All language subtitles for Il.Commissario.Ricciardi.3x01.Per.Mano.Mia.iTALiAN.WEBRip.XviD-Pir8.it

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American) Download
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish Download
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

-Vado a fare un paio di commissioni. Torno subito. -Aspetta !

Quali commissioni ?

(accento napoletano) Gesù, quelli si vedono, capito ? Escono insieme.

Maria, che devono fare ?

Certo che si vedono. Il commissario mi ha chiesto il permesso

di frequentare nostra figlia. - Sì ? Vuole frequentarla e basta ?

La frequenta per vent'anni e noi stiamo zitti ?

- Non pensi alla sua reputazione ? - Vedrai che presto... - No !

Che presto, Giulio ? Ora, hai capito ? Adesso, ora.

Il commissario deve venire qui a casa

e dirci quando ha intenzione di sposare nostra figlia.

Ti giuro, se Enrica non glielo dice, vado io al commissariato.

- Ti fai arrestare. - Ehi...

Lo uccido di "mazzate".

Tu che fai qua ?

- Mia madre mi sta dando un po' di problemi. - In che senso ?

- Non vede l'ora che vieni a casa a conoscerla. - Lo so, dille...

Madonnina mia... Madonnina, mi sento morire.

(Madonnina mia...) - No, ma non sentirti obbligato.

- Assolutamente. - Tua madre ha tutte le ragioni.

Io rimedierò presto, promesso.

- Mi sento morire... - Si è fatto tardi adesso.

Devo proprio andare.

Ciao.

- Commissario, stavo venendo a cercarvi. - Buongiorno, Raffae'.

-Che c'è ? -Duplice omicidio, tanto per gradire. Hanno appena chiamato.

- Ruotolo. - Commissario.

Commissario, ci sono anche gli zampognari.

No, sono gli zampognari che hanno trovato i signori Garofalo morti.

- Mhm. - Scusate, ma voi chi siete ?

Beniamino Ferro, a servirvi. Sono il custode del palazzo.

- Gli zampognari sono stati chiamati... - Vabbè.

-Una cosa alla volta. Portateci dove è successo il fatto. -Accomodatevi.

Poveretti. Hanno anche una figlia, Benedetta.

Viene a prenderla una zia suora e la porta a studiare.

- Venite. - No, che "venite" ? Voi restate qua con me. - Come ordinate.

- Prego, commissa'. - Grazie.

(Cappello e guanti.)

(Dove li ho messi ?)

(Cappello e guanti.)

(Dove li ho messi ?)

(Cappello e guanti.)

(Dove li ho messi ?)

Cappello e guanti.

Dove li ho messi ? Cappello e guanti.

(Dove li ho messi ?)

[VOCE IN LONTANANZA]

(Io non devo niente, io non devo proprio niente.)

(Io non devo niente.)

(Io non devo proprio niente.)

(Io non devo niente.)

(Io non devo proprio niente.)

(Io non devo niente.)

Io non devo proprio niente.

(Io non devo niente.)

(Io non devo proprio niente.)

Io non devo niente. Io non devo proprio niente.

Emanuele Garofalo era capitano delle milizie fasciste portuali.

Un pezzo grosso. La moglie ? Donna Costanza stava a casa.

Faceva la moglie. Con un marito così importante.

- Avete visto qualcuno andare dai Garofalo ? - No.

Io mi sono assentato una mezz'ora.

Il tempo di vedere uscire il ragioniere del secondo piano.

Non ho nemmeno visto arrivare gli zampognari.

Signori, voi invece ?

Commissa', la signora Garofalo ci aveva chiamato per una novena.

- Dovevamo metterci d'accordo per il compenso. - Sì.

Quando siamo arrivati, il custode non c'era, siamo saliti

e abbiamo trovato quello che avete visto.

(in napoletano) Chi se lo scorda più !

- A che ora siete arrivati ? - Alle undici e mezza

quando dovevamo vederci con la signora.

- Andate, ma restate a disposizione. - Va bene. - Arrivederci.

- Arrivederci. - Permesso. - Bruno.

- Ciao, Ricciardi. Maione. - Dottore.

- Grazie per essere venuto. - Eh, "grazie".

- Neanche dei vedovi hai pietà. - Almeno stai un po' meglio ?

Che ti devo dire. Penso sempre a Lina, è un pensiero costante.

Mattina, mezzogiorno e sera e meno male che non ricordo i sogni

perché secondo me, ci penso anche la notte.

- Lasciamo perdere, va'. Fatemi vedere che avete trovato. - Vieni.

- Vabbè, il marito dove sta ? - E' da questa parte. Venite con me.

(Cappello e guanti.)

(Dove li ho messi ?)

Cappello e guanti.

Allora, la donna è stata colpita da una persona che le stava di fronte

un solo colpo inferto con una lama molto affilata.

Lui è stato massacrato. L'assassino si è accanito su di lui.

Avete visto i segni sulla tovaglia ? Dopo ha pulito il coltello.

- Quindi lo ha portato via. - Qui non lo abbiamo trovato.

Marito e moglie sono morti stamattina tra le sette e le undici.

- Per il resto devi aspettare. (Io non devo niente.)

Io non devo proprio niente.

Insomma, non vuole decidersi.

Che devo dirvi, mammà, Luigi Alfredo è impegnato con il lavoro.

"Che devo dirvi, mammà, è impegnato con il lavoro."

Manfred non era impegnato ?

Un ufficiale tedesco con tante responsabilità, ma stava sempre qua.

- Io non posso pensarci. - Non ci pensate. - Non fare l'indisponente.

Manfred ti voleva bene, voleva sposarti e voleva dei figli.

Avrei dovuto fare dei figli con un uomo che non amo ?

Che c'entra ? I figli... rinsaldano il matrimonio.

Se l'amore non c'è, lo fanno nascere.

Sì ? Anche per voi è stato così con papà ?

(in napoletano) Quanta pazienza ha la signorina Enrica.

Secondo me il barone non si decide per non avere quella come suocera.

Lo so, zia Rosa, che certe cose non si dicono.

Lo so, sembra brutto.

Questo qua.

Dai vicini ho saputo che i Garofalo erano brave persone.

Hanno tenuto a precisare "persone oneste"

anche se non l'ho chiesto. - Questa cosa non ti convince.

Che devo dirvi, troppo perfetto, no ?

Entriamo ?

Costanza mia... Com'è possibile ?

Perché ?

Chi è stato ?

Quando è successo ?

Stamattina. Siamo qui per fare luce su quanto accaduto.

Che il Signore accolga nella sua casa lei ed Emanuele.

Perdonate, sorella, noi abbiamo bisogno di alcune informazioni.

Vi ruberemo poco tempo.

- A che ora siete andata a prendere la bambina ? - Verso le otto.

- A casa vi è sembrato tutto normale ? - Sì, come sempre.

Costanza ed Emanuele erano tranquilli.

Sapete se c'è qualcuno che può covare motivi di rancore

per qualche torto subìto ?

