All language subtitles for Il.Commissario.Ricciardi.3x02.I.Vivi.E.I.Morti.iTALiAN.WEBRip.XviD-Pir8.it

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Original subtitles

- Io vado, Nelide, ci vediamo stasera. - Buona giornata, signori'.

- E questi ? - Fiori. Li ho messi a seccare nella carta.

-Perché non li butti ? -Li "stipo". Li conservo. -Perché ?

-Se tieni a una cosa, la stipi, non la fai rovinare o marcire. -Ah.

- Sei uguale a tua zia Rosa, la stessa "miss polemica". - Che ?

Lascia perdere, oggi sono io quello che non si capisce. A più tardi.

E' passato un altro anno

e ti ritrovi anziano senza sapere com'è successo.

Non sarebbe brutto, eh ?

Tutti invecchiano, ma invecchiare da solo è drammatico.

Che pancia ! Le feste sono un'esagerazione, si mangia troppo.

Beato te che riesci a pensare solo a queste cose.

Perché ? A che cosa dovrei pensare ?

Non preoccuparti, niente. Io mi preoccupo di tutto in questa casa.

Inutilmente !

Sta tornando alla carica con Manfred ?

Non ancora.

Però ci sta girando intorno. E' questione di tempo.

Ma che c'è ?

Papà, vi devo confessare una cosa.

A Luigi Alfredo non riesco a fargliene una colpa.

Tu non riesci a portare rancore a nessuno e di questo sono fiero.

Che bella accoppiata, padre e figlia !

Hanno la stessa pasta e credono che io non li sento.

(Mi sento morire, Madonnina mia...)

Madonnina, mi sento morire...

Madonnina mia... Mi sento morire...

Commissario ? Commissario ?

- Ardisio, buongiorno. - Che guardavate, se posso chiedere ?

Niente, stavo pensando...

-Che fai qui ? -Sono venuto a cercarvi, un omicidio. -Fai strada.

E' di là.

- Raffae', buongiorno. - Buongiorno, commissario.

Il morto è il proprietario della farmacia, Raffaele Ammaturo.

Solo che... dovreste vedere come è morto.

Una cosa mai vista.

- Chi ha trovato il cadavere ? - Aspettate. Piscitiello ?

- Ué, stai al mercato ? - Scusate. - E' l'aiutante del farmacista.

- Di' quello che hai detto a me. - Sì. Io...

Io sono arrivato come al solito... di prima mattina.

La farmacia era aperta.

Pensavo che dentro c'era il dottor Ammaturo, come al solito.

Io sono entrato e... e ho...

Ho visto...

- Oooh... - Ué ! Che succede ? - Portategli un bicchiere d'acqua.

- Entro a vedere. - Prego, commissario.

(Perché a me ? Proprio voi !)

(Perché a me ? Proprio voi !)

Perché a me ? Proprio voi !

(Perché a me ? Proprio voi !)

Fate portare via il cadavere e avvisate il dottor Modo.

Agli ordini.

- Hai già fatto qualche domanda in giro ? - Sì, nessuno sa niente.

Questo Ammaturo sembra essere una bravissima persona.

Regalava le medicine ai più bisognosi

e faceva credito senza problemi.

- Abitudini ? Nemici ? - No, faceva una vita appartata, usciva poco.

Tutto casa e lavoro. Forse possiamo riuscire a sapere qualcosa in più

appena starà meglio l'aiutante. - Certo. Torna in Commissariato.

- Io vado da Bruno a vedere se può dirci qualcosa. - Va bene.

Ardisio.

Il mio bicchiere sta piangendo.

(in tedesco) Grazie. (in tedesco) Di niente.

(accento tedesco) Sono preoccupato. - Di che cosa ?

Quello che ti dirò deve rimanere tra di noi.

Ti fidi di me ?

Sì. Tu sei l'unica persona di cui mi possa fidare.

In Germania Adolf Hitler sta acquistando sempre più potere.

Questo ti preoccupa ?

Non so perché non capiscono quanto sia pericoloso.

Lui potrebbe portare la Germania alla rovina.

Che puoi fare tu ?

Mi sono già esposto abbastanza con il partito

e continuerò a farlo pur di fermarlo

ma mi sento sempre più solo.

Però stai attento.

Non preoccuparti.

Ormai ho solo te.

E io... non ti lascerò.

Devo rientrare subito a Roma.

Mi chiedono notizie. Che cosa riferisco ?

Dite che sono pronto.

Molto bene, era quello che volevo sentire.

Ma ci vorrà tempo.

Non è una cosa semplice nella modalità che ci occorre.

Non è un problema.

Solo una cosa.

A operazione terminata

non ambirò a diventare capo della struttura del partito a Napoli.

Lo esigo come ricompensa.

Non ci saranno ostacoli. L'assicuro io.

Luca...

Agente semplice Felice Vaccaro, brigadiere, ai vostri ordini.

- Brigadiere Raffaele Maione. - Piacere di conoscerla.

Sono nuovo, prendo servizio oggi, a disposizione.

Rilassati, prendi confidenza con l'ambiente

poi ci sarà modo di fare. - Avete ragione.

E' solo che... non vedo l'ora. Sogno questa divisa da bambino.

Ti capisco, ho un figlio uguale a te. Sogna di fare il poliziotto.

Anche lui non vede l'ora. Poi ne avevo un altro... Chi è ?

- Brigadiere, siete qua ! - Che è successo ? - C'è stata una rapina.

- Dove ? - Ai quartieri. - Ti pareva ! Andiamo.

- Devo venire anch'io ? - Vuoi stare qui, vuoi riposare ?

Ti faccio portare un caffè, una sfogliatella ? Forza, al lavoro !

Fai una cosa... vieni anche tu.

Agli ordini, brigadiere !

Cami', la lascio qua. Riesci a scendere da solo.

- Sì. - Domani ti dimettono. - Bruno ?

- Chi è ? Ué, Riccia' ! - Buongiorno.

- Nell'altra stanza c'è Camillo, il figlio di Lina. - Come mai ?

> Si sta riprendendo da una brutta caduta, ora sta meglio.

- Che mi dici del farmacista ? - Sì, allora...

La morte risale a ieri sera.

Lo hanno colpito alle spalle con questo punteruolo

lo stesso che gli abbiamo trovato conficcato nella fronte.

-E' un punteruolo da calzolaio. -Da calzolaio ? -Sì, da ciabattino.

Un modo un po' definitivo per fare le scarpe a qualcuno, no ?

Invece la benda ?

- La benda... Hai fretta ? - No. - Siedi un minuto.

La benda è stata messa sulla fronte dopo la morte

o doveva essere molto più intrisa di sangue.

- Anche il punteruolo è stato messo dopo. - Dopo la morte.

Brigadie', è la terza volta che vengono a rapinarmi !

- Credo che sono sempre gli stessi. - Sapete descriverli ?

Brigadie', che devo descrivere ? Arrivano mascherati, con le sciarpe.

Sono tre, velocissimi ! Sono esperti, non ti fanno capire niente

e rubano tutto !

- Vaccaro. - Comandate, brigadie'. - Fai tu le indagini di questo caso.

Vai in giro, fai domande, organizzati e fammi sapere.

