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Original subtitles

- Meraviglioso. - Sul tavolo per l'imballaggio.

- Si intende d'arte? - No, affatto.

- Le piace questo quadro in particolare? - Non particolarmente.

- Perché lo compra? - Perché è un Quintili.

Negli ultimi tre anni è cresciuto con una media del 12%.

- È un investimento come un altro. - Il 12% è un buon margine.

Un bel margine! Come si chiama, Quintili?

- Qualcuno ha segnato il nome? - Grandi, fai silenzio.

Comandi!

- Direttore! - Eccomi.

- Ottima scelta. - Grazie.

Ci vediamo tra mezz'ora al ristorante Ara Pacis, lo conosce?

- No, ma lo trovo. - Perfetto, a dopo.

Stanno uscendo!

- Grazie. - Grazie a te.

Mi togli una curiosità?

Quanto hai pagato quel quadro stamattina?

Non devi essere curioso se vuoi lavorare con me.

- Ho capito. - Non assomigli molto a Setola.

Me l'hanno già detto.

Perché lavori con lui?

C'è stato un tempo in cui le cose mi giravano bene.

Ho investito in varie aziende, però mi è rimasta solo quella.

- Suppongo che tu non abbia tanto. - Tu non sbagli mai.

- Spero di non sbagliare con te. - Lo spero anche io.

Sembrano due fidanzatini al primo incontro.

- Grandi, smettila! - Che hai in mente?

Stiamo costituendo un Consorzio Internazionale.

Abbiamo bisogno di un socio che si occupi della parte italiana.

- Un prestanome. - Forse qualcosa di più.

Però questo dipende da te.

- Ci sto. - Senza chiedere quant'è la tua parte?

- Non sei avido come ti descrivono. - Neanche tu sembri avida.

- Perché fai questo lavoro? - Non devi essere curioso.

È il secondo avviso, il terzo lo consegno al Rosso.

Accidenti!

- Sei sempre così sulle difensive? - Non è un appuntamento sociale.

Io e te lavoriamo insieme, punto e basta, chiaro?

Bene.

Mi piace tanto quel braccialetto con i coccodrilli.

È il regalo di un amico.

Sai perché si dice: "Lacrime di coccodrillo?".

No, dimmelo tu.

La leggenda dice che i coccodrilli piangono

dopo aver ucciso le proprie prede.

Il conto lo paghi tu?

- Mi sembra che lei si fidi di lui. - Speriamo.

[squilli di cellulare]

- Allora, sono stato bravo? - Sì.

Cos'era quella storia delle lacrime da coccodrillo?

Improvvisavo.

Per farle sentire che ero a mio agio.

- Lo eri? - Perché?

Sembrava che vi conosceste già.

Bene... significa che ero bravo.

Grandi la sta seguendo, con discrezione, spero.

- Chi segue me? - Affacciati.

- Ongaro. - Finché Grandi non torna sarà lui

la tua ombra.

Qualcosa non va? Sei preoccupato?

No, no, niente. Ci sentiamo dopo.

- Perché mi guardi così? - Grazie.

- Per cosa? - Mi hai salvato la vita.

- Ma dov'è? - Che cosa, papà?

Il telecomando stava qua! Non lo trovo.

- Che succede? - Non trovo il telecomando.

- Stava qua! - Ti accendo io la TV.

Siediti lì.

Dopo lo cerchiamo, ora finisco di preparare il sugo.

- Grazie. - Siediti lì.

- L'hai trovato? - Sì, era a terra.

Come ci sia finito è un mistero.

Mi sto proprio rimbambendo.

Hai sempre avuto la testa sulle nuvole.

Io così ti voglio ancora più bene.

- Mi aiuti ad apparecchiare? - Sì.

Sono lì.

Alessandro, come va?

Dovrai vedermi ancora per un po' nella tua azienda.

Non è più mia.

