All language subtitles for Palermo Milano - Solo Andata (1995) WEBDL.1080p.Ita.Eng.Anonimux

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Original subtitles

Giudice, che ci ha premuto ad interrogarmi? A tua completa

Vuole che canti? Adesso ci mettiamo a cantare, ci mettiamo a collaborare. Come

si dice, una mano lava l 'altra e tutte e due si lavano la faccia.

Fate chiare amicizie lunghe però, giudice.

Tanto per cominciare queste maniette, queste bracciate, perché?

Ci ha premuto a che scappo? Guarda che non scappo.

Ormai io lavoro per lo Stato.

Sono diventato un impegnato statale.

La faccia.

Buongiorno. Allora, Marina, sei pronto?

Pronto.

Signorina.

E allora, signor giudice, le dico subito che ammazzare Zerbinotto e Collade sono

stato io, per ordine di scalea.

Ci ho sparato col polone in testa, uno, due, tre, in mezzo agli occhi, come si

fa con i cavalli.

No! Ma quante volte non devo dire le cose, signor giudice?

Ma che fa non ci capiamo? Che parliamo due lingue diverse!

Era Carmelo Murgio che faceva la garante.

Murgio e Torrisi.

Murgio a Palermo e Torrisi a Lecce.

Apparteneva alla saga Corona Unita.

E tutte e due prendevano ordine da Scalia.

Io ho al paese un arancetto che circonda tutta la casa. Ah, veramente? Sono

cresciuto con quell 'autoradotto.

E dove sarebbe questo paese?

In Calabria. Allora sei calabrese.

Al 50%. Io padre è calabrese, mia madre è napoletana. Anch 'io sono napoletano.

Veramente? Sì, ma di provincia. Esattamente di Castellamare di Stabia.

Conosci Castellamare?

Sì, ci ho fatto servizio una volta, mi pare. Ma non me la ricordo molto bene.

È un bel paese, sai. Ci devi tornare se ti capita.

Tu non sai che cosa significa raccoglierle di questa stagione.

Le arance? Eh, sono grandi come meloni.

La buccia è lucida e sottile.

Se tu ci metti un dito sopra e l 'altro sotto e spingi forte, quella si spacca a

metà. È come se l 'Italia si aprisse in due.

Ed esce fuori quel profumo... Quel profumo... Hai capito, no? Ho capito, ho

capito, che mi hai fatto in una fama.

Ma perché quelle calabrese sono migliori delle napoletane?

No, che c 'entra.

No, è che mi sono venuta in mente l 'arancia perché... perché d 'oggi sono

mezzo. Quattro giorni.

Così posso tornare al paese dei miei, dai miei amici, alla mia terra.

L 'arancia, gli olivi.

È tutto un altro mondo.

E così te ne vai a licenza. Beato te.

Io invece sono più di quattro mesi che aspetto di andarmi a casa.

Eh, succede.

Chi è di Venanzio? Sono io.

Andiamo, ti vogliono in centrale.

Scusa, guarda che io tra meno di un 'ora ti permetto, ci deve essere uno

sbaglio. Non lo devi dire a me, è una cosa urgente, andiamo.

Ciao, salviati. Ciao.

Salutiamo i ragazzi. Certo.

Mamma. Mamma.

Il Corriere, di Milano. Grazie. Senti, vuoi qualcosa da bere?

No, grazie.

Sai che ti sta meglio rispetto al mese scorso? Cosa? La tua divisa, la trovo

molto più elegante.

Va beh, sì, certo, ok.

Senti mamma, di papà, di... Che niente, io lo aspetto, ok?

Ciao tesoro, e stai attenta, mi raccomando a te.

Ciao. Ciao.

Sì, sì, Scalia è un coglionese.

Ha cominciato come campione di Navarra.

Ma poi ha fatto affare pure con i pugliesi della saga Corona Unita.

Quello non parla, signor giudice, non parla, non c 'è se niente. E a me?

E a me mi fanno un cappotto.

Mi fanno il servizio.

Un piano, intersecando un solido, determina in esso una sezione piana.

Si possono distinguere due casi.

A.

Il piano secante non passa per il poligono di base del solito. Sì, il

secante passa per il poligono di base del solito, mi pare pure chiaro.

Non passa, non passa.

L 'intersezione di un piano con una miramide retta a base quadrata dà come

risultato... Avvina, sto a studiare!

Sì, pronto?

Sì, ora lo chiamo.

Remo, ti voglio nelle centrali!

Arrivo.

Povera moglie mia, me l 'hanno ammazzata come un cane, figli

buttana, coi note, gallose, coi note.

Ma io mi devo vendicare, giudice.

Collaboro.

Ciao, felice.

Come mai c 'è la divisa?

Per chi fa pensare su ogni servizio.

E la mamma come sta?

In pena, come sempre.

In pena?

Per me o per te?

Per tutte e due.

Anzi, tieni, queste te le manda lei, sono dolci.

Superiore, che andiamo contro le regole, eh?

E' già, ti non ti controllano, eh?

Si vede che di me si fidano. Si vede che loro usano, che tu non facessi mai

scappare uno come a me, pure caso il mio tuo frate.

Senti, per se mi hai da, un ciavaglio te ne ha per carenza che ci sei spinto da

solo. Ma che tu fici fare?

Si vede che io ne destino.

Un frate santo è l 'autodemonio.

E con che se mi c 'è come un figlio un culo?

Senti, i miei non fanno.

Non hai rispetto per nudo.

E neanche me ne del mio ti disprezzo.

E perché si sberra tu mi vuoi insegnare a me come si vede, eh?

Tu mi devi portare al rispetto.

Io vi ho mantenuto a tutti i miei auguri.

Grazie a me ora potete vivere con dignità.