Agli ordini. Ci penso io.

- Mamma. - Eh.

Ora che le feste sono finite, Benedetta se ne deve andare ?

Tesoro mio, che ne so ? Finché non ci dicono niente, rimane con noi.

- Già si sa dove andrà ? - Non decidiamo noi.

Brigadiere, domani continuo a prendere informazioni.

- Di sicuro qualcuno sa qualcosa, così li prendiamo. - Va bene.

- Commissario, buonasera. - Anche a te.

- Allora... a domani. - A domani.

Il nuovo agente.

Mi sembra un buon "guaglione".

Ho capito che ti piace.

Stamattina quando l'ho visto... mi sembrava Luca.

Ha qualcosa di Luca.

L'entusiasmo.

Sì.

- Bianca ! E' bello rivederti. - Scusa, se ti piombo sotto casa.

- Non sono riuscita a passare in Commissariato. - Non preoccuparti.

E' passato un po'. Come stai ? Come sta Carlo ?

Sta meglio. Mi sono trasferita a casa sua e...

Si sente in colpa, vorrebbe proteggermi dai pettegolezzi.

Ti vuole bene davvero, però hai fatto scelta migliore.

Sono passata perché non resistevo.

Enrica.

- Ti sei dichiarato ? - Ti racconto.

Il commissario si intrattiene anche con le altre donne.

Ma che dite, mammà !

- E' una sua amica. - Sì, amica, come no !

Non voglio più vederlo neanche da lontano.

Deve solo sperare che non lo incontro per strada.

Alla fine non ho trovato niente di meglio da fare che scappare via.

- Un bel disastro. - E' la parola giusta.

Però puoi rimediare.

Torni da loro e ti spieghi.

Con quale faccia, Bianca ?

- Forse è meglio così, è un segno del destino. - Non esagerare.

Commissario, non è da te arrendersi per una brutta figura.

Brutta figura è poco, però grazie dell'incoraggiamento.

Siamo pronti ? Si mangia ?

Papà !

Forza, seduti, si mangia.

E tu ? Non vieni a salutarmi ?

Eccoci qua ! Mangiamo ?

Perché quando è festa c'è un posto sempre libero ?

Lì c'era seduto mio fratello Luca che ora non c'è più.

E così... vede dal cielo che gli tenete il posto ?

Eh... sì.

Brava, proprio così.

- Mangiamo ? - Sì. - Mangiamo. Chi la vuole ? Anto', vieni qua.

Perché a me ? Proprio voi !

Commissario.

(Perché a me ? Proprio voi !)

- Commissa'. - Che c'è ? - E' arrivato l'aiutante

ma non vuole entrare. Dice che gli fa impressione.

Va bene.

Perché a me ? Proprio voi !

Il dottor Ammaturo mi ha sempre trattato bene. Pagava puntuale

era generoso e non solo con me, ve lo ripeto.

- Non aveva nemici. - Però lo hanno ammazzato, Piscitiello

e avete anche visto in che modo terribile. - Sì.

Lo so, commissa' e non posso crederci.

Coraggio, Ammaturo doveva avere qualcosa di strano, sforzatevi !

Che ne so ?

Forse una cosa, ma è di poca importanza.

- Decidiamo noi se è importante o no, parlate. - Insomma...

Quando era sera...

lui mi... mi faceva andare via prima della chiusura

anche se serviva aiuto per qualche cliente.

- Non vi siete mai chiesto il motivo ? - Io che ne so ?

Forse voleva tenere segrete le misture che preparava

forse pensava che lo spiavo.

Ve lo ripeto, il dottor Ammaturo era gentile.

- Il conte Montidori è malato. - Che c'entra ?

E' per farvi capire che persona era.

Gli portava le medicine fino a casa !

Commissario ! Scusate, commissa' !

Cesara', di che devi scusarti ?

-Ho fatto una corsa dal Commissariato a qua. -Parla a rate.

- Se non mi dici perché sei qui, ti prendo a calci ! - Un omicidio.

La tenutaria di un bordello, una certa Wanda, è stata uccisa.

Andiamo, Raffae'. Tenetevi a disposizione.

- Prego, commissa'. - Andiamo. - Vai, vai.

Forza, vai dentro !

- E' qui. - Un momento. "Pulizzate" le scarpe prima di entrare.

- Che dite ? Siamo la pubblica sicurezza. - Che c'entra ?

Quando vengono i vostri colleghi a divertirsi, pulizzano le scarpe.

- Allora... - Va bene.

Va bene così ?

- Va bene così. - Meno male !

- Povera signora Wanda. - E' il nome della vittima ?

- La tenutaria della casa, una santa. - Figuriamoci.

- Di là ? - Sì. - No, voi aspettate con me. Prego, commissario, andate.

(Ho una signorina...)

(giovane giovane.)

(Ho una signorina... giovane giovane.)

(Ho una signorina...)

(giovane giovane.)

Ho una signorina... giovane giovane.

- Maione ? - Eccomi, commissa'.

Madonna mia !

E' lo stesso assassino ?

Che c'entra una tenutaria di un bordello con un farmacista ?

E' quello che dobbiamo scoprire.

Buongiorno.

Bruno.

Il destino è ironico, eh ? Andavo nei bordelli per divertirmi

per sentirmi meno solo e adesso...

mi fanno ricordare solo l'unica donna che ho amato in vita mia.

-Mi fanno sentire più solo. -Mi dispiace, scusa. -Che c'entra ?

-Non decidi tu dove muore la gente. -Come il farmacista.

Ho una signorina... giovane giovane.

Raffae', sentiamo le ragazze.

Vado subito.

Ho una signorina... giovane giovane.

No, commissa'. Due ragazze dormivano, le altre si preparavano.

Io controllavo la spesa per il pranzo.

Le ragazze mangiano qua, tutta roba di prima scelta.

La signora Wanda le trattava come delle figlie.

Io stavo in camera mia, con Maria.

A quell'ora c'è poco traffico, gli uomini lavorano. Non c'era nessuno.

- Qualche soldato, ma non c'era nessuno. - Io ero con un cliente.

- Sì, un cliente ! - Veramente, non abbiamo visto proprio niente.

- Io dormivo. - Rosa dormiva. Veramente ho sentito un grido.

Pensavo che era Serafina con il suo amante. A volte si esagera.

Sì, ero con un cliente, uno studente, un ragazzino

ma non ho gridato io, sennò si spaventava.

- Qui nessuno ha visto chi è entrato prima dell'omicidio. - No, nessuno.

Vabbè. Bruno ?

- Che mi dici ? - La mano che ha ucciso è la stessa.

Anche stavolta la benda è stata messa sugli occhi dopo la morte.

-A che ora è successo ? -Stamattina, quando c'era poco movimento.

Bordello la mattina e farmacia la sera.

Studia bene le sue mosse.

- Sbagli a stare troppo tempo dentro casa. - Mammà, per favore.

Mettiamoci qua.

Guarda che ho ragione.

Quando sei uscita e sei andata a Ischia, hai incontrato Manfred.

Hai visto ? Di uomini ce ne sono quanti ne vuoi.

- Signore. - Due caffè, grazie.