Non lo so, vedevo poco mio cognato. Era sempre impegnato con il lavoro.

Mia sorella stava a casa.

Però posso dirvi una cosa.

Se mia sorella è stata uccisa, è colpa del marito.

- Perché ? - Chiunque sia stato, voleva uccidere lui.

Forse per problemi di lavoro. Mia sorella è morta perché era lì.

- Il movente può scaturire dal lavoro di vostro cognato. - Non so.

Io lo vedevo poco...

però sono sicura che mia sorella non aveva nemici.

Un'ultima cosa. Vostra nipote, Benedetta, è qui ?

Sì.

E' nella sua aula, sta studiando.

Povera creatura.

Io... le dirò che i genitori sono partiti

e poi inventerò un incidente. Il Signore mi perdonerà.

Grazie per il vostro tempo. A presto.

[VOCI CONFUSE]

Che cosa c'è ?

- A volte mi chiedo se tu sei felice con me. - Ci soccorriamo a vicenda.

Sia tu che io non possiamo avere le persone che volevamo accanto.

E' vero, però non potrei immaginare un'altra donna che non sia tu

a curare il mio dolore.

Ho detto qualcosa che non va ?

No, figurati.

Però qualcosa ti ha turbata...

o qualcuno.

Solo pensieri strani.

La verità è che non so più che senso ha la mia vita.

A parte te, sono sola...

in questa città che ho scelto per seguire i miei sogni

che si sono rivelati un fallimento.

Anche le amicizie di Roma, si sono del tutto allontanate.

E anche tu, prima o poi il tuo lavoro ti riporterà in Germania.

- Scusa. - Livia...

Io sono qui. Io ci sono.

Commissa', secondo me la suora ha ragione.

La donna è morta con una coltellata sola. Il marito è stato massacrato.

Quella poveretta è morta solo perché era lì.

Qualcuno deve odiarlo profondamente per colpirlo così tante volte.

- Quindi ? - Dobbiamo cercare questo odio, Raffae'.

Ricciardi.

Mi raccomando, fate attenzione.

Il capitano Garofalo era un uomo in ascesa, molto considerato, lassù.

E lassù lo hanno chiamato.

Non è il caso di fare facile ironia.

La milizia mi ha già raccomandato cautela, quindi...

Discrezione.

Discrezione.

- Discrezione. Siamo alle solite. - Però questi miliziani

i colleghi di Garofalo, dobbiamo sentirli.

Domani andiamo a farci quattro chiacchiere al porto.

Carlo ? Carlo ?

La medicina. Mi raccomando, fino all'ultima goccia.

- Tutta. - Va meglio, grazie.

- Però domani chiamiamo il medico. - Non c'è bisogno. Bianca...

Sto bene. E' una semplice bronchite.

Io mi sto curando e tu ti preoccupi senza motivo.

- Però prima di andare, ti faccio fare il brodo. - No...

- Buonasera, Anto'. - Brigadiere.

- Ué, Franco, che fai qua ? - Ho ricordato le tue vecchie abitudini

e sono venuto a cercarti. - Prendo il pesce fresco solo da Antonio.

- Ecco a voi. - Grazie. Mettimi da parte i capitoni.

-Non vi preoccupate, pagate tutto quando venite alla vigilia. -Grazie.

- Franco, mi cercavi ? - Ho saputo una cosa e devo dirtela.

- Eh, di'. - Ti ricordi Mario Candela ?

Chi se lo scorda ?

- E' morto finalmente ? - No, è ancora in galera.

Sembra che Mario Candela si sia confidato con un amico in cella

e a me è arrivata una voce.

Che voce ?

Non ha ucciso lui tuo figlio Luca, ma il fratello Biagio.

Mario si è preso la colpa per proteggere il fratello più piccolo

ma a uccidere Luca è stato Biagio Candela...

che ora è libero e sta a casa.

Ué, Raffae'.

Hai portato i cefali, bravo.

Ora li faccio al forno. Una mezzoretta e vedi.

- Che è, neanche mi saluti ? - Scusa, Lucia.

E' stata una giornata pesante. Ho mal di testa.

Vabbè, ora mangi e ti passa.

Poi ti riposi un po'.

Non ho fame, Luci'.

Scusami, ma non ho fame.

Raffae'... Raffae' !

Io so che quando si avvicina Natale

la mancanza di Luca diventa quasi insopportabile.

Mi vuoi guardare ?

Però me lo hai insegnato tu. Noi abbiamo anche altri figli

e per loro deve essere Natale, come è giusto che sia.

Quindi il nostro dolore noi... ce lo teniamo dentro

come sempre, mhm ?

- Hai ragione. - Eh. - Però ora scusami.

E' che... sono stanco e...

Mi stendo un po' sul letto.

Commissario, brigadiere Maione.

Lieto di rivedervi dopo così tanto tempo.

- Inutile dirvi che vi aspettavamo. - Dottor Pivani, non vi nascondo

che per noi è una sorpresa trovare un alto funzionario del partito.

Vado dove il dovere mi chiama e se coincide con il pacere di rivedere

una persona alla quale sarò sempre grato... - E' così anche per me.

- Noto che vi siete ripreso dopo il colpo di pistola. - Sì.

- Nonostante qualche postumo, devo dire che sto bene. - Ne sono felice.

Non meravigliatevi, brigadiere.

Noi abbiamo la necessità di sapere tutto quello che accade in città.

Grazie a uomini devoti, a uomini... che non esistono

teniamo sempre la situazione sotto controllo. - Noi abbiamo l'esigenza

di incontrare qualche superiore, qualche collega di Garofalo.

Certo, sarete accontentati, ma solo una precisazione.

La milizia del porto è strettamente connessa con il partito e con Roma.

Se la morte del capitano Garofalo dovesse risultare legata

alla sua funzione nella milizia, io dovrò essere subito informato.

- Per quale motivo ? - Perché si tratterebbe di un crimine di Stato.

Vi do la mia parola che appena troveremo i colpevoli

vi informerò immediatamente. - Bene.

Avete la mia piena fiducia.

Quello era l'ufficio del capitano Garofalo.

Il caporale Criscuolo.

Commissario, stavo recuperando alcuni documenti

del capitano Garofalo. - Certo.

Che sapete dirmi su Garofalo ?

Si era fatto qualche nemico qui ?

Il capitano Garofalo era stato promosso da poco.

Magari questo gli aveva procurato qualche antipatia.

Vi basterà chiedere in giro per saperlo, quindi ve lo dico io.

Garofalo era stato promosso perché stava indagando

su alcuni giri di contrabbando al porto.

- Potrebbe essere una vendetta dei contrabbandieri ? - Non lo escludo

però questi traffici facevano capo al suo diretto superiore

il capitano Lomunno che è stato denunciato e incarcerato.

-Immagino che sia in carcere adesso. -No.

E' stato rilasciato da poco tempo.

Ha confessato per ottenere la libertà.

Intanto mentre era in carcere, sua moglie non ha retto il colpo

e si è suicidata lasciando due figli piccoli.

