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[SINGHIOZZI]
[RESPIRO AFFANNOSO]
-Che fai qua ? -E' morto, capito ? L'abbiamo ucciso ! -Sssh !
- Non è colpa nostra, è stato una disgrazia. - Finiremo in galera !
- No, se stiamo zitti, nessuno ci scoprirà. - Come fai a dirlo ?
Eravamo soli, non ci sono prove.
- Ma dobbiamo giurarlo. - Che cosa ?
- Che non lo confesseremo mai a nessuno. - Sì. - A qualunque costo.
Devi giurarlo.
Lo giuro.
Non volevo... Non volevo !
Ti giuro che non volevo... Non l'ho fatto apposta !
Commissa', non capisco una cosa.
Invece di fare una bella passeggiata a Mergellina
a prendere un po' d'aria buona, un gelato con la vostra fidanzata
voi venite in ufficio di sabato ?
- De Blasio mi ha chiesto un cambio turno. Che facevo ? - Dicevate no.
-La settimana prossima avrò un giorno libero in più. -Che ci fate ?
Forse è successo qualcosa con la signorina Enrica ?
Raffae', perdonami. Sai Nelide come ti risponderebbe ?
(in napoletano) La confidenza è padrona della mala creanza.
- Avete ragione. [BUSSANO ALLA PORTA - BUSSANO.]
- Ué, Camardo. - Commissa', è appena arrivata una chiamata.
Vabbè, immagino avrai risposto.
Sì, sì, hanno trovato un cadavere su una spiaggia. Sembra omicidio.
- Cama', ma ci vuole ancora tempo ? - Siamo quasi arrivati, brigadie'.
Visto, Maio' ? Alla fine respiriamo lo stesso aria buona.
Non voglio contraddirvi, ma sento solo puzza di pesce marcio.
Sì, proprio così. Pesce marcio.
Camardo !
Lascialo perdere. Fa così con i nuovi, poi gli passa.
- Meglio che gli passa presto. - Buongiorno.
- L'avete trovato voi ? - Sì, mentre rientravo con la barca.
-Spero che non avete toccato nulla. -No, ho chiamato subito.
- Lo conoscevate ? - L'ho visto qualche volta, ma non so il nome.
- Da che parte ? - Da quella parte. - Voi venite da questa parte.
(Io confesso.)
(Confesso...)
Io confesso.
Io confesso.
Io confesso.
(Io confesso.)
[BUSSANO ALLA PORTA]
Tesoro.
Come ti senti ?
Sei fresca.
Allora forse il problema non è la febbre o sbaglio ?
Mi vuoi dire che cosa è successo ?
Non è una cosa che si può confessare, papà.
Però... non si può nemmeno tenere tutto dentro, se fa così male.
E scommetto che riguarda il commissario.
Allora dovresti parlarne con lui.
Tra fidanzati ci si può dire tutto. Anzi, si deve
altrimenti come farete quando sarete sposati ?
Avete ragione.
Ho solo bisogno di riflettere ancora un po'.
- Buongiorno. - Dottor Modo. - Buongiorno.
Commissario, è arrivato il dottor Modo.
- Da questa parte. - I fascisti hanno fatto mezza cosa buona
non si lavora il sabato e vuoi togliermelo ?
I morti non decidono quando farsi ammazzare. Vieni.
E' un prete.
Il pescatore dice che veniva qui spesso. Il posto lo conosceva.
Benediva le barche, anche quelle che non sono più tornate.
Che posso dirti ? Di sicuro è morto per questo colpo dietro la nuca.
- Quando è successo secondo te ? - A una prima valutazione...
- Sei, otto ore fa, massimo. - All'alba o poco prima.
- Sì. - All'alba ? Che faceva qui a quell'ora ?
Il poliziotto siete voi, scopritelo. Ricciardi, è tutto tuo.
Possiamo escludere la rapina come movente.
- "Angelo De Lillo, Societatis Jesu." - Che significa ?
- Era un gesuita. - Se non sbaglio, non lontano c'è il seminario.
Signore Dio, che tragedia !
In tanti anni che sono superiore, non è mai successo nulla di simile.
-Sapete perché padre Angelo era lì a quell'ora ? -Non usciva mai presto
se non per una estrema unzione o una confessione in fin di vita.
- A volte l'hanno visto passeggiare in spiaggia. - Amava quel posto
ma ci andava di giorno. Il vento di mare era rischioso per la sua età.
- Può averlo attirato lì qualcuno che conosceva. - E' probabile.
Padre Angelo avrebbe fatto di tutto per confortare un'anima in pena.
Escludete che qualcuno avesse motivi di risentimento nei suoi riguardi ?
Nella maniera più categorica. Era benvoluto da tutti.
Le famiglie più illustri di Napoli volevano solo lui come confessore.
Per i giovani era come un padre. Un padre spirituale, si intende.
Ma anche migliori padri possono commettere errori.
Lo dice uno che ha cinque figli.
Ho capito dove volete arrivare, ma vi garantisco di no !
- Chiedete agli allievi prediletti. - Chi ? - Padre Michele Police
e padre Costantino Fasano. - Possiamo parlarci ora ?
Certo, vi faccio accompagnare. Saverio !
Dite, padre superiore.
Il commissario vorrebbe parlare con padre Michele e padre Costantino.
Non sono ancora rientrati. Padre Costantino è dal vescovo.
E padre Michele è andato a dare l'ultimo saluto a sua madre.
Impossibile, padre Angelo gli aveva negato il permesso.
- Non so che dire. - Mi dispiace, temo dobbiate ritornare.
Lo faremo senz'altro. Intanto grazie per il vostro tempo.
Padre.
Negare la visita a una madre moribonda
darebbe un movente a chiunque.
- Anche confessare qualcosa che non vuoi. - Che intendete dire ?
La vittima era un padre spirituale, chissà quanti segreti sapeva.
Parlate della nobiltà napoletana, come ha detto il padre superiore ?
Sì, ma anche i suoi confratelli.
Magari uno di loro gli ha detto qualcosa di inconfessabile...
e poi si è pentito.
Condividere i propri pensieri, i propri sentimenti più intimi...
può essere estremamente doloroso.
Non sai mai quale sarà la reazione di chi ti ascolta...
o anche la tua.
Poi te ne rendi conto quando è troppo tardi.
Non ce la facciamo. Devono darci il riposo tra un turno e l'altro.
- Qui ci trattano come bestie. (sottovoce) Silenzio.
Buongiorno.
Buongiorno, brigadie'. I nuovi turni per le ronde.
- Quella banda ci fa impazzire. - C'è stata un'altra rapina ?
Per fortuna no, però i commercianti hanno paura.
- Addirittura qualcuno ha pensato di procurarsi un'arma. - Infatti !
Questa l'ho sequestrata a un commerciante di stoffe.
Così non va bene. Muoviamoci, altrimenti "ci scappa" il morto.
Facciamo il possibile, ma hanno una fortuna sfacciata.
La fortuna non c'entra. Brigadie', il problema è che siamo pochi.
Tra una ronda e l'altra c'è un buco di 15 minuti, ma ho la soluzione.
- E sarebbe ? - Posso ? - Certo.
Questa è la zona con i negozi più ricchi.
I due di turno non fanno il giro insieme, ma in direzione opposta
così i 15 minuti diventano 7 minuti e 30 secondi, praticamente la metà.
Abbiamo più probabilità di prendere i rapinatori.
- Perché hai preso il turno con il brigadiere ? - Quando sto con voi
non so se controllare i negozi o voi che mi prendete in giro.
- E' delicato il furbetto. - Cesara', non iniziare anche tu !
