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Il modo in cui mi guarda... La dolcezza delle sue labbra...
Sto vivendo momenti terribili.
Mi è successo quando pensavo che niente avrebbe potuto distogliermi.
Invece è successo e non sono un bambino.
Mi sembra di essere in un labirinto senza uscita.
E' una sensazione terrificante.
E' un momento, ma quanto può durare un momento?
Quanto può durare?
Ci sono momenti brevi e momenti lunghi.
L'eternità è un momento.
Lo so, padre, ma non rida di me.
Prova ad andartene da Roma.
Voglio essere sincero con te.
Io non ho capito nulla di quello che mi hai detto.
Che ti è successo? Ricorda che la vita è anche un gioco.
Lo so, ma so anche che ognuno di noi ha bisogno di tempo.
Mi scusi se sono stato poco chiaro, ma non sto bene.
Me ne sono accorto, ma nessuno è stato in ginocchio come te...
...per venirmi a dire che stava bene.
- E' normale. - Grazie, padre.
Ma che devo fare?
Vai in grazia di Dio.
Ciao, Maurizio.
- Maurizio, io... < Padre Maurizio!
Padre Maurizio!
Calmati e dimmi cosa è successo.
Scusami, Patrizia. Torno subito.
- Ferma! - Giuditta, non fare così. - Per favore!
Padre Maurizio, è posseduta dal demonio!
E' una parrucchiera napoletana, ma ha iniziato a parlare toscano.
Ieri notte si è alzata e ha iniziato a cantare "Pazza idea".
Voleva la zuppa inglese e nostro padre voleva cacciarla da casa.
La prego, faccia qualcosa.
Non è niente. E' stato un momento. Quanto può durare un momento?
- Aaah! - Cosa fai? - No! - Fermati!
Calmatela e portatela in sacrestia. Tra cinque minuti sarà tutto finito.
< Mi avete rotto le palle!
< Siete una famiglia insopportabile!
Questo è un professionista!
Adesso uscite, voglio restare solo con lei.
"All together"!
"Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta..."
Che caldo! Qui dentro fa veramente caldo.
E' colpa della zuppa inglese. Mi è rimasta sullo stomaco.
Dio mio! Che mal di pancia! Però era buona!
Io impazzisco per la zuppa inglese!
Maurizio?
Maurizio!
- Dimmi come ti chiami! - Giuditta.
Non tu, ma tu che sei nel suo corpo, come ti chiami?
Giuditta! Ci senti?
Non riesco a uscire di qui! Mi hai fregato, brutto "pretaccio"!
Ti venisse un colpo!
- Ho le "vampate"! - Esci dal corpo di questa donna!
Essere immondo!
Lurida creatura, esci fuori!
Torna da dove sei venuto e lascia il corpo di questa donna!
- Ascoltami, io sono il diavolo! - Cosa?
Sono scappato dall'inferno. Ti prego, non voglio tornarci!
Posso avere una sedia? Sono stanco, vengo da lontano.
Per piacere, dammi una "seggiolina" per il mio "culetto".
Grazie.
Ti ho fregato, brutto "pretaccio"! Hai fatto un piacere al diavolo.
Questa è quella buona!
Non farmi uscire, sto bene dentro questa grassona.
- Non farmi uscire! - Vade retro!
Accidenti! Sono tutto nudo. Madonna, che freddo!
Che è successo'? Dove sono?
Madonna del Carmine!
Che è successo? Fate piano.
Mi fanno male tutte le cosce e ho anche mal di pancia.
- Come sta, signora? - Male.
Mi sembra di non avere digerito.
Lei ha mangiato troppa zuppa inglese.
- Venga, la accompagno. - Molte grazie.
< Saverio, devi dire ai familiari di portarla a casa e farla riposare.
Tu chi sei?
- Da dove vieni? - Dalla signora.
Dalla signora?
- Tu sei quella cosa schifosa che stava dentro la signora? - Sì.
Anzi no. La signora è quella cosa schifosa che stava fuori di me.
Maurizio?
Non potevo muovere le gambe dentro quella cicciona.
Volevo sgranchirmi le gambe.
- Dove andiamo ora? - Incredibile! Lasciati toccare. - Dove?
E' impossibile! Sto sognando.
Tu non esisti.
Io sto parlando da solo.
E' normale! Molta gente parla da sola.
Maurizio! Maurizio, non lasciarmi solo.
Madonna che freddo ai piedi! Maurizio!
Capita a tutti di vedere qualcosa che non c'è.
Scommetto che se ora mi volto, non ti vedo.
Invece ti vedo, ma non ci sei. Non esisti!
Maurizio!
Maurizio!
Maurizio? Maurizio?
Maurizio!
- Chi è? - Sono io.
Cosa vuole? Mi lasci in pace. Sono molto occupato.
< Maurizio, apri. Ho freddo ai piedi.
< Maurizio, sono nudo e ho freddo.
< Apri, per piacere.
Va bene. Adesso smettiamola.
Questa storia è durata abbastanza. E' scappato da qualche circo?
Questa stupida storia non mi diverte.
Davvero pensa di convincermi che lei è il diavolo?
Qualcosa non va, Maurizio? Non mettermi paura!
- Torno subito. - Maurizio! - Fermo!
Stia fermo lì e si fidi di me. Torno tra un momento.
Torno subito.
Maurizio!
- Che succede, padre Maurizio? - Cos'è questa musica?
Eccomi! Arrivo!
- Che succede là dentro? - Niente, non preoccupatevi.
- C'è qualcuno dentro? - No.
Dimenticavo che c'è mio nipote.
E' arrivato stamattina.
E' un tipo stravagante, gli piace la musica.
Che palle! Chi ha spento la musica? Maurizio!
Sei ritornato!
Che palle! Hai tutti i vestiti uguali!