Voi mi state fornendo il movente perfetto.

Sono informazioni sulla bocca di tutti nell'ambiente.

- Sta a voi trarre le conseguenze. - Dove si trova Lomunno ora ?

Certo, commissa'. Lomunno aveva l'odio per dare tante pugnalate.

Questo sicuramente.

Però non vi convince.

E' che... è tutto perfetto, vero ? Anche troppo.

Voglio dire, Lomunno...

Lomunno era uno bruciato per loro.

Il capro espiatorio per farci chiudere l'indagine

senza farci scoprire cose più gravi.

Comunque adesso è il primo sospettato.

Facciamo così.

Io vado a fare delle verifiche. Tu vai a parlare con chi sai tu.

- Magari ci dice qualcosa di più. - Ho capito, ci vediamo dopo.

Come al solito.

Quest'anno mi è riuscito bene il presepe.

Me ne occupo io con l'aiuto di qualche ragazzo della parrocchia.

Io volevo parlarvi proprio del presepe, don Pierino.

Mi fa piacere. Che cosa vi interessa in particolare ?

La figura di San Giuseppe. Che cosa significa nel presepe ?

San Giuseppe è la figura più umana del presepe.

E' un padre putativo, un uomo, un falegname.

Per la cristianità rappresenta oltre che la paternità, il lavoro

la durezza della vita. - La responsabilità. - Mhm.

Voglio dire...

Avere dei figli ti mette davanti a una grande responsabilità, no ?

Sì, ma poi si dimentica in fretta.

Viene sostituita dalla cura, dalla protezione.

Secondo voi, una persona che rompesse apposta

la statuina di San Giuseppe, che vorrebbe dire con questo gesto ?

Sarebbe un gesto bruttissimo.

Chi lo ha fatto potrebbe avere voluto esprimere il proprio disagio

per essere stato privato di uno dei due diritti, la paternità

o il lavoro.

Oh ! Hai capito Carmela ?

Che grande lavoratrice !

Brigadiere !

- Che sorpresa ! - Bambine', dov'eri finita ?

Sono andata a messa, ogni tanto ci vuole. Vi siete preoccupato per me ?

Allora ci tenete.

A casa, forza !

- Mi fai entrare ? - Entriamo, così ci riscaldiamo.

-Mi fai fare questa figura di merda. -Accomodatevi.

- Passate di là. - Non sia mai...

Vi preparo un surrogato prima che mi chiedete notizie

sull'omicidio dei Garofalo. - Vabbè, dammi il surrogato

e dimmi tutto quello che sai. - Niente. - Come "niente" ?

Non so niente. So solo che hanno ammazzato Garofalo e sua moglie.

- Femmine', io ti affogo nel surrogato. - Mhm ?

Come fate ? Mi mettete la testa nella tazzina ? Non entra !

Prenderò informazioni e vi farò sapere tutto.

Chi ce l'aveva con lui, vita, morte e miracoli.

(in napoletano) Vi faccio "'o cunt' e 'ambasciata". Prendo il surrogato.

Voi volete sapere qualche altra cosa, vero ?

Tu come lo sai ?

Altrimenti già ve ne eravate andati.

Invece avete aspettato il surrogato anche se vi fa schifo.

Biagio Candela. Ha un fratello in galera, Mario Candela.

Io so chi è Mario Candela, brigadie' e perché sta in galera.

Allora dimmi dove posso trovare il fratello Biagio.

- Siete sicuro che volete saperlo ? - Sono sicuro.

Se non mi aiuti, non fa niente, tanto lo trovo lo stesso.

Però non fate sciocchezze, vi scongiuro.

Lavora nella bottega di falegname di don Saverio, alla Sanità.

Da quando il fratello è in galera, Biagio ha cambiato vita, brigadie'.

Ora ha anche due figli.

Grazie per l'informazione.

Biagio !

- Biagio ! - Eccomi.

- Ho trovato gli scalpelli che mancavano. - Bravo.

-Aiutami a portare il mobile dentro. -Faccio io.

- Fai tu ? - Sì. - Fai piano piano.

- Ho pulito là sotto. - Qua sotto ? - Eh. Piano.

[BUSSANO ALLA PORTA]

Buongiorno.

Signor Lomunno !

> Vi aspettavo.

Sono il commissario Ricciardi.

Commissa', mentirei se dicessi che non so perché siete qua.

Accomodatevi.

Mi dispiace, posso offrirvi solo un po' d'acqua o la vista del presepe.

Chissà perché i creditori non hanno preso anche i pastori.

Se già sapete perché sono qui, ditemi voi quello che devo sapere.

Io avevo il mio lavoro.

Mi piaceva. Ero affermato, apprezzato.

Poi un giorno sono andato in ufficio

e ho trovato il mio superiore con due uomini in divisa.

Mi hanno detto "sei un corrotto"

e hanno cominciato a mettermi le mani in tasca, mi frugavano.

Voi che avevate nelle tasche ?

Soldi, commissa'.

Tanti soldi. I soldi di una vita di lavoro

più altri soldi che mi aveva dato un mio zio

per fare felice mia moglie.

Perché, che dovevate fare con quei soldi ?

Comprare una casa tutta nostra. Era il suo sogno.

Non lo avevo detto a nessuno.

Non lo sapeva nessuno, neanche mia moglie.

Con una sola persona mi ero confidato, Garofalo.

Mi ha fatto accusare di aver preso i soldi del contrabbando del caffè.

Mi hanno detto: "Hai fatto entrare le navi dei contrabbandieri"

e mi hanno incarcerato. - Voi non avete esposto le vostre ragioni ?

Non avevate testimoni ? Vostro zio, per esempio.

Voi non conoscete la milizia, la polizia politica.

Loro non fanno processi, sei finito

e chi ti ha accusato viene promosso.

Poi quando sono uscito...

mia moglie non c'era più.

Il dolore e la vergogna l'avevano uccisa.

E così vi siete vendicato.

Cento volte, commissa'. Mille volte mi sono vendicato.

Neanche voi sapete quante volte ho ucciso Garofalo

ma dentro la mia testa

e altre mille volte, a ogni mobile che ho venduto

per pagare la pigione di questa casa e ora dobbiamo anche lasciarla.

Anche ora che è morto, nella mia testa non trova pace.

Mi dispiace, io non l'ho ucciso.

Commissa', per chi ha i figli... la vendetta è troppo costosa.

Io non me la sono potuta permettere.

Insomma per fartela breve

Lomunno ha ragione. Per chi ha i figli la vendetta costa troppo.

- Però mette a posto le cose. - Non lo so.

Che ci avrebbe guadagnato a vendicarsi ?

Solo la rovina definitiva della sua famiglia.

Chi è accecato dal dolore non fa certi ragionamenti.

Adesso io passo da Bruno. Tu vai a casa, sembri stanco.

- Ci vediamo domani. - A domani. - A domani.

Scusate, ma che state...

