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- State comodo, Colonnello. - Grazie.

Non vi nascondo che sono molto contento di avervi al mio fianco.

Questa impresa forse è la più azzardata della mia vita

e voglio solo persone fidate con me.

Sono a conoscenza di tutte le maldicenze che si dicono sul vostro conto.

Si dice che in Turchia siete diventato di fede musulmana

e che avete combattuto sotto falso nome.

È accaduto una volta sola, in verità.

Il mio nome di battaglia era Osman Bey.

I miei ufficiali pensano che da quel Paese abbiate preso usanze, abitudini, pensieri.

Vi considerano...

come uno stravagante.

Perché ce l'hanno tanto con voi?

- Perché non sono come loro. - Cioè, come siete?

Un uomo libero al servizio della libertà ovunque si renda necessario difenderla.

Sono qui, perché credo anch'io come voi, che sia arrivato il momento

di cacciare coloro che tengono in ostaggio il meridione e l'Italia.

Sì, ma la posta si gioca tutta in Sicilia

e le voci che arrivano da lì sono contrastanti. Voi che cosa ne sapete?

Io credo nei siciliani che parlano poco,

in quelli che si rodono dentro, soffrono.

È un popolo che si rivela soprattutto nei silenzi,

nelle parole che non dice.

Buongiorno.

- Tricò Domenico? - Sissignore.

- Fu Antonino Pio. - Diteci della vostra gamba ingiuriata.

[in siciliano] Ero bambino e lavoravo in un mulino.

Giravo il mulino per tirare l'acqua dal pozzo.

Un giorno mi fermai che ero stanco

e il padrone mi diede un colpo con un ferro che mi azzoppò per sempre.

Però se c'è da correre corro.

Come avete fatto a tirare avanti?

Mi arrangiavo. Mille mestieri. Ho fatto pure l'artificiere.

Mi chiamavano per i giochi di fuoco nelle feste patronali,

poi un giorno andò tutto a fuoco e diedero la colpa a me,

ma io che c'entravo?

E me ne scappai nel continente.

E feci altri lavoretti sempre nelle feste patronali.

- Perché volete tornare in Sicilia? - Colonnello, me lo domandate anche?

Per liberarla da questi cornuti.

Arruolato.

Grazie.

Grazie.

S'abbenedica.

[in veneto] Scusi, mi è venuto dal cuore.

Ragusìn, sapete come si dice dalle mie parti?

"La meglio parola è quella che non si dice."

- Ah, sì? - Sì.

Per me è vero il contrario.

La parola deve essere limpida, come l'olio

altrimenti non si capisce più niente.

Non temete, d'ora in poi terrò a freno la lingua.

Anzi, perdonatemi.

Va bene.

Andiamo avanti.

Vieni avanti, giovanotto.

Tu sei Marchetti Bepin di anni undici

- e vorresti arruolarti con noi. - [in veneto] Sì, Colonnello.

Ma ti rendi conto che sei soltanto un bambino. Sai che cosa ti aspetta?

- Sono pronto a tutto per Garibaldi. - Sei solo?

No, c'è anche mio padre. Marchetti Luigi.

Dottore e patriota.

Lo avete già arruolato.

Bene.

Adesso arruolo anche te.

Grazie.

[dialoghi non udibili]

- Tu sei l'ultimo? - [in veneto] Mi sembra di sì.

- Dai, allora, che aspetti? Sbrigati. - Eccomi.

- Voi siete Spitale Rosario. - [con accento veneto] Per servirla.

Qui c'è scritto che siete nato a Palermo. Perché parlate in questo modo?

Colonnello, da anni sono andato via da quella città e vivo qua al nord.

[accento siciliano] Ma ero palermitano.

Se eravate palermitano, lo siete ancora e lo sarete sempre.

Per altro, qui dichiarate che avete frequentato

- la scuola militare della Nunziatella. - Sì, certamente.

Si dà il caso che conosco bene quella scuola.

Ci sono entrato a nove anni e ne sono uscito a 19.

Anch'io entrai da bambino, però fui costretto ad andai via prima del tempo

- a causa di un lutto familiare. - Vostro padre?

Un mio zio, barone. L'unico che poteva pagare la retta.

Chi erano i vostri istruttori? Crisanti c'era ancora?

- Eccome, Crisanti. Una brava persona. - Sì?

- E il maggiore Salerno? - Anche lui, una persona squisita.

No, voi Crisanti e Salerno non potete averli conosciuti,

sono andati via entrambi molto prima che arrivassi io.

- Forse avrò sbagliato. - Vi sbagliate certamente.

E ditemi, della disciplina di armi e di tiro vi è rimasta qualche nozione?

- Qualcosina. - Arruolato.

- [Ragusìn] Arruolato? - Arruolato.

Grazie.

Non fate quella faccia, Ragusìn. Con quello che ci aspetta,

anche gli impostori possono esserci utili.

Da leggere mi sono portato le poesie di Victor Hugo

per le notti palermitane, se mai ci arriviamo.

[in veneto] Ci arriveremo eccome.

Garibaldi non ha mai perso una battaglia.

Ma voi non avete paura?

[accento toscano] Paura? Non so che cosa sia.

E poi, morire per liberare la Sicilia dai Borboni, eh? E unire l'Italia...

È quello che vogliamo, no?

E te che ti ridi?

[in veneto] Ieri sera sono arrivato che era già tardi,

e quando sono entrato ho trovato un vecchio

che pregava a mani giunte e malediva...

Dove andate, cosa vi ha fatto di male il re di Napoli?

Cosa vi hanno fatto di male i Borboni? Tornate a casa, briganti!

E io, gli ho preso subito il cappello

e l'ho fatto sparire...

Così.

Eccolo.

Scemo!

[garibaldino] Viva l'Italia! Viva il Re!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva Garibaldi!

[voci concitate]

Dove va il Generale?

A cercare le navi che devono portarci in Sicilia.

Dovevano essere già qui e non ci sono. Cominciamo bene.

[garibaldino canta] ♪ Va, pensiero, ♪

♪ Sull'ali dorate ♪

♪ Va, ti posa ♪

♪ Sui clivi e sui colli ♪

♪ Ove olezzano ♪

♪ Tepide e molli ♪

♪ L'aure dolci ♪

♪ Del suolo natal ♪

[applauso]

[acclamazioni]

- Viva Verdi! - [garibaldino 1] Bravo!

[garibaldino 2] Viva Verdi!

[in veneto] Ma te sei proprio bravo.

[Rosario] È fortuna.

[in milanese] Ehi scemo, non sei mica un mago?

- Tu cosa dici? - Ma certo che sì.

[garibaldino] Eccoli! Eccoli!

[grida di esultanza]

Ci siamo tutti? Coraggio, passa presto.

[Domenico] "Saveria del mio cuore,

se Dio vuole, sono in una nave che mi porterà da te.

C'è un tempo bruttissimo

e i ragazzi stanno tutti vomitando.

Io non faccio che pensarti

e non vedo l'ora di riabbracciarti.

Il pensiero di rivederti

mi dà forza e coraggio."

Tuo...

Do-me...

ni-co.

Coricatevi supini e state sempre distesi.

Mi raccomando, bevete poco.

Mi chiamo Rosa, sono una combattente anch'io. Vengo dalla Savoia

e sono qui perché voglio anch'io, come voi, l'Italia unita e libera.

[conato]

Pancia in su.

- Che ci fa una femmina su una nave? - Pirla,

lei è la sposa del Crispi.

