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Grazie.
... ... ...
... ... ...
Era l 'alba di un caldo giorno di marzo, quando, dopo circa un 'ora di cammino
nei boschi, raggiungemmo la nostra dimora con le due ragazze requisite
il ride in paese.
La marcia era stata particolarmente difficile, in quanto le prigioniere
opponevano una forte resistenza.
Il nostro quartier generale era costituito da una vecchia casa
colonica, da noi requisita da alcuni contadini croati all 'inizio della
Conducemo le ragazze come solitamente eravamo uso fare in una vecchia stanza
adibita a cella.
Sarebbe un peccato.
Barbie, un buco in testa.
Le prigioniere erano disperate ed io, che non mi riconoscevo in quella stupida
guerra, cercai di alleviare le loro sofferenze slegandole e portandogli
da mangiare.
Era incredibile vedere degli esseri umani ridotti come le bestie.
privati della loro personalità e di qualsiasi forma di pudore.
Sarebbero state disposte a tutto pur di masticare qualcosa di commestibile in
una guerra dove il nemico più tremibile era te. No, a una condizione, non
cercate di scappare. Ed io vi aiuterò, d 'accordo?
Come consuetudine, le prigioniere venivano condotte al cospetto del nostro
un uomo spietato, che sembrava combattere la guerra solo per il gusto
sopraffare la volontà di queste povere donne.
Lui abusava di loro fino a succhiargli l 'anima e diventava furioso se qualche
altro ragazzo del nostro gruppo cercava di approfittarne prima di lui.
Alcune volte pretendeva che le donne venissero bendate per timore che lo
riconoscessero. Capitava con frequenza, infatti.
che le vittime fossero sue vecchie conoscenze del periodo in cui nel nostro
paese regnava la pace.
Ex compagne di scuola, vicine di casa o colleghe di lavoro, erano diventate
soltanto delle prede.
Così. Così.
Così. Così.
Così. Così.
Così.
Così. Così. Così. Così. Così. Così. Così.
Così.
Così.
e per assentire cosa vuole dire scoparmi e dai, piegati così,
tolmi la bocca così, brava brava brava brava brava brava brava brava brava
brava brava brava brava brava brava brava brava brava brava brava
brava
Oh!
Grazie mille.
Anche se non lo vuoi, vero?
Sì, vuoi godere.
Ma io non ti faccio godere.
Io
cazzo.
Così, così.
Così, così.
Così Così Così Così Così Così
Così Così Così Così
Così
Sì, così, così.
Una
delle
due prigioniere era una magnifica ragazza di origine musulmana.
Avevo la sensazione di averla conosciuta prima della guerra.
Discutendo con lei, infatti, scoprì che eravamo iscritti alla stessa facoltà di
lecce. Gli espressi il mio disappunto su quanto accadeva nel nostro paese.
E cercai di rincuorarla, promettendole che avrei fatto il possibile per farla
ritornare in libertà.
Lei era diffidente e quando mi strinse la mano in segno di fiducia, provai una
sensazione meravigliosa.
Mi sentivo nuovamente un uomo.
Così.
Che bella mano che hai.
Davvero bella.
Stai tranquillo.
Così.
Così. Fommi godere, troia.
Fammi godere tutto.
Così. Apri.
Apri. Apri. La tua fica.
Così. Come calda. Come calda. Zitta.
Prego, basta.
Zitta. Fammi godere.
Così. Il tuo cazzo.
Per tutto.
Dopo te lo metterò anche in bocca.
Così scopa, scopa, scopa il soldato.
Così, così, così.
Ti voglio sborrare.
Perché mi tratti così? Così. Perché ti ho fatto così? Dai, zitta, zitta.
Come sono calda.
Dai, muoviti.
Muoviti. Puttana. Muoviti.
Puttana.
Avanti. Così.
Dai. Dai, voglio sentirti tutta. Ecco. Ecco.
Così. No.
No. Lo senti? Lo senti il cazzo?
No.
Ti spiego.
Voglio godere.
Voglio godere.
Basta.
Ce la faccio.
Così, così.
Dai, dai.
Dai, prendi la mia sporra.
Così, vieni.
Così, vieni.