- Che fai qua ? - Devo parlarvi. - Non voglio parlare con te.

- Non abbiamo niente da dirci. - Io non pensavo che finisse così

che mia mamma sarebbe... -Che cosa ? Fai l'uomo, dillo, morta !

Lina è morta per colpa tua ! Hai capito ?

Io non l'ho toccata. Sono stati i miei amici perché faceva la puttana.

Non ti permettere ! Tua mamma cercava solo di dare un futuro a te.

Tu non hai neanche il diritto di dire il suo nome. Sei un vigliacco.

Aspettate.

Avete ragione, me lo merito, però devo chiedervi una cosa.

Non voglio sapere niente, vattene !

- Buongiorno, Bruno. - Vieni con me.

- Va tutto bene ? - Dammi un secondo.

Sulla donna non c'erano segni di colluttazione.

- Non si aspettava l'aggressione. - E' stata colpita di sorpresa.

Invece lui ha avuto talmente tante coltellate

che ho faticato a contarle, tra trenta e quaranta.

-Molte sono state inferte quando era morto. -L'assassino ha infierito

dopo averlo ucciso. Doveva provare davvero molto odio.

Che hai ? Ti va di parlare ?

E' appena venuto Camillo, il figlio di Lina.

- Che voleva ? - Voleva parlare con me.

Voleva chiedere scusa, perdono, non lo so.

Non l'ho fatto parlare e l'ho cacciato.

- Sei sicura di non venire? - Preferisco stare qui.

Stasera sono un po' stanca. Ringrazia i tuoi amici.

Come vuoi...

però mi mancherai.

- Vuoi che resti qui ? - No, vai. So che ti fa piacere.

A me farà bene stare qui

a sentire un po' di musica e a stare un po' da sola.

Divertiti.

[PARLA IN TEDESCO]

"Senza di te ogni piacere è... imperfetto."

A domani.

[MUSICA]

Fammi sentire.

Per fortuna la febbre è passata.

Ti faccio preparare l'auto per rientrare a casa.

Quindi tu hai proprio voglia di liberarti di me.

No.

Io ti terrei qui per sempre...

ma non è giusto.

Perdonate, signora ?

Una... visita inaspettata.

Io non...

Non preoccuparti, Clara, vai pure.

Perché non siete andata a cena con il maggiore von Brauchitsch ?

Come vi permettete di intromettervi nella mia vita

in questo modo così sfacciato ?

Almeno siete riuscita a strappargli qualche... confidenza interessante ?

Quando gli chiedo del suo lavoro, è sempre vago

e comunque potreste seguirlo, indagare voi stesso

se le informazioni che cercate sono così importanti

o il nostro spionaggio conta solo su una vedova

e sulla sua capacità di fare domande.

Credete che non indaghiamo, che non lo seguiamo ?

Ma la vostra posizione è privilegiata

frequentandolo assiduamente.

Voi dite che il maggiore von Brauchitsch non si sbottona mai.

In realtà vi mente, non ha fiducia in voi.

Vi siete innamorata, è questo il problema.

Innamorarsi è bellissimo, Falco, non è un problema. Non lo sapete ?

Io so solo che l'amore principale, quello più forte

dobbiamo portarlo alla patria, al fascismo.

Tutto il resto se va in conflitto con questo dovere

deve essere sepolto, nel cuore e nella mente.

Voi ne siete capace ?

Mio malgrado.

La domanda che mi pongo è se ne siete capace voi.

Sorprendetemi.

Sorprendetemi voi...

lasciandomi in pace.

Fuori da casa mia.

Ma...

Se la bambina capisce tutto ?

- Magari la zia non le ha detto niente. - Infatti non sarà facile.

Dobbiamo stare attenti noi a non farle capire che è successo.

No, commissario. Non so se mio cognato abbia ricevuto minacce.

Lo vedevo poco e sicuramente non si confidava con me.

- Magari vostra sorella... - No, neanche con lei si confidava.

Costanza non mi ha mai detto nulla.

- Invece... siete riuscita a parlare con vostra nipote ? - No.

E voi, sorella, come state ?

Cerco di cacciare la rabbia dal cuore

e cerco di non odiare chi ha fatto questa cosa.

Lei non ha odiato l'umanità che ha messo in croce suo figlio.

Come possiamo permetterci di odiare, noi ?

Chi li ha uccisi pagherà nel giudizio che lo aspetta

non soltanto in questa terra. - Ascoltate, sorella.

Noi vogliamo fare delle domande alla bambina

senza dirle quanto è accaduto. Forse ha visto qualcosa

che può essere utile a capire chi ha compiuto questo atto. - Permesso.

- Che vuoi, Mariano ? - Posso andare in bagno ? Mi scappa.

Davanti al quadro della Vergine Maria, che devi fare ?

- Non sai che devi inginocchiarti ? - Perdonate, suor Veronica.

Le immagini sacre si chiamano così perché sono sacre.

- Ora vai dove devi andare e non dimenticarlo più. - Grazie.

Sono come bestioline, ma... sono anime innocenti.

Vado a chiamare Benedetta. Mi raccomando.

Grazie, state tranquilla.

Benedetta, questi signori sono miei amici e vogliono conoscerti.

Siediti qui.

- Buongiorno. - Buongiorno a te, Benedetta.

Allora...

Io mi chiamo Luigi Alfredo e lui Raffaele.

Posso chiederti alcune cose ?

Negli ultimi giorni prima di partire

i tuoi genitori ti sono sembrati un po' preoccupati ? - No, signore.

- Erano come sempre. - Bene.

Un'altra cosa. Ultimamente è venuto a trovarvi qualcuno a casa

che tu non conoscevi ?

Un signore e una signora che non avevo mai visto.

Come erano questo signore e questa signora ? Ti ricordi ?

Erano vestiti di nero e lei aveva uno scialle in testa.

Che hanno detto durante la visita ?

Quando sono arrivati, avevamo già cenato.

Papà leggeva il giornale e li ha fatti entrare nel suo studio.

Parlavano a voce alta, ma non si capiva.

- Non si parla a voce alta, vero, zia ? - No, tesoro, non si fa.

Ti ricordi altro di quella sera ?

Solo una cosa, ma non so se posso dirla.

E' una brutta parola.

Puzzavano di pesce. Scusatemi, zia.

Appena l'ho vista, mi si è stretto il cuore. Dai discorsi che fa...

[SCHIOCCHI DI LINGUA]

-Bambine', scusate... -Commissario. -Vi raggiungo subito. -Vai.

- Prenditi tutto il tempo. - Sì.

Sei impazzito a venire in commissariato

e con il commissario presente ? - Che bell'uomo. - Bambine'...

- Però io preferisco voi. - Sì. - Ho un'informazione importante

però se preferite, ci vediamo da me. Ditemi che lo preferite.

Bambine', io ho una cella libera. Se vuoi, ti metto lì dentro.

- Perché sei venuta ? - Ho scoperto che quello

il capitano Garofalo, ricattava i pescatori.