Comunque ho deciso.

Da oggi in poi dobbiamo farci vedere in giro più spesso.

- Siete sposata. - Che battuta scostumata.

Lo sai che lo faccio per te.

- Vabbè, io mi assento un attimo. - Vi accompagno.

No, resta qui.

Mi raccomando, non dare confidenza a nessuno finché non torno.

- Enrica. - Sì ? - Vi ho viste dalla strada, voi e vostra madre.

-Vi dovrei parlare. -Ditemi. -Non abbiamo molto tempo. Posso ? -Prego.

Io sono qui solo per dirvi che Luigi Alfredo vi ama, davvero.

- Molto più di quanto possiate immaginare. - Voi che ne sapete ?

Mi ha rifiutata qualche tempo fa, per voi.

Dite davvero ?

So quello che è successo a casa vostra, me l'ha raccontato.

- Sì, vi ho visti. - Fatemi finire.

Io sono certa che qualcosa lo tormenta

qualcosa che gli impedisce di concedersi di essere felice.

Sì, è così.

Voi dovete stargli accanto, dovete cercare di capire il suo dolore.

Enrica... per amore si combatte e se si ama veramente

si abbattono tutti gli ostacoli. Credetemi.

E' meglio che vada.

Aspettate.

- Come vi chiamate ? - Bianca. - Grazie, Bianca.

[MUSICA DAL GRAMMOFONO]

Clara ?

Clara ?

- Signora. - Che cos'è questa musica ? - Non lo so.

- Voglio uscire. - Sì.

- Hai messo tu questo disco ? - No. No, signora.

E' un disco di mio marito.

Lo hai messo tu sul grammofono ?

Non so che dirvi, signora. Non so nemmeno come si fa.

- Clara, non mentirmi. - Signora, davvero, glielo direi.

- Pensavo foste stata voi. - Si è acceso da solo ? - Non lo so...

Allora è entrato qualcuno. E' entrato qualcuno...

- Vai a vedere se è entrato qualcuno ! - Sì, vado.

Commissa', mi viene da pensare che l'assassino si servisse

sia della farmacia che del bordello. - Sì, certo.

Non si capisce quale sia il legame tra le due vittime.

Sia il bordello che la farmacia sono frequentati da tanti clienti

gente che va e viene. Come facciamo a capire chi è ?

Facciamo così.

Dividiamoci i compiti, ci aggiorniamo più tardi o domattina.

- Vado dal conte di Montidori. - Il farmacista gli portava le medicine.

-Magari riesco a farmi dire qualcosa di più. Tu vai... -Ho già capito.

- Buongiorno. - Buongiorno. Chi cercate ? - Il conte di Montidori.

Ora è solo, non so se riceve senza il figlio.

- Sono il commissario Ricciardi, della pubblica sicurezza. - Ah.

Scusate, commissario, vi accompagno io. Venite.

[COLPI DI TOSSE]

Perdonate, conte, c'è il commissario Ricciardi per voi.

- Commissario. - Conte. - Prego.

- Perdonate la visita inattesa. - Figuratevi, sono sempre da solo.

Immagino il motivo della vostra visita.

- Siete venuto per il povero dottor Ammaturo. - Esattamente.

-So che frequentava la vostra casa. -Frequentare è un parolone.

Questo palazzo è frequentato solo da me, mio figlio e dalla servitù.

Posso domandarvi il motivo ?

[PARLA FRANCESE]

Ho il male francese, come si dice ipocritamente.

La sifilide, il prezzo di una vita alquanto spensierata.

Per questo il dottore vi portava le medicine.

Mi faceva questa cortesia, ma non si fermava mai, nemmeno per un caffè.

Prego.

Mi diceva sempre che aveva fretta di tornare al lavoro

anche se io credo che fosse l'imbarazzo...

di vedermi ridotto in questo stato.

Imbarazzo ?

Commissario, le persone non amano le malattie, la sofferenza, il dolore

o la consapevolezza di avere davanti un uomo, che anche se giovane

non ha più molto da vivere. Si allontanano.

Anche mio figlio... è a disagio.

Si vergogna di me.

- Che potete dirmi del dottor Ammaturo ? - E' una brava persona.

Era una brava persona, generoso.

Un uomo che si era scelto la sua solitudine

non come me che ho una solitudine imposta.

Penso che facciate riferimento alla possibilità che avesse dei nemici.

Purtroppo non ne sono a conoscenza.

Mi dispiace.

- Buongiorno ! - No, non mi serve niente, grazie.

Non sa quello che perde. Buongiorno ! Cercate me ?

Entrate, brigadie' !

Accomodatevi. Vi ho fatto trovare pure qualche pastarella.

Servitevi senza complimenti.

- Bambine', come sapevi che stavo venendo ? - Eh, Gesù !

Prima ammazzano il farmacista, poi la povera Wanda

tutti e due con un punteruolo in fronte. Pensavo che venivate prima.

E poi...

La povera Wanda non meritava una fine del genere.

- E perché ? - Come perché ? Nessuno merita di morire ucciso.

Mi meraviglio di voi che fate certe domande.

Comunque Wanda era un gioiello di femmina.

Trattava le ragazze della casa come figlie.

Non gli ha mai negato la paga né ha rubato le percentuali.

- Una vera santa ! - Ci manca poco, brigadie'.

Quindi non aveva nemici.

E chi non ne ha, brigadie'.

Però non sono arrivate notizie da queste parti in tal senso.

L'ho detto bene ? "In tal senso" !

Ho un nuovo cliente che fa il professore, è molto, molto dotato.

Non voglio sapere queste cose, lo sai, mi fanno impressione !

"Dotato" nel senso di linguaggio forbito. Che avete capito ?

Pure forbito me lo ha "imparato" lui.

Il farmacista invece...

Il farmacista invece... continua.

Contrariamente a quanto dice la gente, aveva i suoi vizi

e anche molto brutti. - Spiegati meglio.

Certe volte la sera restava da solo nella farmacia

e riceveva qualche visita.

Che genere di visite ?

Brigadie', la vita è molto dura.

C'è gente che non riesce a rimediare il pranzo e la cena.

A stento riescono a fare un pasto al giorno.

- Altri invece fanno proprio la fame, quella nera. - E allora ?

Allora... per queste persone che fanno la fame

portare una figlia, anche "piccirilla"

da un farmacista "rattuso"

che paga per fare le schifezze che gli piacciono

e a lasciargliela per qualche ora...

può essere addirittura considerata una fortuna.

Dici che il farmacista pagava per...

Allora il farmacista era proprio... proprio...

- Un uomo di merda, brigadie' ! - Bravo.

Sei guarito, preparati, ti dimetto.

Mi raccomando, non rubare, trovati un lavoro.

- Chi mi prende ? - Camillo, non fare la vittima con me.

- Cerchi con impegno e trovi un lavoro. - Sì ?

Con questi stracci e figlio di N.N. ?

Ancora vuoi incolpare tua madre ?

Dotto', ma voi avete capito o no che io mi sono pentito ?

Se non mi credete, va bene così. Questa è la mia vita, no ?

Bravo.

Dotto', che ne sapete di come sono cresciuto ?

