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Original subtitles

Papà, dove sei? Papà, dove sei?

Alzati. Su, alzati, per favore!

Ehi! O farai di nuovo tardi a matematica.

Oggi c'è matematica… Oh, no!

Quando torna il papà?

- Presto. - Ti ha scritto?

Sì, mi ha scritto che, se farai il bravo, se ascolterai la mamma,

se non farai tardi a scuola e studierai;

allora ti porterà dei regali e ti porterà anche al cinema.

Bravo.

Bene!

- Vedrai quando mio padre tornerà! - Ma se neanche ce l'hai un padre!

E invece, sì! Ce l'ho, ce l'ho!

Che succede qui? Alzati!

- Allineatevi vicino alle sbarre, svelti! - Proviamo!

Forza! Venite qui, bambini! Veloci, per favore!

Dai, in posizione. Forza, mettiti qui. Ecco, bene così.

Stai attento! Fate piano. Così, molto bene!

Possiamo iniziare.

Tu mettiti qui.

E tu un passo avanti.

Harry in tutta fretta alla fiera se ne andò, e un'asse lì comprò.

Ma la guerra arrivò e l'asse non funzionò.

Uomini illustri da onorare, non è tempo di indugiare.

Un'asse nuova devi comprare.

Caro amico, l'asse nuova ora c'è, ma non funziona, e sai perché?

Perché Adenauer si è alleato, della sua intuizione si è fidato e il Fuhrer ha contrastato.

Oh, guarda chi c'è qui!

Il nostro alleato, lo jugoslavo Josip Brez Tito!

Come farò? Come Himmler e Franco! Dove li prendo? Da una banca americana!

Oh, chi si vede! Che piacevole incontro! Il generale Franco in persona.

Solo! Solo, senza una nazione il mio Benito.

Fermo! Fermo! Fermo! Fermo!

Devi essere più triste!

Come se qualcuno ti avesse portato via la tua collezione di francobolli.

Mi spiego?

Guarda avanti.

Solo!

Solo!

Solo,

senza una nazione

il mio Benito!

- Su, ripeti. - Solo!

Solo, senza una nazione il mio Benito.

Bene….

Ma non come se non avessi una nazione, pensa come se non avessi una bicicletta.

- Su, riprova. - Ma io ce l'ho la bicicletta.

Non rispondere, moccioso, o avrai una sonora bacchettata sulle mani!

Perché non mi hai comprato il disco dei Beatles a Londra?

Te l'avevo scritto.

Io mi impegno molto a scuola e ti penso tanto.

Ti prego, torna in aereo da grande vincitore,

in modo che tutti possano vederti.

Soprattutto che ti possa vedere Teresa.

Lei è l'unica di cui mi importa.

Papà, torna!

Aida, sono distrutto. Andiamo a bere una birra da qualche parte.

- Guarda, non è quella famosa? - A chi importa?

L 'ho vista sui giornali. Vive a Roma, è il famoso Simon Templar.

Altrimenti si dovrebbero prendere le donne per le orecchie.

Mentre Templar, quando bacia una donna, è pronta ad essere baciata.

"La fusoliera dell'aereo è costituita da sette segmenti di base". Abbiamo il quarto…

- Invece le tue labbra sono chiuse, quando mi dai i baci. - Mm!

Abbiamo anche il secondo… Guarda se va bene.

Dovrebbero insegnare questo a scuola, invece di quelle sciocchezze.

- Buongiorno. - Buongiorno, signora maestra!

Patria nostra, Repubblica della Polonia,

tu sei il frutto della lotta e della fatica di generazioni e generazioni

dei tuoi migliori figli e figlie.

Noi giuriamo di rimanere sempre fedeli e di proteggere le tue frontiere,

e difendere fino alla morte tutte le tue conquiste socialiste!

Sedetevi.

Bambini, oggi chi mi pulirà le scarpe?

- 10! 10! Per favore, io… - 10, io, per favore!

Mundzielak.

Mezza pagnotta viene divisa in tre parti uguali,

da dare a tre boy-scout.

Ognuno di questi ragazzi ne prende un pezzo per sé.

Per risolvere questo esercizio, dovete fare come segue:

diviso 2, vale a dire 0,5,

che equivale a 1.

Diviso 2,

poi si divide per 3.

E il risultato è 0,16.

Come si scrive in frazione?

Adam?

Adam!

Allora, hai capito che cosa ho chiesto?

Potrebbe ripetere, per favore?

Su, vieni qui.

Che cosa non hai capito, mocciosetto?

Te lo chiedo un'altra volta.

Che cosa non hai capito?

Vai a sederti!

Come le ha già detto il compagno

è meglio che lei ce lo dica.

Abbiamo parlato con i nostri capi,

e ci hanno detto di riferirle che deve cooperare.

Tanto lo verremmo a sapere in ogni caso.

Sei già a casa? Così presto?

Oggi le lezioni sono finite prima perché il maestro Wirski è malato.

Ah-ah!

Sii educato, saluta i nostri ospiti.

Buon pomeriggio. Siete tornati ad importunare mia madre?

Buon pomeriggio. Come va la scuola? Ti comporti bene?

- Ti piace giocare a calcio? - Sì, certo.

Anche a me piaceva quand'ero piccolo, ma ora sono grande e non ho più tempo.

- Gradite un po' di tè? - Oh, sì, grazie!

Aspetti, lei non è solo molto carina, ma è anche molto...

molto gentile!