Da quando il Rosso e i suoi compari hanno cominciato a strangolarmi

- sono diventato il loro servo. - Oreste, non sei il loro servo

- da quando hai accettato di aiutarmi. - Come fai a fingerti uno di loro?

Hanno strangolato tuo fratello.

Penso a lui ogni istante, ogni minuto.

Il resto viene facile.

- Tutto ok. - Speriamo che continui ad andare bene.

- Ottimista! - È il fratello di un suicida

che indaga in prima persona.

Dicevi che il maggiore Luce fosse un gran "figo".

Raggiungo Grandi, ci sentiamo via radio.

- È successo qualcosa? - No, ma non mi fido, è inesperto.

- Vado di persona. - Va bene.

Ongaro, a dopo.

- Capitano! - Non si mangia in servizio.

Sì, certo.

Non era necessario che venisse, qui me la cavo bene anche da solo.

Le valutazioni su quello che è necessario le faccio io.

Perché non le riempiamo la casa di microspie?

- Se ci scopre, salta tutto. - Quindi...

Stiamo qui e aspettiamo che esca.

- Se esce domattina... - Stiamo qui.

Certo.

Vado.

- Qui non ci fanno entrare. - No, proviamo dall'altra parte.

- Che posto è? - Per gente con i soldi.

Bella la piscina! Sembra quella di casa mia.

È un circolo privato, sarà difficile entrare.

Tenga!

- Che vuoi fare? - Quello che facevo

quando non mi invitavano alle feste.

- Mi imbuco. - Non ti ho dato il permesso.

Farò in fretta.

- Torna indietro, Grandi non puoi. - Torno subito.

Grandi!

Cazzo!

- Ciao, Daria. - Avvocato.

Accomodati.

- Com'è Alessandro Sperduti? - Mi sembra un tipo sicuro, tranquillo.

- Non sono mai tranquilli all'inizio. - Lui lo è.

Ho l'impressione che potrebbe essere una persona abituata a rischiare.

Abituata a perdere a giudicare dal suo conto in banca.

È sicuro di volerlo coinvolgere?

Daria, so che sei ancora sconvolta per Raul

ma non farti troppi scrupoli per Sperduti.

Vuole guadagnare dei soldi facili.

- Sperduti mi è indifferente. - Bene, ora il Rosso sta andando da lui.

- Avv. Alcamo, gradisce altro? - No, grazie... prendiamo un caffè.

Vieni.

Mi scusi, credo che quello sia il mio asciugamano.

- È il mio lettino! - Che sbadato!

Ne ho uno identico.

Devo metterci le iniziali, come sulle mie camicie.

[in francese] Mi scusi. Addio signora, grazie.

Grandi, non puoi fare il cazzo che vuoi!

- Grandi, chi comanda? - Non mi chiede cosa ho scoperto?

- Certo che lo voglio sapere. - L'uomo che parlava con la Fabbri

è un avvocato, si chiama Alcamo. È lui che comanda.

Ha appena mandato il Rosso dal maggiore.

Può dirmelo.

Quando faccio un buon lavoro, me lo può dire.

Vai alla Ponteflor e controlla la situazione.

Poi mandami una volante perché torno al GICO.

Se fai un'altra cazzata ti faccio trasferire, chiaro?

Chiaro.

Fai finta di lavorare?

Non piace farti annunciare da una segretaria, eh?

Non mi piacciono le segretarie.

- Perché sei qui? - Alessandro, ti piacciono le auto?

- A chi non piacciono? - Vieni con me, ti mostro una cosa.

- Andiamo! - Sì.

Accelerazione da 0 a 100 in 3,5 secondi.

Velocità massima 315 km orari.

Un vero gioiello.

Perché non la prova?

[squilli di telefono]

- Scusate, devo rispondere al telefono. - Vai.

- Facciamo cantare questo motore? - Salta su.

[rombo di motore]

- Magari il tuo amico si incazza. - Puoi fare ciò che vuoi, è tua.

- Cosa? - Non posso farti un regalo?

Devi farci solo un servizietto con questa macchina.

Ah, ecco.