Siete divisi a caporti e perché io ti feci studiare?

Ma a stare attento, Saro. A stare attento.

Perché la pistola che tieni, senza tuo frate, poteva sparare nella parte

sbagliata, tu capisci?

Cagate sbagli.

Picchietto picciole. Un anno si butta mai a niente.

Su tutta casa si invade.

Anzi, per il riciclo, ti impiccio con te la faccia.

Ti chiamo ammazzupato come una tia, e ora sono io che mi occupo di te e devo

avere. Tu capisci?

Ah, Sara, vuoi fare un favore?

Tu che ti aggiungi a venire qui.

Superiore, il colloquio è finito.

Giudice.

E a chi dopo?

Come pensate di fotterlo?

Io non valgo niente.

Scalea sulle mie parole e ci piscia da sopra.

E vai, magico!

Magico come la grande magica, so! Non vale!

Non vale, ti ho visto come te la sistemavi con la mano, arbitro!

Ma che stai a dire, ho craccio di regolare la fonseca.

Annullato, è tutto regolare, Romano. Che stai a fare, mafiosi con me? I mafiosi

che la magica stanno a fare.

L 'agente Poietti d 'Acita è desiderato al telefono. L 'agente Poietti al

telefono, chiamato dalla centrale.

C 'è solo un uomo che può incastrare Scalia.

Ma io adesso non dico più niente, se prima non c 'ho delle garanzie scritte,

precise.

Per quel poco di famiglia che mi è rimasta.

Io voglio protezione.

Signor giudice, se lei mi fotte, io le tratto tutto.

Si chiama Tullio Arcangelo Leofonte, un ragioniere.

Vabbè, il nome non le dice niente, e lo sai perché?

Perché è furbo, usa il cervello, sempre zitto, mai che chiede un favore.

D 'inverno si ritiene nella sua villa in collina, vicino a Palermo.

Tutti i liofonti in inverno vanno in letargo, come i scavagli, come gli

scarafaggi.

Scompare un ragioniere, più fatta sua, non se ne sa perché o niente.

Dieci anni fa era lui che teneva l 'amministrazione dei 39 in Puglia.

Poi, grazie alle sue doti è passato a Palermo, ha fatto il salto di qualità e

così ha cominciato a tenere la contabilità di Scalia che era introdotto

famiglie.

Lo chiamo in un computer e lo sa perché è giudice.

Perché sa a memoria tutti i numeri di codici di Conte Corrente, di Scalia e

degli altri.

Si è sposato tardi, con Franca Gravina, nipote dei Cangemi, la più bella donna

di tutta la Sicilia.

E questa qua gli ha dato due creature.

Il piccolo Nicola di solo quattro anni e Chiara, la primogenita, che ce n 'ha

diciassette.

Quello è ragioniere.

Vive solo per la famiglia, non ci fa mancare niente.

Lui sta bene, tiene i piccoli, naviga nel loro.

E invece a quelli come me vengono gettati gli ossi.

Come si dice, giudice, nella vita c 'è che nasce conte e c 'è che nasce cane.

Solo che i cani sono loro, non io.

Continua.

Tutto Dello Fonte conosce tutti i conti segreti di Scalea.

I fondi neri e anche quelli rossi e sporchi di sangue.

Sai il nome di tutta quella bella gente di Milano che la sera si mette allo

smoking per andare in teatro alla scala e s 'annacano.

Mentre l 'indovolo di mattina si mettono in fila sul biopaco della cupola.

Tiene tutto qua in testa, signor giudice. In questa testa, se voglio la

questa testa, e il salvatore non si rompe.

Cominciano a schizzare fuori il nome, il nome, tanti nomi, centinaia di nomi.

Che lo stefano si riempie di merda.

Solo che questa volta nella merda ci finisce qua da lui, con tutta l 'amica

E' contento, signor giudice.

Ci avranno schiarito, intelligenti. Ma io te dico, non ritorno niente.

E le vedo talmente.

Ah, ecco la matricola, sempre in ritardo. Non ci lascio vedere quando sta

riunione. Dove che sta a riunione? Nella sala di riunione, no?

E sbrigati, almeno confidenza con il tuo superiore. Mi scusi, superiore, io

corro. Corro, lo vede, superiore?

Avanti.

Proietti? Agli ordini, dottore.

Lascia perdere il dottore e dedico agli altri. Sì.

Mi conoscete?

E chi non lo conosce al maggio? È il meglio tacco del Roma.

Mi hai portato il libro di Argem?

Cazzo, come ti sbagli.

Anche se mi devi aiutare, aiutami, no?

Allora, ricapitolando.

Per te e anche per gli altri.

L 'operazione consiste nel prelevare il nostro personaggio con famiglia al

seguito e scortarlo fino all 'aeroporto di Punta Raisa. Va bene?

Da quanto mi risulta nessuno di voi ha esperienza di scorta, vero? No, no.

Allora non dovete fare altro che affidarvi a me.

Obedite ai miei ordini e nessuna iniziativa personale, chiaro?

Chiaro.

Ragazzi tranquilli, eh.

Che non ha niente di particolare.

Normale amministrazione.

Tra meno di otto ore ve ne tornate qua.

Cappuccino, brioche, licenza prima di 48 ore per tutti.

Va bene?

Forza. Va bene.

Ma chi è che dobbiamo ascoltare?

Un ragioniere.

Un ragioniere.

Basta ad entrare, questo è un abuso.

Proietti Matteotti e Barrega, di sopra.

Terenzi, Di Meo e Legretti, controllate qua.

Si calmi signora, è tutto regolare.

Questo è il mando di perquisizione.

Non mi calmo per niente.

Fermi subito, tutta questa gente. Ora basta signora, mi faccia parlare subito

con suo marito. Che succede?