- Esattamente come le vere donne polacche. - Siediti qui, figliolo.

Adesso c'è posto.

Vogliamo parlare un pochino con te. Su, siediti!

Non essere timido.

Cosa dicono i tuoi zii quando vengono dalla mamma?

Io non ho zii.

Be', allora, quando vengono a trovarla degli uomini, che cosa le dicono?

No, vengono solo degli amici vostri, ma a mia madre non piacciono quei tipi.

E cosa dice la mamma di tuo padre?

- Parla molto poco di lui. - Davvero? E cosa dice?

Niente!

Non essere timido, ragazzo mio, parla, così lo dirò a tuo padre quando lo vedrò.

- Andrà in Inghilterra? - No… Perché in Inghilterra?

Allora mi ha mentito! Mio padre è in Inghilterra, ora.

Come fai a dire che ho mentito? Non è per niente carino da parte tua, figliolo.

Certo! Non andremo in Inghilterra.

Vedremo il tuo papà attraverso degli speciali "zerkala". Volevo dire...

- Specchi. - Specchi! Sì, specchi...

- Esistono degli specchi speciali? - Certo! Esistono degli specchi speciali.

\ E una... nuova invenzione.

È totalmente nuova!

- Brevettata dai polacchi. - Sì, ma… autorizzata dai sovietici.

Sì, sì, sì… Autorizzata dai sovietici.

- Posso parlare con papà attraverso questi specchi? - Oh, non è possibile.

Dobbiamo salvaguardarli. Esistono soltanto alcuni esemplari.

Il nemico potrebbe rubarli,

e magari usarli a suo piacimento per i propri scopi.

Mi piacerebbe avere due specchi così.

Uno per il mio papà, e un altro per Teresa.

Capisco...

Ecco il vostro tè.

"Punto, punto, virgola, nel mezzo del tondo di una tazza."

"Bastone, bastone, cetriolino, ed ecco che è uscito un omino".

Adam, va' a farei compiti.

Non dire a nessuno di questi specchi, è un segreto di Stato.

- Giura che non lo dirai a nessuno. - Lo giuro, ha la mia parola d'onore.

Oh... è bollente!

È davvero buono.

\ E come se avessi una molla!

Mundzielak!

- Buongiorno. - Buongiorno, signor maestro!

Perché ridete?

Signor maestro, qualcuno ha tirato una pera.

- E quindi? - E lo ha colpito.

Cosa?

In piedi!

Chi è stato lo stupido?

Eh?

Venga fuori subito.

0 prenderò a calci la classe intera.

E i vostri genitori perderanno il lavoro.

Allora?

Stupidi luridi mocciosi...

Marcirete in galera

unitamente alla vostra stupidità.

Chi è stato?

Che diavolo ti succede, ora? Pensi forse di essere in un circo?

- Mundzielak! - Sì, signor maestro.

- Prendi dell'acqua. - Non ho niente con cui portarla.

- Allora usa la bocca. - Va bene, signor maestro.

È stato lui?

L'avete visto?

Sputala sulla sua faccia.

Non sulla tua, idiota, sulla sua da femminuccia!

Alzati.

Alzati!

Sei stato tu?

Rispondi, quando ti fanno una domanda!

- No. - Allora chi?

- Non ho visto niente. - Chi?

Szy...

- Szydlowski. - Bugiardo!

Sei stato tu e dai la colpa a me!

Ti aspetto dopo la scuola.

Ah!

- Eccolo qui, dunque, il furfante! - Non sono stato io, glielo giuro!

\ E stato quello scemo a lanciare la pera!

Bene. Vado a chiamare la direttrice.

E al mio ritorno il responsabile confesserà.

Altrimenti darò a ciascuno di voi una bacchettata...

Confessa, Perfecki! Confessa e ti lascerò in pace!

- Ma non sono stato io! - Ah, è così? A fine lezione ti faccio fuori!

Guardi lei stessa.

Oh, santo cielo!

Perché non lo ha fatto pulire?

Perché stavo investigando.

Bambine, prendete spugne, strofinacci, e pulite tutto velocemente.

Avanti!

Chi è stato?

Confessate ora, ed io me ne dimenticherò.

- Allora? - I-i-io.

Non è vero! Sono stato io.

Ah-ah!

Sei stato tu?

Puoi andare a casa, oggi sei sospeso dalle lezioni.

Domani mattina verrai nel mio ufficio accompagnato dai tuoi genitori.

- Mio padre non potrà venire. - Perché no?

Perché è in Inghilterra.

Giusto perché voi lo sappiate.

Il ragazzo che nel bagno ha intagliato una svastica con un chiodo,

ha profanato questa scuola tanto quanto lui.

Lenin! Un nome che tutti conoscete.

Un grande amico della Polonia popolare.

Con il suo esercito e la sua volontà suprema!

Nei primi anni, quando il grano non c'era, Lenin aprì i granai per noi.

Fornì risorse e macchinari per far sì che le nostra industria potesse espandersi.

L'ISTRUZIONE DI MASSA ELEVA LA PROSPERITÀ DELLA NAZIONE

In Polonia crescono sempre più scuole e fabbriche!

Entrambi modelli di un sano socialismo!

La nostra gente, con fiducia, ripete il nome di Lenin, simbolo di pace nel mondo!

L'indimenticabile momento è arrivato. La svolta nella storia.

Il cambiamento apre la strada alla vittoria che meritiamo.

L'avanzata è pronta! Patria, guidaci!