Li minacciava di sequestrare le barche se non gli davano i soldi.

-Benvoluto da tutti. -Però un pescatore non aveva i soldi

a causa di un figlio con una brutta malattia. Le medicine costano assai.

- Perché ti fermi ? Vai avanti. - La veletta si intromette. - La taglio !

Il pescatore ha chiesto tempo a Garofalo per pagare

ma lui gli ha preso i soldi dalle mani

quelli che gli servivano per le medicine. - Che fetente !

- Pace all'anima sua. - Sempre. Va' avanti.

Un'amica mi ha detto che tre giorni fa questo pescatore davanti a tutti

ha minacciato di ucciderlo. - Ah...

- Come si chiama questo pescatore ? - Aristide Boccia.

- Boccia. - Però non è l'unico che ce l'aveva con Garofalo.

- Ti ringrazio, ma non venire più qua. Ora vai. - Un'altra cosa.

La storia di Biagio Candela. Io non ho dormito per la preoccupazione.

- So che la morte di Luca... - Sono cose che non ti interessano.

Sono cose mie, chiaro ?

Però mi raccomando, è Natale.

Voi che ne pensate ? Potrebbero essere stati Boccia e la moglie.

Hanno i motivi. Lo ha detto anche Bambinella.

Poi lui è pescatore.

- Benedetta ha detto che quei due puzzavano di pesce. - Sì, Raffae'

però a quanto pare, molti avevano motivi per uccidere Garofalo. - Eh.

Anche questo è vero.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno. Mamma !

Buongiorno. Brigadiere Maione, lui è il commissario Ricciardi.

Sapevo che qualcuno di voi sarebbe venuto.

E' meglio così, signora. Almeno già sapete.

- Accomodatevi. - Grazie.

Buongiorno.

Amore, andiamo di là. Vieni.

Andiamo.

- Ma... vostro marito Aristide ancora non è tornato ? - Come !

Ora torna, è andato a pescare, per quello che serve pescare ancora !

-Vostro figlio da quanto tempo è in queste condizioni ? -Un paio di mesi

e non migliora.

- Avrebbe bisogno delle medicine. - Ma i soldi non ci sono !

Risparmiamoci 'sta croce. Noi siamo andati da Garofalo, quella carogna.

- Aristide. - Io non ho rispetto per certi morti. Era una carogna !

- Signor Aristide, calmatevi e raccontate. - Va bene.

Tieni.

Siamo andati...

Siamo andati io e mia moglie. Abbiamo chiesto tempo per pagare.

- Che cosa ? - Il permesso per andare a pesca !

- Lo chiedeva a tutti. - Il permesso, commissa'.

Se non pagavamo, minacciava di toglierci la licenza di pesca

e... a me i soldi servivano per curare Salvatore.

Lo avete visto ?

- Sta sempre peggio. - Ari'...

Commissa', noi già guadagniamo una miseria a pescare.

Si esce all'alba e quando si torna

a volte si pesca e tante volte si resta a mani vuote come stasera.

-Pure stasera ? -Ho detto a Garofalo che ci doveva un po' di pietà

e lui ci ha riso in faccia insieme alla moglie. - Lui e la moglie.

Ha detto: "Io non devo niente. Non devo proprio niente."

Io non devo niente. Io non devo proprio niente.

- Quando siete andati da Garofalo ? - Quando siamo andati ?

- Un paio di giorni prima. - Due, tre giorni prima che morisse.

- Sicuro ? Non vi conviene mentire. - Non ricordiamo il giorno.

Due, tre giorni prima.

-Quando i Garofalo sono stati uccisi dove eravate ? -In barca.

- Dove doveva stare ? - A pescare con i miei compagni. Chiedete.

Mannaggia !

Noi non siamo stati, commissa', però io devo dirvi una cosa.

Quando mi hanno detto la fine che hanno fatto lui e sua moglie

io ho provato sollievo.

Ho pensato che uno peggio di lui non poteva venire.

Vabbè, verificheremo e nel frattempo farò venire un medico

per visitare vostro figlio. - Non possiamo permettercelo.

Non c'è bisogno di pagare, state tranquilli.

Grazie, commissa'.

- Buona giornata. - Buon lavoro. - Arrivederci.

- Grazie. - Angeli'...

Mannaggia alla miseria !

Non ti preoccupare.

Apri a Salvatore.

Guarda chi c'è.

- Buongiorno. - Buongiorno, eccellenza.

Mi hanno detto che spesso Aristide Boccia viene a pescare con voi.

Se c'è la possibilità... sì.

La mattina che hanno ammazzato Garofalo ?

Brigadie', noi abbiamo capito dove volete arrivare.

Però io devo dirvi una cosa.

Se vi stanno levando un figlio, voi vi fate giustizia.

Comunque Aristide è stato con noi dalle 4 di mattina

fino al pomeriggio. - Per quattro soldi che avrebbe preso Garofalo.

Voi sapete che si va in galera per falsa testimonianza, sì ?

Lo sappiamo, però vi abbiamo detto la verità, quanto è vero Iddio.

- Grazie, arrivederci. - Statevi bene, eccellenza.

- Che dici, Enrica, compriamo il cavolfiore per l'insalata ? - Bene.

Però questi non mi piacciono, sono mosci. Andiamo da un'altra parte.

- Sentite, io mi avvio verso casa. - Tu torni a casa insieme a me.

- Perché ? - Forse non hai capito, non ti faccio più uscire da sola.

Mammà...

La gente parla, quindi se esci, esci con me, nemmeno con tuo padre

finché il tuo commissario non si decide a venire a casa.

- Andiamo via, questi cavolfiori mi fanno schifo. - Almeno aspettatemi !

-Meno male che non è mia cliente. -Fatevi i fatti vostri. -Scusate...

- Pensate a voi. - Non ho tempo di pensare a me, devo pensare a voi.

-Io devo comprare i broccoli, quindi pensate ai broccoli. -I broccoli ?

- Eh, i broccoli. - Va bene, quanti ve ne do ? - Due. - Due ?

- Due ! - Vabbè.

- Questo va bene ? - Sì.

Che fai qui ? Vai a lavare le mani e togli questo dal tavolo, si sporca.

- Mammà, state nervosa ? - Io ? No, è...

- Papà già doveva stare qua. - Vabbè, sapete il lavoro che fa.

Sì, lo so, ma da qualche giorno lo vedo nervoso.

- Buonasera, Nelide. - Buonasera.

E' chiusa ! La finestra che voi guardate è chiusa.

-Che significa ? -La mamma non la fa neanche affacciare se non c'è lei.

- Tu come la sai ? - Lo so.

Con tutto il rispetto, ma voi dovete decidervi

perché qua "l'acqua è poca e la papera non galleggia".

Dovete presentarvi a casa loro e mettere le cose a posto !

Invece tu devi stare al posto tuo senza dare consigli non richiesti.

- Scusami, sono stato... - Scusate, baro'... - Scusa tu.

Nelide, perdonami. Io sono molto nervoso in questo periodo.