Felice ha avuto una buona idea. Per stasera stanno dietro le sbarre.
- Bravo. - Dovere, brigadie'.
Il colpo è preciso.
I segni sulla pelle fanno capire che era in ginocchio.
- L'assassino ha sollevato la pietra e l'ha colpito dall'alto. - Esatto.
Non ci sono né ferite né lividi sulle braccia. Non si è difeso.
Probabilmente i due si conoscevano. Nessuno morirebbe così
senza provare a difendersi, almeno a scappare. - Scappare ?
- Parli di una cosa che conosci bene. - Cioè ?
Di scappare, di fughe. Solo Enrica è riuscita a trattenerti.
La sposi o no ?
- La data del matrimonio era fissata per la settimana prossima. - Oh !
- Come era fissata ? - Non sono più sicuro se il matrimonio si farà.
No, per piacere. Non dirmi che ci stai ripensando un'altra volta.
- Quanto devi farla soffrire ? - Stavolta non è colpa mia.
Enrica si è resa conto di quanto... sia difficile stare con me.
Eh, dalle torto !
Dottore, grazie per essere venuto a quest'ora.
Non si preoccupi. Ho visto nascere Enrica.
- Ora la vedrete diventare baronessa di Malamonte. - Baronessa ?
Si sposa, per questo vi ho fatto venire. Dovete rimetterla in sesto.
Enrica, è arrivato il dottor Migliaccio.
- Per me ? - Sì. Prego, dottore, accomodatevi. - Enrica !
Sembra ieri che mi chiedevi la caramella dopo la puntura
e adesso stai per prendere marito. Come ti senti ? - Meglio, meglio.
Diventa sempre più debole. Abbiamo ancora molte cose da fare.
- Ho dovuto rimandare la sarta due volte. - Hai tosse, mal di gola ?
- No, no, niente. - Allora sarà solo un po' di astenia.
Con un buon ricostituente, già da domani ti sentirei meglio.
Che ha detto questa voce al telefono ?
Niente. Respirava e basta.
A un tratto mi ha chiamato "mamma".
Le allucinazioni uditive sono tipiche del vostro quadro clinico.
Un episodio ha potuto scatenare il ricordo di vostro figlio ?
No, ormai da tempo la mia vita è priva di drammi o gratificazioni.
La mente è strana, a volte anche una buona notizia può sconvolgerla.
Che intendete ?
Per esempio, un collega mi parlava di una donna
che sta per sposare un commissario di polizia.
E' talmente emozionata che sviene due o tre volte al giorno.
Dobbiamo aumentare il dosaggio.
Ne prenda altre 10 al mattino...
e alla sera.
Luci', ha finito di "pippiare" questo capolavoro ?
No, fermo con quelle mani. Vuoi rovinare il lavoro di 24 ore ?
- Buono ! Quanto ne hai fatto ? Deve venire un esercito ? - No.
Vengono mia sorella e suo marito. Da tanto non vedono i ragazzi.
- Pranzano qui ogni domenica. - No, gliel'ho fatto capire, solo oggi.
- Di' ai ragazzi di apparecchiare per 10. - 11, viene anche Felice.
- Felice ? - Almeno è simpatico, è un bravo guaglione.
- Ne avessi di agenti così ! - Che ha di così speciale questo Felice ?
Ha portato una ventata di freschezza in Commissariato.
Va avanti come un treno nonostante i colleghi lo prendono in giro.
Mi ricorda molto Luca.
Mhm.
Vanno bene le alici ammollicate ?
Sì. Falle per stasera, non rientro prima di cena.
E perché ? Dove andate ?
Devo lavorare. Mi controlli ?
No, ma è domenica e non vedete la signorina Enrica da molto tempo.
- In questi giorni Enrica non vuole compagnia. - Come non vuole ?
Ascolta, Nelide.
So che tu tieni a noi due, però le cose si sono complicate.
Forse dovrai badare a questo scapolo ancora a lungo. A più tardi.
Madonna santa...
(in napoletano) Se n'è andato il pesce per la frittura.
Ora che mi invento con questo ?
Zia Ro', quando mi servivate avete pensato di andarvene, eh ?
Perché non tornate una volta ? Almeno mi date una mano.
Don Pierino.
Don Pierino, la predica è stata commovente
ma ne aspetto una più bella per il matrimonio. - Farò del mio meglio.
- Enrica come sta ? - Ancora un po' indisposta.
- Ieri è venuto il medico a casa. - Spero nulla di grave.
Solo troppe emozioni tutte assieme. Non c'è abituata.
E' identica al padre. Ricordo la faccia che avevate
alle prime note della marcia nuziale.
Volevo chiedere una cortesia. Il giorno del matrimonio
l'organista può venire un'ora prima per le prove ?
Non vorrei che andasse storto qualcosa.
Per gli addobbi, al fioraio vorrei far mettere...
Maria, lasciamo don Pierino alle sue incombenze.
- C'è tempo per parlare, no ? - Sì, hai ragione.
-Una figlia si sposa una sola volta nella vita. -Già. -Grazie.
- Arrivederci. - Che Dio vi benedica.
- A presto. - A presto.
- Don Pierino. - I vostri futuri suoceri sono appena usciti.
Sì, ho visto.
Ma è successo qualcosa ?
Ho seguito il vostro consiglio. Ho parlato con Enrica.
- L'ho fatta scappare. - E come ? - Semplicemente, come è giusto.
Non tutte le persone possono reggere il peso di certi segreti.
L'anima che deve reggerli, prima o poi si ammala
se non li condividi con qualcuno.
Ad ogni modo sono qui per parlarvi di padre Angelo.
-Avete saputo dell'omicidio. -Padre Angelo era un bravo sacerdote.
Ho pregato per la sua anima.
Molta gente voleva confessarsi solo con lui. Secondo voi perché ?
Commissario
un prete è un tramite tra l'uomo e Dio.
Deve esserci un rapporto di assoluta fiducia tra il confessore
e chi lo sceglie per liberarsi l'anima.
Padre Angelo sapeva ascoltare. Non giudicava.
Il mistero è tutto qua.
- Va bene. Grazie. - Commissario, anche Enrica sa ascoltare.
Sono sicuro che le serve solo un altro po' di tempo.
Certe cose non vanno confessate. Non posso biasimarla
se non riuscirà ad assolvermi. Buona giornata. - Buona giornata.
- Come mai quattro coperti ? - E' da giorni che non si vedono.
Al barone farà piacere venire a pranzo.
Il dottor Migliaccio fa miracoli.
- Buongiorno. - Che ti avevo detto ?
- Buongiorno, tesoro. - Come ti senti ? - Eh, insomma...
-Parlavamo di Luigi Alfredo. Perché non lo chiami ? -No, no, mammà.
- Non voglio farmi vedere in questo stato. - Un po' di trucco
e sarei più bella di prima. Anzi, mentre ti sistemi, ci vado io.
- No, che fate ? - Finisci di apparecchiare, vado e torno.
Ma perché fa sempre così ?
Contessa, c'è il commissario Ricciardi.
- Buongiorno, Bianca. - Luigi, che bella sorpresa !
Peccato, sto uscendo. Devo fare delle commissioni irrimandabili.
Carlo si è appena addormentato.
Non si sente bene ?
Ah...
Pensavo che l'avessi saputo.
Gli è tornato il suo male. Le medicine lo aiutano, ma...
peggiora ogni giorno di più. - Ne ero all'oscuro. Mi addolora molto.
- Se posso fare qualcosa, dimmelo. - Grazie.