- Partito, idiota. - Partito, guidaci!

Non tocco mai… Non tocco mai le c... No!

Non tocco mai le carte, di solito.

Ma sto giocando con Janusz mentre impasto il cemento.

Lancio… lancio subito 200,

ma quella bestia di Janusz rilancia con 300!

Io dico 400 e lui dice 500!

Continuiamo a giocare, rilancio dopo rilancio!

Sono nervoso, ma il lavoro va avanti! La cazzuola non si ferma!

È… to il gioco.

- È fin… - È finito il gioco, quanto bravi siamo!

Nuove dimore giocando costruiamo.

A| sorgere dell'alba,

del tutto impaziente e non appagata dalla propria bellezza,

sibilava la locomotiva

sopra la ragazza che si era inginocchiata.

Qualcuno che osservava di sfuggita il profilo pagano della ragazza,

poteva pensare, fraintendendo, che lei stesse pregando la macchina.

In quanto le sue labbra tremavano trepidanti,

quando, delicatamente, la tenera ferroviera,

oliava i pistoni della locomotiva.

Puoi aiutarmi?

Non gratis.

Molto gentili. Grazie molte, ragazzi.

Piano, fate attenzione.

Vicino al muro, vicino al muro.

Sì, va bene così. Sì, bene.

Signora,

potremmo io e il mio amico,

chiaramente nell'ambito del servizio alla comunità,

usare queste cornici per fare la galleria dei filosofi?

Filosofi?

Ah, filosofi, capisco…

Filosofi! Mm-mm...

ERACLITO

SENECA

CICERONE

Bella iniziativa, ragazzi!

Hanno adornato la classe

con i volti dei grandi pensatori dell'umanità!

Menti che rappresentano il duro lavoro e l'autoperfezionamento!

Anni, miei cari! Anni di pensiero umano!

Un grande esempio per tutti voi.

Intendo i filosofi!

Meritate... Meritate entrambi il voto più alto.

Come premio una settimana libera.

Che ne dici di una galleria di scrittori in un'altra classe,

e di fisici nel laboratorio di fisica, di chimici nel laboratorio di chimica,

e di dentisti in quella del dentista?

- La batteria non va bene. - È il tuo modo di cantare che non va bene.

Andrebbe bene, se il ritmo fosse giusto.

- Colpiscile con forza quelle corde. - Lascialo stare.

Ragazzi, l'ho comprato dal signor Henin!

Non potete immaginare la fila su Via Wawelska!

- Che aspettiamo? - Ascoltiamolo!

Dammi il filo.

Ecco il disco.

- Prendi i cuscini. - Sì, eccoli.

Ok.

- Che ne dite di una sigaretta, eh? - Sì, buona idea.

- Hai visto miss spogliarello? - Certo! - Che tette che ha la Bardot!

E il modo in cui sculetta?

Oh, sì, la Bardot! E le ragazze del cabaret? Collant, gambe fin qui...

Il gestore del cabaret non fa altro che palpeggiarle.

Be', si dà da fare.

Papà, che ci faccio qui? Perché viviamo qui e non con te?

Ti aspettiamo da tanto tempo, ma tu non torni.

Ne ho abbastanza.

Voglio andarmene via,

volare lontano, in America, o nello spazio.

Il più lontano possibile!

Magari dove

Brigitte è seduta in questo momento.

0 sdraiata?

Perché mi sento così male?

Templar?!

Non mi vedi?

Tu...

Tu mi hai insegnato a baciare.

Non solo a te. Anche a tante altre femminucce.

Dove stai andando?

Veramente sto cercando mio padre.

Tuo padre? Che gli è successo?

Non ritorna dalla guerra.

Stava pilotando uno Spitfire con la divisione 302.

Nel tuo Paese.

- È stato abbattuto? - No.

Credo che sia ancora vivo.

È tutto quello che so.

Sono anni che vengono qui ad interrogarci!

Non voglio essere scortese, lo capisci?

C'è ancora la possibilità di vedere papà.

Fa' attenzione, figliolo, o ti cacceranno via da scuola.

- Ricorda: "Il silenzio è la lingua di Dio". - Allora perché vengono qui?

- Stai fuori dalla politica, se vuoi rivedere tuo padre! - Io ne sono fuori!

- Che vogliono da papà? - Che vogliono...?

Possono farlo tornare in Polonia, oppure no.

Puoi dirmi quando, finalmente, tornerà papà?

Si ricorderà ancora di noi?

- Perché non scrive? Che cosa vogliono quelli? - Tesoro... - Non chiamarmi tesoro, rispondimi!

Adam, ti prego!

\ Io sono qui, lui è Il.

Non capisco nemmeno io! Smettila di torturarmi.

Be', comunque devi averlo visto dopo la guerra,

altrimenti non sarei qui.

L'ho visto per poco.

È dovuto andare via.

La polizia segreta voleva metterlo in prigione.

- Che volete da mia madre? - Adam!

- Vogliamo parlare con tua madre a quattrocchi. - Sei occhi.

Giusto! Sei occhi.

Magari…

Ti va di andare al cinema?

Ecco qui. Da parte nostra.

No, grazie, uso i miei.

- Chi te li ha dati? - Mio padre mi manda qualche dollaro. - Ah, sì?

Prendi", non essere timido.

- Sono soldi di servizio. - No, grazie, non occorre.

Che volete da mia madre?

- Cosa volete? - Calmati, Adam!