In mezzo alla strada sono mazzate ogni giorno.

Se ti mostri debole, sono più mazzate. Mazzate e solitudine !

Quale solitudine ? Avevi Lina, tua madre.

Non vedevo mia madre perché mio nonno non la voleva in casa.

Entrava per prendere quattro spicci e poi la cacciava via !

Una carezza di mia mamma non la ricordo nemmeno.

Allora prenditela con tuo nonno, non con tua madre.

Lo so.

Ora lo so.

Ora è troppo tardi, no ?

E' troppo tardi, che posso fare ?

Dotto', voglio solo onorare mia mamma come merita

con una vita onesta. - E io dovrei crederti ?

Se volete credermi o no, questa è la verità.

Preparati, dobbiamo lasciare il posto libero.

Buonasera, Nelide.

Buonasera.

Zia Rosa, so che devo inventare qualcosa, ma non so che cosa.

(in napoletano) Dove non vai, non vai da capo.

Il farmacista era uno sporcaccione fetente, con rispetto parlando.

Senz'altro, ma il punto è un altro.

Le due vittime non c'entrano niente una con l'altra, non si conoscevano

ma l'assassino è lo stesso. Il movente è uno.

Buongiorno, commissario. Comodi, comodi.

Volevo solo avvisarvi che tutta la città parla del doppio omicidio.

Non posso far passare troppo tempo prima di prendere un colpevole.

Ne va del buon nome della pubblica sicurezza

che, per vostra informazione, dirigo io. - Lo sappiamo, dottore.

- Infatti stiamo indagando. - Io lo so, commissario, ma io non basto.

Non vorrei ricevere una telefonata sgradevole.

A proposito. E' passata la contessa Palmieri di Roccaspina per voi.

Ha lasciato questo. Immagino che si tratti di un invito a cena.

Brigadiere, il nostro commissario è un uomo fortunato.

- Brigadiere ! - Che cosa vuoi ? Non vedi che stiamo lavorando ?

Eccellenza, perdonate. C'è stata un'altra rapina.

- Ma dove ? - In un negozio al centro, sono sempre gli stessi.

Voi volete la mia fine ! La mia reputazione è gettata alle ortiche

perché voi non riuscite a porre fine alla criminalità di questa città !

Come io vi ho ordinato. E ora al lavoro !

Al lavoro ? Che stiamo facendo ?

- Mi dispiace, io... - Non preoccuparti.

Per risolvere il problema servono le ronde

con il permesso del commissario. - Certo.

Vaccaro, organizza tu. Fai i turni di ronda nelle zone interessate

e me li fai vedere. - Agli ordini ! Con permesso.

- Gaetano, buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno, signo'. - Voi chi siete ?

- Lo sapete, mi avete visto dalla finestra. - Non ricordo.

Non fa niente. Sono Nelide, sono a servizio dal barone di Malomonte.

- Chi ? (in napoletano) "La più brutta iattura è il cattivo vicino."

Parlo del barone Luigi Alfredo Ricciardi di Malomonte, abita qui

ed è venuto a prendere il caffè da voi prima di Natale. - E' barone ?

- Senza cappello e vestito così male ? - Signo', ascoltatemi.

Il barone è proprietario di mezzo Cilento, è ricco e importante.

Non cura l'abbigliamento perché i nostri uomini sono fatti così

sono uomini veri, non come questi che avete qui.

Il mio signorino è un'altra cosa.

(in napoletano) "Com'è l'uccello costruisce il nido." - E' barone...

è ricco e fa il commissario di lavoro ? -Sì, per giustizia e bontà.

Potrebbe stare nel castello al paese a campare delle sue ricchezze

ma per lui la fatica è una missione. - Un castello ?

-Ha anche un castello ? -Ci sono una contessa e una vedova ricchissime

che lui rifiuta per vostra figlia Enrica.

Le bellezze vanno camminando e le ricchezza vanno finendo.

Da anni si guardano dalla finestra

le vuole bene veramente, da nobile e uomo serio.

Con permesso.

Un castello...

Mia figlia diventa baronessa...

E pure io.

Mamma mia !

Che è successo ? Che è questo sorriso che scalda più del sole ?

Ho detto qualcosa di male ?

No, no.

Scusatemi.

Oggi è una buona giornata, ma non fateci l'abitudine.

Ho quasi finito, mammà.

Finisci dopo.

Dobbiamo parlare.

Parliamo.

Tu sapevi che il commissario è un barone ?

- Avete chiesto informazioni su di lui ? - Non ha importanza.

- Tu lo sapevi ? - Certo. - Perché non mi hai detto nulla ?

Non l'ho ritenuto necessario.

Sono innamorata di lui, ma non perché è un barone.

Hai ragione. Conta solo questo.

Non ho capito. Che cosa mi volete dire ?

Che se veramente tieni a lui e lui a te

sono disposta ad aspettare finché non si decide a chiederti in moglie

senza fare storie.

- Come posso servirvi ? - Buongiorno.

Da molto avete questa bottega ?

Da quando sono nato.

Prima di me era di mio padre e prima ancora di mio nonno.

- Avete qualche riparazione da fare ? - No, sono solo curioso.

Vi ruberò poco tempo. E' difficile procurarsi questi punteruoli ?

Qualunque mastroferraio li può fare.

- Perché ne avete così tanti ? - Non bastano mai.

Più ce ne sono e meno un ciecato come me fa fatica a cercarli.

- Come fate a lavorare ? - Tatto e memoria, eccellenza.

Tatto e memoria.

Signora, c'è il dottor Greco.

- Il dottor Greco ? - Dice che è per una visita.

Ah, forse è per Manfred. Fallo entrare.

Prego.

Portatemi un bicchiere d'acqua, per favore.

- Buonasera, signora. - Buonasera. - Perdonate il ritardo.

Al telefono avevo promesso di venire prima, ma i pazienti si accumulano.

- Al telefono ? - Mi avete chiamato per quel vostro problema.

- Quale problema ? - Mi avete detto di... sentirvi angosciata.

No, non mi ricordo.

L'amnesia è tipica di un quadro di esaurimento nervoso.

State tranquilla.

Ho prescritto queste gocce a diversi pazienti con ottimi risultati.

Meglio non mischiare.

Queste vi faranno stare meglio.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Bianca, perdona il ritardo. Sarò l'ultimo.

Sei il primo... e l'unico.

[COLPI DI TOSSE] -Sono bellissimi, grazie. -Figurati.

- Duca, lieto di rivederti. - Barone caro, benvenuto.

Vado ad avvisare in cucina che siamo pronti.

(sottovoce) Non si è presentato nessuno.

Ne sono addolorato, per Bianca.

Com'è possibile ? C'è stato un disguido ?

Diciamo che i miei ospiti sono stati diffidati dall'accettare...

il mio invito. - Non capisco.

La voce che gira nell'ambiente da quando Bianca si è trasferita qui

è che lei ed io saremmo due concubini.

E' assurdo.

Barone caro

ho combattuto imbecilli e prepotenti per tutta una vita.

- Hanno trovato il modo per farmela pagare. - Mi sento responsabile.

Vi siete esposto per salvarmi da quelle accuse infamanti.