- Che devo fare? - Te lo dico stanotte, ora portala via.

Al mio amico ci penso io. Ora lo vedi ripulito

- ma una volta era una bestia. - Una volta?

Sì.

- Avevamo degli ideali. - Gli ideali sono cose per ragazzini.

Sì, ma io ho creduto a quegli ideali

e ho rischiato di andare in carcere.

Perché non sei andato in carcere?

Perché avevo un bravo avvocato.

L'avv. Alcamo è legato agli ambienti dell'estrema Destra.

L'estrema Destra?

L'appartenenza politica alla Destra eversiva

è la matrice comune di molti dei soggetti coinvolti.

Il Rosso, Riccardo e Massimo Regina, vengono tutti dallo stesso gruppo

anche se ora Alcamo si è dato una veste rispettabile.

Usa il Rosso per controllare il territorio.

Lavoro sporco, diciamo.

- La Fabbri? - Per lei il discorso è diverso.

Lavora come consulente di Alcamo da solo un anno e mezzo.

32 anni, laurea alla London School of Economics.

Uno stage alla Morgan Stanley negli Stati Uniti.

- Ha un curriculum formidabile. - È lei la mente finanziaria.

L'organizzazione ricicla i profitti della criminalità organizzata.

- Chi sono i referenti? - È presto per saperlo.

Le chiediamo l'autorizzazione di mettere Alcamo sotto controllo

per scoprire chi lo protegge in alto loco.

Bene, autorizzazione accordata.

Intercettazioni ambientali, utenze.

Facciamo una radiografia completa del nostro avvocato.

Sono curiosa di scoprire chi sono i suoi amici.

- Buon lavoro! - Grazie, anche a lei.

È simpatica come le briciole nel letto!

Una volta autorizzata la bonifica ambientale della vecchia discarica

lo spazio diventerà edificabile per un complesso residenziale.

Essendo sul litorale laziale il valore al metro quadro è notevole.

- Un buon sigaro! - Beato te che fumi ancora.

La mia è invidia.

Qualcuno si opporrà al Consiglio Regionale?

Dovrò fare la guerra con qualche collega.

Come sai, non mi sono mai tirato indietro.

Ti chiamavano caffè perché durante le cariche della polizia

stavi sempre al bar.

È importante che qualcuno ti guardi le spalle.

Quell'appalto fa gola a molti, chi sarà escluso non reagirà bene.

Tranquillo, ho chi mi protegge.

Il Rosso sa che se non arriva entro mezzanotte

la Porsche si trasforma in zucca?

Mi ha detto di tenermi pronto per stanotte, ma non mi ha detto quando.

- Secondo lei che cosa vuole? - Lo scopriremo presto.

La parte della matrigna cattiva la farei fare a Floriana.

E' talmente acida.

- Da lei hai solo da imparare. - Stanno arrivando!

Ricevuto!

- Pensavo che non saresti più venuto. - Chi cazzo ti ha detto di pensare?

Scherzo! Dai.

- Immagino che non sia bicarbonato. - Cinque chili di coca.

Non li consegno di persona perché credo di avere gli sbirri addosso.

Ci sono troppe cose strane, è meglio non rischiare.

Ho pensato di chiedere a un amico incensurato.

- Dove li porto? - A Milano, ma non ci vai da solo.

Ti accompagnano i fratellini Regina.

- Quanto c'è per me? - "Quanto c'è per me".

Te lo dico quanto torni.

Vuoi farti questo viaggetto o no?

- Adesso? - Altrimenti quando?

Che c'è?

Con questo gli sbirri tracciano il percorso.

- È meglio non rischiare, lo tengo io. - Bene.

Fai buon viaggio, compare.

Abbiamo perso la comunicazione diretta con il maresciallo.

- Il Rosso gli ha tolto il cellulare. - Cosa è successo?

Il Rosso gli ha dato una borsa piena di coca, destinazione Milano.

- Chiudo, devo andargli dietro! - Ricevuto!