Capo! Per mantenere la promessa fatta ad Idina, questo era il nome della mia
amica musulmana, mi ricai a parlare col cato, raccontandogli di aver scoperto
che lei aveva l 'AIDS e che sarebbe stato più sicuro per tutti noi di
da qualsiasi tipo di contatto.
In effetti il mio obiettivo era soltanto quello di recuperare del tempo ed
evitare che lei avesse potuto subire violenza.
La fortuna volle che casce.
un soldato fedelissimo al nostro capo, avesse ascoltato la conversazione tra me
e la ragazza e non esitò a raccontare che la mia dichiarazione corrispondeva
falso. In cambio della sua prova di fedeltà, egli chiese autorizzazione al
di consumare un rapporto sessuale con il dico, una combattente serba
appartenente al nostro gruppo, che lui deliberava da tempo.
La sua richiesta fu soddisfatta ed il mio destino era ormai segnato.
Dai, dai, cominciamo. Ivina pagò le conseguenze di quella dichiarazione.
Stava anche lei per provare l 'infamia dello stupro etnico.
Sei stata brava, volevi salvarti.
Volevi scoparti solo il tuo amichetto.
E levati quel vecchio.
Dai, fammi vedere.
Levolo.
Così, bravo.
Che bella fica che hai.
Sì, hai proprio una bella fichetta.
Girati, fammi vedere il culo, avanti, forza, girati, brava.
Sì, così, brava, sei fantastica.
Levati il reggiseno, levati il reggiseno.
Brava, così.
Anche le mutandine adesso.
Su, forza, cosa aspetti?
Voglio vederti nuda.
Che troia che sei.
Ecco, così.
Togliti tutto.
Però, un corpicino niente male.
Sì.
Brava, così.
Girati, dai, mieciti tutto.
Sì, che cazzo che mi fai.
Avanti.
Vieni qui, forza, fammi un bocchino.
Così, brava, dai.
Voglio sentire la tua bocca.
Ah, sì.
Così.
Brava, brava, avanti, avanti.
Succhia.
Sì, sì, succhia.
Socchiami il cazzo, dai.
Sì, sei fantastica.
Dai,
avanti ancora, così.
Sì, sai fare con il cazzo, vero?
Socchia, socchia.
Giù e in fondo, avanti.
Cacciatela in gola, il cazzo, fallo godere.
Così, brava, bambina.
Sì. Però, eh sì, avanti.
Non ti stancherei mica, vero? Oh, sì.
Avanti. Brava, sei fantastica.
Sì, così.
Che bocca, sì.
Mi piace.
Mi piace, sì.
Avanti, continua, forza.
Cacciatelo in gola, il cazzo. Così, fallo godere.
Sì, che lingua che hai, tesoro.
Sì, così brava. Sì, brava, fantastico.
Sì, dai.
Avanti, non ti fermare.
Che lingua.
Sì, dai.
Oh sì, così brava, dai.
Leccami la punta del cazzo.
Ci sai fare per essere una musulmana, lo sai?
Avanti, dai.
Lasciatelo in gola.
Così, così.
Sì.
Che grandissima troia che sei.
Sei la mia troia.
Sì.
Sì, così, sì.
Non ti fermare, dai, dai.
Sì, così.
Così, brava, sì.
Sì, sì.
Sì, che bello, dai, ancora.
Sì, così lo faccio.
Belle tonde, belle sole.
No, no,
no.
Dai, dai, muovi. Muovi la chiappa.
Mi sentisco come troia.
Grazie.
Non ti piace il peccato, eh?
Sì!
No!
No!
No! No!
Sì! Sì!
Grazie.
Grazie a
tutti.
Guarda, ancora, ancora.
Lo stai sfondando tutto.
Sì, lo voglio sfondare. Sì, così, bravo.
Godi, godi. Lo sento fino ai cogli.
Mi piace così.
Dai, sto per venire.
Eccola la sfora.
Eccola, sì.
Dopo avermi sparato un colpo di rivoltella alla spalla, si recò a
suo rapporto con il dico.
La guerra aveva trasformato tutti loro in belve disumani, pronte a vendersi per
soddisfare i propri attinti bestiali.