[in siciliano] Allora, abbiamo la palla e il bossolo.

Inseriamo e arrotoliamo.

- Eh? - Arrotoliamo.

Facciamo che ve l'ho insegnato lo stesso.

Quando senti la palla, chiudi.

- Eh? - Attuppe, attuppe!

Ragazzi, quando uno chiude, chiude. Lo dice la parola stessa.

Schiacci...

Togliamo questo e riempiamo.

Uno...

Scusatemi.

[in veneto] Stavo cercando Domenico Tricò. Mi manda il tenente Ragusìn.

Vieni avanti.

Prego?

Guarda che l'ho capito che sei siciliano.

Piglia quei sacchi e portali qua.

- [in siciliano] Devo prenderli solo io? - Sì, solo tu!

[risate]

Dopo la polvere chiudiamo sopra.

Chiudiamo bello stretto...

Bacetto ai Borboni.

Baroncino, guarda che te li devi caricare sulle spalle.

E portali qua. Fai presto.

Qui.

Con questa invece facciamo le palle da cannone per i Borboni.

Pam!

Che ti spaventi? Sei Borbone tu?

[rumore indistinto]

Colonnello, ci siamo insabbiati.

Siamo arrivati! Siamo arrivati!

Andiamo.

Eccola!

Marsala!

- È Marsala? - Sì, è Marsala.

- [paesani] Eccoli! - Viva Garibaldi!

[vociare concitato]

Dai! Dai!

[garibaldino] A terra!

Perché vi fermate? Dobbiamo portare i cannoni al riparo verso le mura!

Su in piedi, forza! In piedi, andiamo!

Ma che minchia...

Radunatevi alla Marina!

Minchia, con me ce l'hanno.

- [Domenico] Vattene! - Ahia!

- Chi è? - Sono io, che ci fai qua? Vattene.

Quello che stai facendo tu, sto scappando da questo inferno.

Sei pure un disertore, vattene.

Io? Perché tu che cosa sei?

Dai, fammi entrare.

No, questo è il mio nascondiglio. Cercatene un altro. Cornuto.

- Se mi pigliano, mi fucilano. - E a me che me ne importa?

Ma giuro che prima ti denuncio.

Sei un cornuto, infame e traditore!

Ci manca solo che mi ammazzano. Avanti, entra.

Disertore io?

Io che ho fatto tutte le munizioni per Garibaldi sul piroscafo.

Se non era per me come la faceva la guerra?

Che gli tirava, le pietre?

Guarda che pure io ho buttato il sangue su quel piroscafo.

Con tutti i sacchi che mi hai fatto portare mi è venuta l'ernia.

Mi dovrebbero dare la medaglia da eroe.

Eroe con questa faccia?

Il minchia puoi fare.

Allora vuol dire che il Padreterno ci ha messo insieme proprio per questo,

perché ci assomigliamo.

[Ragusìn] "Marsala, 11 maggio.

Sbarco effettuato e malgrado le cannonate, nessun morto."

No, anzi...

Una vittima c'è e... ed è un cane.

Ci sono anche due disertori. Comunque, la fortuna ci assiste.

La fortuna non conta niente per un militare.

[in latino] La fortuna aiuta gli sciocchi.

- "Fortuna favet fatuis?" - A Marsala ci hanno aiutato tutti.

Uomini, ragazzi, bambini.

Persino i frati, messi da parte i sacramenti, sono corsi ad aiutarci.

Tutti generosi!

Veneti, lombardi, toscani, piemontesi, emiliani, liguri.

Tutti pronti a sacrificarsi!

Unica eccezione, unica vergogna, due siciliani.

Due miserabili pezzenti!

[Orsini] Due cacasotto disertori

che fuggono alle prime avvisaglie di battaglia

che al posto del sangue hanno merda guasta!

[colpo]

Ragusìn.

- Presto, il registro dei nomi. - Sì.

Prego Iddio che non me li faccia incontrare di nuovo!

Nessuno deve sapere

che quei due miserabili hanno preso parte alla nostra gloriosa spedizione.

- Finalmente sono libero. - Per fare che?

Lo so io. Ti saluto.

[scricchiolio]

Ma che mi stai seguendo?

Ma quando mai. Sto facendo la mia strada.

Per andare dove?

- A Catania. - A Catania?

Sissignore.

E questa, secondo te, è la strada per Catania?

Sì.

Ma fammi il piacere.

[acclamazioni]

[acclamazioni s'interrompono]

Popolo di Salemi, cittadini,

siamo sbarcati qui per liberare la bella terra di Sicilia

dall'oppressore Borbone...

in nome di Vittorio Emanuele, Re costituzionale d'Italia.

- Viva il Re! - Viva Garibaldi!

I miei uomini requisiranno coperte, cibo, contante nelle casse comunali.

Il mio primo atto di governo sarà abolire le tasse

sul sale e sul pane e...

dividere i latifondi e distribuire la terra!

[uomo] Viva Garibaldi!

[voci non udibili]

Da voi mi aspetto lealtà e coraggio.

Conto sul vostro aiuto e sul vostro impegno di patrioti.

Il mio luogotenente, Nino Bixio,

vi darà altre importanti comunicazioni.

[uomo 1] Viva Garibaldi!

Sarò breve e molto chiaro.

Vi avverto.

Chiunque non combatterà dalla nostra parte

sarà considerato un traditore

e subirà le conseguenze del suo gesto codardo.

[brusio]

- Ancora qua sei? - Ti pare che hai fame solo tu?

Piano.

- È tenera. - Sì.

Tre quarti è mia, un quarto è tuo. L'ho vista prima io.

Vieni qui.

Piano.

Andiamo.

Che è?

Che succede? Oh!

Cornuti! Cornuto e ladro, posa la pecora!

- Il fucile! - Scappa!

Ahi...

Scappiamo prima che ricarica!

Figli di puttana!

C'è mancato poco che quello scemunito m'ammazzava.

Avrebbe fatto bene.

Comunque, noi due dobbiamo metterci d'accordo.

Il passo dico. Vienimi dietro tu.

Che bella questa. Io sto camminando avanti e all'improvviso devo venirti dietro.

Perché chi l'ha detto che devi andare avanti tu?

Io.

- [in siciliano] E se non fossi d'accordo? - Te ne vai da solo.

Vabbè, ti vengo dietro io, però fermati ora.

Sono stanco e mi duole il culo.

Si può sapere dove stiamo andando?

Io al mio paese a sposare la mia fidanzata.

Tu, non lo so.

Per questo ti sei unito alla spedizione dei Mille.

Per prendere un passaggio.

E invece tu per fare l'Italia unita. È vero?

L'Italia? Ma che me ne importa.

Dimmi la verità, perché ti sei imbarcato sulla nave?

Per scappare da Venezia.

Minchia, addirittura scappare.

E chi ti seguiva, i pensieri?

Un'accusa infamante e falsa.

Hai barato con le carte, è vero?

Vedi di dormire.

[canto di gallo]

- Chi è? - Zitto!

Fai piano.

Pace e bene, sorella.

Mi potete aprire per piacere?

Abbiamo fame.

Ma che fai? Sono donne.

Ci devi andare con il sentimento.

E che devo fare, mi devo mettere a piangere?

Non preoccuparti, un trucco c'è sempre. Ora faccio una cosa che funziona sicuro.

- Cioè? - Il sordomuto.

- Tu sai fare il sordomuto? - Certo.

Vediamo.

[versi inarticolati]

Che succede?

Niente, il poveretto è stato ferito.

Non può parlare perché è sordomuto, dalla nascita.