GIOCATTOLI

ELEGANZA

CINEMA

IL DISPREZZO

VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

Un ingresso. Voglio dire... un biglietto.

- Hai 18 anni? - C-certo!

Non si vede?

Non li dimostri.

Grazie.

Due biglietti, per favore.

- Non ho l'età. - Non ho l'età.

- Non ho l'età. - Non ho l'età.

Per amarti non ho l'età.

L'eterno complesso adolescenziale, intitolato "Non ho l'età",

perde consistenza in club di questo tipo, e con la prossima canzone.

ODISSEA

Almeno tu sei qui, e so che mi ami.

Sì, per questo sono corso da te.

Ti piace questo appartamento?

All'inizio doveva essere una scuola di danza,

ma ho abbandonato questo progetto.

La danza è sempre stata la vita per me.

Mentre il cinema è soltanto un gioco andato bene.

Ho imparato a ballare da Boris Kniasef.

Ne hai mai sentito parlare?

No?

Non importa.

Rimani con me, ho bisogno del tuo amore.

Ma a una condizione. Non devi farti vedere dai miei ospiti.

- Giuramelo! - Te lo giuro!

Parola d'onore. Nessuno mi vedrà mai.

Adesso devo vestirmi e anche truccarmi.

Sto per incontrare un principe interpretato da Charles Boyer.

Marilyn Monroe ha bisogno di quattro ore per truccarsi.

Io ci metto solo un quarto d'ora.

Sebbene non abbia un parrucchiere da cui andare tre volte alla settimana

che mi rende bionda platino.

Quando ero piccola mi chiamavano "sardina".

Non so per quale motivo, visto che era piuttosto grassottella.

Non facevo che ripetermi che non ero così terribile!

Ieri sera

ero a cena con il ministro Pinay.

Mi ha detto che sono la maggior fonte di denaro straniero perla Francia.

Seconda solamente alla Renault.

Non mi piace affatto guardarmi allo specchio.

Ho un brutto naso.

Le mie guance sono troppo grosse.

E i miei sono occhi troppo piccoli.

- Ma non è vero. - Sì, invece è vero!

Mi sembra di aver ottenuto tutto dalla vita,

ma di non saperne fare uso.

Sono persino privata del puro piacere di camminare per strada.

Quando passo io, sono tutti lì che guardano.

Si fermano, si voltano e commentano a voce alta, cosicché possa sentirli.

Dicono che non sono carina come nel grande schermo.

Dicono sono troppo magra,

troppo truccata,

sebbene non lo sia quasi per niente.

Secondo me è solo perché provano invidia per la mia fama.

Io sono una donna che fatto carriera,

ma che ha perso la vita.

La mia vita privata è ridotta in piccoli... frammenti.

I film assorbono così tanto tempo.

Ti prendono energia,

alienano l'anima,

e rubano la tua libertà.

Non esagerare! La gente ti ama.

I giornali scrivono belle cose sul tuo conto.

"Non è né perversa né ribelle né immorale."

"Perché l'immoralità non la sfiora nemmeno".

Ecco. E Simon de Beauvoir che lo ha scritto.

Non ha senso.

Allora, ascolta quello che dice "Le Figaro".

"Ancora agile come un predatore,

ma ora un po' mansueta."

"Le sue ormai celebri labbra sensualmente imbronciate

sembrano voler bere il piacere della Terra,

ma con una punta di amarezza".

Leggi ancora!

Perché ti sei fermato?

"Ecco come si presenta Brigitte Bardot nel suo ultimo film."

"Lentamente, ma senza sosta, una stella cadente del firmamento cinematografico".

È solo una critica!

C'è sempre qualcuno dispettoso.

È finita.

Voglio lasciare il cinema.

Preferisco andarmene io per prima,

piuttosto che essere sbattuta fuori.

E comunque non voglio più vivere tra gli esseri umani.

Ne ricevo soltanto del male.

- Vuoi vivere da sola? - Non da sola... ma con gli animali.

Sono gli unici che non provano invidia.

Non diffamano e non mentono.

Nasconditi!

Ciao, tesoro.

Che cosa ci fai qui?

Che c'è che non va? Non sarai mica depressa.

Sono venuto per portarti in un ristorante.

Adesso non posso. Aspetto qualcuno.

Il famoso Simon Templar!

Dovevi rimanere nascosto.

L'avevi giurato sul tuo onore!

- Ma Brigitte... - Niente più Brigitte! È finita!

Vai fuori!

Fuori! Tutti e due!

Siete tutti uguali!

Non lavoro a casi come il tuo.

Omicidi, furti d'arte,

diamanti, casinò.

Macchine veloci

e belle donne.

È di questo che mi occupo.

Tutto il resto è soltanto... noia.

Prendi ciò che vuoi, offro io.

Non posso crederci!

Scusami.

- Siediti. - Non sei a un funerale.

Non stare lì con gli occhi spalancati. Parla, di' qualcosa.

- Che cosa ci fate qui? - Che vuoi dire? Ti stavamo aspettando.

- A me?! - Ti abbiamo visto andare da Brigitte.

Volevamo cantare per voi, qualora fosse finita romanticamente.

Siamo stanchi l'uno dell'altro.

Probabilmente ci divideremo.

- Non potete farlo! - Perché no?

- Il mondo non vi perdonerebbe. - Che cosa ci fai qui?

- Ti sei perso? - Lo siamo tutti! - Parla per te.

