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Siamo arrivati! Un'accoglienza bellissima!
Ci hanno accolti con cuore aperto, con tanta gioia, bel tempo, il sole,
Ecco, una sorpresa enorme, guardate che bello!
Cominciamo quella nuova storia oggi nella festa di San Giovanni Paolo II.
Siamo partiti da Cracovia, Tarnov, per arrivare qui a Krekhiv, in Ucraina.
Grazie per le vostre preghiere,
tanti saluti e chiediamo anche di continuare a pregare per noi
che siamo un piccolo seme di speranza, di gioia per questa terra,
che possiamo portare la gioia a queste persone,
quelle persone che incontreremo questi giorni sicuro.
Siamo stra felici.
Mancano le parole, ma il cuore batte forte.
Allora pregate per noi, noi preghiamo per voi. E tanta gioia, tanti saluti!
E a presto, ci vediamo qui! A presto!
Grazie Signore Gesù!
Siamo famiglia in Cristo, è quello che dicono le parole, grazie!
Ci saranno tante ferite da guarire, tante sofferenze da sanare.
Ecco, quando abbiamo aperto questa nuova realtà nella terra dell’Ucraina,
certo il primo passo molto importante è fare bene l'accoglienza,
quello che Madre Elvira da sempre ci ha insegnato, accogliere.
Ma la grandezza della Comunità, che non viene ad abbracciare soltanto i ragazzi o le ragazze,
ma proprio tutte le famiglie, dare un abbraccio alle famiglie ferite,
dare ascolto alle persone che nessuno vuole più ascoltare.
Dai primi giorni, abbiamo cominciato ad accogliere i ragazzi, prima a casa con le famiglie.
Siamo venuti qua, non sapevamo neanche se i ragazzi entrano,
se possono entrare, la guerra, la situazione qua, però alla fine la casa è piena.
Dal 4 gennaio abbiamo cominciato a fare colloqui nella città di Leopoli, che è vicino a casa nostra,
e così abbiamo incontrato le prime famiglie, i primi ragazzi.
Dio lo vuole, ma se le menti umane capiranno che è inutile fare la guerra,
e ci sarà la pace delle armi,
non ci sarà la pace nei cuori per tanto tempo.
Siamo arrivati là solo a fare una piccola preghiera.
E il cemeterio era enorme, era enorme.
Noi abbiamo pregato una coroncina, così sapete quando dura una coroncina?
E siamo arrivati alla fine,
pregando tutta la coroncina intera e siamo arrivati alla fine del cimitero.
Conmovente, conmovente.
Hanno lasciato là piccoli giochi, sneakers e cose come…
Non è andato via nessuno.
Sinceramente, facendo il colloquio per i ragazzi, ascoltando le famiglie, ascoltando i loro problemi,
tante volte ci sentiamo piccoli, mi sento piccolo di fronte a quella sofferenza,
ma poi lo Spirito Santo sempre suscita qualche luce, qualche parola, qualche gesto,
qualche momento di poter abbracciare,
di poter essere un segno di speranza per quelli che hanno bisogno della speranza.
Quando diciamo un sì, poi un passo dopo l'altro scopriamo tutto.
Penso che non avete visto nei nostri occhi guerra,
perché abbiamo, abbiamo anche Dio, abbiamo...
...pace nel cuore.
Ecco, oggi cominciamo, il primo pezzo della nostra casa, un container.
Purtroppo siamo rimasti un po’ bloccati.
Ecco, io sono arrivato qua con i ragazzi, con Don Hubert, con fratel Denis,
e non sapevamo bene che cosa faremo, come faremo.
C'era qualche progetto che si doveva fare, di un container, di una casa provvisoria.
Adesso noi ci chiediamo, ci guardiamo a vicenda, e ci diciamo: “Ma come facciamo?
Va bene, dai, cominciamo, facciamo qualche fondamenta, poi si vedrà”.
Mamma mia! Bello, bello, bello.
Ragazzi, saluta, saluta,
allora è arrivata l'acqua, è arrivata l'acqua, abbiamo un po’ di acqua!
Abbiamo fatto tanti lavori.
Il bosco, stavo pulendo il bosco dove sarà la nostra futura casa,
un bosco attorno, quindi il lavoro non ci manca.