[CAMPANELLO]
- Signora Colombo ! - Buongiorno, Nelide. Volevo avvisare il barone
che Enrica si è ripresa. -E' stata poco bene ? -No, sciocchezze.
Cose da niente. Un po' di influenza.
- E... volevamo invitare il barone a pranzo. - Oggi ? - Sì, oggi.
- Non so se torna in tempo. - Perché ? Non è in casa ?
- E' uscito presto. - Ah... Di domenica ? - Sì, di domenica.
- E come mai ? - Perché... Perché...
Il signorino è stato chiamato dal questore stamattina
per una cosa importante di lavoro. -Capisco, il lavoro prima di tutto.
Mi raccomando, ditegli che lo aspettiamo per un caffè.
Certo, riferirò senz'altro.
- Il barone è sempre benvenuto in casa nostra. - Vi accompagno.
- Va bene. Buona giornata. - A voi. - Non vi scordate. - Non mi scordo.
Arrivederci.
Grazie.
Oggi sei ancora più galante. Se non ti conoscessi
penserei che sei venuto qui perché hai bisogno di qualcosa.
In realtà è così. C'è una cosa che vorrei chiederti.
- Tu conoscevi padre Angelo De Lillo ? - Sì.
So che era un consigliere spirituale molto richiesto dall'aristocrazia.
Era amico di tanti e in tanti gli erano molto devoti
forse pure troppo. - In che senso ?
Grazie a lui i gesuiti hanno ricevuto donazioni e lasciti
nel corso del tempo, anche un intero castello.
Il defunto marchese Berardelli de Paoli l'ha voluto nel testamento.
Sta crescendo. Quel fiocchetto le sta benissimo.
Come sei bella !
-Anche qualcun altro sta crescendo. -Si è fatto grande.
- E' l'uomo di casa ormai. - Eh, sì.
- Ué ! - Lui è Felice Vaccaro.
- Lui è Mariano, mio cognato. - Piacere.
- Dovete arrestare qualcuno ? - Tu, se fai lo spiritoso.
- Sì, sono in divisa, ma... - Non preoccuparti.
- Lei è la moglie, Anna, detta Sciù Sciù. - Buongiorno. - Buongiorno.
- Eri agitato, mi aspettavo un generale ! - Un generale...
- E' vero, Sciù Sciù ? - E' vero, proprio un generale.
> Sedetevi, è pronto ! - Andiamoci a sedere.
Papà, è bella la divisa di Vaccaro.
- Hai fatto sedere il generale al posto di Luca. - Mi sono distratto.
- Scusate, metto a posto. - Venite con me. - Certo.
- Mi metto qua ? - Sì, sì.
Grazie.
-Che vi siete fatto là ? -Si vede tanto ? Una cosa da niente
durante una rapina. - Ha affrontato tre "mariuoli" da solo.
- E chi è, Joe Petrosino ! - Joe Petrosino...
Mi hanno preso alle spalle. Due mi tenevano le braccia, il terzo...
- Il terzo mi ha "scamazzato". - E voi che avete fatto ?
Ero bloccato. Che potevo fare ?
A un certo punto l'ho guardato negli occhi e...
Pu ! Gli ho sputato in faccia.
L'avete ucciso !
[BUSSANO ALLA PORTA]
Avanti.
- Buongiorno. - Commissario, accomodatevi.
Scusate, ma che fate qua di domenica ?
Sono venuto per incontrare padre Michele e padre Costantino
e anche per parlare con voi.
Ho perso i miei genitori quando ero piccolo, commissario
ma il Signore mi ha fatto incontrare Angelo.
- E' stato come un padre per me. - Anche per me.
Che ci faceva su quella spiaggia secondo voi ?
Ci andava per pregare. Diceva che quel luogo gli riempiva l'anima.
-Eravate con lui ? -Io e padre Costantino ? -No, solo voi.
Padre Angelo vi proibiva di vedere vostra madre. Vi sarà dispiaciuto.
Non starete pensando che possa essere stato io ?
Quella della Compagnia di Gesù è una missione, commissario.
I rapporti personali non devono interferire con l'opera.
Padre Angelo lo ricordava a tutti.
Potete controllare, se volete. Ero ai Camaldoli a dare conforto
a una persona che stava morendo. Sono rientrato solo stamattina !
Michele, abbassate il tono.
Perdonatemi, padre.
- Vi chiedo scusa. - Che sapete dirmi della famiglia Berardelli ?
Il defunto marchese era molto legato a padre Angelo.
Ha lasciato a voi una parte di eredità.
Il castello di Vietri. La moglie del marchese era d'accordo.
Forse dovremmo parlare della visita del conte Tullio.
- Di chi parlate ? - L'altro erede, il nipote del marchese.
Non era molto d'accordo con le volontà dello zio.
Una mattina si presentò qui al seminario
e minacciò di morte padre Angelo per via del castello.
Eravamo tutti presenti.
Sta per prendere la pistola, ma l'anello che aveva al dito
si inceppa nella fondina e... Sbam ! Si spara al piede.
I tre che stavano litigando, vedendo tutta la scena
l'hanno portato in ospedale !
Avete avuto una vita avventurosa per essere così giovane.
Capita a tutti i poliziotti.
Infatti, ma è strano che capitano di più a lui, no ?
In che senso ?
Uh ! Si è fatto tardi, dobbiamo andarcene.
Proprio adesso che ci stavamo facendo due risate.
- Ho lasciato la casa in disordine. - Sentito ?
- Felice, in ospedale che è successo ? - E' successo...
Giovanni, hai fatto già abbastanza domande a Felice, non è educazione.
E' tardi anche per me. Grazie del pranzo e della compagnia.
-Vi accompagno. -Brigadiere, ci vediamo domani in Questura. -Certo.
Arrivederci.
[CAMPANELLO]
Questo deve essere il barone.
> Don Pierino, è un piacere avervi a casa. > Sono venuto a vedere
come sta vostra figlia. Spero di non disturbare. - Nessun disturbo.
- Buonasera, don Pierino. - Che odore inebriante !
Vi porto subito una tazza di caffè. Prego, accomodatevi.
Allora, Enrica, come stai ? Eh ?
Dallo sguardo capisco che ancora non sei guarita
da ciò che ha detto il commissario. - Ne ha parlato con voi ? - No.
Tu sei l'unica a cui lui si è affidato
e l'unica che può assolverlo o garantirgli la dannazione.
Don Pierino, quello che lui mi ha confidato...
è di un'enormità...
Non so se sono all'altezza.
Ma che hai ? Sei nervosa dal pranzo !
Ah, non ne sai niente, eh ?
Ho riso alle cretinate di tuo cognato, che ho fatto di male ?
- Hai invitato di nuovo a pranzo quello ! - Felice ?
- Che c'è di male ? - Che c'è di male ?
E' falso, non mi piace ! Per di più l'hai fatto sedere lì !
Mi sono dimenticato. Per una volta, dopo tanti anni, è un delitto ?
Ha rovinato il pranzo con le sue chiacchiere inutili !
- Non sono inutili ! Chi rovina i pranzi, sei tu. - Io ! - Sì, tu.
- Io ! - Tu ! Abbiamo paura di ridere a tavola.
Ci fai vivere la domenica come se fosse una penitenza !
- Nelide, io vado. Ci vediamo più tardi. - Baro'.
Ieri siete tornato tardi, ma la signorina Enrica era venuta
per invitarvi a prendere un caffè. - Enrica ? - Insomma... la madre.
- Passate almeno per un saluto. - No. No, non faccio in tempo.
- Devo andare in Questura. A stasera. - A stasera.
[VOCE NON UDIBILE]
(in napoletano) Devo prendere tempo, il tempo aggiusta tutto !