Prenderemo l'aereo, dobbiamo arrivare a Milano prima di loro.

Dev'essere strano per te lavorare di nuovo con Alessandro.

- È vero. - Forse tra voi nasce di nuovo qualcosa.

- Inizi a parlare come Grandi. - Sarà pure un po' grezzo, però...

- Tra un'ora e 15 minuti siamo a Milano. - Bene.

[squilli di cellulare]

- Pronto? - C'è un posto di blocco.

- Mi senti? - Sì.

Bisogna dire ad Alessandro di cambiare strada.

Non ha il telefono.

Può dire alla Stradale di farlo passare?

No, non sappiamo dove arrivano gli agganci di Alcamo.

Basta un poliziotto corrotto e salta tutto.

Allora che facciamo?

- C'è un posto di blocco. - Porca puttana!

No, cazzo!

Che cazzo fa?

- Tu sei matto e poi lo dici a me. - Hai visto?

No, belli miei!

Che botto! Vai!

- Ma hai visto cosa hai fatto? - Piano... Ho un po' di botte sparse.

Grazie.

Aspetta. Forse ci siamo.

Sorridi.

Questo lo rivedremo presto.

- Il caffè te lo offriamo noi. - Mi dispiace per la macchina.

- Temo che l'abbiano segnalata. - In due ore cambiamo targa e colore.

Ti piace nera? La facciamo nera.

- Questo è il lavoro nostro. - Toglimi una curiosità.

Dove hai imparato a guidare così?

- Come va? - Benissimo.

Una dottoressa molto carina si sta prendendo tanta cura di me.

Sara, vuoi salutare il mio capo?

Aspetti.

No, non vuole. Non si offenda, è molto timida.

- Potevi farti davvero male. - No, non si preoccupi.

E poi a me Milano piace, io qui sto benissimo.

A dopo, dai.

Ahi! Dottoressa, penso che sia troppo stretto.

- Va bene così. - Ma è sicura?

- Io uso spesso questi... - Si rivesta, per favore.

Peccato.

Avevo il pomeriggio libero.

- Terzo piano. - Sì, maggiore.

Apri pure, è il maggiore Luce.

È arrivato.

Buongiorno, maggiore.

- Ometto! - Papà!

- Angela, come stai? - Abbastanza bene.

- Vi lascio un po' soli. - Grazie... allora?

- Che posto strano. - Hai visto?

Guarda, saluta il maresciallo.

Anche lì.

- Allora... che c'è? - Quando torni?

Presto, torno prestissimo.

Vuoi sapere perché? Perché mi manchi tantissimo.

L'hanno fatto veramente! Guarda cosa ti ha fatto portare papà.

Questo è un gioco che facevo quando avevo la tua età.

Il sig. Alessandro Sperduti sarà il socio di maggioranza.

Esatto.

- E il Consorzio avrà sede a Istanbul? - Sì.

Dovranno firmarlo tutti i convenuti.

Anche se dovrebbero farlo in mia presenza.

È sempre un piacere lavorare per l'avv. Alcamo.

- Complimenti, tenente. - Grazie.

- Sei mitico. - Grazie, è dovere.

- Complimenti. - Grazie.

- Bravo, Michele! - Bravo!

- Complimenti! - Grazie a tutti.

- Grande! - Grandi, con la I.

- Complimenti. - Grazie.

Buongiorno.

Buongiorno, capo.

Non dirmi che sono pazzo, solo la stanza del capitano ha il divano.

- Sì, ma a tuo rischio e pericolo. - Ok.

Non so sei più stupido o più coraggioso.

- Complimenti. - Grazie.

C'è Ongaro dietro a Luce, potevi anche rimanere a casa.

- Sì, lo so, ma... - Lo vuoi tu?

- Sì. - Dai, l'ho appena fatto.

Non sarebbe nelle mie mansioni, ma sei un eroe...

E questo piace ancora tantissimo alle donne, vero?

Una settimana fa avresti immaginato di ritrovarti al GICO in missione?