Poveretto.

Lo vedi che ha funzionato.

Buongiorno, Madre badessa. Purtroppo è stato ferito, una fatalità.

Dove?

Fai vedere alla Madre badessa dove ti sei ferito.

- [articolando male] Ora? - Sicuro.

Minchia. È un paradiso.

Ssh... Ricordati che sei muto.

[lamenti di dolore di Rosario]

[Domenico] A che punto siamo?

Manca ancora tanto?

Ci vuole ancora un po' di pazienza.

Meno male che era pepe.

[Assuntina in siciliano] ♪ È arrivata la primavera ♪

♪ I mandorli sono in fiore ♪

♪ A me un fuoco d'amore ♪

♪ Mi ha acceso il cuore ♪

♪ Gli uccelli si rincorrono ♪

♪ Cinguettano tra loro ♪

♪ Di tante cose belle ♪

♪ Che mi fanno sognare ♪

Assuntina, perché canti questa canzone scurrile?

È scurrile?

A me sembrava così innocente. Scusate.

[in latino] Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori...

[von Mechel in francese] Eccolo, il nostro disertore.

[in francese] Di chi parlate, Tenente Colonnello?

Di Orsini.

[von Mechel] Una vecchia conoscenza.

[von Mechel] Ha militato nel nostro esercito borbonico

con i gradi di Maggiore.

[von Mechel] Ed eccolo qua, con Garibaldi.

Tutto questo per soddisfare le sue sinistre ambizioni rivoluzionarie.

È un vanitoso della peggior specie.

[Ragusìn] Colonnello?

- Che aspettiamo? - L'ordine del Generale.

Date l'ordine al primo battaglione di avanzare.

Suonate all'attacco.

[comandante] Compagnia, presentatarm!

[comandante] Giù baionett'.

[comandante] Avanti, marc'!

Fuoco!

[in francese] Artiglieria, fuoco!

♪ L'Italia s'è desta ♪

♪ Dell'elmo... ♪

[grida di entusiasmo]

Artengo.

Baratieri.

Canezza.

Canezza?

- Culiazzi. - Sono qui.

Gramaccini?

Gli abbiamo dato una bella legnata, però. È vero, Colonnello?

Abbiamo vinto, ma non c'è niente da festeggiare, Tenente.

Guardatevi intorno.

[Rosa] Agazzi.

[Rosa] Agazzi?

[Rosa] Barboni.

[Rosa] Barboni?

Comodi, amici.

Ho capito che con voi posso tentare ogni sfida.

Avevo contato sulle vostre baionette e non mi sono ingannato.

Questo ci dice quanto potremo fare

quando l'intera famiglia italiana sarà riunita sotto una sola bandiera.

Gli amici che generosamente ci offrono rifugio questa notte

ci danno il loro vino sincero

e ne approfitto per fare un brindisi

e dirvi grazie.

[insieme] Prosit.

[risate]

Vi sento.

Lo so che ci siete.

Suor Anna, ti ho riconosciuto.

Eccoti. Vieni qua che ti prendo.

[Domenico] Dove vai?

Vieni qua.

Ti ho vista, fermati. Fermati, monella.

Ti prendo a morsi, dove sei?

Fermati, ti ho detto fermati! Vieni qua.

Vieni qua!

Dov'è? Ti ho vista, vieni qua.

[voci indistinte]

[Assuntina] Perché hai buttato questa carta?

Fatemi fare il mio gioco, suor Agostina.

[Agostina] Come vuoi, Assuntina.

Suor Vittoria ha preparato la solita minestra?

- [Assuntina] I tenerumi. - [Agostina] Che scocciatura.

- [Assuntina] Lei sa fare solo quello. - [Agostina] Lo so.

Che volete?

Ha sete questo poveretto.

Acqua e menta.

Assuntina...

Mhm.

- Mhm? - Mhm.

Con i soldi vuole giocare.

Mhm.

Minchia, questo è un cornuto!

Non vi spaventate, sorella, tanto non può sentire nulla.

Vi ho detto che è sordo, oltre che muto.

Però voi avete fatto peccato doppio con quella parolaccia.

Per voi cantò il gallo di San Pietro. Chicchirichì.

Che volete farci? Presi il vizio in famiglia.

Mio nonno, buonanima.

Mio padre, buonanima. I miei fratelli, buonanima.

- I cugini amatissimi... - Buonanima.

Stavano sempre con le carte in mano.

Mio padre con queste ci ha fatto campare in tredici.

Poi, sempre per queste carte maledette è morto ammazzato.

Ma tanto tu non puoi sentire niente.

Io e suor Agostina stiamo parlando con il muro.

Cricco, Crocco e Manico di Fiasco.

Tricò, questo è il paradiso.

Ombra, fresco...

Cibo di prima qualità.

Mattina e sera.

E pure qualche giocatina.

Guarda qua.

Oggi ho raccolto la questua delle sorelle.

Soldi guadagnati onestamente.

Senza barare.

E poi ci sono gli occhi di Assuntina che ti fanno sciogliere.

- Ma perché non restiamo qua? - Ma che stai dicendo?

Ma quando mai? No.

Devo andare al paese, mi devo sposare.

Mica sono qua per farmi incantare dalle fate.

Ma che me ne importa a me.

Anzi, ti dirò di più.

Domani saluto tutti...

E me ne vado.

Che c'è, Baronetto? Ti sei ammutolito, eh?

Non dici più niente?

E che ti dico, Tricò.

Almeno tu hai la speranza di una moglie, di una famiglia.

Io non ho nessuno.

La mia famiglia è questa.

Buonanotte, Tricò.

Buonanotte, Spita'.

Colonnello, bastava domandare. Mi sarei dato da fare subito.

Questo è un caffè alla turca, Tenente.

La sua preparazione è un'arte divinatoria.

Ne volete?

Sì, grazie.

Un pochetto, tanto per gradire.

Sì, è vero. Fa un po' schifo le prime volte.

Bisogna abituarsi.

A Costantinopoli ho imparato a leggere nei fondi di caffè.

Che cosa vedete, Colonnello?

Vedo che i siciliani ci accoglieranno come liberatori.

Bene.

Ma questo è solo ciò che appare in superficie.

La verità è molto diversa. Vedete questi bordi frastagliati?

Nascondono un avvertimento.

Se posso chiedere... quale?

Beh, se ve lo dicessi, la predizione non... non varrebbe, no?

[sospiro]

[suore in latino] Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

[suore] Tu sei benedetta tra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

[suore] Santa Maria, madre di Dio,

prega per noi peccatori

adesso e nell'ora della nostra morte, amen.

[suore] Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

[suore] Tu sei benedetta tra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

C'è uno sbaglio, ha ragione lui, sorella.

Voi in mano avevate un re, se fate il conto vince lui.

Che scimunita.

Ho sbagliato i conti, scusate.

Santa Rosalia mi deve perdonare.

[Domenico] Dov'è?

Ah, qui sei!

Cornuto, ladro, infame e traditore.

- Dove sono i miei soldi? - Che è successo?

Ci hai messo gli occhi sopra da subito. Ti sei rubato tutti i miei risparmi.

Facevi l'amico, invece sei infame e traditore.

Ma che stai dicendo, io sono stato qua. Chiedi alle sorelle.

Te l'ho detto che era un cornuto!

Parla meglio di me questo filibustiere, altro che muto.

E mi hai rubato tutti i soldi!

Prima tocca a me. Vieni qua. Dove sono i soldi?

Fermatevi! Nessuno ha colpa.