- Mi sta bene? - Sì.
Voglio sapere cosa vuoi da me!
"Cosa vuoi da me?"
Io sono tuo nipote. Che vuole un nipote dallo zio?
- Che facciamo? Dove andiamo? - Stai zitto, essere immondo!
Non mi piace quando mi chiami così!
Non mi piace! Noi siamo esseri immondi bellissimi!
Maurizio, un essere immondo!
Però è bellissimo!
Hai mai visto un essere immondo così bello?
Che facciamo? Dove andiamo?
- Vuoi fare un giro? - Va bene. - Andiamo in macchina tu e io.
Infiliamoci la giacca.
Andiamo subito.
Sai dove andiamo? Forza, mettiti la giacca.
Andiamo al ristorante a mangiare una zuppa inglese e poi a ballare.
Ti piace ballare? Metti questo.
No, questo non va bene. Ti comprerò un vestito e un cappello.
Sarai bellissimo e io sarò orgoglioso di te.
Era da tempo che volevo andare a fare spese con un vecchio amico.
Siamo pronti, ma sarebbe meglio che sapessi come ti chiami, prima di...
- Come ti chiami? - Io? - Sì.
- Giuditta. - Qua la mano, Giuditta.
Piacere di conoscerti. Basta così...
Ora che siamo diventati amici...
- Ti sei offeso perché ti ho chiamato "essere immondo"? - Sì.
Scusa, ti avevo giudicato male a causa della pelliccia che indossavi.
Fermo! E' meglio che lasci qui la pelliccia.
- Hai mai visto il mondo? - No. - Ne rimarrai affascinato.
Vediamo se c'è qualcuno.
Ok, via libera.
Maurizio, qui è bellissimo!
Maurizio, cos'è questa cosa?
- La seconda marcia. - No, è il freno a mano.
Invece questa?
- La prima marcia? - No, il sedile. - E' vero.
Questa è facile. E' il tergicristalli.
Chiedimi una cosa.
- Cos'è questa? - La seconda marcia. - No, la terza.
Ho dimenticato una cosa in macchina. Torno subito, tu resta qui.
No, tu aspetti qui. Mi hai capito? Qui.
- Dove? - Qui, siediti.
Torno subito.
Maurizio!
Cos'è questo?
- Il freno a mano. - Bravo!
Ha indovinato.
Mi scusi, per la stazione?
Per la stazione?
Per la stazione!
< Sì? - Sono Gloria, ho lasciato la patente sul tavolo, vicino la frutta.
< Chi è?
Sono Gloria, ho lasciato la patente sul tavolo, vicino alla frutta.
< Sì? - Sono Gloria, ho lasciato la patente sul tavolo, vicino la frutta.
- Chi è? - Sì? - Posso sapere chi è?
Sono Gloria, ho lasciato la patente...
...sul tavolo, vicino la frutta. Per la stazione!
Patrizia.
Che è successo ieri? Ti aspettavo.
- Oggi abbiamo tutto il tempo che vogliamo. > Padre Maurizio! - No!
Hanno arrestato suo figlio!
- Lei è padre Maurizio? - Sì. - Hanno arrestato suo figlio!
Ieri hanno arrestato un giovane che dice di essere suo figlio.
Nessuno gli ha creduto, ma lei deve venire per gli accertamenti.
- Stavo parlando con... - Non ci vorrà molto tempo.
Mi dispiace, Patrizia.
Finalmente! Si accomodi.
Vai e portalo qui.
Se lo porti via! L'abbiamo trovato alla stazione completamente nudo.
Voleva la patente di una certa Gloria con la frutta.
- Lei lo conosce e si assume la sua responsabilità? - Va bene.
Ha chiesto tutta la notte la zuppa inglese.
Ma noi non ce l'abbiamo. Non l'avevano neanche al bar.
Che palle! Non c'è niente in questo posto!
Mi sono rotto le palle tutta la notte.
Maurizio! Maurizio, dove sei stato?
Come stai? Questo è Maurizio.
Maurizio!
Questo è uno dei posti più noiosi che ho visto. Non c'è niente!
L'unica cosa buona è questo vestito. E' carino e...
- Signor Giuditta, per cortesia. - Io non voglio stare qui.
Sono stato qui tutta la notte e non c'è niente.
Padre, rimandi al più presto la divisa alla stazione.
Per la stazione!
Andiamo, Maurizio.
Stai calmo. Cerca di rilassarti, Maurizio.
Sai una cosa? Tu sei un bugiardo!
Sei un bugiardo, non ci sono dubbi. L'ho capito fin dall'inizio.
Comunque non mi interessa. Quello che fai sono affari tuoi.
Ti sei accorto che non ti ho detto una parola?
Faccio finta che tu sia un amico o un parente.
E puoi...
Puoi restare quanto vuoi.
Non voglio sapere che sei venuto a fare, perché avrai le tue ragioni.
Però ti do un consiglio. comportati bene.
Ti ho comprato un vestito così non dovrai andare in giro nudo.
Ti chiedo solo di non farmi cacciare. Ti sto chiedendo troppo'?
Non fare quella risata da "saputello".
Vuoi farmi commuovere? Guarda che anche io lo so fare.
Maurizio, dove andiamo a cena?
Allora non hai capito niente! Noi non andiamo a cena.
Io vado a cena e ti porterò qualcosa.
Io vado al ristorante da solo.
- Che faccio tutta la sera? - Visto che ti piaci tanto...
...guardati allo specchio! Hai un bel vestito.
Porca miseria! Non mi piace questo vestito.
Il vestito mi fa schifo, ma la persona dentro... Accidenti!
Non riesco a crederci. Siamo una razza strepitosa!
E' incredibile!
Eppure sono una persona di gusti difficili.
Maurizio, portami a cena. Ti prometto che non dirò una parola.