- Mi dispiace. - Acqua passata.

Penso a Bianca, non intende tornare indietro sui suoi passi.

E' lei il mio cruccio. La vergogna che possono farle provare

anche se lei è meravigliosa, è forte. Del resto non mi importa.

Posso fare a meno di certa gente, come ho sempre fatto.

Ci mettiamo a tavola ?

Certo.

E' tutta per noi.

Ciao !

Enrica !

Che fai qui a quest'ora ?

Ti ho visto rientrare. Ho anche il permesso di mia madre.

- Sul serio ? - Sì, mi ha incoraggiata a venirti a parlare.

Non è possibile, pensavo che non mi volesse più vedere.

Anzi, mi ha detto di dirti di stare tranquillo

e di prenderti tutto il tempo di cui hai bisogno.

E' successo un miracolo.

Più che un miracolo ha saputo che sei un barone.

E' strano, io non gliel'ho detto.

Mi devi scusare.

Che cosa ? No, io devo scusarmi con te, mi sono comportato malissimo.

Io mi sarei dovuta ribellare e invece sono rimasta ad aspettare

il permesso di mia madre. - Che potevi fare ?

Ha ragione quella tua amica, Bianca.

Mi ha fatto capire quanto sono importante per te.

Mi ha aperto gli occhi.

Ha detto che quando ami qualcuno, devi combattere.

- Hai parlato con Bianca ? - Sì, l'ho incontrata per caso.

Secondo me ha fatto in modo che ci incontrassimo.

- Scusa ! - No... - Non puoi capire quanto sono felice ! - Anch'io.

Fai scegliere una data a tua madre, chiederò la tua mano ufficialmente.

- Domani sera ! - Sì. - Sì ? - Sì.

Sì ! Sì !

Buonasera, Nelide !

Beh ? Ora non si saluta più ?

Scusate, signori'. Avete un sorriso, dopo tanto tempo...

Già. Il merito chissà di chi è.

E io che ne so ?

- Non sai proprio niente ? - Che devo sapere ?

Eh ! Magari hai parlato di me con qualcuno...

Io ? Con tutto quello che ho da fare !

Magari... senza intenzione, ecco

mi è scappata qualche parola, non so che hanno capito.

(in napoletano) "Con il vento in poppa, ognuno è mastro."

Io scherzo, ma sei davvero uguale a tua zia.

Sono molto fortunato ad averti qui con me. Grazie.

- Scusate, continuo a fare la torta per domani. - Sì, per carità.

Dai nostri rapporti di sorveglianza emerge chiaramente

la vostra inclinazione alla pederastia.

Ricciardi, cercavo proprio voi.

Buongiorno, eccellenza, ditemi.

Per quanto riguarda i due omicidi su cui state indagando

il caso è da considerarsi archiviato.

Per quale motivo ?

Non possiamo saperlo, sono disposizioni che vengono dall'alto

alle quali noi abbiamo l'obbligo di attenerci.

Così lasciamo libero un assassino, potrebbe tornare a uccidere !

Possiamo stare tranquilli.

Se ne occupano uomini e forze su cui possiamo fare affidamento.

Ricciardi, è un gruppo di persone che si muove

su una scala diversa dalla vostra e anche dalla mia

a cui dobbiamo soltanto obbedire.

Spero mi abbiate capito.

Cose da pazzi ! Perché dobbiamo fermarci ?

Ho visto uscire dal Commissariato un gerarca che conosco molto bene.

- L'ordine è arrivato da lui ? - Non lo so, magari è solo un portavoce

però c'è qualcosa sotto, magari qualcuno che deve essere protetto.

Va bene.

Allora che facciamo ?

Non dobbiamo dare nell'occhio per un po'.

Facciamo finta di rispettare le disposizioni.

- Ecco qua, l'ho stirata. - Grazie.

- E la cravatta ? - E' una cravatta. - Vestito scuro e cravatta scura ?

(in napoletano) "Sulla scottatura l'acqua bollente."

- Nelide, ma... (in napoletano) "Senza i lampi qua non tuona."

Signora, faccio io. Mi avete chiamato apposta.

Sì, hai ragione. Mi raccomando, fai le cose perbene.

Stasera viene il barone che sposa mia figlia che diventa baronessa.

- Tocca a te. - Lo so, un momento.

- Cinque e due, sette. Scopa e anche settebello. - No, vabbè !

Basta, non gioco più.

[CAMPANELLO] Chi è ?

- Ué ! Che fai qua ? - Buonasera, brigadie', perdonatemi per l'ora

ma ho finito il piano di turni per le rapine. - Me lo portavi domani.

- Vabbè, entra. - Non vi preoccupate, non voglio disturbare.

Ve lo lascio e lo leggete con calma e domani mi dite.

- Entra, lo guardiamo insieme. Accomodati. - Con permesso. - Prego.

- Buonasera. - Buonasera. - Scusatemi anche voi.

Lei è Lucia, mia moglie, lui è Felice Vaccaro, nuovo arrivato.

- Onorato, signora. - Sedetevi. - Ci prepari un caffè ? - Certo.

Siedi, fammi vedere questo piano.

Ecco qua, brigadie'.

[CAMPANELLO]

Buonasera, signora.

- Ecco il nostro caro barone. Prego, accomodatevi. - Grazie.

Clelia, il cappotto e il cappello del barone.

Che stupida... Il cappello non serve a nulla, vero, barone ?

Vi prego, chiamatemi Luigi Alfredo o commissario, se preferite.

- Cavaliere. - Commissario.

Enrica.

Enrica, fai accomodare il barone... Luigi Alfredo.

(sottovoce) Che classe, che modestia, un vero nobile.

Mah... i turni mi sembrano organizzati bene.

- Bravo. - Dovere, brigadie'.

- Quanta gente ci vuole ? - Pensavo cinque, sei, al massimo.

Se tutti si muovono continuamente e ognuno copre una buona zona

prendiamo quegli "scurnacchiati". Perdonatemi, signora, mi è scappato.

Non avete assaggiato i calzoni fritti ?

- Sono sazio. Tutto buonissimo. - Sono leggerissimi.

Li ho fritti io, ovviamente con l'aiuto di Enrica.

Giulio, di' al barone come cucina Enrica.

E' davvero brava, ma forse il commissario non vuole appesantirsi.

Ha preso da me e dalla nonna. Nella mia famiglia

si è sempre cucinato benissimo, nella sua un po' meno. -Un po' meno.

Voi siete abituato a una cucina da nobili.

No, io sono abituato alla cucina cilentana, è molto popolare.

Mangiate il calzone.

Ho detto qualcosa che non va bene ?

Cavalier Colombo, signora Maria...

- Vi chiedo ufficialmente la mano di vostra figlia Enrica. - Luigi !

Ué.

Mari', su.

State bene, signora ?

Eh !

- Hai fatto un bel lavoro, bravo. - Grazie, brigadie'.

Detto da voi è un onore.

- Piano, vi fate male ! - Buonasera. - Buonasera. - Tra poco è pronto !

Quanti figli avete ? Bellissimo !

Anch'io voglio una famiglia così.

-Io sono Giovanni. -Piacere, Felice. -Anch'io farò il poliziotto. -Bravo.