Io non capisco, non capisco.

Vai in camera con Nicola che deve dormire.

Muoviti, forza.

Signor Turilefon.

Procura del melano.

Aspetta, può farmi smettere?

Stanno spaventando tutta la mia famiglia.

Ma dobbiamo parlare io e lei in privato.

Venga nel mio studio.

Segreti!

Me lo dai un bacino, amore?

Pruietti, che fai ancora qui?

La perquisizione è finita, eh? Dai, andiamo.

Quello è un mandato di comparizione per lei firmato da giudice Laurenti.

Per cui sono riportato una serie di condizioni favorevoli per lei e per la

famiglia se decide di collaborare con la giustizia per il processo Scalia.

Processo che si sta svolgendo a Milano in questi giorni.

Anche quello è stato firmato dal giudice Laurenti.

Aiuterei volentieri, ma è evidente l 'equivoco.

Avete sbagliato persona.

Sì, io lavoro per molte ditte, questo è vero, ma questo...

Scalia? Francamente non lo conosco.

Allora la prego di seguirmi in quest 'ora.

A lei chiederemo tutto.

Io non mi muovo da qui, anche non ho parlato con il mio avvocato.

Bene.

Il numero dell 'avvocato Marco Neccia è in memoria.

Basta che schiacci quel pulsante.

Lei chi è?

Mi chiamo Nino Di Venanzio.

Se firma quel secondo foglio, significa che ha deciso di collaborare.

E allora?

Lo scorterò fino a Milano per testimoniare il processo Scalia.

Dobbiamo essere in aula dentro dopo domani.

Quanta fretta.

Fa così paura questo Scalia.

Il pentito che ha fatto il suo nome ha avuto la famiglia esterminata.

Lei non mi sta incoraggiando.

Non è mio compito farlo.

Ma posso assicurarle che ancora nessuno sa niente di lei.

Andremo all 'aeroporto stanotte stessa.

Parterà per Milano con me.

La sua famiglia verrà portata al seguro per altra destinazione.

Al seguro dove?

Senta, lei deve dirmi tutto. Non può pretendere che io... Deve decidere

Allora?

Cosa vuole fare?

C 'è un problema da risolvere.

Capito, papà?

Pronto?

Papà! Pronto?

Che c 'è, Chiara? Ci sono problemi?

Mio padre.

Riesce sempre a rovinarmi tutto.

Ha chiamato Torino?

Oggi non ci sono per nessuno. Quante volte te lo devo dire?

Qui ci sono i dollari e qui trovo i scegli.

Ti ho segnato il numero di codice per il trasferimento del conto.

Non usarli se non sarò io a chiederti.

Non manca nulla per la cianquera.

E ricordati, non telefonare mai a nessuno.

Franca, mi stai a sentire?

Le tue raccomandazioni preparative per la nostra partenza.

Quante volte ho vissuto questo incubo?

Quante volte mi sono immaginata le facce della gente?

Quelle che ci hanno sempre ammirato, temuto, rispettato.

Quella stessa gente che ci griderà a prezzo tutto il suo disprezzo, tutto l

'odio.

Ma che stai dicendo?

Fra che tu non c 'entri nulla.

E poi vedrai, io sistemerò tutto.

Ora ti devi solo calmare.

No, Turi.

Io sono colpevole più di te.

Ho sempre saputo tutto. E non ho fatto niente per fermarti.

Tutto si paga prima o poi.

Il Signore ci ha giudicati.

E si sta prendendo a noi e ai nostri figli.

Ora basta.

Tu devi pensare a loro, a Nicola, a Chiara.

Hai capito?

Ammazza quanto è buiato in Sicilia.

Non lo so, campagna da notte che poi... Non ti capisco che villa che c 'è a

ragioniere, sì?

Eh no.

Quella costa a minimo minimo, vorrei dire se non sbaglio, un miliardo.

Sì, per me sì.

Perché? Dici che sta in affitto?

Ma quella è affitta da Arcisio.

Io mi dico che ho sbagliato tutto nella vita.

Perché? Eh perché.

Se quello fa ragioniere c 'è una villa di nove miliardi, io ancora sto

a fare geometra.

Cioè, così un giorno la villa tua te la costruisci.

Dico, lo sbuto.

Mamma mia, cosa negativo sei, eh? Sei proprio negativo.

Ci hanno scelto a noi per cortarlo perché sei meglio, o sbaglio?

Sbaglio. Eravamo gli unici liberi.

Perciò l 'allenamento è meglio.

E te aiutami.

Au. Au.

25 alla seconda, meno 10 alla seconda. Sì, bomba. Andiamo? Perché andiamo? 25

alla seconda? Meno 10 alla seconda, però te devi sbrigare.

Sono concentrato solo qui, dammi che faccio, no? A me mi pare che tempo

Allora. Con parole tue, dai. Con parole.

Apro la rotonda, no?

Chiudo la quadrata, la graffa c 'è? Non c 'è. Come c 'è? Non c 'è. Non è

possibile. È possibile perché c 'è manca la quadrata e manca la rotonda.

Sì, poi mi sono inventato tutto, mi ho giocato. Hai giocato perché te giochi,

non studi, e poi vieni da me e mi implori di aiutarti.

Se mi porti il libro come mi aiuti, come studio?

E poi voglio di essere costruttivo invece di criticare, no? Ti mando

Tutto, andai sbagliato.

Equazione e strada. Tieni, siamo pure persi.

Invece no, perché cacqua.

Villa Florio.

Villa Florio.

E' questa Villa Florio.

Guardami.

Ricordati quello che ha detto di Venanzio.

Lei non deve capire chi siamo.

Perché? Ce l 'ho forse scritta in faccia che sono un poliziotto? Non significa.