-Signori', scusate ! -Oddio... -Non mi avete detto che volete per cena.
- Te lo devo dire io ? Fai quello che vuoi. - Ieri ho fatto le alici
e non le avete mangiate. - Sono tornato tardi. Stasera le mangio.
No, lunedì non si compra il pesce. Voglio fare una bella braciola.
Brava. Posso andare ?
(insieme) Ti devo parlare.
- Quando me l'hai detto, sono rimasta terrorizzata. - Lo capisco.
Avevo giurato a me stesso di non parlarne mai con nessuno.
- Questa cosa che ti succede... - Questo fatto. - Sì.
Quando è cominciato ?
Quando ero piccolo.
Da bambino nelle terre di mio padre vidi un contadino...
riverso sul prato e con una... larga ferita sul petto.
Che cosa diceva ?
Mi ha stupito.
Mi guardava con questi occhi ciechi...
come se lo potessi capire solo io
come se potessi alleviare le sue sofferenze.
Deve darti un dolore che non riesco nemmeno a immaginare.
Mia madre mi disse...
"Abituati a essere solo... o penseranno che sei pazzo."
No...
Tu non sei pazzo e io non ho paura del fatto.
Ho solo paura di non riuscire ad aiutarti, però voglio provare.
Se i nostri figli erediteranno questa condizione
noi li proteggeremo come non hanno fatto con te.
Allora mi vuoi ancora sposare ?
- Buongiorno, commissario. - Buongiorno.
Commissa', ma che avete ?
Non vedo quella faccia da qualche settimana.
Tra qualche giorno mi sposo. E' naturale essere felice, no ?
- In più l'indagine sembra fare dei progressi. - Lo sapevo !
Domenica non vi siete riposato. Che avete scoperto ?
Padre Michele ha un alibi, ma verifica, io seguo un'altra pista.
- Quale ? - La vittima era stata nominata nel testamento
di un aristocratico defunto di recente, il marchese Berardelli.
Un erede, tale conte Tullio, non l'ha presa molto bene.
- Quindi un delitto dettato dalla fame. - Sì, una fame smisurata.
- Commissa', non sono mai sazi. - Mai.
Sono a casa !
- Buongiorno. - Buongiorno. - Papà.
Buongiorno. La passeggiata ti ha fatto bene, hai un'altra aria.
- Vi ho portato il giornale. - Lo leggo al negozio, sono in ritardo.
- Buongiorno. - Buongiorno. - Mammà...
Avete visto che meraviglia questi fiori ?
- Mi piacerebbe averli uguali alla cerimonia. - Fiori di campo ? - Sì.
Per il tuo matrimonio ci vogliono ortensie, anzi no, peonie. Aspetta.
- Guarda qui. - Che cos'è ? - La bomboniera !
Guarda. Porcellana di Capodimonte.
E' un po' costosa, ma il matrimonio si fa una sola volta nella vita.
- Dimenticavo ! La lista. - Ah !
Che c'è ? Ho dimenticato qualcuno ?
No, anzi, sono troppi.
- Sono tutti tranne gli amici più stretti. - E chi sarebbero ?
Il dottor Modo, il brigadiere Maione con la famiglia, Nelide !
Nelide ?
Enrica...
E' il matrimonio di un barone.
- Sono invitati anche un duca e una contessa. - Allora ? - Come ?
-Non possiamo accostargli una serva e dei sottoposti. -Dei sottoposti ?
Quali sottoposti, mammà ? Quella è la famiglia di Luigi Alfredo.
- Sono come voi e papà per me. - Stai per diventare una baronessa.
Non puoi più confonderti con quelli al di sotto di te.
Senza di loro la lista non ha valore.
Luigi Alfredo sarà d'accordo con me.
Mi dispiace se non riuscite a capirlo, ma non è un problema mio.
Enrica... Enrica ?
-Buongiorno. -Buongiorno. -Cerco il conte Tullio Berardelli, è in casa ?
- Beh, dipende. - Dipende da chi, scusate ?
Voi siete un creditore ?
No. Sono il commissario Ricciardi, della Regia Questura.
Scusate, non vi avevo riconosciuto, ma sono le disposizioni.
Il conte è in casa, prego.
Primo piano.
Grazie.
[BUSSANO ALLA PORTA]
Buongiorno, sono il commissario Ricciardi. Cerco il conte.
Buongiorno... commissario. Certo, prego, accomodatevi.
Sono Alba Dentice d'Accadìa.
Contessa, perdonate se non vi ho salutata come si deve
ma non pensavo di conoscerla subito. - Sono solo formalità.
Come vedete, non abbiamo più domestici a servizio
insieme a molto altro.
Seguitemi.
- Posso chiedervi il motivo della vostra visita ? - Certo.
Indago sull'omicidio di padre Angelo De Lillo. Lo conoscevate ?
E chi non lo conosceva ? Un vecchio imbroglione.
Tullio, è il commissario Ricciardi.
- Buongiorno, conte. - Buongiorno.
Scusate, ma... perché essere ipocriti ?
Quel prete sapeva giocarsi bene le sue carte.
Posso chiedervi di spiegarmi bene che cosa intendete dire ?
Che non mi sorprende se ha fatto quella fine.
Con la scusa di fare la guida spirituale
strappava sempre qualche proprietà. - Come il castello di Vietri.
Non solo. Ha assicurato palazzi di mezza Napoli al suo ordine.
La notte che è morto, tra venerdì e sabato, dove vi trovavate ?
E chi si ricorda, commissario ? Perché questa domanda ?
- Perché ti sospetta di averlo ucciso, Tullio. - A me ?
- Ero a casa. - In realtà avete appena detto che non ricordate.
Eravamo assieme, commissario.
- Lo hanno visto minacciare di morte la vittima. - Lo so, c'ero anch'io
ma se pensate che può averlo ucciso per il castello, sbagliate.
Mio zio ha lasciato tutto in eredità alla vecchia.
Lei passa i lunedì dai Gesuiti a fare opere di beneficenza
e noi a catalogare tutto quello che ancora non ci hanno tolto.
Scusate, contessa, chi sarebbe la vecchia ?
Sua zia, la vedova del marchese.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Commissario. - Che hai scoperto ? - Padre Michele era ai Camaldoli
quando avveniva l'omicidio. - Siamo punto a capo.
La contessa dice che il marito era a casa con lei la notte di venerdì.
Scusate ? Venite, venite.
Sembra che ci sia qualcosa che volete raccontare.
Non dovrei dirlo, ma vi stanno dicendo una bugia.
Il conte Tullio la notte tra venerdì e sabato non era in casa.
- Siete sicuro ? - Sicurissimo. L'ho visto uscire
e tornare il giorno dopo all'ora di pranzo. Aveva la faccia stravolta.
[> BUSSANO ALLA PORTA]
- Avanti. - Direttore, mi avete fatto chiamare ?
Dottor Modo, buongiorno. Sedete.
Ditemi, che succede ?
- Il ragazzo che mi avete fatto assumere, Camillo... - Sì, Camillo.
-Ha rovesciato una barella addosso a un collega. -E' inesperto
non sa ancora muoversi in ospedale. Ci parlo io. - Non avete capito.
Gliel'ha rovesciata addosso con la forza. Sono quasi venuti alle mani.
Dottor Modo.
Camillo ? Cami', vieni.
Che è questa storia ?
Io ho insistito per farti assumere qui e tu litighi con tutti ?
Dotto', non litigo con nessuno, io rispondo e basta.
Sono problemi miei. Tutti pensano che sono il vostro protetto.