Dai, Maurizio, portami a cena.
- Portarti al ristorante "Benvenuto"? - Sì, grazie.
Non ti farebbero entrare, sei un ignorante.
- Forse non sei andato neanche a scuola. - Scuola?
Scuola!
Aritmetica! Due per uno, nove!
Due per due, quattordici.
Due per tre, quindici! Due per quattro, zero!
Due per cinque, niente!
< Due per sei, niente!
Storia!
I Babilonesi? I Babilonesi sono tutti morti.
Geografia! I Giapponesi?
I Giapponesi sono 123!
Ginnastica! Fate questo esercizio!
Maurizio, portami a cena con te.
No!
Ti ho detto no e te lo ripeto. No!
- Sì? - Sono padre Maurizio, ci sono degli amici che mi aspettano.
- Prego. - Buonasera. - Da questa parte.
Padre Maurizio!
- Come stai, Roberto? - Bene.
Vorrei presentarle mia madre.
- Molto piacere. - Il piacere è mio.
- Questo è mio padre. - Piacere. - Molto lieto.
Mi permetta di esprimere tutta la mia gratitudine.
Mio figlio parla sempre di lei.
Suo figlio è molto gentile, ma il merito è tutto suo.
E' un ragazzo in gamba! L'ho soltanto seguito negli studi...
...e l'ho indirizzato sulla giusta strada.
Il merito è suo e naturalmente vostro.
- Sì? - Sono Gloria, ho lasciato la patente sul tavolo, vicino la frutta.
Chi cerca?
Cerco Padre Maurizio, sono in ritardo.
- Chi devo dire? - Giuditta.
- Giuditta Giuditta. - Attenda qui. - Grazie.
Padre, è arrivato per lei il dottor Giuditta.
- Chi? - Il dottor Giuditta.
Maurizio!
Buonasera, scusate. Maurizio!
Devo dire una cosa a Maurizio e vado via. Mangerò da solo.
Che dice? Un amico di Padre Maurizio è il benvenuto. Si accomodi.
Veramente non sono un amico, ma il nipote carnale.
Un nipote? Che bello!
Scusi, può passarmi il vino?
Grazie.
- Vuole anche questo? - No!
- Desidera qualcosa da mangiare? - Mi ha fatto paura!
- Avete la zuppa inglese? - No, è finita.
Non ne avete neanche un po'?
- Dica la verità. - E' finita.
Lei vive qui o è di passaggio?
E' venuto a stare da me per qualche giorno.
Ha bisogno di rimettersi un po' perché, come avrete capito...
...non è completamente...
Vedete...
Ha avuto una brutta esperienza. La sua ragazza l'ha lasciato.
- E ora ha qualche problema di testa. < La capisco.
- Ai miei tempi era più difficile e si soffriva di più. < Ha ragione.
Oggi i ragazzi neanche si conoscono e già fanno l'amore.
Sì! Fanno l'amore con molta facilità.
- Cosa fanno? - L'amore.
Che vuol dire?
- Fare l'amore! - Stare con una donna fisicamente.
Possederla fisicamente! Come dire... possederla!
Ah! Ora ho capito!
L'ho fatto con Giuditta.
- Ora vi siete lasciati? - Per forza!
I rapporti intimi arricchiscono dentro.
- Che cosa le ha lasciato quella ragazza? - Una pelliccia.
Maurizio, dov'è finita la pelliccia di Giuditta? Mi stava bene.
Lei aveva la sua stessa età?
Assolutamente no! Era più grande.
Avrà avuto circa 64 anni, anche 65!
Era grassona e molto brutta.
La sua famiglia era tremenda, mi rompeva le palle!
Come vi siete incontrati?
Per caso! Una notte le sono entrato dentro mentre dormiva.
Lei come ha reagito?
Non se ne è neanche accorta. Sono entrato mentre dormiva.
Sono stato due giorni dentro e lei non si è accorta di niente.
Lei ha posseduto quella donna di 64 anni...
...per due giorni? A letto?
Non solo a letto!
Anche in cucina, in bagno...
...in strada, in autobus, in bicicletta, ovunque lei andasse.
Non potevo entrare e uscire, altrimenti lei scappava!
La famiglia provava a tirarmi fuori ma non ci riusciva.
- Come si chiamava questa signora? - Giuditta.
- La conoscevi? - Sì, l'ho conosciuta.
Perché aveva scelto una donna di 64 anni?
Non mi interessa l'età. Avevo voglia di entrare dentro qualcuno...
...ho trovato una signora e sono entrato.
Se trovavo lei, le entravo dentro.
Se trovavo la signora, le entravo dentro.
Per me è lo stesso! Non mi importa dell'età!
Che cena! Non la dimenticherò mai!
Non avrò mai più il coraggio...
...di guardare in faccia quelle persone.
E' possibile che tu non abbia capito?
Non posso crederci, Giuditta!
Davvero non hai capito che cosa è successo?
Per un momento mi è sembrato che tu fossi...
...l'unica persona normale seduta a quel tavolo.
Forse ho bevuto troppo.
Taxi!
Taxi!
A quest'ora della notte è meglio andare a piedi.
Con tutto il vino che ho bevuto, due passi mi faranno bene!
Che vento! Ho bevuto troppo, devo fare la pipì.
- Tu aspetta qui. - Dove? - Qui, io vado a fare la pipì.
Erano anni che non uscivo di notte. Neanche ricordo l'ultima volta.
Sai cosa volevo fare da bambino? Te lo dico, ma non dirlo a nessuno.
Volevo fare il cantante. Studiavo il contrabbasso.
Devo fare uno sforzo per non pensare a quel giorno.
Avrei dovuto rispondere: "Prima strada a destra. Arrivederci."
Invece le ho detto: "La accompagno, signorina."
Lei rispose: "No, signore, non voglio darle disturbo."