Certo, in Accademia il maggiore mi stava sempre addosso.

Ma in confronto a Floriana, era uno scherzo.

Ti ha preso di mira? Ma non è sempre stata così.

- E' che tra lei e Alessandro... - No.

Aspetta... avevano una storia?

Dopo che è morta la moglie di lui.

- Però poi è finita male. - E dove si erano conosciuti?

Nella squadra che dava la caccia a Nardelli, il superlatitante.

Il maggiore ce ne parlava spesso.

- È quello lì, vero? - Sì.

- Però quella è recente. - Quaranta ha preso una foto d'archivio

e l'ha invecchiata per vedere come potrebbe essere oggi.

Bravo.

Scusa, ma sono proprio distrutto.

Se arriva il capitano, mi avverti? Altrimenti mi squarta.

Ah! Piano, piano...

Hai capito i risvolti del GICO.

[tablet] Il Consorzio è quasi attivo.

Non voglio frizioni con gli amici turchi.

Sono ancora incazzati dall'ultima volta.

Se non sanno fare affari, non è colpa mia.

Io non voglio casini.

[voce non udibile]

Hai capito con chi sta parlando Alcamo?

No.

- Ha un'utenza superprotetta. - Sbrigati.

- Non so se riesco ad agganciarlo. - Tu provaci.

Sì, ma è un tipo prudente e non c'è segnale.

Mando qualcuno a spiegare il business.

Manda la tua assistente Daria.

Con il sostituto di Raul.

Se la cava bene ed è sacrificabile se le cose dovessero mettersi male.

Ok, ciao.

- Non ti piace la vodka? - Non so a cosa brindiamo.

- Al telefono non mi hai detto niente. - Ho l'ok per il Consorzio.

- Domani partiamo. - Partiamo?

- Io e te? - Prendere o lasciare.

Ora è un po' tardi per lasciare.

L'ultima riunione sarà a Istanbul. I soci turchi vogliono incontrare

tutte le persone che sono coinvolte.

- Ma chi c'è dietro tutta questa storia? - Non bastano due vodka

- a farmi parlare. - Altre due, per favore.

Quando posso incontrarlo?

Lavoro per un uomo che ama particolarmente la discrezione

e solo lui decide quando e se incontrare una persona.

- E quando dargli fiducia. - E tu come hai ottenuto questa fiducia?

Gli serviva una persona che si occupasse dei fondi di investimento.

All'inizio non sapevo da dove provenissero i soldi.

- E quando l'ho saputo... - Ti ha fatto una proposta interessante.

È stato più che altro... un prendere o lasciare.

E io ho preso.

- E non te ne sei mai pentita? - Quando si prende questa strada

è impossibile tornare indietro.

E tu?

- Ci hai pensato bene? - Ti preoccupi per me.

Perché?

Scusa, non volevo essere... sgradevole.

Scusate.

Ecco.

- Alessandro ha creato problemi? - No, sembra tenerci molto ai soldi.

Qualche problema, Daria?

No.

La mia segretaria ti ha mandato i biglietti aerei via mail.

- Va bene. - Buonanotte.

Buonanotte.

- Ehi! - Ciao.

- Che si dice nel mondo? - Cose bellissime e terribili.

Ma i giornali pubblicano solo quelle terribili, si vendono meglio.

Ma allora non era una cena di lavoro.

- Perché dici così? - Hai messo la collana di tua madre.

La metti sempre e solo nelle occasioni speciali.

- Non me ne sono neanche accorta. - Peccato.

Mi piacerebbe sapere che starai con qualcuno che ami

- quando non ci sarò più. - Basta con questa storia!

Vado a cambiarmi, così poi andiamo a letto.

Domani arriva la nuova infermiera perché andrò in Turchia due giorni.

- È così. - Va bene.

Arrivo.

- Vedrai che ti piacerà. - Non mi piacerà.

Come la Porsche, vero?

Sei sicuro che non ci trasportavano cinghiali?