Quale protetto ! Non devi rispondere con le mani, chiaro ?
Guardami in faccia quando ti parlo. Non siamo in mezzo alla strada.
- Qua i problemi non si risolvono come sei abituato tu. > Camillo !
- Fatemi andare o chissà che pensano. - Ci siamo capiti bene ?
Se fai di nuovo l'indisponente, ti caccio da qui, è chiaro o no ?
Aspettate un momento. Guardatelo con più luce.
- E' troppo stretta la vita ? - Non è quello. Sono tutti questi pizzi.
Mi aspettavo qualcosa di più semplice.
Enrica, ma se è per il costo, non ti preoccupare.
La signora ha detto che ci fa un buon prezzo. Vero ?
No, non è per quello.
- Non va bene l'idea che vi siete fatta del matrimonio. - Che dici ?
Ho scelto i migliori fornitori. [CAMPANELLO E' IL FIORAIO.]
> Buongiorno, signo'. > Che fai qua, Nelide ?
- L'ho chiamata io, mammà. - Buongiorno.
-Chi meglio di lei conosce i gusti di Luigi Alfredo ? -I gusti ? -Eh.
Non vi dovete arrabbiare. So che cercate di fare tutto da sola
e vi ringrazio, però è il nostro matrimonio. Deve somigliare a noi.
Per gli addobbi ho chiamato il fioraio di Santa Teresa.
Ecco la lista che avete chiesto.
Sono i piatti che possiamo preparare, ricette cilentane.
Invece gli inviti che non sono stati consegnati ?
Li consegna una persona di fiducia.
- Buona giornata. - Arrivederci.
-Perché non arrestiamo il conte Tullio ? -Garzo ci aspetta al varco.
Prima di arrestare un aristocratico, voglio essere certo del movente.
- Commissario ! - Padre. - Che fate ancora qua ?
Perdonateci. Sappiamo che la vedova Berardelli è qui ogni lunedì.
Sì. Veniva per incontrare padre Angelo
ma ora il nuovo confessore è padre Costantino. Seguitemi.
Mio nipote Tullio è un idiota e uno scialacquatore, lo avrete capito.
Per questo vostro marito non gli ha lasciato nulla in eredità ?
Si sarebbe giocato tutto, incluso quel castello di Vietri
che è andato alla Compagnia di Gesù.
Ora è una residenza per bisognosi e affamati.
Parole sconosciute a Tullio, ma forse ancora per poco.
Gli farà bene capire cosa significhi non possedere nulla.
Sapevate che aveva minacciato di morte la vittima per il castello ?
Ho detto che è stupido, non un assassino. Che avrebbe guadagnato ?
- Quando morirò, avrà comunque tutto in dote. - Tutto ?
Il castello vale poco rispetto alle fortune accumulate da mio marito.
Finché sono viva, non voglio vedere il loro scempio da parte di Tullio.
Capisco.
Forse vostro nipote non ha un movente, ma ha mentito sull'alibi.
E allora scoprite il perché.
Padre Angelo non può averlo ucciso lui.
Forse però il signor Terlizzi può aiutarvi.
- Marchesa. - Commissario.
Signor Terlizzi ?
Sì, Mario Terlizzi, vecchio amico d'infanzia.
Solo con padre Angelo si lasciava andare.
Questo Mario Terlizzi... perché non lo avete nominato prima ?
- Da molto non viene in seminario. - Zio Mario è anziano e malato.
Perché lo chiamate "zio Mario" ?
Gli siamo tutti molto affezionati, come lo eravamo a padre Angelo.
- Condividete quello che dice la marchesa di suo nipote ? - Sì.
Tullio non saprebbe concepire un piano per uccidere qualcuno.
- La moglie ? - La contessa Alba è una donna intelligente
che si è innamorata perdutamente dell'uomo sbagliato.
Può avere attirato la vittima in spiaggia
con la complicità del marito ? - No, è impossibile.
Anche se padre Angelo, convocato da una donna in difficoltà
ci sarebbe senz'altro andato. - Va bene. A presto, padre.
Dobbiamo capire che speravano di ottenere i conti Berardelli.
-Magari niente di tangibile, come ci fanno credere. -Che volete dire ?
A volte la vendetta pura e semplice come motivo è più che sufficiente.
[CAMPANELLO]
- Buonasera, sono il commissario Ricciardi. - Prego. - Grazie.
- Lui è il brigadiere Maione. - Buonasera.
Giuditta, chi è ?
Dobbiamo parlare con il signor Terlizzi.
Sì, ma è molto affaticato. Mi raccomando, non fatelo agitare.
- Certo. - Prego.
C'è il commissario Ricciardi.
Buonasera, signor Terlizzi. Dobbiamo farvi qualche domanda.
Per l'amico... Per padre Angelo ?
Sì. Posso ?
Il mio amico... fin dalla scuola.
Ora mi ha lasciato solo.
- Voi vi frequentavate da molto tempo. - Una vita assieme.
Ma ormai... lui aveva tanti impegni e io sono confinato in questo letto.
- Secondo voi c'era qualcuno che volesse fargli del male ? - No.
Era un uomo mite. Predicava alla gente
di sopportare tutto per ottenere la ricompensa finale.
- Vi ha mai parlato della famiglia Berardelli ? - Sì, sì.
Ha anche detto che lunedì doveva vedere la vedova del marchese.
Quando ve l'ha detto ?
[COLPI DI TOSSE]
La settimana scorsa...
al seminario. - Al seminario ?
Hanno detto che non ci andavate da molto tempo.
- Lasciatemi in pace ! Sto male ! - Avete ragione. Perdonateci.
Con permesso.
Raffae', ce lo vedi uno in quelle condizioni a uscire di casa ?
No, commissa', assolutamente no.
Terlizzi ha altre domande a cui rispondere.
Dobbiamo tornare a parlare con lui e con i gesuiti in seminario.
Hai ragione. Per ora l'unico sospetto
è il conte Tullio Berardelli. Concentriamoci su di lui.
[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti !
- Brigadie', dovete venire. - Che è successo ? - Litigano per i turni.
- Commissa', scusate. - Vai, non ti preoccupare, ci vediamo domani.
[DIALOGHI CONCITATI]
- Fai il "guappo" solo perché il brigadiere ti protegge. - Io ?
L'ultimo arrivato deve prendere ordini da noi.
Ué ! Insomma ! Che succede qua ?
Ci calmiamo ? Ho chiesto io a Vaccaro di occuparsi dei turni
perché è bravo nell'organizzazione. Non favorisco nessuno, è chiaro ?
Ora al lavoro, forza, muovetevi !
Incredibile.
Felice, non mi aspetti ?
Non vi preoccupate. Anzi, stasera vi ho fatto sostituire
così potete tornare a casa. - Non esiste proprio.
Finché non li prendiamo, io voglio essere presente.
E poi... più tardi arrivo a casa, meglio è.
Mia moglie ultimamente sta dando i numeri. L'avrai notato, no ?
A proposito, scusa per ieri.
Mia moglie appena vede un ragazzo e una divisa, impazzisce.
E' per vostro figlio Luca, eh ?
Era un bravo poliziotto, come te.
Deve essere terribile.
- Mammà sarebbe impazzita. - Tieni gli occhi aperti, mi raccomando.
Brigadie', lo sapete, ho perso papà quando ero piccolo
ma sono sicuro che se l'avessi conosciuto, sarebbe stato come voi.
Tu sei un bravo guaglione. A casa mia sarai sempre benvenuto.
La prossima volta voglio conoscere la tua fidanzata.
- Ines. - Ines, bravo. - Con molto piacere, brigadie'.