- Non ti preoccupare, sto parlando per me. - Basta litigare, per amor del cielo!

Finalmente! Si mangia.

Delizioso!

La prego! Usi la sua forchetta.

Perché tutti vogliono conformarti ad ogni costo?

Questo è un mondo che vuole pareggiare i conti.

Vuole pareggiarli, sì, sì, sì!

Calmi! State calmi!

Silenzio!

State calmi.

Non faremo un singolo autografo, se non vi calmerete.

Facciamo un accordo, ci state?

- Sì. - Sì. - Sì. - Sì.

Ok. Abbiamo bisogno di mezz'ora di pace.

Perché mezz'ora? Perché non un quarto d'ora?

Ci serve mezz'ora per parlare con il nostro amico.

Sta cercando suo padre e ci siamo dimenticati di aiutarlo.

- Suo padre? Cosa gli è successo? - Non interrompete o non si fa nulla.

Se andate via per… mezz'ora,

vi metteremo in fila e faremo a ciascuno di voi un autografo.

- A ciascuno di noi? - Davvero?! - E anche con dedica!

Suggerisco di sederci in silenzio per un po'.

Il silenzio è la melodia più bella.

Ci farà bene.

D'accordo...

- Non vedete le onde? - Certo che le vediamo.

Muoviamoci, ragazzi. Andiamo via.

- Paul, ti amo! - Paul, sposami!

- Tornate indietro! - Mi sentite?

- Da quella parte. - Ne sei sicuro?

Sì.

Eccoci. Ehi, tu, fuori.

Noi torniamo indietro.

Cercalo qui tuo padre.

ACCOGLIENZA

È arrivato, finalmente.

La stavamo aspettando, in effetti.

Questa è la chiave della sua stanza.

Ora gliela mostro.

Prego.

Prego.

Lui è il signor Szot,

il fuochista della nostra fornace.

Il nostro hotel avrà circa 200 anni, più o meno.

Nessuno lo sa con esattezza. Ciascun piano ha uno suo stile diverso.

Nel primo piano alloggiano le star più famose.

Come Marion Brando,

come Brigitte Bardot.

Come la signora Raquel Welch...

E anche persone eccezionali come il professor De Louri.

Qui…

Qui, invece, alloggia Liz Taylor!

Ecco, questa è l'ala antica dell'hotel.

Purtroppo spesso dimentico

quali porte conducono alle stanze e quali ai corridoi.

Oppure ad altre ali dell'edificio.

Non…

Non ricordo nemmeno esattamente quante stanze abbiamo in albergo.

Perché la direzione, da diversi decenni,

sta effettuando un restauro piuttosto fluido, dicono.

In pratica, ogni settimana nuove stanze vengono aperte,

e altre chiuse.

- Ma tutte le chiavi sono nella reception? - No… Non esattamente.

Molte stanze sono chiuse,

quindi le chiavi non ci sono.

Dio solo sa che cosa ci può essere all'interno.

Pare che in alcune camere ci siano dei passaggi

per arrivare a diverse città e a diversi Paesi.

Ma credo

che siano soltanto voci.

È la mia stanza?

"Ciao, figliolo, ti penso e sono con te. Tuo padre".

Quando è arrivata?

È arrivata qualche giorno fa per posta.

È indirizzata a lei, così gliel'ho portata qui.

Cézanne!

Il signor Cézanne

va a dipingere la sua montagna ogni mattina.

Vedi? In queste l'acqua non entra.

Ma ho dovuto attaccare la gomma fino in alto.

Le tue sono sicuramente bagnate.

Sì, infatti.

Certamente.

Che cosa sa di mio padre?

10? Di tuo padre?! Cosa dovrei sapere?

Ecco, ho ricevuto da lui una cartolina postale

con la riproduzione di un suo dipinto.

Io ho parecchi padri.

In che senso parecchi!

Be', sì: Mantegna, Sassetta, Courbet...

E il sole, gli alberi,

le montagne

e l'erba.

Ogni filo d'erba è diverso.

Ogni filo d'erba è diverso dall'altro.

Mai lo stesso nel colore e nella forma che gli è propria.

Tutte uniche.

A loro modo perfette.

La Sainte Victoire!

Questa montagna è una fiamma fossilizzata.

Ritorna alle tue cose.

Desidero stare da solo.

Cosa fa con quel maiale?

Cerco tartufi.

Valgono parecchi soldi. Il ristorante dell'hotel li paga qualunque prezzo.

E solo Bertha sa dove si trovano i tartufi.

Sai qualcosa di tartufi?

No.

I tartufi sono una questione complessa. Crescono sottoterra a circa mezzo metro.

Non di più. Solo un maiale riesce a sentirne l'odore.

La mia Bertha troverà sempre qualcosa.

- Come fa a esserne certo? - C'è scritto nella Bibbia.

La Bibbia parla di tartufi?

Di ogni cosa... Chi cerca, trova.

Per caso è arrivato qualche altro messaggio di mio padre?

Sopra, al terzo piano, c'è una biblioteca, ed è sempre aperta.

Solo per quelli come lei… che cercano.

Teresa?! Che ci fai qui?

Perché non vieni più a scuola?

Sono occupato.

Anche tu vivi qui?

Tutti noi viviamo qui! Ti saremo venuti in mente qualche volta.

Ma certo. E ovvio che vi penso.

Ma non sempre...

Perché dici così?

È solo che non ti vedo da un po'.

Dov'è la tua stanza?