E io: "Per me sarebbe un piacere, non mi capita spesso di passeggiare."
Lei mi guardò stupita: "Perché non le capita spesso di uscire?"
"Io sono un prete, signorina."
"Non lo avrei mai detto." "La ringrazio, molto gentile."
Mi disse: "Bene, sono arrivata."
"Anche io."
Ehi! Che stai facendo?
Stai ancora facendo pipì? Smettila! Basta!
Smettila! Basta!
Smettila! Sei impazzito? Rimettilo dentro.
Che cosa?
Vuoi allegare tutta la città?
Musica! Senti la musica?
Musica!
- Musica! Di là! - Non sento niente.
< Maurizio!
Musica! Vieni, Maurizio. La senti?
Modello numero 8: Charlotte.
Un modello scintillante, intimo, malinconico e brillante.
Ha un solo difetto: è di una fantasia irripetibile.
Il vento sembra voler esaltare l'atmosfera magica di questa serata.
Ecco Leo! Vieni, Leo.
Modello numero 10: bellissimo! Acceleriamo un po' i tempi.
< Modello numero 11: Eleonora e modello numero 12: Giorgio.
< Ora ammirate la tonalità e la sofferenza...
...dei colori così serenamente inquieti.
Restate seduti, non andate via!
Ora il vento ci porta il modello numero 13!
< Un abito da sposa stupendo e unico nel suo genere...
...che non ha bisogno di ulteriori commenti.
< Povera cara, vengo subito ad aiutarti.
Qui è meraviglioso!
Hai visto? La prima col rosso, la seconda col verde...
Voglio restare qui per sempre. Maurizio!
Non possiamo restare qui per sempre, è tardi.
Io sono molto stanco e ho un forte mal di testa...
...quindi andiamo subito a casa. Non mi reggo più in piedi.
- Maurizio! - Non ne posso più.
Maurizio!
- Maurizio! - Dove vai? - E' il vento!
< E' troppo forte!
- Aiuto! - Vieni giù! - Mi tirano!
Maurizio!
- Chi ti sta tirando? - Maurizio, aiutami!
- Che stai dicendo? - Maurizio, mi tirano!
Giuditta, dove sei? Vieni qui!
< Maurizio! - Giuditta!
Sono qui. Prendimi per mano. Io non ci torno di là!
Stai tranquillo, sei a terra.
Maurizio!
C'è Padre Maurizio? E' tardi, Io stanno aspettando per la messa.
- Chi? - Padre Maurizio si deve vestire per la messa. Dov'è?
Si deve vestire per la messa?
Sta molto male.
E' stato male tutta la notte.
Mi ha detto: "Se viene Saverio, digli che non posso andare e vai tu."
- Andiamo. - Lei? - Sì. Andiamo.
Vado io.
- Chi ti ha fatto questo vestito? - L'ho comprato.
Bello!
Ecco i vestiti! Ma non ce n'è uno bello.
Gli unici carini sono questi due.
- Ti piace? Come ti chiami? - Saverio. - Lo sapevo!
Saverio! Devi stare tranquillo e devi sistemarti un po'.
Il tuo vestito più carino e quello. Mi piace più di tutti.
Saverio! Che si fa? Dove si va?
Dovremmo andare di là, ma non so se...
- Di là? - Sì. - Che cosa c'è? - Come?
Vado a vedere, tu aspetta qui.
Oh, Saverio! Là è pieno di gente.
Certo. Sono venuti per la messa. Aspettano da più di mezz'ora.
- Che aspettano? - Lei! - Me?
- Aspettano me? - Sì.
Ho capito!
Prima vado io, dopo un po' vieni tu a sorpresa.
- A sorpresa? - Sì, quando ne hai voglia.
Ora vado.
Modello numero 4: Giuditta.
Non voglio influenzare nessuno, guardatelo in silenzio e riflettete.
Avete aspettato un'ora, ma ora finalmente potete vederlo.
E' un modello scintillante, intimo, malinconico e...
Com'era? Sincero e... Ma soprattutto...
...è adatto per saltare!
Un applauso! E ora... Vieni, Leo!
Guardate! Sono fiero di questo modello. Un applauso!
Forza, venite. Guardate che incroci!
Guardate che colori! Voi tornate ai vostri posti.
Modello 18: Sabrina. Vai, Sabrina! Un applauso.
< Sono commosso. Guardate che modello! Ho passato molte notti a cucirlo.
< Molto bravi. Tornate tutti indietro.
Ora fate tutti una giravolta.
< Ora guardate con commozione gli abiti tutti insieme.
< La sofferenza dei colori così serenamente inquieti.
< Bravi. Rimanete seduti, non andate via. - Giuditta!
Maurizio! Maurizio!
Patrizia!
< Sono contento che tu abbia capito.
Quando ti sarai ripreso dovresti fare una bella vacanza, vero?
Forse avete ragione.
- Ma ho molte cose da fare. - Maurizio...
- Questo tuo nipote... Come si chiama? - Giuditta.
< Me ne ero dimenticato.
Non può stare qui, deve andare a casa sua.
E' più facile a dirsi che a farsi.
- In fondo è colpa mia. < Adesso dov'è andato?
Non lo so, pochi minuti fa era qui.
Giuditta! Giuditta!
Giuditta!
Per la stazione!
- Scusi, signore, quel posto è occupato'? - No, prego.
Grazie.
- Bellissima! - Grazie. - E' proprio una bella giacca.
E' solo la mia sveglia.
C'è anche un giochino elettronico.
- Vuole giocarci un po'? - Meraviglioso! Permette?
Ora le spiego.
Dunque...
Lì c'è il cacciatore e lì gli uccellini. Spari. Bravo!
- Bravissimo! - Strepitoso!
Prego.
Grazie. Molto gentile.