Rosario è sempre stato qua, poi non lo farebbe mai. È troppo buono.

Lo so io chi ti ha rubato i soldi.

Che stai dicendo? Che ne sai!

Oh...

C'è stato qualcosa tra voi,

e vi siete uniti per rubare i soldi a me e a quell'altro.

Che dite, suor Agostina? È stata la badessa a rubare.

La badessa? Che dici, Assuntina?

Sì, è più forte di lei. Le viene l'istinto di rubare.

Voi non lo sapete, ma io l'ho vista mentre rubava i soldi al vescovo di Caltanisetta.

Lei non vorrebbe, è il diavolo a spingerla.

Lo giuro su Santa Rita.

Cornuta, falsa e fetente di una suora.

Ti sei rubata i soldi di un povero disgraziato come me?

Dove li hai messi? Dove li hai nascosti?

Dimmelo, dove li hai nascosti?

Dove li hai nascosti? Dove sono?

- Dove sono? - Ma che vuole?

Dove sono?

- Ce l'hai lì sotto? - No! Che cosa?

Ce li hai lì sotto!

Ce l'hai lì sotto.

Dove li hai messi? Dove li hai nascosti?

Dammeli, dimmi dove sono!

Vieni qua!

State indietro!

State indietro! State indietro!

- Andiamo via! - Si è rubata i miei soldi!

Si è rubata i miei soldi!

Si è rubata i miei soldi!

Minchia, quante sono.

Sorelle, la pace sia con tutti noi.

Cacciateli fuori, questi cornuti!

Piano!

[Domenico] Piano, sono zoppo!

[urla delle suore]

Piano!

Piano, che sono zoppo!

Vergogna! Infame!

Altro che porta del paradiso, questa è la porta dell'inferno!

Queste non sono suore, sono diavolette!

Finiscila.

Il gelato ai fichi d'india... veleno era.

Pensa alla tua fidanzata che ti aspetta.

Ma se sono nudo come un verme, tutti i soldi mi hanno rubato.

Ci parlo io con la tua fidanzata, basta che ti calmi.

Sono calmo.

- Così sei calmo? - Così sono calmo.

- Così sei calmo? - Quando sono calmo sono così, andiamo!

Levati prima che mi incazzo!

[in coro] ♪ Tu ti svegliasti col sol d'aprile... ♪

[continuano cantando]

- [in veneto] Avete visto il Colonnello? - È su alla rocca.

Questo è meglio di quello che ti fa la mamma.

[uomo in siciliano] Non ci potete credere...

Questo è un posto maledetto. Bisognerebbe scapparsene.

Lo sapete quanti ne hanno uccisi qua?

Questo, ragazzi miei, è uno scannatoio.

Chi arriva da queste parti è meglio che si faccia il segno della croce.

I briganti possono uscire da un momento all'altro, e ce n'è uno...

Peppe l'Orbo.

Zoppo e con un occhio solo che si diverte a cavare gli occhi dei disgraziati

i che gli capitano sottomano.

[risata]

Ridi, ridi.

- È Palermo? - Sì.

È la città dove sono cresciuto,

dove ho capito tutto quello che so della vita.

Qui ho imparato che cosa sono la giustizia e la dignità umana

e che i nostri sforzi verso la verità sono spesso ambigui, oscuri.

- È tanto che siete via? - Dodici anni.

Sono partito pensando di tornare il giorno dopo e invece...

- Il destino ci comanda. - Non è così.

Il destino ha gioco solo quando noi ci spostiamo e lo lasciamo entrare.

- Sì? - Sì.

- Voi la pensate così? - Sì.

Colonnello...

Voi avete avuto la fortuna di andare via presto da qui.

Io...

È la prima volta che vado lontano da casa

e devo dire che non mi dispiace.

Ma... mi scusi, Colonnello.

Sapete spiegarmi perché i siciliani sono così calunniati?

Da quando siamo arrivati qui, io non vedo altro che simpatia,

accoglienza, gentilezza.

Perché ne parlano tutti male?

Soprattutto dalle mie parti.

Vedete, Tenente...

I siciliani hanno perso ogni speranza di cambiare il corso della storia,

non credono più in niente

neppure nelle illusioni che muovono il mondo.

Questo perché quando hanno provato a migliorare la loro condizione,

i loro tentativi sono stati soffocati nel sangue.

- Da chi? - Da chi li domina,

l'aristocrazia più corrotta e ignorante d'Europa.

Voi siete giovane e avete scelto di lottare per la libertà.

Consideratevi fortunato.

Tenetevi stretta questa speranza di poter cambiare il mondo.

Me lo auguro, Colonnello.

[tuoni in lontananza]

Non sarà una notte tranquilla.

Non importa, tanto ormai siamo abituati.

Fatemi sellare un cavallo.

Donna Maddalena, c'è una visita per voi.

[Maddalena] Chi è?

[Maddalena] Chi siete?

[Maddalena] Perché non parlate?

- Vincenzo... - Sì, sono io.

- Sei con loro? - Non vi inquietate, mamma.

Sono venuto qui soltanto per abbracciarvi.

Perché... hai tradito il nostro Re?

Vincenzo mio...

Io e tuo padre ti abbiamo educato ad amare le cose che...

che noi abbiamo amato, ma tu...

ti ostini a... a fuggirle.

Vince'...

[ragazzo in siciliano] ♪ Quant'è bello Garibaldi ♪

♪ Mi sembra davvero San Michele Arcangelo ♪

[in coro] ♪ Quanto è bello Garibaldi ♪

♪ Mi sembra davvero San Michele Arcangelo ♪

[ragazzo in siciliano] ♪ È venuto a liberare la Sicilia ♪

♪ E a vendicare quelli che sono morti ♪

[in coro] ♪ È venuto a liberare la Sicilia ♪

♪ E a vendicare quelli che sono morti ♪

[in siciliano] Chi siete?

In paese ci hanno detto che Garibaldi è arrivato in Sicilia. Ne sapete niente?

E perché lo domandi a noi?

Noi neanche sappiamo chi è questo Garibaldi.

Ma come chi è? Uno che è venuto con altri mille uomini

per liberare la Sicilia dalla miseria e dalla schiavitù, come Gesù Cristo.

Voi credete ancora a tutte queste scemenze? Sono fesserie.

Liberare la Sicilia? La Sicilia questa è e questa resta.

Ragazzi, se usate il cervello le cose stanno proprio come dice il mio amico.

Il continentale promette, ma poi in quel posto te lo mette.

Noi vogliamo combattere con Garibaldi a costo di morire.

Ma fatemi il piacere, tornatevene a casa e andate a guadagnare il pane.

Chi non spera non vive, signori miei.

Andiamo.

Lascialo qui il tuo compagno, vieni con noi.

Non posso, ho da fare.

Peggio per te.

Avete dell'acqua?

È qua.

È fresca, l'abbiamo presa poco fa al fiume.

Il Signore te lo paga.

- Andiamo. Salutiamo. - [insieme] Salutiamo.

Secondo te quanti anni ha quel ragazzo?

Ce l'avrà quindici anni?

Ma cosa t'importa a te, cammina.

[ragazzo in siciliano] ♪ Quando guarda sembra Gesù Cristo ♪

♪ Quando comanda è veramente Come Carlo Magno ♪

[in coro] ♪ Quando guarda, sembra Gesù Cristo ♪

♪ Quando comanda, È veramente come Carlo Magno ♪

[ragazzo in siciliano] ♪ Quanto è bello Garibaldi ♪

♪ Mi sembra davvero San Michele Arcangelo ♪

[in coro] ♪ Quanto è bello Garibaldi ♪

- [ragazzo] Viva Garibaldi! - [insieme] Viva Garibaldi!