Lì!

Posso accompagnarti?

Non ti va di parlare?

No.

- Perché, no? - Perché no.

"Perché no".

SILENZIO

- Buonasera. - Buonasera!

Mi chiamo Antoni Ulim. Sono il bibliotecario.

- Il portiere mi ha detto che... - La stavo aspettando.

- Ma verrà qualcun altro? - No, nessuno.

Sono il suo bibliotecario personale.

- Chi lo ha deciso? - Lei!

10?! Mi perdoni, ma non ricordo…

Non mi sorprende.

Al momento regna il caos dentro di lei.

"Mio padre volava appena sopra il mare,

i suoi piedi fluttuavano sopra le creste di onde spumeggianti".

Questo è il mio sogno.

- L'ho scritto io. - Sì.

Tutti i suoi pensieri sono annotati qui.

Molti di questi volumi Ii stanno ancora aspettando.

Quindi c'è qualcuno che...

che mi conosce…

E mi capisce.

- E che mi può aiutare. - Certo.

Io la conosco… e la capisco.

Ma qualunque mio tentativo di influenzare le sue decisioni

sarebbe a dir poco altamente immorale.

Dunque inammissibile.

- Lei gestisce la mia libreria di pensieri. A chi può servire? - A lei.

A impedirle di ripetere gli stessi errori,

ad evitarle le trappole.

Adesso, con il suo permesso,

la lascio solo.

Ho bisogno di prove!

Qualcosa di concreto, di tangibile.

Mi permetto di risponderle con una massima:

"Provare l'esistenza di Dio equivale a negare la propria fede".

SILENZIO

Hai qualche notizia di papà?

No.

Probabilmente è morto.

Non lo dire.

Lo troveremo!

Non ce la faccio più, Adam.

Per me è tempo di andare, mamma.

Me ne vado.

Quando nell'oscurità pallente dell'alba solitaria,

diverrò un sogno e attraverso le tue palpebre socchiuse.

Sì, ti riconosco.

Hai scritte tu queste parole.

Tu sei Rabindranath Tagore.

Sono andato via di casa.

Ho lasciato mia madre per trovare mio padre.

Ma non riesco a rintracciarlo.

Dimmi. Che cosa farai quando troverai tuo padre?

Be', è ovvio.

Non esattamente.

Perseguire un obiettivo può essere fonte di infinite sofferenze.

L'obiettivo diventa quindi una divinità esagerata, un'illusione di felicità.

Per il cui raggiungimento,

i momenti di vita quotidiana vengono calpestati.

Hai pensato…

Hai pensato a quale sarà il tuo prossimo obiettivo?

No. In realtà non ci ho pensato.

Tu non stai cercando tuo padre.

Tu stai cercando te stesso.

Ecco perché sei venuto in questo hotel.

RABINDRANATH TAGORE LA VERA ESSENZA DELLA VITA - SADHANA

- Chi è? - Milizia! Apra!

Bene, bene, bene...

Ah-ah! Ah-ah...

Cos'è questo?

Si fanno giochi erotici qui, eh?

Mentre fuori la parata attende.

E non vedo nemmeno una bandiera rossa appesa!

Bene, bene, bene...

Cos'è, abbiamo finito le bandiere?

Quando qualcuno ti fa una domanda, rispondi!

Se non vuoi finire a cercare i tuoi denti sul pavimento, idiota!

Avete o no delle bandiere in questo hotel?

Sì! Compagno Jòzwiak!

Allora perché alla finestra non ce ne sono?

Non sono in grado di darle una risposta soddisfacente.

Nemmeno io.

Com'è possibile che in un hotel

civilizzato come il nostro,

persone illuminate

non siano in grado di rispondere in modo soddisfacente?

Eh?

Rispondimi!

- Ma compagno Jézwiak, non dovrebbe prendersela tanto a cuore. - Cos'hai detto?

Sputalo subito!

- Perché è così arrabbiato con noi e non con loro? - Perché, perché…

Semplice, Kwiatkowski, perché siete voi e non loro i responsabili dell'ordine.

Sì, è vero, ma non possiamo stare attenti a tutto.

Giusto, hai ragione!

Quello che non può essere fatto, non può essere fatto!

E quello che si può fare, si può fare!

Lunga vita al primo segretario del partito!

Teresa? Teresa!

Lunga vita al compagno Piotr Jaroszewicz!

Teresa!

Lunga vita! Lunga vita!

- La nazione con il partito! - Su, muoviti!

Lunga vita! Lunga vita!

Lunga vita ai membri del comitato centrale del partito!

Lunga vita! Lunga vita!

Lunga vita ai pensieri immortali di Vladimir Lenin!

Lunga vita! Lunga vita!

Lunga vita alle bellissime donne di Ferrum.

Lunga vita! Lunga vita!

La nazione con il partito! Il partito con la nazione!

La nazione con il partito! Il partito con la nazione!

La nazione con il partito! Il partito con la nazione!

La nazione con il partito! Il partito con la nazione!

Ha un nuovo maiale?…

Eh, sì! Si chiama Ed.

Era un giornalista, e la signora Bardot l'ha trasformato.

EccotH Sei scappato dalla parata, eh?

Ti piace tradire la tua patria? Tranquillo, non avere paura!

Si tratta di tua madre.

Davvero? Che succede?

Niente! Non succede niente.

Sarò franco e onesto con te.

Tua madre è ancora, ecco...

Come posso dire?

Una bella donna, non è vero?