- Oh! - Si è sporcata con l'inchiostro, mi dispiace.
- La penna è un po' difettosa. - Non importa. - Prenda.
Era un po' sporco il "cappuccetto".
Posso?
Biglietti, prego.
< Grazie, buon viaggio. Biglietto, signore?
- Grazie. Biglietto? - E' quello. - Come?
Il mio biglietto è quello. Lo ha preso il signore.
- Ci risiamo? - Come? Me lo ha tolto di mano! - Manca un biglietto.
- Infatti! - Lui dice che qui è tutto suo. - Non tutto, il biglietto.
- L'orologio di chi è? - Mio.
- La penna della signora? - E' mia. - E il fazzoletto? - Mio.
- Gli occhiali? - Si mette i miei occhiali? - La giacca? - E' mia!
- Ho capito! Venga con me. - Signora... C'è uno sbaglio!
- Andiamo. - C'è uno sbaglio.
Quando è entrato ha detto: "Questo treno è mio!"
- "Anche il controllore è mio!" - Io? - Sì.
Farabutto.
Le dispiace ridarmi la giacca? Devo rifare il biglietto.
Ci siamo divertiti abbastanza!
Lei è un tipo molto spiritoso. Ci siamo capiti, vero?
- E' sua? - Non lo so, cos'è?
- Una lettera. E' sua? - Non so... La legga, forse mi viene in mente...
"Amore mio, parto all'improvviso e forse non torno più." E' sua?
Non mi ricordo. Vada avanti.
"E' colpa mia. Quando ti ho visto ridotto a quel modo in chiesa..."
"..ho pensato che tu fossi impazzito per colpa mia."
"Vado a trovare mia madre. Non raggiungermi, voglio stare sola."
"Ma io ti amo..."
- Legge la mia lettera? - E' sua? - Si vergogni, mascalzone!
Vada via, mascalzone!
E' Pazzo!
'5' qui!
- Nina! Nina! - Ragazzi, non fate gli scemi e passatemi la valigia.
< Avanti con la valigia, dai!
- Piano! - Attenta, è pesante!
- Facchino! - Facchino!
- C'è un facchino? - C'è un facchino?
Nina! Nina!
Facchino!
Non ci sono facchini.
Facchino!
Non c'è anima viva.
Se ci fosse qualcuno, aiuterebbe una ragazza a portare la valigia.
Non volevo venire qui.
Lo sapevo! Le cose io le sento!
Se qualcuno mi avesse aiutato...
...a quest'ora non mi troverei qui!
Accidenti!
Anche questa? Lo sapevo!
Vieni via! Vieni via!
< Ti piace stare lì?
Ti piace stare sulle rotaie?
Sei una scarpa testarda e nevrotica! Secondo me, hai problemi seri!
Adesso te lo posso dire: non mi sei piaciuta! Eri troppo stretta!
Temo che dovremo andare a piedi. I taxi arrivano dopo le 16,30.
Permetta che mi presenti: Professore Cusatelli, germanista.
Lei dice di andare a piedi, ma dov'è il Grand Hotel?
- A due passi da qui. - Sono troppi, ho una valigia e una scarpa sola.
Se è per questo... l'aiuto io.
Porto io la sua valigia.
Va bene, professore, andiamo a piedi.
E' stata una pessima idea.
- Potremmo chiedere aiuto a quel giovanotto. - Mai!
Allora mi aspetti qui, vado a cercare un taxi.
Prima ha fatto finta di non vedermi, questa volta faccia il cavaliere.
Non dà segni di vita.
Ah! Cosa fa? E' impazzito?
Mi metta giù! Professore, aiuto!
Mi metta giù! Mi lasci!
Abbiamo risolto il problema.
< Lei è pazzo! - Non c'è molta strada.
Hai l'aria di una persona che fa un mestiere che inizia con la
Fioraio, fornaio... Oh!
Fermati. Professore, me lo raccolga, per cortesia. Grazie.
< Dicevamo... Facchino! No, quello no.
< Fantino!
No! Devi andare a destra.
Sai a che ora apre il casinò?
- I signori desiderano? - Dovrebbe esserci una prenotazione a mio nome.
Nina Maciucescu. Questo è il mio passaporto.
- Temo di non trovare la sua prenotazione. - Me lo dia.
- Lasci perdere. Voglio una camera con bagno e terrazzo. - Non vedo...
Le dia ciò che chiede, il giovanotto è in una posizione molto scomoda.
Va bene.
Giovanni.
- Accompagna la signorina alla 414. Il bagaglio? - E' questo.
C'è anche questo.
- Da questa parte. - Mi faccia scendere. Piano! Grazie.
- Arrivederci, professore. - Signorina. - Arrivederci.
Mi mandi su una cioccolata calda e un paio di scarpe 38,5.
- Quando apre il casinò? - Lei?
' Lei? - lo?
Una zuppa inglese e un paio di calzini 21,5.
Una ragazza simpatica! Forse un po' nervosa, ma molto carina.
Professore, non mi sento molto bene.
- Anche io sono stanco. Andrò al mio hotel. - No!
Aspetti un minuto. Le voglio chiedere: questa ragazza...
...che avevo sulle spalle... è bellissima!
Lei... come posso spiegare?
Di che marca è? E' bellissima!
E' la razza più bella che abbia mai visto. Che razza è?
E' una donna. Mi sembra evidente!
Non la conosco, l'ho incontrata alla stazione, ma ho visto...
...che è una razza senza mutandine!
- Sotto la gonna è completamente nuda! - Non ci capisco niente!
Però mi piaceva portarla!
Mi piace. Ha qualcosa... Sento che...
Si è molto eccitato, giovanotto. Io provavo queste sensazioni...
...quando avevo 15 anni.
Ancora non ci capisco niente. Mi viene voglia...