E' carino. Ho visto una foto e mi sto dando una sistemata. Una sistemata

adattata al cervello. E' siserio e professionale questa cortesia.

Chiara Leofonte?

Tu che dici?

Tarcisio Proietti, piacere.

E la legge la porto io.

Piacere signorina, lemo Matteo.

Piacere.

Fa caldo?

No, grazie.

Mi spiace per la festa? Fa niente, la sera la festaria.

Allora, come si dice, meglio così.

Siete poliziotti, vero?

Poliziotti, noi!

Se l 'avete scritto in faccia che siete poliziotti, specialmente tu.

Vabbè, andiamo.

E'

meglio

che vi salutate qua.

L 'aeroporto non ci sarà né il tempo né la possibilità.

Ti chiamerò appena possibile.

Pensa tu a Chiara, parlaci.

Falle capire che le voglio bene.

Io lo so quello che devo fare.

Tu lo sai?

Dobbiamo andare.

Quanto manca l 'appuntamento con mio figlio?

20 minuti esatti. È il primo distributore del raccordo.

Che bel bambino, signora.

Questa è l 'ultima volta che vedo Palermo, vero?

In dietro, in dietro, vai!

Mezz 'ora di Riccardo, eh?

No, non ce la posso sentire, la musica è tutta lunga.

Se sarà stato il contrattempo non staccarmi.

Perché non chiami la radio? Ti sei scordato quello che ha detto? Che ha

Niente chiamate per radio, sono pericoloso.

Bastardi, a tastine, figli di buttana!

Di Veranzio, di Veranzio, posso chiamare la centrale? No.

Che significa no? Ti ho detto di no, senza discutere. Ma io ho il dovere

Il tuo dovere è vedere i miei ordini. Di Veranzio, ma io credevo che... Non c 'è

una centrale!

Lascia la foto di questa centrale!

Non ci vediamo neanche per cazzo con questa centrale! Non capisci che andiamo

solo in tuo culo!

Ormai siamo soli! Le fonte! Le fonte stanno male, oh!

Mi fermate appena puoi.

Monte, che c 'è?

Un po' d 'acqua. Un po' d 'acqua, per favore. Il termo si svelta.

Va meglio.

Togliete la luce, state attenti.

Pronto? Giudice Laurenti, sono di Venanzio.

Ha saputo che cosa è successo?

Sì, pochi minuti fa.

E adesso che cosa facciamo?

Ho parlato con il questore di Palermo.

Sono pronti ad intervenire.

Dimmi dove sei.

Che cosa?

Ma che cazzo sta dicendo, giudice?

Calmati, Di Benazio.

E farò finta di non aver sentito. Io devo calmarmi.

Doveva essere una passeggiata. Una cosa da niente.

E invece c 'è stato un massacro.

Due. Due dei nostri sono morti.

Chi cazzo è che sapeva?

Chi cazzo è veramente questo Lofonte?

Mi dispiace, giudice, ma non mi fedo. Non mi fedo più.

E allora che vuoi fare?

Lo porto a Milano. È lì che lo volete, no?

Ascoltami bene.

Stanotte c 'è stato l 'inferno.

Hanno ucciso 13 pentiti.

E Marina ha il pentito che ha fatto in nome di Leofonte.

Ora

solo

Leofonte può accusare Scalia.

Ma nello stesso tempo Leofonte non ha più nessuno che l 'accusa.

E può rifiutarsi di parlare.

Dopo quello che è successo c 'è il terrore tra i pentiti.

Indietro non posso più tornare.

Il viaggio continua, ma a modo mio.

Ho capito, ma ti serviranno dei professionisti.

Dimmi dove e quando.

Professionisti?

Quando tornerà il momento mi darà il cambio.

Lei ha il mio numero.

Addio, giudice.

Ho fame, vado al bar. No, signorina, no. Senti quello che vuole e vai a

prenderlo. Ci voglio andare da sola al bar.

Signore, non fa liziotti. O mi devo considerare agli arresti? Ma quali

Prego, prego.

Grazie.

Va?

Tu, occhi aperti e bocca chiusa, eh? Tarci giù.

Bocca chiusa. Ho capito.

Scusa.

Rubbi. Fatti miei, se non ti piace fammi arrestare.

Anzi, arrestami tu.

Mi dai questa bicicletta?

Era il caldo?

Sì, grazie.

Quella la pago io, eh.

Ma com 'è che ti chiami tu?

Ma come te l 'ho detto?

Io non me lo ricordo.

Proietti, Tarciso Proietti.

Come?

Tarcisio. Tarcisio.

Che dici?

Ma che razza di nome è Tarcisio?

È una comune. A Roma è comune.

A Roma?

A Roma.

Senti, Tarcisio. Dimmi. Tu mi sembri diverso da quell 'altro.

Il tuo collega non poliziotto.

Perché non mi dici la verità?

Che verità?

Che sta succedendo alle mie famiglie.

Niente. Non sta succedendo niente.

Questo è un affare urgente di tuo padre.

Tutto qui. Niente di grave.

devi solo fare il viaggio con noi, nient 'altro.

Ecco la pizzetta.

Ecco.

Grazie. Io pago una pizzetta e... E?

E nient 'altro, nient 'altro. Femmina.

Falco, qui Ulisse.

Falco, ne ascolto.

Può parlare tranquillo? Sì, la ragazza è col collega nel bar.

Torna indietro verso la stata alle settanta per Messina.

Guida piano e non far capire niente.

Io sto per raggiungerli.

Attento che ci sono problemi.

Capito.

Matteo, Ciprietti, di Venezia mi vuole.

Puoi venire con me?

Per favore.

Vi devo parlare.

Adesso sapete come sono andate le cose.

Dobbiamo batterli sul tempo.