Tu hai ragione, va bene ? Hai ragione, ma io...

Io non ci riesco adesso. Lo farò, ma con i miei tempi.

- Come volete voi. - Scusami ancora.

- Ora provo ad aggiustarlo con la colla, eh ? - Sì.

Non mangi nemmeno le braciole ?

- Sono raffreddato, ho lo stomaco chiuso. - Raffae'...

Quando sei raffreddato, tu mangi anche le bucce delle patate.

Giovanni, per favore, porti tutti a lavarsi i denti ?

Andiamo.

- Veloci, veloci. - Andiamo.

- Si può sapere che hai ? - Niente ! Te l'ho detto, sto male.

Allora prendi una medicina e vai da un dottore.

So io la medicina che serve a me.

Che vuoi dire ?

Niente, Luci'. Scusami, ma io esco un attimo.

- Raffae' ! - Devo fare una cosa.

- Ce la fate ? - Prendo io.

Biagio, chiudi tu, mi raccomando.

-Ci vediamo domani mattina alle sei. -A domani. -Buonanotte.

Brigadie', non lo fate.

Vattene, Bambine'. Vattene.

Vi rovinate la vita e non riavrete Luca.

Biagio ha famiglia e anche voi.

Pensate ai vostri figli se non volete pensare ai suoi.

Papà !

Gennari' !

Avete visto, brigadie' ? Che vi dicevo ?

Che brutta cosa è l'odio, brigadie'.

Che brutta cosa.

Voi non siete così.

[SCATTO DI SERRATURA] Raffae'...

Si può sapere dove sei andato ?

Quell'uomo con il coltello, quello che cercava vendetta ?

Quello non è mio marito, non è l'uomo che ho sposato.

L'uomo che io ho sposato ha rinunciato, ha scelto il perdono.

Sei tu, Raffaele.

Sei tu. Tu sei l'uomo che ho sposato, tu sei mio marito.

Hai capito ? Grazie.

Grazie ! Grazie...

Buongiorno, Enrica. Buongiorno, signora.

- Mia madre, Maria Colombo. - Sono onorato. Commissario Ricciardi.

- Finalmente ho il piacere di conoscervi. - Anch'io.

Perdonatemi, sarei dovuto venire a presentarmi, ma...

Capisco, il troppo lavoro.

Bene, ehm... Mamma, il commissario è impegnato e...

- Quando potremo offrirvi un caffè ? - Mamma...

Sto parlando con il commissario. Sicuramente avrà mezz'ora di tempo

per venire e chiarire le cose come si deve. Giusto ? -Giustissimo.

- Per me va bene l'antivigilia. - Va benissimo ! Vi aspettiamo.

-Allora a domani, buona giornata. -A presto. -All'antivigilia. -Certo.

Capitano.

Se siete venuto fino a Napoli, sarà per comunicazioni importanti.

Quello che vi dirò è un argomento di massima segretezza.

Sapete che potete fidarvi.

Vi offro la possibilità di rendere un grande servizio al partito

e alla vostra carriera.

Ne sono onorato. Di che cosa si tratta ?

E' una corrispondenza...

tra i nostri servizi e alcuni apparati molto vicini a Hitler.

- E' tutto chiaro ? - E' una grande responsabilità.

A Roma ritengono opportuno fare questo favore a Hitler

visto che sta prendendo sempre più potere

e vogliono sapere se ve la sentite di accettare l'incarico.

-Perché io ? -Siete in una posizione privilegiata per attuare il piano.

Io non sono il capo della struttura del partito a Napoli.

Il capo della struttura difficilmente ci asseconderebbe.

-Lo penso anch'io. -Va da sé che una volta realizzato il piano, voi...

potete aspirare a prendere il suo posto.

Attenderò un vostro cenno, Falco.

Allora, roccocò e susamielli li ho ordinati.

Gli struffoli li faccio ? Sì.

- "Struffoli." - Mari', quello viene per un caffè e quattro chiacchiere

non per riempirsi la pancia. - Il commissario deve sapere

in quale casa ha la fortuna di entrare.

Pensavo che per fine primavera prossima

possiamo pensare di fare il matrimonio. - Mamma...

- Vi scongiuro, non esagerate. - Il tempo corre

e tu non sei più giovanissima. - Grazie per la gentilezza.

Mamma mia ! Se non penso io a certe cose, qui non ci pensa nessuno.

Tu stai zitto, eh ? Non sia mai mi aiuti.

Mari', io ti aiuto e tu lo sai

ma non devi affrettare le cose, non devi mettere pressione.

Il commissario viene per conoscerci e...

Il commissario non esce vivo da qui senza una proposta di matrimonio

altrimenti sai che faccio ? - Lo so, vai a chiamare il tedesco.

Bravo, dove sta, sta. Lo prendo e lo porto qua.

"Raffiuoli."

Mustaccioli. "Mu-sta-ccioli."

Enrica. Che bella sorpresa.

Mia madre è andata a comprare i dolci di Natale. Sono evasa.

Non vuole che ci vediamo finché non ti presenti a casa.

Quindi hai fatto la bambina disubbidiente.

Ha invitato addirittura don Pierino.

Vuole dei testimoni autorevoli.

Comunque se non te la senti, inventiamo una scusa, rimandiamo.

Sei disposta a passare un Natale d'inferno per me ?

Qualunque inferno, non solo a Natale.

Ci sarò. Tua madre ha tutte le ragioni, te l'ho detto.

Io voglio soltanto che tu sia felice.

Allora vado.

Ciao.

Avete preso l'abitudine di venirmi a trovare ogni volta che sono sola.

-Ho urgenza di parlarvi. -Sono stufa delle vostre urgenze, Falco

e non ho nulla di nuovo da raccontarvi. - Non ha importanza.

Quindi questa è solo una visita di cortesia.

Statemi a sentire, Livia. Dobbiamo andare via.

Non capisco.

Dovete venire via con me il prima possibile.

Dobbiamo partire.

Intendete voi e io. Per quale motivo ?

Non posso spiegarvi, non ora, ma dovete fidarvi di me.

Mi chiedete di lasciare la mia nuova casa, i miei affetti, il mio mondo

senza una spiegazione. - Vi chiedo di seguirmi !

Vi scongiuro...

Per l'amore che provo per voi.

Voi provate amore per me ?

Non ditemi che non lo avete capito.

- Quindi mi amate. - Con tutto me stesso.

Di solito spingete la donna che amate tra le braccia di un altro

per trarne profitto ?

Ci sono doveri più grandi di noi, doveri che superano...

Basta, Falco ! Risparmiatemi questa litania, la conosco a memoria.

- Che posso fare per convincervi ? - Niente. Non potete fare niente.

Forse mi amate, come dite voi

ma la verità è che io vi disprezzo, con tutta me stessa

e vi assicuro che nessun motivo al mondo, neanche il più grave

potrebbe spingermi a seguirvi

a condividere un solo attimo della mia vita con voi.