[COLPI DI TOSSE]
Così va meglio, grazie.
Portatemi dell'acqua. Voglio prendere la medicina, per favore.
Come ti senti ?
Come uno che tra un po' non potrà più occuparsi dei suoi affari
nemmeno dal letto. - Il dottore ha cambiato terapia.
-Vedrai, tra qualche giorno starai meglio. -Tra qualche giorno ?
- Bianca, tra qualche giorno non ci sarò più. - Ma che dici ?
Che cosa dici ? Smettila.
- Tu dovrei occuparti di tutto. - No. - Ascoltami.
Ho fatto chiamare l'avvocato. E' un gran chiacchierone
adora i pettegolezzi della nobiltà, ma è una persona seria.
- Carlo, io non... non posso. - Lo so.
Lo so, Bianca. Io so tutto
ma sei l'unica persona di cui mi sia mai fidato
l'unica che abbia mai amato.
Chi altro dovrebbe ereditare tutto ciò che posseggo ?
Ti chiedo soltanto una cosa in cambio.
Di essere felice.
Prometti.
- Prometti ! - Te lo prometto.
- Permesso ? - Ecco il rompiscatole.
Avvocato... venite.
Buonasera, duca.
Bianca.
- Bianca, che ci fai qui ? - Luigi...
- Carlo dorme, volevo portarti una notizia di persona. - Che notizia ?
Il conte Tullio Berardelli è stato a un tavolo da gioco
dalla notte fino al mezzogiorno successivo
quando hanno ucciso padre Angelo. - E tu come lo sai ?
L'avvocato di Carlo. Sa tutti i pettegolezzi della città.
E poi era lì per conto della famiglia di un cliente.
- Sei sicura ? - Sì. E' stato assunto per contenere le perdite.
L'avesse avuto anche mio marito a suo tempo...
Contessa !
- La trovo raggiante. - Buonasera, eccellenza.
Cambiare vita spesso porta alla rovina
ma per voi è stata una benedizione.
A che dobbiamo la vostra presenza ?
-Sono passata a salutare un vecchio amico. -Il nostro Ricciardi
che a frequentazioni non è da meno del genero dell'amato Duce.
Ora devo andare. Arrivederci.
- I miei ossequi. - Grazie.
A proposito, Ricciardi.
Ho saputo che state facendo visita alla nobiltà un po' troppo spesso.
Vi riferite all'omicidio di padre Angelo ?
Anche alla famiglia Berardelli.
Non sarò io a dirvi che è imperativa la massima cautela.
Non c'è nessun problema, eccellenza.
I sospetti su Berardelli sono appena caduti.
- Da domani mi concentrerò su altre piste. - Bene, bene.
Buonanotte.
Manfred ?
Clara ?
Clara ?
- Ditemi, signora. - Dov'è Manfred ? - Se n'è andato.
- Vi serve qualcosa ? - Quanto ho dormito ? - Tutto il pomeriggio.
Preparami un cachet. Ho un'emicrania terribile.
- Certo. - Clara, un'altra cosa. - Sì.
-Di' ad Arturo di preparare la macchina. Grazie. -Subito, signora.
Un collega mi parlava...
di una donna che sposerà un commissario di polizia.
Livia.
Stai bene ?
Volevo saperlo da te.
Che cosa ?
Se è vero che ti sposi.
- Con quella maestrina, vero ? Come si chiama ? - Enrica.
Enrica, lo sapevo.
Livia...
Ti aiuto.
Sto bene.
Sai una cosa buffa ? Ieri ho ritrovato le mie fedi nuziali.
Quando le ho sfiorate... ho provato commozione per te.
Dopo tanto dolore
sono contenta che finalmente hai trovato un po' di felicità.
Almeno tu.
Come pensi che io possa sopportarlo ?
Volevo solo guardarti un'ultima volta
in quei tuoi occhi...
Un'ultima volta perché ?
- Aspetta, ti aiuto. - Ce la faccio da sola.
Livia...
Addio, amore mio.
Livia...
Qua c'è il pranzo. Ho fatto pasta e patate.
- Mettine un po' in più, forse stasera non torno. - Di nuovo ?
Finché non prendiamo quei malviventi, io...
Voglio fare le ronde personalmente.
- L'hai messa anche per Felice ? - Felice ?
- Facciamo il turno insieme, io mangio e lui guarda ? - Eh...
Non ce n'è abbastanza.
- Ah, no ? Non c'è ? - No. - Allora sai che faccio ?
Andiamo in trattoria, a pranzo e a cena ! Offro io.
Quanto hai bevuto ieri sera ?
Che c'è ?
Ieri sera... quanto hai bevuto ?
Perché me lo chiedi ?
Ti sei addormentata come un sasso.
Balbettavi nel sonno.
C'era quel bambino...
Era... Era vero.
Era lì.
Livia, sono preoccupato per te.
[PIANTO DI NEONATO]
- Lo senti ? - Che cosa ? [PIANTO DI NEONATO]
Sssh !
Lo vedo...
[PIANTO DI NEONATO]
Lo senti che sta piangendo ? Lo senti ?
- E' solo un bambino che piange. - E' Carlo. E' Carlo, Carlo...
- E' lui. - No, è un bambino... - Sì, è lui !
Mi sta... Mi sta cercando Carlo.
E' mio figlio ! Mio figlio mi sta cercando !
- Carlo ? - Livia, non c'è più nessuno. - Carlo ?
-Livia... -Mi sta chiamando. -Non sento niente, non c'è nessuno.
- Lasciami ! Lasciami ! - Livia ! Livia !
- Livia, guardami ! - Lasciami...
Livia...
[MUSICA DAL GRAMMOFONO]
[BUSSANO ALLA PORTA]
- Avanti. - E' qui.
Fallo entrare.
Buongiorno, eccellenza.
Che novità ci sono, dottore ?
Tutto come stabilito. Ho seguito le vostre istruzioni.
- E lei come sta reagendo ? - Esattamente come ci aspettavamo.
- Un po' di tempo così e sarà pronta. - Bene.
- Tenetevi sempre a disposizione. - Certo. Ossequi.
Sta per iniziare la fase più delicata.
E' imperativo non lasciare nulla al caso.
La signora Lucani è sorvegliata anche di notte.
In fondo è un peccato per quella donna.
- Una voce così bella... - La bellezza può durare un attimo
ma la grandezza del partito è per sempre.
- Signorina Enrica. - Nelide ! - Ma questo che cos'è ?
Come che cos'è ? Ancora non l'hai aperta ?
Grazie per l'invito, ma non è il caso. Posso aiutare in cucina.
- In cucina ? Non pare brutto ? - In che senso ?
- La testimone di nozze deve stare vicino alla sposa. - La testimone ?
Certo ! Senza di te il matrimonio non sarebbe stato possibile.
Grazie, che devo dire... Grazie !
Congratulazioni. Anche il postino è stato importante.
- Non dico il testimone, però un posto a fondo tavola... - Ué !
- Non vi prendete confidenza. - E' una battuta. - Voi avete ragione.
- Come ? - Avete ragione. Nelide, senza accompagnatore al matrimonio ?
- Grazie. - Grazie. - Non c'è di che.
[DIALOGHI SOVRAPPOSTI]
- Beh ? Che sono queste facce ? - C'è stata un'altra rapina.
- Dove ? - Da Caputo, quello dei pellami. Aspettavano una fornitura
avevano molti contanti in cassa. - I ladri erano informati.
La moglie ha detto che il marito ne aveva parlato al bar.
La moglie ? A lui che è successo ?
E' in ospedale. Voleva fermare i ladri, ma l'hanno picchiato.