Nessuna fermata, niente giubbotti.

Esclusa tutte le comunicazioni via radio o telefono.

Non esistiamo più per nessuno.

Il mio padre è in arresto.

Dove ci state portando?

Non è in arresto. Tu quante anni hai?

17. 17?

Sei minorenne. E che c 'entra?

C 'entra. Che per la legge tu... Sono i genitori che decidono per te. E tu devi

venire con lui.

Ma perché?

Che cosa ha fatto?

Noi dobbiamo eseguire solo degli ordini.

Ci sarà un viaggio.

Una volta arrivati a destinazione, tuo padre parlerà col giudice. E poi lì si

chiariranno. Ragazzi, mi dispiace che sia capitato proprio a voi.

Io invece sono contento, dottore.

Ti credi che ti voglio calmo come tutti gli altri? Io sono come sono.

Sì, lo so.

Magari ragiono più con le palle che con la testa. Ma su di me puoi sempre

contare. E poi ti ho visto stamattina come sparavi. Pure tu teni palle.

Ma pure lui ha idea, io capisco.

Le palle.

Le palle non servono per scaricare addosso questa a un cristiano.

E mia madre, mio fratello, perché non sono qua?

Allora sono lontani da qui, sono insicuro.

Al sicuro, lontani. Al sicuro da chi? Il nostro compito è quello di proteggere

te e tuo padre.

Pensi che non abbia capito?

Tu non me la stai dicendo la verità.

Perché non me l 'ha detta lui questa cosa?

Chiara.

Da che cosa stiamo scappando?

Sono questi qui che dicono che vogliono proteggermi, ma proteggermi da chi?

Dobbiamo andare.

Che cosa c 'è?

Si ferme.

Perché?

Fermatevi, ho detto!

No, se non mi dice il motivo.

Si ferme, per favore.

Ehi, non aveva detto niente, fermate.

Fate venire qui mia figlia.

Per quale motivo?

Ci devo parlare.

Che cosa le vuole dire?

Non le riguarda.

Non c 'è niente di lei che non mi riguarda, è la fonte.

Ho il diritto di spiegarle come sono andate le cose.

Mi dispiace, abbiamo già troppi problemi.

Ma che mare fotte di vostri problemi!

Fate venire qui mia figlia, subito!

Parco qui Ulisse.

Ascolto Ulisse.

Andate avanti piano, vi raggiungiamo dopo.

D 'accordo.

Adesso capisci? Boh che succede? Che dice?

Un capo eh.

Sa quello che fa.

Allora, dove ha pensato di portare mia figlia?

Lei non può proseguire con noi, deve stare al sicuro.

Non esiste un posto sicuro.

Questi agenti sono dei direttanti, l 'ha capito anche lei.

Direttanti a chi?

Direttanti, dobbiamo stare a sentire le minchiate di questo qua ancora per

molto.

Sono pronto a rimetterci la vita per lei e per sua figlia.

Non le basta questo?

No, non le basta!

I miei colleghi direttanti sono morti per colpa tua, pezzo di merda! Di che si

pensa?

Lei lo sa come fa un pesce a spada quando viene catturato nelle tonnare.

Si dibatte, fa strage dei tonni che attorno prima di arrendersi a morire.

Tra i suoi superiori c 'è un pesce a spada che è stato avvicinato da Scalia

dalla sua famiglia.

Io sono la rete che lo sta portando a galla. E voi?

E noi chi siamo, i tonni? Sì, i tonni che gli stanno attorno.

Io non voglio che mia figlia venga infilzata anche a lei.

Nessuno di noi lo vuole.

Marete i tonni, ma di chi in minchia stiamo parlando?

Di venanza, ma chi comanda qua?

Si è sfogato adesso.

Lei è stato tradito.

L 'hanno mandato apposta con questi giovani pesciolini solo.

Si vede che era sacrificabile.

Mi sono smesso a questo bastardo. Ma che ne credete essere?

Tanto è detto!

Se non accettate le mie condizioni di portare mia figlia al sicuro, io a

sto zitta, non parlo, non dico niente, non dirò una parola.

Unese qui Falco.

Deme. C 'è un posto di blocco a più o meno 300 metri, finanzieri, tre in

Se vogliono fermarvi, tira dritto.

Ho capito bene.

Hai capito benissimo, devi forzarlo.

Mi raccomando, state attenti.

Richiamatemi subito dopo.

Ricevuto.

Ma che volano lì? Che forse sono veri e forse no.

Dai, basta il finanziario che carica la pista.

Ma che stai matto? Ma che sparano i finanziari?

Se non sono finanziari non sparano loro a noi, deciso, dai.

Ma io non mi ho sparato a nessuno, Remo, mi pare brutto. Mi sciacchi i canarini.

Stai calmo, ancora non è andata la paletta, stai calmo.

E non c 'è ancora la paletta, non c 'è.

Stai calmo, prendi un bel respiro e stai calmo.

Non c 'è.

Oh!

Ammazzai la smartina.

Pulizia qui falco. Dimmi. È andata.

Ebbene, noi facciamo una deviazione e vi raggiungiamo. Deja vuote.

Dov

'è la macchina

con mio padre?

Stai tranquilla signorina, dov 'è a dormire? Non ho più sonno.

Ma voi due sempre in coppia, state?

Come nei telefilm americani? Ma con chi? Con lui?

Ma quando vai?

Siamo cresciuti insieme, signorina. Abbiamo frequentato lo stesso bar, la

zona. Che fai, rinnechi, mo?

Lì ti ha detto, signorina, è lui che mi ha venuto sempre a presto.

Mi ha seguitato per tutto, ma non è bene né per niente.

Fammi vedere la pistola, che calibro è, portami a sparare.