- Ci sono cose... - La nostra collaborazione finisce qui, Falco

o come vi chiamate

visto che non mi avete detto nemmeno il vostro vero nome.

Quanto al dovere, di cui vi riempite tanto la bocca

ci tengo a dirvi che perfino servire la patria

nel modo in cui fate voi ormai mi ripugna.

Ora potete togliere il disturbo.

Conoscete la strada.

Bianca.

Sei in gran forma.

- Quasi completamente ripreso, sì. - Meno male.

- Sono passata a farti gli auguri di Natale. - Grazie.

- In realtà avrei dovuto anticiparti io, però... - Il lavoro.

Lo so, tanto lavoro.

Con chi passerai il Natale ?

E' difficile risponderti.

Domani chiederò ufficialmente la mano di Enrica e quindi...

Ah...

- Beh... Evviva gli sposi. - Grazie.

Tu, invece ? Il tuo Natale ?

In realtà sono passata anche per questo.

Vorrei... un tuo consiglio.

Sono... Sono un po' preoccupata per Carlo.

Trascura la sua salute e non fa più vita sociale.

Ho paura che si lasci andare

e dopo tutto quello che ha fatto per me

il minimo che posso fare è stargli accanto, quindi vorrei...

Vorrei proporgli di andare a vivere da lui, almeno finché non si rimette

però io...

Sono una donna sposata

e non lo dico per me, ma sai come è fatta la gente.

Giudicherebbe male questo passo e...

Non voglio che Carlo sia coinvolto in pettegolezzi spiacevoli.

Lo capisco, certo.

Però, se posso, Carlo è superiore ai pettegolezzi

e io so benissimo che lo sei anche tu.

Quindi... Bianca, se te la senti

e soprattutto se ti fa stare bene

fallo, proteggilo.

Commissa'...

Io vi capisco, ma che potevamo fare ?

- Lomunno ha il movente, ma non ha l'alibi. - Lo so.

Però non siete convinto.

(Io non devo niente.)

Io non devo proprio niente.

(Io non devo niente. Io non devo proprio niente.)

(Cappello e guanti.)

(Dove li ho messi ?)

Cappello e guanti.

Commissa'...

Avete trovato qualcosa ?

Solo la sensazione che abbiamo sbagliato tutto, Raffae'.

Il presepe è rimasto senza San Giuseppe, che tristezza.

La statuetta rotta ?

Non c'è più.

No, commissario, ve lo assicuro.

Io non ho preso nessuna statuetta rotta.

- Siete sicuro ? - Certo, lo ricorderei.

- Sapete se è venuto qualcuno che l'ha presa ? - No.

Una persona che rompesse apposta una statuina di San Giuseppe ?

- Sarebbe un gesto bruttissimo. - Provo ad aggiustarlo. - Andiamo !

- Ciao, bambini. - Buongiorno. - Non vi disturbiamo.

- Come stai ? - Benedetta, come stai ? - Bene.

Questa che è ?

Commissa'.

Eccolo.

Commissario, brigadiere, come mai questa visita ?

Come vi siete permessi.

Bimbi, tutti fuori. Via !

Solo chi ha ucciso i Garofalo poteva sapere della statuetta rotta.

Ero andata a prendere la biancheria per Benedetta, l'ho trovata e...

Voi amate molto le immagini sacre.

-Perciò avete rischiato così tanto per aggiustarlo. -Che dite ? -Basta.

E' il momento di dire la verità. In carcere c'è un innocente.

E' un bravo padre di famiglia !

Volete tenervi anche questo peso sulla coscienza ?

E' stata la Vergine Maria a dirmelo.

Meritavano il castigo.

Perché ?

Io da ragazza volevo i bambini.

Avrei voluto tanti figli, mia sorella no.

Mia sorella pensava solo ai vestiti, a pettinarsi, a essere bella.

Io aspettavo l'uomo giusto per avere una famiglia.

Lo aspettavo e arrivò.

Emanuele Garofalo.

Ci incontravamo di nascosto.

Diceva che ero come una bambina

che ero bella come una bambina.

Mi baciava...

mi toccava.

Io sentivo che era lui il mio destino.

Poi che è successo ?

Mia sorella. Capite ?

Mia sorella ! Fu lei a rubarmelo.

Loro si sposarono e io capii

che avrei amato solo Nostro Signore e mi feci suora.

Ho rinunciato a tutto, alla mia vita, ai sogni, a tutto !

Poi Costanza rimase incinta e nacque Benedetta.

# Prendi sonno, Benedetta mia

# e stai quieta, ti tengo io. #

- Dovrai badare tu a Benedetta, io non posso. - Perché dici questo ?

La maternità mi ha già imbruttita.

Devo pensare a mio marito, sennò va con altre donne.

Se fai questi discorsi, finirai all'inferno.

E' un sacrilegio rifiutare i figli.

Allora guadagnati tu il paradiso.

Cresci tu Benedetta. Io devo pensare a mio marito.

Io ho cresciuto Benedetta come una madre, ma andavo in quella casa

solo per portarla via. Non era una casa degna !

Che cosa vi ha spinto a fare quello che avete fatto ?

Hanno fatto il presepe.

Io... Io sono entrata

e l'ho visto... il presepe.

Capite ? In quella casa di peccatori !

Io non potevo permetterlo, non potevo ! Lo sognavo la notte.

La Vergine Maria mi ripeteva che... era un segno.

Benedetta, abbiamo dimenticato i tuoi guanti e il tuo cappello.

- Aspettami qui. - Va bene, aspetto.

Che succede ? Che vuoi ?

- Il presepe, Costanza. - Beh ? - Perché lo avete fatto ?

A me lo chiedi ? Benedetta vede che lo fai

e lo ha voluto anche qui. - No.

Non in questa casa.

Dovete toglierlo subito.

- Tu sei completamente pazza. - Ho detto che dovete toglierlo subito.

Fai tutte queste storie per due statuette ? Questo sono, statuette.

Ma come osi ? Posa subito il santo.

- No. - Ti ho detto posalo.

- Posalo. Ti ho detto di posarlo. - No. - Devi posarlo. - No !

Sei contenta ? Mi hai fatto rompere San Giuseppe.

Vabbè, tanto si ricompra. Comunque hai dimenticato una cosa.

Dove li ho messi ? Cappello e guanti.

C'era il coltello per tagliare il sughero.

Maria mi diceva che era un segno, un segno...

per punire il sacrilegio.

Tu che fai qua ?

Il presepe. Voi non avete il diritto di farlo in questa casa.

Dovete toglierlo subito.

Io non devo niente. Io non devo proprio niente.

Poi ho pulito il coltello... sulla tovaglia.

Ho lavato via il sangue

e mi sono sentita...

sollevata.

E' stata la Madonna.

E' stata la Madonna a dirmi di fare giustizia e io l'ho fatta...

per mano mia.

Sorella, venite con me.

Da questa parte, prego.

Nelide, io esco e...

e buonanotte. - Buonanotte.

Grazie, zia Ro'. Finalmente si è deciso.