Non vedo l 'ora.
Grazie.
oh oh
Uuuh!
Grazie.
Così.
Sì, dai.
Ancora, ancora.
Mi piace il tuo figlio.
Così ti piace.
è stata fantastica che chiamata
condizioni erano le mie.
Avevo un polmone forato da una scheggia di proiettili e riuscivo a respirare con
grande difficoltà.
Loro volero mantenermi in vita soltanto per godere delle mie sofferenze e per
terrorizzare e rendere masuete le ragazze prigioniere.
Quando Edina vide le condizioni in cui versavo, si rese finalmente conto che
stato dalla loro parte.
Fu allora che cominciò a prestare per me delle attenzioni che non avrei mai
immaginato.
Intanto nella vecchia casa colonica continuavano i soprusi e le violenze
praticati verso le nuove prigioniere di guerra.
Sì, così.
Sì.
Non ti piace essere legata, eh? Non è vero?
Avanti, leccami il cazzo.
Forza, forza.
Così. Brava, sì, brava, così.
Ti piace?
Prendilo in bocca.
Sì, così, bravo.
Sì, così, avanti, tu.
Tieni, tieni, tieni, tieni.
Ecco, cacciatela in gola.
Ecco.
Hai il cazzo, eh?
Lo vuoi, eh? Lo vuoi il cazzo.
Ma sì, dice, sono morti.
Tutti accontentati.
No,
no.
No, no.
Faccia sentire il cazzo, è un po' per volo.
Che stai a fare con la lingua, eh, troietta?
Così, avanti, datti da fare.
Fammela sentire, quella lingua.
Estringi quelle labbra. Fallo godere.
Così. Così mi piace.
Ecco E invece tagliamo
questi Sì
Vediamo com 'è la fichetta senza fili
Cosa c 'è? Hai paura?
Sto a calma.
Adesso ci divertiamo un po'. Vedrai, ti fa divertire.
Mi cazzo!
Sì. Sì.
Andiamo. E così.
No.
No. No.
Così, bravo. Dai, ancora.
Soltami sul cazzo.
Così.
voglio godere
Cazzo così, vero?
Ma è enorme.
Avanti. Sai che ti piace il mio cazzo? Sì, mi piace.
Mi piace.
È grosso.
Le mie condizioni peggioravano sempre più ed il capo aveva incaricato Sasha di
controllare che nessuno potesse prestarmi delle cure.
Sta morendo.
Sta morendo.
Fu in un momento di estrema disperazione che Adidina venne in mente di tentare l
'impossibile.
Il capo era intento a continuare le sue visite alle nuove prigioniere.
Così Così Così
Così
Sì, così.
Dai ferma, ferma.
Ti muore.
Sì, così, così.
Sì, così.
No, no.
che...
No, di piacere.
Così! Così!
Così!
Piano, però, piano, stronza.
Piano. Non c 'è bisogno.
Così.
Così.
Così.
Così.
Così. Così.
Hai la fortuna di avere un gatto come me.
Faticchiatilo a me!
Rosy! No!
Idina chiese alla sua compagna di distrarre Sasha.
Il suo piano era quello di tentare la fuga.
Non so come mi fu possibile resistere ai tormenti che il dolore della mia ferita
mi infliggeva.
La forza della disperazione mi aiutava a superare quel tremendo supplizio.
Il confine con l 'Ungheria sembrava irraggiungibile, ma era diventato la
unica speranza.
Oggi io ed Idina siamo una coppia felice.
Viviamo a Budapest ed entrambi lavoriamo presso un affermato studio legale.
La guerra nel nostro paese è continua e l 'odio tra gli uomini di etnie diverse
è ormai incolmabile.
La comunità mondiale guarda al nostro problema con scetticismo ed impotenza.
Oggi sono felice, ma ho paura.
Paura dell 'insensibilità di uomini come voi, che amano masturbarsi sulle
atrocità della vita.
Adorano la violenza e godono nel sottomettere un essere umano alle loro
Avete visionato questo stupido film dal titolo inequivocabile per godere della
sofferenza dei vostri signi.
A tutti voi voglio soltanto dire una cosa.
Vergognatevi di essere uomini.
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