Portami tu sorella, fammi vedere tu sorella, queste cose mi le dice la

signorina, ma com 'è? Mi pare che mi interessa la signorina. Si era

Ma chi?

Cioè mancavo tanto così che mi diventava cognato, pensi un po'. Dico, e che non

mi ha ammazzato lui, la signorina?

Signorina, signorina, io mi chiamo Chiara.

Perfetto, si chiama Chiara. E te porta rispetto, D 'Arcicio.

Ricordati che stai recluso, eh.

Infatti ancora stai separato quando devi parlare e quando devi stare zitto. E io

pederebbe fare la seconda. E così a Forza di Milo, signorino, mi sono

fino a Palermo.

E mi sono dato pure le ripetizioni, hai capito chiaro?

Perché vi fanno pure studiare in polizia. E mi devo diplomare se voglio

di grado. Vuoi diventare ufficiale, così fa scattare tutti i suoi attenti.

Lo faccio per la mia famiglia, te lo sai bene.

Sei sposato? Sì. E quanti figli hai?

Due. Sono piccolini, ma ci hanno la bocca come sto volante di Milo.

Sto da bocca buona, come papà.

Su quello che prendo a fine mese ci arrivano i genitori di mia moglie.

I suoceri, i genitori di mia moglie, come sei contorto, ci arriva signorina

perché i suoceri gli passano i soldi. C 'è niente di male, almeno voi siete una

famiglia onesta.

Grazie.

Buongiorno compa, come andiamo? Andiamo buono? Eh, insomma.

E la live? Eh, la live, la guana ha reso poco.

Veramente? E come mai?

Guarda, è zin, è picciolino.

È vero, è picciolino.

E l 'arancia qua dov 'è? Di Portogallo?

Eh, di Portogallo. Eh, di Portogallo la chiamo buona. Ha fatto una buona

raccolta. Ma dov 'è la canna? Non vedo niente. È lontano, un paio di

Cosa fai? State calmi, lo ammazzo!

Esci con me tu, avanti, aspetta.

Senta!

Esci fuori, avanti!

Avanti, pezzi miei! Che questo è il momento che aspettavo? Spara!

Butta quella pistola!

Butta quella pistola, scemoni!

Viene molto tenere i palli, ragioniere! Spara!

Che cazzo fate?

Leofonte, butti quell 'arma.

Dovevi bene assentire tutti qua.

Io, Guri Arcangelo Leofonte, da oggi non appartengo più alla famiglia Scalia.

Maledico lui e il suo figlio Tano. Ci sputo su tutta la sua famiglia.

Sto a te fermo o l 'ammazzo.

Voglio la morte di Scalia.

Nessuno si deve sollare.

E i figli dei loro figli fatti a pezzi. E i resti gettati ai cani.

Lo giuro che salverò solo chi non ha colpito la mia carne e non toccherà il

sangue del mio sangue. Lo giuro davanti a Dio e alla riva di mia moglie e mio

figlio.

Pronto.

Pronto.

Chi era?

Chi era?

75301, ho parlato dopo il segnale.

Quanto tango ancora.

Lascialo andare.

Immigrato.

Forza, in macchina!

In macchina tutte, per Dio!

Pronto.

Dove ti trovi?

Confine Puglia.

Problemi? No.

Statale 25 per Bari. Entro a Costa Merlata.

14 chilometri da Ostuni.

Albergo, ristorante, masseria Santa Lucia.

C 'è un tavolo prenotato a nome Santini.

Chi manda?

Zangardi e un suo collega. Non li conosce, ma sono fidati.

Zangardi mi ha fatto la caposcorta quando ero alla procura di Bari.

Gli altri agenti li farai tornare a Palermo mentre tu proseguirai in

Zangardi e il suo collega Leofonte.

Scusate il trambutto, ma c 'è un matrimonio.

Ti faccio un mito per tutti?

Faccia lei, grazie.

Perché non parli?

Non mi devi dire niente.

Comportati bene, non far arrabbiare la mamma, stai attenta a Nicola, studia!

Che potrò studiare nel bunker dove mi rigiuderete, no?

Svevola troppo con la fantasia, signorina. Fantasia?

Vedemi che fine fanno le famiglie dei pentiti.

E tu non ne parla mai, perché lui è un pentito, vero? E allora io che fine

Chiara, sei sconvolta, io ti capisco, ma non è come pensi tu.

Ah no, è tutti quei viaggi.

Quelle persone che entravano e uscivano dal tuo ufficio con l 'aria da padroni,

regali. Ho paura negli occhi di mamma ogni volta che squillava il telefono.

Ecco gli antipatti.

Io non ci volevo credere.

Mio padre è un mafioso.

Proprio tu che ti commuovi se vedi un cane abbandonato per la strada.

Chiara, stami bene a sentire.

Io non ho mai ucciso nessuno.

Le accuse contro di me sono ancora tutte da provare.

Tu mi hai fatto tanti bei discorsi. La rispettabilità, la famiglia, l 'onore.

Ho frequentato i ragazzi che tu hai scelto per me.

Le famiglie più importanti, quelle ricche, degne, la bella Sicilia.

Questa vera risultato, non sai come mi chiamano.

Chiarella Rosella, chitta che si dà per una caramella. Quella che si può

prendere, girare, passare.

Loro lo sapevano di che pasta siamo fatti noi due.

Un temuto mafioso tu e un 'irrispettabile buttanella io.

Buttanella!

Ciao!

Posso? Dimmi.

Io speravo... Credevo che potevo continuare il viaggio.

Mi dispiace, Legretti.

Mi dispiace veramente.

Cresci. Il telefono.

Ho lasciato la macchina. Ci penso io.

Ci penso io.

No, no, no, no.

Proietti, ci penso io.