È un'auto civetta, io declino ogni responsabilità.

Che schifo!

Non possiamo seguirti in Turchia, è tardi.

Non ho potuto rinviare!

Non mi fa piacere finire con la gola tagliata in un vicolo!

- C'è questo rischio? - Ma no.

Daria ha tutto sotto controllo e poi non abbiamo alternative!

Devo conquistare la fiducia di Alcamo per avvicinarmi a lui.

[vibrazione di cellulare]

Ecco qua.

Il mio biglietto per domani mattina. Parto per Istanbul alle 9.15.

- Colonnello. - Autorizzo questa operazione

solo se ti microfoni.

Va bene, ma dopo il mio arrivo, non voglio casini al metal detector.

Ha ragione.

Scusate.

Grandi, vai a dormire presto, domani sei sull'aereo con Alessandro.

Tu e Vinci partite con un aereo militare, non ci facciamo notare.

Ancora qui, Grandi?

- Accompagno io Alessandro. - Va bene, buonanotte a tutti.

Ti conosco troppo bene.

Perché hai insistito per accompagnarmi?

Non ti ho ancora chiesto come stai.

Me la cavo, sto riprendendo le vecchie abitudini.

- Non stai esagerando? - No, mi sono infiltrato per scoprire

chi ha rovinato mio fratello e per farlo devo rimanere in vita.

- Non rischio più del necessario. - Questa Daria com'è?

Attenta, precisa, non lascia niente al caso.

Non è marcia del tutto, credo che sia finita in un gioco più grande di lei.

Non abbassare la guardia.

- Non ti fidi? - Di lei no.

Ed è strano che tu sia così tenero con una che lavora con gente così.

Devi dirmi qualcosa che non so?

No.

Ricorda che per tuo figlio sei rimasto solo tu.

Grazie per il passaggio.

[dottore] Maggiore,

purtroppo le condizioni di sua moglie sono peggiorate.

Come stai?

Ho fatto una foto con Jacopo, stasera te la porto.

Non è sera adesso?

Digli che gli voglio bene

e che gli sarò sempre vicina.

Qualunque cosa ci sia... di là.

Barbara, tu non ci vai di là.

Hai capito?

Tu non vieni mai di mattina.

- Avevo solo bisogno di una pausa. - Ti amo tanto.

- Io di più. - Non arrenderti mai.

No.

Stagli vicino.

Io non mi arrendo perché così si fa.

Ormai l'ha imparato anche Jacopo, non si lasciano le persone.

[segnale acustico]

Barbara.

È un momento difficile per tutti, dobbiamo cercare di farci forza.

- E gli stipendi arretrati? - Saranno pagati.

Io farò il possibile per saldare a ognuno di voi almeno il TFR.

E ai nostri figli cosa diamo da mangiare?

- Veniamo da lei? - No!

Vi sto dando la mia parola d'onore, ve lo prometto.

Farò di tutto per risolvere la situazione.

[uomo] Avete sentito?

Fidatevi di me, sono 40 anni che lavoro qui.

Saremo pagati tutti. Andiamo.

Fidati di Spartaco, sono 40 anni che lavoro qui.

È uno strazio.

Oggi sono contento che mio padre non ci sia più.

- Questa ditta era tutta la sua vita. - Anche quella di Raul.

Ha commesso qualche errore proprio per salvarla.

Io sarò all'estero per due giorni.

Dì a Jacopo che mi farò vivo quando torno.

Jacopo ha bisogno di un padre.

Lo so, Angela. Grazie per tutto quello che fai.

- Sei in ritardo. - Sono rimasto addormentato.

Freud direbbe che non volevo partire.

- [tablet] Allora? - Stanno partendo.

- Sanno che rischiano la vita? - No, non volevo farli agitare.

- Se qualcosa va male, capiranno. - Già.

[altoparlante] I passeggeri in partenza per Istanbul...

È il nostro volo.

- Lascia, ci penso io. - No, grazie.

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