Con l'esempio che hai in casa, sarai un grande poliziotto.

-Tolgo il disturbo. -Non ceni con noi ? Si è fatto orario. -Rimanete !

- A noi fa piacere. - Non insistere, magari il giovanotto ha da fare.

Sì, la signora ha ragione. Ho un appuntamento.

Appuntamento galante ?

-Hai ragione. Sarà per la prossima volta, ci conto. -Grazie, brigadie'.

- Ti accompagno. - Signora, arrivederci. - Arrivederci.

- Ci vediamo domani, eh ? - A domani, brigadie'. Grazie ancora.

Papà, io voglio diventare come lui.

E come te, ovviamente.

Piccola, vai a lavare le mani ? Basta compiti, ci mettiamo a tavola.

Mamma e papà sono contenti, se mi vedono studiare.

- Chi ti dice queste cose ? - Ho capito che mi guardano dall'alto.

Apparecchiamo, eh ? Dài !

- Vado a lavare le mani. - Sì.

Vai, Giova'. Benedetta, aiutami ad apparecchiare.

- Buongiorno, Andrea. - Buongiorno, barone.

- Benvenuta a Fortino. - Grazie ! - Grazie ancora.

E' bellissimo !

- Che emozione ! - Vieni.

Potremmo venire a vivere qui, quando smetterai con il lavoro.

- Io potrei insegnare. - Pensi già a quando saremo vecchi ? - A volte.

E' strano, è come se volessi vivere tutto quello che sarà

tutta la nostra vita insieme.

Intanto ti porto nel passato.

Vieni.

Qui dormiva tata Rosa.

Vicino a me perché...

Questa invece... è la mia stanza di quando ero bambino.

- E' bellissima. - Sì.

- Avevi due letti ? - Potevo scegliere.

No, in uno magari dormiva tata o mia madre, quando si sentiva sola.

- Qui sotto che c'è ? - Scoprilo. - Posso ? - Sì.

- E' tutto uguale. - Avete conservato tutto, avete fatto bene.

Qui invece studiavo, leggevo, scrivevo, è tutto com'era.

Si vede che è una casa piena di ricordi.

Molti belli.

Mi commuove un po'.

E' proprio bella.

E' bello che tu sia qui.

Ti amo.

Ti amo.

Ti amo... tanto.

- Fa freddo. - Sì.

- Meglio ? - Sì.

Caso chiuso. Perché ?

Che vogliono nascondere ? Dobbiamo capire questo e anche la ragione

ma per farlo dobbiamo tornare alle due vittime

che non avevano nessuna relazione tra di loro.

Però devono avere per forza qualcosa che le univa.

- Qualcosa che ha dato fastidio a qualcuno. - Di sicuro all'assassino.

Magari è la stessa cosa che dà fastidio a chi ha bloccato noi

a chi ha fermato le indagini. Dobbiamo trovare quel legame.

Il legame.

- Che è ? - Scusate, commissa', vi stavo guardando

ma nonostante tutti i problemi che abbiamo, un'indagine difficile...

Avete una luce negli occhi che... E' successo qualcosa ?

E' l'occhio del poliziotto, non ti sfugge niente.

Sì, mi sono fidanzato ufficialmente con Enrica.

Questa è una bella notizia !

Bravo, ve lo meritate. Adesso vi sposate ?

[BUSSANO ALLA PORTA] Avanti.

Perdonate, commissa', c'è un incendio in un ristorante.

Potevi chiamare i pompieri, non noi.

Dicono che non è un incendio per disgrazia, è stato fatto apposta.

Chiamo lo stesso i pompieri ?

Tutti fuori, per cortesia.

[VOCI SOVRAPPOSTE]

Aaah...

(- Chi è stato ? - Il signorino, là in mezzo.)

(Chi è stato ? Lo "spanzo".)

(Chi è stato ? Lo spanzo.)

Chi è stato ? Lo spanzo !

(Madonna mia ! Madonna ! Che sta succedendo ?)

(Madonna mia ! Madonna ! Che sta succedendo ?)

Madonna ! Che sta succedendo ?

(- Lo spanzo ! - Là in mezzo. Il signorino, là in mezzo.)

(Il signorino, là in mezzo.)

- Il signorino, là in mezzo. - Aaah... Aaah...

(Il signorino, là in mezzo.)

(Il signorino, là in mezzo.)

(A tutti e tre, con il guaglione.)

A tutti e tre, con il guaglione.

(- A tutti e tre, con il guaglione. - Il signorino, là in mezzo.)

(- Il signorino, là in mezzo. - Voi chi siete ? Non vi conosco.)

(Voi chi siete ? Non vi conosco.)

(Voi chi siete ? Non vi conosco.)

(Voi chi siete ? Non vi conosco.)

(Voi chi siete ? Non vi conosco.)

(- Voi chi siete ?) - Maione ! (- Non vi conosco.)

Voi chi siete ? Non vi conosco.

(Voi chi siete ? Non vi conosco.)

Da questa parte. Fate attenzione, là in fondo, già lo sapete.

Forza, Cami'.

- Ciao, Bruno. - Ciao, Riccia'.

- Che fa qui Camillo ? - E' il figlio di Lina.

- L'ho fatto assumere per dargli una possibilità. - Hai fatto bene.

Speriamo di non pentirmi.

Prego.

-Allora ? -E' la stessa modalità e la stessa mano degli altri omicidi.

Per spingere un punteruolo fino in fondo, devi essere molto forte.

Anche molto motivato, ma non sappiamo da che cosa.

- Era un cliente abituale del ristorante ? - E' probabile.

Si chiamava Arturo Barra. Non sappiamo altro.

E' andato nel ripostiglio per non morire soffocato.

-Le altre vittime ? -Tutti morti per l'incendio. Un paio per le ustioni

gli altri per soffocamento da fumo. Omicidio e incendio sono collegati ?

Credo di sì.

Fa orrore, ma l'incendio è stato un diversivo per ammazzare Barra

in mezzo a tutta quella gente. - Non ha agito da solo. - Cioè ?

- Qualcuno l'ha aiutato. - I complici appiccavano il fuoco...

- Ha agito indisturbato. - Caspita. La cosa si complica.

Se non troviamo un legame tra le vittime, non risolveremo il caso.

I moventi classici di un omicidio, fame, amore, stavolta non c'entrano.

Io non vorrei essere nei vostri panni.

Torno dai miei pazienti muti per sempre.

A che pensate, commissa' ?

Al punteruolo e alla benda sugli occhi.

E' molto strano.

L'assassino vuole farci sapere che ha commesso lui gli omicidi.

E' come se volesse mettere una firma... lasciare un messaggio.

Una cosa del genere non l'ho mai vista. E' una strage.

Da quando faccio il poliziotto ho visto tanta gente ammazzata

ma così no. Tutti ammazzati allo stesso modo.

Torna nella zona del ristorante, scopri quello che puoi su Barra

che vita faceva, chi frequentava. - Vado subito, commissa'.

[VOCI SOVRAPPOSTE]

Allora... I cugini di Pozzuoli con i figli, altre sette persone.

Zia Luciana con il marito sono altre sei.

La signora Parascandalo.