Sei contento, Leo Fonte?

I toni lasciano il posto ai professionisti.

Sei nata morta?

Vuoi vedere?

No, adesso mettiamo un po' di cipria e passo tutto.

Aspetta.

Allora non porti solo la pistola.

No, io quando non sono in silenzio porto anche il minimo.

Cos 'è?

Quello più grosso lo conosco.

Si chiama Sant 'Elia.

Pensate che qui non c 'è il cannone.

Matteotti, tu sei di Venanzio, io sono te, chiaro?

Chiaro.

Di Venanzio, sono io, sei Zangardi.

Mozzo.

Pronto? Pronto, sei di Venanzio? No, sono Legretti. Sei della squadra? Sì, e

chi è?

Zancanti, abbiamo subito un attentato mentre venivamo da voi.

Dovete andarvene, ho parlato col giudice Laurenti e niente più chiamate. A

Milano ci dovete arrivare da soli.

Ho saputo della tragedia.

Mi dispiace.

E' sua figlia?

E' con la collega, adesso turnano.

Il collega ci aspetta fuori.

Appena tornano dobbiamo andare.

Con calma, mangiamo prima.

Ma non c 'è tempo da perdere.

Tranquillo, Zancardi, che fretta c 'è.

Cosa che ho detto a mio padre? Non sono vera.

Io non ci sono mai stata con un ragazzo. Lo so.

Però è vero quello che pensano di me.

È vero quello che dicono alle mie spalle. E adesso tutti ne avranno la

Senti, a te quello che dicono gli altri non ti deve interessare.

Sei giovane, ti sono a far passare un po' di tempo.

Già, e forse un giorno diventerò un poliziotto anch 'io.

Perché no?

Teresi, siamo stati traditi, seguimi. Rimani qua.

Dammi tre.

Uno.

Due.

Semancino. No.

Ambitez.

No, è completo, guardi più avanti per potergli.

Qualcambio.

Disposta a sigaretto.

C 'è un uomo.

E fumiamo.

Buono, eh?

Ottimo, buono.

Che fanno dentro?

Niente.

Ma nemmeno se dorme.

Chi può dormire in questa storia? C 'è paura?

E chi è che non c 'ha paura? E mi sto solo a cagazzotto.

Non c 'è vergogna.

È normale.

Tutti c 'hanno paura.

Pure io una volta.

Prima.

Sì, però a me mi viene troppo brutto, Remo.

Mi suta nelle mani, mi trema nelle gambe, divento rigido come un blocco di

ghiaccio. Non è normale.

È normale, è normalissimo.

Poi piano piano dev 'altro, ma adesso è normale.

Remo, te la posso fare una domanda?

Cominci anche i questioni che non mi pare il momento.

No, no, no, una cosa seria.

Dai.

Ma quando si spara uno, che c 'è dentro?

E' un botto, così lo pivo lo sbri.

Ma che fai, ridi?

E ridi così, a terci, ma che c 'è dentro?

Le dico che se sente, che se prova una cosa seria, ride.

Che se te prova?

Io so perché mi fai questo discorso. Perché? Perché te vedi i film americani,

Callaghan, Miami Vice, Satri e Marina Pura. Ma che stai a dire? Tutto è

stronzato. Ricordati che la paura è vero.

La paura ti fa ragionare, non ti fa sbagliare.

E poi voglio dire, sta tranquillo, rilassati con questo viaggio che ci sono

problemi. Sì,

sto tranquillo.

Devo stare tranquillo, sto tranquillo.

Stai tranquillo.

Speriamo solo di arrivarci a Milano, questo devo dire.

Ma che stai scemo, sei?

Stai scemo?

Ti piace la piselletta, eh?

Ma che stai facendo?

Ma che sto dicendo a tuo bispo che mi dà la guardia? Ma guarda che te sbagli,

eh. Te sbagli proprio di grosso.

Cerco solo di essere gentile e comprensivo.

Con un padre come quello mi fa pena, coraggio.

Ma che ti vergogni di me, eh?

Voglio di stare ai pischielli, fra i pischielli che capite, è normale. Che

problema hai?

Vabbè. Io vado a prendere il caffè, mi raccomando.

Vai, vai.

Tanto tocca a me, mo'. Al pischiello.

Posso uscire?

Dove proprio?

Grappi alle gambe, solo pochi minuti.

Va bene.

Non si allontani dal corredoio.

Ciao. Ciao.

Permesso.

Allora.

Scalia può pagare tanti killer da riempire tutte le ferrovie dello Stato.

E chi è il Papa?

ha tanti soldi che vuole. Può comprarsi tutto.

E a tutti.

In che senso?

E metterà tutto col denaro, vero, la fonte?

E con che altro dovrai?

I peggio, i soldi.

Ecco il motore di tutto, ragazzo mio.

Lei pensa che esista una cifra capace di renderle quello che le hanno tolto?

Sì.

Ma che c 'è? Ma che vuoi fare?

Ma perché? Ma che c 'è di male?

Ma che vuoi fare?

Vuoi giocare?

Ma non ti piacciono anche un po'? Ma non è quello, che c 'entra?

Allora c 'è la ragazza.

No, no.

Dici una cosa seria, una cosa fissa, ma non ce l 'ho.

E allora?

E allora?

E allora?

La situazione è sbagliata.

Io qua sono bravo.

Ma stiamo su un treno.

E poi c 'è Tupac.

Mio padre.

No, no Chiara, no. No tuo padre, tuo padre.

Tuo padre in quanto padre tuo.

Ho capito.

No Chiara.

sovranominato il ragioniere della mafia. Dopo l 'acquato di stamane a Salva a

Palermo, chi ha visto vittime della mafia? La moglie di Leofonte, Franca, il

figlio Nicola di quattro anni e due agenti della scorta.