È gentile, ma mia madre sarebbe più contenta

se lei e i suoi "amici" la smetteste di infastidirla continuamente.

Posso aiutarti a trovare tuo padre, se in cambio tu aiuti me, però!

Una mano lava l'altra, non ti pare?

Cos'ha in mente?

Te lo dico, ma tienilo per te.

Se mi aiuti ad avvicinare tua madre, ti dirò dove si trova tuo padre.

- Non le credo. - No?!

Hai mai sentito parlare della Siberia?

Ehm, chiedo scusa.

Sa forse dove posso trovare la porta per la Siberia?

Mettiti in ginocchio!

Guarda qui, amico mio.

- È proprio quella sua...? - Sì! È proprio la sua.

La bella Brigitte ha annunciato che metterà all'asta il suo guardaroba...

...per ricavarne denaro per i suoi animali.

Guarda.

Il sale dei suoi piedini...

Meravigliosa!

No, no, no, no, no!

Non riservare tutti i piaceri del mondo a te stesso.

Condividili anche con gli altri.

Non ho pagato una fortuna per condividerla.

Chiedo scusa.

Signori, sapete dirmi dove posso trovare la porta per la Siberia?

Della Siberia?!

Anche se lo sapessi, giovanotto,

è talmente fredda che lungi da me avvicinarmici, se possibile.

Scusatemi.

Signora Bardot, lei è sotto lo sguardo di tutti.

La fama la rende felice o triste?

Triste? Triste è riduttivo.

Direi che la fama mi rende disperata.

Disperata? Che cosa intende?

Che senza gli animali mi sarei uccisa molto tempo fa.

Ha rinunciato al cinema, ma ha organizzato un'asta del suo guardaroba

per raccogliere fondi per la Protezione Animali.

Suppongo che abbia bisogno di soldi, giusto?

Sì, ma tuttavia non a costo di soffrire.

Per me il cinema è dolore e alienazione.

E la ver t N;

Io soffro nello stesso momento che metto piede sul set.

Il sole dovrebbe splendere, ma è nuvoloso.

Il costume mi scava la carne.

La polvere scorre via in rivoli di sudore.

Mi arrostisco al calore delle lampade e mi rattrappisco.

Non faccio che ripetere le stesse parole perlopiù banali,

scena dopo scena.

E per cosa?

Perché il montatore vada fuori di testa per trovarne la differenza tra l'una e l'altra.

La première è quando la tortura ha davvero inizio.

Sono pronti a vedermi cadere,

oppure a mostrare segni di stanchezza, oppure inciampare.

Interessante. Molti artisti assicurano che lei adora i film.

L'amore è bendato e stupido.

Giusto, l'amore!

Parliamo della sua vita privata.

Sono certo che ai lettori interessa sapere se ha trovato l'uomo giusto per lei.

L'uomo giusto per me?!

Mio Dio… Questo è impossibile!

D'accordo. Vuole condividere con i suoi lettori come ha messo su il suo piccolo zoo?

Certamente. Le rispondo volentieri.

Per molti anni, amanti, mariti,

agenti, produttori, in poche parole uomini,

sono stati talmente crudeli da regalarmi pellicce,

cappelli, scarpe, cinture, borse,

realizzate con pelli di animali.

Ma, grazie a questa bacchetta magica,

ho trasformato le cinture in serpenti,

le pellicce in zibellini, i ventagli in uccelli.

Animali a parte, cosa sta facendo attualmente?

Attualmente?

Attualmente sto avendo paura.

Di cosa?

Non avverte una certa atmosfera letale nell'hotel?

I suoi pensieri sono piuttosto macabri.

Ultimamente penso alla morte ogni giorno, signore.

Ciò che mi preoccupa di più è il processo di decomposizione del nostro corpo.

Trascorriamo una vita intera a prendercene cura.

E alla fine... si trasforma.

Proprio così.

Non…

La prego, non mi muova. La prego...

- Che le è successo? - Sono andato in magazzino a prendere dei guanti nuovi.

Sono scivolato, sono caduto.

- Riesce, ad alzarsi? - Sì, non è nulla di grave, ma…

Ma cosa?

Ma non voglio. Perché dovrei alzarmi?

- Be', perché è in servizio. - No, non lo sono.

Sono venuto qui a fine turno.

Non… Non vuole tornare a casa sua?

No. Non ho una casa.

Quando la mia Laura è morta, casa mia è morta con lei.

Così tutti i nostri averi: le mura, le serrature, tutto.

Lo sa che anche la vista da una finestra può morire?

Lo sa che cosa ho fatto quando mi sono reso conto che mia moglie era morta?

Non ho chiamato un'ambulanza. E non ho chiamato neanche un dottore.

Non mi sono disperato, mi sono sdraiato accanto a lei

e mi sono addormentato.

Quando mi sono svegliato era notte.

L'ho presa in braccio

e l'ho portata in strada

fino a che non mi ha fermato la milizia.

Dove la stava portando?

Non…

Non lo so.

Sa indicarmi dov'è la porta perla Siberia?

Sì…

Questo

lo so.

L'autorizzazione!

Il foglio!

Il foglio, hai capito?

No.

Da chi posso ottenerla?

Soltanto da Lubov!

- Chi state piangendo? - Non lo sai?

È morto Joaquin, il nostro portiere.

Signor Lubov, ho bisogno dell'autorizzazione per la Siberia!