Al matrimonio vuoi invitare anche la signora Parascandalo ?

Certo. Pensava che Enrica restava zitella.

Deve "schiattare" d'invidia con tutta la sua combriccola.

- La sarta ! - Vuoi invitare pure la sarta ? - No, serve per le misure.

Dell'abito da sposa di mia figlia deve parlare Napoli e 36 Casali !

Buongiorno, don Pierino.

Commissario !

Che sorpresa !

Ho saputo della bella notizia dal cavalier Colombo.

Vi faccio i miei complimenti.

Enrica è una ragazza meravigliosa, insieme a voi sarà felice.

Entrambi meritate tutto il meglio.

-A che cosa devo la vostra visita ? -Avrei bisogno di...

Ho bisogno di confessarmi, don Pierino.

Commissario... con grande piacere.

Ecco.

Sediamoci qui.

Possiamo stare tranquilli.

Ditemi, aprite il vostro cuore.

Dopo la promessa di matrimonio io ed Enrica... abbiamo fatto l'amore.

E' questo il peso che vi ha spinto qui ?

Avete usato la parola giusta, "fare l'amore".

L'unica cosa che conta, anche per nostro Signore

è la profondità, la sincerità dei sentimenti che vi legano.

C'è dell'altro, vero ?

La mia coscienza mi dice che dovevo aspettare.

Capisco, ma l'intenzione di congiungervi in matrimonio

voi l'avete espressa, è reale. Ciò rende il vostro peccato veniale.

Non si tratta di questo.

Prima dovevo raccontare a Enrica da dove deriva il mio dolore

che voi sapete, è come una maledizione.

Oggi si è mostrato in tutta la sua ineluttabilità.

Potrebbe non accettarlo, ne avrebbe diritto.

Mi avete accennato tante volte al vostro dolore

non vi ho mai chiesto spiegazioni né ve le chiederò in confessione.

Anzi...

Vi libero dall'obbligo di parlarmene davanti a un sacramento.

Però avete ragione.

Enrica ha il diritto di sapere.

State per unirvi in matrimonio nella buona e nella cattiva sorte.

Qualunque sia il tormento, lei deve sapere la verità, qualunque sia.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Che c'è ?

- Ti devo parlare. - Devo preoccuparmi ?

E' la stessa faccia che avevi la sera della cena maledetta.

Non ricordarmelo, che figura !

Ogni volta che senti imbarazzo per qualcosa oppure che ti vergogni

copri gli occhi con la mano.

Come fanno i bambini quando non vogliono vedere.

Quando provo vergogna e non voglio vedere...

- Grazie ! - Di che cosa ? - Mi hai aiutato a risolvere un enigma.

- Un enigma ? - Sì. Adesso devo scappare, scusami.

- Non mi dovevi parlare ? - Sì, devo parlarti ed è molto importante

ma credo che tu abbia appena risolto un caso. - Ah !

Stasera... parliamo stasera.

- Parliamo stasera ! - Ciao.

Commissario, ho fatto domande, ho notizie su Arturo Barra.

Questo Arturo Barra, come devo dirvi...

Gli piacevano gli uomini. Insomma... li pagava, avete capito.

Il farmacista, la tenutaria del bordello e lui, ho il collegamento.

- Non vi capisco. - La vergogna, Raffae'. La vergogna !

Per l'assassino le vittime devono vergognarsi per ciò che fanno

vuole punirle per i loro peccati. - La benda sugli occhi ?

Quando si è in imbarazzo, spesso ci si copre gli occhi con la mano

io lo faccio. L'assassino vuole dirci che si vergogna per loro.

Chi si copre di vergogna non ha più dritto di guardare gli altri.

- E' uno fissato con la vergogna. - Sì.

Dove lo troviamo ?

Sappiamo solo che per ammazzare in quel modo deve avere molta forza.

Non può essere uno vecchio, è un giovane.

Sì, è un giovane.

Un giovane ossessionato dalla vergogna.

Un giovane...

Vergogna...

-Anche mio figlio si vergogna di me. -Perché avete tanti punteruoli ?

Più ce ne sono e meno un ciecato come me fatica a cercarli.

- Andiamo ! - Spiegatemi, commissa' !

- Tra la farmacia e casa Montidori c'è un ciabattino. - Sì, ma è cieco.

Appunto ! E' facile prendergli i punteruoli. Ti dico andando.

Conte Montidori, scusate l'intrusione.

Commissario, avete notizie di mio figlio ?

Veramente veniamo proprio per parlare con lui.

Lui non c'è. E' uscito da giorni e non è ancora tornato.

Sono molto preoccupato.

Non avete idea di dove possa trovarsi ?

Ho fatto chiedere a tutte le mie conoscenze, ma nessuno l'ha visto.

Non so che pensare.

Signor conte...

Ci state dicendo la verità ?

Ma perché lo cercate ?

Fuori ! Tutti fuori, forza !

Vi voglio fuori, forza !

Tutti fuori ! Fuori !

Andate tutti a cercare il conte Ferdinando Montidori.

Ha 22 anni, alto, biondo. Andate in giro, fate domande, ogni quartiere

ogni bettola, ogni casa. - Il conte è l'assassino del punteruolo.

E' scomparso da casa sua, potrebbe uccidere ancora, forse oggi stesso.

- Dobbiamo trovarlo, forza ! - Aspettate !

Aspettate ! Ricciardi...

Ascoltate. Siete stato bravissimo, anche se mi avete disobbedito

ma ora dovete fermarvi veramente. - Che vuol dire ?

- Il conte è stato catturato e mandato al confino. - Da chi ?

Perché il confino ?

Vi prego di non fare domande alle quali non posso e non so rispondere.

- Così mi è stato detto e così vi riferisco. - Non ha agito da solo.

Nell'incendio qualcuno l'ha aiutato, chi lo protegge

deve essere giudicato da un tribunale ! - Che posso fare ?

Sono disposizioni di chi comanda, di chi comanda veramente, commissario

e noi possiamo soltanto obbedire. Chiaro ?

Tutto questo fa schifo e lo sapete pure voi.

Farò finta di non aver sentito, per il vostro bene e anche per il mio.

Ad ogni modo... il conte Ferdinando Montidori

è già stato catturato, così mi è stato riferito

e così è, per tutti voi !

Commissa', voi veramente credete che...

Grazie.

Veramente credete che l'hanno preso e portato al confino ?

- No, soprattutto perché non vedo il motivo. - Lo stanno coprendo.

Chi lo protegge ha incendiato il ristorante, non era da solo.

E poi lo nascondono...

C'è da impazzire. Se decide di uccidere ancora, come la mettono ?

Forse per questo lo proteggono, proprio perché deve uccidere ancora.

Avete ragione. Dobbiamo capire chi deve uccidere.

Secondo me qualcuno che è scomodo per loro

oppure vogliono vendicarsi, senza apparire.

Questa storia è molto misteriosa.

Se insistete con le vostre ridicole accuse, finirete male !

Ho combattuto imbecilli e prepotenti per tutta la vita

e ora hanno trovato il modo di farmela pagare.

Andiamo ! Non c'è tempo, Raffae' !

Aspettate, commissa'.