Professore, forse lei si intende di queste cose.
Mi sento come... mi tira... mi sento attratto...
Devo fare qualcosa, altrimenti "schiatto". Mi viene voglia di...
- Come posso dire... - Ho capito! E' molto eloquente.
- Ma io non so cosa fare! - Schiller diceva...
..."Alcune persone sanno tutto, questo è tutto ciò che sanno."
Forse Maurizio lo sapeva. Con lui non mi è mai successo.
Che devo fare?
Quando la ragazza scenderà...
...le si avvicina e...
...le dice: "Facciamo due passi."
Probabilmente la ragazza dirà di no e lei ne chiederà il motivo.
"Facciamo due passi." "No." "Perché no?"
Perché la ragazza ha ragione!
Non ci si può fidare di voi giovani!
Volete subito andare a letto a fare l'amore!
E' una passione effimera che non può durare.
State un po' insieme poi decidete di sposarvi. "Va bene, sposiamoci."
"Ma voglio la mia libertà." "E io voglio la mia!"
"Stiamo insieme, ma ognuno fa quello che vuole. E non fumare!"
Dopo si arriva al divorzio e chi soffre di più? I bambini!
Grazie, professore.
"Facciamo due passi?" "No." "Perché?"
"Facciamo due passi?" "No." "Perché?"
"Facciamo due passi?" "No." "Perché?"
"Facciamo due passi?" "No."
Va bene. Ci vediamo stasera.
- Solo un po' più lento. - Va bene, ciao.
"Facciamo due passi?" "No." "Perché?"
"Facciamo due passi?" "No." "Per..."
- Facciamo due passi? - No.
- Perché? - Ha ragione lei! Voi giovani volete fare subito l'amore!
E fumate in camera da letto. Divorziamo!
E' una camera effimera e non può durare. Chi soffre? Schiller!
Bravissimo! Andiamo a fare due passi? Io dico di sì.
Anche se credo di non poter camminare molto con queste scarpe!
Gli avevo chiesto 38,5!
- Un bacio sulla bocca! - Sulla bocca?
Si! Con gli uomini ho chiuso per sempre.
Lo trascuravo un po' per il gioco, ma lui è andato con un'altra...
...senza dirmelo!
L'ha baciata sulla bocca davanti a me. Questo è troppo!
Brava! Però non ci capisco niente.
Perché tutto questo casino per un bacio sulla bocca?
Perché? Come puoi non capire?
- Aspetta qui. Te lo faccio vedere. - Nina! - Aspetta.
- Amore! Non posso crederci! - Dice a me?
Carlo! Carlo!
Scusa, non avevo capito.
- Gli ha dato uno schiaffo. Andiamo. - Non capisco, ma mi piace.
- Hai capito cosa succede? - Basta baciare qualcuno...
...e succede tutto questo casino? - Anche io gli ho dato uno schiaffo.
- E poi non l'ho più voluto vedere. - E' un gioco bellissimo!
Lo hai inventato tu? Brava!
Nina! Guarda là!
- Dove? - Quei due! Andiamo? - Dove?
Aspetta, ora tocca a me.
No!
Guarda chi c'è! Sei tu, amore!
Ti avrò telefonato almeno 1000 volte!
- Chi è? - Finalmente! Ah! Scusami, non l'avevo vista.
- Hai baciato l'uomo! - Anche tu! Questo gioco mi piace.
< Non avevo letto gli effetti collaterali. Mio cugino stava male.
Aveva la pleurite. C'era scritto: "non somministrare agli asmatici".
Mi spaventai. Cominciò a respirare così...
I-Iii! I-Iii!
Che caldo! La pleurite gli passò, ma non è più riuscito a parlare.
- Gli venne un attacco d'asma. - Hii! - Proprio così!
Invece di parlare, ora fischia.
Andiamo al casinò.
Non mi piace il giallo né le 14,15 né le melanzane.
Mi piace la cioccolata, chi si chiama Giorgio...
...il numero 4, il vento che soffia forte...
...i confetti e il sedano.
A te cosa piace? Ah! Mi piace anche cantare a squarciagola!
Parappappà! A te cosa piace?
A me piace... In questo momento...
La... Non so neanche come si chiama.
Poi... mi vergogno. E' la prima volta che mi succede.
- Dimmi cos'è. - Te lo posso dire? Mi piace...
Mi piace molto. Non l'avevo mai vista prima.
L'ho vista di sfuggita. Ce l'hai in un punto difficile.
Chi te l'ha data, Nina? Dove si prende? Vorrei vederla meglio.
< Perché non la metti in un posto più facile?
- Se l'avessi io... - Apre il casinò, devo andare.
Non mi interrompere, fammi finire.
Quella cosa lì... Io mi sento attirato da te.
Ti voglio stringere. Quella cosa lì è la più bella...
Se l'avessi io... Credevo di essere il più bello del mondo...
...poi vedo quella cosa e capisco che mi manca proprio tutto.
Quella cosa lì... Perché non me la presti?
La gente non sa che c'è quella cosa. Dovresti fargliela...
Nina, quella cosa è proprio... Come posso fare?
Avevo un amico di nome Maurizio. Non aveva una cosa come quella.
Non ho guardato bene, ma sono sicuro che non l'aveva.
Non ho mai visto una cosa simile. Se lo rivedo, glielo chiedo.
Mi viene voglia di... Nina!
Il diavolo! Il diavolo in persona!
Patrizia, ti assicuro che è stata un'esperienza devastante!
Ancora!
Aspetta, Patrizia!
Una volta ti piacevano le mie storielle, non ci avrai mica creduto?
Il diavolo che mi vola intorno, che non si riflette nello specchio...
...il diavolo che non sa come si fa l'amore!
Stamattina quando sono partito per venire a trovarti...