Grande risonanza e cordoglio in tutta la penisola per l 'impressionante Egidio

di questa notte che ormai tutti hanno sovranominato la notte di Sant

13 venditi di mafia massacrati in tutta Italia.

Chiara!

Chiara! Permesso?

Porca puttana! Che maniere di merda!

Chiara, scappate! Chiara, scappate! Vengo da dietro!

Paola!

Mia figlia ha capito tutto.

Che sempre mettono le fonti!

Ammazza quanto vuole, Chiara.

C 'è un uomo.

Venite.

Due di nostri sono morti. Ma raga, c 'erano tre figli.

Lo sai che ne danno a noi, mo'? Una bella medaglia e due linee di pensione.

E Maria Pia?

Ma porca puttazza, ma che è colpa mia?

È colpa tua se stai lì nella merda.

Io mancoci devo stare qua. Io devo giocare a calcetto. A calcetto devo

Però una cosa te la giuro, Chiara.

Tu a Milano ci arrivi e non ti succede niente.

Ti lo giuro, via.

Niente.

un assassino.

Mi spieghi perché fra tutti va a fitta le macchine se devo usare proprio la mia

carta di credito? Perché c 'è il cognome più comune e dai meno nell 'occhio.

Però a loro quella e a noi questa, ti pare giusto? Ti pare giusto, loro sono

quattro e noi siamo tre. Sai quanto costa quella? Quanto costa? Tre volte la

nostra. E allora?

Quanto c 'ho sul conto? Quanto c 'hai? Un milione c 'ho, una gamba c 'ho.

Peccato te, io manco qui. Senza conto che quella beve come mi non nervira. Oh,

oh, oh, cosa perché mi sei sposato tua sorella? No, perché?

Perché rompeva i coglioni come te.

Sì, sì.

Arcisio. Sì?

Scusami. E te che?

E poi ti volevo dire che non è vero che c 'hai la faccia da poliziotto.

Ragazzi, mi sentite?

Sì. Dobbiamo fermarci a fare benzina.

Ricevuto.

Dica pure.

Torno subito, eh.

Dottore, mi scusi, dottore.

Proietti, non sono dottore. Chiamami, come ti pare, chiamami Nino.

Io volevo sapere cosa prevede il regolamento su di una certa cosa.

Avevo pensato fosse giusto chiedere a lei in quanto capo di quest 'operazione.

Eh, così.

In un futuro remoto, avevo pensato, magari meglio che il presente, invece

anziché io... Proietti.

Devo andare al bagno, prego.

Dottore, posso dare il mio numero privato alla signorina Chiara Leofonte?

Cioè, lei mi fa telefonare.

Rieti, dovresti saperlo che non bisogna avere nessun contatto con gli escortati.

Rieti, stai attento.

Non si potrebbe fare, ma ti prometto che appena arriviamo a Milano risolviamo la

questione, va bene? Giusto.

Grazie dottore. Grazie.

Ragazzi, ma mi ha mandato al bagno. Sì, certo.

La vuoi una Coca -Cola?

Pagata.

Sì, grazie.

Prego. Lei ha detto niente telefonata a casa, no? Sì. Mi sembra anche giusto.

Però, siccome mia moglie è da sola e sono due giorni che non la sento, se

potessi farle una telefonata sarei contento.

Matteotti, non deve durare più di due minuti. E nessun riferimento a dove ci

troviamo. Perfetto, grazie dottore.

Nino. Nino.

Teranzi, guardi un attimo Chiara per cortesia.

Grazie.

Quanto è? Centomila.

Mi fa una ricevuta per favore.

Come stai?

Come che sono io tuo marito?

Grazie,

buongiorno.

Sì, Davino, non fa domande, lo sai?

Fino al tuo servizio non ti posso rispondere.

Davino, ma che piangi?

Davino, ma che ti piangi?

Amore, come stanno i bambini?

Amore, come stanno i bambini?

Apina, pi!

Io ne vado da...

Per la tercità, sparatevi. Non me tocca!

Non me toccate.

Non me dovete toccare, capito?

Chiara,

mi dispiace. Mi dispiace, Chiara.

Mi dispiace.

Maremmo, c 'avevi ragione.

Siete interbotto.

Ad acciso.

La Fonte, il pentito che ha fatto il suo nome, si chiamava

Marina.

L 'hanno trovato ieri, morto.

Ora deve decidere se collaborare o no con la giustizia.

Lascio qualche minuto di tempo per riflettere, ma voglio una risposta

Renzi.

Chiara. Sì, a quel processo parlo.

Dico tutto quello che so.

Tu sarai capace di... Sarai capace.

Io... Io ho sbagliato, ho sbagliato tutto.

Chiara.

ma non puoi essere tu il prezzo che devo pagare papà papà non

puoi essere tu il prezzo

Grazie a tutti.

Signori, purtroppo oggi siamo bloccati qua in mezzo al traffico.

Oggi è Milano, l 'ultimo giorno di carnevale.

Ragazzi, dobbiamo scendere. Non possiamo rimanere qua. Forza, scendiamo, dai.

Veloci.

Forza, forza. Tu, muoviamoci. Tieni, vediamo. E muovete, dai. Giubbotti rari.

Audis, aprici la porta, svelto.

Terenzi, prendi il tuo giubbotto.

Venga, la foto!

Digrezzo, dai, che cazzo fate?

A dopo!

Grazie, siete il gruppo d 'accento in Borghese, niente di sustentivo. Piano d

'emergenza, fate deviare il traffico dal centro.

Sì, deviare il traffico dal centro.

Stanno nella galleria.

Ricevuto, ci spostiamo. D 'accordo.

No,

no, no.

In piedi la corte.

Seduti!

Grazie.

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