(in napoletano) "La pazienza vale più della scienza."

> Ah, come è andata la funzione ?

Benissimo.

- Che era, una Comunione ? - Un Battesimo. - Bello.

[CAMPANELLO]

Vado io. > Un sacco di gente.

> Sono le occasioni in cui le famiglie si ritrovano.

> Poi questa è la stagione.

> Il Battesimo è una festa per tutta la famiglia. > Certo.

Buonasera, signora.

- Don Pierino. - Ecco il commissario Ricciardi.

- Cavaliere. - Commissario. - Signora.

Oh, grazie ! Che bel pensiero.

- Enrica, prendi cappotto e cappello del commissario. - Faccio io.

Dai pure a me.

- Il cappello ? - Io non porto il cappello.

Che peccato ! Sono così eleganti gli uomini con il cappello.

Se cambiate idea, mio marito li vende.

- Prego, accomodatevi. - La signora Colombo ci ha fatto trovare

dei dolci squisiti.

Fatti da me, con l'aiuto di Enrica.

Enrica è bravissima. Chi la sposa fa un affare.

- Prendete un roccocò ? - Certo. - Don Pierino, anche voi. - Grazie.

- Giulio, ne vuoi un altro ? - No, grazie. - Enrica a mammà.

Sono buonissimi.

- Dicevate, don Pierino, che siete venuto da un Battesimo. - Sì.

E' una cerimonia bellissima. Ho battezzato il bambino di una coppia

che conosco da quando erano ragazzini.

I più emozionati erano i nonni, commossi alle lacrime.

Essere nonni è un'esperienza incredibile. Lo dico perché lo sono.

Forse è un'emozione più grande dell'essere genitori.

Però alcuni figli non vogliono dare questa soddisfazione ai genitori.

Certo, dipende anche dalla determinazione di chi incontrano.

Quest'anno l'inverno non vuole presentarsi.

- Ringraziando il Signore. - Sentiamo, commissario, voi...

che intenzione avete ? Volete sposarvi, avere figli ?

Ovviamente.

Come... Come è ovvio ci sono sempre delle considerazioni da fare.

- Quanto ai sentimenti, quelli ci sono. - Molto bene.

Questa è una notizia meravigliosa.

- Allora stappiamo una bottiglia di vino. - La prendo io.

Sentiamo, commissario, perché una mamma deve capire... commissa' !

Quali sarebbero queste considerazioni ?

- Maria... - No, voglio sentire. - Signora Maria...

Il commissario ha detto che i sentimenti ci sono.

Questa è l'unica cosa che serve.

- Poi questi argomenti riguardano il commissario, non noi. - Hai ragione.

Sì, non sta a noi, sta al commissario prendere una decisione.

Noi abbiamo ben altri problemi.

- Quali problemi ? - Come quali problemi, Giulio.

Don Pieri', mio marito non vuole ammettere

che è un problema avere una figlia che ha superato l'età di maritarsi

e che rifiuta un ufficiale tedesco animato dalle migliori intenzioni

per andare a fare i conti con... Aspettate, com'era ? Ah, sì.

"Alcune considerazioni."

L'unica considerazione da fare

è sapere se e quando volete sposare mia figlia e darmi dei nipotini.

[RISATA]

[RISATA]

Oddio, scusate.

Scusate, signora, veramente...

Mi dispiace, cavalie'.

Scusate anche voi, don Pierino, io non so che cosa mi sia preso.

[RISATA]

Soprattutto chiedo scusa a te, Enrica

per tutto questo tempo perso

per questo errore perché... è stato solo un errore. Scusate.

Scusate.

[RISATA]

(Mi hai lasciato solo.)

(Mi hai lasciato solo.)

(Mi hai lasciato solo.)

Mi hai lasciato solo.

(Mi hai lasciato solo.)

Allora... Un goccetto.

- Perché ? - Un goccetto, poco poco.

E tanto a papà.

Perché ?

Perché ? Perché...

Domani finalmente è Natale, ecco perché.

Guarirà, le medicine gli hanno fatto bene.

Andiamo, Salvato', forza ! Forza, Salvatore.

Mi raccomando, dovete dargli

una di queste pasticche due volte al giorno. Avete capito ?

- Solo una pasticca, mattina e sera. - Grazie.

- Hai capito, Angeli' ? - Sì.

Ecco qua.

- Non so come ringraziarvi. - Non vi preoccupate.

- Grazie. - Ciao, Salvato'. - Arrivederci.

Ué, lascia stare.

Lascia stare, mannaggia ! Hai capito a papà ?

Devi stare buono. Mannaggia alla miseria.

Prego.

- Che è questa novità ? - Fiori.

E' Natale. Mio padre regalava sempre i fiori a mia madre a Natale.

- Grazie. - E di che.

Vabbè, me ne vado. Arrivederci.

Arrivederci. Buon Natale.

Raffae', stai tranquillo. Sarà una vigilia di Natale con i fiocchi.

Eh... la vigilia.

La vigilia, eh.

Che c'è ? Hai paura che mi è venuta male il capitone ?

Vedrai stasera !

- No, non è per il capitone. - E che è ?

Tu come al solito sei stata bravissima.

- Sarà una vigilia... bellissima. - Prendi gli altri. - Solo che...

Luci', io...

- Devo uscire. - Dove devi andare ? - Faccio subito. - No, Raffaele...

-Non fare sciocchezze. -Non è quello che pensi tu, è un'altra cosa.

Arrivo subito.

Arriva subito.

Vabbè...

- Cami' ! Che è successo ? - E' caduto da un piano rialzato.

Si è rotto un paio di costole.

Che fine ha fatto ?

- Ti ha detto qualcosa ? - No, mamma.

- Anto', mangia qualcosa. - Condividiamo ?

Anche tu, mangia qualcosa. Tu, il pane.

Prima o poi arriverà.

Chi è questa bella bambina ?

Lei è Benedetta. Avrebbe passato il Natale da sola.

Allora ho pensato che può stare con noi per tutte le feste

almeno respira aria di famiglia. - Hai fatto bene.

Vieni. Giova', apparecchia un posto vicino a me.

- Che bel cappottino. - Grazie.

Sei anche molto educata.

Ecco la sedia per Benedetta.

Ho una fame !

Vai.

Vieni. E' pronta già la cena. Hai visto che fortuna stasera ?

- E allora, buona vigilia a tutti. - Buona vigilia. - Buona vigilia.

Al Natale più bello della mia vita.

E' un bel giorno.

-Quando tu sei qui, è sempre Natale. -Dovrai farci l'abitudine.

- A che cosa ? - Al Natale.

Ho deciso di stare qui finché non sarai guarito.

- Bianca, tu... - Io resto, a meno che non sia tu a non volerlo, tu.

Buon Natale.

Siediti con me.

Che dobbiamo fare, restare soli tu di qua e io di là a Natale ?

Siediti con me.

Su !

Buon Natale.

Sottotitoli RAI Pubblica Utilità

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.