[bambino] Annuzza, fatti prendere.

- [Domenico] Ecco, è qua. - [Rosario] Qua?

[Domenico] Sì.

[Rosario] E casa sua qual è?

Quella con le grate alle finestre. La vedi?

E allora che aspetti, vai.

Aspetta.

Lasciamela godere da lontano.

[Domenico] Come sono emozionato.

Se non le piaccio più?

Che dici? Smettila.

Saveria, sangue mio.

[Domenico] Com'è cambiata.

[Rosario] Prima com'era?

Era più giovane, però sempre bella.

[Domenico] Ora si è fatta più donna.

[Domenico] Ma certo, sono dieci anni che te ne sei andato.

[Domenico] Guarda... Stende i panni dei bambini.

Chissà di chi sono?

È sempre stata così, un cuore grande, aiuta tutti.

[Domenico] Quello con i capelli rossi è uguale a mio fratello Antonino.

Mio fratello più piccolo, te ne ho parlato.

Allora saranno i figli di tuo fratello.

Sicuro. Dopo tutti questi anni si sarà sposato anche lui.

[Domenico] Infatti lo vedi... Là c'è mio fratello Antonino. Vedi che sta scendendo.

Quello con i capelli rossi. E il maschietto è uguale a lui.

Sicuro sono tutti figli suoi, il maschietto e la femminuccia.

Sono contento per lui.

[Domenico] Due ne ha avuti.

E la moglie di tuo fratello dov'è?

[Domenico] E chi lo sa?

[Domenico] Forse è rimasto vedovo anche lui.

[Rosario] Dieci anni sono tanti...

Per una donna restare sola tutto questo tempo è un grosso sacrificio.

Ecco perché non rispondeva alle tue lettere.

Domenico...

Dome'...

[donna in siciliano] ♪ Maria lanciò una luce ♪

♪ Come una stella ♪

♪ Quando vide suo figlio morto ♪

♪ Di nero mi vesto e mi copro ♪

♪ Prima persi il padre ♪

♪ E poi il figlio ♪

- Figlio mio. - Me l'hanno ammazzato!

Me l'hanno ammazzato!

Me l'hanno ammazzato!

[versi di disperazione]

Me l'hanno ammazzato!

[lamenti]

Me l'hanno ammazzato!

[versi di disperazione]

Me l'hanno ammazzato!

Me l'hanno ammazzato!

Me l'hanno ammazzato!

Me l'hanno ammazzato, maledetti!

[Rosario] Vi possiamo essere di aiuto?

Entrate.

Cosa è successo?

I Borboni.

Hanno ucciso tutti gli uomini del paese,

anche i miei figli.

Hanno fucilato tutti, persino il parroco.

Mi dispiace.

Venite qua.

Questi erano dei miei figli,

a loro non servono più.

Tie'.

Meglio così.

- Che cosa? - Niente, Saveria.

Che hai pensato?

Che se ne faceva di uno come me,

senza soldi, senza arte né parte.

Meglio così.

Sveglia!

- Sveglia, dobbiamo andare via da qui. - Svegliatevi!

Forza! Sbrigatevi!

Andiamo, picciotti.

- Andiamo, picciotti! - Garibaldi!

[vociare concitato]

Andiamo!

Correte, correte!

Forza, andiamo. Stanno per arrivare i bastardi.

[vociare concitato]

[spari]

[spari]

[grida di dolore]

Giù!

[spari]

[singhiozzi]

[sottovoce] Ssh... Stai zitto!

A te ricorriamo, esuli figli di Eva.

A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi...

[sottovoce] Stai zitto! Sei peggio di un prete.

[scalpitio di zoccoli]

Bepin!

Bepin!

Bepin!

Bepin!

[sparo]

Il Generale chiede di voi.

[Garibaldi] Cinque giorni di preparativi e trattative,

Palermo pronta a riceverci, le barricate predisposte.

Tutto... calcolato, meditato

e ora noi siamo qui a fare un'ingloriosa marcia indietro.

Quanto possiamo arretrare? Quanto?

Alle spalle abbiamo un crepaccio, non possiamo fare dietro front.

Questa è la mia missione più importante. Che facciamo?

Ci hanno respinto, ma non gli basta. Vogliono umiliarci,

metterci la medaglia della disfatta costringendoci a una vergognosa fuga.

Bene, vogliono questo? Noi faremo in modo che lo credano.

Gli daremo l'illusione che ci stiamo ritirando verso l'interno.

State pensando a una manovra diversiva?

[Orsini] Quanti uomini vi servono?

Pochi, nella colonna che fingerà la fuga. I più verranno con me a Palermo.

Posso sapere chi avete previsto al comando di questi pochi infelici?

Voi.

Conosco il vostro impegno

e so che conoscete come nessun altro le insidie del territorio siciliano.

Siete il più adatto, Colonnello.

L'unico che può condurre a buon fine questa difficile missione.

Dovrete far credere a von Mechel che Garibaldi è con voi e sta fuggendo.

Generale,

sapete bene che l'impresa che avete appena descritto

difficilmente andrà a buon fine.

Inoltre, conoscete il mio grande desiderio di entrare a Palermo al vostro fianco.

So bene che vi chiedo un grande sacrificio.

Al militare palermitano tolgo il piacere di conquistare la propria città natale

e metto...

l'uomo in grande pericolo.

Credete, la scelta è sofferta e meditata.

Purtroppo, non ci sono alternative.

Quando è così...

Non c'è altro da aggiungere.

Mi atterrò ai vostri ordini.

Orsini...

Avete mano libera.

So che saprete valutare i pericoli della missione che vi affido.

Non abbiate scrupoli.

Agite nel modo che vi pare più conveniente.

Ci sono novità, Colonnello?

Ragusìn, avete una fidanzata?

Sì, a Vicenza.

Quando torno, ci sposiamo.

Avete già consumato?

Ecco...

Donne ne ho avute, eh? Però sa...

Io sono... romantico,

- un uomo onesto. - Tenente...

della vita si deve succhiare tutto il gusto.

L'eccesso di onestà può diventare un difetto.

Scrivete alla vostra fidanzata di pregare per voi.

Domani partiamo per una missione per la quale... non garantisco ritorno.

E mi raccomando,

silenzio con la compagnia.

Anch'io ho fame, ma che ti posso dire?

Ora troviamo un posto, ci addormentiamo, così non ci pensiamo più.

Ma che cambia. Io anche se dormo, sogno cose da mangiare

e al risveglio ho più fame di prima.

Io invece se dormo, mi vengono pensieri di donne.

- Di donne? - Di donne!

Stanotte mi sono sognato la badessa

che con il mattarello impastava la pasta fresca sulle sue cosce.

La badessa.

Solo che a un certo punto cambiava faccia e diventava quella di Assuntina.

Come vai a pensare a quella vecchia della badessa.

Il cervello.

Ma almeno la pasta fresca te la mangiavi o no?

- E certo. - Altolà! Fermi o sparo.

Alla fine, siete venuti anche voi con Garibaldi.

Avete fatto bene.

Ehi, che fate?

Questi sono nostri amici.

Questo...

Ora sono due.

Eh, la guerra, che volete? "È cosa fetusa", come dite voi.

Però a Calatafimi gliel'abbiamo cantata ai regi.