Quale Siberia? Non esiste! Solo voi polacchi potete credere a certe cose.

Ha visto...

Ha visto mio padre?

Ha idea di quanto sia attraente?

Si controlli, siamo a un funerale.

Povera Brigitte, così sola...

Ha avuto così tanti amanti!

Almeno io ho avuto tanti mariti.

Avevo detto per dissetarmi, non per lavarmi.

Cittadine e cittadini della Repubblica della Polonia.

Oggi mi ri volgo a voi come soldato e capo del go verno polacca.

Mi rivolgo a voi per questioni di eccezionale importanza.

La nostra patria è sull'orlo del precipizio.

Il patrimonio di generazioni di lavoratori

e la casa polacca, nata dalle ceneri, sono ridotti in rovina.

Le strutture dello Stato stanno cessando di funzionare.

Ogni giorno nuovi colpi vengono sferrati a un'economia ormai morente.

Le condizioni di vita gravano sulla popolazione,

e ogni giorno si fanno sempre più difficili.

Nelle fabbriche e in molte case polacche nascono confini di dolorosa divisione.

L 'atmosfera di infiniti conflitti, di incomprensioni e di odio,

semina il vuoto psichico

e ferisce le tradizioni della tolleranza.

MI MANCHI. SII CORAGGIOSO.

TUO PADRE.

- Come ti senti? - Bene.

Sei ore in fila per comprare il pane!

Roba da impiccarsi.

Non so che succederà, la gente non regge più.

Marion Brando è venuto con uno striscione con su scritto "Abbasso il regime".

E la polizia segreta ha iniziato a sparare.

Simon Templar?!

Non puoi vincere il caos.

Non c'è cosa migliore per fare soldi.

Mi è appena venuta una brillante idea.

Che ne direste se vi offrissi una via di fuga,

lontano dalle grinfie della polizia segreta?

Direi che sta farneticando!

- Non esiste una via di fuga. - Sì, invece. - Dove?

In America.

Così lontano?! Non ci sono porte che conducano in America.

- Ci puoi arrivare volando. - E come?

Con il mio missile privato.

Questo è il progetto.

Ognuno avrà la propria stanza. Come in un hotel.

Ho pensato a ogni dettaglio.

Vedrete, nascerà una nuova civiltà.

La nuova Atlantide di Bacone, la Città del Sole di Campanella.

Liz Taylor è stata la prima a versare un anticipo.

- Un anticipo? - Per costruire il missile.

E cos'ha detto la polizia segreta?

Quelli vorrebbero l'intero hotel tutto per loro.

AVVISO

La direzione dell'hotel

ci vuol fare morire di fame?

Oppure di freddo?

Compagni, riscaldate il cittadino.

Che guardi? Ne vuoi anche tu?

Prendetelo! Dovete fermarlo! E un sovversivo che crea sempre problemi!

L'hotel divenne una prigione. E le stanze delle celle.

Anche se nessuno vi era rinchiuso.

La gente ormai era diventata apatica.

I giorni successivi furono un incubo. Il nostro respiro si congelava sulle finestre.

Il mondo divenne invisibile fuori dai vetri ghiacciati.

All'inizio ci lavammo con acqua gelida, che in seguito si ghiacciò nei tubi.

Con i denti che battevano, sussurravamo, chiedendoci se tanto gelo avesse mai fine.

La paura dominava l'hotel.

Ma chi sei, padre mio?

Io non ti ho mai visto.

Durante la tua assenza ho avuto molti padri.

Mi hanno svegliato, sfidato e provocato,

e hanno vissuto con me in hotel.

Credi di essere più importante degli altri?

Perché?

Per biologia?

Perle spirali del DNA?

È padre colui che dà la vita materiale o colui che dà la vita spirituale? Esisti o no?

Quanti padri ho?

Appena ho scoperto che falsificava le tue cartoline, la mamma è caduta in depressione.

Non volle neanche sentir parlare di rifugiarsi nel razzo.

Nonostante tutti i segni di distruzione fossero nell'aria.

Non intendo, sogni, premonizioni o profezie, parlo di un blocco fisico.

Del congelamento di sentimenti e azioni; di fede e speranza.

Allora, dove sei?

Sei in Oriente 0 in Occidente?

Non voglio sapere il tuo indirizzo, non posso inviarti questa lettera.

Ma la sto comunque scrivendo, mi aiuta a parlare con te.

Una forma di contatto

che rende viva la mia speranza.

Il fuoco del razzo lentamente ci scongelò.

Molti si diedero alla fuga,

altri rimasero.

Scrivo queste poche parole e mi rendo conto

che tutto ciò che sta succedendo dentro di me

sta diventando una lettera infinita e caotica, indirizzata a te.

Una lettera che non voglio terminare perché voglio che sia sincera,

che contenga la verità.

Ma l'unica e sola verità è il senso di caos,

dell'esserci e del non esserci,

di concentrazione e smarrimento,

di realtà del sogno e irrealtà dei fatti, proprio come in questo hotel.

Mi manchi.

Ti auguro il meglio.

Tuo figlio.

Adam!

Io resto qui!

La mia ricerca non è finita!

Andiamo.

Andiamo.

BRIGITTE BARDOT FOREVER

REGIA, PRODUZIONE E SCENEGGIATURA DI LECH MAJEWSKI

TRATTO DAL SUO ROMANZO: "PELLEGRINAGGIO ALLA TOMBA DELLA MERAVIGLIOSA BRIGITTE BARDOT"

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