...mi sono detto: "Le racconterò una storiella per farci una risata."
- Maurizio, allora era tutto uno scherzo! - Ma certo!
Come potevi prendere sul serio una storiella del genere?
Un diavolo con addosso una pelliccia che mi appare davanti all'improvviso!
Un diavolo che mi segue dappertutto!
E poi te lo immagini un diavolo che va matto per la zuppa inglese?
A proposito...
...adesso che ci penso bene...
...voleva mangiare solo zuppa inglese.
Poteva mangiare ristoranti di zuppa inglese per pranzo.
Non faceva che chiedere zuppa inglese in ogni momento.
Patrizia!
- Carta. - Nove! Lo sapevo! Lo sentivo!
- Cos'è successo? - E' svenuto.
Mi dispiace tanto.
- Allora? - Signore, giocate? - Se non gioca nessuno, cambio tavolo.
- Ciao! - L'hai persa, io l'ho trovata.
Va bene, giochiamoci un caffè.
Stavo parlando...
- Una a te, una a me... - Allora...
- Carta. - Nove. - Come? - Nove. - Nove?
Il caffè è diventato un cappuccino. Giochiamo anche questo.
Una a te, una a me...
- Carta. - Carta. - Nove.
Bravissimo! Veramente bravo.
- Lasci tutto lì? - Sì. - Che paura!
Una a te, una a me...
- Carta. - Nove! - Nove.
Otto!
Nove!
- Otto! - Nove!
- Carta. - Nove!
- Carta. - Nove!
- Carta. - Nove!
Nove!
Qui ci deve essere qualcuno che mi porta sfortuna.
- Carta. - Nove!
- Vuole giocare ancora, Madame? - Non vede che non ho niente?
A voi, signore.
Nina.
- Vorrei giocare tutto per...
- Può ancora rifarsi. - Come? - Scusi la mia intromissione, ma...
Professor Cusatelli, ci siamo conosciuti alla...
Le sembrerà un po' insolito, ma credo di avere capito...
...che questo fortunato giovanotto giocherebbe quello che ha vinto...
...contro una notte da passare con lei. - Cosa?
Ho capito bene?
Lei è un maiale! Anzi, siete due maiali.
Io dovrei giocare me stessa, il mio corpo, per questi...
- Quanti sono? - 112 milioni.
Io dovrei passare la notte con lui per questi stupidissimi 112 milioni?
- E' la cosa più volgare... - Cosa decidete, madame?
E me lo chiede? Accetto!
Scusi... Che gioco è questo?
- Le Chemin de fer. - Che devo fare per vincere?
< Vince chi si avvicina di più a nove. - Bisogna dire "nove"?
- Carta. - Nove!
Lei non rida! Ho capito subito che lei mi avrebbe portato sfortuna.
Corvaccio!
Grazie.
Vieni, io pago sempre i miei debiti.
Bravo. Tanti auguri.
- Monsieur, le fiches! - Nove!
"Coratelli" è il tuo compare, vero?
Non è un germanista, è un "maialista"!
Non è un casinò, ma un "bordellò" 112 milioni per una notte!
224 per due notti. Niente male!
Dovrai costringermi con la forza a passare la notte a letto con te.
- Ma io... - Non cercare di convincermi! - No...
- Io non vengo a letto con te. - Non voglio andare a letto con te.
Ti sei giocato 112 milioni per dormire con me.
Di' la verità: non vedi l'ora di toglierti i vestiti.
Spogliarmi? Nudo? Perché? Che vengo a fare a letto con te?
- Non vuoi venire a letto con me? - No.
- No? ' No!
No? Io dico no, non tu.
Tu adesso vieni a letto con me! Che tu lo voglia o no!
- Ho qualcosa che non va? - Niente! Mi piaci molto, ma...
Perché andare a letto nudi? Io vorrei fare altro...
Non ci capisco niente, ma sento che vorrei...
Giù le mani, sporco maiale! Sapevo che volevi venire a letto con me.
Ancora? Nina, ragiona!
Ho tutta la notte a disposizione...
...e la butto via a letto con te nudo?
Non ho capito. Vuoi venire a letto con me oppure no?
Io non voglio passare la notte a letto con te.
Allora non ti devo più niente.
< Maleducato!
- Nina! - Lasciami stare, non ti voglio più vedere.
Nina, ma dove...
< Chi è? - Sono Gloria...
...ho lasciato la patente sul tavolo vicino alla frutta.
< Ha sbagliato. - Lo crede anche lei?
In cosa? Forse aveva sonno. Dovevo fingere di averne anche io?
Che dice? Pronto?
Ehi?
Questo prima parla, poi sparisce. Non ci capisco niente.
< Il diavolo! Il diavolo in persona!
Patrizia, ti assicuro che è stata un'esperienza devastante.
Adesso basta, Maurizio. Voglio andare a casa.
Non puoi sequestrare una persona per otto ore...
...e ripeterle continuamente le stesse cose.
Lasciami spiegare. Così tutto sarà chiaro e potrai andare via.
Non posso più guardarti, Maurizio.
- Hai la faccia sconvolta! - Non guardarmi, ma ascoltami.
Volevo dirti una cosa molto romantica.
Non ti muovere, mi devo concentrare.
Finalmente ho preso la decisione.
Non è buffo che tutto questo sia successo a una fermata di autobus?
< E' arrivato il momento.
Ora ho tutto chiaro in mente. Tu, Patrizia...
...per me sei sempre stata una grande tentazione, come il diavolo.
E Giuditta, il diavolo, è la tentazione in carne e ossa.
Io gli volevo bene e ora mi manca.
Ho pensato che Giuditta e te, Patrizia...
...foste la stessa persona. Capisci cosa voglio dire?
Non dire niente, Patrizia, mi rendo conto che si è fatto tardi.
Io vado via. Tu resta ad aspettare l'autobus.