E voi da dove spuntate? Vi credevo morti.

Ma che morti! Sono disertori.

Guarda chi si rivede.

Venite avanti.

Colonnello...

Era tutto così confuso.

A Marsala, ve lo ricordate? Le cannonate, i botti...

E noi ci siamo persi.

Però lo giuro, ci siamo battuti con il sangue agli occhi.

Poi quello che è successo dopo non lo so dire.

È inutile sprecare pallottole con questi due.

Per me voi siete già morti.

- [Ragusìn] Che ne facciamo? - Ce li teniamo.

Con quello che ci aspetta,

anche due vigliacchi possono servire.

Buona fortuna, Orsini.

- Arrivederci a Palermo. - Buona fortuna anche a voi, Generale.

Ci vedremo a Palermo.

Compagnia, avanti.

[Nicola] Scusate, Tenente.

Perché stiamo lasciando i nostri compagni?

Non andiamo a Palermo a combattere? Dove andiamo?

Ehi... Che è, il gioco delle domande?

Te l'hanno detto che le domande le fanno gli asini?

Andiamo, su, forza.

[in coro] ♪ Tu ti svegliasti col sol d'aprile ♪

♪ E dimostravi che non sei vile ♪

♪ Per questo appunto mi sei più cara... ♪

È stata una fortuna non andare a Palermo.

Ma perché non era bello se entravamo a Palermo da vittoriosi?

Ma quale vittoriosi, quella sarà una carneficina.

Abbiamo avuto culo a finire nella colonna di Orsini.

Io al culo non ci credo, contano solo le carte.

Buongiorno, Colonnello. Sono il sovrastante del barone di Santa Eufemia

e mi onoro di essere amico della vostra illustre famiglia.

Vengo a porgervi i miei ossequi e a offrirvi il mio aiuto.

Grazie, ma non ho bisogno dell'aiuto di nessuno.

Eccellenza, voi siete siciliano e sapete meglio di me

che in queste strade di campagna

una protezione che non si fa notare può essere d'aiuto.

Può darsi, ma la protezione di cui vi occupate voi non mi interessa.

Il vostro modo di parlare mi sorprende, Eccellenza.

Ma risparmiatevi l'eccellenza.

Colonnello...

Prima di lasciarvi, devo farvi sapere che la mia presenza qui

è dovuta a un accordo stipulato con i vostri superiori.

- Quali superiori? - Non lo intuite?

Alti ufficiali che godono della fiducia del vostro Generale.

Qui comando io.

Non ci sono superiori, è chiaro? Comando io.

Se è così...

Buona fortuna, Colonnello.

Andiamo, picciotti.

- Colonnello, che voleva quell'uomo? - Non lo avete capito?

Caro Ragusìn...

Adesso i baroni e i mafiosi si sono messi a giocare alla rivoluzione.

Dopo i Borboni ci toccherà cacciare anche questa gentaglia,

se chi ci governa ne avrà il coraggio.

Ma... a me sembrava molto rispettoso.

Tenente, voi siete un bravo ufficiale, ma non avete capito niente della Sicilia.

[in siciliano] L'uccello è entrato nella gabbia.

Hai paura dell'acqua?

Io vengo dalla campagna.

In campagna non vi lavate?

Ma la vedi quant'è?

Queste sono per voi.

Grazie.

- Non fatemi fare brutta figura. - [Orsini] Ascoltate!

Quello che speravamo sta accadendo. Il nemico è dietro di noi.

Siamo chiamati a fronteggiare questa grande disparità di forze.

Come? Con l'intelligenza,

l'unica risorsa di cui disponiamo.

Non daremo al nemico il tempo di riflettere.

Anche se siamo pochi, dobbiamo sembrare molti.

Questo è l'inganno.

Abbiamo un vantaggio a nostro favore, Corleone.

Da lassù possiamo tenere il nemico sotto tiro

e impegnarlo il più a lungo possibile.

Un giorno perso appresso a noi è un giorno guadagnato per Garibaldi,

per la Sicilia, per l'Italia.

[Domenico] Saveria...

Saveria...

Saveria, vita mia,

ma ti piaccio ancora?

O hai cambiato idea?

Ora con i soldi...

Prima la casetta...

e poi ci sposiamo, vita mia.

[Domenico] Prima la casetta... e poi ci sposiamo.

Eh?

- Ragusìn. - Comandi.

Fate occupare con la colubrina quella rocca.

Sì, signore.

Colonnello Orsini, che Dio la benedica.

Io e i miei compaesani siamo a vostra disposizione.

- Viva Garibaldi! - [insieme] Viva Garibaldi!

Questo, dovete portarlo lassù.

È un ordine del Colonnello.

[risata]

Andiamo, ragazzi.

Tenete duro.

Non c'è nessuno.

Lasciamo il cannone qui e scappiamo.

Ma dove scappi, cammina.

Dietro abbiamo i Borboni,

davanti Orsini e stavolta se ci prendono ci fucilano sicuro.

- Cammina. - Come dici tu.

- Oh... - Eh?

Semmai ho sentito dire da un picciotto

che se restiamo vivi ci danno l'indennità.

E tu ci credi? Sei veramente scemo, Spitale.

Se questa cosa gli riuscisse a Garibaldi, sarebbe troppo bello.

Ti immagini se fanno capitale Palermo.

Non possono farla Palermo.

Troppo sporca.

- Semmai Napoli. - Perché, Napoli è pulita?

Così ho sentito dire.

L'unica paura è se cambiano idea e fanno capitale Milano, questi cornuti.

Non possono farla Milano, sta lì sopra...

E chi ci arriva più?

Proprio per questo. È là sopra che hanno i soldi.

[comandante] Ripiegare!

[in francese] Qui non si può passare! Dobbiamo aggirarli, risalite la rocca.

[grida concitate]

Venite qui!

[grida concitate]

Ragazzi, guardate giù, i cornuti stanno salendo.

Lo vado a dire al Colonnello.

- E noi che facciamo? - Li dovete fermare.

E come li fermiamo?

Con questo.

Prima l'altro, rintronato.

Minchia, tre volte gliel'ho spiegato. Dammi qua!

Lo stantuffo.

Dai, veloce!

Forza, forza.

Nasconditi, nasconditi.

Allontanati, allontanati.

Vai, fai il tuo mestiere.

Cosa è successo?

È successo che non ha funzionato.

- Hai detto che sai come farlo scoppiare. - Ma certo che lo so fare!

[grida concitate]

Lo vedi che ha funzionato, stanno scappando. Cornuti!

Facciamone un'altra che li facciamo ballare.

Vai, vai!

[in francese] Hanno scoperto la nostra manovra.

Sono più di quello che sembrano.

Anche la rocca è protetta.

[in francese] Allora aspetteremo.

Non possono resistere a lungo.

Fate allestire l'accampamento.

[Nicola] Mammuzza...

[Nicola] Mammuzza... Mammuzza...

Oh, Nico'.

Nico'...

Che è successo?

Mi hanno fottuto, sto morendo.

Ma che stai morendo? Guardami.

Ma che stai morendo, questa è una fesseria. Che fai, scherzi?

Non ti preoccupare, noi ti portiamo all'accampamento e ti facciamo cucire.

Oh! Guardami.

Dobbiamo entrare a Palermo, no? Come hai detto tu?

Dobbiamo andare a liberare la Sicilia.

- Guardami però, occhi aperti. - A Palermo?

Palermo.

Tu ci hai detto di venire qua

per venire a liberare Palermo, te lo ricordi?

