piacere. Vai a prendere un caffè.

Johnny!

Puttana! Mi ha fregato.

E io che l'ho fatta studiare a Detroit!

Johnny, ti saluta Cozzamara.

Lasciatemi finire.

Johnny, voltati.

Voltati, Johnny.

Lo dicevo io che non mi somigliava affatto!

- È una bella donna. - È sempre stata fedele a Johnny.

- È la prima volta che l'ha tradito. - E il fesso che gli somiglia?

Senza quel fesso, Johnny Stecchino sarebbe rimasto nascosto.

Che scherzi può fare la natura! È proprio identico.

Se la signora non avesse deciso così, avrebbe ingannato anche me.

- Che cosa ne facciamo? - Lo riprenderà la signora.

Spero che dal barbiere i ragazzi non gli abbiano fatto troppo male.

#Allo zoo...#

#Il gallo...# - Chicchirichì!

#Allo zoo...#

Bravi, ma non avete senso musicale.

Dovete mettere più passione.

Quello in fondo che fa la pecora... Bee! Deve belare più forte.

#Allo zoo c'è il leone.# - Grrr!

#Allo zoo c'è il tacchino.#

Coccodè!

"Coccodè"? Quella è la gallina.

Ho detto il tacchino. Chi è il tacchino?

- Chi è il tacchino? - lo sono il cane.

- Allora, il tacchino? - lo sono il cane. Bau! Bau!

Maria!

- Andiamo. - Non sanno cantare. - Dobbiamo andare.

- Dove? - All'aeroporto.

Scusate,

si può sapere chi faceva il tacchino?

Neanche un secondo? Prendiamo un caffè e poi vai via.

Mica t'ho detto di restare un mese. Un caffè, un secondo.

Devo partire subito, Dante.

- Dante? Non sono più il tuo Johnny? - Vieni qua. - Sì.

- Così sei più bello, Dante. - A me non piaceva.

- Lo facevo per te. - Guarda chi c'è. - L'ho visto. Vengo! Maria...

- lo vado. - No! Vuoi salire a fare la pipì?

lo vado. Ciao.

Santa Cleopatra!

- Dante! - Lillo!

Lillo! Come stai?

- Bene. - Hai visto com'è bella? - Hai fatto l'amore?

No, aveva da fare. Non abbiamo avuto tempo.

Ma è proprio innamorata. Ha detto che torna, non ho capito bene quando.

Andiamo a far colazione. Devo raccontarti molte cose.

Palermo è bellissima. I palermitani si divertono molto.

Sono degli zuzzurelloni. È gente simpatica. Ti vogliono bene.

Però se vai a Palermo, non toccare le banane.

Non mangiarle perché sono permalosi.

Ti ammazzano per una banana. Ma per il resto sono simpatici.

Vieni che ti voglio raccontare tutto per bene.

Mi hanno portato a teatro, mi hanno fatto regali.

A proposito! Chiudi gli occhi.

Guarda cos'ho. Apri gli occhi.

Questa è una medicina. Ti fa guarire dal diabete.

In Italia non c'è.

- Hai 10.000 lire? - No. - Si prende con il naso.

Devi prenderla quattro volte al giorno. La tagli con un coltello.

Col naso, prendila. Dopo puoi mangiare tutti i dolci che vuoi.

E poi deve vedere... Prendila, poi facciamo colazione.

Maria mi ha portato...

Mi ha dato una stanza da letto... La casa era bellissima!

Ha organizzato una cena a lume di candela con uno zio.

Guardava me, era proprio innamorata.

Mi ha salutato, mi ha baciato nella mano.

Ha organizzato una cena con uno zio simpatico, un vero signore.

Lillo! Lillo! Lillo!

Lillo!

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