Questo è tentato omicidio. Organizzate le squadre
e interrogate i frequentatori del bar e della pelletteria.
[CANTICCHIA]
Bambine', se un giorno ti dovrò arrestare
fatti trovare giù per le scale.
Brigadie', quanto siete sudato ! Vi asciugo o vi viene un accidente.
Deve venire a te, se non smetti di mettermi le mani addosso
con questa "mappina fetente" ! Parlami delle indagini che seguo.
- Brigadie', sapete che i preti non sono articolo mio. - Quale prete !
- Parlo delle indagini sulle rapine. - Le rapine ?
Prima non volete prendere un bel surrogato ?
Il cliente di poco fa si è leccato i baffi.
Magari ha usato pure questa tazzina. No, grazie. Parla.
Brigadie', siete sempre venuto da me quando c'erano i morti
e vi ho aiutato perché è peccato uccidere
ma questa è un'altra storia.
Chi ruba a un ricco per sfamare la famiglia...
E' un furfante, soprattutto se per poco non ammazza di botte
un povero Cristo come il pellettiere Caputo.
Brigadie', non è che non voglio aiutarvi, eh ?
Capitemi.
E' che... non posso essere esplicita.
Dovrei fare come faceva Isabella.
Chi è Isabella ?
Isabella, la guagliona che parlava e non si capiva.
- Era straniera ? - No, era di Cuma. Isabella la Cumana.
Isabella la Cumana...
- La Sibilla Cumana ! E dici Isabella ! - Lei.
Comunque quello che vi posso dire
è che la banda è fatta di tre ragazzi di San Giovanni
molto poveri, più uno.
Più uno ?
La mente. Non partecipa alle rapine, però le organizza.
Lo fa per regalare un matrimonio da regina alla sua fidanzata.
E chi è questo scienziato ?
Si è rotto il disco o proteggi qualcuno ?
Di certo non lui, ma voi.
Sai che fine ha fatto la Sibilla ? L'hanno chiusa in gabbia.
- Voglio il nome della mente. - Vi dico il nome della sua fidanzata.
E' una brava ragazza di Portici e poi...
Voglio il nome.
Ines, brigadie'.
Si chiama Ines.
Signor Terlizzi, perdonate il disturbo. Vi porterò via poco tempo.
L'altro giorno avete detto che siete andato al seminario
a trovare padre Angelo. Ve lo ricordate ? - Io vivo nei ricordi.
- Il passato è una dannazione. - Che ci eravate andato a fare ?
A confessarmi.
Avevo bisogno... di questa assoluzione.
Almeno questa volta...
- Non me l'ha data. - Che significa "almeno questa volta" ?
Quanto era grave questo peccato ?
Abbastanza... da finire all'inferno.
Non vi capisco. Spiegatemi, signor Terlizzi.
[COLPI DI TOSSE] Signor Terlizzi ?
- Mi dispiace. Mi dispiace, ma dovete andare via. - Certo.
Lo vedete da voi. Torno subito.
Il signor Terlizzi ha l'abitudine di confessarsi ?
Certo, ogni domenica veniva qui padre Michele.
Ha detto di essere andato al seminario per confessarsi.
- Il seminario ? E come ? - Non lo so, però me l'ha appena confermato.
E' poco probabile. Se è successo, sarà stato...
giovedì, nel mio giorno libero. - Sì, grazie.
Allora ? Novità ?
Abbiamo sentito tutti i clienti di quel bar e del negozio, ma niente.
Allora non rimane che continuare a fare le ronde.
E noi le continuiamo, brigadie'.
Stasera il commissario ha chiesto di me, Camardo e Cesarano.
Voi... vi potete arrangiare ?
Un modo lo troviamo sicuramente. State sereno.
Lo so che siete pochi, ma bisogna stare molto attenti alla galleria.
Ho saputo che il gioielliere Scotto sta facendo affari d'oro.
Comandi. Avete sentito il brigadiere ?
Andiamo ! Stasera li arrestiamo.
- Dove andate ? - Avete detto che il commissario ci aspetta.
- Ho detto una bugia. - Una bugia ? - Stasera dobbiamo fare una cosa.
La possiamo fare solo noi tre. E' chiaro ?
Mario Terlizzi mi ha detto che voi lo confessate ogni domenica.
Sì, ma non ha mai un granché da dire. Anziano, allettato...
Infatti mi è sembrato strano che sia venuto qui giovedì scorso.
Qua, commissario ? E come avrebbe fatto ?
Non lo so, ma magari aveva qualcosa di molto importante da dire.
Sembrava improbabile. Possiamo chiedere al custode.
Padre Michele.
Terlizzi ha detto che è venuto per avere l'assoluzione della vittima
almeno una volta. Che significa secondo voi ?
Non lo so. Padre Angelo non me ne ha mai parlato.
Erano molto legati. Si erano conosciuti...
Come si chiamava la scuola dove insegnava tuo padre ?
L'Istituto Vittorio Emanuele.
Ditemi, padre superiore.
- Avete visto Mario Terlizzi giovedì ? - Sì.
E' arrivato con un'auto a noleggio, ha visto padre Angelo nel salottino
ma non riusciva a reggersi in piedi. - E' assurdo !
- Che si sono detti ? - Non ho sentito.
Sembrava che litigassero, Terlizzi piangeva. Sembrava triste.
- Non l'avevo mai visto in quello stato. - Grazie.
Brigadie', ma siete sicuro che funziona ? Questi non vengono più.
Vengono, vengono, non preoccuparti.
Eccoli là, brigadie'.
- Fermi ! Giù le armi ! - Giù i coltelli !
Buttalo !
Ora ci facciamo una bella chiacchierata.
-Che bello questo libro. -Tienilo tu. Te lo regalo, se vuoi.
Davvero ?
Verranno delle persone a conoscerti per adottarti.
Ho sentito mamma e papà che ne parlavano ieri.
Basta leggere. Spegnete la luce.
Buonanotte.
- Tu ti devi vergognare. - Ascoltatemi, brigadie' !
Non l'ho fatto per me, giuro !
L'hai fatto per Ines, per il matrimonio da favola ?
Sì, per la mia Ines. Me ne potete fare una colpa ?
Mi dispiace solo di avervi preso in giro.
Lo so che in fondo in me vedevate vostro figlio Luca.
Mio figlio Luca non lo devi neppure nominare, capito ?
Mio figlio... aveva un cuore grande così.
Lo ha sacrificato per fermare gente come te
che approfitta del prossimo per fare i comodi suoi.
Ora cammina. Cammina !
- Raffae'... - Commissario.
Come stai ?
Come devo stare ?
- Come un fesso... perché sono fesso. - Che dici ?
Se non fosse per te, quei rapinatori farebbero ancora il comodo loro.
- Garzo era felice. - Non ho fatto niente, li ho solo ammanettati.
La verità è che...
Sono stato ingenuo.
Tutte le persone hanno un punto debole, Raffae'.
Vaccaro ha trovato il tuo e ne ha approfittato.
Solo voi non ne avete. Come fate ? Ancora non ho capito.
Vabbè, comunque sono stato da Bambinella.
Dice che non ci può dare una mano per padre Angelo.
Mi ha detto che sui preti non sa nulla.
- Allora... ci vediamo domani. Buona serata. - Anche a te.
Ma che fai là ?
Sono stato un cretino, Luci'.
L'uomo più cretino sulla faccia della Terra.
Ho dato retta a lui piuttosto che a te.
A volte il dolore ci fa fare e dire cose che non pensiamo.
Gli ho aperto la casa, l'ho fatto sedere al posto di Luca.