Ormai dovrebbe arrivare da un momento all'altro.
Resta lì.
Maurizio!
Maurizio! Sono io: Giuditta!
- Maurizio! - Lo so.
Maurizio! Non mi sento molto bene e ti devo parlare. Perché scappi?
Mi hai fatto una paura tremenda!
Tu hai fatto paura a me!
Stavo seduto su una panchina a fare due chiacchiere in privato...
...quando questo essere immondo...
- Cosa c'è, Giuditta? - Musica!
Giuditta!
Giuditta! Giuditta!
Scusami se prima ti ho chiamato "essere immondo", non volevo.
Non essere permaloso.
Prendono in giro anche me. Dicono che ho il naso troppo grosso...
...gli occhi troppo piccoli e i capelli troppo scuri.
Io non mi arrabbio. Ridici sopra! Non hai motivo di offenderti.
Ho parlato troppo! Come hai fatto ad apparire cosi all'improvviso?
Stavo parlando con Patrizia e tu hai preso il suo posto!
Non l'ho vista prendere l'autobus. Dovevo essere in trance!
Giuditta.
Mi ascolti? Che ti prende? Cosa stai guardando?
- Maurizio? - Sì? - Vedi quella ragazza?
- Sì, è molto carina. - Vuole passare la notte a letto con me nudo.
Quella ragazza vuole passare la notte a letto con te nudo?
- Buonasera. Vorrebbe passare la notte a letto con me? - Nudo?
- Sì. - Solo un idiota potrebbe rifiutare una proposta simile!
- Balla il tango? - No, ma imparo subito.
Scusami, Giuditta.
Questa è la seconda volta che ballo in vita mia.
- Quando è stata la prima? - Non me lo ricordo. - Mi fa rabbia.
Ormai è una questione di principio. Voglio passare la notte con lui!
- Chi? - Il suo amico!
< Con lui? < Sì, mi piace da morire.
- Allora è vero! - Certo. In lui c'è qualcosa...
...che mi attrae. E' speciale. - Non è una persona qualsiasi!
- Posso darle un consiglio? Punti su un altro. - Lei, ad esempio?
- Sta cercando di dirmi questo? - Assolutamente no!
Anche se le assicuro che sarebbe molto meglio per lei!
Che cosa dice?
Ascolti...
Una notte con lui non la passerei neanche io che sono suo amico!
Più mi dice così e più mi viene voglia!
Ascolti... andrebbe a letto con un animale?
Cosa sta cercando di dire?
Già... Mettiamola così...
Lui è più di un animale, è un'intera mandria! Capito?
Mi dia retta. E' per il suo bene. Segua il mio consiglio!
Punti su qualcun altro che non sia lui né me!
- Capito? - Mi ha tolto ogni dubbio!
- Dove va? - Dalla mandria!
Ciao. Come ti senti?
Bene. Mi sento strano. Dormiamo insieme, ma che facciamo?
Vieni, non ti preoccupare, ci penso io.
Giuditta!
- E' scemo, non ci speravo più! - Ha qualcosa che mi piace.
- Ti sei innamorata? - Non diciamo sciocchezze!
Mi sono divertita a stare qui. Non capisco una cosa.
Come sopportano quelle stupide scarpe? Sono così scomode!
E' vero, io non riesco a dormirci!
- Sei sicura che sa come si fa? - Sì.
Gli ho detto di spogliarsi e di aspettarmi.
Sento che è pronto.
Arrivederci e grazie per avere lavorato cosi bene con me.
Il piacere è stato mio.
Giuditta! Vai via senza salutarmi?
Ti ho aspettato qui tutta la notte. Vieni a raccontarmi.
- Come è andata? - Maurizio!
Te lo devo proprio dire. Stanotte è stata straordinaria.
Mi ha preso... Ci siamo messi... E' raffinatissima!
- Davvero? - Sì.
- Hai molta fretta? - Sì.
Ti volevo salutare subito perché devo andare.
Mi sono venute in mente delle scadenze...
La mia famiglia... gli affari. Di là ho impegni.
Devo salutarti velocemente perché devo rivedere il babbo, la mamma...
Se mandano qualcuno a riprendermi, faccio brutta figura.
Credo che abbiano già mandato qualcuno. Guarda.
E' la foto di quando ballavo con la ragazza, ma lei non si vede!
E' una donna pericolosa, un essere immondo, senza offesa!
- Parli di me? - Cosa?
Stavo parlando di quella ragazza: Nina!
Per piacere! Sì, lo so. E' bellissima, vero?
- Per niente! Ho detto che è un essere immondo. - Maurizio!
Avevo promesso di non dire niente...
...ma non posso farmi parlare così da uno che regge l'anima coi denti!
Giuditta, che cosa succede? Di chi è quella voce?
E' la mia! Mi sono divertito a...
La mattina, con il fresco, ho questa voce.
Non fa fresco, a me vengono le vampate!
Sono un essere immondo?
Nina, per favore, ti ho detto di lasciarmi salutare Maurizio.
Maurizio! Non farmi fare così con la giacca!
- Fammi smettere di fare così. - No! Ho caldo.
Il tuo amico non mi piace.
Maurizio! Appena smetto di fare così...
Fammi smettere un secondo di fare così!
Ha un caratterino! Però è bellissima.
E' venuta a prendermi. Mi riporta lei perché ha paura che riscappi.
Però mi piace da morire! Stanotte mi ha fatto delle cose...
Ha una cosa... Non so come dire... Te la dovrei mostrare. Nina?
Non fare il cretino!
Come posso descriverla... E' una cosa...
Non capirai mai, Maurizio. L'hanno mandata a riprendermi.
- Ciao. - Avete il più bel mezzo di trasporto che abbia mai visto!
- Ciao. - Ciao. - Ciao.
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