[COLPI DI TOSSE]

> Carlo ?

Carlo, te la senti di andare al cinematografo ?

- C'è il nuovo film di Camerini. - Al cinematografo ?

Carlo... girati !

Chi siete ? Che cosa volete ?

> Come siete entrato ? > Calma, contessa.

Non serve agitarsi. Arriva sempre il momento di pagare il conto.

- Puttana ! Voi siete una puttana ! - Prenditela con me, bastardo !

Tranquillo, facciamo i conti anche con voi, un porco che convive

con una donna sposata ! Non vi vergognate ? - Fermo !

- Fermo ! - Lasciatemi ! Devono pagare tutti e due, devo punirli !

Non capite ? E' una donna sposata, sta con un vecchio per i soldi !

Che ne sai ? Chi te l'ha detto ! Perché tutti questi morti ?

Non erano degni di vivere.

Proprio voi, voi che difendete la legge, eh ?

Non vi rendete conto che il mondo è corrotto.

Gente che vive nel peccato senza vergogna.

- Non decidi tu chi vive e chi muore. - No, no, non io.

E' Dio.

Dio mi ha armato la mano. Mi ha messo davanti l'esempio di mio padre

anche lui ha peccato, ma ha capito la sua bassezza.

Ha smesso di mostrarsi in pubblico. Sta espiando chiuso in casa

perché il peccato è come morbo, una malattia contagiosa.

- Devo fermarla, è il mio compito. - Chi ti ha aiutato ?

- Chi ti protegge ? - Non lo dirò mai.

Sono un uomo d'onore.

Voi sapete che cos'è l'onore, commissario ?

Hanno usato la pazzia del giovane Montidori per colpire me.

Sì. Lo hanno individuato dopo i primi omicidi

e hanno pensato di sfruttare la sua furia moralista.

Hanno incendiato il ristorante per guadagnare la sua fiducia.

E' stato facile mandarlo qui per la loro vendetta politica e personale.

Sì, ma chi ? Chi può volerci così tanto male ?

Noi sappiamo benissimo chi sono.

Duca, voi pagate anche il prezzo per avermi difeso

ma se farò confessare Montidori, avremo giustizia completa.

E' gente abituata a farla franca, negheranno

punteranno tutto sulla pazzia del ragazzo.

Troverò il modo per renderli inoffensivi

ho ancora amicizie che contano a Roma.

- A presto. - Grazie.

Grazie.

Io devo ringraziare te.

Ricciardi !

Vi devo fare i miei complimenti. Nessuno avrebbe potuto immaginare...

So che pensate, ma sappiate che hanno ingannato anche me

con la storia del confino, della cattura. - C'è ancora molto da fare.

- Il giovane ci deve molte spiegazioni. - Sono d'accordo.

- A tal proposito... lo stanno già interrogando. - Chi ?

Sapete... una catena di omicidi getta discredito su tutti noi

e sull'intero Paese.

Devono sincerarsi che si tratti solo di un caso isolato di follia.

- Chi lo sta interrogando ? - Funzionari di partito.

- Dove ? - Nella cella di sicurezza.

- Ricciardi ! Che vuole fare ? - Fermarli !

Non vogliono essere disturbati !

(Dobbiamo dire a tutti che cosa dobbiamo fare.)

(Dobbiamo dire a tutti che cosa dobbiamo fare.)

Dobbiamo dire a tutti che cosa dobbiamo fare.

(Dobbiamo dire a tutti che cosa dobbiamo fare.)

Ma come è possibile ?

Cianuro. Lo hanno avvelenato per non farlo parlare.

Caso archiviato, dottore.

Dobbiamo dire a tutti che cosa dobbiamo fare.

E poi parlano di ordine !

Che succede ? Fate passare ! Polizia, fate passare.

- I ladri l'hanno aggredito in tre. - A chi ?

Sono rovinato ! Sono rovinato.

- Feli' ! Come stai ? - Brigadie', ne avevo preso uno, ma... Ah !

I complici mi hanno colpito alle spalle.

Sono scappati con l'incasso.

Quel pover'uomo ha perso tutto.

I soldi si recuperano, la vita è una sola. Alzati in piedi, vai.

- Piano... Ah ! - Non preoccuparti, piano.

Sono arrivati da dietro. Vorrei averli tra le mani.

Li prendiamo. Quella ferita dice che il tuo sistema di ronde funziona.

Eh... Dice pure che domani chi sente Ines ?

Ines ?

- E' la tua fidanzata ? - Già non sopporta che faccio il poliziotto

se mi vede così, mi lascia proprio.

Non dirlo neanche per scherzo. Andiamo a medicarci.

Che botta ! Vieni, vieni.

[MUSICA DI PIANOFORTE]

[SQUILLI DI TELEFONO]

Pronto ? Pronto ?

[SQUILLI DI TELEFONO]

Pronto, chi parla ?

Pronto ?

[SQUILLI DI TELEFONO]

La smettete con questi scherzi ? Pronto !

Mamma. Mamma, sono io.

Mi vuoi dire che cos'è di così importante ?

E' una cosa che voglio dirti, che devo dirti da molto tempo.

Hai il diritto di sapere.

Qualunque cosa sia, non cambierà niente tra di noi.

Di sicuro non cambia l'amore che provo per te.

- Quando ti ho vista la prima volta... - Dalla finestra. - Sì.

Ho smesso di pensare che sarei rimasto da solo per sempre.

Però poi... si è fatto strada un altro tormento.

-La possibilità di una vita con te. -Un tormento ?

- Spiegami. - Eccoci.

Non ho mai detto a nessuno quello che sto per dirti, solo a mia madre.

Se oggi provo a trovare il coraggio per farlo... è perché ti amo.

Anch'io ti amo.

Che cosa vedi lì ?

Un altare.

Vedi nessuno ?

Chi dovrei vedere ?

Madonnina mia... Madonnina, mi sento morire...

Io vedo una signora vestita di nero.

- Dove la vedi ? - E' davanti a me. - Mi sento morire...

Dice: "Madonnina, Madonnina, mi sento morire."

- Non ti capisco. - Io sono maledetto, Enrica.

- Non dire così. - E' cominciato tutto quando ero bambino

a Fortino, in quella campagna che hai visto anche tu.

Lì ho incontrato... il primo fantasma.

Non ti sto mentendo, io li vedo, li sento. I fantasmi mi parlano...

a decine, a centinaia, ogni giorno della mia vita in questa città.

Sono i fantasmi dei morti di morte violenta.

Sento i loro ultimi pensieri, le loro voci mi perseguitano

finché non ottengono giustizia, solo allora scompaiono e tacciono

o almeno così mi illudo che sia.

Per questo ho scelto il mio lavoro, per vivere almeno l'attimo di pace

in cui un fantasma scompare. - Non è possibile.

Ho pensato spesso di essere pazzo, l'ho sperato, lo giuro, amore mio

ma non è così. Loro sono qua per me.

E' la stessa maledizione che aveva mia madre.

La stessa maledizione che ho paura di trasmettere ai nostri figli.

Mi capisci adesso ? Ti chiedo scusa, se non te l'ho detto prima.

Scusami tu.

Scusami tu.

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