Ti ricordi? Guardami, Nico'.

Ci hai fatto una testa così! Diglielo tu. La Sicilia... guardami però.

- Picciotti... - Eh?

Ma Palermo dov'è, nel continente?

Ragazzino, guardami!

Non te ne andare!

- Nico'! - Dome'... Dome'!

[in coro] ♪ Addio, mia bella, addio ♪

♪ L'armata se ne va ♪

♪ E se non partissi anch'io ♪

♪ Sarebbe una viltà ♪

Colonnello, gli artiglieri hanno acceso i fuochi.

Aspettano i vostri ordini.

Bene, Ragusìn.

Ora anche noi possiamo lasciare il paese.

[in francese] È arrivato il momento, Bosco.

Voglio sorprenderli prima che faccia giorno.

Datemi una torcia.

Questa gentaglia che li ha aiutati va punita!

Date fuoco al paese!

[in italiano] Forzate le porte!

[Bosco] Entrate nelle case!

[Bosco] Le porte giù!

[Bosco] Forzate le porte!

[Bosco] Le porte!

[grida dei paesani]

- Non ci fanno entrare in paese. - Per quale motivo?

Colonnello, la vostra presenza qui non è gradita.

In questi carri ci sono feriti che viaggiano con me da molti giorni.

- Hanno bisogno di cibo, di riposo. - Lo capisco e me ne dolgo.

Ma dovrete cercare rifugio nei paesi vicini, non qui.

Questi uomini hanno lasciato casa e affetti

per venire in soccorso della Sicilia.

- La vostra riconoscenza dov'è? - Vossignoria chiede troppo.

[sovrastante] Io vi avevo offerto il mio aiuto e voi lo avete rifiutato.

La gente di Giuliana ha ancora il senso dell'onore e del rispetto.

Onore e rispetto!

Voi usate queste parole mortificandone il senso

e il mio disprezzo per la gente come voi è enorme.

Sì? E di loro che mi dite? Anche questa povera gente disprezzate?

Senti tu, a chi vuoi prendere per il culo, pezzo di scemo!

Lascia stare questa povera gente. Sai come trattiamo i bastardi come te?

No, no, no. Ragusìn, non così.

Anch'io vorrei risolvere la questione come voi,

ma sarebbe un errore.

Le gazzette di tutto il mondo

scriverebbero che i liberatori della Sicilia

hanno occupato un paese con la violenza e il sangue

e questo non deve accadere,

mai.

Signori...

Vi lascio alla vostra quiete.

Voi ormai siete soltanto ombre,

fantasmi agonizzanti,

larve di un mondo che sparirà.

Nell'Italia per cui noi stiamo combattendo

non ci sarà più posto per quelli come voi.

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

[insieme] Viva Garibaldi! Viva la libertà!

- Colonnello, benvenuto a Sambuca. - I miei ossequi, signor Sindaco.

Noi faremo il possibile per dare asilo ai feriti,

ma se i Borboni vi seguiranno fino qui,

noi rischiamo di essere i primi ad essere fucilati.

I nostri amici di Corleone hanno visto i sacrifici di una vita andare in fumo

- e diventare cenere. - Hanno messo a ferro e fuoco Corleone?

- Sì. - Anche le nostre case

saranno date alle fiamme senza nemmeno darsi la pena di frugarle.

Noi pensiamo che sia più sicuro ospitare i feriti nelle case dei popolani.

Case umili, povere, ma abitate da gente di cuore.

Prima di dire una parola, si farebbero ammazzare.

[Domenico] Allora io vi faccio il botto, ma voi non vi spaventate.

Questo l'ho fatto io.

Eccolo qua.

Sentite.

[botto]

Bomba!

Ne facciamo un altro?

[Domenico] Attenzione, tutti di qua.

[vociare indistinto]

[Domenico] Eccolo, sentite!

[botto]

[Domenico] Bomba!

[risate]

[vociare indistinto]

[parole non udibili]

[Domenico] Questo è il più bello di tutti. Ora arriva. Sentitelo!

[Domenico] Però non vi spaventate. Sentilo, sentilo.

[botto]

[risate]

Rosa'...

Ma dove va?

Assuntina! Perché vi nascondete?

- Vi sbagliate, non sono io. - Tanto ho capito che siete voi.

[Rosario] La vostra veste da monaca, che fine ha fatto?

È vero, sono io. Dopo che ve ne siete andati,

la badessa mi cacciò dal convento perché avevo detto che era una ladra

e mi spogliai dell'abito di Dio.

Oh!

Ma sei qui? È mezz'ora che ti cerco.

[Domenico] Che fai nel cimitero?

[Domenico] Questa ragazza è uguale ad Assuntina.

È lei.

È lei?

Colonnello Orsini, ho un messaggio per voi.

Il generale Garibaldi è entrato a Palermo.

Non posso crederci, Colonnello.

Sì, ma ora dobbiamo salvare questo paese.

Chiamatemi il sindaco e il prete.

Buon appetito.

- Mmm... - Mmm...

- Buona è venuta. - Sì.

- Non merito i vostri sorrisi. - Perché, Assuntina?

È così bello rivedervi.

Vi dirò una cosa.

- Parla, ti sentiamo. - Ti sentiamo.

- È una cosa brutta. - Brutta?

Ma che ci può essere di brutto in una casa così

e con un piatto di pasta così.

I tuoi soldi li ho rubati io.

Calmati! Falla parlare.

Io non ce l'avevo una dote, per questo mi sono fatta monaca.

Ma quando voi siete arrivati al convento mi è tornata la voglia di sposarmi.

E mi è venuta l'idea di rubare i soldi di Domenico.

Ma l'altra notte ho sognato un angelo che aveva la faccia di Garibaldi.

Mi ha detto di restituirli e io gli ho promesso di ubbidire.

Mancano solo pochi spicci. Contali.

Ti chiedo perdono, Domenico.

La pasta si è freddata.

Oh... La pasta si raffredda!

[rullo di tamburo]

[banditore] Sentite, sentite, sentite!

Per ordine del sindaco di Sambuca,

a tutta la cittadinanza,

tornate a casa e mettete il chiavistello alla porta.

Il nemico che con viltà e sfregio

ha dato fuoco a Corleone

sta arrivando a Sambuca!

[banditore] State attenti.

Andiamo! Andiamo!

Stanno arrivando le guardie, corri!

[voci non udibili]

[sottovoce] Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

[sottovoce] Tu sei benedetta tra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

[sottovoce] Santa Maria, madre di Dio...

[voce sommessa]

Vedetela così.

Questa popolazione di Sambuca mi ha commosso.

In queste condizioni di vita,

non diverse da quelle dell'asino o della capra,

queste persone conservino intatti e alti i sentimenti umani.

La dolcezza, la pietà, il coraggio.

[Orsini] Mi chiedo se abbiamo il diritto,

come è accaduto a Corleone, di portare loro...

nuove sofferenze.

La violenza della guerra,

il rischio del saccheggio e della devastazione.

In nome di cosa, poi?

In nome della libertà.

La libertà in futuro di poter eleggere dei rappresentanti,

magari di pubblicare dei giornali e addirittura di scrivere dei libri.

Ma la libertà di non avere fame ora,

di vestire dignitosamente ora,

di abitare in luoghi più umani ora!

Ma Colonnello, noi abbiamo una missione da portare avanti.

Se falliamo l'obiettivo,

le cose, per questa povera gente, non cambieranno mai.

- Chi vi dice che con noi cambieranno? - In Europa lo pensano tutti.