Io personalmente, quello che ho sperimentato in questi due mesi,
proprio quello che ascoltavo e che vivevo,
sento che anche questa è una marcia in più, nostra, che ci ha lasciato Madre Elvira,
è proprio la fiducia nella Provvidenza Divina.
A volte, portando la provvidenza, portano anche questo sorriso per noi, che a noi dà tanto.
Carissimi tutti. Ecco, questo è il luogo dove dovrebbe nascere la casa,
fraternità “Speranza viva” in Ucraina.
Dio ha sistemato così, che alla fine tante persone ci aiutano e sembra bene,
proprio adesso stiamo facendo i documenti, stiamo facendo un progetto
e sembra che la casa in primavera si comincia a fare.
Nel 1595 sono venuti due monaci che hanno iniziato la vita monastica qui.
E dopo 10 anni si sono trasferiti al monastero di oggi.
Ho proprio sentito l'armonia, abbiamo sentito serenità, abbiamo sentito pace.
Quel posto è diventato un posto della vita.
Padre Volodimir viene spesso a trovarci qua.
Pensa a noi.
Arrivano tante persone che possono trovare un buon aiuto per i loro problemi.
Anche la domenica viene tantissima gente,
anche quando c'erano certe feste o quando abbiamo fatto la Via Crucis
o adesso durante il Natale, si vede proprio che l’Ucraina crede.
Poter vedere come loro festeggiano il Natale
era molto, molto particolare, vedendo la gente che soffre, per quello che sta succedendo nel mondo,
ma d'altra parte c'è una speranza e possono gioire nel momento quando nasce Gesù.
Anche l’adorazione con i canti di sottofondo, anche tutta la Chiesa era spenta, c’era un’atmosfera,
vedendo solo Gesù che si illumina, nella luce, era veramente, veramente bello.
Cantano bene, sicuramente meglio di noi.
Che Maria ci guidi, ci protegga e ci aiuti
ad andare avanti e discernere, fare la volontà di Dio, grazie.
Oggi ci siamo svegliati con questa meraviglia! Guarda che bella neve! Tutto bianco! Tutto bianco!
Abbiamo provvidenza di lavoro. Adesso dobbiamo spalare tutto, però siamo felici.
Portare la pace proprio con un bel sorriso, una bellezza,
è Dio che si è fatto presente come un piccolo bambino,
come diceva, ripeteva nostra Madre Elvira: “Ma chi può avere paura di un bambino?”.
In questi giorni abbiamo accolto i nostri i nostri genitori dalla Slovacchia,
delle giornate piene di festa, piene gioia e piene di speranza
che il piccolo Gesù ci ha portato nella nostra vita e in questa nostra piccola missione.
Grazie per le vostre preghiere e per il vostro abbraccio. Grazie.
Mi ha molto toccato che questo è un popolo di fede.
Tante persone qui che pregano e sono molto contente per avere qui la Comunità.
Allora preghiamo per loro, preghiamo per voi e camminiamo insieme nel nuovo anno.
Il gruppo delle famiglie, degli amici, che sono venuti anche a farci una bella sorpresa,
con un bel gruppo di persone che cantavano e suonavano i balli tipici del paese.
Ma proprio mi è rimasto nel cuore questa vigilia di Natale,
quando i monaci ci hanno ci hanno portato in quella città, Levog, qua vicino,
dove abbiamo cantato i loro canti tipici,
abbiamo cantato in tre monasteri diversi.
Buon Natale! Io non so come dire, ma guardate, noi in Ucraina diciamo così, e voi? Buon Natale!
Tanti saluti, vi auguro un buon Natale da questa terra bellissima,
da questo popolo bravissimo, bellissimo, con il cuore aperto, perché non ci manca nulla
e chiediamo le vostre preghiere. Noi preghiamo per voi.
Grazie! Vi vogliamo bene assai! È bello che voi esistete!
Grazie suor Aurelia, fratelli, sorelle, famiglie, amici, tutti voi,
buon anno nuovo, qui dall’Ucraina!
Siamo famiglia in Cristo!
Siamo famiglia in Cristo!
Siamo famiglia in Cristo!
Siamo famiglia in Cristo!
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