Tu hai cercato di farmi aprire gli occhi, ma niente, un cretino !
- Vabbè, basta. - No, Luci'... - Vieni, vieni, alzati.
Ho deciso una cosa oggi con i ragazzi.
Il posto in più a tavola la domenica
lo facciamo sparire, basta.
Non serve questo per ricordarci di Luca
e per portarcelo sempre dentro.
Luci', non ho mai pensato di sostituire Luca, mai.
Lo so.
- Luci'... - Che c'è ? - Tu sei la mamma migliore
che i nostri figli potessero avere e anche la moglie. - Eh, sì.
La moglie che non ha neanche un vestito decente
per il matrimonio del commissario. - Beh ? Qual è il problema ?
Scusate, permettete, signora Maione ?
Io la porto a via Toledo
e le compro un vestito... come una regina.
Eh, sì ! Voi siete la mia regina. Siete la regina della casa.
Mi fai girare la testa !
Siediti, Bianca...
Averti avuto accanto in questi ultimi mesi...
è stato il dono più bello che la vita potesse farmi.
A volte il male...
non è per forza gratuito.
Carlo, darei qualsiasi cosa per farti stare meglio.
Tutto, tutto...
Non puoi... Non puoi
perché tu hai fatto molto di più.
Mi hai fatto vedere come l'amore...
possa trascendere la vita comune
l'età, le catene
che ci tengono come in una prigione.
Buongiorno, don Pierino.
Figli miei, che gioia vedervi per una volta insieme.
Speriamo di tornare spesso anche dopo sposati.
Non sono sicuro che succederà per motivi religiosi
ma comunque le vie del Signore sono infinite. -Certo. -Don Pierino.
Se non lo confesso ogni mattina, non mi fa cominciare la giornata.
Torno subito. Che peccato può avere commesso ?
- Mezzo bicchiere di vino in più a pranzo. - Prego.
Con Nelide abbiamo pensato a un menù cilentano per il matrimonio.
Sono di parte, ma mi pare un'ottima idea.
Per mia madre un po' meno, ma l'ho convinta.
Immagino la difficoltà.
(in latino) Ti assolvo dai tuoi peccati... - Io confesso.
Deve esserci fiducia tra il confessore e chi lo sceglie...
- Padre Costantino Fasano. - Don Angelo e Terlizzi erano legati.
-In quale scuola insegnava tuo padre ? -Istituto Vittorio Emanuele.
- Che c'è ? - Eh ? No, niente, è che...
Devo andare, forse ho risolto il caso. Scusami anche con don Pierino.
Mi farò perdonare. Scusa !
Ecco il registro di classe dell'anno 1878.
- L'elenco dei professori è alla prima pagina. - Grazie.
Sì, sono loro.
Angelo De Lillo e Mario Terlizzi.
- Ha detto prima pagina ? - Sì.
Tra i loro docenti c'è anche il professor Diomede Fasano.
Una cosa grave accadde quell'anno, ricordo bene.
Ero di turno in infermeria.
All'improvviso venne un professore
che era stato colto da crampi terribili.
Ormai rimetteva solo bile, aveva lo stomaco vuoto.
- Che gli successe ? - Dopo qualche ora quel pover'uomo morì.
Ricordate come si chiamava questo professore ?
Era un giovane appena arrivato.
Il professor Fasano.
Sei sicuro che non fai tardi ?
No, il commissario mi ha dato un'ora di permesso.
- Voglio prendere tutto con comodo. - Maione !
Maio' ! Cambio di programma, perdonami !
- Ora che è successo ? - E' tornata la normalità. Muoviti.
Va bene, lo prendo dopo.
Saluta il commissario e ringrazialo per l'invito.
Che succede ?
Ho visto Don Pierino confessare un uomo e ho capito. Sbrighiamoci !
L'eterno riposo dona a lui, Signore.
Splenda ad esso la luce perpetua. Riposa in pace, amen.
L'eterno riposo dona a lui, Signore.
Splenda ad esso la luce perpetua. Riposa in pace, amen.
(sottovoce) L'eterno riposo dona a lui, Signore.
Splenda ad esso la luce perpetua. Riposa in pace, amen.
- L'eterno riposo dona a lui, Signore... - Fermo !
Riposi in pace... amen.
Sono in pace con me stesso.
Splenda ad esso la luce perpetua...
- Che avete fatto ! - Amen... - Alzatevi !
Commissa'.
La confessione, Raffae'. Te l'ho detto, è la confessione.
Finalmente... sono in pace con me stesso.
Finalmente.
Quel giorno ho visto zio Mario arrivare...
ed appartarsi con padre Angelo.
Angelo... fermati !
Angelo, fermati ! Io sto morendo...
[SINGHIOZZI]
Si erano portati dietro quel segreto per 50 anni, da bambini.
- Che ci fai qua ? - E' morto, l'abbiamo ucciso ! - Sssh !
Avevano ucciso mio padre con del tartaro medico nell'acqua
poco prima di un compito in classe.
Se teniamo la bocca chiusa, nessuno può scoprirci.
Non lo confesseremo mai a nessuno.
Angelo, soltanto a te... posso chiederti di confessarmi.
E' stata una disgrazia.
- E' stato solo un errore. - Non mi è concesso assolverti
dallo stesso peccato che ho commesso anch'io. - No...
Mi avevano aiutato, protetto fin da bambino.
Non per amore
solo per il rimorso di avermi reso orfano di padre.
Così avete convocato padre Angelo su quella spiaggia.
Volevo sentire per bocca sua la verità.
- Mi avete ingannato ! - Io confesso. Confesso.
- E' stato fatto a fin di bene ! - A fin di bene ?
Non assolvermi, non perdonarmi !
- Non hai diritto di chiedere niente ! - Io confesso.
Non assolvermi, non perdonarmi. Non assolvermi !
- Stai zitto ! Zitto ! - Confesso.
Poi ha capito che senza padre Angelo
Mario Terlizzi avrebbe confessato fornendoci un movente
e ha ammazzato anche lui. - No, brigadiere.
Io volevo che anche lui scontasse il suo purgatorio in terra
fino alla fine. Volevo che soffrisse ogni santo giorno !
Quando sono andato da lui
non ho resistito alla tentazione di rivelargli che sapevo tutto.
E zio Mario... mi ha pregato di dargli pace.
Come avevo fatto con padre Angelo.
Quando...
Quando riesco a dare giustizia a queste anime che vedo e che sento
è come se finalmente potessero partire
come se trovassero pace.
E con loro la trovo anche io.
Allora forse non è una maledizione, è un dono, per aiutare gli altri.
Era lì. Se ne è andato adesso.
Ci siamo solo noi.
Io e te.
[MARCIA NUZIALE]
Ecco qua !
- Non è che mi fai cadere ? - No, solo alla fine, promesso.
Ci siamo. Ci siamo...
Ecco !
- Sai che non ti ho mai visto ridere così ? - Nemmeno io.
- E' un buon inizio, no ? - Sì.
Scusate, questi li metto qua ?
- Sì... Vieni, Nelide. - Se non vi serve altro
vado a Fortino a salutare la famiglia. Godetevi le nozze, eh ?
Nelide, aspetta. Volevo dirti grazie.
- Grazie di che ? - Grazie di tutto.
Io ringrazio voi per il bene che volete al barone
e per la gioia che avete portato con questa luce. - Quale luce ?
Quella che avete negli occhi e che spero avranno i vostri figli.
Guardatemi, barone'. Non è che avete una pagnotta nel forno ?
(in napoletano) Cresci, pane, al forno, come Maria crebbe il mondo.
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