- Non ha letto cosa scrive Dumas? - Caro Tenente,

Dumas è uno scrittore d'ingegno che usa la fantasia per fare propaganda.

È un imbonitore.

Stiamo andando incontro a un'epoca in cui a fare opinione saranno gli imbonitori.

[donna] ♪ Ninna nanna, ninna oh, ♪

♪ Questo bimbo a chi lo do ♪

♪ Se lo do all'uomo nero, ♪

♪ Se lo tiene un mese intero ♪

♪ Ninna nanna, ninna oh, ♪

♪ Questo bimbo a chi lo do ♪

♪ Se lo do all'uomo nero... ♪

[in francese] ♪ Tu hai il cuore per ridere ♪

♪ Io ce l'ho per piangere ♪

♪ Canta, usignolo, canta ♪

♪ Tu che hai il cuore allegro ♪

Minchia, quanti sono.

- Non c'è nessuno qui? - Come no? Ci sono tanti cristiani.

Ma a quest'ora non si è visto ancora nessuno.

Dormono,

lavorano,

imbrogliano.

Chi lo sa?

Parroco, dove ve ne andate?

Vi siete scordato quello che vi ha detto ieri sera il Colonnello.

Dovete andare dai borbonici e dire che Garibaldi è entrato a Palermo.

Il Signore mi deve perdonare,

ma io sono un pover'uomo.

Non ce la posso fare.

Credetemi, mi tremano le gambe.

Vi prego...

Lasciatemi andare.

Ma anche a voi, chi ve lo fa fare?

Scappate con me.

Questi ci ammazzano tutti.

[brusio]

Comandante! Che Dio vi benedica, finalmente siete arrivato.

[Domenico] Però, purtroppo, siete arrivato tardi.

Sono spariti tutti.

È rimasto

solo qualche bambino, qualche malato,

qualche...

qualche moribondo, io.

Poca gente.

- Sa, girano le voci. - [in italiano] Quali voci?

Di Garibaldi.

Di Garibaldi dicevano che era qua vicino con la sua truppa e che sono briganti.

Si comportano male!

Entrano nelle chiese, seviziano suore e novizie.

Per fortuna siete arrivato. Faccio suonare le campane a festa...

- No, non suonerete niente. - Vabbè, come volete.

Io... lo dicevo per festeggiare.

Dov'è il sindaco? Come mai non viene a salutarmi?

Il sindaco?

- Beh... - [Rosario] Che posso fare per voi...

Eccellenza illustrissima? Che sorpresa, che gioia!

Che hanno in testa quei due? Vogliono farci ammazzare?

Eccellenza, avervi qua per noi è una festa.

Certo, come vede, la gente ha paura.

[Rosario] Il pericolo di cadere in ostaggio di quel bandito di Garibaldi

ci ha tenuto nel terrore,

ma la vostra presenza, Eccellenza...

La vostra presenza ci conforta.

Eh...

Ci conforta.

- Dove li avete nascosti? - Di chi parlate, Eccellenza?

Qui non si è visto nessuno, solo le mosche.

- Sapete bene di chi parlo, Garibaldi. - Garibaldi?

- Mhm. - Perché, Eccellenza, non lo sapete?

Garibaldi, purtroppo, questa notte è entrato a Palermo.

Garibaldi a Palermo?

È la verità.

Tra le undici e mezzanotte è entrato a Palermo, purtroppo.

Parola di sacerdote, parola di Dio.

- Tenente, prendete le armi. - Agli ordini.

Bugiardi! Siete due maledetti bugiardi!

Garibaldi è nascosto qui! Aprite questa porta!

[in francese] Fatemi entrare!

Vi giuro, è la verità. Garibaldi è entrato a Palermo stanotte.

Colonnello, questo è un paese quieto che non cerca guai

e non merita il vostro sospetto.

Tra un secondo arriverà l'esercito

e setaccerà tutto il paese, casa per casa, buco per buco.

Colonnello, stiamo scherzando?

Un dispiegamento di forze così per un paese di povera gente?

State puntando un cannone contro una formica.

Mentre Garibaldi se la spassa a Palermo, ve la prendete con noi?

Allora se non ci credete, prendete noi come ostaggi e portateci a Palermo.

Lì capirete, quando arriviamo, se abbiamo detto una bugia o se è la verità.

Giusto, Colonnello. Che c'entra il paese? Ci siamo noi.

In caso ci fucilerete.

Come è giusto che accada a due vigliacchi che osano mentire a un ufficiale regio,

ma se è vero... ci lasciate andare, no?

Eh.

Guardateli bene, il vostro sindaco e il vostro prete

perché se hanno mentito, non li vedrete più!

Queste a me non servono più,

però ricordati, ci sono giochi che si possono fare con una mano

e giochi che si fanno con due mani.

Grazie.

[Orsini] "Non li ho più visti e non ho più avuto loro notizie

eppure li ho cercati per anni, Domenico Tricò e Rosario Spitale.

[Orsini] Ovunque mi arrivasse una segnalazione, correvo a vedere.

[Orsini] Oggi sono andato al manicomio di Palermo

per verificare una pista fornitami dalla prefettura."

[voce indistinta]

È lui.

Tricò...

[in siciliano] Sembrano topi, ma sono uccelli

e volano pure di notte.

[Orsini] Purtroppo anche questa come le altre

si è rivelata una pista falsa.

[Orsini] Per quanto sia sfiduciato, non smetterò di cercarli.

[Orsini] Sento il dovere di rendere onore ai due valorosi picciotti,

che omisi dal rapporto che stilai per Garibaldi

all'indomani della vittoriosa spedizione dei Mille.

[Orsini] Omissione che non mi sono mai perdonato.

Oggi dopo i molti compromessi avvenuti

e le tante istanze tradite,

provo una certa amarezza per l'esito politico

che seguì alla nostra spedizione.

[Orsini] L'immagine di quei due poveri cristi

che con impotenza vidi allontanarsi ammanettati dalla piazza

è l'unica consolazione alla mia delusione.

[Orsini] Da qui la mia volontà di riscattare il loro sacrificio

e di non lasciarlo cadere nell'oblio.

Accostate, per favore, accostate.

Va pensiero.

Va pensiero.

Prego.

Seguitemi.

I tavoli sono tutti occupati. Dovete pazientare qua.

Se vi accomodate, vi porto qualcosa da bere.

Acqua e anice, grazie.

[uomo] Signori, girata. Per il banco è Regina.

[voci indistinte]

[uomo 2] Per il banco è Fante.

[rumori indistinti]

- Prego. - Grazie.

- Prego, signore. - Grazie.

[in siciliano] Quei due son già seduti.

[Domenico] Buonasera. È libero? Posso?

[Rosario] È un piacere fare la vostra conoscenza.

- Piacere nostro. - [Rosario] Posso?

Molto lieto. Prego.

[Rosario] Prego.

Ah...

Parola.

Parola.

Tutto quanto.

Vedo.

- [uomo] Passo. - Passo.

Brelano di Donne.

[Rosario] Brelano di Assi.

Ci vuole fortuna.

Ce n'è un altro.

[brusio]

Buonasera.

Colonnello Orsini.

Che piacere rivedervi.

Siete venuto perché volete fare una partita?

Sì.

Prima, però, la signorina deve lasciare il salone.

Questa partita la giochiamo a modo mio.

[brusio]

Ora potete dare le carte.

Povera Italia,

che abbaglio!

[suona "Va, pensiero, sull'ali dorate" dal Nabucco, atto III di Giuseppe Verdi]

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